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L ’ osservatore laziale QUOTIDIANO INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE Giovedì 7 novembre 2013

Anno II Numero 172

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Direttore Responsabile: Chiara Rai - Editore: IG Servizi Srl - Sede legale: Roma, via C. Colombo, 440 - Tel. 3457934445 - Fax. 02700505039 - Email: info@osservatorelaziale.it

ANGUILLARA: LA REGIONE FA CARTA STRACCIA DEL REFERENDUM SULL'ACQUA

ALLARME OCCUPAZIONE di Emanuel Galea pagina 3

PRIVATIZZAZIONE E SMILITARIZZAZIONE DEL CORPO MILITARE DELLA CRI

L’intervista in esclusiva rilasciata a L’osservatore laziale dall’avvocato Filiberto Abbate consulente legale e socio dell’Associazione Nazionale Cremona.

L’editoriale LETTA VORREBBE FARCI DORMIRE SONNI TRANQUILLI

di Angelo Parca L’avvocato Filiberto Abbate consulente legale e socio dell’Associazione Nazionale Cremona, il cui presidente è Sandra Zacaglioni, ha rilasciato a L’osservatore laziale un’intervista dove rispondendo ad alcune domande designa un escursus delle criticità relative la privatizzazione e smilitarizzazione del corpo militare della Croce Rossa Italiana. L’argomento di recente era stato oggetto di interesse del Ministro Lorenzin. Ma il caso sembra essere poi rimasto tal quale. E con questa intervista ci si augura che il Ministro Lorenzin possa riprendere le fila delle criticità ormai sull’orlo del l’implosione. Ecco l'intervista: Cosa sta avvenendo nella Cri? Avv. Filiberto Abbate: L’Associazione è scesa in campo perché la Croce Rossa Italiana é oggi interessata da un provvedimento di privatizzazione selvaggia assunto dal governo Monti che, con il D.Lgs. n.178 del 2012, ha tradito lo spirito della delega (che risultava già scaduta nei termini) poiché doveva limitarsi ad una riorganizzazione funzionale, e che invece ha stravolto anche la natura giuridica. Il decreto prevede la trasformazione e la soppressione dell'Ente pubblico che sarà sostituito da una Società privata che avrà pochi dipendenti. Gravi riflessi occupazionali si avranno poiché tra l'altro nel decreto è prevista anche la smilitarizzazione del personale del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.

c on la legge di Stabilita' "per la prima di Alberto De Marchis

volta si inizia una discesa della pressione fiscale per imprese e famiglie". Lo ha assicurato Enrico Letta ai parlamentari del Pd. Gli italiani vorrebbero tanto crederci, soprattutto perché in un periodo di crisi economica e dei valori come questo, servono speranze e sgravi reali. "E' la prima inversione di segno degli ultimi 5 anni: nessun taglio alla sanita'", ha aggiunto il premier, "per la prima volta si considerano i Comuni alleati e non nemici. Salgono le tasse per le attività finanziarie e scendono quelle su famiglie e imprese. Staremo a vedere l’effetto che fa questo strano accoppiamento. Questo esperimento di una realtà moderata ormai non più espressione del Pd e del Pdl ma che ragiona con una propria testa e certamente non si può più chiamare governo degli inciuci. Ma governo Letta e basta. E Letta non sembra proprio essere un esponente Pd. E questo non vogliamo dire sia un male. Nella manovra "ci sara' finalmente il segno piu' sulla crescita", ha assicurato Letta, sottolineando che sulla legge di stabilita' "si sono caricate troppe aspettative" e il governo si aspetta che il Parlamento possa migliorarla. Il premier ha spiegato di voler riportare la discussione sulla manovra "con i piedi per terra": "Per la prima volta volta facciamo un bilancio che non si apre con un capitolo di tagli", ha ribadito il presidente del Consiglio. Possiamo dormire sereni. Non crediamo sia così semplice.

Continua a pagina 2 PROVINCE, ROBILOTTA (CAL): “ CORTE DEI CONTI LE PROMUOVE,

DEL RIO LE SOPPRIME”

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DONATO ROBILOTTA

Roma - Donato Robilotta Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio ha dichiarato: E’ paradossale che la Corte dei conti ritenga le Province enti virtuosi che in questi anni hanno saputo razionalizzare la spesa mentre il Ministro Del Rio le vuole sopprimere. Non solo ma oggi la Corte dei conti dice quello che ogni amministratore sa, cioè che il disegno di legge Del Rio farà sicuramente aumentare la spesa a causa della sovrapposizione di organi smi che prevede. Ci appelliamo al Parlamento affinchè smonti una proposta di legge che causerà solo caos istituzionale.

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L’osservatore laziale edizione di giovedì 7 novembre 2013 - anno II Numero 172

