Issuu on Google+

L ’ osservatore laziale QUOTIDIANO INDIPENDENTE DI INFORMAZIONE WWW.OSSERVATORELAZIALE.IT

Giovedì 10 Ottobre 2013

Direttore Responsabile: Chiara Rai - Editore: IG Servizi Srl - Sede legale: Roma, via C. Colombo, 440 - Tel. 3457934445 - Fax. 02700505039 - Email: info@osservatorelaziale.it

Anno II Numero 151

LANUVIO, TUSCOLO E GENZANO: AREE ARCHEOLOGICHE NEL DIMENTICATOIO L’inchiesta di Maurizio Costa a pagina 3

LO STIVALE DELLA VERGOGNA DISOCCUPAZIONE & IMMIGRAZIONE: IL FALLIMENTO DEL GOVERNO

L'urlo dei manifestanti: "assassini, buffoni, vergogna. Andate a vedere come vivono i migranti nel Centro". L’editoriale

Tante contestazioni e discussioni che si concentrano sulla pessima figura dell'Italia nella gestione dell'immigrazione, rispetto alle leggi che la regolano. In tutto questo c'è il controcanto inascoltato degli italiani disoccupati. Un paradosso che ben fa emergere il nostro vignettista Antonio Dal Muto. Quei 300 morti nell'hangar dell'aeroporto sono un'immagine che non si dimentica; un pugno nello stomaco per Letta e Barroso che vanno via da Lampedusa con una serie di promesse assai impegnative e una certezza: il nodo dell'immigrazione, quell'esodo costante dai paesi del nord Africa, dall'area subsahariana e dal medio Oriente squassati da guerre, fame, rivoluzioni, deve diventare tema cen trale della politica europea. Al contrario, l'Ue non sarà altro che un palazzo di burocrati e il Mediterraneo una tomba per altri milioni di disperati. Sono le 10 quando l'aereo presidenziale atterra sull'isola e il mare ha appena restituito i corpi di altre otto vittime. Alla fine della giornata ne avranno recuperati 14, facendo salire il totale a 302. Il tempo di ricevere il saluto del sindaco Giusi Nicolini e alle orecchie del premier e del presidente della Commissione europea, accompagnati dal commissario Cecilia Malmstrom e dal ministro dell'Intero Angelino Alfano, arriva l'urlo dei manifestanti assiepati fuori dall'aero porto, una decina di ragazzi: "assas sini, buffoni, vergogna. Andate a vedere come vivono i migranti nel Centro".

I PROFUGI ABELI IN FUGA DAI FRATELLI CAINI di Emanuel Galea

“A ndiamo in campagna.

Mentre erano in campagna, Caino alzo la mano contro il fratello Abele e lo uccise.” (Genesi Cap.4) Una breve premessa è d'obbligo. Un sopravvissuto ha parlato. Grazie a lui sappiamo da dove vengono quei profughi. Non è che non fossimo al corrente prima dell'incendio che sta divam pando da quelle parti. Abbiamo tutti i mezzi, tutti i contatti ed oserei dire, tutte le possibilità di poter intervenire, di fare sentire una voce forte e chiara, dove nascono queste tragedie. Non mancano gli strumenti per esercitare qualche forma di pressione verso gli autori di tanta sofferenza. Sappiamo che quei poveri disgraziati sono partiti dall'Eritrea, dall'Etiopia, dalla Nigeria, dal Sudan e non si può escludere che venivano da altri località del Corno d'Africa. Che rapporti intrattiene il governo italiano con questi paesi. Ci sta l'Ambasciata Etiope a Roma e una Rappresentazione diplomatica in Etiopia (rapporti bilaterali con Etiopia e Gibuti, Igad). Ancora con l'Etiopia poi, intercorrono le varie cooperazioni: Unione Africana e Scuole Italiane, Cooperazione allo Sviluppo, Istituto Italiano di Cultura e ci sta anche l'Agenzia Italiana Ri sposta Emergenza. Continua a pagina 2

Continua a pagina 2

COSTI DELLA POLITICA, IN SENATO SCALIA FIRMA INTERROGAZIONE SU AUTO BLU

ZOOMARINE

IL PARCO DIVERTIMENTI DI ROMA

SU WWW.OSSERVATORELAZIALE.IT IL COUPON SCONTO RISERVATO AI

LETTORI DE L’OSSERVATORE LAZIALE

A seguito di alcune segnalazioni dei cittadini sull'utilizzo delle auto blu da parte di componenti del precedente Governo, a Palazzo Madama i senatori del PD hanno deciso di vederci chiaro ed hanno presentato un'interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Economia. "Tale situazione - si legge nel testo dell'interrogazione - appare FRANCESCO SCALIA incompatibile con l'esigenza di un rigoroso contenimento delle spese ed eliminazione di ogni spreco". I parlamentari del PD chiedono quindi al Governo di procedere ad una verifica puntuale, vera e obiettiva delle auto blu che a tutt'oggi risultano assegnate senza che sussistano reali esigenze di tutela."Ho deciso di sottoscrivere l'interrogazione della collega De Monte - dichiara il Senatore Scalia perché credo sia doveroso, a fronte dei sacrifici che vengono richiesti agli italiani in questo momento di grave crisi economica per il Paese, procedere all'immediata riduzione dei costi derivanti dall'uso delle auto blu".

