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INTERSETTORIALE

SIMILE ALLA STIMA PER ANALOGIA È LA STIMA PARAMETRICA IN CUI SI STIMANO I TEMPI PER UNA SINGOLA PARTE DELL’ATTIVITÀ E POI SI MOLTIPLICA QUESTA DURATA PER IL NUMERO DI ITERAZIONI NECESSARIE A COMPLETARE L’ATTIVITÀ.



confronta l’attività in oggetto con uno storico dell’azienda nel caso in cui tali attività siano state già effettuate e si utilizzano queste informazioni per stimare la durata. simile alla stima per analogia è la stima parametrica in cui si stimano i tempi per una singola parte dell’attività e poi si moltiplica questa durata per il numero di iterazioni necessarie a completare l’attività. infine è anche possibile utilizzare la stima a tre valori che ha un approccio più matematico: vengono stimati 3 differenti valori, la durata più probabile (tm), quella ottimistica (to) e quella pessimistica (tp) dopo di che vengono combinati per trovare la durata dell’attività con la seguente formula:



si è finalmente giunti alla fase finale dell’analisi dei tempi, con tutte le informazioni raccolte fino ad ora è possibile costruire il reticolo di schedulazione, per la spiegazione si rimanda al riquadro di approfondimento. al termine della stesura del reticolo di schedulazione è possibile analizzare la durata totale del progetto e quindi applicare eventuali aggiustamenti per ridurre i tempi totali. per effettuare una compressione dei tempi si usano solitamente due tecniche, la prima si chiama crashing e prevede l’inserimento di ulteriori risorse per accelerare i tempi di completamento delle singole attività. si effettua quindi uno scambio aumentando i costi e diminuendo i tempi, purtroppo non tutte le attività possono beneficiare di un aumento delle risorse quindi questa tecnica non è sempre applicabile. la seconda tecnica utilizzabile per comprimere i

tempi è il fast tracking, in questo caso si decide di eseguire in parallelo alcune attività che originariamente erano previste in sequenza, questo comporta un aumento dei rischi dovuto alla possibilità di effettuare delle rilavorazioni a causa di errori dovuti al deliverable incompleto dell’attività precedente. anche in questo caso la tecnica non è applicabile a tutte le attività dato che la completezza del deliverable della prima attività non deve essere indispensabile per cominciare ad eseguire la seconda. dopo aver applicato anche le tecniche di compressione, possiamo finalmente ammirare la nostra schedulazione, solitamente per renderla più fruibile si utilizzano delle rappresentazioni come il diagramma di Gantt, illustrato nella Figura 1. effettuare una schedulazione dei tempi affidabile è solo il primo passo per decretare il successo di un progetto, è infatti necessario prestare grande attenzione al rispetto della schedulazione, per questo viene solitamente utilizzato un software di Project Management in grado di valutare gli scostamenti dalle stime fatte in fase di progettazione. spesso si usano altre tecniche come la Tecnica dell’Earned Value in cui si analizza lo stato di completamento di un’attività basandosi sui costi sostenuti e sul lavoro completato. dopo la carrellata di tutti i passaggi necessari a realizzare una buona pianificazione dei tempi è sicuramente utile fare un breve riassunto dato che le attività possono sembrare tante e complicate. È prima di tutto necessario suddividere ulteriormente gli elementi ottenuti dalla WBS così da ottenere le attività necessarie per produrre i deliverables, successivamente le attività vengono collegate tra loro stabilendone le dipendenze. ottenuto in questo modo il reticolo di schedulazione, è possibile stimare le risorse e successivamente la durata dell’attività, infine con tutti i dati raccolti è possibile ottenere la schedulazione del progetto.



Figura 1. Diagramma di Gantt.



37 ordine degli ingegneri della provinCia di roma


Rivista IORoma III-2016