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Focus Tre punti sui quali verte il secondo decreto del governo italiano che si implementera'al primo decreto legge del 21 luglio 2011 Tremonti e la crisi Costi e riduzione degli apparati pubblici Amministrativi, sviluppo e finanza Articoli correlati: pubblica •Tremonti, Formigoni: "Quando era onnipotente “ Ci siamo chiesti che mese era… ed abbiamo nessuno parlava" scoperto che era il mese di Agosto” – così ha •Cgil, sciopero esordito alla conferenza stampa sulla manovra generale contro economica il Ministro dell’ Economia e delle manovra Finanze Giulio Tremonti, insieme al Ministro Guarda tutti i della semplificazione Calderoli, ed il Ministro correlati del lavoro Sacconi. Costi e riduzione degli apparati pubblici Amministrativi, sviluppo e finanza pubblica. Questi i tre punti portanti della conferenza stampa sui quali verte il secondo decreto del governo italiano che si implementerà al primo decreto legge del 21 luglio 2011. “Non saremo arrivati a questo punto se ci fossero gli Eurobond”. Argomento molto discusso dal Cancelliere della Repubblica Federale tedesca ed il Presidente Sarkosy; entrambi hanno affermato la tesi che gli Eurobond sono il risultato conclusivo della coesione europea economica, non il punto di partenza. Prima di tutto, gli Stati che hanno aderito all’ Ue devono risanare inderogabilmente i debiti pubblici. Lo sappiamo benissimo che la Germania non ha mai voluto pagare i debiti di altri Stati e già dal 2008 ha preso seri provvedimenti disciplinando il suo mercato azionario; cosa che non è successa in Italia. Molto rilevante l’ introduzione del revisore dei conti nelle Regioni, ci saranno le soppressioni delle province e di vari comuni. Ma sarà l’ora di ridurre i nostri Parlamentari e Senatori e poi arrivare al taglio dei piccoli comuni, ultimo baluardo dei cittadini? Perché un nostro Parlamentare o Senatore deve esercitare la

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professione privata? Oltre ad essere deputato anche avvocato? Chi paga i suoi spostamenti, e quelli del suo staff? I ministri andranno con l’ aereo in classe economica, ma si sa bene… si fa la legge e si trova prima l’ inganno. A proposito di aerei tengo a ricordare lo spostamento del Presidente della Regione Lazio , avvenuto in occasione della festa del peperoncino a Rieti, la lunga distanza era da Roma-Rieti.. C’era bisogno di utilizzare l’ aereo per un così breve tratto ? Con l’ emanazione del decreto legge si è anche abolito il SISTRI, ed il Procuratore Antimafia , Piero Grasso si è già lamentato ampiamente in questi giorni affermando che si sta agevolando la delinquenza. Molto debole la conferenza stampa che ha tenuto il Ministro Sacconi, con contenuti miseri e non alquanto innovativi per il nostro Paese Italia. Il Ministro si è limitato a dire che c’ è stato un’ abuso dei tirocini, che si è introdotto il reato di “ caporalato” ( sfruttamento del lavoro, proposto dall’ opposizione), e il potenziamento dell’ autonomia contrattuale. Sul 2012 la manovre fiscale sale a 25,7 miliardi di euro, nel 2013 49,8 miliardi.. Ci saranno tagli dei Ministeri che si aggirerà intorno ai 6 miliardi di euro.. Il punto è che non c’ è tempo… Questi eventuali tagli si faranno forse fra 3 anni. E’ inutile parlare se verrà introdotto o meno la patrimoniale come propone Luca Cordero di Montezemolo; bisogna fare i fatti e subito! “ Il Governo deve reggere il polso” così ha affermato il segretario del Pd Bersani ultimamente. Con questo decreto verrà abbassata la tracciabilità dei pagamenti a 2.500,00 euro, ci saranno sanzioni molto forti per chi non rilascia la fattura, lo scontrino. Ci sarà anche la riforma degli studi di settore. Si parla tanto del contributo di solidarietà, se verrà applicato o meno… Già il termine solidarietà non rende i cittadini fieri e felici di essere italiani. Perché non ci si pone come obiettivo quello di render felici i nostri cittadini italiani ? E’ inutile fare decreti che probabilmente si attueranno fra tre anni?

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Pablo Arturo Di Lorenzo Pubblicato sul giornale :La Voce d’ Italia 24/8/2011 Politica Attuazione dell'articolo 118 della Costituzione Ciro Scognamiglio (CISL): decreto anticrisi, "e' soltanto una toppa" La Voce intervista il Segretario Generale per la Campania del Sindacato Cultura della Felsa Cisl Il Segretario Generale del Sindacato Cultura della CISL per la Regione Campania Ciro Scognamiglio punta tutto sulla cultura, sulla conoscenza e sulla partecipazione attiva di tutti i cittadini. Invocando il comma 4 dell' articolo 118 della Costituzione sulla sussidiarietà orizzontale e la nuova legge in merito della Regione Campania (Legge Regionale N. 12 Del 1 Luglio 2011), vuole render più consapevoli i cittadini dei loro diritti a partecipare fattivamente alla rinascita del proprio territorio. Quali saranno le prossime tappe del Sindacato Cultura qui in Campania? Vorrei partire con tre azioni concrete, che possano costituire da stimolo per le altre: • Realizzare una show room permanente di arte e cultura del territorio campano (gastronomia, artigianato, pittura, ecc) nella zona orientale di Napoli, che diventi luogo di memoria e di apprendimento dei nostri valori, saperi e sapori, nonché luogo di progettazione del cambiamento; • Instaurare un ciclo permanente di seminari di alfabetizzazione informatica, finalizzato a consentire a tutti i cittadini di stare al passo con i tempi della nuova economia della conoscenza;

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• Attivare nuovi servizi, svolti dai cittadini stessi, che soddisfino necessità latenti delle comunità, non soddisfatte dalle offerte, sia del sistema pubblico che privato. Cosa ne pensa del decreto anti-crisi del governo italiano, varato pochi giorni fa? E' soltanto una toppa. L' Italia ha bisogno di riforme strutturali e di cambiamenti radicali, in linea con tutti i cambiamenti già avvenuti, nel campo tecnologico, sociale, culturale ed economico. Tutte le azioni che si fanno per tamponare le emergenze, hanno vita breve e quasi sempre inducono altri problemi. Mi sarebbe piaciuto un discorso di confronto con i cittadini sui correttivi proposti. Piuttosto che sopprimere entità dalla sera alla mattina, sarebbe stato bello discutere un piano programmatico di trapasso dal vecchio al nuovo, di riconversione e di reimpiego delle persone. Non ho mai visto né sentito di un crono programma attuativo dello Stato. Poco si è fatto nel ridurre i costi della politica, a partire dagli stipendi e dai privilegi dei parlamentari. Anche il Ministro Renato Brunetta ha pubblicato il 30 maggio 2008 un piano industriale della Pubblica Amministrazione, per farla tornare ad essere strumento essenziale per la crescita civile, ma fino ad oggi non ha dato risultati tangibili, perché è mancato un crono programma, è mancata una adeguata informativa/formazione per il coinvolgimento di tutti gli interessati. Non si conosce un piano di alfabetizzazione informatica, non c' è un piano di trasformazione culturale e civica dei cittadini. Che cosa si propone il Sindacato Cultura della CISL per invertire questa rotta disastrosa? Noi vogliamo proseguire nel cambiamento e nella rinascita del nostro territorio, rispettando e applicando le leggi e soprattutto avvalerci dell' ultimo comma dell' articolo 118 della Costituzione Italiana, secondo il quale i cittadini hanno il diritto di partecipare con le loro iniziative a tali trasformazioni.

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Che cosa Qualche

pensa proposta

dell' attuale per i

politica nostri

italiana? politici:

- i miliardi delle auto blu vanno destinati alla Ricerca Universitaria; - i miliardi per la guerra in Afghanistan vanno destinati all'eliminazione del Digital Divide e alla diffusione della Rete Internet veloce per tutti i cittadini; - i miliardi della corruzione vanno destinati allo sviluppo della Cultura, valorizzando i musei e i luoghi storici e d'arte; - la dorsale telefonica, oggi gestita da Telecom, deve essere resa disponibile da un ente statale a qualunque azienda offra servizi attraverso la Rete; - stessa procedura va seguita per tutte le altre Reti strategiche per l’Italia: autostrade, ferrovie, rete idrica, gas, ecc.; - la distruzione dell'ambiente, dal capannone industriale abusivo all'inquinamento dei corsi d'acqua, deve diventare un reato contro il patrimonio comune, ogni (pesante) sanzione dovrà andare in un fondo apposito per lo sviluppo del Turismo. Si deve costruire urgentemente un organismo per la confisca di tutti i soldi che i corrotti (politici e soci) hanno fregato a noi cittadini! Se il governo non sarà capace di fare ciò, lo dovremo attuare in maniera democratica con la cittadinanza. Dalla rete dovremo pescare tutti gli evasori e i corrotti e farci restituire democraticamente il dovuto. Pablo Arturo Di Lorenzo 26/8/2011

Politica

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Temi caldi: possibile soppressione delle province, ruolo fondamentale degli studi di settore e il clamoroso sciopero dei calciatori Nunzia De Girolamo: 'Non esistono province di serie A e province di serie B' La Voce intervista l' On. Nunzia De Girolamo - parlamentare PDL, Coordinatrice Provinciale del Partito e membro della Commissione Affari Costituzionali della Camera

Articoli correlati: •Manovra, Tremonti contro tutti Guarda tutti i correlati La determinata Onorevole Nunzia De Girolamo punta tutto su una politica coerente, infastidita dalle disparità che si creano in momenti così importanti di crisi. Che cosa pensa della soppressione della provincia di Benevento ? Non esistono province di serie A e province di serie B. Le province, che sono diventate enti di spreco e poltronifici per la politica, devono essere soppresse tutte così come previsto dal nostro programma elettorale del 2008. Dobbiamo solo tutelare i servizi ai cittadini e dunque gli uffici periferici che garantiscono i bisogni della collettività. Oggi la politica deve impegnarsi ad eliminare i 500 milioni di costi relativi alle indennità della politica. In ogni caso in parlamento mi batterò affinché la legge sia uguale per tutti. Le sorti della provincia di Benevento siano le stesse di quella di Sondrio o di Bari. Secondo lei gli attuali studi di settore sono veritieri ? Secondo me dobbiamo condurre una forte lotta agli evasori ed evitare che a pagare siano sempre gli stessi. Per questo motivo sono contraria al contributo di solidarietá previsto dalla manovra. Pagherebbero coloro che da sempre dichiarano i propri redditi e pagano le tasse ed ancora una volta nessun contributo verrebbe versato dai furbi che viaggiano in Ferrari, che fanno le vacanze in barca e dimorano fra la casa al mare e quella in montagna.

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Sullo sciopero dei calciatori qualche commento? Vergognoso ed imbarazzante! Non é possibile che giovani milionari si rifiutino di dare il proprio contributo in un momento di crisi come quello che sta attraversando il nostro Paese, l'Europa e addirittura l'America. Come si giustificano con gli operai, con i giovani che non lavorano, con gli anziani o con le famiglie in difficoltà? Mi auguro che almeno i giocatori della nazionale italiana prendano una posizione netta e distante dai colleghi che stanno dimostrando di non avere a cuore l'Italia e lo sport. Pablo Arturo Di Lorenzo 29/8/2011

Politica Di forte temperamento, l'On. Letizia De Torre ha rilasciato un'intervista per La Voce d' Italia Camera e Senato senza qualita': parla Letizia De Torre "Dietro ciascuno di noi che fa la politica ci sono anni di impegno nel proprio lavoro, per la solidarieta' o per grandi ideali" Come vede questa legge elettorale? Secondo lei il c.d “porcellum” e “mattarellum” sono validi? Il “porcellum” ha già il suo nome… La mia preoccupazione più grande è che la Camera ed il Senato sono scaduti di qualità, perché se “noi siamo servili ad un nostro capo, è tutto a svantaggio del Paese”. Il “mattarellum” aveva iniziato una riforma dell’ intero sistema di democrazia del nostro Paese, però si è fermato lì. Una cosa di cui non si parla abbastanza è il fatto che anche dopo aver fatto il “mattarellum”; cioè dopo esser passati dal sistema proporzionale al maggioritario, non si è compiuta la vera riforma. In

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un sistema maggioritario il rapporto cambia, devono essere messi in piedi istituti di garanzia, pensiamo all’ Antistrust, a tanti istituti di garanzia e di bilanciamento dei poteri che non sono stati ancora fatti. Alla riforma elettorale del “mattarellum” non ha avuto come seguito anche la riforma istituzionale del Paese. Se uno andasse per logica, adesso bisognerebbe fare la riforma costituzionale, capire bene come vogliamo che siano bilanciati i poteri e poi in base a questo decidere la legge elettorale adatta. Noi abbiamo fatto l’ inverso… Il Nostro Paese ha bisogno di una riforma più profonda. Riforma

più

strutturale…

fatta

in

modo

coerente?

Esattamente. Secondo lei, quanti privilegi avranno ancora i Parlamentari a discapito dei contribuenti italiani ? La tentazione al potere colpisce tutti. Tutti noi abbiamo pezzetti di potere per esercitare verso gli altri. Anche per chi non è dentro le Istituzioni vale questo, anche noi cittadini esercitiamo continuamente poteri. Firmando questo referendum che lei propone con altri esponenti politici, si avranno gli effetti sperati in un futuro? Questa proposta di resettare l’ attuale situazione ha proprio questo scopo. Ricominciamo da capo, cancelliamo l’ orrenda pagina del “porcellum”. Va resettato anche il motivo. Il motivo per cui adesso non riusciamo a fare una legge elettorale è perché ci portiamo dietro questo vizio. Ognuno pensa a qual’ è la legge per far crescere il proprio soggetto politico. Oltre ad essere devastante per il Paese, non sta in piedi come legge! Qualcuno ha proposto di fare una legge costituzionale, quello forse no. Per cambiare la legge elettorale si deve avere la maggioranza qualificata, perché la legge deve essere di tutti. Proprio un referendum , per quanto ardito, vuole anche dire : “ Cittadini, è nostro o non è nostro l’ interesse di avere le istituzioni che funzionano e di poter eleggere chi vogliamo ? Se è nostro, riprendiamocelo!” Cosa pensa della manovra economica del governo che, a

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questo

punto,

cambia

ogni

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minuti?

