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La sanità nel Lazio vista dai giornali Mercoledì, 15 maggio 2019

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Frosinone, Roccatani (UGL): “Servizio sanitario del territorio una realtà indicibile”

“La UGL Sanità, riceve e pubblica confidenze fatte da operatori sanitari i quali orgogliosi della professione scelta, oggi quasi se ne vergognano. Una realtà durevole e sconvolgente, pazienti costretti a lunghe attese in condizioni indegne prima di avere un posto letto, lavoratori addetti screditati, spesso oltraggiati/maltrattati e finanche fisicamente malmenati. Questo accade nei Pronto Soccorsi della provincia a causa della carenza dei posti letto ed altro! La cosa che ha colpito questa O.S. UGL Sanità è sentire dire da professionisti infermieri dipendente ASL, un tempo fieri della professione svolta, che oggi purtroppo se ne vergognano! Ingiurie e offese mosse dai cittadini malati (a giusta ragione) costretti a subire situazioni d’indecenza. Ben comprendono i professionisti, la rabbia di chi nella malattia si vede privare anche della dignità e offendono i presenti addetti, quest’ultimi però discostano oltremisura da ogni responsabilità dell’indecenza subita dai pazienti, poiché anch’essi pagano le conseguenze della turpitudine

dei fatti. Le colpe e le responsabilità di cui sono soggetti (utenti in situazione di bisogno – Professionisti addetti) vanno cercate altrove, in chi ha fatto del Servizio Sanitario di questo territorio una realtà indicibile. Di fatto, incremento: dei costi per i contribuenti utenti – poltrone e incarichi lautamente retribuiti – esternalizzazione dei servizi e povertà sociale da questi scaturenti – mortificazione/demotivazione dei professionisti dell’area – sofferenza – caos organizzativo – disagi per chi colpito da malattia spesso non trova riscontro di che bisogna. La UGL si chiede e chiede: 1. con la sventolata abolizione delle macroaree tanto osannata dal Presidente Zingaretti, cos’è cambiato?; 2. Quanti e quali, degli ospedali preposti all’emergenza urgenza, con l’abolizione delle Macroaree, hanno riacquisito l’originaria funzionalità?; 3. Quale sicurezza di chi in prima linea vive equamente i disagi dei malati?; Sta di fatto, che il personale infermieristico di cui si è preteso e si pretende: diploma di Laurea – formazione obbligatoria

ECM (Educazione Continua in Medicina), la cui assenza limita ogni carriera professionale. Di contro, vive quotidianamente esponenziali disagi, turni massacranti e carichi di lavoro inaccettabili, soccombe alla mancanza di personale OSS, (purtroppo quasi inesistente e i pochi restanti riqualificati dal lontano 2008 non sono stati ancora giuridicamente inquadrati) percepisce uno stipendio inadeguato – responsabilità professionali, finanche penali. “Dulcis in fondo” il personale addetto – è soggetto a screditi, oltraggi/maltrattamenti finanche fisici, per colpe non a loro addebitabili, ma a una politica assente/distante, assai lontano dal reale bisogno di chi soffre. È ora di dire basta… la UGL Sanità, non tollera che il personale avulso da ogni responsabilità e non deve soccombere per colpe altrui, che i cittadini malati bisognosi di assistenza e cure, trovino nel servizio sanitario: umanità – decenza – professionalità e soprattutto mantengano la irrinunciabile dignità”. Firmato: Il segretario provinciale UGL Rosa Roccatani.

Lazio, al Consiglio regionale approvato l’impegno per non chiudere i punti di primo soccorso

Durante il Consiglio regionale di ieri è stata approvata una mozione presentata dal capogruppo della Lega, Angelo Tripodi che impegnerà il presidente della Giunta ad attivarsi

nella Conferenza Stato-Regioni per modificare il decreto ministeriale 70/2015 e scongiurare la chiusura dei dodici punti di primo intervento presenti nel Lazio.


