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ABSTRACT.

Nel comune rurale del Duecento. Uso delle scritture, metodi di rappresentanza e forme di percezione di sé delle comunità del contado bergamasco lungo il XIII secolo di Paolo Gabriele Nobili

Attraverso i sopravvissuti registri notarili del tredicesimo secolo, tra i più cospicui e risalenti per l’intera area lombarda, la ricerca prende in considerazione gli atti inediti in cui, per la prima volta, è possibile ascoltare la voce di quei comuni rurali in cui si sono organizzati gli abitanti delle località del contado. Ciò è possibile direttamente, ossia per mezzo dei resoconti delle decisioni delle assemblee di villaggio, oppure tramite gli atti scaturiti dalla mediazione degli ufficiali e dei rappresentanti di questi enti. Talora si tratta di notai cittadini che, quali veri professionisti della tutela legale, operavano a nome delle comunità del contado nei confronti di altri comuni rurali, del comune di Bergamo e di prestatori e mercanti urbani. Dopo aver brevemente considerato le rare ma significative attestazioni delle scritture amministrative comunali presenti nei cartolari orobici (imbreviature relative principalmente ai comuni di Casnigo, Vertova, Cologno al Serio ed alla federazione di comuni della media val Seriana, -Colzate, Fiorano al Serio, Gazzaniga, Rova, Semonte, Oneta e Vertova-, denominata Conzilium de Honio) si passerà a valutare la capacità aggregativa e rappresentativa dei soggetti sul territorio, nelle diverse taglie della contrada, del comune, del comune comunium in cui si organizzavano ville, loci e teritoria da cui era composto contado, e l’immagine dei comuni rurali come enti autonomi e terzi rispetto alle parti che li formano. Si vedranno innanzitutto le scritture elaborate dai comuni nei confronti dei soggetti esterni (atti dei comuni di Lovere, Colzate, Averara, Vertova, Almenno, Lepreno, Solto, Scalve ed altri), poi quelle rivolte al proprio interno, alla propria popolazione ed ai propri organi ufficiali comprensive dei resoconti delle elezioni locali (rogiti relativi in particolare ai comuni di Vertova e Semonte, Valgoglio e Novazza, Paladina, Nese, Paderno e del Conzilium de Honio), considerando separatamente la questione delle distinzioni cetuali espresse da questi documenti (atti dei comuni di Pedrengo, Cividate al Piano e Solto), ed infine si esamineranno gli atti predisposti dal “centro” cittadino e rivolte alle collettività del contado (rogiti indirizzati principalmente ai comuni di Azzano san Paolo, Colzate, Costa di Mezzate, Sarnico, Romano di Lombardia, Almenno, Vertova, Ossanesga e Forzanica, Clusone, Lovere, Trescore Balneario e Nese). In tali occasioni l’analisi verterà sul formulario utilizzato dai notai nei confronti di questi enti amministrativi, alla prova specialmente di procedure di natura creditizia, fiscale e giudiziaria, che affollano copiose le pagine membranacee dei libri imbreviaturarum del Duecento. Pur se alle prese con oneri reali e pecuniari di ogni tipo che ne minacciano la capacità di tenuta, si possono percepire distintamente ed ad ampia scala le rivendicazioni di queste organizzazioni create dagli uomini del contado che, negli anni del comune cittadino “di popolo” foriero di innovazioni amministrative e scritturali dalla portata secolare, cercano faticosamente di definire una propria identità al passo con i tempi e con la complessità di una società molto evoluta.

Indice-----------------------1. Le scritture delle comunità rurali: alcune attestazioni. 2. Dialogando con i propri abitanti e con il centro: un soggetto autosufficiente? 3. La voce dei vicini: assemblee di villaggio ed elezioni locali 4. Le distinzioni cetuali: una tipologia non molto efficace 5. Dal centro alle campagne: una rappresentanza spesso inadeguata 6. Conclusione

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comprensive dei resoconti delle elezioni locali (rogiti relativi in particolare ai comuni di Vertova e Semonte, Valgoglio e copiose le pagin...

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