6 APRILE 2013

Page 1

L’AQUILA QUATTRO ANNI DOPO Sabato 6 Aprile 2013

Anno II Numero 25

Direttore Responsabile: Chiara Rai - Editore: IG Servizi Srl - Sede legale: Roma, via C. Colombo, 440 - Tel. 3457934445 - Fax. 02700505039 - Email: info@osservatorelaziale.it

Immagini, testimonianze, riflessioni e ricordi L’editoriale di Franco Medici

Il ricordo di Massimiliano Spiriticchio

Docente Facoltà di Ingegneria

“IO SONO UN ABRUZZESE”

“Sapienza” Università di Roma

L’AQUILA E LA SUA UNIVERSITÀ: IL GIORNO DEL RICORDO

Non ho notizie da dare: “Immota manet” come nello stemma della città, ho molto da ricordare, quella sera, la notte del terremoto ero a casa, mi sono svegliato, e mio figlio allora studente di geologia alla “Sapienza” di Roma, girando per casa mi dice: “La solita scossa di terremoto a L’ Aquila sono giorni che seguiamo all’università i sismogrammi”. Poi, ciò che è accaduto dopo, lo abbiamo seguito alla televisione che per giorni ci ha documentato riguardo gli eventi. Subito, nei primi mesi, ho pensato che tutto si sarebbe risolto velocemente e brillantemente. L’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si recava spesso a L’Aquila, il G8 venne spostato dalla Maddalena a L’Aquila, Obama venne ripreso mentre giocava in un campo da basket allestito presso la scuola del comando della Guardia di Finanza, Michelle Obama, commossa, veniva immortalata davanti alla Chiesa delle Anime Sante.

Continua a pagina 3

L’Aquila 6 Aprile 2009

NON DOBBIAMO DIMENTICARE

Ti stringi forte alle persone care, infondi e chiedi sicurezza, speri che dopo quell'ultima scossa la terra smetta di tormentarti. Invece... Chiara Rai a pagina 6

UN

OMAGGIO

AD

UNA

La riflessione di Emanuel Galea

ZOOMARINE

IL PARCO DIVERTIMENTI DI ROMA

SU WWW.OSSERVATORELAZIALE.IT IL COUPON SCONTO RISERVATO AI

LETTORI DE L’OSSERVATORE LAZIALE

CITTA’

Io sono un giornalista abruzzese: quest’affermazione potrebbe sembrare banale ed irrilevante. Eppure se la scrivi il 6 aprile 2013 improvvisamente non è più così: tutti gli anniversari infatti hanno il potere di far riaffiorare i ricordi e quello di oggi non fa eccezione. Perciò considero inevitabile che, quando l’osservatore laziale, testata con cui collaboro da poco e che ringrazio, mi ha chiesto di scrivere quest’articolo, la mia mente sia stata assalita da una serie di ricordi che forse sarebbero venuti fuori comunque, ma che ora assumono l’aspetto particolare di un pezzo giornalistico e quindi sono stati in qualche modo messi in fila. Me la ricordo, sì, me la ricordo, quella mattina del 6 aprile 2009, così come mi ricordo i terremoti dei giorni precedenti, quelle scosse di cui si è tanto parlato e che avevano creato anche polemiche da parte di chi riteneva che non si dovessero lanciare allarmi. Non mi ricordo la forza del sisma nella notte, ma solo perché il sonno profondo me lo ha impedito.

Continua a pagina 4

FERITA

Commentando lo scenario apocalittico dopo il “Grande Terremoto” del 1703, in una lettera inviata al Viceré del Regno di Napoli, Marco Garofolo, Marchese della Rocca, così si era espresso: “La città de L’'Aquila fu, non è; le case sono unite in mucchi di pietra, li remasti edifici non caduti stanno cadenti.Non so altro che posso dire di più per accreditare una città rovinata”.Oggi, ricordando il terremoto che ferisce ancora le città abruzzesi, quello che il 6 aprile 2009, tra le macerie, le case crollate, i 56 centri storici distrutti, le Chiese e i beni storico culturali sepolti sotto cumuli di polvere e di pietre, ricordando le 309 vittime e 2000 feriti ci sentiamo di ripetere, parola per parola lo sfogo del Marchese della Rocca al Viceré di Napoli.

Continua a pagina 6

GIORNALISTA

ZOOMARINE

IL PARCO DIVERTIMENTI DI ROMA

SU WWW.OSSERVATORELAZIALE.IT IL COUPON SCONTO RISERVATO AI

LETTORI DE L’OSSERVATORE LAZIALE


pag. 2

PRIMO PIANO

L’osservatore laziale

VITTIME DELLA STRADA E DELLA SANITA’: L’APPELLO DELL’ANEIS AL PRESIDENTE NAPOLITANO

“Presidente Napolitano, difenda la dignità delle vittime degli incidenti stradali e della malasanità!”

