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QUINDICINALE DI INFORMAZIONE, COMMENTI ED APPROFONDIMENTO DELL’AGRO AVERSANO | NUMERO 20 ANNO IV 16 DICEMBRE 2012

Ripulito l’ex Ctp IL SINDACO FA RIMUOVERE TUTTI I RIFIUTI ACCUMULATI NEL TEMPO notizieprincipali

“Saldi sicuri” anticipati al due di gennaio Pizzi:“Le anomalie nella raccolta casi isolati”

all’interno AVERSA

La Polizia municipale chiede le necessarie dotazioni

TRENTOLA DUCENTA Parte la riqualificazione di alcune arterie cittadine

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lerubriche

l’antiaversano

a cura di Vito Faenza

a cura di Adele Belluomo

DONNA&NONSOLO


IN QUESTO NUMERO pag. 8 PRIMO PIANO “PRESTO UTILIZZEREMO L’AREA, STRATEGICA PER LA ZONA”

pag. 10 PRIMO PIANO

“SALDI SICURI” SI PARTE IL DUE GENNAIO

pag. 14 AVERSA STRADE DELLO SHOPPING VUOTE, CRISI O MANCANZA DI ATTRATTIVE?

Osservatorio Cittadino spazio di commento e confronto

Registrazione Tribunale Santa Maria Capua Vetere n. 746 del 09/12/2009 || Numero 20 anno IV Chiuso in redazione il 12/12/12

in evidenza INIZIATIVE PER TRATTENERE I TALENTI BUONE NUOVE PER I PENDOLARI FARE AMBIENTE AL LAVORO IL PRIMO ROMANZO DI VITO FAENZA APPASSIONATI... SENZA ETÀ OCCHIO ALLE BOLLETTE DI GAS E LUCE

DIRETTORE RESPONSABILE Vincenzo Sagliocco REDAZIONE Via Presidio, 16 81031 Aversa (CE) EDITORE Associazione Culturale Akropolis INFO E CONTATTI redazione@osservatoriocittadino.it www.osservatoriocittadino.it tel. +39 338.70.65.181 STAMPA Printer Group Italia Castellammare di Stabia


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La “resurrezione” del Berlusconismo

l’EDITORIALE

di Vincenzo Sagliocco

Un anno fa, quando Berlusconi cedette il passo ai tecnici ed agevolò l’insediamento a Palazzo Chigi di Mario Monti, ci sbilanciammo nel ritenere finita un’era storica: quella del Berlusconismo. Ci sbagliavamo. Allo stesso modo però ci lasciammo andare ad un’altra previsione, stavolta azzeccata, che riguardava la riforma della legge elettorale. Fummo facili profeti nel prevedere che nulla sarebbe cambiato. E così saremo chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento con lo stesso sistema elettorale: il porcellum. Sorprendente, ma non troppo, la decisione di Berlusconi di tornare ad essere il leader del centro destra, una decisione che sconvolge i piani di chi aveva creduto in un rinnovamento democratico del PdL attraverso uno strumento usato, anzi abusato, dalla sinistra, le primarie, che tanto hanno infervorato gli italiani da farli distogliere dai problemi del quotidiano per riavvicinarli, seppur temporaneamente, alla politica. Il ritorno in campo di Berlusconi, però, non ha prodotto stravolgimenti soltanto nelle fila amiche, che pian piano si sono andate ricomponendo, obbedienti, dietro il Capo, ma ha condizionato ed in maniera evidente anche chi dall’altra parte della barricata si stava organizzando per costruire un percorso credibile, per sperare in un futuro, per portare avanti un proprio progetto di crescita e sviluppo del Paese. Ed invece, tutto è svanito e improvvisamente l’unico argomento di discussione è tornato ad essere Berlusconi. L’unico fantasma è Berlusconi e l’unico linguaggio che si pratica è l’antiberlusconismo. Si ripropone, dunque, con forza l’antico dualismo tra berlusconismo ed antiberlusconismo, rispolverando un copione vecchio almeno un anno. Tutto ciò mentre si da un altro duro colpo alla fiducia nella politica con la mancata riforma elettorale tan-

to attesa dagli italiani. E oltre al danno si aggiunge anche la beffa, con i parlamentari di tutti gli schieramenti politici a lamentarsi per il tempo non più sufficiente per porre in essere una riforma dell’attuale sistema delle liste bloccate con il tanto invocato ritorno alla preferenze. In realtà è accaduto ciò che avevamo ampiamente previsto,e cioè che nulla sarebbe cambiato in termini di modalità di scelta dei Parlamentari, questo perché era esattamente ciò che tutti volevano nei palazzi della politica: essere eletti in Parlamento per “grazia ricevuta” e non su mandato degli italiani. Un colpo di scena, però, sembra dover rompere le classiche uova nel paniere di chi già sentiva suo lo scranno parlamentare: Silvio ha detto che “pescherà solo il dieci per cento dei candidati tra i deputati ed i senatori uscenti”, candidandosi, così, alla carica di nuovo rottamatore dopo l’insuccesso di Renzi, nelle fila del PD. La vera novità del dibattito politico è proprio questa e potrebbe costituire la trovata “miracolosa” con la quale far resuscitare il consenso ormai morto e sepolto. Una novità che evidentemente fonda le sue ragioni sull’entusiasmo e sui consensi che ne derivarono a Renzi, dopo aver affermato di voler rinnovare completamente la classe dirigente del suo partito. Dato che il rottamatore della prima ora non c’è, nessuno vieta che sia ripreso ed adattato il suo programma alle esigenze interne del PdL, d’altronde lo svecchiamento della classe politica, l’abolizione del finanziamento pubblico a i partiti, la cancellazione della riforma del lavoro di Fornero, il no alla patrimoniale e tanti altri cavalli di battaglia di Renzi ben si adattano ad essere propri di un candidato di centro destra e non a caso molti elettori pur appartenendo a questa parte politica avrebbero votato il Sindaco di Firenze qualora fosse riuscito nell’impresa titanica di battere Bersani.


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di Vito Faenza

l’antiaversano Sono diventato romanziere

lantiaversano@gmail.com

l’antiaversano

Dopo aver penato, scritto e riscritto è stato pubblicato il mio primo romanzo, di amore e camorra. E’ stato una delle novità della fiera del libro di Roma che si è chiusa domenica scorsa. Volevo però presentarlo in anteprima anche ad Aversa e grazie alla gentilezza di Antonella e Ernesto Rascato abbiamo programmato, alla libreria Quarto Stato, la presentazione per venerdì prossimo alle 18. A presentare il mio primo romanzo sarà Tiziana di Monaco editor del volume ed io sarò presente, naturalmente, ad accogliere tutti gli amici che vorranno partecipare. Finito questo riferimento personale passiamo a quello che sta accadendo nel nostro paese. Il Pdl rinuncia alle primarie e proporrà Berlusconi come candidato premier. Nonostante i suoi 74 anni e passa, una condanna non definitiva, due processi in corso farà la campagna elettorale puntando ai soliti slogan: occupazione, meno tasse e comunisti. Di questione morale manco a parlarne. Naturalmente prometterà l’abolizione dell’Imu (dimenticando di averla votata in Parlamento) e prometterà (per l’ennesima volta ben sapendo di non poter mantenere) milioni di posti di lavoro e meno tasse per tutti. E si rivede l’alleanza con la Lega per strappare seggi al Senato. La sortita ha già provocato scene di giubilo. Sei supporter hanno circondato palazzo Grazioli con uno striscione inneggiante allo psico nano (avete letto bene erano proprio sei), mentre tutti gli inquisiti, i parlamentari sotto processo, i suoi lacché politici (alla caccia di un nuovo incarico parlamentare) sono stati entusiasti, perché se si parlasse di morale i 56 inquisiti e sotto processo, gli altri sessanta raggiunti da comunicazioni giudiziarie non avrebbero avuto spazio. Prepariamoci poi a un diluvio di partecipazioni ai talk show sulle reti mediaset e nel salotto di Vespa, nonostante quel contratto con gli italiani non sia stato mai realizzato e la sua promessa di dimettersi se avesse fallito non è stata mai mantenuta. Si vedono però anche delle crepe: una ventina di suoi parlamentari non ci stanno capiscono che è un azzardo e che se viene sconfitto il centro destra sparisce. A far paura a Berlusconi è il sondaggio sul Pd che dopo le primarie vola al 38%, perché gli elettori hanno capito che da questa parte (il centrosinistra) ci sono persone serie e capaci, saranno anche degli ex comunisti, ma hanno sempre avuto (anche pagandolo caro in termini elettorali) a cuore gli interessi dei cittadini e della nazione e non quelli di uno o due persone. Berlusconi punta a recuperare gli indecisi e i suoi supporter che appoggiano Grillo (il comico ha fatto le primarie nelle quali è scoppiata una parentopoli non indifferente e non c’è stato un solo suo candidato che abbia superato le 400 preferenze e i votanti sono stati solo 35mila; poca cosa se paragonata con i 3 milioni e passa del centrosinistra) nel tentativo di recuperare il gap di 20 punti e oltre. Nessuna meraviglia però: entrambe le due formazioni sono partiti individuali e hanno un dittatore al comando. Il comico genovese è entusiasta delle sue primarie (dopo aver sputato veleno su quelle del centrosinistra), peccato che fra casalinghe, cassaintegrati e così via non sia mai nominata una cosa fondamentale: la competenza. Contro Bersani sentiremo cose turche. Per capire che è una persona capace voglio solo citare un fatto: quando era ministro abolì quella tassa di 5 mila lire che si doveva versare alla compagnie telefoniche per ricaricare i telefonini ed ha liberalizzato le telecomunicazioni tanto che oggi le tariffe sono a livello di quelle europee. In Europa i giornali hanno scritto articoli di apprezzamento per le sue qualità e capacità (cosa non avvenuta per B.) un solo commento cattivo (da un giornale tedesco): “Incredibilmente ha attuato liberalizzazioni che avrebbe dovuto fare (e in vent’anni non ha mai fatto) il centrodestra”. Non mi resta che farvi gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo. Ci rivediamo nel 2013.


PRIMO PIANO

L’ex deposito Ctp ripulito e aperto il parco Grassia Vincenzo Sagliocco

IL SINDACO SAGLIOCCO FA RIMUOVERE TUTTI I RIFIUTI ACCUMULATI E PROMETTE NOVITÀ IN ARRIVO PER L’AREA Saranno state le nostre sollecitazioni, sarà che il Sindaco aveva già in animo di provvedervi, finalmente è stato ripulito completamente l’ex deposito del Ctp, una vasta area che potrebbe risultare, se adeguatamente riqualificata e convenientemente recuperata, un toccasana per l’intera zona, attualmente congestionata per la presenza in loco di cinque istituti bancari e di tre istituti scolastici, oltre che di altri uffici ed attività commerciali. Il Sindaco Giuseppe Sagliocco, con una minima spesa, l’importo sfiora appena i cinquemila euro, è riuscito ad eliminare lo stato di degrado e di abbandono in cui versava l’area e, addirittura, ha ottenuto, su iniziativa della ditta che ha eseguito i lavori, anche la sistemazione, a titolo gratuito, della zona antistante la vecchia palazzina del Ctp, che, in realtà, sarebbe rientrata nelle competenze del Consorzio di Trasporti. Un primo passo, dunque, è stato fatto ma ben altro andrebbe realizzato su quell’area che da tempo è oggetto di contenzioso tra il Comune ed il Consorzio di Trasporti. Una vicenda risalente nel tempo che ad un certo punto sembrava risolta tant’è che esiste anche un progetto per la realizzazione di una piazza e di almeno cento stalli di sosta e di una nuova viabilità che sanerebbe alcune incongruenze di quella esi-

Osservatorio Cittadino | num. 20 | 16 Dicembre 2012

stente. L’intenzione del Sindaco Sagliocco è proprio quella di risolvere le questioni legali legate all’area con un patto transattivo e di dar corso alla riqualificazione dell’intera area. “Innanzitutto, va precisato – esordisce Sagliocco – che i lavori eseguiti dalla ditta Di Ronza hanno rispettato tutte le prescrizioni in ordine alla selezione e raccolta dei rifiuti accumulati nel tempo all’interno dell’area. Il tutto è avvenuto sotto l’attenta azione di controllo da parte dei tecnici comunali ed in particolare del Tenente Tinto, che ha verificato costantemente il lavoro eseguito che è stato enorme a fronte delle somme impegnate. Inoltre, la ditta, sua sponte, ha provveduto ad eliminare anche i rifiuti e quant’altro esistente nell’area antistante la palazzina che un tempo ospitava gli uffici del Consorzio Tranvie Provinciali, rendendo un ottimo servizio alla città. È ovvio che l’area in questione possa essere strategica per la risoluzione delle problematiche che affliggono la zona ed è per questo motivo che ci attiveremo per cercare di superare i problemi e le difficoltà incontrate nella definizione della questione, per poter usufruire di questo spazio in modo tale da assicurare i servizi necessari alla zona. Intanto a breve attiveremo nella palazzina già esistente il Suap,

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PRIMO PIANO

mentre stiamo pensando ad una sistemazione ottimale per l’Ufficio Acquedotto, che potrebbe essere l’edificio che un tempo ospitava la Polizia municipale, atteso che oggi ha una sistemazione poco funzionale e per giunta in un immobile in affitto”. Dopo aver messo in ordine, dunque, l’ex deposito del Ctp, il sindaco si è interessato del recupero e dell’apertura di un altro spazio che può restituire vivibilità ad un’altra zona nevralgica della città: il Parco Grassia, che è stato bonificato ed è pronto ad accogliere i residenti della zona. “Abbiamo provveduto – ha spiegato Sagliocco – alla bonifica del parco ed al ripristino del quadro elettrico, sottratto da ignoti, ottenendo anche un risparmio sulla spesa preventivata di duemila euro (il quadro elettrico è costato solo milleduecento euro n.d.r.) e siamo pronti per l’apertura. L’altra sera ero presente alle prove d’illuminazione e la struttura si presentava quanto mai bella, ora non resta che consegnarla ai cittadini della zona affinchè ne possano fruire appieno”. Infine, il Sindaco sta pensando alla destinazione delle economie realizzate con la sua rinuncia all’indennità di primo cittadino. “Stiamo facendo un serie di riflessioni – ha dichiarato Sagliocco – su come utilizzare la somma risultante dalla rinuncia del sottoscritto all’indennità di Sindaco. Una parte della stessa credo sarà destinata alle parrocchie delle zone di Aversa, quali possono essere San Giuseppe Operaio, Savignano, San Nicola, che con le loro iniziative sono vicine ai bambini di famiglie che vivono un disagio sociale, in

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modo che possano meglio affrontare gli impegni economici derivanti da una tale attività di assistenza e sostegno alle famiglie bisognose ed ai giovanissimi che vivono in un tessuto sociale più povero e disagiato. La rimanente somma potrebbe essere impiegata per realizzare impianti sportivi per i giovani sempre in quelle zone di maggiore difficoltà sociale”.

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“Saldi sicuri” anticipati al due di gennaio

PRIMO PIANO

Rosamaria Fabozzo

MANCANO ANCORA DUE SETTIMANE AL NATALE MA GIÀ SI PENSA A REGOLAMENTARE LE SVENDITE Non è ancora arrivato il Natale ma già si pensa ai saldi. La vendita a prezzi promozionali è stato l’argomento di un’importante riunione tenutasi presso la Regione Campania ed alla quale hanno partecipato il Presidente della Giunta Regionale Stefano Caldoro, il delegato alle Attività produttive Fulvio Martusciello, Maurizio Pollini nelle vesti di vicepresidente regionale di Confesercenti e Maurizio Maddaloni, presidente regionale di

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Confcommercio. Dalla riunione è venuto fuori che i saldi partiranno il due gennaio e dovranno essere “saldi sicuri”. “la crisi che sta investendo tutti i settori produttivi fa guardare al periodo dei saldi come ad un’occasione da non perdere per i commercianti ma anche per i consumatori. Ecco perché abbiamo dato vita all’iniziativa saldi sicuri anche con la realizzazione di un vademecum che si fonda sulle semplici regole della correttezza e della buona fede.

