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La sanità nel Lazio vista dai giornali Martedì, 12 giugno 2018

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Frosinone Il Tribunale del Malato presenta il dossier sull’ospedale di Frosinone, presente il Presidente dell’Ordine dei Medici Fabrizio Cristofari Il Messaggero / «L’ospedale Spaziani è in preda a caos organizzativo, abbandono e degrado». Tuona così Francesco Notarcola, referente frusinate del Tribunale del Malato di Cittadinanzattiva. L’associazione ha raccolto in un dossier (in aggiornamento) le tante criticità che assillano il nosocomio del capoluogo. Ieri l’incontro pubblico, che si è concentrato sulle carenze dei reparti. «L’unità di Chirurgia è senza ecografo, quella di Medicina lavora con uno non più conforme al protocollo – dice Notarcola – Per quanto riguarda Neurochirurgia, c’è il primario ma non ci sono i posti letto, un’equipe di chirurghi e personale sanitario dedicato. Ad Oculistica non si può eseguire un esame di campo visivo perché manca l’operatore. Per un’operazione di cataratta occorrono 9 mesi a Frosinone, a fronte dei dieci giorni a Sora». Evidenziate anche le carenze di personale, specie nelle ore notturne. «Di notte – sottolinea Notarcola - un solo medico è di turno per i reparti di medicina, malattie infettive ed ematologia. E, se non bastasse, può essere chiamato come consulente in pronto soccorso. Un solo medico è di turno, per Pediatria-Neonatologia, sala parto e consulenza al

pronto soccorso». E’ per questo che dall’associazione è arrivato un appello accorato affinché si porti a termine il discorso relativo alle tante assunzioni e ai concorsi per i primari. Tetro il capitolo legato all’emergenza. Notarcola sottolinea che «oggi l’ospedale di Frosinone non presenta i requisiti necessari nemmeno per il Dea di primo livello. Infatti manca il reparto di emergenza, un pronto soccorso dotato di radiologo, anestesista, ortopedico e guardia cardiologica. Si passano lunghe ore su barelle di autoambulanze in attesa di diagnosi o di un posto letto che non c’è. Il 15% di coloro che si rivolgono al pronto soccorso si allontana frustrato, adirato e sfiduciato. Da luglio si è ancora in attesa di 18 nuove barelle». Quindi un focus sui posti letto. «Nella zona centronord – sottolineano dal Tribunale del Malato – c’è una popolazione di circa 300mila cittadini. Dovrebbero essere a disposizione 900 posti letto (3 per 1000). Il presidio ospedaliero di Frosinone-Alatri ne conta 465. C’è un vuoto di oltre 400 posti letto». Un macigno, secondo il Tribunale del Malato, sono poi le liste d’attesa e il ricorso a strutture sanitarie di altre Regioni o ai privati. «Ci vuole

un anno per un ecocolordoppler dei vasi epicentrici o degli arti inferiori; bisogna aspettare novembre per una visita oculistica; febbraio per un ecocolordoppler cardiaco. Tempi inaccettabili». Non pervenuti, tranne rare eccezioni, rappresentanti del Comune e consiglieri regionali, che le associazioni riferiscono di aver invitato all’incontro di ieri. C’erano solo i due consiglieri comunali Daniele Riggi (Psi) e Fabrizio Cristofari (Pd). Cristofari, nella sua veste di presidente dell’Ordine provinciale dei medici, ha teso la mano alle associazioni per una collaborazione volta alla soluzione dei problemi. Sulla questione delle liste d’attesa è stato incalzato da Notarcola in merito alle dichiarazioni «Èfestanti» arrivate dalla Regione e relative all’abbattimento delle attese per visite ed esami. Cristofari ha ammesso che in provincia la situazione sulle liste d’attesa «lascia ancora a desiderare». Pur sottolineando che si sta lavorando per risolvere le criticità. «Sulle carenze di personale la Regione sta facendo abbastanza, ma è necessario che tutte le assunzioni promesse si realizzino – ha rilevato Cristofari – C’è ancora un gap del 30% di assunzioni».


