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L ’ osservatore d ’ Italia QUOTIDIANO INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE WWW.OSSERVATOREITALIA.IT

Sabato 24 Maggio 2014

Anno III Numero 65

Direttore Responsabile: Maria Chiara Shanti Rai (Chiara Rai) - Editore: L’OSSERVATORE D’ITALIA Srls - Tel. 3457934445 / 3406878120 / 3494659156 - Fax. 02700505039 - Email: direzione@osservatoreitalia.it Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014

VITERBO E PROVINCIA: TRA MITI, FIABE, LEGGENDE E STORIA

“DASVIDANIA” PUTIN

“IL LAGO RESTITUISCE L’AGONIA DI AMALASUNTA” Rubrica settimanale di Emanuel Galea a pagina 7

GAZPROM

Alex Miller, presidente della Gazprom esorta ad un nuovo inizio: “Il nostro obiettivo è l'Oriente. La nostra destinazione è la Cina. Iniziamo a lavorare!" L’editoriale

CARO PRESIDENTE, MA QUALE

di Cinzia Marchegiani Vladimir Putin torna a casa con un contratto stimato intorno ai 400 miliardi di dollari. Un accordo atteso da tantissimi anni ora concretizzato al summit bilaterale a Shanghai appena conclusosi tra i due presidenti, Valdi mir Putini e Xi Jinpin. L’economia in movimento vede Cina e Russia espandere gli scambi bilaterali, gli investimenti transfrontalieri e i finanziamenti e di riflesso rafforzerà gli scambi per la formulazione di politiche macro-economiche. Uno scenario che condizionerà le macro politiche ed economiche globali poiché sia Russia che Cina intensificheranno i rapporti per garantire l'equilibrio negli scambi, andando ad ottimizzare la struttura del commercio e gli investimenti reciproci nei settori come infrastrutture di trasporto, sviluppo minerario. Così il 21 maggio 2014 sarà ricordato come la data in cui viene siglato un importante legame economico tra i due giganti della terra, dove la Gazprom e China National Petroleum Corporation hanno firmato il contratto di 30 anni per la fornitura di gas gasdotto russo alla Cina, che equivalgono a 38 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Il potere della Siberia è un sistema di trasmissione del gas destinato per la consegna gas dai Irkutsk e Yakutia centri di produzione di gas al russo Estremo Oriente e Cina. Orgogliosa la Gazprom ricorda che il giacimento di petrolio, gas e condensati Chayandinskoye è la pietra angolare per il centro di produzione di gas Yakutia:” Si tratta di un campo unico in termini ...

FIDUCIA?... IN CHI, IN COSA?

di Emanuel Galea

I l 21 maggio, dalla Svizzera, mentre

in visita di Stato, il Presidente Napolitano ha rivolto l’ennesimo invito a noi, suoi concittadini, esortandoci a non perdere la fiducia. "Non bisogna lasciarsi mai impressionare e deviare da manifestazioni d’insufficienza istituzionale, politica e anche da manifestazioni di difficoltà nella crescita economica e sociale del nostro Paese". Avremmo voluto condividere l’ottimismo del nostro Presidente, il suo entusiasmo. Signor Presidente, avremmo desiderato tanto poter guardare avanti con la fiducia che oggi ci propone, se non fosse perche ci imbattiamo, ogni giorno con ben altre realtà. Quale fiducia? Fiducia in chi? Signor Presidente, rammento a me stesso, la descrizione che dà la Treccani alla “fiducia”: “Atteggiamento, verso altri o verso se stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquil lità". Quale dovrebbe essere la valutazione dei fatti nel caso del pm di Milano, indagato dalla Procura di Brescia dopo la testimonianza dell’avvo cato, sostenendo di ... Continua a pagina 2

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GIOIA DEL COLLE: MINACCIA UN INFERMIERE E DANNEGGIA UNA PORTA CON DEI CALCI

L M FRA N CH IS I N G PER ROMA E PROVINCIA Tel.: 06/93.14.524 Fax: 06/93.14.362

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Gioia del Colle (BA) - A Gioia del Colle i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato un 44enne pregiudicato del luogo con le accuse di violenza e minaccia ad incaricato di pubblico servizio e danneggiamento. L’uomo, presentatosi presso gli uffici del locale S.E.R.T. ha minacciato l’infermiere pretendendo la consegna del metadone che avrebbero dovuto somministrargli il giorno successivo. Di fronte alla reticenza dell’operatore sanitario è andato su tutte le furie prendendo a calci e danneggiando la porta di accesso all’infermeria. Sul posto, su richiesta al numero di emergenza “112” effettuata da alcuni testimoni, sono prontamente intervenuti i carabinieri che sono riusciti a bloccare e trarre in arresto l’uomo. Tratto in arresto, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, il 44enne è stato collocato ai domiciliari.

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PRIMO PIANO

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dalla prima l’editoriale di Emanuel Galea avergli fatto favori e prestato soldi per pagare l’affitto, restituiti solo in parte? Quali sono le possibilità che producono sicurezza e tranquillità nel caso dell’ex Procuratore di Bari, che la Procura Generale della Cassazione, ha contestato di aver frequentato il governatore della Puglia quando questi era indagato dalla stessa Procura di Bari e di aver interferito nell’attività di colleghi dell’ufficiodel Gip che avevano concesso i domiciliari a Tarantini, alludendo ad un “trattamento di favore” nei confronti dell’imprenditore? Quale fiducia si potrebbe nutrire verso altri, come nel caso del ricercatore di Finanza aziendale, il “Madoff” della Bocconi, arrestato per aver raggirato, tra gli altri, Snam e JP Morgan, una truffa che supera i 600 milioni di euro? Caro Presidente come vorremmo avere la fiducia che ci esorta accoratamente di avere. Vorremmo ma non riusciamo a non pensare all’arresto del presidente del Consiglio regionale della Campania. Quale fiducia nelle istituzioni? La stessa Corte dei Conti denuncia una corruzione dilagante. Di quale fiducia ci sta parlando caro Presidente, quando davanti a noi scorrono gli scandali dell’ex sindaco di Messina, accusato di truffa, peculato, riciclaggio e associazione per delinquere in un'inchiesta sugli enti di formazione. Secondo l'accusa, si sarebbe appropriato di fondi pubblici. Non si riesce ad aver fiducia, sono pieni i giornali con i nomi di Cosentino, dei fratelli Giovanni e Antonio, l’ex prefetto di Caserta ed ex deputato del Pdl Maria Elena Stasi e l’ex sindaco di Villa di

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dalla prima “DASVIDANIA” PUTIN

Briano (Caserta) Raffaele Zippo. Contestata l'aggravante dall’avere, agito per agevolare il clan camorristico dei Casa lesi. Quale valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, nelle vicende Piffar, Ciarrapico, Guffaro, Del Pennino, Dell’Utri? Può la faida tra pm a Milano e l’apertura di un’inchiesta da parte del Consiglio Superiore della Magistratura produce un sentimento di sicurezza e tranquillità? Quale fiducia davanti all’affaire Expo? Chi ci restituisce la fiducia, forse il caso Scaiola? Signor Presidente, mentre dalla Svizzera lei invitava gli italiani di aver fiducia, il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Genova eseguiva sette ordinanze di custodia cautelare. I soggetti implicati sono l’ex presidente Giovanni Berneschi (vicepresidente dell’Abi) e l’ex amministratore delegato di Carige Vita Ferdinando Menconi, entrambi agli arresti domiciliari. In carcere invece è finita la nuora di Berneschi Francesca Amisano. A fare compagnia a questi signori ci sarebbe l’imprenditore immobiliare Ernesto Cavallini e un avvocato di cittadinanza svizzera, in custodia. Caro Signor Presidente, non le pare questa una bella iniezione di fiducia somministrataci in extremis. La sua replica è facilmente intuibile: non tutti sono corrotti, collusi. Ci sono altri e altre integerrimi, onesti e che si danno da fare. Tutto vero, signor Presidente, purtroppo ahinoi, sono sempre questi soggetti che muovono i fili mentre i cittadini soccombono. Se l’Italia piange, l’Europa non ride!

