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Libertà

L’INCHIESTA venerdì 13 gennaio 2012

ABBIATEGRASSO • A confronto i pareri di Bottene, Rizzi, Tagliabue, Arrara e Finiguerra

I militari in città dividono le forze politiche: colpa delle ideologie o delle elezioni? Il centrodestra: «Danno una mano per la sicurezza». Il centrosinistra: «Inquietanti»

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oldati sì, soldati no. La presenza di una pattuglia di militari in giro per la città divide le forze politiche, sia per ragioni di carattere ideologico, sia perchè l’avvicinarsi delle elezioni rende ghiotta ogni occasione per poter controbattere agli avversari di oggi e ancor più di domani. Ecco comunque cosa pensano alcuni politici locali dell’utilizzo dell’Esercito ad Abbiategrasso.

Giuseppe Bottene, capogruppo del PdL in Consiglio comunale «La questione, come al solito, è usata da più parti in modo demagogico e strumentale. Faccio un esempio elementare: quando i cosiddetti “perbenisti difensori della democrazia” parlano della necessità di avere maggior sicurezza per i cittadini abbiatensi, addebitando all’attuale maggioranza di non fare abbastanza, cosa intendono esattamente: più vigili, più carabinieri o cos’altro? Naturalmente essi partono dai principi di filosofia eticomorale discettando sull’educazione dei giovani, sulla crescita delle coscienze, sull’aumento del rispetto verso le altrui cose e persone. Nella realtà sono solo e sempre i soliti bla bla bla... Vogliamo negare che attualmente le leggi tutelano molto chi delinque e (quasi) meno chi si difende? Non è forse vero che nella sostanza il concetto espresso dalle leggi in materia (la difesa che il cittadino attua se subisce un’aggressione, un furto nella propria abitazione etc. deve essere proporzionata al pericolo che corre) è sempre più interpretata a vantaggio di chi delinque? E’ normale il fatto che trovando un ladro in casa propria non si possa prenderlo a calci nel sedere altrimenti veniamo denunciati dallo stesso per violenza? Sono completamente favorevole alla presenza dei militari, semprechè questa presenza non sia (come sicuramente non lo sarà) da tracotante esercito di occupazione, bensì un visibile monito per i delinquenti. Il perchè è molto semplice. Cosa diremmo se ad un angolo di strada fosse sempre presente una pattuglia di carabinieri, persone che professionalmente e quotidianamente sono votate al mantenimento dell’ordine pubblico? I soldati non sono professionisti ben addestrati alla bisogna? Che differenza farebbe vedere quattro agenti di polizia urbana fissi in piazza Castello (mi pare che sia prevista anche per loro la

possibilità di portare una pistola), attenti a prevenire atti di delinquenza ovvero ad anticiparli, magari senza essere distratti dal compito di fare cassa con contravvenzioni? Allora il problema è quello di distinguere tra chi lo stesso compito lo svolge con diversa divisa? Ma siamo seri... Se questi soldati italiani contribuiranno a far sì che i nostri concittadini possano passeggiare per le strade con maggior sicurezza, oppure entrare in casa senza correre il concreto pericolo di trovare ladri in piena attività, ben vengano. Tutto il resto a mio parere è aria fritta da campagna elettorale».

Fabrizio Rizzi, segretario cittadino della Lega Nord «Il nostro movimento è favorevolissimo all’utilizzo dell’Esercito per compiti di sorveglianza e di mantenimento dell’ordine pubblico. Se fosse possibile far uscire dalle caserme molti più militari, meglio non in mimetica perchè magari qualcuno si spaventa, per un servizio che va a vantaggio dei cittadini senza gravare sui conti dei comuni, saremmo i primi a dire sì. Oltretutto io lavoro in un bar e posso confermare che il solo fatto di sapere che dopo una certa ora ci sono in giro delle persone in più incaricate di controllare il territorio è, di per sè, un fattore positivo. Anche se ad Abbiategrasso non ci sono emergenze legate alla criminalità, non dimentichiamo cos’è successo la scorsa settimana a Vigevano, a due passi da noi: le persone perbene non hanno hanno nulla da temere se gli addetti alla sicurezza aumentano».

Marcantonio Tagliabue, ex capogruppo della Lega Nord, consigliere comunale indipendente «Poichè non delinquo, non vedo di cosa dovrei avere paura se ci sono dei militari in giro. Ben vengano, tanto più che al Comune non costano nulla. Già il fatto di vedere delle persone in divisa fa da deterrente per chi vuol mettere in atto atteggiamenti, se non malavitosi, magari semplicemente vandalici. Ma chi si comporta bene non può che essere contento».