PRIMO PIANO

dalla prima “PRIVATIZZAZIONE E SMILITARIZZAZIONE DEL CORPO MILITARE DELLA CRI” Il Corpo si è sempre distinto per abnegazione, generosità e professionalità nel soccorrere i più deboli e più bisognosi, nel corso di gravi emergenze o pubbliche calamità, in Italia ed all'estero, avendo riconosci menti medaglie, e molteplici apprezzamenti. Cosa prevede questo decreto? Avv. Filiberto Abbate: Prevede la creazione di un’associazione privata che raccolga l’emblema ed i servizi della vecchia istituzione statale che con la sua soppressione dovrà lasciare spazio, nel breve periodo di due anni, al nuovo soggetto nato. Tutto nasce dalla necessità di abbattere il debito accumulato dall’Associazione Cri, nell'ultimo periodo di Commissariamento, da fonti relative ad interpellanze parlamentari, sono stati accumulati circa 335 milioni di euro in due anni di disavanzo; ad onor del vero tali somme sono aumentate anche perché lo Stato e gli Enti pubblici spesso non onorano i loro debiti. Quindi in teoria la Cri sarebbe un Ente in attivo! Lo Stato eroga finanziamenti pubblici per circa 180 milioni di euro che servono per la maggior parte (circa 172 milioni di euro) per pagare gli stipendi dei dipendenti. Il taglio di 42 milioni di euro previsto dal Decreto di privatizzazione della Cri non può rapportarsi a quanto avviene nelle altre pubbliche amministrazioni che sono intaccate solo sui fondi non destinati al pagamento dei lavoratori. In questo caso il progetto prevede il risparmio con il taglio dei dipen denti. Come si realizzerebbe questo scenario? Avv. Filiberto Abbate: Lo scenario occupazionale è estremamente grave e preoccupante. Prossimamente con la smilitarizzazione del personale militare del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana (circa 1.200 tra effettivi e temporanei, coadiuvati da oltre 20.000 riservisti militari volontari che operano gratuitamente) si avranno ulteriori gravi ripercussioni. Il Corpo Militare si è sempre distinto in operazioni di soccorso o per pubbliche calamità in territorio nazionale o estero (ancora sta operando a favore della popolazione coinvolta nell’ultimo evento sismico in Emilia Romagna). Il Corpo Militare della Cri nasce sui campi di battaglia di Solferino accompagnando la storia dell’Italia dal risorgimento fino ad oggi. L’Italia – dopo il secondo conflitto mondiale - scelse di mandare i Militari della Croce Rossa Italiana con un Ospedale da Campo in Corea per dare un aiuto alle popolazioni martoriate dalla guerra (l’onore massimo fu concesso al Comandante Italiano della Cri che partecipò alla firma del trattato di pace di Panmunjom tra le due Coree). Ancora oggi quelle popolazioni si ricordano dell’Italia e con grande affetto l’Ambasciata di Corea organizza solenni ricorrenze per ringraziare dell’umanità dimostrata dagli Italiani. I militari della Cri sono sempre stati presenti sui campi di battaglia, negli scenari di guerra e di conflitti armati ed ha operato in soccorso in vari teatri (Congo, ex Jugoslavia, Iraq, Afganistan ed Emirati Arabi). Possiamo dire che dal terremoto di Messina (1908) fino ad oggi i militari soccorritori della Croce Rossa si sono sempre adoperati con professionalità nelle pubbliche calamità in territorio, nazionale o estero, riscuotendo consensi, plausi e onorificenze nazionali ed internazionali. Che cosa si verificherà alla cessazione dell’Ente Pubblico Croce Rossa? Avv. Filiberto Abbate: L’Ente pubblico, dopo due anni passati a sostenere la nascente Associazione privata, dovrebbe scomparire lasciando gli oltre 4.000 dipendenti (tra cui 1.200 militari di Croce Rossa) senza la possibilità di ricollocarsi se non con una mobilità verso altri enti pubblici che abbiano bandito concor si pubblici. La mobilità dei dipendenti si realizza con il consenso delle amministrazioni riceventi se questi hanno i fondi degli stipendi o se hanno previsto concorsi. Vi lascio immaginare se di questi tempi vi sono amministrazioni statali centrali o periferiche che hanno risorse o che hanno indetto concorsi pubblici in modo da riassorbire una tale quantità di dipendenti. Si profila quindi una tragedia sociale che non riguarda solo i dipendenti della Cri che sono investiti da una riforma ingiusta e vessatoria nei confronti dei dipendenti, ma sopratutto nei confronti dei cittadini che specialmente in questo difficilissimo periodo di crisi economica si trovano ad essere privati di una