Civitavecchia

Civitavecchia, rinforzi al pronto soccorso entro l’estate

Il reparto di emergenza del San Paolo di Civitavecchia è ridotto a soli quattro medici in organico e in questi giorni si susseguono le riunioni tra i vertici della Asl Roma 4 e i dirigenti medici, principalmente del Dea e del Pronto soccorso per trovare soluzioni che non lascino mai sguarnito l'avamposto. A breve, comunque, assicura il direttore del Dea Marco Di Gennaro, arriveranno i rinforzi. Tentate, con scarsi risultati, tutte le strade ordinarie, dai ripetuti avvisi pubblici fino al concorso a tempo indeterminato, ora è arrivato il momento delle misure eccezionali. Il primo passo è la stipula della convezione con una cooperativa di specializzandi. Una manovra con la quale la Asl è riuscita a reperire due risorse a tempo pieno, che potranno garantire in totale dodici turni a settimana. Risorse che però non bastano a mettere in sicurezza il reparto, per cui c'è bisogno di un ulteriore sforzo. «Dobbiamo avvalerci anche di medici di libera professione spiega Di Gennaro - e stiamo valutando le modalità». Iniziative entrambe onerose per l'Azienda ma necessarie. «Per la fine di maggio - dice ancora il responsabile del Dea - contiamo di

mettere a sistema l'intero servizio e di assicurare al Pronto soccorso una piena copertura dei turni». In attesa che la Regione dia il via libera al concorso interaziendale che vedrà coinvolte le Asl Roma 4, 5 e 6. Le tre Aziende sanitarie, infatti, vedono da tempo soffrire i loro reparti d'urgenza a causa della mancanza di specialisti e la Pisana ha deciso di indire un unico bando di concorso con regole nuove. I professionisti che risulteranno idonei, infatti, andranno a comporre una graduatoria dalla quale i tre manager attingeranno e i medici non potranno rifiutare la chiamata, pena l'esclusione dalla lista. Inoltre saranno obbligati a rimanere nella sede per la quale sono stati selezionati per un minimo di tre anni. Intanto, lo stesso direttore del Dea sta svolgendo colloqui con i medici interni dell'ospedale per capire se c'è la disponibilità di svolgere prestazioni aggiuntive, magari proprio nella Breve osservazione. Insomma, il dirigente, in attesa delle nuove assunzioni, spera di poter contare sui professionisti del San Paolo per avviare le attività diurne del mini reparto. (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Civitavecchia, Pag. 37)

Amatrice, domenica inaugurazione della nuova sede della Croce Rossa

Domenica 19 alle ore 11:30 si terrà ad Amatrice l’evento che vedrà impegnate tutte le componenti di Croce Rossa Italiana per dimostrare ancora una volta l’attenzione e la partecipazione attiva alle esigenze della comunità amatriciana. I volontari, che avevano la sede dell’unità di Amatrice all’interno di un container, da domenica svolgeranno le loro attività in un alloggio di legno anche più consono al territorio montano di Amatrice. All’evento, che sarà patrocinato dal Comune di Amatrice e dalla Provincia di Rieti prenderanno parte tutte le autorità civili e militari. Il Presidente del Comitato di Rieti della Croce Rossa, Mario Cristallini ringrazia i dirigenti nazionali per l’attenzione costante dimostrata nel corso di questi anni spesi accanto ai terremotati e auspica che la stessa attenzione non venga meno anche allo spegnersi dei riflettori su Amatrice.

