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sperdente pagherà di più, come è giusto che sia, ma non deve pagare di più del dovuto come potrebbe accadere con l’utilizzo squilibrato dell’impianto. Un dato è sicuro, in quei condomini dove la ripartizione è basata solo sulla superficie calpestabile o sul volume degli appartamenti, ci sarà una sicura e più equa ridistribuzione dei costi, come richiesto dalla Direttiva: “ognuno deve pagare in relazione ai propri consumi di energia”. In questo caso la ridistribuzione porterà ad un aggravio di spesa solo apparentemente ingiusto: chi nel passato ha consumato di più, in quanto occupante appartamenti più sfavoriti per forma o esposizione, ha nei fatti ottenuto un contributo economico dagli altri condomini pagando, anno dopo anno, meno del dovuto. La stessa situazione ci sarà per quei condomini dove i millesimi sono basati sulla potenza radiante installata9, se tale potenza non discende da un calcolo tecnico delle dispersioni di energia (nel passato seguendo la norma UNI 7357, alla quale oggi è subentrata la europea UNI EN 12831), ma da una stima di potenza per unità di volume: i classici 30-40 W/m3 usati per saltare la fase di calcolo e che riportano il tutto a una ripartizione millesimale di tipo volumetrico. La nuova ripartizione dei costi, pur presentando carattere di equità e correttezza, se non ben spiegata e documentata potrà portare a malcontento e creare situazioni difficili da gestire, specialmente in questo periodo di crisi econo-

mica. Si pensi al condomino che pagherà di più di quanto pagava in passato e ha anche dovuto spendere qualche centinaio di euro per montarsi i ripartitori sui radiatori. Va ben evidenziato che sono cambiate le regole e che viene incentivato l’uso responsabile dell’energia, e l’effettuazione di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica. L’investimento economico per la spesa delle valvole termostatiche è l’esempio di intervento che ha un effetto sempre positivo; per tutti10. Tornando all’analisi della Norma e agli adempimenti ivi previsti; per capire l’impatto dei punti critici enunciati in precedenza, verranno spiegati in breve i metodi di ripartizione prescritti per gli edifici dotati di contabilizzazione (e termoregolazione). La Norma prevede di suddividere il costo annuo per il servizio di riscaldamento (costi energetici e di gestione) nelle seguenti voci: a) costo energetico “utile” per prelievi volontari (da ripartire in base alle letture dei contatori o dei ripartitori); b) costo energetico “utile” per prelievi involontari (da ripartire sulla base dei nuovi millesimi di riscaldamento); c) costo per servizi, quali manutenzione ordinaria, conduzione e gestione e del servizio di contabilizzazione (da ripartire sulla base dei nuovi millesimi di riscaldamento). Il prelievo involontario considera il consumo di energia disperso dalla rete di distribuzione. Al

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA


Quaderno IOroma II-2016