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Maggio 2009

PER TUTTI

Salute Acqua Istruzione

Un appello ai leader G8 Dal palco del primo maggio

IL G8 cosa deve cambiare

GAZA i prossimi passi

VOLONTARIATO il 3° incontro dei volontari

www.ucodep.org 

Ucodep - per un mondo a dimensione umana - Maggio 2009 - Direttore responsabile: Laura Meini - Trimestrale - Anno 2009, n°1 Iscrizione Registo Stampa c/o Tribunale di Arezzo n. 9/85 - Autorizzazione n. 909 del 29.09.97. Variazione del 13.03.07. Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/67/2004 Arezzo.


"Ti chiediamo il possibile"

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Perchè il tuo impegno rende possibile proseguire ed aumentare il nostro impegno a fianco della parte più debole del mondo con continuità e risultati positivi e concreti. Perchè il tuo aiuto economico regolare ci consente di acquisire progressivamente maggiore indipendenza nella pianificazione delle varie attività che portiamo avanti in Italia e nel mondo, permettendoci l'immediata azione nelle emergenze umanitarie. www.ucodep.org

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Per questo ti chiediamo il possibile.




EDITORIALE

COSTRUTTORI DI PONTI E SALTATORI DI MURI di Anna Pasquale, Ufficio Identità e comunicazione, Ucodep

L

a nostra crescita è sempre stata accompagnata da una forte attenzione alla dimensione qualitativa del nostro agire. Abbiamo costantemente investito su strumenti di trasparenza e rendicontazione; dare conto puntualmente e criticamente di ciò che abbiamo fatto, di ciò che facciamo e che faremo è un nostro punto di forza. Forza che è tale perché basata sulle persone: gli operatori, i soci, i volontari, i partner e i tanti donatori che sempre di più credono in noi e nelle nostre attività. Forza che si esprime attraverso l’iniziativa, la condivisione, la partecipazione. Per questo, a partire da questo numero della rivista, abbiamo deciso di garantire più spazio alle vostre opinioni, esperienze, idee: nuovi contenuti e rubriche vi vedono infatti, insieme a noi, protagonisti. Vi troverete le storie che ci avete raccontato, le esperienze che vi hanno colpito ed entusiasmato, e che volete condividere con noi e gli altri. Troverete anche dati e numeri: quantificare l’ammontare dei fondi raccolti e specificare il loro impiego, per quali attività e quali progetti, ci permette infatti di valutare l’efficacia e l’efficienza del nostro agire, nel pieno rispetto dei nostri donatori e dei nostri beneficiari. E perché questo con voi sia un dialogo permanente, potrete ritrovare le nostre rubriche, e tanti altri approfondimenti, sul nostro sito e sui social network di cui facciamo parte. Il nostro dialogo inizia da un appuntamento molto importante a cui siamo chiamati. E’ l’anno del G8 e il nostro paese ha occasione di avere un ruolo trainante nella lotta alla povertà di fronte al mondo. Saremo in Abruzzo dall’8 al 10 luglio insieme a Oxfam

International per far sì che i governi dei paesi industrializzati mantengano le proprie promesse. Cure mediche, istruzione, fonti d’acqua sicure e strutture igienico-sanitarie adeguate PER TUTTI: questa è la nostra campagna a cui hanno già aderito in molti, fra cui Vittoria Puccini, Paola Turci, i Modena City Ramblers, i Negrita, Piero Pelù. Leggerete le parole dei nostri beneficiari, che raccontano come il soddisfacimento di questi bisogni essenziali sia la chiave per il loro futuro e quello delle comunità in cui vivono. Il lavoro di campagna non è e non sarà fatto da soli. Lavoriamo in partenariato con Oxfam International, e in coalizione con altre associazioni e organizzazioni italiane e internazionali. Ci hanno aiutato e ci aiuteranno i nostri volontari. Il terzo incontro nazionale dei volontari, tenutosi lo scorso aprile a Badia a Ruoti, ha confermato il loro impegno e il loro entusiasmo. Li ritroveremo i prossimi 19 e 20 settembre in 100 piazze italiane, per un grande evento di raccolta fondi e di restituzione della campagna PER TUTTI. Sarà occasione per condividere con chi vorrà incontrarci gli esiti del G8 e le conclusioni della campagna, rilanciando allo stesso tempo nuove iniziative e nuove idee. Stiamo attraversando un periodo difficile, ma questa crisi ci spinge a cercare soluzioni nuove, e può rappresentare una grande occasione, una grande opportunità: lavorare insieme – paesi del Nord e del Sud del mondo - per un futuro costruito su nuove regole, frutto di una corresponsabilità comune. Impegnandoci in prima persona, con la consapevolezza che le scelte di ciascuno ricadono sulla vita di tutti; solo questa consapevolezza, questo interesse per chi ci sta vicino, al di là del pregiudizio e delle gabbie ideologiche ci farà diventare, insieme, “costruttori di ponti e saltatori di muri” (Alexander Langer). n

Acqua pulita, istruzione e accesso ai servizi sanitari. Il nostro lavoro ha questi obiettivi. Riserva naturale del Cuyabeno, Ecuador Foto: Andrea Cianferoni/Ucodep ©

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SOMMARIO

Ucodep - per un mondo a dimensione umana Notiziario periodico Maggio 2009 anno 4 numero 1 Registro stampa c/o Tribunale di Arezzo n. 9/85 - Autorizzazione n. 909 del 29.09.97. Variazione del 13.03.07. Editore Ucodep onlus Via C. Concini, 19 - Arezzo T. +39 0575 182481 F. +39 0575 1824872 info@ucodep.org www.ucodep.org Direttore responsabile Laura Meini Coordinamento editoriale Anna Pasquale anna.pasquale@ucodep.org Hanno collaborato Paolo Bucci, Gabriele Carchella, Stefania Carrara, Andrea Cianferoni, Pierluigi Fabiano, Elisabetta Gasperini, Ilaria Lenzi, Luca Loconte, David Mattesini, Paolo Pezzati, Eliana Pitimada, Francesco Rigamonti, Riccardo Sansone, Chiara Savarino, Francesco Torrigiani, Serena Tramonti, Tania Salvi, Giuseppe Scapigliati, Areta Sobieraj, Luca Viviani. Progetto grafico Demostenes Uscamayta Ayvar Impaginazione Patricia de Araujo Soares, Cecilia Gallorini, Gerarda Lo Russo, Demostenes Uscamayta Ayvar Foto di copertina Geoff Sayer/Oxfam Iternational © Foto di IV di copertina Fulvio Dalfelli Foto 3° Incontro volontari Gerarda Lo Russo, Eliana Pitimada, Nicola Sacco, Demostenes Uscamayta, Luca Viviani - Ucodep© Stampa LitografEditor - Citta di Castello (PG) Tiratura Questo numero è stato stampato in 4500 copie E’ consentita la riproduzione totale o parziale dei soli articoli, purchè venga citata la fonte.

EDITORIALE Costruttori di ponti e saltatori di muri di Anna Pasquale

3

LA CAMPAGNA La promessa più grande. Per tutti di Serena Tramonti

5

FOCUS Il G8: cosa deve cambiare? di Serena Tramonti

6

APPUNTAMENTOA 100 piazze solidali di Enrico Gasperini

8

INTERVISTA Dalla povertà al potere a cura di Gabriele Carchella 10 É SUCCESSO

Ucodep porte aperte di David Mattesini Indovina chi è venuto a cena? di Ilaria Lenzi Il mondo che vorrei di Anna Pasquale

La rivista Ucodep è stampata su carta ecologica certificata

Prima di gettare questa rivista nella carta passatela a un amico interessato a conoscerci. Grazie.



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DIARIO Terzo incontro nazionale dei volontari a cura di Paolo Pezzati

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ECO LIFE Riflessioni sulla sostenibilità di Areta Sobieraj

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STORIA PER IMMAGINI La ricostruzione della scuola materna di El Zanjon, in Repubblica Dominicana a cura di Tania Salvi

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RITRATTI Per tutte. Ligia e Margherita a cura di Stefania Carrara

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VINCENZINA La ruta del café di Lucrezia Dei e Giuseppe Scapigliati 22 LA DOMANDA Come si fa a diventare cooperante? di Francesco Torrigiani

23

RESOCONTO Cooperazione tra Toscana e Camerun di Eliana Pitimada

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EMERGENZA

Gaza: i prossimi passi di Riccardo Sansone Una storia. La Gaza School of Music di Francesco Rigamonti

PROTAGONISTI

La giornata di Abu Ibrahim a cura di Francesco Rigamonti Piccoli gesti, grandi risultati a cura di Tania Salvi Insieme a voi possiamo fare molto a cura di Paolo Pezzati

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RICETTE DAL MONDO Zuppa di fave e boulgur a cura di Anna Pasquale

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Nota sulla Privacy

trasparenza responsabilità qualità certificate

12

26 28 29 32

Informativa Privacy La presente pubblicazione vi è stata recapitata in quanto il vostro nominativo risulta inserito negli archivi di Ucodep-Onlus, la quale provvede all’informativa prevista all’art.13 del D.Lgs 196/2003, comunicando che i dati sono raccolti per il perseguimento degli scopi individuati nello statuto dell’associazione. Un eventuale rifiuto comporterà per Ucodep l’impossibilità di informarla sulle attività dell’associazione. Il trattamento dei dati personali avviene mediante strumenti cartacei, informatici e telematici. Potranno venire a conoscenza dei suoi dati gli operatori di Ucodep e il personale dell’azienda incaricata della spedizione. Ucodep garantisce, nel contempo, la sicurezza e la riservatezza dei dati. E’ possibile richiedere chiarimenti e informazioni circa l’origine dei dati, le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati. E’ possibile richiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonché l’aggiornamento, la rettificazione o, se vi è interesse, l’integrazione dei dati. Titolare del trattamento è l’associazione Ucodep in persona del Legale Rappresentante Francesco Petrelli. Ogni richiesta di informazione in materia di protezione dei dati personali può essere rivolta alla Responsabile del Trattamento dei Dati, Ilaria Comanducci, inviando una raccomandata a/r presso la sede di Ucodep: via Concino Concini 19 – 52100 inviando una raccomandata a/r o un fax al numero 0575/1824872

Nota per i donatori

Le erogazioni a favore di Ucodep - Onlus sono detraibili o deducibili dal proprio reddito. Leggi l'informativa completa su www.ucodep.org


la campagna

LA PROMESSA PIÙ GRANDE. PER TUTTI di Serena Tramonti, Ufficio Oxfam International e Ucodep

