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Mercoledì 27 Marzo 2013

Anno II Numero 18

BRACCIANO: UN MIRACOLO AL PADRE PIO Direttore Responsabile: Chiara Rai - Editore: IG Servizi Srl - Sede legale: Roma, via C. Colombo, 440 - Tel. 3457934445 - Fax. 02700505039 - Email: info@osservatorelaziale.it

Sulla bocca di tutti, e non certamente per elogiarla, corre il nome dell’ex Commissario Straordinario alla Sanità Renata Polverini

L’editoriale

Il commento

“TROIE” IN TRANSATLANTICO

di Emanuel Galea

di Chiara Rai

Ci mancavano le “troie” in Parlamento, adesso siamo veramente a posto. Gli ex comici diventano leader politici e i cantautori sproloquiano a Bruxelles anziché pubblicizzare le nostre qualità, il made in Italy. Guai a colpire l’Europarlamento, dopo il mea culpa, in Europa lo sanno tutti ormai che l’assessore e cantautore Battiato si riferiva all’Italia quando nel rispondere ad una domanda sugli emigrati italiani, inattesa, pronuncia la frase: "Farebbero qualsiasi cosa queste troie che si trovano così in giro nel Parlamento. E' inaccettabile. Dovrebbero aprire un casino e farlo pubblico”. Eh sì proprio così Battiato parla di puttane in Parlamento, in evidente spregio alle donne ovviamente, e poi ritorna sui suoi passi asserendo che si riferiva al passato del “parlamento Italiano deviato” caratterizzato da una “logica di mercimonio offensiva della dignità delle donne”, lui, Battiato ha stima dell’attuale Parlamento.

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Consiglio Regionale del Lazio

GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA ANCHE NEL

LAZIO? INIZIA IL CONTO ALLA ROVESCIA. a pagina 2

Ancora impressa nella memoria collettiva la visione dell’ospedale Padre Pio pieno di striscioni, di manifesti mezzi stracciati lasciati penzolare dai muri, di infermieri e personale vario discutere nel giardino, di medici e paramedici aggirarsi per i corridoi della struttura gesticolando animosamente mentre i pazienti, “pazientemente” attendono di essere visitati, di barelle situate nella galleria del piano terra, con sopra i vari ammalati circondati dai propri cari, ad attendere la “chiamata” per la visita di pronto soccorso. E poi ancora, mura imbrattate, cicche fumanti per terra, ovunque aria di smantellamento, di sloggio, di incuria, di abbandono. Un clima in cui il personale si mostra esasperato a causa del perdurare dell’attesa per i verdetti del Tar e successivamente del Consiglio di Stato, relativi i ricorsi promossi dalle varie amministrazioni comunali insieme ai cittadini contro il famigerato decreto Polverini. Il Padre Pio appare una struttura avvilente, scoraggiante, un ambiente desolante.

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COLLEFERRO (RM), FINO AL 30 MARZO LA MOSTRA DEL PITTORE FEDERICO GIAMPAOLO

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IL PARCO DIVERTIMENTI DI ROMA

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LETTORI DE L’OSSERVATORE LAZIALE

Colleferro (RM) - Resta aperta fino a sabato prossimo 30 marzo la personale del pittore Federico Giampaolo. Inaugurata venerdì scorso, alla presenza del sindaco Mario Cacciotti e del consigliere comunale incaricato per la Cultura Mario Del Prete, la mostra si tiene nella Sala espositiva del Comune “V. L. Moffa”, con i seguenti orari: 10,30/13,00 e 16,30/19,30. Tema principale delle opere in allestimento è la religiosità, che si esprime attraverso una spiritualità accesa che si interroga continuamente, intorno al senso dell’esistenza, della società consumistica, del presente e del passato. Grande è l’abilità dell’artista, maestro nel senso della prospettiva e nella cura dei particolari, tanto da rendere palpabili, nella loro tridimensionalità, quei corpi che pendono dalle croci, così come la stoffa dei sudari, la nicchia con l’agnello sacrificale, le carcasse animali. Una bella esposizione da vedere, proprio alla vigilia della Pasqua, magari anche per riflettere sulla propria personale spiritualità. L’ingresso è libero.

