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La sanità nel Lazio vista dai giornali Mercoledì, 19 ottobre 2016

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Frosinone

Alatri, allarme in consiglio per le patologie polmonari

Le patologie interstiziali polmonari nella città di Alatri hanno un’incidenza raddoppiata rispetto alla media nazionale. I dati sono stati messi in evidenza dal consigliere di maggioranza Angelo Mastracco durante l’ultimo consiglio comunale. “La situazione è preoccupante, sono necessari provvedimenti. Parlano i dati” ha ripetuto Mastracco evidenziando, dati alla mano, la situazione critica anche in tutta la provincia. Ora bisogna adoperarsi affinché vengano posizionate più centraline di rilevamento delle PM e soprattutto delle PM 2,5. Le interstiziopatie polmonari, che secondo i dati emersi, sarebbero in aumento ad Alatri, si concretizzano in alterazioni del tessuto che riveste gli alveoli, dovute ad una infiammazione diffusa al livello polmonare e possono assumere forme diverse. L’aumento di queste patologie è emerso in uno stu-

dio portato avanti dai medici di famiglia, di più ampio respiro, centrato su tutta la provincia di Frosinone. Tale studio aveva già evidenziato come siano in aumento , su un campione di 3900 soggetti, asma bronchiale e bronchiti ostruttive: anche nella fascia degli over 65. «Non entro nei meriti dei dati epidemiologici e sicuramente il dato è di rilevanza e ci obbliga ad essere vigili e pronti a cogliere ed attuare le soluzioni che lo stesso mondo scientifico saprà proporre – ha precisato l’assessore all’ambiente Alessia Santoro - l’Ente continuerà a monitorare ed ad adottare le misure di contenimento del fenomeno che la normativa gli mette a disposizione. Avvieremo anche campagne di sensibilizzazione per la popolazione che sul tema delle polveri sottili può fare molto ad esempio limitando la temperatura degli ambienti do-

mestici. Da anni partecipiamo inoltre alle riunioni che l’ARPA organizza e abbiamo sempre dato grande disponibilità allo studio di nuove soluzioni di rilevamento. Forse un giorno passeremo davvero dai dati puntuali delle centraline ai dati più rappresentativi dell’intero territorio, frutto dell’analisi delle emissioni e della conseguente diffusione nell’aria. Infatti il mondo scientifico va verso questo nuovo approccio anche per garantire il reale controllo delle fonti di maggiore emissione». La colonnina di rilevamento è posta in località Bitta, zona molto sensibile per l’alto traffico automobilistico e rileva la presenza di polveri sottili. Secondo le normative vigenti quando vengono superati i limiti di emissione di PM10 vengono messe in atto misure previste, come la chiusura del traffico nel centro, il lavaggio delle strade.

Civitavecchia

Civitavecchia, nuovi fondi per la salute mentale

Approvata dalla presidenza del Consiglio regionale del Lazio, la richiesta di finanziamento proposta dal direttore generale della Asl Roma 4, Giuseppe Quintavalle, per sostenere il progetto Promuovere il benessere mentale nei bambini, adolescenti e giovani, con disturbi evolutivi globali, disturbi neuro comportamentali (Adhd) e svantaggio

culturale e/o cognitivo. I fondi serviranno per finanziare la realizzazione di cinque progetti che hanno lo scopo di aiutare le famiglie nella gestione sia di casi complessi da un punto di vista clinico, sia di casi con valenza sociale e promuovere il benessere mentale nei soggetti che vi partecipano. (Fonte: Il Messaggero, Civitavecchia, Pag. 37)


Abbruzzese (FI): Presentata interrogazione a Zingaretti in merito a traffico illecito rifiuti sanitari in Ciociaria