Report dello Studio Chiarini: in Italia muoiono ogni anno 6000 pazienti per infezioni ospedaliere ma la metà dei decessi si potrebbe prevenire Su 10 milioni di pazienti ricoverati ogni anno negli ospedali italiani, circa il 6% contrae un’infezione ospedaliera durante la degenza e l’1% di questi 600.000 andrà incontro al decesso. In sintesi, le infezioni ospedaliere come polmoniti o setticemie (tecnicamente definite ICA, “Infezioni correlate all’assistenza” sanitaria, quindi che non erano manifeste né in incubazione al momento del ricovero) causano direttamente almeno 6000 morti l’anno. Per dare un’idea delle dimensioni del fenomeno, i decessi causati dagli incidenti stradali non raggiungono neanche lontanamente quel numero. Numero che salirebbe ancora se venissero calcolati i decessi causati “indirettamente” dalle ICA. Secondo il Report dello Studio Chiarini, circa la metà delle morti da ICA si eviterebbe con una corretta prevenzione che tutti gli ospedali sarebbero chiamati a rispettare. Ed è una questione non da poco, quella dell’“evitabilità”, come avverte l’avvocato Gabriele Chiarini: «Le più recenti revisioni critiche delle misure preventive delle ICA evidenziano il ruolo centrale della sterilità

degli operatori e delle strumentazioni durante l’assistenza al malato. L’infezione va ricondotta non solo al luogo, ma anche alla procedura». Non va quindi considerata solo l’eventuale inadeguatezza dell’ospedale, ma anche quella di ogni operatore sanitario. I più frequenti veicoli di trasmissione delle infezioni ospedaliere sono infatti: le mani degli stessi operatori sanitari; gli oggetti che vengono in contatto con ferite o ustioni come aghi o bisturi, o quelli che entrano in contatto con mucose integre come endoscopi o portaimpronte odontoiatrici; gli oggetti di uso quotidiano come fonendoscopi o barelle; infine le pareti, i pavimenti, i sistemi di ventilazione e la rete idrica. In caso di contenzioso è comunque la Struttura Sanitaria ad avere l’onere di fornire una documentazione completa che dimostri che siano state rispettate le più idonee ed efficaci misure atte a prevenire il contagio. Il Report, frutto della lunga esperienza dello Studio Chiarini nelle procedure di risarcimento per i danni derivati dalle ICA, evidenzia come spesso la questione delle infezioni ospedaliere sia oltre-

tutto «complicata da errori nella scelta della profilassi antibiotica, talvolta determinati anche da scelte di risparmio economico; tardiva diagnosi dell’ICA, spesso conseguente a disfunzioni e/o carenze organizzative; inidoneo trattamento dell’ICA, che produce lo sviluppo di resistenze agli antibiotici, che diventano così inidonei ad arrestare l’evoluzione sistemica, anche letale, dell’infezione». «I dati raccolti» nota l’avvocato Chiarini, «suggeriscono l’opportunità di riportare il tema al centro del dibattito sul nostro Sistema Sanitario, notoriamente provato da una cronica carenza di risorse. La puntuale attuazione delle misure di prevenzione del rischio infettivo, infatti, consentirebbe non soltanto di promuovere la salute dei pazienti e salvare molte vite umane, ma anche di ridurre i costi connessi alle cure aggiuntive e agli indennizzi da erogare ai pazienti che abbiano contratto una ICA». Un’attuazione che renderebbe finalmente giustizia ai progressi ottenuti da quando, un secolo e mezzo fa, si scoprì la necessità di lavarsi le mani e sterilizzare gli strumenti medici.

Zingaretti: «Garantiamo assistenza per bimbi disabili e senza Con l’approvazione di un Decreto del Commissario ad acta la Regione Lazio riordina e garantisce le prestazioni sociosanitarie in favore di minori con disabilità complessa neuropsichica e/o neuromotoria ad alta complessità assistenziale ospiti in strutture socioassistenziali di tipo famigliare. «Si tratta di un provvedimento molto atteso - spiega il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - che mira a garantire la migliore assistenza socio-sanitaria per i minori con disabilità e con problemi famigliari. Nel Lazio abbiamo una struttura d’eccellenza come Casa Betania che, insieme alle altre strutture, rischiava di veder compromesso il grande lavoro che svolgono per il recupero dei ragazzi a causa di complicati contenziosi. Oggi superiamo questi ostacoli con l’obiettivo di ottenere la miglior assistenza e integrazione socio-sanitaria». Nello specifico con il decreto la Regione Lazio disciplina l’inserimento dei minori con disabilità in strutture socioassistenziali di tipo famigliare avvalendosi di