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PRIMO PIANO

I consumatori devono essere tutelati e pertanto i prezzi devono realmente essere significativamente abbassati affinchè gli stessi possano trovare nei negozi buone occasioni con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Le regole hanno lo scopo di garantire trasparenza e convenienza durante il periodo dei saldi nel rispetto della normativa nazionale, regionale e delle disposizioni comunali vigenti. In sostanza, con tale iniziativa da un lato si mira a dare ai commercianti un’opportunità in più per dimostrare la loro professionalità e trasparenza per fidelizzare ulteriormente la clientela, dall’altro si intende fornire ai consumatori la garanzia della qualità della merce proposta nel periodo dei saldi, consentendo, agli stessi, di poter effettuare acquisti con maggiore serenità e consapevolezza. Naturalmente oltre ai consumatori meritano tutela anche i commercianti ed è per questo motivo che ho chiesto un maggiore impegno nella lotta alla contraffazione e nella diffusione della cultura della legalità. La contraffazione danneggia notevolmente gli esercizi commerciali che vendono i prodotti originali, non ha caso il giro d’affari che ruota intorno a tale attività criminale è di svariati milioni di euro. Altro punto focale dell’incontro è stato quello relativo alla grande distribuzione. Su proposta del sottoscritto – continua Pollini – è stato deciso di porre un freno all’apertura di altre grandi strutture commerciali di tale tipo. Non tollereremo neanche un centimetro quadrato in più di quello esistente. E su questo campo ho trovato il pieno appoggio di Martusciello che ha convenuto sulla necessità di favorire ed incrementare lo sviluppo dei Centri Commerciali Naturali, modello di sviluppo sostenibile del commercio cittadino su scala regionale”.

Eccellenze aversane in primo piano Tra le eccellenze del territorio campano va senz’altro annoverata la Camiceria Comella, un’impresa artigianale che si è saputa imporre per qualità del prodotto e per la serietà e la precisione nella lavorazione. Il marchio Comella nasce nel 1963 per mano di due abili e minuziosi artigiani, Teresa ed Enzo Comella, che intrapresero la loro attività sartoriale con la fornitura di camicie militari per il Ministero della Difesa italiano. Acquisita l’esperienza ed affinata l’abilità sartoriale la camiceria Comella è pronta per il grande salto di qualità. Impegno e dedizione fanno sì che a partire dal ‘73, per i successivi vent’anni, viene affidata loro la produzione di camicie di grandi marchi dell’alta moda, tra cui figurano Cacharel e Pierre Cardin. La sagacia imprenditoriale della famiglia Comella fa sì che il marchio sia in continua evoluzione e così dal ‘94 viene introdotto il su misura, ogni capo viene personalizzato in tutte le sue parti, dal collo alla cucitura, e realizzato con la stessa cura e amore che da decenni caratterizza la produzione Comella. Nello stesso anno viene presentata al pubblico la prima collezione del brand, dove la qualità della sartoria artigianale si abbina alla distribuzione commerciale. Il prodotto arriva nelle più importanti vetrine italiane. Oggi la signora Teresa, con la sua esperienza cinquantennale, prosegue l’attività sartoriale con i suoi figli Davide e Salvatore. La storica azienda si afferma, così, come una delle più antiche e riconosciute sartorie Campane le cui collezioni evidenziano come la qualità della sartoria artigianale si possa sposare con la distribuzione commerciale. Ma la sartoria Comella non produce solo camicie di alta qualità con accurata scelta e selezione dei particolari: dal tessuto alle cuciture, dal collo ai bottoni, per realizzare la camicia perfetta per ogni cliente, il marchio Comella si cimenta, e con ottimi risultati, anche nella realizzazione di cravatte di seta che sono curatissime nei dettagli e che possono competere senza timore con i marchi più affermati.

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AGRO | AVERSA

Maggiore attenzione per le dotazioni di servizio

Marco Bruno Le organizzazioni sindacali della Polizia municipale, e segnatamente la Cisl, tornano a porre l’attenzione sull’organizzazione della Polizia municipale ed in particolare sulla carente dotazione di strumenti al personale appartenente alla Polizia Municipale, necessari all’espletamento del servizio, nonché sul pessimo stato dei veicoli a disposizione del Corpo di polizia. “Tali problematiche – fanno sapere i rappresentanti sindacali, Mozzillo, Tirozzi e Oliva - sono state segnalate in varie occasioni alla Dirigenza senza avere, peraltro, dalla stessa adeguata ed esaustiva risposta. Gli Agenti della Polizia Municipale sono costretti ad utilizzare quotidianamente veicoli che da tempo si trovano in pessime condizioni di efficienza e sono tali da non garantire la benchè minima sicurezza degli Operatori che li utilizzano né tantomeno sono idonei a svolgere servizio operativo di polizia. Pattugliare con siffatti veicoli non gratifica certamente il personale della Polizia Municipale ed il rispettivo Ente ed è immediatamente visibile la loro inidoneità da parte della cittadinanza. Nel dettaglio ci sono alcuni veicoli, da anni sprovvisti di apparecchio di segnalazione visiva ed acustica (sirena e lampeggiante) che sono, purtroppo, utilizzati anche per servizi di pronto intervento, con rischio per l’incolumità dell’equipaggio e dei cittadini. Ci sono, poi, due motocicli Aprilia Pegaso da circa un mese misteriosamente abbandonati nel cortile del Comando all’intemperie, dopo che sono state spese svariate migliaia di euro per la riparazione e per l’acquisto di giubbini, pantaloni, stivali e caschi per i motociclisti. Stessa sorte tocca ai quattro scooter Aprilia che dopo essere stati riparati giacciono anch’essi abbandonati nel cortile all’aperto. Mancano, inoltre, radio trasmittenti efficienti, tanto che gli operatori per comunicare tra loro o con la Centrale Operativa in maniera comprensibile sono costretti ad utilizzare i propri telefoni cellulari, cosa sicuramente non dovuta ma soprattutto che non garantisce immediatezza nella comunicazione, in molte circostanze essenziale”. I ri-

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lievi mossi non riguardano soltanto i mezzi a disposizione degli Agenti ma investono anche la fornitura del vestiario e l’organizzazione del servizio. “Ulteriore inefficienza – aggiungono i rappresentanti della Cisl – è quella riguardante la mancata fornitura, che ormai si protrae da sette anni, della divisa invernale e di quella estiva. Molti operatori, pertanto, sono costretti ad utilizzare capi di abbigliamento personali con l’eccezione del giubbino di ordinanza, stranamente unico capo fornito, la qual cosa rende gli Agenti ridicoli agli occhi della cittadinanza. Oltre alle inefficienze dovute alla mancanza di strumenti idonei continuano i sindacalisti – va segnalata la mancanza di organizzazione all’interno del Corpo di Polizia Municipale con personale impiegato in modo inadeguato alle capacità personali e professionali. Si può, pertanto, affermare che ad oggi gli Agenti mancano dello stretto necessario, atto a garantire un minimo di sicurezza nell’affrontare il territorio in cui operano, in maniera idonea al ruolo rivestito. Ruolo che è profondamente mutato negli anni così come sono mutate le esigenze della Città e della Cittadinanza, la quale chiede alla Polizia Municipale tutela da tutta una serie di eventi e circostanze, che nelle attuali condizioni gli Agenti della Polizia Municipale non sono in grado di garantire a causa delle sopra citate inefficienze, alle quali si sopperisce, in alcuni casi, con la professionalità dei Singoli”. I rappresentanti degli Agenti rinnovano, dunque, la richiesta di attivare tutte le procedure per garantire sicurezza, dignità professionale ed operatività a tutti gli operatori della Polizia Municipale, prevedendo da subito l’utilizzo di quegli strumenti e presidi tecnologici che siano in linea con l’ importanza che questo Comando di Polizia Municipale ha all’interno della Regione Campania, secondo solo a quelli delle Città capoluogo. “Tutto questo – concludono - vuol dire una diversa e più efficace presenza della Polizia Municipale sul territorio e maggiore garanzia per la Città, per i suoi cittadini e per tutti gli avventori”.

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Mancanza di attrattive o crisi economica?

AGRO | AVERSA

Ida Iorio Che sia un bianco natale è evidente , un natale che davvero pochi ricordano, o come direbbe il grande Eduardo un Natale di freddo e fame. L’affermazione cade a pennello soprattutto per ciò che riguarda il commercio cittadino. Negozi vuoti, poca gente per strada ed aria di grande crisi. Fare la prova del nove non è tanto difficile. Basta recarsi in una delle strade del centro cittadino, ad esempio lo snodo di Piazza Vittorio Emanuele con Via Roma, ad un orario ed in un giorno “campione”diciamo venerdì sera ore 19.00. Ebbene lo spettacolo è incredibile. Poca, anzi davvero pochissima gente in strada, traffico scorrevole,parcheggio semplice da reperire. Insomma , se non fosse la settimana che precede il Natale si potrebbe dire che siamo in Agosto. Una cosa va detta subito. La scarsa presenza di acquirenti nei negozi cittadini è di certo imputabile alle altrettanto scarse risorse economiche da investire in acquisti, ma la cosa da chiedersi è come mai sia cosi scarsa anche la presenza umana. Ci viene alla mente allora la bellissima Salerno, dove il sindaco Vincenzo De Luca ha previsto un piano strategico per attrarre turisti in città. Piano che si sviluppa su due semplici capi, il primo la creazione di attrattive (vedi le

splendide luminarie) il secondo agevolare il turista a restare tutta la sera in città e fermarsi nei tanti ristoranti presenti. Qualcuno potrebbe obiettare che Salerno non è Aversa, certo, ma cosa manca a noi per avere anche una semplice idea di elementare marketing? Certo non basta il sacrificio dei commercianti, che da soli si sono pagati le luminarie, e di certo non basta lo sconto cliente creato ad hoc per combattere la crisi. “Abbiamo cercato una soluzione al problema – ha dichiarato Vittorio Scaringia presidente di Botteghe del Seggio - perché per noi il bicchiere deve essere sempre mezzo pieno. Nei negozi che hanno aderito all’iniziativa sarà possibile pagare i propri acquisti anche a rate”. La città muore sotto il peso delle poche idee, e sotto le polemiche legate alla poca considerazione di alcuni commercianti relegati alla serie B. E’, ad esempio, il caso di Via Diaz e di Via Ettore Corcioni, zone che devono fare i conti non solo con la crisi ma anche con le manifestazioni pubbliche con non contemplano passaggi in quelle aree. La domanda nasce come sempre spontanea. Ma le associazioni di categoria perche non tutelano i fabbisogni dei propri associati? Attendiamo risposte,..

di Carlo Menale

La storia non si inventa

L’Enoteca il Vino nasce 25 anni fa da una costola dell’antica osteria di famiglia. E’ situata alla fine del centro storico e si trova su una grotta di tufo profonda 14 metri, dove Carlo e Mariella, selezionando una vasta gamma di prodotti enogastronomici, hanno realizzato, nel corso degli anni, una collezione di vini, alcuni dei quali introvabili sul mercato. La qualità è di casa all’enoteca il Vino anche per quanto riguarda i vini sfusi che vengono Osservatorio Cittadino | num. 20 | 16 Dicembre 2012 controllati settimanalmente, il Martedì, dall’enologo Gianluca Tommaselli, pronto a pag. fornire 14 www.enotecailvino.it consigli e informazioni alla clientela.


La differenziata funziona le anomalie casi isolati

AGRO | AVERSA

Vanda Fedele Un nostro recente servizio ritraeva un mezzo della ditta cui è affidata la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti mentre caricava sullo stesso mezzo di raccolta e contemporaneamente il contenuto di due bidoni preposti a contenere materiali differenti e quindi da smaltire in momenti e con mezzi diversi. Sull’argomento è intervenuto l’assessore al ramo, Massimo Pizzi, che, pur ammettendo che si tratta di un’anomalia ha cercato di trovare alcune spiegazioni all’accaduto sottolineando che “in ogni caso si tratterebbe di un caso isolato, come testimoniano i dati relativi alla raccolta differenziata che sono in costante aumento” ed incoraggiando i cittadini a proseguire lungo la strada intrapresa “affinchè si possano raggiungere traguardi anche insperati che consentano una diminuzione del costo della Tarsu”. “Abbiamo provveduto – afferma Pizzi – a segnalare l’anomalia alla Senesi come avviene puntualmente per tutte le altre segnalazioni che ci pervengono direttamente ovvero attraverso il siti “Teniamo Aversa pulita”. Ci tengo a ribadire che l’episodio segnalato è sicuramente un caso isolato altrimenti non si spiegherebbero i notevoli passi in avanti fatti nella raccolta differenziata che ha raggiunto picchi di percentuali superiori al 55% mensile. Va sfatato, dunque, il luogo comune secondo il quale “tanto mischiano tutto”. La raccolta differenziata consente la produzione di utili derivanti dal conferimento alle ditte specializzate nel riciclo della frazione di rifiuti riciclabile. Così, per l’anno 2011, il Comune di Aversa ha incassato circa 150.000 euro da coloro che ritirano il materiale differenzia-

to, e quest’anno contiamo di sfondare il tetto dei 200.000 euro. Ad esempio, la S.R.I., società presso la quale viene conferito il rifiuto cosiddetto “multi materiale”, e cioè plastica, alluminio e banda stagnola, per il 2011, ha corrisposto al comune di Aversa circa 55.000 euro, mentre dalla racoclta della carta e del cartone abbiamo ricavato, sempre nel 2011, oltre 90.000 euro. Queste entrate contribuiscono a lasciare invariati o addirittura a diminuire i costi, a migliorare i servizi e si possono anche tramutare in risparmi per gli utenti. Per l’anno 2012 si prevede il raggiungimento di 200.000 euro di entrate in rapporto all’aumento della percentuale di raccolta che supera il 50% anche nel mese di novembre. Discorso a parte merita la raccolta del vetro che, invece, nel 2011, ha prodotto soltanto 1.000 euro di introiti. Per questo motivo abbiamo deciso di partecipare al bando della Provincia di Caserta che mette a disposizione fondi per migliorare la raccolta differenziata e ci siamo concentrati sulla raccolta del vetro. In particolare abbiamo cercato di coinvolgere le scuole con iniziative ad hoc come “l’Olimpiade del vetro” e di studiare modalità e premialità per i maggiori produttori di vetro che non sono le utenze domestiche bensì gli esercizi commerciali di somministrazione. In definitiva, sento il dovere di incoraggiare i cittadini a proseguire nella differenziazione attenta e diligente dei rifiuti senza farsi impressionare negativamente da singoli casi episodici che sono sempre in agguato anche in un servizio di raccolta efficiente ed impeccabile”.

