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Etiopia chiama domenica 21/ottobre/2007 Festa delle famiglie MONTICHIARI (BS) Conoscere l’Etiopia Adozione a distanza Le opere e i Progetti Gruppi famiglia Adozione giuridica

Notiziario del

Centro Aiuti per l’Etiopia

Tariffa Associazioni senza Fini di Lucro: Poste Italiane s.p.a. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv.in.L.27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, C.S.N. -Novara- n.14/Anno VII Taxe Perçue - Tariffa riscossa CPO Domodossola

n. 15 luglio 2007


Chiuso il bilancio del 2006 con grande gioia constatiamo di aver ricevuto 700.000,00 Euro più dell’anno precedente e siamo arrivati a quota 5.000.000,00 di Euro che in Etiopia hanno un potere d’acquisto 10 volte maggiore. Con questo stiamo aiutando molti bisognosi ed è una felicità per noi che vediamo ma soprattutto per voi che donate. Cari benefattori senza di voi possiamo fare ben poco, grazie grazie e ancora grazie per il vostro aiuto. Il Vescovo della Diocesi di Emdeber, Mons. Mosè dice che ci vorrebbero tutte le televisioni del Mondo perché tutti possano vedere i bisogni e soprattutto quello che voi fate. A gennaio ho incontrato alcune famiglie adottive al Villaggio Madonna della Vita e insieme siamo andati a visitare alcuni centri nella regione del Guraghe a Endeber; quando siamo arrivati nel centro gestito da Suor Felizzeta dell’ordine delle Suore cappuccine, ho visto nei loro volti la felicità di trovare un centro con 1.269 bambini adottati a distanza, ben nutriti che studiano e indossano la divisa. In particolare la sig.ra Daniela Rocco ha scattato centinaia di foto in tutti i centri dicendomi di accompagnare tutti i benefattori a vedere quanto si può fare con la loro piccola somma dell’adozione a distanza; uscendo dal centro ha fotografato una bambina denutrita piena di mosche e rattristata ha commentato “dobbiamo fare di più”. Sempre a gennaio è arrivato il gruppo di Crema guidato da Don Michele della parrocchia di S. Bartolomeo per l’inaugurazione

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chiusura amaihc aInIlip oitE Gruppo famiglie

Centro Aiuti per l’Etiopia

Etiopia chiama

Lettera del presidente

dell’asilo di Lia a Kulit, arrivati all’asilo, (sorto dove prima non c’era nulla) è iniziata l’inaugurazione a cui hanno preso parte centinaia e centinaia di bambini contenti della nuova struttura, poi sono arrivati altrettanti bambini dal villaggio vicino per partecipare alla festa, uno dei più grandi disse: “siamo contenti di questo bellissimo asilo per i nostri fratelli, ma perché noi non lo abbiamo e dobbiamo andare all’asilo sotto la pianta?” a questa domanda Don Michele emozionato rispose chiedendogli scusa se non avevano ancora raccolto i fondi per loro e ringraziandoli disse “vi stiamo dando solo quello che è

vostro, quello che non vi abbiamo dato prima, quello che vi abbiamo rubato”. Il Vangelo dice “se hai due mantelli danne uno ai poveri”. Siamo andati a visitare i Gunus, una comunità di 4/5 mila persone emarginate che vive in condizione disumane, non hanno niente. Dopo aver assistito a scene strazianti gli abbiamo promesso la costruzione di un ambulatorio e lo scavo di un pozzo. Quando siamo entrati eravamo commossi nel vedere i bambini ammalati, anziani sdraiati a terra che piangevano e che adesso vivono nella speranza della nostra promessa. A fine marzo sono stato nei campi profughi del Sudan, a Kassala dove i bambini erano contenti di aver avuto i tetti delle 10 aule e con questo la certezza di non essere in costante pericolo per l’intrusione dei serpenti nelle aule, di essere al riparo dal sole e dalle piogge e contentissimi ringraziano i benefattori per l’adozione a distanza e per i tetti delle scuole. Rientrati a Kartum abbiamo visitato il campo profughi, lì abbiamo 750 bambini adottati a distanza con un pasto al giorno e tetti in paglia cadenti da rifare in lamiera. Quando i bambini si sono radunati per mangiare non erano più 750 ma 1.500 poiché condividevano un pasto in due, Padre Giacinto mi disse di dire loro due parole di incoraggiamento, ma piangevo e non sono riuscito. In Etiopia, in circa 15 centri da noi assistiti con l’adozione a distanza i bambini consumano un pasto al giorno e vanno a scuola, ma manca l’acqua, bevono l’acqua dei fiumi, torrenti e pozzanghere, a giugno abbiamo firmato con il vescovo il

dell’Emilia ci da notizia che la loro seconda festa sarà domenica 23 settembre a Vignola. Vignola Siete tutti invitati

SOMMARIO Le Opere 4 Resoconto 2006 Conoscere l’Etiopia 8 Emdeber Adozione a distanza 10 Impegno da mantenere 11 Testimonianze Adotta un progetto 12 Cronaca di viaggio 14 Progetto Valle d’Aosta 16 Gruppo famiglie Triveneto 18 Gruppo famiglie di Milano

14 Progetti 20 Adozione Giuridica 22 http//www.centroaiutietiopia.it 23 In libreria

contratto per lo scavo di 9 pozzi così che a fine dicembre molti di loro potranno avere l’acqua potabile. Il giorno del mio rientro, alle 7 si presenta al villaggio una mamma con un bambino di 6 anni con un tumore al collo molto visibile, sulla cartella clinica i medici consigliano di portarlo in Italia dove può guarire mentre in Etiopia non ha nessuna speranza. Subito dopo arriva un papà con una bambina di 4 anni la cartella clinica dice che è leucemia e che in Italia può guarire. Tanti altri ammalati sono arrivati lo stesso giorno, a loro abbiamo fatto la lettera di garanzia dove assicuriamo il pagamento dell’ospedale e questi si cureranno ad Addis Abeba. Per il bambino e la bambina abbiamo già contattato l’ospedale di Pavia il costo è di 100.000,00. Euro Quando ci troviamo di fronte a qualunque richiesta possiamo solo dire sì o no; abbiamo detto di sì a tutti e due perché il solo vedere gli occhi di questi bambini che ti scrutano strazia il cuore. Abbiamo tantissimi benefattori

confidiamo nella vostra sensibilità e nella vostra carità. In questi primi mesi del 2007 già 3 persone sono tornate in Etiopia operate e guarite: Betlhem operazione al cuore, Degene tumore alla testa, Amartin tumore alla colonna vertebrale guariti grazie al vostro aiuto senza il quale non sarebbero sopravissuti. Mi ha commosso la mamma di Amartin che ha fatto 800 km in pullman per abbracciarmi e ringraziarmi, quando le ho detto che il merito è di tutti i benefattori del Centro Aiuti per l’Etiopia piangendo mi rispose che lo sapeva e che dovevo abbracciarli e ringraziarli tutti a nome suo, ad uno ad uno. Col vostro preziosissimo aiuto possiamo fare tantissime cose per questo popolo martoriato dalle guerre, dalle carestie, dalla fame e dalla morte prematura voglia il buon Dio ricompensarvi per quello che avete fatto e che farete. Vi auguro ogni bene e arrivederci al 21 ottobre a Montichiari, Brescia Con profondo affetto Roberto Rabattoni

Etiopia chiama Notiziario di informazione del Centro Aiuti per l’Etiopia Anno VIII, numero 15, luglio 07 Centro Aiuti per l’Etiopia -Associazione ONLUSVia 42 martiri, 189 28924 Verbania Fondotoce (VB) Tel. 0323/497320 – Fax 0323/497729 e-mail: info@centroaiutietiopia.it sito: http://www.centroaiutietiopia.it Autorizzazione del Tribunale di Verbania n. 4 del 28/08/2006 Direttore Responsabile: Enrico Guenzi Redazione: Via 42 martiri, 189 - Verbania Fondotoce (VB) Periodicità: Semestrale Editore: Centro Aiuti per l’Etiopia Stampa: Pressgrafica - Gravellona Toce (VB) Hanno collaborato: P. Caneva, N. e P. Porretta, N. Cardi, C. Grisoni, P. Morelli, L. Scotti, D. Simeone, S. Tiani, gruppi famiglie Crema, Milano, Triveneto. Le immagini sono dell’archivio del CAE o gentilmente concesse dalle famiglie Biancardi, Ferrara, Lolli, Porretta, Scaglioni, Simeone, Tiani, Vita, gruppi famiglie Crema, Milano, Triveneto.

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Chiuso il bilancio del 2006 con grande gioia constatiamo di aver ricevuto 700.000,00 Euro più dell’anno precedente e siamo arrivati a quota 5.000.000,00 di Euro che in Etiopia hanno un potere d’acquisto 10 volte maggiore. Con questo stiamo aiutando molti bisognosi ed è una felicità per noi che vediamo ma soprattutto per voi che donate. Cari benefattori senza di voi possiamo fare ben poco, grazie grazie e ancora grazie per il vostro aiuto. Il Vescovo della Diocesi di Emdeber, Mons. Mosè dice che ci vorrebbero tutte le televisioni del Mondo perché tutti possano vedere i bisogni e soprattutto quello che voi fate. A gennaio ho incontrato alcune famiglie adottive al Villaggio Madonna della Vita e insieme siamo andati a visitare alcuni centri nella regione del Guraghe a Endeber; quando siamo arrivati nel centro gestito da Suor Felizzeta dell’ordine delle Suore cappuccine, ho visto nei loro volti la felicità di trovare un centro con 1.269 bambini adottati a distanza, ben nutriti che studiano e indossano la divisa. In particolare la sig.ra Daniela Rocco ha scattato centinaia di foto in tutti i centri dicendomi di accompagnare tutti i benefattori a vedere quanto si può fare con la loro piccola somma dell’adozione a distanza; uscendo dal centro ha fotografato una bambina denutrita piena di mosche e rattristata ha commentato “dobbiamo fare di più”. Sempre a gennaio è arrivato il gruppo di Crema guidato da Don Michele della parrocchia di S. Bartolomeo per l’inaugurazione

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chiusura amaihc aInIlip oitE Gruppo famiglie

Centro Aiuti per l’Etiopia

Etiopia chiama

Lettera del presidente

dell’asilo di Lia a Kulit, arrivati all’asilo, (sorto dove prima non c’era nulla) è iniziata l’inaugurazione a cui hanno preso parte centinaia e centinaia di bambini contenti della nuova struttura, poi sono arrivati altrettanti bambini dal villaggio vicino per partecipare alla festa, uno dei più grandi disse: “siamo contenti di questo bellissimo asilo per i nostri fratelli, ma perché noi non lo abbiamo e dobbiamo andare all’asilo sotto la pianta?” a questa domanda Don Michele emozionato rispose chiedendogli scusa se non avevano ancora raccolto i fondi per loro e ringraziandoli disse “vi stiamo dando solo quello che è

vostro, quello che non vi abbiamo dato prima, quello che vi abbiamo rubato”. Il Vangelo dice “se hai due mantelli danne uno ai poveri”. Siamo andati a visitare i Gunus, una comunità di 4/5 mila persone emarginate che vive in condizione disumane, non hanno niente. Dopo aver assistito a scene strazianti gli abbiamo promesso la costruzione di un ambulatorio e lo scavo di un pozzo. Quando siamo entrati eravamo commossi nel vedere i bambini ammalati, anziani sdraiati a terra che piangevano e che adesso vivono nella speranza della nostra promessa. A fine marzo sono stato nei campi profughi del Sudan, a Kassala dove i bambini erano contenti di aver avuto i tetti delle 10 aule e con questo la certezza di non essere in costante pericolo per l’intrusione dei serpenti nelle aule, di essere al riparo dal sole e dalle piogge e contentissimi ringraziano i benefattori per l’adozione a distanza e per i tetti delle scuole. Rientrati a Kartum abbiamo visitato il campo profughi, lì abbiamo 750 bambini adottati a distanza con un pasto al giorno e tetti in paglia cadenti da rifare in lamiera. Quando i bambini si sono radunati per mangiare non erano più 750 ma 1.500 poiché condividevano un pasto in due, Padre Giacinto mi disse di dire loro due parole di incoraggiamento, ma piangevo e non sono riuscito. In Etiopia, in circa 15 centri da noi assistiti con l’adozione a distanza i bambini consumano un pasto al giorno e vanno a scuola, ma manca l’acqua, bevono l’acqua dei fiumi, torrenti e pozzanghere, a giugno abbiamo firmato con il vescovo il

dell’Emilia ci da notizia che la loro seconda festa sarà domenica 23 settembre a Vignola. Vignola Siete tutti invitati

SOMMARIO Le Opere 4 Resoconto 2006 Conoscere l’Etiopia 8 Emdeber Adozione a distanza 10 Impegno da mantenere 11 Testimonianze Adotta un progetto 12 Cronaca di viaggio 14 Progetto Valle d’Aosta 16 Gruppo famiglie Triveneto 18 Gruppo famiglie di Milano

14 Progetti 20 Adozione Giuridica 22 http//www.centroaiutietiopia.it 23 In libreria

contratto per lo scavo di 9 pozzi così che a fine dicembre molti di loro potranno avere l’acqua potabile. Il giorno del mio rientro, alle 7 si presenta al villaggio una mamma con un bambino di 6 anni con un tumore al collo molto visibile, sulla cartella clinica i medici consigliano di portarlo in Italia dove può guarire mentre in Etiopia non ha nessuna speranza. Subito dopo arriva un papà con una bambina di 4 anni la cartella clinica dice che è leucemia e che in Italia può guarire. Tanti altri ammalati sono arrivati lo stesso giorno, a loro abbiamo fatto la lettera di garanzia dove assicuriamo il pagamento dell’ospedale e questi si cureranno ad Addis Abeba. Per il bambino e la bambina abbiamo già contattato l’ospedale di Pavia il costo è di 100.000,00. Euro Quando ci troviamo di fronte a qualunque richiesta possiamo solo dire sì o no; abbiamo detto di sì a tutti e due perché il solo vedere gli occhi di questi bambini che ti scrutano strazia il cuore. Abbiamo tantissimi benefattori

confidiamo nella vostra sensibilità e nella vostra carità. In questi primi mesi del 2007 già 3 persone sono tornate in Etiopia operate e guarite: Betlhem operazione al cuore, Degene tumore alla testa, Amartin tumore alla colonna vertebrale guariti grazie al vostro aiuto senza il quale non sarebbero sopravissuti. Mi ha commosso la mamma di Amartin che ha fatto 800 km in pullman per abbracciarmi e ringraziarmi, quando le ho detto che il merito è di tutti i benefattori del Centro Aiuti per l’Etiopia piangendo mi rispose che lo sapeva e che dovevo abbracciarli e ringraziarli tutti a nome suo, ad uno ad uno. Col vostro preziosissimo aiuto possiamo fare tantissime cose per questo popolo martoriato dalle guerre, dalle carestie, dalla fame e dalla morte prematura voglia il buon Dio ricompensarvi per quello che avete fatto e che farete. Vi auguro ogni bene e arrivederci al 21 ottobre a Montichiari, Brescia Con profondo affetto Roberto Rabattoni

Etiopia chiama Notiziario di informazione del Centro Aiuti per l’Etiopia Anno VIII, numero 15, luglio 07 Centro Aiuti per l’Etiopia -Associazione ONLUSVia 42 martiri, 189 28924 Verbania Fondotoce (VB) Tel. 0323/497320 – Fax 0323/497729 e-mail: info@centroaiutietiopia.it sito: http://www.centroaiutietiopia.it Autorizzazione del Tribunale di Verbania n. 4 del 28/08/2006 Direttore Responsabile: Enrico Guenzi Redazione: Via 42 martiri, 189 - Verbania Fondotoce (VB) Periodicità: Semestrale Editore: Centro Aiuti per l’Etiopia Stampa: Pressgrafica - Gravellona Toce (VB) Hanno collaborato: P. Caneva, N. e P. Porretta, N. Cardi, C. Grisoni, P. Morelli, L. Scotti, D. Simeone, S. Tiani, gruppi famiglie Crema, Milano, Triveneto. Le immagini sono dell’archivio del CAE o gentilmente concesse dalle famiglie Biancardi, Ferrara, Lolli, Porretta, Scaglioni, Simeone, Tiani, Vita, gruppi famiglie Crema, Milano, Triveneto.

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Dopo opo tredici anni due due Euro di aumento nella quota mensile dell’adozione a distanza Si è atteso del giornalino ufficialmente adottanti che

questo numero per annunciare a tutti gli

nella seduta del 20/02/2007 il consiglio direttivo del Centro Aiuti per l’Etiopia ha deciso di ritoccare la quota mensile dell’adozione a distanza, portandola da 13,00 a 15,00 Euro. Era dal 1994 che ciò non accadeva, quando era passata a 25.000 lire (avendo subito solo un piccolo arrotondamento con il passaggio all’Euro) ed in considerazione degli aumenti dei costi anche in Etiopia, ai membri del direttivo è parso che per garantire lo stesso livello di assistenza ai bambini un piccolo sacrificio aggiuntivo potesse essere richiesto agli adottandi. Il 2007 sarà un anno ponte, infatti a coloro che hanno già versato la quota annuale, o che stanno provvedendo ad effettuare i versamenti periodici, non verranno chieste integrazioni. Mentre le nuove adozioni che vengono avviate, partono ora con il contributo di 15 Euro mensili. Consapevoli del fatto che per molti adottanti la quota mensile costituisce un sacrificio e sostengono l’adozione a distanza come puro gesto di amore verso chi non ha nulla, si è deciso di rispettare la libera scelta di coloro che ritenessero di non poter sostenere il passaggio ai 15,00 Euro mensili, accettando ancora il contributo di 13,00 Euro. Certi della vostra comprensione, a tutti diciamo ancora GRAZIE per l’aiuto che continuate a darci, anche a nome dei piccoli che lo ricevono!

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Adozione a distanza: 15 EEuro uro al mese

Il versamento mensile costa 12 Euro all’anno, è possibile risparmiare Ci permettiamo di suggerirvi di effettuare il versamento della quota annualmente, semestralmente o almeno, trimestralmente ciò produrrebbe per voi un risparmio da 8,00 a 11,00 Euro (quasi una quota mensile). Chi era abituato a versare il contributo mensilmente, perchè meno impegnativo, potrebbe continuare ad accantonare la quota in un piccolo salvadanaio risparmiando così l’euro del bollettino postale.

