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La sanità nel Lazio vista dai giornali Martedì, 14 maggio 2018

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Giuliano (UGL): «Annullamento decreto 422/2017 su precari sanità privata conferma le nostre proteste» “Le nostre perplessità manifestate più volte in sede sindacale e istituzionale sull’applicazione del decreto 422/2017 erano più che fondate. Il TAR con sentenza n. 04733 del 30/04/2018 ha accolto il ricorso del FOAI contro l’applicazione del DCA 422/2017 annullandone tutti gli effetti”. Lo annuncia il Segretario regionale Ugl Sanità, Gianluca Giuliano, aggiungendo che “il Presidente della Regione Zingaretti, mentendo, aveva definito il 422 come un atto storico che avrebbe permesso la stabilizzazione dei precari della sanità privata accreditata riprendendo un accordo siglato tra parti datoriali e Cgil, Cisl, Uil che la nostra sigla non ha sottoscritto ritenendolo totalmente inadeguato. “Dal 1° dicembre 2017 le strutture accreditate con il SSR Regione Lazio sono di fatto state legittimate ad avere il 25% del personale del comparto sanitario e socio- sanitario non con rapporto subordinato diretto ma con altre forme contrattuali consentite dall’ordinamento italiano. La Ugl Sanità aveva contestato duramente tale decreto che ha portato ad un netto peggioramento delle condizioni lavorative degli operatori dediti all’assistenza e dei servizi erogati”. “Il 422 è andato a legittimare l’esternalizzazione dell’assistenza sanitaria, consentendo alle Associazioni Datoriali autorizzate dall’Ente Istituzionale per questa percentuale di lavoratori ad utilizzare altre forme contrattuali diverse dai ccnl Sanità e Socio Sanitario con

il progressivo inserimento delle Cooperative Sociali e partite Iva, servite alle Aziende per abbattere il costo del lavoro con operatori con garanzie economiche e normative nettamente inferiori e fare sempre meno assunzioni dirette con rapporto subordinato. Ci ha pensato il Tar a rimettere un po’ di ordine e giustizia sociale, infatti è scritto nella sentenza ‘Peraltro al rilevante disallineamento della disciplina commissariale rispetto alle previsioni di legge si aggiunge un elemento di contraddizione, messo in luce dalla ricorrente, alla stregua del quale il generalizzato obbligo di assunzione con rapporto di lavoro subordinato, emanato in pretesa applicazione per intere categorie professionali della disciplina legislativa nazionale, viene subito dopo limitato ex ante, in via altrettanto generalizzata, soltanto all’80% degli organici attuali degli operatori, lasciando che invece il restante 20% dei rapporti possa essere organizzato mediante l’utilizzo di altre forme contrattuali consentite dall’ordinamento, con una immotivata forma di irrigidimento che ancora una volta non tiene conto dei possibili concreti assetti organizzativi dei singoli operatori sanitari”. “Come Ugl Sanità – conclude Giuliano – rimaniamo convinti che ci debba essere una totale stabilizzazione del personale del comparto con ccnl di settore. Invitiamo quindi l’ente istituzionale e le parti datoriali a riaprire il confronto”.

Palozzi (FI): “Tempi certi per Nuovo Ospedale Castelli, interrogazione” “Ho depositato una interrogazione urgente sul Nuovo Ospedale dei Castelli Romani, in corso di realizzazione in località Fontana di Papa, nel territorio di Ariccia. Una struttura nosocomica importantissima per il comprensorio a sud di Roma, in particolare per i Castelli Romani e la fascia litoranea della provincia di Roma, che racchiude un bacino di oltre mezzo milione di persone. Ricordiamo, infatti, che il costituendo Policlinico raccoglierà i reparti finora frazionati tra gli ospedali di Genzano di Roma, Albano Laziale, Ariccia e Rocca

Priora, e fornirà assistenza sanitaria anche alla fascia territoriale di Pomezia ed Aprilia. Da autorevoli fonti stampa, negli scorsi giorni, abbiamo appreso che l’apertura del Policlinico dei Castelli Romani continuerebbe a slittare e che, ad oggi, non sarebbe ancora stata comunicata da Regione Lazio e Asl competente una data certa e ufficiale di inaugurazione. Per questa ragione, abbiamo deciso di depositare una interrogazione all’attenzione del presidente Zingaretti, al fine di chiedere il reale crono-programma dei lavori, se sus-


sistano effettivi ritardi nella realizzazione dell’opera e sidio sanitario”. Così, in una nota, il vicepresidente del se siano stati ultimati tutti i necessari collaudi. E’ ne- Consiglio regionale del Lazio e coordinatore FI Processario fare chiarezza sul futuro di questo grande pre- vincia di Roma, Adriano Palozzi.

