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Orlando esplorazioni

PRIMAVERA 2013

UN LUOGO DA SFOGLIARE: ARIOSTO IN MOSTRA

di ALESSANDRO GIAMMEI

L’Orlando illustrato D

a qualche settimana, girando quell’angolo di viale delle piagge da cui il campanile di San Michele tenta di tuffarsi nell’Arno da più di ottocento anni, è possibile vedere due caccia supersonici sfrecciare su Angelica e Medoro innamorati mentre Olimpia – nuda come un incisore l’ha fatta un paio di secoli fa – si dispera languida poco lontano (Che debbo far? Che poss’io far qui sola?/Chi mi dà ajuto, oimé, chi mi consola?). Dalla parte opposta va loro incontro un ippogrifo cinquecentesco, che sorvola con Astolfo in groppa la torre di Pisa mentre un signore sorridente finge di tenerla su con la mano per una foto da caricare su facebook. Non è il cielo toscano a offrire certi spettacoli – sebbene l’aria di apocalisse, di questi tempi, ci renda pronti a tutto – ma un muro, che fino all’anno scorso era bianco e che ora ospita i segni cólti e pop di Ozmo, writer di Pontedera da anni sulla scena della streetart europea e americana. Un muro che ha fatto da copertina a una mostra che somigliava a un libro e che, incentrata su un libro, ha spalancato libri preziosi davanti ai più disparati visitatori. Se è vero, infatti, che certi libri sono luoghi, addirittura mondi in cui viaggiare con l’agio garantito dai poteri del lettore – ancora più piacevoli da esercitare quando sono messi in discussione o sovvertiti da chi scrive – è altrettanto vero che si può fare di un luogo un libro in cui passeggiare. L’esperimento riesce poi ancora meglio se il luogo in questione è uno spazio espositivo difficile ma splendido come l’SMS di Pisa (vetro e acciaio innestati su una struttura medievale chiaramente visibile) e il libro è l’Orlando Furioso, un’avventura tra le più totalizzanti della nostra letteratura. Pochi anni fa Giulio Ferroni, in coda ad un premiato libro su Ariosto, denunciava il rischio di trasformare vicende vivissime e appassionanti come quelle di Ruggiero e Bradamante in inospitali palestre per sterili esercizi accademici. La mostra di cui sto parlando, intitolata Donne Cavalieri Incanti Follia, pur nascendo come testimonianza di un’intensa ricerca scientifica condotta presso il laboratorio CTL della Scuola Normale, ha cercato proprio di scongiurare un simile rischio, riconsegnando il poema alla sua attestatissima abitabilità. Non c’è bisogno infatti di essere lettori forti né fortissimi per amare l’Orlando Furioso e lasciarsi sedurre dal suo labirinto di trame e personaggi, dal passo leggero delle sue ottave e dalla chiarissima indefinibilità della sua mostruosa conformazione: già a pochi anni dalla

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prima edizione i suoi versi viaggiavano d’altronde sulle bocche di contadini, artigiani, ragazzi di campagna e operai. Lo spiega bene Lina Bolzoni che, introducendo al ricco catalogo della mostra, esibisce le antiche credenziali di popolarità che avvicinano l’opera di Ariosto, per memorabilità, alla commedia di Dante – se è vero che «inculte villanelle e rozze pastorelle» analfabete di fine Cinquecento, come racconta Giuseppe Malatesta, cantavano le ottave del Furioso per rallegrare le ore di lavoro e che Bernardo Tasso riteneva che persino Aristotele, leggendole, avrebbe rivisto la sua Poetica. Insomma possiamo godere senza vergogna delle numerosissime transcodificazioni che il Furioso ha ispirato anche recentemente, ben rappresentate – insieme a dipinti e incisioni classiche – in una sezione della mostra dedicata ai temi della follia, dell’amore, delle armi e della magia: dalle storie di Paperino alle messe in scena dell’opera dei pupi, dalle illustrazioni per ragazzi del Gustavino a quelle realizzate da Grazia Nidasio per l’Orlando Furioso raccontato da Italo Calvino.

L’importante è rispondere all’invito che la galassia intermediale esplosa intorno al poema non smette di porgerci: quello di tornare a frequentare le sue pagine. Lo stesso invito ha riecheggiato nelle parole quasi confidenziali scelte dai curatori per accompagnare i visitatori nel percorso in parte cronologico e in parte – come detto – tematico della mostra: parole di Nievo, Leopardi, Casanova, Alfieri e di altri illustrissimi appassionati del Furioso che fluttuavano, insieme ai necessari riferimenti illustrativi, su pagine sospese o nella luce delle vetrate. Così – letteralmente – si camminava tra righe di testo, ammirando esemplari delle edizioni illustrate che costituiscono le tappe fondamentali di un percorso lungo quasi mezzo millennio, che segue la curva della fortuna ariostesca dalle xilografie dell’edizione dello Zoppino datata 1536 fino alle enigmatiche e numerosissime tavole prodotte da Fabrizio Clerici per una stampa di lusso del 1968, attraversando gusti e stili editoriali e scavalcando l’inabissamento seisettecentesco dovuto alla concorrenza

di Tasso. Un percorso che, come testimoniato da edizioni esposte di altri capolavori successivi e riedizioni di più antichi poemi, ha imposto un format rintracciabile fino alle soglie della contemporaneità. Anche l’esondazione delle scene ariostesche fuori dal libro, nei dipinti secenteschi, nelle ceramiche, nelle stampe (autentiche e false), addirittura in affreschi proiettati sui muri dell’esposizione, ha raggiunto il recentissimo passato con la versione teatrale di Luca Ronconi ed Edoardo Sanguineti riprodotta, nella sua riscrittura per la televisione, alla fine del percorso. La mostra, chiusa il 15 febbraio 2013, ma ancora viva sul sito, nel catalogo e nel lavoro degli organizzatori che continueranno a navigare nel poema e nelle sue immagini grazie a un importante finanziamento europeo, ha offerto i frutti di una lunga ricerca a un pubblico ampio e indifferenziato, in una forma rigorosa ma accessibile, invitando i lettori – e persino chi, in fondo, legge poco – a trasferirsi tutti nell’incanto fine e popolare di quello che Cesare Segre chiamava «un vero atlante della natura umana». DONNE CAVALIERI INCANTI FOLLIA Viaggio attraverso le immagini dell’Orlando furioso. Pisa, Centro espositivo San Michele degli Scalzi, 15 dicembre 2012 - 15 febbario 2013. http://www.ctl.sns.it/mostrafurioso Catalogo (eponimo) a cura di Lina Bolzoni e Carlo Alberto Girotto, in collaborazione con il comitato scientifico della mostra, Lucca, Maria Pacini Fazzi editore, 2013, pp. 192, euro 25,00. Tra mille carte vive ancora». Ricezione del Furioso tra immagini e parole, a cura di Lina Bolzoni, Serena Pizzini, Giovanna Rizzarelli, Lucca, Maria Pacini Fazzi editore, 2011, pp., euro 30,00.

Orlando n 2  

Secondo numero della rivista

Orlando n 2  

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