Penso che dovremmo fare una class – action contro noi stessi… contro chi governa. (Lo dico provocatoriamente). Questi sono messaggi devastanti , la politica è così debole da non reggere a nulla. Pablo Arturo Di Lorenzo 2/9/2011

Al via la trentaduesima edizione del Festival teatro e musica a Benevento Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Rassegne e Festival Creato Venerdì, 02 Settembre 2011 08:45

Dal 2 all’11 settembre 2011, Benevento si trasformerà nel palcoscenico della trentaduesima edizione del Festival Città Spettacolo, che prenderà vita in alcuni luoghi di suggestione e prestigio, come l’antico Teatro Romano, il Teatro Comunale, il Teatro Massimo, il Teatro De Simone, il Mulino Pacifico, l’Arco del Sacramento, l’Hortus Conclusus, il Palazzo Paolo V, l’antica corte del Conservatorio di musica, i sotterranei del Palazzo della Provincia, il Chiostro di Santa Sofia, Il Parco Cellarulo, le piazze e i cortili. La manifestazione, che vede la direzione artistica di Giulio Baffi, presenterà al pubblico più di cinquanta spettacoli, tra teatro, prosa, musica, incontri letterari, performance, microazioni e suggestivi racconti, per un

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cartellone dal respiro europeo, ricco di prime nazionali, realizzate in collaborazione con importanti festival; tra queste, spiccano Viaggi di Ulisse di Nicola Piovani, in collaborazione con Ravello Festival, che inaugurerà la rassegna; Fermentacion di Enrique Vargas, in collaborazione con il Festival Trono de Nuevas Dramaturgias de Tarragona; Ferito a morte di Raffaele La Capria con Mariano Rigillo, in collaborazione con il Napoli Teatro Festival Italia e il Teatro Stabile di Napoli; Medea di Antonio Tarantino, con il Théatre des Lucioles de Paris – Pav; Budda, mon pére et moidi Sergio Longobardi, con il Théatre de La Villette di Parigi; Regina Madre di Manlio Santanelli, con il Moscow Drama Theatre, e Toni Servillo legge Kafka. Ancora, tra le prime nazionale per quest’edizione vi saranno Benedetto Sicca, Paolo Coletta, Alessandra Cutolo, Riccardo Veno, che porteranno in scena, rispettivamente, Frateme, Mi manca la giraffa e In Canto 34. Da non dimenticare, inoltre, l’appuntamento con il cantautore Max Gazzè, che debutterà nel Teatro Romano con L’uomo sinfonico, inedito gran concerto per orchestra in cui sarà accompagnato dall’Orchestra Giovanile del Sannio. Di gran fascino e originalità anche alcuni allestimenti originali per il festival, come quello di Ricci/Forte, Wunderkammer soap: Tamerlano, Didone e Edoardo II, quello di Carlo Fineschi, col percorso in auto Di che cosa hai paura?, e dei Ragazzi di Bucarest, con lo spettacolo di arte varia Un naso rosso contro l’indifferenza. Il Chiostro di Santa Sofia e l’Ex Convento di San Felice ospiteranno, rispettivamente, Ludovica Rambelli con i suoi Tableaux vivants, e la Serata Salomè, a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Caserta e Benevento in collaborazione con Benevento Inside. Il Teatro Romano ospiterà, invece, Marechiaro, waiting for the moon, nella trascrizione e regia di Mariano Bauduin e le musiche originali di Roberto De Simone; ancora, teatro e musica negli spettacoli dei Virtuosi di San Martino, che renderanno omaggio a Nino Taranto con In nome di Ciccio, e con il Quartetto Papanimico, in un singolare viaggio musicale metafisico-ironicoonirico fra gli anni Venti e gli anni Settanta. In cartellone, anche Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo che andranno in scena in Un dramma, corto teatrale liberamente tratto da un racconto di Anton Cechov. Tra le iniziative di interesse, Raccontami Benevento, un ciclo di quattro racconti, previsti il sabato e la domenica, nati da un’idea di Giulio Baffi e Giovanni Petrone eaffidati all’invenzione di un gruppo di attori che daranno

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vita a performance in spazi bellissimi della città e il ciclo di Letture stregate, a cura di Gabriella D'Angelo, responsabile dei progetti della Fondazione Bellonci, che proporrà letture di alcune pagine tratte dai libri finalisti al premio Strega 2011. In occasione del festival, verrà presentato anche il progetto Festival Festival! con gli allievi del Liceo Artistico Statale di Benevento, a cura della docente Francesca Cardona Albini, e Lo cunto de la gatta Cenerentola, favola musicale in due atti, già andata in scena con successo nell’ambito della rassegna beneventana “Tutti pazzi per il teatro”. Ad arricchire la manifestazione, saranno, inoltre, alcune esposizioni, tra cui la mostra permanente a cura di Giulio Baffi “Nino Taranto ha 100 anni”, a Palazzo Paolo V, la mostra “Visioni in memoria” di Nicola D’Ammorra, al ridotto del Teatro De Simone, con i manifesti disegnati per il Teatro di Annibale Ruccello e la mostra a Parco Cellarulo “Soundgate: il canto beneventano”, installazione sul Canto Beneventano a cura di Vanni Miele. La manifestazione è organizzata dal Comune di Benevento, con il finanziamento della Regione Campania e il sostegno di Provincia, Camera di Commercio di Benevento e Gesesa spa. di Pablo Arturo Di Lorenzo articolo pubblicato sul giornale:Allinfo Newspage Magazine

IL RINASCIMENTO PROTAGONISTA A BENEVENTO Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Cultura Creato Venerdì, 02 Settembre 2011 08:26

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Il Rinascimento è protagonista nel mese di settembre con due importanti mostre sui grandi maestri di quell’epoca; apre, dal 3 settembre all’8 gennaio, nella Mole Vanvitelliana di Ancona “Alla mensa del Signore. Capolavori dell’arte europea da Raffaello a Tiepolo”, la rassegna promossa e realizzata dal comitato organizzatore del XXV Congresso Eucaristico Nazionale in collaborazione con la Regione Marche. Centoventi opere mostrano capolavori pittorici (alcuni di dimensioni monumentali), oggetti e antichi donativi rari e preziosi. Alla riscoperta del Rinascimento, ma questa volta guardando gli artisti attraverso gli occhi di Giorgio Vasari, anche ad Arezzo: nel percorso espositivo “Svegliando l’animo di molti a belle imprese - Il primato dei toscani nelle Vite del Vasari”, visitabile dal 3 settembre al 9 gennaio nella Basilica Inferiore di San Francesco, sono in mostra opere di Giotto, Duccio da Buoninsegna, Jacopo del Casentino, Giovanni dal Ponte, Spinello Aretino, Simone Martini, Lorenzo Monaco, Jacopo della Quercia, Filippo Lippi, Filippino Lippi, Lorenzo Ghiberti, Beato Angelico, Andrea del Castagno, Domenico Ghirlandaio, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Masaccio, Donatello, Andrea del Verrocchio, Filippo Brunelleschi, il Pollaiolo, Sandro Botticelli, Luca Signorelli, Leonardo da Vinci, Andrea del Sarto, Rosso Fiorentino, Michelangelo Buonarroti, indagate secondo l’ottica vasariana, per festeggiare il quinto centenario di colui che, oltre ad aver scritto le Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri, è passato alla storia per aver progettato la Galleria degli Uffizi a Firenze. Dal Rinascimento all’arte contemporanea: fra i numerosi festeggiamenti previsti in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia Roma, dal 2 al 12 settembre, con il coinvolgimento delle precedenti capitali – Torino e Firenze – e in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, propone “Arte Contemporanea Italiana”, un ciclo di mostre allestite nel Complesso dei Dioscuri, che presenterà la storia e la cultura del nostro Paese, attraverso maestri di fama internazionale. Le diverse esposizioni saranno corredate da eventi e iniziative culturali che racconteranno la trasformazione dell’Italia dal 1861 ad oggi. L’evento è in collaborazione con il mensile «Italia Arte», l’Associazione Culturale Galleria Cassiopea di Roma e l’Associazione Culturale Galleria Folco di Torino.

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Da segnalare la nuova stagione 2011-2012 di corsi o convegni di approfondimento del settore cultura. A riguardo Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno (Milano) ospita le tre giornate, dal 31 agosto al 2 settembre, del forum dal titolo “Il ruolo degli enti locali e la Convenzione Europea sul Paesaggio”, in cui, attraverso incontri, seminari e tavole rotonde sarà trattata la tematica della tutela del ambiente. Progetti e piani strategici di azione saranno oggetto di discussione fra enti pubblici e privati. Da non perdere due appuntamenti previsti per giovedì 1° settembre, in cui saranno presentate due esperienze pratiche nei convegni dal titolo “Parco delle Querce di Seveso: da un immane disastro ad un recupero di eccellenza” e “La giustizia e il paesaggio: il rapporto con la cittadinanza in Italia e all’estero”. Un’occhiata alla musica, al teatro e al cinema, in particolar modo agli eventi che si fondono con il mondo dell’arte o il paesaggio. Benevento si trasformerà nel palcoscenico della trentaduesima edizione del Festival Città Spettacolo, manifestazione che, dal 2 all’11 settembre, illuminerà i palcoscenici dei teatri e quelli allestiti in altri luoghi culturali cittadini. L’antico Teatro Romano, il Teatro Comunale, il Teatro Massimo, il Teatro De Simone, il Mulino Pacifico, l’Arco del Sacramento, l’Hortus Conclusus, il Palazzo Paolo V, l’antica corte del Conservatorio di musica, i sotterranei del Palazzo della Provincia, il Chiostro di Santa Sofia, il Parco Cellarulo, le piazze e i cortili ospiteranno oltre 50 spettacoli di teatro, prosa, musica, incontri letterari, performance, microazioni e suggestivi racconti, per un cartellone dal respiro europeo, ricco di prime nazionali, realizzate in collaborazione con importanti festival. La direzione artistica della rassegna è di Giulio Baffi. La Galleria Nazionale di Palazzo Arnone a Cosenza ospita dal 31 agosto al 9 settembre “Policentrica”, il festival internazionale di arti sonore e intermediali a cura del Conservatorio della città. Le performance musicali proposte saranno affiancate da incontri di didattica, laboratori, multimedialità e istallazioni. Dal museo di nuovo al paesaggio con “In infart we trust. Urban art & Music Festival”, la rassegna che si svolge a Bassano Del Grappa (Vicenza) dal 2 al 10 settembre. Sessanta artisti della scena contemporanea nazionale e internazionale si esibiranno in quattro diverse location del centro storico. Corredano le esibizioni e i dj set, anche in questo caso, performance e installazioni, esposizioni e opere site specific. Infine un’occhiata al cinema: fra i film italiani presentati alla 68ª Mostra del Cinema di Venezia esce nelle sale cinematografiche il 2 settembre Ruggine, un film di Daniele Gaglianone, con Filippo Timi, Stefano Accorsi, Valerio

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Mastandrea e Valeria Solarino, che racconta la difficile pre-adolescenza di una “banda” di ragazzini, immigrati meridionali nel desolato quartiere Alveari situato nella periferia di una grande città del nord. Un racconto tragico in cui la violenza e la morte di due bambine cambia la vita del gruppo. di Pablo Arturo Di Lorenzo articolo pubblicato sul giornale :Allinfo Newspage Magazine

"IL TEMPO DI MODIGLIANI": ESPOSTE A PESCARA CINQUANTA OPERE Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Cultura Creato Venerdì, 26 Agosto 2011 15:53

Circa cinquanta opere che consentono di delineare il contesto artistico della Livorno in cui si formò Amedeo Modigliani alla fine dell'Ottocento sono esposte a Pescara, al Museo d'Arte Moderna Vittoria Colonna, dal 6 agosto al 20 novembre. Nella sezione iniziale dell'itinerario espositivo sono in mostra dipinti di

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Giovanni Fattori, Guglielmo Micheli, Gino Romiti, Renato Natali, Benvenuto Benvenuti, Llewelyn Lloyd, Manlio Martinelli, Oscar Ghiglia. Ne esce l'immagine di una città vivace culturalmente e artisticamente, capace di fornire a un giovane di talento come Modigliani non solo gli strumenti tecnici per iniziare una carriera pittorica, ma anche stimoli e suggestioni che lo rendono partecipe del clima moderno, e in grado di inserirsi in un contesto d'avanguardia una volta spiccato il grande salto verso la Ville Lumiere. L'esposizione prosegue poi con una serie di importanti disegni di Modigliani che tracciano il suo percorso artistico, dagli inizi influenzati dallo stile di Toulouse-Lautrec, con una matita su carta che ritrae l'amico critico Mario Buggelli, al segno nitido del carboncino, che delinea volti e corpi di "cariatidi", del periodo scultoreo (anni '10-'11 del Novecento), ai ritratti dal segno più sottile degli amici come Vlaminck, delle compagne, come Beatrice Hastings, dei personaggi del suo mondo artistico, come Hanka Zborowska, moglie del suo mercante Leopold. Tra questi, spicca il disegno scelto per la copertina del catalogo, una Testa scultorea di grande impatto, influenzata dall'arte africana, che Modigliani spedisce al fratello Umberto, a Milano, per ringraziarlo dell'aiuto economico, insieme a una lettera (anch'essa esposta) in cui gli racconta delle mostre a cui partecipa, del lavoro che svolge, terminando con quello che oggi ci appare un amaro presagio, alla luce del dramma che lo porterà a morire a trentasei anni: «In pectore sento che così finirò un giorno o l'altro per farmi strada». La terza parte della mostra inserisce Modigliani nel contesto della capitale dell'arte in cui arriva nel 1906 e muore nel 1920, e in cui il pittore diventa uno dei più grandi artisti del Novecento: Parigi. Opere di Pablo Picasso, Maurice de Vlaminck, dell'amico fraterno Max Jacob, di Louis Valtat, Chaïm Soutine, Maurice Utrillo, Francis Picabia tracciano un ricco affresco del mondo delle avanguardie artistiche dei primi vent'anni del secolo scorso, e di quel mondo di boheme che rappresenta l'humus in cui si sviluppano i più grandi movimenti artistici dell'epoca. di Pablo Arturo Di Lorenzo Newspage Magazine

articolo pubblicato sul giornale: Allinfo

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ANTONIO MOCCIOLA: "UN PAESE SENZA CULTURA E' UN PAESE SENZA FUTURO!" Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Cultura Creato Martedì, 23 Agosto 2011 20:24

Allinfo Newspage Magazine, diretta dalla giornalista Maria Cuono, intervista Antonio Mocciola. Classe 1973, giornalista pubblicista, scrittore e caporedattore del giornale: "Il Brigante" (l'unico Magazine Meridionalista che esiste dal 1999 e tratta di tutti i temi che riguardano il Meridione). A proposito di Meridionalismo, che cosa pensa del Federalismo fiscale? E' l'ennesimo schiaffo ad una parte d' Italia che non può permettersi questo tipo di modello fiscale. Sono assolutamente contrario nel federalismo in sè. Abbiamo voluto lo Stato unitario e ce lo dobbiamo tenere. La presenza dello Stato deve farsi sentire in tutte le sue forme. Stato che al giorno d' oggi non è molto forte... Però può andare sempre peggio. Ho molta paura di quello che sta per accadere. Ci sono forme di secessione mascherate. Ultimamente c' è stata la Conferenza stampa di Sarkosy e della Merkel sul fatto di ristrutturare l' Europa, in verità, l'Europa esiste? L'Europa non esiste, non esiste un'idea comune, una storia comune. Esiste forse un'elite d'Europa. Già l' italia è disgregata. Pensa al significato delle parole...prima c'erano le Puglie, le Calabrie. Temo frastagliamenti ulteriori che non portano mai a niente di buono.

