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La sanità nel Lazio vista dai giornali a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Giovedì, 8 marzo 2018

Frosinone Frosinone, Cardiologia: consulenza a caro prezzo La convenzione è la stessa ma la Asl di Frosinone rischia di spendere il triplo di quanto, per un incarico identico, spende una Asl della Sardegna. La storia di questo potenziale spreco, in realtà, inizia con una bella notizia. A darne conto è il consigliere comunale e provinciale di Forza Italia Danilo Magliocchetti. Lo scorso 6 marzo, con un’apposita delibera, l’azienda sanitaria ciociara ha stipulato un contratto di consulenza con un medico radiologo di Roma con il compito di progettare e organizzare la nuova sezione di radiologia interventistica dell’ospedale “Spaziani” di Frosinone. Bene, anzi benissimo. «Finalmente, a due anni dagli annunci – sottolinea Magliocchetti – l’ospedale sarà dotato della UOSD Radiologia interventistica». Fin qui la bella notizia. Qualche perplessità, però, emerge quando si vanno a vedere i termini del contratto, in particolare quelli riguardanti il compenso. Eccoli: 1.500 euro più IVA per ogni singolo accesso in ospedale. La Asl nella delibera precisa

che «l’attività impegnerà il consulente per un minimo di un turno ed un massimo di due turni di 6 ore cadauno nell’arco di una settimana, per quanto riguarda l’attività clinica, ed una presenza settimanale per l’attività progettuale di formazione di formazione e di organizzazione della sezione radiologia interventistica». Dunque in buona sostanza, fa di conto Magliocchetti, «volendo ipotizzare il massimo dell’impegno settimanale del Medico per 3 volte, l’impegno finanziario della Asl potrebbe essere di 4.500 euro, a settimana». Tanto è vero che la Asl a copertura dell’incarico ha iscritto in bilancio 150mila euro. Una somma che Magliocchetti ritiene eccessiva pur non mettendo in discussione la professionalità del medico incaricato. A questa conclusione il consigliere comunale e provinciale di Forza Italia giunge andando a vedere come si sono comportate altre Asl nella situazione. In Sardegna ad esempio dove una Asl, dovendo sottoscrivere una identica con-

venzione per la radiologia interventistica, invece che a un libero professionista come nel caso dell’azienda sanitaria ciociara, si è rivolta ad una Asl, quindi a un medico della sanità pubblica. «Anche in questo – spiega Magliocchetti – è stato previsto il pagamento in base agli accessi presso la struttura sanitaria da parte del Radiologo, ma limitandoli fino alla concorrenza di un massimo di 2.800 euro mensili, per una spesa annua di circa 40.000, compreso il rimborso delle spese di viaggio al medico». Si è vero la somma è alta, riconosce il commissario straordinario della Asl di Frosinone, Luigi Macchitella: «Purtroppo non abbiamo trovato un medico di altre Asl disponibile e siamo stati costretti a ricorrere a un libero professionista, altrimenti non avremmo potuto avviare la Radiologia interventistica. Tuttavia contiamo di poter fare a meno della consulenza entro sei mesi o comunque prima della scadenza di un anno, in modo da risparmiare qualche cosa».

Comunicato della Direzione Asl Cassino "Ripristinata l'attività di impianto pacemaker" Si comunica che da mercoledì 7 Marzo 2018, presso ritmia. Sono infatti terminati gli interventi tecnici di ril’Ospedale “S. Scolastica” di Cassino è stata ripristinata parazione degli apparati che avevano reso necessaria la l’attività di impianto pacemaker in pazienti con bradia- sospensione delle operazioni dallo scorso 6 Febbraio.


