Page 1

La sanità nel Lazio vista dai giornali a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Venerdì, 13 gennaio 2016

/ Manutenzione a rischio negli ospedali ciociari A rischio da oggi gli impianti di riscaldamento, elettrici ed idraulici, in caso di guasti improvvisi, negli ospedali di Frosinone, Sora e Cassino per la protesta dei lavoratori di una ditta delle manutenzioni che non ha garantito il posto di lavoro per tutti. E così le segreterie di Fim-Fiom-Uilm hanno indetto un presidio questa mattina, dalle 9 alle 13, davanti la sede dell’Asl di Frosinone di via Fabi, per sollecitare l’azienda sanitaria e la regione Lazio ad intervenire presso la Manutencoop. L’azienda ha vinto l’appalto per la manutenzione degli impianti elettrici e termoidraulici degli ospedali ciociari e delle altre strutture sanitarie ma nell’incontro con i sindacati non ha garantito il posto a tutti i lavoratori (una ventina) già alle dipendenze della ditta uscente (Siram). Scrivono i sindacati: «La Manutencoop, azienda subentrante, è rimasta ferma sulla posizione di non garantire la salvaguardia occupazionale sul territorio come previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto a suo tempo in Regione Lazio, determinando nuove e pesanti perdite di posti di lavoro nella nostra provincia. La finalità del proto-

collo sottoscritto è di garantire la continuità e soprattutto la tempestività degli interventi in caso di guasti e di problematiche tecniche sugli stessi. Ciò è possibile solo riassorbendo tutte le figure professionali occupate ad oggi su tali strutture da più di 20 anni». I sindacati fanno rilevare che la Manutencoop ancora non ha chiarito nemmeno quali saranno le condizioni salariali per un eventuale passaggio dei lavoratori attualmente in forza presso le strutture sanitarie e il riconoscimento dell’anzianità di servizio. Inoltre segnalano che la Regione ha dichiarato di procedere ugualmente alla firma del contratto nonostante il parere contrario dei sindacati. Dopo questo incontro i lavoratori si sono riuniti ieri in assemblea ed hanno deciso che in assenza di un accordo collettivo non accetteranno nessun passaggio con la società subentrante. Ed oggi terranno il sit-in. Secondo il consigliere regionale Mario Abbruzzese «sono a rischio circa 20 lavoratori ex Siram (la ditta uscente) e in tutto questo sia il governo regionale che il commissario straordinario della Asl di Frosinone non fanno nulla per evitare tale eventualità».

Palozzi (FI): “Caos Pronto Soccorso, Zingaretti fa finta di niente” “Reputo decisamente fuori luogo le odierne dichiarazioni di Zingaretti, secondo il quale il comparto sanitario sarebbe finalmente in fase di ricostruzione. Ma scherziamo? Dopo i disagi di questi giorni nei pronto soccorso della Capitale e della nostra regione, con che coraggio il governatore del

Lazio può affermare tutto questo. La realtà, purtroppo, è ben altra: le problematiche sono enormi come altrettanto enorme è l’inadeguatezza gestionale che questa amministrazione regionale sta dimostrando su una tematica cosi delicata. Non c’è un minimo di programmazione e mancano mi-

sure concrete e reali per risollevare una sanità da tempo in forte crisi. Quattro anni di nulla istituzionale che Zingaretti cerca di oscurare con annunci spot e promesse aleatorie. Un tentativo mediatico davvero malriuscito”. Così, in una nota, il consigliere regionale FI, Adriano Palozzi.


