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La sanità nel Lazio vista dai giornali Mercoledì, 17 aprile 2019

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Ceccano, torna il memorial Irene Di Mario per aiutare la ricerca sull’Anemia di Fanconi

Domani alle 15, nell'auditorium della biblioteca comunale di Ceccano, si terrà la conferenza stampa di presentazione della nona edizione del memorial Irene Di Mario organizzato dall'Airfa, Associazione Italiana per la Ricerca sull'Anemia di Fanconi. La manifestazione si svolgerà martedì 30 aprile presso lo stadio Dante Popolla. Il memorial Irene Di Mario è un evento sportivo che coinvolge quattro scuole del territorio (l'istituto alberghiero, il liceo scientifico linguistico e gli istituti tecnici economici di Ceccano e Ceprano) con l'intento di raccogliere fondi per la ricerca scientifica sull'Anemia di Fanconi, una malattia genetica rara. Il ricavato finanzierà un progetto di ricerca condotto

presso l'ospedale Giannina Gaslini di Genova. In segno di solidarietà verso la comunità di Ceccano, l'Airfa devolverà una parte delle donazioni anche alle sezioni locali di tre associazioni: Avis, Unicef e Telefono Rosa. “Il memorial in ricordo di Irene è per tutti noi un appuntamento imprescindibile d'inizio estate, che riesce sempre a regalarci partite di calcio emozionanti fatte di tanto divertimento e sana competizione, ma soprattutto di tanta solidarietà - ha dichiarato il sindaco Roberto Caligiore - Auspichiamo che anno dopo anno questa manifestazione diventi un appuntamento provinciale che coinvolga le scuole della provincia, le associazioni e tutti i cittadini».

Priverno, torna in funzione il consultorio ma manca il ginecologo

A Priverno ha ripreso a funzionare il Consultorio familiare presso l'ospedaletto di Borgo Sant'Antonio. Il servizio svolge un servizio fondamentale per tante famiglie che si ritrovano nell'attesa di un figlio e poi nei primi mesi di avvento del nascituro attraverso corsi preparatori, visite, indirizzi di vario genere. Grazie alla disponibilità dell'ostetrica Giovanna Rossi, normalmente in servizio presso la Casa della Salute di Sezze ma che da un po' presta servizio anche a Priverno uno, due giorni a settimana, il servizio, interrotto al pensionamento della precedente ostetrica, ha ripreso a marciare. Con l'ostetrica lavora anche un medico di base ma manca ancora il ginecologo. A sottolinearlo è Federico D'Arcangeli, esponente di “Agenda per Priverno”: «Abbiamo accolto tutti con grande soddisfazione la riapertura del Consultorio Familiare nella consapevolezza che quella struttura fosse preziosa per la difesa della salute delle donne. Il Servizio è ripartito pur tra le solite difficoltà di risorse umane e materiali che mettono a dura prova anche la resistenza dello scarsissimo personale impiegato». D'Arcangeli prova ad alzare l'asticella: «La Regione Lazio ha stanziato nelle passate settimane risorse importanti per potenziare la rete dei Consultori; è troppo chiedere che quello di Priverno, uno dei primi attivati nella Provincia di Latina, sia ora nei primi posti tra quelli da potenziare?».

Latina, un corso per la clownterapia

“Indossa un camice bianco e un naso rosso ed entra nel fantastico mondo della clownterapia”: questo lo slogan dell'associazione "Teniamoci per mano onlus", che ha indetto un corso aperto a tutti che si terrà nella ex chiesa di San Biagio a Latina. I corsi si svolgeranno il 27 e 28 aprile e prevedono un tirocinio di 100 ore in ospedale, al termine del quale sarà rilasciato un attestato. L'associazione ha svolto l'attività di clownterapia in diversi ospedali e chiederà di essere presente anche al Dono Svizzero di Formia. Per informazioni: Pietro Corbo (3497347857), Angelica Capasso (3394310995), Sonia De Vico (3429801236). Si può inviare una mail: teniamocipermanoonlus@gmail.com


Tvoli, un opuscolo in 7 lingue per le donne vittime di violenza

Un opuscolo in sette lingue per aiutare le donne vittime di violenza: questa la nuova iniziativa della Procura tiburtina e dell'Asl Roma 5 contro la violenza di genere. In collaborazione con l'ordine degli avvocati, l'ordine degli psicologi, la camera penale e Differenza Donna, il Modello Tivoli si arricchisce di un nuovo strumento. Il progetto oggi può contare su una vasta rete di servizi: lo spazio di ascolto attivato presso la procura due anni fa, il centro antiviolenza di Tivoli e quello da poco inaugurato a Guidonia Montecelio, le attività formative e informative, i progetti sviluppati da amministrazioni comunali ed associazioni di volontariato. «Negli ultimi due anni spiega il procuratore di Tivoli, Francesco Menditto - sono raddoppiate le denunce di donne vittime di violenza.