Dopo lo scavo di due pozzi, il progetto Eti-hope, sostenuto dalla comunità di Ceppaloni, continua con la realizzazione di una strada di 25 km che collegherà due piccoli centri (la parrocchia di San Michele Arcangelo in Ayga e la parrocchia di San Salvatore in Weratle) situati nel nord dell’Etiopia nella provincia Irob. Ci troviamo nel nord del Tigray, regione confinante con l’Eritrea. La zona è particolarmente impervia ed i lavori sono effettuati totalmente a mano, senza l’aiuto di mezzi meccanici. Ad opera ultimata sarà possibile percorrere con un fuoristrada l’intero percorso che va da Weratle ad Adigrat, capoluogo della provincia. Ciò consentirà uno spostamento più agevole per la popolazione del luogo, fino ad oggi quasi del tutto isolata, permettendo un miglioramento dei pochi scambi commerciali esistenti e rendendo possibile il trasporto dei malati, attualmente effettuato a spalla per decine di chilometri. I lavori, supervisionati dal vescovo della diocesi di Adigrat, mons. Tesfaselassie Medhin, con il quale abbiamo avuto un incontro organizzativo nell’ottobre 2006, sono iniziati in data 15 gennaio; impegnano circa 50 operai al giorno e dovrebbero concludersi prima della fine del corrente anno. Ci auguriamo che l’opera si possa ultimare al più presto per poter testimoniare la bontà del nostro intervento e per poter iniziare a realizzare altre opere infrastrutturali nella stessa provincia, che mirino a migliorare sempre più la qualità di vita della popolazione locale. Domenico Simeone

Grazie al sostegno di moltissimi benefattori, piccoli e grandi, anche nel corso del 2006 abbiamo potuto continuare a sostenere molti progetti di solidarietà ed a realizzare nuove strutturre per migliorare le condizioni di vita in alcuni villaggi. Nel corso del 2006, la vostra generosità ha toccato quota 5.000.000 di Euro (si veda consuntivo a lato) con un notevole incremento nelle adozioni a distanza e nelle offerte rispetto allo scorso anno. Queste sono state così impiegate: All Villaggio Madonna della Vita: • Si è provveduto al mantenimento orfanotrofio che ospita dell’orfanotrofio mediamente 160 bambini accuditi nelle 24 ore da 65 persone; • è stata terminata la costruzione Casa della Speranza”, Speranza destinata della “Casa ad ospitare bambini sieropositivi (le mamme non possiamo accoglierle perchè il Governo ha chiesto di cucina, ospitarle altrove), completa di cucina camere. Si lavanderia e arredamento camere è inoltre dato corso alla sistemazione dell’area dedicata al gioco dei bambini, alla predisposizione della zona nella quale verrà realizzato un tukul (oggi quasi terminato) per la stagione delle pioggie. Già a settembre sono stati accolti i primi ospiti e si è provveduto ad offrire sostegno domiciliare ad adulti affetti da HIV/AIDS. La struttura è stata dotata allo scopo di personale. In Addis Abeba Progetto pane” pane • Con i fondi del “Progetto sono proseguiti gli aiuti ai poveri di Addis Abeba con la distribuzione di pane e viveri; Progetto viaggi della • i fondi del “Progetto speranza” hanno permesso di

Progetti di cooperazione e sviluppo

Le OPERE

A tutti gli adottanti a distanza:

amaihc aipoitE A Emdeber, nel Guraghe (vedasi articolo alle pagg. 12 e 13)

• Sono state ultimate le 3 palazzine e capannoni (foto 12 e 13 pag. 6) che ospiteranno le scuole professionali. professionali Intanto si stanno predisponendo i documenti doganali per l’ingresso in Etiopia dei macchinari per avviare falegnameria, l’officina officina da fabbro la falegnameria e di meccanica meccanica, la sartoria e la maglieria; maglieria • è ormai arredata e funzionante la scuola superiore (foto 1 e 2 pag. 6) la cui costruzione è stata finanziata dal Dott. Luigi Terzioli, per gli arredi hanno contribuito una donazione a memoria ed il gruppo famiglie di Torino; • sempre a Emdeber è stata avviata la scuola di agricoltura per 120 persone su un terreno della Diocesi. Il finanziamento proviene dalla Commissione per l’Adozione Internazionale italiana che verserà complessivamente 210.000 Euro nel triennio 2007/09, un esborso pari a 21.000 Euro spetterà alla nostra associazione. (continua a pag. 6)

operare circa 10 persone ad Addis Abeba o a Wolisso, mentre sono stati trasportati in Italia perchè non era possibile curarli in Etiopia: un ragazzo operato due volte alla testa per un tumore ed una ragazza operata per un tumore alla spina dorsale e successivamente sottoposta a riabilitazione. Prossimamente sono in arrivo un bambino di 6 anni con un tumore fra la spalla e il collo, una bambina di 4 anni ammalata di leucemia, una donna che dovrà essere curata per un tumore e una bimba, cui dovrà essere impiantato un pace-maker; • nell’Irob è proseguito il sostegno al progetto Etihope.

CONSUNTIVO ANNO 2006 ENTRATE Adozioni a distanza Offerte e contributi Adozioni Giuridiche Interessi attivi Tessere associative TOTALE

3.314.500 968.022 714.000 14.140 170 5.010.832

USCITE Inviati in Etiopia

4.338.009

SALDO Disponibilità Costi Italia (*)

474.136 198.687

(*) Nei costi, la cui incidenza è di poco inferiore al 4%, rientrano: personale, spese postali, materiale informativo, calendari, utenze, cancelleria compresa gestione adozione giuridica.

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Le OPERE . . .

Etiopia chiama


Dopo opo tredici anni due due Euro di aumento nella quota mensile dell’adozione a distanza Si è atteso del giornalino ufficialmente adottanti che

questo numero per annunciare a tutti gli

nella seduta del 20/02/2007 il consiglio direttivo del Centro Aiuti per l’Etiopia ha deciso di ritoccare la quota mensile dell’adozione a distanza, portandola da 13,00 a 15,00 Euro. Era dal 1994 che ciò non accadeva, quando era passata a 25.000 lire (avendo subito solo un piccolo arrotondamento con il passaggio all’Euro) ed in considerazione degli aumenti dei costi anche in Etiopia, ai membri del direttivo è parso che per garantire lo stesso livello di assistenza ai bambini un piccolo sacrificio aggiuntivo potesse essere richiesto agli adottandi. Il 2007 sarà un anno ponte, infatti a coloro che hanno già versato la quota annuale, o che stanno provvedendo ad effettuare i versamenti periodici, non verranno chieste integrazioni. Mentre le nuove adozioni che vengono avviate, partono ora con il contributo di 15 Euro mensili. Consapevoli del fatto che per molti adottanti la quota mensile costituisce un sacrificio e sostengono l’adozione a distanza come puro gesto di amore verso chi non ha nulla, si è deciso di rispettare la libera scelta di coloro che ritenessero di non poter sostenere il passaggio ai 15,00 Euro mensili, accettando ancora il contributo di 13,00 Euro. Certi della vostra comprensione, a tutti diciamo ancora GRAZIE per l’aiuto che continuate a darci, anche a nome dei piccoli che lo ricevono!

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Adozione a distanza: 15 EEuro uro al mese

Il versamento mensile costa 12 Euro all’anno, è possibile risparmiare Ci permettiamo di suggerirvi di effettuare il versamento della quota annualmente, semestralmente o almeno, trimestralmente ciò produrrebbe per voi un risparmio da 8,00 a 11,00 Euro (quasi una quota mensile). Chi era abituato a versare il contributo mensilmente, perchè meno impegnativo, potrebbe continuare ad accantonare la quota in un piccolo salvadanaio risparmiando così l’euro del bollettino postale.

Dopo lo scavo di due pozzi, il progetto Eti-hope, sostenuto dalla comunità di Ceppaloni, continua con la realizzazione di una strada di 25 km che collegherà due piccoli centri (la parrocchia di San Michele Arcangelo in Ayga e la parrocchia di San Salvatore in Weratle) situati nel nord dell’Etiopia nella provincia Irob. Ci troviamo nel nord del Tigray, regione confinante con l’Eritrea. La zona è particolarmente impervia ed i lavori sono effettuati totalmente a mano, senza l’aiuto di mezzi meccanici. Ad opera ultimata sarà possibile percorrere con un fuoristrada l’intero percorso che va da Weratle ad Adigrat, capoluogo della provincia. Ciò consentirà uno spostamento più agevole per la popolazione del luogo, fino ad oggi quasi del tutto isolata, permettendo un miglioramento dei pochi scambi commerciali esistenti e rendendo possibile il trasporto dei malati, attualmente effettuato a spalla per decine di chilometri. I lavori, supervisionati dal vescovo della diocesi di Adigrat, mons. Tesfaselassie Medhin, con il quale abbiamo avuto un incontro organizzativo nell’ottobre 2006, sono iniziati in data 15 gennaio; impegnano circa 50 operai al giorno e dovrebbero concludersi prima della fine del corrente anno. Ci auguriamo che l’opera si possa ultimare al più presto per poter testimoniare la bontà del nostro intervento e per poter iniziare a realizzare altre opere infrastrutturali nella stessa provincia, che mirino a migliorare sempre più la qualità di vita della popolazione locale. Domenico Simeone

Grazie al sostegno di moltissimi benefattori, piccoli e grandi, anche nel corso del 2006 abbiamo potuto continuare a sostenere molti progetti di solidarietà ed a realizzare nuove strutturre per migliorare le condizioni di vita in alcuni villaggi. Nel corso del 2006, la vostra generosità ha toccato quota 5.000.000 di Euro (si veda consuntivo a lato) con un notevole incremento nelle adozioni a distanza e nelle offerte rispetto allo scorso anno. Queste sono state così impiegate: All Villaggio Madonna della Vita: • Si è provveduto al mantenimento orfanotrofio che ospita dell’orfanotrofio mediamente 160 bambini accuditi nelle 24 ore da 65 persone; • è stata terminata la costruzione Casa della Speranza”, Speranza destinata della “Casa ad ospitare bambini sieropositivi (le mamme non possiamo accoglierle perchè il Governo ha chiesto di cucina, ospitarle altrove), completa di cucina camere. Si lavanderia e arredamento camere è inoltre dato corso alla sistemazione dell’area dedicata al gioco dei bambini, alla predisposizione della zona nella quale verrà realizzato un tukul (oggi quasi terminato) per la stagione delle pioggie. Già a settembre sono stati accolti i primi ospiti e si è provveduto ad offrire sostegno domiciliare ad adulti affetti da HIV/AIDS. La struttura è stata dotata allo scopo di personale. In Addis Abeba Progetto pane” pane • Con i fondi del “Progetto sono proseguiti gli aiuti ai poveri di Addis Abeba con la distribuzione di pane e viveri; Progetto viaggi della • i fondi del “Progetto speranza” hanno permesso di

Progetti di cooperazione e sviluppo

Le OPERE

A tutti gli adottanti a distanza:

amaihc aipoitE A Emdeber, nel Guraghe (vedasi articolo alle pagg. 12 e 13)

• Sono state ultimate le 3 palazzine e capannoni (foto 12 e 13 pag. 6) che ospiteranno le scuole professionali. professionali Intanto si stanno predisponendo i documenti doganali per l’ingresso in Etiopia dei macchinari per avviare falegnameria, l’officina officina da fabbro la falegnameria e di meccanica meccanica, la sartoria e la maglieria; maglieria • è ormai arredata e funzionante la scuola superiore (foto 1 e 2 pag. 6) la cui costruzione è stata finanziata dal Dott. Luigi Terzioli, per gli arredi hanno contribuito una donazione a memoria ed il gruppo famiglie di Torino; • sempre a Emdeber è stata avviata la scuola di agricoltura per 120 persone su un terreno della Diocesi. Il finanziamento proviene dalla Commissione per l’Adozione Internazionale italiana che verserà complessivamente 210.000 Euro nel triennio 2007/09, un esborso pari a 21.000 Euro spetterà alla nostra associazione. (continua a pag. 6)

operare circa 10 persone ad Addis Abeba o a Wolisso, mentre sono stati trasportati in Italia perchè non era possibile curarli in Etiopia: un ragazzo operato due volte alla testa per un tumore ed una ragazza operata per un tumore alla spina dorsale e successivamente sottoposta a riabilitazione. Prossimamente sono in arrivo un bambino di 6 anni con un tumore fra la spalla e il collo, una bambina di 4 anni ammalata di leucemia, una donna che dovrà essere curata per un tumore e una bimba, cui dovrà essere impiantato un pace-maker; • nell’Irob è proseguito il sostegno al progetto Etihope.

CONSUNTIVO ANNO 2006 ENTRATE Adozioni a distanza Offerte e contributi Adozioni Giuridiche Interessi attivi Tessere associative TOTALE

3.314.500 968.022 714.000 14.140 170 5.010.832

USCITE Inviati in Etiopia

4.338.009

SALDO Disponibilità Costi Italia (*)

474.136 198.687

(*) Nei costi, la cui incidenza è di poco inferiore al 4%, rientrano: personale, spese postali, materiale informativo, calendari, utenze, cancelleria compresa gestione adozione giuridica.

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Le OPERE . . .

Etiopia chiama


ri, se non e avvocato di pove ta ofe pr a nd re i m ciò o che re distaccato da tutto di me il tuo spirito, ivilegi possa io esse Signore manda su pr i mi nt ta do di an qu do ri go ve é ro perch obbedire ai po ad i m ta aiu riesco a essere pove lli, te fra correre verso te e i che mi impedisce di li appelli risponda sempre ag e ri alt gli de a chiamano. nz re de ffe e lacerato perché ve mi abitui mai alla so ano, di chi ha il cuor Fa Signore, che non idi gli ot de qu e ne fam pa la ha n ia di chi no ntire come m se a i m ta aiu di chi è nel dolore, e, fam rsone che e per i morsi della to di testimoni, di pe an qu i str ae m i propri figli pianger di no rfluo è non ha tanto bisog , Signore il mio supe ne be l de do en altri. L’umanità oggi fac e e spirituali passino tra la gent lpa, i beni materiali co le ta di i ch sull’esempio di Cristo ac m i m n permettere che io gio di tutti. rubato ai poveri, no to a comune vantag na sti de no do ro pu è a m iei non sono m

Etiopia chiama (continua da pag. 5)

. . . Le OPERE • Presto partirà la costruzione di una sala mensa per dare un pasto a circa 500 poveri. Per la raccola di fondi per il progetto si è impegnata la Collegiata dei S.S Gervasio e Protasio di Domodossola. • In collaborazione con la Diocesi di Emdibir sono state realizzate e arredate due scuole presso due dei villaggi nei quali è attiva l’adozione a distanza (Goru Goru -foto 6- con il contributo del gruppo famiglie di Lanciano e Wolkitè -foto 3, 4 e 5-). • a Kulit è stato realizzato un asilo (foto 7 e 8 e articolo alle pagg. 12 e 13 ). Inoltre In oltre • A Combolchà Combolchà, su richiesta del Governo etiope è stata avviata la costruzione di una casa di accoglienza per la cura degli ammalati di HIVAIDS (circa 500 m2), e si dovranno realizzare le strutture ed acquistare una macchina per la produzione di blocchetti in cemento, cemento ed un camion per il trasporto.

amaihc aipoitE

• A Nazareth è stata realizzata una Casa di accoglienza per orfani. • Sono stati inviati aiuti straordinari ai profughi del Sudan, Sudan si è provveduto al rifacimento del tetto di una scuola. • Un opera umanitaria di grande valore l’hanno svolta i numerosi medici pediatri che si sono recati nelle nostre struttrure per prestare servizio gratuitamente o per effettuare interventi chirurgici presso l’ospedale di Addis Abeba. A loro va il nostro sentito grazie. STAFFETTA DI MEDICI PEDIATRI Rinnoviamo l’appello (articolo alle

1

pagg. 6, 7, e 8 dello scorso numero di Etiopia chiama), ed invitiamo a coordinarsi

con il nostro ufficio per scaglionare le partenze; queste devono infatti essere a staffetta per coprire periodi lunghi e garantire ai nostri bambini ed agli ammalati cure durante tutto l’anno e non soltanto in determinati periodi. INFE R M IE R A INFERMIERA Cerchiamo anche un’infermiera con esperienza in pediatria che possa istruire le 4 infermiere che lavorano al Villaggio Madonna della Vita.

2

Emdeber 1 e 2 - Suor Felizeta, Monsignor Mosè e Roberto Rabattoni davanti ai tre edifici (6 aule e gli uffici) della Scuola Superiore. Wolkitè 3 - Uno dei due edifici di 8 aule del villaggio; 4 - alcuni componenti del gruppo di Crema in visita, assieme a Monsignor Mosè ed al Sacerdote di Wolkitè; 5 - i bambini in aula. Goru 6 - Lasilo edificato alla memoria di Luigi Russo di Lanciano. Kulit 7 e 8 - Momenti di festa nel giorno dell’innaugurazione dell’Asilo di Lia. 9, 10 e 11 - Bambini in fila per l’alzabandiera, in aula e il salone per la mensa dell’adozione a distanza. Emdeber 12 e 13 - Scuole professionali. 14 - Cisterna per raccolta acqua del pozzo. 155 - Aula della Scuola Materna. 166 - Aula Scuola Superiore. 177 - Fontana di uno dei pozzi realizzati.

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ri, se non e avvocato di pove ta ofe pr a nd re i m ciò o che re distaccato da tutto di me il tuo spirito, ivilegi possa io esse Signore manda su pr i mi nt ta do di an qu do ri go ve é ro perch obbedire ai po ad i m ta aiu riesco a essere pove lli, te fra correre verso te e i che mi impedisce di li appelli risponda sempre ag e ri alt gli de a chiamano. nz re de ffe e lacerato perché ve mi abitui mai alla so ano, di chi ha il cuor Fa Signore, che non idi gli ot de qu e ne fam pa la ha n ia di chi no ntire come m se a i m ta aiu di chi è nel dolore, e, fam rsone che e per i morsi della to di testimoni, di pe an qu i str ae m i propri figli pianger di no rfluo è non ha tanto bisog , Signore il mio supe ne be l de do en altri. L’umanità oggi fac e e spirituali passino tra la gent lpa, i beni materiali co le ta di i ch sull’esempio di Cristo ac m i m n permettere che io gio di tutti. rubato ai poveri, no to a comune vantag na sti de no do ro pu è a m iei non sono m

Etiopia chiama (continua da pag. 5)

. . . Le OPERE • Presto partirà la costruzione di una sala mensa per dare un pasto a circa 500 poveri. Per la raccola di fondi per il progetto si è impegnata la Collegiata dei S.S Gervasio e Protasio di Domodossola. • In collaborazione con la Diocesi di Emdibir sono state realizzate e arredate due scuole presso due dei villaggi nei quali è attiva l’adozione a distanza (Goru Goru -foto 6- con il contributo del gruppo famiglie di Lanciano e Wolkitè -foto 3, 4 e 5-). • a Kulit è stato realizzato un asilo (foto 7 e 8 e articolo alle pagg. 12 e 13 ). Inoltre In oltre • A Combolchà Combolchà, su richiesta del Governo etiope è stata avviata la costruzione di una casa di accoglienza per la cura degli ammalati di HIVAIDS (circa 500 m2), e si dovranno realizzare le strutture ed acquistare una macchina per la produzione di blocchetti in cemento, cemento ed un camion per il trasporto.

amaihc aipoitE

• A Nazareth è stata realizzata una Casa di accoglienza per orfani. • Sono stati inviati aiuti straordinari ai profughi del Sudan, Sudan si è provveduto al rifacimento del tetto di una scuola. • Un opera umanitaria di grande valore l’hanno svolta i numerosi medici pediatri che si sono recati nelle nostre struttrure per prestare servizio gratuitamente o per effettuare interventi chirurgici presso l’ospedale di Addis Abeba. A loro va il nostro sentito grazie. STAFFETTA DI MEDICI PEDIATRI Rinnoviamo l’appello (articolo alle

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pagg. 6, 7, e 8 dello scorso numero di Etiopia chiama), ed invitiamo a coordinarsi

con il nostro ufficio per scaglionare le partenze; queste devono infatti essere a staffetta per coprire periodi lunghi e garantire ai nostri bambini ed agli ammalati cure durante tutto l’anno e non soltanto in determinati periodi. INFE R M IE R A INFERMIERA Cerchiamo anche un’infermiera con esperienza in pediatria che possa istruire le 4 infermiere che lavorano al Villaggio Madonna della Vita.

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Emdeber 1 e 2 - Suor Felizeta, Monsignor Mosè e Roberto Rabattoni davanti ai tre edifici (6 aule e gli uffici) della Scuola Superiore. Wolkitè 3 - Uno dei due edifici di 8 aule del villaggio; 4 - alcuni componenti del gruppo di Crema in visita, assieme a Monsignor Mosè ed al Sacerdote di Wolkitè; 5 - i bambini in aula. Goru 6 - Lasilo edificato alla memoria di Luigi Russo di Lanciano. Kulit 7 e 8 - Momenti di festa nel giorno dell’innaugurazione dell’Asilo di Lia. 9, 10 e 11 - Bambini in fila per l’alzabandiera, in aula e il salone per la mensa dell’adozione a distanza. Emdeber 12 e 13 - Scuole professionali. 14 - Cisterna per raccolta acqua del pozzo. 155 - Aula della Scuola Materna. 166 - Aula Scuola Superiore. 177 - Fontana di uno dei pozzi realizzati.

