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PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CONFCOMMERCIO FAM DELLA PROVINCIA DI MODENA n°

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Dicembre 2018 Gennaio 2019 NUMERO 19 ANNO II

Grazie, Giorgio! 1


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Il Punto

Giorgio Vecchi, un uomo senza paura del passato e aperto al futuro

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are amiche e cari amici di Confcommercio Modena, vi scrivo pregandovi di portare questo mio saluto a Giorgio, alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Li abbraccio, come Giorgio abbracciava i suoi imprenditori nel 2012, quando la terra tremò e squassò animi, aziende e città, e Giorgio a Carpi non contava i danni, ma dava conto di ogni buon gesto. E poi ricordo l’aprile del 2015, quando Giorgio diventò Presidente della Confcommercio di Modena in coincidenza con il Settantennale. Abbiamo festeggiato insieme, presentando un bel libro orgoglioso sulla storia dell’Ascom.

E oggi Giorgio se ne va alla soglia dei suoi, di 70 anni, che avrebbe compiuto soltanto tra pochi giorni. Proprio come la sua associazione - che ha guidato con il cuore da Presidente, ma servito con i fatti e le scelte ogni giorno negli ultimi 40 anni - Giorgio non dimostrava la sua età. E non perché la volesse nascondere, ma perché era uno di quegli uomini senza paura del passato e sempre aperti al futuro. In questo senso, era un commerciante di cornici, certo, ma prima di tutto un corniciaio dell’anima. Perché le cornici non servono mai a limitare, ma a valorizzare. E così ha fatto anche lui con la sua, con la nostra Confcommercio. Grazie Giorgio. Carlo Sangalli Presidente nazionale Confcommercio

PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CONFCOMMERCIO FAM MODENA Edito da M.I.A. S.r.l. Reg. Trib. di Modena n° 13/2016 del 28/07/2016 ISSN 2531-4904 Stampa Grafiche TEM Modena

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Economia locale TANTI I NODI DA SCIOGLIERE SULLA TARI, CHE INCIDE PESANTEMENTE SU ALCUNE CATEGORIE

TARI, imprese modenesi sempre più penalizzate

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n un contesto regionale dove Modena si conferma città salatissima per una serie di categorie – attacca Confcommercio - , è urgente porre un freno all’assoggettamento di aree accessorie e pertinenziali, che nulla hanno a che fare con gli spazi di lavoro, tra quelle utili ai fini della determinazione della TARI, come sta accadendo nel capoluogo a seguito di controlli in atto su diversi pubblici esercizi ed altre attività commerciali e per effetto dell’allineamento, non privo di controversie, tra dati catastali e planimetrie in mano ad Hera: su tale aspetto rimarcheremo, nelle discussioni sui bilanci 2019, anche la necessità di intervenire in modo netto nei regolamenti comunali perché siano chiaramente identificati i locali su cui applicare la Tari, escludendo quelli inutilizzabili e perché venga meno una situazione di ambiguità riscontrabile in una serie di regolamenti di altrettanti Comuni che presta il fianco ad interpretazioni discutibili».

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«Modena, peraltro – chiarisce Confcommercio - si conferma uno dei Comuni in Regione dove la tassa sui rifiuti (TARI) è molto pesante per il mondo delle imprese ed in particolare per quelle del mondo della ristorazione, del turismo e dell’alimentare, con differenze dalla media regionale che superano addirittura il 30%: un quadro che dovrà essere corretto, attraverso interventi sui regolamenti comunali e più complessivamente con la messa a gara del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, attesa da troppi anni e perché logiche di concorrenza vera producano il duplice effetto di aumentare la qualità e di abbassare le tariffe a carico di imprese e famiglie». «Nella città della Ghirlandina, poi, piove sul bagnato, perché tante imprese stanno facendo i conti con un ulteriore problema, che in non pochi casi ha determinato situazioni insostenibili: la mancata possibilità di rateizzare l’importo determinato a seguito di un accertamento, che spesso ha riguar-

dato la rideterminazione delle metrature a cui assoggettare la tassa. In questo caso chiederemo all’Amministrazione Comunale di introdurre la rateizzazione tra le possibilità di pagamento, come previsto in tutti i comuni del Modenese». Tutto ciò fa il paio con l’annoso problema dei costi della TARI per le imprese, messo a fuoco da una nuova indagine comparativa con i comuni di Bologna, Reggio Emilia e Forlì sui costi della TARI – al lordo di sconti - per una serie di categorie di imprese: ristorazione, caffetterie e pasticcerie, ortofrutta e pizze al taglio, birrerie e hamburgherie. RISTORANTI, PIZZERIE Nel segmento di ristoranti e pizzerie, a Modena, con 20,74 €/ mq, si paga oltre il 30 per cento in più che a Bologna, l’8,6% in più che a Forlì, mentre Reggio Emilia pratica una tariffa sostanzialmente uguale ( 20,81 €/mq). CAFFETTERIE, PASTICCERIE Analogamente, anche per bar, caffetterie e pasticcerie che operano a Modena, la Tari è una vera mazzata. L’aliquota applicata nella città della Ghirlandina (19,90 €/mq) è sensibilmente superiore a quella degli altri territori considerati: il 32% in più rispetto a Forlì (13,47 €/mq), il 22,8% in più rispetto a Bologna (15,36 €/mq), il 14,67% in più di quanto si paga a Reggio Emilia (16,98 €/mq). BIRRERIE, HAMBURGHERIE A Modena i titolari di birrerie, pub e hamburgherie sborsano 20,82 €/metro quadrato contro i 15,74 €/mq di Bologna (24,39% di differenza), i 16,51 €/mq di Forlì (20,69% la differenza). L’aliquota è invece la medesima a Reggio Emilia: 20,81€/mq. ORTOFRUTTA, PESCHERIE, PIZZE AL TAGLIO Anche in questo caso le differenze sono importanti: a Modena, dove l’aliquota al metro quadro è pari a 24,12 €, gli esercenti sborsano il 33,53% in più dei colleghi di Reggio Emilia (16,03 €/mq) e il 27,57% in più di quelli di Bologna (17,47 €/mq). Allineata a Modena è invece la tassa applicata a Forlì (24,40 €/ mq). «Le differenze», conclude Confcommercio, «mettono a nudo un andamento inspiegabile, più volte denunciato da Confcommercio in questi anni, nell’applicazione delle aliquote, che anche quest’anno chiederemo a tutti i Comuni almeno di congelare».