serie di servizi essenziali che la Società privata non potrà e non sarà in grado di erogare. Mi riferisco in particolare alle nuove povertà emergenti che oramai attagliano vaste fasce della popolazione ma non escludo che si abbiano riflessi gravi anche sul concorso nelle attività emergenziali e per il soccorso pubblico a cui la Croce Rossa è deputata perché braccio operativo della Protezione Civile Nazionale. Quali sono state le iniziative assunte dall’Associazione Nazionale Cremona sul proble ma Croce Rossa? Avv. Filiberto Abbate: L'Associazione per tutelare i propri soci militari ha presentato ricorso impugnando il decreto di privatizzazione essendo affetto da eccesso di delega, delega scaduta ed incoerenza sulla clausola di invarianza finanziaria, oltre che ad essere palesemente incostituzionale. Inoltre é afflitto anche ulteriori da gravi carenze ed è gravemente lesivo dei diritti costituzionali basilari quali il diritto al lavoro. Anche la Corte dei Conti ha espresso censure sui provvedimenti di decretazione del Governo Monti dell'ultimo periodo del 2012, dove ricade anche il D.L. n.178/2012 con cui é stata avviata la privatizzazione della Cri, evidenziando che tutti i decreti in questione sono afflitti dagli stessi vizi (eccesso di delega, delega scaduta e mancata promessa sulla clausola di invarianza finanziaria, oltre che ad essere palesemente incostituzionali) lanciando un monito sui gravissimi danni che potrebbero essere arrecati per l'aggravio sui conti pubblici, invece del risparmio artatamente ventilato. Insomma crediamo che per istituzioni meritorie come il Corpo Militare della Croce Rossa non vi debba essere né lo scioglimento, né lo svilimento dei livelli occupazionali, per tutelare quello che la Cri rappresenta per tutti noi cittadini nel momento del bisogno - un bene indissolubile -. Quali vantaggi si avrebbero da una possibile pri vatizzazione dell’Ente Croce Rossa? Avv. Filiberto Abbate: Nessuno. Anzi gravi danni. E’ paradossale ma è così, i risparmi per lo Stato che il decreto ventila in 42 milioni di euro spalmati in circa tre/quattro anni che sarebbero immediatamente assorbiti dai contenziosi innescati dai dipendenti militari (uno studio dell’associazione stima in 20/21 milioni il costo a carico dell’erario per i soli dipendenti militari, che si raddoppiano nel caso che tutti facciano opposizione). Anche la Commissione V Bilancio della Camera ha evidenziato molti di questi aspetti, ponendo forti dubbi anche sulla vendita degli immobili in possesso della Cri che in maggior parte sono frutti di lasciti e donazioni vincolate, per il resto sono utilizzati come sedi delle sedi centrali e periferiche. Non viene neanche calcolato che, oltre il prevedibile ingente contenzioso (perché tutti i dipendenti presenteranno ricorsi contro il decreto per difendere il proprio posto di lavoro dal licenziamento), si avranno anche danni relativi al depauperamento di delicatissime e costose attrezzature acquistate con i soldi del contribuente (ospedali da campo, ambulanze, mezzi ed attrezzature sofisticate, ecc) e con l'incongruente passaggio gratis ad un soggetto privato di beni d’alto valore (acquistati con i fondi del contribuente), con oneri a carico dello Stato per oltre 250/300 milioni di euro. Insomma un gran bell'affa re per lo Stato! Qualcuno ipotizza che la strada della privatizzazione è stata anche indicata dalla Croce Rossa Internazionale che ipotizza un assetto più distan te dello Stato verso la Cri Avv. Filiberto Abbate: Non bisogna confondere le raccomandazioni fatte dalla Croce Rossa Internazionale agli Stati per rispettare l'indipendenza delle singole Società Nazionali di Croce Rossa. Ogni stato sovrano decide sulla specifica organizzazione sulla cui natura (pubblica o privatistica) con propria legislazione e con ampia libertà. Noi siamo una delle Nazioni che hanno scelto una Società di Croce Rossa pubblica, che viene alimentata con finanziamento pubblico e il cui funzionamento viene additato ad esempio dalle altre Società di Croce Rossa per il carattere di dinamismo, che non si ferma solo a finanziare i progetti, ma diventa soggetto attivo nelle emergenze internazionali, portando l'Umanità e la Generosità che è tipica del Popolo

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Italiano. L'Onorevole Crosetto, all'epoca Sottosegretario alla Difesa, ha smentito le dichiarazioni pretestuose del Vertice dell'Ente ed ancora oggi si occupa della vicenda. Difatti Crosetto, alla presenza di Vertici internazionali di Croce Rossa rappresentò la legittimità della presenza di un Corpo Militare Italiano all'interno di una società di Croce Rossa, come una scelta nazionale perfettamente in linea con i principi ispiratori della Croce Rossa. Potremmo fare anche scelte differenti, è vero, ma una cosa è certa che per assicurare il rispetto della Convenzione Internazionale di Ginevra che l'Italia ha ratificato, lo Stato, come tutti quelli aderenti alle convenzioni, si è impegnato a finanziare la propria Croce Rossa per assicurarne efficienza e prontezza. I tagli ipotizzati non vanno in questo senso. Quindi attualmente l'organizzazione della Cri a quali norme si allaccia? Avv. Filiberto Abbate: L’organizzazione statale e l'esistenza di un Corpo Militare sono necessari all’assolvimento dei compiti della Croce Rossa Italiana ed il Legislatore Italiano ha sempre ritenuto di confermare lo status di militari per gli appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa (anche in occasione dell’emanazione del Codice dell’Ordinamento Militare nel 2010). Questa interpretazione ha accompagnato tutte le fasi storiche della Nazione dalla sua Unità ad oggi, con indubbi risultati e soprattutto perché questa legislazione consente di disporre di una preziosa risorsa strategica per il Sistema Paese. Per quanto riguarda il Corpo Militare la sua organizzazione è meravigliosa perché si basa sull'utilizzo del personale militare effettivo e sui militari volontari della Cri, questi ultimi si distinguono come risorsa unica in virtù delle molteplici ed elevate professionalità disponibili. Nella vita civile questi cittadini svolgono svariate attività lavorative (medici, ingegneri, giornalisti, avvocati, infermieri, soccorritori, ecc.), sono presenti in tutto il tessuto sociale italiano e sono capillarmente distribuiti sull’intero territorio, si rendono disponibili gratuitamente per ogni emergenza o calamità. Questa risorsa eccezionale non va assolu tamente sprecata! Cosa vi aspettate da una possibile riforma della Croce Rossa? Avv. Filiberto Abbate: L'auspicio è che non vi siano riflessi occupazionali, non vi sia la smilitarizzazione del Corpo Militare, che è una risorsa per la Nazione, a scapito di personale altamente qualificato e motivato che nel tempo ha dato prestigio e lustro all’Associazione. Per paradosso se il Decreto sarà attuato l'Associazione Privata si troverà a soddisfare come primo compito quello di assistere i vecchi dipendenti dell'Ente Pubblico Cri visto che uno degli obbiettivi prioritari assunti per il 2012 dall’Associazione è “quella di dare assistenza ai soggetti più deboli ed indifesi” esposti a questo grave e lungo periodo di crisi economica e da carenza di posti di lavoro. Voglio citare un pensiero che ultimamente ho avuto modo di leggere e che può essere utile per riflettere su quello che ci accade per effetto delle privatizzazioni. "... Tale stato di cose, che sta creando non poche preoccupazioni tra il personale, è solo un sintomo di un male molto più pernicioso che può essere individuato nel neoliberismo. Tale linea di pensiero, nata in America, stà creando solo danni e sofferenza a livello globale. Nel mondo la forbice sociale si è allargata drammaticamente, a fronte di una ristretta elite finanziaria che grazie alle speculazioni economiche si è ulteriormente arricchita, vi è il 99% della popolazione che si è rapidamente impoverita! In Italia negli ultimi cinque anni il numero dei poveri si è raddoppiato. Questo capitalismo predatorio ha come nemico tutto quello che è statale. In una prima fase rende la struttura da abbattere inefficiente, per poi avere la giustificazione di svenderla per favorire i privati, nella totale e cinica non curanza dei dipendenti che vi operano. Contro il neoliberismo si è schierato apertamente il premio nobel per l’economia Paul Krugman. Bisogna fermare la svendita allegra di pezzi dello Stato, che con la scusa di una crisi economica creata ad arte favorisce questa manovra. Questi parassiti finanziari mossi unicamente da interessi personali, stanno desertificando lo Stato, stanno privando i cittadini di molti servizi indispensabili, ma questo non importa, l’unico obiettivo è speculare!! Le lacrime di coccodril lo risultano solo ridicole.


