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La sanità nel Lazio vista dai giornali Giovedì, 14 giugno 2018

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente: Ancora fermo il Programma di Valutazione della salute della popolazione nel SIN Bacino del fiume Sacco” Con la Delibera di Giunta n.228 del 09 Maggio 2017, la Regione Lazio su proposta dell’Assessore all’Ambiente dell’epoca, Mauro Buschini, approvò il Programma di Valutazione sulla popolazione residente nel territorio del SIN Valle del Sacco, elaborato dal DEP Lazio. Uno strumento importante poiché: “gli esiti sanitari (in primis mortalità, malattie cardiovascolari e respiratorie) saranno studiati in relazione all’esposizione alla residenza. Verrà ricostruita la storia residenziale e ogni indirizzo di residenza verrà georeferenziato”. Il Programma, perciò, non riguarda solo i tumori ma tutta un’altra serie di patologie legate allo stato delle matrici ambientali nella Valle del Sacco, i cui risultati diventano strategici anche per la programmazione e l’attuazione di misure contro l’inquinamento atmosferico, la depurazione delle acque e l’uso dei suoli. Nonostante l’iniziativa sia finanziata nel bilancio regionale del 2017 e del 2018, di recente approvazione, al DEP Lazio non sono mai state trasferite le risorse per avviare lo Studio Epidemiologico. Perciò, ad oltre un anno dall’approvazione -la cui notizia fu data con grande enfasi dall’ex assessore Buschini e dal Presidente della Regione Zingaretti- il Programma è al palo. Per dirla con le parole del famoso commissario Montalbano, gli uffici regionali se ne “cata strafottono” della salute dei cittadini residenti nei Comuni del SIN Valle del Sacco, per non citare l’assoluta ignava della ASL di Frosinone per atti di sua esclusiva competenza, disinteresse che meriterebbe una valutazione in merito a possibili gravi reprimende ed interventi anche da parte del Ministero della Salute. Questo mentre l’aggiornamento dello Studio SENTIERI, che ha monitorato lo stato di salute dei residenti in tutti i SIN d’Italia fra cui quello della Valle del Sacco, ha certificato un drammatico aumento di pa-

tologie e decessi, in particolare per bambini ed adolescenti, come rilanciato dalle recenti notizie di stampa. Dati che per il nostro territorio sono ancora parziali visto che il Registro Tumori, sulla base del quale l’ISS elabora i dati di SENTIERI è attivo solo sulla carta, ma non ancora effettivamente operante per “inspiegabili” difficoltà organizzative e burocratiche. I ricercatori e redattori dello Studio SENTIERI hanno chiesto ai rappresentanti politici e delle pubbliche amministrazioni competenti, una scelta di responsabilità etica a favore della tutela del diritto costituzionale della salute dei cittadini e dei loro figli come sancito dall’Art.32. Temiamo, purtroppo, che neppure una pubblica condanna del loro operato possa indurre gli uffici regionali al rispetto di quanto deliberato dalla Regione, se non l’intervento del giudice amministrativo ed il rischio di pesanti sanzioni. Le associazioni Civis, Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro e Movimento Civico Paliano, nel Novembre 2017 avevano inoltrato agli uffici regionali una formale diffida ad adempiere, senza alcun esito. Le associazioni e comitati hanno, perciò, avviato una nuova azione: è pronto e sta per essere notificato il ricorso al TAR per imporre alla Regione Lazio l’avvio del Programma, considerato che non resta che la via giudiziaria. Prima della notifica del ricorso, le associazioni e comitati hanno deciso di fare un ultimo tentativo presso le nuove Commissioni Regionali Ambiente e Politiche Sanitarie alle quali hanno indirizzato una richiesta d’intervento, confidando in una maggiore attenzione rispetto alle precedenti, al fine di “costringere” gli uffici regionali e gli organi politici ad attuare il Programma di Valutazione Epidemiologica.