Il fatto del mese IL PRESIDENTE PROVINCIALE GIORGIO VECCHI CI HA LASCIATI

Giorgio Vecchi: un esempio come uomo, imprenditore e dirigente scomparso il 5 novembre scorso Giorgio Vecchi, presidente provinciale di Confcommercio. Una vita, quella di Vecchi, improntata ad un solido impianto valoriale ed etico, dedicata al lavoro e spesa in tanti ruoli importanti ed in una moltitudine di progetti e iniziative perché le ragioni delle piccole e medie imprese avessero l’attenzione e il rispetto che meritano.

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nel 1976, quando apre la sua attività, che condurrà in prima persona per oltre quarant’anni. L’esercizio in via Berengario diventa ben presto crocevia di discussioni ed incontri con commercianti del centro storico, sindaci, assessori e

Appena concluso il servizio militare, comincia la sua lunga carriera lavorativa. Dal 1968 al 1975 è collaboratore in un esercizio commerciale a Carpi. Il salto nel mondo del lavoro autonomo arriva

associazioni di categoria. Alla attività di impresa affianca così quella di rappresentanza delle istanze del mondo del commercio e più complessivamente del centro storico car-

pigiano: dal 1980 al 1990 è dirigente di Lapam a Carpi, dal 1994 al 2004 è presidente dell’Associazione di promozione Carpi Centro. Nel 2005 diventa presidente di Confcommercio Carpi, carica che ricoprirà fino al 2014 per poi assumere, l’anno seguente, la carica di presidente provinciale. Importanti le funzioni rivestite da Vecchi a livello istituzionale: dal 2013 al 2016 è vice Presidente della Camera di Commercio di Modena di cui assume la presidenza nel 2016 per i successivi due anni, durante i quali è presidente di PROMEC azienda speciale per l’internazionalizzazione, presidente del Consiglio Direttivo della Camera Arbitrale di Modena, membro di Giunta di Unioncamere Emilia Romagna.

“Una scomparsa, quella di Giorgio – commentano i due vicepresidenti Bruna Lami e Massimo Malpighi – che ci addolora: abbiamo perso un compagno di viaggio, un visionario rimasto sempre con i piedi per terra, un esempio di dedizione al lavoro e di amore per la sua Carpi, che rimarrà vivo nella nostra memoria e di chiunque l’abbia conosciuto. Se ne va un vero protagonista del mondo imprenditoriale, associativo e del territorio modenese”. 5


Eventi Confcommercio GRANDE SUCCESSO PER LE INIZIATIVE FORMATIVE DEDICATE A TURISMO E RISTORAZIONE

Show cooking stellato suggella il percorso formativo Eburt

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ell’ambito delle attività formative del fondo interprofessionale Eburt del settore turistico e ristorativo si sono svolte nelle scorse settimane una serie di iniziative formative rivolte al personale ed agli imprenditori del settore. L’elemento di grande novità è stata la realizzazione, lo scorso 8 novembre, di uno show cooking aperto al pubblico presso l’Hotel Ristorante Bristol di Dogana di Fiumalbo. L’evento, a cui hanno partecipato due notissimi chef stellati, ha permesso ai numerosi commensali di fare un “viaggio” alla scoperta dei sapori autunnali della cucina tosco-emiliana. Luca Mar-

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chini, chef patron del Ristorante l’Erba del Re di Modena, nonché presidente Fipe Modena e Filippo Saporito, chef patron insieme alla moglie del Ristorante La Leggenda dei Frati di Firenze, hanno realizzato in diretta davanti al pubblico due preparazioni storiche della cucina tosco-emiliana - i passatelli e i pici - reinventati in ricette stellate, ma nel rispetto della tradizione e della tipicità. Infatti i passateli di Luca Marchini sono stati serviti asciutti con un ragù di coniglio mentre i pici di Filippo Saporito sono stati realizzati con un ragù di pollo. La serata ha visto la presenza entusiasta di oltre sessanta persone, che hanno poi potuto gustare una cena tipica tosco-emiliana curata da Simona Nardini, chef dell’Hotel Ristorante Bristol di Dogana di Fiumalbo. L’evento ha suggellato una offerta corsuale del fondo Eburt molto ricca: dieci, tra corsi e seminari, le iniziative organizzate, che hanno coinvolto oltre un centinaio fra operatori e titolari d’azienda, interessati a migliorare le proprie competenze tecnico professionali nel lavoro quotidiano con i propri ospiti clienti.


Fatturazione elettronica, arrivano le semplificazioni Ancora in vigore l’accordo per la detassazione dei premi di produttività Omaggi natalizi ai dipendenti, istruzioni per l’uso Contratti di somministrazione, novità in vigore Rottamazione delle cartelle, tutte le novità introdotte

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Supplemento al periodico L’Osservatorio d’Impresa Dicembre 2018 / Gennaio 2019 Anno II - n°19

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Notiziario Flash

Fatturazione elettronica, arrivano le semplificazioni Il Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018 (c.d. Decreto fiscale), entrato in vigore il 24/10, ha previsto una serie di semplificazioni in materia di fatturazione elettronica (FE). Semplificazioni relative all’avvio della fatturazione elettronica (Art. 10) Per le fatture emesse in formato elettronico nel primo semestre del periodo d’imposta 2019 è stato introdotto un regime transitorio per ciò che concerne l’irrogazione delle sanzioni. In particolare è stata prevista: la non applicazione delle sanzioni per omessa fatturazione ( dal 90% al 180% dell’iva) nel caso in cui la FE sia emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione iva; la riduzione dell’80% delle sanzioni nel caso in cui la FE sia emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione iva del periodo successivo. Semplificazioni relative all’emissione della fattura elettronica (Art. 11) Dal 1 luglio 2019 le FE potranno essere trasmesse tramite lo SDI entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione (consegna del bene o pagamento del servizio). Nel caso in cui la data di effettuazione dell’operazione non coincida con la data di emissione, in fattura deve essere indicata la data in cui è effettuata la cessione/prestazione o la data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo. Semplificazioni relative alla registrazione delle fatture emesse (Art. 12) Viene stabilito che tutte le fatture emesse devono essere annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e