Il Leo club in favore delle famiglie bisognose di Aversa Il Leo Club “Aversa Città Normanna” di cui è presidente Fabio Coscetta ha organizzato per mercoledì 19 dicembre il “Red Carpet – Natale 2012_Aversa è…solidarietà”, presso il Joia Restaurant Club di Sant`Antimo. La manifestazione, giunta quest’anno alla terza edizione, ha, nel corso delle varie edizione fatto registrare un crescendo sia per l’interesse suscitato che per la consistenza dei fondi raccolti, destinati ad associazioni umanitarie quali Aisla ed Unicef. Quest’anno, invece, il Leo Club ha deciso di “rimanere” in Città destinando i fondi racoclti alle famiglie più bisognose della comunità normanna. Il Club guidato dal presidente Fabio Coscetta, dal Vicepresidente Martina Barbato e dal Osservatorio num. 20 | 16 2012 di segretarioCittadino Daniele| Iavarone haDicembre l´obiettivo

superare il successo degli anni precedenti. E pertanto nella serata del 19 dicembre al Joia restaurant Club di Sant´Antimo sarà coinvolto, in consolle, il Dj Augusto Fadda, e si potrà assistere al live show di Gaetano Coppola. Il costo del biglietto d’ingresso è di 10 euro, che saranno devoluti totalmente in beneficenza. Il Leo Club di Aversa, in virtù dello spirito di comprensione sociale e di servizio civico che da sempre anima i suoi soci, proverà anche quest’anno a regalare una serata di speranza, avvalendosi dell’indispensabile supporto delle autorità e dei concittadini aversani. Maggiori dettagli dell’evento potranno essere trovati sulla pagina Twitter ufficiale del Club o sulla pagina Facebook del presidente Fabio Coscetta. pag. 16


Iniziative per trattenere i giovani talenti in città

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Benedetto Gatta Il Comitato promotore del Progetto “Cervelli in fuga” e il nostro periodico “Osservatorio cittadino”, col patrocinio del Comune di Aversa, della Seconda Università degli Studi di Napoli, dell’Università “Niccolò Cusano” di Roma e dell’Associazione Amici del Parco Pozzi, hanno organizzato un Convegno sul tema: “Prospettive occupazionali dello studente universitario tra legalità e sviluppo economico”, che si terrà ad Aversa in piazza Trieste e Trento venerdì 21 dicembre 2012 presso la Scuola di formazione del personale dell’amministrazione penitenziaria. L’iniziativa parte dalla constatazione che oltre ventisettemila giovani (tra i quali 1909 campani) nel 2011 hanno lasciato il nostro Paese per andare a lavorare all’estero; che ventiquattromila diplomati meridionali si immatricolano come fuorisede in un ateneo di un’altra regione; che laureati meridionali emigrano per lavoro nel centro-nord d’Italia o all’estero. Lo scopo del meeting è, dunque, quello di fare il punto su tale preoccupante fenomeno e di elaborare proposte al fine di impedire che le nostre menti migliori vadano a mettere la loro professionalità a disposizione di aree o di Paesi nostri concorrenti sul mercato globale. Una delle responsabilità dell’emigrazione dei nostri giovani è imputabile alla politica che ha fallito perché non è riuscita a porsi come elemento di mediazione tra le esigenze dei cittadini e le leggi, che quelle esigenze avrebbero dovuto interpretare e soddisfare. Il sistema politico ha divorato e divora le risorse prodotte dalla parte operosa della nazione, rappresentata da quella miriade di piccoli e medi imprenditori che fu protagonista del boom economico degli anni 60 del secolo scorso. Furono i giovani talenti di allora, con il proprio lavoro umile ed onesto, a portare il nostro Paese nel novero delle Nazioni più produttive e ricche del Pianeta. Al venir meno della politica si aggiungano la mancanza di fondi, dovuta al risanamento del bilancio dello Stato, e l’incapacità delle Regioni di spendere quelli messi a disposizione dall’Unione Europea. I rappresentanti politici italiani hanno eluso la speranza dei giovani di assicurarsi un futuro lavorativo nel Sud. Ecco perché i giovani talenti vanno via. Occorre, quindi, trovare strumenti nuovi di collaborazione sociale, senza aspettare che la politica con i suoi tempi dilatati riesca a riformare se stessa. A questa esigenza risponde l’iniziativa del Comitato “Cervelli in fuga”. Con il meeting del 21 dicembre 2012 il Comitato si propone di mettere in contatto, ora, i nostri giovani laureandi nelle

Osservatorio Cittadino | num. 20 | 16 Dicembre 2012

più diverse discipline con i nostri migliori imprenditori affinché, insieme, costituiscano quella rete di relazioni interpersonali in grado di creare l’humus indispensabile perché le idee dei primi e l’esperienza dei secondi possano fondersi e produrre risultati concreti. Per usare una metafora bucolica potremmo dire che questo incontro intende preparare il terreno, l’humus appunto, reso fertile dagli imprenditori su cui verranno piantate le idee dei giovani talenti, i semi. In questo processo sarà decisivo il ruolo che avranno Università ed Ordini Professionali, la prima come luogo in cui le idee dei giovani possano prendere corpo, i secondi come componente ineludibile per la loro pratica attuazione. I promotori del progetto “Cervelli in fuga” sperano che dall’incontro scaturiscano concrete ipotesi per invertire la tendenza dell’emigrazione dei nostri ingegni e per favorire il loro ritorno in sede, garanzia sicura di una fattiva rinascita delle nostre zone.

Nota sull’Ammiraglio RUTA Il ricordo dell’ Ammiraglio Ruta, apparso sullo “speciale” dell’ultimo numero di Osservatorio Cittadino, ha molto interessato la cittadinanza, i marinai in genere, e in special modo, i parenti dell’Illustre scomparso. I quali, complimentandosi con quanto detto, hanno tenuto a precisarci che l’Ammiraglio non è morto povero ma ha vissuto anche gli ultimi giorni della sua vita nell’agiatezza. Ringraziandoli per l’ ulteriore notizia, facciamo solo sapere che il termine l’abbiamo assunto da articoli scritti in precedenza. Segnatamente dalla Gazzetta Aversana del 20 luglio 1975, quasi contemporanea alla morte di Ruta, che dice testualmente: “Ormai è diventato un uomo ricco di gloria, ma economicamente è rimasto un uomo povero, perché ha sempre donato tutto il suo agli altri”. Affermazione che, secondo noi, rendeva comunque prestigio alla onorabilità dello scomparso e della sua famiglia. Alessandro Carotenuto pag.

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Manca un dibattito serio sui problemi della città

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Marco Bruno L’opposizione consiliare, che attualmente si riduce a poco più del solo Marco Villano, lamenta, ancora una volta, lo scarso coinvolgimento nelle scelte fondamentali per la città, non solo della minoranza ma del consiglio comunale tutto. A finire sotto la lente d’ingrandimento di Villano sono ancora le “strisce blu”, il sistema cioè della sosta a pagamento che è stato portato in Consiglio comunale ma “con un iter inverso a quello regolare” secondo quanto afferma l’esponente del Partito Democratico. “Logica avrebbe voluto – afferma Villano – che prima di pubblicare il bando per l’affidamento del servizio si fosse sviluppata una discussione in Consiglio comunale che avrebbe dovuto esprimersi sulla opportunità di una gestione in house oppure decidere di affidare all’esterno il servizio. L’assise comunale, infatti, è, a mio avviso, il luogo in cui avrebbe dovuto svolgersi il dibattito sulle proposte eventualmente migliorative del servizio, il luogo dove confrontarsi sulle diverse idee di gestione e di organizzazione. Ciò non è avvenuto, anzi si è provveduto, con atto di giunta municipale ad approvare un bando inviato alla stazione appaltante e tornato al mittente in quanto necessitava dell’approvazione del Consiglio comunale. Per quanto riguarda la sbandierata gestione in house va detto che si tratta di una grossa bugia in quanto per aversi tale tipo di gestione si sarebbe

Missione “Servire”

Si è svolta, in via Roma ad Aversa, la seconda edizione del Service in favore del cittadino “ Misura il tuo udito”, organizzata dal Lions Club Aversa “Città Normanna”. La manifestazione ha avuto un ottimo successo grazie anche alla soleggiata giornata, seppur rigida, ma che ha permesso alle numerose persone che passeggiavano nell’isola pedonale di effettuare una prova per la valutazione dell’udito del tutta gratuita presso un camper appositamente adibito ad ambulatorio audiometrico. La manifestazione ha avuto il patrocinio del Comune di Aversa, coadiuvata anche dalla presenza della Protezione Civile e della Polizia Municipale. Alta è stata la soddisfazione dei soci del Lions Club di Aversa per la riuscita dell’evento che si esplicita nella dichiarazione del Presidente della Associazione il dott. Francesco Petrillo, che per l’anno lionistico 2012\2013 presiede il Lions Club Aversa Città Normanna. “ Siamo contenti – ha affermato Petrillo – di aver dato alla gente una opportunità di avere un servizio che generalmente ha bisogno, per essere effettuato presso un normale ambulatorio della Asl, di una prenotazione con tempi lunghissimi di attesa e del pagamento di un ticket. Con questo non vogliamo certamente sostituirci alla struttura pubblica che è sicuramente oberata di lavoro ma abbiamo sicuramente dato un aiuto a chi ne ha bisogno. La nostra è un associazione Cittadinoil| prossimo, num. 20 | 16 Dicembre 2012 cheOsservatorio tende a servire infatti il nostro motto è “ WE SERVE “, facendo solidarietà sia effettuando servizi sul territorio sia organiz-

dovuta costituire una società a capitale completamente pubblico che avrebbe dovuto eventualmente assumere i tredici ausiliari del traffico per garantire il servizio di controllo. Attualmente la gestione da parte del Comune è solo parziale e riguarda i verbali, le cosiddette multine, mentre il controllo del pagamento di quanto dovuto per la sosta in città è esternalizzato ed il relativo bando è stato mandato alla stazione unica appaltante con una base d’asta di circa cinquecentomila euro. L’estemporaneità, poi, dell’azione amministrativa in materia è testimoniata da una recente mozione che propone l’introduzione di strisce rosa per le mamme in attesa ed altri piccoli correttivi. Ma il proponente la mozione, visto che appartiene alla maggioranza non avrebbe potuto utilizzare altri strumenti a sua disposizione? È evidente che si cerca di evitare la discussione nel merito dei problemi in consiglio comunale. Premesso che le novità introdotte al vecchio sistema tanto criticato sono quasi insignificanti e si riducono all’abolizione del pagamento la domenica ed i giorni festivi, il mio rammarico prende vita dalla mancata possibilità di discutere in maniera più ampia ed articolata della mobilità interna alla città. Ad esempio, abbiamo profumatamente pagato, oltre centomila euro, il PGTU che resta chiuso in un cassetto. Ecco, si sarebbe potuto discutere anche di questo”.

zando eventi con lo scopo di raccogliere fondi che vengono devoluti ad associazioni umanitarie, di volta in volta individuate. Il Lions Clus esiste ad Aversa da oltre quindici anni durante i quali abbiamo, anche con l’aiuto di altre associazioni aversane e delle varie amministrazioni comunali che si sono succedute, donato fondi a chi ne aveva bisogno, restaurato beni comuni che fanno parte della storia di Aversa ed, infine, abbiamo fatto sì che con le nostre iniziative si aprissero le porte a chi si sentiva chiuso ed emarginato. Nei prossimi mesi si terranno ulteriori incontri dello stesso tipo di quello appena concluso e numerosi convegni che avranno sempre e solo l’unico fine di “SERVIRE”.

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Il Consiglio comunale di Aversa è vivo!

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Romualdo Giuda La Democrazia è, per definizione, il governo del Popolo. Ebbene, la legge che regola attualmente il governo delle città, non fa altro che designare il Sindaco quale massimo rappresentante della volontà popolare ma, contemporaneamente, indica che altri, eletti direttamente dal popolo, con una scelta personale ed “unica”, i Consiglieri Comunali, siano investiti del ruolo di “indirizzo e controllo” dell’operato di chi amministra. Cioè il Sindaco ed i suoi ”collaboratori” (gli Assessori). Purtroppo la “contingenza” e l’urgenza di alcune azioni di “governo” hanno consigliato al sindaco Sagliocco di agire in fretta senza aspettare che il Consiglio Comunale “indirizzasse” le sue azioni! Si sono ribellati a questo “agire” sia consiglieri di maggioranza (i vari Galluccio, Dello Vicario & C.) che di opposizione (Villano e Morra. Senza & C. in quanto rimasti, praticamente, “unici oppositori” anche se capacissimi di sviluppare con grande intelligenza il proprio ruolo!). Per fortuna, però, i Consiglieri comunali non hanno abdicato alla loro funzione. Pur di essere ascoltati e di esercitare il proprio ruolo, stanno facendo ricorso allo strumento della “Mozione”. Così il consigliere di Noi Aversani Nico Nobis ha presentato una interessante proposta che “impegna l’Amministrazione” a predisporre stalli di sosta, contrassegnati da strisce rosa, che indicano spazi riservati a future mamme in stato di gravidan-

za e l’autorizzazione alla sosta gratuita all’interno delle strisce blu per i disabili muniti di contrassegno quando non vi siano posti liberi negli stalli con strisce gialle a loro riservati. Non dovrebbe essere da meno una buona parte del Consiglio comunale che potrebbe sottoscrivere una “Mozione” , proposta da privati cittadini, la quale, partendo dalla considerazione che per l’importante Piano Integrato Urbano (P.I.U.) Europa, è stata fatta una programmazione “bislacca”, constata che, purtroppo, siamo in una situazione di “stallo” in quanto per molte delle opere programmate non ancora è partita la fase di progettazione (di là da venire, poi, l’appalto, la realizzazione, il collaudo e la rendicontazione!). I Consiglieri sottoscrittori, allora, indicherebbero anche la strada per una soluzione “veloce”: aprire il previsto tavolo di interlocuzione per coinvolgere i Privati in azioni di partenariato che realizzerebbero, contemporaneamente, sia l’obiettivo di partecipazione della Città, particolarmente nell’importante opera di “trasformazione urbana”, sia una sana “iniezione” di capitale privato. Come previsto dai regolamenti che supportano i finanziamenti europei. La sensibilità istituzionale del Presidente del Consiglio Peppe Stabile, poi, farà sì che vengano presto messi all’ordine del giorno le interessanti proposte dei Consiglieri. Anche convocando appositi Consigli Comunali. Siamo certi che sarà così.

Un misterioso ordine “cavalleresco” che richiama i templari

Salvatore de Chiara

Di recente si è svolta ad Aversa, nella chiesa monumentale di San Francesco, una suggestiva quanto misteriosa cerimonia di investitura cavalleresca. Ad intonare salmi e preghiere sotto le volte dell’antica chiesa aversana sono stati i membri dell’Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme organizzazione che dichiara di essere continuatrice dell’antico ordine dei cavalieri templari di cui indossa mantelli ed insegne. Ma il gruppetto di fieri cavalieri con tanto di cappa e spadone che a quanto pare si ritrova spesso nella città normanna per il propri riti assomiglia più ad una confusa brigata goliardica che ad un vero e proprio sodalizio cavalleresco, sulle loro candide uniformi, oltre a luccicare una variopinta chincaglieria di decorazioni disposte in maniera eccentrica, spiccano croci e placche che però alimentano una certa confusione, accanto alle insegne proprie della tradizione templare appaiono croci di Lorena e croci dei cavalieri di Malta in un curioso carnevale di cavalleria ed araldica. In realtà questo sedicente “Ordine del Tempio” sarebbe nulla più che una associazione privata, senza riconoscimento internazionale e Osservatorio Cittadino num. 20 | 16di Dicembre 2012 soprattutto senza la| qualifica “ordine cavalleresco” e pertanto il porto in pubblico delle relative decorazioni non è consentito.

È quantomeno singolare che nella nostra città si svolgano questo genere di cerimonie all’interno di edifici religiosi e vengono in mente i ripetuti interventi in materia della Santa Sede, ultimo dei quali un comunicato dello scorso ottobre di questo tenore: “Oltre ai propri Ordini Equestri, la Santa Sede riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Tutti gli altri Ordini, di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali, non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica. Ad evitare equivoci purtroppo possibili, anche a causa del rilascio illecito di documenti e dell’uso indebito di luoghi sacri, e ad impedire la continuazione di abusi che poi risultano a danno di molte persone in buona fede, la Santa Sede conferma di non attribuire alcun valore ai diplomi cavallereschi e alle relative insegne che siano rilasciati dai sodalizi non riconosciuti e di non ritenere appropriato l’uso delle chiese e cappelle per le cosiddette “cerimonie di investitura”.” Non è dato sapere quale sia la pretesa legittimità di questi pag. nuovi “templari” né se vi sia qualche aversano tra i nuovi membri 22 di questo attivo sodalizio che di “cavalleresco” ha però ben poco.


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Buone nuove per i pendolari che avranno nuovi convogli

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Filomena Galiero Dalle colonne di questo giornale, per primi, abbiamo dato voce alle proteste dei pendolari spiegando le difficoltà che gli stessi sono costretti ad affrontare quotidianamente. Alcuni membri del comitato pendolari, infatti, avevano portato alla nostra attenzione la terribile odissea che sono costretti a vivere per raggiungere il luogo di lavoro. Il tutto è nato circa un anno fa quando il treno proveniente da Reggio Calabria, al quale erano state già soppresse delle carrozze, è stato trasformato in intercity notte e arriva alla stazione di Aversa alle quattro e quarantadue con sole quattro carrozze. A ciò si è poi aggiunto la soppressione di due treni di cui uno proveniente da Roma delle 19:39. E’ iniziata cosi la dura protesta dei pendolari che, vedendosi privati dei loro diritti, hanno deciso di scendere in campo prima con una protesta sui binari e successivamente con una raccolta firme. Al loro fianco il sindaco Giuseppe Sagliocco che ha sostenuto i tanti pendolari attivando una trattativa con la Regione e Trenitalia per migliorare le condizioni di chi, per motivi di lavoro, è costretto a viaggiare in treno. Oggi, con soddisfazione possiamo riportare che, dopo tanta fatica, il sindaco Sagliocco, a seguito di un incontro con il presidente del consiglio regionale Paolo Romano tenutosi all’interno degli uffici della regione, ha an-

nunciato che la battaglia intrapresa al fianco dei pendolari ha dato i frutti sperati. “Ci sono - afferma il sindaco Sagliocco - buone notizie per i lavoratori che ogni mattina partono dalla nostra città per raggiungere la capitale. Si concretizzano, infatti, possibili scenari per dare risposte certe ai bisogni di chi si sposta per motivi di lavoro, grazie all’individuazione di risorse finanziarie che permetteranno di stipulare contratti di servizio tra la regione Campania e Rete Italia per dare vita a convogli che rispondano alle esigenze dei pendolari dell’agro Aversano”. Lo stesso sindaco ha annunciato un incontro per la prossima settimana al quale prenderanno parte il presidente Romano e il responsabile di Rfi della Regione Campania, ing. Capotosti, per definire le linee da seguire relativamente ai convogli ferroviari interregionali. “Da parte nostra - dichiara il presidente Romano - avevamo assicurato che avremmo attivato tutte le iniziative di nostra competenza affinché Trenitalia adottasse misure concrete per restituire ai pendolari il diritto ad un viaggio quantomeno dignitoso per raggiungere il posto di lavoro e lo abbiamo fatto. Siamo vicini al comitato e a quanti, quotidianamente, sono costretti ad una vera e propria odissea per adempiere un loro elementare diritto-dovere: andare a lavorare”.

