Page 23

INDUSTRIALE

dovrebbero essere soddisfatti numerosi requisiti di sostenibilità, ad esempio il prodotto: – dovrebbe contenere materiali riciclati, circostanza che minimizza l’uso di materie prime vergini; – dovrebbe essere realizzato con energia rinnovabile, o con un processo produttivo che prevede l’efficienza energetica di se stesso, minimizzando progressivamente sprechi e consumi; – dovrebbe essere riciclabile e progettato in modo che gli scarti post utilizzo siano altrettanto riciclabili; – dovrebbero essere valutati, il suo impatto sull’ambiente, il ciclo di utilizzo dell’acqua per la produzione e se il processo ha emissioni nocive nell’aria. in italia la verifica e convalida delle dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD) avvengono a cura di organismi di certificazioni accreditato da Accredia, l’ente unico nazionale di accreditamento, riconosciuto dallo stato il 22 dicembre 2009, nato come associazione senza scopo di lucro, dalla fusione di SINAL e SINCERT. l’accreditamento garantisce che i rapporti di prova e d’ispezione e le certificazioni (di sistema, prodotto e personale) che riportano il marchio Accredia siano rilasciate nel rispetto dei più stringenti requisiti internazionali in materia di valutazione della conformità, e dietro una costante e rigorosa azione di sorveglianza sul comportamento degli operatori responsabili (laboratori e organismi). nel settore della bioedilizia, per esempio, un progetto realizzato secondo criteri di sostenibilità ha posto la dovuta attenzione anche ai materiali utilizzati per la sua realizzazione, prediligendo quei prodotti per l’edilizia (legno, cementi, calcestruzzo, acciaio, intonaci, vernici, pavimenti, isolanti, rivestimenti ecc...) realmente eco-sostenibili. la sostenibilità delle costruzioni rappresenta, infatti, uno dei sei mercati considerati strategici dalla Lead Market Initiative (LMI) for europe, che definisce centrale la valutazione delle caratteristiche di prodotti ed edifici nel loro ciclo di vita. un progetto realizzato secondo criteri di sostenibilità può, infatti, ridurre o eliminare del tutto gli impatti negativi dei fabbricati sull’ambiente, attraverso la scelta di pratiche costruttive e di esercizio migliorativo rispetto a quelle in uso. per raggiungere quest’obiettivo sono nati negli anni numerosi schemi di sostenibilità degli edifici, che richiedono prestazioni ambientali dei prodotti. i più diffusi in italia sono: LEED (The Leadership in Energy and Environmental Design) ed ITACA (Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale), protocolli che riser-

I criteri di sostenibilità più diffusi per ridurre l’impatto negativo dei fabbricati sull’ambiente in Italia sono rappresentati dai protocolli LEED ed ITACA.

vano particolare attenzione ai requisiti delle risorse impiegate. Altri Marchi di Qualità da menzionare infine i marchi volontari di sostenibilità per prodotti in settori specifici quali la bioedilizia. l’Associazione Nazionale per l’Architettura Bioecologica (anab), è un ente che ha sviluppato uno standard, con la creazione del marchio di qualità bioecologica ANAB-IBO-IBN. dopo un iniziale contributo da parte degli istituti IBO (austria) e IBN (germania), oggi il marchio porta soltanto il logo ANAB. Questo marchio identifica quei prodotti che ottengono la certificazione secondo i metodi di valutazioni messe a punto dall’ANAB e l’attività di supervisione di ICEA, Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale. attraverso questo marchio si può ottenere una comparazione tra prodotti utile nei confronti di produttori, utilizzatori, progettisti e utenti. diversa è la certificazione proposta dell’INBAR (Istituto Nazionale di Bioarchitettura), volta, infatti, a verificare le fasi realizzative e progettuali dell’edificio, fino al collaudo. una certificazione più vicina a quelle di sostenibilità classiche quali leed e itaCa ■

21 ordine degli ingegneri della provinCia di roma

Rivista IORoma III-2016  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you