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L ’ osservatore d ’ Italia QUOTIDIANO INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE WWW.OSSERVATOREITALIA.IT

Sabato 7 Giugno 2014

Anno III Numero 76

Direttore Responsabile: Maria Chiara Shanti Rai (Chiara Rai) - Editore: L’OSSERVATORE D’ITALIA Srls - Tel. 3457934445 / 3406878120 / 3494659156 - Fax. 02700505039 - Email: direzione@osservatoreitalia.it Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014

VITERBO E PROVINCIA: TRA MITI, FIABE, LEGGENDE E STORIA

INFUSIONI PER LA VITA “LA PATARINA DÌ VITERBO” Rubrica settimanale di Emanuel Galea a pagina 7

STAMINA: MARINO ANDOLINA NOMINATO DAL TRIBUNALE DI PESARO COMMISSARIO AD ACTA

Federico Mezzina e il Morbo di Krabbe, per lui stamina una certezza per la vita. Oggi si dovrà fare l'infusione. Da poco sembra si sia reso disponibile anche un anestesista rianimatore L’editoriale

di Cinzia Marchegiani

STATI SPIONI

Per Federico Mezzina c’è una speranza, e si chiama Marino Andolina. Una storia becera questa di Stamina che ha sollevato le più grottesche e ignobili azioni contro dei bambini che pur non avendo certezze e soluzioni dalla medicina ufficiale, hanno trovato in una terapia cose inspiegabili che nessuno ancora vuole studiare… anzi si è creata ad arte una mistificazione e campagna aggressiva per manipolare quello che in realtà i documenti, gli accertamenti clinici e strumentali gridano a gran voce. Federico e una malattia che non da speranza, il Morbo di Krabbe è stato ricoverato presso gli Spedali Civili, e ora attende che l’infusione ordinata dal Tribunale di Pesaro nel lontano 12 dicembre 2013 possa finalmente essere somministrata. Lo stesso Tribunale, lo scorso tre giugno, a parziale modifica della sua stessa ordinanza ex art 669 duodecies c.p.c. del 13-20/05/2014 ha revocato la nomina del dottor Ottavio Di Stefano, Presidente del Consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici di base, al quale gli era stato conferito l’incarico, quale sostituto al commissario Ezio Belleri degli Spedali Civili di Brescia di trovare e indicare medici esperti che potessero eseguire tale ordinanza e nomina ora quale ausiliario esperto il dottor Marino Andolina affinchè provveda a quanto disposto dall’ordinanza stessa. Ricordiamo che il dottor Di Stefano, ha notificato al Tribunale di Pesaro il suo diniego, rifiutandosi di convocare medici come del resto ha fatto il commissario Ezio Belleri per ...

di Alberto De Marchis

V iviamo in uno stato di spioni e il

primato mondiale di "richieste" della Magistratura ispetto le intercettazioni, numeri e messaggi spetta proprio all'Italia. Nel 2013 ce ne sono 606 mila. I giornali inglesi temono un «possibile effetto Snowden», perché la notizia arriva a un anno esatto dalle prime rivelazioni dell’ex tecnico informatico della Cia e della Nsa, da mesi «ospite» della Russia di Putin, sullo spionaggio governativo di massa. Vodafone, rivela l’esistenza di cavi collegati alle sue reti che permettono ai servizi di sicurezza di ascoltare le conversazioni e controllare gli scambi tra gli utenti in 6 dei 29 Paesi in cui opera. Con accesso diretto e senza richiesta formale, quindi, da parte di agenzie statali che il Report non indica perché Vodafone teme per l’incolumità dei suoi dipendenti in quelle aree.e intanto dall'Europa arriva il monito della vicepresidente della Commissione europea e responsabile per la Giustizia, Viviane Reding, riaffermando che «nella Ue deve essere un giudice ad autorizzare l’accesso ai dati personali dei cittadini e questa regola si applica in tutti i Paesi dell’Unione». Forse il tramontato Berlusconi non farnetica poi tanto quando dice che siamo esageratamente intercettati, a maggior ragione adesso che siamo in pol position si divertirà a dire che "ha sempre ragione".

Continua a pagina 2

MELITO PORTO SALVO (RC), LESIONI PERSONALI E

VIOLENZA SESSUALE: ARRESTATO 41ENNE DEL LUOGO

L M FRA N CH IS I N G PER ROMA E PROVINCIA Tel.: 06/93.14.524 Fax: 06/93.14.362

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Melito Porto Salvo (RC) - Nella serata del 4 giugno 2014, i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, O. A. 41enne rumeno, poiché resosi responsabile dei reati di lesioni personali, violenza sessuale, nonché violenza o minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale. Nel dettaglio, il citato operaio aggrediva con violenza, cercando un approccio e palpandola in più parti del corpo, una giovane donna intenta a prelevare denaro contante presso uno sportello ATM di un istituto di credito. La ragazza, successivamente visitata dai sanitari del pronto soccorso veniva riscontrata affetta da una contusione all’anca ed alla coscia, venendo giudicata guaribile in gg.6 (sei). L’uomo, invece, in evidente stato di ebrezza alcolica, veniva subito bloccato da un carabiniere libero dal servizio che, transitando per quella strada, veniva attirato dalle grida della giovane. Il 41enne, condotto in caserma, iniziava ad opporre ulteriore resistenza ai militari operanti e pertanto, tratto in arresto, per poi essere tradotto presso la Casa circondariale di Reggio Calabria.