con riferimento allo stesso mese di effettuazione delle operazioni. Semplificazioni relative alla registrazione delle fatture di acquisto (Art. 13) Viene abrogata la numerazione progressiva delle fatture di acquisto, nonché l’indicazione nel registro Iva del numero progressivo ad essa attribuito: per le fatture elettroniche inviate tramite lo SDI la protocollazione risulta automaticamente assolta. Inoltre le fatture di acquisto e le bollette doganali devono essere annotate anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitata la detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno. Semplificazioni relative alla detrazione dell’Iva (Art. 14) Il Legislatore ha infine previsto la possibilità di portare in detrazione l’Iva risultante dalle fatture riferite a operazioni per le quali l’imposta è divenuta esigibile nella liquidazione del suddetto mese purché dette fatture siano ricevute e registrate nei primi 15 giorni del mese successivo. Sono esclusi da tale previsione i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente, ovvero le operazioni effettuate in un anno le cui fatture sono ricevute nell’anno successivo.

Ancora in vigore l’accordo per la detassazione dei premi di produttività Si ricorda che è ancora in vigore l’accordo sottoscritto da Confcommercio Emilia Romagna, CGIL, CISL, UIL dell’Emilia Romagna e FilcamsCGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL dell’Emilia Romagna l’Accordo Regionale per la detassazione dei premi di produttività e i servizi di welfare. Grazie all’Accordo sarà possibile detassare i premi di risultato fino a 3.000 euro di importo applicando l’imposta sostitutiva del 10%. I premi sono legati al raggiungimento di incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili

sulla base di almeno uno degli indicatori previsti dall’Accordo. Beneficiari sono i dipendenti di aziende con sede legale in Emilia Romagna, anche se occupati presso unità operative fuori regione, ed i dipendenti di aziende con sede in altre regioni che operano in Emilia Romagna, i cui redditi da lavoro dipendente relativi all’anno precedente non abbiano superato gli 80.000 euro. L’Accordo Regionale potrà essere applicato esclusivamente dalle aziende associate al Sistema di rappresentanza Confcommercio, che applicano integralmente i C.C.N.L. del Terzia-

rio-Distribuzione-Servizi, del Turismo o altri C.C.N.L. siglati dalle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori firmatarie dell’Accordo. L’adesione all’Accordo Regionale per la detassazione permette alle aziende associate di poter detassare i premi di produttività o di attivare in alternativa servizi welfare scegliendo direttamente gli indicatori già stabiliti nell’accordo senza necessità di attivare una trattativa a livello aziendale. Per ulteriori informazioni o attivare il servizio, rivolgersi all’Ufficio Relazioni Sindacali.

Omaggi natalizi ai dipendenti, istruzioni per l’uso È consuetudine di molte aziende corrispondere pacchi dono o, in generale, omaggi ai dipendenti in occasione delle festività natalizie. Con riguardo alle erogazioni liberali occorre fare una distinzione tra quelle in denaro e quelle in natura; le erogazioni in denaro risultano interamente imponibili mentre le erogazioni in natura rientrano nell’ambito di applicazione del comma 3, articolo 51, TUIR che prevede la non imponibilità dei beni ceduti e dei servizi prestati ai dipendenti se complessivamente di importo non superiore a euro 258,23; qualora il valore di detti beni e servizi sia superiore al limite indicato, lo stesso concorre per intero alla formazione della base imponibile sia previdenziale che fiscale. Ad esempio i buoni acquisto che le aziende offrono in dono ai propri dipendenti da utilizzare presso i negozi o il

pacco natalizio concesso ai propri dipendenti costituiscono un’erogazione liberale in natura. Pertanto qualora il loro valore sia inferiore ad euro 258,23, tale erogazione sarà interamente non imponibile, se invece il valore sarà superiore al suddetto limite, concorrerà per intero alla formazione del reddito di lavoro dipendente. L’esclusione dal reddito opera anche se la liberalità è erogata ad un solo dipendente non essendo richiesto che l’erogazione liberale sia concessa alla generalità o a categorie di dipendenti. La valutazione dell’assoggettamento del relativo valore deve essere effettuata considerando complessivamente tutti i beni ceduti e servizi prestati nonché ulteriori erogazioni in natura concesse al dipendente nel corso del periodo d’imposta.

Contratto di somministrazione, novità in vigore La Legge n. 96 del 9 agosto 2018 ha previsto importanti novità in caso di assunzione a tempo determinato con particolare riferimento ai nuovi limiti percentuali: il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipulazione dei contratti in oggetto o data diversa in caso di attività avviata in corso d’anno, con arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora

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esso sia eguale o superiore a 0,5. Qualora l’attività venga avviata nel corso dell’anno, il limite percentuale verrà computato sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento della stipulazione del contratto di somministrazione di lavoro; salvo diverse disposizioni della contrattazione collettiva; con esclusione delle disposizioni relative al numero complessivo di contratti a tempo determinato ed ai diritti di precedenza (rispettivamente artt. 23 e 24, D.Lgs n. 81/2015). Inoltre il legislatore ha introdotto sanzioni in caso

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di somministrazione fraudolenta (art. 38- bis), che si configura con il comportamento volto ad eludere la disciplina legislativa o quella prevista dalla contrattazione collettiva e per la cui fattispecie viene stabilita la sanzione a titolo di ammenda dell’importo pari a 20 euro, sia a carico del somministratore che dell’utilizzatore, per ogni lavoratore interessato e per ogni giorno di prestazione in caso di somministrazione a tempo indeterminato. Per il caso di somministrazione a termine, la sanzione prevista in caso di superamento del limite di 24 mesi sarà applicabile esclusivamente nei confronti dell’utilizzatore.


