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13 gennaio 2012 (VENERDÌ)

Paolo Pagani (Amga Legnano)

IL PRIMO GIORNALE DELL'ABBIATENSE E DEL MAGENTINO

- FONDATO NEL 1920 - Internet: www.ordineliberta.it E-mail: liberta@netsys.it • E-mail ufficio: editriceabbiatense@tiscali.it

E 1.20

A.P. A REGIME LIBERO

ISSN: 2037-2388

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BOLLETTE DEL GAS

GIUDICE DI PACE

CHIESA E DIVORZIATI

Consumi presunti? No, grazie!

La sosta alla stazione non è vietata

Sacramenti negati: dolore ma non diritto

pagina 9

Edmond Shtjefni, ucciso sabato al Sayonara di Vigevano, aveva abitato fino a due anni e mezzo fa in un cortile di Piazza Castello e ultimamente al quartiere Folletta

L’assessore Nicola Ninno

pagina 13

Monsignor Mario Delpini

pagina 22

“GIUSTIZIATO” AL PUB: CACCIA AGLI ASSASSINI La vittima, 32 anni, albanese, abitava ad Abbiategrasso dal ’99

NÉ PIÙ NÉ MENO M

ANNO 93 - n. 2

ilitari ad Abbiategrasso, sì o no? Vale a dire: gli abbiatensi sono favorevoli o contrari alla loro presenza? Una domanda che, a quasi un mese di distanza dalla assegnazione di due pattuglie, da parte della Prefettura, anche alla nostra città, deve prima di tutto lasciare spazio a qualche altro interrogativo. Primo: i militari ad Abbiategrasso, ci sono o non ci sono? Certo che ci sono, ma a moltissima gente, si direbbe alla stragrande maggioranza, ancora non è capitato di vederli; e tra quanti vi si sono imbattuti prevale certo il numero di coloro che li hanno semplicemente visti transitare per pochi secondi sulla loro jeep. Che cosa vuol dire? Che la loro è stata, almeno fino ad oggi, una presenza discreta e che dunque lanciare l'allarme della militarizzazione della città risulta semplicemente ridicolo: di certo, nei fatti, sono meno invasivi i quattro militari (di numero) che due alla volta, insieme ad un carabiniere, vengono impiegati in servizi mirati a prevenire crimini, comportamenti illegali e semplici atti vandalici, rispetto a certi graffiti illegali apparsi qua e là sui muri per dire no all'esercito e zero tolleranza ai carri armati (?!). Si potrebbe però anche sostenere che, proprio perché poco visibili, questi benedetti militari sono una volta di più "inutili". Ma di nuovo si rischia di essere astratti. Per sapere se è vero, ecco il secondo interrogativo al quale urge dare una risposta: che cosa ci stanno a fare? Servizi di prevenzione, appunto. Né più né meno gli stessi svolti quotidianamente dai carabinieri, secondo gli ordini dei superiori, e sui quali nessuno si sogna di chiedersi che cosa faranno mai, o a domandarsi se la loro presenza sia un bene o un male: si sa benissimo che ne servirebbero di più per contrastare efficacemente il crimine e la delinquenza in genere. Quello che sembra sfuggire ai più, infatti, è che gli stessi carabinieri sono a tutti gli effetti militari. E cara grazia avere qui la loro caserma! L'ultimo interrogativo è quello su cui duellano i politicanti: Abbiategrasso ha bisogno di questi quattro militari? E giù fiumi di parole e opinioni contrastanti. Mentre sarebbe forse più saggio, visto che li avremo per 6 mesi appena, collaborare con chi li deve impiegare per suggerire obiettivi. M.A.

PAGINA 6 DUE PATTUGLIE SI ALTERNANO DALLE 13 ALL’UNA DI NOTTE

I militari in città Inviati dal Prefetto, per il Sindaco sono una risorsa, ma c’è chi non li vuole

L’agenzia viaggi sotto processo

La difesa fa parlare i vacanzieri pagina 8

Arresto cardiaco al bar del Fornaroli

Soccorsi immediati, 72enne salva pagina 21

Prezzi alle stelle e liberalizzazioni

La rabbia di automobilisti e benzinai La jeep dell’esercito in transito martedì in piazza Garibaldi

Pagine 3-4-5

pagina 23


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L’INCHIESTA venerdì 13 gennaio 2012

IDEOLOGIA, POLITICA, MONDO REALE

Esercito, una presenza da giocarcisi le elezioni A cose fatte, la gente deciderà

na coincidenza. Anzi, una serie di fattori culminati in una coincidenU za. La disponibilità di militari che il Pre-

fetto ha “distribuito” proponendole alle città della provincia di Milano con popolazione superiore ai 30 mila abitanti, deriva dal fatto che il capoluogo ha voltato pagina ed ha rinunciato alla loro presenza. Un altro “no, grazie” l’ha pro-

nunciato il sindaco di Rho. Mentre quello di Abbiategrasso, al pari di molti altri, ha detto sì. La coincidenza sta nel fatto che i militari staranno qui per 6 mesi. Cioè fino alle elezioni o poco più. E se oggi si esprimono opinioni, un giudizio lo daranno i cittadini dopo aver visto l’andazzo di questi 6 mesi. Indirizzando di conseguenza il loro voto. M.A.

ABBIATEGRASSO • Sono operativi in città, 12 ore al giorno, da quasi un mese. Resteranno fino a giugno

Militari di supporto alla sicurezza Per decreto prefettizio, svolgono le stesse mansioni dei carabinieri in vari servizi

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Pensionati alla bisca di viale Cavallotti l’estate scorsa

ABBIATEGRASSO • Per strada

Benvenuti soldati «Ce ne vorrebbero di più!» M ilitari sì o militari no? Il 19 dicembre il sindaco Roberto Albetti ha annunciato in una conferenza stampa che da quel giorno sarebbero arrivate in città due pattuglie di militari per aumentare la sicurezza. Che cosa ne pensano gli abbiatensi? Lunedì pomeriggio siamo andati in centro in cerca di opinioni. I pensionati che si ritrovano a giocare a carte in viale Cavallotti sono in generale favorevoli, ma chiedono di più: «Li abbiamo visti passare, per la sicurezza sicuramente non guasteranno. E’ necessario, però, che facciano più controlli. Devono girare per la città soprattutto di sera». Scettici dei pensionati incontrati vicino al Castello: «Non li abbiamo ancora visti. E’ un’operazione di facciata. In due cosa possono fare?». Dello stesso parere una 57enne che suggerisce: «Solo due militari? Ce ne vorrebbero venti!». Un altro pensionato si domanda il loro reale ruolo: «Se fanno qualcosa vanno bene, se non fanno niente non servono. Non mi è ancora capitato di vederli. Male non fanno, se

facessero qualcosa di più preciso sarebbe meglio». D’accordo con lui un 43enne: «Che cosa fanno? Bisogna capire quali sono le loro mansioni. Se sono operativi anche loro, i carabinieri possono essere solo contenti». Una ragazza 28enne sta dalla parte del sindaco Albetti: « Più sicurezza c’è, meglio è. Servono i militari anche se Abbiategrasso non è una città pericolosa. Non li ho ancora visti. Con loro abbiamo due pattuglie in più che girano per la città e controllano». Un 38enne li accetta a una condizione: «Basta che girino per la città». Un 70enne li ha visti in piazza Marconi settimana scorsa: «Con loro c’è più sicurezza e danno una mano ai carabinieri». Un 85enne è molto favorevole: «Senz’altro con loro siamo più sicuri. Li ho visti in piazza Marconi con la tuta mimetica. Controllano le strade, fanno sicurezza e prevenzione». Insomma, la magioranza dei pareri raccolti li vede di buon occhio. Purché ovviamente si diano da fare. Cosa che si vedrà nel tempo. Paolo Rossetti

ono qui da quasi un mese i militari. Due pattuglie di sue o tre soldati, a seconda dei servizi, sempre accompagnati da un carabiniere. Qui ad Abbiategrasso, come annunciò il sindaco Albetti durante la conferenza stampa degli auguri, il lunedì precedente il Natale. Sono qui proprio da quel giorno, 19 dicembre. Appena la notizia si è diffusa, le reazioni che si sono fatte sentire (sui giornali, nei blog, su qualche muro della città) sono state negative. Nel senso che a far sentire la loro voce sono stati, da subito, coloro per i quali la presenza dei militari è in sé un fatto negativo, subito tradotto con il termine “militarizzazione”. Ad Abbiategrasso (dove il Prefetto li ha inviati dopo l’avallo della giunta Albetti) perché? Sostanzialmente perché è una delle città con più di 30 mila abitanti. Infatti a Magenta, per esempio, il problema non si è neanche posto. Altri motivi di emergenza vera e propria non se ne vedono. Chi si è ritrovato in passato vittima di vandalismi, furti, rapine e quant’altro ha ovviamente accolto con soddisfazione l’arrivo dei soldati, convinto che gioverà alla sicurezza almeno per rinfrancare gli animi. Ma la domanda vera è: che cosa fanno e che cosa possono fare? Per decreto prefettizio, svolgono le medesime mansioni di qualsiasi agente di polizia giudiziaria. In sostanza sono loro a supportare i carabinieri, limitatamente al territorio cittadino. Hanno ogni giorno un compito e zone della città e della periferia dove svolgerlo. Sono stati, ad esempio, lungo il Naviglio di Bereguardo (dove si erano verificate di recente tre aggressioni misteriose), mentre ieri pomeriggio in piazza Cavour controllavano auto e persone. Qui ci staranno per 6 mesi, salvo sorprese. Alternandosi nel servizio dalle 13 all’una di notte. M.A.

La jeep dei militari fotografata martedì pomeriggio vicino al passaggio a livello

Sondaggio, boom di contrari U

na larghissima maggioranza di voti contrari alla presenza dei militari in città è quella che si è espressa finora attraverso il sondaggio online sul nostro sito www.ordineliberta.it dove si potrà ancora votare fino a fine mese. Analogamente a quanto accaduto per altri precedenti sondaggi, si nota che taluni utilizzano questo strumento con grande impegno, interessati a far passare il proprio messaggio mettendo in atto anche dinamiche di gruppo e di appartenenza, mentre per altri l’adesione è puramente personale. In concreto, co-

munque, la piccola valanga di no la si registra a proposito della prima opzione: «Perché non ce n’è alcun bisogno». Lo sostengono ben 457 pareri su un totale di 545 (83.8%); ma non sono i soli contrari: altri 31 dicono di no (18 «perché è solo un’operazione di facciata» e 13 «perché non si capisce la loro funzione». A sostenere che «aumentano la sicurezza» e dunque a dire che sono utili sono invece 35 visitatori del sito, per altri 13 «possono svolgerer mansioni utili» e gli utlimi 9 «possono vigiliare sulle periferie». M.A.


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L’INCHIESTA venerdì 13 gennaio 2012

ABBIATEGRASSO • A confronto i pareri di Bottene, Rizzi, Tagliabue, Arrara e Finiguerra

I militari in città dividono le forze politiche: colpa delle ideologie o delle elezioni? Il centrodestra: «Danno una mano per la sicurezza». Il centrosinistra: «Inquietanti»

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oldati sì, soldati no. La presenza di una pattuglia di militari in giro per la città divide le forze politiche, sia per ragioni di carattere ideologico, sia perchè l’avvicinarsi delle elezioni rende ghiotta ogni occasione per poter controbattere agli avversari di oggi e ancor più di domani. Ecco comunque cosa pensano alcuni politici locali dell’utilizzo dell’Esercito ad Abbiategrasso.

Giuseppe Bottene, capogruppo del PdL in Consiglio comunale «La questione, come al solito, è usata da più parti in modo demagogico e strumentale. Faccio un esempio elementare: quando i cosiddetti “perbenisti difensori della democrazia” parlano della necessità di avere maggior sicurezza per i cittadini abbiatensi, addebitando all’attuale maggioranza di non fare abbastanza, cosa intendono esattamente: più vigili, più carabinieri o cos’altro? Naturalmente essi partono dai principi di filosofia eticomorale discettando sull’educazione dei giovani, sulla crescita delle coscienze, sull’aumento del rispetto verso le altrui cose e persone. Nella realtà sono solo e sempre i soliti bla bla bla... Vogliamo negare che attualmente le leggi tutelano molto chi delinque e (quasi) meno chi si difende? Non è forse vero che nella sostanza il concetto espresso dalle leggi in materia (la difesa che il cittadino attua se subisce un’aggressione, un furto nella propria abitazione etc. deve essere proporzionata al pericolo che corre) è sempre più interpretata a vantaggio di chi delinque? E’ normale il fatto che trovando un ladro in casa propria non si possa prenderlo a calci nel sedere altrimenti veniamo denunciati dallo stesso per violenza? Sono completamente favorevole alla presenza dei militari, semprechè questa presenza non sia (come sicuramente non lo sarà) da tracotante esercito di occupazione, bensì un visibile monito per i delinquenti. Il perchè è molto semplice. Cosa diremmo se ad un angolo di strada fosse sempre presente una pattuglia di carabinieri, persone che professionalmente e quotidianamente sono votate al mantenimento dell’ordine pubblico? I soldati non sono professionisti ben addestrati alla bisogna? Che differenza farebbe vedere quattro agenti di polizia urbana fissi in piazza Castello (mi pare che sia prevista anche per loro la

possibilità di portare una pistola), attenti a prevenire atti di delinquenza ovvero ad anticiparli, magari senza essere distratti dal compito di fare cassa con contravvenzioni? Allora il problema è quello di distinguere tra chi lo stesso compito lo svolge con diversa divisa? Ma siamo seri... Se questi soldati italiani contribuiranno a far sì che i nostri concittadini possano passeggiare per le strade con maggior sicurezza, oppure entrare in casa senza correre il concreto pericolo di trovare ladri in piena attività, ben vengano. Tutto il resto a mio parere è aria fritta da campagna elettorale».

Fabrizio Rizzi, segretario cittadino della Lega Nord «Il nostro movimento è favorevolissimo all’utilizzo dell’Esercito per compiti di sorveglianza e di mantenimento dell’ordine pubblico. Se fosse possibile far uscire dalle caserme molti più militari, meglio non in mimetica perchè magari qualcuno si spaventa, per un servizio che va a vantaggio dei cittadini senza gravare sui conti dei comuni, saremmo i primi a dire sì. Oltretutto io lavoro in un bar e posso confermare che il solo fatto di sapere che dopo una certa ora ci sono in giro delle persone in più incaricate di controllare il territorio è, di per sè, un fattore positivo. Anche se ad Abbiategrasso non ci sono emergenze legate alla criminalità, non dimentichiamo cos’è successo la scorsa settimana a Vigevano, a due passi da noi: le persone perbene non hanno hanno nulla da temere se gli addetti alla sicurezza aumentano».

Marcantonio Tagliabue, ex capogruppo della Lega Nord, consigliere comunale indipendente «Poichè non delinquo, non vedo di cosa dovrei avere paura se ci sono dei militari in giro. Ben vengano, tanto più che al Comune non costano nulla. Già il fatto di vedere delle persone in divisa fa da deterrente per chi vuol mettere in atto atteggiamenti, se non malavitosi, magari semplicemente vandalici. Ma chi si comporta bene non può che essere contento».

Secca replica del sindaco Albetti

Pierluigi Arrara, consigliere comunale del Pd, candidato sindaco della Coalizione per l’alternativa «Sono rimasto basito nell’apprendere dal sindaco, durante l’ultima seduta consiliare, che ad Abbiategrasso sarebbero arrivati dei militari. Come al solito una scelta calata dall’alto, senza confronto politico e senza un dibattito nemmeno all’interno della maggioranza stessa: non c’è stato coinvolgimento su una scelta sicuramente non indifferente. Pur consapevole che il problema della sicurezza sta a cuore a tutti i cittadini, non credo che il pattugliamento con forze militari - al di là del suo effetto “di facciata” possa essere una soluzione adeguata ai problemi di microcriminalità di cui si ha notizia in città, anche perché non è ben chiaro come i militari possano intervenire e quali poteri concretamente abbiano. Soprattutto non credo che la nostra città sia così pericolosa da prevedere soldati per le strade; non mi risulta che ci siano situazioni di emergenza o particolari luoghi da far presidiare all’esercito. Non bastano i carabinieri, che svolgono il loro compito con serietà e diligenza, nonostante i pochi mezzi che il precedente Governo ha lasciato loro a disposizione? Penso che vedere dei militari in tenuta da combattimento in mezzo alla vita cittadina in qualche modo crei disagio ed imbarazzo alla grande maggioranza degli abbiatensi che non vogliono sentirsi come nelle città in guerra. Mettere i soldati per le strade sarebbe come autorizzare i delinquenti alla guerra, riconoscere loro un’importanza eccessiva. Sono delinquenti e da delinquenti devono essere trattati, non da soldati. Tutti vogliamo puntare al turismo e all’accoglienza: immaginate le facce dei visitatori davanti alle divise e alle camionette. Altro che “città slow” … Il controllo della legalità deve essere garantito dalle forze dell’ordine previste dalla Costituzione e dalla legge. La criminalità si combatte abbattendo le cause che la originano: dobbiamo quindi tutti contribuire alla sicurezza partendo dall’educazione dei più piccoli e proponendo uno stile di vita costruito sul rispetto reciproco, sulla convivenza civile, sui rapporti sinceri, sulla solidarietà, sull’accoglienza e non sugli anfibi e sulle tute mimetiche».

Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta, candidato sindaco di “Cambiamo Abbiategrasso” «La giunta Albetti, in evidente crisi di immagine, cerca di recuperare vecchi cavalli di battaglia, pensando di ridettare l’ordine delle priorità e ponendo in primo piano il problema della sicurezza, militarizzando la città. Un’operazione demagogica che mi ricorda tanto la retorica delle ronde padane e delle camicie verdi. Ma Abbiategrasso non è una città in guerra. Non ha obiettivi sensibili. Abbiategrasso ha bisogno di rivivere, di pulsare, di vita di comunità, di iniziative sociali. Alimentare paure non giova certo alla qualità della vita. Anzi, la presenza dei militari fa accrescere la sensazione di insicurezza, soprattutto tra le fasce più deboli, soprattutto tra le persone anziane, che in questi giorni si domandano “ma siamo in guerra!?”. Le camionette dei militari sono inquietanti. Mai vorrei vedere l’uscita di scuola di mio figlio scortato da una camionetta dell’esercito, né vorrei vedere i check point, con tanto di mimetiche nei punti nevralgici della città. Non servono le forze speciali. La sicurezza pubblica, per legge, è garantita dalle forze dell’ordine. Sarebbe stato molto più utile spingere tutti insieme intendo tutti i sindaci - affinché le risorse e il personale a disposizione della Compagnia dei carabinieri di Abbiategrasso venissero aumentate in forma stabile. Io non ho nulla contro questi ragazzi, ma i militari in città sono solo marketing elettorale. Lo dimostra il fatto che devono essere accompagnati da un carabiniere. L’ostentata soddisfazione di Albetti è l'ennesima dimostrazione che la sua amministrazione non ha idee proprie ma vive solo di luce riflessa. Ma questo è normale, quando si è una semplice articolazione locale di un ben collaudato sistema di relazioni di cui lo stesso Albetti non perde occasione per ricordare di essere parte. Noi, invece, siamo per la politica seria. Noi, se vinceremo le elezioni, perseguiremo la tranquillità, la serenità e la qualità della vita attraverso la ricostruzione di quei legami sociali e di comunità, il cui venire meno ha fatto sì che prevalessero l’anonimato e l’indifferenza, anticamere della paura e dell’insicurezza». Alberto Marini

«Non siamo a Kabul, è un presidio in più» S

indaco Albetti, ci spiega come si è arrivati ad avere i militari ad Abbiategrasso dal 19 dicembre come lei stesso aveva già anticipato? E’ vero che anche la nostra città è stata considerata un obiettivo sensibile alla stregua di altri comuni ad alto tasso di criminalità o è più probabile che Abbiategrasso sia stata inserita nel circuito dei comuni da presidiare militarmente dopo che il primo cittadino di Rho ha scritto al Prefetto per fermare l’arrivo dell’esercito nel suo Comune? «Io non ho chiesto nulla, ho invece ricevuto una telefonata dal Prefetto che mi ha detto di aver pensato ad Abbiategrasso per l’invio di alcuni militari di presidio. Il motivo della proposta non lo conosco, ho immaginato che si fosse pensato ad Abbiategrasso in quanto già sede di un Comando provinciale dei carabinieri e dal momento che i furti e i piccoli crimini sono un problema che dobbiamo fronteggiare ritengo che qualunque aiuto,qualunque deterrente sia benvenuto. Mi sembra che i militari, che io ho incrociato diverse volte soprattutto nelle periferie, operino in maniera riservata offrendo il loro contributo perché la città sia tranquilla, il che è ciò che a me preme». Cosa risponde alle critiche di chi ritiene che così la città sia militarizzata? «Non ragiono in termini ideologici come invece fa chi è arrivato a dire che la presenza dei militari è invasiva e che ha paragonato i comuni in cui sono presenti a Kabul: sono reazioni sproporzionate, come quelle che ho sentito dai candidati sindaci della sinistra, mentre da diverse persone l’opportunità è stata ben accolta: i commercianti, per esempio, sono soddisfatti». Ma se non c’è un’emergenza particolare si dice che la presenza dei militari - che assicurano un’azione solo diurna - sia pressoché inutile o comunque rappresenti un’operazione di immagine. «I militari si raccordano al Maggiore dei carabinieri: come operare lo stabiliscono loro e comunque sono in servizio fino all’1 di notte: per quale motivo avrei dovuto rifiutare un’offerta del genere che, tra l'altro, è di carattere sperimentale e che, per quel che mi è stato detto, è temporanea? I tempi non li conosco, ma a mio giudizio un presidio aggiuntivo che viene garantito a dicembre non può che essere positivo». Alessandra Ceriani


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ABBIATEGRASSO • I titolari delle aziende continuano a sentirsi soli

Militari solo in città, attesi nelle periferie «Nei quartieri industriali è il deserto»

Via Scarioni, quartiere Ertos in periferia, è da sempre zona di capannoni di aziende

«C

on o senza l’esercito in città siamo soli»! Così gli imprenditori abbiatensi interpellati sulla presenza dei militari in città, pubblicizzata dalla giunta Albetti. «Personalmente non ho nulla contro la presenza dei militari nelle città - afferma un 60enne che dirige una piccola impresa del territorio - però nel caso specifico di Abbiategrasso appena ho appreso la notizia dalla stampa locale mi sono interrogato sulla reale efficacia di questo intervento. Quando poi, passeggiando per le vie del centro, ho notato che di fatto la presenza dell’esercito era solo da quelle parti, i miei dubbi sono cresciuti. Può darsi che a beneficiare dell’operazione siano i commercianti, ma di certo non noi: le nostre attività infatti si trovano nelle periferie di questa città. Zone spesso poco illuminate, deserte (specialmente nelle sere d’inverno) e assolutamente dimenticate dal punto di vista della sicurezza. Non voglio fare polemiche sterili, ma è un dato di fatto. Se qualcuno decidesse di aspettarmi all’uscita della mia ditta con l’intenzione di

rapinarmi non troverebbe molti ostacoli sulla sua strada, se non l’impianto di videosorveglianza installato a nostre spese». E di periferie dimenticate parla anche un altro imprenditore, che già in passato aveva cercato di porre sotto i riflettori la situazione dell’Ertos, zona industriale a lato della Vigevanese. «Siamo circondati dalla sporcizia creata da chi per esempio utilizza via Cagnola come una discarica. Non sono mancate le occasioni in cui abbiamo segnalato alle forze dell’ordine di essere stati bersaglio della microcriminalità locale che ci aveva preso di mira con atti vandalici e altri “dispetti”. I nostri appelli sono quasi sempre caduti nel vuoto in assenza di denunce circostanziate che, effettivamente, non abbiamo mai avuto il coraggio di sporgere. Se qualche volta la camionetta dell’esercito girasse da queste parti non sarebbe male, se non altro fungerebbe da deterrente nei confronti di chi ha cattive intenzioni. Mi si potrebbe obiettare che è una goccia nell’oceano ma non far nulla sarebbe ancora peggio». El.A.

Una imprenditrice scrive

Equilibrio, non polemiche! B

uongiorno direttore, mi permetto di esprimere la mia opinione riguardante il sondaggio “esercito in città’”. Ritengo la presenza dei militari non solo utile ma ormai necessaria! Negli ultimi due anni, privatamente e in azienda, ho subito furti di grande entità, ho l’immagine registrata e consegnata alle forze dell’ordine, di ladri pronti a tutto pur di rubare. Immagini che non si dimenticano. Incontrando amici e clienti ogni giorno, il bollettino dei furti o tentate violazioni è cospicuo. Le statistiche non le conosco, e mi piacerebbe leggerle sul vostro giornale ma ricordo che non tutto l’accaduto è portato a denuncia alle forze dell’ordine. Insomma, la percezione di avere bisogno di più sicurezza è chiara. L’omicidio di sabato sera nel locale di Vigevano, pieno di ragazzi e giovani del circondario è un fatto gravissimo e inaccettabile! Dimostra che anche nei luoghi del divertimento “comune”, dove si riuniscono ragazzi “normali” può esserci pericolo come in una scena di film Western. La nostra società purtroppo è arrivata a un livello di degrado, frutto di una cultura di tolleranza e buonismo. La criminalità si è dilagata anche qui. Non accetto, allora di vedere scritto, “Abbiategrasso militarizzata”. Abbiategrasso con due auto dell’esercito tre membri di cui uno dell’arma dei carabinieri è solo più tranquilla… Sono un deterrente e una sicurezza in più per chi li vede circolare. Chiedo, da cittadina preoccupata, di non utilizzare la sicurezza come campagna elettorale, è un diritto assoluto, per chi paga regolarmente le tasse e adempie i doveri civili. Questi militari a rinforzo delle nostre forze dell’ordine sono un aiuto, in un momento così difficile della nostra Società. Grazie per avermi ascoltato. Grazie a chi lavora per la nostra serenità e non estremizza i fatti per colpire l’opinione pubblica. Abbiamo bisogno di più equilibrio e di e meno polemiche! Orietta Piva

Più controlli da parte dei vigili

«La presenza aiuta, ma non è sufficiente» M

olti cittadini ricorderanno la rapina subita, nella primavera del 2007, dal titolare di una storica gioielleria del centro. Un episodio che è rimasto nella memoria soprattutto dei negozianti e dei gestori di pubblici esercizi della città. Ed è proprio a loro che abbiamo chiesto che ne pensano dell’arrivo, sul territorio comunale, di due uomini dell’esercito. «Non li ho mai visti - spiega la titolare del bar tabacchi “Al Macello” di via Cairoli, a sua volta vittima di una spaccata serale nell’estate di tre anni fa - e ho saputo del loro arrivo leggendo proprio il vostro giornale. Che posso dire? La presenza certo non basta, ma può essere un deterrente contro la criminalità. Nelle ore serali Abbiategrasso si spopola: motivo in più per intensificare i controlli e organizzare pattugliamenti». Parere condiviso anche dalla titolare di una gioielleria abbiatense. «Poter contare su nuove forze è certamente positivo anche se a mio avviso andrebbe rivalutato tutto il sistema di controllo e sicurezza della città. La polizia locale è troppo impegnata ad assegnare multe per occuparsi davvero della tutela dei cittadini. Anche l’illuminazione è piuttosto scarsa. Dopo le 18 la città è semideserta e la presenza di così tante banche ed uffici nel quartiere storico certo non aiuta ad animarla. Sono infatti i negozi, i bar ed i locali a richiamare la gente, ad invogliare le persone ad uscire di casa anche solo per curiosare tra le vetrine. A mio avviso, dunque, andrebbero rivalutati gli orari e organizzata una copertura da parte delle forze dell’ordine anche dopo le 20, e non lo dico solo in qualità di negoziante, ma soprattutto come donna: molte ragazze passeggerebbero più tranquille per Abbiategrasso se fosse garantito un maggior controllo». Marina Rosti


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CRONACA

venerdì 13 gennaio 2012

ABBIATEGRASSO • Freddato sabato notte in un locale lungo il Ticino

Chi era e dove viveva l’albanese

5 colpi in testa in mezzo alla folla del pub

Piazza castello, ultimo indirizzo conosciuto V

Edmond Shtjefni “punito” per uno sgarro?

U

n’esecuzione in piena regola quella che la notte tra sabato e domenica scorsa ha freddato con 5 colpi di pistola Edmond Shtjefni, 32 anni, nato in Albania, residente ad Abbiategrasso da diversi anni. I sicari avevano dato appuntamento alla vittima al Sayonara di Vigevano, un locale notturno che si trova in via Lungoticino. La morte di Shtjefni è avvenuta nell’ora di punta (mezzanotte e mezza) sotto gli occhi di centinaia di persone che si trovavano all’interno del night: ad un certo punto infatti due uomini, a volto scoperto, si sono avvicinati alla vittima, che stava sorseggiando una bibita al bancone del bar. Uno dei due ha abbracciato Shtjefni mentre l’altro ha estratto una pistola semiautomatica calibro 7, 65 e gli ha sparato tre colpi che hanno raggiunto l'albanese alla testa, alla tempia e all’orecchio. Non contento però il killer ha sparato altri due colpi, come a voler imitare il macabro rituale riservato a chi deve essere punito platealmente in seguito ad uno sgarro. Gli assassini infatti

avrebbero potuto aspettare l’uscita di Edmond Shtjefni dal locale e ucciderlo nel parcheggio, lontano da occhi indiscreti e senza correre troppi rischi. Invece il delitto è stato commesso davanti a 200 persone, come se chi l’ha ordinato volesse dare una dimostrazione pubblica. Le indagini dei carabinieri di Vigevano sono concentrate nell’ambito dello sfruttamento della prostituzione: l’ipotesi alla quale si sta lavorando infatti è che la vittima, fino a quel momento nota alla forze dell’ordine per essere un “pesce piccolo” della criminalità organizzata, in realtà negli ultimi mesi avesse deciso di mettersi in proprio, gestendo in maniera autonoma lo sfruttamento di alcune connazionali, costrette a prostituirsi lungo le strade del territorio. Una scalata che avrebbe dato parecchio fastidio a chi, rispetto a questi traffici, vanta da tempo una sorta di esclusiva. Questo potrebbe spiegare la scelta azzardata di aver orchestrato una sorta di pubblica esecuzione. Ma i sicari hanno commesso un

Nel fiume si cerca un cadavere ma è un mistero fitto

E’

al vaglio degli inquirenti la confessione di un uomo che dice di aver avuto un violento litigio con un cittadino nordafricano nei pressi del locale dove sabato scorso è stato ammazzato Edmond Shtjefni. Carabinieri e il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Como hanno scandagliato il tratto di fiume che va dal Lido Lungoticino fino a Motta Visconti alla ricerca del corpo dell’ipotetica vittima, finita da una coltellata. Sempre secondo il racconto del 40enne milanese, reo confesso, l’alterco sarebbe avvenuto nella serata di martedì 10 gennaio, esattamente 3 giorni dopo l’omicidio. Massimo riserbo e prudenza da parte degli inquirenti che hanno riscontrato alcune contraddizioni nell’autoaccusa del pregiudicato, uscito solo domenica scorsa dal carcere di Vigevano. Ma l’ipotesi che il corpo senza vita di un uomo possa essere stato gettato in acqua ha fatto comunque scattare le ricerche in attesa di riscontri. Una vicenda piuttosto nebulosa, complicata dal fatto che non si capisce se e come questa terribile ipotesi possa avere un nesso con quanto accaduto al Sayonara. Intanto anche ieri sono proseguite le ricerche, al momento senza esito. El.A.

Vive ad Abbiategrasso il pusher marocchino delle discoteche

E’

residente ad Abbiategrasso il giovane pusher di origine marocchina, arrestato sabato scorso a Milano con l’accusa di cessione di sostanze stupefacenti, in particolare marijuana e cocaina. Il 25enne, oggetto di un controllo da parte dei carabinieri, è stato pizzicato nei pressi di alcune discoteche di via Lomellina e via Piazzi, all’esterno delle quali si era creato un discreto giro di clienti. Dopo la convalida del fermo a suo carico, lo spacciatore è stato sottoposto alla prima udienza per direttissima, davanti al tribunale di Milano. Tenendo conto del fatto che si è trattato di un arresto in fragranza di reato, la sua posizione processuale potrebbe essere definita già nel corso del mese di gennaio. Più rapida ancora la strada del rito alternativo, che il legale del giovane sì è riservato di decidere se percorrere o meno.