Falsi attestati per operatori socio-sanitari Falsi attestati con la qualifica di operatore sociosanitario (Oss) venduti per somme comprese tra 1.500 e i 2.000 euro. Soldi sborsati da chi poi ha iniziato a lavorare in strutture per anziani senza, però, averne i requisiti. Su questo ruota l’indagine dei carabinieri del Nas di Latina, culminata 96 perquisizioni e sequestri eseguiti nella Capitale e nelle province di Frosinone, Latina, Viterbo e Chieti. Nei guai sono finite 103 persone, tutte iscritte sul registro degli indagati: tra loro anche 22 ciociari, residenti in diversi centri della provincia. A loro, come altri 74 in Italia, viene contestato di aver svolto mansioni in centri per anziani con un certificato di abilitazione alla professione non autentico. Gli altri finiti nell’inchiesta, altre sette persone, avrebbero avuto chi il ruolo di procacciare aspiranti Oss e chi quello di produrre materialmente le attestazioni contraffatte. L’inchiesta si è conclusa ieri, dopo poco più di due anni, con la

notifica degli avvisi di garanzia e con il blitz dei carabinieri. Le accuse mosse dagli inquirenti, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, falso e sostituzione di persona. L’attività investigativa, denominata «attestato rapido», è partita nel 2015 dopo alcuni controlli effettuati in strutture e case di riposo per anziani del Cassinate e non solo, risultate estranee. I militari del Nas hanno verificato la documentazione consegnata da alcuni che lavoravano come Oss e da qui, spingendosi fino in Lombardia, sono arrivati a scoprire il giro di certificazioni professionali fasulle. L’inchiesta, infatti, coordinata in prima battuta dalla Procura della città martire, è stata poi trasmessa per competenza territoriale a Milano. Nel mirino è finita una presunta organizzazione, composta da persone impegnate negli ambienti della formazione e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In base alla ricostruzione, attraverso strutture e imprese di

cui erano titolari venivano realizzati attestati falsi con l’utilizzo dei loghi della Regione Lombardia e della Provincia di Milano. Da qui il gruppo reclutava chi era interessato a ottenere la qualifica di operatore sociosanitario, con i certificati professionali che venivano rilasciati senza frequentare i corsi di formazione di mille ore e in cambio di somme tra i 1.500 e i 2.500 euro ciascuno. La non autenticità dei titoli abilitanti, in alcuni casi rilasciati anche da centri formativi non idonei per queste pratiche, è emersa durante controlli incrociati eseguiti in quelli che sono risultati gli istituti emittenti e nei rispettivi uffici regionali. Ieri, nel corso delle perquisizioni domiciliari, i militari del Nas anche in Ciociaria hanno rinvenuto e sequestrato falsi attestati professionali per la qualifica di operatore sociosanitario, con cui anche i ciociari coinvolti avrebbero lavorato in strutture sanitarie e assistenziali per anziani.

Comunicato della Direzione Asl Frosinone Premio Internazionale per il “Centro Ulcere Cutanee” Si tratta di un Premio Internazionale che viene attribuito ogni due anni dalla più autorevole rivista scientifica sulla cura delle ulcere, principale punto di riferimento della ricerca e della informazione clinica riguardanti la vitalità dei tessuti. Parliamo del “Journal of Wound Care JWC” e il primo premio ai JWC Awards 2018 è stato assegnato per la categoria “The Best Laboratory/Preclinical Study” ad un Team multidisciplinare di cui fa parte il Dott. Alessandro Greco, Responsabile del Centro Ulcere Cutanee della ASL di Frosinone presso il Distretto Sanitario “B”. Il gruppo di ricercatori, composto da vari professionisti (due medici, un chimico farmaceutico, un farmacista ospedaliero, un infermiere) ha svolto una ricerca riguardante “l’identificazione di test in grado di valutare la qualità e le performance di medicazioni tecnologicamente avanzate utilizzate nel trattamento delle ulcere cutanee”. Studio, questo, che permetterà non solo di offrire ai pazienti il miglior trattamento con garantita qualità,