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PRIMO PIANO

L’osservatore d’Italia

REGIONE LAZIO, FATTURAZIONE

ELETTRONICA: PARTE IL NUOVO

SISTEMA CON 8 MESI DI ANTICIPO La Regione Lazio è la prima in Italia ad adottare il nuovo sistema della fattura elettronica, con 8 mesi di anticipo rispetto a quanto previsto dalla legge nazionale. L’obiettivo è sempre lo stesso: rendere l’amministrazione più efficiente e trasparente. La digitalizzazione del sistema dei pagamenti consentirà di rendere più semplice e omogeneo il sistema dei pagamenti e il processo di trasmissione e trasferimento delle pratiche Quali sono i vantaggi? Ecco alcuni esempi: Più trasparenza. Il processo di trasmissione e registrazione delle fatture elettroniche permette un’analisi seria della spesa e il controllo delle incongruenze. Questo costituisce un aumento della trasparenza nei processi amministrativi. Snellimento del ciclo delle fatture: L’iter si semplifica, e in questo modo sarà possibile anche ridurre i passaggi burocratici delle fatture, che oggi sono almeno cinque. E poi si az zerano i tempi. Dati certi in tempo reale:. Accedendo al portale, i fornitori avranno la possibilità di monitorare lo stato di avanza mento e lavorazione dei loro documenti contabili. Il portale sarà aggiornato in ogni passaggio e gli operatori della Regione potranno effettuare le azioni di liquidazione e pagamento in modo più efficiente. Più puntualità nei pagamenti: Si accorciano ulteriormente i tempi di attesa per i pagamenti dei debiti commerciali. L’obiettivo è arrivare a 90 giorni per il 2014 e a 60 giorni per il 2015. Niente più carta: I dati delle fatture saranno caricati automaticamente sui sistemi contabili , in questo modo si evitano anche possibili errori associati alla gestione cartacea delle fatture. Risparmi e servizi migliori. La nuova modalità di fatturazione comporterà fin da subito una riduzione di costi fino a 10 euro a fattura: questo significa 5 milioni di euro di risparmi in quanto la Regione riceve circa 500 mila fatture di pagamento all’anno, 335 mila sola nella sanità. A regime i risparmi aumenteranno ancora, fino a 20 euro a fattura secondo le stime. Meno costi di funzionamento. La semplificazione del processo e la piattaforma inoltre costituiscono una fonte di risparmio anche per tanti altri aspetti: dai costi del materiale, a quelli per il personale, alle spese per la gestione degli archivi, e per la trasmis sione dei documenti. "Con l'introduzione del nuovo sistema di fatturazione elettronica il Lazio si pone al vertice tra le Regioni italiane nel controllo e trasparenza delle fasi di liquidazione e pagamento di tutti i fornitori dell'amministrazione”,- lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti che ha aggiunto-con la fatturazione elettronica arriviamo primi in un campo in cui probabilmente eravamo gli ultimi, e da esempio negativo diventiamo un modello positivo per l’Italia.

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dalla prima “INFUSIONI PER LA VITA“ di Cinzia Marchegiani ... eseguire la prescrizione della terapie con le staminali con il metodo stamina. Per Rita Lorefice infatti, nonostante avesse un ordinanza d’urgenza che imponeva al commissario Belleri di indicare i nomi dei medici per somministrare la terapia, non vi è stato alcun avanzamento e attuazione della sentenza. Oggi Marino Andolina, se non vede via d’uscita e se non troverà medici disposti a riprendere le infusioni, nominerà se stesso quale responsabile della terapia. Oggi si dovrà fare l'infusione. Da poco sembra che si è reso disponibile anche un anestesista-rianimatore, se oppongono cavilli all'ultimo momento i familiari chiederanno l’intervento dei carabinieri. La mamma Tiziana che è anche un avvocato competente e battagliero, trova di una barbarie unica l’accanimento perpetrato non solo su suo figlio ma su tutti i bambini che con un ordinanza di un tribunale viene ostacolato un diritto con muri insormontabili, una legge e sentenza di Stato. Si parla spesso di obiezione di coscienza, di terapie segrete, queste manipolazioni della realtà servono solo ad impedire che la legge venga attuata, di segreto non c’è più nulla ormai, tutto è sottoposto ad analisi scrupolose e controlli clinici che stranamente o furbescamente gli stessi medici fino a poco tempo fa conoscevano, ora dimenticano ogni riga chissà sotto quale forza superiore. Lo stesso Fulvio Porta, in commissione sanità Regione Lombardia confessa: "Io ero il coordinatore dei colleghi e il medico prescrittore. Mi arrivavano le valutazioni dal neurologo. Non sapevo che erano parenti perchè i cognomi erano diversi, so perfettamente cosa infondo: sono cellule staminali mesenchimali, nelle due provette analizzate dall'Istituto Superiore di Sanità sono state evidenziate cellule mesenchimali, al 90% erano vive, non è stato trovato veleno di serpenti. Stare zitto due anni è stato molto doloroso, io ho operato da professionista: la mia regione, l’Aifa e il mio direttore generale mi hanno detto sì e quindi io ho agito. Io sono un soldatino, mi dicono fallo e io lo faccio. Il mio impegno professionale, volto ad assistere disinteressatamente bambini gravemente malati, viene oggi messo ingiustamente in discussione... l’audizione odierna è un regalo, è la mia prima opportunità di riferire su una vicenda su cui c’è stato un blackout informativo di due anni da parte nostra.” Stamina fa emergere come le verità possano essere fantasiosamente elaborate, affinché il giudizio dello spettatore, ovviamente ignaro delle documentazione agli atti, possa essere facilmente indirizzato a facile scorciatoie. Quello che manca in questo paese è la dignità e l’onore, manca la capacità di tornare sui propri passi. Ancora i palloncini da poco liberati al funerale della piccola Rita Lorefice solcano il cielo di quest’Italia, morta senza aver potuto accedere alla speranza, quella che gli aveva dato reali conquiste mediche che nessuno al mondo può arrogarsi il diritto di aver trovato. Anche per lei un’ordinanza del tribunale di Modica aveva intimato il Commissario Belleri di indicare i medici per l’infusione, medici che hanno voltano lo sguardo sono gli stessi che fino a qualche tempo fa sapevano benissimo cosa infondevano e che le terapie non avevano prodotto alcun effetto collaterale. Rita Lorefice aveva la Niemann Pick, le analisi strumentali e la valutazione del dottor Giannone lascia senza respiro: “il quadro normativo odierno, eseguito a poche settimane dalla prima infusione staminali, conferma l’evidente miglioramento metabolico e quindi clinico della piccola paziente, che adesso riesce ad alimentarsi meglio e più abbondantemente (diminuzione dell’epatosplenomegalia e conseguente della iperdistensione addominale) mostrando anche evidenti segni di miglioramento delle condizioni cognitiva, dell’interazione con l’ambiente e le persone, della risposta del disagio termico e delle manovre mediche più fastidiose (miglioramento del quadro generale).” Le sentenze finora emesse, quelle che attribuiscono un diritto alla vita, non vengono decise in base alla pietà e alla sofferenza, ma dopo lo studio e la valutazione delle cartelle cliniche, delle analisi eseguite nei laboratori del nosocomio di Brescia, delle alternative inesistenti prodotte dalla letteratura medica. Ora si deve cominciare a riavvolgere questi nastri che stanno diventando nauseabondi, pieni di inquietanti ombre che stanno facendo deridere dell’Italia. Documenti ignorati, contagiati dalle menzogne, sentenze disattese, medici che prima non erano obiettori poi diven-