Gli studenti alzano la voce Da circa due settimane tutti i licei e gli istituti superiori di Aversa sono in agitazione: sabato 18 novembre 2012 e sabato 24 novembre 2012 si sono svolte, nella massima correttezza, manifestazioni e cortei con la partecipazione compatta di tutti gli alunni del Liceo linguistico e socio-psico-pedagogico “Jommelli”, dei Licei scientifici “Fermi” e “Siani”, dell’ ITS “Andreozzi”, dell’ITIS “Volta”, dell’ITC “Gallo”, dell’ ISISS “Conti” e del Liceo artistico “Giordano” che si sono incontrati presso Piazza Municipio ad Aversa per protestare contro Leggi che minano sempre più l’efficacia e l’integrità del sistema scolastico italiano. Il motivo principale di questi scioperi è il Decreto Legge 953 del 2012 (Legge Aprea) che contiene numerosi articoli volti a modificare l’attuale assetto scolastico, fra cui i più importanti e “pericolosi” sono: Articolo 10 (Comma 1): prevede il l’ingresso nelle scuole di Partner privati che finanzierebbero la stessa, avendo un non indifferente potere decisionale nell’ambito dei metodi didattici e dei progetti educativi. Articolo 7: riconosce il diritto di Assemblea Studentesca ma non la regolamenta. Il numero di assemblee annuali, quindi, non è specificato ed è deciso da ogni singolo istituto. Non saranno più garantite, quindi, le assemblee mensili ed il ruolo dei Rappresentanti d’Istituto verrebbe radicalmente Osservatorio | num. 20 | 16 Dicembre 2012 modificato e Cittadino sminuito.

Claudia Becchimanzi

Articolo 8: sottolinea la centralità della prova “Invalsi” nello svolgimento della didattica. L’Invalsi è un semplice test a risposta multipla, inefficace per misurare ed analizzare nello specifico e nel modo più corretto possibile le conoscenze del singolo studente. Vi sono, inoltre, tagli ingenti (circa duecento milioni di euro) ai fondi per l’istruzione pubblica mentre è di questi giorni la notizia del finanziamento di altrettanti milioni di euro per le scuole private. Non è difficile comprendere come lo Stato Italiano stia cercando di privatizzare la scuola pubblica e di affidarla forzatamente ed arbitrariamente ai privati. Il taglio dei fondi e l’approvazione dei suddetti decreti di legge denotano un progressivo e pilotato decadimento del sistema scolastico italiano ad opera degli enti che dovrebbero, al contrario, tutelarne la qualità e il miglioramento costante. Un’analisi machiavellica della situazione attuale in cui vige l’istruzione italiana farebbe pensare ad una volontaria riduzione del livello culturale del nostro paese poiché, come molti hanno affermato nel corso della storia, “Un popolo ignorante è più facile da governare”. Subdolamente questa riduzione va a colpire proprio l’emblema ed il fulcro in cui si concentrano tutte le speranze per il futuro del nostro paese: i giovani. Spetta proprio ad essi combattere per diritti irrevocabili e per la garanzia di un futuro che appare sempre più incerto. pag. 24


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Fare Ambiente al lavoro tra frodi e difesa ambientale

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Rosamaria Fabozzo Si è svolto con successo e con grande partecipazione di pubblico il convegno organizzato dal coordinamento provinciale del movimento Ecologista europeo FareAmbiente in collaborazione con la nostra testata giornalistica, sullo scottante ed attualissimo tema delle frodi alimentari. Al convegno voluto fortemente dal coordinatore provinciale di FareAmbiente, Gennaro Caserta hanno partecipato i massimi vertici del Movimento ecologista a partire dal presidente onorario, l’on. Paolo Russo, presidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Al convegno ha partecipato anche il Sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco che, dopo i saluti di rito ha introdotto la discussione sull’argomento. Nutrita e qualificata la schiera dei relatori composta dal Comandante provinciale di Caserta del Corpo forestale dello Stato, Michele Capasso, che si è soffermato a spiegare ed illustrare l’attività operativa del Corpo Forestale dello Stato nel settore agroalimentare, dal Comandante Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno, Cap. Vincenzo Ferrara che

ha rendicontato sull’attività e sugli interventi messi a segno dal nucleo che ha giurisdizione su tutto il Centro- Sud e che opera tutela della legalità nel comparto agroalimentare nella Regione Campania, da Nicola Graziano, magistrato aversano che ha concentrato il suo intervento sui reati agroalimentari e sull’attività di vigilanza, soffermandosi sulla responsabilità amministrativa e penale. La professoressa Anna Zollo, invece, ha illustrato il Rapporto annuale sulle frodi alimentari, un’opera di raccolta di dati e di informazioni per fornire strumenti di difesa al consumatore finale. Interessante anche l’intervento del col. Giuseppe Fausto Milillo, presidente della Fondazione Melillo e Vice presidente nazionale di FareAmbiente, che ha evidenziato come si possano raggiungere egregi risultati se si opera sinergicamente. Le conclusioni sono state affidate al Presidente onorario On. Paolo Russo, che ha illustrato i vari interventi legislativi a difesa delle tipicita del nostro Paese e, in particolare della nostra Regione. “Il convegno – ha dichiarato Gennaro Caserta – ha focalizzatola sua attenzione sulle

La Natività di Gesù messa in scena dal II Circolo Didattico di Aversa Il 21 dicembre alle ore 17.00 nella splendida cornice del Chiostro di San Francesco, il II Circolo Didattico di Aversa del Dirigente Scolastico Gennaro Caiazzo, metterà in scena la Natività di Gesù. Una rappresentazione cui prenderanno parte gli alunni selezionati nelle diverse classi della scuola primaria ed in quella dell’infanzia. A coordinare il progetto è stata chiamata Rosa Lazzaris che, coadiuvata dalle colleghe insegnanti Angela Fabozzi, Roberta Diana , Lucia Migliaccio, Maria D’amore e Filomena Affinito, ha messo in essere uno spettacolo interessante e che merita di essere visto. La rappresentazione scenica della Natività di Gesù sarà accompagnata da canti popolari con suoni di tammorra e strumenti a fiato con la collaborazione fornita dal grupOsservatorio Cittadino | num. 20 | 16 Dicembre 2012

po sonoro “Musiterranea”. Sarà riprodotto anche un video sulla storia della nascita di Gesù. “voglio ringraziare – ha dichiarato la responsabile del progetto Rosa Lazzaris, innanzitutto i bambini che hanno preparato con entusiasmo e con sacrificio l’evento. Un ringraziamento va anche al Dirigente scolastico ed a tutte le colleghe che hanno collaborato per la buona riuscita della manifestazione e per finire un ringraziamento per la collaborazione fattiva fornita dal Centrocopie, dai Vivai Maisto, dalla Protezione Civile e dalla Polizia municipale. Un sentito grazie, inoltre, va rivolto a Don Pasqualino De Cristofaro che ha messo a disposizione della scuola e degli alunni il bellissimo Chiostro di San Francesco”. pag.

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frodi alimentari, mettendo sotto la lente di ingrandimento, gli illeciti che, specificamente per i prodotti agroalimentari della nostra terra, si concentrano nella contraffazione del marchio e nell’adulterazione e sofisticazione dei prodotti, come avvenuto ultimamente con il caso della mozzarella blu. Va segnalato che è stato registrato un aumento considerevole dei casi di contraffazione smascherati dagli attenti controlli di tutte le forze dell’ordine impegnati nella repressione delle frodi”. A margine del convegno è stato possibile visitare la mostra “Luci dal buio. Mafia – Antimafia: immagini per un inventario” organizzata dalla fondazione Milillo “Legalità e Sviluppo”. L’azione di sensibilizzazione portata avanti da Fare Ambiente non si è conclusa con il convegno ma è proseguita nell’incontro con gli alunni del Liceo Scientifico “G. Siani” di Aversa nel quale sono state affrontate le diverse problematiche ambientali che affliggono le nostre martoriate terre. Il coordinatore provinciale del Movimento ambientalista, Gennaro Caserta, ha parlato ad una platea di giovani studenti di inquinamento ambientale. Caserta ha spiegato che negli ultimi anni l’educazione ambientale ha assunto sempre più il significato di uno strumento preventivo e integrato con le politiche ambientali, coessenziale alla promozione della cultura dello sviluppo sostenibile. Ha ricordato ai ragazzi i tanti problemi scaturiti dall’inquinamento dei rifiuti tossici e dei rifiuti urbani bruciati nelle nostre periferie, ma ha anche ribadito che è importante conoscere la tracciabilità di ciò che mangiamo, saper conoscere l’etichetta per sapere da dove provengono i prodotti della nostra tavola, ma anche controllare bene la scadenza e quindi di frodi alimentari. In chiusura dell’incontro, Gennaro Caserta ha consegnato una pergamena alla scuola per aver contribuito alla raccolta firma per salvare la Reggia di Carditello e ha ringraziato il dirigente scolastico Dolores Russo e tutto il corpo docente per la collaborazione e per l’impegno profuso.

Moccia e il suo Natale

Via Costantinopoli 33/35 Aversa piante e fiori moccia


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Appassionati... senza età

AGRO | AVERSA

Filomena Galiero Forse in questi giorni freddi e piovosi di fine novembre ed inizio dicembre,i residenti di via Pastore, con vista campo calcio Lusciano, si sono chiesti chi fossero, a quale importante squadra appartenessero,in che serie militassero e soprattutto quanto guadagnassero, quegli atleti, per allenarsi fino a tarda ora e con tanto impegno, nonostante le condizioni climatiche avverse. Ebbene, la società si chiama, nonostante l’età media di 40 anni, “Gioventù Normanna” e partecipa al Torneo Intersociale Senior divisione Campania e non guadagnano un centesimo. Questo gruppo di appassionati,si diverte a partecipare al suddetto storico torneo napoletano, dove spesso si confrontano con vecchie glorie del calcio campano, compreso l’allenatore dell’Aversa Normanna Nicola Romaniello. Sotto l’attenta direzione tecnica del mister Vincenzo Gravino si ritrovano ogni lunedì e mercoledì a preparare l’incontro del sabato che si svolge quasi sempre in campi

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napoletani (Densa, Due palme, San Rocco, Kennedy, Loggetta). La loro ambizione e aspirazione é quella di portare al più presto una squadra aversana in evidenza anche in questo importante campionato amatoriale. Per far ciò non solo occorrono atleti, che grazie alla passione siano disposti a tali sacrifici, ma anche imprenditori locali pronti ad investire per rendere magari più visibile la propria attività a livello regionale, anche perché tale torneo è seguito sia dalla stampa che dalle tv campane. Quest’anno grazie all’impegno della E.P. Ristorazione S.p.A. e di alcuni dirigenti, sono riusciti a recuperare fondi per poter affrontare i costi relativi sia all’ iscrizione che all’abbigliamento ed al campo di allenamento. Per il futuro, se ci dovessero essere atleti e imprenditori interessati a tale progetto, si facciano avanti, acqua, neve e vento, il lunedì ed il mercoledì sera sono al campo di calcio di Lusciano.

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AGRO | TRENTOLA-DUCENTA

Parte la riqualificazione del centro storico

Vincenzo Sagliocco

LAVORI DI RIFACIEMNTO DEL MANTO STRADALE DI ALCUNE ARTERIE CITTADINE DI PRIMARIA IMPORTANZA La Giunta municipale di Trentola Ducenta con a capo il Sindaco Michele Griffo, nell’ambito di un progetto di riqualificazione di alcune arterie e zone cittadine ad alta frequentazione, ha approvato il progetto preliminare di rifacimento e riqualificazione della sede stradale di via Roma, nel tratto compreso tra l’incrocio con via Cottolengo e l’intersezione con via Molino Vecchio, e del tratto di strada di via IV Novembre fino a via Marconi. Il recente riconoscimento di città a prevalente economia turistica a carattere religioso, che si fonda sull’afflusso turistico legato alle continue visite della città collegate ai numerosi pellegrinaggi presso il Seminario PIME, la volontà di recuperare e valorizzare i centri storici cittadini unitamente all’oggettiva necessità di una riqualificazione di via Roma e di via IV Novembre, hanno indotto l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Michele Griffo a prevedere di riqualificare le aree indicate mediante il rifacimento complessivo della sede stradale in modo da renderla pedonalizzabile all’occorrenza e comunque di migliorarla esteticamente e renderla più vivibile, adottando gli accorgimenti tecnici realizzativi e di arredo urbano necessari. “Abbiamo approvato un progetto – ha dichiarato il Sindaco di Trentola Ducenta Michele Griffo – che rientra in un programma di rifacimento di alcune arterie cittadine, ricadenti nel centro cittadino, che necessitano di interventi di manutenzione straordinaria e di azioni di riqualificazione. I tratti di strada e le aree che saranno oggetto di intervento sono il tratto di via IV Novembre dall’incrocio con via Romaniello a incrocio con via Marconi, il tratto di via De Rubeis dall’incrocio con via IV Novembre fino a piazzetta Lira, piazza Giovanni Paolo II, il tratto di via Marconi fino al viale d’ingresso alla Casa Comunale. Gli interventi di rifacimento interessepag.

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ranno il manto stradale con la rimozione sia delle tratto superficiale che del sottofondo in modo da ottenere un lavoro fatto a regola d’arte e che assicuri standard elevati di resistenza, di affidabilità e di durevolezza ed, al contempo, determini una gradevolezza estetica e una funzionalità adatte ad un centro cittadino. L’intenzione, dunque, è quella di creare un’area più vivibile e nel complesso più apprezzabile esteticamente che possa essere luogo di aggregazione sociale e di frequentazione da parte dei giovani della nostra città. Per quanto riguarda, poi, il rifacimento di via Roma, abbiamo ritenuto indispensabile – ha aggiunto Griffo – un intervento di riqualificazione completa della strada che unitamente al completamento della piazza e alla collocazione del busto del Beato Manna ed all’installazione di un adeguato arredo urbano trasformeranno completamente questa importante zona della città. Un intervento, quello programmato che sfiorerà i duecentomila euro e che era necessario anche alla luce del recente riconoscimento alla città di Trentola Ducenta del requisito di “Comune a prevalente economia turistica a carattere religioso”, un riconoscimento importante per lo sviluppo economico della città considerato che indirizza verso la nostra città l’attenzione dei flussi del turismo religioso, in continuo processo evolutivo. Ed anche per questo ci stiamo attivando per far inserire Trentola Ducenta nel circuito delle visite e dei viaggi organizzati. Quello delle riconoscimento ottenuto e dei benefici economici che la città potrà trarre dallo stesso non sono stati gli unici motivi che ci hanno spinto a programmare la riqualificazione di via Roma, un intervento che avevamo comunque in animo di eseguire per l’attenzione che riponiamo nel verificare e nel trovare soluzioni alle esigenze della città”. Osservatorio Cittadino | num. 20 | 16 Dicembre 2012