“Ho scritto una interrogazione al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per sapere, aldilà delle inchieste giudiziarie che attengono ad altri contesti e altre Autorità, quali provvedimenti intende assumere la Regione, per chiarire l’affidabilità delle Aziende che svolgono i servizi di smaltimento di rifiuti ospedalieri nel Lazio, sia in sede di affidamento, sia durante l’espletamento del suddetto servizio. Tutto ciò in merito alla notizia apparsa sui quotidiani su un presunto traffico illecito di rifiuti sanitari in provincia di Frosinone”. Lo ha dichiarato Mario Abbruzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Istituzionali. “La Procura della Repubblica di Roma ha emesso, nella giornata di ieri 17/10/2016, dieci richieste di rinvio a giudizio, nei confronti di altrettanti soggetti, per organizzazione a delinquere finalizzato al traffico illecito di rifiuti ospedalieri, truffa aggravata e frode in forniture pubbliche tra Frosinone e Roma. Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (N.I.P.A.F.) del Corpo forestale dello Stato Comando Provinciale di Frosinone, ipotizzano che alcune aziende amministrate dai dieci indagati, smaltivano rifiuti sanitari di ospedali Frosinone, Sora, Cassino, Pontecorvo, Rieti, dei Policlinici Umberto I e il Casilino di Roma. La società incaricata di smaltire i rifiuti sanitari presso gli ospedali di Frosinone, Cassino, Rieti e il Policlinico Casilino di Roma conferiva abusivamente come non pericolosi presso un’azienda di Frosinone ingenti quantitativi di flacone in vetro di medicinali ancora pieni in tutto o in parte di prodotto. In un ospedale è stato ri-

scontrato dagli agenti del NIPAF che tutto il vetro scaturito dalle attività sanitarie di tutti i reparti del nosocomio veniva immesso in un unico scarrabile, ed è stata accertata la presenza del percolato derivante dal contenuto dei rifiuti. A seguito dei controlli del NIPAF, sono stati anche ritrovati, accanto al vetro conferito alle aziende, flaconi frammisti a materiale connesso ad attività di tipo sanitario quali cannule per flebo, aghi, garze, deflussori, siringhe, guanti in lattice in alcuni casi contaminati da sangue e quindi pericolosi a rischio infettivo, smaltiti come non pericolosi, mentre per i quali si prevede una diversa modalità di smaltimento specifica per i rifiuti sanitari pericolosi. La DDA della Procura di Roma contesta, inoltre, i reati di truffa aggravata e di frode in pubbliche forniture a danno degli ospedali di Sora, Cassino, Pontecorvo e il Policlinico Umberto I di Roma. La società incaricata di smaltire i rifiuti sanitari alterava i pesi dei rifiuti caricati presso gli ospedali, con la complicità dell’azienda frusinate alla quale conferiva gli stessi, corrispondendo un enorme profitto per l’azienda di smaltimento e a danno della Asl di Frosinone. In sostanza, non pesando i carichi di rifiuti presso gli ospedali, le aziende potevano gonfiare il peso degli stessi a destinazione, ricavando un indebito profitto. Si tratta di una vicenda estremamente grave e delicata perché, da un lato, rifiuti ospedalieri, per la loro natura, devono essere trattati con estrema cautela, cura e precauzioni che, nel caso di specie, sembrano non esserci proprio stati dall’altro, perché le aziende ospedaliere per questo servizio pagano un costo onerosissimo che, di riflesso, grava anche sui cittadini”. Ha concluso Abbruzzese.

Comunicato della UGL ASL: Prendere in giro non è un reato, ma è eticamente scorretto!!!

