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La sanità nel Lazio vista dai giornali Giovedì, 25 gennaio 2018

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Sanità, Gemelli: al via progetto di ricerca “La rabbia che non si vede” «Rilevare indicatori precoci di rischio sulle nuove psicopatologie emergenti in età infantile e in adolescenza, attraverso la somministrazione di test che misurano l’aggressività nei minori. In sintesi è questo l’obiettivo del progetto di ricerca «La rabbia che non si vede» promosso dal Centro Pediatrico Interdipartimentale per la Psicopatologia da Web della Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli, presentato oggi, mercoledì 7 febbraio, nel corso del convegno ‘Prevenire la psicopatologia in età infantilè presso la hall del Policlinico. Dalle risposte ai questionari, differenziati per cinque fasce di età, emergeranno diversi gradi di rischio basso, intermedio o alto - di sviluppare psicopatologie quali ritiro sociale con abbandono della scuola, cyberbullismo, dipendenze comportamentali e tossicodipendenze. Il progetto di ricerca, che durerà due anni, è svolto in collaborazione con la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) di Roma, e sostenuto da Comunità Incontro Onlus, in collaborazione con la fondazione VALEUR Foundation, da sempre attive nella prevenzione e nella cura delle dipendenze patologiche, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Presidi (ANP) e della Onlus Tra gioco e realtà». Così in una nota il policlinico Gemelli. «Fin da piccoli - spiega il responsabile del progetto dottor Federico Tonioni, Dirigente Medico UOC Psichiatria Policlinico Gemelli, Istituto di Psichiatria e Psicologia Università Cattolica - i bambini apprendono dall’esperienza grazie a un istinto primario che promuove l’esplorazione dell’ambiente e la ricerca di relazioni. Questa spinta irrefrenabile rappresenta una sana forma di aggressività, si esprime attraverso il movimento e la capacità di vivere le emozioni, ed è la stessa che induce un bambino a camminare e un adolescente a uscire di casa per la prima volta da solo». «Nei bambini è necessario che tale energia vitale sia accompagnata da una presenza

genitoriale attiva che gli consenta di fare esperienze in sicurezza e di avere quell’approvazione genitoriale indispensabile per la crescita - si legge nella nota - Se ciò non accade in misura sufficiente l’istinto a crescere non diventa esperienza e in qualche modo viene trattenuto dentro trasformandosi in rabbia. Questa rabbia profonda, che sta alla base di numerose forme di psicopatologia tra gli adolescenti, può esprimersi con una tendenza all’iperattività e alla ribellione o rimanere sottotraccia e, quindi, gestita nel tempo, con la nascita di sintomi psicosomatici, idee ipocondriache, incapacità a intraprendere e a mantenere relazioni con gli altri e abuso di videogame con contenuti violenti». «La rabbia che non si vede - continua Tonioni - riteniamo possa avere un ruolo decisivo anche nei disturbi dell’apprendimento, perché compromette l’autostima e la capacità dei bambini di credere in se stessi, nonostante siano dotati di un nuovo profilo cognitivo». «Il progetto di ricerca è strutturato attraverso la somministrazione di un test che misura l’uso e le funzioni dell’aggressività. I test sono stati elaborati e differenziati per cinque fasce di età: 0- 2 anni, 3-5, 6-7, 8-10 e 11-14 - continua la nota - In età prescolare, quindi da 0 a 6 anni di età, i questionari verranno somministrati ai genitori. In questa fascia la capacità del bambino di trovare spazio verrà indagata attraverso domande sulla relazione madre-figlio e sulle modalità di gioco. Nell’età che va dai 6 ai 10 anni il questionario potrà essere somministrato direttamente al bambino e solo laddove non fosse possibile verrà considerato l’ausilio dei genitori. In questa età la gestione della rabbia verrà indagata attraverso domande che sondano la relazione con i pari, il gioco e la tolleranza alle regole. Dagli 11 ai 14 anni verrà osservata la percezione di sé, la percezione delle regole e la socialità. Ogni domanda del questionario è a risposta multipla e prevede cinque possibilità. La siglatura del