CULTURA

“L’isola dei fiori di cappero” presentazione alla Quarto stato Marco Bruno

DIFFICILE DEBELLARE UNA COLONIA DI SCARAFAGGI. UNA BUONA PREVENZIONE AIUTA NELLA LOTTA ALLE BLATTE Sarà distribuito dal 23 gennaio nelle librerie di tutta Italia il romanzo di Vito Faenza “L’isola dei fiori di cappero”, ma il 21 dicembre in anteprima nazionale sarà presentato ad Aversa nella Libreria Quarto Stato dopo essere stato presentato alla fiera del Libro di Roma che si è conclusa domenica 9. Appena pubblicato ha avuto già recensioni favorevoli su alcuni siti on line a cominciare da quelli del Corriere del Mezzogiorno e di Repubblica. Vito Faenza, per noi l’Antiaversano, si racconta. “Devo dire quando ho avuto in mano la prima copia del libro ho provato una certa emozione, come quella che ho provato quando ho visto il mio primo articolo pubblicato in prima pagina”. Emozione dopo 37 anni di giornalismo? “Finora avevo scritto solo saggi di camorra, di economia e perfino di cucina. Il primo saggio – scritto a quattro mani con l’ex ministro Guardasigilli e magistrato, Vincenzo Scotti ndr – “Droga che fare?” è addirittura del 1977, poi tanti altri tra cui “Cosa Nostra Napoletana” del ’93. Non mi ero mai cimentato con un romanzo e grazie all’aiuto di Tiziana Di Monaco dell’editrice Spartaco alla fine ci sono riuscito…” Perché la scelta dell’editrice Spartaco? “Diciamo che tra me e questo editore è stato un colpo di fulmine. Ci siano intesi subito. Nonostante i contatti con altre case editrici mi sono presentato a Santa Maria con le bozze del romanzo. Lo hanno accettato e credo che oltre al feeling sia nata anche una bella amicizia. Una scelta meditata: non è possibile che le cose buone e belle della nostra provincia non abbiano il riscontro che meritano, se posso contribuire a farle uscire dalla foschia che spesso

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le avvolge ne sono enormemente felice”. In passato hai avuto qualche polemica con autori che si occupavano di Gomorra…. “Infatti contesto che pur avendo avuto successo alcuni autori non si occupano di queste zone, tranne Roberto Saviano, che non potendo essere presente continua a interessarsi e parlare di queste zone ed è un punto di riferimento. Quando ho sentito dire che un autore non poteva venire ad Aversa perché sarebbe stato in pericolo, mi sono detto che era uno… l’ho detto e scritto. Io ci vivo e sono felice di abitare in questa città e in questa zona”. Ci sono molti autori che s’interessano alle cose della nostra terra. “E’ un bellissimo fenomeno. Ci sono alcuni che hanno cominciato a scrivere dopo Saviano, altri che avevano cominciato prima. Sono tanti che citarli mi farebbe rischiare di dimenticarne qualcuno e producono cose molto buone”. Li hai letti tutti? “Qualcuno l’ho anche presentato. Ho letto tutti quelli di cui sono venuto a conoscenza e devo dire che il livello è più che buono”. C’è qualche altro romanzo in cantiere? “Sto scrivendo il secondo. Il mio archivio è molto vasto e cercherò di mettere sotto forma romanzata, come ho fatto con questo primo lavoro, le storie di cui mi sono occupato nella mia carriera giornalistica”. Chi ti ha convinto a scrivere romanzi? “Mia moglie e mio figlio. Mi ripetevano da anni che determinate storie non potevano essere lasciate nell’oblio. La spinta di mio figlio vale più però per quello che sto scrivendo che per il primo incentivato più da mia moglie. Senza di loro non avrei mai scritto nemmeno una riga”.

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CULTURA

La storia (a puntate) de “I Drengot”

(parte V)

Romualdo Guida Nell’anno 1059, dopo un decennio di assedio, oltre a quinto Conte di Aversa, Riccardo I diventa anche primo Principe normanno di Capua. Dal 1063 è ricordato anche come Duca di Gaeta. È sicuramente utile ricordare che Riccardo I sposò Fredesenda, figlia di Tancredi d’Altavilla, matrimonio che segnava un importante collegamento con gli Altavilla allora impegnati nella conquista dell’Italia Meridionale. Col matrimonio della figlia Limpiasa con Sergio VI, quindicesimo Duca di Napoli dal 1082 al 1097, i Normanni di Riccardo I erano posti in un vasto “territorio amico” che comprendeva il Principato di Capua, il Ducato di Napoli e tutto il territorio di conquista dei Normanni Altavilla, partendo da Melfi. Il figlio Giordano I ,già in tenera età, assunse il titolo di Duca di Gaeta mentre nel 1058 lo ritroviamo associato al padre quale Principe di Capua, succedendogli nel 1078, anno in cui, quindi, divenne il

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sesto Conte di Aversa. Giordano I sposò Gaitelgrima, figlia del Principe Guaimario di Salerno e Contessa di Nocera. Come d’uso all’epoca , con i matrimoni si estendeva o si consolidava il potere su vasti territori: all’epoca di Giordano I, i Drengot, fondatori di Aversa, avevano influenza su un territorio che andava da Gaeta, passando da Alife e Caiazzo, Capua, Napoli fino a Salerno con parentela forte con gli Altavilla di Melfi. Giordano I morì nel 1090, probabilmente poco dopo che la cattedrale fosse stata ultimata. Un fratello di Giordano, Gionata, lo ritroviamo Conte di Carinola nel 1093. Un Roberto (figlio di un Rainulfo ) il cui nonno era Asclettino II, è attestato dal 1086 al 1110 quale 1° Conte di Caiazzo e Sant’Agata dei Goti. Il figlio di quest’ultimo fu il famoso Rainulfo di Alife (detto anche “di Airola”) , forse nato nel 1093 e morto a Troia il 30 Aprile 1139, ricordato come 2° Conte di Caiazzo, Conte di Alife, Sant’Agata dei Goti, Telese (dal 1115 al 1139), ma investito del titolo di Conte sin da 1108. In fasi alterne fu anche Conte di Avellino, Ariano Irpino, Troia; Duca di Puglia (1137-1139). Sposò Matilda d’Altavilla, figlia di Ruggiero I Conte di Sicilia. Fu un fiero oppositore di Ruggiero II d’Altavilla che, venuto in Campania nel 1135, anno in cui mise a ferro e fuoco Aversa, abbattendo parte delle mura e, poi, ricostruendole nello stesso sito, le dotò anche del castello che è il “cuore” del successivo castello ampliato dagli Aragonesi ed in cui soggiornò fino alla conquista definitiva di tutta l’Italia Meridionale che può dirsi “compiuta”, appunto, solo alla morte di Rainulfo d’Alife avventa nel 1139. Ad Aversa, dopo Giordano I c’è la successione di tre figli di questi e di un nipote. Precisamente, Riccardo II, ricordato come terzo Principe di Capua dal 1090 al 1106 seguito dal fratello Roberto I, quarto Principe di Capua dal 1107 al 1120, brevemente (solo qualche settimana) dal figlio suo Riccardo III, ricordato come quinto Principe di Capua e da suo fratello Giordano II, ricordato come sesto Principe di Capua dal 1120 al 1127. Quando nel 1135 Ruggiero II entra ad Aversa il potere è nelle mani del figlio di Giordano II, Roberto II, detto “di Sorrento”, che è ricordato quale settimo Principe di Capua, dal 1127 al 1135. Nel 1135 finisce la dinastia dei Drengot con Roberto II che è fatto prigioniero ed accecato. Morirà in prigionia a Palermo nel 1156.

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Sor Buone Feste fi Giuseppe Cecere In una sala


In questo numero:

a cura di Alessandro Carotenuto

Innico Caracciolo (L’ Apostolo Zelante)

La cronaca ecclesiale addita, a buon diritto, Innico Caracciolo come uno dei principali pilastri della Cattedra vescovile aversana, per il suo zelo e ciò che ha prodotto e lasciato. Figlio del feudatario duca Francesco, al soldo di Carlo II di Spagna, e di donna Beatrice dei marchesi di Airola, vide la luce a Martina il 9 luglio del 1642 venendo subito avviato alla vita cavalleresca. Dopo la scomparsa del padre, morto prematuramente in duello, si trasferì giovanissimo in Spagna sperimentando gli agi e lo splendore della vita di Corte che, mettendolo in crisi con se stesso, lo indusse a scegliere una strada diversa. Sta di fatto che seguendo il suo sentire cominciò, poco per volta, ad isolarsi dal mondo iniziando a mortificarsi nel fisico fino ad abbracciare la vita sacerdotale. Per ottemperare meglio ai suoi voti, lasciata la penisola Iberica, se ne venne a Roma entrando nella vita diplomatica vaticana. Entrato nelle grazie di Innocenzo XI, fu inviato come inquisitore della Santa Sede nell’isola di Malta, dove, avendo dato prova di grande generosità, lasciò un buon ricordo. Ritornato a Roma, Papa Alessandro VIII lo nominò subito Segretario della Congregazione dei Regolari e il suo successore Innocenzo XII, vistane la devozione caritatevole verso il prossimo, gli affidò la presidenza di un neo Ospedale per i bisognosi. Preconizzato arcivescovo di Capua, lasciò cadere l’incarico per ben due volte e, rimasta vacante più tardi l’importante Cattedra di Aversa, dovette accettarla per imposizione. Era il 24 marzo del 1697. Fu prescelto e inviato sul posto di proposito per combattere il malaffare e la corruzione dilaganti che coinvolgevano tutti gli strati sociali della zona , sia essi laici che ecclesiastici. Il malgoverno oppressivo della dominazione straniera, l’ignoranza e il parassitismo della borghesia locale e la moralità di comodo (meglio l’immoralità) dei rappresentanti della chiesa aversana, per ottant’anni sotto l’egida del malcostume e del nepotismo dei Carafa, avevano messo in ginocchio l’intera Diocesi offrendo un quadro deprimente.Tanto che quando il Caracciolo mise piede in loco, profondamente preoccupato più che impressionato, ebbe a chiedersi : ”Da dove cominciare la mia azione pastorale?”. Addossatasi la croce, dopo essersi fatto coraggio, il

29 giugno 1697 prendeva nelle sue mani la Diocesi di Aversa con l’intento di migliorarla nello spirito e nel costume, partendo dalla moralizzazione del clero. E la sua fu un’opera encomiabile, colossale (durata ben 34 anni), assidua nella quale impegnò le migliori energie venendo soprannominato il “Borromeo aversano”.Considerato in vita “benefattore” e per i suoi svariati meriti, Clemente XI nel 1715 volle elevarlo a dignità cardinalizia, carica che ne aumentò lo zelo pastorale… quasi santificandolo. Caracciolo, 56° vescovo di Aversa, è passato alla storia principalmente per i lavori di ristrutturazione e ammodernamento della Cattedrale con annessa fabbrica (a cui lavorarono i migliori artisti del tempo) e la costruzione di un nuovo e più capiente Seminario, che diventerà un “faro di cultura” per tutto il meridione. Dopo aver speso bene la sua vita terrena, inculcando nei fedeli l’amore cristiano per il prossimo, si spegneva a Roma nel mese di settembre del 1730 (all’età di 88 anni) mentre partecipava al conclave per la elezione del nuovo Papa… che sarà Clemente XII. Le sue spoglie furono deposte originariamente nella chiesa della Vittoria, dove rimasero per due anni fino al 1732. Proprio in quell’anno infatti i resti, rimossi, furono traslocati in Aversa e seppelliti, come da suo desiderio, nella cappella del Santissimo del Duomo, da Lui restaurata ed abbellita. Nel 1738 un suo pronipote arcivescovo, intervenendo di persona, lo fece tumulare nella già detta cappella, in un Monumento funebre che è un vero gioiello artistico. Il pregevole manufatto, che è opera di Filippo Barigioni e Paolo Posi, è sormontato da un’allegoria (La Fama) dello scultore Pietro Bracci. Nel duecentesimo anniversario della morte (1930), la città di Aversa e la Diocesi vollero ricordare l’illustre Porporato scomparso con una solenne concelebrazione che fu presieduta dal card. Alessandro Verde e con l’intitolazione di una piazza. Questo per salutare, oltre che riconoscere ed onorare, nel Caracciolo, la santità della vita, il suo zelante apostolato, il carattere benevolo e inflessibile, il mecenate dei buoni studi – a dirla col Capasso – e il rinnovatore della Chiesa: Colui che apre il “Libro d’oro” del clero aversano.

La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto, si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone, sito web:www.carlocapone.it e-mail: caponart@alice.it. Il testo è scritto da Antonio Marino.


Innico Caracciolo nel seminario da Lui fondato


Occhio alle bollette del

SOCIETA’

gas e dell’energia elettrica Il 2012 non si chiude nel migliore dei modi per le tasche dei consumatori, già abbastanza provate da un anno di rincari. Queste ultime sono state le bollette più pesanti degli ultimi tre anni. I rincari più pesanti investono i consumi di gas e in misura minore di energia elettrica ma la stangata di quest’ultimo periodo non ha risparmiato nessuno. I prezzi dei prodotti petroliferi e le manovre governative spingono in alto la spesa per riscaldare le case. Rincari medi del 30 per cento da un anno all’altro ci impongono di far chiarezza nei confronti dei cittadini affinchè possano comprendere cosa pagano e dove possono risparmiare. Non si fanno attendere le reazioni delle Associazioni dei consumatori. Il mercato libero non ha Gaetano Accurso fatto altro che il consumatore fosse ancora più spaesato e per questo facilmente ingannato. Pubblicità continue, tecniche spinte di “porta a porta”, tariffe bloccate ma esose oppure scaglioni improbabili con esuberi carissimi, hanno contribuito al portafoglio di aziende note o meno note ma non certo ad agevolare il consumatore. Proviamo a fare chiarezza sulle bollette: il costo delle materie prime è deciso dall’Authority oggi il prezzo della materia prima in bolletta è di circa 43 centesimi al metro cubo, registrando un aumento di circa il 60 per cento rispetto al 2010, e del 40 per cento rispetto al 2011.Al prezzo delle materie prime va poi sommato il costo della distribuzione e gli importi dovuti per le imposte e per l’Iva che è passata al 21 per cento. Al termine della filiera, al cliente finale il gas costa attualmente circa un euro ogni metro cubo consumato. Meno pesante è il rincaro dell’energia elettrica, che rimane sotto il 10 per cento. L’incidenza maggiore è collegata ovviamente alle materie prime il cui prezzo viene stabilito dall’Authority in funzione del paniere dei prodotti petroliferi.“Le famiglie non ne possono più! Anche per noi è inaccettabile che, per attutire i rigori del freddo invernale, gli italiani debbano pagare il 37% di imposte per ogni metro cubo di metano – dichiara Gaetano Accurso Direttore Commerciale area consumatori UNIONGAS Metano & Energy – Imposte che raggiungono questa entità anche perché l’Iva al 21% viene calcolata sulle accise territoriali oltre che sul gas. È necessario, quindi, che almeno per il consumo medio di 1400 metri cubi l’Iva venga ridotta all’aliquota agevolata del 10%. Per quanto riguarda l’elettricità, invece, il sostengo delle fonti rinnovabili, che ha un’incidenza notevole sulle bollette (circa il 12%), deve essere pagato attraverso la fiscalità generale. È assurdo, infatti, che le famiglie siano chiamate a pagare per finanziare un miglioramento ambientale, che è di interesse generale, ad esempio in base al numero dei figli e non in base al proprio reddito, come sarebbe più equo”.“Abbiamo avuto un Boom di richieste di rateizzare soprattutto per le aziende – continua Giuseppe Esposito Direttore Commerciale Area Bussiness UNIONGAS Metano & Energycerchiamo di venire sempre incontro al cittadino ma per chi come noi investe in continuazione sul servizio clienti e soprattutto sul risparmio effettivo con sconti reali sui consumi, non è facile reggere il costo del

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credito per non parlare poi degli insoluti. Noi per primi ce l’abbiamo con le false pubblicità e con lo Stato che continua ad aumentare le imposte al consumatore finale, ma le assicuro non è facile far capire al consumatore che la nostra serietà merita fiducia. Tuttavia siamo molto contenti del nostro andamento, andiamo a piccoli passi, poca pubblicità ma risparmio e servizi assicurati. Coerenti e chiari come siamo sempre stati, viviamo dell’orgoglio di vedere soddisfatti i nostri clienti e di esser leader sul nostro territorio, difficilmente i nostri clienti ci lasciano, una ragione ci sarà…”. L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas sta finalmente pensando a una misura in favore di consumatori e piccole imprese. Dopo tanti rincari e polemiche, finalmente si può Giuseppe Esposito parlare con maggiore ottimismo del gas: il Corriere della Sera parla addirittura di “mezza rivoluzione”, sarebbe però più appropriato descrivere la novità come una misura giusta e adeguata per le famiglie e le piccole imprese. L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (Aeeg) sta infatti pianificando la riduzione di queste bollette di sei o sette punti percentuali. L’inversione di tendenza rispetto a quanto siamo stati abituati a sopportare ultimamente dipende dal nuovo modo con cui si calcolerà il prezzo del metro cubo di metano, coinvolgendo circa un terzo dei consumi italiani. Si tratta, dunque, di una larga fetta di consumi di gas domestici (circa settantacinque miliardi di metri cubi nel 2012), mentre saranno escluse le aziende di maggiori dimensioni e i proprietari delle centrali termoelettriche. Che qualcosa bollisse in pentola si era capito da metà novembre. In effetti, l’Authority ha svelato questo taglio in un apposito documento, ora si attende la risposta delle parti coinvolte. Il nuovo sistema sarà efficace con tutta probabilità tra cinque mesi, quando la stagione sarà più calda, ma l’importante è concludere tutto in maniera positiva. Le compagnie che vendono gas non l’hanno presa bene, ma è ora che a trionfare siano anche i consumatori e le famiglie. La differenza tra il prezzo nazionale e quello praticato sui mercati europei è di circa otto centesimi per ogni metro cubo, finalmente l’Aeeg ha deciso di restituire questo differenziale, su cui le società di vendita hanno speculato e non poco, proprio alla gente. Non si tratta però soltanto di rose e fiori: ad esempio, si è pensato anche a una sorta di assicurazione sui prezzi, nel caso quelli di mercato dovessero aumentare improvvisamente, un sistema che però favorirebbe, garantendo un tetto ai contratti di lungo periodo. Speriamo invece che lo Stato per la prima volta premi il cittadino e le aziende più serie che fanno sconti reali e che stanno affianco al cittadino pur essendo medio/piccole e allo stesso modo controlli i sistemi di procacciamento che vedono sempre più il consumatore sprovveduto preda di ragazzini che pretendono una firma con frottole su frottole … ricordatevi che tocca a noi per primi difenderci scegliendo un’azienda seria con prezzi certi e , presente sul territorio per qualsiasi disguido o chiarimento con serietà e professionalità.