Colleferro, il TAR respinge ricorso su riorganizzazione della rete ospedaliera La scorsa settimana il Tribunale ha  respinto il ricorso che abbiamo presentato il 17 ottobre 2017 contro il Presidente della Regione Lazio e Commissario ad acta per la Sanità del Lazio, Nicola Zingaretti, con il quale abbiamo chiesto l’annullamento dei vari decreti organizzativi, la cui attuazione avrebbe significato, realisticamente, l’ulteriore declassamento dell’ospedale L. P. Delfino di Colleferro. I decreti commissariali riguardano l’attuazione del Programma Operativo della rete ospedaliera e il Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale, con specifico riferimento alla programmazione dei posti letto, della rete ospedaliera e delle urgenze dell’ospedale cittadino. Abbiamo inoltre riproposto l’impugnazione del provvedimento che nel 2015 ha accorpato i 4 reparti perinatali presso l’ospedale di Palestrina e la contestuale soppressione a Colleferro. Al Tribunale abbiamo chiesto l’accoglimento del ricorso, previa concessione della sospensiva, per l’annullamento degli atti programmatori impugnati e quelli connessi dimostrando che essi non avrebbero migliorato l’integrazione dei servizi sanitari tra ospedale e territorio per la continuità   assistenziale, ma avrebbero  comportato semplicemente la riduzione dei posti letti e quindi la diminuzione dei volumi di attività ospedaliera, con ripercussioni sulla qualificazione professionale degli operatori sanitari, stante la sua riduzione. Il Tribunale ha respinto tutte le questioni sollevate senza approfondire le motivazioni di merito, senza una accurata istruttoria delle scelte operate e della loro compatibilità con le disposizioni nazionali, ma si è limitato a riproporre le argomentazioni addotte nell’analogo ricorso presentato dai Comuni nel 2015, a cui abbiamo partecipato ad adiuvandum. Ci lascia perplessi il fatto che il Tribunale, in rapporto ai due ricorsi che hanno impugnato atti amministrativi diversi tra loro, ha adottato la stessa motivazione, concludendo che la riorganizzazione e riassetto del sistema sanitario regionale conseguente allo stato di dissesto finanziario non avrebbero un impatto sociale negativo. Ringraziamo tutti i cittadini di Colleferro, Anagni, Artena, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Montelanico, Piglio, Paliano, Segni, Serrone e Valmontone che, con l’iniziativa  ‘DI piazza IN piazza’ dello scorso ottobre, hanno firmato per chiedere ai Sindaci la modifica del decreto Zingaretti in questione o, in caso di insuccesso, l’impugnazione al Tar del Lazio. I Sindaci non lo hanno presentato e lo abbiamo fatto noi per riaffermare pubblicamente che la possibilità di accedere