L’esperto risponde

Rottamazione delle cartelle, tutte le novità introdotte Con DL 119/2018, è stata introdotta una nuova definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Il primo effetto è di stabilire che qualora non siano stati rispettati i termini della rottamazione bis, è possibile mettersi in regola pagando le rate scadute di luglio, settembre e ottobre 2018 entro il prossimo 7 dicembre. Chi paga nei termini rientra automaticamente nei benefici previsti dalla rottamazione-ter. Tale istituto si limita a carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Il debitore potrà beneficiare dell’abbattimento delle sanzioni, degli interessi di mora e di dilazione come nelle precedenti rottamazioni, ma, rispetto ad esse, fruirà di con condizioni più favorevoli: Il pagamento delle somme dovute sarà dilazionato in un arco di tempo più ampio (5 anni, con rate di pari importo a cadenza semestrali al 31/07 e 30/11 di ogni anno); Potrà utilizzare, a compensazione, per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione, i crediti NON prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizio, anche professionali maturati nei confronti delle PA; Qualora il contribuente scelga il pagamento rateale, lo stesso sarà assoggettato ad un tasso di interesse ridotto, pari al 2% annuo. Provvedendo al versamento della prima o unica rata delle somme dovute potrà ottenere l’estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell’adesione della definizione. Ai fini della definizione, è necessario che il debitore manifesti all’agente della riscossione la sua volontà di avvalersene, presentando, entro il 30 aprile 2019, apposita dichiarazione (modulistica disponibile sul sito di Agenzia entrate – Ri-

scossione). Il pagamento potrà avvenire in modo dilazionato in unica soluzione entro il 31 luglio 2019, oppure in un massimo di 10 rate consecutive semestrali di pari importo. Tali rate avranno scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019. In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento di una sola rata comporta la decadenza da tale beneficio. Come specificato in premessa, è stato differito alla nuova data del 7 dicembre 2018 la scadenza dei termini già fissati a luglio, settembre e ottobre 2018 per i pagamenti previsti dalla rottamazione-bis. Provvedere entro tale data al pagamento delle rate di luglio, settembre e ottobre 2018 garantisce al contribuente senza alcun ulteriore adempimento di fruire del differimento automatico del versamento delle somme residue dovute alle scadenze stabilite dalla rottamazione-ter 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2019 per cinque anni). Stralcio Mini Cartelle L’articolo 4 del predetto DL, prevede che siano automaticamente annullati i debiti di importo residuo (alla data di entrate in vigore del decreto) fino a mille euro. In tale stralcio rientreranno le cartelle inferiori a mille euro, comprendendo capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risulttanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Lo stralcio avverrà automaticamente da parte di Agenzia Entrate Riscossione entro il 31 dicembre 2018. Giordano Borghi Commercialista e revisore

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Iscom News INTERVISTA ALLO CHEF ILIO BERSELLI, DOCENTE DI ISCOM FORMAZIONE

Natale alle porte, tra ricordi di infanzia e dolci prelibati

A cura di Isabelle Abram

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Natale è alle porte ed abbiamo chiesto al nostro Pastry chef Ilio Berselli, docente della scuola di formazione di Confcommercio “Modena con gusto”, i suoi ricordi di infanzia legati al Natale, in particolar modo ai dolci. E poi gli abbiamo chiesto la sua ricetta preferita,che sveliamo anche ai lettori: la mitica torta di tagliatelle, uno dei classici della tradizione emiliana. Cosa ricorda del Natale della sua infanzia? La mia infanzia mi ricorda i tortelli fritti con il savor e il Dolce mattonella fatto Torta di tagliatelle al cioccolato Ingredienti per una torta da 26 cm Per la frolla: 150 g di farina, 60 g di zucchero, 80 g di burro, 1 uovo, 1 limone, un pizzico di sale Per le tagliatelline: 100 g di farina e un uovo Per il ripieno: 60 g di amaretti sbriciolati 100 g di farina di mandorle, 80 g di zucchero semolato, 12 g di cacao amaro, 125 g di albumi Per il ripieno: 150 g di mandorle tostate a filetti, 150 g di zucchero, per finire un bicchierino di anice o sassolino burro quanto basta zucchero a velo quanto basta. Esecuzione: Impastare velocemente la farina con lo zucchero l’uovo il burro e il sale e la buccia grattugiata del limone formare una palla e riporre in frigorifero per 30 minuti amalgamare la farina e l’uovo tirare una sfoglia sottile e ricavarne delle tagliatelline. Mescolare le mandorle con lo zucchero per il ripieno mescolare bene tutti gli ingredienti stendere la pasta frolla nello stampo imburrato creare uno strato di impasto di mandorle e cioccolato uno di tagliatelline poi uno di zucchero e mandorle sovrapporre ancora le tagliatelline e terminare con mandorle zucchero. A questo punto distribuire sulla superficie qualche fiocchetto di burro infornare a 170° per 30 minuti.Sfornare la torta e versarvi subito liquore. Spargere lo zucchero a velo. Raffreddare e servire.

con i biscotti ed il burro montato con lo zucchero e uova. Chi lo cucinava ? Era la mia cara nonna paterna ad occuparsene. E poi? altri dolci ? Beh, la mitica torta di tagliatelle classica e povera. Il panettone si mangiava ? Come era ? Negli anni 60/70 il panettone classico... a quei tempi era solo con uvetta e canditi con un sapore di burro strepitoso... i sapori che non si trovano più. Ma la sua famiglia cucinava cose speciali... altri ricordi ? La torta Bonissima, fatta di noci e miele... una libidine! Io adesso la insegno nei miei corsi e l’ho inserita anche nel mio libro di ricette uscito l’anno scorso e già rieditato. Il Natale di adesso dal punto di vista dei dolci è cambiato molto? Ora il Natale offre troppe varietà di panettoni di tutte le varianti possibili, dallo zenzero al cioccolato, e dolci troppo diversi dalla nostra tradizione! Quindi lei rimane sui grandi classici ? Io rimango tradizionale sia nei miei gusti che nel mio lavoro. Vede, ci sono già