Fai la tua promessa più grande e chiedi ai leader G8 di mantenere le loro promesse

I

l G8 si sta avvicinando. E’una grande opportunità per l’Italia per fare la differenza e contribuire a sconfiggere la povertà. Ogni giorno,1.400 donne muoiono in gravidanza o durante il parto perché non possono accedere a cure mediche di base. 1 miliardo di persone non può bere un bicchiere di acqua pulita. 74 milioni di bambini, in particolare bambine, non possono andare a scuola. Occorrono almeno 4 milioni di medici e infermieri e oltre 2 milioni di insegnanti per garantire a tutti cure mediche di base e un’istruzione adeguata. Per pagare loro formazione e stipendi, e per garantire che i più poveri abbiano accesso ad acqua pulita e gratuita, i governi dei paesi ricchi e di quelli in via di sviluppo devono collaborare. I governi dei paesi in via di sviluppo devono impegnarsi nel rafforzare i loro servizi pubblici e i governi dei paesi ricchi devono aiutarli garantendo aiuti finanziari che siano sostenibili e indirizzati ai servizi pubblici. I governi dei Paesi del G8 devono impegnarsi per mantenere le promesse fatte in passato e fornire gli aiuti finanziari promessi. Oxfam International e Ucodep, insieme in Italia, promettono di mantenere il loro impegno per sconfiggere la povertà e vogliono incoraggiare i leader G8 a fare altrettanto. Per questo stiamo incoraggiando tutti i nostri sostenitori a fare una promessa con noi. La promessa può essere simpatica e divertente, come tingersi i capelli di un colore strano, o molto impegnativa, come impegnarsi per smettere di fumare. Tutte le promesse devono essere mantenute prima del 1 luglio, cosicché possano essere fotografate e consegnate, insieme alle migliaia di firme finora raccolte per la campagna PER TUTTI, al governo italiano prima dell’imminente G8 in Abruzzo. Vogliamo dimostrare al governo italiano e ai leader degli altri paesi partecipanti al G8 che

fare una promessa e mantenerla è possibile e può fare la differenza. In tantissimi hanno già firmato la nostra petizione e fatto una promessa! Adesso però dobbiamo fare l’ultimo sforzo, e dimostrare la nostra forza ed il nostro impegno. Unisciti alle migliaia che hanno già fatto una promessa per la campagna PER TUTTI. E se hai già aderito alla campagna, allora… passa parola, incoraggia altri a fare una promessa e fai campagna più che puoi! n

Firma anche tu la petizione e fai la tua promessa! La trovi sul nostro sito

www.ucodep.org

Raccolta firme per la campagna PER TUTTI al concerto dei Coldplay a Milano Foto: Ilaria Lenzi/Ucodep ©

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FOCUS

IL G8: COSA DEVE CAMBIARE? di Serena Tramonti, Ufficio Campagne Oxfam International e Ucodep

Ucodep è impegnata con Oxfam International, attraverso il proprio Ufficio Campagne, in azioni di sensibilizzazione e mobilitazione dell’opinione pubblica in vista del vertice del G8 che si terrà il prossimo luglio in Abruzzo.

D

urante quest'ultimo anno, abbiamo seguito gli incontri preparatori dei ministri sui temi in agenda: economia, clima, lavoro, aiuto allo sviluppo, lavorando all’interno della coalizione italiana della GCAP ( Coalizione globale di lotta alla povertà) che raccoglie più di sessanta organizzazioni – sindacati, ong, associazioni nazionali del terzo settore. Vogliamo sollecitare i governi dei paesi del G8, a partire dall’Italia, al rispetto degli impegni, presentando le nostre richieste e le nostre proposte, e interloquendo in modo attivo e positivo anche con gli esperti dei vari ministeri (i cosiddetti “sherpa”), affermando in tutte le sedi che la lotta alla povertà e alla disuguaglianza non può aspettare e che essa è insieme condizione e premessa per uscire dalla crisi dell’economia globale.

Mai come oggi infatti gli stati devono collaborare per far fronte a una situazioni più gravi dalla Grande Depressione del 1929. Mentre le economie dei paesi più potenti si fermano e i sistemi finanziari crollano, i paesi più poveri si ritrovano già adesso a doverne sopportare le catastrofiche conseguenze. Eppure non ne sono responsabili, e non hanno contribuito a crearla. Purtroppo però sono proprio i poveri, i più vulnerabili, i primi a dover fare i conti con la crisi. Quando i fondi scarseggiano, le disponibilità degli stati si restringono e i servizi pubblici sono quelli che rischiano di essere colpiti per primi attraverso tagli o ulteriori privatizzazioni. I poveri, e le donne e le bambine in particolare, sono i primi a essere colpiti. Larghe fasce di popolazione rischiano

Visite mediche e politiche di prevenzione durante le missioni periodiche all’interno della riserva naturale del Cuyabeno, Ecuador Foto: Andrea Cianferoni/Ucodep ©

di non poter accedere più a cure sanitarie essenziali o a veder pregiudicato il diritto all’istruzione di base. Oxfam International e Ucodep quest’anno saranno all'Aquila durante il G8. Abbiamo raccolto decine di migliaia di firme negli ultimi mesi. Abbiamo parlato con migliaia di persone che si impegneranno affinché tutti, nel mondo, abbiano accesso a salute, acqua e istruzione, persone pronte a esercitare la loro cittadinanza attiva e a partecipare a campagne e azioni di mobilitazione con noi perché l’accesso ai servizi essenziali gratuiti sia un diritto, ovunque nel mondo. Come l’anno scorso a Toyako, in Giappone, saremo presenti e faremo sentire la nostra voce, ma, soprattutto, agiremo verso i media internazionali e i leader G8. Oxfam International e Ucodep, attraverso la campagna PER TUTTI, stanno chiedendo che i servizi di base, salute, acqua e istruzione siano gratuiti e accessibili a tutti. Il mondo ha bisogno di 6 milioni di insegnanti, medici, infermieri e di acqua pulita e servizi igienici adeguati. Se questi medici e insegnanti fossero già al lavoro, dotati degli strumenti opportuni (medicinali per gli operatori sanitari e libri per gli insegnanti), e se salute e istruzione fossero gratuite, riusciremmo a garantire un’istruzione di base a quei 74 milioni di bambini che ancora oggi non possono andare a scuola e le 1400 donne che muoiono quotidianamente in gravidanza o durante il parto verrebbero salvate. Non è un utopia. Tutto questo potrebbe diventare realtà se i paesi G8 mantenessero le promesse già fatte negli anni ‘70 di dare lo 0,7% del proprio PIL in aiuti allo sviluppo. Vogliamo che queste risorse vengano rese disponibili ai governi dei paesi in via di sviluppo per rafforzare i loro budget, con



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Gli otto grandi cantano il karaoke all’azione dimostrativa organizzata da Oxfam alla vigilia del G8 in Giappone Foto: Farida Bena/Oxfam International e Ucodep ©

lo scopo di fornire a tutti acqua pulita e pagare i salari dei 6 milioni di insegnanti, medici e infermieri di cui c’è urgente bisogno. Ogni stato ha il dovere di garantire ai suoi cittadini salute, acqua e istruzione, attraverso l’organizzazione di servizi pubblici accessibili. I Paesi G8 hanno più volte fatto promesse per quanto riguarda gli aiuti ai paesi in via di sviluppo; nel 2005, al G8 di Gleneagles, si erano impegnati a garantire 50 miliardi di dollari in aiuti, di cui 25 milioni all’Africa entro il 2010, al netto della cancellazione del debito. Mancano ancora 30 miliardi perché questa promessa sia mantenuta e milioni di vite siano salvate. Entro il 2010 era stato anche promesso l’accesso universale alle medicine per la cura dell’HIV, il versamento dello 0,5% del proprio PIL in aiuti ai paesi in via di sviluppo entro il 2010 e lo 0,7% entro il 2015, per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio dell'ONU. Promesse che non sono state mantenute. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, i leader del G8 hanno promesso in Giappone che avrebbero ridotto le emissioni di anidride carbonica del 50% entro il 2050. Questo non è sufficiente; occorre che si accordino su un calendario preciso di riduzione delle emissioni fissando obiettivi di medio e lungo termine. I 6 miliardi per un fondo di investimento sul clima promessi

non sono sufficienti per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare le conseguenze del cambiamento del clima sulle loro economie e gli effetti sulle loro agricolture. Oxfam e Ucodep faranno pressione perché i leader del G8 portino avanti con determinazione le discussioni sul clima avviate dal Presidente Obama all’incontro di Washington di maggio. La crisi economica mondiale non può essere una scusa per nascondere la testa sotto la sabbia. E’ proprio questo il momento in cui paesi ricchi e paesi del Sud del mondo devono lavorare insieme per creare un nuovo mondo basato su nuove regole e sua una comune responsabilità verso il nostro comune futuro. 3000 miliardi di dollari sono stati utilizzati per salvare le banche dalla crisi. Con 30 miliardi di dollari 74 milioni di bambini potrebbero andare a scuola. Con 47 miliardi all’anno tutti nel mondo potrebbero avere acqua, salute e istruzione. Le risorse ci sono e creare un mondo più equo e più giusto è davvero possibile. Di fronte alla crisi è venuto il momento di affermare una nuova idea di sicurezza umana globale che metta il diritto ad una vita dignitosa al primo posto nell’agenda degli impegni degli stati e delle istituzioni internazionali. Per questo Oxfam International

e Ucodep saranno insieme al G8: per dimostrare ai leader dei governi più potenti del mondo che non possiamo più permetterci di aspettare. n

Il G8 capi di stato capi di governo

Chi: di Francia, Stati Uniti e Russia; di Canada, Germania, Giappone, Italia e Regno Unito. Durante il secondo giorno di discussioni si uniranno i capi di stato di Messico, Sud Africa, Cina, India e Brasile. Nel terzo e ultimo giorno il G8 diventerà un , con i capi di stato delle venti economie più potenti al mondo. Dove: L' Quando: Perché: coordinare le strategie politiche ed economiche degli stati più industrializzati del mondo. "

G20

Aquila, Abruzzo 8-10 luglio 2009

Le nostre scelte oggi costruiscono ciò che sarà domani ".