alle cure presso l’ospedale di Colleferro, come quello di Anagni, Palestrina, Frosinone, Subiaco e nelle strutture sanitarie della valle del Sacco è un diritto costituzionale e non una scelta discrezionale della politica. Il ricorso lo abbiamo perso e lo avremmo forse perso anche se lo avessimo portato avanti con i Comuni, ma è un fatto che loro non l’hanno presentato nè hanno esercitato alcun tipo di pressione sulla Regione! Anche in questa sentenza tuttavia il TAR ha confermato che la ASL “garantirà l’offerta sanitaria relativa alla specialità di ostetricia e ginecologia, oltre a quella esistente sul territorio, con l’istituzione di un ambulatorio aperto 6 giorni/7 e manterrà la specialità di pediatria all’interno dello stabilimento di Colleferro con l’attivazione di un ambulatorio aperto 3 giorni/7, il che garantisce dalla temuta perdita di continuità assistenziale”. Sul punto “dell’offerta sanitaria” la sentenza mette in evidenza che la ASL RM G, con nota del 2015, si era impegnata ad incontrare i Sindaci e a garantirla, fornendo “alla cittadinanza tutte le informazioni del caso”, ma l’impegno è rimasto sulla carta e quindi abbiamo deciso di agire civilmente per la riassegnazione dei reparti neonatali. Abbiamo completato gli atti e incaricato i nostri avvocati di procedere in via d’urgenza anche in sede civile verso la ASL RM G affinchè un impegno tanto vitale per l’intera comunità sia rispettato, posto che il TAR lo ha ritenuto fondamentale per giudicare legittimo l’accorpamento dei reparti. Rinnoviamo il ringraziamento ai cittadini che hanno sottoscritto l’avvio della procedura e i legali per l’assistenza professionale. Abbiamo inoltre dato mandato agli avvocati di intervenire ad adiuvandum nell’appello al Consiglio di Stato in altro ricorso proposto dai menzionati Comuni che, dopo il nostro pressing durato 6 mesi, hanno deciso di andare avanti, ma inspiegabilmente conferendo incarico ad un nuovo legale. Stiamo appellando al Consiglio di Stato la sentenza con la quale il TAR ha rigettato la richiesta di annullamento dell’Atto aziendale della ASL RM G del 2015 sull’accorpamento di ostetricia, ginecologia, pediatria e neonatologia dall’ospedale di Colleferro a quello di Palestrina. Nel 2015, sempre a seguito della soppressione dei suddetti reparti (ricordiamo che gli ultimi 2 erano esclusi dal trasferimento a Palestrina), abbiamo depositato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, dove il contenzioso - ancora trattenuto in decisione - viene definito in un unico grado, su parere del Consiglio di Stato, e deciso con decreto del Capo dello Sato. Questo il quadro delle nostre azioni


nelle sedi giudiziarie accompagnate da altre iniziative del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale per far conoscere ai cittadini la reale situazione della sanità locale e le maggiori problematiche della ASL RM5 presenti da anni e non ancora risolte, come l’abbattimento delle liste di attesa e la medicina territoriale. Con riferimento in particolare all’ospedale di Colleferro preoccupa l’avvicinarsi del periodo estivo e la difficoltà della Direzione sanita-

ria a garantire il mantenimento delle sedute operatorie pluridisciplinari e quelle di emergenza e urgenza, strettamente collegate all’operatività del Pronto soccorso. I propositi di ulteriore accorpamento di posti letto del reparto di otorino per carenza di operatori sanitari da Colleferro all’ospedale di Tivoli ripropongono con forza la decisione della Regione di affrontare il problema della carenza di organico. Firmato: Comitato “A difesa dell’ospedale di Colleferro”

De Rosa (M5S): !Inquinamento, non solo ci ammaliamo ma siamo costretti anche a pagare” «Ancora una volta i cittadini dovranno pagare, non solo in termini di salute ma anche in termini di costi economici, l’incompetenza e il menefreghismo di chi finora ha amministrato senza curarsi di trovare soluzioni all’emergenza smog». Questo il commento di Massimo De Rosa, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, alla notizia del deferimento, da parte della Commissione Europea, dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea a causa dei «persistenti elevati livelli» di Pm10. La procedura, da tempo ventilata da parte delle istituzioni europee, è stata aperta dal momento che in 28 zone d’Italia, concentrate in Lombardia, Veneto, Piemonte e Lazio i limiti giornalieri di legge relativi al particolato sono stati superati in modo persistente nel 2016, per periodi fino a 89 giorni. Un iter che con ogni probabilità porterà ad una sanzione economica per il nostro Paese. Un’autentica beffa per i cittadini, già costretti a sostenere un costo non quantificabile in termini di salute e qualità della vita: «È assurdo, veniamo sanzionati perché inquiniamo, poi magari vengono a raccontarci che mancano fondi per la sanità o per gli investimenti sulla green economy» commenta amaro il consigliere pentastellato. «Finora