Pronto Soccorso, Aurigemma (FI): "Cronaca di un fallimento annunciato" “Ci risiamo. Come ogni anno, con la chiusura degli studi dei medici di base per le festività e con l’aumento dei casi di influenza, si registra un ulteriore intasamento nei pronto soccorso del Lazio, già di per se saturi. Nonostante questa situazione si ripeta ogni anno, a nulla sono servite le nostre rimostranze, a cui si aggiungono anche quelle dei sindacati, delle categorie proprio per far sì che l’amministrazione regionale predisponesse una adeguata programmazione. Infatti, anche in questi giorni abbiamo appreso di situazioni al limite, con pazienti costretti ad attendere per ore, a volte anche giorni, su una barella per un ricovero, e le ambulanze bloccate poiché le lettighe erano tutte occupate. Anche quest’anno la Regione si e’ dimostrata non in grado di affrontare tale realtà. Addirittura, oltre ai sindacati ora si sono aggiunti anche i Carabinieri che ieri hanno evidenziato le pesanti criticità di alcuni pronto soccorso romani e della provincia. Adesso non comprendiamo cos’altro debba accadere affinché la regione si renda realmente conto che la situazione e’ fuori controllo. Proprio per questo chiederemo urgentemente una commissione al fine di discutere di tale emergenza e siamo disponibili a dare il nostro contributo per mettere in campo quella attenta pianificazione, che ad oggi nel Lazio e’ inesistente, come è avvenuto nelle altre regioni di Italia. Nel contempo, vogliamo ringraziare tutti i medici e gli infermieri che svolgono con grande professionalità il proprio lavoro e soltanto grazie a loro è possibile gestire la situazione, nonostante gli ostacoli che incontrano quasi quotidianamente, a causa principalmente della assenza di programmazione da parte del presidente Zingaretti. Lo dichiara il Capogruppo di Forza Italia della regione Lazio e vice presidente della Commissione Salute Antonello Aurigemma

Abbruzzese (FI) "Zingaretti dice che ce l'ha fatta? Situazione al collasso e lui unico a non rendersene conto “Invece di rilasciare interviste, dove afferma di avercela fatta, zingaretti si occupi dei problemi veri della sanità laziale. I disagi incontrati da cittadini e personale sono sempre piu all’ordine del giorno, ed è evidente la mancanza di programmazione da parte della regione. Si lanciano annunci, promesse, ma poi non cambia nulla”. lo ha dichiarato Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Isituzionali. “I ps esplodono, in ciociaria la situazione è insostenibile: basti pensare alla notizia appresa oggi di una signore malato di alzheimer costretta ad attendere due ore al ps di sora. Questa è soltanto la punta dell’iceberg di una emergenza, che zingaretti continua a sottovalutare. Pazienti sulle barelle, ambulanze bloccate, tempi di attesa biblici: queste sono le criticita che purtroppo si riscontrano in tutto il lazio. Zingaretti prosegue nel raccontarci storie che non esistono, alle quali non crede davvero piu nessuno. Le misure messe in campo ad oggi per evitare l’ulteriore intasamento dei ps si stanno rivelando una autentica delusione, come le case della salute o gli ambufest. La carenza di personale è uno delle priorita da affrontare, ma il governatore si limita ad annunciare arrivi, nuove assunzioni, dei quali poi non si hanno notizie. La politica dell’immagine, del cambiamo tutto è finita da un pezzo: i risultati di quasi quattro anni di annunci sono sotto gli occhi di tutti, di coloro che convivono con i disagi della sanita laziale. L’unico a non rendersi conto dei problemi in campo, purtroppo, è proprio il presidente nonche commissario ad acta Nicola Zingaretti”. Ha concluso Abbruzzese.

Gruppo INI, Ugl Sanità: “Regione Lazio intervenga” Scongiurare licenziamento operatori manutenzione “Chiediamo alla Regione Lazio di intervenire e fare chiarezza sulla gestione del rapporto con il gruppo INI. Bisogna scongiurare il licenziamento collettivo di 26 dipendenti per l’esternalizzazione dei servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria nei quali queste persone erano impiegate, dovuta alla crisi finanziaria della società, che è motivata anche dall’enorme mole di crediti vantati nei confronti dell’ente regionale, sui quali chiediamo dunque che la Regione sia trasparente”. Lo dichiarano il segretario regionale Ugl Sanità Roma e Lazio, Gianluca Giuliano, e il coordinatore regionale Ugl Sanità per il gruppo INI, Maria Antonietta Campoli, che ieri hanno partecipato ad un incontro con vertici aziendali e rappresentanti dell’assessorato regionale alle Politiche sociali, sulla procedura di licenziamento, “conclusosi in fase aziendale con un mancato accordo perché la società ha mantenuto una posizione rigida”. Per i sindacalisti “è inaccetta-

bile l’inerzia della Regione Lazio di fronte ad una situazione così grave, che rischia di mettere sul lastrico 26 famiglie, le quali hanno già subito tre anni di cassa integrazione e due di contratto di solidarietà, pagando un duro prezzo per la crisi finanziaria che ha coinvolto la società. Allo stesso tempo – proseguono i sindacalisti - è inconcepibile che venga negata la possibilità, da parte dell’azienda che subentrerà nella gestione del servizio di manutenzione, di riassorbire gli stessi lavoratori i quali, oltre a conoscere bene le strutture interessate, possono essere considerati altamente specializzati, avendo esperienza decennale nel gruppo”. “Ci aspettiamo che nel prossimo incontro, che si terrà presso la Regione Lazio il 26 gennaio, tutti si assumano le proprie responsabilità - concludono -; siamo pronti a mettere in atto tutte le iniziative più opportune per tutelare i lavoratori coinvolti”. 