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PRIMO PIANO

dalla prima pagina l’editoriale di Chiara Rai

Nel Codice di Famiglia del 1865 le donne non avevano il diritto di esercitare la tutela sui figli legittimi, né tanto meno quello ad essere ammesse ai pubblici uffici. Sul versante dei diritti civili e politici, erano nate l’Associazione nazionale per la donna a Roma nel 1897, l’Unione femminile nazionale a Milano nel 1899 e nel 1903 il Consiglio nazionale delle donne italiane, aderente al Consiglio internazionale femminile. Sul fronte dell’istruzione, venne permesso soltanto nel 1874 l’accesso delle donne ai licei e alle università. Nel 1903 venne convocato il primo Consiglio nazionale delle donne italiane, articolato in vari settori sui diritti sociali, economici, civili e politici. Poi nacquero come funghi le associazioni. Intanto nel 1906 la studiosa di pedagogia Maria Montessori si appellò alle donne italiane attraverso le pagine de "La Vita" affinché si iscrivessero alle liste elettorali. Nel 1919, venne abolita l’autorizzazione maritale, dando così alla donne almeno l’emancipazione giuridica. Il 6 settembre del 1919 la Camera approvò la legge sul suffragio femminile, con 174 voti favorevoli e 55 contrari. Il 1 febbraio del 1945, su proposta di Togliatti e De Gasperi venne infine concesso il voto alle donne. All’inizio del 1970, nell’ambito di una seminario organizzato dal Partito Radicale, nasce il Movimento di liberazione della donna (MDL), il quale, contrariamente ai suoi omologhi all’estero, ammette fra i suoi aderenti anche uomini. nel 1975 era stato infine riformato il diritto di famiglia, garantendo la parità legale fra i coniugi e la possibilità della comunione dei beni. Le donne hanno lottato per i loro diritti mentre agli uomini non è mai stato difficile entrare in Parlamento, votare, accudire la famiglia a proprio modo e piacere e decidere, comandare. Le donne hanno sofferto per ottenere la propria dignità, si sono liberate della schiavitù degli uomini ma oggi, purtroppo ne sono ancora vittime. Oggi purtroppo sono vittime di angherie, stupri, soprusi, violenze fisiche e psicologiche. Oggi sono ancora sulla bocca di persone senza riguardo. Oggi le donne muoiono, ogni giorno. Le donne, noi donne, non abbiamo paura ma pretendiamo che oggi il mondo s’indigni di fronte a simili comportamenti. Quante donne hanno fatto la fine del senatore Lusi? Quante donne hanno disonorato, rubato, diffamato il paese? Le opinioni sono lecite ma offendere l’universo femminile tanto per essere radical chic e riempirsi la bocca con vergognosi maschilismi, oltre che demodé è degno di essere condannato.

L’osservatore laziale

Proposta di Legge regionale approvata da 39 comuni e sottoscritta da 40 mila cittadini

GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA: UN ANNO PER DISCUTERE ED APPROVARE

Il nuovo Consiglio regionale del Lazio appena insediato ha 365 giorni di tempo per discutere ed approvare la proposta di Legge regionale “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”

Il nuovo Consiglio regionale del Lazio appena insediato ha 365 giorni di tempo per discutere ed approvare la proposta di Legge regionale “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, approvata da 39 comuni del Lazio e sottoscritta da circa 40mila cittadini: le delibere comunali approvate con la maggioranza dei due terzi obbligano infatti il Consiglio regionale a discutere entro un anno il testo, legiferando secondo quanto indicato nella proposta stessa, oppure ad andare a referendum propositivo regionale.Dopo la grande vittoria referendaria del 12 e13 giugno 2011, quando 2.500.000 di abitanti del Lazio hanno votato contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali e per l'acqua pubblica fuori dal mercato, dopo la presentazione della proposta di legge, è ora necessario che la Regione Lazio dia seguito alla volontà popolare, attraverso la gestione pubblica dell'acqua, come stanno facendo altri enti locali nel resto del Paese. Per questo oggi abbiamo atteso i consiglieri regionali all'ingresso del Consiglio Regionale, consegnando loro il “kit dell'acqua”: uno strumento attraverso il quale affrontare le questioni legate alla gestione del servizio idrico nella direzione indicata dai cittadini, con il quale si richiede a tutti un incontro per la costituzione di un inter-gruppo consiliare sull'acqua. Per questo abbiamo voluto incontrare oggi il Presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, al quale sono state consegnate le firme a sostegno della proposta di legge regionale e chiesto di avviare immediatamente i lavori per la discussione della legge, affinché si giunga alla sua approvazione entro un anno, attraverso un percorso scadenzato di discussione pubblica e partecipata che permetta di affrontare insieme alle comunità locali le criticità della gestione del servizio idrico nella nostra regione. Durante il breve incontro, al quale erano presenti anche le consigliere Marta Bonafoni e Cristiana Avenali, il Presidente Leodori si è impegnato per avviare al più presto il percorso di discussione della legge, nel rispetto dei tempi e dei passaggi istituzionali, in un'ottica di ampliamento della discussione a tutte le realtà interessate Quello di oggi è stato dunque solo una prima iniziativa diretta al nuovo consiglio regionale, un'iniziativa che abbiamo deciso di mettere in atto insieme alle altre cruciali vertenze della Regione: sanità e gestione dei rifiuti, perchè sui servizi essenziali finisca il tempo delle speculazioni e nasca quello degli interessi collettivi

