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FOCUS

IN ALTRI PAESI, I COSIDDETTI DEVELOPERS STUDIANO I DIVERSI TEMI COSTRUTTIVI E GESTIONALI, METTENDO ASSIEME LE COMPAGINI NECESSARIE AD AFFRONTARLI E A DARE ADEGUATE GARANZIE ALLE STAZIONI APPALTANTI.

di aggiudicazione, rischia di essere lasciata da sola ad affrontare inadeguatamente una complessità che deve trovare, proprio fin dalla fase della definizione delle specifiche richieste in fase di gara, un’espressione adeguata a generare poi garanzie e qualità sia in fase costruttiva che gestionale. a tali problematiche si aggiungono, in italia, quelle già accennate in precedenza, riguardante l’inesistenza di figure strutturate di developer e di soggetti gestori specializzati in ppp. infatti, questi progetti tendono a “nascere” su iniziativa delle società di costruzione, con una conseguente inevitabile concentrazione dell’attenzione sulla realizzazione dell’opera, anziché sulla fase gestionale, la quale è, invece, quella che dovrebbe garantire il successo dell’iniziativa attraverso la remunerazione del capitale, l’efficienza del servizio, la garanzia del credito, ecc.. per quanto riguarda la fase realizzativa non si riscontrano nella norma particolari elementi di innovazione rispetto ai processi di ppp mentre nella quinta e ultima fase individuata per la costruzione di un ppp, quella di gestione, le carenze regolamentari sono ancora molto evidenti. i gestori, infatti, sono gli attori principali delle ppp, essi costituiscono: i soggetti di garanzia dello stato di usura dell’opera, l’interfaccia con gli utenti, i garanti operativi della qualità del servizio, i garanti del rientro dei finanziatori, ecc.. le figure imprenditoriali necessarie sono tante e diverse quanti sono i servizi che devono, di volta in volta, in base al tipo di progetto, essere attivati; tanto che in una singola iniziativa si può parlare di vera e propria “compagine gestionale” costituita da: - gestore principale del servizio; - gestore delle manutenzioni; - gestori dei servizi secondari connessi con il principale; - gestori dei servizi integrativi e accessori. già nei segmenti dei gestori servizi principali i settori industriali coinvolti nella varie realizzazioni

possibili sono completamente diversi (es. ospedali, parcheggi, scuole, infrastrutture stradali, reti telematiche, reti di riscaldamento e produzione energetica, ecc.). in questa varietà, le problematiche che riguardano il settore sono molte. anzitutto, occorre pensare, cosa che la norma ancora non ha fatto, che anche i gestori devono essere dotati di una loro qualificazione settoriale per definire adeguate garanzie qualitative e capacità organizzative rispetto alla magnitudo del progetto. inoltre, occorre individuare una sorta di “tavolo” per l’incontro fra gestori dei servizi principali e costruttori. la preponderanza di questi ultimi negli attuali processi, infatti, non giova alla qualità che verrà poi espressa dal servizio e dalla durabilità dell’opera. se i gestori non divengono realmente gli attori principali del processo, dove i costruttori rivestono il ruolo di “fornitori/investitori”, i ppp non potranno mai estendersi ai livelli anglosassoni con i benefici che ciò comporterebbe per la collettività. infine, occorre osservare la norma presenta ancora alcune incongruenze quali ad esempio: - l’introduzione fra gli strumenti di ppp del cosiddetto leasing in costruendo (una forma di finanziamento privato delle opere pubbliche) che è stato, invece, giudicato fuori dal patto di stabilità perché il rischio operativo non verrebbe ribaltato sul privato; - l’esclusione dai ppp e, in generale dal Codice, degli strumenti urbanistici attuativi e dei programmi Complessi, mentre alcuni di questi sono di fatto dei veri e propri partenariati. Concludendo, molte sono le problematiche e le criticità, e solo lavorando realmente su questi strumenti altre ancora ne potranno emergere. ma è evidente che non ci si può fermare alle attuali condizioni. Questi strumenti complessi devono trovare necessariamente una strada per dare un adeguato contributo allo sviluppo del paese. È giunto forse il momento, quindi, che le amministrazioni più organizzate (regioni, grandi Comuni, ministero delle infrastrutture), prendano in mano il ruolo di conduzione di questi processi che dovrebbe essere proprio della pa, creando, anche attraverso specifici finanziamenti ai Progetti di Fattibilità, un know-how adeguato sia al proprio interno che nel sistema finanziario e imprenditoriale, realizzativo ma, soprattutto, gestionale. in modo che oltre all’intera “filiera”, ammnistrativa, finanziaria, imprenditoriale, anche questi ultimi soggetti, i gestori, possano “specializzarsi” in progetti di tale natura e dare finalmente avvio a pieno regime a una stagione più corposa, efficace e soprattutto di elevata qualità, di realizzazione di nuove oo.pp.. ■

61 ordine degli ingegneri della provinCia di roma


Rivista IORoma III-2016