L’ultimo domicilio conosciuto della vittima errore che potrebbe portare ad una svolta clamorosa già dalle prossime ore. Durante la fuga dal locale infatti i buttafuori del Sayonara, pensando inizialemte ad una rissa, hanno ingaggiato una colluttazione coi due albanesi nel tentativo di trattenerli dentro il locale. Gli esecutori materiali del delitto sono comunque riusciti a scappare ma sul posto uno dei due ha perso una scarpa da tennis. A questo punto gli inquirenti possiedono molto più di una semplice traccia, ma la firma del-

l’assassino. Dalla scarpa sarà possibile risalire al Dna di chi la indossava, dando così un nome e un volto a chi ha premuto il grilletto. Nel parcheggio del Sayonara è rimasta la Mercedes in uso allo Shtjefni, perquisita dai carabinieri, che nell’ambito delle indagini hanno anche esaminato i tabulati telefonici della vittima per capire se nella rubrica dei contatti sia contenuto anche il nome di chi sabato sera gli ha fissato l’appuntamento con la morte. Eleonora Aziani

OMICIDIO BERNARDINI

Imputato libero quando il processo?

iveva ad Abbiategrasso dal 1999, eppure nessuno sembra conoscere Edmond Shtjefni, il 32enne di origine albanese ucciso sabato scorso in un locale notturno di Vigevano. Forse anche chi lo conosceva bene non vuole parlare di lui perché la paura è tanta e nessuno desidera immischiarsi in questa brutta storia. L’ultimo domicilio conosciuto è quello di piazza Castello 21, ma nel cortile incontriamo una vicina che racconta del suo trasferimento altrove, risalente a due anni e mezzo fa. Dal 2006 non aveva più rinnovato il permesso di soggiorno, così nel 2008 il Comune lo aveva cancellato dall’anagrafe per irreperibilità. «Abitava qui con un parente - dice la donna che abita nella corte da quasi 30 anni - erano due ragazzi schivi e tranquilli, per il periodo che sono stati qui non hanno mai dato problemi. Qualche anno fa il coinquilino della vittima si è sposato e da allora hanno lasciato l’appartamento. Non so di preciso che fine abbia fatto, ma sapevo che si era trasferito da alcuni connazionali in zona Folletta». Chi conosceva bene Edmond Shtjefni erano i carabinieri, l’uomo infatti dallo scorso mese di luglio era sottoposto all’obbligo di firma in caserma, 4 volte la settimana, in seguito ad un arresto per furto aggravato, avvenuto a Milano. Tra i precedenti penali a carico della vittima c’era anche una condanna di primo grado a 16 mesi di reclusione per omicidio colposo, a seguito dell’incidente stradale, datato maggio 2006, che era costato la vita ad un 51enne abbiatense, travolto lungo la strada per Casterno. Ma anche per le forze dell’ordine quello di piazza Castello era l’ultimo domicilio conosciuto: «La notte in cui lo hanno ucciso - testimonia l’ex vicina di casa - i carabinieri hanno suonato il campanello alle 3 del mattino. Ho avuto paura e non ho aperto, ma un residente della corte ha spiegato loro che il 32enne non stava più qui da tempo». Finché è riuscito ad ottenere il permesso di soggiorno Edmond Shtjefni aveva svolto piccoli lavori di carpenteria, ma da 5 anni a questa parte nessuno sapeva più nulla delle sue attività. In un condominio popolare della Folletta abitavano due amici della vittima che potrebbero avergli dato ospitalità negli ultimi tempi. Della vita privata della vittima si sa però ben poco: non era sposato ma da qualche mese frequentava una donna, anche lei di origine albanese. Il corpo dell’uomo è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria. El.A.

GAGGIANO • Colpi al super

Tre rapine in sette mesi Dimeglio nel mirino

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artedì prossimo, 17 gennaio, sarà passato un anno dall’aggressione di Antonio Bernardini, l’uomo picchiato dal genero nel parcheggio della ditta da lui fondata, a Cassinetta, lungo la strada provinciale 526. A maggio del 2011, esattamente 5 mesi dopo il fatto, si era aperto il processo penale nei confronti dell’operaio 45enne, ex genero della vittima, accusato di lesioni gravi per aver picchiato selvaggiamente il suocero. Una settimana dopo l’avvio del dibattimento però era intervenuta la morte del Bernardini, ricoverato dal mese di gennaio prima in ospedale, poi in una casa di cura a San Pellegrino Terme. Un fatto che ha cambiato inevitabilmente il corso dell’azione giudiziaria, anche se la Procura di Vigevano non ha mai modificato il capo d’imputazione nei confronti dell’aggressore perché - come sostenuto dal pubblico ministero Alfonso Lauro - non è mai stato provata a livello medico una correlazione diretta tra il decesso e i traumi provocati al 67enne imprenditore. Una tesi sempre contestata dalla parte civile, rappresentata in aula dall’avvocato Andrea Schietti, legale della famiglia Bernardini, che si era costituita parte civile nel procedimento a carico dell’operaio 45enne. Dopo due mesi di processo (calendarizzato dal giudice Raffaella Filoni secondo un ritmo molto serrato) il 26 luglio scorso era arrivato il primo verdetto: si deve procedere per omicidio preterintenzionale, dunque il tribunale di Abbiategrasso non è più competente ma occorre spostare tutto a Vigevano, dove l’imputato verrà giudicato in sede collegiale. Decisione che, nonostante implicasse l’istruzione di un nuovo processo, aveva soddisfatto la parte civile, rassicurata anche dai lunghi termini di custodia cautelare preventiva disposti nei confronti dell’imputato. Nel giro di pochi mesi la situazione è però mutata, forse a causa della richiesta di scarcerazione presentata dal legale dell’imputato: l’uomo è stato rilasciato e al momento non esiste alcun appuntamento davanti ai togati vigevanesi. «Siamo in attesa di una convocazione - spiega l’avvocato Schietti - anche se per ora tutto tace. Credo che la Procura stia ancora aspettando la relazione della perizia medico legale, affidata lo scorso mese di luglio ad un perito. Dalle risultanze potrebbe emergere la sussistenza del rapporto tra il decesso e le lesioni permanenti subite dalla vittima. La parte civile è pronta a dare battaglia perché venga fatta giustizia». El.A.

L’entrata del megastore Dimeglio

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con quella di lunedì sera fanno tre: tre rapine nell’arco di circa 7 mesi ai danni del megastore di Dimeglio che ha aperto i battenti a fine aprile in via Milano. Lunedì sera due persone in sella ad un motorino si sono presentate davanti all’ingresso: una è scesa ed è entrata nel supermercato. Era un uomo con il volto coperto da un cappello passamontagna che impugnava un’arma. Si è diretto ad una cassa e ha obbligato la dipendente che stava lavorando a consegnare il denaro. Poi ha fatto dietro front in pochi minuti allontanandosi a bordo del motorino sul quale lo attendeva il complice. Il bottino è indicativamente compreso tra i 200 e i 300 euro. I carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso sostengono che il modus operandi è identico a quello dell'ultima rapina effettuata nei confronti di questo punto vendita, che risale soltanto al mese di dicembre. Ma un precedente colpo era già stato messo a segno a luglio, il che fa di questa struttura un obiettivo sensibile. Dimeglio non dispone di un servizio di vigilanza e si affaccia su una strada ad alto scorrimento: per i malviventi è dunque abbastanza facile, una volta compiuta la rapina, allontanarsi in direzioni diverse facendo perdere le proprie tracce. ne sanno qualcosa al vicino istituto di credito che dopo essere stato più volte rapinato ha deciso per una forma di sorveglianza privata. I colpi avvengono tutti nelle ore serali, per quanto riguarda questi ultimi due, è immaginabile che i rapinatori abbiano fatto conto sul buio. A.C.


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CRONACA

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GAGGIANO

abato scorso l’inaugurazione, lunedì la del locale: succede in via LiberaS Kebab aperto sabato zionechiusura dove un’attività di produzione e vendita di kebab gestita da cittadini di origine turca ha dovuto abbassare la saracinesca a tempo chiuso lunedi di record. Una chiusura temporanea, imposta

Manca l’autorizzazione

dalla polizia locale che ha verificato l’assenza delle regolari autorizzazioni. I gestori del locale hanno avuto fretta e sono partiti senza

che il commercialista inoltrasse a Comune e Asl la pratica. Che una volta giunta a destinazione consentirà la riapertura. In ballo resta però l’orario: c’è la richiesta di apertura fino alle 2 del mattino in un paese in cui attività di questo genere hanno l’autorizzazione a restare in funzione fino alle 22. Ma ora il Governo ha detto sì alla liberalizzazione degli orari: cosa deciderà il sindaco? A.C.

Due scontri lungo la statale Vigevanese hanno costretto alla chiusura di tre ore martedì pomeriggio

Mancata precedenza, poi frontale A Gaggiano e a Vermezzo la strada fa tre feriti

Le due auto dopo lo scontro avvenuto a Gaggiano

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a strada statale 494 è rimasta chiusa al traffico per circa tre ore dalle 15 a poco dopo le 18 martedì pomeriggio in conseguenza di due incidenti che si sono verificati all’altezza del comune di Gaggiano e a quello di Vermezzo. Due scontri avvenuti a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, che hanno provocato feriti, impegnato i soccorritori e le forze dell’ordine e comportato un intervento dei vigili del fuoco: il che ha comportato la necessità di tenere la stra-

L’elicottero trasporta a Milano la donna ferita

da sgombra da altri mezzi di trasporto. A Vermezzo lo scontro è stato frontale e ha riguardato una Volkswagen Passat che viaggiava verso Abbiategrasso che per cause ancora da chiarire ha invaso la corsia opposta andando a scontrarsi frontalmente contro un autocarro Ford Transit, alla guida del quale c’era un cittadino rumeno residente a Casteggio. L’uomo, 35 anni, è rimasto ferito leggermente, mentre è il condu-

cente della Passat ad aver avuto la peggio. Per estrarlo dall’abitacolo dell’auto i vigili del fuoco di Abbiategrasso hanno dovuto tagliare il tettuccio dell’auto. Poi i soccorritori hanno verificato le sue condizioni e lo hanno trasportato in ambulanza all’ospedale San Carlo di Milano. E’ricoverato in Rianimazione e dunque al momento è totalmente impossibile stabilire cosa gli sia successo mentre si trovava per strada. L’impatto fra i due veicoli è stato forte, nonostante ci siano tracce

ABBIATEGRASSO • Continuano i furti di rame

Via i pluviali anche in via Saffi L’

ennesimo furto di rame si è verificato nella notte del 22 dicembre in due condomini di via Saffi. I ladri hanno staccato dai muri i tubi deli pluviali per le acque di scarico e quello del tettuccio di ingresso all’edificio. La segnalazione dell’accaduto arriva da un lettore che intende mettere in guardia contro i malviventi che si appropriano del rame, metallo davvero ricercato a quanto pare, per il quale non si guarda in faccia a niente, dal momento che viene tolto da edifici pubblici e privati, dai cimiteri, dai cantieri, dalle stazioni ferroviarie. Il lettore invita anche a riflettere sul fatto che, a questo punto, gli amministratori di condominio debbano cominciare a ipotizzare la stipula di un’assicurazione contro questo reato.

GAGGIANO • Molto allarme per una caduta

Giù dalla scala, ma se la cava U

n operaio di 45 anni è caduto da una scala e ha compiuto un volo di 4 metri. E’ successo sabato pomeriggio della scorsa settimana poco prima delle 17 nella zona industriale di Vigano Certosino: l’uomo si trovava in uno dei tanti capannoni della zona e stava effettuando delle pulizie quando per cause ancora da stabilire è caduto a terra. Subito sono stati allertati i soccorsi e a titolo precauzionale è stato anche richiesto l’invio dell’elisoccorso. L’elicottero si è alzato in volo dall’ospedale Niguarda di Milano, ma non è questo il mezzo con il quale è poi stato trasportato il ferito. La situazione, che in un primo momento era parsa gravissima, si è ridimensionata, poiché le condizioni del ferito sono apparse gravi, ma non tali da comportare il pericolo di vita. Cadendo l’uomo ha battuto le gambe.

Molto dolore dunque e la necessità di un trasferimento immediato al pronto soccorso dell'ospedale Cantù di Abbiategrasso dove però è arrivato in ambulanza. Ingente il dispiegamento di forze sul luogo dell’infortunio: due le pattuglie del consorzio di polizia I Fontanili che erano state preallertate per favorire l’atterraggio dell’elicottero, oltre all’ambulanza della Croce Oro di Gaggiano che ha trasportato il ferito all’ospedale. A.C.

Il tratto della strada statale a Vermezzo

di frenata lungo la strada. La velocità però era ridotta per entrambi a causa del traffico. A Gaggiano invece l’incidente si è verificato in un punto già teatro di innumerevoli scontri: l’incrocio di confluenza tra la strada statale 494 e la provinciale 236 da Cisliano. Da quest’ultima arteria si è affacciata lungo la strada statale una Ford Focus che ha poi svoltato verso sinistra in direzione di Milano. Ciò è avvenuto proprio nel momen-

to in cui da Trezzano proveniva una Renault Clio guidata da una donna abbiatense di 55 anni che è rimasta ferita. In suo soccorso è arrivata l’automedica e l’elisoccorso; quest’ultimo l’ha trasportata all’ospedale San Raffaele di Milano. Le sue condizioni sono critiche, ma l’automobilista non è in pericolo di vita. Nessuna conseguenza per l’uomo di 62 anni di Trezzano che si trovava al volante dell’altra auto. Alessandra Ceriani


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ABBIATEGRASSO • Processo agli agenti di viaggio falliti

In aula sfilano i testimoni «Noi in vacanza ci siamo stati» «Nessuna volontà di raggiro da parte degli imputati»

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ta per arrivare alla resa dei conti la vicenda processuale che vede protagonisti due fratelli di 62 e 58 anni, accusati di appropriazione indebita nei confronti di una trentina di clienti della loro agenzia viaggi, chiusa da un giorno all'altro nell'agosto del 2008. A sporgere denuncia nei confronti dei titolari dell'agenzia erano stati alcuni clienti che pur avendo versato gli importi relativi alle vacanze che avrebbero dovuto fare, si sono trovati a dover vi rinunciare per l'inaspettato quanto repentino fallimento. Dopo che nelle udienze precedenti il giudice Roberto De Vincenzi aveva sentito le parti offese, rappresentate in aula dagli avvocati Federico Brausi e Cristiano Principe, martedì è stata la volta dei testimoni della difesa. L'avvocato Giovanni Bosco, legale dei due imputati, ha infatti convocato una decina di ex clienti dell'agenzia che - nonostante le vicende burrascose del 2008, culminate con l'abbassamento della saracinesca del negozio -

Manca l’ultima parola

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veva suscitato scalpore l'arresto del direttore dell'Agenzia delle Entate, messo a segno dalle Fiamme Gialle nel settembre del 2008. L'imputato, 56 anni di origine pugliese, è accusato di vari reati tra i quali concussione e appropriazione indebita. «L'inchiesta era partita da un'indagine nei confronti della persona offesa (nel frattempo deceduta ndr) in relazione alle dichiarazioni dei redditi degli anni dal ‘99 al 2004 - ha spiegato al giudice il maresciallo della Guardia di Finanza di Melegnano che ha condotto le indagini - è emerso che i soldi destinati al pagamento delle imposte in realtà erano stati girati su un conto corrente riferibile all'imputato. La parte lesa infatti aveva compilato una serie di assegni a favore del direttore dell'agenzia delle entrate, assegni che sono stati versati dall'allora compagna dell'imputato». La difesa dell'ex direttore vorrebbe proporre il risarcimento del danno subito. In questo caso il reato potrebbe essere estinto, ma la Procura ha preso tempo riservandosi di valutare entro la prossima udienza del 7 febbraio la sussistenza di un'aggravante che se provata renderebbe il reato perseguibile d'ufficio. El.A

Condannato in contumacia

L’esibizionista è sparito nel nulla U

na donna impegnata nella pulizia dei vetri di casa lo aveva visto mentre seduto sulla panchina di un parco pubblico si era slacciato i pantaloni, mostrando ai passanti “le sue grazie”. Per la verità la testimone aveva riferito di gesti inequivocabili compiuti dal 42enne napoletano Antonio Pasta, condannato dal giudice a 4 mesi di reclusione per atti osceni in luogo pubblico. L'episodio, per il quale erano intervenuti i carabinieri di Rosate chiamati dalla testimone oculare del fattaccio, si era verificato ai giardini pubblici di Rosate, nel corso della primavera di 4 anni fa. All'epoca, le forze dell'ordine avevano denunciato il Pasta a piede libero. Nel corso dell'istruttoria dibattimentale, alla quale l'imputato non ha mai preso parte, è stato provato che l'uomo aveva una serie di segnalazioni in tutta Italia per fatti analoghi. Per questo il giudice Raffaella Filoni aveva disposto nei suoi confronti una perizia psichiatrica, che potesse accertare le reali condizioni di salute del 42enne e la sua capacità di stare in giudizio. Dopo un anno di tentativi da parte della Procura di Vigevano, delle forze dell'ordine e persino della psichiatra Raffaella Zanardi, incaricata di redigere la perizia, l'uomo è stato dichiarato irreperibile senza che nessuno abbia mai avuto la possibilità di visitarlo. Sembra letteralmente scomparso nel nulla e al giudice non è rimasto altro che condannarlo in contumacia. El.A.

ABBIATEGRASSO erano comunque riuscite a portare a termine i loro viaggi senza alcuna difficoltà. C'è chi si era fatto una vacanza in Norvegia, chi aveva trascorso qualche giorno a Eurodisney e persino chi era partito per una lunga crociera, pagando a maggio la vacanza.

La tesi difensiva portata avanti dai fratelli mira infatti a dimostrare che non c'è mai stata la volontà di raggirare i clienti, pur sussistendo serie difficoltà economiche nell'onorare gli impegni assunti con l’istituto di credito al quale si appoggiavano. Proprio per questo moti-

vo l'avvocato Giovanni Bosco, rinunciando a 5 dei 10 testimoni, ha chiesto che alla prossima udienza del 20 marzo venga ascoltato in qualità di testimone il direttore della banca, presso la quale era depositato il conto corrente dell'agenzia. Eleonora Aziani

ABBIATEGRASSO • La tesi dell’avvocato difensore

«Te l’ho presa!»: non la droga, ma la caffettiera I

l pubblico ministero Mario Andrigo ha chiesto 1 anno di reclusione, oltre al pagamento di una multa pari a 2 mila e 500 euro, per il 25enne abbiatense accusato di detenzione ai fini di spaccio di 250 grammi di hashish. Il giovane, tuttora sottoposto al regime degli arresti domiciliari, era stato arrestato la notte tra domenica 10 e lunedì 11 dicembre in seguito ad una perquisizione prima personale poi domiciliale effettuata dai carabinieri di Abbiategrasso che avevano intereccetato l’auto del 25enne nei pressi di una pompa di benzina lungo viale Mzzini. L'avvocato Francesco Catania, in accordo con il suo assistito, all'udienza per direttissima dello scorso 20 dicembre aveva chiesto di essere ammesso al giudizio abbreviato, scelta che in caso di condanna gli permetterebbe di beneficiare dello sconto di un terzo sulla pena finale, che in ogni caso non potrebbe essere sospesa in virtù di un precedente specifico a carico dell’imputato, risalente al 2008. Secondo la pubblica accusa il reato di detenzione ai fini di spaccio sarebbe provato dal fatto che lo stupefacente scoperto si presentava già frazionato e quindi - a detta del pm - pronto per essere ceduto. «Stiamo parlan-

Via col rame sull’auto rubata: 2 anni in carcere H

a deciso di patteggiare il 42enne di origine salernitana, arrestato lo scorso 14 giugno ad Abbiategrasso mentre tentava di portar via da un cantiere edile svariati pluviali in rame dal valore complessivo di 10 mila euro. Il ladro non era riuscito a portare a termine il suo piano criminale grazie all’intervento dei carabinieri che lo avevano fermato a bordo di una Ford Escort, risultata rubata. La pena di 2 anni di reclusione 4 mila euro di multa, concordata con il pubblico ministero Mario Andrigo, comprende diversi capi d’imputazione che vanno dal tentato furto alla ricettazione, fino alla guida senza patente. L’imputato infatti, sprovvisto del permesso di giuda, aveva appiccicato una sua fotografia alla patente lasciata dal legittimo proprietario a bordo della macchina rubata. L’uomo, gravato da alcuni precedenti penali ha trascorso gli ultimi sei mesi in carcere; potrà uscire solo per 15 giorni in attesa che vengano depositate le motivazioni della sentenza. Dopodiché le porte del Piccolini di Vigevano si chiuderanno di nuovo dietro alle sue spalle. El.A.

GAGGIANO

Il luogo in cui è stato fermato il giovane do di un quantitativo tutt’altro che irrisorio di hashish ha ribadito il dottor Andrigo se si fosse trattato di autoconsumo perché dividere la sostanza in quel modo?». Di tuut’altro parere la difesa che nel chiedere l’assoluzione dell’imputato ha anche prodotto una serie di giustificativi, volti a dimostrare che alcuni sms contestati al giovane e attribuiti dalla procura alla sua presunta attività di spaccio in realtà riguardano acquisti effettuati dallo stesso per conto di un vicino di casa e altri conoscenti. «Il mio assistito lavorava come stagista in un negozio di elettrodomestici - ha puntaliazzato l’avvocato Catania - per questo ha scritto ad un vicino: «Te l’ho presa, era l’ultima, stasera te la porto; stiamo parlando di una moka e non di droga!». Stesso discorso per altri sms analoghi, inseriti come prove nel fascilo del pubbli-

co ministero. La difesa ha puntato in primo luogo all’assoluzione del 25enne perché non sarebbe provata la finalità di spaccio. «Nella malaugurata ipotesi in cui il giudice decidesse di condannare il mio assistito - ha aggiunto la difesa chiediamo di sostituire la pena detentiva con lo svolgimento di una mansione di pubblica utilità». In altre parole: niente carcere in favore di un lavoro socialemte utile, per la durata stabilita dal giudice Raffaella Filoni. Quest’ultima, dovendo valutare la sussistenza o meno di convenzioni tra il tribunale e il Comune rispetto a questo tipo di attività ed essendo chiamata, in ultima analisi, ad esprimersi sull’idoneità del lavoro individuato, ha rimandato a martedì prossimo, 17 gennaio, la decisione finale. El.A.

Botte al figlio col bastone per il giudice è colpevole L’

ex moglie lo accusava di aver inseguito e picchiato il figlio di 8 anni con un bastone. Lui, 72 anni di Gaggiano attualmente residente in un paesino della Puglia, per quei fatti risalenti all’ottobre del 2004 è stato condannato a 4 mesi di reclusione, potendo beneficiare però della sospensione condizionale della pena e della non menzione. La vicenda processuale in questione ha come sfondo una separazione burrascosa caratterizzata da denunce incrociate tra i due coniugi in rotta, sfociate in procedimenti giudiziari alcuni dei quali ancora in fase di definizione. Secondo la difesa del gaggianese non sarebbero state sufficienti le prove del presunto pestaggio contestato nel capo d'imputazione e sostenuto con forza dalla parte civile, ovvero dalla madre del minore. «A parte il fatto che mancano i testimoni oculari ha detto davanti al giudice l’avvocato del 72enne - i fatti in esame dovrebbero essere derubricati a “uso improprio degli strumenti di correzione” anzichè lesioni aggravate dai futili motivi. Quanto invece alle versioni fornite dal minore, colloqui individuali e non solo, hanno dimostrato che la presunta vittima era inattendibile perché emotivamente troppo legato alla madre». Non dello stesso parere il giudice che, esaminando tutta la documentazione, contenente anche le carte relative alla separazione, ha avvalorato la tesi della pubblica accusa. El.A.


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La brutta sensazione di non capire come e perché si spende

Bollette a tutto gas Due storie tra le tante, tra conguagli e “consumi”

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iù di millecinquecento euro. Quando ha aperto la bolletta del gas e ha letto l'importo addebitato direttamente in banca, un artigiano di Abbiategrasso si è preso un colpo. Anche perché Aemme Linea Energie non glieli aveva addebitati per il riscaldamento dei capannoni della ditta, bensì per casa sua. Com'è possibile?, si è chiesto il tale. Dopo di che ha notato la dicitura "conguaglio" e il periodo di riferimento "biennio 20102011". Oh bella - si è detto - e io come faccio a controllare per sapere se effettivamente i miei consumi sono andati così oltre? E soprattutto, perché improvvisamente mi devo trovare una "botta" così da sborsare? E lo ha chiesto anche al servizio clienti della azienda erogatrice, contattabile tramite il numero verde riportato sulla stessa bolletta: 800.911.100. In effetti, in fondo alla seconda facciata del documento contabile, sotto la scritta "Totale bolletta" e la relativa cifra, c'è più in piccolo, ma ben leggibile, la scritta "salvo conguaglio". Ma perché un utente si debba trovare inconsapevolmente, sulla base dei consumi presunti calcolati dalla stessa azienda, con un debito di migliaia di euro, risulta incomprensibile e non mette di buon umore. Come uscirne? Come evitare il ripetersi di situazioni analoghe? Come, in altre parole, sottrarsi al meccanismo dei consumi presunti e degli addebiti certi che rendono decisamente complicato raccapezzarsi e far quadrare, a fine anno, i conti? Dal servizio clienti l'utente viene informato che potrà provvedere lui stesso alla lettura periodica dei suoi consumi reali, comunicandoli all'apposito numero verde (un altro, stavolta 800.243.065) nei giorni compresi tra il 20 ed il 25 di ogni mese. Detto, fatto, l'utente provvede in tal senso il 21 del mese successivo. Ma non serve a molto: la seguente bolletta tiene sì conto della lettura effettuata e comunicata dall'utente secondo le indicazioni ricevute, ma a quello aggiunge un'altra quota di consumo presunto, relativo ai restanti 10 giorni del mese, addebitando-

gli di fatto un'ulteriore quota extra. E alle ulteriori rimostranze dell'utente, che si reca stavolta agli sportelli di Amaga per chiedere spiegazioni, salta fuori che la lettura andrebbe fatta più opportunamente negli ultimissimi giorni del mese.... Un caso isolato? Certo che no. L'altra storia analoga è quella di un pensionato alle prese già con una serie di problemi che ne minano la capacità finanziaria: 600 euro di gas, sempre come conguaglio. E poi avanti con i consumi presunti: «Non posso, quando vedo arrivare la bolletta, dover fare gli scongiuri temendo che mi venga addebitata, in anticipo o in ritardo che sia, una cifra di cui magari in quel momento nemmeno dispongo! Quando sono andato in viale Cattaneo all'Amaga per spiegare la mia situazione, come prima cosa mi sono sentito rispondere che avrei dovuto andare a Legnano. A Legnano! Capito!? Ho dovuto rispondere a muso duro: secondo lei con che cosa ci vado? Ho 75 anni e una bicicletta… E comunque il mio problema cerco di risolverlo comunicando sempre e scrupolosamente la lettura dei miei consumi reali, anche se non si può mai stare tranquilli…». Bollette, l'eterno rebus. Un altro utente ce ne porta da vedere due consecutive. Nel primo caso, nel "dettaglio letture", viene specificato quanto segue: «Abbiamo calcolato che in 91 giorni lei abbia consumato 48 metri cubi»; totale da pagare (entro i due mesi successivi), 16 euro scarsi (che bellezza!). Nel secondo caso, i giorni diventano uno in più (92) ed i metri cubi 7 in meno (41), sempre secondo i calcoli dell'azienda; eppure (udite udite!) l'importo da pagare è quasi triplicato (circa 46 euro)… In questo caso cifre da poco, si capisce. Ma è dà una pessima sensazione, specie di questi tempi, non riuscire a capire come e perché si spendono i soldi. M.A.

CON AEMME LINEA ENERGIE

Botta e risposta sulle letture xxxx Q

uattro seplici domande ad Aemme Linea Energie e altrettante risposte molto articolate (su certi particolari tecnici torneremo anche prossimamente), fornite da Andrea Griffanti, che della società è il dirigente commerciale. Come deve fare l'utente per tenere sotto controllo i suoi consumi di gas ed evitare di ricevere bollette sulla base di metri cubi ipotizzati? «Anche tenendo conto di quanto indicato nella successiva risposta 3 il Cliente deve comunicare i consumi verso fine mese tramite il sistema di autolettura, attivo 24 ore su 24 gratuitamente da telefono fisso e cellulare oppure, previo registrazione, tramite il servizio on-line. Tutto ciò è indicato sulla bolletta nella sezione “notizia utili” ove viene indicato: 800 243 065 servizio di autolettura. Il servizio è gratuito ed è attivo 24 ore su 24 tutti i giorni dell'anno. Comunicando la lettura, previa validazione del distributore locale, questa sarà utilizzata nella prima fattura utile. In alternativa, per tutti i clienti registrati, è possibile avvalersi del nostro portale, utilizzando la sezione Sportello virtuale on line. Il suo codice di autolettura è posto sulla prima pagina del documento di fatturazione in alto a destra». In quali giorni va effettuata l'autolettura? Abbiamo utenti che sostengono di essersi sentiti dire una cosa dal numero verde del servizio clienti (dal 20 al 25 del mese) e un'altra agli sportelli Amaga (gli ultimi giorni del mese). «Per semplicità e praticità verso il cliente, il sistema di autolettura di Aemme Linea Energie è sempre attivo e, quindi, è possibile rilasciare l’autolettura sempre. Ovviamente, è preferibile utilizzare il sistema negli ultimi giorni del mese (dal 25 in poi) al fine di evitare periodi a “stima consumi fine mese” particolarmente ampi. La comunicazione tra sportello e call center è univoca: in ogni caso provvederemo ad effettuare un controllo (sui grandi numeri di addetti coinvolti qualche lieve problema di comunicazione può sempre succedere)». Per quale ragione, all'utente che fa l'autolettura il giorno 21 del mese, viene poi addebitato il consumo presunto dei giorni dal 22 al 31 seguente e non si attende la successiva autolettura che ovviamente comprenderà anche il consumo effettivo del bimestre precedente? «In pratica ciò è dovuto al fatto che l’assetto del sistema gas non consente più al venditore di effettuare le letture, ma tale attività è demandata un unico soggetto terzo (distributore) che legge, secondo frequenze stabilite ma, ovviamente, non coerenti con i programmi di fatturazione dei singoli venditori: in pratica non è più possibile programmare un calendario di fatturazione ad acconto o a saldo, in quanto non è più possibile programmare la campagna di rilevazione dei consumi in coerenza con il proprio piano di fatturazione». Perché se la bolletta è riferita al bimestre viene indicato il calcolo del consumo presunto relativo a circa 90 giorni? «Questo mi suona molto strano. Potrebbe essere un caso particolare riferibile ad un cliente che ha attivato la fornitura qualche settimana prima del bimestre oggetto di fatturazione, oppure si tratta non di un bimestrale ma di un trimestrale: se è disponibile la copia della fattura fornirò ulteriori dettagli». M.A.


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Una delegazione abbiatense alla Festa del Freddo di Ellwangen

Gemellaggio al galoppo Oltre 600 cavalli alla tradizionale fiera tedesca Prc in piazza per il lavoro... con le arance

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l circolo abbiatense del Partito della Rifondazione comunista propone per sabato 14 gennaio dalle 9.30 alle 17.30 un presidio in piazza Marconi in difesa del lavoro e del salario. “Arancia metalmeccanica e non solo”, questo il titolo dell’evento, è un’iniziativa che si sta svolgendo in diverse città a sostegno delle lotte dei lavoratori. Verranno distribuite arance biologiche acquistate da produttori siciliani a un prezzo concordato, quindi equo per i coltivatori (evitando di strozzarli con i contratti capestro imposti dalla grande distribuzione) e solidale con i lavoratori (la raccolta viene effettuata senza ricorrere al lavoro nero). Il ricavato della vendita servirà come “prima pietra”per la costruzione di un fondo che, in accordo con i sindacati, sosterrà i lavoratori in difficoltà per la crisi e la manovra finanziaria che penalizza lo sta-

C’

erano il sindaco di Abbiategrasso Roberto Albetti con gli assessori Valter Bertani, Beatrice Poggi e Francesco Lovetti, e c’era il primo cittadino di Morimondo Marco Marelli con Maurizio Spelta e Donato Bandecchi, assessori del piccolo comune, alla tradizionale fiera dei cavalli o Kalter Markt, la Un momento conviviale durante la Festa del Freddo “Festa del freddo” che si è svolta a Elvolta un’iniziativa interessante per conoscere lwangen dal 7 all’11 gennaio. le attività produttive e commerciali locali, e ci La delegazione italiana partita alla volta permette di entrare in contatto anche con le della cittadina tedesca gemellata da vent’anni tradizioni e il folklore di Ellwangen - spiega il con Abbiategrasso era composta da una cin- sindaco Roberto Albetti - Dopo le celebrazioquantina di persone: per loro è stato organiz- ni per il ventennale, organizzate ad Abbiatezato un pullman partito da Abbiategrasso sa- grasso nell’ottobre scorso, si apre oggi la posbato mattina e rientrato lunedì sera. sibilità concreta di stabilire accordi e relazioLa festa è stata un nuovo momento di ri- ni con il contesto lavorativo, sociale e cultutrovo sia con gli amministratori e la comunità rale delle città gemellate. Insieme alla deledi Ellwangen sia con i rappresentanti di Lan- gazione di Langres, infatti, abbiamo incongres, l’altra cittadina francese gemellata e trato i responsabili della Pro!Ellwangen, rappresentata nell’occasione dal suo sindaco l’ente che si occupa del coordinamento delle Didier Loiseu, che ha visitato la fiera. attività produttive e di promozione del terriPiù di 600 cavalli in mostra e pronti ad torio nella città tedesca. Il nostro obiettivo è esibirsi in parate per le vie del paese sono sta- rafforzare lo spirito di progettualità e conditi un’attrazione che ha entusiasmato i parteci- visione presente in tutte le iniziative del gepanti anche se il clima quest’anno - e non per mellaggio: vogliamo sviluppare una conceril freddo, che tutti sono preparati a sopporta- tazione tesa a ottenere risultati importanti, in re, ma per la pioggia - ha imposto la necessità questo momento storico segnato dalla crisi di rivedere il programma. europea». «Trovo che la Fiera del Freddo sia ogni A.C.