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SOCIETA’

La crisi morde e il fisco incalza. Zero prospettive

Gennaro Ciaramella* Negli ultimi 24 mesi, in particolare i giovani dottori commercialisti nell’ambito dell’Unione Nazionale, hanno cercato di accendere i riflettori sulle problematiche dei diritti acquisiti e quesiti, sull’evasione fiscale, sulle prospettive future della attuale generazione, sulle necessità di riduzione della spesa pubblica quale primario volano dell’economia nazionale, sulla previdenza delle giovani e delle future generazioni. Argomenti che oggettivamente non riguardano l’ambito delle quattro mura di questa professione ma proprio per la loro trasversalità, sono comuni a tutta l’attuale generazione dei trentenni/quarantenni. In virtù del privilegiato e duplice punto di vista del dottore commercialista (in particolare del giovane, ma anche come professionista della materia economico-contabile) non si possono tacere gli ultimi accadimenti politico/economici che presentano risvolti e conseguenze fiscali sempre più gravi per il nostro futuro, di cittadini e di professionisti. L’ultimo progetto di Legge varato dal Governo, non ha deluso chi continua ad aspettarsi un crescendo di schizofrenia fiscale da parte del nostro Legislatore. Ricordiamo solo per la cronaca che lo stesso Decreto si è reso necessario per la stabilità dei conti pubblici italiani per il triennio 2013-2015 e che così dovrebbe consentire, come previsto dagli impegni assunti in Europa, di conseguire il pareggio di bilancio in termini strutturali già a partire dall’anno 2013. Il primo provvedimento in tal caso previsto è la scure della stretta sui bonus fiscali. Vale a dire l’incremento della cosiddetta franchigia al di sotto della quale non saranno possibili risparmi d’imposta per oneri deducibili e detraibili. Tale scelta sembra fatta apposta per colpire le fasce più giovani della popolazione. In queste ore sembra invece data oramai per certa, forse più per l’indignazione di massa che non per una reale e concreta decisione governativa, la cancellazione della retroattività al 2012 per la stretta sui bonus fiscali. Inoltre il previsto incremento dell’aliquota iva del 21% al 22% pare sia stato confermato; Se l’incremento dell’iva “scontato” è il bastone, pare sia invece saltato il provvedimento che rappresentava la carota, vale a dire la riduzione, a partire dall’anno d’imposta 2013 delle aliquote Irpef sui primi due scaglioni di reddito. Da sottolineare inoltre che ha fatto a tutti un’impressione non indifferente il dover ascoltare le parole del premier Monti il quale, mutuando le indicazioni di Bondi nell’ottica della spending review, prescrive la necessità di razionalizzare il consumo di elettricità pubblica delle città per garantire risparmi di danaro pubblico (anch’esso per fortuna poi stralciato dalla prima stesura del disegno di legge).

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Insomma, non possiamo proseguire su questa strada intrapresa. Un abulico tira e molla, che fiacca ancor di più gli animi dei cittadini, demotivandoli e sfiancandoli. Siamo certi del fatto che esistano eventi o periodi che separano il tempo creando un prima ed un dopo. Ecco, forse noi stiamo vivendo proprio questo periodo di tempo. Credo che noi ci troviamo a cavallo fra un prima ed un dopo, in cui ciò che verrà sarà completamente diverso da ciò che è stato. È proprio per questo motivo che in particolare i giovani professionisti devono “adesso” dare il loro sostegno e collaborazione a costruire il dopo con quello che all’inizio si definiva “il punto di vista privilegiato del giovane dottore commercialista”. È arrivato il momento di far valere dunque il pensiero tecnico; semmai anche di imporlo rispetto al miope pensiero di chi cerca un tornaconto soggettivo e non oggettivo per il bene della comunità. Tale pensiero tecnico è rivolto in particolare alla necessità di ridisegnare il sistema fiscale italiano. Un sistema fiscale che non sia, in particolare, preda delle contingenze dei saldi di bilancio del momento ma che possa garantire a tutti i cittadini una stabilità ed una continuità impositiva e regolamentare. Garantire dunque una tassazione che si sposti dalle persone alle cose, una tassazione che possa incoraggiare gli investimenti in imprese piuttosto che nella finanza e nell’immobiliare, una tassazione che valorizzi chi produce e non chi già possiede. Una tassazione che possa garantire la rinascita di quella classe media italiana riavvicinando chi ha sempre di meno a chi invece ha sempre di più. Ma soprattutto un nuovo sistema fiscale che possa garantire ai giovani quegli ammortizzatori sociali necessari per permettere loro l’inserimento nel mondo del lavoro e nella società, in modo autonomo ed indipendente. È proprio in questo momento di crisi non solo economica ma anche di leadership istituzionale che è necessario dunque raccogliersi intorno al pensiero tecnico di chi, come i giovani dottori commercialisti, ha la possibilità di vedere quotidianamente la condanna e la protesta dei contribuenti che non ce la fanno a pagare imposte ingiuste e così esose, con modalità altrettanto ingiuste e così sperequate. Come si dice: con questa crisi i ricchi saranno un po’ meno ricchi ma i poveri rischiano di morire di fame… Il nostro “prima” lo conosciamo tutti, è quello da cui veniamo. Il punto è che dobbiamo contribuire a che il nostro “dopo” non sia quello appena richiamato; è proprio qui, nel dopo, che dobbiamo far valere ed imporre il nostro pensiero tecnico, come giovani e come dottori commercialisti. * Presidente Unione Giovani Dottori Commercialisti Caserta

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AMBIENTE & ALIMENTAZIONE

Controllo degli scarafaggi ... non solo insetticidi

Eduardo Ucciero

DIFFICILE DEBELLARE UNA COLONIA DI SCARAFAGGI. UNA BUONA PREVENZIONE AIUTA NELLA LOTTA ALLE BLATTE La lotta alle blatte o scarafaggi resta un problema di non facile attuazione, tenendo conto che questi insetti transitano e risiedono con apposite tane in tratti di tubature sommerse che rendono molto difficile isolare un ambiente, in particolare una cucina di vaste dimensioni, per impedire l’arrivo di questi insetti. L’utilizzo delle colonne di scarico come via di passaggio spiega, ad esempio, l’infestazione da blatte ai piani superiori di condomini od altri edifici. E’ più realistico prevedere che l’impianto fognario urbano sia già colonizzato da Blatta orientalis o da Periplaneta americana e che, tramite i raccordi fognari, specialmente se vecchi o più volte manipolati, queste possano facilmente giungere all’interno degli edifici iniziando la colonizzazione da bagni e cucine. I “punti critici” da ricercarsi nelle ispezioni, che precedono la fase di disinfestazione, sono costituiti da: scollamenti delle piastrelle di pavimentazioni e rivestimenti murari, alterazione delle malte poste a guarnizione tra pavimentazione e griglie o tombini di scolo, scostamento dei paraspigoli, presenza di controsoffittature, pareti perlinate o separatori in cartongesso. Una buona prassi di lotta passa sempre per una buona prevenzione che, se di possibile attuazione, può ridurre il problema alla radice. Ciò può avvenire nel caso specificoin vari modi: tramite l’ispezione dei contenitori delle derrate (ad es. imballaggi in cartone) alla ricerca di ooteche ed allontanamento degli imballi non essenziali. In ristoranti e centri cottura perseguire l’accurata pulizia dalle attrezzature di cucina con particolare attenzione alle cappe aspiranti e ovunque vi sia presenza di interstizi e di materiale termo-isolante. Questi materiali subiscono nel tempo scollamenti e divengono facilmente punti di nidifica per Blattella germanica. Qui la disinfestazione convenzionale potrà risultare scarsamente efficace a motivo dell’elevato sbalzo termico caratteristico di questi punti. Evitando il ristagno di residui di sostanza

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organica tra griglia e sifone degli scoli presenti sotto le attrezzature di cottura.Allontanando ogni residuo di alimento. Poche briciole possono alimentare un gran numero di insetti. Anche l’acqua non deve risultare facilmente disponibile: vanno riparate tutte le piccole perdite anche se all’apparenza insignificanti.Ogni intervento di disinfestazione deve essere condotto nella piena consapevolezza che i formulati impiegati (i presidi medico chirurgici o, con termine più moderno, biocidi) non devono costituire fonte di pericolo, in termini di residui, per gli ambienti ove sono stati applicati (si pensi ad esempio alle attrezzature -fisse e mobili- di una cucina, aree ove giocano bambini, ambienti di soggiorno, …). E’ pertanto opportuno privilegiare l’impiego di attrezzature in cui l’erogazione dell’insetticida sia sempre quanto più controllabile possibile.Ad esempio con le pompe manuali a bassa pressione è possibile controllare l’entità della distribuzione dell’insetticida, non è così invece quando si utilizza la lancia mitra collegata con pompe ad alta pressione o altre attrezzature quali il nebulizzatore elettrico. Ogni intervento sarà preceduto da un’ispezione dei locali ove si deve intervenire per accertare l’assenza di alimenti esposti o stoviglie in genere. La lotta alle blatte dovrebbe essere condotta prescindendo da rigidi schematismi, ovvero non secondo le “applicazioni a calendario”.Le possibilità di condurre una lotta chimica contro le blatte si possono riassumere in tre modalità. 1) Trattamento delle superfici di probabile transito con prodotti in grado di persistere per un discreto periodo di tempo. 2) Trattamento, con idonee attrezzature, di tutti gli anfratti (crepe, fessure, interstizi) che si ritiene possano fungere da riparo per le blatte. 3) Trattamento mediante applicazione di formulati insetticidi composti da una esca alimentare e da un insetticida persistente, attivo per ingestione (esche in gel). Mi preme sottolineare che in qualsiasi caso, soprattutto in situazioni di media ed elevata infestazione, è opportuno rivolgersi a ditte specializzate, in quanto il fai da te non produce risultati apprezzabile, rischiando nel contempo di sprecare tempo, danaro e salute, in interventi tanto inutili quanto dannosi. I metodi su specificati richiedono grande esperienza e professionalità, come ad esempio il riconoscimento esatto della specie di scarafaggio infestante e la localizzazione di tutti i luoghi di possibile rifugio. Suerte contra las cucarachas!

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Il “fiato” di Avellino e la “ribollita” gialla

GUSTO

Lamberto Lauri A chi di voi, amici di Gusto è capitato di ascoltare chiedere un brunello di “montecitorio” un “fiato” di Avellino o una “ribollita” gialla uno “sciatò” di Rothschild. Alle parole del vino, abbiamo dedicato un capitolo del libro “ci siete tutti” ma le cose vanno rinnovate, in un continuo divenire; adesso si và nel letterario: “Mi dia un refoscolo!!!”, dall’atlante abbiamo trovato il Falerno del “Messico” e la spiegazione (paziente) di un enotecario che chiariva le idee (confuse) ad un cliente che voleva spiegazioni su quale liquore si usasse per il “cocktail di scampi”. Ma il puzzone di Moena, resta sempre un formaggio e la crema catalana un dolce. Le parole del vino a volte fantasiose e a volte senza senso, a volte che si traducono: il brandy, il distillato dal vino, fu ribattezzato “arzente” nel ventennio, ma lo champagne è senza traduzione. Il mio amico Sergio Iodice, lo ha messo in musica, con il Peppino nazionale, ed adesso ci vive bene. Sosteneva madame Lily Bollinger: “Bevo champagne quando sono felice, e quando sono triste lo bevo quando sono sola, ma in compagnia lo trovo indispensabile, mi ci diverto quando non ho fame, e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco - a meno che non abbia sete”. Vogliamo segnalarvi qualche vin de champagne poco noto, e quindi abbordabile: champagne Brouchet Herviux premire cru rosè, un esplosione di mineralità, che l’80% di pinot noir gli dà, note aggraziate di piccoli frutti e un eleganza equilibrata, con un bel plateau di salami; champagne Jean-Yves de

Carlini extra brut, uno champagne complesso, un vino che non và bevuto, ma meditato, lontano dalle morbidezze piacioni, ananas, pesca bianca, per palati allenati, austero e chiuso, come una donna delusa, dà il meglio accompagnato da chiacchiere e buonumore. Au revoir mon ami.

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SANITA’

La pressione me la misuro io! a cura di Raffaele Ranucci Cardiologo

Quasi il 30% degli Italiani è affetto da ipertensione arteriosa. Solo il 25% di tutti gli ipertesi raggiunge però l’obiettivo terapeutico. Tra le cause dell’insoddisfacente trattamento particolarmente importante è la scarsa aderenza alla terapia. La necessità di una regolare ed attenta assunzione dei farmaci prescritti e di un sistematico controllo dei valori pressori spesso scoraggiano i pazienti. Tuttavia la crescente diffusione della automisurazione domiciliare della pressione arteriosa probabilmente migliorerà la situazione. L’osservazione che la pressione arteriosa misurata a casa è in genere più affidabile di quella rilevata presso l’ambulatorio del medico e la disponibilità di apparecchiature automatiche di misura sempre più precise e semplici da usare, hanno certamente reso i pazienti più consapevoli della loro patologia e più partecipativi al progetto terapeutico. Effettivamente questa pratica, come dimostrato nello studio Ohasama, permette una migliore previsione delle complicanze e della mortalià cardiovascolare negli ipertesi. Per la misurazione della pressione arteriosa, premesso che non sono assolutamente affidabili i modelli da polso o da dito e che vanno preferiti gli strumenti a bracciale, si possono usare tre tipi fondamentali di apparecchi. Il primo è il classico sfigmomanometro al mercurio, introdotto nel 1986 da Scipione Riva-Rocci. Resta ancora lo strumento di riferimento anche se oggi è in via di eliminazione. Non è più in vendita infatti dal 3 aprile 2009 in base al Decreto 30.07.2008 del Ministero della Salute, essendo stato bandito l’uso del mercurio a livello europeo per la sua tossicità. Secondo è quello anaeroide, dotato di manometro con lancetta, certamente meno ingrombrante e più pratico ma purtroppo facilmente soggetto a staratura per cui andrebbe calibrato almeno ogni sei mesi per evitare errori di rilevazione. Entrambi questi tipi di misuratori però richiedono l’uso dello stetoscopio. E’ necessario un certo addestramento e risulta difficile utilizzarli da soli. Il terzo tipo è quello sicuramente più adatto per l’automisurazione domiciliare per la grande facilità d’uso. Si tratta di apparecchi elettronici semi-automatici o completamente automatici che utilizzano la tecnica oscillometrica con trasduttori elettronici. Con un solo tasto si avvia la misurazione automatica e la lettura dei valori è generalmen-

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te molto chiara, rilevabile su display più o meno ampi e luminosi, adatti anche per persone anziane. Sono generalmente precisi ma non forniscono valori attendibili in caso di aritmie, come per esempio la fibrillazione atriale o una frequente extrasistolia. In questi casi la grande variabilità dei valori pressori da battito a battito rende le misurazioni poco affidabili. Sono apparecchi che andrebbero inoltre calibrati ogni 6-12 mesi. Quando si va ad acquistare uno di questi strumenti bisogna scegliere modelli di buona marca e soprattutto validati, che abbiano in pratica superato le prove di affidabilità. Queste prove sono in effetti protocolli di misura che servono a stabilire le differenze con le rilevazioni effettuate con il classico sfigmomanometro a mercurio. Questi protocolli sono stati elaborati da vari enti ufficiali quali l’European Society of Hypertension (ESH), la British Hypertension Society (BHS), l’Association for the Avancement of Medical Instrumentation (AAMI). Il solo marchio CE della Comunità Europea non indica che sia stato superato un procedimento di validazione che va quindi attentamente ricercato tra le caratteristiche del modello da scegliere. Una volta scelto l’apparecchio giusto le misurazioni vanno effettuate secondo precise procedure previste dalle linee guida internazionali. Innanzitutto bisogna mettersi seduti e rilassarsi per almeno 5 minuti, quindi bisogna applicare il bracciale di dimensioni adeguate 2-3 cm sopra la piega del gomito che deve restare libera. E’ necessario stare fermi durante la misurazione, evitare di parlare, non accavallare le gambe, mantenere il braccio all’altezza del cuore e ripetere il controllo dopo un paio di minuti. Dopo l’assunzione di cibo, alcoolici e soprattutto caffè o dopo un esercizio fisico intenso, bisogna aspettare almeno 30 minuti prima di misurare la pressione arteriosa. Le rilevazioni dovrebbero essere effettuate in particolari fasce orarie e cioè dalle 06:00 alle 09:00 e dalle 18:00 alle ore 21:00. Nella settimana che precede la visita medica sono necessarie almeno due misurazioni al dì, una al mattino ed una alla sera. Una volta raggiunto un buon controllo pressorio sono sufficienti due misurazioni a settimana. Allora forza! Tutti a misurare per bene e con tenacia la pressione arteriosa a casa propria per vivere meglio e più a lungo … ovviamente se la cosa vi interessa!