Roma Roma, picco di ricoveri: Pronto Soccorso nel caos Continua il caos nei pronto soccorso romani: l'accoppiata gelo e influenza non accenna a dare tregue ed è ora di tristi bilanci. Dichiara un'operatrice del Grassi di Ostia: "da fine dicembre all'11 gennaio abbiamo registrato un aumento dei morti in attesa di un posto letto in Pronto soccorso". Spiega Adolfo Pagnanelli, direttore della Medicina d'Urgenza del Policlinico Casilino: «Influenza terribile, accompagnata da polmoniti e gravi insufficenze respiratorie. E' arrivata con 8 settimane di anticipo e ha fatto danni, sì: è aumentata la mortalità ma perché stavolta è una malattia vera con grosse complicanze». Sulla stessa linea anche Claudio Modini, direttore del Dea dell'Umberto I: «Quando aumenta il numero di malati gravi aumenta il tasso di mortalità. Oggi registriamo per la prima volta un certo calo di accessi, un dato? Da 156 a 130, ma è presto per fare pronostici. Anche nelle altre regioni e negli altri paesi si registra un sovraccarico di lavoro nelle strutture, bisogna affrontare le emergenze. Anche se con molte difficoltà ci siamo riusciti. Questa influenza farà 7/8mila morti in Italia, forse pagheremo il prezzo di tante chiacchiere fatte sui vaccini». Ieri, intatto, attorno alle

19.00 erano almeno 400 i malati in attesa di ricovero nel Lazio (il dato è disponibile in tempo reale sul sito della Regione Lazio). Al mattino nuovi blitz dei Nas negli ospedali romani, dal Policlinico Umberto I al San Filippo Neri (il secondo, come al San Camillo), come richiesto dalla Regione, dopo il caos-barelle del 28 dicembre. A Ostia si è tornati al sovraccarico normale: sui 75/80 pazienti in Pronto soccorso alle 13. Secondo un operatore: «Il lavoro è raddoppiato e i codici verdi non dovrebbero arrivare proprio, vanno stoppati sul territorio. Il problema resta la mancanza di posti letto, le Medicine non riescono a smaltirli con celerità». E di fronte a un aumento di codici gialli e rossi è difficile garantire assistenza. La situazione comunque sta tornando alla normalità perché come spiega un'altra dottoressa del Policlinico Casilino: «a fine anno le strutture accreditate chiudono perché finiscono il budget, dopo la Befana sono ripartite, stiamo cominciando a respirare, ci vorrà una settimana per tornare a una pseudonormalità». (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Roma, Pag. 45 - La Repubblica, Cronaca di Roma, Pag. 2)

Latina Stabilizzazioni precari, i medici incalzano Zingaretti sui Social Zingaretti nei giorni scorsi aveva pubblicato sulla sua pagina facebook un post in cui dichiarava: «Assumiamo quasi 1300 medici e infermieri della sanità del Lazio. Nella nostra Regione, a causa degli sprechi del passato e del commissariamento, c'era il blocco delle nuove assunzioni Oggi questo blocco è finito, basta lavoro precario per 1300 persone». Peccato che le affermazioni si scontrino con la realtà e i medici pontini non hanno atteso molto prima di sfruttare lo stesso social per rispondere al Governatore del Lazio. Si passa da: «Vorrei chiedere a Zingaretti come mai la Asl di Latina nella delibera di stabilizzazione dei precari prevede un numero di posti nettamente inferiore rispetto a quello di chi risponde ai requisiti. Sono infatti previsti 2 posti per la medicina d'urgenza a dispetto di 8 precari con i suddetti requisiti» a «Egregio Presidente il personale della Asl di Latina vive un momento di grande difficoltà e agitazione a causa della poco chiara e assai riduttiva distribuzione di posti per la stabilizzazione. Confidiamo tutti in una sua azione che consenta a tutto il personale coinvolto (circa 600 unità) di ritornare a lavorare con la dovuta