Indicato da Regione Lombardia

Gian Pietro Beltrami nel direttivo del PdT G

ian Pietro Beltrami entra a far parte del direttivo del Parco del Ticino. Lo ha deciso la Regione Lombardia che, ai sensi del nuovo statuto dell’ente approvato agli inizi di dicembre, deve indicare un proprio rappresentante all’interno del direttivo (che adesso si chiama “consiglio di gestione”). In attesa quindi dell’assemGian Pietro Beltrami blea (diventata “comunità del Parco”), convocata nel pomeriggio di sabato 28 gennaio, dalla quale usciranno i nomi degli altri 4 componenti dell’ex cda, il Pirellone ha mosso per primo scegliendo appunto Beltrami, che non è certo un volto nuovo della politica locale ma può vantare un curriculum di tutto rispetto. Pavese di origine (è nato a Santa Maria della Versa 63 anni fa), ex direttore responsabile della tesoreria centrale della Banca Popolare di Abbiategrasso (e come tale, quindi, per anni a diretto contatto con enti e istituzioni del territorio), ha ricoperto incarichi di spicco nel Partito socialista italiano, di cui è stato segretario sia di zona sia provinciale. Per 10 anni vicesindaco di Besate, nel 2009 è rientrato nell’amministrazione del piccolo paese (stavolta all’opposizione) come capogruppo consiliare del PdL. E’ uno degli esponenti di punta sul comprensorio abbiatense dei “Riformatori azzurri”, il movimento creato da Francesco e Alessandro Colucci, assessore regionale ai Sistemi verdi e al paesaggio della Lombardia. La prima dichiarazione di Beltrami come amministratore del PdT è improntata al dialogo: «Credo che il Parco del Ticino debba aprirsi sempre più al confronto con i sindaci e le amministrazioni del territorio. Non dev’essere più, se mai lo è stato, un ente che tendenzialmente dice di no, ma deve andare incontro alle esigenze di quei comuni che l’hanno creato, coniugando l’impegno per la salvaguardia ambientale con le necessità dello sviluppo». A.M.


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A dispetto delle polemiche suscitate dall’accoglienza “obbligata”

L’ondata di profughi libici non è mai arrivata

Appello della Consulta stranieri

Censimento da fare entro il 31 gennaio

I 5 immigrati senza tetto ospitati dalla Caritas erano già qui

Q

uando in autunno il previsto arrivo in Italia di profughi provenienti dalla Libia e dai paesi confinanti in guerra aveva indotto il governo ad adottare misure per il ricovero dei migranti e ad attivare i Prefetti nell’individuazione della “capacità adottiva” di ogni area della nostra nazione, le polemiche erano subito esplose: il Paese, si diceva, non è in grado di farsi carico dei problemi di queste persone. Anche a livello locale si era percepito del malcontento, subito stoppato dai sindaci dei comuni capofila, che per questa zona erano Abbiategrasso e Magenta. La nostra città e l’area circostante avrebbe dovuto, secondo le stime del Prefetto, farsi carico di 25 migranti per i quali era dovuta una sistemazione. In cambio dell’ospitalità presso le strutture convenzionate con i Comuni, lo Stato avrebbe versato per ciascuno straniero in fuga dalla guerra 36 euro. I prefetti avevano sessanta giorni di tempo per concedere o meno lo status di rifugiato politico ai mi-

L’assessore alla Protezione civile Valter Bertani granti. In realtà le cose sono andate diversamente e quello che secondo alcuni avrebbe potuto diventare un problema sociale, in realtà si è ridimensionato da solo: «Perchè gli arrivi non ci sono stati - spiega l’assessore alla Protezione civile Valter Bertani - e così Abbiategrasso che avrebbe dovuto ospitare cinque persone in realtà non le ha mai viste. Due sono state mandate a Besate, un nucleo familiare di tre persone e a Morimondo, ma certo la te-

mibile ondata di profughi non si è vista» . Non solo: stabilire se i migranti approdati in modi diversi in Italia fossero realmente libici o comunque provenienti da Stati in cui non era possibile rimanere a causa delle rivolte scoppiate già nella scorsa primavera, si è rivelata - guarda caso - operazione assai più lunga, che infatti non è ancora conclusa. Così per esempio i tre cittadini che abitano a Morimondo possono rimanere in Italia in virtù di un per-

messo di soggiorno temporaneo che è stato loro appena rinnovato, proprio perché la loro posizione non è ancora stata definita. Le preoccupazioni a suo tempo erano riferite alle difficoltà che i comuni avrebbero incontrato nel provvedere, come stabilito dal Governo italiano, a individui che non potevano essere impiegati per nessun lavoro e che avrebbero dovuto essere messi nella condizione di imparare l’italiano. Ma questo capitava prima che Gheddafi venisse trovato e ucciso, prima che la Libia repentinamente si riprendesse dalla fine della dittatura e dai pericoli che ne conseguono. Ad Abbiategrasso attualmente, sempre secondo l’assessore Bertani, vivono soltanto 5 persone extracomunitarie sprovviste di un tetto: donne e bambini che hanno trovato ospitalità in un alloggio della Caritas. Si tratta però di stranieri che non sono arrivati dalla Libia e non in conseguenza delle rivolte. Alessandra Ceriani

Gli uffici comunali di piazza Vittorio Veneto

L

a Consulta stranieri del Comune di Abbiategrasso ha diramato un appello urgente indirizzato agli immigrati residenti in città. In merito alla comunicazione apparsa il giorno 22 dicembre nel sito del Comune di Abbiategrasso, che illustrava le novità relative al rilascio delle certificazioni da parte dei Servizi Demografici, la Consulta precisa che le innovazioni introdotte non riguardano la compilazione del 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni, che per la maggior parte delle famiglie è stato effettuato negli ultimi mesi dell’anno scorso. Pertanto, tutti i cittadini di origine straniera residenti ad Abbiategrasso che non abbiano ancora consegnato o spedito il modulo possono farlo fino al 31 gennaio 2012. E’ consentita sia la compilazione on line, collegandosi al sito censimentopopolazione.istat.it, sia la consegna a mano agli uffici municipali, presso l’Anagrafe di piazza Vittorio Veneto 7, aperta al pubblico il lunedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 12,30, il martedì dalle 9 alle 14,30, il mercoledì dalle 9 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30, il sabato dalle 9 alle 12. La mancata compilazione o consegna comporterà la cancellazione dall’Ufficio dell’Anagrafe delle persone non censite. Il consiglio della Consulta è quindi quello di procedere al “passa parola” riguardo a questa informazione, contattando le persone che si trovano nella situazione indicata, unitamente al suggerimento di non aspettare l’ultimo momento per evitare gli imprevisti che non mancano mai. Per qualsiasi informazione o chiarimento, si consiglia anche di chiamare il numero di telefono 02-94692356 o andare di persona agli uffici del Comune.


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Consuntivo 2011 della Fondazione per Leggere, guardando al futuro

In crescita gli iscritti, biblioteche a gonfie vele I 54 Comuni aumentano il contributo pro capite

L

a Fondazione per Leggere manda in archivio un 2011 da incorniciare. Lo conferma il presidente, Cesare Nai, che in attesa del 25 gennaio, quando si terrà l’assemblea generale dei 54 comuni che compongono l’ente (ai quali si dovrebbe aggiungere a breve Casorezzo, che ha già presentato richiesta formale in tal senso), anticipa qualcuno dei contenuti di quella che sarà la sua relazione consuntiva. «L’impegno obbligato per tutte le istituzioni, di questi tempi, è mantenere i conti a posto senza rinunciare a sviluppare l’attività - osserva Nai - In momenti non facili la tentazione è quella di fermarsi, anche se ciò comporta il rischio di arretrare. Noi, invece, pur senza rinunciare a cercare ogni margine di risparmio e di economicità, abbiano messo in campo iniziative nuove per consolidare il ruolo e l’immagine della Fondazione, diffondere il suo brand, cercare nuove adesioni». Il primo dato positivo è appunto l’aumento degli iscritti attivi: «Per noi sono tali coloro che effettuano almeno un prestito all’anno spiega il presidente - a questi vanno aggiunti coloro che, ad esempio, utilizzano il sito o Medialibrary, o leggono le riviste. In ogni caso, gli iscritti complessivi sono ormai 110 mila su una popolazione di circa mezzo milione di abitanti, a dimostrazione che ci sono i presupposti per poter crescere ancora. Nel 2011 abbiamo confermato il milione di prestiti raggiunto nel 2010». In più, la Fondazione ha partecipato a fiere, sagre, mercatini e manifestazioni varie in comuni piccoli e grandi, distribuendo materiale informativo e raccogliendo fondi. «Abbiamo conteggiato 27 uscite di questo tipo - prosegue Nai - Abbiamo potenziato la presenza sulla stampa, anche con iniziative mirate cone quella che presenta sulla Libertà i nuovi arrivi nelle biblioteche; abbiamo patrocinato molti eventi, a cominciare dalla presentazione di libri, che spesso hanno visto le sale piene, smentendo il luogo comune secondo il quale la gente sta incollata davanti alla tv: se l’offerta culturale è valida, il pubblico risponde. Abbiamo cercato di sollecitare la generosità degli iscritti perchè, se è vero che i nostri servizi sono gratuiti

Cesare Nai riceve il premio di Federculture a Roma

Prestigiosa nomina a Milano

E il direttore Parise è diventato dirigente I

Lo stand della Fondazione per Leggere alla fiera di Abbiategrasso perchè finanziati dai Comuni, è anche vero che, per fare di più e di meglio, servono risorse aggiuntive: la campagna per reclutare soci sostenitori ha visto raddoppiare il loro numero, e al di là della consistenza effettiva dei fondi recuperati in questo modo, l’aumento è un segnale positivo perchè si dà qualcosa a qualcuno che si apprezza. Abbiamo ricevuto da Rcs una donazione consistente, di ben 12 mila volumi, che dopo esser stati raccolti nel nostro magazzino centrale di deposito vengono distribuiti in queste settimane alle biblioteche: 8 mila sono già stati consegnati. Infine, abbiamo avviato i Simposi, momenti conviviali a tema che abbinano la cultura letteraria a quella enogastronomica. Nelle nostre intenzioni servono a creare gruppi fidelizzati che possano favorire le promozione dell’ente, diffondendo (meglio se con qualche opinion leader) un sentiment positivo nei nostri confronti. Finora sono andati bene, con punte di eccellenza come la cena all’Annunciata inserita nel programma di Abbiategusto». Annunciata il cui progetto di gestione, che verrà esaminato nella prossima assemblea, rappresenta un’ipotesi di lavoro tutt’altro che marginale nel programma di Fondazione per Leggere: «Il coronamento del percorso effettuato per raggiungere livelli di eccellenza nei servizi istituzionalmente erogati l’abbiamo ricevuto con il premio assegnatoci da Federculture, che ha voluto

riconoscere la bontà della nostra gestione conferendo, per la prima volta, un riconoscimento di questo tipo a un sistema bibliotecario. La progettualità, di cui il capitolo Annunciata è uno degli elementi portanti, ci ha consentito di andare oltre l’ordinaria amministrazione e anche in questo caso il 2011 è andato molto bene. Abbiamo partecipato a due bandi della Fondazione Cariplo, ottenendo un finanziamento sia per Formambiente, percorso partecipato di informazione sulle tematiche ambientali, sia per Vivicultura, che punta a costruire un network per veicolare in modo mirato le informazioni sugli eventi culturali del territorio». E per il 2012? «Intanto ringrazio i 54 Comuni che, nonostante le difficoltà economiche, hanno deciso di aumentare la quota pro capite che ci versano - conclude Nai - Evidentemente credono nel concetto di squadra che abbiamo sempre proposto, invitando a mettere da parte divisioni territoriali e ideologiche. Quest’anno tutti i Comuni entreranno a far parte dell’acquisto centralizzato, conferendo alla Fondazione anche le somme per comprare i nuovi libri. Per il resto, proseguiremo sulle linee programmatiche decise dal consiglio di indirizzo per il triennio che terminerà nel 2014. I due cardini sono l’ampliamento delle collaborazioni con gli altri sistemi bibliotecari e il potenziamento dei servizi. In particolare, trovo interessante Medialibrary, che consente

la lettura integrale di 1300 quotidiani di tutto il mondo: la sua promozione nelle scuole, ma anche con gli assessorati alle Politiche Sociali per consentire agli immigrati di leggere i giornali del loro Paese, è uno dei progetti ai quali stiamo lavorando». Alberto Marini

l direttore generale di Fondazione per Leggere, Stefano Parise, è stato nominato dirigente presso il Settore Biblioteche del Comune di Milano a partire dal 30 dicembre scorso. «Mi congratulo per questo prestigioso e impegnativo incarico – afferma il presidente, Cesare Nai - che sono sicuro sarà svolto con l’impegno Stefano Parise che abbiamo conosciuto in questi cinque anni densi di soddisfazioni e di risultati. Grazie al dottor Parise e al lavoro di tutto il suo staff la nostra Fondazione è una realtà matura che saprà continuare a svolgere un ruolo centrale per la promozione delle biblioteche e della lettura nel sud ovest milanese». «Sono molto grato alla Fondazione, ai Comuni che in questi anni l’hanno sostenuta senza riserve e ai colleghi dello staff e delle biblioteche – ha commentato Stefano Parise - perché insieme abbiamo costruito una realtà che è diventata un esempio a livello nazionale. Spero di saper fare tesoro dell’esperienza maturata nel mio nuovo ruolo». Questa nuova situazione apre inedite prospettive di collaborazione fra le biblioteche dei Comuni della zona e il sistema bibliotecario del capoluogo lombardo.

Partita un’indagine sui servizi comunali

Siete soddisfatti dell’Urp? Ditelo sul questionario E’

partita nelle scorse settimane un’indagine di “customer satisfaction” che interessa diversi servizi erogati dal Comune di Abbiategrasso: tra questi, anche l’Ufficio relazioni con il pubblico, un punto di riferimento dove orientarsi, trovare informazioni e modulistica, presentare segnalazioni, proposte e reclami. Chi desidera partecipare all’indagine, che ovviamente è facoltativa, può compilare il questionario, disponibile anche all’Ufficio “Punto in Comune” di piazza Marconi 3. Si tratta di poche e semplici domande sui diversi aspetti dell’attività svolta, dalla cortesia del personale alla completezza e chiarezza delle risposte fornite, dagli orari di apertura ai tempi di attesa. L’obiettivo, si legge nella lettera di richiesta dell’Urp indirizzata ai cittadini, è «ascoltare il punto di vista di chi utilizza i nostri servizi, e rispondere sempre meglio alle vostre esigenze». Il questionario può essere restituito di persona all’ufficio, inserendolo direttamente nell’urna dedicata: tutti coloro che lo consegneranno riceveranno un gadget in omaggio. In alternativa, è possibile anche spedire il modulo via email o tramite fax allo 02-94692207. L’indagine garantisce l’anonimato: le risposte ottenute saranno strettamente confidenziali e i dati anagrafici che riguardano i cittadini verranno utilizzati esclusivamente per fini statistici. Una volta conclusa questa fase, il Comune renderà pubblici i risultati della rilevazione attraverso i giornali e il sito web. O.L.

Stamattina

Tricolori alle scuole I

n occasione del 215° anniversario della nascita della bandiera italiana, AssoArma e amministrazione comunale di Abbiategrasso faranno dono del tricolore a tutti gli istituti scolastici cittadini. La cerimonia di consegna, alla quale sono stati invitati anche i cadetti della scuola militare “Teuliè” di Milano e alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine, è in programma stamattina alle 10.30 nell’ex sala consiliare di piazza Marconi. Parteciperà all’evento il sindaco Roberto Albetti.


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ABBIATEGRASSO • Il giudice di pace annulla una sanzione di divieto di sosta: segnaletica incompleta

Quello non è un marciapiedi Regolare il parcheggio vicino agli stalli dei taxi sul piazzale della stazione

L’area in cui la sosta è consentita

P

endolari, non sapete dove parcheggiare la vostra macchina per prendere il treno ad Abbiategrasso? O, peggio, non trovando posto nelle vicinanze della stazione vi siete attardati e rischiate di perderlo? Niente paura: potete tranquillamente posteggiare sul piazzale e andarvene per i fatti vostri, senza preoccuparvi della multa. La sosta delle auto e dei veicoli in genere in piazza Fratelli Rossi, infatti, è consentita. Lo dice la sentenza emessa dal giudice di pace di Abbiategrasso, Marianna Garagiola, accogliendo l'opposizione presentata dallo studio legale Bonecchi-Di Maio alla sanzione amministrativa elevata dalla polizia locale nei confronti di una loro cliente che aveva appunto parcheggiato nei pressi della stazione, nella parte destra del piazzale (cioè quella più vicina al posteggio a pagamento), proprio per non perdere il treno che

Auto parcheggiate ieri, senza multa

era già pronto sul primo binario. Dal treno la donna avvisò subito il marito di andare a recuperare l'auto per spostarla e lui dopo 10 minuti arrivò appunto per portarsela via, ma sul parabrezza trovò l'inconfondibile biglietto verdino… «Al momento l'arrabbiatura fu perché era passato davvero poco tempo», racconta l'uomo. Che poi invece scopre che qualcosa non va: la violazione contestata è "sosta sul marciapiede", ma alla moglie gli avvocati del citato studio spiegano che quello non può essere considerato marciapiede, in quanto la relativa definizione, contenuta nell'articolo 3 comma 1 numero 33 del Codice della strada, parla testualmente di «parte della strada esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni». Dunque, decidono di comune accordo di contestare il verbale della polizia locale avanti il competen-

ABBIATEGRASSO • Gi utenti protestano

Lasciate liberi i posti auto al Ps! C

hi posteggia l’auto nel parcheggio riservato agli utenti del pronto soccorso dell’ospedale? «Non solo chi ha urgenza di accompagnare una persona che sta male... negli ultimi mesi infatti tra i mezzi parcheggiati ci sono anche furgoncini e piccoli camion appartenenti, in maniera inequivocabile, a chi sta lavorando nei cantieri edili del Golgi e dello stesso ospedale». A lamentarsi sono gli utenti del pronto soccorso, arrabbiati per non aver trovato parcheggio pur avendo necessità di andare a prendere un loro congiunto dimesso. «Chiediamo più attenzione e più vigilanza - invocano gli auto-

ri della segnalazione - alla stessa stregua allora anche medici, infermieri e tutti coloro che lavorando in ospedale avrebbero diritto a posteggiare l’auto nel parcheggio del pronto soccorso. Per fortuna questo non avviene, altrimenti sarebbe la fine». A sostegno di questo sospetto, le persone che hanno sollevato il problema ci hanno invitato a passare dal parcheggio interno poco dopo mezzogiorno. «A quell’ora gli operai se ne vanno per la pausa pranzo e il parcheggio si svuota. Segno evidente che qualcosa di anomalo c’è, eccome». El.A.

te Ufficio del giudice di pace. E ottengono soddisfazione e l'annullamento della contravvenzione. Per due motivi, che sono appunto quelli che dimostrano non essersi trattato di sosta sul marciapiedi: primo,

Un agente di polizia

In fondo, il cartello per i taxi la presenza, nella stessa zona dove si trovava la macchina della donna multata, di due postazioni riservate ai taxi; secondo, l'assenza, in prossimità di questi posti riservati, di cartelli di divieto di sosta (per tutti) e di possibilità di sosta (per i soli taxi), oltre a quella di specifiche indicazioni (tipo "su tutta la piazza") che possano rendere efficace anche in quell'area il cartello di sosta vietata posizionato invece lungo viale Cavallotti, in prossimità della rampa d'accesso alla stazione. Insomma, per farla breve, quello non può essere un marciapiedi in quanto ospita stalli di sosta per i taxi, oltre che per il fatto di non essere né rialzato, né delimitato in altro modo e protetto per essere destinato (esclusivamente!) ai pedoni. Lo studio Bonecchi-Di Maio e la sua cliente hanno dunque avuto soddisfazione. E il Comune non potrà incassare la contravvenzione.

Ma soprattutto, ecco un altro nuovo motivo di possibile nullità di chissà quante altre multe ad Abbiategrasso. Basti pensare a tutte quelle vie del centro, da corso Italia e ora anche corso Matteotti, a via Cantù, a piazza Marconi e corso XX Settembre, i cui "marciapiedi" non sono in effetti né «rialzati», né «altrimenti delimitati e protetti», né insomma chiaramente «destinati ai pedoni» (tant'è vero che qua e là è consentita la sosta di automezzi per le operazioni di carico e scarico). Insomma, altro che più vigili e ausiliari della sosta a monitorare le strade del centro storico per impedire la sosta selvaggia… Se si vuole ottenere quel risultato l'unica soluzione, dopo questa sentenza, è davvero chiudere tutto il centro alla circolazione dei veicoli. O almeno sistemare come si deve i cartelli sul piazzale della stazione. Marco Aziani

ABBIATEGRASSO • La segnalazione di un lettore era corretta

Via Bellini: il parco è abbandonato Erbacce ovunque, carte e un cartello pericolante «I l parco comunale di via Bellini , una giungla». Così il lettore Andrea Gillerio la settimana scorsa aveva descritto questo luogo. Martedì pomeriggio con molta curiosità e armati di macchina fotografica siamo andati a fare un sopralluogo. Il lettore aveva proprio ragione: appena arriviamo notiamo il degrado di questo polmone verde della città. Il cartello del Comune con le regole per i fruitori è pericolante: da un momento all’altro potrebbe cadere in testa ai bambini che frequentano il parco. Le erbacce, come ci era stato riferito, invadono il parco in ogni angolo, sono loro le vere padrone. Qualche ramo tagliato è rimasto lì, impilato vicino a un palo della luce. Anche le piante sembrano non pas-

sarsela bene: un albero ha tutte le foglie marroni ancora attaccate, è ancora vivo? Speriamo di sì. Anche un’ortensia è tutta secca e mostra come questa area non venga molto curata dal Comune. Proseguiamo lungo il vialetto pedonale, nel piccolo corridoio che unisce le due aree del parco vicino al muro notiamo altre erbacce. Nella seconda parte del parco setssa storia: le sterpaglie dominano, alcune ormai secche. Per non farci mancare nulla troviamo le solite cartacce lasciate per terra da qualche cittadino incivile. Serve un veloce intervento da parte di Amaga che si occupa del verde pubblico per permettere ai cittadini di usufruire dell’area verde di via Bellini. P.R.


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ABBIATEGRASSO • Dagli esiti della prova Invalsi relativa all’anno scorso

Bachelet sopra la media in italiano e matematica L’indagine su dieci classi del biennio

O

ttimi risultati per gli studenti delle classi seconde dell’istituto Bachelet di Abbiategrasso quelli ottenuti alle prove Invalsi, relative allo scorso anno scolastico 2010/2011. Per quanto riguarda italiano gli studenti esaminati hanno totalizzato il 73,6% di risposte

Cicloturismo esperienze da raccontare

“C

icloturismo: vacanze in bicicletta” sarà il titolo della serata a cui Abbiateinbici invita tutti gli amanti delle due ruote e non solo. L’appuntamento è fissato per venerdì 20 gennaio alle 21 presso la sala consigliare del castello. Si parlerà di vacanze alternative e verranno raccontate esperienze di viaggio da chi le ha vissute la scorsa estate. I protagonisti condivideranno con chi interverrà due esperienze di cicloturismo , “ ll Danubio dalle sorgenti a Vienna “ ed “ Esperienze di ciclovacanze organizzate “, attraverso la proiezione di diapositive ed illustreranno le fasi preparatorie, le difficoltà, gli imprevisti e le sorprese che le pedalate hanno loro riservato. A coloro che vorrebbero organizzare un viaggio in bicicletta, ma non ci sono mai riusciti per i motivi più svariati, non potranno quindi mancare idee, consigli e suggerimenti. L’associazione Abbiateinbici invita tutti alla partecipazione.

esatte; un punteggio superiore sia alla media nazionale, che è del 69,8 %, sia della stessa Lombardia che si assesta sul 73,5 %. Per quanto riguarda matematica il risultato è del 54,4 % di risposte esatte, anche in questo caso superiore sia alla media nazionale (47,8%), sia a

quella della regionale (52,2%). In entrambe le discipline gli esiti registrati sono superiori anche a quelli di tutto il NordOvest: in italiano il 73,6% contro il 73,3%; in matematica il 54,4 % contro il 51,4%. Questi risultati sono di certo incoraggianti, mostrano che nelle dieci

classi, ora passate al terzo anno, vi sono dei buoni livelli di preparazione scolastica, in alcune classi addirittura con risultati eccellenti tanto da raggiungere in italiano l’87,9% e in matematica il 73,8%. Ottime premesse per continuare a sfornare studenti eccellenti.

APPELLO DI DON VOLPI

Cappella casa di riposo: serve un ultimo sforzo N

on appena si è ripreso dalla frattura al malleolo che lo ha tenuto fermo due mesi, trascorsi per la riabilitazione all’istituto Golgi, monsignor Luigi Volpi è tornato a celebrare la messa. Non solo in quella che è stata la sua parrocchia per trent’anni, San Pietro Apostolo, ma anche alla casa di riposo di strada per Cassinetta. Un luogo da sempre nel cuore del sacerdote, che proprio per questo qualche anno fa ha lanciato l’idea di edificare una nuova cappella a servizio degli ospiti, dei loro familiari e degli amici che li vanno a trovare. La costruzione è giunta a buon punto, come rileva lo stesso don Luigi: «L’involucro esterno è pressoché completo, ma all’interno mancano ancora gli intonaci, i pavimenti e gli infissi. La parte più consistente della spesa, intono ai due terzi, è coperta e ringrazio di cuore tutti coloro che hanno collaborato. Ma serve ancora uno sforzo per completare l’opera ed io spero tanto che si riesca entro maggio o al massimo giugno». L’appello del parroco emerito di San Pietro è rivolto «a tutti coloro che vogliono bene agli anziani, e che anche con piccole donazioni possono aggiungersi ai tanti benefattori che, in passato, hanno avuto a cuore i vegiun». Alcuni di loro sono ricordati nelle lapidi collocate nella vecchia cappellina, situata nel seminterrato, che la chiesetta andrà a sostituire e che da tempo non era più adatta alla celebrazione delle funzioni e neppure alla semplice preghiera. «Sarebbe interessante riposizionare queste iscrizioni commemorative, che fanno parte della storia del ricovero, nella nuova cappella - conclude monsignor Volpi - E sarebbe ancor più interessante aggiungerne una con i nomi dei donatori che hanno offerto il loro contributo per realizzare un edificio di culto finalmente consono e decoroso. Speriamo davvero si possa mettere questa targa al più presto». A.M.

ABBIATEGRASSO • Domani l’inaugurazione ufficiale alla presenza delle autorità

Portofranco ha traslocato in via Giramo Sede concessa all’Asl Milano! D

omani, sabato 14 gennaio alle 17. verrà inaugurata la nuova sede del centro di aiuto allo studio Portofranco di Abbiategrasso. E’ da quattro anni che Portofranco svolge la sua attività a favore degli studenti delle scuole medie superiori nei locali di via Ticino, che un privato con grande sensibilità educativa e sociale aveva concesso perché gli operatori potessero impegnarsi a rispondere al bisogno di aiuto allo studio così diffuso oggi nel mondo giovanile. La domanda è stata superiore alle aspettative, Portofranco si è imposto come luogo dove uno studente potesse incontrare uno sguardo di attenzione a sé e una condivisione delle sue difficoltà di apprendimento fino a trovare la strada per affrontarle, con un passaparola inatteso si è affermato tra i giovani come punto di riferimento per chiunque volesse trovare una possibilità di recupero rispetto a ciò in cui la scuola falliva. Il numero degli studenti appartenenti agli istituti superiori che in questi anni ha chiesto aiuto a Portofranco è aumentato, mediamente ogni anno sono 140 gli studenti che vi ricorrono, anche i volontari sono aumentati, perché fare qualcosa per chi ha bisogno innanzitutto fa crescere colui che lo fa. Per questo l’Asl di Milano ha identificato Portofranco come partner nella prevenzione alle dipendenze e al disagio sociale per l’efficacia e la consistenza metodologica del lavoro svolto in questi anni, scegliendo quindi di ospitare nei locali di via Giramo ad Abbiategrasso il centro di aiuto allo studio Portofranco. Un attestato di fiducia che ha permesso di

valorizzare il suo impegno a ridare ai giovani in difficoltà un senso con cui affrontare tutto, dallo studio al tempo libero, dagli interessi culturali a quelli ricreativi. L’efficacia di una attività di prevenzione delle dipendenze e di ogni forma di disagio sociali infatti non può essere ridotto all’analisi delle difficoltà o alla identificazione del male, c’è sempre bisogno di un punto di forza positivo da cui ripartire, è questo quello di cui necessitano i gio-

vani, incontrare una proposta umana che liberi le loro energie, che rifaccia gustare la vita, a partire dallo studio. In questa direzione Portofranco collaborerà al Progetto AnCoRe, un progetto che tende a coinvolgere operatori e gruppi di giovani a realizzare una alleanza capace di prevenire da ogni forma di dipendenza. Strumento del progetto è il sito http://www.chefai.org, del quale le organizzazioni coinvolte si servono

per sviluppare le proprie azioni sia a livello informativo sia a livello di educativo. Il trasferimento nella nuova sede è un’ occasione importante, Portofranco ringrazia chi ha ospitato dall'inizio fino ad oggi il suo impegno a condividere il bisogno di tanti studenti, si apre una nuova fase del suo lavoro, una fase in continuità con quanto già svolto e tale da realizzare le potenzialità che questi anni hanno fatto emergere; un luogo dove poter incontrare uno sguardo e una sensibilità umana è ciò di cui i giovani hanno bisogno, un ambiente dove tornare ad essere protagonisti è l’urgenza cui il cuore spinge in modo sempre più potente, dei legami dove un ragazzo o una ragazza d’oggi si sentano considerati per il valore che hanno, è questo il compito che Portofranco vuole assumersi in modo sempre più determinato risvegliando la libertà e la responsabilità dei giovani che lo vogliano. All’inaugurazione presenzieranno il sindaco di Abbiategrasso, Roberto Albetti, l’assessore ai Servizi Sociali, Marco Garzetti, Giorgio Scivoletto, direttore generale dell’Asl Milano1, il direttore sociale Giuseppe Calicchio, e altri sindaci del territorio. Seguiranno gli interventi del professor Alberto Bonfanti, presidente di Portofranco Italia, e della professoressa Mariella Carlotti, insegnante e autrice di saggi sulla storia dell’arte, che raccontando la loro esperienza dentro la scuola faranno emergere l’urgenza dell’educazione oggi e come l’incontro con uno sguardo umano ridesti l’io. Gianni Mereghetti


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ABBIATEGRASSO NEWS venerdì 13 gennaio 2012

In attesa dell’assemblea del 20 gennaio, il presidente riassume i risultati del 2011 e anticipa qualche progetto

Pescatori in calo? Raddoppiati! Nel Ticino aumentano le trote marmorate, la specie più pregiata, ma i problemi restano

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l Comitato per la salvaguardia del Ticino - Gruppo Pesca è pronto a riprendere l’attività. E’ infatti in programma venerdì 20 gennaio alle 21, nella sala convegni del quartiere fieristico, l’assemblea annuale dell’associazione durante la quale sarà presentato il nuovo statuto. «Non si discosta molto da quello precedente, è stata fatta solo qualche aggiunta per renderlo più attuale - anticipa il presidente Stefano Marconi - Una volta approvato lo depositeremo e quindi saremo a posto con le incombenze gestionali». L’assemblea sarà anche l’occasione per fare il punto su quanto realizzato nel 2011, che per il Comitato è stato un anno decisamente positivo. A cominciare dal numero dei tesserini rilasciati, raddoppiati rispetto ai 12 mesi precedenti (140 contro 70), cosa che ha consentito al Comune di Abbiategrasso di recuperare per intero il contributo concesso al gruppo. In forte aumento anche i permessi giornalieri, 40 contro gli appena 4 di due anni fa. Merito anche delle iniziative promozionali, che Marconi riassume così: «Abbiamo fatto conoscere la riserva, cioè il tratto di fiume che abbiamo in concessione per poter pescare, su alcuni giornali di settore. Abbiamo un sito internet (www.riservasomin.it), un gruppo su facebook (Riserva Somin Abbiategrasso), un video su youtube che possono essere utilizzati da chi vuole conoscerci. Abbiamo partecipato a 4 fiere (Abbiategrasso, Ro-

becco, Bareggio e Inveruno), all’iniziativa proposta da Legambiente “Puliamo il mondo” raccogliendo i rifiuti nell’area intorno alla Gabana, ai laboratori didattici sulla raccolta differenziata (“Questo lo butto qui”). Sempre con le scuole, abbiamo accompagnato tre classi delle medie di Stefano Marconi a Ticino mostra un bel cavedano Uno splendido esemplare di trota marmorata via Vivaldi in una giornata nei boschi specie più tipica. Nel 2011 abbiamo preso qualche trota in più rispetto vasca di sedimentazione, dovrebbe e sul fiume, al Castagnolino, e la liberato nel Ticino 6 mila avannotti al passato. Ciò significa che, nono- consentire di scaricare nel fiume stessa cosa abbiamo fatto con gli di marmorata e un migliaio di stante i problemi di inquinamento, acque più pulite rispetto ad ora. In alunni delle elementari alla Colonia esemplari tra gli 8 e i 20 centimen- questo salmonide si trova bene nel compenso però dall’altra parte, al Enrichetta. Infine, per la prima vol- tri di lunghezza. In più, dall’ultima Ticino». ramo dei Prati, sarà costruito uno ta ad Abbiategrasso abbiamo parte- spremitura effettuata abbiamo otteInquinamento che non influisce sbarramento per evitare che la rogcipato al Big Jump, il tuffo a soste- nuto 75 mila uova, che attualmente più di tanto sulla presenza del pesce gia Cerana finisca in questo ramo, e gno della richiesta di balneabilità sono nell’incubatoio del Parco, alla siluro («contro il quale abbiano ef- di conseguenza scaricherà tutto nel delle acque voluto dal coordina- Fagiana: il 75% saranno reimmessi fettuato un’operazione di conteni- Ticino». Anno nuovo, quindi, problemi nel fiume direttamente dal PdT su- mento, ma eliminarlo è ormai immento di “Salviamo il Ticino”». Per quanto concerne invece gli bito dopo la schiusa, il 25% ci ver- possibile») e dei cormorani («la lo- vecchi: «Al di là di qualche urgenza interventi di carattere ambientale, ranno restituiti e li alleveremo nelle ro popolazione è in costante cresci- contingente, ad esempio quella di sono proseguiti i ripopolamenti di vasche del nostro impianto, per li- ta, si parla di una legge regionale dotare il guardiapesca di un’auto berarli poi nelle diverse fasi di ac- apposita per consentire di ridurne il dato che ora come ora non ce l’ha, fauna ittica. «Abbiamo immesso esemplari crescimento». numero»), ma che resta una delle nel 2012 proseguiremo il cammino di pronta cattura, tra cui le trote iriI primi risultati del ripopola- priorità nell’agenda del Comitato: di questi ultimi anni - conclude il dee che tra 3 anni non potranno più mento in atto si sono già registrati: «Nel 2011, grazie alla collabora- presidente - Progetto Marmorata, essere rilasciate nel Ticino perchè «Durante il censimento del 2011, zione del Comune di Abbiategras- promozione, contenimento delle la nuova normativa le considera al- che serve per verificare com’è so, abbiamo potuto effettuare specie alloctone, lotta all’inquinaloctone - prosegue Marconi - E ov- composta la comunità ittica del Ti- un’analisi degli scarichi del depu- mento fanno parte di un discorso viamente siamo andati avanti con il cino, abbiamo catturato tre mar- ratore del Magentino, insieme a una complessivo che punta a difendere Progetto Marmorata, che pensiano morate e anche qualche luccio - visita dell’impianto - rileva ancora il nostro ambiente e migliorarne la di potenziare ulteriormente proprio prosegue il presidente - Anche i pe- Marconi - Il potenziamento che si qualità». Che non è poco... per aumentare la popolazione della scatori ci hanno segnalato di aver sta realizzando, a cominciare dalla Alberto Marini