di Cinzia Marchegiani ... di riserve (C1 + C2): circa 1.450 miliardi di metri cubi di gas e circa 93 milioni di tonnellate di idrocarburi liquidi (recuperabili). Nel periodo pianoro fino a 25 miliardi di metri cubi di gas e di non meno di 1,5 milioni di tonnellate di petrolio saranno prodotte annualmente dal campo. Oggi Alex Miller, il presidente del comitato di gestione di Gazprom, ha firmato un ordine per avviare la realizzazione di progetti di investimento di Gazprom per la fornitura di gas alla Cina. Da ora tutte le unità strutturali specializzate e società controllate sono coin-

volte in progetti per la creazione di capacità di produzione di gas, trasmissione ed elaborazione per la fornitura di gas alla Cina. Tutti questi progetti di investimento si basano sul gas naturale dal centro di produzione di gas Yakutia. Da Gazprom si conosce il dettaglio del piano generale che prevede anche test di produzione di petrolio dal giacimento Chayandinskoye nel 2014 e produzione pilota nel 2015, mentre le forniture di petrolio nella Siberia orientale - Oceano Pacifico dorsale sono in programma per la fine del 2017. Miller esorta ad un nuovo inizio: "L'intero potenziale di Gazprom è impegnato oggi. Il nostro obiettivo è l'Oriente. Il nostro obiet tivo è la Cina. Iniziamo a lavorare!“ Putin è riuscito a trovare un mercato alternativo per esportare il gas della Russia, l’Europa con le sue sanzioni ha spinto questo gigante altrove, ora è da comprendere dove e come l’Europa farà rifornimento di gas, quali saranno gli investimenti vantaggiosi indicati... nel frattempo la Gazprom costruirà impianti di trasformazione nella regione di Amur per estrarre preziosi componenti come elio e etano dal gas.

LA MUSICA, MEDICINA DELL’ANIMA E... NON SOLO di Mario Torosantucci

E’ risaputo che lo studio della musica è importantissimo, ma pochi sono a conoscenza dei benefici reali che esso produce. Il pensiero comune e giusto, è pensare alla bellezza del lato artistico che questa arte regala, non sapendo, che questa è soltanto una delle componenti. Certamente, la persona che studia musica, acquisisce sensibilità, cultura, arricchimento morale, socialità, sicurezza del carattere e della propria personalità, oltre la personale soddisfazione di poter esprimere i propri sentimenti, e, di poterli esternare verso gli altri che diventano automaticamente compartecipi di svariate situazioni emozionali. Ma, il beneficio più importante, è quello che questo impegno provoca e fa migliorare nel cervello umano. Infatti, vari scienziati, hanno stabilito che la parte del cervello interessata ai suoni, è palesemente molto più grande nei musicisti, rispetto ad una persona qualunque. Quindi studiare musica, significa migliorare il proprio cervello. Si ha la possibilità di far lavorare i due emisferi mentali, e, poiché ogni parte del corpo utilizzata, sollecitata e stimolata, occupa una certa superficie del cervello, le cellule cerebrali, che hanno una loro disposizione secondo i vari suoni percepiti, occuperanno certamente una gamma più vasta, rispetto ad un individuo che non ha mai studiato. Immaginiamo un attimo, il lavorio cerebrale di un pianista. La mano destra, suona migliaia di note con valori, altezze e velocità diversi, quindi occorre una determinata e forte concentrazione, che non consenta

di commettere errori. La mano sinistra, suona altre migliaia di note, con le stesse problematiche della destra, ma del tutto indipendenti. Il piede destro contemporaneamente, deve pigiare il pedale sustain, e talvolta quello centrale. Il piede sinistro, per marcare il tempo e pigiare quando serve il pedale della sordina. Nello stesso momento, abbiamo il grande lavoro del cervello nella lettura della musica, della quale, una sola nota si legge differentemente secondo la chiave a cui appartiene. Ovviamente, servono, concentrazione, pratica e tanto studio continuo, per poter identificare con gli occhi questa miriade di note e trasferirle istantaneamente all’ esecuzione delle dieci dita. Ora poiché tutte queste cose avvengono nello stesso tempo, non ritenete un musicista, una persona speciale, da essere giustamente stimata e considerata ? Quando negli anni passati, dei genitori mi dissero, che volevano far prendere il diplomino di pianoforte ai loro figli, perché a scuola non avevano voglia di studiare, il primo istinto è stato quello di strozzarli. Non si rendevano conto di tutti i benefici che la musica può dare, ma non si rendevano conto neanche di quanti sacrifici bisogna essere in grado di sopportare, per raggiungere determinati obiettivi musicali. Personalmente giudico un concertista come un genio. Solamente pensare allo sforzo di memoria ( e quindi lavoro cerebrale ), per poter esibirsi in un concerto classico, nel ricordare migliaia di note, sincronizzarle in millesimi di secondo, senza poter commettere il minimo errore, pena la rovina della

propria carriera e dello studio di una vita. Tutta questa perfezione non basta, perché si è giudicati non solo per l’ esecuzione tecnica del concerto, ma particolarmente per l’ estro e la espressività, che il concertista deve infodere nell’ animo dello spettatore, a livello emozionale. Si può iniziare lo studio della musica a qualsiasi età, perché non bisogna fare necessariamente la professione, ma c’ è la cosiddetta musica leggera che ci consente di suonare anche a livello amatoriale. Certamente iniziare da piccoli, ci saranno dei benefici maggiori, poiché nella fase precoce evolutiva del cervello, le stimolazioni musicali, favoriscono meglio i collegamenti delle cellule cerebrali. E’ opportuno per il cervello, ascoltare e studiare altre culture musicali, con suoni e scale diverse, poiché diversificando gli stimoli uditivi, le parti cerebrali coinvolte, aumenterebbero la propria massa. Il cervello nell’ ambito musicale, è talmente complicato, da far sì che certe eleborazioni di dati uditivi, in certi soggetti particolarmente sensibili ( sinestesici ), producano ai loro occhi dei colori secondo determinate note. Abbiamo degli esempi con dei geni musicali del passato, come Liszt, Skriabin, Korsakov, etcc. che abbinavano dei colori a determinate note. Non trascuriamo neanche il beneficio della musica all’ articolazione, circolazione, vista, indipendenza degli arti e self control, che può essere utile in tanti altri momenti della nostra vita. Spero di aver dato un piccolo contributo, consigliando come migliorare la nostra esistenza e quella degli altri, con lo studio della musica.


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CRONACA, POLITICA E ATTUALITA’ - ITALIA

L’osservatore d’Italia

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RAPPORTO ILO: OLTRE LO SFRUTTAMENTO SESSUALE... LE VITTIME DEL LAVORO FORZATO Secondo il nuovo rapporto, più della metà delle vittime sono donne e ragazze, principalmente sfruttate sessualmente a fini commerciali e nel

lavoro domestico, mentre gli uomini e i ragazzi sono perlopiù sfruttati per fini economici nei settori dell’agricoltura, costruzioni e minerario.

di Cinzia Marchegiani Il 20 Maggio 2014 l’ “ILO” ha pubblicato un rapporto shock sui “Profittti e povertà, l’economia del lavoro forzato”. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro, acronimo ILO, è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne, è l’organismo internazionale responsabile dell’adozione e dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro. In un nuovo rapporto appena redatto afferma che nell’economia privata, il lavoro forzato genera annualmente profitti