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ROMA E PROVINCIA

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ANGUILLARA: LA REGIONE FA CARTA STRACCIA DEL REFERENDUM SULL'ACQUA Oggi, un silenzio tombale. Alla Regione, allora, come presidente c'era Renata Polverini. Oggi, ricopre la carica Nicola Zingaretti.

di Emanuel Galea

Anguillara - Lo scorso 7 ottobre, informa il Sindaco, Avv. Francesco Pizzorno, è giunta in Comune una nuova richiesta, a firma della Direzione Regionale Infrastrutture Ambiente e Politiche Abitative, che ingiunge all'Amministrazione di procedere con la cessione del servizio idrico al gestore unico di ATO2, ovvero Acea S.p.A. atto previsto dal D.lgs. 152/2006. Il venire meno a questa richiesta, minaccia la Regione, verrà sanzionato con la nomina di un Commissario ad acta. Questa richiesta segue, precisa il Sindaco, quella del CAL (Consiglio Autonomie Locali) ed al quale il Comune già aveva risposto opponendosi energicamente. Il risultato del referendum del 2011 , volontà popolare, con questa deci-

sione della Regione, verrebbe calpestato. E ancora una volta scippato. Il primo cittadino è andato oltre al tema “acqua pubblica”. Ha affrontato l'annoso problema che si discute da tanto tempo e che riguarda la convenzione tra Acea e Comuni di riviera e dell'assoluta mancanza di ritorni per la cittadinanza. Benissimo ha fatto il Sindaco a mettere questo tema sul tavolo delle discussioni , perché come dice lui, è ora di rivederne le condizioni. Mi piace pensare che su questo punto potrà troverà la collaborazione di tutti. Sarà forse una mia impressione, e se sbaglio faccio ammenda, però noto un vuoto, un silenzio, oserei dire un certo disinteresse intorno a questa vicenda importante. Che sia importante sembrava lo fosse nel 2011. Ricordo un certo movimento attivissimo a difesa dell'acqua pubblica, dei movimenti convintissimi che l'acqua sia un bene fondamentale per la vita e che non debba essere affidato ai privati. Ben ricordo, si tappezzava Anguillara con manifesti riportanti “2Si “ per l'acqua bene comune. Ricordo che si facevano inviti all'incontro presso la parrocchia Regina Pacis per costituire il comitato referendario. Si facevano appelli per informare tutti del pericolo, che si diceva, corressero i cittadini. Si invitavano tutti a schierarsi, a partecipare, a condividere, ad appendere la bandiera dell'acqua per colorare la città e dare visibilità.

Il referendum fu un plebiscito. Festeggiamenti , entusiasmi, speranze e poi? Il deserto o quasi ! Oggi, un silenzio tombale. Alla Regione, allora, come presidente c'era Renata Polverini. Oggi, ricopre la carica Nicola Zingaretti. Vuol dire niente? L'acqua ha finito d' essere bene comune? Dove sono i cortei, le bandiere esposte, le proteste, i forum sul web? Tutto tace. Forse tocca al Sindaco, questa volta, in solitudine, condurre la protesta, difendere i diritti dei cittadini? Non è giusto! Questa è una battaglia di tutta Anguillara, maggioranza e minoranza, quelli usciti vittoriosi al referendum e quelli battuti. In gioco c'è il bene del paese. Questa volta si difende un principio. La volontà del cittadino non si può calpestare. Qui si difendono gli interessi di una comunità contro gli interessi di una società privata. Donato Robilotta, con nota dello scorso 23 ottobre 2013,inviata via fax risponde al Sindaco Pizzorno, comunicando di aver richiesto all'Assessore regionale alle Infrastrutture Ambiente e Politiche Abitative, Fabio Refrigeri, la sospensione del procedimento ed un incontro per la costituzione di un tavolo per esaminare le problematiche in questione. Ora come allora Anguillara tutta deve fare arrivare la sua voce ed essere presente su quel tavolo alla Regione.