ROMA, COMUNE: NON C'E' TRASPARENZA SUGLI AFFITTI PAGATI PER SEDI ISTITUZIONALI

Roma - Sono trascorsi tre mesi dalla richiesta, avanzata dai radicali all'assessore al Patrimonio di Roma Capitale, ed è trascorso un anno dall'entrata in vigore della legge che prescrive la "Trasparenza dei costi sostenuti dagli enti locali per locazioni". La questione riguarda tutti gli affitti che il Comune di Roma paga per sedi istituzionali rispetto ai quali è necessaria una razionalizzazione ed è sicuramente possibile intervenire per realizzare risparmi consistenti grazie anche agli strumenti offerti dalla normativa sulla "spending review". "Ma Roma capitale - sostiene Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma - evidentemente non intende fare nemmeno il primo passo verso la trasparenza e la razionalizzazione della spesa, cioè la pubblicazione sul sito istituzionale dei dati. Allora siamo indotti a farci domande più precise rispetto ad alcuni contratti stipulati dal comune negli anni passati. Ad esempio i contratti per importi rilevanti con la società Milano 90 (gruppo Scarpellini) per le sedi istituzionali di via delle Vergini 18 (consiliari) e largo Loria 3 (commissioni consiliari) sono ancora in vigore? E comportano per le casse pubbliche gli stessi esborsi che emersero sulla stampa qualche anno fa, cioè 5 milioni di euro l'anno per la prima sede e oltre 9 milioni di euro per la seconda? E per quali altre sedi istituzionali comunali il comune affitta immobili? E a quali condizioni? Possibile - conclude Magi - che nessuno abbia ancora avvisato la giunta di Alemanno di questo obbligo di legge e che nessun consigliere comunale voglia sollevare in aula la questione nonostante la nostra denuncia sia già stata evidenziata dalla stampa".


L’osservatore laziale

dalla prima pagina il commento di Emanuel Galea

Sulla bocca di tutti, e non certamente per elogiarla, corre il nome del Commissario Straordinario alla Sanità Renata Polverini. Il Padre Pio sembra ormai un ospedale in liquidazione. Il piano di riconversione della Regione Lazio mira al declassamento a semplice punto di primo intervento di questa struttura ospedaliera. Dal 2010, dopo le varie sentenze, pronunce del Tar, ricorsi, proteste dei cittadini, ferma posizione e diffida all’Asl da parte del sindaco Giuliano Sala e le varie iniziative del Comitato Territoriale Salute Pubblica Ospedale Padre Pio Bracciano , è avvenuto il “miracolo”. Lo scambio di personale specializzato tra il Padre Pio di Bracciano ed il S. Paolo di Civitavecchia inizia a far vedere i primi risultati. Oggi, visitando il nosocomio, colpisce l’ordine, la pulizia, un servizio ben organizzato e soprattutto la cortesia di tutto il personale. La metamorfosi ha contagiato tutti, a partire dalla vigilanza all’ingresso del nosocomio. Non è uno spot pubblicitario il nostro, ma solo un atto dovuto nei confronti di coloro che hanno saputo risollevare un presidio colabrodo. Una cittadina di Anguillara, racconta di essersi commossa per il comportamento “umano” del chirurgo che l’ha visitata e ancora di più, dell’assistente che, dopo la visita, l’ha accompagnata a completare tutte le pratiche, salutandola e infine, augurandole “buona Pasqua”. Questo è ciò che si registra e rispetto cui sentiamo di rivolgere un forte plauso per il salto di qualità che l’ospedale Padre Pio di Bracciano ha saputo fare, in tempi brevissimi. I migliori auguri allo staff tutto, medico,para medico, direzione, personale tecnico e vario e alle associazioni . A tutti loro va il merito del “miracolo del Padre Pio”. Auguri.