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Etiopia chiama

Sposato con Shitaye (etiope), dal loro matrimonio è nata Teresa che ha compiuto 3 mesi il 21 maggio. Ha accettato di collaborare con noi per inviarci notizie sulla realtà e la vita dei villaggi della diocesi di Emdibir dove svolge il suo mandato, per raccontarci le cose belle e anche le meno belle di cui è testimone e per aggiornarci sull’avanzamento dei progetti sostenuti dalla nostra associazione. Iniziamo il nostro viaggio in Etiopia partendo proprio da Emdibir. Sede vescovile dell’omonima diocesi che si trova a circa 190 chilometri da Addis Abeba in direzione sud-ovest, ad un’altitudine di oltre 2.000 metri. La strada che unisce la capitale etiope ad Emdibir è asfaltata per i primi 150 chilometri, mentre il tratto rimanente è in terra battuta e di difficile percorrenza soprattutto nella stagione delle piogge che comincia a giugno per finire a settembre. Si tratta di un villaggio che conta (1)

Fino al 1957 per recarsi in missione era necessario far parte di congregazioni che avessero nel loro carisma la missione; in quell’anno Papa Pio XII nell’Enciclica Fidei Donum, riferendosi ai sacerdoti diocesani, afferma che essendo la Chiesa universale anche i sacerdoti, e con loro i laici, possono recarsi in missione.

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Il villaggio di Emdeber

Conoscere l’Etiopia

Missionario laico(1) Fidei Donum (per dono della fede), Paolo Caneva, inviato a Emdeber con mandato missionario dalla diocesi di Udine, collabora dal settembre 2006 2006 con il Vescovo Musié Ghebreghiorghis nella Diocesi di Emdibir.

amaihc aipoitE

circa 10.000 abitanti, non esistono cifre precise perché non è presente un’anagrafe ufficiale -in Etiopia, solo da pochi anni e solamente nelle grandi città, è stato avviato un servizio di conteggio della popolazione-. L’energia elettrica è presente in quasi tutte le case che si affacciano sulla via principale, ma è sufficiente allontanarsi di pochi metri e gli abitanti sono costretti a servirsi di lampade a gas. Non ci sono punti di distribuzione d’acqua, ma fortunatamente, il fiume non è lontano ed è ricco durante tutto l’anno. Sono di solito i bambini che hanno il compito di andare al fiume a riempire le taniche per poi

portarle a casa. L’acqua è però sempre sporca, infatti gli animali che vanno ad abbeverarsi lasciano in prossimità dell’acqua i loro escrementi. Questo causa la diffusione di malattie altrove facilmente curabili come la febbre tifoide, ma per queste popolazioni quasi sempre mortali. Le varietà di cibo che è possibile trovare nel villaggio sono poche: patate, cavoli e carote sono alimenti facilmente reperibili al mercato giornaliero, per variare e trovare altre verdure ed anche della frutta è necessario aspettare il mercato che si svolge il martedì ed il venerdì. Per vari motivi, in molte zone, è possibile la coltivazione di una sola pianta: l’Enset, una sorta di falso banano (foto in basso) dalla cui radice pestata si ricava una specie di pane chiamato Cociok, povero in vitamine e minerali, ma è l’unico alimento facilmente reperibile nella zona. Il lavoro principale per chi vive nella diocesi di Emdibir è la coltivazione della terra. Alcuni lo fanno come attività di guadagno altri solo per il consumo familiare, ma è un’abitudine consolidata avere almeno un piccolo terreno dove poter coltivare qualche ortaggio. Ogni zona ha il suo prodotto caratteristico, le qualità del terreno, l’altitudine a cui si trova, la presenza costante di acqua e la quantità di precipitazioni sono determinanti per ottenere un buon raccolto; da queste varianti dipende anche il tipo di ortaggio che viene coltivato

oltre che la qualità e la quantità del raccolto. Poi c’è chi compra la merce all’ingrosso direttamente dal produttore, la porta nella zona di mercato e la rivende ai dettaglianti. A Sisancio che si trova a 2.500 metri di altezza, le precipitazioni sono molto abbondanti e, pur distando solo 40 chilometri da Emdibir, le patate crescono molto più in fretta e più rigogliose che in qualsiasi altro villaggio della diocesi. Wolkite, che si trova a 2.000 metri sul livello del mare, è famosa per la produzione di arance favorite dalle precipitazioni più scarse e dal clima molto più caldo. I sistemi di coltivazione sono ancora molto vetusti. L’aratura viene fatta con un aratro di legno trainato dai buoi, l’esito della semina dipende esclusivamente dalle piogge. Non esiste alcun tipo di irrigazione sistematica. A Emdibir è presente solo un piccolo ambulatorio medico gestito dal governo, per i casi gravi i pazienti devono recarsi in un villaggio che si chiama Attat dove si trova un ospedale gestito dalla Chiesa Cattolica. Attat dista da Emdibir circa 20 chilometri. La distanza non è eccessiva, ma per portare i malati, i famigliari sono costretti a fare una barella di legno e portarli a spalla. Oltre a ciò è obbligatorio muoversi solo durante le ore di sole perché, a causa delle iene, di notte la zona diventa pericolosa. La vita nel villaggio non è assolutamente semplice, e chi ne paga le conseguenze sono le categorie più deboli ed una di queste è quella dei bambini. Le bambine, fin da piccole, hanno il compito di badare ai fratelli minori e di aiutare la mamma nei lavori

domestici. I bambini seguono il padre nel lavoro dei campi e nella cura del bestiame. Per vari motivi, non tutti hanno la possibilità di andare alla scuola materna. Nel villaggio di Emdibir esiste un solo asilo gestito da una congregazione di suore il cui nome è: Missionarie francescane di Nostra Signora. Attualmente sono oltre 300 i bambini iscritti alla scuola materna, ma i piccoli sono molti di più. Gestire un asilo richiede molte spese, ed a causa della scarsità delle entrate le suore non hanno la possibilità di accettare tutti i bambini che richiedono di essere

iscritti. Oltre a questo problema, molti bambini vivono lontano, in luoghi veramente isolati ed impervi e alcuni impiegano oltre un’ora di cammino per raggiungere la scuola. Spesso i bambini non possono frequentare la scuola perché sono costretti a lavorare per aiutare la famiglia; situazione molto frequente quando uno, o entrambi i genitori, vengono a mancare. Molti bambini soffrono di malattie che con le dovute cure sarebbero facilmente guaribili, ma che qui spesso li portano alla morte. Anche una semplice influenza può diventare mortale se non viene curata per tempo. I problemi più comuni sono infezioni agli occhi e malattie della pelle, entrambi causati dalla mancanza d’igiene dovuta alla scarsità d’acqua. L’impegno della Chiesa Cattolica per risolvere alcuni di questi problemi è molto importante. Sono tanti i progetti che vengono portati avanti: dalla costruzione di un acquedotto, alle docce pubbliche ed anche una piccola mensa per le famiglie più povere. Si tratta solo di un inizio, solo di una goccia, ma come diceva l’amata Madre Teresa di Calcutta, anche l’oceano è fatto di gocce. Nel corso degli anni, anche il contributo della vostra associazione è stato determinante nell’alleviare le difficili condizioni di vita di queste popolazioni Paolo Caneva

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Etiopia chiama

Sposato con Shitaye (etiope), dal loro matrimonio è nata Teresa che ha compiuto 3 mesi il 21 maggio. Ha accettato di collaborare con noi per inviarci notizie sulla realtà e la vita dei villaggi della diocesi di Emdibir dove svolge il suo mandato, per raccontarci le cose belle e anche le meno belle di cui è testimone e per aggiornarci sull’avanzamento dei progetti sostenuti dalla nostra associazione. Iniziamo il nostro viaggio in Etiopia partendo proprio da Emdibir. Sede vescovile dell’omonima diocesi che si trova a circa 190 chilometri da Addis Abeba in direzione sud-ovest, ad un’altitudine di oltre 2.000 metri. La strada che unisce la capitale etiope ad Emdibir è asfaltata per i primi 150 chilometri, mentre il tratto rimanente è in terra battuta e di difficile percorrenza soprattutto nella stagione delle piogge che comincia a giugno per finire a settembre. Si tratta di un villaggio che conta (1)

Fino al 1957 per recarsi in missione era necessario far parte di congregazioni che avessero nel loro carisma la missione; in quell’anno Papa Pio XII nell’Enciclica Fidei Donum, riferendosi ai sacerdoti diocesani, afferma che essendo la Chiesa universale anche i sacerdoti, e con loro i laici, possono recarsi in missione.

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Il villaggio di Emdeber

Conoscere l’Etiopia

Missionario laico(1) Fidei Donum (per dono della fede), Paolo Caneva, inviato a Emdeber con mandato missionario dalla diocesi di Udine, collabora dal settembre 2006 2006 con il Vescovo Musié Ghebreghiorghis nella Diocesi di Emdibir.

amaihc aipoitE

circa 10.000 abitanti, non esistono cifre precise perché non è presente un’anagrafe ufficiale -in Etiopia, solo da pochi anni e solamente nelle grandi città, è stato avviato un servizio di conteggio della popolazione-. L’energia elettrica è presente in quasi tutte le case che si affacciano sulla via principale, ma è sufficiente allontanarsi di pochi metri e gli abitanti sono costretti a servirsi di lampade a gas. Non ci sono punti di distribuzione d’acqua, ma fortunatamente, il fiume non è lontano ed è ricco durante tutto l’anno. Sono di solito i bambini che hanno il compito di andare al fiume a riempire le taniche per poi

portarle a casa. L’acqua è però sempre sporca, infatti gli animali che vanno ad abbeverarsi lasciano in prossimità dell’acqua i loro escrementi. Questo causa la diffusione di malattie altrove facilmente curabili come la febbre tifoide, ma per queste popolazioni quasi sempre mortali. Le varietà di cibo che è possibile trovare nel villaggio sono poche: patate, cavoli e carote sono alimenti facilmente reperibili al mercato giornaliero, per variare e trovare altre verdure ed anche della frutta è necessario aspettare il mercato che si svolge il martedì ed il venerdì. Per vari motivi, in molte zone, è possibile la coltivazione di una sola pianta: l’Enset, una sorta di falso banano (foto in basso) dalla cui radice pestata si ricava una specie di pane chiamato Cociok, povero in vitamine e minerali, ma è l’unico alimento facilmente reperibile nella zona. Il lavoro principale per chi vive nella diocesi di Emdibir è la coltivazione della terra. Alcuni lo fanno come attività di guadagno altri solo per il consumo familiare, ma è un’abitudine consolidata avere almeno un piccolo terreno dove poter coltivare qualche ortaggio. Ogni zona ha il suo prodotto caratteristico, le qualità del terreno, l’altitudine a cui si trova, la presenza costante di acqua e la quantità di precipitazioni sono determinanti per ottenere un buon raccolto; da queste varianti dipende anche il tipo di ortaggio che viene coltivato

oltre che la qualità e la quantità del raccolto. Poi c’è chi compra la merce all’ingrosso direttamente dal produttore, la porta nella zona di mercato e la rivende ai dettaglianti. A Sisancio che si trova a 2.500 metri di altezza, le precipitazioni sono molto abbondanti e, pur distando solo 40 chilometri da Emdibir, le patate crescono molto più in fretta e più rigogliose che in qualsiasi altro villaggio della diocesi. Wolkite, che si trova a 2.000 metri sul livello del mare, è famosa per la produzione di arance favorite dalle precipitazioni più scarse e dal clima molto più caldo. I sistemi di coltivazione sono ancora molto vetusti. L’aratura viene fatta con un aratro di legno trainato dai buoi, l’esito della semina dipende esclusivamente dalle piogge. Non esiste alcun tipo di irrigazione sistematica. A Emdibir è presente solo un piccolo ambulatorio medico gestito dal governo, per i casi gravi i pazienti devono recarsi in un villaggio che si chiama Attat dove si trova un ospedale gestito dalla Chiesa Cattolica. Attat dista da Emdibir circa 20 chilometri. La distanza non è eccessiva, ma per portare i malati, i famigliari sono costretti a fare una barella di legno e portarli a spalla. Oltre a ciò è obbligatorio muoversi solo durante le ore di sole perché, a causa delle iene, di notte la zona diventa pericolosa. La vita nel villaggio non è assolutamente semplice, e chi ne paga le conseguenze sono le categorie più deboli ed una di queste è quella dei bambini. Le bambine, fin da piccole, hanno il compito di badare ai fratelli minori e di aiutare la mamma nei lavori

domestici. I bambini seguono il padre nel lavoro dei campi e nella cura del bestiame. Per vari motivi, non tutti hanno la possibilità di andare alla scuola materna. Nel villaggio di Emdibir esiste un solo asilo gestito da una congregazione di suore il cui nome è: Missionarie francescane di Nostra Signora. Attualmente sono oltre 300 i bambini iscritti alla scuola materna, ma i piccoli sono molti di più. Gestire un asilo richiede molte spese, ed a causa della scarsità delle entrate le suore non hanno la possibilità di accettare tutti i bambini che richiedono di essere

iscritti. Oltre a questo problema, molti bambini vivono lontano, in luoghi veramente isolati ed impervi e alcuni impiegano oltre un’ora di cammino per raggiungere la scuola. Spesso i bambini non possono frequentare la scuola perché sono costretti a lavorare per aiutare la famiglia; situazione molto frequente quando uno, o entrambi i genitori, vengono a mancare. Molti bambini soffrono di malattie che con le dovute cure sarebbero facilmente guaribili, ma che qui spesso li portano alla morte. Anche una semplice influenza può diventare mortale se non viene curata per tempo. I problemi più comuni sono infezioni agli occhi e malattie della pelle, entrambi causati dalla mancanza d’igiene dovuta alla scarsità d’acqua. L’impegno della Chiesa Cattolica per risolvere alcuni di questi problemi è molto importante. Sono tanti i progetti che vengono portati avanti: dalla costruzione di un acquedotto, alle docce pubbliche ed anche una piccola mensa per le famiglie più povere. Si tratta solo di un inizio, solo di una goccia, ma come diceva l’amata Madre Teresa di Calcutta, anche l’oceano è fatto di gocce. Nel corso degli anni, anche il contributo della vostra associazione è stato determinante nell’alleviare le difficili condizioni di vita di queste popolazioni Paolo Caneva

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La condizione dei bambini orfani è ancora più difficile di quella dei loro coetanei che hanno ancora i genitori, i loro tassi di iscrizione scolastica sono molto bassi, la loro alimentazione molto povera e sono

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molto più facilmente esposti al rischio di essere contagiati da malattie. Sono questi dati drammatici che ci devono far pensare alle terribili condizioni in cui versa la popolazione di questo paese, che devono guidare il nostro cuore ad aprirsi verso gli altri, verso la moltitudine di mamme che ogni giorno, sempre più numerose, si accalcano alle porte dei nostri villaggi per cercare un aiuto per i loro piccoli, stremati dalle malattie e dalla fame. Grazie all’adozione a distanza, tutti possiamo tendere una mano ai fratelli etiopi, meno fortunati di noi. L’adozione a distanza è un gesto

Il numero di adozioni sarebbe ben più elevato se ogni anno non si registrasse un calo di circa 2.500 adozioni; per lo più persone che si dimenticano di effettuare i versamenti, o che ritengono di non doversi impegnare oltre; solitamente l’abbandono si verifica dopo un anno. Inutile dire che la gestione di queste rinunce ci impegna parecchio in ufficio e per i bambini significa uno “scoperto” di circa 18 mesi. Questo è dovuto anche al fatto che quasi mai chi intende sospendere ci avvisa per tempo, così da permetterci di avviare la ricerca di un nuovo adottante. Ci sentiamo quindi di ringraziare chi si impegna a mantenere il sostegno fino a che il bambino non raggiunge una certa autonomia, ed esortiamo invece chi lascia per scarsa convinzione a credere che anche il proprio contributo è davvero indispensabile per la vita dei nostri bambini.

di amore immenso e responsabile, un impegno concreto per aiutare bambini che soffrono e muoiono fra stenti e sofferenze indescrivibili. Che vivono ammassati ai muri di Addis Abeba sotto tetti di cartone o celophan, che vagano per le strade a chiedere la carità, che rovistano fra le immondizie per trovare avanzi di cibo con cui cercare di scacciare i terribili morsi della fame, che di notte scavano buche nel terreno per sfuggire al freddo e soprattutto alle iene, che si addentrano fra le vie dei villaggi e della città in cerca di cibo e di cui i bambini soli rischiano di divenire il facile pasto. Livia Scotti

il fascino di una terra antica e bellissima come l’Africa si mescola allo strazio di vedere come milioni di persone lottino ogni giorno, con le loro poche forze per sopravvivere, per mettere insieme un misero pasto per i loro bambini; rendersi conto, veramente, che noi abbiamo tutto e loro non hanno nulla aiuta a crescere come uomini, uomini consapevoli che tutti possono fare qualcosa per gli altri. Noi eravamo preparati a ciò che avremmo trovato ad Addis Abeba perché avevamo parlato con persone che erano già state là e soprattutto grazie ai lunghi e preziosi colloqui con Roberto, il presidente della nostra associazione, ma vi assicuro che l’impatto è stato terribile, vedere un popolo intero che lentamente sta morendo è qualcosa di indescrivibile, impossibile da raccontare a parole, eppure ci consolava il fatto di vedere come gli occhi di quelle genti poverissime fossero comunque sempre pieni di gioia, anche quando piangevano. Come quelli della nostra bambina che abbiamo adottato a distanza circa dieci anni fa e che abbiamo conosciuo insieme alla sua povera famiglia durante la nostra permanenza ad Addis Abeba. Non dimenticheremo mai la gratitudine che vedevamo in quegli occhi: in quel momento abbiamo capito il valore dell’amore verso il prossimo che Gesù ci ha insegnato. Spesso nostro figlio, che è nato in Etiopia, ci chiede come mai in Italia siamo tutti fortunati e in Etiopia no, perché qui abbiamo tutto e là non c’è nulla, perché nel nostro paese si

Lettere dagli adottandi

Una delle gioie più grandi che provo durante l’anno è ricevere le lettere del bambino che ho adottato a distanza più di dieci anni or sono. Tramite le lettere e le foto ho visto quel bambino crescere e diventare grande, (foto in basso), ho avuto notizie sulla sua vita e la sua formazione, che mi hanno confermato che tanti anni fa, l’adozione a distanza è stata un’ottima decisione. Ero venuta a conoscenza di questa iniziativa, grazie a mia sorella maggiore che già da tempo si occupava di far conoscere l’operato del Centro Aiuti per l’Etiopia a Torino. Nel 1994, mia sorella minore, dopo aver adottato, è stata in Africa col marito, per conoscere di persona la bambina. Visitando diversi villaggi del CAE, hanno constatato. come la generosa opera dei missionari si concretizzava, grazie ai collaboratori e all’aiuto concreto dei benefattori, verso i bambini abbandonati ed orfani. (continua a pag. 21)

Ghetaciew Tilahun nel 1993 e a lato in un’immagine recente

(continua a pag. 21)

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gioia grande . . .