Segui il G8 sul nostro blog: http://inmarciaversoilg8.blogspot.com

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APPUNTAMENTO

100 PIAZZE SOLIDALI di Enrico Gasperini, Responsabile del gruppo dei volontari di Arezzo

“UNO PER TUTTI”: Ucodep insieme ai volontari e agli scout del Cngei in 100 piazze italiane

U

n evento di scala nazionale, quello che ci vedrà protagonisti il 19 e 20 settembre 2009, un appuntamento in 100 piazze italiane per dare conto dei risultati raggiunti dalla campagna PER TUTTI e del lavoro in coalizione che ci ha accompagnato all’importante appuntamento del G8, di cui condivideremo con voi i risultati. La piazza, come primo luogo di vita sociale e comunitaria, sarà teatro di due giornate di cittadinanza attiva sul tema dell’accesso ai diritti essenziali, in cui prenderemo nuovi impegni e rilanciare nuove iniziative in questo senso. La campagna PER TUTTI infatti continuerà, e vorremmo che lo facesse

prendendo la forma, nelle nostre regioni e nelle nostre città, attraverso un monitoraggio dell’effettivo godimento del diritto alla salute, all’acqua e all’istruzione da parte delle fasce più deboli della popolazione. Non saremo soli a realizzare questo grande evento; oltre ai volontari dei Gruppi Territoriali, potremo contare sugli Scout del Cngei e su tutti coloro che, anche solo per un giorno, vorranno condividere con noi questa grande avventura. Le 100 piazze saranno anche momento di raccolta fondi; in ogni piazza troverete delle

piante di rose; acquistandole, contribuirete a garantirci la possibilità di proseguire il nostro impegno di campagna, attivismo e volontariato. E’ un grande progetto quello delle “100 Piazze Solidali”, per cui Ucodep sta organizzando una forte mobilitazione; sarà un lavoro di squadra quello che ne nascerà, in cui ogni sostenitore, a qualunque età, realtà o associazione appartenga, svolgerà un ruolo da protagonista. Contiamo su ciascuno di voi, sul vostro entusiasmo e sulla vostra partecipazione.n

Ognuno di noi può fare molto per tutti : con questa convinzione vi chiamiamo a rispondere al nostro invito: potete essere

VOLONTARI PER UN GIORNO cliccando sul banner Uno per tutti sul nostro sito, compilando il modulo prestampato e inviandolo all’Ufficio Raccolta Fondi (Ucodep, Via C.Concini 19, 52100 Arezzo) oppure scrivendoci a unopertutti@ucodep.org.

Scendi in 100 piazze d’Italia insieme a noi per raccogliere fondi e diventare così portatore di acqua, salute e istruzione per migliaia di Conclusasi la prima parte del progetto Seenet, il lavoro di rete e cooperazione decentrata fra enti locali continua e si amplia. Foto: Ufficio Sud Est Europa/Ucodep ©



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persone nel Sud del mondo.


La prima piazza: i volontari di Perugia vendono le rose per la raccolta fondi, e diffondono il messaggio della Campagna PER TUTTI in una - prova di piazza - primaverile. Perugia Foto: Tania Salvi/Ucodep Š

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INTERVISTA

DALLA POVERTÀ AL POTERE a cura di Gabriele Carchella, Media Officer, Ufficio Campagne Oxfam International e Ucodep

Per rompere il ciclo di povertà e disuguaglianze e permettere ai poveri di assumere il controllo sulla loro esistenza occorre una radicale redistribuzione del potere, delle possibilità e dei beni materiali. Le forze che possono guidare questa trasformazione sono la cittadinanza attiva e gli stati efficaci. A colloquio con Duncan Green, direttore scientifico di Oxfam GB

“D

alla povertà al potere”. In tempi di crisi economica globale, il titolo suona quasi come una provocazione. Duncan Green, direttore scientifico di Oxfam, ha concentrato nel suo ultimo libro la conoscenza maturata in decenni spesi tra giornalismo e ricerca. Il testo, edito da Altra Economia, con la prefazione del Premio Nobel Amartya Sen, è stato tradotto e presentato in Italia da Ucodep, durante una tavola rotonda organizzata a Milano in collaborazione con l’Ispi. « La crisi energetica e alimentare segnano l’inizio di una nuova ‘era della scarsità’ che rischia di ridurre in

povertà milioni di persone », spiega Green. «Per questo, è necessario avviare un processo di cambiamento dal basso, tramite l’azione efficace di Stati dove i cittadini si attivano e chiedono ai leader di rendere conto delle loro decisioni». Perché ha cercato di analizzare i problemi dello sviluppo adottando la prospettiva dei più poveri? Poiché sono i poveri che fanno lo sviluppo, bisogna mettersi nelle menti e nei panni dei poveri. La maggior parte delle statistiche sulla povertà proviene invece dalla Banca

Oltre 50 persone hanno partecipato alla presentazione del libro di Duncan Green presso la sede dell’ISPI, a Milano, il 26 marzo scorso. Foto: Ilaria Lenzi/Ucodep©

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Il direttore scientifico di Oxfam, Duncan Green: ricerca e giornalismo adottando la prospettiva dei più poveri. Foto: Oxfam GB©


Mondiale. Alle banche sono stati dati 8,3 trilioni di dollari, una cifra che basterebbe a porre fine alla povertà per 50 anni. Ma la povertà non è solo una questione economica,

è anche un problema di diritti. Cosa si può fare in certi paesi se si viene maltrattati dall’autorità? Poco o nulla. Tutto ciò si trasforma in umiliazione.

Dalla povertà al potere costituisce un antidoto razionale e motivato alla rassegnazione e all’immobilismo di istituzioni e governi

A chi ha pensato scrivendo il suo libro? Naturalmente mi rivolgo a tutti, ma in particolare ai giovani del Sud che si stanno formando ora le loro opinioni. Anche per questo, ho presentato il libro in cinque paesi dell’Africa. E’ questo il mio obiettivo, la mia ambizione.

Qual è ora l’azione più urgente? C’è una cosa che non mi fa dormire la notte: i cambiamenti climatici. Possiamo attuare riforme in tutti i campi, ma sui cambiamenti climatici dobbiamo trovare immediatamente una soluzione e muoverci molto rapidamente. La questione dei cambiamenti climatici rappresenta un problema di sicurezza anche maggiore del terrorismo. n

Quali sono i passi indispensabili per uscire dalla povertà? Da una parte c’è bisogno di cittadini attivi, dall’altra di stati efficaci. Molte Ong parlano solo dei fallimenti, ma esaminiamo anche i successi. Prendiamo ad esempio il caso degli indios chiquitanos della Bolivia. Il 3 luglio 2007, dopo 12 anni di lotte senza tregua e spesso frustranti, il popolo chiquitano, un gruppo di circa 120.000 persone, è riuscito a conquistare i diritti legali sul territorio

Mostrandoci tutto quello che la gente comune può raggiungere grazie all’azione organizzata, questo libro genera speranza e fa meglio comprendere quel che è necessario per eliminare la povertà.

Francesco Petrelli

Duncan Green, Dalla povertà al potere. Come la cittadinanza attiva e gli stati efficaci possono cambiare il mondo. Prefazione di Amartya Sen, Prefazione all’edizione italiana di Francesco Petrelli. Edizione italiana a cura di Ucodep e Oxfam International. Terre di Mezzo editore, Milano 2009

indigeno di Monteverde, un milione di ettari nella regione orientale di Santa Cruz.

Amartya Sen

Le popolazioni indigene sono messe in grado di conoscere e prendersi cura dell'ambiente naturale e allo stesso tempo ricavarne ricchezza. Piantine messe a dimora nella riserva naturale del Cuyabeno, Ecuador

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È SUCCESSO

UCODEP PORTE APERTE a cura di David Mattesini, Ufficio Identità e comunicazione, Ucodep

Eventi speciali che ci hanno accompagnato in primavera…

I

l 24 marzo abbiamo aperto le porte della nuova sede di Via Concini a Pescaiola, Arezzo. L’inaugurazione, co-organizzata con la cooperativa Koinè, che insieme a noi ha acquistato e ristrutturato parte dei locali adiacenti ai nostri uffici, destinandoli alla nuova agenzia formativa e al futuro centro anziani, è stata occasione per festeggiare insieme a partner, amici, donatori, istituzioni. Per Ucodep via Concini è la sede nazionale e legale di tutta l’associazione: centro di progettualità per i servizi per l’integrazione della cittadinanza straniera, per i volontari, per la raccolta fondi, per le attività educative e di sensibilizzazione, per la promozione del commercio equo e solidale e per i progetti di cooperazione internazionale. Da qui partono le reti, le relazioni e i progetti in grado di garantire sviluppo locale e risposte a bisogni sociali concreti; la sede vuole essere, come sottolineano le parole del nostro Presidente, Francesco Petrelli « un punto di apertura di sensibilizzazione e informazione sul nostro territorio, verso le attività che Ucodep da anni svolge sia in Italia che all’estero ». Uno spazio aperto per tutti coloro che vogliano visitarci e collaborare con noi, un punto di riferimento per la città e gli aretini interessati a conoscere da vicino il mondo della solidarietà e della cooperazione. n

Operatori, partner, sostenitori, volontari: più di 100 persone hanno festeggiato con noi l’inaugurazione della sede di Via Concini, ad Arezzo Foto: Demostenes Uscamayta Ayvar/Ucodep ©

INDOVINA CHI È VENUTO A CENA a cura di Ilaria Lenzi, Responsabile Ufficio Identità e comunicazione, Ucodep Ospiti d’eccezione per la cena che Colin Firth, ambasciatore di Oxfam International, ha organizzato insieme a Ucodep e Oxfam a Roma lo scorso 5 marzo a Villa Medici. Sergio Castellitto, Pier Francesco Favino, Valeria Golino, ma anche Laura Morante, Gabriele Muccino, Paola Turci… 30 persone interessate e disponibili a impegnarsi in vista del G8, a pensare insieme a noi idee e azioni in grado di influenzare il Governo italiano e gli altri 7 grandi affinché si impegnino nella lotta alla povertà. n

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Colin Firth, ambasciatore di Oxfam International e Ucodep, in visita ai produttori di caffè in Etiopia. L’attore è impegnato in prima persona nella lotta alla povertà. Foto:Oxfam©


Il mondo che vorrei di Anna Pasquale, Ufficio Identità e comunicazione, Ucodep

Dal palco di Piazza San Giovanni, un appello ai grandi del G8 perché mantengano le loro promesse in termini di aiuti allo sviluppo.