ALBANO, PIANO PARCHEGGI: PROSEGUE LA RIVOLTA. RACCOLTE 1.500 FIRME IN TRE SETTIMANE Albano Laziale - La Petizione contro la delibera n. 122 del 5 luglio 2013, meglio nota come il “NUOVO PIANO-PARCHEGGI”, ha raccolto i favori dei cittadini ed è stata sottoscritta, in sole tre settimane, da 1500 persone. Del resto, il costo dell’abbonamento per parcheggiare sulle strisce blu, imposto indiscriminatamente a tutti i residenti e commercianti, pari a 610 euro all’anno (o 370 euro all’anno, nella formula “agevolata” per soli residenti, con 12 “miniabbonamenti mensili” da 30 euro l’uno, più 10 euro per il certificato di residenza), Non è solo il più caro d’ Italia (tariffe molto minori sono in vigore a Milano, Torino, Firenze, Rimini, Riccione, Parma, Roma, Napoli, Bari, Lecce, Palermo, Cagliari, quando non addirittura abbonamenti gratuiti per residenti), ma anche il più caro d’Europa, visto che a Madrid, Lisbona, Parigi, Berlino, Bruxelles e Vienna, anche nel centro-città, il prezzo è molto inferiore a quello praticato ad Albano’. Proprio per questo, giovedì 31 ottobre, davanti Palazzo Savelli, sede del Comune, si è tenuta una nuova assemblea pubblica del Comitato, che ha illustrato ai presenti, circa 100 per sone, quanto accaduto. Ma che ci abbiamo fatto con queste 1500 firme?

Visto che il Consiglio Comunale, un anno fa, ha adottato il Regolamento sulla Partecipazione Popolare per favorire la trasparenza e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, abbiamo pensato di utilizzarlo ora per sostenere la nostra Petizione. Del resto, abbiamo raccolto e depositato il triplo delle firme minime necessarie (500) per portare la petizione all’attenzione del sindaco e del Consiglio Comunale. Così, giovedì scorso 31 ottobre 2013, alle ore 17,30 abbiamo RICHIESTO, con due protocolli distinti (46772 del 31.10.2013 e 46773 del 31.10.2013): 1) al Sindaco Nicola Marini ed alla giunta (articolo 3, comma 1 del Regolamento) di annullare immediata mente la delibera. 2) alla Commissione Consiliare Bilancio (art. 3, comma 5), competente in materia, di ascoltare tre referenti del comitato e, poi, di portare la questione in Consiglio Comunale, per un voto pubblico e moti vato da parte dei consiglieri. Vogliamo abbonamenti gratuiti per residenti, lavoratori e commercianti! Vogliamo discutere con l’amministrazione un vero piano parcheggi, con la partecipazione attva di cittadini e associazioni!

Questo piano-parcheggi, inoltre, è stato attuato, stranamente (!?), solo ad Albano-centro, dove girano, dalla mattina alla sera, dipendenti dell’Albalonga spa intenti a fare multe e cassa. Ma non, invece, nelle frazioni di Cecchina e Pavona. Per quale motivo? Anche per le due note e popolose frazioni, difatti, la contestatissima delibera n. 122 del 5 luglio 2013 prevede una vera e propria invasione di strisce blu, che però non è stata ancora attuata. Esistono forse cittadini di serie A e cittadini di serie B? O la delibera vale per tutti, o non vale per nessu no. Sbagliamo? Il comitato, infine, lamenta ancora nel settore A, centro storico, cartine topografiche e rilevamenti alla mano, 175 posti totali: 112 blu, pari al 65%; e 63 bianchi, pari al 35% . Una violazione delle prescrizioni del codice della strada e di recenti sentenze della Cassazione, che stabiliscono che i posti gratuiti non possono essere inferiori al 50% del totale. Staremo a vedere, ora, la risposta dei nostri ammi nistratori! La raccolta firme prosegue per un altro mese, perché sia impossibile, per chi ci amministra, ignorare la voce sempre più forte dei cittadini!

Si è svolto presso la Prefettura di Roma l'atteso incontro tra il vice Sindaco di Ciampino, Carlo Verini, accompagnato dal Comandante della Polizia locale, Avv. Roberto Antonelli, sul tema della sicurezza. Nel corso dell'incontro il Prefetto, Dott. Giuseppe Pecoraro, ha ascoltato le problematiche sottoposte alla sua attenzione, con particolare riferimento all'aumentato senso di percezione di insicurezza tra la cittadinanza causato dalla presenza del campo Rom della "Barbuta". In particolare Verini ha tenuto a precisare come, nonostante il lodevole lavoro di prevenzione e repressione dei fenomeni di microcriminalità, svolto congiuntamente dalle Forze dell'Ordine, permanga tra la cittadinanza e gli ope-

ratori commerciali un diffuso senso di sfiducia. Al termine dell'incontro, durato oltre un'ora, il Prefetto si è reso disponibile a verificare, sin dalle prossime settimane, l'operatività di tutti i sistemi di controllo previsti presso il campo della "Barbuta", quali la video sorveglianza e un presidio fisso per il monitoraggio degli ingressi e delle uscite dal campo stesso.Da parte sua Verini, nel ricordare il totale dissenso alla realizzazione del campo più volte espresso dall'Amministrazione comunale per le note carenze igienico-sanitarie, la sua collocazione su una falda acquifera e sotto il cono di volo aeroportuale, ha sottolineato come, nonostante la sua avvenuta stabilizzazione, permangano nel campo tutte