L’esperienza di un viaggio in un paese del terzo mondo è qualcosa di indescrivibile,

Nel 2006 abbiamo raggiunto 25.000 adozioni a distanza

TESTIMONIANZE

La siccità che continua a colpire alcune regioni dell’Etiopia causando gravi carestie, la guerra civile durata circa sedici anni e il conflitto con l’Eritrea hanno finito per annientare o disperdere migliaia di famiglie e le conseguenze più gravi sono state pagate dai bambini. - Con 110 bambini morti prima di compiere l’anno ogni 1000 nati vivi, l’Etiopia ha uno dei tassi di mortalità infantile più alti del mondo. - Più del 5% dei bambini sono malnutriti e si stima che, sempre per la stessa causa, muoiano ogni anno 250.000 bambini al di sotto dei cinque anni e altri 140.000 muoiono a causa della polmonite. - La malaria è la principale causa della morte di oltre 5 milioni di bambini all’anno. - Solo un quarto delle famiglie ha accesso all’acqua potabile e solo il 6% ha accesso a servizi igienici adeguati. Si stima che siano circa 2,5 milioni le persone che hanno urgente bisogno di forniture di acqua potabile e di servizi igienici adeguati. - L’Etiopia ha più di 4,5 milioni di bambini orfani, dei quali, almeno 720.000 hanno perso almeno uno dei genitori per l’HIV/AIDS.

Un impegno da mantenere

indescrivibile . . .

L’adozione a distanza continua L’adozione ad essere la forma di aiuto aiuto umanitario che dona speranza e salva la vita a migliaia di creature.

amaihc aipoitE

Adozione a distan distanza za

Etiopia chiama


La condizione dei bambini orfani è ancora più difficile di quella dei loro coetanei che hanno ancora i genitori, i loro tassi di iscrizione scolastica sono molto bassi, la loro alimentazione molto povera e sono

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molto più facilmente esposti al rischio di essere contagiati da malattie. Sono questi dati drammatici che ci devono far pensare alle terribili condizioni in cui versa la popolazione di questo paese, che devono guidare il nostro cuore ad aprirsi verso gli altri, verso la moltitudine di mamme che ogni giorno, sempre più numerose, si accalcano alle porte dei nostri villaggi per cercare un aiuto per i loro piccoli, stremati dalle malattie e dalla fame. Grazie all’adozione a distanza, tutti possiamo tendere una mano ai fratelli etiopi, meno fortunati di noi. L’adozione a distanza è un gesto

Il numero di adozioni sarebbe ben più elevato se ogni anno non si registrasse un calo di circa 2.500 adozioni; per lo più persone che si dimenticano di effettuare i versamenti, o che ritengono di non doversi impegnare oltre; solitamente l’abbandono si verifica dopo un anno. Inutile dire che la gestione di queste rinunce ci impegna parecchio in ufficio e per i bambini significa uno “scoperto” di circa 18 mesi. Questo è dovuto anche al fatto che quasi mai chi intende sospendere ci avvisa per tempo, così da permetterci di avviare la ricerca di un nuovo adottante. Ci sentiamo quindi di ringraziare chi si impegna a mantenere il sostegno fino a che il bambino non raggiunge una certa autonomia, ed esortiamo invece chi lascia per scarsa convinzione a credere che anche il proprio contributo è davvero indispensabile per la vita dei nostri bambini.

di amore immenso e responsabile, un impegno concreto per aiutare bambini che soffrono e muoiono fra stenti e sofferenze indescrivibili. Che vivono ammassati ai muri di Addis Abeba sotto tetti di cartone o celophan, che vagano per le strade a chiedere la carità, che rovistano fra le immondizie per trovare avanzi di cibo con cui cercare di scacciare i terribili morsi della fame, che di notte scavano buche nel terreno per sfuggire al freddo e soprattutto alle iene, che si addentrano fra le vie dei villaggi e della città in cerca di cibo e di cui i bambini soli rischiano di divenire il facile pasto. Livia Scotti

il fascino di una terra antica e bellissima come l’Africa si mescola allo strazio di vedere come milioni di persone lottino ogni giorno, con le loro poche forze per sopravvivere, per mettere insieme un misero pasto per i loro bambini; rendersi conto, veramente, che noi abbiamo tutto e loro non hanno nulla aiuta a crescere come uomini, uomini consapevoli che tutti possono fare qualcosa per gli altri. Noi eravamo preparati a ciò che avremmo trovato ad Addis Abeba perché avevamo parlato con persone che erano già state là e soprattutto grazie ai lunghi e preziosi colloqui con Roberto, il presidente della nostra associazione, ma vi assicuro che l’impatto è stato terribile, vedere un popolo intero che lentamente sta morendo è qualcosa di indescrivibile, impossibile da raccontare a parole, eppure ci consolava il fatto di vedere come gli occhi di quelle genti poverissime fossero comunque sempre pieni di gioia, anche quando piangevano. Come quelli della nostra bambina che abbiamo adottato a distanza circa dieci anni fa e che abbiamo conosciuo insieme alla sua povera famiglia durante la nostra permanenza ad Addis Abeba. Non dimenticheremo mai la gratitudine che vedevamo in quegli occhi: in quel momento abbiamo capito il valore dell’amore verso il prossimo che Gesù ci ha insegnato. Spesso nostro figlio, che è nato in Etiopia, ci chiede come mai in Italia siamo tutti fortunati e in Etiopia no, perché qui abbiamo tutto e là non c’è nulla, perché nel nostro paese si

Lettere dagli adottandi

Una delle gioie più grandi che provo durante l’anno è ricevere le lettere del bambino che ho adottato a distanza più di dieci anni or sono. Tramite le lettere e le foto ho visto quel bambino crescere e diventare grande, (foto in basso), ho avuto notizie sulla sua vita e la sua formazione, che mi hanno confermato che tanti anni fa, l’adozione a distanza è stata un’ottima decisione. Ero venuta a conoscenza di questa iniziativa, grazie a mia sorella maggiore che già da tempo si occupava di far conoscere l’operato del Centro Aiuti per l’Etiopia a Torino. Nel 1994, mia sorella minore, dopo aver adottato, è stata in Africa col marito, per conoscere di persona la bambina. Visitando diversi villaggi del CAE, hanno constatato. come la generosa opera dei missionari si concretizzava, grazie ai collaboratori e all’aiuto concreto dei benefattori, verso i bambini abbandonati ed orfani. (continua a pag. 21)

Ghetaciew Tilahun nel 1993 e a lato in un’immagine recente

(continua a pag. 21)

11

gioia grande . . .

L’esperienza di un viaggio in un paese del terzo mondo è qualcosa di indescrivibile,

Nel 2006 abbiamo raggiunto 25.000 adozioni a distanza

TESTIMONIANZE

La siccità che continua a colpire alcune regioni dell’Etiopia causando gravi carestie, la guerra civile durata circa sedici anni e il conflitto con l’Eritrea hanno finito per annientare o disperdere migliaia di famiglie e le conseguenze più gravi sono state pagate dai bambini. - Con 110 bambini morti prima di compiere l’anno ogni 1000 nati vivi, l’Etiopia ha uno dei tassi di mortalità infantile più alti del mondo. - Più del 5% dei bambini sono malnutriti e si stima che, sempre per la stessa causa, muoiano ogni anno 250.000 bambini al di sotto dei cinque anni e altri 140.000 muoiono a causa della polmonite. - La malaria è la principale causa della morte di oltre 5 milioni di bambini all’anno. - Solo un quarto delle famiglie ha accesso all’acqua potabile e solo il 6% ha accesso a servizi igienici adeguati. Si stima che siano circa 2,5 milioni le persone che hanno urgente bisogno di forniture di acqua potabile e di servizi igienici adeguati. - L’Etiopia ha più di 4,5 milioni di bambini orfani, dei quali, almeno 720.000 hanno perso almeno uno dei genitori per l’HIV/AIDS.

Un impegno da mantenere

indescrivibile . . .

L’adozione a distanza continua L’adozione ad essere la forma di aiuto aiuto umanitario che dona speranza e salva la vita a migliaia di creature.

amaihc aipoitE

Adozione a distan distanza za

Etiopia chiama


I volontari del gruppo famiglie della sede del CAE di Crema, nello scorso mese di gennaio si sono recati in Etiopia. Vi proponiamo la loro testimonianza. É un viaggio di mente e di cuore quello che ci porta in Etiopia, prima tappa Addis Abeba. Questa capitale, situata ad oltre 2400 m. di altitudine, recentemente sede dell’assemblea generale dell’Unione Africana, appare come tante metropoli al mondo. Eppure da subito notiamo ciò che la contraddistingue: asini oberati dalla soma e capre che si aggirano nel centro insieme ad un groviglio disordinato di automobili, camion, carretti. Tanta, tanta gente a piedi, dovunque. La bellezza della razza etiope, i volti armoniosi e gli occhi dolci dei bambini. E quanto poco numerosi sono coloro che arrivano alla vecchiaia. E quanti sono quei corpi anneriti, sdraiati nel bel mezzo della carreggiata, abbarbicati al cordolo divisorio delle corsie, che emette un poco di calore, come fossero cozze sugli scogli. Sono ragazzini e giovani senza più nulla in cui credere. Malgrado Addis Abeba (Addis Ababa come dicono là) significhi “Fiore Nuovo”. Noi del Centro Aiuti di Crema arriviamo a cavallo del mese di Tahesas e quello di Tir, in prossimità del Timkat (19 gennaio), la festa dell’Epifania e del Battesimo, celebrata da splendidi cortei lungo le strade. Sacerdoti (vedi foto a pag seguente) e ballerini oranti, con i loro costumi variopinti, si mescolano alla folla vestita alla meglio possibile; qualche abito occidentale anche per i bambini, tanti stracci per i mendicanti, speranza 12

amaihc aipoitE

Adotta un progetto

Etiopia chiama

Luci e ombre di un bel paese Cronaca di viaggio

per i bambini, tanti stracci per i mendicanti che in questa giornata sperano nella generosità delle elemosine. C’è tanta speranza anche nel nome della nostra meta: è il Villaggio Madonna della Vita, ubicato nel quartiere di Kolfe, nella periferia nord-occidentale di Addis Abeba. Al Villaggio ci accoglie Roberto Rabattoni, che oltre 20 anni fa conobbe le miserie dell’Etiopia e decise di non far finta di niente. Da lì inizia la storia del Centro Aiuti per l’Etiopia e quella di tante persone che, come Roberto, hanno adottato bambini etiopi e si sono prodigate per sostenere interventi a favore di

questa popolazione. Sono le due di notte passate, il viaggio dall’Italia è stato lungo ma il primo invito di Roberto è quello di andare a vedere i bambini. Il Villaggio Madonna della Vita è infatti un orfanotrofio e anche molto di più. Il cielo è scuro con qualche stella, fa freddo, il cuore si riscalda nella nursery, un ampio ambiente con lettini in legno dove riposano tanti piccolini in attesa di adozione. Le camerate dei più grandi ci mostrano visetti rilassati. Qualcuno si risveglia al nostro arrivo, forse spera siano arrivati per lui una mamma e un papà pronti ad accoglierlo. Chi di noi già conosce il Villaggio rivive le emozioni e i sentimenti di quando ha incontrato quel bimbo, ora figlio a tutti gli effetti. Chi è lì per la prima volta, si sente profondamente partecipe. Fattasi mattina, il Villaggio si mostra ai nostri occhi come una bella realtà composta da alcuni edifici: le strutture per i bambini, gli uffici, la cucina, la Chiesa, il grande tukul (tipica costruzione circolare etiope con tetto di paglia a cono) dove ci si incontra, la casa di accoglienza per benefattori e coppie adottanti. A tutto ciò si è aggiunta la recente “Casa della speranza” per bimbi sieropositivi. Fortemente voluta da Roberto Rabattoni ed innalzata grazie al contributo di un benefattore, è questa una realtà molto importante, dove a tutt’oggi sono ospitati alcuni bellissimi bambini di pochi mesi sino a 4-5 anni di età. La vita del Villaggio si svolge secondo i ritmi dei bambini, seguiti e custoditi attentamente da numerose ragazze etiopi. Siamo partiti per l’Etiopia con alcuni obiettivi precisi.

Il primo era un’ulteriore verifica, dopo quella dello scorso anno, della funzionalità dei progetti avviati in Etiopia a partire dal 2003, quando venne costruito il primo pozzo a Jeterek, seguito dal pozzo di Emdeber (2004). Durante la visita in questi siti abbiamo constatato quanto importanti siano per la sopravvivenza le opere finanziate grazie alla generosità di tanti benefattori. Il secondo obiettivo era di visionare ed inaugurare l’Asilo di Lia (vedi foto a lato) nel poverissimo villaggio di Kulit, per il quale il CAE, la Comunità di S. Bartolomeo e gli amici di Lia, la Scuola Vailati in memoria della prof.ssa Boselli e numerosi sostenitori si sono attivati. Durante il viaggio dello scorso anno in Etiopia, i volontari avevano firmato il contratto di edificazione con un’impresa locale alla presenza del vescovo di Emdeber, Monsignor Mosè. Così, se fino a pochi mesi fa al posto dell’Asilo di Lia c’erano solo sterpaglie e fiumi di fango nella stagione delle piogge, ora l’Asilo di Lia è ultimato! É stato molto emozionante l’arrivo a Kulit, dove una folla di bambini festosi ci attendeva davanti alla bella costruzione nei toni del rosa, composta di due aule spaziose e luminose già arredate con i piccoli banchi. Marco, marito della signora Lia prematuramente scomparsa, ha ricordato lei e il caro fratello Ezio durante una cerimonia in cui si sono alternati discorsi di ringraziamento, canti e giochi dei bimbi, la nostra commozione. Un particolare: tra i tanti bambini vestiti di stracci, solo alcuni indossavano un vestitino presentabile in quanto partecipanti attivi alla cerimonia

(foto a pag. 6). Anche a Kulit, come nelle altre scuole, abbiamo lasciato materiale da cancelleria di cui erano stracolme le nostre valigie! Il terzo obiettivo del viaggio è stato constatare la percorribilità dei nuovi progetti che la parrocchia di S. Bartolomeo e il CAE di Crema stanno elaborando. Si tratta di un potenziamento dell’area di Kulit con l’edificazione di servizi là inesistenti, che qui da noi diamo per scontati. Dopo alcune riunioni con le imprese locali si è addivenuti alle seguenti decisioni: conferma della costruzione del pozzo, peraltro già previsto; edificazione del refettorio e della cucina anziché di una terza aula;

Nelle immagini, dall’alto: • Posa di gruppo durante l’inaugurazione dell’Asilo di Lia nel villaggio di Kulit • Consegna di • Sacerdoti alla materiale didattico festa del Timkat portato in dono ai (Epifania) bambini

aumento dei servizi igienici esterni per i bambini. Il quarto obiettivo raggiunto è un ulteriore consolidamento delle comunicazioni e dell’interazione tra S. Bartolomeo, il CAE di Crema e le persone attive in Etiopia. Inoltre, abbiamo incontrato di persona i bambini adottati a distanza che, timidamente, ci hanno abbracciato e sorriso. erreti

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I volontari del gruppo famiglie della sede del CAE di Crema, nello scorso mese di gennaio si sono recati in Etiopia. Vi proponiamo la loro testimonianza. É un viaggio di mente e di cuore quello che ci porta in Etiopia, prima tappa Addis Abeba. Questa capitale, situata ad oltre 2400 m. di altitudine, recentemente sede dell’assemblea generale dell’Unione Africana, appare come tante metropoli al mondo. Eppure da subito notiamo ciò che la contraddistingue: asini oberati dalla soma e capre che si aggirano nel centro insieme ad un groviglio disordinato di automobili, camion, carretti. Tanta, tanta gente a piedi, dovunque. La bellezza della razza etiope, i volti armoniosi e gli occhi dolci dei bambini. E quanto poco numerosi sono coloro che arrivano alla vecchiaia. E quanti sono quei corpi anneriti, sdraiati nel bel mezzo della carreggiata, abbarbicati al cordolo divisorio delle corsie, che emette un poco di calore, come fossero cozze sugli scogli. Sono ragazzini e giovani senza più nulla in cui credere. Malgrado Addis Abeba (Addis Ababa come dicono là) significhi “Fiore Nuovo”. Noi del Centro Aiuti di Crema arriviamo a cavallo del mese di Tahesas e quello di Tir, in prossimità del Timkat (19 gennaio), la festa dell’Epifania e del Battesimo, celebrata da splendidi cortei lungo le strade. Sacerdoti (vedi foto a pag seguente) e ballerini oranti, con i loro costumi variopinti, si mescolano alla folla vestita alla meglio possibile; qualche abito occidentale anche per i bambini, tanti stracci per i mendicanti, speranza 12

amaihc aipoitE

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Etiopia chiama

Luci e ombre di un bel paese Cronaca di viaggio

per i bambini, tanti stracci per i mendicanti che in questa giornata sperano nella generosità delle elemosine. C’è tanta speranza anche nel nome della nostra meta: è il Villaggio Madonna della Vita, ubicato nel quartiere di Kolfe, nella periferia nord-occidentale di Addis Abeba. Al Villaggio ci accoglie Roberto Rabattoni, che oltre 20 anni fa conobbe le miserie dell’Etiopia e decise di non far finta di niente. Da lì inizia la storia del Centro Aiuti per l’Etiopia e quella di tante persone che, come Roberto, hanno adottato bambini etiopi e si sono prodigate per sostenere interventi a favore di

questa popolazione. Sono le due di notte passate, il viaggio dall’Italia è stato lungo ma il primo invito di Roberto è quello di andare a vedere i bambini. Il Villaggio Madonna della Vita è infatti un orfanotrofio e anche molto di più. Il cielo è scuro con qualche stella, fa freddo, il cuore si riscalda nella nursery, un ampio ambiente con lettini in legno dove riposano tanti piccolini in attesa di adozione. Le camerate dei più grandi ci mostrano visetti rilassati. Qualcuno si risveglia al nostro arrivo, forse spera siano arrivati per lui una mamma e un papà pronti ad accoglierlo. Chi di noi già conosce il Villaggio rivive le emozioni e i sentimenti di quando ha incontrato quel bimbo, ora figlio a tutti gli effetti. Chi è lì per la prima volta, si sente profondamente partecipe. Fattasi mattina, il Villaggio si mostra ai nostri occhi come una bella realtà composta da alcuni edifici: le strutture per i bambini, gli uffici, la cucina, la Chiesa, il grande tukul (tipica costruzione circolare etiope con tetto di paglia a cono) dove ci si incontra, la casa di accoglienza per benefattori e coppie adottanti. A tutto ciò si è aggiunta la recente “Casa della speranza” per bimbi sieropositivi. Fortemente voluta da Roberto Rabattoni ed innalzata grazie al contributo di un benefattore, è questa una realtà molto importante, dove a tutt’oggi sono ospitati alcuni bellissimi bambini di pochi mesi sino a 4-5 anni di età. La vita del Villaggio si svolge secondo i ritmi dei bambini, seguiti e custoditi attentamente da numerose ragazze etiopi. Siamo partiti per l’Etiopia con alcuni obiettivi precisi.