P

iù di 800.000 persone hanno affollato piazza San Giovanni, a Roma, in occasione del tradizionale concerto del primo maggio. Prima che le note di Vasco Rossi riempissero l’aria il presentatore, Sergio Castellitto, e l’attore Pierfrancesco Favino hanno sottolineato l’importanza di mettere pressione ai leader del G8 perché tengano fede agli impegni presi nel 2005 in vista del G8 italiano a l'Aquila, spingendo i presenti ad aderire alla campagna Press the 8 promossa dalla Coalizione globale contro la povertà (GCAP), a cui aderiscono anche Ucodep e Oxfam International. n

Press the 8 ricorda anche tu ai leader del G8, e in particolare al Governo italiano, presidente di turno, di non sottrarsi agli impegni presi per sconfiggere la povertà.

Firma la petizione su: www.gcap.it

“Un giorno senza fame”. Con la poesia di Gianni Rodari Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino hanno lanciato il loro appello contro la povertà. Foto: Demostenes Uscamayta/Ucodep ©

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DIARIO

IL 3° INCONTRO NAZIONALE DEI VOLONTARI a cura di Paolo Pezzati, Ufficio Territoriale, Ucodep

Badia a Ruoti, 24-26 aprile 2009. L’abbazia, arroccata tra le colline toscane, ha ospitato anche quest’anno il terzo incontro nazionale dei volontari di Ucodep. Un incontro che ha riunito tutti coloro che credono nella partecipazione attiva della società civile e nella cooperazione, e che condividono con noi impegno e passione. La testimonianza del processo di valorizzazione del volontariato nella nostra associazione e della dimensione nazionale che stiamo acquisendo. Un’occasione di confronto, un momento per condividere ed entrare a far parte in modo diretto delle nostre attività e pianificare insieme nuove possibilità di agire, lavorare, creare. n

Ore 11:00 scere il lavoro Serena ed Elisa: cono no dell’Ufficio in coalizione e l’impeg Oxfam Campagne di Ucodep entire acqua, International per gara R TUTTI. salute e istruzione PE

Ore 12:30 ove la platea Riccardo commuogetto “Make presentando il pr ” che ha Music not Wallsle scuole riempito di note palestinesi

Ore 9:00 gliere i Sofia è pronta ad acco no arrivati partecipanti… alcuni so stanno già dalla sera prima, ma ete venuti ancora dormendo. Sia La Spezia, in 73, da Napoli fino e Bologna… passando per Perugia

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Ore 15:30 Si lavora in gruppi per pianificare strategie e attività che vedranno impegnati i gruppi territoriali per quest’anno

Ore 23:00 a… e la notte non è da La giornata è stata lung meno!

Ore 10:00 accolgono il I volontari si presentano e nuovo gruppo di Perugia

Ore 10:30 Quattro chiacchiere con il ovo presidente e Ariane Arpa, nu ivo membro del Consiglio Direttfam. e direttrice di Intermòn Ox , Tempo di domande, richieste progetti….

150

Circa sono i volontari, regolari e non, che collaborano con noi, organizzati in : Arezzo, Bologna, Firenze, Milano, Perugia, Pisa, Roma, Sarteano, Valdarno, Valtiberina.

territoriali

10 gruppi

Vuoi essere uno dei nostri? Scrivi a Paolo Pezzati

Ore 13:00 Arrivederci a !!! tutti… A presto

C’eri anche tu? Invia foto, video, testimonianze al nostro blog http://volontariperucodep.blogspot.com

paolo.pezzati@ucodep.org

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ECO LIFE

RIFLESSIONI SULLA SOSTENIBILITÀ di Areta Sobieraj, Ufficio Educazione alla cittadinanza, Ucodep

Non esistono prodotti a impatto energetico zero

L

a varietà di magliette disponibili con slogan ambientali è veramente impressionante. La moda estiva sta per trasformarsi in un’arma per gli Eco Guerrieri della strada che, con messaggi assai espliciti, ci dicono di ridurre, riciclare, riutilizzare e riparare. Grandioso! Forse le persone stanno finalmente comprendendo perché fare una lavatrice a pieno carico, a 30 gradi e con poco detersivo può aiutare a prevenire l’aumento del riscaldamento globale? O forse, di fronte alla crisi economica globale, si vede in questo la possibilità di risparmiare denaro, salvando fortunatamente anche il pianeta? Nel suo “New Deal Verde” Barack Obama ha

dichiarato di voler tagliare le emissioni di CO2, investire in energie rinnovabili e creare posti di lavoro in questo settore. Scelta vincente di fronte alla crisi economica e a quella ambientale o promesse politiche vuote? Nel febbraio 2009, i deputati statunitensi hanno firmato un pacchetto di incentivi economici in cui 43 miliardi di dollari sono destinati a rinnovare il settore delle energie. Potrà Obama influenzare gli altri leader politici? Il nuovo New Deal Verde è una volontà politica trasparente, proprio quello che all’Italia manca. In un periodo di crisi economica i britannici sono stati incoraggiati dal governo a coltivare frutta e verdura biologica, in modo da ridurre

significativamente il consumo di acqua, energia, emissioni di CO2 e i chilometri percorsi dal cibo. Gli italiani vengono invece spinti a consumare di più. Lo stato offre incentivi per acquistare un’auto. Attenzione un’eco-auto! È qui il problema: non esiste una macchina ecologica; la produzione - anche per le macchine con bassissime emissioni- comporta un consumo intensivo di energia e acqua, producendo rifiuti e inquinamento. Non esiste un prodotto che abbia un impatto energetico a somma zero o cibi a Km zero o rifiuti zero; occorre fare attenzione a come vengono usate le parole “eco”, “zero“, “neutrale“. Spesso sono volutamente ingannevoli.

L’educazione ambientale come premessa per stili di vita sostenibili. I ragazzi della riserva naturale del Cuyabeno, in Ecuador, partecipano a laboratori e iniziative e imparano a rispettare e preservare la natura. Foto: Andrea Cianferoni/Ucodep ©

Il formaggio nel sacco, una produzione tipica da salvaguardare, un’identità culturale da tutelare Foto: SirIz Mijeha, Bosnia Erzegovina/Ucodep ©

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I rifiuti prendono vita: Sauro Montecchi ha creato questa bellissima scacchiera con i tappi e le componenti elettroniche. Foto: Areta Sobieraj / Ucodep©

Prima di buttare qualcosa, lavoriamo di fantasia... il ferro da stiro rotto è adesso una bellissima lampada Foto: Areta Sobieraj / Ucodep©

Una vera politica che si impegni per i cambiamenti climatici dovrebbe appoggiare la recente strategia dell’Unione Europea per ridurre le emissioni dei gas effetto serra, conosciuta come la politica del “20-20-20”: incrementare del 20% l’energia prodotta da fonti rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica del 20% entro il 2020. E in Italia? Compriamo l’eco-auto della pubblicità trendy? Investiamo sul nucleare? Indossiamo magliette dagli slogan ecologici? Non è una cattiva idea… e nel frattempo dimentichiamo di insegnare ai nostri bambini, alle famiglie, agli amici e colleghi di essere coscienti, critici e responsabili nella vita!

Oppure non sarebbe male dare al paese un altro messaggio, incoraggiare e appoggiare la sostenibilità, offrire alle persone opzioni che sono già eco-compatibili: prodotti locali, stagionali, biologici e regionali nei supermercati, imballaggi ridotti al minimo e 100% riciclabili, trasporti pubblici efficienti e accessibili che utilizzino energie pulite, incentivi significativi per chi utilizza, a casa e in ufficio, energie rinnovabili, premi a chi ricicla. n

Vuoi altri suggerimenti? Segui la rubrica sul nostro sito www.ucodep.org (Ecolife)

Le tre regole d’oro Cambiamo le nostre abitudini facendole diventare una parte normale della nostra vita

1. Compra e consuma meno – energia, cibo, acqua, trasporti.

2. Prima di acquistare, considera il tipo di imballaggio : diventerà un rifiuto. Valuta altre opzioni: prodotti sfusi, alla spina, riciclabili, ricaricabili…

3. Riduci, riusa, ripara e ricicla (nell’ordine).

Esposizione multimediale permanente su ambiente stili di vita sostenibili e rifiuti: ridurre, riciclare e riutilizzare.

L’educazione è la chiave per promuovere il cambiamento negli stili di vita. Ogni giovedì, presso il Centro di Documentazione Città di Arezzo, si tiene un percorso didattico e ludico multimediale di due ore per le scuole primarie e secondarie di primo grado, che esplicita l’importanza e l’urgenza di rispettare l’ambiente, consumare in un modo più critico e responsabile e cambiare i nostri stili di vita, rendendoli più sostenibili. Sono a disposizione per la consultazione e il prestito materiali didattici, testi, video, giochi e strumentazione informatica attraverso i quali è possibile documentarsi sui temi della sostenibilità, del riciclaggio e del rispetto dell’ambiente, grazie anche alla guida di un documentarista esperto. Vuoi visitarci? lo spazio è aperto il giovedì pomeriggio, in corrispondenza dell’apertura della biblioteca, dalle 14.30 alle 18.30. Per prenotazioni chiamare lo 0575 907826 dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00.

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STORIA PER IMMAGINI

LA RICOSTRUZIONE DELLA SCUOLA MATERNA DI EL ZANJON, IN REPUBBLICA DOMINICANA di Tania Salvi, Ufficio Raccolta fondi, Ucodep

Grazie al sostegno e alla solidarietà di coloro che hanno scelto con noi l’adozione a distanza, ai numerosi donatori e con la collaborazione del Comitato Aretino per la repubblica Dominicana è stato possibile ristrutturare completamente un’aula a El Zanjon, in una piccola scuola di montagna in vetta alla Loma di Salcedo.

P

er raggiungerla bisogna fare chilometri a piedi, ma i bambini non si scoraggiano; anzi, l’affluenza era così tanta che è stata improvvisata un’altra aula nel cortile dell’edificio principale, per i bimbi di 5 anni del Nivel Inicial, l’unico anno di scuola dell’infanzia in Dominicana. La sua ristrutturazione è stata inserita tra le priorità dei nostri interventi dopo una visita a tutte le scuole della provincia di Salcedo. n

Maggio 2008 Il muratore Noel effettua un sopralluogo operativo. con In una riunione e en vi tà la comuni dei condiviso il piano lavori

Maggio 2008 La struttura, costituita da un i tetto di vecchi pezz di lamiera, cartone e compensato, è sostenuta da o, quattro pali di legn a ricavandone un’aul ista praticamente sprovv di pareti, con 28 balia bambini lasciati in delle intemperie.