CORSI IN PARTENZA Corso operatore della pasticceria: professione Pasticcere! Inizio corso: 22 Gennaio 2019 Docenti: Ilio Berselli, Luca Balboni, Massimo Campioli, Fortunato Zagaria Organizzazione: 200 ore, di cui 120 di laboratorio e 80 di stage. Corso operatore della ristorazione: professione Cuoco! Inizio corso: 29 Gennaio 2019 Docenti: Francesco Esposito, Luca Balboni, Alessia Morabito, Emilio Barbieri, Rina Poletti, Vittorio Novani, Tiziana Simonini Organizzazione: 300 ore, di cui 120 di laboratorio e 80 di stage. Corso professione Pizzaiolo Inizio corso: 28 Gennaio 2019 Docenti: Raffaele Esposito, Guido Ferrari, Cristiano Garbarino Organizzazione: 54 ore di laboratorio pratico. Corso professione Barman Inizio corso: 11 Febbraio 2019 Docenti: Vanni Folloni Organizzazione: 36 ore di corso teorico pratico. Corso profumo di lievito Inizio corso: 24 Gennaio 2019 Organizzazione: 12 ore di laboratorio pratico con Ilio Berselli. troppe cose che cambiano ed io credo ci sia bisogno almeno in questo di non cambiare troppo. E per unire il passato con il presente per la vigilia non manca mai la torta di tagliatelle rivisitata e personalizzata, nei miei corsi, a casa mia o dagli amici.

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Dal territorio FOCUS SUI BILANCI DEI COMUNI DEL TERRITORIO

Bilanci comunali, le osservazioni e le proposte di Rete Imprese

È

un’attenzione particolare quella che quest’anno le Associazioni di Rete Imprese Italia stanno dedicando ai bilanci comunali. Un’attenzione giustificata dal fatto che nel 2019, la manovra finanziaria consente a comuni e regioni di aumentare le aliquote di imposte locali come Imu e addizionali Irpef, con possibili ricadute negative per imprese e cittadini. Proprio dalla fiscalità locale inizia il documento che Rete Imprese Italia sta presentando ai sindaci in occasione della discussione sui bilanci delle amministrazioni locali. Un documento che parte appunto dalla considerazione che i comuni non dovranno agire in alcun modo sulla leva fiscale, malgrado l’apertura concessa dal Governo in questo senso. Fiscalità locale Tari, con la necessità di superare alcune criticità, tra le quali l’esclusione dal calcolo delle aree destinate alla produzione di rifiuti speciali (come hanno fatto alcuni comuni). Poi l’Imu con la richiesta di escludere dalla sua applicazione gli immobili strumentali all’attività d’impresa. Infine, altre imposte locali che determinano costi importanti per le aziende. (ad esempio, l’imposta sulla pubblicità, che presenta margini di discrezionalità locali talvolta discutibili). Questi gli ambiti su cui intervenire. Appalti pubblici e le opportunità di lavoro per le imprese del territorio A tutela delle piccole aziende e per dare loro modo di concorrere ai lavori, le associazioni chiedono di adottare obbligatoriamente la pratica della suddivisione degli appalti in lotti funzionali, di favorire la prassi della rotazione nelle assegnazioni, introducendo un limite al numero di lotti che una impresa può aggiudicarsi, di garantire sempre la partecipazione di un certo numero di aziende del territorio. Dalle Unioni dei Comuni ai progetti di fusione ed integrazione delle funzioni amministrative tra piccoli comuni. Nella nostra provincia, nonostante siano evidenti i vantaggi che si determinerebbero con la scelta delle integrazioni, chiusure di natura politica e sapore 12

campanilistico (a volte strumentale), hanno fino ad oggi impedito di dare corso a tali progetti di riorganizzazione istituzionale. Dai piccoli comuni dell’Appennino fino ai Comuni dell’area Nord, passando per Bomporto e Bastiglia, sono diverse le situazioni nelle quali sarebbe necessario attivare percorsi di integrazione. In provincia ben 18 comuni hanno meno di 5.000 abitanti: come si può pensare che queste amministrazioni siano oggi in grado di erogare i servizi più complessi richiesti dalle imprese e dai cittadini? Meno burocrazia e più semplificazione E’ inconcepibile che in materia urbanistica, edilizia, tributaria, ambientale, di accesso ai servizi ecc., ci siano regole diverse tra comune e comune, magari confinanti e similari per caratteristiche. Ciò porta ad evidenti complicazioni (e quindi maggiori costi) per le imprese che operano su più territori e per le quali i confini municipali non hanno senso. Stiamo parlando di un obiettivo a costo zero, non più rinviabile. Riqualificazione urbana/edilizia e sostegni alle piccole imprese Il territorio è un bene “finito” e non si può più certo pensare a politiche urbanistiche espansive. Occorre aprire una fase che veda al centro progetti di “rigenerazione urbana”, di riqualificazione immobiliare e riconversione che mettano al centro la valorizzazione del piccolo commercio e dell’artigianato, perché rappresentano realtà economiche indispensabili per rendere vivo e vivibile il territorio anche dal punto di vista sociale. Un obiettivo che può essere raggiunto solo con un adeguato sforzo economico in termini di agevolazioni ed investimenti, finanziabili ad esempio con fondi alimentati da quote di oneri di urbanizzazione derivanti da interventi insediativi/commerciali di medio/ grandi dimensioni. Sicurezza Il tema della “sicurezza” non è solo percezione, ma anche dati reali, come testimoniano le ultime statistiche. Vanno ovunque messi in campo tutte le misure e gli strumenti possibili per prevenire ed impedire la diffusione della delinquenza e per assicurare un adeguato presidio e controllo del territorio: “controllo di vicinato” nelle zone residenziali e nelle aree artigianali, rafforzamento delle sinergie tra polizie locali, vigilanza privata e Forze dell’Ordine, aumento del numero di agenti di polizia municipale in strada e nei quartieri, più investimenti nella video sorveglianza dei punti ritenuti più critici delle aree pubbliche Abusivismo L’abusivismo continua ad essere una piaga che danneggia molti settori. Chiediamo alle amministrazioni e alle autorità competenti, maggiori e più incisivi controlli ed opportuni provvedimenti sanzionatori, per contrastare la diffusione di questa economia sommersa. Marketing territoriale e turismo Il marketing territoriale è una leva per favorire lo sviluppo della nostra provincia, per accrescerne competitività ed attrattività. Riteniamo che anche Modena, come ha fatto Bologna (Bologna Welcome) debba dotarsi di uno strumento su cui fare confluire le risorse pubbliche (anche comunali) e private, per attivare la promo commercializzazione