le criticità che ne fanno, ancora oggi, una sorta di "terra di nessuno", con discariche abusive di rifiuti e l'incendio di materiali che mettono in pericolo la salute pubblica e l'incolumità della circolazione stradale e aerea. Al termine dell'incontro il Prefetto Pecoraro, dopo aver attivato i canali finalizzati ad un'azione sinergica di controllo dell'area della "Barbuta" tra il Comando della Polizia di Roma capitale e quella locale di Ciampino, si è mostrato interessato a valutare la proposta del Vice Sindaco Verini di chiusura della strada di accesso al campo Rom da via di Ciampino per consentire, attraverso il sottopasso del GRA, il suo collegamento diretto verso il Comune di Roma.

CIAMPINO, SICUREZZA: INCONTRO CON IL PREFETTO


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RIETI E VITERBO

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RIETI, A PIAZZA TEVERE DA LUNEDÌ INIZIA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA

Con l'ampliamento a Piazza Tevere e Regina Pacis della raccolta differenziata porta a porta, a regime

vengono serviti ulteriori 12 mila residenti

Rieti - Si concluderà tra venerdì e domenica 10 novembre la distribuzione dei materiali per la raccolta differenziata porta a porta nel quartiere di

Piazza Tevere, comprese viale Canali, viale Morroni, via Padule e via Porrara. La distribuzione dei kit destinati alle famiglie avverrà sempre in Piazza Lago di Ventina (di fronte alla parrocchia) dalle ore 15 alle 19 (venerdì) e dalle ore 9 alle 19 (saba to e domenica). In occasione delle ultime giornate di consegna dei kit, le associazioni che partecipano al progetto Ricreate (Legambiente Centro Italia, Italia Nostra, PostTribù e Rieti '93), insieme al Comune e all'ASM, informeranno i cittadini sulle corrette modalità di conferimento dei rifiuti. Il kit in distribuzione alle famiglie, oltre il materiale informativo sul progetto Ricreate, contiene 4 mastelli da

40 litri e uno da 10, uno per ogni tipologia di frazione riciclabile (carta, vetro, organico e residuo) e le buste necessarie per conferire plastica, alluminio e umido. Da lunedì 11 novembre nel quartiere di Piazza Tevere ASM Spa inizierà le operazioni di raccolta dei rifiuti differenziati presso le utenze singole e quelle commerciali, successivamente i vecchi cassonetti stradali verranno progressivamente rimossi. Nel frattempo prosegue la consegna dei materiali condominiali anche nel quartiere di Regina Pacis, dove dalla prossima settimana verrà allestito un punto informativo a Piazza Angelucci (di fronte il Centro Commerciale Futura). Con l'ampliamento a Piazza Tevere e Regina Pacis della raccolta differenziata porta a porta, a regime vengono serviti ulteriori 12 mila residenti, oltre quelli già raggiunti dal servizio nei quartieri di Campoloniano, Villette e Villa Reatina.

RIETI DOMENICA 10 NOVEMBRE L’INAUGURAZIONE DELL’ASSE CICLABILE EST-OVEST

Sarà inaugurato domenica 10 novembre l'asse ciclabile est-ovest che collega Porta d'Arci alla

Giorlandina.

Rieti - Si tratta di un'opera strategica che permette

di valorizzare il nuovo ponte ciclopedonale di piazzale Leoni, inaugurato a luglio, e di collegare il centro della Città con la ciclovia della Piana reatina. Un percorso pedonale e ciclabile, unico dal punto di vista paesaggistico, che incrocia cinque ponti cittadini valorizzando il Velino, che potrà essere vissuto non più come confine e argine della Città ma come cuore pulsante ed elemento naturale da attraversare e vivere. L'inaugurazione avverrà in più fasi a partire dalle

ore 10 con il ritrovo a Leoni Square (nei pressi del ponte ciclopedonale della Giorlandina). Alle ore 11.20 al Ponte Romano, per una sosta culturale a cura dell'Associazione "InterArt" e alle 11.40 ci sarà il taglio del nastro del nuovo tratto ciclabile che va dalla Fornace al Ponte Cavallotti per correndo l'argine del Velino. Intorno alle 12 è previsto l'intervento del Sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, e dell'Assessore all’Ambiente, Carlo Ubertini. Lo svolgimento della manifestazione è ovviamente vincolato alle condizioni meteorologiche.

VITERBO, VIABILITA' RURALE: LA GIUNTA APPROVA IL BANDO PER L'ACCESSO AI

CONTRIBUTI

Il programma prevede la concessione di contributi ai Comuni, ai Consorzi e alle Università Agrarie che ne faranno richiesta Viterbo - La Giunta provinciale ha approvato il programma della viabilità rurale presentato dall’assessore all’Agricoltura Roberto Staccini. Il programma prevede la concessione di contributi ai Comuni, ai Consorzi e alle Università Agrarie che ne faranno richiesta attraverso la partecipazione ad un apposito bando pubblico. “La Provincia di Viterbo – spiega l’assessore Staccini – nell’ambito delle funzioni relative ai progetti di area vasta nel campo dello sviluppo economico, con particolare riguardo al comparto agricolo, intende promuovere l’ammodernamento della viabilità rurale attraverso la concessione di contributi ai Comuni, ai consorzi e alle università agrarie. Questo investimento è stato possibile recuperando le risorse residue del precedente bando dell’anno 2009, rimaste nella disponibilità della Provincia non essendo stati completati i progetti presentati all’epoca. Altre risorse sono invece ricavabili da un mutuo contratto, sempre nel 2009, con la Cassa Depositi e Prestiti.