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L’AVVOCATO di Nico Nobis

FIGLIO VIOLENTO: SI CONFIGURA IL MALTRATTAMENTO? Cari amici, siamo lieti di accogliervi ancora una volta a leggere la nostra rubrica di consigli legali e, in questo numero, vogliamo affrontare un argomento sollecitatoci da un genitore il quale, trovandosi in una particolare condizione nei confronti del figlio, ci ha inviato una mail cui abbiamo modo di rispondere attraverso un caso analogo che viene, come sempre, affrontato dalla Cassazione. Il caso è relativo a quelle fattispecie violente che, inversamente a quanto più spesso accade, vedono vittima delle violenze, non i figli, ma i genitori. La Corte di Appello di Ancona, confermando la sentenza del Tribunale di Fermo, ha dichiarato un giovane colpevole del delitto di maltrattamenti perpetrato in danno del padre, della madre e della sorella, e lo ha condannato alla pena di mesi sei di reclusione. Il giovane ricorre, a mezzo del suo difensore, per Cassazione avverso la sentenza, lamentando che il comportamento tenuto non valeva, a suo avviso, ad integrare il reato di cui all’art. 572 c.p., sia perché, come sottolineato anche dal padre in sede di istruttoria dibattimentale, si era trattato sempre e soltanto di accesi e animati litigi familiari, maturati in un clima di notevole conflittualità tra padre e figlio, sia perché nell’evoluzione di tali problematici rapporti aveva avuto un ruolo essenziale la giovanissima età e l’immaturità psicologica del prevenuto. La Cassazione, ritiene che la Corte di Appello non abbia ignorato le doglianze mosse dall’appellante ma ha dato atto, con argomentazioni logiche, del fatto che le testimonianze dedotte in giudizio erano, purtroppo, connotate carattere reticente da parte dai congiunti dell’imputato, dovuto al comprensibile tentativo di ridimensionare la vicenda, una volta ritrovata la tranquillità familiare a seguito dello spontaneo allontanamento dello stesso dalla casa paterna.Essa, pertanto, ha ritenuto tali dichiarazioni inidonee a scalfire la prova del carattere abituale del comportamento vessatorio e violento serbato dal ricorrente nei confronti dei propri familiari, emergente con tutta evidenza dalle dichiarazioni a suo tempo rese da questi ultimi

in occasione della proposizione della denuncia, nonché dai ripetuti interventi effettuati dai Carabinieri in conseguenza di violente liti familiari innescate dall’imputato. La decisione della Corte di Appello impugnata dall’imputato risulta congruamente motivata anche in relazione all’elemento soggettivo del reato contestato, avendo la Corte accertato, con apprezzamento in fatto non censurabile in questa sede, che l’imputato ha posto in essere i reiterati comportamenti violenti fisici e verbali con la volontà di vessare i propri familiari, facendoli vivere in uno stato di terrore. La motivazione resa al riguardo si integra e si salda con quella della sentenza di primo grado, con la quale il Tribunale, confutando l’assunto difensivo, ha ritenuto certo che l’imputato, nonostante la sua giovane età (che, comunque, non era tale da impedirgli di compiere liberamente le sue scelte di vita), era consapevole della duratura sofferenza arrecata ai propri congiunti sia con gli atti di violenza fisica che con le frequenti e immotivate aggressioni verbali ai quali li sottoponeva. I giudici, pertanto, hanno fornito adeguata giustificazione delle ragioni della ritenuta responsabilità del prevenuto, mediante un percorso argomentativo corretto sul piano logico e giuridico, a fronte del quale le doglianze mosse dal ricorrente, attraverso la formale denuncia di vizi di motivazione, tradiscono il reale intento di ottenere una rilettura degli atti ed una diversa valutazione delle risultanze processuali, esulanti dai poteri di cognizione riservati a questa Corte. Dunque, non vale la giovane età del figlio ed il fatto che, in sede di testimonianza, i parenti dello stesso siano stati un po’ reticenti a dire la verità per cercare di sminuire i fatti, in quanto in sede di denuncia i genitori stessi erano stato esaustivi e chiari nel rappresentare condotte che, a parere della Cassazione, certamente configuravano il reato di maltrattamenti in famiglia. Dandovi l’arrivederci al prossimo numero, ne approfittiamo per augurarvi buone feste.

L’UROLOGO di Raffaele Muscariello

PSA ELEVATO: COSA FARE? Il PSA (antigene prostatico specifico) è una proteina prodotta esclusivamente dalle cellule della prostata e dosabile con un prelievo di sangue. Questa proteina può aumentare per svariati motivi, non solo per patologie neoplastiche, ma anche per un semplice incremento delle dimensioni della prostata o per una sua infiammazione. Avere un PSA al di sopra dei valori limite, pertanto, non significa avere un tumore, ma solo la necessità di indagare meglio il motivo del suo innalzamento. Non esiste ad oggi alcun esame che da solo ci consenta di diagnosticare con certezza un tumore prostatico. Per riconoscere precocemente una neoplasia è indispensabile l’integrazione di vari elementi oltre al dosaggio sierico del PSA, l’esplorazione digito - rettale della prostata ed una valutazione ecografica transrettale della ghiandola. È necessario, quindi, rivolgersi ad uno specialista, che, combinando queste informazioni,

potrà decidere una corretta strategia diagnostica e terapeutica. Qual’ è il valore normale del PSA? Negli ultimi anni, per gli uomini più giovani e con familiarità, si tende ad abbassare il valore soglia del PSA dai 4 ng/ml, tipicamente indicati dalla maggior parte dei laboratori di analisi, ai 2.5 ng/ml. Quali sono i sintomi del tumore della prostata? Il cancro della prostata si presenta quasi sempre in maniera asintomatica. Solo in una fase più avanzata della malattia è possibile riscontrare dei sintomi come: difficoltà a urinare o bisogno di urinare frequentemente, dolore alla minzione, sangue nelle urine o nel liquido seminale, sensazione di non svuotare in modo completo la vescica. Spesso, però, questa sintomatologia urinaria è legata a patologie benigne della prostata, come l’ipertrofia.In molti casi, l’elevazione del PSA rappresenta l’unico campanello d’allarme che


IL COMMERCIALISTA di Paolo Farinaro

IL REDDITEST, UNO STRANO STUDIO DI SETTORE Sotto i 30mila euro di reddito annuo si può finire nel mirino dell’Agenzia delle Entrate come “incoerenti” e la maggior parte dei “presunti evasori” non ha nemmeno i soldi per pagare il mutuo. E’ sulle prime pagine dei quotidiani economici ormai da alcuni giorni: il 20 novembre, infatti, è nato il “Redditest”, una sorta di strano “studio di settore per famiglie” - così è stato da più parti subito ribattezzato - partorito dall’inesauribile fantasia della nostra Amministrazione Finanziaria. Di che si tratta? E’ un software, messo a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate, attraverso il quale ogni singolo contribuente che lo desiderasse potrà auto valutare il proprio reddito sulla base delle spese sostenute e dei beni (ma anche investimenti finanziari) posseduti. Le mire di questo strumento, come più volte ribadito dalla stessa Agenzia delle Entrate, sono unicamente quelle di aumentare la compliance fiscale dei cittadini italiani, cioè di spingere “bonariamente” i contribuenti verso quei valori di reddito attesi dal Fisco, al fine di indurli spontaneamente all’adeguamento, sulla falsariga dello scopo che aveva a suo tempo ispirato la nascita degli Studi di settore. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate,Attilio Befera, ha precisato che il Redditest non è uno strumento repressivo o di controllo, ma solo un mezzo per realizzare auto-diagnosi fiscale, a tutto vantaggio dei cittadini onesti. D’altro canto, da un eventuale responso di incoerenza del “Redditest” non potrà mai scaturire un accertamento sul reddito del nucleo familiare, perché, da un lato, il software utilizzato viene scaricato direttamente sul PC dell’utente senza che sia lasciata traccia sul web dei dati caricati e, dall’altro, i medesimi dati in nessun modo verranno comunicati all’Agenzia delle Entrate. Ciò è tanto più vero se si considera che uno degli strumenti per determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente non è il “Redditest”, ma il cd. “Redditometro”, come da ultimo potenziato dal DL n. 78/2010, che utilizzerà specifici “elementi indicativi di capacità contributiva” (a tutt’oggi ancora in corso di definizione da parte dell’Amministrazione Finanziaria) in base ai quali il Fisco, senza individuare in maniera puntuale le spese sostenute dal contribuente oggetto d’indagine ed utilizzando un’elaborazione matematico-statistica, determinerà il reddito complessivamente attribuibile al medesimo. Tornando, comunque, alle novità introdotte dal

“Redditest”, ci preme sottolineare che la compilazione dello stesso non risulta né agevole e neppure rapida. Gli elementi richiesti sono infatti molteplici e tra i più disparati: oltre alla tipologia del nucleo familiare, al comune di residenza ed all’anno di riferimento, è necessario fornire notizie circa il numero di abitazioni detenute, sia in proprietà che in affitto, i mezzi di trasporto utilizzati, le assicurazioni sottoscritte, i contributi versati, le spese per istruzione, le spese per il tempo libero e la cura della persona (abbonamenti ad eventi sportivi e/o culturali, attività sportive, adesione a circoli, abbonamenti a pay tv, equitazione, viaggi e soggiorni in albergo, centri benessere), le altre spese genericamente individuate (spese mediche, assegni corrisposti al coniuge, spese per animali domestici, per apparecchiature elettroniche e per gioielli) e, da ultimo, i dati dell’ultimo triennio relativi ad investimenti e disinvestimenti in attività finanziarie. Quindi se guadagnate meno di 30mila euro rischiate di andare a sbattere contro il Redditest. Il “giochetto” dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe servire per capire se spendete più di quanto incassate con il lavoro o la pensione. Insomma, prima dell’accertamento fiscale vero e proprio, l’amara sorpresa potrebbe arrivare on line, compilando la sfilza infinita di indicatori per rendersi conto se siamo “coerenti” o “incoerenti” (e quindi evasori). Il paradosso è che il “giochetto” approntato dai signori delle Entrate (“che non lascia traccia nelWeb”, si affrettano a precisare), stando alle simulazioni realizzate da “Il Sole 24 Ore”, risulta incoerente per quasi tutti i redditi sotto i 30mila euro lordi l’anno, vale a dire per la stragrande maggioranza dei pensionati e buona parte dei dipendenti italiani. Peccato che all’Agenzia non si sia tenuto nella dovuta considerazione una variabile incontrollabile, “la crisi economica”, e neppure dell’aumento delle tariffe, del costo della vita, delle spese correnti. Insomma, non si tiene conto che gli italiani, quelli onesti, fanno fatica ad arrivare a fine mese e che già alla terza settimana, per quelli a busta paga, è roba da funamboli riuscire ad incrociare il pranzo con la cena. La crisi economica, il calo del potere d’acquisto, sono una serie di fattori che il Redditest non contempla nella sfilza di ipotesi. Quando c’era la Lira avere un reddito da due milioni era cosa da star sereni, oggi fa pietà chi realmente guadagna meno di mille euro, eppure ce ne sono tanti, tantissimi.

spinge l’uomo a sottoporsi ad una visita specialistica. Per questo motivo è necessario effettuare uno screening efficace che porti alla diagnosi sempre più precoce di forme tumorali di piccole dimensioni, confinate alla ghiandola, che possono essere curate con successo, anche con tecniche mininvasive. A che età iniziare lo screening? l. È consigliato iniziare lo screening a partire dai 50 anni di età, con dosaggi annuali del PSA e visita urologica. Negli uomini con familiarità per cancro della prostata tale screening dovrebbe partire dai 45 anni d’età. Che ruolo riveste il PCA3 nella diagnosi del carcinoma prostatico? Recentemente sono stati introdotti nuovi marcatori per il carcinoma prostatico, come il PCA3 (Prostate CAncer gene 3) : identificato nelle urine dopo massaggio prostatico, esso è elevato nella maggior parte dei tumori della prostata e nelle metastasi a distanza, indipendentemente dalle dimensioni prostatiche. Non può essere definito un sostituto del PSA e non può essere utilizzato

in tutti i pazienti. A differenza del PSA sembra essere un valido marker “tumore specifico” che potrebbe evitare un gran numero di biopsie prostatiche inutili evidenziando, invece, i pazienti a maggior rischio di tumore. Per esempio, può essere d’aiuto nella decisione di una nuova biopsia prostatica in un paziente già sottoposto ad una o più biopsie con esito negativo ma con permanenza di parametri sospetti di carcinoma. Un PCA3 normale potrebbe escludere la re-biopsia. Concludendo, come si fa diagnosi di carcinoma prostatico? Nei casi in cui si sospetti un carcinoma prostatico è necessario ricorrere alla biopsia prostatica per poter fare diagnosi. La biopsia consiste nel prelievo di piccoli campioni di tessuto prostatico che vengono poi analizzati. Si esegue, in genere, sotto guida ecografica transrettale e con l’utilizzo di anestesia locale per rendere la procedura indolore. Per contatti: r.muscariello@istitutotumori.na.it

Per contattare i nostri esperti manda una mail a: redazione@osservatoriocittadino.it


Politica ed architettura a cura di Nicola Di Ronza Architetto

Qualche giorno fa, ci lasciava un grande dell’architettura moderna, OSCAR NIEMEYER, che grazie alla sua longevità ha potuto vedere realizzata l’ultima sua opera in Italia, l’ Auditorium di Ravello, amato, contestato, ostacolato, etc….,ma, come per un assurdo scherzo del destino, lui ha tenuto duro con la sua presenza fino al compimento e all’inaugurazione della stessa. 105 anni di vita, non sono uno scherzo, ma chi ha avuto modo di leggere qualche suo scritto, comprende, che è stato un uomo onesto, che ha sempre creduto nell’uomo e ha lottato con le sue armi per realizzare per tutti un futuro migliore. Da lui, mi piace riprendere un pensiero,” NIEMEYER era angustiato dal fatto che l’architettura non potesse essere goduta da tutti, infatti l’architetto lavora per i ricchi, per i governi, per le imprese, mentre i poveri sono segregati in quartieri assurdi .Con queste premesse, la vera missione dell’architetto non si realizza, in quanto lui ritiene, che l’architetto compie la sua funzione , se prende coscienza di come trasformare la sua professione in un atto politico.” L’aspetto politico, attraversa qualsiasi professione, ma l’architettura in modo particolare, noi condizioniamo con il nostro operare la vita dell’uomo tutti i giorni, da noi dipende la felicità, lo stare bene, la depressione, le fobie e tanti aspetti del vivere quotidiano: hai voglia a dipingere un casermone, quando la vivibilità delle case all’interno hanno poco di umano , o sono poco adatte al ceto sociale che le deve vivere. La globalizzazione ha colpito in modo massiccio anche la nostra professione, che, come per molte altre discipline, si allontana sempre più dal sociale, non distinguendosi più nonostante le latitudini e credendo che quello che funziona negli EMIRATI ARABI possa tranquillamente funzionare in Australia o altrove. Dobbiamo ripartire dai luoghi, dalle persone, dalle loro

Osservatorio Cittadino | num. 20 | 16 Dicembre 2012

attitudini, dobbiamo avere rispetto per le loro tradizioni, per il loro modo di vivere e di lavorare, altrimenti, molti finiranno col vivere rinchiusi come è stato per gli Indiani d’America nelle loro riserve . Vedi Scampia a Napoli, lo Zen a Palermo, Quarto Uggiaro a Milano, e la colpa non è dei manufatti, ma dell’operazione sociale che si è compiuta, il trasferimento di una parte consistente della popolazione (30.000/50.000 abitanti) con il sogno di casa nuova, ma senza più punti di riferimento. Allora mentre, cerchiamo costantemente di recuperare queste periferie, cosa difficile , se si pensa solo all’aspetto estetico, cerchiamo con saggezza di non costruirne altre, sperando che i POLITICI abbandonino i tatticismi e tornino a lavorare unicamente per una società migliore. Al termine di questa mia consueta riflessione, volevo ringraziare quanti mi seguono sul nostro semplice quindicinale, come vedete, è mio costume sprovincializzarmi, non parlare di beghe edilizie cittadine, anche perché innescheremmo solo una polemica sterile e puerile, spero invece , con il modo di dire e di fare, di avviare un processo nuovo di confronto e di crescita.