Il primo era un’ulteriore verifica, dopo quella dello scorso anno, della funzionalità dei progetti avviati in Etiopia a partire dal 2003, quando venne costruito il primo pozzo a Jeterek, seguito dal pozzo di Emdeber (2004). Durante la visita in questi siti abbiamo constatato quanto importanti siano per la sopravvivenza le opere finanziate grazie alla generosità di tanti benefattori. Il secondo obiettivo era di visionare ed inaugurare l’Asilo di Lia (vedi foto a lato) nel poverissimo villaggio di Kulit, per il quale il CAE, la Comunità di S. Bartolomeo e gli amici di Lia, la Scuola Vailati in memoria della prof.ssa Boselli e numerosi sostenitori si sono attivati. Durante il viaggio dello scorso anno in Etiopia, i volontari avevano firmato il contratto di edificazione con un’impresa locale alla presenza del vescovo di Emdeber, Monsignor Mosè. Così, se fino a pochi mesi fa al posto dell’Asilo di Lia c’erano solo sterpaglie e fiumi di fango nella stagione delle piogge, ora l’Asilo di Lia è ultimato! É stato molto emozionante l’arrivo a Kulit, dove una folla di bambini festosi ci attendeva davanti alla bella costruzione nei toni del rosa, composta di due aule spaziose e luminose già arredate con i piccoli banchi. Marco, marito della signora Lia prematuramente scomparsa, ha ricordato lei e il caro fratello Ezio durante una cerimonia in cui si sono alternati discorsi di ringraziamento, canti e giochi dei bimbi, la nostra commozione. Un particolare: tra i tanti bambini vestiti di stracci, solo alcuni indossavano un vestitino presentabile in quanto partecipanti attivi alla cerimonia

(foto a pag. 6). Anche a Kulit, come nelle altre scuole, abbiamo lasciato materiale da cancelleria di cui erano stracolme le nostre valigie! Il terzo obiettivo del viaggio è stato constatare la percorribilità dei nuovi progetti che la parrocchia di S. Bartolomeo e il CAE di Crema stanno elaborando. Si tratta di un potenziamento dell’area di Kulit con l’edificazione di servizi là inesistenti, che qui da noi diamo per scontati. Dopo alcune riunioni con le imprese locali si è addivenuti alle seguenti decisioni: conferma della costruzione del pozzo, peraltro già previsto; edificazione del refettorio e della cucina anziché di una terza aula;

Nelle immagini, dall’alto: • Posa di gruppo durante l’inaugurazione dell’Asilo di Lia nel villaggio di Kulit • Consegna di • Sacerdoti alla materiale didattico festa del Timkat portato in dono ai (Epifania) bambini

aumento dei servizi igienici esterni per i bambini. Il quarto obiettivo raggiunto è un ulteriore consolidamento delle comunicazioni e dell’interazione tra S. Bartolomeo, il CAE di Crema e le persone attive in Etiopia. Inoltre, abbiamo incontrato di persona i bambini adottati a distanza che, timidamente, ci hanno abbracciato e sorriso. erreti

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Etiopia chiama

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I PROGETTI PROGET

L’area verde in Località Les Iles, nel Comune di Gressan, è stata invasa pacificamente, venerdì 18 maggio 2007, da una miriade di bambini, quasi 1.200, delle scuole primarie appartenenti alle quattro Comunità Montane dell’Alta Valle (Grand-Combin, Grand-Paradis, Mont-Emilius, Valdigne Mont-Blanc). É stata una giornata di festa e giochi, un’occasione importante per lanciare un messaggio di solidarietà nei confronti di coloro che, coetanei di questi giovani, per il solo fatto di essere nati in un paese meno fortunato, vivono una realtà fatta di stenti ed enormi disuguaglianze. L’incontro è stato il momento conclusivo dell’iniziativa che anche quest’anno abbiamo riproposto - in collaborazione con il Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco della Valle

Un aiuto per ridare speranza

Adotta un progetto

Un messaggio di solidarietà che collega quattro comunità Montane dell’Alta Valle d’Aosta a Barkarè in Etiopia. Etiopia

Prosegue il progetto Valle d’Aosta

Progetto agricoltura “Lavoro per i figli della strada” É un progetto ambizioso per il quale ci stiamo impegnando da quest’anno. In una località situata a circa 1.700 m sul livello del mare nel mediopiano etiope, in una zona molto fertile, pensiamo di avviare una attività di agricoltura. Al momento la raccolta fondi è arrivata circa a quota 80.000 Euro, siamo ancora lontani dal traguardo, ma l’importante è partire, e la partenza è stata buona. Individuati alcuni terreni in zone fertili, sono a buon punto le trattative con il Governo etiope per l’acquisizione di uno di questi terreni. Con

d’Aosta – alle scuole primarie della nostra regione e che ha interessato, a partire dal mese di marzo, 19 plessi scolastici, in un cammino in cui i bambini hanno imparato l’esistenza di una realtà, Barkaré, dove l’istruzione non è ancora un diritto e dove l’analfabetismo raggiunge il 65% della popolazione. I bambini coinvolti sono stati invitati a sviluppare i concetti di “solidarietà”, “amicizia”, “condivisione”, “giustizia” mediante la produzione di elaborati che hanno permesso di realizzare un libricino intitolato “Costruiamo un sorriso …viaggio nella solidarietà” che sarà messo in vendita nelle prossime settimane e il cui ricavato servirà per finanziare l’ultimazione della costruzione della scuola nella regione del Guraghe. L’iniziativa ha visto la partecipazione di oltre 250 Vigili del Fuoco volontari e di 30 Vigili del Fuoco professionisti del Comando di Aosta. Con la creazione di una serie di percorsi per pompieri, salto sul telo e palestra di roccia, i pompieri hanno fatto sco-

prire il valore sociale ed umano di questo mestiere, facendo diventare tutti i bambini dei “mini pompieri”. Inoltre, è stata attivata una mostra dedicata alla storia dei Vigili del Fuoco, con gli strumenti del passato e del presente, che ha suscitato l’interesse dei bambini, attratti da quelle strane apparecchiature. Durante la manifestazione si è inoltre esibito “Millo e la Strega Varana della Melevisione”, riscuotendo un notevole successo tra i più piccini, ed un cane del gruppo cinofilo del Comando di Aosta, che ha incantato i presenti con esercizi di salto in alto e in lungo. Nel pomeriggio si è svolta una piccola competizione in cui si sono sfidate otto squadre composte da 30 bambini ciascuna, rappresentative degli otto diversi colori con cui i bambini erano stati contraddistinti grazie a dei cappellini che erano stati loro consegnati all’inizio della manifestazione. Al termine della gara hanno fatto seguito i discorsi di saluto delle Autorità presenti, in particolare del

Presidente della Regione on. Luciano Caveri, del Presidente della comunità montana Monte Emilius Andrea Rosset, di Mons. Mosé vescovo della diocesi di Emdibir (Etiopia) e di Roberto Rabattoni presidente della nostra associazione. Infine, si è svolta la premiazione delle classi che avendo realizzato il migliore testo scritto sono risultate vincitrici del concorso “Costruiamo un sorriso…viaggio nella solidarietà”, A conclusione della splendida giornata è stata offerta una dolce merenda a tutti i partecipanti. Pio e Nadia Porretta

l’aiuto del Signore, speriamo di concludere per un terreno di circa 400.000 m2 situato a circa 1.700 m di altitudine, a 250 km da Addis Abeba. Il terreno avrebbe anche uno sbocco sul lago di Langano, questo significa che non avremmo mai penuria di acqua e i costi per la realizzazione dell’impianto di canalizzazione e irrigazione verso le piantagioni si ridurrebbero di molto. Il Governo, che ha apprezzato il nostro progetto, si è ora assunto l’incarico di apportare alcune modifiche al progetto iniziale. Quando queste ci verranno comunicate, se concorderemo, allora potremo dare avvio ai lavori.

Villaggio Madonna della Vita Vi vengono ospitati gli orfani in attesa di adozione giuridica

Progetto “Casa della speranza”: speranza”

Progetto “Scuole di sartoria” sartoria”:

É la strutura che ospita i bambini ammalati di HIV-AIDS.

Progetto Personale medico e paramedico: Negli ambulatori del paramedico

1 mese di lavoro di un’accudiente 50,00 1 mese di lavoro di un’infermiera 120,00 1 mese di cure per un bambino 150,00 1 mese di lavoro del medico 200,00

Al Villaggio Madonna della Vita dobbiamo assicurare il funzionamento della scuola e, al termine del corso, vorremmo regalare alle ragazze l’occorrente per avviare l’attività perché, da sole, non sarebbero mai in grado di farlo.

Puoi aiutarci con contributi liberi di qualsiasi importo, oppure con: contributo junior da Euro 100,00 contributo senior da Euro 500,00 contributo sostenitore da Euro 1.000,00

PROGETTI 14

Villaggio Madonna della Vita sono costantemente presenti quattro infermiere professionali, che coprono le 24 ore, e un analista. micro

importo Euro cad.

1 mese di lavoro di un’infermiera 1 mese di lavoro dell’analista

120,00 170,00

micro

importo Euro cad.

Puoi aiutarci anche con contributi liberi di qualsiasi importo, oppure con: contributo junior da Euro 100,00 contributo senior da Euro 500,00 contributo sostenitore da Euro 1000,00

micro

importo Euro cad.

Stoffe e corredo per avviare l’attività di una ragazza 50,00 1 mese di lavoro di un’insegnante 120,00 1 macchina da cucire 150,00 stoffe e materiale per il laboratorio 200,00

Progetto Scuola: Scuola Gli ospiti del Villaggio Madonna della Vita e i bambini assistiti nel villaggio di Kassala necessitano di un minimo di corredo scolastico. micro

importo Euro cad.

Kit per un anno scolastico comprendente quaderni, pastelli, biro, matite 40,00

PROGETTI 15


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I PROGETTI PROGET

L’area verde in Località Les Iles, nel Comune di Gressan, è stata invasa pacificamente, venerdì 18 maggio 2007, da una miriade di bambini, quasi 1.200, delle scuole primarie appartenenti alle quattro Comunità Montane dell’Alta Valle (Grand-Combin, Grand-Paradis, Mont-Emilius, Valdigne Mont-Blanc). É stata una giornata di festa e giochi, un’occasione importante per lanciare un messaggio di solidarietà nei confronti di coloro che, coetanei di questi giovani, per il solo fatto di essere nati in un paese meno fortunato, vivono una realtà fatta di stenti ed enormi disuguaglianze. L’incontro è stato il momento conclusivo dell’iniziativa che anche quest’anno abbiamo riproposto - in collaborazione con il Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco della Valle

Un aiuto per ridare speranza

Adotta un progetto

Un messaggio di solidarietà che collega quattro comunità Montane dell’Alta Valle d’Aosta a Barkarè in Etiopia. Etiopia

Prosegue il progetto Valle d’Aosta

Progetto agricoltura “Lavoro per i figli della strada” É un progetto ambizioso per il quale ci stiamo impegnando da quest’anno. In una località situata a circa 1.700 m sul livello del mare nel mediopiano etiope, in una zona molto fertile, pensiamo di avviare una attività di agricoltura. Al momento la raccolta fondi è arrivata circa a quota 80.000 Euro, siamo ancora lontani dal traguardo, ma l’importante è partire, e la partenza è stata buona. Individuati alcuni terreni in zone fertili, sono a buon punto le trattative con il Governo etiope per l’acquisizione di uno di questi terreni. Con

d’Aosta – alle scuole primarie della nostra regione e che ha interessato, a partire dal mese di marzo, 19 plessi scolastici, in un cammino in cui i bambini hanno imparato l’esistenza di una realtà, Barkaré, dove l’istruzione non è ancora un diritto e dove l’analfabetismo raggiunge il 65% della popolazione. I bambini coinvolti sono stati invitati a sviluppare i concetti di “solidarietà”, “amicizia”, “condivisione”, “giustizia” mediante la produzione di elaborati che hanno permesso di realizzare un libricino intitolato “Costruiamo un sorriso …viaggio nella solidarietà” che sarà messo in vendita nelle prossime settimane e il cui ricavato servirà per finanziare l’ultimazione della costruzione della scuola nella regione del Guraghe. L’iniziativa ha visto la partecipazione di oltre 250 Vigili del Fuoco volontari e di 30 Vigili del Fuoco professionisti del Comando di Aosta. Con la creazione di una serie di percorsi per pompieri, salto sul telo e palestra di roccia, i pompieri hanno fatto sco-

prire il valore sociale ed umano di questo mestiere, facendo diventare tutti i bambini dei “mini pompieri”. Inoltre, è stata attivata una mostra dedicata alla storia dei Vigili del Fuoco, con gli strumenti del passato e del presente, che ha suscitato l’interesse dei bambini, attratti da quelle strane apparecchiature. Durante la manifestazione si è inoltre esibito “Millo e la Strega Varana della Melevisione”, riscuotendo un notevole successo tra i più piccini, ed un cane del gruppo cinofilo del Comando di Aosta, che ha incantato i presenti con esercizi di salto in alto e in lungo. Nel pomeriggio si è svolta una piccola competizione in cui si sono sfidate otto squadre composte da 30 bambini ciascuna, rappresentative degli otto diversi colori con cui i bambini erano stati contraddistinti grazie a dei cappellini che erano stati loro consegnati all’inizio della manifestazione. Al termine della gara hanno fatto seguito i discorsi di saluto delle Autorità presenti, in particolare del

Presidente della Regione on. Luciano Caveri, del Presidente della comunità montana Monte Emilius Andrea Rosset, di Mons. Mosé vescovo della diocesi di Emdibir (Etiopia) e di Roberto Rabattoni presidente della nostra associazione. Infine, si è svolta la premiazione delle classi che avendo realizzato il migliore testo scritto sono risultate vincitrici del concorso “Costruiamo un sorriso…viaggio nella solidarietà”, A conclusione della splendida giornata è stata offerta una dolce merenda a tutti i partecipanti. Pio e Nadia Porretta

l’aiuto del Signore, speriamo di concludere per un terreno di circa 400.000 m2 situato a circa 1.700 m di altitudine, a 250 km da Addis Abeba. Il terreno avrebbe anche uno sbocco sul lago di Langano, questo significa che non avremmo mai penuria di acqua e i costi per la realizzazione dell’impianto di canalizzazione e irrigazione verso le piantagioni si ridurrebbero di molto. Il Governo, che ha apprezzato il nostro progetto, si è ora assunto l’incarico di apportare alcune modifiche al progetto iniziale. Quando queste ci verranno comunicate, se concorderemo, allora potremo dare avvio ai lavori.

Villaggio Madonna della Vita Vi vengono ospitati gli orfani in attesa di adozione giuridica

Progetto “Casa della speranza”: speranza”

Progetto “Scuole di sartoria” sartoria”:

É la strutura che ospita i bambini ammalati di HIV-AIDS.

Progetto Personale medico e paramedico: Negli ambulatori del paramedico

1 mese di lavoro di un’accudiente 50,00 1 mese di lavoro di un’infermiera 120,00 1 mese di cure per un bambino 150,00 1 mese di lavoro del medico 200,00

Al Villaggio Madonna della Vita dobbiamo assicurare il funzionamento della scuola e, al termine del corso, vorremmo regalare alle ragazze l’occorrente per avviare l’attività perché, da sole, non sarebbero mai in grado di farlo.

Puoi aiutarci con contributi liberi di qualsiasi importo, oppure con: contributo junior da Euro 100,00 contributo senior da Euro 500,00 contributo sostenitore da Euro 1.000,00

PROGETTI 14

Villaggio Madonna della Vita sono costantemente presenti quattro infermiere professionali, che coprono le 24 ore, e un analista. micro

importo Euro cad.

1 mese di lavoro di un’infermiera 1 mese di lavoro dell’analista

120,00 170,00

micro

importo Euro cad.

Puoi aiutarci anche con contributi liberi di qualsiasi importo, oppure con: contributo junior da Euro 100,00 contributo senior da Euro 500,00 contributo sostenitore da Euro 1000,00

micro

importo Euro cad.

Stoffe e corredo per avviare l’attività di una ragazza 50,00 1 mese di lavoro di un’insegnante 120,00 1 macchina da cucire 150,00 stoffe e materiale per il laboratorio 200,00

Progetto Scuola: Scuola Gli ospiti del Villaggio Madonna della Vita e i bambini assistiti nel villaggio di Kassala necessitano di un minimo di corredo scolastico. micro

importo Euro cad.

Kit per un anno scolastico comprendente quaderni, pastelli, biro, matite 40,00

PROGETTI 15


Etiopia chiama

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Arredi a Nazarhet e un Pozzo a Yeror

Dopo l’incontro tra alcune famiglie del Veneto tenutosi a Spinea ai primi di dicembre, dove abbiamo trascorso una splendida giornata di confronto e condivisione e dove i nostri figli hanno potuto giocare spensieratamente, è partito anche per noi l’impegno di adottare un progetto per l’Etiopia. La proposta è stata di contribuire alla fornitura degli arredi del nuovo istituto per gli orfanelli di Nazarhet, villaggio a circa 200 chilometri a sud di Addis Abeba. Ben presto poi nasceva, anche per il nostro gruppo del triveneto, la volontà di organizzare una prima festa regionale. C’è una prima volta in tutte le cose e ogni prima volta si teme che il risultato possa deludere le aspettative e questa era la paura degli organizzatori della festa. Invece quel 10 giugno a Mestre, per le numerose coppie provenenti da

Adotta un progetto

Dal gruppo del Triveneto, la gioia di essere insieme per se stessi e per gli altri. altri

Progetto “Viaggi della speranza”: speranza”

Progetto “aiuto”: “aiuto”

Prevede il trasorto in Italia, o se possibile, la cura negli ospedali etiopi, eritrei o sudanesi, di giovani bisognosi di cure e interventi chirurgici. micro

importo Euro cad.

1 giorno di degenza in una struttura sanitaria etiope, eritrea o sudanese 20,00 italiana 200,00 1 biglietto aereo per l’Italia 800,00

Progetto “Pane”: “Pane” Quando i fondi ce lo permettono, ci rechiamo in uno dei quartieri più poveri di Addis Abeba e distribuiamo pane, latte e vestiario per i neonati portati dalle mamme. micro

importo Euro cad.

10 razioni di latte 2,50 10 Kg di pane 3,00 Biancheria, abiti e calzature per un bambino piccolo 35,00 Biancheria e tutine per un neonato 60,00

PROGETTI 16

Anche il più piccolo aiuto, per queste popolazioni è spesso vitale.

tutto il triveneto, è stato un tripudio di baci e abbracci, di persone care riviste, di nuovi e di futuri genitori, di bambini cresciuti e altri appena arrivati, tutti con un sentimento comune nel cuore, stare insieme per sentirsi più vicini ai nostri fratelli in Etiopia. Alla festa hanno partecipato padre Roberto Bello e il nostro presidente, Roberto Rabattoni, che ci ha donato la sua preziosa testimonianza di vita e di attività all’interno del CAE, ci ha aggiornato sulla normativa in tema di adozione giuridica e come un balsamo le sue parole hanno calmato le ansie dei genitori in attesa di adozione ridando speranza e insegnando la grande virtù della pazienza. Ci ha poi esortati a metterci nelle mani di Dio, il solo a conoscere fino in fondo i nostri percorsi. Nel corso della festa abbiamo verificato anche la situazione della raccolta per gli orfanelli di Nazareth, e con grande gioia, grazie all’impegno e alla generosità di tutti, proprio in questa occasione abbiamo raggiunto l’obbiettivo. micro

importo Euro cad.

Aiuta un bimbo per un mese 15,00 Aiuta una famiglia con sei/sette bambini per un mese 100,00 Acquista: un asino per trasportare l’acqua 150,00 un asinello per una vedova 150,00 un mulo per trasporto di malati 200,00 una mucca per una famiglia con bambini 220,00 due buoi per arare il terreno 440,00 Sostieni l’acquisto di un bus per il trasporto a scuola dei bambini dal villaggio alla cittadina 30.000,00 * Sostieni l’acquisto di una ambulanza per partorienti da destinare ai villaggi lontani dall’ospedale 36.000,00 * Per le micro indicate con * puoi contribuire versando: Contributo junior da Euro 100,00 Contributo senior da Euro 500,00 Contributo sostenitore da Euro 1.000,00

contatti Valentina Munarin 339 3629743).