Si sta organizzando un gruppo locale dell’Anmi

Marinai, adunata! Tra i primi obiettivi, la sede e un monumento

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a rotta intrapresa è quella giusta. E non poteva che essere così, vista l’esperienza dei timonieri che stanno pilotando la costituzione di un gruppo abbiatense dell’Anmi (Associazione nazionale marinai d’Italia). Uno è Filippo Amato, palermitano d’origine, sottocapo imbarcato sul dragamine “Salmone” dove è stato attendente del comandante, in Lombardia dal 1964: prima a Corsico, dove si è iscritto alla locale sezione dell’Anmi nel ‘69, poi a Trezzano e da qualche anno ad Abbiategrasso. L’altro è Francesco Temporiti, architetto, consigliere comunale, marò a La Spezia. Stesso anno di nascita, stesso periodo di naja... Dal loro incontro è nato quella che sta per diventare una sezione abbiatense dell’Anmi. «Quando sono arrivato nella vostra città, ho notato subito che tra le associazioni d’arma mancava quella della Marina - racconta Amato - Sono andato dal sindaco e gli ho chiesto di aiutarmi a costituirla, anche perchè lo spirito di appartenza al corpo in cui si è fatto il militare qui è davvero evidente e quindi la carenza risultava ancora più marcata. Mi ha messo in contatto con Temporiti e in pochi mesi abbiamo reclutato una dozzina di ex marinai, che basterebbero a costituire un distaccamento (ne sono sufficienti 10), ma noi vorremmo arrivare a un vero e proprio gruppo, per il quale ne servono almeno 20. Altri 5 o 6 possibili ade-

Francesco Temporiti e Filippo Amato renti li abbiamo trovati, siamo vicini al traguardo. Tanto più che abbiamo ricevuto carta bianca da Angelo Vendramel, presidente della sezione di Corsico di cui io sono consigliere: avendo notato che il territorio abbiatense è l’unico “sguarnito” tra Milano e Pavia, ci ha subito spinti a colmare la lacuna. Grave, anche perchè l’Anmi è nata 100 anni fa proprio nel capoluogo lombardo, a dimostrazione che l’Italia è tutta una nazione marinara». In attesa della costituzione ufficiale, che dovrà seguire un protocollo specifico, l’attività del gruppo di fatto è già cominciata. «Siamo stati accolti benissimo dalle altre associazioni d’arma - prosegue Amato - Alla nostra prima uscita ufficiale, al raduno provinciale dei bersaglieri, ci hanno fatto sfilare in testa al corteo. E il presidente dei fanti piumati di Lodi, Luigi Perletti, ci ha donato un’àncora che an-

dremo a ritirare proprio sabato». Per fare cosa, lo spiega Temporiti: «Non esiste in città un monumento ai marinai, neppure una lapide al cimitero. Vorremmo individuare uno spazio in un parco pubblico e collocare un cippo in ricordo, magari corredato da questa àncora. Tra i primi obiettivi da raggiungere c’è la sede. Attualmente siamo ospitati dai fanti in via Legnano e la pro loco ci ha concesso il suo ufficio in castello: li ringraziamo di cuore della disponibilità. Puntiamo al coinvolgimento della popolazione attraverso iniziative culturali, ad esempio la presentazione di libri, e sulla partecipazione ai momenti pubblici che chiamano in causa le associazioni d’arma». Per iscriversi all’Anmi non è necessario aver militato in Marina: possono partecipare anche amici e simpatizzanti. Chi vuol saperne di più può chiamare il 347-3834172. A.M.

Lo straordinario viaggio di Walter Brasolin

Sei mesi su un incrociatore per fare il giro del mondo «M

io padre ha affrontato questo viaggio con gli occhi di un bambino, senza avere nemmeno l’idea che potesse esistere quello che all’improvviso si ritrovava davanti. Era il dopoguerra, un mondo senza televisione, senza tecnologia, un mondo che sembrava più grande e imprevedibile di quanto non sembri oggi... Per te che stai per leggere la sua storia il mio consiglio è solo questo: per quanto possibile liberati dall’abitudine e affronta questo viaggio curioso e “pulito” come un bambino». Lo scrive Moreno Brasolin nella prefazione del volumetto scritto da suo padre Walter, “Il viaggio più bello del mondo”, pubblicato da Montedit per la collana di narrativa “I salici”. Il sottotitolo spiega bene di cosa si tratta: è la cronaca di un giro intorno al mondo a bordo dell’incrociatore “Raimondo Montecuccoli”. Un viaggio davvero d’altri tempi, e non solo perchè effettuato negli anni ‘50, quando la tv era ancora per pochi (la stessa troupe che doveva riprendere le Olimpiadi del ‘56 a Melbourne viaggiava a bordo dell’incrociatore) e si sapeva poco o nulla di ciò che succedeva a pochi passi da casa. Il libro racconta la singolare esperienza di Brasolin, che dal paesino di Pont Saint Martin si ritrova catapultato sotto il Golden Bridge di San Francisco. Per lui - e lo sarebbe stato per la stragrande maggioranza dei suoi coetanei italiani dell’epoca - tutto è nuovo: le donne «tutte coperte fino ai piedi, con soltanto dei “finestrini” che lasciavano scoperti solo gli occhi» ad Aden, nello Yemen; i pesci sconosciuti catturati a Karachi; la «foresta di barche” a Singapore; e poi ancora Djakarta, l’Australia, la Nuova Zelan-

da, le isole Figi, le Samoa, le Hawaii, quindi gli States, il Messico, la Colombia, il Venezuela, poi Trinidad, Capo Verde, la Spagna e il rientro a Livorno. Gli episodi che succedono sulla nave fanno da sfondo al lungo itinerario, ma sono le “scoperte” nei porti e nelle città a caratterizzare «il più bel giro del mondo»: «Furono sei mesi di gioie ma anche di sofferenze che la vita di bordo impone - scrive l’autore - Partii come inesperto marinaio e percorsi 62 mila chilometri in compagnia di un equipaggio che non dimenticherò mai, chi più chi meno, sia per le qualità marinaresche sia per tutto quello che abbiamo affrontato insieme. Mi rimane anche la gioia immensa di essere uno dei pochi a poter dire di aver circumnavigato il nostro pianeta». Una gioia che, oltre mezzo secolo dopo, Brasolin ha voluto affidare dare alle stampe, corredandola con una serie di foto che documentano non solo il suo viaggio, ma un mondo che non c’è più. A.M.


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Libertà

ATTUALITÀ venerdì 13 gennaio 2012

In Italia si contano 826mila volontari

Più uomini che donne Fra i 30 ed i 54 anni

volontari nel nostro Paese certo non sono pochi... ma sono comunque meno della Imedia europea. I volontari in Italia sono 826

mila, circa l’1,37% degli abitanti, mentre si contano 21 mila associazioni di volontariato impegnate per lo più nel settore socio-assistenziale, ma anche in ambiti come la protezione civile e la tutela dell’ambiente. Rispetto alla capofila Svezia, che vede la metà

dei propri cittadini impegnata in attività di volontariato, e ad una media europea che conta un 30% di volontari sulla totalità della popolazione, l’Italia si dimostra una delle realtà meno virtuose, e questo nonostante esista la legge apposita per il volontariato.Tra i volontari italiani il 54% è composto da uomini, il 46% da donne, di età tra i 30 e i 54 anni. Ma.Ro.

ABBIATEGRASSO • E’ la sanità il settore che conta il maggior numero di persone impegnate gratuitamente

È crisi nel volontariato? In aumento chi sceglie di attivarsi in ambito culturale

L’

anno del volontariato si è concluso da poco più di 10 giorni (ricordiamo che era stato il Consiglio dell'Unione europea, il 27 novembre 2009, ad intitolare il 2011 Anno europeo delle attività di volontariato) ed i risultati ottenuti, anche grazie a iniziative di promozione e a campagne di sensibilizzazioni avviate su e giù per l’Italia, non sono poi tanto male. Rispetto ad un’indagine effettuata sul territorio nazionale nel 2006 i volontari di oggi, e ci riferiamo alle persone che hanno dichiarato di spendere parte del proprio tempo libero a favore dei meno fortunati e di farlo in maniera disinteressata e gratuita, sono maggiormente attivi in ambito sociale, assistenziale, ma anche culturale e sportivo. Nonostante le tante criticità sollevate negli ultimi tempi e i campanelli d’allarme lanciati dalle diverse associazioni non profit, è incoraggiante sapere che il numero totale di volontari nelle organizzazioni onlus, di terzo settore e di cittadinanza attiva è pari a 900 mila. Anche il tempo dedicato al volontariato è aumentato rispetto a 5 anni fa: il 57,3% dei volontari svolge infatti attività di volontaria-

to in media 5 ore alla settimana, a fronte di 3,2 milioni di ore complessive alla settimana. Anche altri dati ci permettono di guardare all’universo del solidale con fiducia: in aumento rispetto a ieri anche le unità censite di terzo settore. Oggi sono circa 235.232, mentre erano 61.376 nel 1991. In esse lavoUn’immagine dell’hospice di via Dei Mille rano oltre 488 mila lavoratori dipendenti, cui si aggiungono gli sciuto. Dove? Come? La sanità rioltre 100 mila lavoratori co.co.co. e chiama circa il 28% dei volontari e i poco meno di 900 mila volontari. l’assistenza sociale il 27,8%. Come Un settore che ha visto dunque cre- in passato si confermano questi i scere, negli ultimi 20 anni, anche le settori nei quali opera il maggior offerte di lavoro, il che, considerato numero di organizzazioni di volonil periodo di forte crisi globale e la tariato. Tuttavia, tra il 1995 e il mancanza di occupazione, certo 2003 la quota percentuale di organon guasta. Ma torniamo al mondo nizzazioni è diminuita di 14,4 punti del volontariato e ai suoi numeri. percentuali nella sanità e di 2,7 Gli studi e le ricerche effettuate in punti percentuali nell’assistenza occasione dell’anno Europeo del sociale. In aumento invece i settori Volontariato, hanno dimostrato che della ricreazione e cultura, protenegli ultimi 15 anni il numero di zione civile e protezione dell’ampersone di 30 anni e oltre che svol- biente, nei quali le quote percentuagono attività di volontariato è cre- li sono passate, rispettivamente,

Volontari della Croce Azzurra di Abbiategrasso dall’11,7% al 14,6%, dal 6,4% al 9,6% e dal 2,2% al 4,4%. È costante il peso relativo delle organizzazioni attive in via prevalente nell’istruzione, nella tutela e protezione dei diritti e nelle attività sportive, mentre si attesta al 7,6% quello riferito agli altri settori (comprendente i settori della filantropia e promozione del volontariato, della cooperazione e solidarietà internazionale, dello sviluppo economico e coesione sociale e della religione). Se è vero che i dati fino ad ora illustrati dimostrano uno sviluppo nel mondo del volontariato rispetto

ABBIATEGRASSO • C’è chi cucina, chi stira e chi ascolta il paziente

alla fine degli anni 90 e di conseguenza un’attenzione maggiore nei confronti delle categorie più svantaggiate e fragili, amareggia sapere che gli studenti, le casalinghe ed i disoccupati occupano solo il 18% totale dei volontari. Oltre la metà di quanti dedicano parte del proprio tempo libero ad altri risulta essere lavoratore dipendente, vale a dire persone sulla quarantina in grado di conciliare la propria attività con il volontariato, mentre circa il 29% dei volontari attivi nel nostro Paese è ormai in pensione. Marina Rosti

ABBIATEGRASSO • Più richieste

Una grande risorsa per l’hospice

La Tribù dal ‘96

Sostegno per i malati ... I

Organizza corsi di lingua L

n città tutti conoscono l’Hospice e l’importante compiti che medici, infermieri e psicologi svolgono a favore di pazienti incurabili. Forse non tutti invece sanno che la cucina e la stireria del centro per le cure palliative di via Dei Mille sono gestite esclusivamente da personale volontario. Persone che operano gratuitamente e che fanno parte del gruppo Amici dell’Hospice, vale a dire l’associazione che ha lo scopo di selezionare, formare e coordinare i volontari che operano a supporto dei servizi della struttura sanitaria. L’associazione che organizza iniziative finalizzate alla sensibilizzazione sui temi delle cure palliative, di formazione e informazione e di fund raising, conta attualmente una sessantina di volontari, come ci spiega la psicolaga referente Federica Azzetta. E tre sono i settori nei quali i volontari sono impiegati. «Il primo gruppo lavora nella stireria che si trova all’interno dell’edificio e questo al fine di garantire abbigliamento pulito e ordinato ai pazienti. Si tratta di un laboratorio gestito esclusivamente da donne, alcune delle quali già in pensione ed altre invece casalinghe. Il secondo - prosegue Azzetta - è invece impegnato, secondo turni prestabiliti, in cucina. Qui lavorano indistintamente uomini e donne, tutti rigorosamente volontari e che amano stare ai fornelli. Il loro è chiaramente un servizio preziosissimo, un impegno che deve essere garantito con puntualità e precisione. Sono infatti i volontari (circa una ventina) ad occuparsi del pranzo e della cena dei pazienti, dei loro familiari e chiaramente anche degli operatori di

turno. Il gruppo cucina oltre ad aver seguito il corso di formazione base pensato per tutti i volontari ha partecipato anche a quello per il controllo e la qualità dei cibi (hccp, sistema di autocontrollo igienico che previene i pericoli di contamiFederica Azzetta con Pamela Pedico dell’associazione nazione alimentare). I voall’appuntamento del tè del mercoledì lontari si attengono ad un menù settima- (uno spazio di relax per ospiti e familianale, ma sono anche disponibili nel pre- ri). Eppure - chiarisce Azzetta - il numepare, quando richiesto, il piatto preferi- ro dei volontari attivi nel reparto dal to dell’uno o dell’altro paziente. In ulti- 2004 ad oggi è aumentato. Si tratta del mo esistono i volontari di reparto, vale a gruppo più giovane (uomini e donne sui dire coloro che svolgono la loro attività 40-45 anni) ed il tempo a loro richiesto accanto al paziente. L’aspetto principa- è, in media, di un paio d’ore a settimana. le, in questo caso, è quello della relazio- Sono loro ad accompagnare i pazienti a ne anche se non manca una collabora- fare una passeggiata (quando ovviazione durante la soministrazione dei pa- mente le condizioni di salute lo permetsti. I volontari aiutano ad imboccare il tono), a leggere un quotidiano oppure malato, ma sono anche di sostegno e di un romanzo. Invariato invece il numero supporto per i famigliari del ricovera- di volontari impegnati nel settore cucina to»· Rispetto al passato i volontari dell’- e nella stireria. In conclusione desidero Hospice sono in aumento oppure anche precisare che tutti i volontari dell’hospivoi avvertite difficoltà a causa della ca- ce prima di prendere servizio devono renza di persone che operano gratuita- partecipare ad un corso base di formamente all’interno della struttura? zione, al quale si affianca un percorso «Poter contare su un numero mag- permanente che consiste in un incontro giore di volontari ovviamente ci consen- mensile pianificato dallo staff (psicolotirebbe di programmare attività diverse. ga, infermiera, educatrice ed Oss) che Proprio per un numero insufficiente di tratta temi diversi». volontrari abbiamo dovuto rinunciare Ma.Ro.

a realtà è stata istituzionalizzata nel 1996, ma è soprattutto dal 2009 che è cresciuta la richiesta di un aiuto ed un sostegno e al tempo stesso si è intensificata la presenza di volontari attivi nell’associazione. In un certo senso, dunque, la Tribù, nata in seno alla parrocchia di Sacro Cuore di viale Mazzini 13 anni fa con l’obiettivo di aiutare ragazzini nello studio, è testimone di una controtendenza, di un desiderio, da parte di studenti, ma anche di pensionati, di mettersi in gioco e dedicare parte del proprio tempo libero agli altri. A detta di Gina Boarin, presidente dell’associazione non esiste una crisi nel mondo del volontariato, quanto, piuttosto, una scarsa formazione. «I giovani di oggi sono più timorosi nel scendere in campo, e spesso non si sentono all’altezza delle situazioni. Credo sia opportuno pensare a lezioni e percorsi di formazione anche per i volontari, qualcosa che possa stimolarli e prepararli in maniera adeguata. Da noi le attività che un volontario è chiamato a svolgere sono prevalentemente di affiancamento ad un professionista. Alcuni studenti universitari supportano i docenti nell’aiuto ai compiti (la Tribù accompa-

gna circa 80 ragazzi di origine straniera, ma anche italiana nello studio, iscritti alla scuola primaria e alle medie), mentre i volontari adulti, e mi riferisco a persone in pensione, spesso ex insegnanti, preferiscono supportare professionisti durante i corsi di lingua italiana per stranieri organizzati prevalentemente per extracomunitari adulti. Insomma, a mio avviso, non esiste un’unica tipologia di volontario, ma piuttosto esigenze ed aspirazioni diverse. I giovani preferiscono seguire e aiutare i bambini, mentre i pensionati amano il confronto e la relazione con i propri coetanei. Trovano stimolante ed appagante potersi rapportare con chi ha una cultura ed una storia diversa. Una forma di scambio, quella che si è creata nel tempo, che io trovo davvero bella. Quanto ai volontari giovani registro invece una minor costanza. Rispetto al passato i ventenni di oggi, proprio per come è organizzato il sistema universitario, sono molto impegnati tra studio e lezioni e hanno meno tempo da dedicare al volontariato. Credo sia questa una delle principali cause della loro discontinuità». Ma.Ro.


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ATTUALITÀ venerdì 13 gennaio 2012

Gruppi storici e nuove realtà

Sono 127 le associazioni in città Assistenzialismo, sport,cultura

e associazioni in città non mancano. È LComune sufficiente entrare nel sito on-line del per rendersi conto di quante realtà, suddivise nei settori più diversi (sociale, assistenzaile, culturale, ma anche nelle sottosezioni di spettacolo, arte, musica, e ancora sport, ambiente e turismo) esistono sul territorio. Gruppi storici, e al-

tri neonati. Associazioni in grado di richiamere centinaia di volontari e simpatizzanti, altri per pochi... intimi. Nell’albo comunale delle associazioni di volontariato si contano ben 127 gruppi: ce ne sono di laici e di religiosi, realtà che si rivolgono alla terza età, come ai giovani e ai disabili. Ma.Ro.

ABBIATEGRASSO • Attivo dal 1982 si appresta a festeggiare i 30 anni con entusiasmo

L’esperienza del gruppo Andy Emergenza rientrata: da settembre questa bella realtà può contare su nuove risorse

C

hi frequenta l’oratorio di via Maggi non può non conoscere il gruppo Andy. Presente sul territorio da 30 anni (correva l’anno 1982) il gruppo è nato da un’iniziativa della comunità giovanile dell’oratorio San Gaetano, intrapresa da Stefano (in seguito divenuto fra Stefano Invernizzi) e da Antonio Marazzi, un ragazzo spastico. Dal 1998 il gruppo, che dopo la scomparsa di Antonio è stato a lui dedicato, è entrato a far parte dell’associazione Don Carlo Gnocchi, insieme ad altre realtà abbiatensi. Tanti i volontari che si sono scambiati la “staffetta” in questi 30 anni e tante anche le soddisfazioni ottenute. Traguardi raggiunti... ma non senza fatica, come ci racconta l’attuale presidente del gruppo Manuela Compiani. «Anche il gruppo Andy, come molte altre realtà no profit, ha risentito negli anni scorsi della crisi del volontariato e della difficoltà di reperire nuove energie. Per questo motivo nel corso del 2011 sono state organizzate alcune iniziative in merito. Il gruppo ha realizzato dei volantini e li ha distribuiti nelle scuole e nei negozi della città. Abbiamo inoltre promosso - precisa

Compiani - negli istituti superiori alcuni incontri e nel mese di giugno abbiamo organizzato un aperitivo con uno spettacolo che ha visto scendere in campo i nostri ragazzi allo scopo di coinvolgere l’intera cittadinanza e far conoscere le nostre attività. Grazie a tutte queste iniziative ed il passaparola tra volontari siamo riusciti a richiamare Foto d’archivio del gruppo Andy: la benedizione del pulmino donato nuovi giovani nel gruppo». ai ragazzi affetti da disabilità (in ragazzi. Durante l’anno viviamo Quanti sono attualmente i vo- tutto 21) anche qualche fine setti- poi momenti di festa. Il più imporlontari e quali sono le attività che mana o escursione giornaliera. Mi tante è sicuramente quello del Nasvolgono principalmente? chiede quali sono le attività che il tale. Da sempre il nostro gruppo or«I volontari in totale sono 25 e si gruppo svolge? Principalmente at- ganizza un recital che impegna tutti tratta di studenti delle classi supe- tività ludiche, ma capita anche che noi moltissimo. per settimane lavoriori o università, oltre che alcuni il salone dell’oratorio si trasformi riamo senza sosta occupandoci delgiovani già impegnati nel lavoro. in una sala-cinema o in un locale- la scenografia, dei costumi, del coDa noi non ci sono pensionati. pione e delle musiche». karaoke. I volontari, proprio come in pasTornando ai volontari e alle loro Quando il tempo lo permette, sato, contuinuano a darsi appunta- trascorriamo il pomeriggio al- motivazioni, mi ha parlato di una mento all’oratorio San Gaetano l’aperto, in qualche parco della zo- crisi, di una carenza di persone diogni domenica pomeriggio. na, organizzando giochi di gruppo, sposte a spendere parte del loro Oltre a questo momento setti- canti, balli allo scopo di suscitare tempo libero a servizio di chi vive manale il gruppo organizza insieme l’interesse e la curiosità dei nostri in condizioni di difficoltà. Si tratta

ABBIATEGRASSO • Tra le iniziative anche il Progetto Iris

di un “pericolo” rientrato? «Per parecchio tempo i volontari sono stati numericamente insufficienti alle richieste di aiuto e sostegno e questo ha creato non poche difficoltà nella gestione dei soggetti disabili, ma fortunatamente, come già ricordato prima, abbiamo assistito ad una ripresa in questo ultimo periodo. Gli interessati possono venire a conoscerci direttamente in oratorio la domenica dalle 14 alle 18 oppure possono contattarmi al 349/8933617». Marina Rosti

ABBIATEGRASSO • Portofranco

«Nessuna flessione, anzi...»

Aiuto allo studio

Mostre e visite culturali L’

140 utenti, 45 volontari S

associazione Amici della Biblioteca abbiatense esiste dal 1988, e da allora i volontari che ne fanno parte operano a titolo gratuito per diffondere e promuovere iniziative culturali. Questo, almeno, a titolo generale. Ma quali sono, nel dettaglio, gli obiettivi e le finalità che perseguite da anni? «La nostra è un’associazione di Promozione Sociale che in collaborazione fattiva con la Biblioteca vede la diretta partecipazione dei propri soci nella realizzazione degli obiettivi statutari, vale a dire promuovere la lettura; sostenere e supportare i servizi e le attività della Biblioteca Civica Romeo Brambilla di Abbiategrasso; proporre iniziative a carattere culturale, quali partecipazione a concerti, spettacoli, visite a mostre, musei, città d’arte; ed in ultimo partecipare attivamente alla vita culturale». E quali le attività che proponete sul territorio? «Alcuni nostri soci (il gruppo conta 480 soci, non tutti, però sono volontari attivi ndr) hanno partecipato al progetto Iris per il prestito di libri in ospedale, altri hanno offerto la loro collaborazione a supporto delle attività in biblioteca. La nostra associazione, raccogliendo le indicazioni dei propri soci che partecipano attivamente con proposte e suggerimenti alla vita sociale, si prefigge di integrare l’offerta cittadina con trasferte culturali per partecipare a mostre e spettacoli teatrali proposti in altre città. In questo modo l’Associazione facilita la partecipazione a significativi eventi culturali rispondendo alle esigenze dei propri soci.

L’attività di promozione culturale si è notevolmente sviluppata negli ultimi anni con la formulazione di progetti e di serate a tema elaborate, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, dalla Biblioteca e dalla nostra Associazione. La sinergia fra l’Associazione e la Biblioteca ha portato alla formulazione del progetto “Milano nella storia e nell’arte” che, attraverso una serie di itinerari guidati, permette di conoscere il patrimonio storico e artistico della città di Milano e del suo hinterland». Quanti sono attualmente i volontari che operano all’interno del gruppo e quali tipi di attività/servizi sono loro richiesti? «Essendo la nostra un’Associazione di Promozione Sociale di natura culturale, l’attività dei soci si estrinseca nella partecipazione alle iniziative. Ovviamente c’è un gruppo di soci che si fa carico, in modo totalmente volontario e gratuito, di raccogliere suggerimenti e proposte e di renderle operative». Il problema carenza di volontari, l’assenza di nuova linfa si avverte anche nella vostra associazione? «La nostra associazione non soffre, proprio per la natura degli obiettivi che si prefigge, di questo tipo di problemi». Si dice che il mondo del volontariato sia stanco e che il numero delle

persone impegnate sia in costante calo: quali sono i motivi secondo lei? «Non siamo a conoscenza di questa problematica. Il volontariato consente ai cittadini di trovare spazi di partecipazione attiva. Crediamo che eventuali flessioni nella partecipazione spesso siano connessi a crescenti problemi burocratici che appesantiscono la vita delle associazioni». Cosa deve fare un cittadino che intende spendere parte del proprio tempo libero insieme all’associazione Amici della Biblioteca? «Deve identificarsi negli obiettivi statutari, diventare socio e partecipare attivamente alla vita sociale». Sulla crisi del volontariato, una battutta ha voluto rilasciarla, a titolo personale, Adriano Mortarino, volontario del gruppo. «Mi piacerebbe che i pensionati abbiatensi si attivassero di più. Ci sono tante persone libere ormai da obblighi lavorativi che potrebbere fare molto per la collettività. Da noi le porte sono aperte...». Ma.Ro.

i è da poco trasferito in via Giramo (l’inaugurazione del nuovo centro è in programma per sabato 14 gennaio, ma il servizio è ripreso lunedì 9) e a 4 anni dalla sua apertura PortoFranco (prima nei locali di via Ticino) non può che fare un bilancio dell’attività e dei traguardi raggiunti. Il centro di aiuto allo studio garantisce un servizio gratuito e quotidiano agli studenti delle scuole superiori. Le lezioni, come è noto, vengono impartite da personale volontario tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì. A raccontarci dell’attività gestita da volontari uno dei referenti del centro, il professore Gianni Mereghetti che in merito alla crisi del volontariato ha dichiarato: «il bisogno è sempre più grande della disponibilità. PortoFranco può contare su molti giovani volontari, ma in questi anni la richiesta di aiuto e sostegno nello studio è aumentata in modo significativo. Ogni anni ci troviamo davanti ad un numero sempre maggiore di studenti che si rivolgono a noi per essere aiutati non solo a imparare a studiare ma anche a ritrovare una passione per la vita, un entusiasmo perduto. E’un bisogno sempre più globale che domanda un coinvolgimento totale, una condi-

visione che lo porti in tutte le dimensioni in cui si manifesta». Quanti sono attualmente i volontari che operano all’interno della struttura? Si tratta prevalentemente di studenti universitari oppure di pensionati? E quanto del loro tempo libero dedicano ai ragazzi che frequentano Portofranco? «I volontari sono 45 circa, di questi 10 universitari, 25 insegnanti e infine una decina di pensionati. Ciascun volontario a seconda della propria disponibilità organizza turni e lezioni settimanali». Quanti sono invece gli utenti? «Gli studenti che frequentano il centro attualmente sono 140». Si tratta di un numero in crescita, stabile oppure in calo rispetto all’inaugurazione del centro? «Sono in aumento sia gli utenti che i volontari». Chi volesse entrare a far parte della squadra di Portofranco che deve fare? A chi si deve rivolgere? «È molto semplice: la persona interessata non deve fare altro che venire nella sede di Portofranco e dare la propria disponibilità». Ma.Ro.


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ATTUALITÀ venerdì 13 gennaio 2012

ABBIATEGRASSO • La benedizione degli animali

MAGENTA • Soccorsa immediatamente

Falò alla Cappelletta ma non al Sacro Cuore

Salva dopo l’infarto: era al bar dell’ospedale P

E a Castelletto l’appuntamento è per il 22

A

nche all’oratorio del Sacro Cuore si celebra la ricorrenza di Sant’Antonio Abate. Non si procederà però, come negli anni passati, all’accensione del falò. I festeggiamenti prevedono, per il pomeriggio di domenica 15 gennaio, la benedizione degli animali domestici e a seguire la premiazione del Concorso presepi 2011 (è ancora possibile esprimere il proprio voto collegandosi al sito internet dell’oratorio). Per tutti i presenti saranno a disposizione come sempre frittelle, dolci e bevande calde. Un falò in piena regola è invece la proposta del gruppo la Cappelletta che invita gli abbiatensi a partecipare, martedì 17 gennaio alle 21,30 al Falò di Sant’Antonio che sarà allestito, come negli

Un’immagine d’archivio del falò di Sant’Antonio alla Cappelletta anni passati, nella sede dell’associazione in via Stignani, con tanto di frittelle, vin brulè e te caldo (il ricavato della vendita sarà devoluto al “Comitato emergenze e solidarietà” di Abbiategrasso per le iniziative a favore del comune di

Monterosso recentemente afflitto dall’alluvione). Anche quest’anno,m dunque, come ogni 17 gennaio, in ricordo di un’antica tradizione contadina, si festeggerà Sant’Antonio Abate, un santo particolarmente vicino

al mondo agricolo, bruciando fascine di legna per scacciare i guai e le malvagità e come auspicio per un buon raccolto nel corso dell’anno. Nella parrocchia di Castelletto le celebrazioni sono invece rinviate a domenica 22 gennaio.

oteva essere una storia drammatica, si è trasformata in una sorta di favola a lieto fine, tanto più emozionante perchè caduta in pieno periodo natalizio. Protagonista della vicenda è una 72enne della zona che, il 20 dicembre scorso, si trovata all’ospedale di Magenta per una medicazione a una gamba, terminata la quale si è fermata - insieme ai familiari che la accompagnavano - a prendere qualcosa al bar del nosocomio. Con lei c’era anche il dottor Alessandro Romorini, neurologo, che racconta cos’è successo: «La signora improvvisamente si è sentita male e ha perso conoscenza. E’ apparso chiaro che si trovava in arresto cardiaco. Noi che eravamo lì abbiamo subito iniziato la rianimazione cardiopolmare, poi via via sono arrivati i colleghi e il personale prima del Pronto Soccorso, poi della Rianimazione e infine della Cardiologia. La donna è stata defibrillata sul posto e, non appena il cuore ha ricominciato a battere, è stata trasferita in Unità Coronarica. Nella sala emodinamica è stata sottoposta a coronarografia, che ha consentito di individuare l’ostruzione del vaso sanguigno che aveva provocato l’infarto; il problema è stato rimosso con un intervento di angioplastica. Successivamente

sono stati diagnosticati altri due restringimenti su altre arterie coronarie, che sono stati sistemati. Prima della fine dell’anno, la signora è tornata a casa sua e sta bene». La notizia è stata divulgata solo qualche settimana dopo proprio per essere certi del lieto fine della “favola”. Che, come tutte le favole, una morale anche questa ce l’ha: il tempo entro il quale si interviene con un’efficace procedura di rianimazione è decisivo. Poche ore dopo che questa signora si è sentita male al bar del “Fornaroli”, al Pronto soccorso è arrivato un uomo con la stessa patologia che però nonostante l’intervento del 118 non ce l’ha fatta. D’altra parte, un conto è avere un infarto in una struttura sanitaria, un altro è esserne colpiti a casa, al supermercato o in macchina. «E’ molto importante che sempre più persone vengano addestrate a intervenire prontamente in modo corretto - conclude il dottor Romorini -Più gente conosce le manovre che bisogna fare in questi casi e meglio è». Non per nulla sono nate delle iniziative, come il Progetto Salva nel Legnanese, per insegnare l’abc del primo soccorso già nelle scuole superiori. A.M.