questionario calcola un punteggio totale e due punteggi parziali: uno per l’aggressività e l’altro per la socialità. Tali punteggi sono inseriti in quattro fasce di rischio. Incrociando questi punteggi si otterranno dei rischi bassi, intermedi o alti. Data la precoce età di somministrazione ogni questionario verrà somministrato per almeno due anni consecutivi all’interno del controllo pediatrico di routine da parte dei medici della FIMP di Roma, in modo da poter monitorare l’andamento senza dover necessariamente medicalizzare in età precoce. «Solo laddove per almeno due anni consecutivi dovessimo rilevare un rischio alto o intermedio alto - conclude Tonioni - verranno somministrati altri test e/o interventi clinici per indagare ulteriormente lo stato del bambino. Negli altri casi i bambini continueranno a essere osservati annualmente». Il questionario è supportato da una scheda anamnestica uguale per tutte le età, al fine di integrare le informazioni riguardanti il bambino con quelle riguardanti il contesto familiare anche pre-gravidico. Il questionario è anonimo, solo il proprio pediatra, attraverso un sistema di numerazione dei questionari, potrà avere accesso all’identità di ciascun assistito. La presentazione dello studio è avvenuta oggi, mercoledì 7 febbraio, nel corso del convegno «La Rabbia che non si vede» Prevenire la psicopatologia in età infantilè introdotto da Giovanni Scambia, Direttore Polo Scienze della Salute della Donna e del Bambino

della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Professore Ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica Università Cattolica, Pietro Ferrara, Giudice Onorario Tribunale per i minorenni, Presidente SIP Lazio, Giuseppe Mele, Presidente PAIDOSS Osservatorio Nazionale sulla Salute dell’Infanzia e dell’adolescenza. Sono intervenuti Eugenio Mercuri, Direttore UOC Neuropsichiatria Infantile Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile Università Cattolica, Luigi Janiri, Direttore UOC Psichiatria Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Direttore della Scuola di Specializzazione di Psichiatria Università Cattolica, Giampaolo Nicolasi, Presidente Comunità Incontro Onlus.La giornata di lavori è stata conclusa dalla tavola rotonda ‘Il possibile ruolo della rabbia nei disturbi dell’apprendimento scolasticò moderata da Laura Berti, giornalista e conduttrice televisiva Rai, cui hanno partecipato: Daniela Chieffo, Neuropsicologo e Psicoterapeuta Dirigente Sanitario UOC Neuropsichiatria Infantile Fondazione Policlinico Universitario A.Gemelli; Mario Rusconi, Presidente Associazione Nazionale Presidi Lazio; Pierluigi Zoccolotti, Professore Ordinario di Psicologia Università La Sapienza di Roma; Lucio Rinaldi, Responsabile UOS Day Hospital di Psichiatria Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Istituto di Psichiatria Università Cattolica».

Influenza: calano ancora casi, ma superata quota 6 mln malati

Piazzoni (PD): “Continua potenziamento consultori Lazio, previste 16 nuove assunzioni”

L’influenza comincia ad allentare la sua morsa: nell’ultima settimana (dal 29 gennaio al 4 febbraio) continua a diminuire il numero di casi, anche se l’incidenza si mantiene a un livello di ‘media intensità’ e i malati hanno ormai superato quota 6 milioni dall’inizio della sorveglianza epidemiologica, per la precisione 6.183.000. La precedente stagione influenzale si era chiusa con poco meno di 5 milioni di italiani finiti a letto. È quanto emerge dal bollettino settimanale della rete Influnet, coordinata dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Nella quinta settimana del 2018, il numero di casi stimati è pari a circa 620 mila, con un’incidenza di 10,2 per mille assistiti. Continua quindi la discesa della curva epidemica, dopo aver raggiunto il picco nella seconda settimana del 2018. Il calo dei contagi è generalizzato in tutte le fasce d’età anche se risulta più marcato in quelle pediatriche. Il livello d’incidenza è pari a 33,4 casi per mille assistiti nei bambini al di sotto dei 5 anni e a 17,4 nella fascia di età tra 5 e 14 anni. Nei giovani adulti l’incidenza è scesa a 8,8 casi per mille assistiti e a 3,9 negli anziani.