Secca replica del sindaco Albetti

Pierluigi Arrara, consigliere comunale del Pd, candidato sindaco della Coalizione per l’alternativa «Sono rimasto basito nell’apprendere dal sindaco, durante l’ultima seduta consiliare, che ad Abbiategrasso sarebbero arrivati dei militari. Come al solito una scelta calata dall’alto, senza confronto politico e senza un dibattito nemmeno all’interno della maggioranza stessa: non c’è stato coinvolgimento su una scelta sicuramente non indifferente. Pur consapevole che il problema della sicurezza sta a cuore a tutti i cittadini, non credo che il pattugliamento con forze militari - al di là del suo effetto “di facciata” possa essere una soluzione adeguata ai problemi di microcriminalità di cui si ha notizia in città, anche perché non è ben chiaro come i militari possano intervenire e quali poteri concretamente abbiano. Soprattutto non credo che la nostra città sia così pericolosa da prevedere soldati per le strade; non mi risulta che ci siano situazioni di emergenza o particolari luoghi da far presidiare all’esercito. Non bastano i carabinieri, che svolgono il loro compito con serietà e diligenza, nonostante i pochi mezzi che il precedente Governo ha lasciato loro a disposizione? Penso che vedere dei militari in tenuta da combattimento in mezzo alla vita cittadina in qualche modo crei disagio ed imbarazzo alla grande maggioranza degli abbiatensi che non vogliono sentirsi come nelle città in guerra. Mettere i soldati per le strade sarebbe come autorizzare i delinquenti alla guerra, riconoscere loro un’importanza eccessiva. Sono delinquenti e da delinquenti devono essere trattati, non da soldati. Tutti vogliamo puntare al turismo e all’accoglienza: immaginate le facce dei visitatori davanti alle divise e alle camionette. Altro che “città slow” … Il controllo della legalità deve essere garantito dalle forze dell’ordine previste dalla Costituzione e dalla legge. La criminalità si combatte abbattendo le cause che la originano: dobbiamo quindi tutti contribuire alla sicurezza partendo dall’educazione dei più piccoli e proponendo uno stile di vita costruito sul rispetto reciproco, sulla convivenza civile, sui rapporti sinceri, sulla solidarietà, sull’accoglienza e non sugli anfibi e sulle tute mimetiche».

Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta, candidato sindaco di “Cambiamo Abbiategrasso” «La giunta Albetti, in evidente crisi di immagine, cerca di recuperare vecchi cavalli di battaglia, pensando di ridettare l’ordine delle priorità e ponendo in primo piano il problema della sicurezza, militarizzando la città. Un’operazione demagogica che mi ricorda tanto la retorica delle ronde padane e delle camicie verdi. Ma Abbiategrasso non è una città in guerra. Non ha obiettivi sensibili. Abbiategrasso ha bisogno di rivivere, di pulsare, di vita di comunità, di iniziative sociali. Alimentare paure non giova certo alla qualità della vita. Anzi, la presenza dei militari fa accrescere la sensazione di insicurezza, soprattutto tra le fasce più deboli, soprattutto tra le persone anziane, che in questi giorni si domandano “ma siamo in guerra!?”. Le camionette dei militari sono inquietanti. Mai vorrei vedere l’uscita di scuola di mio figlio scortato da una camionetta dell’esercito, né vorrei vedere i check point, con tanto di mimetiche nei punti nevralgici della città. Non servono le forze speciali. La sicurezza pubblica, per legge, è garantita dalle forze dell’ordine. Sarebbe stato molto più utile spingere tutti insieme intendo tutti i sindaci - affinché le risorse e il personale a disposizione della Compagnia dei carabinieri di Abbiategrasso venissero aumentate in forma stabile. Io non ho nulla contro questi ragazzi, ma i militari in città sono solo marketing elettorale. Lo dimostra il fatto che devono essere accompagnati da un carabiniere. L’ostentata soddisfazione di Albetti è l'ennesima dimostrazione che la sua amministrazione non ha idee proprie ma vive solo di luce riflessa. Ma questo è normale, quando si è una semplice articolazione locale di un ben collaudato sistema di relazioni di cui lo stesso Albetti non perde occasione per ricordare di essere parte. Noi, invece, siamo per la politica seria. Noi, se vinceremo le elezioni, perseguiremo la tranquillità, la serenità e la qualità della vita attraverso la ricostruzione di quei legami sociali e di comunità, il cui venire meno ha fatto sì che prevalessero l’anonimato e l’indifferenza, anticamere della paura e dell’insicurezza». Alberto Marini

«Non siamo a Kabul, è un presidio in più» S

indaco Albetti, ci spiega come si è arrivati ad avere i militari ad Abbiategrasso dal 19 dicembre come lei stesso aveva già anticipato? E’ vero che anche la nostra città è stata considerata un obiettivo sensibile alla stregua di altri comuni ad alto tasso di criminalità o è più probabile che Abbiategrasso sia stata inserita nel circuito dei comuni da presidiare militarmente dopo che il primo cittadino di Rho ha scritto al Prefetto per fermare l’arrivo dell’esercito nel suo Comune? «Io non ho chiesto nulla, ho invece ricevuto una telefonata dal Prefetto che mi ha detto di aver pensato ad Abbiategrasso per l’invio di alcuni militari di presidio. Il motivo della proposta non lo conosco, ho immaginato che si fosse pensato ad Abbiategrasso in quanto già sede di un Comando provinciale dei carabinieri e dal momento che i furti e i piccoli crimini sono un problema che dobbiamo fronteggiare ritengo che qualunque aiuto,qualunque deterrente sia benvenuto. Mi sembra che i militari, che io ho incrociato diverse volte soprattutto nelle periferie, operino in maniera riservata offrendo il loro contributo perché la città sia tranquilla, il che è ciò che a me preme». Cosa risponde alle critiche di chi ritiene che così la città sia militarizzata? «Non ragiono in termini ideologici come invece fa chi è arrivato a dire che la presenza dei militari è invasiva e che ha paragonato i comuni in cui sono presenti a Kabul: sono reazioni sproporzionate, come quelle che ho sentito dai candidati sindaci della sinistra, mentre da diverse persone l’opportunità è stata ben accolta: i commercianti, per esempio, sono soddisfatti». Ma se non c’è un’emergenza particolare si dice che la presenza dei militari - che assicurano un’azione solo diurna - sia pressoché inutile o comunque rappresenti un’operazione di immagine. «I militari si raccordano al Maggiore dei carabinieri: come operare lo stabiliscono loro e comunque sono in servizio fino all’1 di notte: per quale motivo avrei dovuto rifiutare un’offerta del genere che, tra l'altro, è di carattere sperimentale e che, per quel che mi è stato detto, è temporanea? I tempi non li conosco, ma a mio giudizio un presidio aggiuntivo che viene garantito a dicembre non può che essere positivo». Alessandra Ceriani

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