tano inconsapevoli di cosa si inietta, terapie prima pericolose perché infettavano ora sono diventate segrete…. Comunque vada l’operato che cercano di passare sotto la candeggina rimane macchiato, se prima somministravano terapie l’hanno fatto con il dolo, sapendo che erano pericolose, se ora obiettano perché le reputano segrete o forse perché qualcuno li minaccia, stanno vietando materialmente un diritto e dei benefici acquisiti. Oggi la democrazia e la scienza/coscienza sono minacciati da ordigni che spero presto qualcuno disattivi. La morte della piccola Rita non ha allarmato nessuno e la magistratura sta facendo il lavoro che spetterebbe alla scienza e ai medici. Come un grande setaccio questa penosa disputa sta facendo venire a galla tutti gli attori che sono direttamente interessati alla sepoltura di stamina. C’è chi continuerà a beneficiare dei fondi e finanziamenti statali ed europei dedicate alle ricerche sulle manipolazioni delle cellule staminali embrionali che non potranno mai aiutare questi bambini poiché tuttora definite dall’EMA pericolose e cancerogene e non brevettabili, ma riescono a ricevere contributi generosi per le sottostimate aspettative, quindi anche se sono progetti non concretizzabili e commerciabili. Un vero business per alimentare il gioco delle cattedre e dei baronati universitari, che stanno depredando immense cifre a fondo perduto. Sembra che proprio dall’Europa arrivino dei pesanti vincoli di cui gli scienziati e ricercatori opportunamente tacciono, i loro segreti le proprie disavventure, le loro sconfitte non sono stati messi sui giornali a caratteri cubitali…ma l’Osservatore d’Italia è andata ad indagare oltre le alpi… Le beghe e rivalse tra scienziati rimane l’unico effetto ottico che partorisce questa shakespeariana storia, piena di sunpence, di bugie, di controllo mediatico, di condizionamenti…tutto teso a mantenere importanti ruoli prestigiosi, molto lontani dalla vera “scienza medica“ che ha altre qualità e per fortuna. A ricordarci come i ricercatori non siano esenti da squallide mistificazione manipolazione è la Seduta Plenaria del 24 giugno 2005, nella Presidenza dei Consiglio dei Ministri, proposta dal prof. Giovanni Federspil dove il Comitato Nazionale per la Bioetica decise, con voto unanime, di attivare un gruppo di lavoro sul tema del Conflitto di interessi in medicina: ”la storia della scienza testimonia ampiamente come nell’ultimo secolo siano stati compiuti numerosi e cospicui falsi descrittivi Mentre in molti casi non possono sussistere dubbi sulla volontà del ricercatore di ingannare la comunità scientifica, in altri i confini fra l’autentico “falso” e l’imprecisione o lo scarso rigore metodologico di una ricerca appaiono sicuramente più sfumati. Appare quindi evidente come nella ricerca biomedica – ed in modo speciale in quella più strettamente connessa con i problemi clinici – gli orientamenti di un ricercatore possano essere diretti e motivati non solo dai problemi conoscitivi o dall’esclusivo desiderio di trovare un rimedio a situazioni morbose, ma anche da interessi personali o da quelli connessi con le istituzioni di cui quel ricercatore fa parte. Questa complessa situazione, nella quale si trovano spesso i ricercatori biomedici, e soprattutto quelli che si applicano a problemi terapeutici, ha fatto sospettare che un numero più o meno rilevante delle ricerche che vengono oggi condotte non siano così neutrali ed oggettive come sarebbe desiderabile fossero. E’ necessario invece riconoscere che, come è stato affermato da più parti, il conflitto d’interessi tende a configurarsi come una condizione che potrebbe dar luogo o addirittura promuovere comportamenti eticamente riprovevoli. In altre parole, il conflitto d’interessi non è un comportamento, ma una “condizione” e, pertanto, esso non può essere in sé riprovevole: ogni uomo, infatti, lungo l’arco della sua vita, si trova innumerevoli volte in condizioni di conflitto d’interessi e questo status non è eliminabile dalla vita umana. Questo principio non può essere che quello del bene del paziente: ogni volta che un conflitto d’interessi produrrà un comportamento clinico nel quale l’interesse costituito dal bene del paziente verrà posposto ad un diverso interesse, quel conflitto dovrà essere giudicato eticamente censurabile. Quando qualcuno si arroga il diritto di violare i diritti costituzionali del prossimo in nome della "scienza" o “vattelappesca” con quell’accanimento indicibile, non vi meravigliate che sotto gatta ci cova. Oggi Stamina scriverà un’altra pagina della storia del diritto e della scienza…comunque vada tutti abbiamo perso, nes suno nei confronti di queste piccole vite è innocente.


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CRONACA, POLITICA E ATTUALITA’ - ITALIA

L’osservatore d’Italia

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SONDRIO, VANDALI NOTTURNI: IN MANETTE DUE PERSONE Sondrio - Due giovani sono stati arrestati questa notte dai Carabinieri della Stazione di Morbegno (SO), nella flagranza del reato di danneggiamento aggravato in concorso. Si tratta di 2 volti già noti alle FF.OO. Gli stessi, verso le ore 01.00, probabilmente in stato di alterazione da sostanze alcoliche e senza alcun motivo, si sono accaniti contro arredi urbani

ed alcune auto parcheggiate. In particolare danneggiando, con calci e pugni, il lunotto posteriore e lo specchietto laterale destro di una Volvo, di proprietà di un pensionato del luogo. I rumori del grave atto di vandalismo hanno svegliato alcuni residenti, che hanno immediatamente allertato il 112, consentendo ai Carabinieri del locale Comando Stazione, di giun-

gere in tempo per cogliere i due vandali sul fatto. Arrestati in flagranza di reato e trattenuti tutta la notte presso le camere di sicurezza della caserma, sono stati condotti questa mattina davanti al giudice del Tribunale di Sondrio, che ha convalidato l'arresto eseguito dai militari dell'Arma e disposto, per entrambi, la misura coercitiva dell'obbligo di firma.

REGGIO CALABRIA, 'NDRANGHETA: PRESO IN PERU’ IL LATITANTE PASQUALE BIFULCO

La polizia italiana, tramite il Servizio per la cooperazione internazionale del ministero dell'Interno, ha poi fornito precise indicazioni alla polizia peruviana sulla localizzazione di Bifulco e sul suo nascondiglio.

Reggio Calabria - Era sfuggito all'arresto nel blitz del marzo scorso, che concluse l'operazione "Buongustaio", portata a termine dalla Guardia di Finanza contro l'organizzazione di cui era a capo, specializzata nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sud America; l'associazione importava cocaina in Italia, a bordo di navi mercantili prove

nienti principalmente da Brasile e Perù. Pasquale Bifulco è stato arrestato ieri in Perù dagli uomini della polizia italiana insieme ai colleghi peruviani, con l'accusa di associazione di tipo mafioso e traffico internazionale di droga. L'uomo è considerato esponente di spicco della 'Ndrangheta calabrese, e appartenente alla cosca mafiosa Ietto-Cua-Pipicella, operante a Natile di Careri (Reggio Calabria). Le indagini che hanno portato alla localizzazione del latitante, sono state coordinate dalla Procura distrettuale antimafia del capoluogo calabrese e condotte dal Servizio centrale operativo, dalla Squadra mobile reggina e dal commissariato di Siderno. La polizia italiana, tramite il Servizio per la coopera-

zione internazionale del ministero dell'Interno, ha poi fornito precise indicazioni alla polizia peruviana sulla localizzazione di Bifulco e sul suo nascondiglio. Il 41enne è stato bloccato a San Isidro, località nella provincia di Lima, mentre scendeva da un taxi di fronte alla casa dove si nascondeva. Bifulco è un vero e proprio professionista del crimine. Parla diverse lingue e, secondo gli investigatori, si muoveva rapidamente e chiudeva accordi in mezzo mondo, pagando sempre in contanti la droga acquistata. Alle sue spalle aveva un gruppo ben organizzato e ramificato, con punti di riferimento sia in Italia, dove contava su appoggi logistici nelle provincia di Napoli, Torino, oltre che in Calabria e in Sud America.