del territorio e dei sui prodotti turistici. Un unico punto di riferimento di livello provinciale che porti a sintesi e coordini l’attività di promo-commercializzazione turistica e sia punto di riferimento per tutti gli attori pubblici e privati del territorio modenese. Modena Tur potrebbe essere una risposta, tenendo conto del fatto che, un’unica regia non presuppone un’unica sede, ma la possibilità di aprire sportelli operativi sul territorio. Viabilità e trasporti Nonostante in questi anni siano state diverse le opere portate a compimento, rimangono diverse situazioni di forte criticità. Preoccupano, ad esempio, le difficoltà degli accessi al capoluogo da tutte le direttrici. Sul territorio, il completamento della Pedemontana deve restare una priorità e con essa l’Autostrada Cispadana, che le Associazioni continuano a ritenere indispensabile, Rete distributiva e servizi Un dato: a livello nazionale, tra il 2007 e il 2016, le attività commerciali al dettaglio si sono ridotte del 12%, mentre la G.D.O è cresciuta dl 25%. A ciò si aggiungono i profondi cambiamenti al consumo legati all’avvento delle grandi piattaforme. Sono quindi indispensabili azioni e scelte che contribuiscano a creare un nuovo equilibrio della rete distributiva, facendo fare recuperare spazi ed opportunità anche alle piccole e medie attività commerciali. A questo proposito chiediamo che i progetti di apertura, trasferimento, ampliamento, accorpamento di superfici commerciali da parte grandi strutture di vendita siano subordinati all’impegno, attraverso un atto unilaterale d’obbligo nei confronti del Comune, a contribuire alla realizzazione di iniziative di riqualificazione e valorizzazione delle PMI commerciali, destinando una determinata quantità di risorse ad un apposito “fondo” pubblico. Questi i punti salienti del documento che CONFCOMMERCIO FAM, CNA, CONFESERCIENTI, LAPAM LICOM presenteranno alle singole municipalità, con integrazioni legate alle specificità dei diversi territori.


Dalle categorie SICUREZZA, PRESENTATI I RISULTATI DELL’INDAGINE DI CONFCOMMERCIO

Rimane alta la percezione di insicurezza tra gli imprenditori modenesi

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imane forte, tra gli imprenditori della nostra provincia, la percezione di insicurezza, con particolare riferimento a furti, abusivismo e contraffazione e situazioni di degrado. Emerge dal quadro messo in luce dall’indagine 2018 condotta da Confcommercio, che ha analizzato i fenomeni criminali sofferti dalle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e dei trasporti in Provincia di Modena. Percezione della criminalità Rispetto alla percezione dei fenomeni criminali - con particolare riferimento a furti, contraffazione e abusivismo, rapine e usura - il 47% degli intervistati (erano il 51% nel 2017) ritiene che i livelli di sicurezza siano peggiorati. Un dato, questo, che collima con i dati sulla criminalità emersi dalla recente indagine sulla qualità della vita di Italia Oggi, che ha assegnato alla nostra provincia il 60° posto, in peggioramento sul 2017. Va poi detto che per il 47% del campione la sicurezza è rimasta stabile (l’anno scorso era il 42%), mentre per il 6% è migliorata. Crimini percepiti più in aumento Circa i crimini percepiti più in aumento, i furti sono sul gradino più alto della classifica (per il 62% del campione), a conferma del fatto che, nonostante gli sforzi delle Forze dell’Ordine, quello dei furti rimane un grosso problema per Modena. Seguono l’abusivismo (per il 53%), la contraffazione (per il 37%), le rapine (per il 25% contro il 33% dello scorso anno). Più bassa è la percezione di aumento di altri fenomeni: usura (10%) e estorsioni (8%). Le iniziative più efficaci per garantire sicurezza A conferma della fiducia del mondo delle imprese nei confronti in particolare di Carabinieri e Polizia di Stato, è forte la richiesta di protezione sul territorio da parte dei tutori dell’Ordine, indicata dal 67% degli intervistati l’iniziativa più efficace per contrastare la criminalità. La certezza della pena rimane sul gradino più alto delle misure considerate maggiormente efficaci (81%).

Seguono l’intervento degli enti locali per poliziotti di quartiere (25%) e una maggior collaborazione con le Forze dell’Ordine (15%). Degno di interesse, poi, il fatto che il 10% del campione indichi i gruppi di whatsapp come un possibile deterrente contro il dilagare della microcriminalità. Le azioni a protezione della propria impresa Per proteggere la propria impresa dalla criminalità l’82% del campione sostiene di aver adottato almeno una misura tra quelle proposte: il 53% degli intervistati afferma di aver adottato un impianto d’allarme o di videosorveglianza, il 40% è assicurato, un quarto degli intervistati ha un servizio di vigilanza privata, il 13% si è dotato di

vetrina corazzata, il 20% chiede aiuto/consigli alle Associazioni di categoria, il 32% ricorre alla denuncia. Sul tema degli impianti di videosorveglianza va rimarcata l’importanza di installare strumentazione previste in un protocollo di intesa siglato da Confcommercio con il Ministero dell’Interno e collegate con la centrale operativa delle Forze dell’Ordine, utili ad agevolare lo svolgimento di attività investigativa. La percezione di efficacia delle leggi e la propensione ad inasprire le pene Addirittura il 92% degli intervistati ritiene che le leggi che contrastano i fenomeni criminali siano per nulla o poco efficaci. Il 75% (era il 77% l’anno scorso) sarebbe assolutamente favorevole ad inasprire le pene (il 19% abbastanza), ma fa da contraltare a questo dato l’estrema sfiducia rispetto al fatto che queste vengano scontate: la grandissima parte del campione continua a pensare infatti che i condannati sicuramente o probabilmente non paghino completamente per i crimini commessi. Le problematiche del territorio I problemi maggiormente presenti nell’area in cui le imprese esercitano la propria attività sono poi soprattutto l’esistenza di abusivismo commerciale o di attività dietro le quali si cela possibile illegalità (53%), la presenza di negozi sfitti da tempo (52%), di edifici abbandonati e di degrado (41%), di spaccio/prostituzione (30%), di accattonaggio (15%). Abusivismo: una vera piaga L’abusivismo, infatti e come testimoniano le risposte degli intervistati, continua ad essere una vera e propria piaga, che colpisce in particolare il mondo della ristorazione, il comparto dei locali notturni, il settore della ricettività e quello dell’organizzazione dell’accoglienza turistica, oltre al