serenità». Intanto in luoghi più istituzionali anche l'opposizione incalza. Il senatore Claudio Fazzone (FI) ha presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere «quali siano le ragioni ed i criteri in base ai quali la Regione Lazio abbia ritenuto di escludere i precari della Asl di Latina dal processo di stabilizzazione» e «con quali provvedimenti e azioni intendano intervenire, anche nei confronti del commissario ad acta, Zingaretti, per tutelare il diritto al lavoro dei precari della Asl di Latina ingiustamente esclusi dalla possibilità di stabilizzare un rapporto di lavoro che di fatto non può che ritenersi consolidato». In Regione Giuseppe Simeone, (FI) ha chiesto a Zingaretti di: «Riparare all'evidente errore commesso con l'esclusione dalla stabilizzazione del personale precario della Asl di Latina» e «quali siano le azioni ed i provvedimenti che, con estrema urgenza, si intendano porre in essere per far sì che i precari della Asl di Latina, e delle altre Asl del Lazio, illegittimamente ed ingiustamente esclusi dal processo di stabilizzazione, vengano ammessi». (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Latina, Pag. 39)


Ddl sanità sulla responsabilità professionale dei medici approvato al Senato Codici: una legge dai medici contro i cittadini malati In Italia le buone notizie non hanno mai fine: approvato al Senato il Ddl sulla responsabilità professionale dei medici, con soddisfazione della Lorenzin ovviamente. Certo che potevamo aspettarci in merito ad un Ddl scritto e pensato da ex esponenti della classe medica per la stessa, ampiamente rappresentata nelle nostre Camere. Siamo arrivati a raggiungere il picco dei professionisti della salute presenti in Parlamento due anni fa, quando si raggiunse il numero di ben 73 fra medici, infermieri e farmacisti.  Si può parlare di vero e proprio “Partito della Sanità” altro che lobby, basti pensare ai relatori: il Senatore Bianco relatore del Ddl al Senato, è l’ex Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Federico Gelli, relatore del Ddl #Salvamedici alla Camera, è medico specializzato in sanità pubblica. L’Associazione Codici chiede un Servizio

Sanitario Nazionale al servizio dei pazienti, non dei medici. I dati registrati evidenziano un quadro sempre più allarmante che si inserisce in un contesto sociale in cui il sistema sanitario è continuamente messo in discussione da casi di malasanità, strutture ospedaliere carenti, difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria e un incremento vertiginoso della spesa sanitaria privata rispetto a quella pubblica, a causa dei tempi delle liste d’attesa e della scarsa fiducia nei medici. Tra l’altro la soddisfazione degli addetti ai lavori e del Ministro è ampiamente motivata dal fatto che è una buona legge per gli operatori e li tutela ampiamente, e questo è fuor di dubbio. Il Ministro afferma che il cittadino vedrà “garantito il proprio diritto ad essere risarcito”, ovviamente solo nel caso in cui riesca a produrre egli stesso le prove in caso di danno, non ci pare un dettaglio da poco.

Latina Cisterna di Latina, da ieri donazione organi sulla Carta d'Identità Da ieri pomeriggio l'ufficio anagrafe di Cisterna può rilasciare le carte d'identità con sopra specificata la volontà di donazione di organi e tessuti da parte del titolare. Al momento del rinnovo o rilascio del documento d'identità, dunque, ai cittadini maggiorenni di Cisterna verrà chiesto di compilare e firmare un modulo per dichiarare la propria volontà alla donazione di organi e tessuti in caso di decesso. I dati raccolti dal Comune verranno poi trasmessi settimanalmente in via telematica al Sistema Informativo Trapianti del Ministero della Salute e agli uffici competenti della ASL, documenti che attesteranno la validità legale dell'adesione o del diniego da parte del cittadino. La Carta d'Identità sarà identica a tutte le altre se non per la stampa,

sulla quarta facciata, della frase: Assenso alla donazione Organi/Tessuti. Chi è già in possesso del documento in corso di validità, potrà registrare la propria volontà direttamente alla ASL di appartenenza. La consigliera comunale Francesca Ianiri ed il sindaco Eleonora Della Penna dichiarano: «E' un'iniziativa di grande civiltà che promuove la donazione degli organi come gesto pienamente consapevole e come scelta altruista nel senso più profondo del termine. E' un impegno che la nostra amministrazione comunale ha assunto subito, accogliendo in pieno la proposta del gruppo Aido e che oggi mantiene anche grazie al lavoro degli operatori di Anagrafe e Ced». (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Latina, Pag. 39)

13 gennaio  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you