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L’ANGOLO DEL

CONSIGLIERE

NOTE DALLA COMMISSIONE SPECIFICHE DELL’ORDINE

S

crivo volentieri su questa esperienza di presidente della Commissione specifiche e che volge a conclusione in quanto, devo confessare, avevo considerato tale incarico una seccatura mentre si è poi rilevata una interessante occasione di dialogo con un migliaio di iscritti, pubbliche amministrazioni ed anche amministrazioni di giustizia su aspetti fondamentali della nostra professione. a tal proposito ricordo una sentenza del tar veneto del 13 febbraio 2014 che riconosce nell’ordine professionale l’unico organo deputato a valutare le prestazioni professionali nell’interesse degli iscritti ma soprattutto della collettività. sull’attività della Commissione e sui nuovi decreti ministeriali n. 140 del 2012, n. 143 del 2013 e recentemente il d.m. del 17 giugno 2016 che sono ora di riferimento per i corrispettivi professionali, i colleghi della Commissione giuseppe Capilli, eleonora Cresta e edmea pierotti, coordinati da massimo babudri, vice presidente della Commissione, stanno preparando un articolo che presto sarà in pubblicazione e mi auguro di ausilio ai colleghi. Come ormai noto non si parla più di tariffe ma di corrispettivi (compensi + spese) poiché la legge sulle tariffe professionali per i servizi d’ingegneria n. 143 del 1949 e successive integrazioni è stata abolita nel 2012 e oggi possiamo affermare che la vecchia legge non era poi tanto male ed utile. al momento mi limito ad alcune considerazioni più significative sul tema dei compensi professionali. la prima, banale, è che risparmiare sui servizi d’ingegneria è la cosa meno intelligente che una stazione appaltante o una Committenza possa fare. È come se nell’individuare il chirurgo per un delicato intervento, anziché informarci sulla capacità e sulla professionalità, optassimo su quello che fa il prezzo più basso. in questo modo parlare di qualità, invocata da leggi e codici presenti e passati, senza riconoscere il giusto compenso è chiaramente un ossimoro. la seconda, triste, è che farsi pagare il giusto compenso per il lavoro svolto e per le responsabilità che il professionista si è assunto, è diventata l’attività più impegnativa. avere poi, la parcella congruità dall’ordine non vuol dire essere pagati ma, in caso di contenzioso, avere attivato il primo passo per una procedura, decreto ingiuntivo, che si sa quando inizia, ma non si sa quando si termina. per esperienza personale ho superato i 4 anni di attesa dal primo decreto ingiuntivo emesso a mio favore ed ora sono ancora in attesa della definizione del ricorso promosso dalla Committenza. la terza, positiva, è che il Consiglio dell’ordine su proposta, ha nel settembre di quest’anno rivisto, o meglio, ridotto la tassa di revisione delle parcelle a carico del richiedente anche se, in via teorica, in caso di giudizio favorevole per il professionista tale tassa dovrebbe essere rimborsata unitamente alle spese legali dal Committente.

Ingegnere

Tullio Russo Consigliere

tullio russo Consigliere

5 ordine degli ingegneri della provinCia di roma

Rivista IORoma III-2016  
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