Il Presidente A.N.E.I.S. chiede al Presidente della Repubblica di non firmare il decreto Monti che ridurrebbe fino al 60% i risarcimenti per le vittime di incidenti stradali e della malasanità. Il Governo Monti, proprio mentre sta abbandonando Palazzo Chigi, ha deciso di preparare un decreto per regolare i risarcimenti per le vittime di incidenti stradali o della malasanità. Tali parametri, se approvati, ridurrebbero i risarcimenti dovuti per le gravi invalidità a valori ridicoli e umilianti per la dignità di chi è già stato così pesantemente colpito nel bene più grande: la salute. Attualmente, per risarcire simili danni, vengono utilizzate e c.d. Tabelle di Milano predisposte dall'Osservatorio per la giustizia civile di Milano, ritenute dalla Cassazione e dal Parlamento un equo parametro di riferimento per risarcire il danno alla persona su tutto il territorio nazionale. Le tabelle in fase di approvazione, predisposte dal Governo Monti, prevedendo risarcimenti ridotti del 50 o 60% rispetto a quelle di Milano, da poco aggiornate, e consentiranno alle Imprese di assicurazione di lucrare vergognosamente sul dolore e sulle sofferenze degli Italiani. "Facciamo tutti appello al Presidente Napolitano, ultimo baluardo inespugnabile degli Italiani, affinché non firmi questo iniquo e scellerato decreto che ferisce la dignità umana e lede i diritti del danneggiato macroleso, che simile lesione ha subito non certo per sua volontà tantomeno con intenti speculativi. - Ha dichiarato Luigi Cipriano, Presidente A.N.E.I.S. - Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale. - Il Presidente Napolitano saprà adeguatamente considerare se il diritto alla salute e al suo integrale risarcimento debba essere calpestato e fatto valere meno degli utili di bilancio delle Imprese di assicurazione che da tempo ormai, grazie ai molteplici regali avuti, godono di ottima salute."

Trasporto Pubblico

BATTESIMO PER BRACCIANO"

IL

"COMITATO

PENDOLARI

FL3

LAGO

DI

Il neo comitato parte in quarta con delle richieste concrete e sottolinea: "Il comitato intende far

valere i diritti di tutti i pendolari della linea Roma - Cesano - viterbo

Venerdì Santo 2013 si è costituito il "Comitato Pendolari FL3 Lago di Bracciano" ed è stata sollecitata la Regione Lazio al fine di ottenere i finanziamenti necessari al raddoppio dei binari almeno da Cesano a Bracciano, come previsto da una progettazione preliminare della sintagma, sviluppata su incarico di RFI, datata Settembre 2010, per un importo di 14.441.883,18 Euro comprensivo dell'ab bassamento della livelletta in prossimità del centro abitato. "Per avere il quadro finale dell'intervento – si legge nel progetto - sarà necessario aggiungere gli importi relativi a TE, Armamento, IS e TLC stimabili parametricamente pari a 29,9 Milioni di Euro; mentre per le somme a disposizione dell'Amministrazione si può prevedere in prima battuta un importo pari al 40 % dell'importo totale dei lavori". Tutto questo rammentando che nel 1994 fu presentato un progetto preliminare senza finanziamento reale, per l'elettrificazione ma non per il raddoppio della linea FL3, per un importo di 140 Milioni. Dopo un lungo calvario sui binari della FL3 si è costituito il "Comitato Pendolari FL3 Lago di Bracciano" con richiesta di adesione a Sindaci e Pendolari della linea. Lo scopo principale del Comitato è quello di raccogliere critiche costruttive e concrete al nuovo orario in vigore dal 10 marzo 2013 e voluto dal MOsP di Viterbo che vorrebbe poter raggiungere Roma Ostiense in 65' anche a costo di sbeffeggiare e minimizzare i tanti problemi provocati ai pendolari delle altre stazioni, sopratutto a quelle non servite dai treni Diretti. Chi deve raggiungere, per lavoro o per necessità, gli ospedali Gemelli o San Filippo Neri si trova fortemente svantaggiato dal nuovo orario, che di sponda colpisce anche altre stazioni. Prendendo come pretesto i disagi per le soppressioni locali, e per il sovraffolamento dei TAF che portano studenti a scuola e personale medico ai vari ospedali lungo la FL3, il Comitato intende far valere al tavolo delle decisioni con Trenitalia, Rfi e Regione Lazio, i diritti di Tutti i pendolari della linea Roma-Cesano-Viterbo. In vista del prossimo incontro i promotori del "Comitato Pendolari FL3 Lago di Bracciano" Luca Pagni di Bracciano e Graziarosa Villani di Anguillara Sabazia chiedono a pendolari ed istituzioni la cortesia di pensare e formulare contestazioni documentate (con Stazioni di


L’osservatore laziale

SPECIALE L’AQUILA

pag. 3

dalla prima pagina l’editoriale di Franco Medici -Docente Facoltà di Ingegneria “Sapienza” Università di Roma