illeciti tre volte superiori a quelli precedentemente stimati. Il nome del documento lascia poco all’immaginazione, “Profitti e povertà: l’economia del lavoro forzato” e riporta dati allarmanti, i due terzi del totale stimato di 150 miliardi di dollari, cioè 99 miliardi, deriverebbero dallo sfruttamento sessuale a fini commerciali, mentre i restanti 51 miliardi sarebbero il risultato dello sfruttamento forzato a fini economici in settori come il lavoro domestico, agricolo e altre attività economiche. Il Direttore Generale dell’ILO, Guy Ryder ha dichiarato :«Questo nuovo Rapporto porta la nostra comprensione della tratta, del lavoro forzato e della moderna schiavitù ad un livello superiore. Il lavoro forzato è nocivo per le imprese e per lo sviluppo, e soprattutto per le sue vittime. Lo studio dell’ILO pubblicato nel 2012 riportava il numero delle persone vittime del lavoro forzato, tratta e schiavitù moderna che ammontava a 21 mi lioni. Ora secondo il nuovo rapporto, più della metà delle vittime sono donne e ragazze, principalmente sfruttate sessualmente a fini commerciali e nel lavoro domestico, mentre gli uomini e i ragazzi sono perlopiù sfruttati per fini economici nei settori dell’agricoltura, costruzioni e minerario. La ripartizione dei profitti generati dallo sfruttamento forzato a fini economici viene individuata e classificata in fasce precise e dettagliate: • 34 miliardi di dollari nei settori delle costruzioni, manifatturiero, minerario e servizi. • 9 miliardi di dollari in agricoltura, tra cui silvicol tura e pesca. • 8 miliardi di dollari risparmiati dalle famiglie che non pagano o sottopagano i lavoratori domestici in condizioni di lavoro forzato. Secondo il rapporto, i problemi di reddito e la povertà sono i due principali fattori economici che spingono gli individui verso il lavoro forzato. Altri fattori di rischio e di vulnerabilità comprendono la

mancanza di istruzione, l’analfabetismo, la parità di genere e la migrazione. Beate Andress, la Direttrice del Programma speciale d’azione dell’ILO contro il lavoro forzato, traccia le nuove sfide: «Se dei progressi sono stati raggiunti nella riduzione del lavoro forzato imposto dallo Stato, dobbiamo ora concentrarci sui fattori socioeconomici che rendono le persone vulnerabili al lavoro forzato nel settore privato». Conclude Beate Andress con delle linea guida dove indica una serie di misure tese a ridurre la vulnerabilità al lavoro forzato, come rafforzare la protezione sociale di base per evitare che le famiglie più povere chiedano prestiti in caso di perdite improvvise dei redditi; investire nell’istruzione e nella formazione professionale per rafforzare le opportunità di lavoro per i lavoratori vulnerabili; promuovere un approccio alla migrazione fondato sul rispetto dei diritti al fine di prevenire il lavoro irregolare e abusi nei confronti dei lavoratori migranti; e per finire, sostenere le organizzazioni dei lavoratori, in particolare nei settori più vulnerabili al lavoro forzato. «Se vogliamo portare un cambiamento reale alle vite di questi 21 milioni di uomini, donne e bambini vittime del lavoro forzato, dobbiamo agire concretamente e rapidamente», ha dichiarato Guy Ryder. «Questo vuol dire lavorare con i governi per rafforzare le legislazioni, le politiche e la loro applicazione, con i datori di lavoro per rafforzare la loro due diligence contro il lavoro forzato, in particolare nella loro catena di fornitura, e con i sindacati perché possano rappresentare e rafforzare le persone a rischio». Nuovi schiavi, nuove tratte che aprono la voragine di questo pianeta teso a immagazzinare tesori e sfruttare miserabilmente bambini, adolescenti, precari, disabili…. gli invisibili che sembrano essere protagonisti di un enorme bilancio, ma che difficilmente trovano garanti speciali capaci a ristabilire quei diritti etici soprattutto… Speriamo solo di non essere di fronte al solito vuoto parlare.

REGIONE MOLISE: FIRMATO L'ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO PER I DANNI CAUSATI DALL' ALLUVIONE

Via ai lavori di ripristino e recupero dei danni conseguenti alle alluvioni e agli eventi atmosferici che hanno colpito il territorio molisano. Ieri è avvenuta la firma dell’accordo di programma quadro per un valore complessivo di 17,7 milioni di euro, a valere sul Fondo di sviluppo e coesione. “Partiamo con 104 interventi – annuncia il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura –. Con la firma dell’Apq, che rende finalmente disponibili le risorse assegnate al Molise per i danni alluvionali e da eventi atmosferici, mettiamo in circolo fondi che sfiorano i 18 milioni di euro. Un accordo di programma

quadro di straordinaria importanza che ci permette di allestire nell’immediato 99 interventi cantierabili, con altri 5 non cantierabili, così da rianimare un tessuto sociale, produttivo ed economico in grossa sofferenza da lungo tempo per via delle tante risposte mancate”. Per il governatore Frattura, ancora una volta, “a livello centrale riconoscono, premiandolo, il rigore del metodo adottato dai tecnici della struttura regionale e dell’Agenzia di protezione civile, che, insieme, in un lavoro di accurata ricognizione, hanno prefissato lo schema dell’Apq per la definitiva approvazione

oggi finalmente conseguita”. “Così come per la ricostruzione post sisma – conclude il presidente della Regione –, anche per i danni derivanti dalle alluvioni passate abbiamo proceduto con trasparenza e precisione per ottenere dallo Stato quanto atteso e dovuto per i cittadini e le imprese del Molise. La stipula dell’accordo di programma quadro consentirà all’Agenzia di protezione civile di formalizzare la concessione del finanziamento ai soggetti attuatori e ciò determinerà in tempi brevissimi l’apertura di nuovi cantieri. I lavori ora possono partire”.

LAMBORGHINI HURACAN DONATA ALLA POLIZIA DI STATO "Non è una freccia che corre, ma una mano che si tende sulle strade e sulle autostrade per aiutare gli altri". Lo ha detto il capo della Polizia Alessandro Pansa, parlando della nuova Lamborghini Huracan do nata alla Polizia di Stato. La cerimonia di consegna delle chiavi, da parte del presidente della Lamborghini Stephan Winkelmann al direttore generale della pubblica sicurezza Pansa, si è svolta stamattina a Roma al museo delle auto storiche della Polizia di Stato. Ringraziando per la collaborazione, ormai de-

cennale, con la casa automobilistica, il Prefetto ha sottolineato che: "È una macchina che serve per offrire più sicurezza a coloro che vanno sulle autostrade o che, per motivi particolari, hanno bisogno di essere soccorsi".Il direttore centrale per le specialità Santi Giuffré ha ricordato diversi episodi in cui è stata protagonista la Lamborghini Gallardo. Tra i tanti quello del luglio 2006, quando è stata impegnata per un trasporto urgente di organo da Sala Consilina (Salerno) a Lamezia Terme (Catanzaro), de-

stinato ad un paziente dell'ospedale di Reggio Calabria. L'operazione andò a buon fine e l'uomo oggi ha ripreso una vita normale. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, i vice capo della Polizia, i vertici della Lamborghini e i dirigenti dei compartimenti della polizia stradale.


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NEMI: DA "SALOTTO D'EUROPA" A SGABUZZINO

Le promesse rivoluzionarie e l’avvento di una nuova era non solo sono state disattese ma addirittura lo scenario è peggiorato.

di Chiara Rai Nemi - Ancora riecheggiano dentro le mie orecchie gli strilli in campagna elettorale di colui che avrebbe rivoluzionato un piccolissimo paese di circa tremila anime (contando i quasi 1000 residenti di Villa delle Querce), salvandolo dal degrado. “Nemi salotto d’Europa” tre parole che messe insieme hanno un effetto straordinario e l’associazione di immagini mi porta ad una macchina amministrativa ben oliata e una comunità che funziona. Una delle poche occasioni di confronto con l’Europa si è avuta con lo scambio culturale dello storico gruppo folkloristico “U Rembombu” di Nemi che si è recato a Cussing in Austria. Qui il gruppo nemese è stato addirittura scelto in rappresentanza dell’Italia. Ad interrompere questi idilliaci pensieri è il frastuono dei clacson che mi riconducono ad una amara realtà di un paesino meraviglioso però che appare fuori con trollo. Poche cose dovevano essere sistemate da subito ma si fa fatica anche ad approvare il bilancio che per un Comune piccolo e virtuoso come Nemi sarebbe stata un priorità di cui andare fieri. Intendiamoci bene, i problemi non sono nati da due anni a questa parte ma prima dell’avvento di questa giunta tutto andava meglio e verso un progressivo miglioramento. Addirittura arrivo a rimpiangere il commissario straordi nario. Le promesse rivoluzionarie, del sindaco Alberto Bertucci e l’avvento di una nuova era non solo sono state disattese ma addirittura lo scenario sembra peggiorato. Le fotografie ci raccontano di un gioiellino meraviglioso come Nemi che si presenta, nel quotidiano

