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La sanità nel Lazio vista dai giornali Lunedì, 16 aprile 2018

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Frosinone ASL di Frosinone: Incidenti in corsia, in 5 anni 24 milioni di risarcimenti Quasi 24 milioni di risarcimenti erogati in cinque anni per incidenti che si sono verificati nella Asl frusinate nell’ambito dell’assistenza sanitaria ai pazienti. Il dato emerge dall’ultimo piano della Asl di Frosinone rispetto alla gestione del rischio clinico. Si tratta della possibilità che il paziente sia danneggiato da errore, imputabile a vari tipi di cause, occorso nel trattamento assistenziale. Con danni per la persona assistita che possono andare dal prolungamento del ricovero fino ai casi di morte. Nel piano di risk management 2018 sono riportati i numeri rispetto ai sinistri (o “eventi avversi”) che si sono verificati nelle strutture Asl nell’ultimo quinquennio. Secondo le tabelle fra 2013 e 2017 nella Asl di Frosinone si sono registrati questi numeri: 270 sinistri e risarcimenti erogati dall’azienda per 23,6 milioni di euro di danni.  Nella Asl locale è in corso l’espletamento delle procedure di gara per ottenere una copertura assicurativa rispetto a questo tipo di eventi a danno dei pazienti. L’ultima risale al 2012-13, quando l’azienda versava 2,7 milioni l’anno a una società per la garanzia assicurativa rispetto al rischio di provocare dei danni ai pazienti. Attualmente invece la Asl ciociara, come si apprende dal documento, «risarcisce i danni da responsabilità professionale (e responsabilità diverse: conduzione strutture  e altro) in regime di cosiddetta “autoassicurazione” (provvede in proprio al pagamento dei danni)”. In sostanza fra il 2013 e il 2017 la Asl ha dovuto far fronte a una media di circa 50 sinistri e 4,7 milioni di euro l’anno di risarcimenti. Il picco a livello di risarcimenti nei con-

fronti dei pazienti danneggiati si è registrato nel 2016 (oltre 8 milioni di euro). Ma non si tratta di tutti risarcimenti relativi a incidenti avvenuti nel 2016. Visto che, come si spiega nel documento, in un anno possono anche emergere sinistri relativi agli anni precedenti. Succede quando vengono presentate richieste di risarcimento danni (con le quali il sinistro “emerge”) anche a distanza di anni dalla data di effettivo accadimento» Rispetto ai sinistri relativi all’assistenza dei pazienti, in base alla classificazione regionale ci si può trovare di fronte a tre tipi di eventi. Un “evento avverso” è quello che comporta un danno al paziente; un “near miss” (o evento evitato) è collegato a errori che però (o per caso fortuito o perché intercettati) non hanno conseguenze per il paziente; un “evento sentinella” è un evento avverso grave, che può comportare la morte o un grave danno al paziente e che è indicativo di un malfunzionamento all’interno del sistema. Analizzando 45 eventi nella Asl di Frosinone relativamente al 2017, in base alla tabella si apprende che la maggior parte, 29 casi (il 64% del totale), sono stati classificati come “eventi avversi”, con conseguenti danni ai pazienti (nel 37% dei casi collegati a cadute). In 14 casi sui 45 totali si è trattato di eventi evitati (classificati come “near miss”) in cui sono stati, alla fine, scongiurati alcuni danni ai pazienti. In 2 casi (il 4% del totale dei sinistri) si sono registrati gli eventi più gravi in termini di danno ai pazienti, ossia gli “eventi sentinella”. Uno dei due casi in questione è collegato alla caduta del paziente.


OMS: «Governi investano di più contro Epatite C” (AdnKronos Salute) - Dall’epatite C oggi si guarisce, ma sono ancora circa 400mila le persone che, ogni anno, nel mondo, muoiono di questa malattia perché non riescono ad accedere ai farmaci di cui avrebbero bisogno. Per questo i Governi dovrebbero investire di più per garantire assistenza alle persone colpite. È l’appello lanciato dal l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che dal congresso dell’Associazione europea per gli studi sul fegato (Easl), in corso a Parigi, ha esortato i responsabili della sanità dei diversi paesi ad affrontare il problema con urgenza. Secondo i dati presentati a Parigi da Gottfried Hirnschall, responsabile del programma mondiale contro l’epatite del Oms, circa 3 milioni di persone (su un numero stimabile di 71 milioni infettate dal virus dell’epatite C) sono state al momento trattate con i medicinali in grado di guarirle e che hanno un’efficacia di circa il 90%. «Il nostro incoraggiamento, a chi dirige i Paesi e ne decide le politiche, è quello includere i trattamenti anti epatite C nei programmi sanitari e trovare le risorse necessarie per portare a termine l’impegno», ha detto Hirnschall ricordando che oggi i prezzi dei trattamenti si sono già molto ridotti rispetto a quelli dei primi medicinali innovativi immessi sul mercato. Curando i pazienti «più precocemente possibile - ha aggiunto l’esperto dell’Oms - i governi possono risparmiare ulteriormente» evitando le spese legate alle malattie che l’evoluzione del l’infezione può comportare, come cirrosi e tumori.