L’AQUILA E LA SUA UNIVERSITÀ: IL GIORNO DEL RICORDO Per la prima volta vedo apparire un segnale di qualche cosa che non andava, un gruppo di spiritosi, i soliti estremisti polemici, pensavo, allestiscono in bella mostra sui prati vicino alla città la scritta organizzata con dei sassi “Yes, we camp”. Poi, ancora, il 7 luglio 2010 una manifestazione a Roma di terremotati della città accolti da manganellate. Io ho tre amici a L’Aquila, tre miei ex colleghi, dico ex perché io ho cominciato la mia attività accademica in quella città, ero il più giovane dei tre e per sette anni abbiamo prodotto insieme della buona ricerca nella facoltà di Ingegneria lassù, a Roio, in una facoltà che oggi non c’è più in quel luogo. Anzi, poco prima di tornare a Roma, nel 1990, ho seguito la presentazione del progetto di ampliamento della facoltà e visto i primi lavori, mi accorgevo che qualche cosa non era a regola d’arte, ma pensavo: tanto sto per andare, via ci metteranno mano gli aquilani. Ora questi tre miei amici non vivono più in città: uno è ad Avezzano, l’altro a Rocca di Mezzo, il terzo, il più anziano, a Giulianova: “respiro aria di mare”, come dice lui. Le loro speranze di tornare in città? Poche, forse nessuna. Nel settembre 2009 i miei colleghi si sono sforzati di organizzare in città un congresso internazionale sulla “Valorizzazione e recupero dei rifiuti industriali”, un evento biennale tenutosi per la prima volta nel 1997, uno dei più importanti del settore in Italia, frutto dell’ attività e delle ricerche del Dipartimento di Ingegneria Chimica. In quella occasione ho avuto modo, utilizzando una presentazione, di entrare nella zona rossa, la Protezione Civile non aveva piacere a far entrare le persone estranee, probabilmente per difficoltà organizzative e per frenare il turismo della curiosità. Ho girato a lungo, tre ore, più che altro interessato ad osservare le opere di puntellamento e le fratture da azione sismica, così da soddisfare la mia curiosità ingegneristica, volevo, inoltre, fare delle fotografie per poi farle vedere ai miei studenti, ho chiesto il permesso mi è stato gentilmente detto di evitare. Mi ha particolarmente colpito la zona attorno al Rettorato, probabilmente tra le più colpite e tra le meno illustrate dalla televisione. I rapporti sono poi continuati, perché interromperli, quella era ed è una buona Università, sono andato più volte, una cosa mi ha colpito ricordo negli anni prima del terremoto a tutte le ore del giorno giovani e meno giovani passeggiare per il centro tra la fontana Luminosa e la piazza del Duomo e fermarsi ai “quattro cantoni”, ora il luogo della passeggiata e degli incontri è diventato un anonimo centro commerciale: L’Aquilone in periferia. Sono tornato lo scorso marzo negli stessi luoghi, un disastro: nulla è stato fatto il centro è ancora disabitato, gli edifici puntellati come nel 2009, la facoltà di Ingegneria a Roio non riaperta. La mia non è una denuncia, non conosco per nulla i problemi della ricostruzione, è una pura testimonianza. Ah, dimenticavo, negli anni qui a Roma ho incontrato tanti studenti allora iscritti a L’ Aquila e poi trasferiti a Roma, tutti molto dignitosi, a parte il risultato più o meno brillante, dipende dalle persone, dal tempo dedicato alla preparazione dell’ esame, ma nessuno di questi ragazzi piagnucoloso, solo alla fine dell’esame mi dicevano non posso registrare e perché chiedevo? Ho problemi burocratici, mi rispondevano, non mi hanno riconosciuto ancora il trasferimento, non mi hanno convalidato gli esami, ho difficoltà a farmeli riconoscere, si è perso il carteggio. Ultimamente sempre in televisione ho visto una senatrice della Repubblica, eletta in Abruzzo, Paola Pelino, in prima fila a Milano davanti al Palazzo di Giustizia. Perché non è in prima fila a sostenere le ragioni dei suoi conterranei? Probabilmente non ne so abbastanza e non conosco le azioni e gli interventi dei parlamentari eletti in Abruzzo.


SPECIALE L’AQUILA

pag. 4

dalla prima pagina il ricordo di Massimiliano Spiriticchio

“IO Il

SONO

ricordo

del

UN

GIORNALISTA

terremoto

vissuto

con

gli

L’osservatore laziale

ABRUZZESE”

occhi

di

un

cronista

La terra ha tremato anche nella mia Montesilvano, una città di mare attaccata a Pescara, distante circa cento chilometri da L’Aquila. I miei ricordi di quel giorno sono il senso di smarrimento della gente la paura terribile di nuove scosse. Ma soprattutto i volti ed i gesti. I volti del mio 6 aprile sono quelli di due persone che si sono presentate in tarda mattinata alla Curia Arcivescovile di Pescara, dove mi trovavo per lavoro. Hanno chiesto se una loro sorella, suora a Paganica, era viva o no. Ricordo la delicatezza usata da chi ha detto loro che il convento era crollato e che al momento non si avevano notizie delle sue ospiti. Solo dopo si seppe che quella suora era una delle 309 vittime. I gesti del mio 6 aprile sono quelli delle famiglie e dei giovani. La mattina di quello stesso 6 aprile quando arrivo nella radio in cui lavoro, arriva una chiamata: è quella di una nota emittente toscana, collegata allo stesso circuito cui siamo collegati noi. Chiedono di un giornalista e la chiamata passa a me. Il pomeriggio di quello stesso giorno sono sempre nella mia Montesilvano, in quegli alberghi che all’improvviso si sono riempiti di sfollati. Gente che arriva da tutti i paesi colpiti dal terremoto. Giovani, vecchi, uomini e donne: è un popolo intero che si ritrova all’improvviso con una sola cosa: la voglia di ricominciare. Ma è l’8 aprile che conosco una delle persone che mi rimarranno più impresse: è una ragazza di circa venti – venticinque anni. A L’Aquila faceva la crocerossina. La notte del terremoto come tutti era dovuta partire alla svelta. Si era salvata tra le macerie. Quando l’hanno vista arrivare ed hanno saputo del suo essere una di loro, gli uomini della Croce Rossa le hanno chiesto se voleva dar loro una mano: “Qui non ho null’altro da fare” aveva risposto indossando la sua casacca per poi raccontarmelo tra lacrime a stento trattenute e dicendomi di non chiamarla “eroina”. L’Abruzzo fino ad allora era stato diviso dai soliti campanilismi fra Chieti, Pescara, Teramo e L’Aquila. Ma in quei giorni non c’erano divisioni. C’era una sola, grande famiglia. Una famiglia i cui volti si sono uniti 22 giorni dopo il sisma, il 28 aprile, quando Papa Benedetto venne a visitare L’Aquila. Fu allora che, seguendo il suo viaggio, vidi per la prima volta dopo la notte delle 3:32 la città in cui mio fratello aveva studiato e si era laureato, in cui tante volte ero stato proprio nel cuore di quella famosa zona rossa ancora “off limits”. Vidi la distruzione, le macerie, lì e nei tantissimi paesi della quattro province d’Abruzzo colpiti. Vidi la fede di gente che si affidava al Signore sperando di risorgere. Vidi e piansi, sapendo che L’Aquila e l’Abruzzo non sarebbero più stati quelli di prima. Ma sapevo anche un’altra cosa: che le macerie avevano già avuto l’effetto di far emergere, oltre alla rabbia e qualche volta lo sciacallaggio, la solidarietà vera, profonda, sincera. Quella delle famiglie numerose, che nonostante i loro almeno quattro figli, contattavano i responsabili locali della loro associazione, per chiedere di “adottare” a distanza qualche altra famiglia ricca di prole e colpita dal sisma. Quella di alcuni ragazzi di una scuola di moda di Pistoia che, portando in mano i soldi raccolti in una sfilata di beneficenza, arrivarono fino a Paganica per dare la somma raccolta nelle mani di una madre e di un padre con sette figli, che, a trenta giorni esatti dal terremoto, vivevano in uno scantinato, anche se avevano fatto ripartire l’azienda di famiglia in modo rudimentale, sotto le tende. Oggi i segni del sisma si vedono ancora, anche perché la ricostruzione va a rilento ed in molti vivono ancora lontani da casa loro. Ma una speranza c’è: non è riposta nella politica, alle prese con lentezze ed intoppi vari, né nell’economia, vista la crisi. Si radica invece proprio in quella rete di legami, molti dei quali nati appunto in quei giorni. Legami che oggi forse tornano per un giorno a farsi più forti. Proprio come quei ricordi, che a volte vorri cancellare, ma che, quando riaffiorano, mi fanno capire tante cose. E rivivere situazioni dalle quali vorrei davvero prendere esempio.


