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Introduzione Secondo il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 7 agosto 2015 possono essere destinati a depositi di smaltimento del tipo su indicato rifiuti definibili a norma di Legge come rifiuti radioattivi che non raggiungano, nell’arco di dieci anni, i livelli di allontanamento fissati dalle autorizzazioni, che siano caratterizzati da concentrazioni di radionuclidi alfa emettitori con attività non superiori a 400 Bq/g e non richiedano misure per lo smaltimento del calore1. Eventuali ulteriori limiti agli inventari o alle concentrazioni di attività sono determinati in funzione del rispetto degli obiettivi radioprotezionistici posti per il deposito. Detti rifiuti, prima di essere smaltiti, devono subire un processo inteso a determinarne la composizione, devono essere solidificati, quando necessario, compattati, inertizzati e stabilizzati in funzione delle specifiche caratteristiche fisico-chimiche, tenendo anche conto della possibile tossicità biochimica.

Il trattamento dei rifiuti, con riferimento a specifici criteri di accettazione, ed il deposito di smaltimento nel suo insieme hanno lo scopo di ritardare la mobilizzazione dei radioisotopi per tempi sufficientemente lunghi affinché essi possano subire il naturale processo di decadimento senza mai generare rischi inaccettabili per la popolazione e l’ambiente. L’analisi di sicurezza per questo genere di opere ha, pertanto, lo scopo di verificare che sia soddisfatto l’obbiettivo fondamentale di proteggere, essenzialmente in modo “passivo”2, persone e ambiente dagli effetti delle radiazioni ionizzanti; dati i tempi lunghi nel corso dei quali taluni radionuclidi mantengono la radiotossicità, l’analisi si estende anche a ciò che può accadere alle generazioni future, cui non può essere imposto l’onere di gestire situazioni pericolose, originate in vista di benefici di cui non sono state partecipi3.

Studio di sicurezza Le analisi di sicurezza, in senso lato, si estendono a tutti gli aspetti tecnologici del progetto

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA

Quaderno IOroma II-2016  
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