ZOOMARINE

IL PARCO DIVERTIMENTI DI ROMA

SU WWW.OSSERVATORELAZIALE.IT IL COUPON SCONTO RISERVATO AI

LETTORI DE L’OSSERVATORE LAZIALE


pag. 2

www.osservatorelaziale.it

PRIMO PIANO

dalla prima l’editoriale di Emanuel Galea Con l'Eritrea non si può dire che manchi la cooperazione bilaterale. A parte le rappresentanze diplomatiche nei paesi reciproci, esistono anche qui delle cooperazioni italiane che riflettono il pro fondo legame tra i due Paesi. Diversi sono gli interventi realizzati e quelli in corso di realizzazione . In Eritrea si possono localizzare diverse ONG che operano nei settori sociali, sanità, agricoltura e sicurezza alimentare. In Nigeria, presso il compound delle Rappresentanze dell'Unione Europea in Abuja troviamo gli uffici dell'Amba sciata Italiana. L'Ambasciatore d'Italia in Nigeria è accreditato anche presso la Repubblica del Benin e la Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS). Nella città di Cotonou, Repubblica del Benin,è presente un Console Onorario d'Italia. La cooperazione italiana in Sudan ha le radici nel CPA del 2005, (Comprehensive Peace Agreement), l'accordo che aveva posto fine alla guerra. Purtroppo, altri eventi venuti dopo l'hanno sconvolto ma la cooperazione tra i due popolo è ri masta. Anche qui le ONG sono sempre presenti. Dichiarazione del Ministro della Sanità nello Stato di Kassala : apprezzamento agli italiani per il loro contributo nel promuovere il programma sanitario nello Stato.... testimonia il livello di cooperazione fra i due popoli come lo testimoniano le borse di studio offerte ai sudanesi e sudanese che studiano in Italia. A conclusione di quanto sopra , viene naturale domandare. A Lampedusa c'è stato un via vai di politici, uomini delle istituzioni, presidenti e autorità ecclesiastiche. Coroni di fiori, lacrime, retorica, discorsi di rito. Tutti a piangers su addosso. Fatta la presenza, ritornano tranquilli alla vita normale. “ Chi muore giace, chi vive si dà pace “ Mi permetto citare Adrian Helmsley:

“The moment we stop fighting for each other, that's the moment we lose our humanity” (L'istante che cessiamo di lottare l'uno per l'altro, sarà perché avremo perso la nostra umanità.) E vengo alla domanda conclusiva. Come mai che a Lampedusa, a rendere omaggio a quei corpi del “profugo ignoto” ma conosciamo bene il paese d'origine, come mai non si è affacciata nessuna rappresentanza diplomatica di quei paesi di provenienza dei corpi che giacciono in quell’hangar per rendere omaggio ai propri concittadini? Come mai il responsabile delle nostre istituzioni ancora non ha convocato i rappresentanti di quelle ambasciate per presentare le rimostranze di sdegno ed incaricandoli di trasmettere ai loro rispettivi governi il senso di sgomento del popolo italiano davanti alla loro indifferenza e disinteressato comportamento? L'altro ieri abbiamo scritto che era l'ora di osservare un rispettoso silenzio. Oggi non più. L'Unione Europea sulla quale gravità gran parte della responsabilità, i governi dell'area mediterranea, le ONG, le associazioni che in un modo o l'altro intrattengono dei rapporti sociali, agricoli oppure commerciali con i paesi che costringono i loro cittadini di fuggire dalla morte, per cercare la libertà altrove, che riflettono per un attimo. La cooperazione, gli aiuti ai governi di questi paesi, scambi commerciali con gli affaristi di quei paesi sono poche cose di fronte alla vita. A questi popoli, anziché darli il pescato, diamoli una canna da pesca. Domani il pesce se lo vanno a prendere da soli senza attraversare il mediterraneo. .ti paesi, scambi commerciali con gli affaristi di quei paesi sono poche cose di fronte alla vita. A questi popoli, anziché darli il pescato, diamoli una canna da pesca. Domani il pesce se lo vanno a prendere da soli senza attraversare il mediterraneo.

CONSIGLIO REGIONE LAZIO: TRASPORTI- APPROVATA MOZIONE M5S SU TRENI REGIONALI

Nella mozione, modificata durante la sospensione della seduta, si chiede alla Giunta, al Presidente della regione ed all’assessorato competente di provvedere a “un controllo immediato e diretto sull’adempimento degli impegni assunti da Trenitalia nell’accordo di servizi con la regione Lazio, alla stipula di un nuovo accordo di servizi con la previsione di sanzioni e penali nel caso di mancato adempimento agli obblighi contrattuali previsti nell’accordo stesso ed all’immediata convocazione di un tavolo con i Comitati e le associazioni dei Pendolari, con i vertici e gli Amministratori di Trenitalia, nel risolvere in modo definitivo tutte le inefficienze del trasporto ferroviario pen dolare a livello regionale.” VALENTINA CORRADO Con questa mozione il M5S pretende migliorare il servizio di trasporto L’aula del Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all’unanimità la mozione pre- pubblico per tutti i pendolari laziali e risentata dalla consigliera del M5S, Valen solvere la situazione di degrado in cui sono costretti a muoversi. tina Corrado.

dalla prima "LO STIVALE DELLA VERGOGNA" Una contestazione alla quale si aggiunge, davanti al Comune poco più tardi, quella dei pescatori e dei commercianti, esasperati da anni d'abbandono. "Questa è l'isola dei diritti negati" recita uno striscione che tutti vedono e leggono. Letta e Barroso non fanno una piega, sapendo bene che la politica ha fin troppe responsabilità in questa strage d'inno centi. Ed infatti appena arrivato in conferenza stampa il premier chiede scusa. "Per le inadempienze e le mancanze del nostro paese, del governo e delle istituzioni, rispetto ad una tragedia come questa, una tragedia immane mai accaduta nel Me diterraneo". Parole che la Malmstrom fa sue sottolineando con un tweet che quelle

ticolato su prevenzione, solidarietà e protezione dei rifugiati.Ma Letta sa bene che i nodi non sono solo in Europa, perché la nostra legislazione in materia di immigrazione e diritto d'asilo è a dir poco lacunosa e repressiva. Il premier annuncia che i provvedimenti che il Cdm ha già in cantiere - la revisione della normativa sull'asilo, uno stanziamento nella legge di stabilità per i primi interventi a Lampedusa, un intervento per i minori non accompagnati ma sa bene che il problema vero è la revisione della Bossi-Fini da affrontare con una maggioranza che al suo interno ha sul tema posi zioni piuttosto distanti. L'approvazione in Commissione Giustizia al Senato, con il via libera del governo, dell'emendamento del M5s che abolisce il reato di immi-

dello Stato Giorgio Napolitano che anche oggi da Cracovia ha ribadito che quella di Lampedusa è "giustamente" definita una tragedia euro pea. L'Italia spinge dunque su Bruxelles e incassa due risultati positivi: l'ok del presidente del Consiglio europeo Van Rompuy per intavolare al prossimo vertice dell'Ue in programma a fine ottobre una discussione sul tema e l'invito rivolto all'Europa da Francois Hollande. Bisogna "trarre una lezione da Lampedusa" dice il presidente francese proponendo un piano d'azione ar-