(eccezion fatta per le feste comandate dove almeno si pulisce alla buona) disordinato e trascurato. Ad esempio in piazza Roma, c’era addirittura un benzinaio che funzionava a regime e di cui l’amministrazione di Alberto Bertucci ne ha permesso lo smantellamento. Nessuno spostamento concordato nei tempi e nei modi dovuti e la “burocrazia” che ha fatto da muro di gomma rispetto ad un episodio che poteva essere gestito diversamente. Adesso non rimane che un gabbiotto bianco, lo spazio prima dedicato alle pompe di benzina completamente occupato dalle macchine, il parcheggio davanti alla chiesa del Crocifisso congestionato, gli autobus che fanno fatica a fare manovra, i vigili pronti a rimettere ordine nel caos, ma spesso e volentieri camioncini si fermano di fronte ai pochi negozi sulla piazza: la visuale è coperta, gli automobilisti vagano come anime in pena in cerca del parcheggio che non c’è. Dulcis in fundo un punto informativo che, fino a ieri e si spera non più così in futuro, è vergognoso. Perennemente chiuso ed adesso in procinto di trasformarsi in gabbiotto della Polizia Locale misto a punto informazione. Una sorta di torretta di controllo per il caos di auto che fa della piazza un maxi parcheggio “abusivo”. Una torretta chiusa che non è stato sicuramente un bel biglietto da visita di Nemi. Quello che si sarebbe auspicato era di vedere un “welcome” sempre aperto dove si danno indicazioni su orari dei trasporti (che pure questi non funzionano a dovere), visite guidate e dove si forniscono depliant della straordinaria cittadina. Non solo, non ci sono cartelli turistici che valorizzano questo museo a cielo aperto che è Nemi ma dietro al famigerato punto informativo c’è “monnezza” cartelli appoggiati alla meno peggio, roba lasciata lì come fosse un ripostiglio di casa fruibile anche al turista invogliato a portarsi via una foto ricordo di come si valorizza il “belpaese”. Persino i manifesti dell’amministrazione sono un pugno nell’occhio. Spesso e volentieri scritti in un italiano maccheronico con “orrori ortografici” e quando ci si vuole lanciare in versioni “straniere” ecco che le traduzioni gridano vendetta. Come l’ultimo manifesto di benvenuto affisso in occasione del

gemellaggio, “Il Sindaco e l'Amministrazione comunale danno il benvenuto ai Cittadini di Ceyrat è tradotto in francese maccheronico con le “Commissaire et l'Administration Communale donnent le bienvenu aux Citoyens de Ceyrat”. L’utilizzo di Google avrebbe certamente contribuito a fornire una quantomeno dignitosa traduzione, anche se non eccelsa, in “Le maire et le conseil municipal accueillent les citoyens de Ceyrat”. Poi ci si affaccia dal belvedere e dopo l’incantevole vista del lago, appena ci si dirige all’interno della piazza Roma c’è l’enorme cantiere della scuola che da oltre vent’anni picchetta il Paesino con la sua mo struosa sontuosità. Vogliamo parlare della mini discarica vicino al Castello Ruspoli? Perché toglierci l’ebbrezza di dire che anche piazza Umberto risente dell’eco della confusionaria piazza Roma che potrebbe essere di nuovo minacciata dalle obsolete giostrine che lo scorso anno sono state fatte posizionare proprio all’ingresso di Nemi, regalando ad uno scenario da cartolina, l’ immagine di un sottoborgo romano di altri tempi e pasoliniane memorie. Vogliamo addentrarci nella grande rivoluzione della Sagra delle Fragole? Tutto sempre uguale, si vive di rendita. Degna di nota, è da dire però, quest’anno la storica fanfara dell’Arma dei Carabinieri in occa sione del bicentenario. Ciò che di positivo rimane è l'eredità delle passate amministrazioni sia di centrodestra che di centrosi nistra. Lasciato il centro storico, il verde è per la maggiore incolto, c’è un modulo della Protezione Civile abbandonato dietro il campo sportivo, le sterpaglie in via della Radiosa stanno per coprire il cartello con il nome della strada e a Valle Petrucola tra segnaletica e interventi mancati tutto è fermo. “Venghino signori venghino” questo è il paese dove la raccolta differenziata non è stata estesa a tutto il territorio, dove mancano i parcheggi, dove il decoro urla vendetta, dove l’isola ecologica è desaparecida prima ancora di nascere, dove un l’unico benzinaio è stato smantellato e ne rimane un brutto e triste ricordo, dove del salotto d’Europa resta solo un pal lido slogan.

ANGUILLARA, BILANCIO TASI. SCEGLIAMO ITALIA: “ DA PIZZORNO BUFALE ELETTORALI”

Manciuria / Fantauzzi: “Siamo favorevoli al principio di coinvolgere i cittadini nelle scelte strategiche ed economiche del paese” “La disAmministrazione Pizzorno è in piena campagna elettorale per queste europee e nonostante i forti dissidi sulle preferenze tra post democristiani e post comunisti non finisce mai di stupire per inettitudine e incapacità nell'azione di governo cittadino. Anzi, rilancia nel peggior stile della compianta prima repubblica e promette di iniziare la manutenzione delle strade a poche ore dalla scadenza elettorale e dopo tre anni di abbandono della città ". Lo affermano i consiglieri del gruppo ScegliAmo Italia Sergio Manciuria e Mario Fantauzzi dopo aver letto il comunicato propaganda del Primo Cittadino propinato sul sito istituzionale e divulgato dalla stampa locale. “Siamo favorevoli al principio di coinvolgere i cittadini nelle scelte strategiche ed economiche del paese, punto programmatico della Giunta Pizzorno tutt'ora nel cassetto – sottolineano Manciuria e Fantauzzi ma non possiamo accettare che un Sindaco decida di abdicare al proprio ruolo gestionale per dar vita ad una campagna sulle segnalazioni delle buche a carico dei cittadini e non dell'ufficio manutenzione preposto. L'aspetto più ridicolo della vicenda è fornito da

un dato oggettivo dove la realtà supera la fantasia, anche i non vedenti sono al corrente che la nostra città è una buca a cielo aperto. Se il Sindaco proprio ci tiene a gravare i cittadini di compiti che spettano a chi li disamministra, per essere più celeri suggeriamo loro il contrario: segnalino i tratti ancora agibili della viabilità comunale”. “Il vanto di aver messo a posto i conti a discapito di tre anni di abbandono della scuola, delle strutture sportive, delle strade, della sicurezza, dell'arredo urbano e del verde che rendono evidente lo stato di degrado in cui versa Anguillara dall'insediamento del Partito democratico in Comune – proseguono i due consiglieri sabatini - ma soprattutto l’impennata delle tasse che sta impoverendo il tessuto sociale ed economico, cozza con le risorse dichiarate disponibili per chiudere le buche: appena 30,000 euro per tutte le strade secondarie. Una bufala vergognosa a puro scopo elettorale”. “La verità è ben diversa da come la racconta la sinistra sabatina, dei 684.000 di avanzo libero di cassa (quelli potenzialmente spendibili ma spesso oggetto di accantonamento come riportato) ad oggi – specificano

i due esponenti di ScegliAmo Italia -, nessun euro è destinato alla manutenzione strade. Quindi chi segnalerà farà sicuramente il suo dovere di bravo cittadino ma con la consapevolezza di essere preso letteralmente per i fondelli. Che il Primo Cittadino non creda più di tanto a quello che sottoscrive si è visto l’altro giorno in Consiglio Comunale quando in fretta e furia, nonostante il governo democratico si sia reso disponibile di rinviare la TASI a settembreottobre, ha imposto a maggioranza l'aliquota dell' uno per mille (come anticipo) sulla prima casa, senza sgravi per le famiglie. Alla nostra proposta di votarla purché ci fosse stato l'impegno solenne di mantenerla con quel numero per tutto l'anno in corso – concludono Manciuria e Fantauzzi -,Pizzorno ha preferito trincerarsi dietro scuse puerili e banali. La sostanza è una sola, la sinistra preferisce tassare piuttosto che tagliare o investire ".