le misure contro l’emergenza smog, causa di 90mila decessi prematuri l’anno (dati OMS ndr) e costi altissimi costi sanitari per le malattie croniche a livello respiratorio, sono state limitate alla danza della pioggia o a sporadiche, quanto poco strutturali, iniziative volte al blocco del traffico» attacca De Rosa: «Per fronteggiare quella che in Lombardia assume i numeri e i connotati di una vera e propria emergenza sanitaria, occorre una visione capace di superare gli interessi legati alla poltrona, mettendoli in secondo piano rispetto a quelli dei cittadini». Cosa fare? «Il Movimento Cinque Stelle ha pronto un piano di dieci punti per la qualità dell’aria» risponde De Rosa, che prosegue: «Proponiamo misure per investire nelle energie rinnovabili, sviluppare il verde e la riforestazione urbana, potenziare i controlli, il monitoraggio e la ricerca ambientale, investire su mobilità sostenibile, incrementare la flotta dei veicoli elettrici per il trasporto pubblico urbano. Ovviamente si tratta di provvedimenti da inserire all’interno di una visione strategica pluriennale, ma fondamentali per cominciare una battaglia che non può più essere rimandata. La nostra salute, la salute di tutti noi non può aspettare».

D’Amato inaugura rinnovato Poliambulatorio di Capena L’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato e il dg della Asl Roma 4 Giuseppe Quintavalle hanno presentato stamattina il totale restyling del Poliambulatorio di Capena (Roma) e la riattivazione della Unità di Dialisi Decentrata (Udd). Lo rende noto la Regione. L’Udd avrà 9 posti (8 per pazienti cronici e uno dedicato a pazienti con patologie infettive croniche). Nella Ud saranno erogate prestazioni emodialitiche sia standard sia di emodiafiltrazione on-line, dal lunedì al sabato con due turni al giorno (mattina e pomeriggio). I lavori di restyling sono stati svolti in maniera approfondita, per arginare in modo definitivo ed efficace l’umidità presente nel sottosuolo ove è costruito il complesso, data dalla vicinanza del fiume. Si è dunque svolta una intera bonifica dei locali e dell’umidità risalente dai muri, oltre all’adeguamento degli impianti e ristrutturazione degli spazi, all’adeguamento delle tecniche di prevenzione incendi e impianto di condizionamento dedicato. Si è proceduto al completo rifacimento degli impianti elettrici. Il Cup è stato completamente ristrutturato, riorganizzato con mobili nuovi e postazioni nuove per gli operatori; è già attivo il servizio ” Tu passi “ per le prenotazioni.


Carta Diritti Emofilici: alleanza istituzioni, medici e pazienti Nel corso dell’incontro il direttore generale dell’Aifa, Mario Melazzini ha definito «bella» Carta dei diritti degli emofilici. «È bella - ha spiegato - perché tocca, esattamente e nel modo giusto, tutti i punti di quel percorso di presa in carico di un cittadino con patologia». Nel documento «ci sono diritti importanti. Come quello all’informazione al paziente che deve essere personalizzata. Chiara, trasparente, calata nella realtà del paziente stesso». Altro elemento importante è la questione del paziente esperto. «Non tutti lo sono, ma tutti lo possono diventare. Il nostro servizio sanitario è qualcosa di veramente bello che dobbiamo conservare, insieme. Come ho già detto altre volte: il paziente ha dei diritti ma anche dei doveri, dobbiamo essere consapevoli che, come pazienti, siamo parte attiva nella sostenibilità del Ssn», ha detto Melazzini. Paola Pisanti, coordinatrice scientifica del documento, ha tenuto a precisare che i tratta non tanto di «una carta di diritti quanto di una condivisione di bisogni». Mentre la senatrice Paola Binetti ha definito la Carta «straordinaria». «Avete fatto - ha detto agli autori - un lavoro straordinario di generalizzazione delle soluzioni. Avete fatto un lavoro utile a tutte le associazioni perché basta sostituire la parola emofilia con quella di un’altra malattia per avere una carta in grado di mettere al centro il paziente con qualunque patologia».

Governo: su vaccini verso il superamento del decreto Lorenzin Sembra orientata al superamento del decreto Lorenzin la politica vaccinale del futuro governo M5S-Lega. A differenza di quanto annunciato ieri, nella bozza sottoposta stamani ai due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini e in possesso dell’Adnkronos non figura un capitolo ad hoc sui vaccini, anche se potrebbe essere inserito in corsa d’opera dal tavolo tecnico a lavoro a Montecitorio. Per ora l’unico accenno é nel capitolo sulla sanità, dove si legge testualmente «con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale».