Anagrafe vaccinale: già presente il 40% degli alunni, oltre 3000 plessi scolastici

Regione Lazio, D’Amato: spero rinnovo contratti sanità privata, no a lavoratori di serie B

Anagrafe vaccinale, registrati oltre 3.100 scuole e istituti per un totale di oltre 313 mila alunni, circa il 40% della popolazione scolastica nella fascia 0-16 anni. Tutti gli Istituti scolastici stanno effettuando la registrazione chiedendo i codici di accesso all’Anagrafe Unica vaccinale. L’obiettivo è arrivare a completare tutte le registrazioni. Più vantaggi  per scuole e famiglie. Con l’attivazione dell’Anagrafe unica si semplifica la vita delle famiglie e delle istituzioni scolastiche: sarà infatti possibile sapere in tempo reale lo stato delle vaccinazioni su tutto il territorio regionale indipendentemente dall’Azienda sanitaria locale di residenza. Le scuole e i Servizi vaccinali delle Asl possono richiedere le credenziali di accesso all’Anagrafe unica regionale sul portale www.salutelazio.it. “Voglio ringraziare l’Ufficio scolastico regionale per la collaborazione dimostrata, gli istituti hanno tempo fino al  10 giugno per completare le procedure di registrazione. Questo sistema sarà inoltre completamente integrato con il Fascicolo sanitario elettronico al quale è possibile accedere tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)” – cosìAlessio D’Amato, assessore alla Sanità e l’Integrazione Socio-sanitaria.

“Auspico che ci possa essere un segnale di confronto fra le parti in causa per il rinnovo, dopo quello pubblico, del contratto del comparto della sanità privata. L’assistenza è uguale per tutti ed ogni professionista deve avere le medesime opportunità e tutele. La Regione Lazio si farà parte in causa anche in sede di Conferenza delle Regioni per chiedere che le parti interessate arrivino ad un accordo di rinnovo”. Così l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Convegno al San Camillo sul cancro ai polmoni Oggi e domani, al San Camillo, si terrà un convegno internazionale dedicato alla chirurgia toracica. Al centro dell’incontro: il trattamento chirurgico del tumore polmonare, patologia che ogni anno colpisce all’incirca 40mila persone in Italia e oltre 4.200 nel Lazio. A presiedere Giuseppe Cardillo, direttore del reparto di chirurgia polmonare dell’ospedale: «L’asportazione del tumore è la migliore arma a nostra disposizione. L’obiettivo deve essere di poter garantire l’operazione a un numero sempre maggiore di malati». Possibile solo attraverso «diagnosi precoce» della malattia. (Fonte: Il Corriere della Sera, Cronaca di Roma, Pag. 6)

Roma, al Gemelli si inaugura il Centro di Farmacologia Clinica di Genere e il Giardino Terapeutico Lunedì 18 giugno 2018 avrà luogo a Roma l’inaugurazione del Centro di Farmacologia Clinica di Genere e del Giardino Terapeutico all’interno del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. I lavori avranno inizio alle ore 16.00 presso l’Aula Brasca del Policlinico A. Gemelli per proseguire alle ore 17.00 con l’inaugurazione e la visita dell’innovativo Centro di Farmacologia Clinica e dell’originale Giardino Terapeutico ubicato al 10° Piano, Ala O, dell’ospedale universitario. Interverranno: Franco Anelli, Rettore dell’Università Cattolica, Giovanni Raimondi, Presidente Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Marco Elefanti,Direttore Generale Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Rocco Bellantone, Preside Facoltà di Medicina e chirurgia Università Cattolica,  Giovanni Scambia, Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Direttore Dipartimento Salute Donna e Bambino,  Riccardo Ma-

setti, Direttore UOC di Chirurgia Senologica. La descrizione tecnica del progetto è affidata a Romano Berluti,  Responsabile Ufficio Tecnico del Gemelli e aSimona Totaforti, Direttore Centro studi RELAB - Studies for Urban Re-Evolution. Interverranno inoltre il critico d’arte  Paolo Balmas  e  Resi Madia,  Presidente dell’Associazione Oppo e le sue stanze, che ha  contribuito alla nuova realizzazione. Il Centro di Farmacologia Clinica di Genere e il Giardino Terapeutico, spiega la Fondazione in una nota, “sono due progetti innovativi che vogliono ridefinire il concetto di umanizzazione degli spazi di cura attraverso l’incontro tra scienza medica, natura, eccellenza tecnologica e design biofilico. In particolare, il Centro di Farmacologia Clinica di Genere è dedicato alla conduzione di studi di fase 1, una sperimentazione fondamentale per capire il comportamento di una molecola nell’organismo delle pazienti e per la personalizzazione dei trattamenti medici”. Il Giardino Terapeutico che si apre lungo il corridoio d’ingresso dello stesso reparto è stato realizzato secondo i


principi del design biofilico e del design evidence based per consentire una riconnessione degli individui con l’ambiente e la natura capace di determinare benefici terapeutici misurabili e di favorire una migliore risposta ai trattamenti. “Si tratta delle prime due tappe di un più ampio progetto di ricerca avviato nel 2017 dalla Fonda-

zione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS all’interno del Dipartimento Salute Donna e Bambino, in collaborazione con il Centro Studi ReLab - Studies for urban Re-Evolution composto da sociologi urbani, architetti, psicologi sociali, musicisti ed esperti del paesaggio”, spiega la nota.