A Morimondo, Fallavecchia, ma anche a Marcallo, Albairate e Robecco

La legna brucia nel segno della tradizione tra frittelle e vin brulè G

ennaio è il mese del Falò di Sant’Antonio, una valida occasione per ritrovarsi nel segno della tradizione, scambiare quattro chiacchiere e bere una buona tazza di cioccolata o vin brulè. Ecco di seguito gli appuntamenti da seguire nei Comuni del Consorzio. Il fuoco verrà acceso il 14 gennaio dalle 20.45 a Fallavecchia, frazione di Morimondo e il 15 gen-

naio dalle 17 a Morimondo con distribuzione di cioccolata calda, dolci e vin brulè per tutti. Il 17 gennaio l’appuntamento si ripeterà nei Comuni di Albairate (Parco di via Donatori di Sangue) e di Marcallo con Casone (dove dalle 21, presso la tensostruttura di Parco Ghiotti, ci sarà la tradizionale benedizione degli animali, cui seguirà l’accensione del falò e la distribuzione di bevande

calde e vin brulè). Un falò verrà acceso alle 20.30 anche nella frazione Casone. Sempre il 17 gennaio dalle 20.30, falò e distribuzione di bevande calde, a Robecco sul Naviglio (presso via per Castellazzo de Barzi e via Ugo Foscolo e nelle frazioni). Altro tradizionale appuntamento locale è la “Frittellata di Sant’Antonio”che si terrà il 15 gennaio a Cassinetta di Lugagnano, nella

Un calendario di eventi e ricorrenze

Investire sugli abiti usati

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agre, mercatini, feste patronali, ricorrenze storiche, appuntamenti culturali e sportivi. Proverbi, eventi gastronomici, tutto all’insegna della tradizione nel milanese. Questo e tanto altro raccoglie il calendario del Consorzio dei Comuni dei Navigli, che scandisce ogni giorno dell’anno con proposte diverse per trascorrere il tempo libero. Il calendario festeggia il quarto anno di uscita con 70 mila copie, circa il doppio rispetto al primo anno di pubblicazione, che saranno distribuite porta a porta o che potranno essere ritirate gratuitamente allo Iat, ufficio di informazioni e accoglienza turistica di Milano. Con il saluto il primo cittadino di Albairate Luigi Tarantola, presidente dell’assemblea dei sindaci dei comuni consorziati.

ABBIATEGRASSO • Vesti Speranza

are lavoro a persone con disabilità certificata, psichica o fisica, nell’abbiatense e nel magentino. Questo è il progetto della cooperativa sociale “Vesti Speranza” di Abbiategrasso per il 2012. «Per questi progetti lavoreremo in rete - ci racconta Stefano Paganini, responsabile della cooperativa - con le amministrazioni comunali, il Consorzio Sociale Est Ticino e altre cooperative sociali per rispondere al meglio ai bisogni del nostro territorio». Le attività della cooperativa “Vesti Speranza” si concentrano nel negozio di abiti e oggetti usati di via San Carlo 23 ad Abbiategrasso. Questo locale ha fatto un patto con i clienti: «Voi ci regalate l’usato che non utilizzate più - ci racconta Paganini - noi lo vendiamo e reivestiamo l’utile generato in progetti finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro di persone svantaggiate». Per la nostra cooperativa il 2011 è stato un anno positivo: «Abbiamo migliorato l’arredamento interno del negozio di via San Carlo - ci racconta il responsabile per rendere l’ambiente accogliente e invogliare i clienti ad entrare e le vendite sono migliorate». Un piccolo traguardo raggiunto: «Siamo riusciti ad assumere una persona con contratto a tempo determinato nel nostro negozio». Varia la clientela che entra nel negozio:

«Non vengono ad acquistare solo extracomunitari - sottolinea Paganin i - ma anche curiosi e collezionisti, persone non bisognose, che utilizzano il locale alla ricerca di un oggetto particolare». La cooperativa “Vesti Speranza” prosegue nella sua filosofia: «Non ci fermiamo, continueremo a proporre nuove idee per dare aiuto a nuove persone in difficoltà». Il negozio rimane aperto il lunedì dalle 15 alle 19, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19, sabato dalle 9 alle 12.

sede della Pro Loco in via Trento. In quest’occasione, dalle 14.30 e fino a esaurimento, verranno distribuite gratuitamente frittelle, cioccolata calda e vin brulè per festeggiare insieme questo particolare evento dell’anno. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.consorzionavigli.it, telefonare allo 02.94921177, oppure inviare una mail a turismo@consorzionavigli.it.


Libertà

19 venerdì 13 gennaio 2012

Quei conti a Cassinetta

Un addio

E

C

gregio direttore, sono una mamma di Cassinetta di Lugagnano con un figlio che frequenta la scuola elementare. Con la ricorrenza del Natale è uso da parte dell’Amministrazione comunale informarci sulle scelte amministrative di maggior rilievo. Con molta sorpresa e disappunto leggo nella pagina dedicata al “piano diritto allo studio”, a cura dell’assessore Daniela Accinasio, che: (riporto le testuali parole) «è motivo di soddisfazione per la nostra amministrazione aver potuto riconfermare gli stanziamenti di bilancio che vengono utilizzati per integrare le proposte educative della scuola (che è organo statale e che lo stato sta impoverendo sempre più). Addirittura le risorse allocate per il piano di diritto allo studio di quest’anno sono incrementate dell’1,5%.” Mi chiedo: sono in grado di fare i conti i nostri amministratori? Oppure è il vecchio trucco italiano di farli apparire come meglio conviene loro ? Vorrei sottoporre all’assessore Accinasio alcune riflessioni: è a conoscenza che abbiamo una inflazione che supera il 3% su base annua? Incrementare dell’1,5% non copre a rigor di logica la perdita del potere d’acquisto, quindi non hanno nemmeno adeguato le risorse all’aumento dell’inflazione. Leggere questo dato isolato dal fattore numero scolari della materna e della scuola elementare è piuttosto nebuloso e riduttivo. Voglio ricordare che in questi ultimi due anni gli iscritti alla scuola materna sono aumentati di ben 25 bambini grazie all’apertura della terza sezione e di 10 scolari nella scuola elementare. Qualsiasi persona con un po’ di buon senso comprende che non siamo in presenza di un aumento di risorse, bensì la giunta attuale ha apportato un taglio del 10% circa. Posso tranquillamente dire che c’è stata una diminuzione di fondi pro-capite per ogni allievo, al contrario per mantenere inalterate le risorse per allievo avrebbero dovuto incrementarle del 15% o 18% Quindi cara assessore non ha da essere molto soddisfatta! Non si vanti per meriti o conquiste false perché i conti sono sotto gli occhi di tutti, non faccia come Berlusconi che negava la crisi,anche lei ha apportato tagli al diritto allo studio e non incrementi. Un consiglio: controlli bene il suo bilancio, e se crede potrà approfittare delle insegnanti della scuola elementare per ripassare un po’ di calcolo statistico. Auguri e buon anno. Un genitore di Cassinetta di Lugagnano

arissimo direttore, non so a chi rivolgermi, lo faccio a lei sperando che a qualcuno arrivi questa mia tristezza piena di una domanda religiosa. Sono tornato dalle vacanze e al rientro ho saputo che un tecnico non ci sarebbe stato più, lo aveva accolto Dio tra le sue braccia mentre era nella sua terra a godersi un po’ di ferie. Un uomo semplice, discreto e attento, non era di molte parole ma sempre pronto ad anticipare ciò di cui si aveva bisogno. Non ci si accorgeva di lui, ma lui c’era, tanto che questa mattina che non c’era ci si accorgeva di quanto mancasse. Caro direttore, mi ricordo una delle ultime mattine prima di Natale all’apertura delle scuole, nel buio delle sette e mezza, le due parole scambiate con lui, il suo sorriso mentre mi augurava una buona giornata, un ricordo che porto nella memoria, certo di un umano che il Mistero difende da tutti i nostri limiti e ingiustizie, e rende eterno. Non so a chi possa andare questo piccolo ricordo, ricordo di un uomo che come un soffio Ë venuto tra di noi e cosÏ se ne Ë andato, lasciandoci la sua freschezza di vita. Grazie Gianni Mereghetti

La verità!

Gli “0,07” della Mi-Mo

I

C

l giorno 9 dicembre 2011, esattamente dopo 16 anni e 149 giorni, senza essermi mai accanita per trovare a qualsiasi costo dei colpevoli, ho finalmente saputo la verità sull’incidente in cui hanno perso la vita due giovani di 16 e 19 anni... Care ragazze che eravate sull’altra vettura, penso che se aveste una coscienza non vi sentireste così serene, sapendo di essere voi la causa di tutto questo, anche se in un’intervista avete avuto il coraggio di dire: «Ragazzi, ma cosa avete combinato?».Ora questa domanda la porgo a voi: «Ragazze, cosa avete combinato?». Perché grazie alle vostre conoscenze, di alcune persone che dovrebbero tutelarci ed essere imparziali, siete riuscite a ribaltare tutto, infangando il nome di Andrea, ma le famiglie di Sara e Andrea si sono fatte forza a vicenda e continuano a chiedersi “come si fa a credere nella giustizia? Che valore ha la vita?”. Comunque la verità prima o poi viene a galla e anche se avete distrutto due famiglie io vi auguro ogni bene (e non è detto in modo ironico). Una mamma che non porta rancore ma ama la verità (lettera firmata)

aro direttore, 0,07 euro al giorno è il rimborso che Trenitalia ha ritenuto di riconoscermi per compensare i disagi di tutto il 2011 in funzione dell’abbonamento annuale Bià-Mi-Bià che avevo comprato. Wow! Ho scoperto che viaggiare senza riscaldamento o aria condizionata quando servono, con porte che si aprono o restano chiuse proprio quando non devono o con carrozze che rimangono inagibili quando le altre son stipate, mancare il treno non perché lo si è perso ma perché è stato soppresso, arrivare in ritardo in ufficio non perché si è dormito di più ma perché non ti puoi fidare di questi ferri vecchi, evitare di prenderlo a tarda ora non perché non si ha voglia ma perché si ha paura (senza controlli), non sedersi perché o non c’è posto o si preferisce evitare il sudiciume di certi sedili vale ben 0,07 euro al giorno (25,83 il totale compenso per un anno di disagi). In verità non tutto è rimasto come prima: il prezzo, quello sì, è cambiato. Nel 2011 un abbonamento annuale costava 387,50: nel 2012 478, ovvero quasi il 25% in più... Questa è la vita del pendolare, nella rassegnazione più o meno diffusa di chi viaggia quotidianamente e nell’indifferenza più o meno generale (tranne quando ci sono le elezioni) di chi a vari livelli ha responsabilità istituzionali per pretendere dagli enti interessati sicuramente non la luna ma almeno un servizio adeguato per un Paese che vorrebbe definirsi civile. Buon viaggio ai compagni di sventura! Claudio Pirola, pendolare

Sul Capodanno M

i permetto di farvi un appunto riguardo al notevole risalto che avete dato, come sempre, al festeggiamento del capodanno al quartiere Fiera, senza accennare alle altre realtà (esempio negli oratori). Io e la mia famiglia abbiamo festeggiato all’oratorio San Giovanni Bosco con una cena pari a quella tenutasi in Fiera ed eravamo 400, forse in più che in meno, certo non avevamo il Sindaco ecc. ecc. Già che ci sono vi faccio notare che la sera del 17 dicembre 2011 gli Amici del Sorriso hanno fatto una cena benefica con più di 200 persone, non mi risulta che abbiate scritto qualcosa. nPremetto che questo appunto è rivolto solo al giornale e non agli Amici del Palio, anzi è doveroso un elogio per l’attività che svolgono durante tutto l’anno. M.S.

Governo Tecnico Bancario... B

uongiorno direttore, per caso mi trovavo all’interno di una banca onde svolgere operazioni di pagamento e mi accorgo che un addetto allo sportello alle prese con una signora stava proponendo come fare per sbrigare ciò che abbisognava e, siccome interessava pure a me, mi “sintonizzo” per essere pronto. In poche parole, stretta sull’uso del contante con difficoltà sia nei pagamenti, affitto, spese varie e altro se la cifra supera i mille euro così da vedersi consegnare dal personale allo sportello uno stampato, o tramite bonifico su conto corrente. Insomma, tutti sotto “controllo” altrimenti niente da fare...! Queste alcune delle difficoltà che il novello governo ha studiato per tutti senza se e senza ma contro il riciclaggio del denaro “sporco”, senza minima-

mente entrare nell’ordine di idee della gente che finora non aveva mai provato simili cose, come la famosa dicitura che nei tribunali sta ad indicare che “la legge non ammette ignoranza”. E, per rientrare nella cronaca delle tematiche, al fine di sollevare la persona, mi sono sentito in dovere di avvicinarmi aiutandola nel da farsi così da alleggerirla nel compilare i tre fogli o, in alternativa, aprire un c.c. bancario se già non lo possedeva, ringraziando il Governo Tecnico Bancario piovuto dal nulla sul cranio degli italiani e purtroppo non gradito perché ormai i cittadini non esistono più, anzi, non contiamo più niente...! E già che ci siamo, mi permetto di soffiare alle trombe di eustachio alcuni frammenti sull’uso del contante, iniziando dai libretti al portato-

re che non potranno più raggiungere e superare il tetto di mille euro con l’adeguamento a non oltre il 31 marzo 2012. Nella parte antiriciclaggio relativa al limite al contante sono esenti i prelevamenti e i versamenti presso gli sportelli bancari e postali. Va di getto che non esiste limite di prelevamenti, sempre che esista la disponibilità sul conto, così come per i versamenti senza difficoltà di sorta. Mentre, malgrado il continuo agitarsi governativo, non porta alcuna positività, anzi lo Spread sale, l’euro è sempre più debole, e le Borse calano sotto l’incalzare di una crisi che lascia poco da sperare per l’avvenire. E così, diamo spazio alla cadenza di una clessidra dagli inesorabili granelli di sabbia... tempo al tempo! Antonio Baj

Lettere alla Libertà Sono un cittadino di Abbiategrasso che per recarsi al lavoro a Milano è costretto a percorrere in automobile la statale 494 attraversando, “purtroppo”, il territorio di Gaggiano. Dico purtroppo perché sembra che il Comune di Gaggiano abbia deciso di aumentare le proprie entrate di bilancio “tartassando” di multe per eccesso di velocità, rilevata con autovelox, i poveretti che sono costretti a transitare nella predetta ss 494 altezza km 7+55 in entrambe le direzioni. Il malcostume non è nuovo, infatti è recente il rinvio a giudizio (cronaca di Milano - Corriere della Sera del 16/12/2011) di amministratori e comandanti dei vigili di 35 comuni della provincia di Milano per la faccenda T-Red (semafori truccati). Questa volta il salasso sembrerebbe orchestrato a norma di legge: i limiti di velocità sono indicati, così come ci sono i cartelli che segnalano la presenza della rilevazione elettronica della velocità. Il tutto, però, lascia molto perplessi per l’accanimento con cui viene fatto (nella mia famiglia in pochi giorni abbiamo già preso la multa io, mia moglie e mio figlio), per la modestia dell’infrazione (superamento del limite di 50 km/ora di poco più di una decina di km, in un tratto in cui è praticamente impossibile rispettarlo, sia per le caratteristiche della strada che del traffico), e per la sproporzione tra la sanzione propinata (171 euro e 3 punti in meno sulla patente) e la gravità dell’infrazione. Che i Comuni abbiano necessità di aumentare le entrate è arcinoto, ma che a pagare debbano essere sempre gli automobilisti (sopratutto quelli residenti in altri paesi) dà un po’ fastidio. Ripeto, tutto regolare e a norma, ma chiunque debba guidare e trasferirsi in auto sa che è pressoché impossibile variare la velocità in maniera tale da poter rispettare gli innumerevoli limiti che si alternano a distanze anche brevissime . Spero almeno di poter evitare a qualche mio concittadino (e non) di essere salassato da balzelli ingiusti e odiosi per la maniera in cui vengono fatti (pur con tutti i crismi della legge), anche se sarei curioso di vedere come riescono a stare nel limite di velocità di 50 km/h di quel tratto di strada senza farsi insultare per intralcio al traffico o senza essere tamponati. Roberto Faccini

Spett. redazione, ho letto sul supplemento TuttoGaggiano il vostro articolo “Negozio che vieni, bottega che vai”, relativo ai negozi di via Roma. Vorrei dire "anche la mia" relativamente al traffico e, alcune altre cose, che sicuramente aiuterebbero a far lavorare meglio le attività commerciali e artigiane della via Roma. Mi sono trasferita a Gaggiano due anni fa, in via Roma 130, dopo 28 anni di attività a Trezzano sul Naviglio. Mi sono sentita a casa, la gente semplice e cordiale, i vicini che ti aiutano, e molto altro ancora. Alcune cose sono da sistemare, come il problema del traffico, dei parcheggi, che in via Roma sono molto scarsi, si è costretti a parcheggiare a ridosso dei muri delle case, il parcheggio in fondo alla via è poco sicuro, spesso si trovano le auto danneggiate. In periodi invernali, quando fa buio presto, le mie clienti si sentono poco sicure ad andare a questo parcheggio. Lungo la strada, che è poco illuminata, sei costretto a camminare oltre le macchine parcheggiate, il marciapiede lungo il Naviglio non è molto fruibile. La possibilità di poter parcheggiare lungo la via permette ai nostri clienti una grossa comodità, oltre ad una maggior sicurezza. Il traffico passa veloce, sarebbe da farlo rallentare con dei dossi, magari renderla a senso unico sarebbe una soluzione, creando uno spazio verso le case per poter far camminare le persone. Relativamente agli orari, vorrei dire che le esigenze della clientela sono cambiate, bisogna adeguarsi con orario continuato, aperti sei giorni su sette, come i supermercati, altrimenti quando si può fare la spesa o altro se i negozi chiudono alle diciannove e trenta e, dal lavoro si arriva alle otto. Diventa normale fermarsi al centro commerciale, anche per comperare solo il pane e il latte. Immaginatevi la via Roma, sera d'estate, tavolini lungo il Naviglio, ragazzi, adulti, famiglie che passeggiano e si fermano a mangiare un gelato o a bere seduti ai tavolini dei vari locali, non sarebbe bello? speriamo che questo mio sogno si avveri. Rosy La Parrucchiera

S

pettabile redazione di Ordine e Libertà, girando per le strade del centro storico in queste ultime settimane, specialmente in queste successive alle feste, devo dire che mi ha assalito una certa pena. Continuo a vedere (e non sarò l’unico!) vetrine che si spengono. Non dico nelle periferie più desolate: succede nella cerchia dei bastioni e un poco più in là. Continuiamo a ripetere che c’è la crisi, perché c’è per davvero e a nulla valgono i discorsi di quelli che si meravigliano di trovare tanta gente al ristorante o in pizzeria e magari anche il tutto esaurito in certi alberghi in occasione di Natale e Capodanno. Ma quelli sono casi isolati. Sono anzi la prova che per alcune persone, che negli anni del bnengodi hanno potuto accumulare grandi ricchezze, è sempre una pacchia, mentre invece per la stragran maggioranza è sempre più dura. Mi domandavo, guardando le vetrine che si spengono, i negozi e perfino le edicole con scritto “cedesi attività”, ma non è ancora arrivato il momento di fare qualcosa a livello di città per rendere meno dura la vita a chi sta patendo conseguenze gravi davvero, come ad esempio la perdita del lavoro o la chiusura dell’attività? Spero che la nostra amministrazione comunale ci pensi a creare un organismo coinvolgendo chi ha grandi possibilità per istituire un fondo di solidarietà locale. C.M.

E

gregio direttore, ritenendola persona molto attenta agli eventi vorrei profittare delle pagine del Suo giornale per segnalare l'ennesimo furto di rame avvenuto nella notte del 22 dicembre 2011. Ad opera di ignoti sono stati rubati, in due condomini di via Aurelio Saffi, uno adiacente all'altro, i tubi dei pluviali per lo scarico delle acque meteoriche. In uno quello del tettuccio del cancelletto di entrata al condominio e nell'altro quello di discesa dal tetto. Visto i ripetuti furti di rame, materiale assai prezioso in questi ultimi tempi, consiglierei a tutti quei proprietari che nei loro immobili hanno dei manufatti di rame, tanto per salvaguardare almeno la parte economica di sottoscrivere una assicurazione contro il furto, sempreche siano in grado di trovare una Agenzia disposta a stipulargliela. Questa mia segnalazione è fatta sia come monitoraggio per le forze dell'ordine preposte alla vigilanza sia per i cittadini al fine di renderli consapevoli di quanto avviene nella loro città. Nella speranza che il futuro sia migliore ringrazio e saluto. A.S.


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Libertà

SPECIALE

venerdì 13 gennaio 2012

ABBIATEGRASSO • Giornata splendida e adesione di massa alla tradizionale iniziativa del Moto Club

La Befana vien di giorno Un 6 gennaio da incorniciare. Anche perché era venerdì... Aiuti alla Superhabily

Befane e organizzatori con l’assegno pro Superhabily

A

ppuntamento alle 8 in piazza Vittorio Veneto per gli appassionati di due ruote e motori fedeli alla tradizione. Fa niente se siamo, a quell’ora, vicini agli zero gradi. Anzi, meglio. Nel senso che la bassa temperatura è determinata dal cielo limpido, e loro lo sanno bene che, quando poi il sole comincerà ad alzarsi, la stessa cosa succederà anche alla colonnina di mercurio. E

Rombano i motori nell’attesa che tutti arrivino

poi, comunque, che gliene importa a loro? Una giornata in moto, tutti insieme, per portare gli ultimi auguri alla città e soprattutto per raccogliere fondi a favore del progetto che porterà atleti dell’associazione sportiva Superhabily alla Paraolimpiadi di Londra. Trascorre quasi un’ora per consentire a tutti di arrivare in piazza e soprattutto di iscriversi al banchetto allestito dal Moto Club Abbiategrasso, dove a ciascun parte-

cipante viene consegnato, in cambio del contributo fisso di 5 euro, il “pettorale” della moticicletta con l’indicazione “Befana in moto 2011”. Rombano intano i motori, due agenti della polizia locale anch’essi a cavallo dei loro scooter attendono davanti al Comando per poter fare da apripista, l’immancabile ambulanza della Croce Azzurra chiuderà il roboante corteo. Per qualche minuto l’aria si fa a dire il vero irrespirabile,

Polizia locale; sotto, una “motociclista” straordinaria

ma ecco che il plotone si muove e si dipana, allegro e generoso. C’è perfino un papà che per gioco si fa portare dalla sua bambina, che però poi si spaventa per il gran baccano e scoppia a piangere. Ma chissà se da grande farà la Befana su una moto vera: ce ne sono in piazza, e il bello è che quest’anno, dopo la baldoria e la polentata finale alla Cappelletta, avranno ancora un weekend per riprendersi. M.A.

Primo piano per quattro “Befane” al lavoro nella giornata a loro dedicata: le prime tre hanno partecipato alla festa dei motociclisti; l’ultima (davvero super!) alla sfilata dei Re Magi


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SPECIALE

venerdì 13 gennaio 2012

I “servitori” con i doni: oro, incenso e mirra

I tre Re Magi a cavallo: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre

ABBIATEGRASSO • Molta gente ha trascorso l’Epifania fuori città, molta ne è arrivata dal circondario

La “magia” dei tre Re Magi Banda, figuranti, musicisti e volontari protagonisti. Poi la “messa delle genti”

La banda Garibaldi ha aperto ed animato il corteo

M

agia dei Re Magi. La rievocazione del cammino di questi tre personaggi affascinanti, guidati dalla stella cometa, è diventata un appuntamento fisso e un modo semplice e popolare per celebrare l’Epifania ad Abbiategrasso. Quest’anno, che il 6 gennaio cadeva di venerdì, tanta gente rimasta a casa per tutto il

Sotto, i musicisti al Castello

Figuranti nelle vesti di Maria e Giuseppe

periodo delle feste ha voluto approfittare del bel tempo per andarsene a spasso. Ma la stessa cosa hanno fatto non poche persone che, sapendo della manifestazione in programma ad Abbiategrasso, hanno scelto di venire qui da tutto il territorio per prendervi parte. In cammino dal Sacro Cuore a Santa Maria, dietro la banda Garibaldi ed una stella ecologica trasportata su un mezzo elettri-

co di Amaga, ecco fieri i figuranti da tutti ammirati: i servitori con i loro celebri doni, i Re Magi sui loro cavalli, Giuseppe e Maria con il Bambinello, pastori e pastorelli, alcune pecore e la gente al seguito e lungo le strade. Dove una spazzatrice in pronto intervento provvedeva a rimuovere le tracce lasciate dai teneri ovini... In basilica, un momento di preghiera breve ma intenso. E poi

Piccoli “pastorelli” che conducono pecore vere ancora per le strade, fino al Castello: in sala consiliare per ascoltare la musica folk di Paolo Ronzio, cornamusista dei Baraban e della sua band e in cortile per riscaldare il cuore e lo stomaco con un bicchiere di té o di apprezzatissima cioccolata. Stare insieme, incontrarsi, consolidare rapporti di appartenenza alla comu-

L’ora del tè e della cioccolata

nità sono la vera attrattiva. Una comunità che, nel segno dell’Epifania, è semre più multiculturale e multietnica. Lo ha potuto ben constatare chi ha poi partecipato alla celebrazione vespertina delle 18 in basilica: una “messa delle genti” che ha visto protagonisti abbiatensi provenienti da varie parti dell’Africa, del Sudamerica, dell’Asia e dell’Europa. Tutti fratelli nel nome del Signore.


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Libertà

Costume &

Società I pareri del vicario episcopale don Mario Delpini e di don Gianni Tavecchia

Sacramenti negati ai divorziati: un dolore, «ma non un diritto» L

a situazione delle famiglie di oggi non è più quella di un tempo. In calo sono infatti i matrimoni religiosi, mentre in aumento quelli civili. Secondo dati recenti quasi 3 italiani su 10 si ritrovano davanti al giudice entro i primi 5 anni di matrimonio. Eppure ancora oggi alle persone che scelgono di risposarsi civilmente dopo aver visto naufragare il primo matrimonio è negata la possibilità di ricevere la comunione eucaristica. Si tratta di un argomento delicatissimo, che non può essere, come ci tiene a precisare il vicario episcopale don Mario Delpini, liquidato in poche righe. «Si tratta di un tema complesso. Sull’argomento ci sono documenti piuttosto articolati del magistero ecclesiale, ci sono studi di teologi e posizioni molto diversificate di punti di vista. La complessità della questione consiste soprattutto nei presupposti che quindi non si possono esplicitare con una formuletta. Infatti accostarsi alla comunione eucaristica non è un “diritto” di cui sarebbero privati per “castigo” i divorziati rispostati da un matrimonio canonicamente valido che vivono come marito e moglie. Per questo credo che non siano pertinenti atteggiamenti di rivendicazione come se si trattasse di un diritto da far valere, né mi sembrano cristiane espressioni di giudizio su altri (tipo:possono ricevere la comunione quei delinquenti e io che non ho fatto mai male a nessuno….).

La comunione eucaristica è la partecipazione piena alla celebrazione di un mistero che è principio di vita cristiana. La disciplina della Chiesa, per quello che io riesco ad esprimere, non è un giudizio sulle persone, ma la professione della fede nella indissolubilità del matrimonio validamente celebrato. E in futuro? Sulla evoluzione della disciplina ecclesiale non saprei né che cosa dire, né che cosa prevedere». Don Gianni Tavecchia e mons. Delpini Ad esprimere un’opinione sulla questione anche don Gianni Tavecchia, pilastro dell’as- persone non possono ottenere l’assolusociazione culturale Ars Agape. «È zione durante la confessione perchè compito di noi preti invitare persone non si trovano in una condizione conche si sono separate a non allontanarsi sentita dalla Chiesa stessa. Il matrimodalla Chiesa, ma al contrario avvici- nio civile non è considerato infatti un narle e sostenerle nella preghiera. Non sacramento, ma una semplice funzione. compete a noi condannare questi uomi- Eppure desidero nuovamente precisare ni e queste donne, ma piuttosto capirli e che non esiste alcun pregiudizio nei sorreggerli in una fase tanto dolorosa. confronti di quanti hanno divorziato e Bisogna tener presente il percorso di che l’impossibilità di comunicarsi non ciascuno. Chiunque può sbagliare e ha nulla a che vedere con la grazia sannon sta a noi uomini giudicare. Solo tifica a cui ogni cristiano deve mirare. Dio può farlo. Detto ciò è vero che la Purtroppo nella nostra società si da posizione della Chiesa nei confronti dei sempre più importanza a gesti esteriori divorziati che hanno scelto di unirsi ad mentre è nella preghiera che si deve un’altra persona è chiara e precisa: trovare forza e motivazione. La Chiesa non è consentito a chi vive come marito Ortodossa permette il secondo matrie moglie senza essere uniti da sacra- monio, quella cattolica no, almeno non mento ricevere la comunione. Queste per ora». Marina Rosti

ABBIATEGRASSO • Esperienze e racconti

Una sofferenza durata anni Nel peccato per amore di un altro

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o sofferto tanto, soprattutto all’inizio, dopo anni ho imparato ad accettare la situazione, ma non certo a condividerla». Risponde così una donna abbiatense di 44 anni che dopo soli due di matrimonio ha deciso di separarsi dal primo marito. «Eravamo giovani, molto giovani e tra noi le cose non funzionavano, non ci legava un sentimento autentico, solo affetto, nulla a che vedere con l’amore che ora invece nutro per il mio attuale marito. Mi sono risposata e ho scelto di rifarmi una famiglia, ma questo mi impedisce di comunicarmi. Un’imposizione, quella della Chiesa, che non condivido affatto, ma che ho dovuto accettare. In un certo modo posso dire di essermi rassegnata. Certo, mi è dispiaciuto molto non poter ricevere l’eucarestia neppure in occasione della prima comunione dei miei figli, così come ho sofferto quando ho dovuto rinunciare ad essere la madrina di battesimo di mia nipote. Quello che mi fa rabbia è l’ipocrisia, l’incoerenza. Per la mia esperienza posso affermare che neppure i sacerdoti la pensano tutti allo stesso modo. Anni fa un confessore mi aveva invitato a comunicarmi dove nessuno mi conosceva. Ho trovato questa risposta poco chiara, e così da allora non mi sono più neppure avvicinata alla confessione. Continuo ad andare alla messa domenicale, ma a volte, lo ammetto, provo un senso di sfiducia, di abbandono. Avrei tanto voluto sposare mio marito in Chiesa, ma anche questo non è consentito e così ho dovuto sceglie-

re di unirmi secondo il rito civile». Amareggiata anche un’altra donna, divorziata, di 40 anni. «Il mio primo matrimonio è durato 9 anni e ho vissuto la separazione con sofferenza. Un senso di colpa, dovuto principalmente al mio credo, mi ha accompagnata per anni. Si è trattato, insomma, di una decisione meditata a lungo e assolutamente dolorosa. Qualche anno fa mi sono risposata civilmente e da allora non posso più ricevere la comunione e lo stesso vale per mio marito che proprio perchè si è unito ad una donna divorziata non può più accostarsi alla comuione». «Devo ammettere interviene l’uomo - che non vivo tutto questo come un problema. La comunione non la facevo neppure prima e alla messa domenicale vado ormai di rado. È difficile entrare in un posto dove non ti senti accettato a pieno». «Anch’io mi sono allontanata dalla vita parrocchiale - riprende a spiegarsi la moglie, e questo proprio in conseguenza alla chiusura e alla rigidità della stessa Chiesa. Dopo anni come catechista impegnata in oratorio e con i ragazzi mi sono ritrovata a modificare le mie abitudini, ma non si tratta di una questione di fede: quella non l’ho mai persa. Anche la mia opinione nei confronti dei sacerdoti non è univoca. Da alcuni non mi sono sentita capita, da altri invece sostenuta ed incoraggiata. Un sacerdote di “larghe vedute” mi ha concesso di fare la madrina al battesimo di un nipote, ma non tutti sono così “morbidi”». Ma.Ro.

E non mi sento affatto in colpa

«Io la comunione la faccio ugualmente...» «I

o la comunione l’ho sempre fatta. La facevo quando ero fidanzata, ma vivevo ancora in casa con i miei genitori, e la faccio ora che convivo. E non mi sento certo in colpa per questo, almeno non più di quanto mi sentissi nel fare sesso da fidanzata non convivente. Se convivere è "vietato" dalla Chiesa perché presuppone il compimento di atti sessuali non consentiti fuori dal matrimonio: allora il fatto di avere rapporti sessuali, pur non convivendo, non cambia la questione. Non dovrebbero dunque fare la comunione neppure quelli che abitualmente (cioè fuori dal peccato compiuto occasionalmente) hanno rapporti sessuali, ad esempio, con i propri fidanzati. Trentenni che vivono con i genitori ma che hanno una relazione stabile e che compiono atti sessuali pur non essendo sposati. Credo si tratti piuttosto di una questione di facciata, e a questo certo non mi piego. A mio avviso, dunque, i conviventi non sono più peccatori di quelli che non dormono nello stesso letto ma fanno abitualmente sesso.Ecco perchè continuo a fare la comunione. E ne sono felice!». Si comunica ogni domenica anche un uomo di quarant’anni, divorziato dalla moglie, ma attualmente single. «Lo posso fare perchè al momento non ho alcuna relazione con una donna, ma sono consapevole che un giorno le cose potrebbero cambiare. E mi dispiace. Non riesco a trovare una spiegazione logica in tutto questo, a mio avviso esistono tante incongruenze, controsensi. Quali? Ce ne sono diversi, ma se devo fare un esempio questo mi sembra il più calzante: chi tradisce la moglie ha la possibilità di confessarsi, ottenere l’assoluzione dei suoi peccati e comunicarsi (e magari tradire una seconda volta...). Io invece no e questo perchè il mio matrimonio, durato 5 anni, è finito. E poco importa, alla Chiesa, se non sono stato io a volere la separazione, se al contrario l’ho subita. Nonostante questo e i giudizi che mi sono “piombati” addosso dalla comiunità parrocchiale (in molti hanno cominciato a comportarsi in maniera diversa con me dopo la separazione) io continuo a credere nel valore del sacramento del matrimonio. Lo considero il complemento dell’amore». Ma.Ro.