Cisl FP: «Concorsi ASL Latina bloccano stabilizzazioni precari” «Il rischio è quello di un effetto domino che potrebbe mandare in tilt il sistema sanitario regionale. E schiacciare sotto il peso dell’irresponsabilità non solo i diritti dei tanti lavoratori precari della sanità laziale, che vedono sfumare la stabilizzazione, ma anche i bisogni di salute dei cittadini». Roberto Chierchia, segretario generale Cisl Fp Lazio, ed Enza Del Gaudio, segretario generale Cisl Fp Latina, in una nota «denunciano una situazione paradossale dovuta all’inerzia del direttore generale della Asl di Latina: “Se non decide di pubblicare le graduatorie del concorso, già espletato, per i 300 posti delle professioni sanitarie, si bloccano tutte le graduatorie delle Asl del Lazio” ». «Si tratta di concorsi che hanno già visto concluse le prove selettive. È incomprensibile che a due mesi di distanza, l’ultima prova orale del concorso infermieri è del 14 febbraio, delle graduatorie non ci sia nemmeno l’ombra», attacca Enza Del Gaudio. «Questo dimostra una completa irresponsabilità da parte della direzione dell’Asl Latina. Tanti lavoratori precari, infermieri e professionisti sanitari, che assicurano ogni giorno i servizi alla salute nel territorio pontino, aspettano l’esito del concorso per vedere la fine di un precariato che li tiene sulla corda in molti casi anche da 10 anni e avere la tanto sospirata stabilizzazione. Il fatto che debbano aspettare ancora perché il direttore generale non fa bene il suo lavoro è inaccetta-

bile». Ma non è tutto. «Così si blocca lo scorrimento delle graduatorie di tutte le Asl del Lazio», aggiunge Roberto Chierchia. «In base al meccanismo delle opzioni, se un precario di un’azienda vince un concorso in un’altra Asl può rimanere nella azienda di origine purché quest’ultima ne confermi entro 10 giorni la condizione di servizio. Ebbene, la Asl di Latina ha chiuso le comunicazioni e non dà più risposte né in un senso né nell’altro. Da qui il rischio di un effetto domino che vanifica tutto il lavoro fatto in questi ultimi anni per dare certezze ai lavoratori atipici e per normalizzare il Ssr rispetto ai fabbisogni di personale: i vincitori non vengono assunti e le graduatorie degli idonei non possono scorrere». «C’è un provvedimento dello stato, il decreto Madia, e c’è anche una legge regionale, la L.R. 4/2017, per mettere ordine nel caos dei rapporti di lavoro in sanità. Non è pensabile che un direttore generale possa bloccare tutto per colpevole inerzia. È in gioco il futuro di tanti bravi professionisti sanitari vittime di un precariato selvaggio. Ma è in gioco anche il futuro del sistema di salute e la possibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini», conclude il segretario generale della Cisl Fp Lazio. «Se il direttore della Asl pontina non è capace ad assumersi le responsabilità che gli competono, intervenga Nicola Zingaretti. La Cisl Fp non starà certo a guardare e a lasciar passare altro tempo».


L’ assessore regionale D’Amato: “Accordo con pediatri per estendere sperimentazione in ambulatori nel weekend” “Visti i risultati molto positivi della sperimentazione di fine anno che ha visto i pediatri di libera scelta impegnati negli ambulatori aperti nel weekend e nei giorni festivi con oltre 1.100 accessi registrati abbiamo deciso di estendere i servizi per garantire l’assistenza anche il sabato e la domenica in 5 presidi di Roma Capitale e dei capoluoghi di provincia. Siamo pronti a sottoscrivere l’accordo con le associazioni che rappresentano i pediatri a partire dalla FIMP (Federazione italiana medici pediatri)”. Lo annuncia l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato che questa mattina ha partecipato al congresso della FIMP di Roma e del

Lazio dal titolo: ‘Pediatri e bambini…un percorso insieme’. “Si tratta di un importante nuovo servizio che si va ad aggiungere ai 31 ambulatori di cure primarie aperti nel weekend grazie alla collaborazione con i Medici di medicina generale che hanno già fatto registrare oltre 255 mila accessi”. “Una sperimentazione molto positiva che ci permetterà insieme di costruire un nuovo modello di promozione e tutela della salute – ha concluso D’Amato – I buoni risultati raggiunti sono la dimostrazione che i cittadini sono molto attenti ai nuovi servizi di continuità assistenziale sul territorio e che la strada intrapresa è quella giusta”.

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