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La sanità nel Lazio vista dai giornali Martedì, 14 gennaio 2020

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a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Ciociaria, Pompeo convoca tavolo con i Comuni di fascia A per l’emergenza ambientale

TG24Info – Il Messaggero / Il Presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, ha convocato un tavolo di coordinamento per le azioni da intraprendere in materia di interventi sulla qualità dell’aria con i Comuni di fascia A. L'incontro che si terrà venerdì 17 gennaio 2020 alle ore 15 servirà a coordinare azioni e misure da porre in essere in maniera congiunta per contrastare il preoccupante fenomeno dell’inquinamento atmosferico. Al tavolo sono stati invitati i Comuni di Frosinone, Cassino, Sora, Alatri, Anagni, Ceccano e Ferentino, quelli, cioè, che presentano maggiori criticità in tema di qualità dell’aria. “È necessario che i Comuni - sottolinea Pompeo -

agiscano in sinergia e pianifichino insieme misure efficaci per contrastare l’inquinamento e garantire la tutela della salute pubblica. Un problema molto sentito nel nostro territorio, come dimostrano tutte le statistiche e gli studi di settore. La Provincia pone grande attenzione all’ambiente che, necessariamente, deve essere affrontato in un’ottica integrata e condivisa tra le maggiori realtà territoriali della provincia”. Il presidente Pompeo annuncia, inoltre, che si stanno già predisponendo altre risorse a sostegno della collettività che saranno destinate ad abbattere gli agenti inquinanti. (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Frosinone, Pag. 32)

Ceccano, donati pigiamini e beni alimentari alle famiglie dei bambini ricoverati nella provincia di Frosinone

Sabato a Ceccano, l'Acis ha organizzato una giornata per i bambini meno fortunati ricoverati presso i presidi ospedalieri della provincia di Frosinone. E tra i tanti che hanno preso parte all'iniziativa, si è distinta la Ditta Ottica Bucciarelli di Ceccano che insieme a Daniele Panella dell’Avis di Ceccano e a Patrizia De Silvestri dell’avis Provinciale di Frosinone hanno donato all’Associazione “Sara un Angelo con la Bandana ONLUS”, pacchi contenenti pigiamini, indumenti intimi e beni alimentari per l’infanzia. "Ci auguriamo che tale gesto - dicono gli organizzatori - sia da monito anche per tante altre persone che con un piccolo aiuto possono davvero fare qualcosa di importante per le famiglie meno abbienti del nostro territorio".

Ciociaria, il report dei Medici di Famiglia per l’Ambiente: “Esposizione record alle polveri”

Il report dell'associazione Medici di famiglia per l'ambiente Frosinone conferma quanto sia critico questo primo frangente del nuovo anno sul fronte dell'inquinamento atmosferico. L'associazione ha messo a confronto i dati dei primi dieci giorni dell'anno scorso e quelli di quest'anno rilevati dalle centraline Ancler. L'esposizione alle polveri sottili, Pm10 e Pm2,5 è raddoppiata in due zone nevralgiche del capoluogo: la villa comunale di via Marco Tullio Cicerone e la scuola Pietrobono, in zona Scalo. «E maggiore è il tempo di esposizione, più è alta la concentrazione, maggiore è il danno ed il rischio di sviluppare malattie gravi e mortali», sottolinea il presidente dell'associazione Giovambattista Martino. Il Comune, visto il prolungarsi dell'emergenza, sta valutando l'ipotesi dell'iniziativa di un lunedì ecologico, come fatto due anni fa. Il blocco delle auto, per quanto non consenta di abbassare in maniera così significativa la concentrazione di polveri sottili, se non altro può sensibilizzare la cittadinanza ad adottare abitudini meno impattanti sul piano dell'inquinamento atmosferico. (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Frosinone, Pag. 32)


I sindacati chiedono immediata applicazione del nuovo contratto per medici e dirigenti sanitari