Questo non necessariamente perché qui avvengono più violenze, ma perché si denuncia di più.». Ora è stata redatta anche una guida, tradotta in sette lingue tra cui l'arabo “Vittime di reato mai più sole”, presentata lunedì nell'aula magna del Convitto alla presenza del procuratore generale di Roma Giovanni Salvi e degli assessore regionali alla Sanità Alessio D'Amato e Pari Opportunità Lorenza Bonaccorsi. «Sarà presto distribuita in tutto il territorio - ha aggiunto Menditto Ogni donna che subirà una qualche forma di violenza deve sapere che si farà di tutto affinché non sia lasciata sola dalle istituzioni. Stiamo anche per distribuire alla polizia giudiziaria una direttiva con cinque allegati per fornire indicazioni puntuali e rendere omogenee le attività su questo vasto territo-

rio». Tutti i progetti del Modello Tivoli sono nati da un protocollo d'intesa siglato nell'ottobre del 2018. «Questa cabina di regia - ha spiegato Giuseppe Quintavalle, commissario dell'Asl Roma 5 - ha permesso di intraprendere percorsi importanti. L'ultimo, in ordine di tempo, è quello legato alla formazione del personale che deve essere continua. Nei piani formativi dell'Azienda ci sarà un capitolo dedicato a tutti gli operatori dei front office.». I carabinieri, invece, stanno provvedendo a specializzare i sottufficiali delle stazioni nei 75 comuni di competenza della procura tiburtina mentre la polizia di Tivoli da tempo ha predisposto uno speciale pool con agenti qualificati nel trattare questi reati. (Fonte: Il Messaggero, Area Metropolitana, Pag. 61)

Roma

Roma, grande festa per l’inaugurazione del nuovo Cancer Center del Gemelli

Tutto esaurito ieri sera, all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Artisti e cantanti si sono esibiti a sostegno della presentazione del nuovo Cancer Center del Gemelli, un progetto che accompagnae guida il paziente oncologico per l'intero percorso della malattia fino alla sperata guarigione. Sul prestigioso palco si è cantato l'amore con Renzo Arbore, Fausto Leali, Gigi d'Alessio, Peppino di Capri, Simone Cristicchi, Marco Masini, Alexia e Red Canzian. Simona Agnes, organizzatrice dell'evento condotto da Mara Venier e Alberto Matano, ha accolto tutti i prestigiosi ospiti: dal presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati al ministro dell'Economia, Giovanni Tria fino al ministro della Difesa, Elisabetta Trenta e al sindaco di Roma, Virginia Raggi. In prima fila anche il presidente e l'ad della Rai, Marcello Foa e Fabrizio Salini. Al concerto solidale erano presenti numerosi volti noti: Claudio Lotito, Giovanni Malagò, Pippo Baudo, Simona Izzo e Mogol. In sala anche il presidente di Alleanza contro il Cancro, professor Ruggero De Maria. «Lo slogan scelto ‘Con il Gemelli per la Vit’a racchiude in

poche parole tutta l'anima dell'evento - ha detto Simona Agnes - La presenza di illustri personaggi e di tanti romani dimostra come Roma abbia accolto con generosità ed entusiasmo l'invito a partecipare a questa serata di solidarietà verso una realtà importante come il Gemelli». Da anni la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli è impegnata per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Nel 2018 sono stati assistiti quasi 50.000 pazienti oncologici, eseguiti più di 22.000 ricoveri. «L'utenza altissima ha reso necessaria la creazione di un centro che coordini tutte le strutture che seguono il paziente oncologico - ha detto il responsabile del Cancer Center, Giampaolo Tortora - Parliamo di circa 40 strutture». Dietro ad ogni malattia c'è un individuo. «L'innovazione è legata ad accompagnare il paziente dall'ingresso in ospedale fino alla cura - ha detto il direttore generale del Gemelli, Marco Elefanti - Il paziente oncologico ha bisogno di terapie personalizzate, di cure ma anche di un supporto psicologico». (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Roma, Pag. 64)


Studio dell’OMS: di fronte al cancro non siamo tutti uguali

Di fronte al tumore non siamo tutti uguali: le differenze sociali incidono sui fattori di rischio e sulla probabilità di sviluppare la malattia, sulla diagnosi e sui trattamenti oltre che sull'accesso alle cure palliative. A dirlo è uno studio del Centro internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms basato sui dati di oltre 70 istituti scientifici nel mondo. La pubblicazione mette in evidenza le variazioni di sopravvivenza tra i malati di cancro nei vari Paesi e tra gruppi sociali. Secondo Salvatore Vaccarella, ricercatore e coordinatore dello studio ''le disuguaglianze sociali di fronte al

cancro si evolvono e cambiano nel tempo, a causa di fattori sociali economici, politici, legislativi e tecnologici e toccano in particolare le persone più svantaggiate''. Dunque mentre gli abitanti dei Paesi più sviluppati hanno maggiore possibilità di ammalarsi di cancro a causa dei fattori di rischio legati all'ambiente e agli stili di vita, il tasso di mortalità è più alto tra chi vive invece nei Paesi in via di sviluppo a causa delle scarse possibilità di diagnosi e di trattamenti immediati. Basti pensare che solo il 25% della popolazione mondiale ha accesso alla chirurgia anticancro di base. Le

popolazioni più a rischio sono poi i popoli autoctoni, le minoranze etniche e i rifugiati. Ad esempio, in Colombia le donne con una bassa scolarità hanno un tasso di mortalità da cancro al collo dell'utero cinque volte superiore di quelle con un'istruzione più elevata. In Australia, invece, la popolazione autoctona ha un tasso di mortalità 30 volte superiore ai non autoctoni. Dipende infine dal livello socio-economico anche di quale tipo di cancro ci si ammala: ai livelli sociali più bassi ci si ammala di cancro legato all'alcol, al tabacco, alla cattiva alimentazione o alle infezioni.

Osservatorio 17 aprile  

Osservatorio 17 aprile