Libertà

ECONOMIA

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ABBIATEGRASSO • Commercianti confusi e sulla difensiva

ITALO AGNELLI (ASCOM)

venerdì 13 gennaio 2012

Orari “liberi” per i negozi non vuol dire più lunghi Provvedimento inefficace e inutile?

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enere conto delle esigenze di tutti: delle attività commerciali, dei consumatori, dei grandi centri: con questo obiettivo nel decreto salva Italia è stata introdotta la norma che prevede la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. Della norma è stata data notizia nel bel mezzo del mese di dicembre, mese topico per le vendite, reso quest’anno difficile dal peso della crisi economica nazionale. Il risultato è un quadro confuso che manca di riferimenti; i negozianti hanno sentito parlare di orari liberi e hanno subito reagito male: perché a loro, che soprattutto in dicembre lavorano un numero di ore esorbitante, annullando ogni festività, è parso un provvedimento controproducente, che sfavorisce i piccoli esercizi impossibilitati a coprire il servizio, a favore dei colossi in grado di prevedere turni per il personale dipendente. Ma nessuno ha mai parlato di lavorare di notte e soprattutto liberalizzare dovrebbe significare cambiare, liberare il settore dal rispetto di orari stabiliti dai regolamenti comunali, dai giorni fissi di riposo, dall’orario spezzato. L’associazione dei consumatori Adiconsum invita al rispetto e alla tutela di tutte le parti in causa, ma intanto Confcommercio nicchia e il presidente Sangalli dice: se liberalizzazione deve essere, allora riguardi tutti, non solo il commercio. E in città cosa dicono gli esercenti? Si va dai contrarissimi, ai possibilisti: vediamo tre casi. A.C.

Gigolò: «Ma il potere di acquisto è quello che è» «Totalmente contraria a questa proposta che mi pare assurda perchè non serve a nessuno: il potere di acquisto è quello che è, spalmarlo su orari più estesi o diversi non significa aumentarlo. Ad Abbiategrasso poi le abitudini dei consumatori sono molto radicate, ci sono tipologie diverse di clienti con relativi orari, che vanno accontentare. Noi siamo sempre stati favorevoli all’innovazione, non ci siamo mai tirati indietro davanti alle aperture domenicali o a quelle serali estive, ma lo abbiamo sempre fatto per offrire un servizio: il ritorno economico non c’è, mentre la necessità anche per noi di dedicare tempo alla famiglia e alla nostra vita privata, quella esiste. Non è facile la vita del commerciante che quando ha il negozio chiuso deve fare i conti con gli orari di altre strutture per pagare bollette e effettuare commissioni varie: ditemi voi quali altri servizi offrono maggiore disponibilità oraria di noi?»

Alimentari Ticozzi: «Non vedo stravolgimenti» « Non riesco ancora a capire dove stia la vera novità perchè mi pare che una liberalizzazione fosse già in atto e non mi sembra che si debba pensare ad uno stravolgimento: ognuno fa già ciò che ritiene più opportuno. La nostra attività per esempio è aperta tutto il lunedì. Forse in discussione c’è la domenica che però ad Abbiategrasso è già lavorativa, volendo. Ho la vaga impressione che si sia voluto alzare un polverone per spostare l’attenzione dai veri problemi, che sono quelli di un’economia che non tira: calendari regionali e deroghe esistono già».

Coccinella: «Va bene così, i clienti sono abitudinari» «Il nostro lavoro comporta tour de force notevoli perché è vero che se il negozio è aperto le vendite aumentano, però è altrettanto vero che la clientela si abitua e non cambia facilmente. Per esempio utilizzare la pausa pranzo da noi non funziona: la gente usa quel momento per far la spesa al supermercato, ma un abito lo acquista nel pomeriggio, non troppo tardi perchè ci sono sere d’inverno in cui alle 18.30 non si vede già più nessuno. Noi non siamo come quei cinesi disposti a vivere e lavorare in negozio, siamo persone con orari di lavoro già abbastanza estesi». A.C.

+20% GIA’ NEL 2011

Caro-benzina consumi giù Prezzi alle stelle

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iamo quasi a quota 1,8 euro al litro e già si prevede che il prezzo delle benzina possa toccare i 2 euro. Colpa dell'aumento delle accise e dell’Iva, colpa delle speculazioni...il dato di fatto è che il carburante è alle stelle, che la differenza tra gasolio e benzina è sempre più risicata, e che l’aumento riguarda anche il gas metano. Non c’è speranza per gli automobilisti, ma nemmeno per chi l’auto non la utilizza, perchè le ricadute di questi prezzi-boom, autentiche o gonfiate, ci sono già; soprattutto sui generi alimentari e comunque su tutti i beni di largo consumo che per arrivare a destinazione devono essere trasportati. Su gomma, perchè in Italia oltre l’85% delle merci viaggia così. Dunque chi va a fare rifornimento si accorge alla pompa dei rincari, gli altri pagano pegno con il rialzo di frutta e verdura, per esempio. Stanchi, tutti stanchi di questa vessazione e di un sistema che già nel corso del 2011 aveva portato ad un aumento medio del 20% del carburante. Ma non abbastanza stanchi da non dar vita ad uno sciopero contro il caro-benzina per far pressione sul governo: e infatti l’annuncio fatto dal sottosegretario Antonio Catricalà che prevedeva misure per incentivare i piccoli distributori dando vita a benzinai multimarca, che rivendono carburante proveniente cioè da società petrolifere diverse sta, diventando realtà. Intanto gli automobilisti sembrano aver ridotto i consumi, lo si evince da un calo del 6% delle vendite di benzina su base annua: ma cos’altro si può fare, nella maggior parte dei casi, se non utilizzare l’auto laddove i servizi di trasporto collettivo non esistono o funzionano da cani? Altro che ridurre i viaggi, come se l’auto fosse un mezzo “ da vacanza”, qui si tratta di raggiungere i posti di lavoro! Alessandra Ceriani

Strategie allo studio «si deve cambiare» N

egli uffici di via Annoni, sede dell'Associazione commercianti è tempo di riflessioni: l'annuncio della liberalizzazione degli orari impone, secondo il segretario Italo Agnelli, di adeguarsi alle decisioni che verrano assunte dalla Regione, ma nel frattempo di studiare strategie a livello locale. Per questo motivo il segretario inizierà una serie di consultazioni volte a capire se gli orari attualmente in vigore ad Abbiategrasso siano ottimali o se non sia il caso di pensare ad una differenziazione tra il periodo estivo e quello invernale per assecondare le diverse esigenze. Un discorso analogo potrebbe valere per alimentari e non food, dove i primi al loro interno potrebbero anche far nascere un angolo per i prodotti di qualità del nostro territorio. Per Agnelli è prioritario mantenere in vita l’apertura dei negozi la prima domenica di ogni mese, ma gli è ben chiaro il sentimento di disagio che i commercianti provano davanti all'ipotesi di orari di apertura estenuanti. «Ritengo che la liberalizzazione oraria sia una nuova strategia della grande distribuzione: siamo consapevoli che i dettaglianti non potranno mai adeguarsi ai colossi, ma dovranno sforzarci di interpretare le esigenze, non i capricci dei consumatori», ha detto il segretario. Lo sforzo di cui parla Agnelli deve però essere corale: di tutta la comunità. No al singolo negozio aperto, ma non sarà sufficiente nemmeno la presenza dei soli commercianti, servirà poi anche quella degli esercenti e della ristorazione. «Penso a mobilitare tutti perchè la risorsa sia davvero complessiva, da parte dei ristoranti con un’offerta turisticogastronomica, da parte dei bar con un servizio di accoglienza di qualità». Ritorna il discorso di sempre: l’aggregazione favorisce le sinergie e supera il vecchio concetto di concorrenza. A.C.

Alle stazioni di rifornimento lo scontento dei benzinai e quello degli automobilisti «I

l 1 gennaio ho tenuto aperto e ho guadagnato solo 5 euro» così ci racconta Daniele, gestore della pompa di benzina Shell di viale Mazzini, mercoledì mattina. «Si lavora in media 55 ore a settimana per avere, se va bene, uno stipendio da operaio». E ci sono regole ben precise: «Se arriva il camion con la benzina, devi pagare subito, quindi devi anticipare dei soldi. Perciò se vendi guadagni, se non vendi non guadagni. Le compagnie non rischiano niente, rischi solo tu». Daniele fa sempre un piccolo sconto (sette centesimi), concordato con la compagnia, sul prezzo al servito: «Un prezzo concorrenziale mi ha permesso di lavorare un po’ di più». Qui il gasolio, con lo sconto, costa 1.690 euro al litro, la benzina 1.708 euro al litro. Sul guadagno: «Per noi è minimo». E sulla liberalizzazione della benzina non si sbilancia: «Bisogna vedere cosa faranno. Andrebbe bene se ci facessero vendere altro, diventeremmo dei piccoli autogrill». Ma il gestore pone una condizione: «Basta che considerino anche noi e non vadano solo a premiare la grande distribuzione». «C’è gente che viene da noi, ci chiede se c’è lo sconto, se non c’è se ne va e torna dopo, quando lo applichiamo» con questo racconto Simona, gestore della pompa di benzina Tamoil di viale Mazzini, ci fa capire come il momento sia difficile per gli automobilisti e per i benzinai. Qui la benzina è a 1.753 euro al litro, il gasolio a 1.729 euro al litro. Il calo di lavoro c’è stato e

aumenta di giorno in giorno «La gente viene durante il self service e nelle ore notturne perche c’è lo sconto di 10 centesimi. Durante l’apertura si fermano prevalentemente macchine delle ditte e chi ha qualche convenzione con la compagnia». Il prezzo è imposto: «Noi siamo solo gestori. La mattina io chiamo la compagnia e mi danno il prezzo. Proprio oggi è aumentato». Anche per i benzinai le spese sono aumentate: «I carichi di benzina sono aumentati, per noi c’è una maggiore esposizione di soldi. La benzina la devi pagare subito». Il guadagno è minimo per i benzinai: «Guadagnamo 4 centesimi su ogni litro».

Simona è favorevole alla liberalizzazione della benzina: «In questo modo potresti decidere tu il prezzo e non saresti vincolato dalla bandiera. Chi acquista privatamente, in base a quello che paga, può fare un prezzo differente». Alla pompa di benzina Fremar di via Paolo VI «La gente - ci racconta Andrea, il gestore - che viene a far benzina non è dimnuita, però spende meno perché fa meno benzina. Si lavora di più per guadagnare di meno». Qui la benzina è a 1.689 euro al litro, il gasolio è a 1.659 euro al litro. E’ contro la liberalizzazione della benzina: «E’ una stupidata, l’utente non ci guadagna e nemmeno i benzinai. Tutti i distributori sono in gestione. Io adesso non pago l’affitto, con la liberalizzazione la compagnia mi chiederebbe di pagarlo. Ha più senso l’ipotesi di poter fare più servizi». Quest’aumento scontenta si a i benzinai che gli automobilisti, quando si fermerà il prezzo? Paolo Rossetti


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Libertà

venerdì 13 gennaio 2012

Cultura &

L’altra libreria

Spettacoli

Via Annoni, 32 - Abbiategrasso Tel. 02.94969983

MAGENTA • Goldoni (versione Carcano) apre la stagione di prosa

La bottega del teatro

La bottega del caffè

C’

è il coraggio di chi rinnova, riscrive, reinterpreta, con la forza delle idee e delle invenzioni di regia (imperdibile il Romeo e Giulietta dell’Atir, il 1 febbraio). Ma c’è anche quello di chi si confronta “alla pari” con un testo classico e i canoni tradizionali della sua messinscena. La bottega del caffé del Teatro Carcano appartiene a questa seconda categoria. Per il puntiglio quasi filologico con cui viene ripreso il testo di Goldoni. Per la centralità degli attori, e quindi dei personaggi, a cui la regia (rigorosa ma discreta) lascia campo libero. Per il gusto della scenografia non concettuale, ma spudoratamente teatrale (in senso proprio e figurato). Non è un caso che le scene siano di Guido Fiorato, allievo del grande Emanuele Luzzati, artefice principe di una famosa messinscena goldoniana del 1989 con Giulio Bosetti e la regia di Gianfrano De Bosio, che è la stella polare seguita da questa produzione. Lo spettacolo andrà in scena giovedì 19 gennaio alle 21 al Lirico e sarà l’apertura della nuova stagione teatrale magentina. Un prevedibile tutto esaurito, o quasi, visto che si tratta di una di quelle messinscene capaci di mettere d’accordo gli amanti della tradizione e i cultori del teatro tout court (lo spettacolo è stato applaudito in passato sia dal pubblico che dalla critica). Regista è Giuseppe Emiliani, che non ha dubbi riguardo la grandezza e “l’attualità” del testo di Goldoni: «In primo luogo La bottega del caffé rimane un eccezionale banco di prova per attori, registi, costumisti e scenografi. In secondo luogo, come tutti i più grandi autori, Goldoni descrive, indaga e mostra allo spettatore l’agire degli esseri umani: invidia, amore, odio, brama di denaro, di potere, lotta per il benessere, per il cibo, sono forse cambiati, nella loro sostanza, da quando Goldoni scriveva i suoi capolavori?». Le parole-chiave? Concretezza (naturalezza), intreccio, caffé. «Ciò che caratterizza questo testo è l’estrema concretezza con cui sono fuse l’evocazione dello sfondo ambientale, il dipanarsi dell’intreccio imperniato su pettegolezzi, manie, stravaganze, imbrogli e finzioni, e il disegno geniale d’un carattere, quello di don Marzio: il prototipo di quei frequentatori di caffè che sanno di questo e di quello, che raccolgono notizie dalla voce degli altri e dalle gazzette per farsene portavoce, senza la cura di verificarne la fondatezza, mescolando verità e finzione». A rappresentare il puntiglioso e maldicente gentiluomo napoletano c’è Antonio Salines (molto lodato). Mentre Marina Bonfigli è Placida. Presenti sul palco anche Virgilio Zernitz nei panni del caffettiere Ridolfo, Massimo Loreto, Francesco Migliacco, Umberto Terruso... «Agli spettatori del teatro Sant’Angelo, sul finire dell’autunno 1750 - dice Emiliani - questa commedia, che ha come scena fissa una piazzetta veneziana en plein air, doveva apparire come un prolungamento della città lagunare, proprio mentre si popola con le prime maschere e l’arrivo degli immancabili forestieri. La scena è uno spazio quotidiano che ruota attorna a un centro fortemente simbolico, la bottega del caffè, un luogo dove si mescolano il consueto e l’imprevedibile: il punto ideale per osservare e giudicare “il Mondo”». Quel prolungamento della città veneziana approderà giovedì prossimo a Magenta, con il suo «sapiente intreccio d’invenzione comica e di verità». Il costo del biglietto andrà dai 20 euro della galleria ai 25 della platea (solo 15 per gli under 26). F.T.

Giovedì 19 gennaio comincia la nuova stagione teatrale magentina, che propone in partenza un classico di Carlo Goldoni. Si tratta di una produzione del Carcano che presenta “La bottega del caffé” con una fedeltà quasi filologica. Teatro tradizionale ma di qualità, con la regia sobria di Giuseppe Emiliani e un mattatore come Antonio Salines, nei panni (spassosi) di Don Marzio. Scenografia firmata da Fiorato sulle orme del maestro Luzzati

AL “MODERNO”

Passione in scena Attori amatoriali

Lirico: il catalogo A è questo... B Il catalogo Doctor Frankestein

Napoletango

reve carrellata-promemoria sulla nuova stagione teatrale del Lirico, che ritocca la quantità ma conserva la qualità. La “prosa”, oltre a Goldoni, proporrà un testo di Jean Claude Carrier (Il catalogo) interpretato da Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari (7 febbraio), Tante belle cose per la regia di Alessandro D’Alatri (6 marzo) e Il giorno della civetta di Sciascia versione Gaetano Aronica (2 aprile). In “Altri percorsi” troveremo Serena Sinigaglia col suo Romeo e Giulietta (1 febbraio), il Doctor Frankestein di Koreja, La Molli di Arianna Scommegna e Gabriele Vacis (18 aprile) e l’Amleto avvisato mezzo salvato della Filarmonica Clown (15 maggio). Per chi non vuole perdersi proprio nulla, c’è l’abbonamento da 90-120 euro (a seconda del posto) che permette di vedere 8 spettacoli. I più “tradizionalisti” preferiranno la prosa, con 4 serate a 70-90 euro. Per i più curiosi invece ci sono i quattro appuntamenti con Altri Percorsi, a 40-50 euro. Info 0297003255, www.teatroliricomagenta.it. F.T.

Cagnoni: Napoli e Gadda-Gifuni C

L’ingegner Gadda...

on Napoletango, in scena da venerdì 20 a domenica 22 gennaio, ripartirà anche la rassegna del Cagnoni di Vigevano, che ha già offerto il meglio a dicembre con La resistibile ascesa di Arturo Ui versione Longhi-Orsini. Questa è la stagione della “dieta dimagrante” (risparmi resi necessari da un deficit non più sopportabile), anche se, per paradosso, l’anno comincerà con il bizzarro musical napoletano a base di tango, firmato Giancarlo Sepe, che non ha proprio nulla di piccolo o sobrio. In compenso la stagione vigevanese sarà costellata di piccole perle come L’ingegner Gadda va alla guerra con Fabrizio Gifuni, o gli spettacoli di impegno civile di Mimmo Sorrentino (Fratello clandestino, Ave Maria per una gatta morta). Non mancherà il teatro a tutto tondo, tipo Servo di scena con Franco Branciaroli. Da vedere anche Racconto d’inverno di Shakespeare riletto da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani. Info www.teatrocagnoni.it. F.T.

Vigevano, oltre al celebre Cagnoni, esiste anche un altro teatro, che ha una caratteristica più unica che rara: ospitare (e quindi promuovere) alcune delle migliori compagnie amatoriali in circolazione. E non parliamo solo di gruppi locali, visto che nella stagione in corso troviamo realtà provenienti da Costermano (VR) e Cengio (SV), Ancona e Verona, Fossano (CN) e Desenzano (BS). In più il Teatro Moderno, che si trova in via S.Pio V, offre anche qualche spettacoli per ragazzi. Il tutto a prezzi popolari (10 euro gli interi, 7 i ridotti, 5 i ragazzi, con abbonamenti a 50 euro per sette serate). Per chi volesse farsi un’idea, il prossimo appuntamento, sabato 14 gennaio alle 21, sarà con la Compagnia Filodrammatica Gallaratese, già apprezzata dal pubblico vigevanese. Non verrà messo in scena Non ti pago, come era stato annunciato («a causa di gravissimi problemi personali di un’attrice», dice un comunicato), ma verrà proposto un altro celebre testo di Eduardo De Filippo, autore prediletto da questo gruppo, viste le radici partenopee di gran parte dei suoi interpreti: Ditegli sempre di sì. E’ la storia di Michele, che torna a casa dopo essere uscito dal manicomio, anche se l’unica a conoscere la verità è la sorella Teresa. Inutile dire che ciò comporterà una serie di equivoci e incomprensioni, visto che nella sua “lucida follia” Michele cercherà di riordinare la vita degli altri, convinto che i matti siano loro (e se avesse ragione?). Risate amare, come sempre, nello stile unico di De Filippo. Il 4 febbraio (con repliche il 5 e l’11) toccherà alla compagnia Il Mosaico, che gioca in casa (la direzione artistica del teatro è affidata all’omonima associazione) e che metterà in scena Sottobanco di Domenico Starnone. Poi toccherà a un testo di Eric Emmanuel-Schmitt, Piccoli crimini coniugali, proposto da La Corte dei Folli (3 marzo), e M.D.F. Morale Della Favola di Paolo Starvaggi con la Compagnia Uni3 (24-25 marzo). Il “teatro dei ragazzi” ripartirà il 19 febbraio con Flying Clown di Andrea Viganò, proposto da Panvil Production (Rozzano), in cui il pubblico diventa protagonista tra acrobazie, giocolerie, clownerie e trucca-bimbi. Il 1 aprile invece verrà presentato Ouverture des saponettes, un “concerto per bolle di sapone” di Michele Cafaggi che è nato nel 2004 al Museo della Scienza di Milano. Info 3481127776, www.teatroilmosaico.it F.T.


Libertà

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CULTURA & SPETTACOLI venerdì 13 gennaio 2012

ROBECCO • Il via con Turandot

BIA’ • Cinema, pittura, haiku...

Ipazia apre gli occhi

Scrivi “Agorà” leggi “opera”

P

Sei nuovi appuntamenti

P

otete chiamarle proiezioni o ascolti. Visioni cine-operistiche o dirette satellitari su grande schermo, da ascoltare in compagnia. Potete chiamarle come volete. La sostanza sta nella possibilità di guardare-ascoltare un’opera, o magari godersi un balletto, in qualità video digitale, a pochi passi da casa propria. Il cineteatro Agorà, con il Gral (Gruppo Robecco Ascolto Lirica) e le presentazioni puntuali e colte di Mario Mainino, ha ormai raccolto intorno a sé un buon numero di adepti. Tutto questo grazie al sistema satellitare (Microcinema) installato anni fa (un buon investimento della parrocchia), che consente anche di proiettare film adatti a questo tipo di distribuzione (senza pellicola). La nuova stagione di “Opera sul grande schermo” ripartirà martedì 17 gennaio alle 20.30 con la Turandot di Puccini per la regia di Maurizio Scaparro, presentata al Festival Pucciniano 2011. In questo caso si tratta quindi di una differita (di lusso), per una messinscena che si era fatta notare grazie alla direzione intensa di Kery Lynn Wilson, al cast vocale eccellente e a ad una regia maestosa (lo dice Mainino e noi ci fidiamo). Seguiranno altre cinque proposte. Due saranno in differita: giovedì 2 febbraio la Manon di Massenet firmata Berlin State Opera, diretta da Daniel Barenboim (scrive Mainino: «Allestimento memorabile, grazie anche all’innovativa interpretazione di Anna Netrebko»); giovedì 23 febbraio Le convenienze e inconvenienze teatrali di Donizetti, andata in scena alla Scala. Notevoli anche le dirette, con il gusto in più di essere “lì” presenti mentre l’evento va in scena. Il 22 marzo potremo assistere al balletto Romeo & Juliette, con musiche di Prokofiev, presentato alla Royal Opera House di Londra, con la coreografia di Kenneth MacMillian. Stessa sede virtuale anche il 17 aprile per il Rigoletto di Verdi e il 16 maggio per La fille mal gardée di Ferdinand Hérold. Info www.cineteatroagora.it. F.T.

MAGENTA • In Galleria

Sette Gentilini al femminile N

egli anni Trenta, quando passava da una Biennale a una Quadriennale, da un premio all’altro, era conosciuto per le sue opere ispirate alle feste campestri e per la tecnica che associava pittura e disegno. Poi è diventato il cantore della “gioia di vivere”, minata alla radice dalla guerra e dai primi sintomi dell’omologazione di massa. Infine ha avuto successo con le figure di donna ispirate a Kim Novak e opere sempre più essenziali, geometriche. Parliamo di Franco Gentilini (1909-1981), considerato uno dei più importanti artisti figurativi del ‘900, e le cui opere sono conservate anche agli Uffizi, ai Musei Vaticani e alla Galleria d’arte moderna di Roma. Sette sue opere saranno messe in mostra dalla Galleria Magenta nello “spaziosette”, una nuovissima vetrina adiacente alla storica sede di via Roma 45. Sette figure femminili: volti bizzarri, forme eleganti, caratteri tratteggiati con pochi segni, dettagli utilizzati in funzione allegorica. Lavori che traducono il suo “credo”: «Nella mia pittura non cerco d’essere né antico né moderno, cerco d’essere semplicemente e quanto più possibile me stesso, ch’è forse, anche in arte, il modo migliore di distinguersi quando si ha qualcosa da dire». Dal 14 gennaio al 4 febbraio. F.T.

Il libro

Il meglio di Kureishi

TUTTI I RACCONTI di Hanif Kureishi (Bompiani, 22.90 euro, 809 pp) Hanif Kureishi è autore che si espresso attraverso diversi medium e generi: romanzi, teatro, cinema. Accanto alle sceneggiature cinematografiche (da cui sono nati diversi film di Stephen Frears), il racconto è forse lo strumento che gli è più congeniale. La pubblicazione, presso Bompiani, della raccolta di Tutti i racconti è dunque occasione ghiotta per entrare nel mondo narrativo di questo scrittore inglese di origine pakistana. L’analisi dei rapporti di coppia è argomento al centro di molti racconti: in particolare il passaggio dall’innamoramento (e dal desiderio) alla routine della vita quotidiana (a volte rappresentato in chiave metaforica, come nell’horror Le mosche, dove gli insetti che infestano le case sono il segno della routinizzazione, o come nel racconto che descrive le peripezie per portare a casa Quattro sedie blu).

Più della routine, Kureishi osserva le relative evasioni: sono racconti in cui c’è molto sex, drugs and rock’n’roll. Le ambizioni individuali, il successo e il fallimento sono un altro argomento ricorrente. Kureishi scrive durante passaggi politico-sociali rilevanti della società inglese (dai postumi del thatcherismo a Blair), durante i quali le relazioni tra privato e collettivo, e il rapporto con la ricchezza e col successo, vengono messi in discussione e profondamente ridefiniti: questi cambiamenti si scorgono sullo sfondo e a volte affiorano nei mutamenti degli stessi personaggi che, come il protagonista di In un periodo no, mettono a confronto il proprio sé attuale con quello che era stato in passato. Racconti come Mio figlio il fanatico - scontro tra padre integrato e figlio seguace dell’Islam fondamentalista - affrontano un’altra questione chiave per la società inglese: il multiculturalismo. Rinaldo Vignati

ronti a imparare a disegnare o a dipingere, a tu per tu con un’insegnante (Agnese Guerreschi) che vi spiegherà tecniche e segreti? Si comincerà il 1 febbraio, per 10 lezioni, dalle 20.45 alle 22.15. Oppure preferite conoscere la letteratura araba contemporanea? Per questo c’è il corso di Jolanda Guardi, docente all’Università degli Studi di Milano, che partirà il 4 febbraio. Sono le nuove proposte di “Tutta colpa di Ipazia”, in vicolo Cortazza, che nel giro di pochi mesi ha conquistato un posto di primo piano nella vita culturale abbiatense (e ha garantito uno di quegli spazi per incontri, eventi, assemblee di cui c’è tanto bisogno). Tra le proposte del 2012 troviamo una guida alla lettura e alla scrittura degli haiku (con Rossella Marangoni, esperta di cultura giapponese), un corso dedicato all’ikebana (con Anna Massari, master della scuola Ohara di Tokyo), ma anche le lezioni di chitarra del musicista Francesco Curatella e di pilates con Giada Merguigi. La ri-partenza sarà stasera, venerdì 13 alle 21, con “Occhi aperti Il piacere del cinema svelato”: un po’ cineforum e un po’ lezione di cinema, con il critico Fabrizio Tassi. Per inaugurare questa nuova proposta è stato scelto uno di quei film che hanno fatto la storia della settima arte, ma che pochi hanno visto (o capito) davvero: Hiroshima Mon Amour di Alain Resnais. Per l’occasione sono approdati a Ipazia schermo (di 3 metri) e casse nuove. La proiezione in dvd sarà seguita dalla rilettura del film e la spiegazione di alcune sequenze, immagine per immagine. Il costo di ogni serata in questo caso è di 6 euro (tè e biscotti compresi...), ma c’è anche un abbonamento a 20 euro per quattro proiezioni. Info 0294969983, www.spazioipazia.it. O.L.

ABBIATEGRASSO • Con Sinapsi

La cultura dello yoga M

olti lo dicono, tutti lo scrivono, pochi lo sanno: lo yoga non è solo un esercizio fisico, magari un po’ esotico (nonostante le bizzarre variazioni ginniche inventate in Occidente per vendere meglio il “prodotto”). In realtà parliamo di una cultura-tradizione millenaria e di una disciplina spirituale che porta con sé una rivoluzione nello stile di vita, nel modo di essere, pensare, agire (dal corpo alla mente, dalle regole dell’alimentazione alla meditazione). Ecco quindi l’importanza (anche culturale) di eventi come “Yoga porte aperte”, una manifestazione nazionale che non per niente ha come slogan: “Un’opportunità per conoscere un altro stile di vita”. L’iniziativa, che consente di avvicinarsi allo yoga attraverso docenti preparati, quest’anno approderà anche ad Abbiategrasso, grazie a Sinapsi, a Patrizia Lattuada, insegnante qualificata Yani, e a “Tutta colpa di Ipazia”, che ospiterà due lezioni gratuite sabato 28 gennaio dalle 17.30 alle 19 e domenica 29 dalle 10 alle 11.30. Basta prenotarsi, scrivendo a info@sinapsionline.net, oppure telefonando al 3407120221. Gli “artigiani del corpo” di Sinapsi continuano anche a organizzare seminari di contact improvisation con uno dei suoi massimi esponenti in Italia: Roberto Lun. Prossimo appuntamento, domenica 5 febbraio dalle 14 alle 18.30 in via San Carlo 23. F.T.

In biblioteca

Ragazzi, genitori e... gatti

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agazzi senza regole, genitori senza autorità. Tutti ne parlano. Alcuni azzardano analisi e soluzioni. Spesso si scivola nelle semplificazioni. Paolo Crepet affronta il tema in L’autorità perduta (Einaudi), e come spesso accade solleva sia entusiasmi che perplessità. L’invito, come sempre, è quello di farsi un’idea da soli, magari prendendo il libro in biblioteca, visto che è tra gli acquisti inseriti nel catalogo della Fondazione Per Leggere. Si parla di bambini senza regole, di giovani che vegetano in attesa di chissà cosa, di genitori “invertebrati” che difendono i figli a prescindere e li privano di desideri, dicendo sempre sì. Di tutt’altro genere il dialogo tra Julia Kristeva, psicanalista laica, scrittrice e madre, impegnata in difesa dei disabili, e Jean Venier, filosofo cattolico che da quasi 50 anni si occu-

pa di persone portatrici di handicap. Insieme hanno scritto: Il loro sguardo buca le ombre (Donzelli). Ovvero: “Dialogo tra una non credente e un credente sull’handicap e la paura del diverso”. Cercasi Ben disperatamente è la storia vera di un bambino misteriosamente infelice e incapace di comunicare, che viene trasformato dall’incontro con un gatto randagio. Per sua madre è un “mira-

colo”: finalmente riesce a parlare con lui. Ma quando Ben sparisce, tutto torna come prima. Allora scatta una forsennata ricerca, che arriva fino alla stampa nazionale, attraverso internet, creando una catena di solidarietà... Scritto da Julia Romp, edito da Sperling & Kupfer. E se non vi è ancora venuta voglia di farvi un giro tra gli scaffali, provate con Dieci buoni motivi per andare in bliblioteca, di Stefano Parise, dove si spiega (attraverso dieci storie) perché tra i libri si vive meglio. F.T.


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Libertà

CULTURA & SPETTACOLI venerdì 13 gennaio 2012

Al cinema

ANTICIPAZIONE 1

RECENSIONE

Guerra Sesso Edgar di spie ossesso U.S.A.