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Cosa pensa dei tagli alla cultura? E' uno scandalo! Del resto questo governo è sempre stato fiero nemico della cultura, ritenuta di troppo. Un paese senza cultura è un paese senza futuro! Entrando nel merito del libro che ha pubblicato circa un anno fa, intitolato: "Le vie Nascoste". Di che cosa tratta il libro? Le vie nascoste sono le vie che portano ai paesi abbandonati. L'Italia è piena di posti che non sono più abitati. Negli anni '50 - '60 si è arrivati ad un lento spostamento di tutte le popolazioni, da monte a valle; perchè a valle c'era più ricchezza. Ho voluto fare un libro che parlasse soltanto di Paesi totalmente deserti. Ho notato che nessuno ne aveva mai parlato ed ho pensato di fare un'anti-guida, ossia una guida sbagliata, una guida di tutti i paesi che non sono visitabili perchè non ci sono le salumerie per esempio... Mi è piaciuto molto la frase del libro: "archeologia moderna, mai esplorata, mai descritta e mai studiata abbastanza"... Non sono interessanti dal punto di vista commerciale, se non quella di ritrovare un'Italia persa. Che cosa pensa della ricostruzione dell' Aquila? Tutto il male possibile. Se avessimo destinato certi fondi per cose più interessanti, invece del ponte di Messina, l' Aquila sarebbe stata ricostruita. Questa è una domanda arguta... L'Aquila era una città splendida. E' tangibile l' aria di una città morta appena si entra... Sei stato all' Aquila... la città credo che sia effettivamente perduta. Ma credo fortemente che l'amore degli Aquilani possa fare un miracolo. Una città universitaria, piena di cultura, di monumenti non può e non deve morire così ! Come vi possiamo seguire? Visitate il sito : www.ilbrigante.it

di Pablo Arturo Di Lorenzo pubblicato sul giornale : Allinfo Newspage Magazine

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Mostra di statue lignee realizzate tra Medioevo e Rinascimento Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Cultura Creato Lunedì, 22 Agosto 2011 20:50

La penultima settimana di agosto, mese vacanziero per eccellenza, propone diversi appuntamenti culturali di interesse. Si parte con la mostra allestita presso i Musei Comunali di Rimini dal titolo “La sapienza risplende. Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento”. L’esposizione, aperta il 21 agosto e in calendario fino al 1° novembre, curata da Lucia Arbace, presenta un insieme di dipinti e sculture lignee di area abruzzese che coprono l’arco cronologico tra la fine del XII e gli inizi del XVI secolo. La rassegna è promossa dal Meeting per l’Amicizia fra i Popoli con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici dell’Abruzzo. Alla preparazione dell’evento hanno collaborato il Museo della Città di Rimini, l’Arcidiocesi dell’Aquila e la Diocesi di Teramo-Atri. L’iniziativa gode dell’alto patronato della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, delle Regioni Abruzzo ed Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Rimini. Sempre per l’arte, si inaugura in Piemonte la collettiva “L'incisione europea dalle origini a Rembrandt”. Sono in mostra dal 24 agosto al 25 settembre, nell’Ecomuseo Feltrificio Crumière di Villar Pellice (Torino), le incisioni

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dei maestri più importanti della grafica europea: Martin Schongauer, Albrect Dürer, Hans Springinklee, Luca di Leyda, Hans Sebald Beham, Rembrandt van Rijn e, tra gli italiani, Domenico Campagnola, Antonio dell’Abbacco, Agnolo Bronzino, Agostino Veneziano e il “Maestro del Dado”. A Cortona (Arezzo), nell’ambito di Cortonantiquaria, dal 26 agosto all’11 settembre, si può visitare “Apriti Sesamo. Quando la chiusura diventa mistero”: in mostra circa sessanta lucchetti datati dall’XI secolo agli inizi del Novecento. Nella stessa sede, Palazzo Vagnotti, Jannis Kounellis presenta un imponente progetto site specific. Rimanendo in Toscana, dal 26 agosto al 18 settembre fa tappa a Castell'Azzara (Grosseto) “Ossessione Dalí. Passione, ribellione e lucida follia”, la mostra itinerante di xilografie ispirate alla Divina Commedia di Dante che tocca diversi centri della Maremma. Il paesaggio è protagonista della terza edizione del Festival dei Sensi, dal 26 al 28 agosto a Cisternino (Brindisi), Locorotondo (Bari) e Martina Franca (Taranto). La manifestazione pugliese propone conferenze sul tema dei cinque sensi ospitate in masserie e dimore storiche della Valle d’I tria, la valle dei trulli, visite guidate nei borghi antichi, passeggiate naturalistiche alla scoperta del territorio, mostre e proiezioni cinematografiche. Per tutta la settimana (fino al 28 agosto) ad Asolo, in provincia di Treviso, è in programma l’Asolo Art Film Festival, la rassegna internazionale di produzioni cinematografiche dedicate alle arti. La manifestazione, giunta alla trentesima edizione e iniziata il 20 agosto, è organizzata dall’Asolo International Art Festival, associazione che dal 2001 ha riportato in vita la rassegna fondata da Flavia Paulon nel 1973. Infine, un appuntamento musicale a Pescara dove, il 23 agosto, presso la Casa Natale di Gabriele d'Annunzio, si svolge il concerto del Trio d'archi "Mandeville" curato dall'Accademia degli Imperfetti. di Pablo Arturo Di Lorenzo articolo pubblicato sul giornale : Allinfo Newspage Magazine

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AL VIA LA III EDIZIONE DEL REATE FESTIVAL Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Musica Creato Lunedì, 22 Agosto 2011 16:11

Dal 21 al 30 agosto 2011, si svolgerà a Rieti la terza edizione del Reate Festival, che quest’anno porterà la dedica ai centocinquanta anni dell’Unità d’Italia. Sarà, difatti, “La musica del Risorgimento. Arie e cori dell’Ottocento”, il 21 agosto, a inaugurare la rassegna con l’Orchestra Roma Sinfonietta e il Coro del Teatro Regio di Parma, diretto da Martino Faggiani, solista Rosa Feola. In penultima serata, il 29 agosto, saranno, ancora una volta, saranno proposte musiche dell’Ottocento italiano, con i capolavori di Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi interpretati dai giovani artisti di Opera Studio, la scuola di perfezionamento in canto lirico istituita all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Renata Scotto. Infine, un altro omaggio al centenario dell’Unità sarà reso con il concerto del 23 agosto, che vedrà in scena, i Solisti di Musica del Risorgimento, ensemble composto da musicisti dei Cameristi del Teatro alla Scala, dal pianista e compositore Orazio Sciortino e dal soprano Natalia Gavrilan. Diversi gli inediti del patrimonio strumentale dell’Ottocento che verranno eseguiti, tra cui quelli di Fumagalli e Scontrino rinvenuti nella Biblioteca del Conservatorio di Milano. Il belcanto italiano, sarà, dunque, ancora una volta protagonista anche del Festival, che avrà luogo nello splendido Teatro Flavio Vespasiano,

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restaurato di recente, per portare ai percorsi mozartiani operistici da un lato, a quelli italiani che rievocano la storia e le vicende risorgimentali del Belpaese e quelli del classicismo strumentale sinfonico. Due date da non perdere, vedranno in scena il grande direttore d’orchestra Kent Nagano, direttore musicale della Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera e direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica di Montréal, che dirigerà, il 27 agosto, il programma sinfonico di grande repertorio classico alla guida dell’orchestra Concerto Köln, per tornare il giorno successivo e il 30 agosto a dirigere Così fan tutte in forma di concerto con l’Orchestra da Camera di Mantova, che avrà come interpreti Marina Poplavskaya, Sonia Ganassi, Damiana Mizzi, Dmitry Korchak, Mariusz Kwiecien e Paolo Bordogna. «Il Festival di Belcanto a Rieti ha segnato, nei due anni precedenti, un momento di livello particolarmente alto», ha affermato Bruno Cagli, presidente dell’Accademia di Santa Cecilia e direttore artistico del festival, «ampiamente riconosciuto dalla stampa internazionale. Ciò conferma quelle che erano le intenzioni iniziali di rivalutare questo immenso patrimonio che l‟Italia ha dato al mondo e che rischia di disperdersi. La programmazione di quest‟anno ha sofferto delle conseguenze economiche che stanno travagliando la vita culturale del Paese, ma il settore del belcanto che riteniamo quello veramente significativo, è stato preservato». di Pablo Arturo di Lorenzo Newspage Magazine

articolo pubblicato sul giornale : Allinfo

Il Teatro Bellini di Napoli si rinnova Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Interviste Creato Sabato, 20 Agosto 2011 08:55

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Elettrizzante conferenza stampa tenutasi al Teatro Bellini di Napoli… Nuove novità, nuovi propositi vengono elencati. La forza di queste novità vengono esposte e commentate dai due giovani fratelli che gestiscono il Teatro Bellini. Con grande simpatia la redazione di Napoli Allinfo Newspage Magazine ha intervistato Marco. Com’ è andata la presentazione della stagione teatrale 2011-2012 del teatro Bellini? Mi sembrerebbe bene. Noi puntiamo come si è notato sull’ informalità, sul dare l’immagine di quello che siamo veramente noi alla gente. Siamo persone che amano questa città, questo lavoro, e ci stiamo sforzando affinchè Napoli abbia un luogo dove le persone che amano la cultura si possano ritrovare in un luogo per ritrovarsi. Si sta rinnovando il Bellini insieme ad altri enti? Il Bellini si sta rinnovando per forza. I teatri devono diventare centri di aggregazione per quello che riguarda la cultura, quindi noi ci stiamo rinnovando da un punto di vista dell’ immagine. Ci stiamo rinnovando appunto per diventare un rifugio, una tana in cui andare a leggere un libro, vedere uno spettacolo, godere di un concerto musicale, conoscere persone ed incontrare persone. State applicando il binomio cultura- cibo? Stiamo facendo il binomio cultura e cibo, perché il cibo funzionerà sempre. Dobbiamo mangiare per sopravvivere; per me dobbiamo mangiare anche cultura per sopravvivere. E quindi, speriamo che questo binomio diventi inscindibile. Ci stiamo attrezzando per avere un bar sempre più funzionale con una connessione internet wireless aperta ai nostri utenti. Si potrà mangiare prima, durante e dopo lo spettacolo e a volte, su prenotazione, si potrà mangiare sulla terrazza del Bellini con dei violinisti che ti suonano una canzone. Credo che sia davvero impagabile… Lei ha concluso la conferenza stampa ricordando la questione del teatro di Roma…

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Si chiude una lotta e se ne apre un’ altra in ambito culturale… La verità è che la cultura deve essere libera! In Europa gli artisti non devono preoccuparsi del mangiare, del procurarsi del mangiare, perché devono curarsi della loro anima per esprimere emozioni.

di Pablo Arturo Di Lorenzo Responsabile Area Sud/Campania di Allinfo Newspage Magazine articolo pubblicato sul giornale : Allinfo Newspage Magazine

La sensibilità di Gianfranco Jannuzzo si sprigiona attraverso le sue parole Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Interviste Creato Mercoledì, 10 Agosto 2011 19:58

Con Gianfranco Jannuzzo più che un’intervista è stata una piacevole chiacchierata che si fa con un amico che non si vede da tanti anni. Persona di grandissima sensibilità, ha fatto ridere e commuovere le persone che hanno assistito al suo spettacolo che si è tenuto all’Altomonte Festival. Credo che sia la decima volta che vengo in questo anfiteatro che ora è stato

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giustamente intitolato a Costantino Belluscio, l’artefice dei Festival qui a Altomonte. Sono legatissimo a questa città, tutte le volte ho avuto la sorpresa di trovare un pubblico affettuosissimo. In questo modo ha esordito Gianfranco Jannuzzo durante l’intervista rilasciata alla redazione del giornale on-line: “Allinfo Newspage Magazine”. Come si prospetta lo spettacolo di stasera? Questa volta ho chiamato il mio spettacolo: “Recital”. Dico sempre che gli attori, quando non hanno fantasia e non sanno chiamare una cosa, la chiamano Recital. In realtà pensavo al recital perché è un modo per pensare anche alla carriera dell’attore, cioè il recitare. Il recitare è anche essere un po’ delle “spugne”, dovremmo restituire tutto ciò che ci capita intorno. Io che sono siciliano, sono abituato alle grandi contraddizioni. Tutto il meridione è contraddittorio, ci sono persone di altissimo livello intellettuale e poi c’è la mafia, la camorra … Noi meridionali in generale siamo legati alla famiglia, all’ospitalità. Io, scherzo e rido su queste cose, su questi valori. Più che scherzare e ridere, lei ironizza … Ironizzo, bravo! C’è una grande capacità chi più, chi meno di ridere anche di noi stessi. Per fortuna c’è molta autoironia in noi italiani. Parlando di cultura, arte, spettacolo, lei come vede il sistema universitario attuale? In particolar modo la Scuola per eccellenza del teatro? Guarda, dovrebbero esserci più scuole del teatro. Tolta l’Accademia dell’arte drammatica che continua a rimanere un baluardo di grande serietà; c’è anche la scuola del piccolo teatro di Milano, intendo scuola come scuola di pensiero o quasi. Ci sono anche teatri stabili anche nel Meridione, c’è quello di Catania… Come vedi sono cose un pochino sporadiche, le scuole dovrebbero essere tante e tutte di grandissimo livello professionale. In Italia ci sono molti talenti, ci sono artisti, poeti, cantanti, attori, comici; e se i ragazzi che sanno di avere questo talento e non hanno sbocchi… è un problema! Che ricordo ha di Gigi Proietti? Il mio grande privilegio è stato quello di poter recitare in una scuola diretta da Gigi Proietti, uno dei più grandi attori che abbiamo avuto in Italia. Gigi Proietti preparava gli attori, trasmetteva il suo entusiasmo, diceva - questo si fa così e questo no-. Sono stato un privilegiato ad avere un maestro che ti trasmette cose straordinarie, tira fuori il talento che hai. Auguro a chiunque voglia intraprendere questa carriera, questo lavoro, questa professione, di avere un

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maestro e avere la fortuna di riconoscerlo. Io ho imparato da lui, ma anche sui tavoli del palcoscenico, e continuo ancora ad imparare. Si migliora solo confrontandosi con le altre persone. E’ talmente bello dire: “Io la penso così, tu la pensi in un’altro modo. Magari resteremo entrambi della stessa idea, ma io devo sapere che pensi in un’ altro modo, e tu devi sapere che c’è un altro punto di vista da quello tuo”. Altrimenti siamo tutti in serie… Ultimamente Gigi Proietti è stato insignito della Laurea Honiris Causa in Comunicazione. Un commento? Se lo meritava. E’ un riconoscimento straordinario. Pensa, l’ho detto senza sapere di questa domanda. Pensa che cosa ha comunicato, Gigi Proietti, a generazioni di attori. Io ho fatto parte del primo corso, dal 1979 al 1982, però per quindici anni ha formato altri attori: Francesca Reggiani, Enrico Brignano, Giampiero Ingrassia, Giorgio Tirabassi. E’ un Maestro Gigi Proietti! Come vede la situazione del meridionale quando si trova al Nord? Su questo argomento ho sempre scherzato, una volta era peggio di quanto non sia adesso. Però ancora oggi ci sono venti un po’ secessionistici. Quando ne parlano si vergognano di averne parlato. E dicono: “ No, era una provocazione”. Oppure dicono: “ Era una battuta, o non volevo dire quello che ho detto…” Hai capito bene il gioco qual’è. Questi sentimenti, poi, fanno facile presa su gente che non ha la testa. Si lasciano condizionare dalla massa. Si lasciano condizionare dalla mediocrità? Mediocre, bravo, hai detto la parola giusta. Diventa mediocre una folla, una massa. Un pensiero rivolto alle persone care in questo momento? Guarda, purtroppo per me, ho appena perso mio padre. Devo a lui tutto quello che io so, nel bene e nel male. Lui era un professore di lettere, un uomo di grande cultura, un esempio straordinario che ci ha insegnato a rispettare le altre persone e a cercare di essere rispettati. Mio padre aveva una fortissima personalità, ci ha insegnato il valore dell’amicizia, di cercare di coinvolgere gli amici e farli stare insieme. Non l’ho mai visto litigare con mia madre, non ha mai alzato la voce, non ha mai alzato le mani. Bastava

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un’occhiata, era abituato alle scolaresche. Era buonissimo ma molto di polso. Ho avuto un’infanzia felice e ancora adesso sono una persona equilibrata, perché questo equilibrio mi nasce dall’esempio che ho avuto dai miei genitori. Lo so, è un privilegio. Suo padre ha anche fondato il giornale: “Agrigentini a Roma e ovunque”… Mi

fa

piacere

che

tu

di Pablo Arturo Responsabile Area di Allinfo Newspage Magazine

lo

sappia. Di

Grazie.

