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La sanità nel Lazio vista dai giornali Venerdì, 15 marzo 2019

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Frosinone, la Mastrobuono vince la battaglia legale ma non torna alla Asl Il Consiglio di Stato accoglie l'appello della professoressa Isabella Mastrobuono, che però non tornerà alla guida della Asl di Frosinone. Disposto invece il risarcimento. Questo l'atto finale di una vicenda che va avanti dal novembre 2015. Il Consiglio di Stato (sezione Terza) «dichiara l'obbligo della Regione Lazio di dare esecuzione alla sentenza Tar Lazio n. 769/2017, provvedendo, entro giorni 90 dalla comunicazione della presente sentenza, alla formale reintegra dell'appellante, ora per allora e nei sensi e limiti di cui in motivazione, nell'incarico di direttore generale presso l'Azienda Usl di Frosinone; per il caso di persistente inerzia della Regione Lazio oltre il termine assegnato, nomina come commissario ad acta il direttore generale dell'Azienda Usl Roma 1, che, anche mediante un dirigente suo delegato, in via sostitutiva adotterà i provvedimenti necessari». In realtà la locuzione «formale reintegra dell'appellante» va intesa nel modo che il Consiglio di Stato specifica. Così: «La reintegrazione non comporterà il diritto dell'appellante all'effettivo esercizio dell'incarico per il periodo residuale non svolto, ma soltanto il riconoscimento dell'intero triennio dell'incarico ai fini curriculari e previdenziali/assicurativi, nonché fino al 13 ottobre 2016 ai fini retributivi, con il connesso diritto al computo degli accessori di legge sul credito». Mentre per il successivo periodo (da tale data alla scadenza naturale del contratto di direttore generale) dal trattamento retributivo spettante quale direttore generale dovrà essere detratto l'importo degli emolumenti percepiti dalla Mastrobuono in qualità di direttore sanitario di una clinica privata romana. In 14 pagine di sentenza il Consiglio di Stato ripercorre tutte le tappe della vicenda. Soddisfatti gli avvocati della Mastrobuono. Per

quanto riguarda l'aspetto del risarcimento danni, si parte dagli stipendi. La somma dovrebbe aggirarsi sui 225.000 euro. Come si ricorderà Isabella Mastrobuono fu nominata direttore generale nel gennaio 2014. Nel novembre del 2015 non fu confermata dalla Regione, dopo che qualche giorno prima l'assemblea dei sindaci della provincia di Frosinone aveva espresso un giudizio politico negativo sul suo operato. Da quel momento l'inizio di una lunga battaglia legale. Il 17 gennaio 2017 il Tar aveva accolto i ricorsi presentati sulla mancata conferma nell'incarico di direttore generale della Asl di Frosinone. Ma la Regione aveva nuovamente disposto il commissariamento della Asl. Sostenendo di non poter ottemperare perché nel frattempo Isabella Mastrobuono aveva perso i requisiti per poter ricoprire il ruolo di direttore generale della Asl. Questo perché aveva assunto l'incarico di direttore sanitario in una clinica privata romana. Visto che fra i requisiti per poter svolgere il ruolo di manager della Asl c'è quello di non avere avuto rapporti con privati sul territorio da almeno tre anni. Nel frattempo era anche scaduto il contratto che la stessa Mastrobuono aveva firmato con la Asl, esattamente il 4 febbraio 2017. La Mastrobuono aveva chiesto il giudizio di ottemperanza alla prima sentenza del Tribunale amministrativo. Nel luglio del 2017 i giudici della sezione terza quater del Tar di Roma hanno per un verso respinto il ricorso e per un altro dichiarato improcedibile. Sostenendo fra le altre cose l'inconferibilità della Mastrobuono per il ruolo di manager della Asl di Frosinone perché nell'ultimo anno aveva lavorato come direttore sanitario in una clinica privata di Roma. Ora però la sentenza finale del Consiglio di Stato. Isabella Mastrobuono non rilascia alcun commento. Per ora.


Patrica, torna la schiuma nel fiume Torna la schiuma sul fiume Sacco. A denunciarlo è stato il sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio sul suo profilo Facebook: "Questa mattina - scrive il primo cittadino - è stata riscontrata presenza di schiuma in zona Tomacella, all'altezza del Castello Colonna, coincidente con un fenomeno schiumoso fuoriuscente dal fiume Alabro. Sono stati immediatamente attivati i controlli e avvisati gli organi di controllo. Ho predisposto l'ispezione del nostro tratto di fiume fino al territorio di Supino ma al momento non è stato riscontrato alcun fenomeno anomalo. In questo momento personale dell'Arpa Lazio sta effettuando prelievi delle acque".

Un corso gratis per i medici sulla salute dei migranti Curare un paziente che soffre richiede impegno professionale e umano. Curare un paziente che soffre ma che prima di sedersi davanti a un medico italiano ha attraversato il deserto, è stato chiuso in un centro di detenzione in Libia, torturato, poi caricato su un gommone e per miracolo ha raggiunto l'Europa, ecco, curare questo paziente richiede una preparazione diversa. E proprio pensando alla presa in carico della salute dei migranti "il medico va preparato: deve tenere conto della provenienza, della situazione culturale, dei traumi subiti, delle differenze", spiega il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli presentando il corso di formazione "Salute e migrazione: curare e prendersi cura", realizzato in collaborazione con l'Osservatorio nazionale per la salute (Ois). Un corso pensato nell'ambito del progetto Sanità di Frontiera e disponibile gratuitamente sulla piattaforma www.fadinmed.it per tutti i medici italiani. "La cultura dell'accoglienza non è un fatto ideologico - afferma con forza Anelli - ma una questione deontologica, oltreché di sanità pubblica. Il nostro codice ci impone di curare tutti: promuovere

una cultura dell'accoglienza attraverso la formazione soprattutto nella difficile fase della presa in cura di chi arriva sulle nostre coste, ci permette di migliorare il nostro sistema salute, a beneficio di tutti, e di garantire a tutti quel diritto alla salute che non è un diritto di cittadinanza ma diritto di umanità, che ci spetta in quanto persone". Francesco Aureli, presidente di Ois, sottolinea che il progetto si ispira "al cambiamento socio-culturale in atto in Europa per effetto dei fenomeni migratori. E afferma il principio che la salute, il benessere dei migranti deve necessariamente procedere di pari passo con quelli della comunità che ospita. Il corso rappresenta l'occasione per supportare la classe medica in questo impegno attraverso un percorso didattico". Secondo i dati dell'Ois sono 250 milioni i migranti nel mondo. Di questi, 65 milioni i rifugiati, persone che si trovano al di fuori del loro Paese a causa di persecuzioni, conflitti, violenze e che hanno bisogno di protezione internazionale. In Italia sono 5 milioni e mezzo gli stranieri regolarmente residenti, dei quali 2 milioni e mezzo occupati; 600mila sono in attesa dello status di rifugiati o irregolari.

Osservatorio 15 marzo  

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