Tivoli, potenziata oculistica: liste d’attesa ridotte da 14 a 5 mesi Potenziati i servizi di oculistica nell'ospedale di Tivoli, che sarà aperto anche il lunedì pomeriggio, e si lavora per migliorare il poliambulatorio di Vicovaro. La struttura, insieme agli ambulatori del glaucoma, della retinopatia diabetica e della maculopatia, rappresenta una delle eccellenze dell'Azienda sanitaria. Una rete che assicura circa 50mila prestazioni e 3 mila interventi ogni anno nei tre presidi, quello tiburtino e quelli attivati negli ospedali di Subiaco e Monterotondo. Dalla Asl fanno sapere che l'Oculistica di Tivoli in un anno ha ridotto le liste di attesa da 14 a 5 mesi. Inoltre in arrivo ci sono nuove strumentazioni tra cui anche un biome-

tro, un microperimetro, un topografo corneale, un fluoroangiografo e un ecografo. L'ambulatorio apre alle 14 e per accedere occorre la prenotazione, da prendere o al Cup dell'ospedale di Tivoli o al numero verde regionale 80.33.33. A Vicovaro, invece, l'Asl è al lavoro per rilanciare e potenziare l'attività del poliambulatorio. Riattivato il servizio di vaccinazioni e presto verrà riattivato anche il punto prelievi. Intanto si lavora alla revisione degli orari destinati alle specialistiche per potenziare le attività e alla possibilità di istituire la figura dell'Infermiere di comunità. (Fonte: Il Messaggero, Area Metropolitana, Pag. 39)

Velletri, Tac guasta: pazienti dirottati ad Albano Si rompe la Tac al Pronto soccorso dell'Ospedale di Velletri e si blocca l'omologo reparto al nosocomio di Albano. Ieri ben nove autoambulanze hanno stazionato per una decina di ore all'Ospedale di Albano, congestionato per l'arrivo di pazienti gravi e traumatizzati, provenienti da Velletri. L'episodio dimostra l'estrema fragilità del sistema della medicina d'urgenza del territorio dei Castelli romani. Per fortuna, dal nord Italia è arrivato il pezzo di ricambio che è stato subito montato per rimettere in funzione la Tac e stamattina tutto dovrebbe essere ritornato normale. Puntuale l'intervento dei sindacati: «I reparti di Medicina d'urgenza - afferma Remo Polverini, responsabile Rsu della Cisl aziendale Asl Rm6 - soffrono per carenza di strutture e per mancanza di personale. Purtroppo non ci sono nuove assunzioni, i posti lasciati vuoti dai medici e dagli infermieri pensionati non ven-

gono coperti da nuovi assunti. Il personale è vecchio e costretto a fare lunghi turni di lavoro. Speriamo che tutto possa tornare normale con l'apertura del Nuovo Ospedale dei Castelli Romani». Ad aggravare la situazione dei Pronto soccorso c'è anche la carenza dei posti letto. La situazione potrebbe aggravarsi nel periodo estivo, quando per concedere il giusto risposo ai dipendenti si dovrà fare un piano ferie che preveda l'accorpamento di vari reparti. Una soluzione potrebbe venire dall’apertura del Nuovo Ospedale dei Castelli che, secondo i dirigenti dell'Asl Rm6, dovrebbe aprire il 18 dicembre 2018. Contestualmente all'apertura del Nuovo Ospedale dovrebbero chiudere i nosocomi di Velletri e Genzano, mentre è stato già trasformato in Casa della Salute lo Spolverini di Ariccia. (Fonte: Il Messaggero, Area Metropolitana, Pag. 39)