Lorenzo Sud/Campania

Grande successo del Festival di Altomonte diretto da Enrico Provenzano Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Difendiamo la nostra cultura Creato Domenica, 07 Agosto 2011 18:53

Allinfo Newspage Magazine, testata giornalistica diretta da Maria Cuono, incontra Enrico Provenzano – Direttore Artistico Festival Euromediterraneo Altomonte 2011.

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Come si prospetta il Festival di Altomonte? Questa è la settima edizione del Festival Euromediterraneo, ed è la ventiquattresima edizione del Festival di Altomonte. Da sette anni sono io il Direttore artistico e quest‟anno diciamo che c‟è stata un‟ ulteriore presa di posizione in positivo, rispetto alla qualità. C‟è stato un filo conduttore della qualità di questi sette anni, abbiamo fatto spettacoli che hanno avuto una grande risonanza in tutta Italia ed hanno portato fuori dalla nostra Regione un‟ immagine positiva di Altomonte. Si è potuto realizzare tutto ciò senza gravare più di tanto sui costi perché il Festival, come tutti sanno, è molto costoso per le Amministrazioni. Quest‟ anno è successa anche una cosa molto carina, siamo arrivati al punto che gli “ sponsor” ci contattano per sponsorizzarci. Sponsor pubblici o privati? Privati, questa è la cosa più difficile. Perché nel Meridione sponsor privati ce ne sono pochi, pochissimi. C‟è l‟azienda “ Barbieri” ed è stato lo sponsor più importante del Festival.. Ultimamente ho avuto la possibilità di poter intervistare il Direttore Artistico del Paestum Festival, il quale ha affermato che con 30.000,00 euro si possono programmare sei spettacoli senza avere l’appoggio di sponsor Dopo chiamerò il Direttore del Paestum Festival. Allora, per programmare un cartellone ci vogliono come minimo 500.000,00 euro. Ai costi del cartellone equivalgono altrettanti costi. C‟è tutta una macchina che si mette in moto”. Come mai dal costo del biglietto di 12,00 euro dell’ esibizione della Compagnia: “Flamencovivo” si è passati all’ ingresso gratuito? Perché ogni anno c‟è il Sindaco che vuole destinare uno spettacolo agli Altomontesi. Il Festival di Altomonte da uno studio della Regione Calabria, è uno dei più importanti attrattori del turismo calabrese. Anche dal punto di vista nazionale l’Altomonte Festival ha notevole importanza… E‟ un orgoglio sentire questa cosa. Personalmente mi fa venire i brividi. Da Calabrese, lavorare qui per sette anni sicuramente è motivo di orgoglio per me, come lei ben sa da buon meridionale. Sicuramente da sette anni ho lavorato bene con l‟ Amministrazione che mi è stata sempre vicino per le

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scelte importanti. E‟ importante che i soldi che noi utilizziamo non devono essere sottratti per fare: strade, fognature, servizi elettrici. Di questi 500.000,00 euro il Comune di Altomonte prende intorno al 6-7 %. Stasera come si svolgerà la serata? Ci sarà l‟esibizione della Compagnia Flamencovivo in “Vente commigo”. Le compagnie del Flamenco in Italia sono abbastanza poche. Ho fatto un giro per l‟Italia e verso Novembre dell‟ anno scorso ho chiuso il cartellone del Festival. Quando si chiude un contratto a Novembre… è tutto diverso da qualsiasi altra data. Lei in precedenza ha citato il Maestro Albertazzi… ci può raccontare il suo incontro? Albertazzi per noi è una persona di casa. Albertazzi innaugurò questo anfiteatro di Altomonte venticinque anni fa, è venuto qui tantissime volte. Pensi che alla terza edizione, ad un certo punto durante la sua esibizione si è fermato e rivolgendosi al pubblico ha detto: “Io non ce la faccio più con questo Direttore, mi vuole tutti gli anni qua!” Lei già sta facendo il cartellone per il prossimo anno? Ho già due date chiuse. Volevo due cose molto belle, tutte e due della sua Regione. La redazione di Allinfo vorrebbe sapere i nomi… Non prima di firmare i contratti. di Pablo Arturo Di Lorenzo - Responsabile Area Sud/Campania Allinfo Newspage Magazine

INTERVISTA A LARA RIBICHINI E A DARIO CARBONELLI Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Interviste Creato Domenica, 07 Agosto 2011 17:30

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Estasiato il pubblico dell’Altomonte Festival per la straordinaria esibizione della Compagnia Flamencovivo Allinfo Newspage Magazine intervista volentieri Lara Ribichini – Direttrice artistica , coreografa – insieme a Dario Carbonelli (Compagnia Flamencovivo). Cosa si profilerà stasera? (rivolta a Dario Carbonelli) Si profila uno spettacolo che fonda il genere musicale e di danza, tipico del flamenco. Nello spettacolo si hanno diversi quadri di genere del flamenco. Passiamo da un genere che è molto profondo, con “palos” molto sentiti che parlano di sofferenza , di morte, dolore… Un misto tra sofferenza e lo stile dolce ? (rivolta a Dario Carbonelli) Bravo, bravo. Abbiamo Allegria. Quando gli Spagnoli andavano in Sud America e colonizzavano l‟America latina, ritornavano con la loro musicalità cambiata e alcuni generi sono stati proprio presi. Il flamenco si è sempre tramandato di generazione in generazione? (rivolta a Dario Carbonelli) E‟ sempre stato così, il flamenco si è sempre tramandato. In particolar modo al livello musicale, molti musicisti flamenchi addirittura non erano capaci di leggere la musica, di scriverla ma andavano totalmente ad orecchio. Nel ballo maschile è molto dominante la tauromachia, i movimenti del torero hanno influenzato molto in una certa epoca il ballo maschile. In fondo c’ è sempre un velo di tristezza , di malinconia? (rivolta a Dario Carbonelli) Questo si, nel flamenco è molto presente questa cosa.. Si parla sempre di flamenco, tutti pensano che nasce come ballo… (rivolta a Lara Ribichini) Nasce con il cante in realtà, originariamente. Poi dopo si è unita con la musica , chitarra e ballo. Il ballo nasce come terzo elemento. Come arte

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scenica è recente, sono le origini che sono antiche. Il flamenco come ballo nasce con il - Caffè cantante –nei primi del „900. Quanto hanno inciso i Gitani nel Flamenco? (rivolta a Dario Carbonelli) I Gitani hanno inciso molto al livello di tramandare quest‟ arte e di formarla nei primordi , cioè nella radice. In realtà poi, i non Gitani sono quelli che l‟ hanno trasmessa al Mondo, perché per i Gitani sarebbe rimasta nel chiuso del cortile della famiglia. Oltre i Gitani hanno avuto un ruolo importante i Mori, gli Ebrei ? (rivolta a Dario Carbonelli) Nel flamenco confluisce la cultura Mozarabica, la cultura ebrea, indiana ( perché i Gitani venivano dall‟ India); in più in Spagna si sono trovate le dominazioni arabe. Il flamenco è proprio prendere un po‟ da tutti e poi far nascere qualcosa di originale. I Gitani hanno avuto questo all‟ inizio, hanno preso dovunque andavano. Noi dal1998 ci siamo formati come gruppo però per un periodo di tre anni abbiamo vissuto a Siviglia, studiando con i più grandi maestri del genere. Che aria tira in Spagna ? (rivolta a Dario Carbonelli e Lara Ribichini) Adesso di crisi. Un po‟ quella che tira in tutta Europa al livello economico” – commenta Dario -. Lì sono più avanti, c‟è più mercato per il lavoro. L‟ Italia in realtà, pur essendo un paese molto simile è forse uno degli ultimi Paesi che ha avuto il Flamenco. Nel senso che è arrivato molto tardi al livello di conoscenza al popolo. Io, trovo imprescindibile il fatto di formarsi in Spagna, lì è iniziato tutto” – commenta Lara Ribichini. Che cosa pensa del flamenco rimodulato ai nuovi generi musicali come il pop? (rivolta a Lara Ribichini) Allora parliamo di contaminazioni. Io sono per la contaminazione perché tutto si contamina. Il punto è che a volte la contaminazione viene usata per fare il male un po‟ di tutto. Allora è molto difficile… Nel senso che contaminazioni, in quanto evoluzione fondendo più generi va bene. Bisogna essere consapevoli del proprio genere, non bisogna perdere l‟ autenticità che caratterizza il flamenco. A volte gli stranieri hanno quest‟ ansia di modificarlo per renderlo proprio perché lo sentono lontano e qui torniamo al discorso di non averlo fatto proprio non vivendo lì. Che differenza c’ è tra il tango ed il flamenco? (rivolta a Lara Ribichini)

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Parliamo del tango Argentino. Intanto le origini sono diverse. E‟ il sentire quello che li accomuna , li trovo entrambi molto interiorizzati..

di Pablo Responsabile di Newspage Magazine

Arturo Area

Di

Lorenzo Sud/Campania

IL MAESTRO GIORGIO ALBERTAZZI HA INCONTRATO IL PUBBLICO Buzz 0diggsdigg Dettagli Categoria: Interviste Creato Venerdì, 29 Luglio 2011 21:47

Paestum - L’incontro tra il Maestro Albertazzi ed il pubblico, che si è tenuto a Paestum il 23 Luglio sortito un grandissimo coinvolgimento da parte di tutti gli addetti Molto sentito il discorso del Consigliere Comunale di Capaccio

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Giorgio 2011 ha ai lavori. ( SA) –


Carmine Caramante -. “Siamo onorati di essere qui oggi ad ospitare il Maestro Giorgio Albertazzi. Abbiamo fortemente voluto fissare quest‟appuntamento con il teatro di Giorgio Albertazzi, insieme a Mario De Stefano – Presidente e Dir. Art. del Paestum Festival ”-.

“Questo evento l‟abbiamo costruito da quest‟inverno in questa nuova location che è il teatro dei Templi. Abbiamo cercato di fissare con il Paestum Festival, appuntamenti di alta cultura rivalutando insieme all‟ evento spettacolare dell‟ arte e del teatro, la meravigliosa area archeologica di Paestum.” Il maestro Giorgio Albertazzi ha iniziato ad affascinare il pubblico con la sua immensa cultura di vita, parlando di Amleto, di Shakeaspeare, dei finanziamenti alla cultura.

“Amleto è un testo, un personaggio che ho frequentato di più nella mia vita da quando ero ragazzo, cioè praticamente dal secolo scorso perché io sono contemporaneo di William Shakespeare… Anzi lui ha qualche anno meno di me… Picasso ci ha messo 2 anni per imparare a disegnare come Raffaello e poi ha impiegato tutta la vita per imparare a disegnare come un bambino". Il Maestro Albertazzi ha parafrasato la frase di Picasso in questa nuova versione: “Ci ho messo due anni per imparare a recitare come Enzo Ricci e Ruggero Ruggieri e poi ci ho messo tutta una vita per imparare a non recitare più.” “Sta cambiando qualcosa nel teatro italiano, ci si sta un po‟ staccando dal teatro ben fatto, tutto perbenino, con le scene giuste, costumi giusti, attori che sanno bene la parte… e come non sono cose positive, vi chiederete? No signori, non sono positive perché si da l‟impressione che il problema sia risolto con la cosa ben definita; invece non è risolto. Io per esempio non so mai bene che cosa farò quando entrerò in scena, in linea di massima…” Il nostro Giorgio Albertazzi ha affrontato anche il tema scottante dei tagli alla cultura affermando che sui tagli è meglio non parlare perché secondo lui dovrebbero togliere tutti i finanziamenti. “L‟importante sarebbe che alla compagnia diano tutto l‟incasso, e lo Stato rifonde i soldi che costa tutto il resto. Sarebbe una misura di chi fa davvero gli esauriti e di chi non li fa. Non è detto che l‟esaurito corrisponda alla qualità, non sempre la quantità corrisponde alla qualità. Ci si avvicinerebbe un po‟ a quel dato fondamentale che c‟è nell‟ atletica per esempio. Si dice: “corre

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sguaiatamente però fa dieci secondi netti”. Correrà male ma il tempo è quello, almeno c‟è una misura. Il Maestro bacchetta il teatro che si fa in televisione. Secondo lui si tradisce in questo modo il teatro e la televisione. “La televisione non è il teatro e né il cinema… è un’ altro mezzo di cui ancora non si è individuato bene il linguaggio”. Il Maestro Giorgio Albertazzi ha rilasciato un’intervista per la testata Newspage Magazine. Come mai lei si è definito un attore con la “ coscienza infelice”? “Io sono uno scrittore in realtà, amo il teatro. In realtà pensavo sempre di scrivere. Infatti scrivo continuamente, ci sono almeno 4 o 5 libri che devo pubblicare e che non pubblico mai. Ci sono 190 poesie che sono della Mondadori. Allora cosa faccio? Recito per compensare questa cosa”. A proposito di libri, come mai non ha pubblicato il libro : criminale” ?

“Io,

“Ottima domanda… Non l’ho pubblicato perché è rimasto lì, non l’ ho pubblicato però l’ho scritto. di Pablo Arturo Di Lorenzo Newspage Magazine

articolo pubblicato sul giornale :Allinfo

Venerdì 19 Agosto 2011 17:45 articolo pubblicato sul giornale: Spinningpolitics Maroni: più sicurezza o politica degli annunci? Autore: Pablo Arturo Di Lorenzo 

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“La sicurezza in Italia è articolata in tante attività che tengono sotto controllo i fenomeni di delinquenza.” Così ha esordito il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, alla conferenza stampa tenutasi il 15 Agosto 2011. Ci sono state 4 novità in questi ultimi dodici mesi: approvazione definitiva del codice antimafia, l’autofinanziamento dell’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati, l’istituzione dell’elenco dei fornitori e prestatori di servizi non soggetti a rischio di inquinamento mafioso in tema di appalti. Fino al 31 luglio 2011 sono stati arrestati più di 9.000 mafiosi con l’incremento del 31% rispetto all’anno precedente, sono stati sequestrati 42863 beni di cui 2400 aziende. Le percentuali aumentano anno dopo anno… ma come si pone il Governo per risolvere il problema delle carceri? Si parla tanto della costruzione di nuovi carceri… e poi?

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È stata una conferenza stampa sotto tono tenuta dal ministro dell’Interno Maroni e dal ministro della Giustizia Nitto Palma, fatta solo ed esclusivamente della lettura di numeri. Maroni, per quanto riguarda il problema della sicurezza e dell’ordine pubblico del Paese, ha detto di essere “attento”, ma non “preoccupato”. Anzi “ottimista”, “il sistema della sicurezza in Italia è adeguato e complessivamente la sicurezza in Italia è ben gestita anche se rimangono criticità in vista dell’autunno che siamo comunque in grado di affrontare”. In realtà varie domande sono state eluse da entrambi i ministri. Il ministro Maroni non ha voluto rispondere sul perché per la seconda volta si è visto rifiutare dal Cdm una richiesta di scioglimento di consiglio comunale per mafia (dopo quello di Fondi, qualche giorno fa il governo ha salvato il comune di Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo, guidato dallo zio del ministro dell’agricoltura Saverio Romano). Inoltre, il ministro dell’Interno non ha voluto rispondere sui tagli alla polizia (2 miliardi e 700 milioni), al punto che le auto sono rimaste senza benzina. Entrambi i ministri non hanno voluto rispondere al perché per la prima volta in Italia siano mancati i fondi per la gestione dei pentiti… e per concludere non hanno voluto rispondere ai continui attacchi del governo contro la magistratura. Questi silenzi sono molto gravi, in particolar modo dal punto di vista della comunicazione. Il ministro Maroni utilizza sempre la stessa strategia per non rispondere alle domande più importanti per il bene del Paese… “andiamo avanti, cambiamo domanda, non le rispondo” o fa finta di dimenticare la domanda. In questa conferenza stampa i due ministri hanno comunicato ben poco dal punto di vista politico.