Questo primo incontro è trascorso nella piena serenità e semplicità, guardando i nostri figli giocare e ridere gioiosi, serbando nel cuore tutti i momenti difficili che abbiamo passato ma bastava incrociare il loro sguardo, così intenso, caldo e speciale di ognuno di loro, perché tutto svanisse e lasciasse spazio ad una unica semplice preghiera che si traduce in una sola parola: grazie, grazie a Colui che ha permesso tutto questo e ci ha fatto intraprendere questo cammino! Un cammino non certo in discesa,

lo sappiamo bene, ma lo scopo della festa era anche questo, sentirsi parte di un gruppo da cui ci può venire un grande aiuto attraverso la condivisione delle esperienze, perché così come una gioia condivisa diventa gioia di tutti, un problema condiviso è meno pesante. Concludiamo ringraziando i presenti e chi avrebbe voluto esserci ma per vari motivi c’era con il cuore, a tutti un grande arrivederci al prossimo anno con la speranza che possa diventare una tradizione. Gruppo famiglie Triveneto

Progetto “orfanelli del Guraghe”: Guraghe”

Progetto “Abbandonati”: “Abbandonati”

per aiutarli a sopportare il freddo della notte.

Constatato lo stato di estrema povertà in cui vivono le polazioni del Guraghe, dal 2004 inviamo con regolarità ai centri di prima accoglienza da noi edificati, distanti fino a 600 Km dalla capitale, un contributo per il sostentamento degli orfanelli fino al loro trasferimento ad Addis Abeba presso l’orfanotrofio del Villaggio Madonna della Vita.

In Etiopia essere lebbroso, ammalato, handicappato, anziano significa essere abbandonato da tutti e costretto a vivere sulla strada in attesa della morte.

Roberto non ha esitato ad affidare al gruppo del triveneto un nuovo progetto: la costruzione di un pozzo nella regione del Guraghe, esattamente a Yeror, a sud ovest di Addis Abeba. Ora i nostri sforzi saranno tesi a dare la possibilità a questi nostri fratelli di dissetarsi con acqua pura migliorando così la loro condizione di vita. Agli amici del triveneto ricordiamo che si possono fare versamenti postali o bancari indicando nella causale: gruppo triveneto, pozzo di Yeror (per

micro

importo Euro cad.

10 razioni di latte 10 Kg di pane 10 razioni di cibo Biancheria e tutine per un neonato Biancheria, abiti e calzature per un bambino piccolo Mantenimento per un mese di: un bambino un neonato

PROGETTI

2,50 3,00 8,00 30,00

micro

importo Euro cad.

Per un mese: Mantieni un non vedente 25,00 Aiuta un anziano 25,00 Mantieni un lebbroso 30,00 Sostieni un handicappato 30,00 Offri ad un ammalato le cure mediche nei villaggi assistiti dal CAE 30,00 Allevia le sofferenze di un malato di HIV/AIDS 30,00 Acquista un triciclo elettrico per un disabile 3.000,00

35,00

Progetto “Vestire gli ignudi”: ignudi” 70,00 90,00

I bambini dei senza casa di Addis Abeba sono completamente nudi fino all’età di sei/otto anni. Assieme ad un pasto caldo, vorremmo poter dare loro tutine anche usate

micro

importo Euro cad.

10 pasti caldi 8,00 10 tutine usate 20,00 Abiti e calzature per un bimbo piccolo 25,00 Affitto di un ricovero (abitazione) in lamiera per una famiglia 25,00

Progetto “Evangelizzazione” “Evangelizzazione”: Così come ha detto Papa Benedetto XVI nell‘omelia di avvio del suo pontificato, la chiesa, dunque tutti gli uomini, deve essere evangelizzatrice e attraverso questa opera portare anche sollievo e aiuti concreti ai poveri nel mondo, anche il Centro Aiuti per l’Etiopia riconosce nella formazione di nuovi sacerdoti l’importanza della trasmissione della parola di Dio. micro

Sostieni per un mese: un catechista un giovane seminarista un sacerdote nei villaggi

importo Euro cad.

30,00 50,00 50,00

17


Etiopia chiama

amaihc aipoitE

Arredi a Nazarhet e un Pozzo a Yeror

Dopo l’incontro tra alcune famiglie del Veneto tenutosi a Spinea ai primi di dicembre, dove abbiamo trascorso una splendida giornata di confronto e condivisione e dove i nostri figli hanno potuto giocare spensieratamente, è partito anche per noi l’impegno di adottare un progetto per l’Etiopia. La proposta è stata di contribuire alla fornitura degli arredi del nuovo istituto per gli orfanelli di Nazarhet, villaggio a circa 200 chilometri a sud di Addis Abeba. Ben presto poi nasceva, anche per il nostro gruppo del triveneto, la volontà di organizzare una prima festa regionale. C’è una prima volta in tutte le cose e ogni prima volta si teme che il risultato possa deludere le aspettative e questa era la paura degli organizzatori della festa. Invece quel 10 giugno a Mestre, per le numerose coppie provenenti da

Adotta un progetto

Dal gruppo del Triveneto, la gioia di essere insieme per se stessi e per gli altri. altri

Progetto “Viaggi della speranza”: speranza”

Progetto “aiuto”: “aiuto”

Prevede il trasorto in Italia, o se possibile, la cura negli ospedali etiopi, eritrei o sudanesi, di giovani bisognosi di cure e interventi chirurgici. micro

importo Euro cad.

1 giorno di degenza in una struttura sanitaria etiope, eritrea o sudanese 20,00 italiana 200,00 1 biglietto aereo per l’Italia 800,00

Progetto “Pane”: “Pane” Quando i fondi ce lo permettono, ci rechiamo in uno dei quartieri più poveri di Addis Abeba e distribuiamo pane, latte e vestiario per i neonati portati dalle mamme. micro

importo Euro cad.

10 razioni di latte 2,50 10 Kg di pane 3,00 Biancheria, abiti e calzature per un bambino piccolo 35,00 Biancheria e tutine per un neonato 60,00

PROGETTI 16

Anche il più piccolo aiuto, per queste popolazioni è spesso vitale.

tutto il triveneto, è stato un tripudio di baci e abbracci, di persone care riviste, di nuovi e di futuri genitori, di bambini cresciuti e altri appena arrivati, tutti con un sentimento comune nel cuore, stare insieme per sentirsi più vicini ai nostri fratelli in Etiopia. Alla festa hanno partecipato padre Roberto Bello e il nostro presidente, Roberto Rabattoni, che ci ha donato la sua preziosa testimonianza di vita e di attività all’interno del CAE, ci ha aggiornato sulla normativa in tema di adozione giuridica e come un balsamo le sue parole hanno calmato le ansie dei genitori in attesa di adozione ridando speranza e insegnando la grande virtù della pazienza. Ci ha poi esortati a metterci nelle mani di Dio, il solo a conoscere fino in fondo i nostri percorsi. Nel corso della festa abbiamo verificato anche la situazione della raccolta per gli orfanelli di Nazareth, e con grande gioia, grazie all’impegno e alla generosità di tutti, proprio in questa occasione abbiamo raggiunto l’obbiettivo. micro

importo Euro cad.

Aiuta un bimbo per un mese 15,00 Aiuta una famiglia con sei/sette bambini per un mese 100,00 Acquista: un asino per trasportare l’acqua 150,00 un asinello per una vedova 150,00 un mulo per trasporto di malati 200,00 una mucca per una famiglia con bambini 220,00 due buoi per arare il terreno 440,00 Sostieni l’acquisto di un bus per il trasporto a scuola dei bambini dal villaggio alla cittadina 30.000,00 * Sostieni l’acquisto di una ambulanza per partorienti da destinare ai villaggi lontani dall’ospedale 36.000,00 * Per le micro indicate con * puoi contribuire versando: Contributo junior da Euro 100,00 Contributo senior da Euro 500,00 Contributo sostenitore da Euro 1.000,00

contatti Valentina Munarin 339 3629743).

Questo primo incontro è trascorso nella piena serenità e semplicità, guardando i nostri figli giocare e ridere gioiosi, serbando nel cuore tutti i momenti difficili che abbiamo passato ma bastava incrociare il loro sguardo, così intenso, caldo e speciale di ognuno di loro, perché tutto svanisse e lasciasse spazio ad una unica semplice preghiera che si traduce in una sola parola: grazie, grazie a Colui che ha permesso tutto questo e ci ha fatto intraprendere questo cammino! Un cammino non certo in discesa,

lo sappiamo bene, ma lo scopo della festa era anche questo, sentirsi parte di un gruppo da cui ci può venire un grande aiuto attraverso la condivisione delle esperienze, perché così come una gioia condivisa diventa gioia di tutti, un problema condiviso è meno pesante. Concludiamo ringraziando i presenti e chi avrebbe voluto esserci ma per vari motivi c’era con il cuore, a tutti un grande arrivederci al prossimo anno con la speranza che possa diventare una tradizione. Gruppo famiglie Triveneto

Progetto “orfanelli del Guraghe”: Guraghe”

Progetto “Abbandonati”: “Abbandonati”

per aiutarli a sopportare il freddo della notte.

Constatato lo stato di estrema povertà in cui vivono le polazioni del Guraghe, dal 2004 inviamo con regolarità ai centri di prima accoglienza da noi edificati, distanti fino a 600 Km dalla capitale, un contributo per il sostentamento degli orfanelli fino al loro trasferimento ad Addis Abeba presso l’orfanotrofio del Villaggio Madonna della Vita.

In Etiopia essere lebbroso, ammalato, handicappato, anziano significa essere abbandonato da tutti e costretto a vivere sulla strada in attesa della morte.

Roberto non ha esitato ad affidare al gruppo del triveneto un nuovo progetto: la costruzione di un pozzo nella regione del Guraghe, esattamente a Yeror, a sud ovest di Addis Abeba. Ora i nostri sforzi saranno tesi a dare la possibilità a questi nostri fratelli di dissetarsi con acqua pura migliorando così la loro condizione di vita. Agli amici del triveneto ricordiamo che si possono fare versamenti postali o bancari indicando nella causale: gruppo triveneto, pozzo di Yeror (per

micro

importo Euro cad.

10 razioni di latte 10 Kg di pane 10 razioni di cibo Biancheria e tutine per un neonato Biancheria, abiti e calzature per un bambino piccolo Mantenimento per un mese di: un bambino un neonato

PROGETTI

2,50 3,00 8,00 30,00

micro

importo Euro cad.

Per un mese: Mantieni un non vedente 25,00 Aiuta un anziano 25,00 Mantieni un lebbroso 30,00 Sostieni un handicappato 30,00 Offri ad un ammalato le cure mediche nei villaggi assistiti dal CAE 30,00 Allevia le sofferenze di un malato di HIV/AIDS 30,00 Acquista un triciclo elettrico per un disabile 3.000,00

35,00

Progetto “Vestire gli ignudi”: ignudi” 70,00 90,00

I bambini dei senza casa di Addis Abeba sono completamente nudi fino all’età di sei/otto anni. Assieme ad un pasto caldo, vorremmo poter dare loro tutine anche usate

micro

importo Euro cad.

10 pasti caldi 8,00 10 tutine usate 20,00 Abiti e calzature per un bimbo piccolo 25,00 Affitto di un ricovero (abitazione) in lamiera per una famiglia 25,00

Progetto “Evangelizzazione” “Evangelizzazione”: Così come ha detto Papa Benedetto XVI nell‘omelia di avvio del suo pontificato, la chiesa, dunque tutti gli uomini, deve essere evangelizzatrice e attraverso questa opera portare anche sollievo e aiuti concreti ai poveri nel mondo, anche il Centro Aiuti per l’Etiopia riconosce nella formazione di nuovi sacerdoti l’importanza della trasmissione della parola di Dio. micro

Sostieni per un mese: un catechista un giovane seminarista un sacerdote nei villaggi

importo Euro cad.

30,00 50,00 50,00

17


amaihc aipoitE

Gli amici del CAE di Milano e provincia sono tanti e anche di vecchia data e ciascuno nel proprio piccolo ha sempre cercato di dare il proprio contributo alla causa del CAE, ma per fare una festa occorreva diventare un gruppo affiatato e organizzato. Quest’ultimo anno il gruppo, si è ritrovato regolarmente ogni secondo venerdì del mese presso l’oratorio della “Sacra Famiglia” a Cinisello Balsamo. Lo spirito era quello di stare insieme raccontandosi le proprie esperienze, con l’ambizioso obiettivo nel lungo termine di diventare sempre più una “rete” di auto-mutuo aiuto per le coppie che hanno adottato e per quelle che desiderano adottare con il CAE, ma con una specificità in più: la consapevolezza di essere parte di una grande famiglia che ha nel cuore l’Etiopia.

Adotta un progetto

Etiopia chiama Di recente gli incontri sono diventati un po’ più strutturati grazie soprattutto al contributo di una psico-pedagogista che ha dato la propria disponibilità a percorrere un tratto di strada insieme. Così, l’idea di organizzare una festa è nata un po’ all’improvviso perchè ci è parso che anche per noi fosse giunto il momento per la prima Festa del Grupo CAE di Milano. La giornata è iniziata alle 10:30 con il ritrovo presso il centro sportivo Ugo Forti a Monza che ci ha ospitati in uno spazio davvero grazioso, con i campi da calcetto dove i bambini, ma anche gli adulti, si sono scatenati, un’area attrezzata con tavolini e bar per il ristoro e un’area dedicata alle “bancarelle”. Alle 11:30 la Messa all’aperto sotto gli alberi, concelebrata da Padre Roberto, Padre Marino e Don Armando della Parrocchia Sacra Famiglia di Cinisello; i canti e le letture dei bambini hanno reso davvero gioioso questo insolito momento della Messa domenicale.

Progetto “Profughi”: “Profughi”

Progetto “Istruzione”: “Istruzione”

Progetto “Scuole professionali”: professionali”

Aiutiamo gli ultimi della terra del campo profughi di Kassala in Sudan fuggiti dai loro territori durante la guerra Etiopico/Eritrea.

L’istruzione è l’elemento fondamentale che permette ad un individuo di conoscere, quindi di riscattarsi dalla condizione di sudditanza intellettuale e di lottare per il miglioramento.

Ultimate le palazzine ed i capannoni che ospiteranno le scuole professionali, professionali a breve verranno installati i macchinari e avviate le scuole di falegnameria falegnameria, officina da fabbro, fabbro, meccanica meccanica, sartoria e maglieria maglieria. Ora le scuole vanno dotate del necessario per consentirne il funzionameto.

L’idea di organizzare una festa è nata all’improvviso, ma prima siamo diventati gruppo

micro

importo Euro cad.

10 razioni di latte 2,50 10 Kg di pane 3,00 10 razioni di cibo 8,00 Biancheria, abiti e calzature per un bambino piccolo 35,00 per un adulto 50,00 Biancheria e tutine per un neonato 60,00

PROGETTI 18

Gruppo CAE di Milano

micro

importo Euro cad.

Offri un mese di istruzione ad un giovane 20,00 aiuto ad uno studente che viene da lontano 70,00 Un anno di studio ad un piccolo profugo 200,00 Offri una borsa di studio ad uno studente di falegnameria 500,00 all’università ad un profugo sudanese 1.000,00 ad uno studente di meccanica 1.000,00 per un infermiere a Wolisso 1.000,00 Aiuta una persona che vuole specializzarsi come maestro 1.000,00

micro

importo Euro cad.

1 sedia 10,00 1 banco da lavoro 20,00 1 cassetta attrezzi da banco 120,00 Stoffe e materiale da sartoria 200,00 Rocchetti di filo di vario colore 200,00 1 banco da lavoro con morsa 300,00 Ferramenta varia 300,00 Utensili elettrici (trapano, ecc.) 500,00 Legname multistrato (compensato) 600,00 Barre di ferro di varia misura 1.000,00 Legname massiccio per finestre 1.500,00

Dopo il pranzo al sacco la giornata è proseguita tra giochi, animazione e i consueti giri per le bancarelle che offrivano: L’artigianato etiope con i bellissimi oggetti, ottime idee per i propri regali; il banco delle adozioni a distanza che rappresentano sempre il regalo più bello che una famiglia possa farsi perché consentono la sopravvivenza di un bambino con pochi euro al mese e nello stesso tempo permettono di insegnare ai propri figli il valore della solidarietà e il significato vero della rinuncia a favore di chi è meno fortunato; la pesca e i pacchi a sorpresa sono stati sicuramente l’attrazione più amata dai bambini, ma anche l’avvincente “indovina il peso del salame” ha stuzzicato la curiosità degli adulti; il succulento banco delle torte, rigorosamente preparate in casa da nonne, mamme e zie, esposte in modo da allettare anche i meno golosi, è stato preso letteralmente d’assalto. L’animazione pomeridiana ha

fatto divertire grandi e piccini, con un momento dedicato all’asta in cui i tifosi di calcio si sono contesi il pallone e le magliette firmate dai calciatori di Inter e Milan e la lotteria alla quale tutti, ma davvero tutti, hanno partecipato con la gioia di poter dare il proprio piccolo contributo. Una frase di una mamma riassume lo spirito di solidarietà che si respirava nell’aria: “dai che così facciamo le docce!”, infatti l’intero incasso della festa è stato devoluto alla costruzione dei bagni/docce per il Villaggio Madonna della Vita. Alla sera siamo tornati a casa portandoci dentro la consapevolezza di essere stati solo una goccia nel mare della solidarietà, che insieme alle altre gocce contribuisce a qualcosa di grande. Un grazie va a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata di festa insieme. Gruppo CAE di Milano

Vi diamo il resoconto delle offerte che ci avete fatto pervenire nel corso del 2006, attraverso i bollettini inseriti in Etiopia chiama per i progetti indicati su queste pagine:

• • • • • • • •

• Progetto Agricoltura 54.000,00 • Villaggio M. della Vita 27.000,00 • Personale Medico e Paramedico 6.000,00 • Progetto Scuola 4.000,00 • Casa della Speranza 110.000,00 • Scuole di sartoria 1.500,00 • Viaggi della Speranza 3.500,00 • Progetto pane 7.000,00 • Figli del Villaggio 2.200,00 • Progetto aiuto 6.000,00

a lato, immagini della festa e dei nostri bambini durante gli incontri serali

Progetto profughi 175,00 Orfanelli del Guraghe 16.000,00 Abbandonati 2.500,00 Vestire gli ignudi 530,00 Evangelizzazione 50,00 Progetto istruzione 13.000,00 Progetto Etihope 5.300,00 Progetto Negozio 50,00 TOTALE EURO 258.805,00

A questi importi vanno agiunte le offerte libere e quanto ci è pervenuto dalla Commissione per le adozioni internazionali e Fondazioni varie che porta il contributo delle offerte a Euro 968.022,00. A tutti i donatori, diciamo GRAZIE.

PROGETTI

È possibile versare il proprio contributo attraverso: - Vaglia Postale intestato a Centro Aiuti per l’Etiopia; - C/C Postale N° 11730280; - C/C bancario Banca Intesa di Mergozzo N° 16641/72; onifico bancario - Bonifico Beneficiario: Centro Aiuti per l’Etiopia Indirizzo: Via 42 Martiri, 189 28924 - Verbania Fondotoce (VB) Banca: Banca Intesa S.p.A. Filiale: Mergozzo (VB) Descrizione/Causale: OFFERTA per . . . Conto corrente N: 16641/72 Codice ABI: 03069 Codice CAB: 45510 Nella causale indicare sempre il progetto e/o la micro prescelti. 19


amaihc aipoitE

Gli amici del CAE di Milano e provincia sono tanti e anche di vecchia data e ciascuno nel proprio piccolo ha sempre cercato di dare il proprio contributo alla causa del CAE, ma per fare una festa occorreva diventare un gruppo affiatato e organizzato. Quest’ultimo anno il gruppo, si è ritrovato regolarmente ogni secondo venerdì del mese presso l’oratorio della “Sacra Famiglia” a Cinisello Balsamo. Lo spirito era quello di stare insieme raccontandosi le proprie esperienze, con l’ambizioso obiettivo nel lungo termine di diventare sempre più una “rete” di auto-mutuo aiuto per le coppie che hanno adottato e per quelle che desiderano adottare con il CAE, ma con una specificità in più: la consapevolezza di essere parte di una grande famiglia che ha nel cuore l’Etiopia.

