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non sempre è possibile effettuare una vera e propria validazione, come ad esempio per i codici applicabili ai circuiti termoidraulici, che possono essere provati mediante confronto con dati sperimentali provenienti da apparati di prova. L’utilizzo combinato di approcci deterministici e probabilistici può contribuire ad incrementare la confidenza sulla validità dei risultati degli studi. Tuttavia è importante essere consapevoli di tutti i benefici ed i limiti associati a ciascuno dei due approcci [1]. In particolare, bisogna considerare che valutazioni probabilistiche dettagliate possono richiedere studi molto complessi e laboriosi, che potrebbero non aggiungere nulla rispetto ad un esame sistematico, ben documentato e trasparente degli scenari, eventualmente accompagnato da stime realistiche della probabilità del singolo scenario, soprattutto per quelli meno articolati e complessi. È spesso opportuno effettuare comunque diverse simulazioni, con obbiettivi e con ipotesi differenti, utilizzando approcci conservativi o realistici a seconda dei casi e tenendo conto che assunzioni conservative per un periodo di vita del deposito possono non esserlo per fasi diverse. Pur essendo gli studi effettuati principalmente per verificare il rispetto di limiti o vincoli, espressi in termini di dosi o di probabilità annue, l’attenzione deve essere posta anche su altri indicatori rilevanti in termini di concentrazioni, flussi di contaminanti o effetti su specie non umane. In uno studio di sicurezza vi sono diverse fonti di incertezza, che possono essere grossolanamente suddivise in tre categorie: incertezze dovute ai dati e ai parametri, allo scenario ed alla modellazione (interpretazione e uso dei dati, assunzioni, simulazione matematica etc.). Analisi di sensibilità sono pertanto spesso svolte per verificare l’impatto delle incertezze sul risultato finale. La necessaria confidenza dell’adeguatezza dello studio di sicurezza può essere acquisita attraverso: • l’utilizzo di molteplici evidenze per supportare argomenti volti a sostenere una medesima conclusione e quindi a compensare i limiti di ciascun singolo argomento [8]; l’esposizione sistematica delle diverse linee di ragionamento atte a dimostrare la sicurezza, soprattutto nella fase successiva alla chiusura [1, 31]; • la stesura di rapporti dettagliati che descrivano lo sviluppo del modello e ne illustrino i vari passaggi, per rendere concretamente possibile l’effettuazione di revisioni indipendenti;

il simultaneo utilizzo di modelli alternativi, anche mediante l’utilizzo di entrambi gli approcci top down e bottom up; • la revisione critica da parte di più esperti, anche indipendenti; • la disponibilità di dati sperimentali di laboratorio ed ottenuti in sito nelle fasi precedenti la chiusura [27], di evidenze da situazioni analoghe; • una prolungata azione di monitoraggio in sito; • la ricerca e l’utilizzo del maggior numero possibile di dati storici; • l’applicazione del Quality Assurance e del Quality Control; • l’esecuzione di attività di ricerca finalizzate alla risoluzione di specifici problemi. Di particolare interesse sono gli studi e le prove effettuati per la costruzione del deposito di El Cabril in Spagna, il cui esercizio è cominciato nel 2008, nonché i dati relativi ai primi anni di esperienza operativa di quel deposito [28]: su molti aspetti particolarmente critici è stato e continuerà ad essere possibile ottenere rilevanti conferme sulle assunzioni alla base dello studio iniziale di sicurezza.

Utilizzo dello studio di sicurezza L’articolazione e l’estensione dello studio di sicurezza sono tali per cui il processo per giungere al risultato finale non può che essere iterativo, passando attraverso raffinamenti e semplificazioni, verifiche e correzioni, valutazione e ridimensionamento delle incertezze etc.

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA


Quaderno IOroma II-2016