ASL - Regione, “scoprono” di recente la legge 161/2014 riferita all’attuazione della D.Lgs 66/2003, abrogato dal Governo Italiano con due precedenti norme, derogatorie alla direttiva comunitaria in tema di orari e riposi per il personale sanitario. Deroghe volute dai governi Italiani (Prodi prima e Berlusconi dopo) utili ad evitare l’erogazione di sanzioni amministrative, la cui conseguenza sono gli “asfittici” organici sanitari della sanità. Finalmente e solo dopo 13 anni, anche i dipendenti della sanità acquisiscono il diritto del riposo settimanale – ferie - 11 ore di riposo continuativo ogni 24 ore. La ASL di Frosinone su direttive Regionali all’attuazione non più derogabile del rispetto dell’orario sopra indicato (riposo settimanale – 11 ore di stacco fra un turno e l’altro) informa la dirigenza dell’Attuazione della norma Europea, dimenticando che i dipendenti non effettuavano il lavoro straordinario per hobby, ma per reali esigenza di servizio, cosicché al danno si aggiunge la beffa!!! Poiché, l’attuazione della norma sull’orario di lavoro per il personale della Asl di Frosinone diventa “Conoscitiva” non esecutiva. Accade infatti, che il personale superato il limite dell’orario straordinario effettuato nella struttura di appartenenza, lo effettua in altre strutture o meglio lo svolge alternando settori. Onorare la legge, significa: assumere nuove forse lavoro; sbloccare finalmente le assunzioni; incrementare di personale i reparti di degenza; allineare gli organici con le attività di nuova istituzione; e perché no, dare impulso al sistema con l’assunzione in servizio di giovani professionisti. Contrariamente la Asl e la Regione, si è limitata a informare i dipendenti delle nuove regole da rispettare, e i cosiddetti diritti restano semplicemente teorici!!! A significare che, questa è la legge e, per assicurare i LEA – tutelare la salute e sicurezza dei dipendenti “arrangiatevi”. Firmato: Rosa Roccatani


In Italia 15% infetti non lo sa e 50% diagnosi tardivo Congresso Società malattie infettive, 4mila nuovi casi l’anno

In Italia il 15% dei portatori della infezione Hiv non ne è consapevole ed 1 diagnosi su 2 è tardiva, a fronte di 4mila nuove diagnosi l’anno senza variazione sensibili negli ultimi 10 anni. Ed è allarmante la frequenza di nuove infezioni tra gli omosessuali maschi. Se ne parla a Baveno, sino al 19 ottobre, in occasione del 15/mo Congresso Internazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) al quale partecipano oltre 800 specialisti. A fronte di tali dati, la Simit, in collaborazione con il ministero della Salute, è impegnata nella redazione di linee guida per una più corretta informazione e prevenzione. Oltre 90.000 persone sono attualmente o in terapia o in contatto con i centri specializzati. Si stima che ce ne siano altre 20.000/30.000 che non sono consapevoli dell’infezione o non sono in contatto con i centri. Delle circa 4.000 nuove diagnosi di infezione registrate ogni anno, oltre la metà è diagnosticata quando l’infezione è già in uno stadio avanzato. I giovani maschi che fanno sesso con maschi hanno un rischio di infettarsi, se non si proteggono, circa 20 volte di più rispetto agli eterosessuali. Le

persone che hanno una infezione sia da HIV che da HCV (epatite C), spiega Massimo Galli, vicepresidente Simit, «presentano un andamento della malattia epatica più rapido. Uno dei temi caldi del momento è il poter estendere al massimo delle persone con coinfezione HIV-HCV, le terapie con farmaci anti HCV. Superando le barriere di ordine economico fino ad ora imposte, che hanno limitato le possibilità di terapia solo a coloro che presentavano una malattia epatica già avanzata». Le regioni italiane con il numero più alto di persone che vivono con HIV/AIDS sono Lombardia, Lazio e Liguria. Per merito della terapia, la mortalità per HIV/AIDS è crollata, e la qualità di vita per le persone colpite è molto migliorata. Tuttavia la malattia non è sconfitta e alla sospensione della terapia segue di regola la ripresa della replicazione del virus e della progressione della malattia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile, in Italia, a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’84.1% di tutte le segnalazioni.

Civitavecchia

Civitavecchia, Piazza 048 chiede dati su inquinamento e salute L'associazione Piazza 048, in un comunicato, chiede di rendere pubblici i risultati degli studi condotti dagli specialisti del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio sull'incidenza delle patologie dovute all'esposizione prolungata ad agenti inquinanti. In una nota dell'associazione si legge: «Oltre tre mesi fa abbiamo presentato formale richiesta al Dipartimento Epidemiologico della Regione Lazio per conoscere i dati di alcune patologie, riconducibili ai danni da inquinamento, consci del fatto che la considerazione dei decessi non sia significativa al fine di quantificare l'impatto sulla salute degli inquinanti cancerogeni. Invece siamo ancora in attesa di ricevere i dati, come stiamo ancora aspettando risposte dal Comune in merito all'inquinamento prodotto dal forno crematorio. Quando le amministrazioni o enti pubblici che siano non rispondono alle domande dei cittadini, fatte con tutti i crismi e le regole dovute, in piena legittimità, allora viene meno il principio della trasparenza da tutti invocato. Le mancate risposte sono il segno di una opacità ricercata». (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Civitavecchia, Pag. 37)