Quel che è certo è che il Centro non è degno di un paese civile. Li dentro ho visto sofferenza e dolore. Interverremo al più presto". Una sofferenza che nulla è in confronto a quella che si respira nell'hangar dove sono allineati i morti senza nome. Letta annuncia che per quei morti, ci saranno funerali di Stato. Quando? "A questa domanda non so rispondere". Non prima che il mare abbia restituito gli altri sessanta corpi che ancora giacciono dentro quel maledetto peschereccio.

bare nell'hangar non sono degne dell'Europa". Epperò è l'Europa che in questi anni ha lasciato sola l'Italia e soprattutto si è disinteressata completamente dei migranti. Barroso lo dice chiaramente: "Non possiamo più girarci dall'altra parte: l'Ue è con la gente di Lampedusa e dell'Italia ; il problema deve essere percepito come problema dell'Eu ropa. Tutti insieme possiamo fare qualcosa per impedire ed evitare che vi sia sofferenza e morte". Il primo passo sono 30 milioni che, dice Barroso, l'Ue metterà a disposizione "per aiutare i rifugiati in Ita lia" Le altre cose da fare le decideranno le istituzioni europee nei prossimi incontri ma la road map imposta dall'Italia è già un mezzo successo, se è vero, come dice la Malmstrom, che ci sono voluti 14 anni solo per avere una politica comune sul di ritto d'asilo. "L'immigrazione - dice Letta - deve diventare il tema centrale dell'agenda Ue dei prossimi anni. L'impegno che l'Italia assume formalmente è quello di farne, insieme alla Commissione, il tema centrale dell'Europa nel 2014". Una strategia concordata con il capo

grazione clandestina, potrebbe essere un primo passo. Ma quando gli chiedono se si interverrà, il premier non può che glissare "discuteremo, approfondiremo, rifletteremo e troveremo le risposte giuste". Fosse per lui, però, le modifiche sareb bero già cosa fatta. Sull' iscrizione dei superstiti del naufragio nel registro degli indagati dice: "Come capo del governo, ho provato un senso di profonda vergogna di fronte allo zelo, questo è un grandissimo dramma umano". Parole che mandano su tutte le furie il procuratore d'Agrigento Renato di Natale: "non si tratta di zelo ma di rispetto delle regole volute dal parlamento" dice prima di affondare il colpo: "un componente dell'Esecutivo non può sindacare sull'azione di un ufficio giudiziario che si limita ad applicare una legge dello Stato". L'altro strappo della giornata Letta lo fa con la sua sicurezza: forzando la mano e imponendo la visita al Centro di accoglienza. Una visita simbolica durata meno di dieci minuti ma utile a non perdere la fac cia. "Abbiamo deciso questa mattina, perché ritenevamo impossibile venire qui senza andare al Centro dirà poi ai giornalisti il premier -


www.osservatorelaziale.it

ROMA E PROVINCIA

pag. 3

ROMA, SAN CAMILLO: OPERAZIONI SBAGLIATE E PAZIENTI

DECEDUTI

AssoTutela: “Si accertino le responsabilità e si assumano i dovuti provvedimenti” Roma - “La storia va avanti da tempo, tutti sapevano ma l’Azienda ha sempre avuto una posizione poco chiara. Operazioni sbagliate in Chirurgia d’urgenza e 10 medici indagati, in quello che fu un ospedale tra i migliori della capitale e che da qualche anno sta subendo un inesorabile declino”. Lo dice il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che incalza: “La

consulenza della procura è stata chiara e i risultati inequivocabili: operazioni che potevano essere facilmente risolte, si sono tramutate in indicibili sofferenze e nel decesso dei pazienti per palesi errori medici. Chi nominò, a suo tempo, quel primario? Perché, dopo tanti dinieghi, all’improvviso la direzione aziendale decise per quell’incarico? E oggi, che cosa

BRACCIANO, CUPINORO. CRZF: “NON PRENDETECI

PER FESSI”

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Comitato Rifiuti Zero Fiumicino Fiumicino - Anche dopo alcune dichiarazioni, della Bracciano Ambiente, dei vertici regionali, di alcuni Sindaci del comprensorio, riteniamo che su Cupinoro ci sia ancora grande confusione:usateci la cortesia di non trattarci da fessi cercando di focalizzare l’attenzione solo sulle 20.000 tonnellate, che peraltro sono un problema serio visto che nel Nord Italia si rileva una contaminazione del materiale secco proveniente da Roma, lo stesso che dovrà essere conferito a Cupinoro, e su cui è necessario spiegare i controlli previsti all’ingresso in discarica per evitare questo problema. L’autocertificazione dell’impianto di partenza potrebbe essere insufficiente ed a Cupinoro non può essere stoccato materiale con codice CER 19.12.11 che differisce dal 19.12.12 per la seguente ag giunta“contenenti sostanze pericolose”. Il problema centrale è il sovradimensionamento dell’invaso “VAIRA 1”, in attesa di VIA regionale; questo anche un bambino lo può capire; i 450.000 mc sono stati stimati nella previsione di installare a Cupinoro un TMB per trattare 135.000 tonn/anno, ora invece si ragiona su un impianto da 60.000 tonn/anno; è questa la quantità dei rifiuti indifferenziati attesi in bocca alla discarica, che successivamente saranno trattati ed i cui scarti dovranno essere abbancati in VAIRA 1; e queste 60.000 tonn/anno nel tempo diminuiranno al crescere della raccolta differenziata nel bacino di conferimento.

