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La Rassegna

16 giugno 2011

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Una decina gli stagisti già inseriti nelle aziende commerciali bergamasche nell’ambito del progetto “Tempo di Lavoro” promosso dal Patronato San Vincenzo e supportato dal Gruppo Giovani dell’Ascom. Per i ragazzi l’opportunità di imparare il mestiere, per gli imprenditori la possibilità di tramandare passione ed esperienza di Laura Bernardi Locatelli

Lavoro, le chance dei giovani “a bottega” Il Gruppo Dettaglianti Ortofrutticoli Ascom, grazie anche al contributo di Fineco Leasing, Agente Unicredit Servizi Finanziari di Bergamo, ha devoluto la somma di duemila euro all’Opera Diocesana Patronato San Vincenzo per sostenere “Tempo di Lavoro”, il progetto - sposato anche dai Giovani Imprenditori - che permette ai ragazzi dai 19 ai 29 anni, utilizzando la formula dello stage, di apprendere un nuovo mestiere. Il presidente del Gruppo, Livio Bresciani, ha consegnato martedì scorso nella sede di Bergamo dell’Ascom la somma a Isacco Gregis, referente del progetto del Patronato San Vincenzo. L’incontro ha rappresentato l’occasione per un primo bilancio: dalla fine di aprile, data in cui l’Ascom attraverso il Gruppo Giovani Imprenditori ha aderito al progetto, una decina di ragazzi hanno cominciato a lavorare nelle piccole e medie imprese del commercio associate. Gli stage durano fino a sei mesi, dopo di che imprenditore e lavoratore valuteranno se rendere stabile la collaborazione con un contratto di lavoro. L’iniziativa rappresenta un’opportunità sia per i ragazzi sia per gli imprenditori, che possono tramandare la passione per il proprio lavoro ai giovani, pronti ad imparare il mestiere sul campo.

Orobica Pesca

& Angelo Giodetti

«Opportunità utile per valutare le potenzialità» Orobica Pesca, tra le principali realtà in Italia nella commercializzazione di pesce fresco ed altri generi alimentari, ha aderito al progetto Tempo di Lavoro: «Per i ragazzi è un’opportunità per orientarsi sul percorso professionale o scolastico, per la nostra azienda di valutare “sul campo” risorse che si potranno rivelare importanti per future scelte di assunzione, in base alle caratteristiche e potenzialità emerse nell’esperienza di stage», sottolinea il direttore generale e responsabile del personale Fabrizio Bonifaccio. «Abbiamo riscontrato – spiega - notevoli difficoltà nella selezione di personale altamente specializzato e in Italia non esiste come nel resto d’Europa un rapporto di stretta collaborazione tra aziende e scuole; per far fronte a questa difficoltà puntiamo sulla formazione interna. Ma passione, dedizione ed impegno devono essere le parole d’ordine per chiunque lavori in azienda, unite alla sensibilità e alla capacità di relazionarsi con il cliente e ovviamente con il resto dello staff, fornendo una guida e un’assistenza competente negli acquisti». Da un mese e mezzo Orobica Pesca ha inserito, con il progetto del Patronato San Vincenzo e Ascom, Angelo Giodetti, un ragazzo di 20 anni: «L’esperienza si sta rilevan-

Panificio Capello

Angelo Giodetti (secondo da sinistra) con i colleghi do positiva sotto tutti gli aspetti: la persona coinvolta in questo progetto sta manifestando, anche attraverso l’entusiasmo e l’impegno profuso sin dal primo giorno, soddisfazione per la positiva opportunità che gli è stata offerta - continua Bonifaccio -. Nel suo breve percorso, iniziato il 2 maggio, lo stagista ha già avuto modo di fare esperienze in vari reparti, dal cash & carry nel pesce fresco al cash & carry di altri prodotti alimentari; attualmente lavora presso la pescheria al dettaglio. Dal canto nostro i fatti parlano chiaro: il ragazzo è oggi conteso dai vari capi-reparto dell’azienda; questo più di ogni altro commento dimostra come la persona si sia dimostrata una risorsa impor-

tante per la nostra organizzazione. Crediamo che qui da noi Angelo, originario di Taranto, abbia trovato un pezzo di mare a Bergamo». E il giovane conferma: «Sto imparando – dice Angelo Giodetti, a Bergamo da 9 anni - un mestiere che mi piace: adoro stare a contatto con i clienti e seguirli negli acquisti. Non avevo alcuna esperienza nel settore alimentare; dopo la scuola ho lavorato per tre anni e mezzo come tornitore, ma è stato naturale appassionarmi a questo lavoro anche perché in azienda posso contare sui consigli e sui preziosi insegnamenti di tante persone. Sto cercando di dare il massimo per imparare al meglio un mestiere che spero diventi il mio lavoro».