tre strumenti: Valutazione multidimensionale. Piano di assistenza individuale. Piano educativo-assistenziale. La Valutazione multidimensionale viene richiesta dall’assistente sociale referente del caso al Distretto Sanitario di residenza per avere un quadro clinico della situazione e dei bisogni clinici e funzionali. Alla luce della Valutazione multidimensionale viene redatto il Pai Piano Assistenziale individuale con obiettivi, aree di intervento, tempi e ore di assistenza necessari. Il Pai viene integrato dal Piano educativo assistenziale che viene condiviso con chi ha la responsabilità genitoriale e viene periodicamente aggiornato in base allo sviluppo della condizione clinico assistenziale. I referenti del Pai e del Piano educativo assistenziale operano dunque in stretta collaborazione a garanzia dell’appropriatezza della presa in carico del minore. Per quanto riguarda poi la ripartizione dei costi il Decreto fissa i limiti e le modalità di pagamento per superare le difficoltà relative alle diverse competenze.


L’errore medico raccontato dai Media: iniziativa dell’Ordine dei Medici di Roma e Ordine dei Giornalisti Il 14 giugno la giornata formativa organizzata con l’Ordine dei Medici di Roma. Abbiamo lanciato nei mesi scorsi un’alleanza professionale con l’Ordine dei Medici di Roma. L’alleanza si salda nel riconoscimento dei ruoli sociali, dell’azione di professionisti che, con il loro lavoro, arricchiscono le comunità in cui operano. Questa alleanza si è già concretizzata nel sostegno a campagne informative sulle fake news in ambito sanitario. Oggi apriamo un nuovo capitolo, agendo sul versante della formazione. Con i medici abbiamo individuato una serie di temi sui quali agiremo in sinergia per dare notizie più accurate e fornire un quadro d’insieme più mirato per i colleghi che si occupano di questi temi. Iniziamo giovedì 14 occupandoci dell’errore medico raccontato dai media, uno degli snodi più delicati nel rapporto tra corretta informazione, salute individuale e sistema sanitario.

Protesta lavoratori privati Lazio su contratto a Montecitorio Domani i lavoratori della sanità privata del Lazio si ritroveranno a Roma davanti Montecitorio per un presidio di protesta promosso da Cgil, Cisl e Uil sotto lo slogan ‘Rinnovare subito i contrattì. La manifestazione partirà dalle 14. «Il mancato rinnovo dei contratti di settore, alcuni dei quali scaduti da oltre un decennio, e il proliferare di contratti che hanno abbassato diritti e salari stanno creando forti disagi a persone e famiglie, rischiando di compromettere il funzionamento dei servizi alla salute. Basta con l’immobilismo interessato delle parti datoriali, Aris e Aiop. E la politica non resti a guardare. Vogliamo il contratto subito». Così in una nota Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio. «Non è più rinviabile il rinnovo dei contratti della sanità privata continuano i tre sindacalisti - oltre 25 mila lavoratori aspettano da anni di vedersi riconosciuti dignità e diritti, dall’aumento salariale al riconoscimento professionale, alla valorizzazione delle competenze. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che garantiscono il 40% dei servizi sanitari pubblici del Lazio». I segretari delle federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil pun-

tano il dito contro i datori di lavoro e le relative organizzazioni di rappresentanza: «lo stallo delle trattative, anche dopo l’incontro di giovedì scorso, è inaccettabile. Aris e Aiop si comportano come un datore di lavoro non all’altezza». Ma i sindacati chiamano anche alla responsabilità la politica e le istituzioni. «La Giunta regionale ha preso precisi impegni, anche rispetto alle risorse per i rinnovi. Ora vogliamo vedere i fatti - ribadiscono le sigle sindacali nella nota - Dopo il rinnovo del Ccnl sanità pubblica è ancora più importante garantire ai lavoratori della sanità privata un nuovo contratto, tanto più in questa regione dove il rinnovo è atteso da 10 anni». Con una nota inviata la settimana scorsa ai consiglieri regionali Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio hanno sollecitato l’intervento in termini economici e politici, a partire dal pressing presso la Conferenza Stato-Regioni affinché si arrivi presto al rinnovo. «Domani - concludono Chierchia, Di Cola e Bernardini - i lavoratori porteranno lo stesso messaggio al Parlamento e al Governo italiano. Sarà solo il primo passo di una mobilitazione che si fermerà solo quando verrà sanata questa ingiustizia».