SPECIALE L’AQUILA

L’osservatore laziale

pag. 5

IL CONSERVATORIO “ALFREDO CASELLA” Angelo Parca

Il Conservatorio di Musica di L’Aquila fu fondato nel 1967 come sezione staccata del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Ottenuta la piena autonomia, nel 1968, venne intitolato al compositore e pianista torinese Alfredo Casella. La sede storica dell’Ateneo era ubicata presso palazzo Gaglioffi, in via Gaglioffi in pieno centro storico del capoluogo abruzzese. Sull’edificio, risalente al 1200, furono eretti, nella seconda metà del 1300, la Chiesa ed il Monastero della Beata Antonia.

Palazzo Gaglioffi, sede storica, dal 1967 al 2007, del Conservatorio “Alfredo Casella”

Dal 2007 al 2009 il Conservatorio ha occupato il Convento adiacente alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Dopo aver occupato per molti anni Palazzo Gaglioffi, cui successivamente si aggiunse parte di Palazzo Rivera, dal 2007 al 2009 il Conservatorio ha occupato il Convento adiacente alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, il più importante monumento della città di L’Aquila. A disposizione delle attività del Conservatorio, oltre alla zona degli uffici, vi erano 43 aule, un auditorium con 150 posti, uno studio di registrazione, un’aula multimediale e la biblioteca con annesso internet point a disposizione degli studenti. Dal dicembre 2009, abbandonata la sede di Collemaggio perché inagibile a causa dei danni provocati dal sisma, il Conservatorio è ospitato in una sede - appositamente realizzata dalla Protezione Civile. La costruzione è situata in zona “Colle Sapone”, in una zona facilmente accessibile anche a coloro che provengono da fuori L’Aquila e ha consentito agli studenti e ai docenti del Conservatorio di riprendere regolarmente l’attività didattica solo pochi mesi dopo il terremoto. “La nuova sede temporanea è stata realizzata a tempo record. - racconta Bruno Carioti direttore del Casella - La struttura, terminata il 22 dicembre 2009, è stata realizzata con un modulo provvisorio a uso scolastico (Musp) realizzato dalla Protezione civile. - Carioti conclude - Oggi contiamo circa 1000 studenti, quasi il doppio degli iscritti che avevamo nel 2009. La struttura odierna vanta delle caratteristiche tecniche ineccepibili”.

Bruno Carioti direttore del Conservatorio

Studenti del Conservatorio

Interno palazzo Gaglioffi dopo il terremoto

Basilica di Santa Maria di Collemaggio dopo il terremoto

Particolare interno della nuova struttura (Musp) del Conservatorio

La nuova struttura (Musp) del Conservatorio durante la costruzione


pag. 6

NON

SPECIALE L’AQUILA DOBBIAMO

DIMENTICARE

L’osservatore laziale

dalla prima pagina la riflessione di Emanuel Galea

308 vite umane, salite a 309 con la creatura prigioniera tra il ventre della madre

