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INTERSETTORIALE

le considerazioni sopra permettono di capire facilmente l’importanza del Metodo del Percorso Critico per la gestione del tempo in un progetto: se si vuole accelerare la conclusione del progetto, è evidente che si dovrà agire sulle attività situate lungo il percorso critico, qualsiasi sforzo concentrato sulle attività non situate sul percorso critico non porterà a comprimere i tempi di progetto e la data di consegna del progetto resterà perciò immutata. per calcolare il percorso critico si eseguono due operazioni denominate Forward Pass e Backward Pass. per la prima, dato l’inizio del progetto, si determinano i float in base alla prima data utile in cui può iniziare un’attività e la prima data in cui può terminare. nel Backward Pass invece si parte dalla data di conclusione del progetto e si guarda a tutte le ultime date di inizio e chiusura di ciascuna attività. la differenza tra l’ultimo e il primo giorno in cui iniziare l’attività coinciderà perciò con il float mentre il percorso a zero float coinciderà con il percorso critico.

IL DIAGRAMMA DI GANTT nella gestione di un progetto più o meno complesso, porre in sequenza le attività è sempre un passaggio fondamentale per consentire la lettura dell’intero piano di lavoro e del suo stato al cliente interno o esterno. in altre parole, in seguito alla pianificazione, un Project Manager deve essere in grado di mettere in sequenza tutte le attività del progetto deducendole dalla WBS e relazionando durata, costo e vincoli prestazionali. il tipo più comune di rappresentazione sequenziale delle attività è il diagramma a barre di Gantt, che prende il nome dal suo creatore, l’ingegnere Henry Gantt che per primo utilizzò questa procedura agli inizi del 1900. Questo tipo di diagramma non è uno strumento di pianificazione: l’obiettivo è tracciare tutte le attività di un progetto in relazione al tempo, sotto forma di barre orizzontali tra loro legate da semplici relazioni logiche. sull’asse verticale del grafico perciò sono elencate le attività mentre sull’asse orizzontale sono riportati i tempi del progetto. tutte le barre del diagramma sono di lunghezza variabile, ad esprimere la quantità di lavoro necessaria per passare da un punto all’altro del progetto; inoltre, le barre possono essere sovrapposte per indicare azioni da svolgere in parallelo (Figura 1). È infine possibile collocare all’interno del grafico le milestone del progetto e l’allocazione delle risorse per ciascuna attività. all’interno del diagramma ci sono 4 tipologie di dipendenze temporali tra due generiche attività/barre, una vincolata e una vincolante:

Finish to Start (FS), Start to Start (SS), Start to Finish (SF) e Finish to Finish (FF) (Figura 3). tutto ciò rende esplicita la lettura dell’avanzamento di un progetto al lettore, che esso sia un cliente interno o esterno sarà possibile identificare intuitivamente le attività critiche, ad esempio in anticipo o in ritardo rispetto alla schedulazione fissata. possono essere elaborati diagrammi Gantt di diverso livello o complessità, ad esempio si può ricorrere a gerarchie di schemi con un primo diagramma di alto livello in cui si aggregano nelle barre numerose sotto attività che verranno successivamente esposte in altri grafici più semplici. possiamo inoltre distinguere due tipologie di diagrammi Gantt, ovvero Load Chart e Schedule Chart. nel primo tipo di diagramma si pone più attenzione nell’utilizzo di risorse, umane o materiali, da allocare per ciascuna attività mentre gli Schedule Chart sono focalizzati sulla sequenza delle attività e sulla distinzione della durata delle diverse componenti di un progetto. Con un Gantt è perciò possibile rappresentare graficamente il calendario delle attività di un progetto, per questo è un diagramma utile per tracciare chiaramente l’avanzamento, tuttavia, al contrario della programmazione reticolare, (diagrammi CPM/ PERT), è carente d’informazioni circa l’interdipendenza delle attività. ■

Figura 3. Le quattro tipologie di dipendenza diverse tra due attività A e B, presente nel diagramma di Gantt.

39 ordine degli ingegneri della provinCia di roma

Rivista IORoma III-2016  
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