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La sanità nel Lazio vista dai giornali Sabato, 10 ottobre 2018

a cura dell'Osservatorio delle politiche sanitarie del Lazio dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone

Frosinone Anagni, il Tar respinge il ricorso: restano POM e PAT

Doccia fredda per gli abitanti di Anagni per la difesa della sanità locale. Ieri mattina, mentre in città si teneva una manifestazione organizzata dal comitato «Adesso Basta» per riavere, nell'ex ospedale, il punto di primo intervento, (Ppi), chiuso a giugno per fare spazio al Pat (presidio ambulatoriale territoriale) e al Pom (punto operativo multidisciplinare), è arrivata la decisione del Tar, che ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Anagni. «Il Tribunale amministrativo del Lazio ha comunicato l'Asl in una nota ha rigettato il ricorso per sospensiva presentato dal Comune contro la chiusura del Ppi istituito presso il presidio sanitario di Anagni». Dopo la chiusura del Ppi, come noto, si erano scatenate numerose polemiche, anche e soprattutto in seguito alla morte di una signora di Anagni, Anna Maria Ascenzi, uccisa nel luglio scorso dalla puntura di un calabrone. Una tragedia che aveva portato ad una enorme manifestazione di protesta tenutasi nel centro della città dei

papi lo scorso 2 agosto, con 5.000 persone a chiedere il ritorno del Ppi presso l'ex ospedale. Il Tar ha rigettato il ricorso del Comune di Anagni, presentato con il Comune di Fiuggi, «in considerazione che anche prima della delibera impugnata (quella della chiusura del Ppi) i cittadini dovevano recarsi a Frosinone per le patologie afferenti codici gialli o rossi e che per le patologie più lievi (codici bianchi e verdi) l'assistenza è assicurata dal Pat h24 di Anagni, istituito con il medesimo provvedimento impugnato». Pertanto è stato ritenuto «non sussistente il pericolo di pregiudizio grave e irreparabile». Soddisfazione per il pronunciamento del Tar da parte del commissario straordinario dell'Asl di Frosinone, Luigi Macchitella: «Questo pronunciamento ha detto dimostra ancora una volta che il direttore di una Asl non può che agire nell'alveo di leggi e provvedimenti di organi istituzionali superiori». Per l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato «il Tar ha confermato la bontà della

decisione e la piena legittimità degli atti». D'Amato ha poi auspicato che si possa adesso «proseguire nell'azione di rafforzamento della sanità territoriale intrapresa dalla Asl di Frosinone». Per il sindaco di Anagni, Daniele Natalia, che ieri mattina dopo la manifestazione di protesta, che ha portato in piazza Cavour circa 500 persone, si è recato a Frosinone con i membri del comitato «Adesso Basta» per parlare con la dirigenza Asl, la bocciatura del ricorso non modifica una strategia decisa oramai da tempo. Strategia che punta a fare pressione sui vertici del governo regionale per ottenere risultai concreti. «Non cambia assolutamente nulla per la nostra battaglia. Quello del Tar era un discorso di natura tecnica. Il problema rimane di natura politica. Per questo - ha concluso il sindaco stiamo organizzando una manifestazione davanti alla Regione Lazio per far capire l'importanza di un punto di primo intervento nella nostra zona». (Fonte: Il Messaggero, Cronaca di Frosinone, Pag. 41)


Anagni, successo per la marcia contro i tagli alla sanità

I 100 giorni dalla manifestazione del 2 agosto organizzata dall'associazione Adesso Basta! "festeggiati" ieri con il ritorno in piazza e l'annuncio di imminenti e nuove iniziative. Rispondendo all'invito degli organizzatori, numerosi studenti hanno preferito unirsi al coro di richieste per la riapertura del Pronto Soccorso di Anagni. Il corteo, formatosi all'ombra di Porta Cerere sotto lo sguardo vigile dei Carabinieri e degli uomini della Polizia di Stato, ha percorso ordinatamente Via Vittorio Emanuele, raggiungendo alle 10 Piazza Cavour. Gli studenti scandivano gli slogan suggeriti dai componenti del Comitato, ispirati dal desiderio di riavere una sanità efficiente. Tra i partecipanti alla marcia, cittadini comuni e rappresentanti delle istituzioni: il sindaco Daniele Natalia con il collega Antonio Corsi di Sgurgola e il delegato fiuggino, il consigliere Nicola Della Morte; alcuni assessori anagnini, consiglieri di maggioranza e qualche rappresentante di partito. Nella breve sequela di interventi, in primis veniva comunicata ai presenti la decisione della dirigenza