Oceano Atlantico

Salcedo REPUBBLICA DOMINICANA Haiti Sierra de Neyba

Bonao Santo Domingo

Mar dei Caraibi

Repubblica Dominicana Superficie: 48.730 km 2 Popolazione: 9.760.000 Alfabetizzazione (tra 15 e 24 anni): 94,2% Bambini che hanno completato la quinta elementare: 68,4% Tasso lordo di iscrizione alla scuola superiore: 34,5% Fonte: Social Watch. Rapporto 2008

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L’insegnante di scuola materna, Rosalia Adames, racconta: “Quando piove i bambini devono ritirarsi nelle loro case, e spesso la sola minaccia di maltempo scoraggia i genitori dal portare i figli a scuola…”


Giugno 2008 oce e Iniziano i lavori. Noel è vel ti in en llim be bravo, fa sempre ab viene gli e ch o più rispetto a quell rpresa so lla be a chiesto, per fare un l’esterno ai bambini, come dipingere fumetti. dei i agg dei bagni con person

Luglio 2008 Lo spazio interno viene diviso in diverse aree di gioco-lavoro appositamente studiate per favorire uno sviluppo integrale del bambino che tiene conto degli aspetti emotivi, affettivi, fisici e intellettuali. La vecchia baracca è diventata un’aula spaziosa, sicura e ben ventilata, fornita di mobilio e materiale didattico specifico, di un bagno privato e di una zona dove i bambini possono consumare la merenda. Settembre 2008 E’ tutto pronto, si può tornare a scuola!

Foto: Marta Cossato - Ucodep ©

“Quotidianamente nell’aula polvere, l’aria porta e se il vento soffisporco e detriti, addirittura perico a forte diventa scaraventare sui loso perché può rami e fronde chebambini pesanti si staccano dagli alberi.”

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Grazie ai adottanti e ai donatori che, in singoli e in gruppi, hanno sostenuto i nostri progetti in Repubblica Dominicana, e grazie alla Provincia di Arezzo, abbiamo costruito

pozzi e acquedotti che hanno portato acqua potabile in oltre 50 scuole , ristrutturato aule e tetti in 12 scuole, realizzato orti scolari , garantito a centinaia di Abbiamo fatto molto, ma il nostro lavoro non è finito: insieme a te possiamo fare di più! Vai sul nostro sito www.ucodep.org, chiama il numero verde 800.99.13.99 o scrivi a sostenitori@ucodep.org.

bambini un pasto sicuro costruendo tre mense e fornito complete.

vaccinali

coperture

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RITRATTI

PER TUTTE. LIGIA E MARGHERITA a cura di Stefania Carrara, Responsabile Ufficio America andina, Ucodep

Il mancato accesso alle cure, all’istruzione e all’acqua potabile ha un impatto particolarmente grave sull’universo femminile.

Le donne svolgono un ruolo cruciale nella gestione dell’economia familiare: a loro spettano cura dei bambini, produzione e preparazione del cibo, raccolta dell’acqua, allevamento degli animali. Non possiamo proporre soluzioni senza considerarne il ruolo, senza ascoltarne la voce; nel garantire i diritti fondamentali, le risposte devono tener presente il punto di vista delle donne. A Ligia e Margarita, come ad altre migliaia in Italia e nel Sud del mondo, abbiamo garantito assistenza e formazione qualificata, ma soprattutto è stata data la possibilità di far sentire la propria voce.

Colombia

Cotacachi

Reserva de Cuyabeno Oceano Pacifico

Quito

ECUADOR

Perù

Ecuador Superficie: 1.098.581 km2  Popolazione: 9.119.152 Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 61/1000 Accesso alle strutture sanitarie: 46% Fonte: Social Watch. Rapporto 2008

L

igia Criollo, 44 anni. Abita nella comunità indigena Siona di Puerto Bolívar all’interno della Riserva Cuyabeno nell’Amazzonia Ecuadoriana. É sposata e ha 5 figli. Ha beneficiato del progetto di raccolta di acqua piovana, igiene e salute preventiva sviluppato in sette comunità indigene che vivono sulla rive del Río Cuyabeno e Agarico

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L’inquinamento ha danneggiato il Rio Cuyabeno, in Ecuador, dove Ligia vive, ma grazie alla cisterna che raccoglie l’acqua piovana lei e la sua famiglia hanno comunque accesso all’acqua pulita. Foto: Andrea Cianferoni /Ucodep ©


(Cofinanziato da Commissione Europea, Provincia di Bolzano, Programma Amaznor, donatori di Ucodep). « Quando eravamo bambini potevamo bere direttamente l’acqua dei fiumi che ci circondavano. A quei tempi non esisteva inquinamento e le imprese di estrazione di petrolio non erano ancora arrivate a

distruggere l’ambiente dove i nostri antenati hanno vissuto da sempre. Poi con il tempo tutto è cambiato e specialmente i bambini hanno iniziato ad ammalarsi spesso, troppo spesso. L’acqua dei fiumi non era più la stessa ma non avevamo altra scelta che continuare a berla. Adesso grazie all’appoggio di Ucodep utilizziamo l’acqua piovana. Ci hanno

insegnato come trattarla e come mantenere i semplici sistemi di raccolta. É stato un piccolo aiuto che però ha portato tanti benefici. La salute, specialmente quella dei bimbi, é migliorata. Sono passati già 4 anni e tutto continua a funzionare perfettamente. Grazie a un piccolo sforzo io e mio marito Jaime abbiamo addirittura installato da soli una cisterna aggiuntiva per poter avere più acqua ». n

Margarita non è più totalmente dipendente dal marito; quando avrà finito la formazione, inizierà vendere i maglioni e le coperte che ha imparato a tessere al telaio, Chuquisaca, Bolivia Foto: Christian Olivieri /Ucodep ©

M Perù

BOLIVIA La Paz Sucre

Oceano Pacifico

Brasile

Alcalá

San Lucas Cile

O

I

A

B

I

V

L

Paraguay Argentina

Bolivia

Superficie: 256.370 km2  Popolazione: 13.922.000 Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 24/1000 Accesso alle strutture sanitarie: 89% Fonte: Social Watch. Rapporto 2008

argarita Medrano Segovia, 44 anni. Abita nella città di Sucre, in Bolivia, ormai da più di vent’anni, ma è originaria di una comunità quechua della zona rurale di Chuquisaca. E’ sposata e ha 6 figli. E’ coinvolta insieme a tante altre donne nel progetto per il rafforzamento di gruppi femminili dell’area di Chuquisaca, in collaborazione con l’associazione Kat ed il Centro di Produzione Arte Mujer Bartolina. Suo marito è muratore e la famiglia ha un piccolo appezzamento di terreno per provvedere all’alimentazione. « Tempo fa le vicine mi hanno segnalato l’esistenza di un centro di formazione nel mio quartiere, dove avrei potuto imparare gratuitamente a tessere al telaio. Inizialmente non ci credevo, poi ho visitato il centro e ho visto che era vero. Pensavo che il tempo di imparare per me fosse finito, ma ho

capito che non è mai tardi per imparare a fare cose nuove. Ho imparato non solo a tessere, ma anche cose importanti per la mia salute e quella della mia famiglia e anche a leggere e scrivere meglio. Al telaio seguiamo una tecnica che utilizzavano i nostri antenati; quando avremo terminato la formazione inizieremo a produrre per la vendita: questo mi rende felice, mi permetterà di aiutare mio marito economicamente e di non essere completamente dipendente da lui. Al centro mi aiutano anche con i miei figli, insegnandogli e facendoli giocare mentre io imparo; senza questo appoggio non potrei frequentare i corsi. Ora vedo le cose in maniera diversa: so che c’è un orizzonte diverso e grandi opportunità non solo per me, ma anche per la mia famiglia e la mia comunità! ». n

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VINCENZINA

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LA DOMANDA

COME SI FA A DIVENTARE COOPERANTE? R

isponde Francesco Torrigiani, 41 anni, agronomo. Francesco lavora a Ucodep da oltre 10 anni, inizialmente come volontario, poi come cooperante per 5 anni. E’ responsabile dall’Italia per le attività in America Centrale, Caraibi e Brasile. Sposato, ha 3 bambini, di cui il secondo nato in Ecuador. A livello di attitudini, è fondamentale una forte motivazione solidaristica, accompagnata dalla disposizione ad adattarsi a contesti spesso “forti” e difficili. Senso pratico, voglia di ascoltare e mettersi in discussione sono altri elementi della ideale cassetta degli strumenti del cooperante.

La laurea è ormai quasi indispensabile; vanno bene sia le facoltà scientifiche che umanistiche. Durante il percorso universitario è comunque importante frequentare associazioni di volontariato o Ong, svolgendovi uno stage o il servizio civile. Viaggiare aiuta, è un modo per “mettersi alla prova”, soprattutto se si partecipa a campi di volontariato. La tesi di laurea su temi inerenti la cooperazione è senz’altro un elemento qualificante; così come, accanto all’inglese, che ormai è un must, la conoscenza di un’altra lingua, da scegliere a seconda dei paesi di interesse. Dopo la laurea, il mercato offre master qualificanti di specializzazione, che possono anche concedere borse di

studio. Purtroppo sempre più spesso la crescente professionalizzazione delle Ong fa sì che i requisiti per i cooperanti includano una previa esperienza di coordinamento di progetti di cooperazione; ci si può quindi proporre come stageaire o volontari. Le agenzie delle Nazioni Unite organizzano inoltre degli specifici percorsi per i giovani, fortemente qualificanti per la carriera di cooperante (Volontari delle Nazioni Unite, Junior Programme Office).

