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La sanità nel Lazio vista dai giornali Sabato, 14 gennaio 2016

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Vaccini ad ogni età. Ora saranno gratuiti. L'obiettivo è quello di far vaccinare tutte le categorie indicate. Il mezzo è quello di offrire gratuitamente, quindi senza pagamento del ticket, i vaccini vecchi e alcuni nuovi, come quelli contro il meningococco B e contro lo pneumococco. Ci sono non poche novità nel nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018, allegato ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) varati due giorni fa. A renderlo operativo spetterà però alla Conferenza Stato-Regioni, che si riunirà il prossimo giovedì. Nei Lea è stata tra l'altro inserita anche la fecondazione assistita eterologa. Il nuovo Piano, finanziato con 100 milioni di euro per il 2017, 127 milioni per il 2018 e 186 milioni per il 2019, prevede la somministrazione gratuita ai bambini dei vaccini contro il meningococco B, la varicella, il rotavirus e l'epatite A, l'estensione agli adolescenti maschi del vaccino contro il papilloma virus e ai 65enni di quelli contro pneumococco ed Herpes Zoster. In pratica, sono stati considerati i soggetti a rischio di tutte le età. Nel dettaglio, con l'entrata in vigore del nuovo piano per i bambini sono previsti, entro il primo anno d'età, il vaccino esavalente contro difterite, tetano, pertosse, poliomelite, e poi Haemophilus influenzae di tipo B, l'anti-epatite B. Dal secondo anno di vita scattano poi i richiami per l'esavalente e i vaccini contro morbillo-parotite-rosolia e contro la varicella (possibile anche il quadrivalente). Entra anche il vaccino contro il meningococco B, oltre a quello contro l'epatite A. A 12 anni d'età è poi prevista la vaccinazione anti-papillomavirus, per le femmine e, novità, anche per i maschi. Per l'età adulta sono previsti normalmente i richiami per alcuni di questi vaccini, mentre per le persone con un'età uguale o superiore ai 65 anni è consigliata la vaccinazione anti-influenzale. Consigliato anche, e queste sono le novità del nuovo piano, l'anti-pneumococco e l'anti Herpes zoster. Previsti poi vaccini gratuiti per alcune categorie a rischio, come l'anti-epatite A e B per tossicodipendenti e soggetti af-

fetti da epatopatie croniche. Il messaggio lanciato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è che «i vaccini non sono da considerarsi una cura ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione». Per Carlo Signorelli, presidente della Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva (Siti), il nuovo piano potrà anche diminuire l'esitazione dei genitori a vaccinare. «Il piano ha recepito le indicazioni scientifiche dalle nostre società in senso ampio - spiega Signorelli - proteggendo da tutte le malattie per cui esistono coperture efficaci. Noi abbiamo sempre detto che però il piano è solo l'inizio, non è che con i buoni calendari sia finita la partita. Serve un grande impegno sul fronte informativo e organizzativo, bisogna continuare l'opera per convincere la popolazione che i vaccini sono utili, e dall'altra parte aumentare le modalità di offerta perché c'è un raddoppio delle dosi nella vita di una persona, e siccome sono tutti forniti dal Servizio Sanitario Nazionale bisogna pensare a come somministrarli». Il piano, secondo Signorelli, era necessario per evitare le differenze regionali nell'offerta che ci sono oggi. «Questo è il più grande problema attuale, a causa del quale la possibilità di essere protetti dipende dalla zona in cui si vive senza nessuna giustificazione epidemiologica. Ora invece tutti avranno la protezione dalla varicella, tutti dalla meningite, e non solo nell'infanzia perché ci saranno i richiami, i maschi saranno protetti per l'Hpv, un vaccino che protegge da almeno sette tumori, solo per fare degli esempi». Anche l'obbligo che alcune Regioni stanno per introdurre nei bimbi iscritti ai nidi può essere d'aiuto, secondo Signorelli. «Noi siamo sempre contro la sanità pubblica dell'obbligo, ma in un momento come questo la richiesta del certificato vaccinale risponde a emergenze contingenti, alla necessità di ridurre la circolazione di patologie, e può ridurre quei ritardi che hanno alcune famiglie nel vaccinare». Fonte: Il Messaggero - Edizione Nazionale - pag. 9


Caos al Fiorini, paziente steso a terra Si lavora a ritmi estenuanti e senza sosta, in un pronto soccorso che per numero di accessi, con riferimento agli ospedali pubblici, è secondo solo al Policlinico Umberto I di Roma. Ma con un terzo dei posti letto disponibili: circa 450 a fronte dei 1.500 degli ospedali della Capitale. E così nei corridoi del pronto soccorso del Goretti i malati sostano in barella per ore, a volte per giorni, in attesa del ricovero. Il picco si è raggiunto giovedì, con 45 pazienti in attesa e complessivamente 180 visitati in tutta la giornata. Ieri invece, poco prima delle 13, nelle sale del pronto soccorso c'erano circa 100 persone, di cui 27 in attesa di ricovero. La maggior parte anziani. E' una situazione più o meno fisiologica durante l'inverno spiegano dall'ospedale ma quest'anno si è aggravata a causa delle temperature più rigide e di un'epidemia influenzale particolarmente aggressiva che è arrivata molto presto. Le barelle occupano ogni angolo disponibile. E spesso mancano anche quelle, insieme ai posti letto per il ricovero e perfino ai mezzi del 118, bloccati con i pazienti dentro. Una situazione che dura ormai da diversi giorni e che ha costretto la Asl ha diramare una disposizione interna per fronteggiare l'emergenza, con la sospensione delle ferie di tutto il personale medico e infermieristico per dieci giorni. Si stabilisce poi di trasferire i pazienti nella struttura più vicino al proprio luogo di residenza e infine si chiede la massima collaborazione anche da parte dei volontari e dei tirocinanti. Con un organico già gravemente sottodimensionato rispetto alla portata reale e alle esigenze quoitidane del pronto soccorso del Go-

retti, la situazione è ormai praticamente allo stremo. E in una nota ufficiale la Asl ha sottolineato ieri l'impegno di tutto il personale. «Tra attese troppo lunghe, turni impegnativi e a tratti massacranti e la ricerca di soluzioni per dare una risposta a chi ne ha biogno scrive l'azienda i nostri operatori sono stati in grado di gestire le criticità derivanti da questo importante iperafflusso, pur nella inevitabile situazione di disagio per l'utenza, confermando una grandissima professionalità». Ennesima giornata di passione anche al pronto soccorso dell'ospedale di Terracina, tra gli immancabili numeroni negli accessi, ambulanze bloccate per ore per la cronica mancanza di barelle, carrozzelle al lumicino, la sala d'attesa che mai come in questo periodo mostra tutta la sua inadeguatezza. Ieri intorno alle 17 fuori dal pronto soccorso c'erano quattro ambulanze (Terracina, Fondi, Sabaudia e Sonnino) che non potevano affidare i pazienti portati in ospedale ai sanitari per la solita storia delle barelle che non ci sono. Per oltre un'ora il personale del 118 dei quattro mezzi è stato costretto a rimanere lì fermo, senza poter accorrere alle altre chiamate d'emergenza. Incrociando le dita e sperando che vada sempre tutto bene. A un certo punto ieri pomeriggio non erano più disponibili nemmeno le carrozzelle dove sistemare i pazienti in attesa, e un giovane extracomunitario aspettando di essere visitato si è steso direttamente sul pavimento essendo le sedie della sala d'attesa tutte occupate. Assurdo, ma succede anche questo. Fonte: Il Messaggero - Cronaca di Latina, pag. 45


14 gennaio