& Ibrahim Camara

Lo stage diventerà un’assunzione Roberto Capello, presidente dell’Aspan e titolare dei panifici che portano il suo cognome, è stato tra i primi ad aderire al progetto Tempo di Lavoro, dopo altre esperienze positive di inserimento portate avanti con il Patronato San Vincenzo. Pochi giorni fa ha prorogato di altri tre mesi lo stage ad Ibrahim Camara, un giovane ivoriano, che si è subito contraddistinto per la sua passione per l’arte di fare il pane e che Capello intende assumere nei prossimi mesi. «Credo molto nell’inserimento lavorativo di ragazzi nel mio laboratorio – afferma -. Lo stage è il primo passo per entrare a far parte a tutti gli effetti dello staff: l’anno scorso ho assunto un ragazzo marocchino tramite il Patronato San Vincenzo, in questo momento ho prorogato la durata dello stage di Ibrahim e conto di assumerlo a settembre. Aveva già fatto un po’ d’esperienza nell’ambito della panificazione, da tre mesi lavora con noi in laboratorio, in via Corridoni: è un ragazzo molto preparato anche culturalmente, molto ricettivo e disponibile. Il nostro è un lavoro duro e di sacrificio, senza motivazione e passione non si va da nessuna parte. E Ibrahim non ha mai nascosto la sua passione, ha scelto proprio questa strada lavorativa». Ibrahim Camara, in Italia da 11 anni, dopo aver collezionato varie esperienze lavorative, ha scelto di imparare al meglio l’arte del fare il pane. Dopo aver frequentato il biennio ad indirizzo sociale all’Istituto Caniana, ha iniziato subito a lavorare come carpentiere e poi ha trovato lavoro come panificatore presso la grande

distribuzione. «Quando il mio contratto è scaduto – racconta -, mi sono rivolto, grazie al consiglio di un amico, al Patronato San Vincenzo. Mi è stata offerta una possibilità di stage da Capello ed ho colto al volo l’opportunità di imparare il mestiere sotto la guida di un grande professionista del settore. Nella grande distribuzione non c’è la stessa cura e metodologia di lavoro di un laboratorio artigianale: in questi mesi sono stato affiancato da colleghi e da Capello e piano piano sto imparando le diverse fasi di lavorazione del pane e ad impostare i tempi di lavoro, per organizzare al meglio la produzione. Adoro questo lavoro, per me fare il pane è una soddisfazione personale: mi piace pensare di dar vita ad un prodotto che serve a tutti e che ogni giorno si porta in tavola». Il sogno di Ibrahim è quello di aprire un giorno un panificio in Costa d’Avorio, nella sua città d’origine, Abidjan, metropoli ed ex capitale del paese: «Nel mio paese non abbiamo tutte le varietà di pane che ci sono in Italia, il nostro pane tradizionale è ancora la baguette francese, come la nostra lingua ufficiale». Ibrahim tiene a dare un consiglio ai ragazzi stranieri: «Mi auguro che i ragazzi come me che ormai non conoscono bene il loro paese d’origine dopo tanti anni trascorsi in Italia e sono lasciati un po’ a loro stessi, possano trovare la loro strada e un lavoro che li appassioni. A volte non si dedicano molto al lavoro e fanno gruppo senza integrarsi. Il lavoro è un importante via per vivere in modo completo il paese d’adozione».

Mauro Rocchi Abdoul Aziz Bandaogo

&

Con la cortesia dietro al bancone stroncati sul nascere i pregiudizi Mauro Rocchi, vicepresidente del Gruppo Gastronomi Salumieri Ascom, titolare del supermercato aderente al Gruppo Sigma in via Trento a Bonate Sotto, può contare dal 2 maggio sull’aiuto di Abdoul Aziz Bandaogo, un ragazzo di 20 anni, originario del Burkina Faso, grazie all’adesione al progetto Tempo di Lavoro. «L’inserimento sta andando molto bene. Abdoul è molto ricettivo e motivato - sottolinea Rocchi -. Sono contento di aver trovato un ragazzo pronto ad appassionarsi a questo mestiere, animato da tanta voglia di imparare, impegno e dedizione al lavoro. È un progetto che consiglio a tutti i miei colleghi per trasmettere ad un giovane l’esperienza acquisita in tanti anni di lavoro». Così Mauro Rocchi, forte di una tradizione che dura da tre generazioni, nel negozio inaugurato nel 1920 dal nonno Carlo e poi mandato avanti da papà Franco, trasmette la sua passione ogni giorno ad Abdoul, il ragazzo di bottega dei nostri tempi, dell’era della globalizzazione. Abdoul lavora in negozio part-time, la mattina; tutti i pomeriggi va a scuola per completare il suo percorso scolastico. Il suo sorriso e i suoi modi garbati gli sono già valsi l’apprezzamento dei clienti: «Sorride sempre e sa come porsi con la clientela, che ha conquistato in fretta, senza lasciare nemmeno il tempo di attecchire a pregiudizi e diffidenze», sottolinea ancora il suo titolare. Abdoul, in Italia da tre anni, ha collezionato varie esperienze lavorative, ma purtroppo sempre saltuarie: «Il continuo cambio di lavoro, addirittura nell’arco di un mese, non contribuisce certo ad incrementare il bagaglio professionale dei giovani. Il progetto del Patronato San Vincenzo offre l’opportunità di imparare un mestiere, attraverso uno stage di sei mesi», sottolinea Rocchi. Abdoul, nel suo paese ha studiato matematica, specializzandosi per due anni in contabilità. Oggi la sua giornata si divide tra studio e lavoro. Parla con entusiasmo della sua nuova esperienza dietro al bancone nel reparto fresco, tra macelleria e gastronomia salumeria: «È un lavoro interessante, che mi ha subito appassionato. Lo stage mi permette di imparare un mestiere interessante che può rappresentare un’opportunità lavorativa in Italia e preziosa se un giorno dovessi tornare nel mio paese».

Mauro Rocchi (al centro) con Abdoul e un collaboratore


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