settore immobiliare. Basti pensare che il fenomeno dei ristoranti in falsi agriturismo, dei bar-ristoranti in circoli culturali, dei barristoranti in circoli sportivi-ricreativi e delle finte sagre vale nella nostra provincia quasi 60milioni di euro: tutti esentasse. E che dire dei locali notturni mascherati da circoli e associazioni che fanno concorrenza sleale alle discoteche senza ottemperare alle norme di legge previste. In crescita anche il fenomeno dell’esercizio abusivo di attività di mediazione immobiliare, con danno alle attività legali, ai consumatori spesso gabbati ed all’erario, visto che sfugge al fisco, in tutta Italia, un gettito pari ad almeno mezzo miliardo di euro. Le nuove frontiere di “alberghi paralleli” Negli ultimi anni, poi, anche Modena, è stata investita dal mercato parallelo degli affitti turistici. Sono alloggi di privati, messi in vendita on line come fossero stanze d’albergo: quasi 1.000 quelli presenti nelle varie piattaforme, di cui oltre 500 solo su Airbnb, per una stima prudenziale di circa 2.500 corrispondenti posti letto. Contraffazione Preoccupano anche i dati sulla contraffazione. Indagini condotte a livello nazionale evidenziano come quasi un terzo dei consumatori abbia acquistato almeno una volta prodotti illegali o abbia utilizzato servizi offerti da soggetti non autorizzati. Abbigliamento e audiovisivi, videogiochi, musica i settori più colpiti, ma non sono immuni dal fenomeno la gioielleria, i generi alimentari ed il tabacco.

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Asaq News COSA PREVEDE IL SISTEMA DI AUTOCONTROLLO H.A.C.C.P. PER LE AZIENDE DEL SETTORE ALIMENTARE

H.A.C.C.P., un sistema di autocontrollo da monitorare ASAQ S.r.l. é una impresa del sistema Confcommercio, nata nel 1998 e specializzata nei servizi di assistenza e consulenza alle imprese in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, ambiente e qualità. Contatti: Viale Reiter, 130 - Modena 059.212226 segreteria@asaq.it www.asaq.it

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ono ormai svariati anni che le aziende del settore alimentare si confrontano quotidianamente applicando la normativa di autocontrollo igienico sanitaria secondo il metodo H.A.C.C.P. Tale normativa ha lo scopo principale di prevenire i pericoli di contaminazione degli alimenti. Il sistema si basa sull’analisi preventiva ed il monitoraggio delle lavorazioni dove sia possibile un rischio di contaminazione sia essa biologica, chimica o fisica. Il controllo deve monitorare tutta la filiera

del processo di produzione e distribuzione degli alimenti al fine di individuare quelle fasi che possono rappresentare un cosiddetto “punto critico”. Tali punti critici rappresentano pertanto le possibili falle del sistema prevenzione alimentare e quindi devono essere tenuti sotto controllo. Il sistema H.A.C.C.P. prevede alcuni principi fondamentali. Per tutte le imprese che vendono, somministrano o trasportano alimenti e bevande, è necessario dotarsi di un manuale di autocontrollo. Lo scopo del manuale di autocontrollo è descrivere i processi lavorativi di

una azienda applicando i principi previsti dal Regolamento CE 852/2004. Nel manuale sono definiti e documentati i requisiti del sistema di autocontrollo che l’azienda soddisfa per assicurare la qualità dei prodotti e dei servizi forniti al cliente finale. Il manuale rappresenta un riferimento costante e fondamentale per la vita dell’azienda e deve pertanto essere continuamente aggiornato ed applicato per prevenire contaminazioni alimentari, tossinfezioni e possibili sanzioni degli organi di vigilanza. Tutto il personale deve necessariamente conoscere ed applicare quanto previsto dalle disposizioni e procedure contenute nel manuale di autocontrollo . Spetta al titolare dell’attività mantenere aggiornato il sistema, avvalendosi anche dell’ausilio di consulenti specializzati che possono coadiuvare le imprese nell’applicazione del metodo H.A.C.C.P.

Problema? Soluzione ASAQ! ASAQ offre svariati servizi per l’adeguamento alle normative igienico sanitarie. Per quello che concerne i servizi in ambito applicazione metodo Elaborazione del manuale H.A.C.C.P., in particolare: • Visita in azienda da parte di tecnici esperti del settore • Individuazione dei diagrammi di flusso dei processi produttivi • Analisi ed identificazione dei rischi igienici ed individuazione dei punti critici di controllo per ogni fase dei processi produttivi • Formalizzazione delle corrette prassi igieniche di produzione • Redazione del manuale di autocontrollo • Consegna degli elaborati tecnici e documentali • Illustrazione e spiegazione elaborati Assistenza annuale per l’applicazione metodo H.A.C.C.P, in particolare: • Visite in azienda da parte di tecnici qualificati • Verifica e revisione del manuale di autocontrollo • Attività di informazione degli addetti • Sviluppo di idonee azioni correttive nel caso si riscontrino non conformità • Aggiornamento sugli sviluppi normativi 14

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Enasco News PREVIDENZA, NOVITÀ PER I TRATTAMENTI MEDIO-ALTI CON IL RIPRISTINO DELLE FASCE DI REDDITO