e le macerie, che doveva venire alla luce proprio allora, il 6 aprile del 2009. Chiara Rai Ti stringi forte alle persone care, infondi e chiedi sicurezza, speri che dopo quell'ultima scossa la terra smetta di tormentarti. Invece, dopo che tutto ti è crollato attorno, dopo che i tuoi cari, i ricordi, gli amici, sono stati divorati da una terra ribelle, capisci che l’ultima scossa, tuo malgrado, ti ha colto impreparato. L'Aquila e i paesi vicini hanno vissuto tutto, fino in fondo, fino a perdere le radici legate alla memoria storica di una città ridotta fantasma. Illusa, con voce afona dopo quattro anni si presenta sventrata, solo in parte rimessa in piedi e grazie, soprattutto, alla buona volontà degli aquilani, al sostegno e solidarietà di coloro che senza slogan hanno donato per fratellanza, per comunanza con un sentimento sconosciuto ai fagocita tori di consensi: L’Aquila ora è poco appetibile, una vecchia piaga ancora non rimarginata dove all'occorrenza vi si è gettata un'àncora giocattolo. C'è chi a casa non vi e' tornato, le mura d'albergo hanno assorbito le sue nomadi lacrime. C'è chi ha perso il proprio figlio, chi non ha avuto il tempo di nascere e chi di diventare madre. Ragazzi, anziani, donne, bambini raggiunti da un terremoto, classificato di magnitudo 6.3, una scossa letale avvenuta ad una profondità di 8,8 chilometri: 308 vite umane, salite a 309 con la creatura prigioniera tra il ventre della madre e le macerie, che doveva venire alla luce proprio allora, il 6 aprile del 2009. Secondo quanto si apprende, giunti al quarto anniversario del sisma, la popolazione assistita dallo Stato ammonta a 22 mila persone di cui 12 mila negli insediamenti antisismici del progetto CASE; 2.700 nei Moduli abitativi provvisori; 6.700 beneficiari del contributo di autonoma sistemazione; 140 persone ancora ospitate dagli alberghi. Pina Calì, una persona comune, in un blog racconta la sua testimonianza di quel tragico giorno. “Mia figlia, studentessa dell’università di L’Aquila in psicologia, divideva il suo appartamento con un’altra ragazza studentessa a piazza San Pietro a Coppito n° 1…..Papa Celestino V, mi ha fatto il miracolo di riavere mia figlia sana e salva senza un graffio, recuperare la macchina e tutti gli effetti personale delle due studentesse. Subito dopo la scossa terribile che ha raso al suolo la città di L’Aquila, la mia bambina è uscita scalza per scappare da quell’inferno. Davanti a un palazzo si è fermata ed è tornata indietro per recuperare le scarpe ed il telefonino. Pochi secondi ed è crollato il palazzo dove si era fermata poco prima! Se non tornavano indietro, le due ragazze sarebbero state travolte dalle macerie di questo palazzo crollato. Sono riuscita a mettermi in contatto telefonico con mia figlia e l’ho invitata a scappare dal centro storico. Lei mi diceva che aveva trovato insieme all’amica, rifugio nel centro della piazza San Pietro, ma tutto intorno a loro crollava e vi erano fili di corrente elettrica scoperti e un forte odore di metano. Aveva terrore di avventurarsi per i vicoli con il buio. Quattro ore in piedi sulla piazza, a quattro gradi, stando attente ai crolli dei palazzi intorno, spostandosi dal centro della piazza alla ricerca di un punto sicuro. Le due ragazze erano coperte da un pigiama ed una leggera giacchetta da camera. Per quasi quattro ore si sono abbracciate per riscaldarsi e farsi coraggio a vicenda. Dopo qualche ora è arrivato il loro “angelo salvatore” che le ha raggiunte nel centro storico per portarle fuori da quell’inferno. Si è dovuto fermare lì con loro ed aspettare che arrivasse la prima luce del giorno per trovare una via di fuga”. La memoria di questo evento dev’essere sempre rinnovata, non possiamo dimenticare quello che i nostri fratelli aquilani hanno subito e neppure le false promesse dei politicanti che giocano con la vita delle persone.

UN OMAGGIO AD CITTA’ FERITA

UNA

Anche se questo anniversario, ahimè, coincide con l’assoluto crollo della speranza, siamo più che fiduciosi che la città de L’Aquila insieme a tutte le altre cittadine colpite dal sisma risorgeranno grazie alla tenacia e alla volontà della loro gente e alla solidarietà di persone di buona volontà che, benché se ne dica, esiste ancora. Verrà il giorno che potremo riammirare il capoluogo dìAbruzzo maestoso e fiero dei suoi edifici storici, delle sue chiese, dei suoi musei, cattedrali della cultura e dell’arte. Non è la prima volta che questa città si trova in ginocchio. Nel 1259 fu rasa al suolo da Manfredi perché rimasta fedele alla Chiesa nella contesa tra papato e impero; fu distrutta dal grande terremoto del 1703. Ogni volta è rinata più ricca e più bella di prima. Di cuore le auguriamo che così potrà essere anche questa volta..

LA SOLIDARIETA’ E LE INIZIATIVE PRO TERREMOTATI Luca Pagni

Il 3 ottobre 2009 furono resi noti i risultati benefici del concerto-evento “Amiche per l'Abruzzo”svoltosi a San Siro il 21 giugno 2009 per raccogliere fondi a favore delle popolazioni terremotate: "Oltre 1 milione di euro, per la precisione 1.183.406,52, gli incassi, al netto delle spese, raccolti con l’iniziativa, patrocinata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di cui l’80% (946.725,21 Euro) sono stati devoluti al Comune del l’Aquila per la ricostruzione della scuola Edmondo De Amicis, simbolo della tragedia e il restante 20% (236.681.30 Euro) alla Onlus Aiutiamoli a Vivere, associazione di volontariato e solidarietà da sempre impegnata sulle emergenze locali", La promotrice dell'iniziativa, Laura Pausini dichiarò: “Questo risultato è frutto della generosità che la musica e l'amicizia hanno dimostrato di saper dare. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato gratuitamente all’iniziativa e l'Italia intera che si è mossa per seguire il nostro concerto. Sono orgogliosa di noi”. Per Gianna Nannini “Il ringraziamento più grande al pubblico intervenuto...e come volevasi dimostrare sono le donne che mandano avanti l’Italia!” Per Fiorella Mannoia "Grazie alla generosità di tutti quelli che hanno permesso tutto questo. Grazie a Laura per averci creduto fino in fondo".