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Purtroppo, anche il neo Guardasigilli si sta adeguando al sistema comunicativo dei ministri. Ma cosa succede in Italia? Invece di spiegare e di rassicurare i “cives”; le autorevoli personalità politiche si rifiutano di rispondere? Oppure si scappa come il buon ministro Brunetta? In realtà, la strategia politica del governo attualmente è debole, il cittadino italiano avverte questa situazione. Quasi la metà della popolazione si sente insicura. Esiste un grandissimo divario tra i dati reali e la percezione reale di sicurezza, e tutto questo dovrebbe responsabilizzare di più il ministro Maroni e Palma. La mancanza della certezza della pena rende insicuri e impauriti gli Italiani. Il cittadino chiede una maggiore attenzione da parte del Governo per i reati di microcriminalità, più presenza delle forze dell’ordine. Il Governo attua la politica degli annunci: ultimo annuncio quello del ministro Maroni sul reato di omicidio stradale. Perché il Governo non cerca di legiferare in maniera sistematica, seguendo i criteri di logicità, di non contraddizione tra la norma formale e la norma concreta della vita? Non si vuole attaccare il Governo attuale, è una critica al sistema “Italia”. Sappiamo benissimo che si deve ricorrere al sistema penale come extrema ratio, extrema ratio che è divenuta abitudine da molti decenni. Ed allora la domanda che mi pongo è questa: Siamo certi di essere in grado di risolvere i nostri problemi giudiziari, sociali, economici, politici? Non dovremmo fare “mea culpa” e prendere la consapevolezza della nostra mediocrità? A cosa serve la tipizzazione del nuovo reato di omicidio stradale, come propone il Ministro Maroni? “Al di là di come si definirà – commenta il Ministro Roberto Maroni - penso che sia utile distinguere l’omicidio colposo

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dall’omicidio stradale, si legifera così un reato specifico per chi si mette alla guida ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Ritengo che sia utile ed importante una fattispecie specifica”. Ecco come hanno commentato autorevoli esponenti della giustizia, come il giudice Nordio, il giudice Capotosti ed il giudice Ingroia, alla proposta della nuova fattispecie penale. NORDIO: “Sono contrario a qualsiasi tipo di intervento che sia settoriale e che non sia integrato in un sistema molto più coerente. La legge attuale consentirebbe di irrogare al soggetto che commette questo omicidio stradale, una pena molto elevata. Il problema è che nel nostro sistema, non solo la pena esageratamente alta non verrà mai irrogata ma non sarà neanche mai concretamente eseguita e scontata. Sarà l’ennesimo evento contingente sull’onda emotiva di un avvenimento e di conseguenza si legifera male. Le maggiori contraddizioni del nostro sistema giudiziario sono due. La prima è, che nel nostro sistema si entra facilmente in prigione prima del processo, ovviamente prima della condanna, quando si è ancora presunti innocenti. E poi se ne esce, quasi sempre, dopo la condanna quando si è colpevoli conclamati. Questa è la prima contraddizione allarmante. E la seconda contraddizione è quella che abbiamo una distonia schizofrenica tra l’ammontare delle pene che vengono comminate nei codici e quelle che concretamente poi subite dal condannato che si riducono a qualche giorno di carcerazione preventiva perché dopo la condanna interviene la sospensione condizionale della pena. Un sistema coerente vorrebbe addirittura una riduzione delle pene però un’estensione alle pene alternative al carcere e l’esecuzione della pena quando viene irrogata”. CAPOTOSTI: “Esprimendomi su due piedi, cosa che non si dovrebbe mai fare ho delle perplessità su quanto ha dichiarato il Ministro Maroni. Si va in

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senso contrario a quello di semplificare il nostro sistema penale introducendo ulteriori figure di reato. Questo già crea una distonia. Per me sembra molto difficile accettare questo discorso anche perché avrei qualche dubbio di profili di incostituzionalità nel segmentare così le varie forme di reato. Ci sono le norme di carattere generale sul reato di omicidio che possono, applicate correttamente, inquadrare questa figura”. INGROIA: “Bisogna smettere di fare provvedimenti di emergenza, provvedimenti tampone. Una seria depenalizzazione credo che sia un obiettivo predicato da anni inutilmente dalla magistratura. Un forte incentivo alle pene alternative restituirebbero efficacia ed efficienza alla giustizia amministrativa. Già il codice penale prevede una sanzione più severa per l’ubriaco, avendo lui stesso consapevolmente determinato il proprio stato di ubriachezza. Si naviga a vista.” Pablo Arturo Di Lorenzo

Giornalismo televisivo raccontato da Bianca Berlinguer, direttore del Tg3

Con l’ idea di esser giornalista della carta stampata, dopo aver scritto qualche articolo con il Messaggero e l’ Espresso, Bianca Berlinguer incontrò Gianni Minoli ; ideatore del programma Mixer. Immediatamente Minoli la volle nel suo staff con contratto di

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programmista regista perché allora non era neanche possibile diventare giornalista lavorando nella rete, ma solamente nelle testate. Così Bianca Berlinguer , collaborando con la trasmissione Mixer, ha avuto la fortuna di poter lavorare quattro- cinque anni con una direzione che le ha insegnato tutto. Quanta importanza hanno le immagini in un servizio televisivo ? Come si fa a confezionare un buon servizio ? “ In un servizio televisivo che dura un minuto e mezzo, si scrivono tutto sommato quindici, venti righe. Ecco questi sono i tempi televisivi. Ha il grande vantaggio rispetto naturalmente al giornalismo scritto di poter utilizzare l’ immagine, che è una componente determinante. Quello che mi è stato sempre insegnato e che ripeto sempre, è che prima si vede l’ immagine e poi si scrive il testo. Cosa che io vedo fare molto spesso l’ esatto contrario. Ovverosia scrivere il testo e poi buttare dentro la prima immagine che capitava, addirittura priva di effetti, priva di rumori di sottofondo che naturalmente ci devono essere in un’ immagine. Con l’ immagine possiamo trasmettere delle emozioni, delle sensazioni che il testo scritto non è in grado di poterlo fare. E’ fondamentale capire che per fare un buon giornalismo televisivo bisogna lavorare moltissimo sulle immagini. Dal momento in cui c’ è la ripresa , perché questo è un lavoro di gruppo non è un lavoro che si fa da soli; perchè chiaramente se io non ho un bravo operatore, un bravo montatore posso esser la più brava giornalista del mondo ma resta lì. E’ un lavoro che si fa in tre persone: giornalista, operatore e montatore. Andrà con il tempo a semplificarsi sempre di più, si arriverà probabilmente a due figure professionali. L’ operatore farà anche il montatore come avviene adesso nelle zone di guerra dove si riversa direttamente con un computer, per essere nella possibilità di riversare ovunque, anche dove non ci sono quei macchinari così importanti ed ingombranti. La cosa più importante è quella di innamorarsi delle immagini.” Secondo lei molti telegiornali sono identici tra loro ? Come si distingue il Tg3 dalla concorrenza? “ Io non penso affatto che il Tg3 sia uguale al Tg1. Non penso che il Tg5 sia uguale a La7. Si deve sempre pensare che i telegiornali sono comunque tenuti a dare le notizie del giorno, cioè a differenza

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di una trasmissione di approfondimento come può essere Santoro, come può essere Floris, Vespa… Ci dovrebbero essere più telegiornali, il problema non è di togliere i telegiornali ma semmai è quello di aggiungerne altri. Se sono considerate delle trasmissioni una più orientata a sinistra e un’ altra orientata a destra va benissimo, il problema è poter scegliere, poter consentire al telespettatore il massimo della scelta possibile. Poi siamo tutti adulti, se Santoro mi piace lo vedo, se mi piace Vespa vedo Vespa; il problema è di non togliere nessuno ma di aggiungere.. Quindi di non censurare ma di fornire altre informazioni. Noi del Tg3 facciamo la scelta di avere pochissima cronaca, il Tg3 è un telegiornale che ha pochissima cronaca nera, non ha praticamente quasi la cronaca rosa; sceglie di avere molta politica perché chiaramente è un giornale che punta molto sulla politica, esteri ed un tipo di cronaca completamente diversa dalla cronaca nera.” Che tipo di rapporto ha con la televisione essendo una professionista affermata come lei ? “ Di televisione ne ho sempre vista moltissima, amo vedere la televisione di qualunque genere. E ancora adesso se posso la vedo. Dalla fiction al telefilm, al dibattito sull’ informazione. Qualunque genere di informazione, l’ unica televisione che non ho visto mai e che proprio non mi interessa sono i quiz. Di televisione ne consumo moltissima, penso che sia molto utile per imparare a fare il giornalista. Anche se certe volte non seguo l’ audio la televisione la tengo sempre accesa.” Quali sono i requisiti fondamentali per esser un buon giornalista ? “La passione per il giornalismo è fondamentale. Tutto il resto si può imparare. E’ chiaro che si impara a scrivere, è chiaro che si impara a montare un servizio, a girare un servizio. E’ chiaro che si impara osservando attentamente i colleghi. Anche dentro le redazioni si impara molto vedendo i vari servizi. La passione è fondamentale. Poi come dico sempre… giornalisti ci si diventa tutti, come mi disse una volta Scalfari quando decisi di fare questo lavoro: “ Giornalisti ci si diventa , ma poi c’ è anche chi ci nasce”. Si diventa bravi o non bravi giornalisti a seconda della passione e dell’ impegno che ci si mette, questo è fondamentale”.

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Pablo Arturo Di Lorenzo pubblicato sul giornale : www.controcampus.it di: Pablo Arturo Di Lorenzo 2/04/2011 Letto 214 volte

Torna in pista Unibo Motorsport

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Ci sarà anche la squadra dell’Università di Bologna, i ragazzi di Unibo Mororsport, il prossimo settembre (da venerdì 2 a lunedì 5) al circuito "Riccardo Paletti" di Varano de’ Melegari, poco lontano da Parma, per le gare di Formula SAE Italy 2011. Nata nel 1978 grazie all’idea di alcuni studenti universitari, la Society of Automotive Engineers (SAE) ogni anno dà la possibilità ai team partecipanti di progettare e far scendere in pista una vettura tipo Formula 1, costruita interamente dagli studenti. Ogni squadra è formata da circa 25 componenti, per un totale di almeno 400 gareggianti con una formazione prevalentemente ingegneristica, per lo più meccanica, dell’automazione e informatica. Ogni team ha un Faculty Advisor, spesso un docente, un ricercatore o un PHd che ha il ruolo di riferimento tecnico e organizzativo per i ragazzi. Oltre al team dell’Alma Mater, gli altri italiani in gara arriveranno da Politecnico di Torino, Università di Padova, Politecnico di Milano, Università di Firenze, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Pisa, La Sapienza di Roma, Università di Tor Vergata, Università di Parma, Università del Salento, Università della Tuscia, Politecnico di Bari, Università di Messina. E ancora altre squadre arriveranno dalle università di tutto il mondo. Come già in passato, sponsor della competizione sarà Altran Italia, società di consulenza in ingegneria e sviluppo tecnologico. Pablo Arturo Di Lorenzo Pubblicato sul giornale : www.controcampus.it di: Pablo Arturo Di Lorenzo 16/08/2011 Letto 29 volte

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Mostra degli studenti del Suor Orsola Benincasa

La scelta di allestire la mostra in un luogo di passaggio per decine di migliaia di turisti ogni anno non è casuale: «Siamo lieti di poter ospitare nella nostra struttura una mostra di cosi grande rilevanza artistica e sociale - ha sottolineato Nicola Coccia, presidente di Terminal Napoli Spa - anche perché l’iniziativa del Suor Orsola Benincasa si sposa con la nostra filosofia di fare della Stazione Marittima, in generale, e della Galleria del Mare, in particolare, un centro aperto alla città intera, dove incontrarsi, confrontarsi, rilassarsi nel cuore di Napoli e a due passi dal mare». Cinquanta sagome umane animeranno fino al 18 settembre la Galleria del Mare della Stazione Marittima di Napoli, inaugurata lo scorso 6 aprile e punto di snodo principale per i crocieristi che ogni anno visitano la città. La mostra «Kuros Ludico» è un progetto collettivo che hai coinvolto gli studenti del liceo artistico dell’Istituto Scolastico Suor Orsola Benincasa che hanno dato vita alle sagome di forme, contenuti e messaggi incentrati sul tema dell’uomo ludico: le cinquanta opere esposte sono state selezionate dal critico d’arte Maria Corbi. Nel corso dell’inaugurazione il dirigente dell’istituto scolastico Lucio D’Alessando ha sottolineato che «le sagome vogliono offrire ai cittadini napoletani ed ai tanti turisti di passaggio, grazie alla molteplicità delle soluzioni proposte, dei colori, delle tecniche e dei materiali impiegati, un’immagine della città di Napoli ben diversa da quella negativa troppo spesso alla ribalta per le varie emergenze che affliggono la città e per gli spregevoli episodi di cronaca nera anche in danno dei turisti». La scelta di allestire la mostra in un luogo di passaggio per decine di migliaia di turisti ogni anno non è casuale: «Siamo lieti di poter

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ospitare nella nostra struttura una mostra di cosi grande rilevanza artistica e sociale - ha sottolineato Nicola Coccia, presidente di Terminal Napoli Spa - anche perché l’iniziativa del Suor Orsola Benincasa si sposa con la nostra filosofia di fare della Stazione Marittima, in generale, e della Galleria del Mare, in particolare, un centro aperto alla città intera, dove incontrarsi, confrontarsi, rilassarsi nel cuore di Napoli e a due passi dal mare».

Pubblicato sul giornale : www.controcampus.it Pablo Arturo Di Lorenzo

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Importante riconoscimento per Roberto Danovaro a Parigi

Ha ricevuto alla Sorbonne di Parigi la Medaglia della Società d’Oceanografia di Francia istituita nel 1963. È l’unico italiano a figurare nell’albo d’oro dell’Istituzione. Il professor Roberto Danovaro, direttore del Dipartimento di Scienze del Mare dell’Università Politecnica delle Marche, ha ricevuto nei giorni scorsi nella capitale francese un prestigioso riconoscimento: durante la cerimonia del Centenario della fondazione dell’Istituto Oceanografico di Parigi è stato premiato con la Medaglia della Société d’Océanographie de France, creata per segnalare studiosi di particolare valore nella ricerca degli oceani.