Le opere da realizzare – aggiunge l’assessore dovranno ricadere in zone prettamente agricole, a vocazione rurale e con una pluralità di aziende. Un programma che punta da un lato a favorire lo sviluppo del comparto agricolo attraverso il miglioramento delle infrastrutture di collegamento da e verso le aziende, e dall’altro a rendere fruibili le strade rurali anche per l’esercizio venatorio e la raccolta di funghi. Ogni Comune o consorzio stradale potrà presentare fino a tre progetti, dando priorità alla rete viaria maggiormente compromessa dagli eventi atmosferici avversi degli ultimi periodi”. L’importo totale dei contributi erogabili ammonta a 153.639 euro, di cui 131.777 ricavati dal mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti per i soli Comuni; i restanti 21.862 euro, residui del precedente bando, saranno invece destinati agli altri soggetti beneficiari. Saranno dichiarati ammissibili gli interventi indirizzati al rifacimento del fondo stradale, delle banchine laterali e delle cunette, alla realizzazione dei

tombini, degli attraversamenti e degli accessi, la costruzione o il consolidamento dei muri di sostegno, la sistemazione delle scarpate e l’adeguamento delle sezioni; la progettazione e l’esecuzione di nuove strade compatibilmente con le situazioni di fatto per ciò che riguarda i tracciati e la larghezza. La Provincia coprirà il costo degli interventi in questa misura; fino al 50% per i progetti con un valore non superiore a 25mila euro; fino al 40% per quelli compresi fra 25 e 40mila euro; fino al 30% per quelli compresi da 40 a 50mila euro; fino al 20% per quelli da 50 a 75mila euro. L’erogazione materiale delle risorse avverrà in questo modo: 10% come anticipo contestuale alla presentazione del progetto esecutivo; 60% in base allo stato d’avanzamento dei lavori; ulteriori 30% a conclusione dei lavori. Le domande in carta legale dovranno essere presentate alla Provincia entro le ore 12 del 31 dicembre 2013 (farà fede il timbro di posta in arrivo apposto presso l’apposito ufficio dell’Ente in via Saffi n. 49).


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FROSINONE E LATINA

L’osservatore laziale edizione di giovedì 7 novembre 2013 - anno II Numero 172

pag. 5

LATINA: ECOMAFIE IN PROVINCIA

Ciclo illegale del cemento, dei rifiuti e agromafie il core business della criminalità organizzata ormai

ben radicata e strutturata nel territorio pontino

Latina - E’ la provincia del Lazio con il litorale più esteso e ricco di zone a tutela ambientale, ma anche la provincia preferita dagli ecomafiosi. Qui, tra Latina, Sabaudia e San Felice Circeo, le cosche mafiose sono ormai ben radicate e strutturate sul territorio e da anni concentrano i loro affari d’oro legati al ciclo illegale del cemento, dei rifiuti e delle agromafie, causando gravi conseguenze all’ambiente e alla salute dei cittadini. Una situazione allarmante confermata anche dall’ultimo Rapporto Ecomafia 2013 di Legambiente, secondo il quale la provincia di Latina si colloca al 9° posto nella classifica delle province italiane per reati ambientali. Le infrazioni accertate nel capoluogo pontino nel 2012 sono state 744, il 2,2% del totale nazionale. A ciò si aggiunge la pesante vicenda della discarica di Borgo Montello anche alla luce delle dichiarazioni desecretate, in questi giorni, del boss Carmine Schiavone sui veleni e le scorie del Clan dei Casalesi. Nel Lazio, invece, nel 2012 sono state accertate 2.800 infrazioni, ossia l’8,2% del totale nazionale, pari a 7,7 illegalità al giorno, con un aumento di 463 infrazioni accertate rispetto al 2011. Eppure le ecomafie si possono e si devono combattere. Dalla città pontina, dove oggi ha organizzato la tavola rotonda “Le ecomafie in provincia di Latina”, Legambiente presenta le sue proposte per fermare le illegalità ambientali e liberare il territorio pontino dall’ecomafia. Per l’associazione ambientalista è fondamentale: 1) l’istituzione di una Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) a Latina; 2) fare degli

