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Il rumore generato da un missile spaziale nella fase di lancio proviene essenzialmente dai suoi motori endotermici e viene prodotto dai moti turbolenti dei gas combusti emessi dagli ugelli supersonici. Tale rumore si può suddividere in tre principali componenti: rumore da miscelamento turbolento dei gas; rumore irradiato dalle onde d’urto; crepitii e stridori (screech) generati dai battimenti supersonici. Durante la fase di lancio si realizza la condizione di massimo rumore sia per la necessità propulsiva di imporre il massimo impulso per consentire il decollo e sia per la presenza del suolo che riflette le onde sonore. Nell’articolo sarà dato un cenno sulla configurazione tipo di una base di lancio, ideata per ridurre al minimo il livello acustico cui è sottoposto il personale addetto[1]. In analogia a quanto è stato sperimentato presso il centro di ricerca BEAT di Colleferro[2], si farà poi un esempio di progettazione acustica di un razzo in scala ridotta 1/20, condotta per mezzo di gruppi adimensionali, con caratteristiche tali da avere un comportamento fisico/acustico riconducibile al caso reale.

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA


Quaderno IOroma II-2016