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si è risultato particolarmente vantaggioso produrre modelli semplificati, nei quali siano rappresentati esclusivamente i fenomeni di trasporto più rilevanti, per una più agevole comprensione dei risultati e per ricercare efficaci correzioni al modello concettuale più esteso. Questo processo, chiamato “Model Abstraction”, basato su studi che evidenziano i vantaggi dell’uso dei modelli semplificati ed il cui utilizzo è stato sviluppato negli anni ’70, è stato messo a punto in USA su impulso della NRC [18, 19]. Tra gli aspetti rilevanti nella simulazione dei rilasci di radionuclidi si segnalano i seguenti in quanto particolarmente significativi e, talvolta, problematici: • nei rifiuti possono essere presenti piccole quantità di gas, che possono anche essere generate e rese disponibili per il rilascio in assenza di acqua [e.g., radon-222 (222Rn), krypton-85 (85Kr)]; in presenza di infiltrazioni di acqua e di specifiche condizioni chimico fisiche, possono essere generate in forma gassosa rilevanti quantità di composti di carbonio-14 (14C) o di trizio (3H) (es.: 14CO2, 14 CH4, etc.); in presenza di materiali cellulosici non adeguatamente condizionati, gas possono essere generati come conseguenza di attacchi microbici; la produzione di gas non solo costituisce un meccanismo di rilascio di radionuclidi, ma può determinare sovrappressioni locali con conseguente perdita di integrità delle barriere interessate; • il Selenio 79 (79Se) e lo Iodio 129 (129I), sono due radionuclidi considerati rappresentativi di un insieme di contaminanti rilevanti per la verifica delle prestazioni, in relazione alle loro vite medie, alle modalità di assorbimento ed alla solubilità. Lo 129I ha tempi di di-

mezzamento molto lunghi (15.700.000 anni), è molto solubile e difficilmente assorbibile. Il 79Se ha tempi di dimezzamento dell’ordine delle decine di migliaia di anni (65.000), è facilmente assorbibile e praticamente insolubile; vi sono anche altri radionuclidi con tempi di dimezzamento che eccedono in maniera considerevole i tempi nei quali si può fare affidamento sull’integrità delle barriere ingegneristiche. Pertanto, se presenti nel complesso in quantità particolarmente rilevanti, il loro comportamento risulta essere determinante a tempi lunghi. Tra questi vi sono il Tecnezio-99 (99Tc), il carbonio-14 (14C), il Cloro-36 (36Cl), il Nichel 59 e 63 (59Ni, 63Ni) il Niobio 94 (94Nb), lo Stagno 126 (126Sn), il Cesio 135 (135Cs), il Torio (Th), l’Uranio (U), ed i loro prodotti da decadimento [21, 29]; i fenomeni di decadimento dei radionuclidi portano a variazioni delle concentrazioni ed alla generazione ed accumulo di nuovi elementi; è necessario che siano complete ed aggiornate le banche dati relative ai fattori di dose.

Modello matematico – Codici di calcolo In molti casi il modello concettuale, espresso anche attraverso diagrammi, flow-charts, tabelle etc., deve essere successivamente trasposto in un modello matematico che consenta di effettuare valutazioni numeriche. Sono già disponibili codici di calcolo capaci di effettuare simulazioni finalizzate agli studi di sicurezza dei depositi per rifiuti radioattivi; in taluni casi può essere utile sviluppare codici di calcolo ad hoc per simulare uno specifico modello concettuale. Molti dei software disponibili sono stati prodotti e continuano ad essere utilizzati anche per studiare la diffusione di diverse tipologie di contaminanti o di radionuclidi in diversi contesti non legati ad attività nucleari (nell’ambito di attività di scavo di miniere, di controllo delle riserve acquifere etc.)12. La scelta dei codici viene effettuata principalmente in funzione dei processi che il codice stesso è in grado di simulare. L’utilizzo di detti software richiede una buona conoscenza dei fenomeni ed una buona esperienza di modellazione. Alcuni di essi sono basati su applicazioni del Metodo Montecarlo (es.: GoldSim della Golder Associates). È poi necessario integrare in maniera appropriata i risultati dei codici e dei modelli matematici utilizzati per valutare gli effetti delle diverse fenomenologie. Anche se le prestazioni dei codici di calcolo possono essere verificate a fronte di dati provenienti dall’esperienza operativa o da prove su manufatti sperimentali strumentati, per essi

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Quaderno IOroma II-2016