«Il percorso di riforma e riorganizzazione dei consultori aziendali della Regione Lazio porta un nuovo risultato positivo, nel segno del potenziamento dei servizi: la Direzione Regionale Salute ha infatti autorizzato l’Asl Roma 6 a procedere all’assunzione di 4 dirigenti sanitari psicologi e di 4 assistenti sociali».Così in una nota Ileana Piazzoni (PD) aggiungendo che «la stessa Asl potrà inoltre assumere altri 4 infermieri e 4 ostetriche qualora non riuscisse ad acquisire queste professionalità tramite gli avvisi di mobilità aziendale». «Ciò - spiega - al fine di migliorare, mediante rafforzamento dello stesso, l’operato dei consultori e garantire servizi fondamentali. Si tratta di 16 nuove assunzioni in un settore nevralgico, anche dal punto di vista territoriale, grazie a cui prende sempre più corpo l’ossatura del sistema socio-sanitario delineato in questi ultimi 5 anni. La riorganizzazione dei consultori è simbolo di grande attenzione al tema dei diritti della salute e in particolare delle salute donne: interventi in forte discontinuità con il passato, dove il centrodestra e le sue politiche hanno causato completo abbandono del settore».


Casati al Fiorini: “Ecco cosa stiamo facendo” Ieri pomeriggio il direttore generale della Asl di Latina Giorgio Casati è stato tra i reparti e i corridoi dell'ospedale Alfredo Fiorini nel corso di una visita voluta dal Comitato che oramai da anni si batte per la salute del Fiorini. C'era anche il consigliere regionale del Pd Enrico Forte. Casati ha visitato i locali del pronto soccorso e i reparti di Radiologia e Medicina, che ogni giorno lavorano a ritmi sostenuti. «C'è molto lavoro da farel'impressione a caldo del direttore generale - Su alcune cose stiamo lavorando, con i tempi di un'amministrazione pubblica». Importante l'impegno preso per la realizzazione dell'Osservazione breve intensiva al pronto soccorso: «Il progetto esecutivo è in Regione, a giorni dovrebbe arrivare l'ok, poi la procedura per i lavori». Altro tema quello relativo al personale: «Ci sono bandi dedicati per Terracina e Fondi, ora sta alla Regione pubblicarli sul Burl» ha detto Casati che ha specificato che per Ortopedia «in pochi giorni dovrebbe definirsi la procedura per l'Unità Semplice Dipartimentale, con un reclutamento interno a opera del primario. Per quelli mancanti, occorrerà fare un bando». Soddisfatto il Comitato pro ospedale che ora attende che si passi finalmente dalle parole ai fatti. Fonte: Il Messagggero – Cronaca di Latina – pag. 38

Vaccini, corsa per mettersi in regola Mentre infuriano le polemiche politiche, manca poco al termine ultimo - il 10 marzo - per presentare alle scuole le certificazioni che attestano l'avvenuta vaccinazione (o la volontà di attivare un percorso) per i dieci vaccini obbligatori previsti dalla «legge Lorenzin». Per i genitori inadempienti sono previste una serie di misure di richiamo e, se persiste la volontà di non vaccinare, la legge prevede l'esclusione del bambino dalla frequenza della scuola dell'infanzia. Per i genitori dei ragazzi che frequentano la scuola primaria scatteranno invece sanzioni pecuniarie. Ma ad oggi la situazione in provincia è in via di definizione. «In alcune scuole chiedono certificati, in altre no spiega Stefano Marci, referente del consultorio pediatrico La Regione sta ancora organizzando il tutto. La prossima settimana avremo una riunione per capire a che punto siamo con l'attivazione di una piattaforma regionale nella quale andranno a confluire tutti i dati forniti dalle scuole, che saranno incrociati con quelli a disposizione delle Asl». Nel Lazio, secondo i dati della Regione, la copertura dei vaccini obbligatori è al 97%. Alte le percentuali anche a Rieti e provincia dove sono 21mila circa gli studenti da 0 a 16 anni. Di questi, 4mila al momento dell'entrata in vigore della nuova legge dovevano ancora regolarizzare, quasi tutti in modo parziale, le vaccinazioni. Il numero, al 31 dicembre, è stato però più che dimezzato grazie al grande lavoro svolto dalla Asl reatina. «Abbiamo recuperato molte situazioni - commenta