Ecco quindi il dato oggettivo: ci sono 250.000 mc di volumetria in eccesso rispetto alle esigenze; se consideriamo che alla richiesta di informazioni circa le volumetrie disponibili a Cupinoro, formulata della precedente amministrazione regionale, la Bracciano Ambiente rispose 1.200.000 mc, la volumetria in eccesso ad oggi nota (sottolineiamo ad oggi) è di 1.000.000 di mc. Cara Amministrazione di Bracciano, non a parole, ma con atti amministrativi, diteci cosa volete fare con queste volumetrie in eccesso (quelle ad oggi note). Cara Regione Lazio che senso ha autorizzare 250.000 mc in eccesso se non verrà aumentato il bacino di conferimento? Gatta ci cova. Si prevede poi impianto di digestione anaerobica da 20.000 tonn/anno (con annesso piccolo impianto di compostaggio asservito) che non potrà soddisfare le esigenze del bacino di conferimento. Eppure si spendono oltre 14.000.000 di Euro quando invece con una soluzione aerobica che costa 4 volte meno, e con minor impatto ambien tale, si potrebbe risolvere la questione. In ultimo il problema dei problemi: il capping e la gestione post-mortem dell’attuale discarica; bene il divieto di conferimento del tal quale da fine Ottobre, non auspichiamo alcuna deroga da parte del Ministero dell’Ambiente (ovvio e necessario un sostegno economico ai comuni del bacino per il trattamento dei rifiuti), Cupinoro è come Malagrotta e come Malagrotta deve chiudere; chiediamo semplicemente di sapere quando le volumetrie residue si esauriranno e se siano disponibili le risorse economiche per poter attuare la messa in sicurezza, che deve essere preceduta da una caratterizzazione ambientale interna ed esterna alla discarica per fare in modo che la messa in sicurezza non sia virtuale ma mirata elle specifiche esigenze. Tutto questo non era noto ai Sindaci che ieri, con un comunicato stampa, hanno dichiarato che Cupinoro non sarà la discarica di Roma? Numeri (ed atti) alla mano è evidente invece il rischio che Cupinoro possa essere una delle disca riche di Roma.

COLLEFERRO, RINVIO CONSIGLIO: INTERVENTO DEL SINDACO Colleferro - “Basta con le strumentalizzazioni. Ribadisco che lunedì, insieme al Segretario Generale, al Vice Sindaco e al Direttore di Ragioneria, ero impegnato presso la Regione Lazio per un’importante riunione, nel tentativo di scongiurare l’aumento della TARES. Mi scuso se il Consiglio non si è potuto tenere ma la questione che stavamo affrontando era di assoluto rilievo per tutta la Comunità, non potevamo lasciar perdere e andare via, credo che i cittadini lo capiscano”. Il sindaco Mario Cacciotti interviene spiegando i motivi che hanno portato al rinvio inaspettato del Consiglio comunale convocato

per lunedì scorso. “L’incontro è andato al di là di quanto previsto – spiega Cacciotti – ed è tutto verificabile, alla Regione, presso l’Ufficio Ambiente, dove non sono certo della mia corrente politica. Chiunque può controllare la veridicità di quanto dico. Credo che la questione che si stava affrontando fosse più importante dello spostamento di un Consiglio comunale che può essere fatto in uno dei prossimi giorni. Perciò basta con le strumentalizzazioni su questo rinvio. Mi dispiace per l’imprevisto spostamento ma credo di aver fatto il mio dovere, sarà la gente a decidere se ho fatto bene”.

farà l’attuale direzione aziendale con tutti gli altri colleghi indagati? Chiediamo che si proceda alla sospensione cautelare. Quando c’è di mezzo la vita dei cittadini non si scherza, non possiamo continuare a mettere a rischio decine di persone che si affidano, ignare, a sanitari che hanno ampiamente dimostrato notevole imperizia”.

ROMA, SCUOLA EMANUELA LOI: ALLA MENSA PIETANZE PIENE DI CAPELLI

Dopo l'allarme topi arriva l'allarme capelli

Bambina trova capelli per la quarta volta: "mamma,

non pagare più la retta".

Roma - "Una bambina che frequenta la scuola elementare Emanuela Loi ha manifestato alla mamma il proprio rifiuto a mangiare dopo che, per la quarta volta dall'inizio dell'anno scolastico, ha trovato la pietanza condita con i capelli. Ha inoltre chiesto al genitore di non pagare più la retta". Lo denuncia in una nota Marco Giudici, consigliere e presidente della commissione trasparenza del Municipio XII. "Di fronte alla segnalazione del bambino - prosegue Giudici - che lamentava la presenza di vermi, capelli e lombrichi nel piatto e scarafaggi morti per terra nella mensa della scuola Cesare Battisti, l'assessore comunale alla scuola Alessandra Cattoi, con il suo sopralluogo spot effettuato lunedì mattina, in poche ore ha sconfessato la testimonianza del piccolo, mettendo a tacere tutto. Ora mi auguro che non voglia smentire anche me". "Piuttosto, ad un anno esatto di distanza dall'allarme topi scattato alla scuola Emanuela Loi, chiedo che i controlli nella mensa del plesso di via della Pisana siano più approfonditi e disposti continuativamente, anche perché le circostanze di questa denuncia devono essere accertate con il massimo rigore, nell'interesse dei piccoli. Infine, sarebbe meglio se la Asl si occupasse di rassicurare i cittadini, essendo un'amministrazione qualificata ed imparziale, che non pensa al consenso - conclude Giudici -, ma alla sicurezza alimentare dei bambini".

FIUMICINO, FERROVIE, MONTINO: “SERVE ALTA VELOCITÀ IN AEROPORTO E STAZIONE A FIUMICINO”

Fiumicino - “La proposta del Sindaco di Roma, Ignazio Marino, all’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, mi trova completamente d’accordo. I treni ad Alta Velocità devono arrivare in aeroporto, garantendo collegamenti più rapidi e all’altezza di altri grandi hub europei. Ho sempre pensato che lo sviluppo del Leonardo Da Vinci non dipenda dalla quarta pista, ma dalla riorganizzazione delle infrastrutture esistenti, dei servizi, della mobilità, delle tecnologie. Il Comune di Fiumicino è pronto, fin da subito, a fare la propria parte per definire insieme alle altre istituzioni ed enti interessati un sistema di mobilità su ferro che sia decisamente migliore di quello esistente. E che tenga in considerazione non solo l’aeroporto, ma anche la nostra città per una ferrovia che avrebbe anche una funzione urbana. Basterebbe prolungare di due chilometri i binari già esistenti sulla Portuense per arrivare all’altezza dell’ex passaggio a livello, presso i Cancelli Rossi, ripristinando una stazione ferroviaria ormai imprescindibile per una città di 80mila abitanti. Serve una linea express ad alta velocità che conduca all’aeroporto Leonardo Da Vinci e un’altra di collegamento tra le diverse località, compresa Fiumicino città. Anche perché, a breve, partirà la gara d’appalto per il nuovo porto commerciale che ospiterà navi da crociera; migliaia di turisti che sbarcheranno a Fiumicino e vorranno raggiungere l’aeroporto, ma anche le bellezze del nostro territorio e della Capitale. Bisognerà farci trovare pronti, mettendo in campo soluzioni alternative al trasporto su gomma”.


pag. 4

www.osservatorelaziale.it

ROMA E PROVINCIA

LANUVIO, TUSCOLO E GENZANO: AREE ARCHEOLOGICHE NEL DIMENTICATOIO

Sono decine le aree archeologiche dei Castelli Romani da rivalutare; Progetti già avviati e abbandono totale caratterizzano questi siti di importanza mondiale. - L’inchiesta di Maurizio Costa L’Italia possiede il patrimonio archeologico più im portante e più grande del mondo. Non fanno eccezione i Castelli Romani, che possono vantare nume-

rosi siti e musei da fare invidia a molte altre regioni della penisola italiana. Spesso però questo patrimonio della collettività viene ignorato, dimenticato e scartato per la troppa burocrazia e per la mancanza

di fondi. Dei numerosi siti inagibili o non ancora attivi al cento per cento, ne abbiamo scelti tre, importantissimi anche a livello mondiale per la qualità e la quantità di reperti archeologici e culturali.

