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composta dal 91% di Fondi Riservati e dal 9% di Fondi Retail. Gli investitori qualificati, definiti nell’art. 1, comma 1, lett. h) del DM 24/05/1999, n. 228 includono, a titolo esemplificativo: imprese di investimento, banche, agenti di cambio, SGR, SICAV, fondi pensione, imprese di assicurazione, società finanziarie capogruppo di gruppi bancari, fondazioni bancarie, persone fisiche e giuridiche ed altri enti, anche esteri, in possesso di specifica competenza ed esperienza in operazioni in strumenti finanziari.

4) Politica di distribuzione dei proventi: A) Fondi a distribuzione; la SGR può procedere alla distribuzione dei proventi della gestione del fondo ai quotisti a cadenze predefinite. B) Fondi ad accumulo; i proventi derivanti dalla gestione vengono ripartiti ai quotisti in sede di liquidazione del fondo, unitamente alle eventuali plusvalenze derivanti dalla dismissione del portafoglio immobiliare. Le attività di un fondo immobiliare sono gestite in conformità a un Regolamento, redatto dalla SGR (Tit. V, Cap. I, sez. II del provvedimento della Banca d’Italia 14 aprile 2005) e approvato dalla Banca d’Italia, che definisce gli aspetti principali della gestione e del funzionamento del fondo. Il Regolamento di gestione è il documento in cui si esplicita il mandato dei sottoscrittori nei confronti della SGR nel quale si disciplina il funzionamento di ciascun fondo, si definiscono i compiti dei diversi soggetti coinvolti, si regolano i rapporti con i sottoscrittori, si stabiliscono le regole che la SGR deve rispettare nella gestione del patrimonio, la strategia gestionale, le

politiche di investimento, e tra gli altri elementi deve prevedere: • Durata: in numero di anni, esplicitando la possibilità e le modalità di proroga alla scadenza definita; • Tipologia (ordinario o speculativo, per cassa / ad apporto / misto), • Patrimonio del Fondo: soglia minima e massima riferita all’AUM; • Destinatari del fondo: investitori qualificati (fondo riservato) o pubblico indistinto (fondo retail); • Asset allocation: tipologia di immobili, localizzazione, ecc.; • Regime delle spese: con la chiara indicazione dei costi gestionali che rimarranno a carico del Fondo; • Quote del fondo: oltre alle quote da attribuire a tutti i sottoscrittori (di uguale importo e diritti), può essere prevista una ulteriore classe di quote, al fine di remunerare il rischio degli investitori o consentire all’apportante di beneficiare del plusvalore derivante dalla valorizzazione degli Immobili o ancora di attribuire particolari diritti amministrativi; • Governance del fondo; • Disciplina relativa a riaperture delle sottoscrizioni e rimborsi delle quote e dei proventi: il regolamento può prevedere la distribuzione ai partecipanti dei proventi della gestione, tenuto anche conto delle previsioni di redditività del fondo. I proventi non distribuiti sono reinvestiti nel fondo; • Disciplina relativa alla sostituzione della SGR. Ciascun Fondo ha una durata prestabilita, il termine di durata dei fondi, coerente con la natura degli investimenti, è fissato dal Regolamento e non può essere superiore a 30 anni, mentre non è previsto un limite minimo. La

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA

Quaderno IOroma II-2016  
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