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Il derby all’insegna della prevenzione

SPORT

Salvatore de Chiara Ancora al fianco di Underforty la Senesi Aversa si prepara ad un gran galà di sport e solidarietà per il 22 dicembre, quando al PalaJacazzi arriverà la Volalto Caserta per una amichevole che vedrà presenti i volontari dell’associazione per la prevenzione senologica per offrire gratuitamente una visita a quante vorranno accedere all’iniziativa di prevenzione. Underforty si occupa di lotta al tumore al seno in età giovanile, avendo messo a punto un protocollo di diagnosi che consente la scoperta precoce di eventuali alterazioni aumentando le possibilità di cura. Al suo fianco con convinzione la Senesi Pallavolo Aversa grazie all’intuizione del vicepresidente Peppe Andreozzi che ha fortemente voluto questa partnership e che per bocca del suo presidente Angela Coronella ribadisce: “siamo onorati d’essere stati scelti per la promozione di questo evento, vogliamo dare il nostro contributo alla prevenzione ed aiutare la diffusione di un messaggio che, grazie alla competenza di Massimiliano D’Aiuto, arriva diretto e comprensibile.” Nel corso della serata del 22 sono previsti intermezzi musicali ed

Osservatorio Cittadino | num. 20 | 16 Dicembre 2012

esibizioni danzanti, accanto alla sport ed alla possibilità di sottoporsi gratuitamente alla visita senologica presso l’infermeria del palazzetto dello sport. Intanto la squadra, che ha approfittato della pausa della scorsa settimana per preparare al meglio la trasferta di sabato 16 dicembre a Trevi, e la giocatrice Tonia Spassova hanno deciso di comune accordo di interrompere il rapporto che le legava per la stagione in corso, esigenze tecniche della società e personali dell’atleta hanno indotto ad una consensuale rescissione del contratto attraverso una soluzione che ha garantito la massima soddisfazione ad entrambe le parti. In sostituzione della bulgara la Senesi ha ingaggiato la schiacciatrice Martina Escher, classe 1989, proveniente dal Cefalù con il quale aveva intrapreso il campionato di B2, la brava e bellissima atleta di origini catanesi ha un curriculum sportivo di tutto rispetto giocato tra serie B1 e B2 ed ha all’attivo una partecipazione tra le finaliste al concorso Miss Italia. Un ulteriore tassello che va ad aggiungersi alla costruzione della squadra che punta a regalere grandi soddisfazioni ai suoi tifosi.

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SPORT

Romaniello si dimette, in panchina torna Sergio

Salvatore de Chiara

DOMENICA IMPORTANTE PER RISALIRE IN CLASSIFICA BATTENDO UN AVVERSARIO ABBORDABILE: L’HINTERREGGIO Terremoto in casa Aversa Normanna, dopo aver rischiato l’esonero ad ottobre, dopo aver offerto le dimissioni due settimane fa, Nicola Romaniello ha lasciato la panchina granata irrevocabilmente cedendo il posto a Raffaele Sergio vecchia conoscenza normanna, condottiero della storica promozione in C1. La vicenda di mister Romaniello è stata tormentata, partito ad inizio stagione con un ampio patrimonio di fiducia ha condotto la squadra ad un avvio di campionato convincente per poi essere travolto, tra infortuni e cali di rendimento, in una drammatica involuzione del gioco che ha fatto sprofondare la Normanna in piena zona playout. Certamente non può ritenersi l’allenatore unico responsabile di quanto è accaduto, anzi, è probabile che sia rotto qualcosa nell’ambiente nel quale anche il tecnico, al di là delle rituali attestazioni di stima, faticava a ritrovarsi ed infatti anche la società si è affrettata a precisare che l’addio di Romaniello più che essere dettato da ragioni tecniche è stato motivato dalla necessità di dare una “scossa” benefica all’ambiente. Questo le parole di commiato di Nicola Romaniello: “Ringrazio la società per avermi dato la possibilità di allenare una squadra professionistica, i tifosi che mi sono stati vicini, i calciatori e tutto lo staff tecnico per avermi fatto crescere, come allenatore e come uomo. Sono stato, sono e resterò il primo tifoso dell’Aversa Normanna”. Dal 12 dicembre la squadra è stata affidata a Raffaele Sergio, nativo di Cava de’ Tirreni, che già in passato si è seduto sulla panchina granata portando la squadra tra i professionisti nel 2008 e garantendole una tranquilla salvezza l’anno successivo subentrando a stagione in corso. È molto probabile che si interverrà sul mercato di gennaio per garantire al nuovo allenatore quei rinforzi a centrocampo che sono indispensabili. La prossima gara di domenica 16 sarà importantissima da questo punto di vista del morale ma soprattutto della classifica trattandosi di una sfida salvezza da non fallire. Infatti, ad Aversa giungerà l’Hin-

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terreggio, squadra calabrese che al momento è penultima e contro la quale sarà necessario esprimere gioco e soprattutto mettere il pallone in rete per trainare la compagine granata fuori dal pantano e regalare un Natale sereno ai suoi tifosi.

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Il BdOeglXi AUGURI Buon Compleanno leanno ai gedi buon comp gu Affettuosi au ri essio Farinaro che il giorno mellini Nicola e Al compiuto il loro 7° comple9 dicembre hannoa mamma Menica Nardo dal anno. Auguri dall o e da tutti i familiari. Al papà Paolo Farinar collaboratore e curatore nostro della rubrica l’esperto risponde i nostri più sentiti auguri

SIETE IL SE NSO DELLA NOSTRA VITA, MAM MA E PAPA ’ AUGURANO AI LOR OC ED ANNAM UCCIOLI NICOLAS ARIA LECC E UN FELIC NATALE ED E UN ANNO MIGLIORE

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DONNA&NONSOLO a cura di Adele Belluomo

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ARLIAMO DI:

I miei auguri di buon Natale

Cari amici ed amiche, con l’avvicinarsi del Santo Natale vorrei con immenso piacere formularVi i miei auguri. A tal proposito bastevole potrebbe essere la solita frase di stile: “Buon Natale e Felice Anno nuovo”, ma quest’anno mi risulta d’obbligo qualche espressione in più. Oggettivamente, l’anno 2012 è stato un anno piuttosto difficile sotto svariati aspetti (catastrofi cagionate da errori umani, catastrofi naturali e per finire la crisi economica) e la ricorrenza del Santo Natale mi induce ad una breve pausa di riflessione. Il Natale, nel suo significato più cristiano del termine, sta ad indicare l’avvento della Luce del Mondo che giunge a squarciare le Tenebre. E’ il Bambino che, venendo al mondo, inaugura una nuova vita e porta la Luce a tutti gli uomini. E’ giunto il momento di spogliare il natale moderno di tutti i falsi insegnamenti che, con supina ignoranza, si istillano nei cuori dei fedeli, piccoli e grandi. Lasciamo che l’albero orni le nostre foreste e che il bue e l’asinello riscaldino le stalle delle nostre fattorie. È innegabile che ai nostri giorni le feste natalizie sono quasi esclusivamente una corsa forsennata al regalo, al cenone, alla vacanza, al “che cosa fare la notte dell’ultimo dell’anno”. Il mondialismo sta minacciando le usanze dei nostri popoli che ancora si conservano con difficoltà nella nostra memoria collettiva, purtroppo ogni giorno messa alla prova da chi vuole trasformarci tutti in automi senza radici, per questo “terra vergine” da sfruttare a scopi commerciali. Non è per fare del facile moralismo, ma è evidente che il 25 dicembre la maggioranza di noi occidentali, celebra solamente il dio denaro, con somma gioia dei poteri forti e delle grandi multinazionali che mai come quest’anno sono gli unici pag.

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a festeggiare davvero. Permettetemi di dedicare questo Natale: ai superstiti della nave Costa Concordia ed ai familiari delle vittime del naufragio; ai terremotati dell’Emilia e della Calabria; ai familiari di coloro che avviliti dalla crisi economica si sono tolti la vita; agli ex dipendenti dell’Ilva ed alle loro famiglie; a tutti coloro che non hanno un lavoro e che vivono nell’incertezza del domani; alle persone sole, abbandonate a se stesse dalla famiglia, dagli amici e dallo Stato; agli immigrati che cercano asilo nella Nostra Patria;ai bambini ed alle donne che subiscono maltrattamenti tra le mura domestiche. Un pensiero di speranza va agli uomini di potere, affinchè raggiungano la consapevolezza degli errori commessi, affinchè sentano il richiamo della voce della dignità concedendosi la possibilità di rimediare!!! Adesso Vi saluto con l’augurio che la Luce del Natale possa illuminare i Vostri cuori e che il Bambino nato nella mangiatoia possa camminare insieme a Voi colorando il cielo di ogni giorno!!! A presto.

Osservatorio Cittadino | num. 20 | 16 Dicembre 2012


SCHEGGIA IDEE di

a cura di Nicola Graziano magistrato

Puzza di razzismo!

Domenica 7 dicembre 1975! Siamo all’ottava di campionato e il Napoli è solo al secondo posto in classifica, a un solo punto dalla capolista, la solita Juventus. Il calendario prevede a Torino il derby e all’Olimpico Lazio - Napoli. Era il Napoli di Vinicio, un Napoli per certi versi molto simile al Napoli di Mazzarri: pochi fuoriclasse, molti giocatori normali, ma grande spirito combattivo, grande applicazione degli schemi, eccezionale tenuta atletica e un cuore immenso! Il campionato precedente aveva visto il Napoli arrivare al secondo posto ad appena due punti dalla Juventus. Decisivi furono gli scontri diretti che diedero ai bianconeri ben quattro punti e al Napoli nulla: in una classica avulsa dagli scontri diretti, il Napoli avrebbe vinto il Campionato! All’Olimpico accompagnano il Napoli, in una vera e propria migrazione di massa, diverse decine di migliaia di tifosi azzurri; la Curva Nord dell’Olimpico è tutta napoletana, il resto dei settori al 50%. Il Napoli passa in vantaggio quasi subito grazie a un goal su punizione di Boccolini. La partita prosegue tra l’entusiasmo dei tifosi azzurri e, come d’incanto, a circa 15 minuti dal termine sul tabellone luminoso si vede lampeggiare qualcosa: Torino 1 - Juventus 0! Il Napoli è primo in classifica! L’Olimpico diventa una bolgia, l’entusiasmo è alle stelle. A questo punto accade il miracolo: un ignoto tifoso azzurro, forse con nelle orecchie la voce di Massimo Ranieri, incomincia ad accennare a ‘Oj vita, oj vita mia...’; in pochi secondi le decine di migliaia di tifosi azzurri raccolgono l’invito e cantano a squarciagola la vecchia canzone. Nasce così l’inno del Napoli da una canzone scritta nel 1915 (testo di Aniello Califano, musica di Enrico Cannio) che racconta dei sentimenti di un soldatino combattente nella prima guerra mondiale. Sono passati moltissimi anni da quell’episodio e ancora oggi, come ieri (e per sempre) si sente cantare l’inno degli azzurri in presenza di una vittoria importante e significativa. Sono passati molti anni ed il calcio ha assunto un aspetto diverso, fino a diventare un business e, ancor prima, un grande fenomeno sociale. Negli stadi, nei dibattiti pubblici televisivi, ed in ogni dove, il confronto tra tifoserie spesso resta sullo sfondo, per lasciare spazio a manifestazioni di pensiero che vanno dall’orgoglio al dissenso, dalla violenza alla solidarietà, fino a manifestare i più reconditi sentimenti delle tifoserie che sono sempre e comunque espressione di un Popolo. Accade un bel giorno, però, che la misura diventa colma ed il limite viene davvero superato! Infatti, hanno fatto il giro del mondo, le immagini dell’intervista

Osservatorio Cittadino | num. 20 | 16 Dicembre 2012

di un giornalista della testata regionale piemontese della Rai, tal Giampiero Amandola, il quale, recatosi ai cancelli dello Juventus Stadium, prima ha dato voce a due imbecilli che urlavano la frase razzista “o Vesuvio lavali tu” e poi ha letteralmente istigato altri tifosi che, nel paragonare i napoletani ai cinesi, tra risatine sarcastiche, su osservazione del giornalista, hanno confermato di distinguere i napoletani dai cinesi solo dalla puzza! Ho rivisto più volte il servizio e vi assicuro che ogni volta la stessa sensazione di rabbia ha invaso la mia mente ed il mio cuore! Sono partite azioni civili risarcitorie contro il sopra detto giornalista da parte di decine e decine di cittadini napoletani così come, in sede disciplinare, il giornalista si è visto comminare la più grave delle sanzioni, quella del licenziamento. Conosco tanti tifosi juventini che con fermezza si sono dissociati da tali considerazioni e che, invece, vivono la passione per il calcio e per la loro squadra del cuore in modo sano ed elegante, per cui è evidente che non si può fare di tutta un’erba un fascio. Mi limito però ad alcune brevissime considerazioni. In primo luogo non è più tollerabile che i luoghi del calcio diventino momento di manifestazioni razziste (non solo concretizzantesi in episodi come quello appena citato ma anche in occasione di dileggio nei confronti di calciatori di colore)! Inoltre, non appare possibile alimentare divisioni tra cittadini della stessa nazione che abitano tra il nord ed il sud nel nome dei colori di club calcistici diversi! Ancor di più se questo avviene per il tramite del microfono istigatore di un giornalista del servizio radiotelevisivo nazionale che, a mio modesto avviso, per aver offeso la dignità ed il decoro di un intero Popolo, ha meritato la sanzione disciplinare del licenziamento. A volte mi viene in mente che, forse, il fenomeno calcistico, in questa sua bieca versione, merita di essere fermato per una giusta riflessione sui valori civili che sistematicamente vengono calpestati sopra gli spalti di tutti gli stadi italiani (certamente tra i tifosi napoletani non è che non si trovano imbecilli e ignoranti come tra ogni tifoseria). La verità, però, è che, come già ricordato, nelle domeniche calcistiche si confrontano uomini e donne che, certamente, purtroppo già esercitano l’odio razziale e la discriminazione in ogni istante del loro vivere quotidiano. A loro applicherei la sanzione della educazione alla civiltà che non ha colori di pelle, di maglia e soprattutto non ha alcun odore! Sono loro che puzzano di razzismo e la loro puzza la sentono tutti i sani tifosi (siano essi juventini, napoletani, laziali, interisti, etc. etc.)! A loro non dobbiamo consentire di rinnegare la Storia, attraverso cori razzisti o quanto altro! Buon Natale, cari Lettori… a Vuje volo cu ‘o penziero, niente voglio e niente spero cà tenerVe sempe a fianco a me!

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oc 20 dicembre 2012  

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