Latina

Latina, la Croce Rossa nell'appartamento sequestrato alla malavita

Da novembre, l’appartamento di via Bologna 1A, a Marina di Ardea sequestrato alla malavita diverrà la “Casa della Croce rossa italiana”, grazie a un’intesa tra l’amministrazione comunale e il comitato locale della Cri, promossa dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Ardea. L’assessore alle Politiche sociali, Riccardo Iotti commenta così la decisione: «Ampliamo in questo modo, a partire dal prossimo mese, l’offerta sanitaria e sociale, nell’ottica di sviluppare la nostra rete integrata. Saranno fatti servizi nuovi, come le consegne di farmaci o della spesa a disabili indigenti e da-

remo l’opportunità di fare percorsi di informazione alla cittadinanza. Inoltre, l’apertura della sede garantirà al nuovo comitato locale diArdea di poter aderire al Banco alimentare: si tratta dunque di un percorso che andrà ad aumentare l’offerta anche in questo settore ora coperto dalle Caritas parrocchiali». Tra i servizi offerti anche l'assistenza domiciliare (con l’aiuto e il controllo nell’attuazione delle terapie mediche prescritte e nella fruizione di prestazioni specialistiche e alcuni trasporti sanitari programmati. (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Latina, Pag. 41)


Santori (FDI): «Chiude presidio d'eccellenza per i bambini disabili»

«In seguito alle segnalazioni del genitori del Comitato dell’Ircss San Raffaele Pisana, abbiamo chiesto una urgente convocazione della commissione Salute per capire i motivi che starebbero portando la Regione a chiudere un presidio neuroriabilitativo d’eccellenza, nato nel 1997, dedicato ai bambini diversamente abili fondamentale nella cura, riabilitazione e ricerca del Lazio». È quanto dichiara, in una nota, Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia. «Le famiglie che fanno parte del Comitato - aggiunge - sono in serio allarme per la paventata chiusura, al prossimo 30 novembre, del reparto pediatrico del San Raffaele Pisana, e hanno chiesto un incontro urgente con i vertici della struttura e della Regione Lazio per comprendere i perché di questa decisione. Nella lettera che i genitori ci hanno inviato abbiamo potuto leggere tutto lo sconforto e l’angoscia che la cessazione di un servizio come quello prestato ai loro figli potrebbe comportare. Parliamo di prestazioni sanitarie specialistiche di altissimo livello, tra le migliori d’Italia, che rischierebbero di non essere più elargite per motivi di natura poli-

tico-burocratica. Il reparto di Riabilitazione pediatrica e delle disabilità dello sviluppo - prosegue il consigliere regionale - rappresenta da anni una delle migliori eccellenze del panorama sanitario nazionale, tanto che vi accedono famiglie da ogni parte del nostro Paese. Qui viene fornita assistenza specialistica a bambini e ragazzi con disabilità, si interviene sulla riabilitazione neuromotoria dei pazienti e grazie alla ricerca si mettono a punto nuove tecniche per salvare la vita a pazienti con patologie gravissime. Eppure, nonostante i tanti risultati conseguiti, la Regione Lazio e il presidente Zingaretti dal prossimo 30 novembre rischiano di privarsi di questo centro per motivi che stentiamo a comprendere, visto la poca chiarezza su questa notizia. Se non verranno fornite tutte le dovute spiegazioni e rassicurazioni alle paure di queste famiglie - conclude Santori - non ci fermeremo alla richiesta di convocazione della commissione, ma andremo avanti con interrogazioni e mozioni nella nostra battaglia a tutela di un presidio di eccellenza fondamentale per tanti bambini italiani che deve essere tutelato e garantito».