ROMA, SODALIZIO CRIMINALE DI ROMANI E CALABRESI Emessi 10 provvedimenti di fermo dalla direzione distrettuale antimafia

Roma - Dalle prime ore di questa mattina, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Roma, stanno dando esecuzione a 10 provvedimenti di fermo emessi dalla direzione distrettuale antimafia di Roma a carico d i altrett a n t i indagat i , ritenuti affiliati ad una pericolosa consorteria composta da soggetti romani e calabresi, che aveva monopolizzato il mercato della cocaina in alcune zone della Capitale. Vengono contestati, a vario titolo, i delitti di associazione per delinquere, finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.Gli investigatori stanno effettuando anche numerose perquisizioni domiciliari e sequestri preventivi nei confronti di beni mobili riconducibili alla cosca.

ROMA E PROVINCIA

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UN “MIRACOLO” AL PADRE PIO

ROMA, VILLAGGIO OLIMPICO. STUDENTI SCUOLA PRIMARIA SENZA MENSA

De Salazar punta il dito sulla Presidente del 2 Municipio

Roma - "La Presidente del Municipio 2 Sara de Angelis ha responsabilità oggettive sul mancato completamento della mensa nella scuola primaria del villaggio Olimpico, dove gli alunni da oltre due anni mangiano dove capita." Lo dichiara in una nota Francesco De Salazar Presidente del Movimento Cittadino Flaminio Parioli V. Olimpico. "Infatti - prosegue il responsabile del Movimento - nella primavera del 2011 la vecchia mensa fu abbattuta per via della presenza di amianto nella struttura e i tempi per la consegna della nuova non dovevano superare i 5 mesi. Ad oggi, la struttura risulta non completata, mancano caldaie pavimentazione esterna e altri allacci la cui realizzazione costerebbe 150 mila euro, ma la ditta che ha effettuato finora i lavori stimati per un importo di 350.000, 00 ha interrotto da diverse settimane l'operato poichè non ha mai incassato un solo euro dall'amministrazione comunale. A farne le spese studenti e genitori, mai informati correttamente sullo stato dell'arte dei lavori sia dal l' Ufficio tecnico sia del municipio 2 nella persona dalla Presidente De Angelis. Quest' ultima conclude - De Salazar - ha responsabilità oggettive in questa vicenda, poichè consapevole e consenziente dell' approvazione dei lavori senza cassa."


pag. 4

RIETI E VITERBO

L’osservatore laziale

Economia & Finanza

RIORGANIZZAZIONE: DI PIANO TELECOM RIETI, IL SINDACO SCRIVE AI VERTICI DELL’AZIENDA

Petrangeli invita l'Azienda a rivedere la decisione di riorganizzare le sedi periferiche facendo presente che la scelta andrebbe a danneggiare ulteriormente la Città di Rieti

Rieti - Il Sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, ha inviato ieri mattina una lettera ai vertici del Gruppo Telecom Italia Spa esprimendo la propria preoccupazione rispetto a un eventuale piano di riorganizzazione che coinvolga la sede provinciale di Rieti della compagnia telefonica."Apprendo dalle organizzazioni sindacali e dagli organi di informazione - scrive il Sindaco - che il Gruppo Telecom Italia Spa è in procinto di avviare un piano di riorganizzazione delle proprie sedi periferiche che prevede, tra l'altro, la chiusura della sua sede storica di Rieti, avendo essa un organico inferiore alle 46 unità. Sempre dalla stampa apprendo che tale piano prevederà anche il trasferimento presso altra sede del call center 187, al momento operativo nella vostra centrale di viale Canali, dove sono impiegati 25 operatori più ulteriori maestranze tecniche". Il Sindaco, pur non volendo entrare nel merito delle scelte aziendali poste in essere da Telecom Italia, nella lettera invita ieri all'AD Domestic della compagnia e al suo Responsabile delle risorse umane, invita l'Azienda a rivedere la decisione di riorganizzare le sedi periferiche facendo presente che la scelta andrebbe a danneggiare ulteriormente la Città di Rieti, già depauperata di importanti presidi.

Politica & Cittadini

TARQUINIA (VT), NIENTE PERMESSO AL M5S DI RIPRENDERE IL CONSIGLIO COMUNALE.

