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INDUSTRIALE

ECO-ETICHETTE DI TIPO III Dichiarazione Ambientale di Prodotto La Dichiarazione Ambientale di Prodotto (DAP o EPD - Environment Product Declaration) è un documento che permette di comunicare informazioni oggettive, confrontabili e credibili relative alla prestazione ambientale di prodotti e servizi. Tali informazioni hanno carattere esclusivamente informativo, la dichiarazione non contiene criteri di valutazione, preferibilità o livelli minimi che la prestazione ambientale debba rispettare. La EPD deve essere sviluppata utilizzando la Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) come metodologia per l’identificazione e la quantificazione degli impatti ambientali. La EPD è applicabile a tutti i prodotti o servizi indipendentemente dal loro uso o posizionamento nella catena produttiva, classificati in gruppi ben definiti. La classificazione in gruppi permette di effettuare confronti tra prodotti o servizi funzionalmente equivalenti. L’etichetta viene verificata e convalidata da un organismo accreditato indipendente che garantisce la credibilità e veridicità delle informazioni contenute nello studio LCA e nella dichiarazione. Obiettivi L’obiettivo di un EPD è di fornire le basi per un giusto confronto tra i prodotti e i servizi attraverso informazioni attendibili sulle prestazioni ambientali, così da: attivare meccanismi competitivi tra le aziende che perseguono lo sviluppo sostenibile; indirizzare le scelte delle PA in termini di acquisto fornendo l’informazione necessaria ad avviare il Green Public Procurement; indirizzare le scelte delle società, per esempio legate alla gestione del fine vita dei prodotti rendendo disponibili le informazioni necessarie a capire l’entità dei problemi apportati da singole categorie di prodotto. Metodi e applicazioni Questa tipologia di etichettatura ambientale è ancora allo studio a livello internazionale, non si è, infatti, raggiunta la pubblicazione di una norma condivisa dalle diverse parti interessate. In genere comunque una EPD contiene le seguenti informazioni:Questa tipologia di etichettatura ambientale è ancora allo studio a livello internazionale, non si è, infatti, raggiunta la pubblicazione di una norma condivisa dalle diverse parti interessate. In genere comunque una EPD contiene le seguenti informazioni: – descrizione dell’azienda e del prodotto o servizio oggetto della EPD: in questa sede l’azienda può comunicare altre eventuali iniziative (oltre la EPD), completate o in corso, in campo ambientale come ad esempio l’ottenimento della certificazione ISO 14020 o EMAS; – dichiarazione della presentazione ambientale del prodotto o servizio: questo è il cuore di una EPD ed è qui infatti che l’azienda comunica al pubblico, attraverso una serie di parametri ambientali standardizzati, il profilo ambientale del prodotto o servizio; l’oggettività dei risultati presentati in questa parte è garantita dal rispetto delle norme ISO serie 14020 per la metodologia di studio applicata, ovvero l’LCA; – informazioni aggiuntive provenienti dall’azienda: in questa parte, l’azienda comunica una serie d’informazioni aggiuntive come ad esempio indicazioni per un uso ecologicamente corretto del prodotto o per il suo appropriato smaltimento; – informazioni provenienti dall’ente di certificazione: l’ente che certifica la EPD, ed in particolare lo studio di LCA che ne è la base, comunica in questa parte informazioni riguardanti l’organismo di certificazione stesso ed il periodo di validità della EPD.

vengono apposti dai singoli prodotti in base all’autocertificazione non appartengono propriamente alla categoria. i marchi ecologici sono uno strumento selettivo e volontario. Selettivo perché gli standard da rispettare sono tali per cui possano accedervi solo i prodotti che hanno il più basso impatto ambientale della propria categoria pur mantenendosi competitivi sia dal punto di vista economico che qualitativo. gli standard vengono adeguati alla migliore tecnologia disponibile in un’ottica di continuo miglioramento. Volontario in quanto, poiché il marchio impone degli standard ambientali che sono superiori a quelli di legge, i produttori sono liberi di scegliere di certificare i propri prodotti nell’ambito della

18 ordine degli ingegneri della provinCia di roma

propria strategia di mercato. in questo senso si distingue da altri sistemi di etichettatura (come il marchio Ce per l’unione europea o l’etichetta energetica degli elettrodomestici) che, invece, sono obbligatori ed indicano la conformità a degli standard stabiliti per legge. i prodotti che espongono il marchio rientrano nella categoria dei prodotti ecologici. il fine di un marchio ecologico è quello di rendere facilmente riconoscibile al consumatore un prodotto ecologico permettendo di effettuare la propria scelta di acquisto consapevole, tenendo conto del principio di sostenibilità. un marchio ecologico può essere generico, cioè essere posto sulla maggioranza delle categorie


Rivista IORoma III-2016