REGIONE VENETO: ARRIVA LO “PSICOLOGO DI BASE” LARINO (CB), GDF: SEQUESTRATA

i tratta di specialisti che verranno inseriti, per ora in via sperimentale in due Ullss. Sempre alla ricerca di nuovi servizi da offrire ai propri pazienti, la Regione Veneto, prima in Italia, sta per inserire nel sistema di assistenza territoriale una figura sanitaria alla quale sinora nessuno aveva pensato: lo “Psicologo di Base”. Si tratta di specialisti che verranno inseriti, per ora in via sperimentale in due Ullss (la 4 Alto Vicentino e la 7 di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso), all’interno delle Unità Territoriali di Assistenza Primaria (Utap) e delle Medicine di Gruppo con il compito di coadiuvare il medico di medicina generale nella trattazione di pazienti che presentino difficoltà di tipo psicologico, per evitare l’aggravarsi della situazione e il suo possibile evolversi in patologia psichia trica. La relativa delibera è stata approvata oggi durante la seduta di Giunta regionale e illustrata dal Presidente Luca Zaia nel corso del punto stampa successivo. “E’ una nuova rivoluzione nell’ambito della sfida quotidiana per la qualità della vita – ha sottolineato il Governatore – che parte sul territorio e che fruirà di due grandi figure professionali come il medico di base e lo psicologo per dare risposte ai tanti disagi emergenti in questa fase storica, legati alla crisi economica, alle difficoltà nei rapporti sociali, ai disagi giovanili, all’insoddisfazione personale, che tante volte vengono trascurati dalle persone fino a che non diventano vere e proprie patologie. Se, come sono convinto, la sperimentazione avrà successo e il modello dimostrerà di funzionare – ha aggiunto Zaia – passeremo alla fase di costruzione della squadra veneta degli psicologi di base”. “Con questa iniziativa – aggiunge l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – ampliamo il concetto di ‘sanità’ classicamente inteso verso quello più ampio di ‘salute’, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce stato di benessere

psicofisico, valorizzando ulteriormente il territorio e proseguendo nell’intento di portare le cure e l’assistenza sempre più fuori dall’ospedale per acuti e sempre più vicino alla gente. Lo psicologo di base si occuperà infatti di tutte quelle condizioni di una persona che non possono considerarsi una patologia ma, essendo disagio, incidono pesantemente sulla qualità della vita, a volte rendendola un inferno da vivere in piena solitudine. Non vogliamo che ciò accada più e quindi anch’io auspico che la sperimentazione riesca e si possa passare poi alla costruzione della rete veneta”. La sperimentazione si svolgerà presso l’Utap “Casa per la Salute” di Schio nell’Ulss 4 Alto Vicentino e presso l’Utap “Medinfior” nell’Ulss 7 di Pieve di Soligo (Treviso). Il personale verrà individuato tra gli psicologi dipendenti e specialisti ambulatoriali interni con la disponibilità di almeno 3 mezze giornate alla settimana per un totale di 12/15 ore settimanali di presenza presso l’Utap prescelta. Coordinatrice del progetto per la Regione sarà la dottoressa Emilia Laugelli, già responsabile del servizio antisuicidi istituito per assistere gli imprenditori veneti travolti dalla crisi, che sta tuttora ottenendo un grande successo e riceve mediamente 2 richieste di aiuto al giorno. Lunga è la lista delle prestazioni effettuabili dallo “Psicologo di Base” e l’elenco dei disturbi da considerare: disturbi d’ansia, dell’umore, dell’adattamento, del sonno, della dipendenza in esordio da alcool o droghe e da gioco, disturbi depressivi transitori (come post diagnosi, lutti, post partum), da stress lavoro correlato, cognitivi in esordio; reazioni post traumatiche da stress (lutti, malattie, violenza); problemi relazionali e familiari; problematiche genitoriali, relazionali, di coppia e della sfera sessuale; problematiche degli stili di vita legate a malattie croniche.

MAXI DISCARICA ABUSIVA

Larino (CB) - Un’area di circa 26.000 metri quadri, corrispondente ad una cava dismessa, è stata sequestrata dai Finanzieri della Tenenza di Larino nel corso di mirati servizi finalizzati a prevenire e reprimere reati di natura ambientale nell’area frentana. Nel sito, ora opportunamente delimitato per motivi di sicurezza, sono stati rinvenuti oltre a rifiuti di varia natura e tipologia, riconducibili a laterizi, pezzi di asfalto, calcestruzzo, materiale ferroso, tubazioni plastiche e di altro tipo, nonché bidoni metallici e pneumatici d’auto, anche rifiuti speciali pericolosi come amianto, così come accertato dagli organi tecnici preposti. E’ pari a circa 100.000 tonnellate una stima complessiva dell’intero materiale riversato, che, allo stato, si presenta in parte sotterrato, oppure accatastato alla rinfusa, o parzialmente affiorante dal terreno. L’attività di sequestro, eseguita ai sensi dell’articolo 321 C.P.P. per violazioni alla vigente legislazione in materia di tutela ambientale (D.Lgs. 152/2006), è stata coordinata dall’Autorità Giudiziaria di Larino e proseguirà a ritmi serrati per l’individuazione di ogni connessa responsabilità.

CIRO' MARINA: FIORISCONO 250 MILA

EURO DI MARIJUANA SULLA SPIAGGIA Cirò Marina (KR) Nella mattinata di oggi, i militari della Stazione di Torre Melissa, nel corso di un servizio di pattuglia, hanno notato che in località Marinella del litorale di Cirò, sulla spiaggia era stato abbandonato un involucro molto voluminoso. Insospettiti dalla particolare cura con la quale era stato confezionato, sono andati a verificare cosa contenesse, scoprendo che all'interno erano stati celati 55 kg di marijuana suddivisa in involucri da 5 kg l'uno circa per un valore complessivo di circa 250.000 euro. La droga è stata sottoposta a sequestro,


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REDAZIONE LAZIO - ROMA E PROVINCIA L’osservatore d’Italia