L’osservatore laziale

ROMA E PROVINCIA

pag. 7

L’evento

ROMA, SAN GIOVANNI IN LATERANO: PAPA FRANCESCO BATTESIMO PER LA CATTEDRA DI VESCOVO DI ROMA

A

Domani l’insediamento di Papa Francesco sulla Cattedra di Vescovo di Roma

Roma - La solenne liturgia inizierà alle ore 17.30, nell’arcibasilica di San Giovanni in Laterano. Concelebreranno con il Santo Padre il cardinale vicario Agostino Vallini e il cardinale Camillo Ruini, vicario emerito, il Consiglio episcopale della diocesi e il Consiglio dei parroci prefetti domenica 7 aprile, alle 17.30, nell’arcibasilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, Papa Francesco presiederà la solenne celebrazione dell’Eucaristia con l’insediamento sulla Cattedra di Vescovo di Roma. Concelebreranno con il Santo Padre il cardinale vicario Agostino Vallini e il cardinale Camillo Ruini, vicario emerito, il Consiglio episcopale della diocesi e il Consiglio dei parroci prefetti.Parteciperanno alla celebrazione i sacerdoti di Roma e gli alunni dei Seminari Romano Maggiore e Minore, del Redemptoris Mater, dell’Almo Collegio Capranica e gli Oblati della Madonna del Divino Amore, e coloro che, in conformità al Motu proprio "Pontificalis Domus", compongono la Cappella Pontificia. La Comunione sarà distribuita da 75 diaconi permanenti mentre l’animazione musicale della liturgia sarà affidata al Coro della diocesi di Roma. Il Papa prenderà possesso della Cattedra prima dell’inizio della Messa. Dopo l’insediamento alcuni rappresentanti della Diocesi saliranno da lui e, a nome della Chiesa di Roma, manifesteranno l’obbedienza e la filiale devozione al proprio vescovo. Queste persone saranno: il cardinale vicario Agostino Vallini; il vicegerente monsignor Filippo Iannone; il vicario capitolare, monsignor Luca Brandolini; monsignor Pasquale Silla, parroco di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva (decano dei parroci); don Daniele Natalizi, vicario parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Michele a Castel Romano (il più giovane di ordinazione ed età, ordinato nel 2012); don Gianpaolo Pertici, diacono permanente della parrocchia Natività di Nostro Signore Gesù Cristo all’Appio Latino; padre Marco Bellachioma, religioso dell’Ordine francescano Frati minori conventuali e segretario diocesano Cism; suor Maria Giuseppina Abruzzini, religiosa salesiana e segretaria diocesana Usmi; la famiglia di Marco e Monica Curzi con i loro quattro figli: Francesco (11 anni), Marta (10), Alessandro (9), Paolo (6); due ragazzi, Sofia Presciutti e Massimo Presti, del Servizio diocesano per la pastorale giovanile di Roma. Il servizio liturgico sarà svolto da 13 seminaristi del Pontificio Seminario Romano Maggiore e da 2 seminaristi romani dell’Almo Collegio Capranica mentre i diaconi assistenti saranno don Alberto Daniel Lopez Pantano (di origine argentina) e don Giuseppe Conforti, entrambi ordinandi presbiteri per la diocesi di Roma il prossimo 21 aprile. L’accesso dei fedeli alla basilica sarà possibile dalle ore 15.30 e avverrà dall’ingresso principale (piazza di Porta San Giovanni), senza necessità di biglietto.

La nota

PEDOFILIA: STADERINI (RADICALI ITALIANI), DAL DON CONTI UNA LEZIONE PER COMUNE E VATICANO.

CASO

Quali provvedimenti dal Vaticano rispetto al Vescovo Gino Reali?

Roma - Nello stesso giorno in cui è iniziato il processo d’appello a don Ruggero Conti, Papa Francesco ha parlato per la prima volta della pedofilia nella chiesa. “La coincidenza rende più evidenti le due lezioni che emergono dal caso Don Conti, una per il Comune di Roma e una per il Vaticano. - Dichiara in una nota Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani - Se oggi il Comune è parte civile nel processo,- prosegue la nota - lo si deve al fatto che in qualità di cittadino mi opposi alla decisione di Alemanno di non costituire l’amministrazione in giudizio e mi sostituìi al sindaco, esercitando l’azione popolare e ottenendo dal tribunale di primo grado il risarcimento danni in favore del Comune. Grazie all’azione di un cittadino e allo scandalo di un sindaco che non aveva voluto difendere gli interessi della città rispetto a un sacerdote che era stato testimonial della sua campagna elettorale, fu approvata una delibera comunale in base alla quale i minori vittime di abusi sessuali non verranno più lasciati soli.La lezione per il Vaticano, invece, è quella di far seguire alle parole i fatti. Al caso di don Ruggero si aggiunge MARIO STADERINI quello di don Josè Poveda Sanchez, recentemente condannato in primo grado a sette anni di reclusione con l'accusa di violenze su minore quando era parroco di Aranova. Entrambi i sacerdoti ricadevano sotto la responsabilità della diocesi del Vescovo Gino Reali, a cui in vario modo erano giunte segnalazioni per tempo senza che ciò avesse portato ad assumere provvedimenti adeguati.Alcune domande attendono ancora una risposta: i tribunali vaticani hanno mai aperto procedimenti sui due sacerdoti e se si, con quali decisioni? Quali provvedimenti sono stati presi nei confronti del Vescovo Gino Reali, il quale non ha mai denunciato all’autorità giudiziaria quanto gli era stato segnalato? La Curia garantirà il risarcimento economico alle vittime visto che difficilmente don Conti lo farà? - Il Segretario conclude la nota -A quanto mi risulta, la risposta a tutte le domande è negativa. Papa Francesco ne è conoscenza?In conclusione, ringrazio il sindaco Alemanno per l’attestato di stima nei miei confronti, spero solo che la tenacia con cui l’avvocatura è voluta subentrare nel processo al mio posto, a costo di ritardare di mesi la sentenza finale, non faciliti la prescrizione di alcuni dei reati commessi da don Conti.