Viterbo, convegno sulla gestione moderna dei tumori cerebrali

Venerdì 17 e sabato 18 maggio, presso l’aula magna dell’Università degli Studi della Tuscia, si terrà il convegno “Tecnologia e rete in neurochirurgia: la sfida per una gestione moderna dei tumori cerebrali”. Responsabile scientifico dell’iniziativa è il direttore dell’Unità operativa di Neurochirurgia dell’ospedale di Belcolle, Riccardo Ricciuti. L’incontro è rivolto a un pubblico di specialisti che potranno assistere a lezioni tenute dai maestri italiani della materia. “La neurooncologia - spiega Riccardo Ricciuti - è una specializzazione che deve tener conto di una moltitudine di figure professionali, mediche e infermieristiche, ma anche del terzo settore. Soggetti indispensabili per creare una rete funzionale alle necessità dei pazienti che si trovano ad affrontare un percorso diagnostico - terapeutico impegnativo. (…) Lo sviluppo di un team che gestisca con approccio multidisciplinare queste problematiche è di fondamentale importanza per ottenere risultati gratificanti in termini di outcome funzionale e oncologico. Ma tutto questo non basta. I malati con una neoplasia cerebrale hanno bisogno di una rete che li segua e li faciliti nel loro particolare percorso. La centralità del medico di medicina generale, l’assistenza specialistica sul territorio e il grande ruolo svolto dalle associazioni di volontariato per i pazienti oncologici, chiudono poi il cerchio di un trattamento moderno che deve avere sempre in mente le necessità del paziente che rimane il centro del nostro lavoro”.


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Latina, arriva l'acceleratore lineare al Goretti e apre la Casa della Salute a Priverno

Ieri mattina, l'assessore alla Sanità e all'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato, accompagnato dal Direttore generale della Asl di Latina, Giorgio Casati ha prima inaugurato la Casa della Salute di Priverno in Via Madonna delle Grazie e poi il nuovo acceleratore lineare del reparto di radiologia dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina. "Le Case della Salute stanno registrando un continuo incremento degli accessi e i dati sulle prestazioni hanno registrato nei primi tre mesi dell'anno un importante aumento del +18% se confrontato con l'attività dei primi tre mesi del 2018. Nel complesso le prestazioni nei primi tre mesi dell'anno sono state oltre 715 mila – ha spiegato D'Amato al termine della cerimonia – Stiamo compiendo uno sforzo per implementare i servizi territoriali e di continuità assisten-

ziale come gli ambulatori aperti nei weekend e durante le festività e le Case della Salute.". Dopo il taglio del nastro alla struttura di via Madonna delle Grazie a Priverno, il tour si è spostato all'ospedale Goretti di Latina, per presenziare all'inaugurazione del nuovo acceleratore lineare in dotazione alla struttura complessa di Radioterapia oncologica dell'ospedale Goretti, diretta dal dottore Giancarlo Arcangeli che così avrà in dotazione due acceleratori lineari. Presente anche il sindaco Damiano Coletta. Il nuovo acceleratore, modello Sinergy, permetterà l'implementazione delle più moderne tecniche di radioterapia oncologica denominate IMRT e VMAT che rappresentano le più avanzate tecniche di radioterapia oncologica. Con queste è possibile adattare la distribuzione della dose terapeutica alla geometria, anche molto com-

plessa, di una massa tumorale consentendo di salvaguardare in modo ottimale i tessuti sani adiacenti, riducendo quindi la probabilità di complicanze. Ciò consentirà di erogare al tumore una dose più elevata che si traduce, per alcune patologie (es. la neoplasia della prostata), in un aumento della probabilità di controllo locale e quindi di guarigione. "In aggiunta all'attivazione del secondo acceleratore, - ha spiegato il direttore Giorgio Casati – stiamo implementando il personale medico e tecnico di radioterapia e questo porterà ad un abbattimento dei tempi di attesa dei trattamenti radioterapici". Le attività sanitarie del nuovo acceleratore partiranno il prossimo 3 luglio al termine di un opportuno periodo di formazione per il personale medico e tecnico infermieristico. (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Latina, Pag. 36)