Sulla testata online Quotidianosanità è stata pubblicata una lettera indirizzata dai sindacati medici e della dirigenza sanitaria del Ssn alle Direzioni Generali degli Enti Pubblici del Ssn per chiedere l'immediata applicazione del nuovo contratto firmato il 19 dicembre scorso. Ecco il testo della lettera: "Le sottoscritte OO. SS. della Dirigenza Medica, Veterinaria, Sanitaria e delle Professioni Sanitarie, con la presente, chiedono l’immediata applicazione, sin dal corrente mese di Gennaio, di quanto previsto dal CCNL sottoscritto in via definitiva in data 19 Dicembre 2019, ai fini dell’adeguamento economico previsto e dell’erogazione in unica soluzione degli arretrati maturati a partire da Gennaio 2016. Richiedono altresì l’immediata applicazione di tutti gli effetti economici e normativi che “decorrono dal giorno successivo alla data di sottoscrizione” secondo quanto previsto dal comma 2, art.2 del CCNL e di quelli che “decorrono dall’anno successivo a quello di sottoscrizione dell’ipotesi di accordo” sottoscritta a Luglio 2019 secondo quanto previsto dal comma 3 dell’art. 91, comma 1 art. 92, comma 1 art. 94, comma 1 art. 95

e comma 1 art. 96, con particolare riferimento a: ricongiungimento, anche attraverso auto-certificazione, dei “periodi di effettiva anzianità di servizio maturata in qualità di Dirigente, anche a tempo determinato, anche presso Aziende od Enti di cui all’art. 1 (campo di applicazione), nonché i periodi relativi ad attività sanitarie e professionali effettuate con incarico dirigenziale o equivalente alle funzioni dirigenziali in ospedali o strutture pubbliche dei paesi dell’Unione Europea con o senza soluzione di continuità” (art. 18 comma 4 e art 92 comma 1); adeguamento della retribuzione di posizione parte fissa secondo tempistica e valori riportati nella tabella dell’art. 91 comma 3 e modalità previste dall’art. 91 comma 5; piena e tempestiva applicazione della “clausola di garanzia” della retribuzione di posizione dei dirigenti prevista in prima applicazione dall’art. 92 comma 1 e successivi e con decorrenza prevista dall’anno successivo a quello di sottoscrizione dell’ipotesi di accordo” sottoscritta a Luglio 2019 secondo quanto previsto dal comma 1 art. 92, nei valori minimi previsti dal comma 2 e con diritto di “erogazione prevista dal 1°

giorno del mese successivo a quello in cui gli scaglioni di anzianità di servizio dei 5, 15 e 20 anni sono maturati” art 92 comma 4; adeguamento delle indennità secondo maggiorazioni previste per quelle “di guardia e/o festive” art 26 comma 5, di rischio radiologico art 99, di ufficiale di polizia giudiziaria art. 100. a decorrere dall’anno successivo alla data di sottoscrizione del CCNL secondo quanto previsto dal comma 2, art. 2. Sollecitano, infine, l’avvio immediato della Contrattazione Collettiva Integrativa per la piena applicazione di tutti i restanti aspetti normativi modificati nel nuovo CCNL 2016/2108. Ringraziando anticipatamente per l’attuazione di quanto sopra, inviano distinti saluti. Firmato: Carlo Palermo, ANAAO ASSOMED; Alessandro Vergallo, AAROI-EMAC; Corrado Bibbolino, FASSID (AIPAC AUPI - SIMET - SINAFO - SNR); Andrea Filippi, FP CGIL Medici e Dirigenti SSN; Aldo Grasselli, FVM Federazione Veterinari e Medici; Roberto Bonfili, UIL FPL Coordinamento Nazionale delle aree contrattuali medica, veterinaria sanitaria; Biagio Papotto, CISL Medici