Roma, una casa per i bambini autistici nell’ex villa dei Casamonica Una casa per l’autismo che affaccia su un grande giardino pubblico curato dai residenti del quartiere della Romanina. Grazie all’impegno della Regione Lazio le due ville confiscate ai Casamonica verranno riconvertite, diventeranno un simbolo della presenza dello Stato nel quadrante. Dopo l’annuncio del governatore Nicola Zingaretti, ieri i tecnici della Regione hanno effettuato un sopralluogo nella villa di 600 metri quadrati al civico 15, sgomberata nel 2014 e vandalizzata. «Abbiamo già attivato un canale preferenziale con l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità per velocizzare le procedure — spiega Gianpiero Cioffredi, il presidente dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza e la legalità — appena il bene passerà alla Regione avvieremo la demolizione, realizzeremo

un parco pubblico attrezzato». Nel giro di pochi mesi si ultimerà la demolizione e verrà attrezzato il parco. Verrà curato dai comitati di quartiere. Sull’altro lato della strada, nella villa al civico 14 sequestrata a Giuseppe Casamonica, sta nascendo uno spazio multifunzionale per persone autistiche. L’Associazione nazionale genitori di soggetti autistici (Angsa) si è aggiudicata il bando, ottenendo la concessione a titolo gratuito dei 600metri quadri per i prossimi 9 anni. «A fine maggio — dice la presidente dell’Angsa, Stefania Stellino — inizierà la ristrutturazione delle due dépendance. A luglio Libera lavorerà una settimana alla risistemazione del giardino». Entro la fine dell’anno il centro aprirà. (Fonte: La Repubblica, Cronaca di Roma, Pag. V)


Roma, Bambino Gesù: una nuova cura per tre malattie rare Tre malattie rare risolte in un colpo solo con uno studio clinico in 15 paesi su un singolo anticorpo che ha dimostrato di essere una cura efficace per le patologie. La ricerca, coordinata dall'ospedale Bambino Gesù di Roma, è stata descritta sul New England Journal of Medicine, e promette di migliorare notevolmente la vita di bambini e adulti colpiti dalla febbre mediterranea familiare (Fmf), dal deficit di mevalonato chinasi (Mkd) e dalla sindrome periodica associata al recettore 1 del fattore di necrosi tumorale (Traps). Assieme alle febbri, con una frequenza che può arrivare a una volta ogni 15 giorni, i pazienti vanno incontro ad artrite, pleurite, pericardite, peritonite e rash cutanei, e a lungo termine possono sviluppare insufficienza renale. In

tutte e tre le malattie è coinvolta l'interleuchina 1, una molecola legata all'infiammazione. «Dal dato ottenuto in laboratorio e trasportato al letto dei pazienti - spiega Fabrizio De Benedetti, responsabile di reumatologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e coordinatore mondiale dello studio - è stato disegnato il trial clinico che ha messo insieme le tre malattie in un'unica sperimentazione. Le conoscenze dei meccanismi molecolari delle malattie permettono infatti oggi di disegnare approcci innovativi basati, non tanto sulla diagnosi di ogni patologia, ma piuttosto sul meccanismo molecolare. Il farmaco dovrebbe essere presto disponibile anche in Italia». (Il Messaggero, Cronaca di Roma, Pag. 51)

Ardea, emergenza in ospedale per un gas uticante: evacuati medici e pazienti Momenti di allarme nel primo pomeriggio di ieri al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti Anzio Nettuno, quando sia i pazienti che il personale hanno cominciato ad avvertire raucedine alla gola, arrossamento degli occhi, prurito sulla pelle. Immediatamente, il personale ha provveduto ad evacuare il Pronto Soccorso e a dotare i presenti di una mascherina che filtrasse l'aria, attivando in contemporanea le misure di sicurezza previste. Sul posto è stata chiamata anche la squadra di manutenzione. Esclusa la fuga di gas di qualsiasi tipo, una delle ipotesi potrebbe essere quella di un malintenzionato che abbia spruzzato, non si sa con quale modalità, la sostanza urticante nei locali. Qualcuno azzardava l'ipotesi di una spray al peperoncino, ma la