ABBIATEGRASSO AL CORSO - corso San Pietro, tel. 029462616 • Sherlock Holmes - Gioco di ombre di Guy Ritchie, con Robert Downey jr e Jude Law. Sabato ore 21.15. Domenica ore 17, 21.15. Lunedì ore 21.15. C•• P•••• • Incontri cinematografici: Una separazione di Asghar Farhadi. Giovedì 19 ore 21. C•••• P••

ANTICIPAZIONE 2

Un film raffinato

Il corpo e basta

Bio-ritratto

ALBAIRATE AUDITORIUM SAN LUIGI - via del parco, 029406444 • Finalmente la felicità di e con Leonardo Pieraccioni. Sabato e domenica ore 21.15. C•• P•••

BAREGGIO CINETEATRO SAN LUIGI - via IV Novembre 42 •Finalmente la felicità di e con Leonardo Pieraccioni. Sabato ore 21. Domenica ore 15, 17.30, 21. Lunedì ore 21. C•• P•••

SHAME MAGENTA NUOVO - via San Martino 19, tel. 0297291337 • Immaturi - Il viaggio di Paolo Genovese, con Raoul Bova, Ricky Memphis, Ambra Angiolini, Luca Bizzarri. Venerdì e sabato ore 21.15. Domenica ore 16.30, 21.15. C• P•••• • Benvenuti al Nord di Luca Miniero, con Claudio Bisio. Mercoledì ore 21.15. • FilmForum: Drive di Nicolas Winding Refn, con Ryan Gosling. Giovedì 19 ore 21.15. C•••• P•••

MOTTA VISCONTI ARCOBALENO - tel. 0290007691 • Non pervenuto

PARONA MOVIEPLANET - tel. 0384296728 SALA 1 • Immaturi - Il viaggio di Paolo Genovese, con Raoul Bova, Ricky Memphis, Ambra Angiolini, Luca Bizzarri. Venerdì e lunedì ore 20.10, 22.30. Sabato ore 17.30, 20.10, 22.30. Domenica ore 15, 17.30, 20.10, 22.30. Da martedì ore 21.30 C• P•••• SALA 2 • La talpa di Tomas Alfredson, con Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy. Venerdì e lunedì ore 19.50, 22.30. Sabato ore 17.15, 19.50, 22.30. Domenica ore 14.45, 17.15, 19.50, 22.30. Da martedì ore 21.30 C•••• SALA 3 • Alvin Superstar: si salvi chi può di Mike Mitchell. Venerdì e lunedì ore 20.10. Sabato ore 17.30, 20.10. Domenica ore 15, 17.30, 20.10. Da martedì ore 21.30 C•• P•••• BIS •Finalmente la felicità di e con Leonardo Pieraccioni. Da venerdì a lunedì ore 22.30. C•• P••• SALA 4 • Finalmente maggiorenni di Ben Palmer. Venerdì e lunedì ore 20.10, 22.30. Sabato ore 17.30, 20.10, 22.30. Domenica ore 15, 17.30, 20.10, 22.30. Da martedì ore 21.30 SALA 5 • Non avere paura del buio di Troy Nixey, con Katie Holmes. Venerdì, sabato e lunedì ore 20.10, 22.30. Domenica ore 17.30, 20.10, 22.30. Da martedì ore 21.30 BIS •Il gatto con gli stivali (3D) di Chris Miller. Sabato ore 17.30. Domenica ore 15 C•• P•••• SALA 6 • L’incredibile storia di Winter il delfino di Charles Martin Smith. Venerdì e lunedì ore 20.10. Sabato ore 17.30, 20.10. Domenica ore 15, 17.30, 20.10. Da martedì ore 21.30 BIS • Sherlock Holmes Da venerdì a lunedì 22.30. C•• P•••• SALA 7 • Vacanze di Natale a Cortina Sabato ore 17.30. Domenica ore 15.30. C• P••• BIS • J.Edgar di Clint Eastwood, con Leonardo Di Caprio. Venerdì, sabato e lunedì ore 19.45, 22.30. Domenica ore 18, 21.30. Da martedì ore 21.30. C•••• P••••

ROBECCO AGORA’ - tel. 0294975021 • Sherlock Holmes - Gioco di ombre. Sabato ore 21.15. Domenica ore 17, 21.15. C•• P••••

E A MILANO... • Miracolo a Le Havre di Kaurismaki. Apollo, Ariosto C••••• P•• • Midnight in Paris di Woody Allen, con Owen Wilson. Colosseo, Eliseo, Mexico, Odeon, Orfeo, Plinius. C•••• P•••• • The Artist di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin. Apollo, Eliseo. C•••• P••

Da evitare: • Così così: •• Niente male: ••• Da vedere: •••• Memorabile: ••••• C: critica P: pubblico

LA TALPA C •••• di Tomas Alfredson Un film di spie? Sì, anche. Ma soprattutto un film d’atmosfera (e grandi attori): sensazioni impalpabili, dettagli, emozioni trattenute. Una di quelle pellicole in cui ti sembra di poter toccare le cose che vedi e di percepire perfino gli odori; di essere lì, presente, tra il fruscio dei cappotti, il fumo delle sigarette, la densità lessicale di dialoghi in cui il non detto è quasi più importante di ciò che si dice (o si vuole far credere di aver detto). La talpa è un film che deluderà gli amanti del thriller all’americana, mentre i cinefili andranno in sollucchero. All’origine c’è John Le Carré, e la sua esperienza di spia fatta fuori da una talpa del Kgb. Il risultato finale è ambiguo, livido, raffinatissimo. E’ girato a colori, eppure sembra un bianco e nero d’antan, con le ombre scolpite sulle pareti e luci fredde che scivolano sulle scrivanie e sui volti irrigiditi dall’abitudine alla dissimulazione (vince chi mente meglio). Siamo in piena Guerra Fredda, a Londra, nel 1973. Il capo del servizio segreto inglese viene licenziato, e il suo vice, George Smiley, riceve l’incarico di scovare una talpa che lavora per il nemico. Segreti e bugie, gelosie e vendette. Al centro della scena, un sontuoso Gary Oldman, che comunica un mondo sommerso di emozioni complesse (rimosse) quasi senza recitare. Fabrizio Tassi

C ••• di Steve McQueen Potremmo parlare del tema: il sesso come ossessione. Potremmo raccontare la trama, che si riassume in poche righe: un uomo bello e ricco, che può comprare ciò che vuole e conquistare qualsiasi donna, si lascia intrappolare da pulsioni e nevrosi. Ma il nuovo film di Steve McQueen (videoartista diventato cineasta) riparte, in realtà, da dove era arrivato con Hunger (colpevolmente inedito in Italia): un corpo inseguito in ogni attimo e in ogni sua funzione; un corpo che incarna un’ossessione totalizzante (là era un ideale portato all’estremo); un corpo che mostra tutto ciò che c’è da sapere o capire o anche solamente intuire. Il corpo è, ancora una volta, quello di Michael Fassbender. In Hunger dimagriva fino a scomparire, per testimoniare la battaglia in carcere di Bobby Sands, contro le autorità inglesi. In Shame si esalta e alla fine si annienta nella ricerca del piacere, nel sesso rigorosamente senza amore (consumo, possesso: il sesso c’è e si vede, ma è anche metafora). Intanto noi ci commuoviamo insieme a Carey Mulligan, la sorella Sissy, che canta “New York, New York”. Steve McQueen è bravo. Il problema è che lo sa fin troppo bene. Qua e là impressionante, il suo film è inevitabilmente freddo. E già visto. F.T.

J.EDGAR C •••• di Clint Eastwood Un’altra storia americana. Oscura. Violenta. La storia di John Edgar Hoover, padre-padrone dell’F.B.I. per quasi 50 anni. Colui che ha inventato le indagini come le concepiamo oggi, con analisi scientifiche, intercettazioni, archivi federali con la schedatura delle impronte digitali. Ma anche colui che ha creato dossier segreti per ricattare i potenti, che combatteva con ogni arma gli attivisti per i diritti civili, che sognava un controllo totale dello Stato sui cittadini (potenziali sovversivi). Clint Eastwood lo ha raccontato usando la sua autobiografia. Non voleva rivelare o ri-scrivere la storia di Hoover (sapevamo già dell’omosessualità...). Voleva mettere in scena un pezzo d’America (da dove veniamo, dove stamo andando) stando dentro la sua retorica, i suoi ideali, le sue paure. Cinema ancora più asciutto (“semplice”, classico) del solito. Ma duro, inquietante. Anche grazie a un Leonardo Di Caprio doc. F.T.

CINEFORUM • Giovedì

VIGEVANO • Le proposte della Barriera

Iran impegnato, Drive scatenato

Odeon: (ottime) scelte fatte con poesia e Melancholia

T

D

utti al cinema, perché ne vale davvero la pena. Difficile scegliere tra le proposte di giovedì 19 gennaio, quando ritroveremo in contemporanea (sigh!) le tre sale del territorio che propongono opere di qualità. Chissà se un giorno si riuscirà a coordinare i diversi cineforum, per lasciare agli amanti del buon cinema (in fondo, non siamo così tanti) la libertà di non perdersi neanche un film. Chi preferisce l’essai e le cinematografie “altre”, e a un film chiede soprattutto di conoscere e capire, può affidarsi al Corso di Abbiategrasso, che alle 21 proporrà Una separazione di Asghar Farhadi. Una pellicola iraniana che dice molto su quel Paese, i suoi costumi, la sua libertà vigilata, raccontando un dramma familiare. Chi invece al cinema chiede soprattutto originalità, emozioni quasi fisiche, immagini potenti, preferirà il Nuovo di Magenta, dove alle 21.15 arriverà Drive di Nicolas Winding Refn. Parliamo di un film d’azione atipico, più interessato alla qualità del montaggio e delle immagini, alla fisicità della messinscena, al ritmo fuori moda, che allo spettacolo. Una storia di malavita, anche un po’ pulp, con al centro un pilota taciturno e innamorato. All’Odeon di Vigevano arriva Tomboy di Céline Sciamma. Protagonista una ragazzina di 10 anni che si finge maschio. Una rifessione sul tema dell’identità (sessuale e non), quella scelta e quella imposta dalla società. F.T.

avid Cronenberg ha aperto la nuova serie di “film del giovedì” dell’Odeon vigevanese (via Berruti), che grazie alle proposte dell’associazione La Barriera è ormai una valida alternativa per chi ama il cinema d’autore. Caratteristica unica di questo cineforum è la doppia proiezione alle 16 e alle 21.15, con biglietti a 6 euro, ma un abbonamento per 10 ingressi a 45 euro. Lo standard delle proposte, anche per la seconda parte della stagione, è molto alto. A Dangerous Method messo in apertura (12 gennaio) è lì a dimostrarlo. Così come il Faust di Sokurov (19 aprile) e Miracolo a Le Havre di Kaurismaki (19 febbraio). La competenza di chi sceglie, la si capisce anche dall’inserimento in cartellone di una pellicola preziosa e trascurata come L’amore che resta di Gus Van Sant (22 marzo). Ci sono poi film d’autore adatti al grande pubblico, tipo Le idi di marzo di George Clooney (5 aprile) o il divertente ed elegante The Artist (1 marzo), film in bianco e nero che rievoca il ci-

nema muto. Altre prelibatezze solo vigevanesi? Poetry di Lee Chang Dong (12 aprile) e Io sono Li di Segre (con Marco Paolini, tra gli altri), che è molto meno ambizioso ma molto più onesto e vero di Terraferma di Crialese. Il merito più grande dell’Odeon? Avere il coraggio di proiettare il durissimo (formidabile) film di Lars Von Trier, Melancholia (23 febbraio), “dimenticato” dai cineforum di Magenta e Abbiategrasso. F.T.


Libertà

ALBAIRATE • CUSAGO • CISLIANO • BESATE • MOTTA • MORIMONDO

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venerdì 13 gennaio 2012

ALBAIRATE • Dopo il successo della prima edizione

MORIMONDO

“RisparmiandoSpadellando” bis

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Appuntamento al Charlie il 13 febbraio Posti limitati, occorre prenotarsi Il 17 a Cusago falò e frittelle

A

nche Cusago non mancherà di onorare la tradizione di Sant’Antonio. E’ in programma per martedì 17 gennaio il consueto falò, che da sempre richiama adulti e bambini anche provenienti dal circondario. L’appuntamento è alle 21 nell’area verde accanto al castello di Cusago. Per quell’ora infatti volontari della proloco avranno già accatastato il materiale da bruciare e sarà quindi possibile assistere alla spettacolare accensione. Si tratta di un antico rito propiziatorio di origine contadina, praticato soprattutto dagli agricoltori per favorire un annata abbondante dal punto di vista dela raccolto. Nel corso della serata di martedì non potranno mancare come sempre frittelle e vin brulé, mentre tutti coloro che avranno acquistato i biglietti aspetteranno con ansia l’estrazione dei premi in palio con la lotteria. L’ultimo appuntamento con le feste invernali, prima del’atteso carnevale. El.A.

D

opo il successo della prima edizione ritorna “RisparmiandoSpadellando”, il corso sull’utilizzo degli scarti del cibo in cucina, per continuare a promuovere stili di vita alternativi ed ecosostenibili e rendere i cittadini più ecoresponsabili. L’appuntamento è fissato per il 13 febbraio alle 19, presso il ristorante Charlie di Albairate, dove i gestori Lele e Marika insegneranno ai partecipanti come recuperare gli avanzi di cucina per preparare piatti pregiati. I posti per partecipare gratuitamente al corso di cucina e alla successiva cena sono limitati, di conseguenza, è richiesta la prenotazione obbligatoria telefonando al numero 348 0073162. L’adesione consente di ottenere 100 punti incentivo. Inoltre, nella sezione “RisparmiandoEducando” del sito web del Comune di Albairate è possibile consultare le ricette di piatti da realizzare utilizzando scarti di cucina, inviate dai partecipanti al progetto. Giovanni Pioltini, assessore comunale all’Ambiente e Turismo, ha elaborato il progetto “RisparmiandoEducando” che

riguarda le strategie sostenibili da attuare nel triennio 2010-2012 ad Albairate in tema di rifiuti, acqua, energia, sicurezza e tecnologia. «In Italia, a causa dei cibi scaduti, ogni giorno si bruciano circa un milione 600 mila pasti completi, quanto basterebbe ad apparecchiare priLa precedente edizione della cena conclusiva ma colazione, pranzo e cena per nei prossimi cinquant’anni. persone. circa 640 mila persone. - riRisparmiandoSpadelUn trend negativo che leva Pioltini - È davvero un in particolare raggiunge il lando è un’iniziativa comugrande spreco di cibo che picco durante le festività nale per riflettere insieme ogni anno fa viaggiare ver- natalizie, con un eccessivo sul valore commerciale deso gli impianti di smalti- acquisto e spreco di cibo. gli avanzi alimentari ma in mento (o peggio ancora «Le famiglie italiane modo particolare sul fatto verso la discarica) circa 16 ogni anno buttano via il che devono essere utilizzamila tir all’anno stracarichi 16% di prodotti ortofrutti- ti per non buttarli via. È andi alimenti scaduti: yogurt, coli e il 35% di latte, uova, che un modo per recuperaverdura, fette biscottate, bi- carne e formaggi. - precisa re le antiche e buone abitustecche e formaggi». Giovanni Pioltini - Una fa- dini domestiche dei nostri Ogni famiglia spreca ci- miglia spende ogni anno nonni che non buttavano bo per un valore di circa 450 euro di cibo che dal via niente, “riciclando tut500 euro l’anno. Nel bido- carrello della spesa passa to” e in particolare il cibo». ne finiscono soprattutto poi direttamente nel bidone Entro febbraio sarà frutta, verdura, pane, pasta, della spazzatura. pubblicato e distribuito alle latticini e affettati. In geneLa povertà continua ad famiglie di Albairate il prorale si butta via il 30% del allargarsi anche in Italia e gramma completo delle cibo acquistato per un valo- in generale nei Paesi occi- iniziative di Risparminare di 37 miliardi di euro, dentali. Ecco perché il cibo doEducando edizione con cui invece si potrebbe- è qualcosa di cui occuparsi 2012. ro sfamare 44 milioni di con maggiore attenzione El.A.

ALBAIRATE - CISLIANO • Due “Open Day”

Genitori a scuola... Domani e il 21 per conoscere le attività Q uest’anno l’Istituto Comprensivo Erasmo da Rotterdam di Cisliano e Albairate presenterà le proprie attività didatticoeducative alle famiglie dei bambini e dei ragazzi che dovranno iscriversi alle prime classi, in due giornate: domani, sabato 14 gennaio, “scenderanno in campo” le scuole secondarie di primo grado; sabato 21 gennaio sarà la volta della scuola dell’infanzia di Cisliano e delle due primarie di entrambi i comuni. Tutti gli Open Day si svolgeranno dalle 9 alle 12. Si è voluto suddividere il tradizionale appuntamento di “Open Day” in due giornate per permettere ai genitori con figli di età diverse di visitare i plessi scolastici con più calma e tranquillità evitando così il classico “tour de force” da una scuola all’altra. In entrambe le giornate e in tutti i plessi i genitori incontreranno il dirigente scolastico e, con la guida dei docenti e degli alunni già frequentanti nominati “hostess e steward”, potranno visitare i locali, assistere a lezioni simulate e seguire i propri figli che verranno coinvolti nei vari laboratori: lettura, arte, teatro, musica, educazione motoria, informatica, laboratorio scientifico e linguistico. Inoltre verranno proiettati dei filmati che illustreranno alcuni dei progetti realizzati lo scorso anno tra cui i numerosi spettacoli teatrali con un saggio “live” alla secondaria di Cisliano - “Peter Pan” - una dimostrazione musicale, (sempre alle medie di Cisliano), il progetto “Hai voluto la bicicletta …” (secondaria di Albairate), la visita al Parlamento Europeo e gli stage linguistici. Ma la novità dell’Open Day 2012 sarà la Lim, la lavagna interattiva multimediale, con la quale verranno svolte simulazioni di lezione per lettere, scienze, matematica e

Il dirigente scolastico Luciano Giorgi lingue straniere. In tutti i plessi sarà presente una postazione dell’associazione genitori che distribuirà il proprio materiale divulgativo mentre il dirigente scolastico illustrerà alle famiglie l’impianto organizzativo, temporale ed educativo-didattico dell’Istituto. La segreteria, con sede alla scuola secondaria di Cisliano, sarà aperta in entrambe le giornate per ulteriori informazioni di carattere pratico e per raccogliere le prime iscrizioni, da quest’anno anche on-line, il cui termine, come in tutta Italia, scadrà il 20 febbraio. Sul sito della scuola saranno reperibili le informazioni relative ai criteri di accoglienza delle domande di iscrizione, i posti disponibili e la modulistica. Infine sul sito dell’Istituto nel link “il portale dei ragazzi” si possono scaricare ulteriori notizie sulle attività svolte, vedere immagini, approfondire tematiche scolastiche ed educative.

Formaggi e birra...

U

n appuntamento irrinunciabile per gli appassionati della bevanda al luppolo e per gli amanti del formaggio. È infatti in programma per sabato 21 gennaio il Laboratorio del gusto – Birra e Formaggi a Besate. Un appuntamento promosso da Slow Food Abbiategrasso – Magenta. Ma passiamo ai dettagli: gli interessati sono invitati a partecipare sabato della prossima settimana all’iniziativa del gusto dal titolo “Formaggio di capra incontra la birra”, con degustazione di tre formaggi di capra abbinati a tre birre artigianali. L’appuntamento è all’azienda agricola I Silos, cascina Cantarana a Besate. Il costo del laboratorio per i soci Slow Food e HHB è di 10 euro, mentre di 15 per i non soci. Gli interessati, trattandosi di un laboratorio del gusto a posti limitati, sono pregati di contattare la fiduciaria di Slow Food Orietta Piva all’indirizzo mail oriettapiva@piva-auto.it, oppure di prenotarsi al 348/2722637, il tutto entro e non oltre il prossimo 18 gennaio. Il ritrovo per i cittadini abbiatensi è previsto alle 16 di sabato 21 gennaio in via Ada Negri (parcheggio di fronte al supermercato Lidl). Ma.Ro.

Curarsi con erbe, olii e tinture naturali n corso di Erboristeria tra le mura dell’antico complesso monastico. È questa la proposta della Fondazione Sancte Marie de Morimundo per iniziare al meglio il nuovo anno. La Fondazione e il Museo dell'Abbazia organizzano infatti a partire dal prossimo 25 gennaio un mini ciclo di lezioni dedicato al mondo di erbe e olii essenziali. Si tratta di un corso teoricopratico dedicato all’ antica scienza, che fu largamente praticata anche nei monasteri, con gli erbari medievali, che ne furono lo strumento di tradizione e di consultazione pratica. Durante la prima lezione ai partecipanti saranno mostrate le immagini degli erbari medievali, mentre in occasione degli appuntamenti successivi approfondimenti saranno dedicati a erbe, infusi, decotti (per curarsi con acqua), e ancora olii e tinture naturali. Ricordiamo che gli iscritti (il corso di erboristeria prevede una quota di 15 euro) potranno accedere al laboratorio di miniatura medievale, promosso sempre dalla Fondazione nella sala capitolare, al costo di 20 euro anzichè 25.Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito on-line della Fondazione oppure chiamare la segreteria allo 02 94961919 dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12. Marina Rosti

MOTTA • In via Ada Negri

Iniziati i lavori di trivellazione del pozzo C

hi ben comincia... è a metà dell’opera. Così almeno dice un noto detto popolare. L’intervento intrapreso a Motta questa settimana, dunque, fa ben sperare. Sono infatti iniziati lunedì 9 gennaio, come ci viene comunicato dalla Cap Holding (società a capitale pubblico nata nel 2000 e che da allora si occupa della gestione del servizio idrico in Lombardia, e per la precisione nei territori delle province di Milano, Pavia, Lodi, Brianza e Monza) i lavori di trivellazione del pozzo di via Negri, a Motta Visconti. Il termine dei lavori è previsto per la prima metà di aprile e il costo dell’intervento sarà di circa 78mila euro. A seguire il progetto il dottor Maurizio Gorla, responsabile dell’Ufficio geologia di Cap Holding. La società, è bene precisarlo, ha preso in affidamento la gestione delle infrastrutture strumentali del comune di Motta Visconti nell’aprile scorso, mentre a partire dal primo gennaio di quest’anno ha acquisito anche i settori di fognatura e depurazione. La decisione è stata presa dal consiglio comunale con l’intento di perseguire una logica di unità gestionale del Servizio Idrico Integrato. Il presidente di Cap Holding Alessandro Ramazzotti ha voluto rinnovare l’impegno preso nei confronti del centro di Motta e dei cittadini, ricordando che diversi lavori inb paese sono previsti all’interno del Piano investimenti per il triennio 2012-2014: «Per questo periodo abbiamo destinato al Comune 942mila euro. Una parte di questi fondi saranno destinati al pozzo di via Negri- via Greppi e alla dorsale di interconnessione con la strada statale 526, strumentale al collegamento con il Comune di Besate». Ma.Ro.


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GAGGIANO • ROSATE • VERMEZZO

Libertà

venerdì 13 gennaio 2012

ROSATE • Il crollo parziale è avvenuto in un bagno lunedì alle 17

Si stacca il soffitto: nido inagibile Nessun ferito, ma è allarme: la struttura è nuova

E’

andata bene, quando poteva andare molto male: il crollo del controsoffitto di uno dei bagni dell’asilo nido di via I Maggio (inaugurato soltanto ad aprile dell'anno scorso), avvenuto lunedì pomeriggio non ha coinvolto nessun bimbo, ma ha ovviamente determinato la chiusura immediata della struttura. A ordinarla è stato il sindaco Daniele Del Ben che definisce il fatto «gravissimo» e che ha subito disposto il distacco di tutto il controsoffitto dell'ambiente per la verifica complessiva. «Verifica dalla quale è emerso che i lavori, affidati a tre diverse imprese dalla precedente ammministrazione, sono stati fatti male - dice il sindaco lo hanno stabilito i tecnici che tra l’altro hanno notato differenze tra alcune parti e altre. Ora l’impresa sta risistemando i panelli, poi sarà necessario richiedere nuove certificazioni e solo quando tutto sarà in sicurezza l’asilo otterrà nuovamente l’agibilità, non abbiamo fretta, ma vogliamo che tutto sia stato controllato». Nel frattempo, e cioè da

mercoledì 11, quella trentina di bimbi che frequentano il nido sono stati spostati nel salone polifunzionale che fa parte della scuola materna, dove è stato sistemato anche l’arredo del nido. Una soluzione che ha costretto l’amministrazione a trovare uno spazio alternativo per le associazioni che utilizzavano la sala per attività sportive. Intanto però il problema che avrebbe potuto maggiormente pesare sul-

le famiglie è stato risolto con un solo giorno di interruzione del servizio (ripreso con le stesse modalità di orario). Fortunatamente il distacco è avvenuto intorno alle 17, un orario in cui molti bambini avevano già lasciato la struttura e solo casualmente mentre nessuno era in quel bagno. Tragedia sfiorata, perché il soffitto crollando a terra si è trascinato dietro anche le lampade e i relativi fili. Il

sindaco ha comunicato che l’amministrazione comunale ha avviato la procedura per verificare eventuali responsabilità: «Staremo a vedere dice Del Ben - ma tutti sappiamo che quella struttura è stata inaugurata in fretta e furia dalla precedente amministrazione durante la campagna elettorale e che ha causa del fallimento di una impresa i lavori sono passati da diverse mani». Alessandra Ceriani

I Magi da Zelo a Vermezzo

GAGGIANO • Dal 20

Giornata della Memoria tre appuntamenti L’

Amministrazione Comunale e il Circolo La Novella ‘73 invitano a ricordare la Giornata della Memoria degli Olocausti. Tre i momenti individuati: il primo è venerdì 20 gennaio presso La Novella ‘73 alle 21 per proiezione del film: “Il bambino con il pigiama a righe” di Mark Herman, tratto dal romanzo dello scrittore irlandese John Boyne uscito nel 2006. Il venerdi successivo 27 gennaio all’Auditorium Comunale di via Dante alle 21 si tiene l’ incontro storico-musicale: “Shoah, voci di demoni e suoni fantasmi”, una lettura e commento di testi a tema. L’appuntamento più atteso della minirassegna è con il concerto tematico del gruppo “Cantosociale” che ha luogo domenica 28 alle 21.15 con storie, canti, musiche, memorie di deportazione. Il gruppo è composto da Piero Carcano: voce recitante, canto, animazione, percussioni, kazoo; Vittorio Grisolia: violino, mandolino, flauti etnici, ocarine, baghèt, armonica a bocca; Gianni Rota alla chitarra acustica, flauto traverso, voce, percussioni; Davide Buratti: contrabbasso, basso elettrico, voce e Cristian Anzaldi: chitarra classica, elettrica, fisarmonica, banjo, percussioni,voce. A.C.

GAGGIANO •

Colto sul fatto mentre taglia la legna altrui I

Grande partecipazione di fedeli alla festa dell’Epifania itinerante che si è svolta il 6 gennaio con la partenza del corteo dalla Parrocchia di Zelo Surrigone e l’arrivo all’oratorio Don Beneggi a Vermezzo.

eri mattina lo hanno colto sul fatto, mentre tagliava la legna altrui con una sega, pronto a trascinarla poi fino a casa con l'innumerabile carrello della spesa. E ad utilizzarla per sè. Un vizio, quello di raccogliere rami e dove non ce ne sono tagliarli, che va avanti da un bel pezzo. Ma lui, il responsabile, un ultrasettantenne ben conosciuto in paese ha sempre fatto orecchie da mercante a chi l’ha redarguito o anche minacciato. Ieri la polizia locale l’ha portato al comando: non è la prima volta che viene multato, speriamo che sia quella buona a farlo smettere. A.C.


Libertà

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MAGENTA

venerdì 13 gennaio 2012

Mercoledì sera sono ripresi i lavori dell’assemblea, in un clima che risente delle prossime elezioni

Piano di governo del territorio, la prima variante spacca il Consiglio comunale Per la maggioranza è un adeguamento, per l’opposizione uno stravolgimento Due open day al 1° circolo

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l primo circolo didattico di Magenta, che comprende le scuole primarie “Santa Caterina da Siena” e “Giovanni XXIII”, propone ai genitori e ai bambini che in settembre cominceranno a frequentare la prima elementare due giornate di “scuola aperta”, durante le quali potranno visitare gli istituti, verificare di persona come viene concretizzato - con sale dedicate e laboratori - il Piano per l’offerta formativa, ma anche apprezzare gli sforzi dei più grandicelli per accogliere i loro futuri compagni. L’appuntamento è per lunedì 16 gennaio al plesso “Giovanni XXIII2, dove l’open day sarà pomeridiano e durerà dalle 17.30 alle 19.15, mentre all’istituto “Santa Caterina” le porte resteranno aperte dalle 9.30 alle 11.30 di sabato 21 gennaio.

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on l’avvicinarsi delle elezioni il consiglio comunale di Magenta inizia a essere teso come le corde che sostengono un grande tendone da circo. Ogni provvedimento portato in aula diventa una ghiotta occasione, a destra e a manca, per fare propaganda e scambiarsi reciprocamente accuse di carattere meramente politico, nonostante i continui richiami all’ordine del presidente dell’assemblea Bruno Santopaolo. È accaduto anche nel corso della seduta dello scorso 11 gennaio, soprattutto durante la trattazione della prima variante al Piano di Governo del Territorio (Pgt), il nuovo strumento per programmare lo sviluppo urbanistico della città. Marco Maerna (PdL), assessore alla partita, ha affermato che, essendo il Pgt uno strumento dinamico e flessibile, l’amministrazione comunale ha ritenuto, pur in prossimità della fine del mandato, di procedere con la prima variante. Lo scopo è di rispondere a diverse richieste che sono state avanzate dopo incontri con cittadini, operatori e professionisti. La variante è sostanzialmente caratterizzata da due elementi: la modifica della normativa di piano, per migliorare l’applicazione dei concetti di incentivazione, perequazione e premialità estesi all’intero territorio comunale; la modifica degli elaborati grafici del Piano delle Regole, per

Mariangela Basile e Paolo Razzano “fuori onda” garantire l’allineamento di alcune previsioni di Pgt con il vecchio Piano regolatore generale (Prg), in particolar modo quelle relative al mantenimento dei diritti volumetrici acquisiti con il vecchio strumento urbanistico. Le modifiche sono state introdotte per contribuire al rinnovo del patrimonio edilizio nel rispetto dell’ambiente. Paolo Razzano (Pd), consigliere comunale di minoranza, ha rilevato che «solo a un anno e mezzo dalla sua approvazione, la maggioranza ha deciso di modificare con una variante il Pgt, che è di certo uno dei provvedimenti più importanti del mandato che avrebbe per Maerna comunque già prodotto risultati eccellenti. Non è stato così, soprattutto in termini di casa, lavoro e sviluppo. Il Pgt a oggi non ha favorito lo sviluppo economico e non ha garantito un’adeguata tu-

tela del territorio. Con la variante sono adeguati dei diritti volumetrici che in teoria dovevano essere già stati adeguati». Enzo Salvaggio, altro consigliere del Pd, ha aggiunto che il Pgt esprime «la volontà politica della maggioranza di cementificare tutto e di più, anche in prossimità del centro storico», mentre per Mariangela Basile, capogruppo della lista civica Ape, «la variante stravolge completamente il Pgt. Un simile provvedimento non dovrebbe essere portato in aula in prossimità delle elezioni». Secca la replica di Maerna, il quale ha precisato che il Piano non è stato affatto stravolto ma che, essendo duttile e dinamico, è stato semplicemente adeguato per meglio rispondere a diverse esigenze e senza cementificare la città. La variante è stata poi approvata

Nuova iniziativa dell’Università del Magentino con la pro loco

Sulla scena c’è Dante Sette incontri al Teatro Lirico da lunedì al 5 marzo

Cerchi casa C in via Romagnosi? E ntro il prossimo 23 gennaio è possibile presentare all’Ufficio protocollo del Comune di Magenta la domanda per partecipare al bando per la formazione di una graduatoria finalizzata all’acquisto di appartamenti in edilizia convenzionata in costruzione nell’area di via Romagnosi. È un’iniziativa inserita nel Piano Strategico per la Famiglia per garantire l’accesso ad abitazioni a prezzo calmierato, riservato alle famiglie del territorio con particolare riguardo alle giovani coppie. Il prezzo degli alloggi convenzionati è stato fissato in 1675 euro al metro quadrato. Per il ritiro dell’avviso pubblico integrale, il modulo di domanda e per ulteriori informazioni occorre rivolgersi al Front Office dei Servizi alla Persona (telefono 029735261 - 438), dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30, il martedì e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30.

adulti sarà regalato un voluontinuano le iniziative me con tutte le opere di Danculturali di valenza nate Alighieri». zionale nella città di MaIl sindaco Luca Del Gobgenta, dove con la famosa bo e l’assessore alle Politiche battaglia è iniziato il proeducative Giovanni Lami cesso storico che ha portahanno posto l’attenzione sulto all’Unità d’Italia. Nella la valenza culturale e naziosala giunta del Palazzo munale di un simile evento. nicipale è stato presentato Il sindaco ha anche anil nuovo corso multidiscinunciato che il Comune di plinare organizzato dalMagenta inviterà ufficiall’associazione “Università mente (sperando di ottenere del Magentino”, in collauna risposta positiva) il regiborazione con l’amminista e attore toscano Roberto strazione comunale, la pro Pietro Pierrettori Benigni, che da anni si impeloco e le dirigenze scolastigna a promuovere la Divina Commedia nei che di Magenta. Il corso “Amor che ne la mente mi ragio- teatri e nelle università. «È molto importante la rete che si crea na” ruota attorno alla figura di Dante Alighieri, padre della lingua italiana. Si artico- attorno a questa iniziativa che coinvolge dila in sette incontri che si svolgeranno, nel verse realtà – ha affermato Piero Pierrettori, Teatro Lirico di Magenta alle 21, tra il 16 presidente della pro loco - Fare rete è il segennaio e il prossimo 5 marzo consentendo greto per andare avanti ed esaltare le singole di analizzare la Divina Commedia di Dante proposte. Non bisogna agire per compartida un punto di vista letterario, storico, arti- menti stagni, ma unire e in modo trasversale coinvolgendo così più persone». stico e musicale. Maria Virginia Bonasegale, presidente È un evento di grande spessore culturale, cui è possibile ancora iscriversi recandosi dell’Università del Magentino, ha ringrazianegli orari di apertura nella sede dell’Uni- to l’amministrazione che ogni anno mette a versità del Magentino, in via IV Giugno n. disposizione il Teatro Lirico che è la struttu80 (tel. 0297291515, e-mail: info@univma- ra più adatta per contenere gli iscritti al corso e gli studenti invitati. genta.it). Mediamente a ogni appuntamento par«Al corso saranno invitati gli studenti delle terze, quarte e quinte classi delle supe- tecipano circa 200 persone. È in programma riori - ha spiegato Giuseppe Rescaldina, di- anche un’iniziativa per seguire le orme di rettore dei corsi - È fondamentale aiutare i Dante con un viaggio culturale. Al momengiovani a sentire parte integrante della co- to si stanno valutando come meta le città di munità e condividere un importante mo- Assisi e Padova. Danilo Lenzo mento culturale come questo. Agli iscritti

con i soli voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione ha votato contro. Il Consiglio comunale ha poi licenziato, con i voti favorevoli di tutti i consiglieri presenti e la sola astensione di Basile, il Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes). Il documento indica come i firmatari del “Patto dei Sindaci” rispetteranno gli obiettivi di che si sono prefissati di raggiungere entro il 2020. Identifica i settori di intervento e le modalità per ridurre in particolare l’emissione di anidride carbonica in atmosfera (CO2). Enzo Salvaggio, però, ha detto che probabilmente il Paes è stato portato in aula a fine mandato soltanto per far intendere ai cittadini che anche la maggioranza di centrodestra si occupa di ambiente. Il sindaco Del Gobbo ha replicato che l’amministrazione comunale di Magenta si è sempre occupata e bene di politiche ambientali ottenendo perfino importanti riconoscimenti a livello nazionale. All’unanimità, infine è stata approvata la modifica dello statuto della società Navigli Lombardi, che è stata illustrata dall’assessore Tino Viglio, il quale ha rilevato che la principale novità è la riduzione per disposizioni di legge dei membri del Consiglio di amministrazione da otto a cinque. Danilo Lenzo

Soddisfatto il segretario di zona

Il Pd manda a scuola i suoi amministratori C

omincia lunedì 16 gennaio il corso di formazione per amministratori locali organizzato dal Pd di zona del Magentino-Abbiatense in collaborazione con la Fondazione Quercioli. Quattro gli incontri in programma, tutti con inizio alle 21, alla Cooperativa Rinascita di viale Piemonte 10 a Magenta. Si parte con “Gli organi politici e le dinamiche istituzionali”, che vede come relatori Chiarina Urbano (segretario generale a Bresso e Cusano Milanino) e Franco Mirabelli (consigliere regionale); si prosegue con “La programmazione finanziaria” (il 23 gennaio) con Ornella Gramegna (consulente) e Luigi Losa (sindaco di Arluno); quindi Paola Taglietti (dirigente Area Territorio della Provincia di Lodi) e Francesco Prina (consigliere regionale) tratteranno il tema della pianificazione urbanistica (il 30) per finire, il 13 febbraio, con “Gestione del welfare locale” a cura di Laura Puddu (direttore dell’Azienda sociale del Castanese) ed Ezio Casati ( vicepresidente del consiglio provinciale di Milano). «Sono molto soddisfatto per le adesioni che il corso ha raccolto fino ad oggi, con circa 70 iscritti - afferma Marco Re, segretario di zona del Partito democratico - Un dato significativo è costituito dal fatto che il maggior numero di adesioni provengono dai circoli del Pd dei tre comuni della nostra zona che quest’anno sono interessati dalle consultazioni amministrative, ovvero Abbiategrasso, Magenta e Vittuone: è un indice dell’impegno che contraddistingue quegli iscritti e simpatizzanti del partito che si propongono come amministratori comunali per le prossime consultazioni, e si preparano a questo impegno studiando. Il ruolo di amministratore pubblico non si improvvisa: per poter fare del bene alle nostre comunità, in un contesto che è sempre più complicato dall’evolversi delle norme di legge e dalla scarsità delle risorse disponibili, ci si deve accostare ai problemi con serietà e con voglia di capire e di imparare. Sono orgoglioso del fatto che nel Pd della nostra zona sul tema della formazione si riscontra una particolare sensibilità, sensibilità che non è sempre così diffusa nelle formazioni politiche». Il corso è aperto alla partecipazione anche di non iscritti al Pd. Per coloro che fossero interessati a partecipare è possibile fare riferimento al numero telefonico 3346501181 .