Hai anche tu una domanda? Scrivi a info@ucodep.org indicando l’argomento: la gireremo al personale interessato. n

Francesco Torrigiani ha accompagnato la nascita e lo sviluppo delle attività di Ucodep in Ecuador, dove ha lavorato per 5 anni. Foto: Demostenes Uscamayta Ayvar/Ucodep ©

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RESOCONTO

COOPERAZIONE TRA TOSCANA E CAMERUN di Eliana Pitimada, Ufficio Raccolta fondi, Ucodep

Dall’impegno di Comuni, fondazioni e circoli aziendali toscani, acqua e sanità per gli abitanti del Camerun

Benin

Togo

I

Chad Nigeria

Ghana

Haut Knam

Repubblica Centrafricana

CAMERUN Yaoundé Oceano Atlantico

Ruanda Congo Gabon

Camerun Superficie: 475.440 km2  Popolazione: 15.746.179 Mortalità infantile sotto i 5 anni:149/1000 Popolazione che ha accesso a strutture sanitarie: 51% Denutrizione: 26 % Fonte: Rapporto Social Watch 2008

Le nuove fonti di acqua potabile all’interno dei villaggi faranno risparmiare ai bambini lunghe camminate per l’approvvigionamento quotidiano, Bakou, Camerun. Foto: Matteo Borzoni/ Ucodep ©

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l coinvolgimento attivo della Conferenza dei Sindaci del Valdarno, dei comuni di Bucine, Castelfranco di Sopra, Cavriglia, Civitella in Val di Chiana, Laterina, Montevarchi, Pergine, Terranuova Bracciolini e del Cral Banca Toscana ci ha permesso di concludere con successo la prima annualità del progetto finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, “Sviluppo rurale integrato per gli abitanti di Haut Nkam” e di avviare la seconda annualità. In questo primo anno l’intervento si è concentrato nel Comune di Bakou e nei suoi 9 villaggi e nel secondo anno si concentrerà nei comuni di Banwa e Banka. I contributi dei nostri donatori ci hanno permesso di riabilitare il centro di salute, ripristinandone il sistema idraulico, allacciandolo alla conduttura comunale e costruendo nuove fontane. Il locale è stato inoltre provvisto di zanzariere, di una nuova latrina e una doccia per i degenti, per i quali sono stati acquistati anche nuovi materassi. Tre villaggi sono stati dotati di fonti di acqua potabile, che faranno risparmiare tempo e fatica alle donne e ai bambini incaricati dell’approvvigionamento quotidiano. I “Comitati di gestione dell’acqua”, nominati a livello locale, si occuperanno della manutenzione. Abbiamo quindi migliorato e diversificato i livelli di reddito delle donne, realizzando vivai di platane (un tipo di banane) in tre diversi villaggi, acquistando due presse per la produzione di olio da palma e tre mulinese e altre attrezzature per la lavorazione di manioca e mais. Il ruolo del Cral Banca Toscana Da più di un anno Ucodep e il Cral Banca Toscana (Circolo Ricreativo Aziendale

Lavoratori della Banca Toscana) hanno iniziato una interessante collaborazione che ha sostenuto generosamente il progetto in Camerun, raccogliendo oltre 1.000 € da destinare al suo sviluppo. La forte partecipazione e l’entusiasmo dei soci hanno dato grande soddisfazione, anche per l’alta qualità delle iniziative organizzate lo scorso anno (visita all’Arboreta di Vallombrosa e giornata di pesca per ragazzi, cena del Viola club, Concerto Rock del complesso Linea 2.3). Il Cral ha deciso di continuare a sostenere questo progetto anche nel 2009 le ha già versato un importante contributo di 6.000 €. Instancabili e organizzati, i suoi membri stanno programmando un’ulteriore giornata a Vallombrosa, dedicata all’aggiornamento. n

La raccolta fondi: hanno contribuito

Fondazione Monte dei Paschi di Siena: € 80.000,00 Cral Banca Toscana : € 7.229,00 Conferenza dei Sindaci del Valdarno : € 5.000,00 Comune di Montevarchi : € 2.500,00 Comune di Civitella in Val di Chiana : € 2.205,00 Comune di Bucine : €2.000,00


Migliorare e diversificare le attività generatrici di reddito vuol dire sostenere l’agricoltura e l’artigianato, Bakou, Camerun Foto: Fernando Poccetti /Ucodep ©

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EMERGENZA

GAZA: I PROSSIMI PASSI di Riccardo Sansone, Responsabile Ufficio Mediterraneo e Medio Oriente, Ucodep

Le risposte all’emergenza e la definizione degli ambiti operativi di sviluppo ci portano a intervenire nel settore agricolo, psicosociale e della sicurezza alimentare.

L

a risposta di Ucodep all’emergenza di Gaza è partita dai legami e partenariati attivati con le controparti palestinesi e con Oxfam International, con cui Ucodep ha aperto un Ufficio Campagne in Italia. Abbiamo quindi immediatamente lanciato una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi volta a sostenere le iniziative di Oxfam International nella Striscia, in modo da prestare i primi soccorsi alla popolazione civile. Abbiamo aderito ad appelli di altre organizzazioni per il cessate il fuoco e l’apertura di canali umanitari, mobilitando la popolazione, gli enti locali, le associazioni del territorio toscano per arrivare

a un piano di aiuti coordinato e integrato, avviando un processo di coordinamento con organizzazioni internazionali e nazionali sia in Italia che in Palestina, in modo da garantire un approccio coordinato con le principali istituzioni ed enti mobilitati. Siamo fra le 4 Ong nominate dall’Associazione delle Ong Italiane a far parte della Task Force di Aiuti su Gaza che in loco si occupa di garantire il coordinamento con il Consolato Italiano in modo da evitare sovrapposizioni tra i vari interventi e garantire la creazione di sinergie in grado di ampliare l’impatto delle azioni intraprese.

Uno studio condotto dal programma delle nazioni unite per lo sviluppo (Undp), stima che più di 14.000 abitazioni, 68 edifici governativi, e 31 Il formaggio sacco, unao produzione tipica da salvaguardare, Ong sono statenel totalmente parzialmente danneggiate durante le tre un’identità da tutelare settimane deiculturale combattimenti di Gaza. Foto:Alberto SirIz Mijeha, Bosnia Erzegovina/Ucodep © Foto: Conti/Ucodep © Essere allevatore in Palestina oggi, un mestiere difficile. L’accesso ai pascoli dove far nutrire i propri animali è spesso ostacolato dalle misure di sicurezza israeliane. Cisgiordania. Foto: Alberto Conti/Ucodep ©

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Nella seconda metà di febbraio il nostro cooperante Francesco Rigamonti si è recato in missione a Gaza avviando i primi contatti per la formulazione di proposte progettuali nel settore della sicurezza alimentare. Partendo dall’esperienza e credibilità che abbiamo maturato lavorando in Cisgiordania, abbiamo programmato le seguenti azioni: Settore agricolo: focus dell’intervento sarà il settore dell’allevamento con particolare riferimento a ovicaprini e bovini. Le priorità in questo settore sono rappresentate dalla situazione sanitaria e dalla mancanza di mangimi. Sosterremo gli allevatori che


Tra i beni richiesti dagli abitanti di Gaza vi sono soprattutto materiali da costruzione: cemento, tubature, generatori, pompe. Foto: Francesco Rigamonti /Ucodep ©

hanno produzioni casearie per riattivare la produzione e riprendere i rapporti con i consumatori. Settore psico-sociale e child protection: abbiamo verificato una sostanziale carenza nel settore della tutela dei diritti dei minori), fondamentale in questo periodo di post-emergenza. Trarremo spunto dall’esperienza maturata nel settore in West Bank e in particolare dalla implementazione del progetto per la promozione del ruolo del bambino come portatore di diritti attualmente in corso a Nablus in Cisgiordania, coordinandoci con le numerose iniziative delle ONG locali ed internazionali e delle agenzie internazionali, tra cui UNICEF. Settore socio-sanitario: in Cisgiordania, a partire dal 2004, abbiamo realizzato interventi di tipo socio-sanitario creando strutture di primo intervento e formando personale sanitario (medici ed infermieri) sulle tecniche di emergenza. La formazione è stata affidata a medici toscani della ASL 8 di Arezzo con cui abbiamo costruito una relazione di fiducia e conoscenza reciproca.

Riattivando questo legame, potremmo inviare missioni di medici dal territorio aretino e toscano per sostenere l’offerta di servizi sanitari. Inoltre promuoveremo, di concerto con organizzazioni italiane che già operano in questo settore, l’organizzazione, in seno alle strutture ospedaliere, ad attività di animazione e ricreative destinate ai bambini ed ai ragazzi feriti ed alle loro famiglie. n Gaza (Palestina)

La raccolta fondi Grazie al contributo di enti pubblici e privati sono stati raccolti 12.000 €, utilizzati per distribuire kit di prima emergenza in concerto con Oxfam International e Uawc. (Union of Agricultural Work Committees).

Popolazione della Striscia di Gaza: 1.416.543 (2007) Superficie: 360 km2 Fonte: Istituto Centrale di Statistica Palestinese

Un paesaggio che tarderà a scomparire, se non verrà permesso l'ingresso a un numero maggiore di cemento e materiali da costruzione. Foto: Francesco Rigamonti/Ucodep Foto: Francesco Rigamonti /Ucodep ©

L’UNDP stima che 600.000 tonnellate di cemento e materiali da costruzione considerati necessari per la ricostruzione sarebbero equivalenti a 40 camion al giorno per un anno. UCODEP | MAGGIO 2009

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EMERGENZA

UNA STORIA. LA GAZA SCHOOL OF MUSIC di Francesco Rigamonti, Ufficio Mediterraneo e Medio Oriente, Ucodep

La guerra ha distrutto aule e strumenti. Ma la musica non cesserà.

N

ell’ottobre scorso 31 piccoli allievi, tra i 7 e gli 11 anni, hanno iniziato a frequentare la Gaza School of Music. Lezioni gratuite, almeno il primo anno, per un progetto di tre anni; cinque gli strumenti disponibili tra cui kanoun, il pianoforte e oud, il liuto. Quest’ultimo veniva scelto soprattutto dai ragazzi, mentre le bambine preferivano la chitarra. Cinque gli insegnanti e molti i genitori che partecipavano alle lezioni di solfeggio insieme ai loro figli, per poterli seguire meglio nei compiti, una volta a casa. Il 27 dicembre 2008, appena sei mesi dopo l’inaugurazione, alle 11 circa un edificio della sicurezza dalla parte opposta della strada è stato bombardato, e anche la Gaza School of Music ha preso fuoco. Nei giorni successivi la scuola è stata nuovamente colpita, perché si trovava nei pressi dell’Al Quds Hospital, uno degli ospedali di Gaza. Per fortuna al momento dell’incendio l’edificio era vuoto. Dopo la fine dei bombardamenti, dopo il cessate il fuoco, gli studenti sono tornati nella loro scuola. Tra le macerie del teatro bruciato hanno fatto una rappresentazione, nei corridoi crollati hanno appeso i loro disegni. Ora negli edifici della scuola non c’è più niente.