abbattimenti degli abusi edilizi una prima strategia di contrasto alle illegalità; 3) investire in termini di uomini e mezzi in favore delle Procure e delle forze dell'ordine; 4) investire su azioni investigative soprattutto di carattere patrimoniale; 5) Promuovere progetti di educazione ambientale e alla legalità per costruire, rafforzare e diffondere la cultura della legalità soprattutto tra le giovani generazioni. Tra i presenti alla tavola rotonda Rossella Muroni, direttrice Legambiente, Peppe Ruggiero, Libera, Marco Omizzolo, ufficio ambiente e legalità Legambiente e coordinatore provinciale Legambiente Latina, Fabrizio Marras, responsabile provinciale Libera, Cristiana Avenali, consigliere Regione Lazio, Valentina Romoli, vice presidente Legambiente Lazio, Alessandro Loreti, presidente Legambiente Latina. “ La diffusione delle ecomafie in provincia di Latina – dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – dimostra che la Terra dei fuochi non è questione campana ma una questione nazionale. Il ciclo illegale dei rifiuti e il loro interramento è un problema che riguarda e coinvolge diverse regioni italiane. Pertanto chiediamo che vengano rafforzate le attività di controllo, prevenzione e contrasto delle attività illegali, che vengano dati alla magistratura e alle forze dell’ordine strumenti adeguati e che vengano accelerati i tempi dei giudizi. È fondamentale che le indagini proseguano in tutt'Italia ed esemplificativa è proprio la vicenda delle navi dei veleni che resta di grande attualità ed ha dimostrato come l’Italia sia un nodo nevralgico nel traffico internazionale dei rifiuti. Per questo ci opponiamo ad esempio alla richiesta di archiviazione dell’esposto che abbiamo presentato nel 2009 sul ruolo della città di La Spezia nelle rotte delle navi dei veleni e chiediamo nuove verifiche sulla presenza di rifiuti tossici interrati o affondati in mare”. “ Nella provincia di Latina – spiega Marco Omizzolo, ufficio ambiente e legalità Legambiente e coordinatore provinciale Legambiente Latina - il ciclo illegale del cemento, dei rifiuti e agromafie sono il core business di un sistema criminale consolidato e spesso sottovalutato o sminuito dalla classe politica locale. Siamo costituti parte civile nel processo per

disastro ambientale che riguarda la discarica di Borgo Montello, sulla quale abbiamo presentato esposti e dossier. Le dichiarazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone, evidenziano quanto denunciamo da anni e non vanno sottovalutate. Il nostro punto di riferimento resta però Don Cesare Boschin, parroco della parrocchia di borgo Montello ucciso nella sua canonica nel 1995 perché aveva denunciato il traffico notturno e illegale di rifiuti e di droga che interessava la relativa discarica”. In questi ultimi anni le numerose inchieste giudiziarie, i processi e le condanne emanate da Procure e tribunali hanno dimostrato la drammatica pervasività delle mafie in provincia di Latina. Preoccupa a questo riguardo l’attuale riforma della geografia giudiziaria, avviata il 13 settembre, e che prevede la chiusura delle sedi distaccate di tribunali, procure e uffici del giudice di pace che saranno accorpati con uffici dello stesso distretto. Un provvedimento pensato da Via Arenula per risparmiare circa 80milioni di euro e per ammodernare la macchina giudiziaria, ma che invece, in realtà, andrà ad appesantire e a sovraccaricare di lavoro le sedi accorpanti dei tribunali, senza contare la lentezza dei processi a cui si andrà incontro. In questo modo si farà un grande “regalo” agli ecomafiosi. “ Nel Lazio, a partire dallo scorso 13 settembre, spiega Valentina Romoli, vice presidente Legambiente Lazio - con l'entrata in vigore del d.lgs 1152012 cesseranno la loro attività 15 sedi distaccate di tribunale, tra le quali Ostia, Gaeta e Terracina. Per questi ultimi due è stato autorizzato per un periodo di due anni l'utilizzo dei locali della soppressa sezione distaccata di Terracina per la trattazione ad esaurimento dei giudizi civili e penali pendenti presso l'ufficio stesso e presso la sezio ne distaccata di Gaeta. I tribunali sono fondamentali ed irrinunciabili presidi di legalità sul territorio, per questo ci auspichiamo che in contesti ad alto tasso di criminalità organizzata come quelli di Ostia, Terracina, Gaeta , si intervenga con determinazione per invertire la rotta dando un segnale chiaro di contrasto alle mafie, scongiurando la chiusura di questi tribunali e rafforzando invece l'azione della magistratura, a partire dalla istituzione di una Direzione Distrettuale Antimafia nella provincia di Latina” .

FROSINONE, RICORRENZE E CONFUSIONE STORICA.

Arduini: “Ci vuole rispetto per i Cittadini Frusinati caduti in tutte le guerre. La corona, i fiori, la musica, il picchetto d'Onore, tutto questo si deve svolgere assolutamente in Viale Mazzini” di Sergio Arduini Presidente Fiamma Frùsino

Frosinone - Ancora una volta dobbiamo constatare la confusione storica che da diversi anni accompagna coloro che abitano ( e abitavano ) in Piazza VI Dicembre. In occasione del 4 Novembre, l'unica sede riconosciuta per celebrare quella ricorrenza , in ogni Comune del territorio italiano , è presso il Locale Monumento ai caduti. A Frosinone invece avviene l'opposto, le data del 2 giugno e del 25 aprile possono benissimo essere ricordate in Piazza della Liberta', ma il 4 novembre no. Ci vuole rispetto per i Cittadini Frusinati caduti in tutte le guerre. La corona, i fiori, la musica, il picchetto d'Onore, tutto que-

sto si deve svolgere assolutamente in Viale Mazzini, magari anche a debita distanza dal Monumento "pericolante" , solo quello è il luogo in cui si deve celebrare questa Ricorrenza importantissima per i cittadini Frusinati, non esistono altre sedi. Da anni và avanti il teatrino del "Non ci sono soldi per la sua ristrutturazione", lo sappiamo benissimo tutti, ma questa amministrazione, se voleva tanto distinguersi dalle altre, poteva benissimo fare a meno di un evento estivo, unito magari al costo degli sbandieratori (mica ce lo siamo dimenticato) e destinare questi soldi per l'inizio della sua ristrutturazione. Una ristrutturazione assolutamente necessaria perchè... come disse un grande poeta "chi non ricorda il suo

passato.... non è degno del suo futuro".

SERGIO ARDUINI

7 novembre 2013  

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