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FOCUS

salvo alcuni specifici settori, non è stata mai consolidata in forma diffusa tanto da creare un sistema amministrativo, tecnico, imprenditoriale e finanziario adeguato a poter sviluppare queste iniziative. il nuovo Codice degli appalti, assieme ad alcune delle agevolazioni fiscali introdotte di recente per il finanziamento delle iniziative in ppp, può essere, tuttavia, uno stimolo per avviare una nuova “campagna” che porti a un “linguaggio” e a una ”prassi” comune, capace di dare garanzie a tutti i soggetti coinvolti e, quindi, a diffonderle in maniera ampia ed efficace, nel piccolo (Enti Locali) come nel grande (Stato). il recente Convegno del 6 ottobre svoltosi a roma, dal titolo “Incentivare i finanziamenti privati delle Opere Pubbliche, Partenariato Pubblico-Privato nel Nuovo Codice degli Appalti, criticità e prospettive”, è stato, come evidenziato nel proprio editoriale del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, dott. ing. Carla Cappiello, un primo piccolo passo e uno stimolo alle amministrazioni e ai diversi soggetti pubblici e privati coinvolti in questi progetti, per avviare un processo di crescita di questo settore. lo sforzo principale dell’iniziativa, infatti, è stato quello di coinvolgere in una forma la più possibile allargata rappresentanza dei diversi e numerosi soggetti che vengono a essere coinvolti nella creazione e realizzazione di un progetto in ppp, per porli di fronte ai tanti e complessi interrogativi che si presentano su tale tematica anche alla luce del nuovo Codice degli appalti. infatti, a una prima parte del Convegno nel quale si sono esaminati numerosi casi di studio raggruppati secondo tre tematiche, mobilità, patrimonio pubblico e attrezzature per la città, è susseguita una tavola rotonda che ha raccolto rappresentanze, oltre che degli ordini, di soggetti pubblici, come anaC, anCi, nars, meF, regione lazio, anche quelle di soggetti privati realizzatori, anCe, anas, a22 – autostrada brennero spa, finanziatori, con banca imi, e gestori come siram spa. soggetti che rappresentano le quattro anime di un ppp: Pubblica Amministrazione (Stazione Appaltante), Realizzatore, Finanziatore e Gestore. in quest’ambito allargato, multidisciplinare, ma anche “multi-aziendale” e “multi-amministrativo”, si è provato, allora, a individuare quali fossero le questioni più rilevanti per dare nuova capacità realizzativa a questi strumenti nella consapevolezza delle loro potenzialità espresse, solo parzialmente in italia, ma fortemente in paesi come l’inghilterra e la Francia. per dare ordine alle diverse questioni sorte anche con la nuova stesura del Codice degli appalti, è necessario, anzitutto, ricostruire il processo di rea-

lizzazione di un progetto in ppp, identificandone le fasi principali che sono: - la definizione dell’iniziativa attraverso il progetto di fattibilità; - il finanziamento/finanziabilità del progetto; - la gara e le procedure per l’aggiudicazione; - la realizzazione delle opere; - la gestione. la prima fase, dunque, è quella di costruzione di quello che il nuovo Codice ha denominato, appunto, Progetto di Fattibilità (di seguito chiamato PdF), abbandonando così la vecchia definizione di studio di fattibilità e “fondendo”, almeno apparentemente, quest’attività con quella della progettazione preliminare. la variazione non è casuale, infatti, il progetto di fattibilità diventa il documento base e fondante per l’avvio di un ppp, sostituendo completamente sia il vecchio studio di fattibilità che, appunto, il progetto preliminare. Questo documento, i cui contorni e contenuti non sono ancora stati completamente definiti, dovrebbe contenere tutti gli elementi base del vecchio Studio di Fattibilità, ovvero: - l’individuazione degli obiettivi pubblici; - le analisi tecnico-ambientali, socio econo-

57 ordine degli ingegneri della provinCia di roma


Rivista IORoma III-2016