Roma, riapre il consultorio di via Silveri: la Regione fa dietrofront

Per ora sono quattro stanze senza ingresso autonomo, ma almeno è stato riaperto il consultorio familiare di via Silveri, nel quartiere San Pietro Cavalleggeri, chiuso a settembre dalla Regione e trasferito a Montespaccato. Ma le proteste del Coordinamento delle assemblee delle donne dei consultori e del Laboratorio San Pietro Cavalleggeri hanno portato la Regione a riaprire una struttura che assicura gratis servizi sanitari e sociali a oltre 1400 donne ogni anno, con assistenza dedicata a vittime di violenza e persone con fragilità. Il bacino del consultorio è il XIII Municipio: San Pietro, Aurelio, Boccea. Non mancano i problemi: servono altre stanze, un ingresso autonomo e spazi idonei per corsi di educazione sessuale e affettiva, importanti per prevenire violenze di genere

e malattie. «È un tema serio - spiega Giorgio de Santis del Laboratorio - un consultorio è un anello fondamentale tra sanità pubblica, prevenzione e quartiere». Ma la capitale è in affanno, soprattutto in periferia. Nel Lazio i consultori erano 142 nel 2016 e al momento sono 125, di cui meno di 80 a Roma, molti aperti solo la mattina. «Dovrebbero essere uno ogni ventimila abitanti - spiega Gabriella Marando del Coordinamento - la Regione ha fatto i bandi, aspettiamo. E sarebbe opportuno dedicare spazi a omosessuali e transgender». Qualcosa si muove: Regione e Asl Roma 1 apriranno in primavera un consultorio in via Jacobini con un’area per l’allattamento, ludoteca e biblioteca. (Fonte: La Repubblica, Cronaca di Roma, Pag. 7)


Roma

Roma, scatta l’emergenza influenza: pronti soccorso nel caos

Accessi record negli ospedali romani dovuti al picco di febbre e influenze. La fotografia dell'emergenza racconta di mezzi del 118 tenuti in ostaggio nei piazzali dei nosocomi capitolini perché gli equipaggi non riescono a tornare in possesso delle lettighe su cui hanno portato i pazienti. Così di fronte al Sant'Andrea, al Policlinico Casilino, al Vannini, a Tor Vergata, all'Umberto I, al San Giovanni e al Sant'Eugenio, si formano lunghe code di mezzi del 118 e delle misericordie fermi. Nel frattempo fuori si formano capannelli di operatori in tuta arancione costretti a un'attesa snervante. Non va meglio nemmeno in provincia: a metà giornata, ieri, c'erano 6 ambulanze inchiodate a Frascati senza potere lasciare il pronto soccorso dei Castelli. Il risultato? «Che le ambulanze sono costrette a più lunghe percorrenze per raggiungere il luogo di un intervento, il tempo dei soccorsi aumenta e cresce il rischio di ritardi e di aggressioni nei confronti del nostro personale alle prese con utenti esasperati», tuona Stefano Barone, segretario provinciale NurSind Roma, il quale chiede «un intervento immediato della Regione, con lo sblocco

delle assunzioni degli infermieri vincitori di bando al Sant'Andrea» e «il ritiro della delibera varata alla vigilia del Capodanno con l'ulteriore privatizzazione del 118». Domenica tutti i pronto soccorsi capitolini alle dieci di mattina erano già dati per «chiusi» a eccezione di quello dell'Isola Tiberina e del S. Spirito. Entrambi divenuti offlimits nel giro di poche ore. È da mezzogiorno alle 16, infatti, che si registra il più alto numero di accessi. «Le nostre barelle - aggiunge Alessandro Saulini, segretario NurSind Ares 118 per assurdo vengono trasformate in posto letto in attesa del ricovero e tutto ciò comporta disagi all'intero sistema del soccorso d'emergenza, fino a dimezzare le ambulanze sul territorio». I numeri parlano di 40 equipaggi bloccati ieri, con picchi di 50 nei giorni scorsi. Dall'inizio dell'anno sono 12mila gli interventi richiesti agli operatori dell'Ares 118. Contro il fermoambulanze si stanno prendendo le prime contromisure. La Regione Lazio, per prima, su input dell'assessore Alessio D'Amato, ha recepito le linee guida dell'accordo Stato-Regioni emanando il decreto 453 con il Piano per la gestione del sovraffollamento