Lanuvio - Il Tempio di Giunone Sospita, risalente al VII secolo a.C., è stato uno dei santuari più ricchi e più frequentati del mondo antico. Costruito in età etrusca, fu poi restaurato successivamente dai romani, che lo utilizzarono come luogo di culto per adorare la Dea Giunone. I primi scavi cominciarono nel 1914 e portarono alla luce questa meraviglia. Negli ultimi anni però quest’area è stata abbandonata a se stessa: erba alta e percorsi chiusi privavano l’accesso a chi avesse voluto visitare il tempio. Sebbene oggi una parte del sito archeologico sia visitabile, numerose file di transenne ostacolano l’accesso al resto dell’area. La mancanza di pannelli informativi o di cartelli divulgativi non permettono al visitatore di comprendere cosa stia

osservando. Il direttore del Museo Civico di Lanuvio, Luca Attenni, è stato molto chiaro: “L’area del tempio di Giunone Sospita è visitabile - ha dichiarato a L’Osservatore Laziale anche perché negli ultimi mesi abbiamo pulito e bonificato il sito, rendendolo agibile. Come è documentabile dal nostro sito, la Provincia di Roma e il Comune di Lanuvio hanno stanziato ben 271.970,28 euro per riqualificare e valorizzare l’area.” Questi fondi dovrebbero rendere il tempio un vero e proprio museo a cielo aperto, sebbene adesso non si avvicini neanche lontanamente allo scopo finale. La promessa di Attenni è chiara: “Entro un anno apriremo anche l’interno del santuario, adesso inagibile per problemi strutturali.”

Tuscolo - Il Parco Archeologico presenta sulla sua sommità molti resti di età etrusca e romana di grande valore; basti pensare al teatro che si trova al centro del foro tuscolano oppure ai rinvenimenti recenti di edifici romani che presentano al loro interno mosaici di rara bellezza e manufatti preziosi. Quest’area archeologica, immersa in un territorio ameno dei Castelli Romani, rischia però il degrado e l’incuria, dovuti soprattutto ad atti vandalici e comportamenti scorretti. Spesso l’area è disseminata di rifiuti e le erbacce crescono incolte in varie parti del sito archeologico. L’area del foro e del teatro è circondata interamente da transenne molto alte, che non permettono la vista e l’entrata. L’accesso al sito è possibile solamente il sabato e la domenica, dalle dieci fino al tramonto, e il resto della settimana non si può visitare il foro, se non su richiesta esplicita di scolaresche o gruppi di studio. La situazione ci è stata spiegata dal Presidente della Comunità Montana dei Castelli Romani, Giuseppe De Righi: “Tutto ciò che appartiene alla Comunità Montana in questo momento mi sembra che sia in

condizioni buone. Occorrerebbero delle iniziative di carattere più incisivo per estirpare l’erba con un trattamento diserbante in modo da non ro vinare i monumenti. I comuni dovrebbero anche imporre ai proprietari privati di alcune zone del Tuscolo di provvedere alla pulizia e alla cura di queste aree.” Riguardo alle transenne che circondano il foro ha così continuato il Presidente: “Non possono essere tolte per tre ragioni: prima di tutto la soprintendenza ci impone di tutelare i rinvenimenti; secondo, anche per l’incolumità personale del visitatore che potrebbe rischiare di farsi male; infine non credo sia bello lasciare aperto tutta l’area con il rischio di atti vandalici.” I programmi per il prossimo anno sono chiari: “Abbiamo affidato con un bando pubblico la gestione del parco ad alcune associazioni che provvederanno all’accoglienza dei visitatori. Tutto questo comincerà la prossima primavera, adesso è tutto in fase di stallo. Riguardo agli scavi che devono essere ancora effettuati posso dire che andranno avanti compatibilmente con le risorse che ci verranno affidate.”

Genzano - La Villa degli Antonini è forse una delle più imponenti opere romane situate nei Castelli Romani e, probabilmente, quella che versa in una condizione di degrado più elevata. In questa villa nacquero Antonino Pio e Commodo ed è situata tra il VIII ed il XIX miglio della via Appia Antica. Grazie al ritrovamento di numerosi ritratti, si può affermare con certezza che appartenesse agli Imperatori di Roma. Gli scavi cominciarono nel 1989 e ancora non sono terminati; infatti, nei pressi della villa, è stato rinvenuto recentemente un “piccolo Colosseo”, un anfiteatro, che probabilmente aveva le stesse funzioni ludiche del più famoso monumento del mondo. Potrebbe essere un sito di notevole importanza ma sono tanti i fattori che lo emarginano e lo hanno reso un rudere inaccessibile. Prima di tutto non ci sono indicazioni stradali che permettano di recarsi al sito: infatti la villa è per lo più sconosciuta. Tra l’altro non si può accedere al suo interno, visto che l’intera area è transennata da anni e inondata da un’altissima vegetazione, che non permette nessun tipo di avvicinamento. Non solo: nel 2004 è stata approvata l’edificabilità dell’area circostante, satura ormai di abitazioni, che rovina questo importantissimo patrimonio. Infine i resti di immondizia e di scarti di edifici rendono il tutto un vero

scempio. Ne abbiamo parlato con l’Assessore ai beni culturali di Genzano, Virginio Melaranci, che ha dichiarato: “La Villa degli Antonini, in prospettiva, è uno dei siti archeologici più importanti e monumentali del nostro comune. Negli ultimi anni non sono stati fatti progetti di rivalutazione per mancanza di strumenti gestionali e economici. Quattro anni fa abbiamo intrapreso una collaborazione con l’Università del New Jersey, che ha permesso di rinvenire molte altre parti della villa ad un costo minore di gestione.” Melaranci, riguardo la possibilità di aprire l’area al pubblico, ha così continuato: “I progetti di apertura sono stati fatti ma senza finanziamenti adeguati. Il costo dell’impresa non è alla portata del nostro comune, quindi abbiamo chiesto dei soldi che però non sono mai arrivati. Essendo un’area molto estesa (si tratta di 500 metri lineari), si spenderebbero 60.000 Euro per recintare la zona, portare l’elettricità e la videosorveglianza.” L’Assessore non è molto ottimista: “Adesso il comune deve affrontare problemi più importanti (buche e fognature) ma entro un anno proveremo a trovare fondi, mediante donazioni e sottoscrizioni, per recintare l’area e cominciare a scavare sul serio.”