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POGGIO MIRTETO, ALLA SETTIMANA MUSICALE MIRTENSE IL PIANISTA E COMPOSITORE

DI FAMA MONDIALE BRUNO CANINO

Obiettivo principale della manifestazione sarà offrire ai giovani musicisti della Sabina un palcoscenico in grado di

evidenziare il loro talento ed il lavoro svolto dai Conservatori che interagiscono col territorio.

Poggio Mirteto (RI) - Nuovo appuntamento con la Settimana Musicale Mirtense, la rassegna giunta oramai alla sua 9° edizione grazie alla perseveranza e all’amore per la musica degli Amici del Museo di Poggio Mirteto, da sempre dediti alla promozione turi stico-culturale del territorio. Anche quest'anno obiettivo principale della manifestazione sarà offrire ai giovani musicisti della Sabina un palcoscenico in grado di evidenziare il loro talento ed il lavoro svolto dai Conservatori che interagiscono col territorio, senza perdere di vista quanto di più stimolante proviene dall’esterno, oltre i consueti confini provinciali. Il programma, definito e realizzato in collaborazione con il prestigioso contributo dell’Associazione Europa Musica, leader per l’organizzazione di concerti, festival e allestimenti operistici in Italia, avrà inizio alle 21 di dome-

nica 18 con la Festa della Musica Popolare Corale e Bandistica nell’ampia ed elegante piazza del paese. L’evento sarà dedicato alla memoria del M.o Giacomo di Mario, scomparso lo scorso anno. Lunedì 19 maggio, alle ore 21, presso la Chiesa di San Giovanni, sarà invece la volta del pianista Lucio Perotti, giovane musicista romano, ex allievo del Conservatorio di Santa Cecilia , affermatosi ormai tra i più validi interpreti della sua generazione. L’esecuzione prevede brani tratti dal repertorio musicale di John Adams, Alexander Skrjabin e Frederic Chopin. Come ogni anno ci sarà uno spazio riservato ai più piccoli : martedì 20 Maggio, alle ore 10, presso la Sala della Cultura, la G.E.F.F. Trombone Quartet, suonerà per gli allievi della Scuola Media di Poggio Mirteto. A seguire due incontri dedicati ai musicisti dei Conservatori del territorio, nuovi talenti per i quali la ras-

segna intende rappresentare una vetrina d’eccezione capace di evidenziarne talento e professionalità. Infatti, alle ore 18, la Chiesa di San Giovanni ospiterà tre musicisti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Briccialdi” di Terni, che intratterranno il pubblico presente con musiche per pianoforte e soprano. Anche mercoledì 21, sempre alle 18, avremo sulla scena giovani talenti; questa volta sarà il Trio da Camera del Conservatorio di S. Cecilia della sezione di Rieti ad offrire il loro contributo alla riuscita della manifestazione con un concerto che prevede l’esecuzione di pezzi di Beethoven, Haydn e Strauss. Giovedì 22 si torna ancora sulle tradizioni bandistiche locali con la presentazione del libro “La Banda Municipale di Poggio Mirteto” dell’autrice Beatrice Monacelli: appuntamento alle ore 18.00 nei locali della Scuola di Musica della Banda Garibaldina. Venerdì 23 maggio alle ore 21, presso la Sala della Cultura, torna la G.E.F.F. Trombone Quartet. Il gruppo, generosa espressione musicale della Sabina, spazierà con il suo repertorio dal barocco al mo derno. Sabato 24 appuntamento alle ore 21 presso la Cattedrale di S, Maria Assunta con il M.o Bruno Canino, celebre pianista e compositore italiano, maestro della musica da camera, che con la sua presenza conferirà una valenza internazionale alla manifestazione. Domenica 25, alle ore 21, concerto della Banda Comunale Nazionale “Garibaldina” di Poggio Mirteto diretta dal M.o Claudio Gamberoni con il contributo dell’organista M.o Dino Rando e, a conclusione della serata, l’esecuzione dell’opera del M° Loreto Ruggieri, vincitore della prima edizione del Concorso Internazionale di Composizione e Trascrizione “Giacomo Di Mario” La manifestazione verrà realizzata in collaborazione con il Comune di Poggio Mirteto, la Fondazione Varrone di Rieti, la Pro Loco di Poggio Mirteto e la Banda Nazionale Garibaldina di Poggio Mirteto e con il contributo di diversi sponsor locali.

VITERBO: L’ASSISTENTE ARBITRALE VITERBESE DAVIDE ARGENTIERI PROTAGONISTA AI PLAY OFF DI LEGA PRO

Viterbo - “La sezione di Viterbo mette a segno un altro colpo nel palcoscenico del calcio che conta”. Questo il commento dell’entusiasta presidente della sezione Aia di Viterbo Luigi Gasbarri e del consiglio direttivo sezionale che esultano per la designazione dell’assistente arbitrale Davide Argentieri. Infatti, dopo la recente designazione in Palermo – Udinese, semifinale dello scudetto del campionato Primavera; Davide Argentieri è stato designato per la

delicatissima semifinale di ritorno dei Play Out di Seconda Divisione (la ex serie C2) che si svolgerà domenica 25 maggio 2014 e vedrà di fronte il San Miniato Tuttocuoio e l’Aversa Normanna. Il risultato della gara di andata è stato di 1-1 e la squadra per dente retrocederà in serie D. Chi vincerà potrà ancora sognare di restare tra i professionisti e partecipare alla prossima serie C unica 2014/2015 sperando di vincere la finalissima, sem-

pre con gare di andata e ritorno. Arbitro dell’incontro di domenica sarà Manuele Verdenelli di Foligno, coadiuvato oltre che da Argentieri dall’altro assistente Claudio Pellegrini di Roma 2 e dal quarto uomo An drea Morreale di Roma 1. “Per noi è un grande motivo di orgoglio questa designazione - sottolinea Gasbarri – al collega Davide Argentieri un forte in bocca al lupo da parte di tutta la sezione Aia di Viterbo”.

TARQUINIA (VT), ASS. NAZIONALE CARABINIERI: PREMIATE LE CLASSI 3A, 3E E 3F DELL’IC “ETTORE SACCONI” Tarquinia (VT) - Si è svolta ieri mattina nella sala consiliare del palazzo comunale di Tarquinia la cerimonia per premiare gli studenti delle classi 3A, 3E e 3F dell’IC “Ettore Sacconi”, che hanno partecipato al concorso creativo promosso dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, nell’ambito dei festeggiamenti del bicentenario della fondazione dell’Arma. A fare gli onori di casa il vice sindaco Renato Bacciardi e l’assessore alle politiche giovanili Maria Letizia La Valle. Presenti i dirigenti e i profes-

sori dell’IC “Ettore Sacconi” e le delegazioni dell’Arma dei Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Carabinieri. «Dare la possibilità ai ragazzi di realizzare un elaborato grafico sulla figura e sul ruolo dell’Arma dei Carabinieri, - ha dichiarato il vice sindaco Bacciardi - è un originale modo educativo per far comprendere ai più giovani l’importanza che essa riveste nell’ambito delle istituzioni democratiche». «I Carabinieri, con impegno quotidiano e incondizionato, assicurano la legalità e la tutela dell’ordine e

della sicurezza pubblica nella comunità in cui svolgono il proprio servizio. - ha sottolineato l’assessore La Valle - A loro va il mio ringraziamento, mentre agli studenti e ai professori Danilo Pasquini e Luciana Bui, curatori del progetto, rivolgo un plauso per l’ottimo lavoro svolto. Prendendo spunto dalle tante vicende storiche che hanno come protagonisti i Carabinieri, hanno saputo spiegare in modo egregio quali siano i diversi compiti istituzionali dell’Arma dei Carabinieri».


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REDAZIONE LAZIO - FROSINONE E LATINA L’osservatore d’Italia

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VIOLENZE E BARBARIE ALL’AMBIENTE: 30 ANNI DI OMERTA’ IN

MOLISE... E IN PROVINCIA DI FROSINONE?