Sanità Privata, Bonafoni: “Giusta protesta, mio impegno per rinnovo contratto” «La protesta che vedrà domani in piazza i sindacati nella richiesta di rinnovo dei contratti del settore della Sanità Privata del Lazio, alcuni dei quali scaduti da oltre un decennio, è giusta e merita l’impegno di tutti. Bene fanno i sindacati a rivolgere un appello alle istituzioni e, per questo, accolgo certamente il loro invito. Cercherò di portare il tema all’attenzione dei lavori della VII Commissione »Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare« del Consiglio Regionale di cui sono componente chiedendo un sostegno

alla Regione Lazio per far sì che il tema sia portato sul tavolo dei lavori della Conferenza Stato-Regioni. L’impegno profuso dall’amministrazione Zingaretti in questi anni in tema di stabilizzazione dei precari e di diritti del lavoro nella sanità pubblica è tale che non possiamo ignorare i 25.000 lavoratori del settore privato privi del rinnovo contrattuale di cui il Sistema Sanitario Regionale non può fare a meno». Lo dichiara in una nota Marta Bonafoni, consigliera regionale capogruppo della Lista Civica Zingaretti.


Rieti

Magliano Sabina, si è svolto l’incontro “Un minuto che salva la vita” Sabato 9 giugno si è tenuto a Magliano Sabina il convegno in due parti intitolato “Un minuto che salva la vita”, dedicato all’aneurisma della aorta addominale. Al mattino, presso la sala consiliare del Comune a cura dei Sanitari della UOC di Chirurgia Vascolare della AL diretta dal Prof. Massimo Ruggeri e con la partecipazione del Presidente del Collegio dei Tecnici di Radiologia Dott. Di Basilio, si è tenuto un convegno scientifico interamente dedicato alla patologia aneurismatica della aorta addominale in tutti i suoi aspetti. A sottolineare l’importanza della manifestazione hanno portato il loro saluto il Sindaco di Magliano Sabina , dr. Graziani, la dottoressa

De Matteis in rappresentanza della Direzione Generale della ASL ed il Consigliere Regionale Refrigeri. L’occasione si è prestata per comunicare ufficialmente la ripresa della attività a ciclo diurno della Chirurgia Vascolare presso la locale Casa della Salute già da questa settimana. Chiuso l’evento formativo nel pomeriggio, gli stessi sanitari della UOC di chirurgia vascolare hanno provveduto alla misurazione della aorta addominale a tutti i cittadini di età superiore 60 anni con metodica eco color doppler. Si sono sottoposti volontariamente allo screening circa 150 persone tra cui è stato possibile individuare 6 casi a rischio che verranno seguiti nel tempo.

Rieti, Cicchetti convoca conferenza locale sul de Lellis Si muove anche il sindaco Antonio Cicchetti in merito alla situazione che sta vivendo l’ospedale de Lellis, dove per la mancanza di anestesisti la direzione aziendale si è vista costretta a dimezzare il numero degli interventi chirurgici calendarizzati. Ieri il sindaco Cicchetti ha protocollato la convocazione della conferenza locale per la sanità del comprensorio socio-sanitario di Rieti presso l’aula magna della Asl, in via Terminillese, per il giorno 27 giugno alle 9 e 30. L’invito è rivolto a tutti i sindaci del comprensorio, al direttore generale della Asl Mairnella D’Innocenzo, al commissario ad acta della Regione Lazio, ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e alle associazioni Cittadinanzattiva e Tribunale dei diritti delmalato. All’ordine del giorno «l’analisi delle criticità del de Lellis, unica struttura ospedaliera per acuti della provincia di Rieti». (Fonte: Il Messaggero, cronaca di rieti, Pag. 44)

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