LUCA ATTENNI

GIUSEPPE DE RIGHI

Come abbiamo visto la situazione è molto com plicata. Il problema maggiore è la mancanza di fondi, che

VIRGINIO MELARANCI

non permette al cittadino di fruire di opere maestose, che in altre zone del mondo verrebbero mantenute sicuramente meglio. Speriamo che le

promesse vengano mantenute, e che tra “un anno”, riusciremo a visitare queste aree senza fare lo slalom tra rifiuti e sterpaglie.


www.osservatorelaziale.it

RIETI E VITERBO

pag. 5

VITERBO, EMERGENZA ARSENICO: IL SINDACO MICHELINI SCRIVE A TALETE

Michelini: “L'intervento economico della Regione Lazio per la copertura delle spese di manutenzione dei

dearsenificatori sarebbe di fondamentale importanza" Viterbo - Gestione e manutenzione dearsenificatori e riduzione della bolletta per la fornitura del servizio idrico, la Regione si faccia carico dei costi derivanti da tali interventi. Questi i due punti evidenziati dal sindaco di Viterbo Leonardo Michelini nella lettera inviata quest'oggi al presidente della Talete Marco Fedele. Il documento fa seguito a quanto già anticipato dal primo cittadino lunedì scorso, nell'ambito dell'assemblea Talete e quanto dichiarato alle telecamere di Stri scia la Notizia nei giorni scorsi. “L'intervento economico della Regione Lazio per la copertura delle spese di manutenzione dei dearsenificatori – si legge nella lettera – sia quelli già realiz-

zati, sia quelli di futura realizzazione, sarebbe di fondamentale importanza, soprattutto in un momento di difficoltà economica come questo che anche Talete sta attraversando”. Ma il sindaco rilancia e chiede l'intervento della Regione anche per un altro aspetto, quello legato alla riduzione della tariffa. “Le limitazioni all'utilizzo dell'acqua – spiega Michelini – imposte dalla normativa vigente sia per l'uso potabile che per l'uso alimentare, non consentono all'utenza di poter fruire pienamente di un servizio che a oggi viene pagato invece nella sua totalità. Per questo motivo, proprio per il parziale utilizzo dell'acqua nelle zone interessate dalla presenza di arse-

nico, con concentrazione superiore a 10 microgrammi/litro, ritengo sia necessario valutare concretamente una riduzione della tariffa in propor zione all'effettivo consumo umano procapite. E anche in questo caso la Regione Lazio dovrebbe farsi carico della quota risultante dal mancato introito per la società Talete, somma derivante dalla decurtazione del canone all'utenza interessata dalla presenza di arsenico. Una soluzione – spiega ancora il sindaco Michelini nella nota - che eviterebbe anche alla stessa Talete di dover sostenere un onere aggiuntivo, conseguenza naturale del mancato guadagno per l'erogazione del servizio”.

VITERBO: TARES E RIFIUTI, IL VICE SINDACO

RIETI: VOLONTARI SERVIZIO CIVILE NAZIONALE: C'È

PAZIENZA”

SELEZIONE

CIAMBELLA: “CHIEDIAMO ANCORA UN PO' DI Viterbo - “Differenziata porta a porta, qualche disservizio c'è, ne siamo coscienti. Soprattutto nelle zone in cui il servizio è partito lo scorso mese, o ancor di più la scorsa settimana”. È il vice sindaco Luisa Ciambella a fare il punto a seguito di alcune lamentele da parte di qualche cittadino. “Quest'amministrazione sta monitorando le varie criticità emerse in questo periodo nelle varie zone del territorio comunale servite dal porta a porta. Zone all'interno delle mura, quartieri periferici, frazioni e zone di campagna. Così come stiamo valutando se quanto previsto a livello contrattuale con Viterbo Ambiente, ditta che gestisce il servizio di igiene urbana, sia sufficiente a soddisfare le reali esigenze di una città capoluogo come la nostra. Un contratto tra l'altro sottoscritto dalla precedente amministrazione con il criterio del maggior ri basso. Per questo è nostra intenzione incaricare professionisti esperti, esterni al Comune di Viterbo, che possano verificare eventuali lacune contrattuali o, diversamente, inadempienze contrattuali da parte della stessa Viterbo Am biente. A conclusione di tale studio potremo muoverci di conseguenza, valutando ogni possibilità consentita dalla legge, nel rispetto del cittadino e del sacrosanto diritto di vedere una città pulita e all'altezza del suo valore. Ci stiamo muovendo anche su altri servizi, non previsti nell'appalto, come ad esempio il ritiro dei rifiuti la domenica mattina. Al vaglio anche la gestione del ritiro nelle zone di campagna. L'amministrazione sta tentando di limitare al minimo quelle inevitabili criticità che emergono di fronte all'avvio di un nuovo servizio. Le stesse verificatesi anche in altre città al momento della fase iniziale del porta a porta. Il nostro impegno, su più fronti, anche a livello sanzionatorio nei confronti dei