Rieti, spettacolo teatrale organizzato dalla Asl con i malati del centro semiresidenziale DSM Un pomeriggio di teatro e arte terapia per riflettere sul ruolo della sofferenza e del disagio e sulle possibilità che tali esperienze possano essere impronta di rinascita e di speranza. E’ con questo intento che la

Direzione Aziendale della Asl di Rieti, grazie al contributo del personale medico ed infermieristico del Dipartimento di Salute Mentale, ha organizzato, per venerdì 15 giugno a partire dalle 17,30 nel giardino e


negli spazi interni del Centro diurno di Rieti uno spettacolo che conclude il percorso riabilitativo svolto con i pazienti che frequentano il centro semiresidenziale del DSM. Durante l’Evento, da titolo “I colori nel buio”, verranno condivise le esperienze delle attività dei laboratori di teatro e di arte terapia, coordi-

nati da Francesca Paiella e Mariachiara Pagone della comunità Emmanuel. L’evento coinvolge oltre agli operatori, ai pazienti e le famiglie, i sanitari degli altri servizi psichiatrici. L’invito è altresì esteso ai dipendenti della ASL e alle persone della città di Rieti.

Civitavecchia, sabato partirà missione umanitaria della Asl verso lo Zambia Sabato partirà una missione umanitaria della Asl Roma 4 a favore dell'ospedale di Chirundu - Mtendere Mission Hospital in Zambia. Il direttore generale Giuseppe Quintavalle accompagnato da Mauro Mocci e Tommaso Gargallo, atterrerà a Lusaka dove verrà accolto dall'ambasciatore italiano e accompagnato a Chirundu. Grazie a suor Erminia, la Asl Roma 4 ha risposto all'appello di aiuto dell'ospedale di Chirundu, che aveva un gastroscopio collegato a una colonna endoscopica vecchia e non più funzionante. Suor Erminia, direttore sanitario dell'ospedale, ha inviato il

gastroscipio in Italia, la Asl Roma 4 lo ha aggiustato e ha donato una nuova colonna endoscopica. L'ospedale di Chirundu grazie a Suor Erminia ha sviluppato progetti di prevenzione all'hiv e in particolare progetti dedicati alle donne, per ridurre l'alta percentuale di mortalità materna. Con cadenza mensile una equipe di medici dell'ospedale di Chirundu raggiunge i villaggi nella savana per vaccinare i bambini e visitare le donne in gravidanza. La missione dell'Asl durerà una settimana. (Fonte: Il Messaggero, cronaca di Civitavecchia, Pag. 37)

Rieti, 118: 4 mesi per le emergenze condivise La data precisa non c’è ma l’Ares ha indicato il 31 luglio come limite per lo spostamento del centralino che smista le chiamate del 118 da Viterbo a Rieti al fine di creare un’unica entità. Ma perché tutto funzioni senza ripercussioni servirà un periodo ponte per “sviluppare una competenza omogenea nel personale delle due équipe ex centro operativo di Rieti e di Viterbo relativa ai rispettivi cartografici al fine di evitare difficoltà nella gestione dei soccorsi” e “realizzare procedure condivise per l’omogenea gestione dei soccorsi nelle due province”. Nel concreto, l’azienda che gestisce le emergenze nel Lazio ha proposto ai sindacati un progetto (per 120 giorni) dall’effettiva migrazione della centrale: un periodo in cui servirà il “supporto in affiancamento del personale infermieristico di Viterbo per quello di Rieti e viceversa, al fine di acquisire competenza integrata sui rispettivi carto-

grafici, nella fase di start up, finalizzato a garantire il regolare svolgimento dei soccorsi nelle due province”. L’intenzione dell’Ares è di coprire il servizio da Rieti con due postazioni infermieristiche h24 (turno diurno dalle 8 alle 20 e dalle 20 alle 8) e una postazione h12 dalle 8 alle 20. Da Viterbo dovranno spostarsi solo un addetto alla centrale operativa per il turno diurno e uno per il notturno nella fase di affiancamento. Per la trasferta, oltre all’indennità verrà riconosciuto un surplus dal fondo della produttività, insieme al rimborso chilometrico per utilizzo dei mezzi propri. I sindacati hanno proposto di ridurre il progetto a 60 giorni per valutarne la riuscita e hanno anche chiesto un impegno affinché vengano reperiti fondi aziendali o regionali per compensare i disagi dei lavoratori, anziché usare quelle contrattuali. (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Rieti, Pag. 36)

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