Adotta un progetto

Etiopia chiama Di recente gli incontri sono diventati un po’ più strutturati grazie soprattutto al contributo di una psico-pedagogista che ha dato la propria disponibilità a percorrere un tratto di strada insieme. Così, l’idea di organizzare una festa è nata un po’ all’improvviso perchè ci è parso che anche per noi fosse giunto il momento per la prima Festa del Grupo CAE di Milano. La giornata è iniziata alle 10:30 con il ritrovo presso il centro sportivo Ugo Forti a Monza che ci ha ospitati in uno spazio davvero grazioso, con i campi da calcetto dove i bambini, ma anche gli adulti, si sono scatenati, un’area attrezzata con tavolini e bar per il ristoro e un’area dedicata alle “bancarelle”. Alle 11:30 la Messa all’aperto sotto gli alberi, concelebrata da Padre Roberto, Padre Marino e Don Armando della Parrocchia Sacra Famiglia di Cinisello; i canti e le letture dei bambini hanno reso davvero gioioso questo insolito momento della Messa domenicale.

Progetto “Profughi”: “Profughi”

Progetto “Istruzione”: “Istruzione”

Progetto “Scuole professionali”: professionali”

Aiutiamo gli ultimi della terra del campo profughi di Kassala in Sudan fuggiti dai loro territori durante la guerra Etiopico/Eritrea.

L’istruzione è l’elemento fondamentale che permette ad un individuo di conoscere, quindi di riscattarsi dalla condizione di sudditanza intellettuale e di lottare per il miglioramento.

Ultimate le palazzine ed i capannoni che ospiteranno le scuole professionali, professionali a breve verranno installati i macchinari e avviate le scuole di falegnameria falegnameria, officina da fabbro, fabbro, meccanica meccanica, sartoria e maglieria maglieria. Ora le scuole vanno dotate del necessario per consentirne il funzionameto.

L’idea di organizzare una festa è nata all’improvviso, ma prima siamo diventati gruppo

micro

importo Euro cad.

10 razioni di latte 2,50 10 Kg di pane 3,00 10 razioni di cibo 8,00 Biancheria, abiti e calzature per un bambino piccolo 35,00 per un adulto 50,00 Biancheria e tutine per un neonato 60,00

PROGETTI 18

Gruppo CAE di Milano

micro

importo Euro cad.

Offri un mese di istruzione ad un giovane 20,00 aiuto ad uno studente che viene da lontano 70,00 Un anno di studio ad un piccolo profugo 200,00 Offri una borsa di studio ad uno studente di falegnameria 500,00 all’università ad un profugo sudanese 1.000,00 ad uno studente di meccanica 1.000,00 per un infermiere a Wolisso 1.000,00 Aiuta una persona che vuole specializzarsi come maestro 1.000,00

micro

importo Euro cad.

1 sedia 10,00 1 banco da lavoro 20,00 1 cassetta attrezzi da banco 120,00 Stoffe e materiale da sartoria 200,00 Rocchetti di filo di vario colore 200,00 1 banco da lavoro con morsa 300,00 Ferramenta varia 300,00 Utensili elettrici (trapano, ecc.) 500,00 Legname multistrato (compensato) 600,00 Barre di ferro di varia misura 1.000,00 Legname massiccio per finestre 1.500,00

Dopo il pranzo al sacco la giornata è proseguita tra giochi, animazione e i consueti giri per le bancarelle che offrivano: L’artigianato etiope con i bellissimi oggetti, ottime idee per i propri regali; il banco delle adozioni a distanza che rappresentano sempre il regalo più bello che una famiglia possa farsi perché consentono la sopravvivenza di un bambino con pochi euro al mese e nello stesso tempo permettono di insegnare ai propri figli il valore della solidarietà e il significato vero della rinuncia a favore di chi è meno fortunato; la pesca e i pacchi a sorpresa sono stati sicuramente l’attrazione più amata dai bambini, ma anche l’avvincente “indovina il peso del salame” ha stuzzicato la curiosità degli adulti; il succulento banco delle torte, rigorosamente preparate in casa da nonne, mamme e zie, esposte in modo da allettare anche i meno golosi, è stato preso letteralmente d’assalto. L’animazione pomeridiana ha

fatto divertire grandi e piccini, con un momento dedicato all’asta in cui i tifosi di calcio si sono contesi il pallone e le magliette firmate dai calciatori di Inter e Milan e la lotteria alla quale tutti, ma davvero tutti, hanno partecipato con la gioia di poter dare il proprio piccolo contributo. Una frase di una mamma riassume lo spirito di solidarietà che si respirava nell’aria: “dai che così facciamo le docce!”, infatti l’intero incasso della festa è stato devoluto alla costruzione dei bagni/docce per il Villaggio Madonna della Vita. Alla sera siamo tornati a casa portandoci dentro la consapevolezza di essere stati solo una goccia nel mare della solidarietà, che insieme alle altre gocce contribuisce a qualcosa di grande. Un grazie va a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata di festa insieme. Gruppo CAE di Milano

Vi diamo il resoconto delle offerte che ci avete fatto pervenire nel corso del 2006, attraverso i bollettini inseriti in Etiopia chiama per i progetti indicati su queste pagine:

• • • • • • • •

• Progetto Agricoltura 54.000,00 • Villaggio M. della Vita 27.000,00 • Personale Medico e Paramedico 6.000,00 • Progetto Scuola 4.000,00 • Casa della Speranza 110.000,00 • Scuole di sartoria 1.500,00 • Viaggi della Speranza 3.500,00 • Progetto pane 7.000,00 • Figli del Villaggio 2.200,00 • Progetto aiuto 6.000,00

a lato, immagini della festa e dei nostri bambini durante gli incontri serali

Progetto profughi 175,00 Orfanelli del Guraghe 16.000,00 Abbandonati 2.500,00 Vestire gli ignudi 530,00 Evangelizzazione 50,00 Progetto istruzione 13.000,00 Progetto Etihope 5.300,00 Progetto Negozio 50,00 TOTALE EURO 258.805,00

A questi importi vanno agiunte le offerte libere e quanto ci è pervenuto dalla Commissione per le adozioni internazionali e Fondazioni varie che porta il contributo delle offerte a Euro 968.022,00. A tutti i donatori, diciamo GRAZIE.

PROGETTI

È possibile versare il proprio contributo attraverso: - Vaglia Postale intestato a Centro Aiuti per l’Etiopia; - C/C Postale N° 11730280; - C/C bancario Banca Intesa di Mergozzo N° 16641/72; onifico bancario - Bonifico Beneficiario: Centro Aiuti per l’Etiopia Indirizzo: Via 42 Martiri, 189 28924 - Verbania Fondotoce (VB) Banca: Banca Intesa S.p.A. Filiale: Mergozzo (VB) Descrizione/Causale: OFFERTA per . . . Conto corrente N: 16641/72 Codice ABI: 03069 Codice CAB: 45510 Nella causale indicare sempre il progetto e/o la micro prescelti. 19


Etiopia chiama

amaihc aipoitE

Giovedì 15 febbraio, presso l’Hotel Concorde di Arona, si è tenuta una serata dedicata al tema dell’adozione, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Sociali della provincia di Novara. Sono intervenuti Massimo Tosi, Assessore alle Politiche Sociali, Anna Genni Miliotti, formatrice nel campo dell’adozione ed autrice di parecchie pubblicazioni in materia, Pierluigi Roncaroli, psicologo psicoterapeuta del Centro Studi Mondino di Pavia, Rita Bozzato, assistente sociale dell’equipe adozioni del Comune di Arona e Nicoletta Cardi della libreria Librami di Arona, coordinatrice degli interventi. Titolo della serata: “Ho adottato una mamma ed un papà”, a sottolineare che l’adozione giuridica è un percorso di integrazione tra la scelta di due adulti, che decidono di aprirsi all’accoglienza di un bambino e l’esperienza del figlio, che deve innestare questa accoglienza su un suo precedente vissuto, breve o lungo che sia. L’adulto arriva al momento dell’incontro con il bambino dopo un iter burocratico che lo costringe ad acquisire consapevolezza delle proprie motivazioni, portando con sé un immaginario, delineato anche nell’introduzione del dott. Tosi ed una carica emotiva cresciuti nel tempo. Il bambino arriva invece allo stesso momento praticamente inconsapevole di quanto stia succedendo, senza aver scelto nulla, dopo le più complicate vicende; spesso, ha sottolineato la Miliotti, a differenza di quanto ritiene l’opinione comune, l’orfanotrofio

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ADOZIONE GIURIDICA GIURIDIC

“ Ho adottato una mamma ed un papà”

riconoscersi genitori e figli nella esperienza dell’adozione

o la comunità sono la situazione migliore in cui il bambino è vissuto fino a quel momento, la situazione in cui è almeno stato accudito, anche amato dal personale, se è grandicello in orfanotrofio ha sovente amici e persone di riferimento. Quei “genitori” che irrompono nella sua vita portando commozione, abbracci, parole, regali sono estranei nei confronti dei quali è facile si scateni tutta la gamma delle reazioni, dall’indifferenza al rifiuto, che i genitori adottivi imparano ben presto a conoscere. Eppure, ha affermato il prof. Roncaroli, l’avvio delle reazioni è l’inizio del recupero del processo di

crescita. I bambini negli orfanotrofi sono sovente come trattenuti, tendono a non esprimere emozioni, a non essere padroni dell’ambiente; prolungare questa fase di silenzio significherebbe creare condizioni di difficoltà di sviluppo del linguaggio, del pensiero e dell’emotività. Per prendere possesso dell’ambiente, un bambino ha bisogno di appartenere a qualcuno ed in questo senso l’adozione offre quel qualcuno “offre, sono parole di Roncaroli, spazi infiniti e cangianti nei quali muoversi”. Dal momento dell’incontro in poi si avvia la laboriosa, forse mai conclusa, fase della ricerca di un equilibrio tra le due appartenenze: il mondo d’origine e quello della nuova famiglia. Le inevitabili difficoltà, tante volte, dipendono proprio da questa ricerca, più che da caratteristiche e/o errori delle persone. Contemporaneamente, si apre la ricerca di nuovi equilibri con l’ambiente in cui la famiglia vive. Si spalanca, per esempio, “la porta del vero”, come la chiama la Miliotti: la vera madre, i veri fratelli, il vero paese… a nutrire un tormentone che non ha risposte e nel quale ognuno si affanna a dimostrare di non essere “quello falso”. L’ansia di questa dimostrazione, ben nota a chi opera sul campo, genera tentativi di soluzione tanto mutevoli quanto patetici e dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere sostituita da una visione più serena, nella quale genitori naturali ed adottivi non vanno né mitizzati né criticati, ma semplicemente considerati persone condotte dalla vita su strade lungo le quali è possibile costruire e non distruggere l’uomo. La scuola non sempre aiuta: il senso della storia insegnato attraverso gli alberi

genealogici oppure le foto dei primi mesi di vita, le classificazioni troppo rigide, la confusione tra bambini adottivi stranieri e bambini immigrati ed altre iniziative maldestre possono riportare alla luce ansie e paure di abbandono oppure possono aumentare nei bambini la preoccupazione di dover giustificare la normalità della propria situazione. Esiste un po’ di letteratura in merito, a sostegno degli insegnanti di buona volontà, esiste, come presentato da Rita Bozzato insieme ad alcuni chiarimenti relativi ai requisiti per l’accesso all’adozione, un progetto della Regione Piemonte che si concretizzerà in un testo relativo al percorso post-adottivo, ma esiste soprattutto la disponibilità degli stessi genitori adottivi che, in assenza di aiuti o comunque in presenza di sostegno ancora troppo debole, si rivelano capaci di inventare, anche a gruppi di famiglie, i percorsi necessari ai loro figli per conciliare passato e futuro. Chiara Grisoni

(continua da pag. 11)

(continua da pag. 11)

. . . indescrivibile

. . . gioia grande

mangia tante volte al giorno e là mai e noi non sappiamo davvero cosa rispondere. L’adozione a distanza, con soli 15 euro al mese permette alla nostra associazione di assicurare un pasto e la scolarizzazione a un bambino, che la povertà avrebbe condannato ad una morte certa. Per noi è un piccolo impegno mensile, ma che può davvero salvare un bambino, assicurargli un futuro, la possibilità di poter crescere e migliorare la propria condizione e quella del proprio paese. Livia Scotti

Durante la loro permanenza, hanno conosciuto anche il bambino da me adottato, al quale hanno portato dei doni. Periodicamente, tramite i missionari del Centro Aiuti per l’Etiopia., mi arrivano gli auguri per le festività, e notizie di Ghetaciew Tilahun (così si chiama il ragazzo), a volte c’è una sua foto e, ultimamente, anche la sua pagella e questo mi fa sentire orgogliosa del fatto che un piccolo contributo, serva concretamente per il suo mantenimento e lo studio. Sovente con le mie figlie, abbiamo ricambiato a queste lettere, inviando nostre notizie e foto della mia famiglia, sentendoci così più vicini. Il mio sogno, una volta in pensione, è di poterlo incontrare ed abbracciarlo, penso a lui come parte della famiglia, tengo una sua foto sulla scrivania insieme a quelle delle mie figlie. Ho raccontato della mia esperienza di solidarietà a parenti, amici e colleghi, ciò ha creato fiducia nell’iniziativa ed ha fatto sì che anche molti di loro avviassero un’adozione a distanza. Inoltre, nei momenti di difficoltà, mi è capitato di pensare a questo mio figlio lontano e di accorgermi che, il potergli essere utile, era per me di grande aiuto e consolazione, ritrovavo coraggio, gioia e incentivo a proseguire nell’opera. Ho imparato così, che fare del bene agli altri, fa bene a se stessi. Ringrazio il Centro Aiuti per l’Etiopia per avermi dato la possibilità di fare questa bella esperienza, che consiglio a tutti, perché con un minimo contributo, si possono aiutare concretamente bambini, il cui futuro sarebbe altrimenti incerto. Sabina, Francesca e Stefania Torino, maggio 2007

Messe di suffragio La vita dei bambini all’interno del Villaggio Madonna della vita, scorre ritmata dalle attività della giornata, al cento della quale sta la Celebrazione Eucaristica. Ogni giorno un Sacerdote celebra la Messa con i bambini ospiti del villaggio, questi pregano regolarmente per i loro genitori e per i loro futuri genitori adottivi. É possibile far celebrare messe in suffragio per i propri defunti telefonando al nostro ufficio e manifestando l’intenzione, oppure nel bollettino con cui invierete un’offeta libera, sarà sufficiente scrivere nella causale: “Messa per: Nome e Cognome” indicando il nome del vostro defunto. Le offerte saranno devolute ai poveri della città.

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Etiopia chiama

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Giovedì 15 febbraio, presso l’Hotel Concorde di Arona, si è tenuta una serata dedicata al tema dell’adozione, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Sociali della provincia di Novara. Sono intervenuti Massimo Tosi, Assessore alle Politiche Sociali, Anna Genni Miliotti, formatrice nel campo dell’adozione ed autrice di parecchie pubblicazioni in materia, Pierluigi Roncaroli, psicologo psicoterapeuta del Centro Studi Mondino di Pavia, Rita Bozzato, assistente sociale dell’equipe adozioni del Comune di Arona e Nicoletta Cardi della libreria Librami di Arona, coordinatrice degli interventi. Titolo della serata: “Ho adottato una mamma ed un papà”, a sottolineare che l’adozione giuridica è un percorso di integrazione tra la scelta di due adulti, che decidono di aprirsi all’accoglienza di un bambino e l’esperienza del figlio, che deve innestare questa accoglienza su un suo precedente vissuto, breve o lungo che sia. L’adulto arriva al momento dell’incontro con il bambino dopo un iter burocratico che lo costringe ad acquisire consapevolezza delle proprie motivazioni, portando con sé un immaginario, delineato anche nell’introduzione del dott. Tosi ed una carica emotiva cresciuti nel tempo. Il bambino arriva invece allo stesso momento praticamente inconsapevole di quanto stia succedendo, senza aver scelto nulla, dopo le più complicate vicende; spesso, ha sottolineato la Miliotti, a differenza di quanto ritiene l’opinione comune, l’orfanotrofio

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ADOZIONE GIURIDICA GIURIDIC

“ Ho adottato una mamma ed un papà”

riconoscersi genitori e figli nella esperienza dell’adozione

o la comunità sono la situazione migliore in cui il bambino è vissuto fino a quel momento, la situazione in cui è almeno stato accudito, anche amato dal personale, se è grandicello in orfanotrofio ha sovente amici e persone di riferimento. Quei “genitori” che irrompono nella sua vita portando commozione, abbracci, parole, regali sono estranei nei confronti dei quali è facile si scateni tutta la gamma delle reazioni, dall’indifferenza al rifiuto, che i genitori adottivi imparano ben presto a conoscere. Eppure, ha affermato il prof. Roncaroli, l’avvio delle reazioni è l’inizio del recupero del processo di

crescita. I bambini negli orfanotrofi sono sovente come trattenuti, tendono a non esprimere emozioni, a non essere padroni dell’ambiente; prolungare questa fase di silenzio significherebbe creare condizioni di difficoltà di sviluppo del linguaggio, del pensiero e dell’emotività. Per prendere possesso dell’ambiente, un bambino ha bisogno di appartenere a qualcuno ed in questo senso l’adozione offre quel qualcuno “offre, sono parole di Roncaroli, spazi infiniti e cangianti nei quali muoversi”. Dal momento dell’incontro in poi si avvia la laboriosa, forse mai conclusa, fase della ricerca di un equilibrio tra le due appartenenze: il mondo d’origine e quello della nuova famiglia. Le inevitabili difficoltà, tante volte, dipendono proprio da questa ricerca, più che da caratteristiche e/o errori delle persone. Contemporaneamente, si apre la ricerca di nuovi equilibri con l’ambiente in cui la famiglia vive. Si spalanca, per esempio, “la porta del vero”, come la chiama la Miliotti: la vera madre, i veri fratelli, il vero paese… a nutrire un tormentone che non ha risposte e nel quale ognuno si affanna a dimostrare di non essere “quello falso”. L’ansia di questa dimostrazione, ben nota a chi opera sul campo, genera tentativi di soluzione tanto mutevoli quanto patetici e dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere sostituita da una visione più serena, nella quale genitori naturali ed adottivi non vanno né mitizzati né criticati, ma semplicemente considerati persone condotte dalla vita su strade lungo le quali è possibile costruire e non distruggere l’uomo. La scuola non sempre aiuta: il senso della storia insegnato attraverso gli alberi

genealogici oppure le foto dei primi mesi di vita, le classificazioni troppo rigide, la confusione tra bambini adottivi stranieri e bambini immigrati ed altre iniziative maldestre possono riportare alla luce ansie e paure di abbandono oppure possono aumentare nei bambini la preoccupazione di dover giustificare la normalità della propria situazione. Esiste un po’ di letteratura in merito, a sostegno degli insegnanti di buona volontà, esiste, come presentato da Rita Bozzato insieme ad alcuni chiarimenti relativi ai requisiti per l’accesso all’adozione, un progetto della Regione Piemonte che si concretizzerà in un testo relativo al percorso post-adottivo, ma esiste soprattutto la disponibilità degli stessi genitori adottivi che, in assenza di aiuti o comunque in presenza di sostegno ancora troppo debole, si rivelano capaci di inventare, anche a gruppi di famiglie, i percorsi necessari ai loro figli per conciliare passato e futuro. Chiara Grisoni

(continua da pag. 11)

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. . . indescrivibile

. . . gioia grande

mangia tante volte al giorno e là mai e noi non sappiamo davvero cosa rispondere. L’adozione a distanza, con soli 15 euro al mese permette alla nostra associazione di assicurare un pasto e la scolarizzazione a un bambino, che la povertà avrebbe condannato ad una morte certa. Per noi è un piccolo impegno mensile, ma che può davvero salvare un bambino, assicurargli un futuro, la possibilità di poter crescere e migliorare la propria condizione e quella del proprio paese. Livia Scotti

Durante la loro permanenza, hanno conosciuto anche il bambino da me adottato, al quale hanno portato dei doni. Periodicamente, tramite i missionari del Centro Aiuti per l’Etiopia., mi arrivano gli auguri per le festività, e notizie di Ghetaciew Tilahun (così si chiama il ragazzo), a volte c’è una sua foto e, ultimamente, anche la sua pagella e questo mi fa sentire orgogliosa del fatto che un piccolo contributo, serva concretamente per il suo mantenimento e lo studio. Sovente con le mie figlie, abbiamo ricambiato a queste lettere, inviando nostre notizie e foto della mia famiglia, sentendoci così più vicini. Il mio sogno, una volta in pensione, è di poterlo incontrare ed abbracciarlo, penso a lui come parte della famiglia, tengo una sua foto sulla scrivania insieme a quelle delle mie figlie. Ho raccontato della mia esperienza di solidarietà a parenti, amici e colleghi, ciò ha creato fiducia nell’iniziativa ed ha fatto sì che anche molti di loro avviassero un’adozione a distanza. Inoltre, nei momenti di difficoltà, mi è capitato di pensare a questo mio figlio lontano e di accorgermi che, il potergli essere utile, era per me di grande aiuto e consolazione, ritrovavo coraggio, gioia e incentivo a proseguire nell’opera. Ho imparato così, che fare del bene agli altri, fa bene a se stessi. Ringrazio il Centro Aiuti per l’Etiopia per avermi dato la possibilità di fare questa bella esperienza, che consiglio a tutti, perché con un minimo contributo, si possono aiutare concretamente bambini, il cui futuro sarebbe altrimenti incerto. Sabina, Francesca e Stefania Torino, maggio 2007

Messe di suffragio La vita dei bambini all’interno del Villaggio Madonna della vita, scorre ritmata dalle attività della giornata, al cento della quale sta la Celebrazione Eucaristica. Ogni giorno un Sacerdote celebra la Messa con i bambini ospiti del villaggio, questi pregano regolarmente per i loro genitori e per i loro futuri genitori adottivi. É possibile far celebrare messe in suffragio per i propri defunti telefonando al nostro ufficio e manifestando l’intenzione, oppure nel bollettino con cui invierete un’offeta libera, sarà sufficiente scrivere nella causale: “Messa per: Nome e Cognome” indicando il nome del vostro defunto. Le offerte saranno devolute ai poveri della città.