trasgressori, deve però incontrare la collaborazione da parte della cittadinanza, un elemento di fondamentale importanza per la riuscita del servizio e soprattutto per evitare episodi a cui assistiamo quotidianamente in alcune vie della nostra città. Si trova di tutto. E il problema si è amplificato con l'avvio del porta a porta nelle nuove zone cittadine e periferiche. Tra le recenti richieste rivolte a questa amministrazione anche l'estensione dell'iniziativa Puliamo Viterbo nelle zone più decentrate del territorio comunale. A questo proposito – prosegue il vice sindaco Ciambella – ritengo che l'iniziativa nata con finalità educative, lanciata a fine agosto, debba rimanere un appuntamento legato alla sensibilizzazione dei giovani, soprattutto dei bambini, verso tematiche ambientali e verso il rispetto per la propria città”. L'abbandono indiscriminato di rifiuti, più o meno ingombranti, o semplicemente di sacchetti dell'immondizia fuori dagli spazi autorizzati, contrasta con l'immagine che vogliamo per una città di grande valore come la nostra”. E ora l'aspetto riguardante la Tares. “Il Tributo comunale sui Rifiuti e sui Servizi – aggiunge ancora il vice sindaco – è stato istituito a livello nazionale e serve a finanziare i costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e quelli dei servizi indivisibili. Il pagamento della Tares è comunque dovuto, in tutti i comuni italiani. Il servizio del porta a porta, una volta avviato e una volta accettato dai cittadini, offre importanti vantaggi, anche in termini di risparmio. Anche su questo è alta l'attenzione da parte dell'amministrazione. Per questo chiediamo ancora un po' di pazienza ai cittadini e alle associazioni dei consumatori: abbiamo un unico obiettivo, garantire servizi e fornirli ai massimi livelli”.

TEMPO FINO AL 4 NOVEMBRE PER PARTECIPARE ALLA Rieti - Scadono alle ore 14 del 4 novembre i termini per presentare le domande per partecipare alla selezione prevista dal bando per il Servizio civile nazionale presso il Comune di Rieti (17 volontari per 6 progetti finanziati dalla Regione Lazio). Per partecipare è necessario essere cittadini italiani e non aver riportato con danne. Non possono presentare domanda i giovani che hanno già prestato servizio civile in qualità di volontari o che abbiano rapporti di collaborazione retribuita, a qualunque titolo, con l'Amministrazione comunale di Rieti. Si può presentare domanda per un solo progetto e una sola sede. La domanda di ammissione (moduli

disponibili sul sito del Comune) dovrà essere firmata dal richiedente, redatta secondo il modello (Allegato 2), accompagnata da una fotocopia di un documento di identità valido e corredata della scheda con i titoli (Allegato 3 ) . Le domande possono essere presentate con le seguenti modalità: •posta elettronica certificata (PEC) al l'indirizzo snc@pec.comune.rieti.it •raccomandata A/R da inviare all'Urp del Comune di Rieti Piazza V. Ema nuele II •a mano presso l'Urp Piazza V. Emanuele II (sotto i portici del Municipio) Per ulteriori informazione è possibile rivolgersi all'Ufficio Informagiovani (piazzale Angelucci, 5) dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e il martedì e il giovedì anche dalle ore 15.30 alle 19.30. Via e-mail info@informagiovanirieti.it, oppure al 0746/297828 o www.informagiovanirieti.it.

RIETI: VOLONTARI SERVIZIO CIVILE NAZIONALE: C'È TEMPO FINO AL 4 NOVEMBRE PER PARTECIPARE Rieti - Nell'ambito del progetto Campo d'Arte, curato da Teatro Alchemico presso lo Spazio famiglia di Quattro Strade e promosso dall'Assessorato alle Politiche socio-sanitarie, oltre ai laboratori già attivi arrivano anche una serie di incontri dedicati ai più piccoli. Al via il laboratorio dedicato alla letteratura per l'infanzia, "Inchiostro e castelli incantati", per bambine e bambini dai 3 ai 5 anni, ogni lunedì dalle ore 15.30, per comunicare il piacere per la lettura e la curiosità verso la parola scritta, utilizzando i linguaggi che fanno parte del mondo dell'infanzia: l'immagine, la musica e l'espressività corporea. Continuano, inoltre, i percorsi musicali curati da Valentina Gen-

tile, insegnante associata AIGAM, per mamme in gravidanza e bimbi 0-5 anni. I laboratori si svolgeranno sabato 12 e sabato 19 ottobre, sempre presso i locali dello Spazio Famiglia di via Martiri delle Fosse Reatine 18. Questi gli orari: alle 15.30 musica in dolce attesa per mamme in gravidanza a partire dal quinto mese, alle 17 Musicainfasce®, per bambini da 0 a 36 mesi accompagnati da un adulto, e alle ore 18 sviluppo della musicalità per bambini dai 3 ai 5 anni. La partecipazione a tutte le attività dello Spazio Famiglia è gratuita e per quanto riguarda i laboratori musicali è obbligatoria la prenotazione chiamando il 340/3044214.


pag. 6

www.osservatorelaziale.it

FROSINONE E LATINA

SERMONETA (LT): LA RIEVOCAZIONE STORICA PRENDE IL VIA CON IL TRADIZIONALE E AFFASCINANTE PALIO TRA I RIONI

A disposizione dei turisti, per tutta la giornata di domenica, una navetta dall’area mercato e da Piedimonti, dove sono presenti due ampi parcheggi, al centro storico . Sermoneta (LT) - La Rievocazione Storica della battaglia di Lepanto inizierà nel segno della tradizione: sabato 12 ottobre alle ore 15 presso l’Area mercato di Monticchio si svolgerà infatti il Palio equestre tra i rioni di Sermoneta. Una avvincente sfida giocata tra i cavalieri che rappresenteranno i 5 rioni del centro storico. La manifestazione è organizzata dal Comune in colla borazione con la Pro Loco. La sera si entra nell’atmosfera

della rievocazione. Alle 19 Santa Messa presso la cattedrale di Santa Maria Assunta di Sermoneta, narrazione storica dell’evento e solenne processione per le vie del paese con l’effigie della Madonna della Vittoria. Domenica 13 ottobre, invece, Sermoneta tornerà al 1571: oltre 150 figuranti in costume d’epoca rievocheranno il ritorno dei soldati sermonetani con in testa il Duca Onorato IV Caetani dopo la vittoria nelle acque di Lepanto nel 1571 contro la flotta turca, a bordo della nave Grifona: il Duca riabbraccerà nel Castello la sua sposa, la contessina Agnesina Colonna. La “Rievocazione storica della Battaglia di Lepanto”, a cura dell’Associazione Festeggiamenti Centro Storico, sarà condita da spettacoli itineranti per le vie del paese fin dalla mattina, stand artistici e manifestazioni all’interno delle mura del Castello Caetani. A disposizione dei turisti, per tutta la giornata di domenica, una navetta dall’area mercato e da Piedimonti, dove sono presenti due ampi parcheggi, al centro storico.