Quello che resta del pianoforte della Gaza School of Music Foto: Francesco Rigamonti/Ucodep ©

La nostra storia ha un lieto fine: la Gaza School of Music riceverà supporto dal musicista Barenboim (che ha già appoggiato la creazione di una filarmonica in Palestina) e dalla vedova di Edward Said. n Trovi questa storia nel nostro album di Flickr www.flickr.com/photos/ucodep

10 delle 170 scuole esaminate dall’Undp e 8 asili sono risultati gravementi danneggiati dai bombardamenti. Foto: Francesco Rigamonti/Ucodep ©

Le aule didattiche sono state completamente distrutte, a sei mesi dalla loro inaugurazione. Foto: Francesco Rigamonti/Ucodep ©

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PROTAGONISTI - I NOSTRI BENEFICIARI

LA GIORNATA DI ABU IBRAHIM di Francesco Rigamonti, Ufficio Mediterraneo e Medio Oriente, Ucodep

Tubas

Israele

PALESTINA Nablus

Giordania

Ramallah Betlemme Gerico Hebron Mar Morto

Palestina (striscia di Gaza e Cisgiordania) Popolazione: 3,7 milioni Superficie: 6220 km2 Fonte: Palestinian Central Bureau of Statistics Popolazione priva dell’accesso diretto all’acqua potabile: 40% Fonte: Comitato Internazionale della Croce Rossa Comuni rurali non allacciati alla rete idrica: 37% Fonte: Emergency Water and Sanitation Health Grazie al contributo di Echo si distribuiscono foraggio e sementi selezionati, in modo che i pastori non siano costretti a vendere il bestiame per far fronte ai debiti, o a indebitarsi ancora di più per l'acquisto del foraggio. Massafer Yatta, Cisgiordania. Foto: Francesco Rigamonti/Ucodep ©

Echo , l’Ufficio per gli aiuti umanitari della Commissione Europea, interviene a sostegno delle vittime di

disastri naturali e conflitti al di fuori dell’Unione, lavorando assieme ad altri organismi internazionali con cui stringe “accordi di collaborazione”, una sorta di contratto per raggiungere l’obiettivo comune:

gestire al meglio l’emergenza . L’aiuto è garantito in maniera , a prescindere da etnia, gruppo, religione, sesso, età, nazionalità o affiliazione politica delle vittime.

imparziale

H

o potuto comprare vestiti per i bambini, pagare spese scolastiche e medicine, su cui normalmente bisogna risparmiare per acquistare acqua. Jebrin Ibrahim Abu Iram (Abu Ibrahim), ha 57 anni. Vive a Massafer Bani Naim, una zona semidesertica nel Sud della Cisgiordania, nel Governatorato di Hebron. La sua famiglia è composta da 23 persone tra cui i figli Mohamad Ismail e Aissa, le loro mogli e i loro figli. Quattro figli di Abu Ibrahim vanno a scuola, a Bani Naim, a circa mezz’ora di

macchina, mentre i più piccoli restano a casa. Abu Ibrahim ha beneficiato, attraverso Ucodep, del sostegno del Dipartimento Aiuti Umanitari della Commissione Europea, ricevendo 52 metri cubi di acqua che gli hanno fatto risparmiare numerosi lunghi viaggi. Abu Ibrahim ci offre una colazione con burro e yogurt prodotto con il latte del suo gregge. Mentre mangiamo ci racconta che vive a Massafer Bani Naim solo da 7 anni. E’ di Yatta, precisamente di un piccolo villaggio che si chiamava Khirbet Bir al Idd, nel Massafer

EUROPEAN COMMISSION

Humanitarian Aid

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PROTAGONISTI - I NOSTRI BENEFICIARI Abu Ibrahim con i suoi nipotini più piccoli, Massafer Bani Naim, Cisgiordania. Foto: Francesco Rigamonti/Ucodep ©

Yatta, un’altra delle aree dove Ucodep ha distribuito acqua e anche foraggio con un altro progetto finanziato dal Dipartimento per gli aiuti Umanitari della Commissione Europea.

Nel 1996 ha dovuto lasciare la sua casa perché i coloni del vicino insediamento di Yair e i soldati gli impedivano di portare le pecore al pascolo. Per alcuni anni ha vissuto con la sua famiglia a Sair; non è più ritornato nel suo villaggio e non sa se rimane ancora qualcosa della sua casa. Sappiamo che del villaggio non c’è più traccia, nel 1998 Khirbet

Bir al Idd è stato completamente sgomberato dall’esercito e ora è solo un punto sulle mappe. « La mia giornata comincia fra le 4 e le 5. Dopo la preghiera bisogna mungere le pecore, ne abbiamo più di 150. Dopo colazione aiuto mio figlio Mohamad a

I numeri dell’acqua 894 : i milioni di persone che non hanno accesso all’acqua potabile : i miliardi di persone, di cui quasi 1 milione di bambini, che non hanno servizi igienico-sanitari di base Tra i ei : i litri che servono per produrre un kg di riso Tra i ei : i litri che servono per produrre un kg di manzo : la percentuale di morti per diarrea, prima causa di malattia e morte nel mondo, dovute al mancato accesso ai servizi sanitari e alla scarsità di acqua potabile : i secondi ogni quali muore un bambino a causa della mancanza di accesso ai servizi sanitari.

2,5

1000

3000

13.000 15.000

88 20

Fonte: UN-Water, Agenzia delle Nazioni Unite per l’acqua

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L’appoggio di Ucodep ai pastori palestinesi viene dato anche attraverso kit veterinari, consulenze e strumenti di formazione, al fine di tutelare la salute degli animali e incrementarne la produttività. Foto: Alberto Conti/Ucodep ©


portarle al pascolo. Ismail e Aissa prima dell’Intifada lavoravano in Israele come muratori o lavoratori a giornata ma adesso non gli è più permesso varcare la linea verde e devono ricorrere a lavori occasionali o aiutare me e Mohamad con la terra e gli animali. Alle dieci torno a casa mentre Mohamad rimane con il gregge fino alle 17 per il pascolo. Intorno a quell’ora è necessario nutrire gli agnelli all’ingrasso, una delle nostre principali fonti di reddito. Quest’anno, come accade da alcuni anni, ci sono stati molti aborti e meno agnelli del solito, colpa delle malattie e dello scarso foraggio. Dopo aver nutrito gli agnelli prendo il trattore fino a Sair, vicino Betlemme, per

comprare l’acqua, un viaggio di 4 ore per 10 km; spesso c’è una lunga fila al punto di approvvigionamento. Un’autobotte da 4 metri cubi costa, fra acqua e trasporto, fino a 150 NIS (circa 30 Euro) e dura, per la famiglia e gli animali, solo un giorno. Di ritorno da Sair devo lavorare la terra, dissodare o piantare a seconda delle stagioni. Quest’anno però, a causa del ritardo nella stagione delle piogge, non ho potuto piantare né orzo né altro foraggio per gli animali e dovrò comprare il cibo dai fornitori locali. Il prezzo è basso rispetto all’anno scorso ma ancora non si sentono appieno gli effetti della carestia: più avanza la stagione più il prezzo salirà.

Verso le 17 bisogna preparare il pasto per gli animali che tornano dal pascolo, ma prima è necessario dividere le pecore incinte e quelle che stanno allattando per fornire loro mangime più abbondante. Dopo è tempo di un’altra mungitura e poi di prendersi cura delle pecore malate o ferite. Sono molto contento del progetto che Ucodep ha realizzato; ho risparmiato più di 1500 NIS (300 euro) con cui ho potuto comprare vestiti per i bambini, pagare spese scolastiche e medicine, su cui normalmente bisogna risparmiare per acquistare acqua. Le pastiglie di cloro che Ucodep ha distribuito mi aiuteranno poi a mantenere pulita l’acqua della cisterna ». n

La campagna emergenza acqua Ucodep ha lanciato nel 2008 la campagna “ ” per difendere

Emergenza acqua il diritto di ogni essere umano ad avere accesso all’acqua e oggi vogliamo ringraziare i più di mille donatori grazie ai quali abbiamo

raccolto finora € 30.450,27. Altra manifestazione sul tema del diritto all’acqua è stata la mostra “ . 110 artisti contemporanei a sostegno del diritto all’acqua nel mondo” tenutasi ad Arezzo (16 maggio- 4 giugno 2008), e a Firenze(14 - 22 giugno 2008). Vogliamo ringraziare gli artisti che hanno donato, gli dell’evento: Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Consiglio Regionale Toscana, Comune di Arezzo, Provincia di Arezzo, Aboca e Teletruria; e tutti coloro che ci hanno supportato con una : ad oggi sono stati infatti raccolti -€ 23.385,92. Il ricavato concorrerà a sostenere concretamente

Acqua

in arte I pastori della Cisgiordania devono fare chilometri a piedi o a dorso di mulo per portare al pascolo il gregge, loro principale fonte di sostentamento. Foto: Alberto Conti/Ucodep ©

Nelle aree rurali pressoché desertiche, abitate da pastori e agricoltori, il problema centrale è l’accesso scarso e limitato a fonti di acqua sicura, per uso personale e domestico. Foto: Alberto Conti/Ucodep ©

sponsor

donazione

i progetti di Ucodep legati al tema dell’acqua : percorsi

di sensibilizzazione e formazione nelle scuole italiane, interventi nei Balcani, Brasile, Ecuador, Palestina e Vietnam per garantire l’accesso e formare la popolazione sull’uso, la gestione e il mantenimento delle infrastrutture idriche. Tutto ciò è stato possibile grazie al vostro aiuto.

Grazie!

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PROTAGONISTI - I NOSTRI DONATORI

PICCOLI GESTI, GRANDI RISULTATI a cura di Tania Salvi, Ufficio Raccolta fondi, Ucodep

Persone che ci conoscono e decidono di dare un’impronta concreta al loro rapporto con noi; e nuovi volti, che ci avvicinano per la prima volta.