Asl frusinate di negare l'autorizzazione al previsto sit-in, quindi annullato. I portavoce del Comitato ribadivano l'intenzione di proseguire nella protesta avviata ormai da mesi e continuata con il supporto del sindaco di Anagni; il quale prendeva la parola per affermare con fermezza l'intenzione di denunciare alla Corte dei Conti lo sperpero di denaro pubblico, un fiume di denaro speso per servizi ritenuti poco efficaci (Pat, ambulanza stazionata davanti all'ingresso, ambulatori non funzionanti per mancanza di personale etc.). Il sindaco Antonio Corsi aggiungeva la sua rabbia a quella di Natalia, comunicando imminenti visite in regione assieme allo stesso. Della Morte, che, a nome dell'amministrazione comunale di Fiuggi, annunciava l'adozione di una delibera tendente a bocciare le decisioni della Asl frusinate nei riguardi del nosocomio della città dei papi. Daniele Natalia, ricordando che è la politica la responsabile di tutto, dichiarava con forza che se i referenti regionali del suo partito (Forza Italia) non sapranno farsi valere, abbandonerà il simbolo.

Anagni, il sindaco Natalia si esprime sulla decisione del Tar

Il sindaco Natalia: “Il Tar non ha dato la sospensiva perché non ci sono i presupposti del periculum, ma questo non cambia la nostra battaglia, per centrare i nostri obiettivi. Tanto è vero stamattina siamo andati con una delegazione del Comitato Adesso Basta alla Asl di Frosinone e abbiamo rappresentato quelle che sono le nostre esigenze e le possibili soluzioni. Non abbiamo parlato con Macchitella, non c’era. C’è stata la disponibilità da parte della Asl nei prossimi giorni, di sederci a tavolino in modo costruttivo e a valutare delle ipotesi migliorative per l’offerta sanitaria emergenziale. La nostra battaglia darà dei frutti e non ho visto la chiusura dei primi tempi della Asl. Con ragionevolezza, la soluzione idonea si trova. Il fatto che non ci sia stata la sospensiva mi rammarica, ma un conto è l’aspetto del ricorso che è un aspetto tecnico, un conto la nostra battaglia che continuerà al di là di un discorso amministrativo e giudiziario. La manifestazione di oggi ha dimostrato che è molto viva e sentita la voglia di combattere per un nostro diritto, per un’offerta sanitaria sull’urgenza e sull’emergenza. Sono convinto, anche per l’incontro che c’è stato oggi con la Asl che riusciremo ad ottenere qualcosa, altrimenti la nostra protesta si alzerà sempre di più, anche nei termini e nei modi.”

Pompeo: "Potenziare l'offerta dei servizi sanitari del territorio"

"La Provincia di Frosinone è un territorio composto da 91 comuni, molti dei distanti dai centri principali. E’ necessario che l’organizzazione dei servizi sanitari preveda la presenza di presidi che permettano a tutti i cittadini di avere le stesse possibilità di accesso alle cure così come accade nelle altre province”. A dichiararlo il Presidente Antonio Pompeo. “La Regione Lazio in questi ultimi cinque anni ha portato avanti una importante azione finalizzata a risolvere il problema centrale del sistema sanitario: ossia quello della mole enorme di debiti che impediva di potenziare e migliorare l’offerta dei servizi. Di questo va dato merito al Presidente Zingaretti e alla sua amministrazione. Ora però c’è da fare un ulteriore passaggio, che rappresenta la vera svolta e la rivoluzione rispetto al passato: prevedere una nuova organizzazione dei servizi che copra in maniera puntuale ed efficace tutti i territori, soprattutto quello della provincia di Frosinone, spesso penalizzato negli anni scorsi. Purtroppo è un dato di fatto che la nostra provincia soffra enormemente da questo punto di vista, lo dimostrano i numeri, in particolare di coloro che sono costretti a usufruire di strutture che si trovano fuori dai nostri confini, nonostante comunque siano presenti anche delle importanti eccellenze in alcuni settori. Ma non basta, occorre ricalibrare in maniera complessiva l’offerta, venendo incontro alle esigenze e alle richieste che arrivano dai nostri cittadini. E’ questa la prossima partita da giocare e da vincere – conclude Antonio Pompeo – perché rappresenta il discrimine tra la buona amministrazione, e un modello che nel passato ha fatto solo danni, tagliando prestazioni e cure e alimentando sentimenti di antipolitica e di distanza rispetto alle istituzioni che purtroppo oggi scontiamo e dai quali si può uscire solo dimostrando capacità e attenzione”.

10 ottobre