Marci - anche grazie a chi ha portato certificati di avvenute vaccinazioni fatte in altre province, soprattutto dalle zone di Antrodoco, Valle del Salto, Magliano. Ad oggi sono un centinaio, anche meno, i minori non vaccinati in tutta la provincia, anche se molti di loro hanno iniziato il percorso di vaccinazione e magari hanno già effettuato il primo richiamo. I genitori, attuando la procedura prevista dalla legge, inviano raccomandate nelle quali chiedono colloqui per informazioni su eventuali vaccinazioni, poi capita che non si presentano ma chiedono nuovi appuntamenti. Possono anche iscrivere i figli a scuola, grazie alla raccomandata inviata che dimostra la volontà di attivare un percorso. Chi non si vaccinerà andrà convocato tre volte, dopo dovrebbe essere notificata la sanzione, ma le Regioni non si sono ancora pronunciate sulle procedure». Le dosi di vaccino somministrate nel 2017 sono state 23.009 contro le 16.211 del 2016. Gli incrementi maggiori si sono avuti per la vaccinazione antimorbillo-parotiterosolia (+ 70%). Nel 2017, sono state somministrate il doppio delle dosi, rispetto al 2016 anche relativamente alle meningiti di gruppo B (da 1725 a 3986 dosi) e a quelle di gruppo C (da 2130 a 4294 dosi). «Tutto ciò aggiunge Marci - ha portato ad un miglioramento delle coperture vaccinali: a 24 mesi la copertura per morbillo-rosoliaparotite ci vede al 94%, l'esavalente si attesta al 97%, lo pneumococco al 94%». Fonte: Il Messaggero – Cronaca di Rieti – pag. 35


Si fa molto più vicina la stabilizzazione per i 260 interinali Step by step. Il passo non sarà velocissimo ma assicura comunque una netta inversione di rotta nella navigazione della Asl nel periglioso mare della gestione del personale. E così, dopo anni di zero assunzioni con proporzionale ingolfamento delle file dei precari, il dg Marinella D'Innocenzo ha annunciato ai sindacati l'attivazione di un tavolo tecnico per la reinternalizzazione del personale interinale. Tradotto dal «sanitachese», la maggior parte degli attuali 260 interinali che - tra personale sanitario e amministrativo - garantiscono la funzionalità della Asl, verrà gradualmente assorbita in organico, mettendo fine ad anni di futuro zero. «Una decisione - spiega Marino Formichetti, segretario della Uil-Fp - che i sindacati e la Uil in particolare chiedevano da anni. Avviare questo percorso è ciò che ci consentirà di programmare una sanità diversa fatta di professionisti fidelizzati alla nostra azienda». «La direttrice ha comunicato inoltre - aggiunge Formichetti - che la cabina di regia ha avallato le richieste avanzate per l'indizione di nuovi avvisi a tempo determinato per infermieri, tec-

nici di radiologia medica, operatori socio sanitari e per le altre figure professionali di cui oggi siamo carenti. Tale richiesta è già stata autorizzata e le procedure amministrative sono state avviate partendo dal nuovo avviso per gli infermieri di prossima pubblicazione». Per ciò che concerne il tavolo tecnico per la reinternalizzazione del personale interinale attualmente in servizio presso l'Asl, il segretario della Uil chiede che «le organizzazioni sindacali siano presenti al tavolo in modo da rappresentare in maniera corretta la storia e la necessità di stabilizzare i tanti professionisti sanitari che ormai anche da oltre dieci anni sono a tutti gli effetti motore attivo della nostra azienda. Questo programma - chiude Formicnhetti potrebbe portarci dopo tante battaglie ad avere finalmente la possibilità per l'azienda di programmare e investire su tutte le risorse umane disponibili per affrontare e raggiungere i comuni obbiettivi di buona sanità per i cittadini con indubbi vantaggi economici per l'azienda stessa e i dipendenti». Fonte: Il Messaggero – Cronaca di Rieti – pag. 35

8 febbraio