NOTIZIE IN TEMPO REALE SU WWW.OSSERVATORELAZIALE.IT

CIVITAVECCHIA, SEQUESTRO CANTIERE: TRA SCATOLE CINESI E

GROSSI FAMIGERATI NOMI CHE RITORNANO

Nessuno ha avuto il coraggio di porre in evidenza, è che uno degli indagati è l’Amministratore unico di una società – la Stone&Green srl – il cui 35% è detenuto dalla North Wind srl, impresa la cui compagine societaria è detenuta da

due fiduciarie (la Refida srl e la Cifre srl) rappresentate nelle diverse assemblee dei soci convocate per gli adempimenti aziendali (Approvazioni bilanci, nomina amministratori etc) dai familiari di un noto esponente politico). A cura dell'Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” Civitavecchia - Il sequestro del cantiere dei lavori di ampliamento del porto di Civitavecchia sia per quanto finora emerso, sia per quanto si potrebbe sospettare possa emergere effettuando i carotaggi ed andando avanti con l’inchiesta, presenta diversi aspetti inquietanti sui quali sarà bene che, mentre la magistratura continua il proprio lavoro, le istituzioni e l’opinione pubblica riflettano attentamente. Innanzitutto non si può non vedere che tra le aziende appaltatrici risultano nomi di grandi imprese sempre più spesso nominate nell’ambito di inchieste relative a malaffare e corruzione, dal G8 della Maddalena alle vicende relative al porto di Molfetta (Cidonio), alla recente vicenda del Mose’ (Fincosit). Altro dato che

salta agli occhi è che nonostante le istituzioni addette al controllo, quali ad esempio l’Autorità Portuale, erano state messe al corrente di quanto stava accadendo, come ben si evince dall’esposto da cui è scaturita l’inchiesta, nulla, almeno a quanto risulta dalle carte e a nostra conoscenza, è stato fatto per arginare il fenomeno facendo si che si giungesse alla realizzazione di quasi l’80% dell’opera. Ma ciò che veramente sconcerta, e che nonostante la città rumoreggi nessuno ha avuto il coraggio di porre in evidenza, è che uno degli indagati è l’Amministratore unico di una società – la Stone&Green srl – il cui 35% è detenuto dalla North Wind srl, impresa la cui compagine societaria è detenuta da due fiduciarie (la Refida srl e la Cifre srl) rappresentate nelle diverse assemblee dei soci convocate per gli adempimenti aziendali (Approvazioni bilanci, nomina amministra-

tori etc) dai familiari di un noto esponente politico. Di più il nome del figlio appare anche nelle intercettazioni dell’inchiesta che, fatto che stigmatizziamo visto che la stessa è ancora in corso, abbondantemente circolano sul territorio. Rifuggiamo dalle notizie ad orologeria, ma riteniamo che, per il ruolo avuto e per il quale si candida, il soggetto di cui sopra abbia il dovere di fornire una qualche spiegazione al territorio che, oggi rischia di vedere milioni di euro di finanziamenti pubblici spesi per un opera non idonea e che rischia di trasformarsi in una bomba ecologica. L’associazione Caponnetto nell’esprimere apprezzamento per l’operazione condotta, chiede che, seppur con tempi celeri a tutela delle maestranze coinvolte, la Magistratura indaghi ogni aspetto di questa scandalosa vicenda e comunica che si costituirà parte civile nel futuro processo.

ANGUILLARA, SPIAGGE VIGNA DI VALLE: STAGIONE SALVA

Pizzorno: "Questo è un primo passo in attesa che si concluda positivamente l'iter in Regione"

di Chiara Rai Anguillara - I gestori potranno attrezzare le spiagge a Vigna di Valle ad Anguillara Sabazia per questa stagione estiva 2014. Il Comune di Anguillara ha rila-

sciato in tempi record le concessioni stagionali fino al 30 settembre in attesa che si concluda l'iter in Regione dove, in occasione dell'ultima conferenza dei servizi, sono stati raccolti tutti i pareri positivi affinché nei prossimi mesi vengano ratificate concessioni pluriennali. Soddisfatto il sindaco di Anguillara Francesco Pizzorno il quale ha immediatamente consegnato i permessi commerciali agli imprenditori che già da oggi potranno attrezzare gli arenili con ombrelloni, lettini e sdraio:"Questo è un primo passo ha detto il primo cittadino - in attesa che si concluda positivamente l'iter in Regione con l'assegnazione pluriennale delle spiagge, abbiamo fatto il possibile affinché questa stagione fosse salva e venisse garantita la consueta affluenza turistica a Vigna di Valle". Dunque, ad Anguillara ci saranno tutti i confort pressoché ovunque: gli stabilimenti sono pronti ad accogliere i visitatori su viale Reginaldo Belloni, a Martignano e Vigna di Valle. Quest'ultima è tra le lo-

calità più frequentate perché si tratta di oltre un chilometro di spiaggia con numerose attività di ristorazione, tra cui le storiche Pat.Eros e il Pioppo, ad un passo dagli arenili puliti e con il servizio bagnino. Ad accendere i riflettori sulla questione è stato anche il consigliere di opposizione Sergio Manciuria il quale ha evidenziato il fatto che togliere le licenze commerciali alla vigilia dell'estate sarebbe stato devastante per i gestori degli stabilimenti balneari: "oltre alla enorme perdita economica - dice Manciuria - questo territorio sarebbe finito nell'incuria e con spiagge poco sicure per i bagnanti. La questione non è comunque ancora risolta". Giovanna, gestrice Pat.Eros si sente sollevata:"In questi giorni - ha detto - chiamavano da Milano a Napoli per prenotare ombrelloni e lettini e non sapevamo cosa rispondere. Finalmente possiamo dire ai nostri clienti di venire tranquillamente a Vigna di Valle che troveranno ristorazione e stabilimenti aperti".

ROMA: ASSOLTI PER NON AVER COMMESSO IL FATTO SINDACALISTI E LAVORATRICI DI NIDI E SCUOLE CHE PROTESTARONO CONTRO LA GIUNTA DI GIANNI ALEMANNO Il giudice, senza neanche ascoltare i testimoni a favore, ha assolto tutti gli imputati con formula piena Roma - Si è concluso nella mattinata di venerdì 6 giugno 2014 presso il Tribunale di Roma, il processo contro 9 persone tra rappresentanti sindacali e lavoratrici di nidi e scuole dell’infanzia, che il 31 maggio del 2010, mentre era in corso una trattativa sindacale e con la contestuale proclamazione di una giornata di sciopero indetta dalla USB, protestarono vivacemente contro i rappresentanti dell’amministrazione e dei sindacati. Successivamente queste persone furono accusate di aver tenuto comportamenti violenti nei riguardi delle Forze dell’Ordine e per questo rin

viate a giudizio. Grazie anche all’ottima difesa dell’avvocato Giuseppe Mattina, il giudice, senza neanche ascoltare i testimoni a favore, ha assolto tutti gli imputati con formula piena per non aver commesso i reati loro ascritti. "Si chiude così un capitolo odioso delle modalità repressive messe in atto dagli amministratori di allora e che non vorremmo vedersi ripetere. - dichiarano dall'USB - USB ringrazia le lavoratrici che con il loro sostegno, la loro fiducia e la determinazione a difen-

dere nidi e scuole pubbliche hanno continuato in questi anni e continueranno in quelli a venire ad esigere il massimo rispetto per la difesa dei loro diritti e di quelli d e i bambini che educano ed istruiscono".