Pensioni, magra rivalutazione dal 2019 A cura di Gianni Tel

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opo anni di mancata rivalutazione a causa del blocco (2012 e 2013, Legge Fornero) e dell’inflazione negativa (2016 e 2017), a partire da gennaio 2018 e per il 2019 l’adeguamento delle pensioni al costo della vita (la perequazione automatica) ha previsto valori assai modesti, 1,3% per il 2018, l’1% dal 2019, sull’importo attualmente in pagamento. La proposta di individuare un nuovo paniere (elenco delle voci più ricorrenti di spesa) per l’effettivo potere di acquisto di pensionati e cittadini con reddito non ha ancora trovato accoglimento. Novità, invece, per i trattamenti medio-alti ai quali, da gennaio prossimo, vengono ripristinate le fasce di reddito contenute nella Legge 388 del 2000, vale a dire tre sole fasce con le relative percentuali. Nel frattempo l’Inps si prepara al rinnovo dei mandati di pagamento per il nuovo anno, sulla base di un dato provvisorio il cui valore, stando agli ultimi dati Istat, dovrebbe essere appunto dell’1%. Vediamo adesso quali sono le prestazioni, i vari importi e le percentuali spettanti (vedi Tabella). MINIMO E TRATTAMENTI SOCIALI Con l’incremento dell’1% la pensione al minimo sale da 507,42 a 512,49 euro al mese, segnando un progressivo mensile

di 5 euro. Allo stesso modo si procede ad adeguare le prestazioni assistenziali per i cittadini in stato di bisogno. L’assegno sociale, cioè la prestazione introdotta dalla riforma Dini del 1995 (con 65 anni dal 2012, 67 dal 2019) passa da 453,00 a 457,53 euro al mese. Mentre la pensione sociale, prevista per gli ultrasessantacinquenni che hanno raggiunto l’età prima del dicembre ’95, sale da 373,33 a 377,06 euro al mese. PENSIONE AL MILIONE Chi ha ottenuto la maggiorazione fino ad un milione di lire al mese può contare dal 2019 su un assegno di 648,93 euro. La cifra si ricava sommando all’importo del trattamento minimo di 512,49 euro la maggiorazione di 136,44 euro prevista dalla Legge n. 127/2007 che ha aumentato le pensioni basse. PENSIONI SUPERIORI AL MINIMO In questi ultimi vent’anni di vita la perequazione per i pensionati con importi superiori al “minimo” è stata oggetto di particolari attenzioni da parte del legislatore, che ha rivisto le regole allo scopo di aggiustare i conti pubblici tramite i seguenti provvedimenti di legge: Legge n. 448 del 1998; Legge n. 388 del 2000; Legge n. 247 del 2007; Decreto Legge n. 98 del 2011; Decreto Legge n. 201 del 2011; Legge n. 228 del 2012; Legge n. 147 del 2013; Legge n. 208 del 2015. Dal 1° gennaio 2019 questi trattamenti (se non saranno previsti altri ripensamenti) torneranno ad essere indicizzati all’inflazione secondo la disciplina antecedente alla Legge Fornero. Tale disposizione risale al 2001 ed ha suddiviso la perequazione in tre fasce all’interno del trattamento pensionistico complessivo così concesso: - 100%, per le pensione di importo inferiore a tre volte il trattamento minimo; - 90%, per gli assegni di importo compreso tra 3 e 5 volte il trattamento minimo;

Le nuove cifre dal 1° gennaio 2019 Tipo di pensione Fondo lavoratori dipendenti: - trattamenti minimi (1) Gestione speciale lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coldiretti): - trattamenti minimi (1) Pensioni con maggiorazione “ad un milione” (€ 516,46) Pensioni inferiori al minimo e pensioni “supplementari” Pensioni sociali (2) Assegni sociali (3) Pensioni di importo superiore al minimo (4) (tutte le categorie)

Importo mensile € 512,49 € 512,49 € 648,93 +1% € 377,06 € 457,53 + 1 % (100% Istat) fino a € 1.523 + 0,90 % (90% Istat) da € 1.523 a € 2.538 + 0,75 % (75% Istat) oltre € 2.538

(1) Il trattamento minimo viene riconosciuto a tutti coloro che hanno un reddito personale non superiore a € 6.662,37 l’anno se vivono da soli e di € 19.981,11 se coniugati. (2) Prevista fino a dicembre 1995. (3) Prevista da gennaio 1996 in poi. (4) Per i titolari di più pensioni le percentuali di aumento si applicano alla somma dei trattamenti.

50&Più è un grande Sistema Associativo e di Servizi, nato e cresciuto all’interno di Confcommercio, che offre servizi e consulenze in materia pensionistica, previdenziale, assistenziale e fiscale e opera come Patronato e Caaf Contatti: via Begarelli, 31 - Modena 059.7364203 enasco.mo@enasco.it www.50epiu.it

- 75%, per i trattamenti superiori a 5 volte il minimo. Di conseguenza l’aumento prossimo è così articolato: - 1% (l’aliquota intera), sulla fascia di pensione mensile sino a 1.523 euro (3 volte il minimo di dicembre 2018); - 0,90%, sulla quota compresa tra 1.523 e 2.538 euro (da 3 a 5 volte il minimo 2018); - 0,75%, sulla quota mensile eccedente 2.538 euro (oltre 5 volte il minimo). Con il ritorno al passato viene ripristinato anche il sistema che vede l’affermazione su fasce di importo e non più su scaglioni singoli di importo. Un piccolo “trucco” tecnico che ha consentito di risparmiare ulteriormente sulla spesa, producendo un’ulteriore perdita, anche se lieve, sul valore dell’assegno nel tempo. Il reddito e la pensione di cittadinanza, di cui si parla da diversi mesi, resta in questo momento un capitolo molto fluido, considerato il costo complessivo di 17 miliardi di euro. La pensione dovrebbe essere pari a 780 euro mensili, cioè lo stesso importo individuato per il reddito di cittadinanza. L’assegno dovrebbe coprire la differenza fra la pensione attualmente percepita e i 780 euro. Quindi, per esempio, un pensionato che oggi riceve 500 euro al mese riceverebbe la differenza fino a 780 euro. Non è chiaro se questo beneficio sia destinato solo a coloro che sono già pensionati e percepiscono un assegno più basso rispetto alla nuova soglia di cittadinanza (è l’ipotesi più probabile) o se, invece, spetti anche a coloro i quali non percepiscono alcun assegno previdenziale, prevedendo un paletto di età. 15


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Osservatorio d'Impresa dicembre 2018-gennaio 2019  
Osservatorio d'Impresa dicembre 2018-gennaio 2019  
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