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Da oltre 50 anni, infatti, il Principato di Monaco ha istituito la tradizione di premiare con una medaglia intitolata al principe Alberto I e una della Società Oceanografica Francese ricercatori francesi e stranieri per i loro meriti scientifici e per le scoperte effettuate nel corso della loro carriera. La Medaglia della Società Francese di Oceanografia, istituita nel 1963, è stata assegnata nei giorni scorsi per la prima volta a un italiano. Roberto Danovaro ha conseguito questo prestigioso riconoscimento per le sue ricerche sul funzionamento sugli ecosistemi marini del Mediterraneo. Nella sua lezione magistrale alla Università di Parigi-Sorbonne, Danovaro ha presentato i risultati salienti relativi agli ultimi dieci anni di ricerche. "Il Mediterraneo è un mare eccessivamente sfruttato per la pesca industriale, con una crescente distruzione degli habitat marini e una serie di effetti derivanti dai cambiamenti climatici. Il Mediterraneo contiene oltre 17000 specie, equivalenti a quasi il 10% della biodiversità marina globale. Una specie ogni quattro vive solo nel Mediterraneo e i rischi di estinzione per molte di queste specie nel prossimi decenni sono alti. Siamo ancora in tempo - ha concluso Danovaro - per restituire ai mari una prospettiva di naturalità ai nostri mari, ma è necessario intervenire subito". “È ora ora di dire che il saccheggio degli oceani deve finire": con questa affermazione il principe Alberto II di Monaco ha chiuso la cerimonia del centenario della fondazione dell’Istituto Oceanografico di Parigi. Il principe è l’erede discendente del trisavolo Alberto I, il quale aveva una grande passione per la ricerca in mare che conduceva personalmente a bordo di due imbarcazioni reali adibite a navi da ricerca oceanografiche. Cento anni fa, dimostrando una lungimiranza non comune per l’epoca, dopo aver fondato l’Acquario di Monaco, aveva creato l’Istituto Oceanografico a Parigi, finanziando anche l’istituzione del primo corso di Oceanografia in Francia presso l’Università la Sorbonne. Nel 1981 la medaglia di commemorazione del Principe Alberto I fu assegnata anche a Jacques-Yves Cousteau per il suo impegno nella difesa dei mari dall’attacco dell’Uomo. Pablo Arturo Di Lorenzo

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articolo pubblicato sul giornale : www.controcampus.it

"Bisogna valorizzare le specificità delle Università Campane" Giovanna Cassese, Direttore Accademia Belle Arti di Napoli, racconta il sistema Universitario della Campania Dottoressa Cassese, qual’ è la situazione del nostro sistema Universitario qui in Campania ? “ Dovrebbe intensificarsi la rete di scambi tra le Università ed in particolar modo anche con l’ Accademia delle Belle Arti di Napoli ed il Conservatorio. Credo che sia importante , in questo momento , fare sistema ma in particolar modo concretizzare i discorsi”. Fare sistema… tutto sta sempre nelle parole e poi nei fatti ? Vediamo un po’… “ Io credo che bisogna avere dei progetti , meglio pochi ma sicuri. Per esempio valorizzare quelle che sono le specificità delle Università Campane. Sono beni culturali già le stesse Università. L’ Accademia ed il Conservatorio sono fra le più belle Università, strutture di alta formazione d’ Italia. Già un progetto sulla valorizzazione dei patrimoni storici, come patrimonio di formazione, potrebbe essere un grande progetto. Altro progetto, potrebbe essere la valorizzazione delle nostre migliori energie anche in campo artistico ; la triennale per la Mostra d’ Oltremare intorno alla questione del Mediterraneo, porterebbe un comitato Internazionale a Napoli. L’ Italia vanta nel Mondo il 60% dei beni culturali e se non si punta sulla formazione è difficile assicurare un futuro a questo primato ; il primato non ci sarà più”.

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Quindi bisogna investire sulla cultura, cultura ,cultura e formazione ? “ Si, bisogna assolutamente crederci. Non bisogna badare ad interessi personalistici ”. Parliamo del vostro settore, com’ è la situazione attuale ? “ La situazione attuale è molto bella e molto brutta nello stesso momento. Molto bella, perché l’ Ateneo è cresciuto tanto, sta iniziando a fare rete con le varie Università. E’ difficile ciò, perché spesso anche le Università non ci riconosce in quanto tale, al di là delle leggi. Sono da tre, quattro anni che ho tentato in tutti i modi di dialogare con le amministrazioni comunali, purtroppo senza successo. Ho molte aspettative da questa nuova Giunta di Napoli”. Il nuovo Sindaco di Napoli, si è proprio speso sulla cultura. I prossimi eventi… Forum delle Culture del 2012…

“ Oddati non aveva previsto la partecipazione dell’ Accademia delle Belle Arti di Napoli, al Forum delle Culture del 2012… Speriamo che il futuro ci riservi un’ attenzione maggiore; che non è un’ attenzione per l’ Accademia perché l’ Accademia è un patrimonio della città. Pablo Arturo Di Lorenzo articolo pubblicato sul giornale : www.controcampus.it

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Il neo Rettore del Suor Orsola Benincasa , Lucio D’ Alesandro, pronto a fare sistema con le Istituzioni

L’ Università del Suor Orsola Benincasa come si pone nei confronti del neo Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris ? “Il Mondo dell’ Università di Napoli , apre un dialogo con il nuovo Sindaco Luigi De Magistris. Il nuovo Sindaco ha suscitato tante speranze nella città di Napoli, e mette in campo le sue competenze, i suoi laboratori, le sue storie, i suoi giovani , i suoi progetti per la costruzione di un discorso pubblico generale ; che riguarda la capacità della città attraverso anche la sua cultura di dialogare con il Mediterraneo ed il suo Paese”. A tal proposito, avete stipulato dei programmi di concerto con le altre Università di Napoli ? “ C’ è un programma con le varie Università che si sono già unite in una Federazione. E quindi con la Federazione , c’ è già una garanzia di guardare il futuro in maniera sinergica. In un Mondo che va verso il Federalismo, è importante che il territorio sappia fare anche massa critica”. Territorio che vi vuole appoggiare… dal pubblico al privato. Anche alcuni Osservatori di Roma , attraverso le mie fonti, sono ben interessate a fare sistema. Anzi, volete collaborare con l’ Osservatorio sullo sviluppo Economico Nazionale…? “ Certamente. Il motto di chi sta nell’ Università e di chi crede nella cose, è: “ Si, mi importa da dove vieni , ma mi importa soprattutto che strada possiamo fare insieme”.

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Pablo Arturo Di Lorenzo pubblicato sul giornale : www.controcampus.it 29/06/2011 Intervista al rettore Pasquino, tra De Magistris e l’UNISA "Napoli, città della cultura. L’Unisa? Si colloca in una posizione di buon lavoro"

Con la presenza del neo Sindaco , Luigi De Magistris, si è tenuto a Napoli il 25 Giugno 2011 presso la sede del Suor Orsola Benincasa l’ incontro organizzativo tra i Rettori di tutte le Università della Campania. Tutta la cultura ruotava in quella sala, c’ era molta agitazione anche perché era la prima volta che il neo Sindaco di Napoli , teneva una seduta consultiva con tutto il sapere campano. In questa circostanza, ho avuto il piacere di poter intervistare, sempre di corsa, il Rettore dell’ Università degli Studi di Salerno – il Prof. Raimondo Pasquino -. Professore, ci può dire come si svolgerà questa giornata del sapere ? “ E’ una giornata importante, in cui tutte le Università si incontrano. Continua questo dialogo tra la città di Napoli e le istituzioni. La presenza del Sindaco è fondamentale in questo momento delicato, per ribadire con forza che Napoli è la città della cultura e non soltanto la città del degrado con l’ impossibilità di raccogliere la spazzatura”. Secondo lei, qual’ è la migliore Università qui in Campania ? “ Federico II non c’ è dubbio”. L’ Università di Salerno invece ? “Si colloca in una posizione di buon lavoro”.

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Ma non sussiste un conflitto di interessi tra la sua carica di Rettore dell’ Università degli Studi di Salerno, e la nuova carica di Consigliere del Comune di Napoli ? “No. Perché un conflitto di interessi ? Io sono un cittadino di Napoli e come tale lavoro. Mica l’ Università di Salerno interagisce.. fino a prova contraria le Università di Napoli hanno attività su Salerno e non viceversa. Salerno non ha attività su Napoli. Salerno pur avendo il 40 % dei suoi docenti , non ha mai aperto attività formative su Napoli. Quindi non ci sono problemi”. Pablo Arturo Di Lorenzo www.controcampus.it

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di: Pablo Arturo Di Lorenzo 29/06/2011 Letto 111 volte.

Che cos’è il Trust ?

Il trust è un contratto con cui un soggetto disponente (settlor) trasferisce la proprietà di uno o più beni a un soggetto fiduciario (trustee), il quale dispone e amministra i diritti reali acquisiti per uno scopo predeterminato o nell’interesse di un beneficiario titolare di un diritto personale, cui potranno trasferirsi in piena proprietà i beni alla fine del trust. Tramite tale istituto si realizza una netta separazione dalla sfera giuridica del disponente del ”patrimonio destinato”, che passa in

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piena proprietà al trustee, attuando una forte tutela e garanzia del patrimonio. Esempio tipico di istituzione di un trust è quello di un genitore anziano di un figlio disabile che decide di affidare un determinato patrimonio al trustee affinchè il reddito di questi beni sia destinato al pagamento delle spese di assistenza, cura, svago e istruzione del figlio. Data la grande elasticità del trust esso di rivela utile in parecchi casi concreti della vita. Il trust in Italia rappresenta ancora un istituto poco noto e poco usato, tuttavia, negli ultimi anni si è assistito ad un netto incremento della sua diffusione. Possiamo dividere i trust in due grandi categorie: quelli di interesse familiare e quelli di interesse finanziario. Nella prima categoria rientrano quelli destinati ad assistere soggetti deboli e quelli che preordinano una successione ereditaria, che forse sono i più frequenti. Nella seconda categoria, invece, possiamo ricomprendere ipotesi eterogenee quali ad es. la garanzia di un prestito obbligazionario o gli investimenti compiuti da più soggetti. Dalla precedente distinzione discende che le finalità del trust possono essere molteplici: • amministrazione e protezione del patrimonio familiare da vicende imprenditoriali o familiari • tutela dei minori e dei soggetti incapaci, in deroga alle restrizioni previste dalle disposizioni testamentarie che prevedono godimenti limitati dei beni • tutela del patrimonio per finalità successorie, con destinazione a eredi specifici o a persone estranee alla famiglia • investimento in piani pensionistici o fondi comuni. La principale caratteristica dell’istituto del trust è che i beni che vincolati in trust escono dalla disponibilità del settlor entrando nella disponibilità i un altro soggetto (il trustee), il quale li riceve per realizzare la finalità che gli è stata indicata. Tali beni, pur essendo trasferiti al trustee, tuttavia non divengono suoi a tutti gli effetti, in altre parole non diventano di sua proprietà (ad es. in caso di morte del trustee non entrano in successione) poiché sono “segregati” ossia separati dal patrimonio del trustee in quanto finalizzati ad uno specifico scopo. I beni facenti parte del patrimonio del trust non possono continuare ad essere a disposizione del disponente che non

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può riservare a se stesso per esempio il controllo sui beni del trust in modo da precludere al trustee il pieno esercizio dei poteri dispositivi a lui spettanti in base al regolamento del trust, né può beneficiare dei relativi redditi. L’Agenzia delle Entrate con la recente Circolare 27.12.10, n.61/E ha chiarito che non possono essere considerati validamente operanti, sotto il profilo fiscale, i trust che sono istituiti e gestiti per realizzare una mera interposizione nel possesso dei beni dei redditi. Si pensi ad esempio ai trust nei quali l’attività del trustee risulti eterodiretta dalle istruzioni vincolanti riconducibili al disponente o ai beneficiari. Nell’ipotesi in cui emerga dall’atto istitutivo del trust o da elementi di mero fatto che il potere di gestire e disporre dei beni permane in tutto o in parte in capo al disponente il trust deve considerarsi inesistente dal punto di vista dell’imposizione dei redditi da esso prodotti, configurandosi come struttura meramente interposta rispetto al disponente, al quale devono continuare ad essere attribuiti i redditi solo formalmente prodotti dal trust. Tali redditi saranno assoggettati a tassazione in capo al disponente secondo i principi generali previsti per ciascuna della categorie reddituali di appartenenza. Per completezza va detto che l’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 43/E del 10 ottobre 2009 ha indicato alcune tipologie di trust da ritenere inesistenti in quanto interposte, a titolo esemplificativo se ne indicano alcune: trust che il disponente (o il beneficiario) può far cessare liberamente in ogni momento, generalmente a proprio vantaggio o anche a vantaggio di terzi; trust in cui il disponente è titolare del potere di designare in qualsiasi momento se stesso come beneficiario; trust in cui il disponente (o il beneficiario) risulti, dall’atto istitutivo ovvero da altri elementi di fatto, titolare di poteri in forza dell’atto istitutivo, in conseguenza dei quali il trustee, pur dotato di poteri discrezionali nella gestione ed amministrazione del trust, non può esercitarli senza il suo consenso; trust in cui il disponente è titolare del potere di porre termine anticipatamente al trust, designando sé stesso e/o altri come beneficiari (cosiddetto “trust a termine”); trust in cui è previsto che il trustee debba tener conto delle

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indicazioni fornite dal disponente in relazione alla gestione del patrimonio e del reddito da questo generato; ogni altra ipotesi in cui potere gestionale e dispositivo del trustee, così come individuato dal regolamento del trust o dalla legge, risulti in qualche modo limitato o anche semplicemente condizionato dalla volontà del disponente e/o dei beneficiari. DISCIPLINA FISCALE Imposte dirette L’istituto giuridico è stato introdotto nell’ordinamento tributario dalla legge finanziaria 296/2006, che ha modificato l’articolo 73 del titolo II, capo I del Tuir ampliando il novero dei soggetti passivi. La prassi amministrativa e gli orientamenti dottrinali hanno analizzato le caratteristiche di ogni singolo trust giungendo ad individuare, dal punto di vista fiscale, due tipologie di trust: trust trasparenti, con beneficiari di reddito “individuati”, i cui redditi vengono imputati per trasparenza agli stessi beneficiari. trust opachi, senza beneficiari di reddito “individuati”, i cui redditi vengono direttamente attribuiti al trust medesimo. Nella risoluzione 05.11.08, n.425/E l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la tassazione per trasparenza di un trust presuppone che il reddito sia immediatamente e originariamente riferibile ai beneficiari. La riferibilità immediata dei redditi ai beneficiari – quale presupposto della tassazione per trasparenza - esclude che vi sia discrezionalità alcuna in capo al trustee in ordine sia alla individuazione dei beneficiari sia alla eventuale imputazione del reddito ai beneficiari stessi. Pertanto, il diritto all’assegnazione del reddito deve nascere sin dall’inizio a favore di determinati beneficiari. Quando, invece, il trustee ha il potere discrezionale di decidere l’attribuzione del reddito del trust, tale discrezionalità fa venir meno l’automatismo che è il presupposto della imputazione per trasparenza, conseguentemente quel reddito è imputato al trust e non al beneficiario.

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Il trust è tassato per trasparenza, come stabilito dalla circolare 48/2007, soltanto nei casi in cui siano individuati i beneficiari del reddito. Esiste poi il cosiddetto trust misto, al contempo opaco e trasparente, tale ipotesi si verifica quando parte del reddito è accantonata a capitale e parte è attribuita ai beneficiari. I flussi di reddito del trust soggetti a tassazione sostitutiva o a ritenuta alla fonte a titolo di imposta avendo assolto tutti gli obblighi tributari, non scontano ulteriore imposizione né in capo al trust stesso né in capo ai beneficiari. Esempi possono essere interessi, premi, obbligazioni e titoli similari assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta del 12,5% o 27%, a seconda dei casi, o redditi diversi di natura finanziaria assoggettati a imposizione sostitutiva delle imposte sui redditi del 12,50 per cento. Trust offshore: l’articolo 73, comma 3, Dpr 917/1986, nell’ambito della definizione di residenza ai fini delle imposte sui redditi, prevede una specifica disposizione finalizzata a contrastare possibili fenomeni elusivi di localizzazione all’estero. I trust esteri istituiti in Paesi che non consentono un adeguato scambio di informazioni, e comunque non inclusi nella “white list” individuata con decreto ministeriale 4 settembre 1996 sono, considerati residenti in Italia qualora alternativamente: • il disponente o il beneficiario siano fiscalmente residenti in Italia • siano posti in essere da parte di un soggetto fiscalmente residente in Italia a favore del trust, successivamente alla sua costituzione, atti di trasferimento di diritti di proprietà su beni immobili, di costituzione o di trasferimento di diritti reali immobiliari (anche per quote), ovvero di vincoli di destinazione sugli stessi. Tale disciplina antielusiva trova applicazione solo nel caso siano residenti in Italia i beneficiari effettivi del reddito. Obblighi fiscali Il trust deve: • presentare annualmente la dichiarazione dei redditi (cfr. circolare 48/2007), anche se trasparente • acquisire un proprio codice fiscale • ottenere partita Iva laddove si eserciti attività commerciale.