Tarquinia (VT) - «Giusto non concedere il permesso al Movimento 5 Stelle di Tarquinia di riprendere il consiglio comunale. Un movimento, che si definisce della società civile e che chiede trasparenza, non può precludere ai giornalisti di fare domande ai suoi esponenti. La trasparenza non può essere a senso unico». Lo ha affermato il consigliere comunale del Partito Democratico Marco Gentili, nell’assemblea di martedì 26 marzo. «Al consigliere Cesare Celletti e al Movimento 5 Stelle faccio presente che la richiesta di riprendere i consigli va contro lo scenario politico da loro sbandierato. - ha dichiarato il consigliere Gentili - La trasparenza non può essere usata solo quando fa comodo. Il movimento non può rifiutare il confronto con i giornalisti. Grazie anche a loro, infatti, oggi sappiamo che il Movimento 5 Stelle ha uno statuto costituito a Genova fra Beppe Grillo, Enrico Grillo, suo nipote, ed Enrico Maria Nadasi, il commercialista. Grillo e suo nipote sono presidente e vice presidente della medesima associazione. Un’associazione denominata Movimento 5 Stelle che, all’articolo 5 dell’atto costitutivo, afferma: “Il Patrimonio dell’associazione è costituito dalla quota annuale versata dagli associati. Dai contributi volontari di persone fisiche, enti pubblici o privati. Da sovvenzioni dello stato, delle regioni ed enti sovrazionali”. Ma gli esponenti del Movimento 5 Stelle non sono contrari ai finanziamenti pubblici per i partiti? Ebbene esiste un atto registrato a Genova, il 18 dicembre 2012, che mette nero su bianco la grandissima ipocrisia politica di Grillo. Senza dimenticare il “nepotismo”. Ci sono tanti giornalisti precari a tre euro lordi a pezzo e prendono come gli operatori dei call center o dei grandi magazzini. L’atteggiamento del Movimento 5 Stelle, oltre a essere inaccettabile, è antidemocratico. Grillo deve cambiare strategia politica, perché non siamo stupidi. Inizi a confrontarsi sui nostri 8 punti e si assuma la responsa- Il consigliere Pd Marco Gentili bilità di dire sì o no davanti al Paese. Mi limito qui, perché potrei continuare con lo stipendio dei “cari” onorevoli del Movimento 5 Stelle. Sono dunque favorevole al divieto di filmare i consigli comunali, sebbene questa cosa mi costi moltissimo, proprio perché già molto tempo fa feci la proposta di riprendere presentato la medesima proposta». «La democrazia non deve essere a senso unico. Il Movimento 5 Stelle pretende di filmare il consiglio comunale e poi si rifiuta di parlare con i giornalisti, considerandoli alla stregua di “appestati”, di confrontarsi con le altre forze politiche e con tutti quelli che pongono domande o sollevano dubbi legittimi». Lo ha dichiarato il sindaco Mauro Mazzola, in apertura dell’assemblea di martedì 26 marzo, per spiegare il divieto di riprendere lo svolgimento dell’assise. «A parte la presenza dei militanti del movimento, sempre più esigua da dopo le elezioni, la mancata autorizzazione a filmare è un atto dovuto nei confronti di chi ha un modo tutto suo di concepire la democrazia. - ha detto il primo cittadino - Il movimento esige infatti chiarezza e trasparenza dagli altri ma non per sé. Evita sistematicamente ogni confronto con l’esterno e con chi al suo interno ha opinioni diverse dal leader, il comico Beppe Grillo, che ogni giorno getta fango addosso sugli altri e contro le Istituzioni. Tale arroganza è inaccettabile. Hanno eletto deputati e senatori: ora mostrino di che pasta sono fatti e si assumano le loro responsabilità. Il Paese non ha bisogno di uno stato di “guerra” politica permanente, ma di risposte rapide e concrete. È comunque nostra intenzione per il futuro filmare i consigli e di creare sul sito istituziona le del Comune un archivio di video consultabile da tutti i cittadini».


FROSINONE E LATINA

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Lavori Pubblici

FROSINONE, STADIO: RIMESSA IN SICUREZZA LA STRUTTURA

La

copertura

dello

stadio

Casaleno

era

diventata

pericolante

a

seguito

del

parziale della stessa in conseguenza delle abbondanti nevicate del febbraio 2012.