ma anche una riduzione dei tempi di guarigione ed il contenimento dei costi. La ricerca rappresenta solo un primo step di un progetto più ampio in cui il team premiato intende sviluppare ulteriori test e allargare il proprio studio anche a medicazioni antimicrobiche. La premiazione si è svolta a Londra nello scorso fine settimana. Il premio è stato sponsorizzato dalla University of Huddersfield e consegnato dal Prof. John Stephenson. «Sono contento e mi congratulo con il Responsabile del nostro Centro Ulcere Cutanee e con l’intero gruppo di ricercatori – dice il Commissario Straordinario Luigi Macchitella – per il prestigioso riconoscimento che mette in risalto, oltre alle qualità professionali, anche l’eccellente livello delle nostre prestazioni sanitarie. Essersi classificati al primo posto davanti ad una Università di Israele e un’altra degli Stati Uniti non può che essere motivo di soddisfazione e di stimolo per la ricerca di continui miglioramenti anche in altre strutture della ASL».


La funzione pubblica CGIL contro il precariato delle lavoratrici del Distretto Sociale “A” La Funzione Pubblica CGIL di Frosinone e Latina ha richiesto, il 24 gennaio 2018, un incontro urgente con il Comune di Alatri, capofila del Distretto socio Assistenziale “A” e gli altri Amministratori dei comuni costituenti il Distretto, per discutere del destino lavorativo delle lavoratrici che, da precarie, lavorano, da 14 anni, nell’Ufficio di Piano del Distretto, il tutto alla luce delle recenti normative regionali in materia. Parliamo di tre lavoratrici (due psicologhe ed una assistente sociale) che oggi lavorano con Partita IVA per il tramite di Cooperative ed in passato hanno subito tutte le forme di lavoro precario possibili ed immaginabili previste dalle leggi La Regione Lazio, infatti, ha stabilito che entro la data del 31.03.2018 si debba approvare il Regolamento dell’Ufficio di Piano (gli uffici che coordinano le azioni decise dal distretto), dove si dovrà definire la composizione e lo status giuridico del personale dell’Ufficio in argomento definendone o meno la regolarizzazione del rap-

porto di lavoro. Nelle Delibere Regionali si prevedono incentivi legati alla presenza del personale con rapporto di lavoro diretto e contrattualizzato. Riteniamo che la stabilità lavorativa del personale altamente specializzato, che opera nell’Ufficio di Piano del Distretto Sociale “A”, sia un problema che non debba e non possa essere sottovalutato. È superfluo sottolineare che, anche grazie al lavoro ed alla professionalità degli operatori dell’Ufficio, che hanno lavorato sempre con la massima disponibilità e spirito di collaborazione, il Distretto sociale “A”, in questi anni, è stato riconosciuto come virtuoso ed efficiente. Per questi motivi, come Organizzazione Sindacale, abbiamo richiesto l’incontro a tutti i Sindaci del Distretto, sottolineandone l’importanza e l’urgenza. Le Amministrazioni dei Comuni di Acuto, Anagni e Serrone, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata, hanno raccolto la nostra richiesta, avanzando al Comune di Alatri formale richiesta urgente di

convocazione del Comitato dei Sindaci. Ad oggi però dal Comune di Alatri e dagli altri Sindaci non si è avuto alcun riscontro, lasciando i lavoratori nell’incertezza. Come FP CGIL abbiamo sempre sostenuto che il precariato sia una vera e propria piaga, a maggior ragione nei Servizi Sociali, pertanto auspichiamo che altri amministratori si uniscano alle richieste avanzate dai loro colleghi di Acuto, Anagni e Serrone e sollecitino il Comune di Alatri a convocare il Comitato per verificare i percorsi di regolarizzazione delle tre lavoratrici. Sarebbe incomprensibile il perdurare dell’inerzia e della mancanza di considerazione verso chi, quotidianamente, si adopera per dare risposte alle problematiche sociali ed agli utenti più fragili presenti nel territorio, lasciando tali lavoratrici nella precarietà lavorativa e nell’incertezza per il loro futuro e per quello dei Servizi da loro garantiti. Firmato: FP CGIL Frosinone e Latina Giancarlo Cenciarelli

8 marzo