pag. 8

RIETI E VITERBO

L’osservatore laziale

Elezioni Amministrative

TARQUINIA (VT), 2 MILIONI DI EURO DALL’EUROPA PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA

Il Comune vincitore del bando dell’EACEA con il progetto EMAP

Tarquinia (VT)- «È un successo straordinario. L’Unione Europea ha riconosciuto nel nostro progetto un qualcosa di unico, meritevole di essere scelto. I fondi ci daranno la possibilità di promuovere l’immagine della nostra città in tutta Europa». Così il sindaco Mauro Mazzola commenta la decisione dell’EACEA, l’Agenzia Esecutiva per l'Istruzione, gli Audiovisivi e la Cultura (nell’ambito del programma cultura 2007-2013), di assegnare al Comune di Tarquinia 1.991.899 euro per il progetto EMAP (European Music Archeology Project). «Il progetto è stato premiato come il migliore tra gli 80 presentati, di cui solo 14 selezionati, avendo ottenuto 99 punti sui 100 attribuibili. - prosegue il primo cittadino - Siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto». «È una grande soddisfazione, perché siamo gli unici in Italia ad aver ottenuto il finanziamento. - afferma il presidente della Commissione Cultura Angelo Centini - È stato svolto un lavoro eccezionale dall’Ufficio Valorizzazione delle Aree Archeologiche dell’assessorato alla Cultura, diretto dal dottor Luca Gufi, insieme all’esperto di musica antica Emiliano Li Castro. Avremo la possibilità d’investire concretamente nella cultura. Il progetto sarà presentato il 19 aprile nella Sala delle Arti della biblioteca “Vincenzo Cardarelli”». L’iniziativa, di cui capofila è il Comune di Tarquinia, vede coinvolte prestigiose università e associazioni europee: l’Università degli Studi della Tuscia per l’Italia; l’Università di Huddersfield e Royal Conservatoire of Scotland di Glasgow per la Gran Bretagna; l’Osterreichische Akademie der Wissenschaften per l’Austria; l’Universidad de Valladolid per la Spagna; il Deutsches Archaologisches Institut di Berlino per la Germania; il Cyprus Institute per Cipro; il Music y Sid per la Svezia. Il progetto, realizzato con la collaborazione del BIC Lazio, del MIBAC e della Regione Lazio, è incentrato sulla musica antica e gli strumenti musicali: in cinque anni si procederà alla IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ricostruzione, materiale e virtuale, degli strumenti musicali antichi. Ricercatori uniCULTURA CENTINI E IL SINDACO versitari, artigiani e studiosi, avranno modo nei primi due anni di confrontarsi in vari MAZZOLA meeting per scambiarsi informazioni e per realizzare gli strumenti. Dal terzo anno le ricostruzioni virtuali e materiali saranno esposte in una mostra itinerante nelle principali città sei Paesi europei interessati. All’esposizione faranno da cornice workshop, pubblicazioni in varie lingue, concerti, seminari e laboratori didattici.

Eventi Istituzionali

RIETI, LEGALE

ASSEMBLEA

DEI

SINDACI

Petrangeli: “Non possiamo più permettere un territorio, già fortemente depredato”

ATO che

3:

prosegua

MANCANZA lo

scempio

NUMERO a

danno

di

Rieti- "Si è tenuta ieri mattina l'assemblea dei Sindaci di ATO 3 che, seppur non svolta per mancanza del numero legale, è stata l'occasione per rilanciare la risoluzione dell'annosa vicenda dell'interferenza d'ambito e del ristoro che la provincia di Rieti deve ottenere da Acea. “Dobbiamo incalzare la nuova Regione Lazio affinché siano rispettati gli accordi già stipulati e si risolva finalmente una vertenza che è di vitale importanza per i nostri Comuni. Forti anche della messa in mora, compiuta dalla Guardia di Finanza su delega della Procura Generale della Corte dei Conti, i Comuni della provincia, uniti, faranno valere i loro diritti nella convinzione di poter ottenere un risultato storico. Non possiamo più permettere che prosegua lo scempio a danno di un territorio, già fortemente depredato, al quale deve essere restituita la propria dignità con un provvedimento che renda finalmente giustizia". Ha dichiarato il primo cittadino Simone

SIMONE PETRANGELI

Petrangeli.

RIETI, INTITOLAZIONE PARCO "VITTIME 6 APRILE 2009"

Rieti- Oggi alle ore 15.30, nel corso di una breve cerimonia che si terrà al Parco pubblico di via Liberato di Benedetto, il Sindaco Simone Petrangeli, insieme ai familiari delle tre vittime reatine del terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, apporrà la targa di intitolazione dello stesso Parco alla memoria di Luca Lunari, Argenis Valentina Orlandi e Michela Rossi. Come già annunciato, la Giunta, con una delibera approvata il 6 marzo scorso, ha manifestato l'intenzione di dedicare alla memoria dei tre giovani reatini uno spazio pubblico della nostra Città. La targa toponomastica, che sarà scoperta durante la cerimonia alla presenza dei familiari, riporterà, sotto lo stemma dell'Amministrazione comunale, la seguente dicitura: "Parco vittime 6 Aprile 2009 – Luca Lunari, Michela Rossi, Argenis Valentina Orlandi". In rappresentanza del Comune dell'Aquila presenzierà alla cerimonia di intitolazione del Parco il Consigliere comunale Maurizio Capri. Nell'ambito di questa iniziativa, sempre sabato 6 aprile, a partire dalle ore 17.30, l'Auditorium Varrone (via T. Varrone, 57) ospiterà un concerto di musica classica con l'esibizione del "Musi Trio", con il Maestro Paolo Paniconi al Piano, il flautista Sandro Sacco e con il soprano Maria Rosaria De Rossi. Saranno proiettati anche tre filmati in ricordo di Luca Lunari, Michela Rossi e Argenis Valentina Orlandi. La direzione artistica è di Fulvio Iampieri (Retezero), presenta Francesco Aniballi.