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VITORCHIANO (VT): AVVIATO L'ITER PER UNA SECONDA FARMACIA

Già chiesto parere preventivo alla Asl Vitorchiano (VT) - Si inoltra una nota dell'Amministrazione Comunale di Vitorchiano: "Sono ormai dieci anni che a Vitorchiano si parla di migliorare e potenziare i servizi, inclusa la possibilità di un’ulteriore farmacia nel nostro territorio. A tal scopo era necessario adeguarsi alla normativa esistente attraverso due passaggi formali. Il primo è stato eseguito dalla giunta comunale, che ha riclassificato l’attuale farmacia da "rurale" a "urbana", così come previsto dalla legge quando il numero degli abitanti del Co-

mune supera le 5.000 unità. Il secondo è stato eseguito dal sindaco Nicola Olivieri che ha attivato l’iter per ottenere una seconda farmacia, come previsto dal DL sulle Liberalizzazioni (DL 1/2012), chiedendo il parere preventivo e obbligatorio della Ausl e dell’Ordine dei Farmacisti. Solo dopo aver ottenuto tale parere, il consiglio comunale, necessario e obbligatorio per legge, si pronuncerà sull’argomento e tutti i consiglieri potranno esprimere la propria opinione. A quel punto, in caso di valutazione positiva da parte

del consiglio, l’iter della richiesta proseguirà presso i competenti uffici regionali che sono deputati alla procedura di assegnazione della nuova farmacia. Ricordiamo a tutti che, per espressa previsione di legge, la nuova farmacia non potrà essere una farmacia comunale, ma comunque reputiamo che dare un servizio in più al nostro territorio, fornendo nello stesso tempo opportunità lavorative importanti, sia una prerogativa da cui nessuna amministrazione può esimersi.”

TERMINILLO (RI): LA NUOVA PRO LOCO VA A GONFIE VELE

Già si tirano le orecchie al primo cittadino: "intende o no sostenere l'economia locale garantendo almeno i servizi essenziali?" Terminillo (RI) - A pochi giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo della Proloco del Terminillo, inizia a consolidarsi il gruppo di lavoro con l’intenzione di provare a risollevare, almeno in estate, le sorti della stazione turistica. Durante il terzo incontro di oggi, sono state analizzate le attuali carenze dal punto di vista del decoro urbano delle quali è chiamato a rispondere personalmente il Sindaco di Rieti di fronte alla cittadinanza ed agli operatori per un aggiornamento sulla situazione dopo l’incontro del 14 aprile scorso che ad oggi ha prodotto ben pochi risultati. Residenti e commercianti, ormai all’esasperazione, si aspettano che si faccia chiarezza sulla posizione che

l’amministrazione comunale intende assumere sul territorio che continua ad essere il primo polo turistico del comune solo grazie all’impegno degli operatori che dodici mesi l’anno, attraverso le comprensibili difficoltà delle attività stagionali, cercano di sostenere ogni tipo di servizio ai turisti. Ci si aspetta che il primo cittadino affermi con chiarezza se intende sostenere o meno l’economia locale iniziando dal garantire almeno i servizi essenziali, dovuti quantomeno per l’apporto finanziario elargito dai 2500 proprietari con il versamento dell’IMU. Sul fronte eventi, le proposte sono davvero numerose ed interessanti e saranno presentare a breve sotto un unico cartellone.

Compatibilmente con le risorse economiche a disposizione e con il sostegno di privati e operatori che aderiranno, la ProLoco coordinerà la promozione delle attività esistenti e ne affiancherà altre in fase di completamento. Attività sportive, festival musicali, serate di cabaret, sagre sono al vaglio di un consiglio direttivo molto volenteroso che chiama, ancora una volta, tutti coloro che hanno a cuore la nostra montagna, ad intervenire nei frequenti incontri o tramite la pagina Facebook ProLoco Terminillo. A giorni sarà di nuovo operativo anche il sito internet www.prolocoterminillo.it che sta subendo un restyling sia estetico che nei contenuti.

TARQUINIA (VT) - GAME FAIR ITALIA CRESCE: + 22% DI ESPOSITORI

Dal 31 maggio al 2 giugno si è svolto a Tarquinia l’unico esempio di country festival italiano, con la presenza dei top brand del comparto armi e caccia. In aumento anche il numero di visitatori, a conferma della buona gestione della società GFI S.r.l., costituita daFiera di Vicenza S.p.A., CNCN e Famiglia Odescalchi.

Tarquinia (VT) - Game Fair Italia sempre più punto di riferimento per le aziende del settore country, dell’attività e delle discipline sportive all’aria aperta. La 24^ edizione dell’unico esempio di country festival italiano, svoltosi dal 31 maggio al 2 giugno a Tarquinia (VT), ha visto la partecipazione di 170 espositori, in aumento del 22% rispetto al 2013, con la presenza, tra gli altri, dei top brand del comparto armi e caccia. In crescita anche il numero di visitatori con oltre 35mila presenze, a conferma della buona gestione della società GFI S.r.l., costituita da Fiera di Vicenza S.p.A., CNCN (Comitato Nazionale Caccia e Natura) e Famiglia Odescalchi, e del suo impegno a promuovere in Italia una nuova cultura delle attività outdoor. Game Fair Italia ha ospitato oltre 250 eventi e dato la possibilità sia agli appassionati delle discipline interessate sia a famiglie e cultori della vita all’aria aperta di trascorrere tre giornate nell’incantevole

scenario della Maremma. Immersi nel verde di Tarquinia, località ricca di storia e fascino, operatori e visitatori hanno potuto esplorare gli 80 ettari della magnifica tenuta di Spinicci, aperti al pubblico in oc casione della Manifestazione. Il programma ha visto numerose attività dedicate al tiro sportivo, con esibizioni del campione Renato Lamera e di esperti in diverse discipline (tiro al piattello, con l’arco e con la fionda). Le 8 linee di tiro a disposizione hanno permesso a sportivi e appassionati di provare le novità offerte dal mercato in termini di munizioni e armi. Ampio spazio anche agli amanti della caccia, che hanno trovato attrezzature delle migliori marche e informazioni tecniche di alto livello. A sottolineare l’importanza e l’autorevolezza di Game Fair Italia, la presenza delle maggiori Associazioni Venatorie e le più importanti case armiere italiane tra le quali Beretta, Benelli e Franchi. Gli spettatori hanno inoltre assistito agli spettacoli dell’antica disciplina Falconeria. Da segnalare, inoltre, il ritorno a Game Fair della sezione dedicata alla pesca in mare. Questa edizione ha registrato la crescita dell’area dedicata alla Cinofilia, grazie alla rinnovata collaborazione con l’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana). Protagonisti 400 cani al giorno, con esibizioni dello sheep dog, di agility, rally obedience e disc dog, coursing di levrieri, dimostrazioni di cani da ferma (con razze come Spaniels, Retrievers e Bassotti) e di cani da tartufo con i Lagotti Romagnoli. Si è inoltre svolta la seconda edizione del ‘Game Fair