Meritevole e coraggiosa e civile è l’iniziativa degli studiosi molisani nel denunciare pubblicamente le malefatte

avvelenatrici del loro territorio, come pure un plauso al Comune di Atina e al suo sindaco che hanno ospitato e

dato spazio e voce alla denuncia. di Michele Santulli

Frosinone - Ecco alla buon’ora un atto di coraggio e di civiltà: la denuncia pubblica e documentata di soprusi e di violenze all’ambiente e al territorio, nel caso specifico in particolare di avvelenamento e di rifiuti tossici nel Molise, pubblicamente qualche giorno addietro, denunciati e documentati: con coraggio e consapevolezza. Dopo tanti resoconti di avvelenamento del territorio apparsi negli ultimi tempi, non vogliamo scendere nei particolari poiché possiamo ben immaginare di che cosa può mai trattarsi in Molise ma solamente rammentare che nella nostra provincia, Frosinone, si sono commesse le violenze e gli orrori più indicibili ai danni dell’ambiente e del paesaggio, certamente più che in Molise, ma non risulta che vi sia stata mai una una pubblica accusa da parte dei cittadini e, peggio ancora, dei politici. Il Molise è una regione giovanissima, sono una cinquantina d’anni che è stata costituita e in questo periodo, il più funesto per l’Italia, anche questa regione è stata preda indifesa e innocente della speculazione edilizia più sfacciata e predatoria e volgare da parte della feccia imprenditoriale. Feccia, a mio avviso, perché lesiva e distruttiva dei pubblici interessi e sollecita esclusivamente dei propri. Infatti in una società civile e democratica non si consente l’arricchimento dello speculatore a danno della distruzione del paesaggio e dell’ambiente, senza menzionare la quasi sempre non-architettura e non-qualità di quanto realizzato. L’attività edilizia non è stata una industria come sarebbe potuto essere ed è nei paesi avanzati, quindi operante nei limiti della legge e delle regole della economia, bensì un abuso e uno sfruttamento. Ovunque si volga lo sguardo, lo spettacolo è il medesimo: cementificazione e asfaltamento del territorio, al di fuori di qualsivoglia pur banale programmazione architettonica e urbanistica. Ovviamente i concetti di

arte e cultura e vivibilità e rispetto del paesaggio anche qui sono peregrini e sconosciuti. Tutto si è concentrato sulla edificazione arrembaggistica e selvaggia del territorio, la stella polare è stata la speculazione, dai più grandi ai più piccoli. Basti ricordare che da Campobasso si diparte una superstrada direzione Termoli-Vasto che per chilometri e chilometri si svolge su piloni, dunque aerea, sopraelevata! Nemmeno gli sceicchi avrebbero osato tanto, che di soldi ne posseggono a quintali. Mancando la remora civile e culturale del rispetto dell’ambiente e quindi del proprio simile sia da parte del cosiddetto costruttore e sia da parte del Comune che rilascia, quando la rilascia, la autorizzazione, è stato normale e consequenziale quando il caso di procedere anche alla distruzione e avvelenamento scientifico e consapevole del territorio, nell’assenza completa e totale di qualsivoglia non dico freno inibitorio della coscienza civile quanto principalmente del controllo e presenza dell’organo di vigilanza dello Stato. E pensando alla provincia di Frosinone, quanto avvenuto nella Valle del Sacco, nei secoli passati ritenuta già dagli antichi Romani uno dei beni più preziosi come l’oro e l’avorio, è troppo deplorevole e angoscioso per dimenticarlo. Lo Stato ha messo a disposizione provvidenze finanziarie incredibili, agevolazioni burocratiche e fiscali di ogni tipo, per facilitare la industrializzazione, e quindi la distruzione, della una volta splendida pianura. E gli insediamenti industriali sono nati, basta guardarsi in giro: cifre colossali di soldi pubblici tolti al benessere dei cittadini messi a disposizione degli industriali, senza minimamente preoccuparsi e interessarsi né del tipo di industria né di come si comportavano rispetto al territorio e all’ambiente. Ora avviene, finite le agevolazioni e provvidenze, che la prevalenza delle industrie hanno chiuso e le rimaste sono quelle farmaceutiche e chimiche nonché quelle di raffinazione che tutte le regioni un po’ attente evi-

tano di avere a causa del fetore e degli odori maleodoranti che le caratterizzano, nonché degli incom benti pericoli di inquinamento. Ma quanto imperdonabile e più che criminale, suicida, è stato il fatto che queste industrie non si sono minimamente sentite obbligate ad attrezzarsi con impianti di depurazione per cui è stato normale e perfino elementare per tutte, per anni e anni, riversare irresponsabilmente e criminosamente i loro rifiuti tossici nel fiume Sacco che è divenuto un avvelenatore dell’ambiente, nella assenza totale e completa di controllo e dello Stato e dei cittadini e delle istituzioni locali. Lo Stato, quindi i cittadini, hanno pagato cifre colossali per favorire la industrializzazione, che ora è quasi scomparsa, e ora cifre altrettanto colossali per disinquinare e bonificare l’ambiente, senza contare la cassa integrazione! Si è annientata la Valle del Sacco, si è avvelenato il territorio, si sono appezzentiti i cittadini per favorire la industrializzazione, ma nessuno è sceso in piazza a protestare e a pretendere giustizia. Eppure l’Unione Europea ammonisce: “chi inquina, paga”. E perciò tanto più meritevole e coraggiosa e civile è l’iniziativa degli studiosi molisani nel denunciare pubblicamente le malefatte avvelenatrici del loro territorio, come pure un plauso al Comune di Atina e al suo sindaco che hanno ospitato e dato spazio e voce alla denuncia.

LATINA, MEMORIAL MAURIZIO MAESTRELLI: QUADRANGOLARE DI CALCIO DI BENEFICENZA Latina - Appuntamento di lusso oggi, sabato 25 maggio ore 15,30, allo stadio Francioni di Latina con il quadrangolare benefico "Memorial Maurizio Maestrelli" rientrante tra le iniziative della Lazio Cup 2014, il cui incasso, ad offerta, sarà devoluto all'Associazione Italiana Tumori Cerebrali presso l'istituto Besta di Milano e alla onlus Pietro Leonardi.In campo le squadre dei “Vip di Latina”, il “team Lazio Cup”, formazione composta da organizzatori, dirigenti e allenatori delle squadre partecipanti al torneo internazionale Lazio Cup, gli "Amici di Maurizio" e la “Nazionale giornalisti Rai “(in oltre cento partite ha raccolto in beneficenza la somma di quasi 3 milioni di euro ed è testimonial Unicef). La squadra dei Vip, composta in larga parte da Assessori e consiglieri comunali, sarà capitanata dal Sindaco Giovanni Di Giorgi che giocherà solo la prima partita perchè poi impegnato al teatro Cafaro per il premio "Mecenate dello Sport", e poi ci saranno Michele Nasso, Giacomo Mignano, Di Matteo Claudio, Tripodi Angelo, Di Rubbo Giuseppe, Calvi Alessandro, Cozzolino Alessandro, Ialongo Giorgio, Seghetti Gianluca, Emanuele Di Giorgi, Polverino Rino, Ansalone Mauro, De Nardis

Luigi, De Marchis Giorgio, Patarini Maurizio. La formazione "Amici di Maurizio", che già nella passata edizione vinse nettamente, è la grande favorita del quadrangolare. In campo, agli ordini di Beppe Materazzi, ci saranno, tra gli altri, Pancaro, Giordano, Marchegiani, Pulici, Oddi, Matteo Materazzi, Giordano, D'Amico, Di Chiara. Ma sono previste altre novità, in quanto Massimo Maestrelli e Monia Materazzi lavoreranno fino all'ultimo per portare a Latina qualche altro big non solo del pallone, ma anche della musica e dello spettacolo, per attirare tutti coloro che vogliono dare un piccolo contributo a due rilevanti temi sociali. Questo l'ordine delle partite con inizio alle ore 16.00 (tempo unico di 30 minuti, al termine del quale, in caso di parità, si andrà direttamente ai rigori): Lazio Team Cup - Vip Latina,Nazionale Giornalisti Rai-Amici di Mau rizio;

a seguire le perdenti giocheranno per il terzo posto e le vincenti per il primo posto.Nel corso delle partite il sindaco Giovanni Di Giorgi e l' Assessore allo Sport Michele Nasso consegneranno due riconoscimenti alle squadre del Basket Latina e SMG Basket School che nelle prossime settimane saranno impegnate nelle finali nazionali giovanili.