FROSINONE E LATINA

L’osservatore laziale

Abbandono Animali

FROSINONE, ABBANDONO POLIZIA LOCALE

DEGLI

ANIMALI: INTERVIENE

pag. 9

LA

Ieri è stato segnalato da agenti della polizia locale il proprietario di un cavallo lasciato incustodito in località Casaleno, per violazione dell’art 672 comma 1 c.p.

Frosinone - L’abbandono di animali è un reato contravvenzionale di cui deve rispondere chiunque abbandoni animali domestici o che abbiano acquisito abitudini alla cattività e che, quindi, non potrebbero sopravvivere autonomamente senza l’aiuto dell’uomo. Risponde di tale reato anche chi mantenga animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. Forma più lieve, ma assai grave è l’omessa custodia e malgoverno di animali, ipotesi prevista e sanzionata dall’art 672 comma 1 c.p., per il quale è prevista una sanzione pecuniaria da 25 € a 258 €. Sul territorio comunale è atavica l’usanza da parte di alcune etnie di lasciare pascolare indisturbati, a volte anche in zone centrali della città, cavalli di varie misure e numerose sono le richieste di intervento di cittadini spaventati che allertano la centrale operativa della polizia locale. La polizia locale ha dunque deciso di contrastare con ogni mezzo questo diffuso fenomeno che non è più tollerabile. Ieri è stato segnalato da agenti della polizia locale il proprietario di un cavallo lasciato incustodito in località Casaleno, per violazione dell’art 672 comma 1 c.p. Nella stessa giornata sono stati sanzionati i proprietari di 7 cani che portavano i loro animali a passeggio senza il previsto kit.Da oggi in poi questi comportamenti non saranno più tollerati. Sono in corso contatti per individuare una stalla dove verranno dati in custodia gli animali trovati in stato di abbandono sul nostro territorio. I proprietari sono avvertiti. Oltre alle sanzioni penali e pecuniarie ci sarà da sostenere anche le spese di custodia degli animali accalappiati e quindi prima di abbandonarli o lasciarli incustoditi sul suolo pubblico sarebbe opportuno fermarsi a riflettere.

Politica & Cittadini

FORMIA (LT) POLITICA DEI RIFIUTI. FORTE : “IL NOSTRO BILANCIO È POSITIVO“ La

nota

del

presidente

della

commissione

ambiente

Vincenzo

Forte

Formia (LT) - “ Bartolomeo ha governato questa città dal 1994 al 2008, fatto salvo i 18 mesi dell’era Antonio Miele. Un lungo periodo per mettere in campo nuove proposte ed avviare riforme in materia di gestione di servizi pubblici. Purtroppo la tanta auspicata stagione delle riforme non ha prodotto alcun significativo risultato, soprattutto sul fronte dei rifiuti”. A parlare è il presidente della commissione ambiente Vincenzo Forte. “Il nostro ruolo in cinque anni di governo – spiega Forte - è stato quello di portare a ragionare in maniera univoca i tre principali Comuni del Golfo, evitando di produrre nomine di Cda o presidenti di amministrazione come fatto dall’ex sindaco con la Golfo Ambiente. Un obiettivo – il nostro - finalizzato non alla gestione locale del rifiuto bensì alla realizzazione degli impianti per la raccolta e lo smaltimento del differenziato. Sono questi a nostro avviso i veri costi del servizio che incidono sul ciclo dei rifiuti: costi di trasporto e di smaltimento ( il primo impianto utile si trova a Latina Scalo ). Su questa linea ci siamo mossi da subito, convinti che le città di Gaeta e Minturno potessero concorrere al progetto di “ Città del Golfo”, in modo da abbattere unitariamente costi e tariffe. Dal punto di vista della raccolta differenziata è utile rammentare che Formia nella provincia di Latina possiede i migliori standard di produzione e differenziato. Non a caso – rincara Forte - abbiamo ricevuto, grazie all’interessamento dell’assessore provinciale Gerardo Stefanelli, circa 1.500.000 euro in cinque anni. Nel contempo stiamo partecipando al bando per il compostagVINCENZO FORTE gio domestico ed abbiamo rimesso in funzione tutte le isole ecologiche, con un adeguamento strutturale sulla raccolta differenziata che copre il 90% del territorio comunale rispetto al 10% del 2008. Altri punti meritori riguardano la riduzione del tasso di assenteismo del personale e l’ampliamento e messa a norma dell’Eco Centro all’ex Enaoli. In cinque anni attraverso i Consorzi – conclude il presidente Forte – abbiamo risparmiato un milione di euro mantenendo il costo del servizio inalterato. Per comprendere meglio la situazione che abbiamo trovato al nostro insediamento basterebbe citare il dato globale del servizio: una produzione di circa Kg. 25 milioni di rifiuti all’anno ridotta oggi a 16 milioni. Tutto ciò ha comportato un risparmio quantificabile in qualche milione di euro per le casse comunali. Un indice di positività sulla qualità delle pre stazioni e l’efficienza del servizio”.