LATINA & SAN COSMA E DAMIANO, OPERAZIONI DEI CARABINIERI: ARRESTI E

DENUNCIE

Latina- Nel pomeriggio dell’8 ottobre 2013, in Latina, militari del Comando Stazione Carabinieri di Borgo Podgora, davano esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Latina, nei confronti di S.A., 25 enne di Sezze, censurato. Il suddetto era stato denunciato dalla convivente per atti persecutori compiuti nei propri

confronti e, pertanto, a conclusione delle indagini dell’Arma, veniva arrestato e trasferito presso il proprio domicilio. Sempre L’8 ottobre 2013 a San Cosma e Damiano i Carabinieri del locale Comando Stazione Carabinieri, a conclusione di attività investigativa denunciavano all’A.G. in stato di libertà, un uomo ed una donna per aver abusato sessualmente di una mi-

nore, costringendola altresì a commettere un furto di monili in oro presso la propria abitazione, per la successiva ricettazione ad un esercente del posto.

FROSINONE, CONSERVATORIO: CAMBIO DELLA GUARDIA ALLA DIREZIONE

DELL’ISTITUTO

Importante l’eredità che lascia il M° Antonio D’Antò, artefice del grande rinnovamento di cui il Conservatorio è

stato protagonista negli ultimi sei anni. Frosinone - Sarà il M° Raffaele Ramunto il nuovo direttore del Conservatorio di Musica “Licinio Refice” di Frosinone. Docente di Fagotto presso l’Istituto, Ramunto entrerà in carica l’1 novembre 2013, data che inaugura l’inizio del nuovo anno accademico 2013/2014. RAFFAELE RAMUNTO Frusinate, Ramunto subentra al M° Antonio D’Antò che a fine mese vedrà scadere il suo secondo mandato triennale. Come da regolamento, alle ore 10.00 di questa mattina, il Collegio dei Docenti del Conservatorio di Frosinone, composto da tutti gli insegnanti, si è riunito per espletare la pratica del voto a seguito della quale il M° Raffele Ramunto, già vicedirettore in entrambi i mandati del M° D’Antò, è risultato essere il più votato avendo ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. Candidati alla carica anche il M° Paolo Teodori, docente di Armonia, ed il M° Alberto Giraldi, docente di solfeggio, entrambi di Roma. Strumentista di grande esperienza e prestigio, Ramunto si diploma a soli 18 anni con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Frosinone, conseguendo successivamente ulteriori diplomi di perfezionamento presso istituti di grande pregio tra cui l’Accademia Mozarteum di Salisburgo con i maestri Turkovic e Thunemman. A soli 23 anni Ramunto è risultato primo alle selezioni Nazionali per l’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole, ricoprendo il ruolo di 1° fagotto per 3 anni. Numerose le sue collaborazioni professionali con alcune delle più importanti orchestre italiane: per di-

versi anni 1° fagotto dell’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma e dell’Orchestra “Scarlatti” della RAI di Napoli, Ramunto è stato per tre anni 1° fagotto al Teatro San Carlo di Napoli ed al Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno nonché membro di importanti gruppi da camera come “I Fiati di Parma” ed il “Gruppo di Roma”; è stato, inoltre, fondatore e componente del quintetto di fiati “Gruppo Melos” con il quale si è esibito in molte città italiane ed europee vincendo numerosi concorsi per gruppi da camera. Intensa la sua attività all’estero in alcuni dei teatri più importanti del mondo tra cui il Teatro “Solis” di Buenos Aires, il “Concertgebouw” di Amsterdam, la “Salle Playel” di Radio Francia a Parigi ed il “Bellas Artes” di Città del Messico e poi in Belgio, Austria, Brasile, Cina, Giappone, Stati Uniti ed altri. All’attivo anche molteplici registrazioni effettuate per importanti emittenti e case discografiche come Radio Vaticana ed RCA e per diverse colonne sonore di film e serial Tv. Dal 1992 Ramunto si dedica alla docenza, insegnando prima nei Conservatori di Messina, Sassari e Trapani ed approdando poi al Conservatorio di Frosinone. Importante l’eredità che lascia il M° Antonio D’Antò, artefice del grande rinnovamento di cui il Conservatorio è stato protagonista negli ultimi sei anni. Un rinnovamento ed uno sviluppo che hanno permesso al “Refice” di guadagnarsi un ruolo di primo piano nel panorama culturale e musicale provinciale, nazionale ed internazionale grazie ad una forte presenza nel territorio ed a collaborazioni con numerosi

enti ed Istituzioni pubbliche e private, italiane e straniere; grazie un’attività artistica sempre intensa e di alta qualità ed a progetti all’avanguardia fiori all’occhiello dell’Istituto, come ad esempio il programma formativo “Musica per Vivere”, rivolto a ragazzi autistici, ed al progetto europeo “Working With Music” per l’inserimento professionale dei giovani musicisti diplomati. Uno sviluppo che ha riguardato l’attività artistica, rafforzata anche con la regolarizzazione di una programmazione stabile e con l’istituzione dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio, l’attività didattica, con programmi formativi di grande successo come i due sopracitati, e la dotazione tecnologica ed infrastrutturale forte del Centro di Ricerca ed Elaborazione Audiovisiva (CREA), del collegamento alla Rete GARR, rete ultra-veloce riservata ad istituti di formazione e di ricerca, e di nuovi spazi e strutture che a breve vedranno la luce: l’Auditorium “Daniele Paris”, la mensa e la biblioteca, per le quali l’inizio dei lavori è previsto per il 2014, ed infine il ripristino della copertura del Chiostro del Conservatorio per cui il MIUR ha già predisposto un fondo. Un bilancio notevole, quindi, frutto del rinnovato dinamismo del Conservatorio di Frosinone, guidato sapientemente dal M° Antonio D’Antò, e dal dott. Tarcisio Tarquini, già presidente del “Refice”. Risultati e prospettive fatti propri dall’attuale Presidente, il prof. Marcello Carlino, e che il M° Raffaele Ramunto, in virtù della sua grande esperienza da vicedirettore, saprà senz’altro ampliare e concretizzare con intelligenza e lungimiranza.


10 ottobre 2013