nei pronto soccorsi. Sono stati istituiti, fra l'altro, nuovi codici di triage per una più efficace distribuzione delle emergenze e un gruppo di lavoro composto da medici in prima linea che sta curando tutto il profilo dell'emergenza. Così, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, prendendo in considerazione la finestra 23 dicembre - 7 gennaio, la situazione appare migliorata almeno in relazione ai tempi d'attesa. Sono stati, infatti, attivati 243 posti letto dedicati ai ricoveri da pronto soccorso e ne sono previsti altri 485 secondo la curva del picco influenzale da qui a fine febbraio. «Si è avuta una riduzione del 30% di attesa per coloro che hanno bisogno di un ricovero da pronto soccorso - afferma il coordinatore dell'equipe, il dottor Sergio Ribaldi - In termini di ore la riduzione media è stata di meno 7 ore e 29 minuti. Per chi deve tornare a casa, invece, la riduzione dei tempi d'attesa è stata del 13%». Il blocco ambulanze viene monitorato 5 volte al giorno e una persona in ogni pronto soccorso, prevede il decreto, deve essere dedicata a sbrogliare l'impasse del blocco-barelle. (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Roma, Pag. 37)

Bengasi Battisti: “Posti a rischio per i lavoratori dell’Ares 118, Zingaretti non permetta un’ingiustizia”

"Ho condiviso con questi operatori (le lavoratrici e i lavoratori della emergenza sanitaria Ares) ore di lavoro, emozioni, sconfitte e vittorie. Abbiamo gioito quando ha ripreso un battito o un respiro, abbiamo sofferto di fronte alle mancate riprese dei parametri nonostante generosi e competenti sforzi. In ogni ora del giorno e della notte giovani professionisti, donne e uomini competenti e motivati con l’entusiasmo di chi è consapevole di con-

tribuire all’affermazione del diritto inalienabile alle cure. Solidarietà piena con la speranza che il presidente Zingaretti e tutti coloro che hanno responsabilità di governo non permettano questa ingiustizia. Noi intanto ci mobiliteremo al loro fianco. Il volontariato che sottrae lavoro è sfruttamento. Fonte: Bengasi Battisti, presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi e chirurgo d’urgenza presso l’ospedale Belcolle di Viterbo."


Silvia Blasi (M5S): “La Regione continua a indebitarsi e la sanità è allo sbando”

«I conti della Regione sono in ordine e la sanità del Lazio va così bene che siamo usciti dal commissariamento. No, non è 'Balle Spaziali' di Mel Brooks ma sono affermazioni che si leggono sulla stampa locale ma le carte dicono tutt'altro. Non vogliamo fare della facile ironia perché la realtà di una Regione disastrata e della sanità allo sbando è sotto gli occhi di tutti; facciamo solo presente alcuni dati desunti da documenti ufficiali: dall'analisi dei Bilanci di previsione finanziaria dell'ultimo triennio nei quali sono riportati, tra numerosi altri dati, i consuntivi relativi all'anno precedente, si evince come vi sia un aumento dell'esposizione debitoria della Regione: si passa infatti da 21,3 miliardi del 2016 a 22 del 2017, a 22,7

miliardi desunti dall'ultimo consuntivo. Ad oggi Nicola Zingaretti è ancora Commissario straordinario della sanità laziale (così come previsto dalla delibera del Consiglio dei Ministri del 21 Marzo 2013) tanto che continua ad emettere Decreti in tema sanitario. Il 30 dicembre 2019, ad esempio, ne ha emessi addirittura 5: U00523, U00524, U00525, U00526, U00527'. Quindi i conti sono talmente in ordine che la Regione continua ad indebitarsi e la sanità va talmente bene che non è più commissariata anche se Zingaretti continua ad emettere decreti... in qualità di commissario ad acta. Se non fosse la realtà ci sarebbe da ridere». Firmato: Silvia Blasi consigliere regionale Movimento 5 stelle