L’Asl di Rieti unitamente al gruppo delle volontarie di Alcli Donna (progetto mirato alla oncologia femminile dell’Associazione Alcli Giorgio e Silvia), ha organizzato nell'ambito di "Ottobre rosa”, campagna di prevenzione del tumore al seno promossa dalla Regione Lazio, una serie di incontri itineranti dal titolo: “Essere più forti del tumore al seno: con la prevenzione si può!”. Agli incontri hanno preso parte sia il personale sanitario appartenente ai reparti di oncologia e senologia della Asl di Rieti, sia i volontari stessi diAlcli Donna. La campagna di prevenzione arriverà il prossimo 23 ottobre ad Amatrice con un camper attrezzato messo a disposizione dall’Asl Roma 6. All'interno del camper, domenica 23 ottobre dalle ore 10 alle ore 16 presso lo spazio antistante il Centro “Don Giovanni Minozzi”, i medici dell’Asl di Rieti effettueranno non solo mammografie ed ecografie alle donne che ne hanno fatta richiesta, ma anche colloqui informativi. Per ora hanno aderito 40 donne provenienti da Amatrice, Accumoli e Cittareale. La presenza dell’Unità mobile sui luoghi del terremoto (centroPASS) è stata possibile grazie alla dirigenza dell’Asl di Rieti.

Rieti

Rieti, il De Lellis rischia di sparire

Allarme sul futuro dell'ospedale provinciale de Lellis. Per salvarlo occorrerebbe inserire Rieti come «zona disagiata» nel decreto legge sulla ricostruzione post sisma, una causa che però non sembra volle essere perorata da nessun sindaco della provincia reatina. Il problema è stato sollevato lunedì scorso, durante la seduta consiliare, dai consiglieri comunali di Rieti, Zepponi e Fioravanti. Loro, l'ordine del giorno per chiedere il riconoscimento dello status di «zona disagiata» in seno

Amatrice, mammografie ed ecografie per l'Ottobre Rosa

al decreto legge sulla ricostruzione. L'ordine alla fine è passato ma il Pd ha ottenuto che fosse cancellato il riferimento al documento della Conferenza dei sindaci che suonava l'allarme sulla tenuta di Asl e ospedale e sulla quota capitaria, rendendolo più che una mozione degli affetti. Nelle stesse ore in Regione, il problema è stato sollevato dal capogruppo di Forza Italia, Antonello Aurigemma, che ha chiesto alla Regione "uno sforzo maggiore sulla sanità" ristabilendo la piena fun-


zionalità del Grifoni e adeguando al rischio sismico il de Lellis. In particolare, sul De Lellis, Aurigemma ha parlato anche della cronica mancanza di personale. Una situazione che va fronteggiata in Regione accelerando le nuove assunzioni. Secondo l'ex consigliere regionale Antonio Cicchetti, però: «La battaglia andava fatta due anni fa, quando uscì il decreto Zingaretti di riassetto della sanità laziale e andava fatta come la fece Pirozzi per salvare il Grifoni, facendo ricorso al Tar. Adesso i tempi sono scaduti e ci troviamo con le armi spuntate. Serve una mobilitazione politica incisiva che non vedo, anzi. Eppure il rischio di smembramento della Asl e declassamento del de Lellis è reale». Intanto ieri i sindacati di categoria hanno protestato per la scelta della Regione di continuare ad utilizzare infermieri in «somministrazione» dalle agenzie interinali

invece che assumere, benché a tempo determinato, scorrendo la graduatoria. Secondo Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials Confsal e rsu: «L'utilizzo della graduatoria consentirebbe un risparmio di 200mila euro annui. In un momento di crisi in cui si chiedono sacrifici ai cittadini e si offrono in cambio liste d'attesa sempre più lunghe e una cronica carenza di personale, la Regione ignora o fa finta di non conoscere la situazione del territorio. Auspichiamo a breve sviluppi positivi altrimenti faremo richiesta degli atti alla Asl non escludendo il ricorso alla magistratura contabile». Infine nuovi disagi vanno segnalati per il Pronto Soccorso dove è entrato in vigore un nuovo protocollo d'accesso per i bambini: niente più corsie preferenziali per loro, ma liste d'attesa come i grandi. (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Rieti, Pag. 36)

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