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I dettami tributari del trust prevedono obbligatoriamente la tenuta delle scritture contabili. I trust che hanno per oggetto esclusivo l’esercizio di attività commerciali devono tenere le scritture contabili previste dall’articolo 14, mentre quelli che esercitano attività commerciale in forma non esclusiva sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili ex articolo 20 dello stesso Dpr 600. In base all’attività svolta, il trust può essere soggetto all’Irap. Imposte indirette Ai fini delle imposte indirette, occorre distinguere a seconda dell’atto. atto istitutivo del trust: l’atto istitutivo con il quale il disponente esprime la volontà di costituire il trust, che non contempli anche il trasferimento di beni nel trust (disposto in un momento successivo), se redatto con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, sarà assoggettato all’imposta di registro in misura fissa (€168,00) in quanto atto privo di contenuto patrimoniale. atto dispositivo: il conferimento di beni nel trust (o il costituito vincolo di destinazione che ne è l’effetto) va assoggettato all’imposta sulle successioni e donazioni in misura proporzionale sia esso disposto mediante testamento o per atto inter vivos. Ai fini della determinazione di aliquote e franchigie, che si differenziano in dipendenza del rapporto di parentela e affinità, occorre guardare al rapporto intercorrente tra il disponente e il beneficiario. Nel trust di scopo, quello, cioè, gestito per realizzare un determinato fine, senza indicazione di beneficiario finale, l’imposta sarà dovuta con l’aliquota dell’8 %, prevista per i vincoli di destinazione a favore di “altri soggetti”. La costituzione del vincolo di destinazione in un trust disposto a favore dei discendenti del settlor non è soggetto all’imposta qualora abbia ad oggetto aziende o rami di esse, quote sociali e azioni. atto dispositivo (imposte ipotecarie e catastali): sia l’attribuzione con effetti traslativi di beni immobili o diritti reali immobiliari al momento della costituzione del vincolo, sia il successivo trasferimento dei beni medesimi allo scioglimento del vincolo, nonché i trasferimenti eventualmente effettuati durante il

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vincolo, sono soggetti alle imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale. operazioni effettuate durante il trust: atti di acquisto o di vendita di beni sono soggetti ad autonoma imposizione, secondo la natura e gli effetti giuridici che li caratterizzano. Pablo Arturo Di Lorenzo pubblicato sul giornale : www.controcampus.it

di: Pablo Arturo Di Lorenzo 29/05/2011 Letto 92 volte

Corso di formazione per installatore di Fibre All’Università dell’Aquila Si è svolto ieri, 19 maggio 2011, presso l’Aula Magna “V. Rivera” dell’Università degli Studi dell’Aquila, il corso di formazione finalizzato al conseguimento della qualifica di “Installatore di Fibre e Materiali di Rinforzo” riconosciuta dalla Regione Abruzzo con delibera della Giunta (D.G.R. 11-04-2011 n.245). Il progetto di formazione, promosso dalla Fondazione dell’Università degli Studi dell’Aquila, nasce come risultato delle attività condotte dall’Ateneo in relazione alle delicate fasi della ricostruzione postsisma, anche in collaborazione con il CERFIS (Centro di Ricerca e

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Formazione in Ingegneria Sismica). Tale esigenza è stata sottolineata anche dalla CNCE (Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili) che ha sollecitato l’avvio di attività formative, offrendo la propria disponibilità a collaborare per la realizzazione di corsi specialistici. Il corso di formazione, gratuito e a numero chiuso, sarà tenuto da docenti dell’Università degli Studi dell’Aquila, in collaborazione con aziende del settore (Mapei, Tec Inn, Sika, Basf), nonché da esperti provenienti da Enti pubblici, e avrà una durata complessiva di 400 ore, secondo le procedure previste per i corsi accreditati e riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Il corso, si rivolge a personale qualificato delle imprese edili (Direttori di cantiere, Direttori Tecnici, operai qualificati, ecc.), a liberi professionisti e a funzionari di Enti direttamente coinvolti nelle attività edilizie. Le metodologie didattiche prevedono, oltre alla formazione in aula, fasi di simulazione e attività di gruppo, esperienze pratiche (stage) e visite guidate. Il corso di formazione si concluderà con un esame finale di fronte alla Commissione che sarà istituita dalla Regione Abruzzo. L’iniziativa ha suscitato interesse a livello nazionale e rappresenta un progetto-pilota per altre realtà regionali, che intendono attivare lo stesso iter per il riconoscimento della nuova qualifica. Pablo Arturo Di Lorenzo www.controcampus.it

pubblicato sul giornale :

di: Pablo Arturo Di Lorenzo 20/05/2011 Letto 48 volte

Intervista alla Dottoressa Ernestina Alberesi Presidente Associazione Nazionale Cerimonialisti Enti Pubblici

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Pochi giorni fa, presso l’ Università degli Studi di Salerno si è svolto il seminario indetto dall’ Associazione Nazionale Cerimonialisti Enti Pubblici , sulla storia del Cerimoniale. L’ Associazione Nazionale Cerimonialisti Enti Pubblici è stata fondata nel 2007 per iniziativa di un gruppo di addetti al cerimoniale appartenenti a vari Enti. Oggi conta oltre un centinaio di soci. E’ l’ unica Associazione che, in Italia, riunisce chi si occupa di cerimoniale e di rappresentanza istituzionale. Fra i suoi scopi vi è quello di contribuire alla crescita professionale e alla definizione di un preciso profilo del cerimonialista, figura ancora abbastanza indeterminata. L’ Associazione Nazionale Cerimonialisti Enti Pubblici si propone anche di favorire la creazione di una rete di rapporti e relazioni fra i cerimonialisti italiani e lo sviluppo di una cultura condivisa. Fra le iniziative realizzate : il seminario formativo del novembre 2008 a Venezia sul tema : “ Il quadro storico del cerimoniale”. il dibattito del marzo 2009 a Bologna su “ Il nuovo cerimoniale a tre anni dall’ approvazione del decreto di riordino della materia” l’ indagine sulla figura professionale il seminario formativo dell’ ottobre 2009 a Roma sul tema “ Cerimoniali a confronto” il seminario del marzo 2010 a Padova “ L’ uso pubblico dei simboli nazionali e locali” il seminario dell’ ottobre 2010 a Torino su “ Cerimoniale territoriale e pubbliche relazioni”

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Per molti il cerimoniale è inteso come un’ attività di relazione o segreteria, lei cosa risponde? “ Può essere anche questo, ma sicuramente è molto di più. Riguarda l’ ambito del rappresentante istituzionale. Un’ attività di segreteria si limita ad organizzare le cose. Un’ attività di cerimoniale deve organizzare le cose in maniera tale che risulti evidente il ruolo della persona istituzionale per cui sta lavorando.” I riti pubblici non sono mai spontanei ? “I riti pubblici sono coordinati, organizzati dalle autorità pubbliche che li promuovono.” Come si fa a diventare cerimonialisti ? “ Purtroppo non c’ è un percorso di studio strutturato. Noi , in Italia, non abbiamo ancora la laurea in cerimoniale; cosa che avviene nelle altre realtà Europee. Si accede attraverso interessi personali, o attraverso percorsi interni presso Enti specializzati. In Italia avete delle sedi secondarie? Se non sbaglio la sede principale è a Bologna? “ La sede dell’ Associazione è per nostra consuetudine presso la sede della Presidenza,che attualmente è Bologna. Prima era Venezia, l’ anno prossimo non lo so; magari Salerno perché no..” Pablo Arturo Di Lorenzo pubblicato sul giornale : www.controcampus.it

di: Pablo Arturo Di Lorenzo 21/04/2011 Letto 45 volte

Mantenimento

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1)L’art. 5 della legge n. 898/1970, come modificato dall’art. 10 Legge n. 74/1987, così statuisce: “Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l’obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive.” Tabelle 2008 Procedimento di separazione giudiziale Ipotesi di coniugi senza figli a) Qualora il coniuge richiedente non disponga di alcuna fonte di reddito, dovrà innanzitutto valutarsi se, eventualmente con il consenso dell’altro coniuge, sia possibile individuare un primo contributo nella assegnazione della casa coniugale. Come è noto, nell’attualità del nostro contesto territoriale la disponibilità di una abitazione (soprattutto quando, come spesso accade, l’immobile sia di proprietà comune e non divisibile) può essere equiparata ad un non indifferente contributo economico, quantomeno in termini di risparmio degli esborsi necessari per il pagamento di onerosi canoni locatizi. Nel territorio della neonata provincia di Monza e Brianza, il canone di locazione di una abitazione economica di medie dimensioni (2 o 3 locali, oltre servizi) è compreso tra € 500,00 ed € 800,00 mensili, in relazione all’ubicazione dell’immobile. Avendo riferimento a situazioni reddituali medie (operaio/impiegato; € 1.200,00 / € 1.600,00 mensili per 13 o 14 mensilità), in assenza di particolari altre condizioni valutative (ad esempio: proprietà immobiliari molteplici; depositi o conti correnti di non scarsa entità), la liquidazione ipotizzabile è la seguente: - con assegnazione della casa coniugale: assegno pari a circa 1/4 del reddito del coniuge obbligato (cioè da € 300,00 a € 400,00 circa); - senza assegnazione della casa

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coniugale: assegno pari a circa 1/3 del reddito del coniuge obbligato (cioè da € 400,00 a € 535,00 circa). Ovviamente, la percezione di mensilità aggiuntive oltre la 13a e di eventuali premi fissi annuali può consentire di integrare l’assegno in misura proporzionale e, comunque, ponderata. b) Qualora il coniuge richiedente l’assegno sia dotato di redditi propri non adeguati (come tali dovendosi intendere quelli che, pur sufficienti a garantire un minimo di autosufficienza economica, non soddisfino l’esigenza di mantenere un tenore di vita ragionevolmente comparabile a quello precedente la rottura dell’unità coniugale), i criteri liquidativi sopra enucleati potranno trovare applicazione operando, quale parametro di riferimento, sul differenziale di reddito tra i coniugi. Pertanto, nell’ipotesi spesso ricorrente di un coniuge con occupazione part-time produttiva di redditi modesti (es: € 600,00 mensili), la liquidazione dell’assegno potrà così essere effettuata: con assegnazione della casa coniugale: 1/4 di € 1.200,00 (o € 1.600,00) - € 600,00 - senza assegnazione della casa coniugale: 1/3 di € 1.200,00 (o € 1.600,00) - € 600,00 c) Le anzidette esemplificazioni possono trovare applicazione anche con riferimento a situazioni di reddito assai piu’ elevate, peraltro spesso suscettibili di contemperamenti in relazione a possibili altre attribuzioni economico/patrimoniali. Se, infatti, la stragrande maggioranza delle controversie riconducibili a situazioni reddituali medie (operaio/impiegato) appare accomunata da parametri non molto dissimili tra di loro, non altrettanto può dirsi quanto ad altre condizioni professionali (professionista/commerciante/ imprenditore). Innanzitutto, spesso discussa tra le parti è, in tali ipotesi, la reale condizione patrimoniale e reddituale della parte destinataria della richiesta di mantenimento (e, talvolta, anche quella della parte richiedente). Il Presidente, dunque, sarà chiamato ad operare una cognizione sommaria degli elementi valutativi offerti dalle parti attraverso le produzioni documentali e le dichiarazioni rese all’udienza, onde stabilire, innanzitutto, il tenore di vita pregresso dei coniugi e le loro attuali condizioni patrimoniali e di reddito. Spesso tale valutazione impone il superamento delle sole evidenze documentali rappresentate dalle dichiarazioni dei redditi, qualora in particolare queste ultime non appaiano in consonanza con altri indicatori della ricchezza (ad esempio: il possesso di autovetture di grossa cilindrata, di cospicue disponibilità finanziarie, di un consistente

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patrimonio immobiliare, di avviate attività commerciali, professionali, aziendali). Dunque, il criterio della liquidazione di un assegno pari ad un quarto del presunto reddito dell’obbligato (in ipotesi di assegnazione della casa coniugale al coniuge richiedente) ovvero pari ad un terzo (in ipotesi di non assegnazione) potrà essere rispettato, previo opportuno contemperamento con la complessiva regolazione delle altre situazioni patrimoniali evidenziate dalle risultanze processuali. 2) La reale difficoltà nell’applicazione dell’ art. 156 risiede nell’esigenza di individuare un’unità di misura in base al quale valutare l’inadeguatezza dei redditi propri di un coniuge. Per molto tempo si è ritenuto che il fondamento per l’erogazione dell’assegno di mantenimento fosse la necessità di assicurare al coniuge beneficiario un tenore di vita pari o almeno simile a quello che possedeva in costanza di matrimonio. Una chiave di lettura in tal senso genera perplessità e confusione . Innanzitutto, la prima è di ordine logico - pratico: ben si sa che la convivenza ha riflessi economicamente positivi. Vi è, di fatti, la possibilità di ammortizzare le spese, di dividerle equamente. Il mantenimento di un determinato tenore di vita risulta certamente agevolato se a contribuire alle casse del nucleo familiare vi sono due soggetti, con due stipendi che si cumulano. Nel caso di separazione, certamente le spese si raddoppiano: basti pensare alla necessità, per il coniuge che non benefici della casa coniugale, di cercarsi una nuova sistemazione, e le relative spese per l’affitto e per la gestione dell’alloggio. E’ scontato che in situazione simile, caratterizzata da un sicuro aumento delle spese, non sarà facilmente ipotizzabile la possibilità di mantenere lo stesso standard di vita che si aveva in regime di comunione. Ciò vale per entrambi. In questa analisi, non si può non notare come sarebbe impensabile nonché penalizzante per il coniuge obbligato assicurare al coniuge beneficiario lo stesso "tenore di vita" che si aveva durante il matrimonio. Va anche ipotizzato il caso in cui i coniugi, in costanza di matrimonio, avevano un tenore di vita eccessivo rispetto alle proprie possibilità: anche in questo caso sarebbe umiliante imporre al coniuge obbligato la conservazione al coniuge beneficiario del tenore di vita preesistente alla separazione/divorzio, proprio perché eccessivo né il caso inverso, sent. n. 7614/2009. Le definizioni "mezzi adeguati"