Photo Contest’, dedicata ai bambini e ai loro “accompagnatori a quattro zampe”, e la nuova rassegna cinofila ‘Game fair top dog’ rivolta a tutte le razze. Il settore dell’equitazione ha visto numerose iniziative, organizzate in collaborazione con ANAM (Associazione Nazionale Allevatori cavallo di razza Maremmana) e FITETREC (Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec). Tra queste, uno spettacolo di 300 cavalli di diverse razze impegnate in varie dimostrazioni, come le appassionanti tradizioni rurali dei butteri, tipici maremmani, delle carrozze e della monta western. Anche i bambini hanno potuto avvicinarsi all’equitazione grazie al tradizionale ‘Battesimo della Sella’ presso il tondino dei pony. La sezione è stata inoltre arricchita dalla seconda edizione della manifestazione “Cavalli in libertà” e dalla “Borsa del Cavallo”. Molte le aree dedicate al country style, con stand di abbigliamento, arredamento, accessori per la casa e proposte alimentari. Altro spazio caratteristico l’enogastronomia, in cui produttori contadini hanno offerto particolari assaggi e messo in vendita i propri prodotti di qualità difficilmente reperibili sul mer cato. Oltre alle aree tradizionali, l’edizione 2014 ha visto l’espansione del settore del Soft-air, introdotta all’interno di Game Fair nel 2012, con simulazioni di giochi tattici in costume. La splendida tenuta di Tarquinia, che dalle colline scende fino al mare, ha inoltre dato spazio alle discipline legate all’acqua, come le dimostrazioni di salvataggio e recupero dell’Unità Cinofila. Prossimo appuntamento con Game Fair Italia il 6 e 7 settembre 2014, con la nuova edizione organizzata in Puglia, a Baia di Calenella di Vico del Gargano.


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LATINA, "NOTTE DA ZOO" ALLA DISCOTECA BAMBU': OLTRE

1000 PERSONE IN UN LOCALE CON CAPIENZA DI 400

Deferite all'Autorità giudiziaria 12 persone. Tutti rischiano l'arresto fino a 6 mesi per “Apertura abusiva di luoghi

di pubblico spettacolo”.

Latina - Si sono conclusi con il deferimento all’Autorità Giudiziaria di n.12 persone gli accertamenti svolti dai Carabinieri della Compagnia di Latina a seguito dei disordini verificatisi la notte a cavallo tra l’uno e il due giugno scorsi presso la discoteca “Bambù” di via Casilina Sud, in occasione di una festa organizzata da alcuni studenti di Latina chiamata “Notte da zoo” in cui solo l’intervento risoluto dei militari della Stazione di Borgo Sabotino ha scongiu rato che si verificasse il peggio. Erano le 22:40 del primo giugno quando una pattuglia della Stazione di Borgo Sabotino, capeggiata dal Comandante, notava che la strada di accesso alla discoteca era insolitamente trafficata. I militari decidevano di capire cosa stesse accadendo e, una volta entrati nel locale notturno, da subito avevano la percezione di una eccessiva presenza di avventori ri-

spetto alla capienza della struttura: circa mille il numero di persone stimate all’interno. Si decideva pertanto di intervenire coinvolgendo il personale della sicurezza onde evitare l’accesso ad altre persone che nel frattempo si accalcavano nei pressi dell’ingresso. L’operazione è stata particolarmente delicata e per il suo compimento si è reso necessario l’impiego di altre tre pattuglie della Compagnia Carabinieri di Latina che venivano fatte convergere per arginare una situazione divenuta ormai ingestibile. Infatti, a fronte delle mille persone che già con difficoltà si muovevano all’interno della discoteca, altrettante sopraggiungevano a bordo di pullman organizzati. Intorno alla mezzanotte anche la situazione dell’ordine pubblico tendeva a degenerare in seguito alla diffusione della notizia tra chi aveva pagato il biglietto e stava facendo la fila che ormai era stato inibito l’accesso alla discoteca. Qualcuno cominciava ad inveire nei confronti degli organizzatori. La situazione, ormai critica, veniva risolta solo grazie all’intervento deciso del Comandante della Stazione che, alle ore 02:00 circa, percependo che il prolungarsi della serata danzante avrebbe sicuramente riscaldato ancora di più gli animi tra chi festeggiava e

chi aspettava all’esterno, entrava all’interno della discoteca, si portava presso la console del dj, interrompeva la musica e informava i presenti che la festa era finita. Fortunatamente la fase del deflusso si svolgeva senza disordini e ciò è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione di tanti ragazzi che si erano resi conto del pericolo a cui erano stati esposti e che hanno apprezzato il tempestivo intervento del l’Arma. I Carabinieri della Stazione di Borgo Sabotino hanno poi dedicato il giorno successivo alla ricostruzione di quanto accaduto, con particolare riferimento al rischio a cui sono stati esposti i giovani presenti all’interno della discoteca (tra cui molti minori) i quali, ignari che fosse stato venduto un numero di biglietti tre volte superiore alla capienza del locale (400 persone), hanno corso il pericolo di non avere alcuna possibilità di scampo nel caso in cui qualcuno avesse avvertito un malore o fosse malauguratamente divampato un incendio all’interno della discoteca. Completati gli accertamenti, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia hanno portato all’attenzione dell’A.G. le posizioni degli 11 organizzatori, tutti della zona, nonché del proprietario della struttura in ordine all’incauto affidamento della discoteca a persone inesperte che non erano state rese pienamente edotte degli specifici obblighi di legge. Tutti rischiano l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda non inferiore a €103 per il reato di “Apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo”. La discoteca è risultata in regola da un punto di vista amministrativo.

FROSINONE, MEMORIAL NINO MANFREDI: TUTTO ESAURITO PER IL CONCERTO DELLA BANDA DELLA POLIZIA DI STATO

La cerimonia si è conclusa con la consegna del “Nino d’Oro” a Luca Manfredi, figlio dell’artista ed al Maestro Billi. Frosinone - Nello storico teatro comunale della città si è svolto ieri il concerto della Banda musicale della Polizia di Stato, magistralmente diretta dal Maestro Maurizio Billi, per ricordare i dieci anni dalla scom parsa dell’attore Nino Manfredi. L’evento, organizzato in collaborazione tra la Questura di Frosinone, l’Aci, la Camera di Commercio il Comune di Frosinone, la Provincia e l’associazione Società del Cinema, ha voluto esprimere, nell’esecuzione di celebri brani, il senso di vicinanza della Po lizia di Stato alla gente. L’alto profilo artistico dell’interpretazione e del programma proposto, arricchito della voce di un soprano e di un tenore, ha incantato la folta platea del Nestor che ha risposto entusiasticamente con calorosi e prolungati applausi e con la richiesta di “bis”. L’omaggio devoluto all’attore scomparso, nato in questa terra generosa di talenti, ha voluto esprimere il profondo legame della Polizia di Stato ad un attore che, in quanto figlio di un maresciallo della Pubblica Sicurezza, non ha mai dimenticato nella vita e sul palcoscenico le sue origini, né tantomeno gli insegnamenti paterni legati ai valori della legalità e della giu stizia. Suoni e musiche celebri, da Giuseppe Verdi a Bize, a Lehàr e Morricone hanno dato voce ai cento strumenti presenti in sala toccando le corde più intime

di tutti gli spettatori. La cerimonia si è conclusa con la consegna del “Nino

d’Oro” a Luca Manfredi, figlio dell’artista ed al Mae stro Billi.


