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In ENEA, nell’ambito delle attività di ricerca sul sistema elettrico, in collaborazione con il MISE, fu sviluppato uno studio specificamente indirizzato ai vari aspetti tecnici legati alla progettazione del deposito nazionale [25], tra cui anche lo sviluppo e l’utilizzo di codici per il performance assessment. Nella figura 3 è presentata schematicamente la metodologia sviluppata in quel contesto. Le attività degli specifici gruppi di lavoro terminarono nel 2003 e fu successivamente costatato come la rete di collaborazioni nazionali ed internazionali sviluppata in quel contesto sia purtroppo venuta meno così come si siano disperse le competenze sviluppate.

Per quanto le problematiche siano affrontate in questa nota in termini del tutto generali, dall’insieme di informazioni raccolte emerge la complessità degli elementi da mettere in campo per effettuare lo studio di sicurezza di un deposito di smaltimento, a partire dalle professionalità e dalle conoscenze, fino agli strumenti di calcolo, agli approfondimenti ed alle ricerche. È, pertanto, importante che i soggetti coinvolti nel progetto del Deposito Nazionale pianifichino per tempo l’acquisizione di conoscenze, strumenti ed esperienze per lo svolgimento di questa rilevante attività, che può condizionare il progetto, la relativa accettabilità ed i costi.

Note 1

Possono dunque essere smaltiti i rifiuti ad attività molto bassa, bassa ed, in parte, media, secondo le definizioni del decreto citato. 2 Senza dover quindi ricorrere a sistemi in movimento o che comunque necessitino di fonti di energia. 3 In accordo ai principi di sviluppo sostenibile e solidarietà enunciati nel D.Lgs 152/2006. 4 Oltre ai tempi di dimezzamento ed alle concentrazioni, sono rilevanti le mobilità dei singoli elementi. 5 Talvolta si fa riferimento alla persona media di un gruppo “critico”, particolarmente esposto. 6 Depositi superficiali sono stati costruiti, ad esempio, in Gran Bretagna, Francia, Spagna, Giappone, Stati Uniti, dati sugli studi effettuati in quei contesti sono reperibili nei riferimenti. 7 Viene raccomandato di non superare qualche centinaio di scenari, attraverso un processo di selezione che porti ad escludere scenari a bassa probabilità, a basse conseguenze, non in linea con la normativa o fisicamente non ragionevoli, nonché a limitare il livello di dettaglio lì dove ulteriori specificazioni non siano evidentemente in grado di evidenziare importanti fenomenologie. 8 In US viene definito un periodo ulteriore, di 5 anni, di stabilizzazione dopo la chiusura, durante il quale effettuare attività di osservazione, monitoraggio, manutenzione. 9 La NRC indica [21] un periodo di simulazione esteso a 10.000 anni per avere una buona confidenza di aver individuato i picchi più rilevanti di concentrazione. 10 Utilizzando limiti di dose molto bassi, a livello della decina di micro Sievert, come in Italia, quest’ultima preoccupazione diviene molto meno rilevante. 11 Infatti le barriere ingegneristiche sono talvolta distinte in barriere fisiche e chimiche. Non è tra gli obiettivi di questa nota discutere la composizione del sistema di barriere ingegneristiche. 12 Es.: GoldSim e ASCEM sviluppati su richiesta del Department Of Energy statunitense.

9 ICRP (International Commission on Radiological Protection), 1997. ICRP Publication 77: Radiological ProIAEA Safety Standards Series No. SSG-23, September tection Policy for the Disposal of Radioactive Waste. 28, 2012- The Safety Case and Safety Assessment Annals of the ICRP, Volume 27 Supplement. for the Disposal of Radioactive Waste. 10 ICRP (International Commission on Radiological ProIAEA, Safety Standards Series No. SSR-5, IAEA, Vitection), 1998. ICRP Publication 81: Radiation Proenna (2011) Disposal of Radioactive Waste, IAEA. tection Recommendations as Applied to the Disposal IAEA Safety Standards Series No. GSR Part 4, Vienna of Long-lived Solid Radioactive Waste. Annals of the (2009), Safety Assessment for Facilities and ActiviICRP, Volume 28 (4). ties. 11 Organisation for Economic Co-operation and DevelIAEA, Safety Assessment Methodologies for Near Suropment - NEA (Nuclear Energy Agency) Madrid 1999. face Disposal Facilities, ISAM, Vol. 1 — Review and Workshop: An International Database of Features, enhancement of safety assessment approaches and Events and Processes. Paris, France. tools, Vol. 2 — Test cases, IAEA, Vienna (2004). 12 NEA (Nuclear Energy Agency), 1992, Systematic ApUS Code of Federal Regulations 10 CFR 61.50 - LIproach to Scenario Development. A report of the NEA CENSING REQUIREMENTS FOR LAND DISPOSAL Working Group on the Identification and Selection of OF RADIOACTIVE WASTE - Disposal site suitability Scenarios for Performance Assessment of Radioacrequirements for land disposal. tive Waste Disposal, Nuclear Energy Agency, Paris, European commission – Community research - J.E. France. Morris, D.A. Galson and D. Reedha COMPARISON 13 NEA (Nuclear Energy Agency) 2006. The NEA InterOF REGULATORY EXPECTATIONS AND USE OF national FEP Database: Version 2.1. Paris, France: SAFETY AND PERFORMANCE INDICATORS BY Nuclear Energy Agency. PAMINA PARTICIPANTS MILESTONE (N°: M3.4.19). 14 IAEA (International Atomic Energy Agency) 1983. IAEA TECDOC 1372, 2003 - Safety indicators for the Concepts and Examples of Safety Analyses for Rasafety assessment of radioactive waste disposal. dioactive Waste Repositories in Continental GeologiOECD NEA (Nuclear Energy Agency), Report No. cal Formations. Safety Series No. 58. Vienna, Austria: NEA 3679- 2004. Post-closure SafetyINGEGNERI Case for GeoORDINE DEGLI DELLA PROVINCIA DI Atomic ROMA Energy Agency. International logical Repositories: Nature and Purpose. 15 International Atomic Energy Agency (IAEA) 2004,

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