cosa è da verificare. Il medico responsabile del Pronto soccorso, Rita Dal Piaz, alle prime avvisaglie ha subito attivato le procedure previste in caso di necessità di evacuazione, facendo spostare all'esterno o in locali idonei i pazienti in barella e ricoverati in codice rosso, dotando tutti i presenti dei presidi necessari ad evitare il contatto con la misteriosa sostanza urticante. Ovviamente ha anche richiesto l'intervento di un chimico che prendesse campioni di aria. Dopo circa un'ora la situazione è tornata alla normalità e l'attività è ripresa. L'Ufficio Stampa della Asl Rm6 sottolinea come il personale abbia dato prova di efficienza adottando tutte le misure di sicurezza a tutela dei pazienti e dei dipendenti. (Fonte: Il Messaggero, Litorale, Pag. 43)

Capena, dialisi e poliambulatorio rinnovato Un totale restyling dei locali del poliambulatorio di Capena e la riattivazione della unità di dialisi decentrata. Le novità sono state presentate ieri alla presenza dall'assessore regionale alla sanità, Alessio D'Amato, del direttore della Asl 4 Giuseppe Quintavalle e del consigliere regionale Emiliano Minnucci (Pd). L'unità decentrata di dialisi avrà 9 posti e saranno erogate prestazioni emodialitiche sia standard sia di emodiafiltrazione on-line, dal lunedì al sabato con

due turni al giorno (mattina e pomeriggio). I lavori di restyling sono stati svolti in maniera approfondita, per arginare l'umidità presente nel sottosuolo dove è costruito il complesso, data dalla vicinanza del fiume. Il Cup è stato ristrutturato, riorganizzato con mobili e postazioni nuove per gli operatori. Da ricordare è che è già attivo il servizio Tu passi per le prenotazioni. (Fonte: Il Messaggero, Area Metropolitana, Pag. 41)


Capena, dialisi e poliambulatorio rinnovato Spinge sull’acceleratore la Asl di Rieti dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla mancata apertura del Centro di Riabilitazione. L’obiettivo della dg Asl, Marinella D’Innocenzo è di aprirlo entro la fine di maggio. Martedì si è tenuto un incontro sulla questione per fare il punto con i responsabili della strut-

tura. Il nodo da sciogliere resta il reperimento dei fisiatri necessari per tenere aperto il Centro. La Asl si sta impegnando a dare evidenza al bando pubblicizzandolo anche fuori regione, senza escludere di attivare convenzioni con centri privati. (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Rieti, Pag. 41)

Viterbo, inizia oggi il rifacimento stradale di Belcolle A partire da venerdì 18 maggio, dalle ore 18, e fino a venerdì 25 di maggio, l’ospedale di Belcolle sarà interessato dai lavori di rifacimento del manto stradale, nel tratto che, dalla ex palazzina delle malattie infettive, l’attuale corpo D, conduce all’entrata del corpo B, passando per la nuova hall. L’intervento, che verrà effettuato su una superficie complessiva di circa 4mila metri quadri, si è reso necessario a seguito dei fenomeni atmosferici, neve e successive piogge copiose, che hanno interessato nei mesi scorsi la Tuscia. Al fine di procurare il minor disagio possibile alla cittadinanza, la direzione sanitaria ospedaliera e gli uffici tecnici competenti, hanno predisposto un piano

di attuazione che, tra l’altro, prevede il frazionamento in tre zone del manto interessato dall’intervento, con l’obiettivo di non creare fenomeni di congestionamento del traffico veicolare. ''Tuttavia – spiega il direttore generale della Asl di Viterbo –, esclusivamente per il periodo strettamente necessario, saranno inibiti gli spazi adibiti a parcheggio che, già a partire di oggi, abbiamo comunicato a Belcolle con un’apposita cartellonistica. Allo stesso modo, garantiremo il passaggio delle automobili, a senso alternato, per consentire alle categorie fragili, tra cui i disabili, i pazienti oncologici, gli anziani e le donne in gravidanza, il raggiungimento dei servizi ospedalieri.''.

18 maggio