39.000 italiani al pronto soccorso per intossicazione etilica nel 2017

Sono stati oltre 39.000 gli italiani finiti al pronto soccorso per intossicazione etilica nel 2017. Questo quanto emerge dalla Relazione del ministero della Salute al Parlamento sugli interventi in materia di alcol e problemi alcol correlati, diffusa alla vigilia dell'Alcohol Prevention Day. Nel corso del 2017 si sono verificati 39.182 accessi in pronto soccorso caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol. Di questi, il 70% si riferisce a uomini. La distribuzione degli accessi in pronto soccorso per triage medico mostra inoltre che il 64% avviene in codice verde, il 20% in codice

giallo, il 13,5% in codice bianco e il 2% in codice rosso. I dati disponibili più recenti relativi ai decessi totalmente attribuibili all'alcol si riferiscono all’anno 2015. Si evince che, in Italia, il numero di morti fra persone di età superiore a 15 anni per patologie alcol-attribuibili è pari a 1.240, di cui 1.016 (81,9%) uomini. Le percentuali corrispondono a circa 38 decessi per milione di abitanti tra gli uomini e a quasi 1 decesso per milione tra le donne. Le due patologie che causano il numero maggiore di decessi per entrambi i sessi sono le epatopatie alcoliche e le sindromi psicotiche indotte da alcol.


Ieri primo voto per stop a nomine politiche in sanità

E' stato votato ieri in Commissione Affari sociali alla Camera, nell'ambito del decreto Calabria, un emendamento M5s che prevede lo stop immediato delle nomine politiche in sanità, in attesa dell'approvazione di un disegno di legge più organico. Lo hanno annunciato il ministro della Salute, Giulia Grillo, ed il vicepremier Luigi Di Maio, in una conferenza stampa al Senato. "E' fondamentale rescindere il legame tra nomine politiche e sanità", ha detto Grillo. L'annuncio è stato dato durante la conferenza stampa al Senato 'Sì bravi medici, no ai raccomandati', nella quale è stato presentato il disegno di legge del Movimento 5 Stelle che prevede misure da mettere in campo per cambiare i criteri di nomina dei dirigenti e direttori sanitari. Nelle more "della riforma - ha spiegato la deputata Dalila Nesci - voteremo un emendamento affinché la rosa dei candidati

sia presentata ai presidenti delle Regioni sulla base di una graduatoria. E ciò per fornire una norma transitoria in attesa della legge. L'emendamento prevede, si legge, che "nelle more della revisione dei criteri di selezione dei direttori, e comunque non oltre 18 mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (ndr il decreto Calabria), la rosa dei candidati sia proposta secondo una graduatoria di merito sulla base dei requisiti maggiormente coerenti con le caratteristiche dell'incarico da attribuire". La sanità, ha sottolineato Grillo, "è un settore di altissima corruzione; per questo l'autonomia delle Regioni deve essere bilanciata dalla possibilità dello Stato di controllare e sanzionare le Regioni stesse, ma ciò oggi non è possibile e non esiste uno strumento normativo che consenta allo Stato di far valere tali principi". Il disegno di legge sulle

nomine sulla dirigenza sanitaria "che presentiamo oggi - ha chiarito Grillo - modifica il decreto legislativo dell'agosto 2016, sempre in materia di nomine sanitarie, nella direzione di una maggiore trasparenza. Questo ddl parte da quanto previsto dal contratto di governo. Si tratta di un tema che non può più essere rinviato perché per noi l'obiettivo di rescindere il legame tra politica e sanità è assolutamente prioritario". Alla conferenza stampa ha partecipato anche il presidente della Commissione Sanità del Senato Pierpaolo Sileri, il quale ha sottolineato: "Oggi si nominano i dirigenti sanitari sulla base di un albo, ma non basta: con questo ddl ci sarà anche un albo dei commissari chiamati a scegliere i candidati e che verranno sorteggiati. I direttori generali della sanità - ha concluso - saranno inoltre valutati nel loro lavoro in itinere e saranno rimossi se necessario.".

15 maggio