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RUBRICA SETTIMANALE

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VITERBO E PROVINCIA: TRA MITI, FIABE, LEGGENDE E STORIA “LA PATARINA DÌ VITERBO”

VITERBO - PALAZZO DEI PRIORI

ROMA - CAMPIDOGLIO di Emanuel Galea E’ la storia di due torri campanarie. Uno si trova sopra il Campidoglio, sede dell’Amministrazione Capitolina e l’altro , altissimo, sovrasta il Palazzo del Comune di Viterbo, all’angolo con Via Roma. L’edificio è collegato al Palazzo del Podestà tramite un cavalcavia. Una campana incrocia il destino delle due torri. Stessa campana che una volta era l’orgoglio, il vanto e la gloria dei viterbesi. Dei giorni gloriosi viterbesi, quando dall’altissima torre campanaria del Palazzo dei Priori giungevano, in campagna, i rintocchi di quella campana, per avvisare ai lavoranti la fine della giornata lavorativa, oppure quei rintocchi monotoni, annunciando il trapasso del governatore, da quei giorni di allora inizia il nostro rac conto. Ai piani sottostante quella torre maestosa, ci sono sale e saloni che, ancora ricor dano al visitatore i tempi di fasto della Viterbo medievale. In quelle sale, destinate al governatore pontificio, esercitavano il potere: priori, podestà e consoli. Contemporaneamente alle nostre vicende, centinaia di miglia lontano da Viterbo, appunto a Milano, nasceva il movimento di protesta contro il lassismo e la corruzione della società ecclesiastica. Il movimento si consolidò e riuscì a coinvolgere

diversi settori della popolazione che si unirono, in particolar modo, contro gli abusi, le ricchezze e la corruzione morale degli arcivescovi di Milano. Questo movimento di protesta religioso e politico, sviluppatosi appunto in Lombardia nella 2ª metà del sec. XI , contro gli abusi della società ecclesiastica con parte del clero dedito alla simonia e concubinato, fu sopranominato il “movimento dei patarini”. La parola “patarini” deriva dal milanese patée, nel senso di stracci, straccivendoli, straccioni, come spregevolmente li indirizzavano i loro avversari. Anni dopo, da Milano l’onda di protesta dei patarini arrivò a Viterbo, trovandosi accoglienza e ospitalità, nonostante la resistenza di papa Innocenzo III. Nello spazio di pochi anni il movimento acquistò potere e tutti i posti chiave e di governo della città. Uno dei suoi esponenti, Anselmo da Baggio, nel 1061 fu eletto papa col nome Alessandro II. L’elezione di papa Alessandro consolidò il potere dei patarini a Viterbo, in misura tale che, il Comune s’identificava con lo stesso movimento. Per meglio entrare nello spirito del nostro racconto, bisogna avere chiara la situazione socio-politica di Viterbo del l’epoca. I rapporti tra la Città e quelli limitrofe non scorrevano tanto pacificamente. Quelli particolari con Vitorchiano erano molto tesi e spesso, le due città incrociavano le spade per redimere le controversie. Con i romani i rapporti erano pessimi ed anche fra loro spesso si scontravano in cruenti bat taglie nell’aperta campagna adiacente. In una di questi occasioni, avendo i viterbesi avuto sentore che i romani stavano organizzando un poderoso esercito, pronto per marciare sulla Città, e consci della loro inferiorità, in quell’occasione, decisero di giocare d’astuzia. Meglio forse farlo raccontare dal cronista dell’epoca, Lanzellotto, come lo riporta Feliciano Bussi, nella sua “Istoria della Città di Viterbo”: “….I viterbesi prevedendosi e conoscendosi le forze agli stessi molto inferiori, rivolsero la mente agli inganni ed agli stratagemmi, con grandissima quantità di sterpi, foglie ed erbe, li adattarono a coprire una gran cava...” Una trappola mortale. Il resto è facilmente intuibile. Hanno teso un’imboscata ai romani. Quest’ultimi subirono una grande sconfitta ed ebbero centinaia di perdite. Continua il cronista Lanzellotto: “I romani si fattamente danneggiati e sconfitti, solleciti si ri tornarono alle loro tende”. Di certo i romani non potevano subire “si fatto stratagemma” senza covare vendetta. Tanto è che, prosegue il Lan zellotto: “ …ond’è che spedirono (i romani) sollecitamente in Roma per far venire da colà altre molte squadre di recluta, la quale cosa passata a notizia de’ Viterbesi, e desiderando di sottrarsi dagli aggravj di una tal guerra, s’indussero a trattare con essi loro la pace, la quale, oltre gli altri patti, che restano ignoti, fu con quello particolarmente conclusa, cioè, che i Viterbesi dessero ai Romani la campana del loro Comune e catena della porta di Salcicchia, le quali cose essendo state portate a Roma, collo carono la detta campana, nel campanile del loro Campidoglio,chiamandola la “Patarina di Viterbo” essendo ella, (secondo taluni affermano) quella stessa, colla quale a suo tempo si pubblicava il Carnevale, e desse il segno della morte del Sommo Pontefice. La catena poi collocarono in mezzo all’Arco della Chiesa di San Vito”. Questi fatti storici li troviamo confermati da Nicol Angelo Caferri nella sua opera “Synthema Vetustatis sive Flores Historiorum”. Dall’alto del Campidoglio il “campanone”, portato da Viterbo come trofeo, durò fino al 1560. Dai romani fu anche chiamato , e forse lo chiamano tutt’ora, oltre che il “campanone” anche “la patarina”. In occasione del rifacimento della torre e successivamente la campana, campanone o patarina che sia, fu più volte rifusa. Ne furono ricavate l’attuale campane che svettano sul campidoglio. Secondo un buontempone, oltre al “campanone” ossia “ la patarina” ci sarebbe una piccola, anche essa ricavata dalla nuova fusione dell’originale viterbese. Non ha mai suonato e si sta arrugginendo. Dice il buontempone che questa suonerà il giorno in cui una giunta s’insedierà al Campidoglio e come primo provvedimento procederà a una riduzione dei tributi, delle imposte o dei balzelli che siano. Poveri illusi! Aspettate che ora arrivano!


7 giugno 2014