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RUBRICA SETTIMANALE

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VITERBO E PROVINCIA: TRA MITI, FIABE, LEGGENDE E STORIA “IL LAGO RESTITUISCE L’AGONIA DI AMALASUNTA” di Emanuel Galea Per comprendere meglio il segreto che cela l’isola Martana, occorre innanzitutto non aver dubbi che Amalasunta, regina degli Ostrogoti, sia venuta a mancare per morte violenta nel 535 d.C. Questa premessa è importante. La sua morte, infatti, è legata alla storia dell’isola Martana e più propriamente al lago di Bolsena. All’isola Martana si lega anche il nome di Santa Cristina, martire e patrona di Bolsena. Le spoglie della santa furono seppellite sull’isola nel 410 d.C. per evitarne lo scempio da parte degli invasori Barbari. Amalasunta fu data come moglie a Eutarico, appartenente alla famiglia Amali nel 515 d.C. Il matrimonio non ebbe fortuna perché solo dopo sette anni, nel 522 d.C. Amalasunta rimase vedova con due figli a carico, Atalarico di soli cinque anni e Matasunta. Divenne reggente del regno degli Ostrogoti a nome del figlio Atalarico nel 526 d.C. anno della morte di suo padre, il re Teodorico. Essendo fortemente incline alla cultura romana e discreta conoscitrice della lingua latina e greca , curò particolarmente una politica di buoni rapporti tra Goti, Romani e Bizantini. La sua ostentata simpatia verso i romani e un appariscente disinteresse verso i Goti gli fecero perdere la solidarietà di una parte della nobiltà ostrogota , che successivamente le costò la sottrazione dell'educazione del figlio. Amalasunta reagì irresponsabilmente, bandendo, e successivamente facendo uccidere, tre dei capi sospettati di aver cospirato contro di lei . Da questo istante in poi iniziò il suo declino fino alla tragica fine. Alla morte del figlio, avvenuta il 2 ottobre del 534 d.C, Amalasunta divenne regina a tutti gli effetti e associò al trono il cugino Teodato, cercando di ingraziarsi gli ostrogoti. I Goti a lei ostili sospettavano invece che Amalasunta intendesse sposarsi con un altro nobile Goto, eliminando il figlio dalla successione per governare direttamente l'Italia. Amalasunta cadde vittima, quindi, di un complesso gioco politico fatto di miste riose sfaccettature e intrighi di palazzo. Si sospetta, che allora si tennero dei contatti segreti tra Giustiniano I e Teodato , complottando prima per l’imprigionamento e poi per la sua relegazione sull’Isola Martana. Durante la prigionia, la regina e il guardiano dell’isola, Tomao, s’inna morarono perdutamente. Il fatto non sfuggì a Teodato che non si fece scappare l’occasione per liberarsi dalla regina. Approfittando dell’assenza temporanea del guardiano amante Tomao dall’isola, Teodato ordinò che venisse prima strangolata nel bagno, dai parenti di quei Goti di cui ella aveva ordinato l’uccisione, e poi gettata nel lago, dal lato molto scosceso che precipita a picco nell'acqua. I rintocchi delle campane del Convento di S. Stefano sull’isola, in quell’istante, sancirono il tragico evento. Un uomo cresciuto e vissuto nelle vicinanze di quel luogo narra una sua esperienza notturna sul lago: “Quella notte - racconta la luna illuminava il lago a giorno e il lato scosceso dell’isola, quella parte a strapiombo, rifletteva i dolci rullii della barca mossa da una leggera brezza. Eravamo usciti per una pesca notturna e seguimmo la scia argentata della luna sulle acque mentre sulla prua ci faceva luce una lanterna a petrolio. Mezzanotte era passata da più di due ore e, soddisfatti della ricca pesca, riassestammo gli attrezzi e ci preparavamo per ritornare a riva .Tutto avvenne in un attimo. Un branco di pesci, come spaventati, fuggiva seguendo la scia della luna, le acque attorno a noi si agitavano, si alzava un vento inconsueto e l’ombra della barca riflessa su quella parete a strapiombo, segnava sinistri movimenti. Il vento che si era alzato portò dall’altra isola i rintocchi delle campane della Chiesa di S. Cristoforo e lì per lì tutto mi pareva un sogno. Un urlo straziante si levò dalle acque e una grossa carpa schizzò da sotto la barca e sparì immediatamente nel buio”. Terminato il suo racconto, si poteva notare ancora lo sgomento impresso sullo sguardo dell’uomo. Egli è fermamente convinto che l’episodio di quella notte fu realmente vissuto. Non è l’unico a pensarla così. I pescatori locali e molta gente del luogo sostengono che nei giorni di tramontana e ad una certa ora, là, dove fu gettato il corpo di Amalasunta, in una chiazza di acqua rossastra si formano tante bollicine e da lì salgono le urla straziate del l’amante infelice, quasi per implorare il perduto amore. Altre grida soffocate ingolfano i titoli dei telegiornali e le prime pagine della carta stampata. Sono le grida delle varie Amalasunta assassinate dagli ex mariti, ex fidanzati, ex conviventi, padri, fratelli e ahimè, persino dai propri figli. Molto triste costatare che la società non comprende né la portata né le cause scatenanti. Ci si illude di fermare il fenomeno creando il neologismo “femminicidio”. Uno slogan, uno spot che va bene per i titoli dei giornali ma che a nulla contribuisce per la risoluzione del fenomeno. Le fiaccolate, le proteste e i grandi cortei con enormi striscioni urlati: “Basta con il femminicidio, basta con la discriminazione e violenza di genere” possono soddisfare le piazze, rimangono tuttavia lontanissime dall’avvicinarsi al problema. Sulla stessa scia populista segue il legislatore con leggi “anti-femminicidio”, parole vuote che non dicono niente, non lambiscono di un solo millimetro, anche loro, il fenomeno. Quale studio serio, ricerca approfondita, è stata mai fatta per cercare di spiegare e capire veramente cosa sia all’origine del fenomeno? Dietro ognuno di quei femminicidi , quale tipo di rapporti, come sono originati, in quale situazione? A cosa si addebita l’aggravarsi del fenomeno? Valori, etica, certezza della pena c’entrano

in questo fenomeno? Possano entrare in qualche modo rapporti affrettati, mal as sortiti e costruiti sull’effimero? Mentre il lago di Bolsena restituisce i lamenti della regina inquieta, spirito senza pace, che dal profondo della sua sepoltura attende invano il soccorso del suo Tomao, le tante Amalasunta del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole aspettano che si smetta di inventare neologismi e sparare slogan vuoti. Qualcuno si dedichi, invece, a condurre un esame serio del fenomeno, cercando di capirlo e di proporre veri rimedi.

LA FINESTRA DI "AMALASUNTA" REGINA DEI GOTI - ISOLA MARTANA LAGO DI BOLSENA (VT)

"ISOLA MARTANA" LAGO DI BOLSENA (VT) - IL TUNNEL CHE DALL'ALTO DELL'ISOLA CONDUCE NELLA PARTE POSTERIORE A LIVELLO DEL LAGO

ISOLA MARTANA LAGO DI BOLSENA (VT)

TARGA ANNIVERSARIO NASCITA AMALASUNTA REGINA DEI GOTI ISOLA MARTANA - LAGO DI BOLSENA (VT)


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ARTE E DIGITALE L’osservatore d’Italia

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DALLA TELA AL TABLET. PARLIAMONE CON THOMAS LI VIGNI Bisogna quindi crearla, inventarla. Con l’installazione che ho fatto per l’opera del Calderini ho trovato il giusto compromesso. Ma la stampa sul supporto non è sufficiente, è importante pensare al metodo di stampa, al tipo di supporto e infine alla messa in scena dell’opera. È affascinante vedere l’opera fin qui imprigionata nello schermo del computer prendere vita, passare simbolicamente dall’etereo al concreto. A questo punto è chiaro pensare che le soluzioni siano infinite. Mentre le tecniche tradizionali sono state interamente esplorate, quelle digitali sono ancora tutte da scoprire, ed essendo in continua evoluzione al passo con la tecnologia non finirà mai di stupirci. Ecco perché sono convinto che sia qui il fu turo della pittura.