Rieti

Rieti, intervista alla DG Asl D’Innocenzo

Tra meno di due mesi, la dirigenza generale della Asl di Rieti di Marinella D'Innocenzo raggiungerà i due anni. Sono in molti a ritenere che, dal suo insediamento, ci sia stato un cambio di marcia nella sanità reatina ma ultimamente si sono moltiplicate le critiche. Di questo e di altro si parla in un'intervista rilasciata al Messaggero di Rieti di cui riportiamo un estratto. «Non c'è dubbio che ad ogni azione di cambiamento corrispondono azioni di resistenza. Le critiche, se costruttive, consentono sempre di migliorare, ma non si possono negare i tanti interventi effettuati. Abbiamo aumentato l'offerta: nuove attività, sia mediche sia chirurgiche oltre che diagnostiche alla Casa della salute di Magliano, l'attivazione della struttura riabilitativa, la prima nel Lazio a gestione pubblica a Poggio Mirteto, le nuove attività chirurgiche a Sant'Elpidio, Osteria Nuova e Antrodoco. C'è stato poi lo sforzo per mantenere l'offerta sanitaria anche per le zone del sisma e garantire nuovi servizi come il potenziamento dell'assistenza domiciliare». E per il de Lellis? «Qui abbiamo migliorato le performance in

cardiologia, istituito il Centro di riferimento di diabetologia e quello per la reumatologia. Abbiamo aperto il reparto di oncologia. Abbiamo rivisitato l'organizzazione del Pronto soccorso e investito su apparecchiature d'avanguardia, siamo in attesa di un nuovo acceleratore lineare per la radioterapia e inizieremo a breve il rifacimento di tutta la Centrale di sterilizzazione. Sul territorio sono terminati i lavori per la nuova struttura della Rems. In soli due anni abbiamo assunto oltre 350 lavoratori e stabilizzato decine di precari, mentre sono in corso le procedure per direttori di struttura complessa.». Cosa non farebbe più? «Alcune valutazioni, ad esempio sulle persone, sono state sbagliate e non le rifarei. Avrei dovuto agire in modo più risolutivo su alcuni aspetti di organizzazione dell'assistenza ospedaliera come la gestione del percorso chirurgico, la programmazione delle attività operatorie. La chirurgia generale e oncologica sono le attività ospedaliere su cui bisogna migliorare». Come si può ridurre la cosiddetta migrazione sanitaria? «Migliorando la qualità delle prestazioni. Dobbiamo es-

sere più attrattivi e investire sui professionisti: se sono riconosciuti come competenti, le persone si affidano a loro.». E sulle liste di attesa? «Stiamo lavorando con buoni risultati. Nel quadro regionale risultiamo la migliore azienda, ma non vuol dire che non ci sia ancora molto da fare. Con la migrazione al nuovo sistema regionale, abbiamo avuto rallentamenti: quando si passa da un sistema all'altro senza potersi fermare mai, è fisiologico che si creino disagi, ma abbiamo provveduto subito a risolverli o attutirli». Rimpiange la dipartita, per candidarsi alle scorse regionali, dell'ex direttore sanitario Paolo Anibaldi? «Si dice che squadra che vince non si cambia ed è noto a tutti che mi sono trovata molto bene a lavorare con il dottore Anibaldi. Candidarsi, è stata una sua scelta e l'ho accettata se pur dispiaciuta. Questa Asl ha bisogno di persone che svolgono la funzione di direzione strategica con competenza e cuore. Adesso abbiamo due sfide da vincere: la costruzione di due nuovi ospedali e tre Case della salute». (Il Messaggero, Cronaca di Rieti, Pag. 31)


Rieti, emergenza sangue gruppi 0- e A-

"Gennaio è un mese molto critico per il Centro Trasfusionale dell’Ospedale de Lellis di Rieti. Vogliamo informare tutti i Reatini che ogni anno in questo periodo si crea una carenza di Donazioni! Stiamo chiamando i Nostri Donatori e Donatrici specialmente dei gruppi 0 Neg e A neg!!!!! Il nostro appello è esteso a tutti i cittadini che magari non hanno mai pensato di Donare! Forse questo è il momento buono! Contattateci al numero 0746 200655 oppure scriveteci a avisrieti@libero.it". Così in una nota l’Avis Rieti.

14 gennaio