I

nostri bambini si sono sentiti orgogliosi Hilde March, 41 anni, Firenze, giornalista pubblicista « Nina, Liz e Niccolò sono compagni di scuola materna e compiono gli anni tutti e tre a gennaio. Quest’anno noi mamme abbiamo deciso di organizzare una festa di compleanno unica, invitando tutta la classe, ma con il patto ‘regali zero’. A pochi giorni dal Natale, infatti, ciascun bambino avrebbe ricevuto quasi trenta regali! Tanto spreco di oggetti (e soldi) ci è parso davvero eccessivo, e non abbiamo avuto dubbi: la stessa cifra che ciascun genitore avrebbe speso in regali, poteva essere investita in aiuti per il sud del mondo. A Natale, mi era arrivato per posta il depliant per la raccolta fondi di Ucodep: mi aveva colpita la chiarezza e la serietà del progetto Emergenza Acqua. L’ho proposto alle altre due mamme che non conoscevano Ucodep, che visto il depliant hanno subito accettato. Abbiamo spiegato ai nostri figli che il loro compleanno sarebbe stato speciale, l’occasione per regalare acqua ai bambini

meno fortunati di loro. Abbiamo formulato un invito in cui spiegavamo a compagni e genitori i nostri intenti, allegando a ciascuno una copia del depliant, e… possiamo solo dire che è andata benissimo! Il giorno della festa abbiamo raccolto ben 700 euro, e i nostri bambini si sono sentiti orgogliosi di aver fatto una cosa così grande. Questo è stato il regalo più bello per tutti ». Con 20 euro al mese non faccio felice un singolo bambino, César, ma tutti quelli che vivono con lui nella Reserva Cuyabeno Laura Tolleretti, 22 anni, infermiera, volontaria di Ucodep nel Valdarno « Conosco Ucodep da un anno grazie a due amici; partecipando ad una riunione informativa, sono rimasta così colpita dall’entusiasmo, dalla voglia di fare e di coinvolgere degli “addetti ai lavori”, che sono diventata una volontaria di questa associazione. Quello dell’adozione a distanza è un desiderio che ho sempre avuto, mi sono rivolta ad Ucodep perché mi ha colpito molto il fatto che, con 20

Laura sostiene a distanza un bambino e la sua comunità all’interno della riserva naturale del Cuyabeno, in Ecuador. Foto: Laura Tolleretti ©

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euro al mese, non faccio felice un singolo bambino, César, ma tutti quelli che vivono con lui nella Reserva Cuyabeno, in Ecuador. 20 euro per me rappresentano una cifra “insignificante”, ma so che riescono a portare avanti un progetto importante come quello della salute di tanti bambini, del quale io mi sento partecipe. Sapere che, con un gesto piccolissimo, che non mi costa neanche la fatica di andare in banca a pagare dal momento che con il RID la cifra viene prelevata direttamente dal mio conto corrente, posso migliorare la vita di tanti bambini, mi fa sentire “utile” e mi rende felice di aver fatto questa scelta ». n

Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto! Dona ora c/c postale 14301527 online www.ucodep.org

Il tuo aiuto può fare la differenza! Nina, Liz e Niccolò: insieme ai loro amici hanno contribuito migliorare l’accesso all’acqua nei paesi del Sud del mondo. Foto: Hilde March ©


PROTAGONISTI - I NOSTRI VOLONTARI

INSIEME A VOI, POSSIAMO FARE MOLTO a cura di Paolo Pezzati, Ufficio Territoriale, Ucodep

È

Simona e Mauro sono tra i 150 volontari che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo e delle loro capacità a Ucodep. Conosciamoli meglio.

proprio questo il valore del volontariato: il piacere di contribuire in modo attivo e concreto Simona Giagnoni, 20 anni, studentessa di economia a Firenze, vive a Prato ed è referente della raccolta fondi per il Gruppo Territoriale di Firenze. « Ho conosciuto Ucodep due anni fa tramite passaparola all’università. Ho preso contatto con l’associazione e ho potuto capire

quanto fosse seria e affidabile così, nel 2008, ho partecipato ad un campo di lavoro in Repubblica Dominicana, un’esperienza davvero importante. Anche la mia prima attività come volontaria in Italia risale all’anno scorso, al concerto dei Modena City Ramblers al Saschall di Firenze. E’ stato interessante stare a contatto con giovani sensibili ai temi della cooperazione e della solidarietà e, soprattutto, è stato gratificante vedere come il proprio impegno si riveli essenziale per un progetto – in questo caso il progetto Make Music Not Walls. Ed è proprio questo il valore del volontariato: il piacere di contribuire in modo attivo e concreto ».

tempo all’associazione, sottolineo che queste persone, nonostante la differenza di età, mi hanno fatto sempre sentire completamente a mio agio ». n

Vuoi sapere cosa stanno organizzando i nostri volontari nelle varie parti d’Italia? Leggi il loro Blog! http://volontariperucodep.blogspot.com

Al mio apprezzamento per l’attività di Ucodep si accompagna quello per gli operatori che vi lavorano Mauro Gialli, 61 anni, pensionato di Arezzo, è volontario da cinque anni all’interno dell’Ufficio Raccolta Fondi dove promuove Camaldoli Ospitalità. « Una volta libero dal lavoro, ho pensato di dedicare parte del tempo ad aiutare chi sostenesse persone svantaggiate. Alcuni conoscenti mi hanno consigliato Ucodep, che non conoscevo. E’ un suggerimento di cui devo essere grato, perché mi ha fornito la possibilità di entrare in contatto con un’organizzazione che si fonda su valori fondamentali per una convivenza pacifica tra i popoli e per uno sviluppo umano sostenibile, trasferiti sul piano operativo con la realizzazione di importanti progetti sia in Italia che all’estero. Al mio apprezzamento per l’attività di Ucodep si accompagna quello per gli operatori che vi lavorano, quasi tutti molto giovani, con alte qualità umane e professionali. Sorprende, in una persona non più giovane come me, vederli gestire con capacità e, soprattutto, con autonomia, problematiche così complesse. Per chi con i capelli bianchi volesse dedicare un po’ del suo Tutti gli operatori hanno festeggiato da poco i 5 anni di volontariato di Mauro a Ucodep . Foto: Luca Viviani/Ucodep ©

Simona ci ha conosciuti grazie al campo di volontariato in Repubblica Dominicana, e da allora fa parte del gruppo dei volontari di Firenze. Foto: Anna Pasquale/Ucodep © UCODEP | MAGGIO 2009

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RICETTE DAL MONDO

ZUPPA DI FAVE E BOULGUR a cura di Anna Pasquale, Ufficio Identità e comunicazione, Ucodep

Dal Libano un piatto di stagione

Tripoli LIBANO

Mar Mediterraneo

Beirut Sidone Aytaroun Siria Israele

Ingredienti per 4 persone: • 200 g di fave secche • 200 g di boulgour* fine • 1 cipolla • 5 cucchiai di olio extravergine • 1 cucchiaio di coriandolo* • 1 manciata di foglie di prezzemolo • sale e pepe bianco* Lasciate le fave in ammollo per 12 ore; scolatele le lavatele. Affettate finemente la cipolla e doratela nell’olio in una casseruola di terracotta. Unitevi le fave e un litro d’acqua, lasciate cuocere a fuoco bassissimo per circa un’ora. Aggiungete in cottura il coriandolo e infine il boulgour. Spegnete e lasciate che il cereale si gonfi per circa venti minuti. Salate, pepate e condite con un filo d’olio. Guarnite con il prezzemolo tritato.

Il boulgour, un cereale delicato Il Boulgour o boulghur è grano pregermogliato cotto a vapore ed essiccato, poi spezzettato grossolanamente e in modo irregolare. Ha un sapore delicato che ricorda le noci. E’ dei tabbouleh (insalata fredda), degli involtini di foglia di vite, delle zuppe e dei koftas, le famose polpettine. , accompagna spesso il pesce e i molluschi ma anche la carne, soprattutto di agnello. Va reidratato 10 o 15 minuti in acqua tiepida prima di essere utilizzato, si conserva in contenitori a chiusura ermetica e cuoce rapidamente.

fortemente legato alla tradizione libanese Come il cous cous e il riso

Gli ingredienti* sono prodotti del commercio equo e si possono trovare presso le nostre botteghe. n

Un itinerario gastronomico Trovate il boulgour e altri prodotti tipici libanesi nella pubblicazione realizzata da Ucodep e Slow

From Akkar to Amel. Lebanon’s Slow Food trail

Food Beirut, “ ”, di Sami Abdul Rahman, Rami Zurayk (ottobre 2008), in vendita anche online su Amazon. Uno dei primi progetti promossi in Libano da Ucodep ha infatti , favorendo la commercializzazione dei prodotti dei piccoli produttori agricoli sui mercati locali e fornendo loro supporto nelle fasi di produzione, conservazione, confezionamento, presentazione sul mercato. Sono stati aperti , uno dei quali a Beirut. Per saperne di più: www.slowfoodbeirut.org

agricola locale

rilanciato la produzione

tre mercati

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Ti è piaciuta questa ricetta? Consulta il nostro ricettario online! Conosci altre ricette dei paesi che hai visitato che vorresti inviarci? Scrivi a: anna.pasquale@ucodep.org


"Ti chiediamo il possibile"

Hai un’occasione speciale?

Perchè il tuo impegno rende possibile proseguire ed aumentare il nostro impegno a fianco della parte più debole del mondo con continuità e risultati positivi e concreti. Perchè il tuo aiuto economico regolare ci consente di acquisire progressivamente maggiore indipendenza nella pianificazione delle varie attività che portiamo avanti in Italia e nel mondo, permettendoci l'immediata azione nelle emergenze umanitarie. www.ucodep.org

Festeggiala con le bomboniere del commercio equo e solidale.

Sostenere Ucodep con la domiciliazione bancaria o postale (RID) è un gesto semplice e vantaggioso per te e ci offre la possibilità di gestire al meglio la tua generosità.

Scegli la tua bomboniera presso le nostre botteghe o sul sito: www.ucodep.org

Per questo ti chiediamo il possibile.




Maggio 2009

PER TUTTI

Salute Acqua Istruzione

Un appello ai leader G8 Dal palco del primo maggio

IL G8 cosa deve cambiare

GAZA i prossimi passi

VOLONTARIATO il 3° incontro dei volontari

www.ucodep.org 

Ucodep - per un mondo a dimensione umana - Maggio 2009 - Direttore responsabile: Laura Meini - Trimestrale - Anno 2009, n°1 Iscrizione Registo Stampa c/o Tribunale di Arezzo n. 9/85 - Autorizzazione n. 909 del 29.09.97. Variazione del 13.03.07. Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/67/2004 Arezzo.


Rivista Ucodep Maggio 2009