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FOCUS

infatti, oltre ai classici settori d’intervento (progetto, direzione lavori, collaudo), l’ingegnere può essere parte attiva come esecutore e realizzatore dei “progetti di fattibilità”, come direttore dell’esecuzione (in fase di gestione), valutatore economicofinanziario, pm della gestione, rup, membro per commissioni di gara, ecc. per poter, tuttavia, ottenere risultati concreti occorre oggi creare una cultura dell’uso di questi strumenti di ppp. un piccolo passo in questa direzione è stato proprio il Convegno del 7 ottobre, che, oltre a divulgare esperienze concrete effettuate nel campo delle ppp attraverso specifici workshop, ha messo assieme i principali attori di questi delicati processi, pa, rup, Costruttori, Finanziatori e gestori, in un dibattito che, speriamo, possa aver sollecitato e generato una nuova sensibilità in questo settore potenzialmente strategico per il nostro paese.

IL PPP NON PUÒ QUINDI CHE CONTRIBUIRE A UN MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DI REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE PUBBLICHE E DELLA GESTIONE DEI SERVIZI, CONSENTENDO, INOLTRE, DI REALIZZARE ECONOMIE, NELLA MISURA IN CUI È IN GRADO DI RICOMPRENDERE TUTTE LE FASI DI UN PROGETTO, DALLA SUA CONCEZIONE FINO AL SUO SFRUTTAMENTO.

REALIZZARE LE OPERE PUBBLICHE IN PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO: UNA STRADA TUTTA DA RIPERCORRERE

una delle poche alternative per mantenere le capacità e il livello di “servizio” delle amministrazioni pubbliche. appare evidente come, ancora, le amministrazioni pubbliche non siano riuscite a sviluppare una capacità tecnica tale da poter promuovere e avviare tali iniziative, per una scarsa conoscenza degli strumenti, per la loro specificità multidisciplinare, troppo spesso demandata e tecnici competenti nella “realizzazione dell’opera” ma con alcuna conoscenza delle problematiche amministrative e, soprattutto, gestionali. Così com’è evidente che, in italia, la realizzazione di questi strumenti, specie nei casi delle opere più “piccole”, di interesse locale, sia sostanzialmente coordinata e gestita dal sistema dei “costruttori”, i quali hanno evidente interesse alla realizzazione dell’opera ma sono, il più delle volte, del tutto privi delle competenze gestionali che sono spesso molto specifiche e settoriali. a queste mancanze, si aggiunge la mancanza di una vera e propria capacità “progettuale” delle operazioni in ppp che devono mettere insieme una finanza, troppo spesso disinteressata a questi temi, con le capacità realizzative e gestionali di stampo tutto imprenditoriale. in altri paesi, i cosiddetti developers studiano i diversi temi costruttivi e gestionali, mettendo assieme le compagini necessarie ad affrontarli e a dare adeguate garanzie alle stazioni appaltanti. di contro, sempre in italia, le stazioni appaltanti sono, troppo spesso, incapaci di poter analizzare e verificare realmente la qualità e l’efficacia delle proposte private che pervengono loro dai proponenti. in effetti, la prassi “progettuale” di questi strumenti,

Ing. Francesco Rubeo

la sempre più carente disponibilità di risorse pubbliche per la realizzazione di infrastrutture e attrezzature e per la loro gestione, in particolare nei piccoli e grandi Comuni ma, anche, a livello statale, sta seriamente mettendo in crisi il welfare e la qualità e l’offerta dei servizi ai cittadini. gli strumenti di ppp, che rappresentano l’unica alternativa al finanziamento pubblico, sono stati introdotti nel nostro paese, con diverse forme e approcci, ormai da oltre 15 anni ma, stentano a divenire una prassi consolidata e realmente efficace. al contrario, si rileva, assieme ovviamente alle poche esperienze virtuose, un gran numero d’iniziative che si fermano sul nascere o che, ancora peggio, dopo lunghe fasi di trattativa fra i soggetti pubblici e privati, naufragano di fronte a infinite criticità del tipo più svariato: per scarsa qualità delle proposte, per problematiche procedurali e amministrative, per errate valutazioni economico-finanziarie, per “ostruzioni” in parte motivate delle realtà locali e, non da ultimo, per interventi censori, se non proprio sanzionatori della Corte dei Conti (cfr. caso sponsorizzazione Colosseo a Roma). tutto ciò è evidentemente sinonimo di una scarsa “cultura” e reale capacità tecnico-operativa, sia dei soggetti pubblici sia di quelli privati, nel saper “montare” e avviare queste complesse e delicate operazioni che, però, sempre più, sembrano essere

56 ordine degli ingegneri della provinCia di roma

Rivista IORoma III-2016  
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