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Ormai è diventato un appuntamento quotidiano per molti di noi. Ogni giorno gli amici del Centro Aiuti entrano nel sito, leggono il Forum e danno il loro contributo in una comunità che si sta allargando. Eravamo in pochi, pochissimi, quando abbiamo iniziato a condividere i nostri pensieri. Ricordo le prime discussioni, le prime impressioni: in tutti traspariva la voglia di conoscerci, di crescere, maturando la certezza che tra noi c’era un legame forte. Non semplici conoscenti, ma persone che stavano condividendo il percorso dell’adozione, legati ad un disegno più grande di noi. Oggi gli amici sono tanti, abbiamo oltre 300 visite al giorno anche dall’estero. Qualcuno durante questi anni si è perso, qualcuno che era considerato perso

Copie in esubero Alcuni di voi che hanno più adozioni a distanza nella stessa famiglia, ci segnalano che ricevono più copie di Etiopia chiama. Vi assicuriamo che siamo attenti a non fare sprechi, tuttavia le casistiche sono tali che talvolta non permettono l’eliminazione certa dei doppioni. In qualche caso rischieremmo di cancellare chi non andava eliminato. Suggeriamo quindi di darcene comunicazione scritta o telefonica o utilizzare le eventuali copie in esubero per far circolare le informazioni sulle nostre attività presso i vostri amici e conoscenti, potrebbero scaturirne nuove adozioni a distanza.

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Giorni Simona “Cavalcando l’arcobaleno” Editore: Ma. Gi. Pagg. 128 Anno 2003 Prezzo: Euro 11,00

Piccola comunità cresce

L’adozione a distanza nella vostra Parrocchia L’adozione a distanza è l’unico modo di asicurare il futuro ad un bambino che diversamente morirebbe di denutrizione. Molti attendono ancora di essere aiutati a vivere. Chiamateci a parlare al termine delle messe nella vostra Parocchia, Parocchia presenteremo la nostra associazione e l’iniziativa dell’adozione a distanza. Nella vostra comunità parrocchiale ci sono sicuramente molte persone capaci di rispondere ad una richiesta di aiuto, capaci di ridare un futuro ai bimbi e la dignità di uomini. Telefonate allo 0323 497320

continua ad avere un forte affetto per questa comunità. Ed è questo sentirsi una grande famiglia che ha fatto fare a molti di noi la scelta più importante della nostra vita. Non sono mancati i momenti di confronto e purtroppo anche di scontro, ma siamo stati anche testimoni di miracoli, di appelli urgenti che hanno trovato risposta. Continuate a scrivere nel Forum le vostre impressioni: poco importa se non tutti sono bravi con le parole. Quello che conta è crescere, non solo di numero ma anche di consapevolezza del cammino da affrontare insieme. E quando si cammina insieme la fatica si sente meno. Paolo

Nuovo indirizzo: Centro Aiuti per l’Etiopia Via 42 Martiri, 189 28924 Verbania Fondotoce (VB) Tel: 0323 497320 Fax: 0323 497729 E-mail: info@centroaiutietiopia.it Vi rammentiamo che da novembre 2006 la sede del Centro Aiuti per l’Etiopia è stata trasferita a Verbania Fondotoce, Fondotoce pertanto ogni comunicazione va inoltrata al nuovo indirizzo o utilizzando i nuovi numeri di telefono e fax.

Favola per raccontare ai bambini adottati la loro storia riunita dai colori della fantasia

Jean-Bernard Carillet, Frances Linzee Gordon “Etiopia e Eritrea” Editore: Edt Collana: Lonely Planet Anno: 2004 Prezzo: Euro 26,50 Maria Cristina Pasquali ”La Nostra Addis Abeba” Pagg. 206 Anno: 2005 (Per richieste telefonare allo 0323 497320)

Suggeriamo alcuni libri sul tema dell’adozione e dell’Etiopia

In libreria

Il forum; forum; uno spazio che dà la possibilità di stabilire conoscenze e amicizie che aiutino a crescere come famiglie adottive

amaihc aipoitE

http://www.centroaiutietiopia.it

Etiopia chiama

Comunità Di Sant’Egidio “Figli si diventa” Bambini e genitori nell’adozione internazionale Editore: Leonardo International Pagg.: 270 Prezzo Euro 15,00 Anno: 2006 Questo libro nasce dall’esperienza della Comunità di Sant’Egidio ed è un aiuto concreto per tutti coloro che vorrebbero adottare un bambino, ma non sanno bene come fare. È un aiuto prezioso per chi ha già adottato e può trovare riscontri, conferme, suggerimenti. È un libro necessario per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al mondo dell’adozione, alle sue leggi, alle regole da seguire per poter realizzare questo sogno. Questo libro raccoglie una saggezza quotidiana cresciuta sul campo, in Africa, Asia, America Latina, e in tante famiglie italiane. Aiuta ad essere genitori non spaventati e a conoscere meglio quei bambini che diventeranno figli. Sì, figli si diventa.

Antonio Faticati “Genitori si diventa. Riflessioni, esperienze, percorsi per il cammino adottivo” Editore: Franco Angeli Pagg. 176 Prezzo: Euro 17,50 L’autore, anch’egli genitore adottivo, ha voluto raccontare, attraverso le parole sue e di persone competenti, come si snoda la vita di una coppia che si avvicina all’adozione, di cosa significa adottare bambini piccoli o più grandi, di come sia difficile far convivere i tentativi di fecondazione assistita con i percorsi adottivi, di cosa succede quando si incontra il proprio bambino, le paure per la sua salute, i rapporti con i parenti e la società in cui si inseriscono: amici, scuola, vicini di casa. Per quanti affrontano la strada dell’adozione nella convinzione che di fronte alle difficoltà che potranno nascere esistono gli strumenti giusti per affrontarle. Magari anche con il sorriso sulle labbra.

Massimo Bocale, Piera Borghetti “Etiopia. Nel cuore antico dell’Africa nera” Editore: Polaris Anno: 2003 Prezzo: Euro 29,00 Giorni Simona “Figli di un tappeto volante” Strumenti e percorsi per affrontare in classe l’adozione e situazioni familiari non tradizionali Editore: Ma. Gi. Pagg. 100 Prezzo: Euro 11,00 - Anno 2006 Il volume presenta percorsi educativi finalizzati all’accoglienza del bambino adottato o quello proveniente da famiglie non tradizionali nella classe e nella scuola. Alla parte teorica del libro seguono proposte operative da adottare nella pratica quotidiana. Percorsi creativi, angoli delle confidenze sono solo alcune delle idee mirate a costruire un buon clima emotivo. Riuscire a far sentire i bambini in classe a proprio agio, promuovendo sentimenti di autonomia e collaborazione è la finalità principale di questa trattazione. Inoltre questo libro offre consigli su cosa, con un bambino adottato, non bisognerebbe fare. Perché è ancora possibile incontrare la maestra che chiede agli alunni di portare le foto “di quando eravate appena nati”.

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Ormai è diventato un appuntamento quotidiano per molti di noi. Ogni giorno gli amici del Centro Aiuti entrano nel sito, leggono il Forum e danno il loro contributo in una comunità che si sta allargando. Eravamo in pochi, pochissimi, quando abbiamo iniziato a condividere i nostri pensieri. Ricordo le prime discussioni, le prime impressioni: in tutti traspariva la voglia di conoscerci, di crescere, maturando la certezza che tra noi c’era un legame forte. Non semplici conoscenti, ma persone che stavano condividendo il percorso dell’adozione, legati ad un disegno più grande di noi. Oggi gli amici sono tanti, abbiamo oltre 300 visite al giorno anche dall’estero. Qualcuno durante questi anni si è perso, qualcuno che era considerato perso

Copie in esubero Alcuni di voi che hanno più adozioni a distanza nella stessa famiglia, ci segnalano che ricevono più copie di Etiopia chiama. Vi assicuriamo che siamo attenti a non fare sprechi, tuttavia le casistiche sono tali che talvolta non permettono l’eliminazione certa dei doppioni. In qualche caso rischieremmo di cancellare chi non andava eliminato. Suggeriamo quindi di darcene comunicazione scritta o telefonica o utilizzare le eventuali copie in esubero per far circolare le informazioni sulle nostre attività presso i vostri amici e conoscenti, potrebbero scaturirne nuove adozioni a distanza.

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Giorni Simona “Cavalcando l’arcobaleno” Editore: Ma. Gi. Pagg. 128 Anno 2003 Prezzo: Euro 11,00

Piccola comunità cresce

L’adozione a distanza nella vostra Parrocchia L’adozione a distanza è l’unico modo di asicurare il futuro ad un bambino che diversamente morirebbe di denutrizione. Molti attendono ancora di essere aiutati a vivere. Chiamateci a parlare al termine delle messe nella vostra Parocchia, Parocchia presenteremo la nostra associazione e l’iniziativa dell’adozione a distanza. Nella vostra comunità parrocchiale ci sono sicuramente molte persone capaci di rispondere ad una richiesta di aiuto, capaci di ridare un futuro ai bimbi e la dignità di uomini. Telefonate allo 0323 497320

continua ad avere un forte affetto per questa comunità. Ed è questo sentirsi una grande famiglia che ha fatto fare a molti di noi la scelta più importante della nostra vita. Non sono mancati i momenti di confronto e purtroppo anche di scontro, ma siamo stati anche testimoni di miracoli, di appelli urgenti che hanno trovato risposta. Continuate a scrivere nel Forum le vostre impressioni: poco importa se non tutti sono bravi con le parole. Quello che conta è crescere, non solo di numero ma anche di consapevolezza del cammino da affrontare insieme. E quando si cammina insieme la fatica si sente meno. Paolo

Nuovo indirizzo: Centro Aiuti per l’Etiopia Via 42 Martiri, 189 28924 Verbania Fondotoce (VB) Tel: 0323 497320 Fax: 0323 497729 E-mail: info@centroaiutietiopia.it Vi rammentiamo che da novembre 2006 la sede del Centro Aiuti per l’Etiopia è stata trasferita a Verbania Fondotoce, Fondotoce pertanto ogni comunicazione va inoltrata al nuovo indirizzo o utilizzando i nuovi numeri di telefono e fax.

Favola per raccontare ai bambini adottati la loro storia riunita dai colori della fantasia

Jean-Bernard Carillet, Frances Linzee Gordon “Etiopia e Eritrea” Editore: Edt Collana: Lonely Planet Anno: 2004 Prezzo: Euro 26,50 Maria Cristina Pasquali ”La Nostra Addis Abeba” Pagg. 206 Anno: 2005 (Per richieste telefonare allo 0323 497320)

Suggeriamo alcuni libri sul tema dell’adozione e dell’Etiopia

In libreria

Il forum; forum; uno spazio che dà la possibilità di stabilire conoscenze e amicizie che aiutino a crescere come famiglie adottive

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Etiopia chiama

Comunità Di Sant’Egidio “Figli si diventa” Bambini e genitori nell’adozione internazionale Editore: Leonardo International Pagg.: 270 Prezzo Euro 15,00 Anno: 2006 Questo libro nasce dall’esperienza della Comunità di Sant’Egidio ed è un aiuto concreto per tutti coloro che vorrebbero adottare un bambino, ma non sanno bene come fare. È un aiuto prezioso per chi ha già adottato e può trovare riscontri, conferme, suggerimenti. È un libro necessario per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al mondo dell’adozione, alle sue leggi, alle regole da seguire per poter realizzare questo sogno. Questo libro raccoglie una saggezza quotidiana cresciuta sul campo, in Africa, Asia, America Latina, e in tante famiglie italiane. Aiuta ad essere genitori non spaventati e a conoscere meglio quei bambini che diventeranno figli. Sì, figli si diventa.

Antonio Faticati “Genitori si diventa. Riflessioni, esperienze, percorsi per il cammino adottivo” Editore: Franco Angeli Pagg. 176 Prezzo: Euro 17,50 L’autore, anch’egli genitore adottivo, ha voluto raccontare, attraverso le parole sue e di persone competenti, come si snoda la vita di una coppia che si avvicina all’adozione, di cosa significa adottare bambini piccoli o più grandi, di come sia difficile far convivere i tentativi di fecondazione assistita con i percorsi adottivi, di cosa succede quando si incontra il proprio bambino, le paure per la sua salute, i rapporti con i parenti e la società in cui si inseriscono: amici, scuola, vicini di casa. Per quanti affrontano la strada dell’adozione nella convinzione che di fronte alle difficoltà che potranno nascere esistono gli strumenti giusti per affrontarle. Magari anche con il sorriso sulle labbra.

Massimo Bocale, Piera Borghetti “Etiopia. Nel cuore antico dell’Africa nera” Editore: Polaris Anno: 2003 Prezzo: Euro 29,00 Giorni Simona “Figli di un tappeto volante” Strumenti e percorsi per affrontare in classe l’adozione e situazioni familiari non tradizionali Editore: Ma. Gi. Pagg. 100 Prezzo: Euro 11,00 - Anno 2006 Il volume presenta percorsi educativi finalizzati all’accoglienza del bambino adottato o quello proveniente da famiglie non tradizionali nella classe e nella scuola. Alla parte teorica del libro seguono proposte operative da adottare nella pratica quotidiana. Percorsi creativi, angoli delle confidenze sono solo alcune delle idee mirate a costruire un buon clima emotivo. Riuscire a far sentire i bambini in classe a proprio agio, promuovendo sentimenti di autonomia e collaborazione è la finalità principale di questa trattazione. Inoltre questo libro offre consigli su cosa, con un bambino adottato, non bisognerebbe fare. Perché è ancora possibile incontrare la maestra che chiede agli alunni di portare le foto “di quando eravate appena nati”.

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La nostra stori storia

Etiopia chiama

Racconti di adozione - Un libro per vivere, rivivere o pregustare l’esperienza dell’adozione giuridica. - Scritto, pensato e raccolto da genitori che hanno vissuto e vivono l’esperienza dell’adozione giuridica con il Centro Aiuti per l’Etiopia.

Prenotatelo!! 184 pagine di cui 16 a colori

In distribuzione da Ottobre e alla prossima festa delle famiglie di Montichiari

- Un volume che non ha altra pretesa che quella di essere una raccolta di testi a tema, non vuole dare suggerimenti, ricette o soluzioni; vuole soltanto far conoscere il mondo di emozioni che pervadono l’avventura dell’adozione giuridica. - Le offerte che ci perverranno dalla diffusione saranno destinate all’ambulatorio situato all’interno del Villaggio Madonna della Vita e al mantenimento dei bimbi della Casa della speranza. Per prenotazioni e/o informazioni telefonare allo 0323 497320 o inviare una mail a: enrico.guenzi@centroaiutietiopia.it

Offerta indicativa 12,00 Euro

5 per 1000 !!! Ricordiamo ai professionisti che possono ancora devolvere alla nostra associazione il 5 per 1000 delle imposte dovute allo Stato, è sufficiente indicare nel riquadro “Sostegno Sostegno al volontariato” volontariato il nostro codice fiscale che è 0 1 2 6 3 2 0 0 0 3 0 e apporre la firma.

Ringraziamo le 4479 persone che nella dichiarazioni dei redditi presentata nel 2006 hanno indicato il codice fiscale del Centro Aiuti per l’Etiopia quale ente designato a ricevere il 5 per mille delle imposte dovute allo Stato. Sarà nostra premura, non appena l’Agenzia delle Entrate ce lo comunicerà, informare sull’ammontare della cifrà e sul progetto cui verrà destinata.

(più eventuale contributo spese di spedizione 5,00 Euro)

i r a d Calen 2008 Come negli anni precedenti, stiamo realizzando due calendari: uno da parete e uno da tavolo, tavolo un simpatico modo per trascorrere un anno insieme o per fare un regalino ad un amico. DISPONIBILI anche alla FESTA di MONTICHIARI I fondi che ricaveremo dai calendari finanzieranno il progetto agricoltura “Un Un lavoro per i figli della strada” di cui troverete notizia a pag. 14 e su Etiopia strada chiama n°14. L’offerta minima che chiediamo per ciascun calendario è la stessa dello scorso anno: - 5 Euro caledario da parete - 3 Euro da tavolo Per informazioni o l’invio di una o più copie telefonare allo 0323 497320 o inviare una mail a: enrico.guenzi@centroaiu tietiopia.it.

Su richiesta e per un quantitativo minimo di 100 pezzi, pezzi è possibile avere il calendario da tavolo personalizzato con la stampa di un logo e breve testo a 1 colore. Per informazioni: 0322 497163 o inviare una mail a: enrico.guenzi @centroaiutietiopia.it.

Centro Aiuti per l’Etiopia -Associazione ONLUSVia 42 Martiri, 189 - 28924 Verbania Fondotoce (VB) Italia - Tel. 0323/497320 - Fax 0323/497729


Etiopia Chiama 15  

Centro Aiuti per l'Etiopia

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