di Daniela Zannetti La tecnica dell'illustrazione e della grafica digitale è cresciuta di pari passo con la tecnologia. Grazie ai tablet, le tavolette da disegno elettroniche (ce ne sono di ogni misura e qualità), il disegno si arricchisce di nuovi spettacolari strumenti. I programmi offrono miriadi di “filtri” che riproducono tratti, pennellate, chiaroscuri, volumi, aerografi, chine, trasparenze, eccetera. Entra in scena la Digital Art, cosiddetta Arte Leggera, che produce File, piuttosto che Tele o Scul ture. Lei, Li Vigni, è considerato uno dei più bravi artisti italiani esperti di questa arte in evoluzione. Come si è formato e come è approdato a questa formula creativa? Quali riflessioni..gli strumenti.. Ho cominciato ad utilizzare la tavoletta grafica per il mio lavoro di graphic designer, quando ancora studiavo all’Albe Steiner di Torino. Poi son entrato all’Accademia Albertina di Belle Arti, inizialmente non per iniziare un percorso artistico ma per ampliare le mie capacità creative sempre nel campo della grafica pubblicitaria. Cominciai a lavorare con l’olio, con l’acrilico, e per 4 anni imparai a dipingere e a conoscere il mondo dell’arte. Il quinto e ultimo anno volevo trovare il mio stile, per un progetto ebbi bisogno di spolverare la mia vecchia tavoletta digitale. Lavorando mi son reso conto che questo strumento poteva essere utilizzato in maniera pittorica oltre che grafica. La tela divenne così lo schermo della mia tavoletta, il pennello la mia penna digitale. Ma non ho mai cambiato la mia tecnica pittorica, è cambiato solo lo strumento, è importantissimo precisarlo: le ore di lavoro sono esattamente le stesse, i movimenti che la mano fa anche quasi gli stessi. Un’altra cosa fondamentale, non uso mai filtri digitali o effetti che simulano la materia pittorica, le mie pennellate sono piatte e digitali non cerco di simulare la materia perché non ha senso. Il computer non partecipa assolutamente alla fase produttiva, è soltanto uno strumento. Ci tengo a precisarlo perché troppe volte ancora la gente pensa che sia il computer a fare tutto come nei film di fantascienza, ed è veramente esasperante quando passi ore su un dipinto sentirsi dire que sto! La sua tecnica di contorno in alcune opere ricorda il mondo del fumetto, lontano dalle matite sfumate del disegno tradizionale, ma quali sono i passaggi creativi per realizzare un “File” di Arte leggera?... Sì in effetti arrivando dal mondo della grafica, ho una forte influenza fumettistica, amo i colori pop e bril-

lanti, i forti contrasti. I passaggi creativi del mio la voro consistono sostanzialmente in 3 fasi. La prima è lo shooting fotografico del modello, una volta la foto digitalizzata, riprendo i tratti principali della figura, così ottengo un bozzetto digitale pronto ad essere dipinto. Poi dipingo esattamente come se fossi su una tela. L’ultima fase è la stampa del file, è il momento in cui si passa dall’opera digitale all’opera fisica. "A fior di Pelle" di Anatomia in mostra, installazione che riproduce “Nudo con Alloro” - un olio su Tela di Marco Calderini dalla Pinacoteca Albertina ricostruisce l'anatomia del soggetto con un effetto che ricorda i lucidi. Come ha avuto l'intuizione di rendere tridimensionale, anzi attra versabile, l'opera?.. Quell’opera è stata la prima mutazione di un mio lavoro digitale verso un opera fisica e concreta. Nell’ambito del mio corso di anatomia artistica, il progetto era di scomporre anatomicamente il soggetto di un’opera della Pinacoteca Albertina. Capire come fossero inserite le ossa e i muscoli sotto la pelle del soggetto. Un esercizio particolarmente difficile. Io scelsi l’opera del Calderini. Dopo aver fatto le due tavole ossa e muscoli ho subito pensato ad un’installazione. Scomporre a in 4 livelli l’opera, pelle–muscoli–ossa-sfondo, stampare i livelli su un materiale trasparente, e trovare un modo per farli stare diritti così da poter vedere attraverso la pelle del soggetto. Come materiale scelsi il plexiglass e feci costruire un supporto su misura da un falegname. Il risultato fu assai soddisfacente. Il file diventa così un opera tridimensionale, a metà via tra installazione e opera pittorica. Un punto di vista frontale permette di vedere il soggetto in trasparenza mentre un punto di vista laterale permette di analizzare ciascun dei piani singolarmente. L’opera è stata scelta per la mostra “A fior di pelle” in Pinacoteca Albertina e per la 12esima Biennale di Arte Contemporanea di Istanbul alla quale ho partecipato con i ragazzi dell’Accademia. Il passaggio dal file, riproducibile e falsificabile, all'installazione su plexiglas o altri supporti fa assumere all'opera quel valore di Unicità tradizionale del pezzo d'arte. Solleva un quesito interessante, dal mondo elettronico, ologrammatico del digitale ad una nuova fruibilità del File? Il digitale nell’arte finora è stato soprattutto associato alla fotografia, ai video art e alle installazioni, ma non certo alla pittura. Tradizionalmente, la pittura usa la materia, cosa inesistente nella pittura digitale.

La sua arte piace sicuramente ai più giovani. Chi sono i suoi estimatori. E i “più” adulti, cosa dicono del suo talento e come si rapporta con altri artisti che usano tecniche tradizionali o con gli stessi artisti sperimentali... Lei stesso è un giovanissimo – Lyone08.87 - maturato all’ Albe Steiner di Torino, poi in Accademia Albertina di Belle arti, vive e lavora a Lione. In Francia l'apprezzano forse più che in Italia... L'Europa è culla dell'Arte. Forse i francesi sono più aperti allo sviluppo dei nuovi linguaggi creativi?... Sì il mio lavoro è molto apprezzato dai giovani, forse perché immersi quotidianamente nella tecnologia riescono a capirmi più facilmente. Ho anche molti detrattori che mi snobbano perché pensano seriamente che sia il computer a far tutto e che io metta solo la firma! Molti hanno cambiato idea dopo aver visto i miei speed painting, nei quali registro la schermata del computer mentre dipingo. L’Europa come dice lei è culla dell’arte, e appunto per questo tende a rimanere ancorata al suo prestigioso passato. I tradizionalisti in Italia sono scettici di fronte alla pittura digitale perché non capiscono l’evoluzione in corso. Eppure dovrebbero sapere che quest’ultima non l’ho di certo inventata io o qualche mio collega, ma esiste da tantissimi anni. Andy Warhol già la sperimentava negli anni 70’, e all’epoca tutti lo applau divano. In Francia i preconcetti sono meno diffusi è vero, la mentalità è diversa. Ma raramente vedo in gallerie opere digitali. A Lione ogni anno viene organizzata la festa delle luci, durante la quale incredibili video digitali vengono proiettati sulle facciate degli edifici storici della città. Sono sicuro che a breve anche la pittura digitale sarà altrettanto presa in considerazione. Anche l’Italia saprà tornare all’avanguardia artistica mondiale. Ci può anticipare qualcosa dei suoi prossimi la vori.. ne saremmo onorati. La ringrazio vivamente dell'intervista a mio nome e a quello dei lettori de L’Osservatore d’Italia. Certo, sto lavorando ad una serie di ritratti di coloro che per me sono i maestri dell’arte e del design contemporaneo, da Picasso a Warhol, da Starck a Jenny Saville. La possiamo definire una serie di dipinti “omaggio”, sono infatti questi artisti ad avermi influenzato ed ispirato per arrivare a fare quello che faccio oggi. Il progetto è in corso, una volta finiti i dipinti, verranno stampati su PVC lucido, in grande formato. Poi, per ognuno di loro applicherò una lastra di plexiglass retroilluminata da led. Infine interverrò sulle lastre incidendole, ciascuna in maniera diversa a seconda del maestro ritratto; per esempio Basquiat verrà graffiato, Picasso avrà delle forme a carattere cubista, Warhol dei loghi pubblicitari. Una specie di finestra futuristica e contemporanea sul passato dell’arte. Per voi in anteprima Basquiat, Warhol e Frida Kahlo! Gra zie a lei Daniela!

24 maggio 2014  

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