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nella legge sul divorzio e "adeguati redditi propri" negli articoli del codice civile sulla separazione, introducono concetti del tutto simili, nonostante vi sia una sostanziale differenza tra separati e divorziati, che si traduce nel riacquisto per questi ultimi dello status libero ed il conseguente venir meno di ogni obbligo tra i coniugi, salvo quello relativo all’assegno. Da ciò si deve dedurre che l’articolo di legge in esame non può essere interpretato con l’ottica di garantire al coniuge debole una rendita perpetua essendo il concetto di adeguatezza nel divorzio strettamente legato alla capacità di procurarsi mezzi propri ovvero alla detenzione di un patrimonio personale. Analogamente alla separazione, i mezzi adeguati sono quelli che derivano dall’attività lavorativa del coniuge bisognoso o dai redditi di capitale, denaro o beni immobili o da ogni altra utilità suscettibile di valutazione economica. 3) Come reiteratamente stabilito dalla Cassazione, presupposti per il sorgere del diritto al mantenimento in favore del 1) coniuge cui non sia addebitabile la separazione, sono la 2) non titolarità di redditi propri, ossia di redditi che permettano di mantenere un tenore di vita analogo al precedente, e la sussistenza di una disparità economica tra le parti. Appare opportuno ricostruire la posizione della giurisprudenza in ordine al problema dell’ addebitabilità della separazione. Si ritiene, pacificamente, che il giudice debba accertare la sussistenza di 2 presupposti : l’ esistenza di un comportamento oggettivamente trasgressivo dei doveri nascenti dal matrimonio e la ricollegabilità della separazione a detto comportamento, sicchè possa dirsi esistere un nesso di causalità tra i comportamenti addebitati ed il determinarsi dell’ intollerabilità della convivenza ( Cass. 1999, n. 1933; 2000 n. 279). Il tutto , si badi, sempre che si sia in presenza di una condotta imputabile. La giurisprudenza ha affermato che, ai fini dell’ addebitabilità della convivenza deve essere svolta in base della valutazione globale e procedendo ad una comparazione dei comportamenti di entrambi i coniugi, non potendo la condotta dell’ uno essere giudicata senza un raffronto con quella dell’ altro. E ciò perché, si dice, solo operando tale comparazione è dato riscontrare l’ incidenza delle condotte , nel loro reciproco interferire, sul verificarsi della crisi matrimoniale ( Cass 2001, n 14162, in Fam e dir, 2002, 190 ). E’ applicando tale principio che Cass. 2001 , n. 14462, ha confermato la pronunzia della corte territoriale la quale

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aveva escluso ai fini dell’ addebito che l’ allontanamento del coniuge dalla casa coniugale, in presenza di una stabile relazione extraconiugale dell’ altro coniuge, avesse avuto incidenza sulla crisi matrimoniale. Peraltro , se ( in virtù di queste esigenza di raffronto tra le condotte) il comportamento riprovevole di uno dei coniugi può a volte essere giustificato ove costituisca reazione immediata e proporzionata al torto subito, esso è sempre ingiustificabile ove si traduca nella violazione di regole di condotta imperative ed inderogabili o di norme morali di particolare rilevanza, non suscettibili di eccezioni o deroghe ( Cass. 1988, n. 6976) Si è detto della necessità di operare un raffronto tra le reciproche condotte, e però occorre evitare che il giudice di merito si faccia tentare dall’ emettere una facile sentenza di non addebitabilità “ per pareggio”. In questo senso Cass. 2000, n.279 ( in Fam. E dir. 2000, 471), ha affermato che una trasgressione grave dei doveri coniugali, pur se determinata dal comportamento dell’ altro coniuge, dovrà dal giudice essere valutata come autonoma violazione dei doveri e causa concorrente del deterioramento del rapporto coniugale, con conseguente dichiarazione di addebito ( se richiesto) a carico di entrambi. ( Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva rigettato le reciproche richieste di dichiarazione d’ addebito per l’ impossibilità di stabilire con certezza quali delle due condotte coniugali si fosse posta come antecedente causale dell’ altra). In caso di addebito della separazione ad entrambi, la giurisprudenza non ammette alcun ulteriore distinguo, esclude, cioè, che il giudice debba individuare chi dei due coniugi sia “ più in colpa” e chi invece abbia meno influito sull’ insorgere della crisi: anche il meno colpevole è da ritenere “ coniugato addebitato” e , come tale, non avente diritto al mantenimento ( Cass. 1988, n. 5698, in Giuri t, 1989, 1,1,450. L’ orientamento in tema di nesso causale tra la violazione dei doveri e la crisi coniugale porta ad indagare se all’ epoca dei fatti fosse già maturata la situazione di intollerabilità. Tuttavia, per ritenere la violazione ininfluente, secondo una tesi ristrettiva, il giudice deve accertare in modo rigoroso e PUNTUALE il carattere meramente formale della convivenza. A tal fine è, peraltro, irrilevante l’ eventuale tolleranza di un coniuge rispetto alla violazione di tali doveri da pare dell’ altro, vertendosi in materia in cui diritti e doveri sono indisponibili ( CASS 1997, n. 5762). Sembra andare di diverso avviso tuttavia, Cass 2001, n. 12130, che ritiene doversi pronunciare la separazione senza addebito quando, pur

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provata la violazione dei doveri, non sia data la prova che tale comportamento sia stato causa del fallimento della convivenza. Si reputano ininfluenti sull’ addebito i comportamenti successivi alla sentenza. In questo senso Cass. 1994, n.10512, secondo cui la responsabilità della cessazione dell’ unità familiare può essere accertata solo contestualmente alla pronuncia di separazione ed i comportamenti dei coniugi successivi a tale pronuncia potranno eventualmente rilevare solo ai fini del mutamento delle condizioni della separazione o per la richiesta di inibitoria dell’ uso del cognome ai sensi dell’ art. 156 bis c.c ( o in sede penale), ma non potranno costituire fondamento di una sentenza di addebito successiva alla separazione, trattandosi di comportamenti ormai intrinsecamente privi di ogni influenza in ordine ad una già accertata impossibilità di prosecuzione della convivenza. Tuttavia, avverte la recente Cass . 2005, n. 17710, anche i comportamenti successivi verificatisi cioè dopo la cessazione della convivenza ( seppure inidonei da soli a giustificare una dichiarazione di addebitabilità) possono costituire una conferma del passato e quindi illuminare sulla condotta pregressa , questa si rilevante ai fini del giudizio sull’ addebito. Tra i comportamenti costituenti motivo di addebito un ruolo principe ( se non altro dal punto di vista statistico) spetta all’ infedeltà coniugale. La valutazione di tale condotta con riferimento all’ addebito costituisce un emblematico banco di prova dei principi giurisprudenziali in materia. Così, ad esempio, proprio applicando il detto principio della valutazione globale e comparativa dei comportamenti di entrambi i coniugi, Cass. 1987, n.4767, ha affermato che la violazione del dovere di fedeltà non legittima automaticamente una pronuncia di addebito. Sicchè, si legge nella sentenza, una trasgressione ai doveri familiari da parte di un coniuge non può essere considerata apoditticamente come assorbente, sì da rendere influenti nella genesi della separazione le trasgressioni ai propri doveri da parte dell’ altro coniuge , ove non siano precisati gli elementi che in concreto abbiano dato sostegno a detta decisione. Se un singolo episodio di tradimento può non avere rilevanza causale ai fini dell’ addebito, diverso è il caso della violazione dell’ obbligo di fedeltà attuata attraverso una stabile relazione extraconiugale, essa, infatti,afferma CASS. 2003, n. 3747, costituisce violazione particolarmente grave, che , determinando normalmente l’ intollerabilità della prosecuzione della convivenza,

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deve ritenersi di regola causa della separazione personale dei coniugi e quindi circostanza sufficiente a giustificare l’ addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile, sempre che non si constati la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale ( essendovi la prova di una crisi già irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale). Pablo Arturo Di Lorenzo www.controcampus.it

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di: Pablo Arturo Di Lorenzo 18/04/2011 Letto 80 volte

La Federico II sempre in prima linea

L’evento è stato organizzato dall’Accademia Internazionale Partenopea "Federico II" e dal suo presidente Cav. Domenico Cannone, che si è avvalso della collaborazione di altre accademie ed associazioni del territorio. Dopo il saluto e i ringraziamenti da parte del presidente, l’intervento dei vari relatori introdotti dal presentatore Ralph Stringile: a partire dalla madrina della manifestazione la cantautrice Anna Calemme; poi è stata la volta della poetessa Tina Piccolo, in rappresentanza del suo Salotto Culturale e anche presiedente onorario della giuria del premio; il Cav. Gianni Ianuale, presidente dell’Accademia Internazionale Vesuviana nonché poeta e scrittore; il Dott. Domenico Falco, vicepresidente dell’Ordine Giornalisti Campania ed infine l’intervento del Dott. Rocco Di Gangi, giornalista palermitano e

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membro del Parlamento Internazionale degli Stati per la Pace e la Sicurezza Mondiale. Tanti gli artisti premiati, provenienti da varie parti d’Italia per le sezioni poetiche in gara: lingua e vernacolo, le cui poesie sono state declamate magistralmente dalla voce di Anna Calemme. Tra i premiati anche due bruscianesi: il maestro Luca Allocca, cantante e chitarrista e Angelo Iannelli, artista poliedrico, poeta e scrittore, premiato nella sezione vernacolo con il terzo posto per la poesia “Si fosse” compresa nella sua recente antologia poetica pubblicata di recente da Albatros Edizioni e già volàno di grandi successi e consensi nel mondo letterario. Ha ricevuto un plauso anche il giovane attore Rai Salvatore Orlando, che ha proposto al pubblico un suo cortometraggio vincitore del Festival di Salerno. Pablo Arturo Di Lorenzo www.controcampus.it

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di: Pablo Arturo Di Lorenzo 18/08/2011 Letto 19 volte.

“Il Prodigio del sistro dalla Pompei sepolta” Stefania Cascone Menduni de’ Rossi presenta un libro tradotto anche in inglese da Mark Weir

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Venerdì 19 agosto 2011 alle ore 19 sulla suggestiva terrazza del secolare Glicine dell’Hotel Aequa Stefania Cascone Menduni de’ Rossi presenta “Il Prodigio del sistro dalla Pompei sepolta” ( Ed. Franco di Mauro), un libro tradotto anche in inglese da Mark Weir. Con l’autrice, interviene l’Architetto Antonio Irlando dell’Osservatorio Patrimonio Culturale, introduce don Fabio Savarese Parroco Chiesa di S. Ciro e Giovanni, l’artista Gilda Arpino interpreterà passi scelti nella suggestiva ambientazione della Pompei Antica. L’autrice racconta la storia di un’ archeologa italo-americana che, durante uno scavo fuori le mura di Pompei, rinviene un sistro, antico strumento musicale sacro alla dea Iside. Ben presto si accorge che sotto di esso vi è sepolto anche il corpo della giovane proprietaria, una sacerdotessa di Iside. L’archeologa non resiste alla tentazione di far suonare il sistro che prodigiosamente, con le sue vibrazioni, le fa aprire una nuova porta dei sensi: adesso riesce a sentire e a vedere, come fosse viva e in carne ed ossa, quella giovane sacerdotessa morta nell’eruzione duemila anni prima e la cui anima è rimasta per tutto il tempo prigioniera dello strumento sacro. Tra le due donne, l’archeologa e la sacerdotessa, nasce una tenera amicizia in una vicenda contornata da spunti storico archeologici e sfumature che rimandano agli usi e costumi della Pompei passata. Due struggenti storie d’amore, una antica l’altra moderna, si intrecciano lasciando il passo, negli ultimi capitoli, ad un profondo senso di spiritualità che si realizza nella Pompei dei nostri giorni. Pablo Arturo Di Lorenzo www.controcampus.it

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di: Pablo Arturo Di Lorenzo 18/08/2011 Letto 38 volte

La scuola Internazionale di Comics apre i battenti!

Sabato 17 settembre 2011 dalle 10:00 porte aperte alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze per "Open Your Mind TODAY", l’Open Day che mette a disposizione professori, aule e materiale didattico realizzato dagli allievi. Un’occasione unica per avvicinare curiosi ed appassionati di arti figurative e digitali verso il mondo della formazione professionale. La giornata ha come obiettivo quello di illustrare il percorso didattico e l’offerta formativa proposta dalla Scuola stessa, che attraverso corsi di formazione di alta qualità, workshop intensivi, seminari e incontri con autori del panorama italiano e internazionale, ha consolidato il proprio prestigio nel settore della formazione artistica italiana. Presentazione dei Corsi di Specializzazione Professionale: Fumetto Illustrazione Animazione Maya Grafica Web Design Sceneggiatura Disegno Base Photoshop ... per l’occasione: APERITIVO CON DJ SET. PROGRAMMA: ore 10:00-10:30: Presentazione generale, incontro con il Direttore Artistico Marco Bianchini

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ore 10:30-13:30: Orientation: Disegno base, Fumetto, Illustrazione, Sceneggiatura ore 15:00-18:00: Orientation: Photoshop, Grafica, Web design, Animazione, Maya dalle 18:30: Aperitivo con Dj Set. Saranno presenti i docenti della Scuola (priorità di accesso riservata ai partecipanti dell’open day) Per info: Scuola Internazionale di Comics Via Del Corso 1, 50122 Firenze T: 055 218950 Web: www.scuolacomics.it Pablo Arturo Di Lorenzo

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Alex Ferguson all’Università di Tor Vergata

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Sir Alex Ferguson, allenatore del Manchester United, sarà in Italia dal 4 al 6 Settembre 2011 per ricevere il Premio "Tor Vergata Etica nello Sport", giunto alla decima edizione. Come sempre, il premio viene assegnato a personaggi di caratura nazionale e internazionale che si siano distinti per correttezza, sportività, valori etici e lotta al doping. La cerimonia di consegna del Premio si terrà lunedì 5 settembre, alle ore 11:30, presso l’Auditorium "Ennio Morricone" della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Tor Vergata. Pablo Arturo Di Lorenzo

di: Pablo Arturo Di Lorenzo 22/08/2011 Letto 68 volte

Forum delle Risorse Umane 2011

Il 19 ottobre 2011 a Roma si terrà il Forum delle Risorse Umane 2011, l’appuntamento annuale dell’HR Management nazionale per incontrarsi, formarsi, attrarre talenti ed allo stesso tempo dialogare con la comunità politica, economica, scientifica e sociale del paese. Il Forum delle Risorse Umane è l’unico evento del settore a partecipazione totalmente gratuita dove si incontrano in modo

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innovativo aziende, istituzioni, PA, università, business school, associazioni di categoria, sindacati. Talk show, interviste, workshop tematici si alterneranno a momenti di business network tra hr director, top manager e professionisti del settore. Perché esserci: Essere al Forum delle Risorse Umane significa entrare in relazione con i principali player dell’area HR in Italia. Il Forum è pensato per il Top Management aziendale, HR Director, responsabili della formazione e del recruiting, società di head hunting ed executive search, rappresentanti delle Istituzioni e esperti di economia. Il Forum HR è espressione del business social network di Comunicazione Italiana, che raccoglie l’adesione di oltre 46.000 top manager e decision maker del mercato del lavoro. Le novità dell’edizione 2011 Il Forum delle Risorse Umane 2011 aggiunge nuova linfa alla strategia "multiformat" fortificando le dimensioni dell’evento con l’HR Innovation Practices e le Conversazioni con i People Leader. Due nuovi format unici: HR Innovation Practices: consentirà a Manager di altissimo profilo di raccontare - in 20/30 min. dal podio con un contributo multimediale - il proprio successo aziendale (con la possibilità di coinvolgere uno o più top client) a cui seguirà un’intervista con un conduttore/giornalista d’eccezione, per approfondire il lato umano. Perchè dietro l’aspetto professionale di un Manager si celano valori e virtù personali che contribuisono quotidianamente a migliorare il proprio lavoro. Hr Leader a confronto: un dialogo tra personaggi di spicco del mondo delle Risorse Umane. Un’opportunità unica che vedrà coinvolti People Leader che si confronteranno su casi nazionali ed internazionali, sfide vinte per fare insieme un benchmarking e mirare a nuovi obiettivi. Il Forum si terrà all’Auditorium Parco della Musica, situato nel quartiere Flaminio, al Villaggio Olimpico.

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Per info: http://www.forumhr.it Pablo Arturo Di Lorenzo pubblicato sul giornale : www.controcampus.it Commenta questo articolo di: Pablo Arturo Di Lorenzo 22/08/2011 Letto 72 volte.

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Faldone articoli 3.09.11  

Faldone articoli 3.09.11 di Pablo Arturo Di Lorenzo

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