collasso

Frosinone - Sono stati completati nei giorni scorsi i lavori di rimozione totale della copertura dello stadio Casaleno, divenuta pericolante a seguito del collasso parziale della stessa in conseguenza delle abbondanti nevicate del febbraio 2012. Un risultato importante che rimette in sicurezza la struttura, ma che, soprattutto, consentirà alla cittadinanza e agli utenti e commercianti dell’area mercatale intorno alla tribuna di tornare a fruire nei prossimi giorni, quando sarà completato l’iter amministrativo, degli spazi precedentemente interdetti. Il tutto a un costo irrisorio per le casse comunali, appena duemila euro, a fronte dei 250.000 che la precedente amministrazione di centrosinistra aveva previsto di far spendere ai cittadini di Frosinone. “Grazie al nostro impegno si è rimarginata – ha detto l’assessore ai lavori pubblici Fabio Tagliaferri – una ferita della città. L’amministrazione Ottaviani è riuscita dapprima a far dissequestrare l’area e poi a far smontare la copertura della tribuna con costi a dir poco contenuti, mentre chi ci ha proceduto nel governo della città non solo si è preoccupato di risolvere il problema ma aveva previsto spese faraoniche per la messa in sicurezza dell’area. Ora, si può liberamente tornare a pensare al futuro dell’impianto sportivo nell’ottica del progetto di finanza per dotare, finalmente, la città di uno stadio moderno e degno di un comune capoluogo di provincia”.

L’intervista

FORMIA (LT), BARTOLOMEO PROPONE: POLITICA PER DARE ALLE FAMIGLIE

TOGLIERE

ALLA

Bartolomeo, vincitore delle primarie: “Una sola auto blu per la Giunta. Troppa burocrazia nelle pratiche amministrative”

Massimiliano Spiriticchio

Formia (LT) - È un Sandro Bartolomeo soddisfatto, ma consapevole della strada ancora da fare quello che, dopo la vittoria alle primarie, commenta a L’osservatore laziale l’esito del ballottaggio e l’andamento della campagna elettorale. Lo abbiamo contattato per capire come intende ora andare avanti. Come commenta il voto di domenica scorsa? “Il centrosinistra ha avuto un buon risultato In una domenica quasi estiva che era anche quella delle Palme sono andate a votare quasi 1.500 persone. Sono soddisfatto per la conferma del dato del primo turno. Chiaramente c’è, oltre a questo, la soddisfazione per il risultato personale dato che ho vinto in tutti e dieci i seggi”. Ora dovrà parlare a tutti i formiani: come convincerli? “Ho il vantaggio di essere conosciuto. I formiani conoscono tutto di me. Devo confermare quanti già mi apprezzano, attrarre i nuovi elettori e convincere quanti al momento su di me sono perplessi. Sono consapevole della necessità del rinnovamento, ma onestamente penso che, oltre al ricambio, serve anche l’esperienza”. Ha avuto contatti con Schiano? Se sì, che cosa vi siete detti? “Sì, ci siamo sentiti la sera stessa del voto ed anche in questi giorni. Presto ci incontreremo Lavoreremo al completamento del programma ed alle liste da presentare insieme a lui ed a tutta la coalizione, con chiunque vorrà contri buire”. Quali provvedimenti propone per i servizi alle famiglie? Secondo lei è possibile pensare di portare a Formia un modello come quello che era fino a qualche mese fa il “quoziente Parma”, che prevedeva una serie di agevolazioni per le fami glie su servizi come autobus e scuola? “Penso di sì. La crisi economica è molto forte. Molte famiglie si sono impoverite. Occorre introdurre questo tipo di misure. Lo si può fare togliendo gli sprechi e le spese inutili dell’amministrazione. Ad esempio, io propongo che ci sia una sola auto per il sindaco e gli assessori che si prenota solo quando serve. Occorre ridurre al minimo le spese di rappresentanza e quelle telefoniche. Bisogna poi evitare gli sprechi elettrici. Le faccio un esempio: le luci di notte non serve che funzionino sempre con la stessa intensità, ma possono anche avere intensità diverse a seconda dell’ora e dell’effettiva necessità. Tutti i soldi risparmiati grazie al contenimento dei costi, se sarò, sindaco, intendo darli proprio alle persone bisognose”. C’è secondo lei qualche tema di cui si è parlato troppo poco in queste primarie e che ora bisognerebbe affrontare di più? “Si è parlato poco, anche perché ero forse l’unico candidato abbastanza esperto per poterlo fare, della necessità di mettere mano agli apparati pubblici: occorre sveltire la burocrazia, eliminare quei punti oscuri, come le competenze sovrapposte tra vari uffici, che rallentano le pratiche amministrative. Non si può pensare che la città migliori senza migliorare gli apparati. La politica deve dare gli indirizzi, ma devono essere gli operatori del Comune ad operare in maniera trasparente e controllabile da tutti. Gli amministratori devono entrare molto meno nelle piccole cose”.

SANDRO BARTOLOMEO


27 MARZO 2013