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INTERSETTORIALE

IL METODO CPM

Figura 2. Esempio di reticolo costruito con il metodo PDMPrecedence Diagram Method.

per determinare la durata di un progetto esiste un metodo molto diffuso ed efficace denominato Critical Path Method (CPM) ovvero “Metodo del Percorso Critico”. Con tale tecnica, una volta suddiviso un progetto in attività, compreso come le diverse fasi siano dipendenti tra loro e attribuita una tempistica per ciascuna singola attività, è possibile stimare il massimo tempo richiesto per il completamento del progetto stesso. per determinare il percorso critico e la durata di un progetto è perciò indispensabile comprendere tutte le attività necessarie per il completamento del progetto, stabilire la tempistica necessaria per completare ciascuna attività e definire molto accuratamente successori e predecessori di ciascuna attività. in altre parole, questa metodologia prevede di inquadrare le attività in sequenza com’è possibile capire dal semplice esempio in Figura 2. in questa figura, premesso che entrambe le strade debbano essere concluse positivamente per arrivare alla corretta realizzazione del progetto, sono state individuate tutte le attività e inserite nella sequenza corretta. Ciascuna attività ha una sua tempistica per il suo espletamento e il cammino in basso è quello di maggiore durata, ovvero il nostro percorso critico. determinare l’effettivo cammino critico (critical path) è indispensabile per distinguere tutte le attività che non possono essere ritardate perché dalla loro durata dipende direttamente il tempo dell’intero pro-

Figura 2.

38 ordine degli ingegneri della provinCia di roma

IL METODO CPM PERMETTE DI INDIVIDUARE EVENTUALI FLESSIBILITÀ NELLA GESTIONE TEMPORALE DELLE ATTIVITÀ. LA DURATA CHE INTERCORRE TRA QUANDO UN’ATTIVITÀ PUÒ INIZIARE E QUANDO TALE ATTIVITÀ DEVE TERMINARE È CHIAMATA FLOAT.

getto. in altre parole, un ritardo dell’intero progetto sarà molto probabilmente da ricercarsi nei possibili rallentamenti in una delle attività tra b, d ed F, tutte situate lungo il percorso critico. Questo semplice metodo permette anche di individuare eventuali flessibilità nella gestione temporale delle attività. la durata che intercorre tra quando un’attività può iniziare e quando tale attività deve terminare è chiamata float. si intuisce velocemente che le attività con float non sono situate sul percorso critico che, per definizione, è proprio il percorso con float nullo. ad esempio, un ritardo di un giorno nello svolgimento dell’attività C non pregiudicherà la conclusione per tempo del progetto ma la stessa non dovrà concludersi con oltre 3 giorni per non superare il float totale rispetto al percorso critico.


Rivista IORoma III-2016