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ROBECCO • CASSINETTA venerdì 13 gennaio 2012

Proteste a Cascinazza per l’impianto di produzione di pellet

L’ecologia disturba Sotto accusa il rumore delle macchine per la cippatura Cassinetta, frittellata per sant’Antonio

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on due giorni di anticipo sulla ricorrenza fissata dal calendario, Cassinetta festeggia sant’Antonio abate, compatrono della parrocchia locale. Lo fa con una “frittellata” in programma domenica 15 gennaio al parco della pro loco, in via Trento 9/11. In pratica, saranno distribuite gratuitamente le frittelle impastate con l’ uvetta sultanina, accompagnate da un bicchiere di buona cioccolata calda o vin brulè. Si comincerà alle 14,30 e si andrà avanti fino ad esaurimento del quintale di frittelle e dei 100 litri di vino caldo e cioccolata preparati dai volontari dell’associazione. La manifestazione, potendo avvalersi delle tensostrutture del parchetto, si terrà con qualsiasi condizione di tempo.

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n gruppo di persone residenti a Cascinazza continua a chiedere l’intervento delle autorità per far cessare il rumore che disturba le loro giornate. E’ quello che diffonde nell’aria un’azienda agricola che produce pellet e che pur essendo insediata in territorio abbiatense è sul confine con la frazione. Dalle case si vede la struttura all’interno della quale operano i macchinari sotto accusa. L’Arpa dietro specifica richiesta ha fatto dei rilievi. Per i risultati ci è voluto del tempo perché il problema andava analizzato in orari e con modalità diverse legati alle varie fasi della lavorazione. Il “quartier generale” per la misurazione dei dati è stato installato nella casa di Michele Fattore, che è un po’ l’animatore della protesta. Il rumore al centro della contestazione è di due tipi. Il più fastidioso è quello che deriva dalla cippatura, e cioè dalla riduzione in pezzi dei tronchi anche di un certo diametro. Le misurazioni hanno rilevato che i decibel della macchina in attività sono superiori a quelli di legge e molto fastidiosi. Fattore ne dà un prova: apre le finestre della cucina ed il disturbo si fa sentire. «Di più al primo piano ed in misura ancora

L’impianto per la produzione dei pellet a Robecco maggiore in mansarda, al punto da rendere difficile ad uno studente impegnarsi sui libri», sottolinea il nostro interlocutore. Che continua: «L’Arpa a conclusione dei suoi lavori ha inviato una relazione al comune di Abbiategrasso. L’ente locale ha emesso un’ordinanza nei confronti della proprietà affinché con opportune modifiche rientri nei parametri legali. Tempo concesso 90 giorni, che passano invano perchè il rumore non cessa». E’ conforme invece alla legge, perché leggermente inferiore al limite, il disturbo provocato dal trituratore che sminuzza residui di potatura, fascine, sterpaglie. «Ma una seconda indagine dell’Arpa prosegue l’uomo - mette in rilievo che nonostante l’ingiunzione e una sanzione pecuniaria non solo la situazio-

ROBECCO • 33 andranno al depuratore

Triennio di investimenti per Tam: pronti 43 milioni U

na buona notizia arriva da Tutela ambientale del Magentino spa: nel triennio 2012-2014 la società pubblica che ha sede a villa Terzaghi in via San Giovanni ed è presieduta da Giuseppe Viola investirà 43 milioni di euro. In un periodo nero per la nostra economia, anzi di dichiarata recessione, mettere sul mercato un così cospicuo malloppo non solo rincuora fa ben sperare, se non nella creazione di nuovi posti lavoro almeno in un’appropriata cura per cercare di guarire l’ammalato Italia. A beneficiare per primo di quella che chiamiamo volentieri un’iniezione di fiducia nel futuro sarà il depuratore situato in vallata. I lavori che saranno effettuati su di esso, del valore di 33 milioni, lo allineeranno alle ultime normative europee riguardanti il disinquinamento delle acque reflue e lo metteranno in grado di soddisfare le esigenze di un territorio in crescita. Sono inoltre in programma, sempre per il citato triennio, la riqualificazione del canale di scarico a cielo aperto per un valore di 8 milioni e mezzo e, nel 2014, il risanamento ed il ripristino funzionale dei collettori per un’ulteriore spesa di 700 mila euro. Gli altri destinatari del

Una veduta del depuratore di Robecco contenuto del grosso salvadanaio saranno i depuratori di Bareggio e di Turbigo. Per il primo si procederà all’adeguamento ed alla ristrutturazione generale della prima e seconda linea acque, al risanamento dei collettori, alla copertura delle vasche di dissabbiatura e sedimentazione primaria, oltre all’impianto per il recupero di biogas e cogenerazione: 8 i milioni che saranno messi sul piatto. Per l’altro impianto saranno spesi 800 mila euro per ristrutturare e ampliare la palazzina degli uffici e per coprire la vasca di accumulo. Del flusso di denaro beneficeranno anche Corbetta, Boffalora e Ossona con l’estensione delle rispettive fognature; Morimondo con nuovi collettori e un impianto di depurazione; Motta Vi-

sconti con la realizzazione di un collettore fognario a ovest del territorio. Infine, recita un comunicato di Tam, «aderendo al “Progetto informare” sarà portato a compimento, insieme alle altre società patrimoniali, il sistematico rilevamento delle reti e delle infrastrutture che fanno parte del Servizio Idrico Integrato. Saranno, inoltre, attivati studi per sistemi avanzati di smaltimento e trattamento delle acque, di valorizzazione dei fanghi da depurazione, recupero energetico, verifica idraulica delle canalizzazioni e riutilizzo delle acque depurate per usi irrigui ed industriali. Infine Tam comparteciperà alla realizzazione delle Case dell’acqua. Sarà un lavoro di sinergia nella prospettiva della creazione di un unico soggetto». A.O.

ne non è migliorata, è addirittura peggiorata sia per quanto riguarda la cippatura che la triturazione. A quel punto viene interessata la Procura della Repubblica per recidività». «Tentiamo anche la strada “politica” - aggiunge il nostro - chiediamo aiuto ai gruppi consiliari di Abbiategrasso e di Robecco ma fa qualcosa per noi solo Giorgio Corsini della minoranza di “Uniti per Robecco” e per suo tramite la vicenda finisce in consiglio comunale». «Infine - conclude Fattore - c’è da segnalare un terzo problema: i fumi che vengono liberati nell’aria. Vogliamo sapere se sono nocivi. Ma non sappiamo chi lo deve stabilire perché il problema viene rimpallato tra Arpa e Asl». Insomma diverse facce di un problema per la cui soluzione non si dovrebbero in-

La replica del titolare

«Siamo in regola, ma miglioreremo ancora» P

er Marco Menghini, titolare - con un altro socio - dell’azienda che produce pellet al confine tra Abbiategrasso e Robecco è tutto in regola. Afferma: «Non è vero che il rumore supera i limiti consentiti dalla legge, è dentro i parametri. Lo ha certificato uno studio famosissimo che ha sede a Milano, specializzato in questo tipo di rilevazioni ed al quale ci siamo rivolti, spendendo una certa cifra, dopo i solleciti a metterci in regola inviatici dalle autorità. Lo stesso studio è disposto a mettersi in contraddittorio con quelli dell’Arpa perchè non teme di essere smentito sui propri dati. Ma secondo lei dopo avere fatto un investimento di 10 milioni di euro mi posso permettere di fare rumore e di inquinare? Anzitutto sarei il primo a soffrirne le conseguenze, dato che abito molto vicino alla struttura agricola finita sotto osservazione; in secondo luogo rischierei l’annullamento della licenza o quanto meno una sua sospensione. Né l’una né l’altra mi sono al momento pervenute. In ogni caso la cippatura impegna due ore al giorno». Una spiegazione c’è anche per quando riguarda le emissioni: «Quella colonna di fumo bianco che viene sospettata di essere nociva è vapore acqueo, e dunque pulito, che riutilizziamo in parte per ridurre notevolmente l’umidità del legno». Menghini non vuole nascondere nulla. A questo proposito dichiara di essere «disponibile a ricevere quei residenti di Cascinazza che mi contestano, nel luogo (anche in agriturismo se lo vogliono), nel giorno ed in un orario che vogliono loro pronto a fornire i programmi di lavoro, a spiegarne tutti i processi ma soprattutto a rispondere ad ogni tipo di domanda, anche la più “cattiva”». Basterà un eventuale confronto per risolvere i problemi denunciati? Certo che no. L’industriale ne è ben conscio e tira fuori l’asso dalla manica. Che dovrebbe risultare vincente nella partita in corso. Nel senso che dovrebbe por fine alle contestazioni. Dice: «Il mondo delle biomasse nel quale lavoro è in continua evoluzione e c’è la necessità di tenersi costantemente aggiornati. Siccome la nostra organizzazione è un modello per tanti, Regione Lombardia e Sardegna su tutte, a breve faremo altri investimenti e introdurremo nuove tecnologie. Il cippatore, anche se il rumore che fa è, lo ripeto, nei parametri di legge, sarà spostato, incassato, insonorizzato e protetto in una nuova struttura agricola che sarà costruita più all’interno di 150 metri rispetto all’attuale, che una collinetta di terra seminata a tappeto erboso renderà “invisibile”». Ma le novità non finiscono qui. «Sarà acquistato un cippatore portatile, non elettrico, col quale tenderemo, laddove sarà possibile, a lavorare direttamente nei campi». La pratica edilizia sta già


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CONCORSO venerdì 13 gennaio 2012

Concorso RICETTE D’ITALIA, L’ITALIA SEDUTA

La classifica finale PRIMO CONCORRENTE CLASSIFICATO l’autore della ricetta n. 3, che ha totalizzato 17.350 punti; SECONDO CONCORRENTE CLASSIFICATO l’autore della ricetta n. 13, che ha totalizzato 12.560 punti; TERZO CONCORRENTE CLASSIFICATO l’autore della ricetta n. 16, che ha totalizzato 3.300 punti.

HANNO GAREGGIATO 1 - Risotto e salsiccia su sfoglia di grano padano; 2 - Zuppetta di pesce; 3 - Torta per mia nipote Matilda; 4 - Torta caprese; 5 - Trota al cartoccio; 6 - Peperoni pugliesi; 7 Torta di carote; 8 - Risotto al mango con gamberi al curry; 9 - Mezze penne con trevisana e gorgonzola; 10 - Cozze e fagioli; 11 - Bouquet al cioccolato; 12 - Castagnaccio Sciura Maria; 13 - Insalata di riso nero con pesce; 14 Linguine al ragù bianco d’agnello e carciofi; 15 - Struffoli; 16 - Una torta per il don; 17 - Torta rovesciata ai pomodori; 18 - Oca all’arancia e il suo collo ripieno con mostarda; 19 - Treccia a sorpresa; 20 - Gamberi in tempura al sesamo bianco e nero; 21 - Gnocchi di patate con crema di zucca, gocce di speck croccante; 22 - Torta millefoglie ai frutti di bosco; 23 - Tagliatelle alla chitarra al timo con ragù di triglie; 24 - Pitta; 25 - Torta di zucchine e cacao; 26 - Code di gamberi su letto di piselli; 27 - La mia torta al caffè; 28 - Rotolo di tacchino; 29 - Strudel di agrumi con salsa ai frutti di bosco; 30 - Alici con finocchi all’arancia e olive; 31 - Pagello fragolino alla birra chiara; 32 - Crostata con mousse di marroni e anice stellato; 33 - Vellutata di fave con cardi croccanti e cavolo nero; 34 - Baccalà mantecato con cialda di parmigiano; 35 - Torta “delicata primavera”; 36 - La rivincita del pesce bandiera (sciabola) con i colori del nostro tricolore; 37 - Torta meringata “Monia”; 38 - Fave e pecorino; 39 - Risotto al barolo e aceto balsamico; 40 - Torta paradiso (o la bumba).

Gli autori delle tre ricette risultate le più votate dai nostri lettori, come annunciato nel Regolamento del Concorso, vincono ciascuno un weekend enogastronomico per 2 persone offerto dallo sponsor agenzia viaggi VIVERE&VIAGGIARE di Abbiategrasso, viale Cattaneo 14. Entro fine gennaio saranno contattati per i dettagli

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venerdì 13 gennaio 2012

Agenda Appuntamenti VENERDì 13 GENNAIO ABBIATEGRASSO - Alle 21 allo spazio Ipazia di vicolo Cortazza la proiezione del film "Hiroshima mon amour" col critico Fabrizio Tassi.

SABATO 14 GENNAIO CORBETTA - Alle 10.30 alla sala bambini della biblioteca spettacolo "Lo Schiaccianoci, una fiaba per le feste di Natale e d'inizio anno». MORIMONDO - Alle 20.45 a Fallavecchia falò di Sant'Antonio con distribuzione cioccolata calda, vin brulè e dolci. MAGENTA - Alle 21 al teatro Lirico il concerto dell'orchestra "Città di Magenta" con il Coro Voci Bianche dell'Accademia del Teatro alla Scala.

DOMENICA 15 GENNAIO ABBIATEGRASSO - Dalle 15 all’oratorio del Sacro Cuore benedizione degli animali domestici e festa di Sant’Antonio. CASSINETTA - Dalle 14.30 al parco Pro Loco "Frittellata di Sant'Antonio" con distribuzione di frittelle, cioccolata calda e vin brulè. MORIMONDO - Alle 17 all'oratorio falò di Sant'Antonio.

ROBECCO - Alle 20.30 in via Ugo Foscolo falò di Sant'Antonio con distribuzione bevande calde. MARCALLO - Alle 20.30 a Casone falò di Sant'Antonio. GUDO VISCONTI - Alle 20.45 nel cortile dell'oratorio falò di Sant'Antonio con distibuzione panettone, cioccolata e vin brulè. MAGENTA - Alle 21 all'area Fiera di via Crivelli falò di Sant'Antonio con distribuzione vin brulè, bevande calde e dolci. ALBAIRATE - Alle 21 al parco di via Donatori di Sangue falò di Sant'Antonio. MARCALLO - Alle 21 alla tecnostruttura di parco Ghiotti benedizione degli animali. A seguire falò di Sant'Antonio. ABBIATEGRASSO - Alle 21.30 alla Cappelletta in via Stignani falò di Sant'Antonio con distribuzione frittelle, vin brulè e tè caldo. GAGGIANO - Alle 20 al Centro civico Bonirola cena del “Comitato Darsena”.

GIOVEDì 19 GENNAIO VIGEVANO - Alle 16 e alle 21.15 al cinema Odeon il film "Tomboy". ABBIATEGRASSO - Alle 21 al cinema "Al Corso" il cinecircolo Fabbri propone il film "Una separazione". MAGENTA - Alle 21 al teatro Lirico lo spettacolo teatrale "La bottega del caffè". MAGENTA - Alle 21.15 al cinemateatro Nuovo Filmforum con la proiezione di "Drive".

MARTEDì 17 GENNAIO ABBIATEGRASSO - Alle 19.30 all'oratorio San Giovanni Bosco risottata. Alle 20.30 falò di Sant'Antonio. ROBECCO - Alle 20.30 al cineteatro Agorà l'opera "Turandot" in differita dal Festival Pucciniano. ROBECCO - Alle 20.30 a Castellazzo de Barzi in strada per Magenta falò di Sant'Antonio con distribuzione di frittelle e vin brulè. ROBECCO - Alle 20.30 in via per Castellazzo de Barzi falò di Sant'Antonio con distribuzione bevande calde.

Orchestra Città di Magenta al Lirico

FUORI PORTA

Torino: tre mostre in una sola città

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sistono almeno 3 buoni motivi per visitare Torino in questo periodo. Gli amanti della tecnologia e dell’informatica lo possono fare per visitare la mostra dedicata a Steve Jobs. Un’esposizione che ha l’ambizione di ripercorrere le tappe più importanti della vita professionale e umana di Jobs, l’innovatore ed imprenditore recentemente scomparso. La mostra sarà aperta al pubblico fino al prossimo 26 febbraio al Museo Regionale Scienze Naturali (tutti i giorni, escluso il martedì dalle 10 alle 19). Chi invece è da sempre attratto dalla cultura russa non può perdersi la mostra, allestita nel castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in piazza Mafalda di Savoia con il sostegno delle più alte Istituzioni Governative Italiane e Russe, nell’ambito del programma di scambio 2011 Anno della Cultura e della Lingua italiana in Russia e della Cultura e Lingua russa in Italia. La mostra intitolata Russian Cosmos proprio come quella dedicata a Jobs potrà essere visitata fino al prossimo 26 febbraio. Chiuderà invece i battenti il 29 gennaio l’esposizione sul genio di Leonardo. L’Autoritratto di Leonardo da Vinci in una grande mostra con altri capolavori del Maestro e degli artisti che nei secoli si sono ispirati a lui: eccolo il terzo motivo per raggiungere Torino nei prossimi giorni. L’esposizione dal titolo “Leonardo. Il genio, il mito” è alla Scuderia Grande della Reggia di Venaria. Marina Rosti


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Gratis ANIMALI Vendo topi e ratti bianchi per pasto.Tel. 339 6450860 Vendo canarino maschio nato quest’anno.Tel. 02 9420834

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venerdì 13 gennaio 2012

Rubriche LA SALUTE DEI BAMBINI • Figli più aggressivi

METEO

DIRITTO DI FAMIGLIA • Assegno di divorzio

Dire «no» serve... Tanti passi avanti Genitori sempre meno educatori

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he i genitori non sappiano più dire “no” è così evidente, che siamo costretti a riflettere sulle motivazioni di questo fenomeno. Alla base di questa difficoltà sono riconosciuti un indebolimento dell’autorità genitoriale insieme a un forte aumento delle sollecitazioni al consumo. Per molti genitori è diventato difficile riconoscere a se stessi il diritto di poter intervenire nelle scelte dei figli. Fino a una ventina di anni fa il primo obiettivo dei genitori era legato all’educazione, ora è invece quello di essere amati dai propri figli. E’ la paura di perdere l’amore del figlio, che induce il genitore a evitare il conflitto e quindi a rinunciare al proprio ruolo di educatore. Anche nei figli si osserva un cambiamento: essi hanno ora comportamenti più aggressivi ed è diventato più difficile fare il genitore. Non è un caso che ultimamente sia diventata sempre più diffusa la ricerca di strumenti di sostegno alla genitorialità (scuole per genitori). La difficoltà ad educare si estende a tutta la società, non soltanto ai genitori, anche agli insegnanti. Il compito di educare è stato sempre considerato arduo, ma mai come oggi dove i genitori devono affrontarlo da soli. Prima, accanto ad essi c’era la famiglia allargata e molti in famiglia potevano assumere di volta in volta il ruolo

paterno. L’istituzione familiare, che aveva il compito di aiutare i figli a trovare il loro posto nella vita sociale, si poteva avvalere di una solidarietà, che consentiva ai figli di diventare gradualmente adulti, con diverse figure di riferimento. Oggi, invece, nella famiglia mononucleare o dove addirittura c’è un solo genitore, si crea un rapporto obbligato, che costringe i genitori a meritare l’amore dei figli.. Come affrontare questo compito? Irrinunciabile è l’esercizio del ruolo paterno, che deve insegnare che non tutto è possibile. Per la crescita psicologica è indispensabile imparare ad accettare i limiti. L’onnipotenza non appartiene alla condizione umana. E’importante che il genitore distingua tra sé e il suo ruolo per non sentirsi personalmente attaccato o distrutto quando inevitabilmente il figlio gli si contrappone. E’ importante condividere il compito educativo con altri (insegnanti, oratorio, …). Non si tratta di imporre la legge del genitore padre, o di subire la legge del figlio, ma di essere genitori e figli sottomessi ad una legge comune. E’ indispensabile un comportamento autorevole e fermo dei genitori, per diventare capaci di pensare e agire autonomamente, per arrivare a cavarsela da soli. dr.ssa Angela Colombini lilli.colombini@libero.it

L’oroscopo della settimana a cura della maga Nic

Ariete Amore: incomincia la corsa … per raggiungere il vostro scopo, attenti alle difficoltà. Denaro: periodo economico pesante, siate cauti. Lavoro: sarete supportati da un valido aiuto, sfruttatene le capacità. Salute: attenzione alle cadute e a come vi rimettete in piedi.

Bilancia Amore: momenti di grande emotività, anche se troppo brevi e poco frequenti. Denaro: presto raccoglierete i proventi di tanti sacrifici. Lavoro: nessuna resa di fronte a certi soprusi… tra colleghi. Salute: incidenti domestici di poco conto, ma cercate di evitarli.

Toro Amore: state facendo confusione tra gli stati emotivi in cui vi trovate, trastullandovi inconsciamente. Denaro: limate qualche spesa non indispensabile, dal bilancio del mese. Lavoro: nonostante tutto, continuate a vedere positivo. Salute: evitate di cambiare spesso le abitudini alimentari.

Scorpione Amore: non siate troppo avari di sentimenti, ciò potrebbe danneggiarvi. Denaro: tirate le somme e affrontate la nuova realtà. Lavoro: attenti a come vi muovete, i passi falsi sono pericolosi. Salute: accontentatevi della forma fisica e programmate dei controlli dal medico.

Cosa cambia con la convivenza

L

a giurisprudenza ha fatto un grosso passo avanti partendo dagli anni 60 dove i rapporti fuori dal matrimonio venivano considerati penalmente, passando poi attraverso la convivenza more uxorio, accettata ma non riconosciuta legalmente, arrivando poi alla convivenza nella famiglia di fatto considerata come vera e propria famiglia portatrice di valori di stretta solidarietà di arricchimento e sviluppo della personalità di ogni componente e della trasmissione di valori educativi ai figli. Peraltro non qualsiasi convivenza si traduce nella formazione di una famiglia di fatto in grado di porre in quiescenza il diritto all'assegno di mantenimento. La discriminante tra il semplice rapporto di convivenza occasionale e la famiglia di fatto dipende innanzitutto dal carattere di stabilità che solo può conferire un sufficiente grado di certezza tale da renderla rilevante sotto il profilo giuridico. Gli altri elementi rilevanti sono la durata della relazione e l'effettiva costruzione da parte dei conviventi di un modello di vita improntato alla solidarietà e alla comune progettualità affettiva e economica.

Fai gli auguri QUI ai tuoi amici! Scrivi a liberta@netsys.it e mandaci la foto: li pubblicheremo la settimana successiva

Gemelli

Cancro

Amore: lasciate la solita intransigenza e ricominciate a vivere con serenità. Denaro: contenete le spese, anche se per ora non avete emergenze. Lavoro: cominciate l’anno all’insegna della buona volontà. Salute: anche se con fatica, rimettetevi in riga, senza concessioni.

Amore: saggiate cautamente ogni caratteristica del partner, ma restate con i piedi per terra. Denaro: programmate come d’abitudine, ogni spesa. Lavoro: riprendete con gioia le incombenze della vita professionale. Salute: attenti a ricadute fastidiose, causate dall’irresponsabilità.

Sagittario Amore: cercate altrove, ciò di cui avvertite la mancanza. Denaro: no all’avidità e accontentatevi di quanto possedete. Lavoro: mantenetevi su livelli medio-alti, la ricompensa sarà il prestigio. Salute: prevenite certi disturbi che vi affliggono sempre in questo periodo.

Si sottolinea comunque che il diritto non si estingue versando solo in uno stato di quiescenza potendo risorgere ad esempio nell'ipotesi di rottura della convivenza di fatto che non comporta alcun obbligo giuridico solidale residuale come è invece nel caso di scioglimento di matrimonio. La creazione di una stabile convivenza con un altro partner comporta la creazione di una vera e propria famiglia di fatto, facendo perdere all'ex coniuge il diritto all'assegno di divorzio eventualmente dovuto. La corte di cassazione infatti, con la sentenza n.17195/11, ha affermato che è risolta ogni relazione con il tenore e modello di vita caratterizzanti la pregressa fase matrimoniale in caso di convivenza di fatto, perdendo di conseguenza il diritto al riconoscimento dell'assegno da parte dell'ex coniuge. In tal modo la corte ha dato rilevanza giuridica alla convivenza stabile e duratura, con o senza figli, tra un uomo e una donna che si comportino come se fossero marito e moglie. avv. Elena Andreoli viale Manzoni, Abbiategrasso avvelenaandreoli@hotmail.it

Capricorno Amore: dedicate più tempo a coltivare il rapporto affettivo. Denaro: equilibrio precario tra spese ed introiti. Lavoro: incertezze che non aiutano a lavorare con impegno professionale. Salute: avvertite il peso di un periodo veramente troppo dispendioso di energie.

Don Gianluca Romanò ha compiuto 44 anni il 12 gennaio: auguri!

Leone Amore: riconquistate la fiducia del partner, che avete trascurato in questi giorni. Denaro: possibili piccole vincite che vi ridaranno il sorriso. Lavoro: ricontrattate le vostre capacità, con determinazione. Salute: problemi digestivi ed intestinali causati dal freddo.

Acquario Amore: supererete la crisi nel rapporto di coppia… solo con la pazienza. Denaro: accantonate quanto più potete…nuove spese non previste. Lavoro: situazione produttiva, grazie all’intesa più che buona. Salute: alla larga da scale e …attività sospese o da attuare a certe altezze.

Vergine Amore: certe piccole attenzioni, hanno capacità terapeutiche. Denaro: concedetevi qualche acquisto, tutto per voi. Lavoro: buona capacità di ripresa e possibili estensioni professionali. Salute: prendetevi a cuore certi piccoli disturbi , la cui origine non è ancora determinata.

Pesci Amore: un nuovo incontro che destabilizzerà l’equilibrio nella coppia. Denaro: cambiando leggermente lo stile di vita, i risultati arrivano da soli. Lavoro: mantenete il solito impegno, anche contro le avversità. Salute: scoprirete un’intolleranza non sospetta ad alcuni alimenti.


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Promemoria Ringraziamenti dal Motoclub Abbiategrasso

Il Motoclub Abbiategrasso ringrazia per la collaborazione e la disponibilità tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della tradizionale manifestazione La Befana in Moto 2012 : il Sindaco Roberto Albetti, l'Assessore Francesco Lovetti e la signora Delia, Polizia Municipale e Croce Azzurra, Alpini, Bersaglieri e Carabinieri, Casa di riposo di Cassinetta

S. MESSA GIOVANNI FESTA 14.01.2009

14.01.2012

Nel terzo anniversario della scomparsa, i suoi cari lo ricordano con una S. Messa nella Chiesa di Cassinetta di Lugagnano sabato 14 gennaio 2012 alle ore 18.

RINGRAZIAMENTI Suore e ragazzi del centro aiuto della Casa del Rosario di Abbiategrasso ringraziano tutti gli amici che nella ricorrenza del S. Natale, hanno voluto con i loro doni e offerte rallegrare la loro Festa. Una S. Messa di ringraziamento verrà celebrata presso la Cappella delle Suore il mercoledì giorno 18 gennaio alle ore 17. Auguriamo a tutti un sereno anno nuovo. Grazie. Superiora e suore *** I nipoti Combi - Pogliani - Porazzi, in memoria di Ettore De Paoli, offrono all’Avis di Abbiategrasso la somma di euro 120 per le proprie attività. Il Consiglio direttivo Avis ringrazia. *** L’Hospice di Abbiategrasso ringrazia le famiglie Bianchi E., Bighiani V., Arioli R., Bianchi D., Bianchi M. per la donazione di euro 230 eseguita in ricordo di Giovanna Bighiani. *** L'Associazione Volontari Ospedalieri (A.V.O.) di Abbiategrsasso ringrazia tutti coloro che si sono ricordati dell'associazione nelle festività natalizie ed in particolare: le famiglie Forni ,Castelli e tutti gli amici di Cassinetta di Lugagnano.

e Anfass, Hospice, Vigili del Fuoco e Gruppo La Cappelletta, le Befane e i motociclisti partecipanti. Un particolare ringraziamento al Gruppo La Cappelletta che, quest'anno, ha prestato il proprio operato al fine di offrire a tutti i partecipanti una gustosissima polenta accompagnata da vin brulè.

Farmacie DIURNO E NOTTURNO (dalle 8.30 alle 8.30 del giorno successivo) Venerdì 13 gennaio: FARMACIA COMUNALE 1 - Via Novara, 44 - tel. 02/9425.238 Sabato 14 gennaio: FARMACIA MILANO - Corso Matteotti, 44 - tel. 02/9496.7313 Domenica 15 gennaio: FARMACIA COMUNALE 1 Via Novara, 44 - tel. 02/9425.238 Lunedì 16 gennaio: FARMACIA COMUNALE 1 - Via Novara, 44 - tel. 02/9425.238 Martedì 17 gennaio: FARMACIA ZORZI di Girotti dr. Mariarita - Piazza Marconi, 1 - tel. 02/9496.7405 Mercoledì 18 gennaio: FARMACIA MILANO - Corso Matteotti, 44 - tel. 02/9496.7313 Giovedì 19 gennaio: FARMACIA GRECO - Viale Sforza, 112 - tel. 02 9462134


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venerdì 13 gennaio 2012

Sport CALCIO GIOVANILE • Tutti sul campo del Concordia. Bene la Virtus

S.S. 494 Vigevanese km 17+900 ABBIATEGRASSO Tel. 02 9462732 - fax 02 9466257 E-mail: info@gorlautensili.it - www.gorlautensili.it

Concordia

Spettacolo indoor

S

ettimana di calcio giovanile indoor alla palestra Comunale di via Cabrini a Robecco sul Naviglio, grazie all’organizzazione del Concordia (con il presidente Fabrizio Testa, il d.s. Rocchi e l’indomito Rossini), in memoria di due personaggi molto legati a questa società: Romano Cislaghi e Dante Fusé. Partenza domenica 8 gennaio con il quadrangolare riservato alla categoria Esordienti 1999, a cui hanno partecipato, oltre al Concordia, anche il S. Stefano Ti-

cino, la Virtus Abbiatense e l’A.S.D. Abbiategrasso, impegnate in un girone all’italiana. Spettacolo, agonismo, belle giocate e alla fine si è imposto il Santo Stefano Ticino, che però l’ha spuntata solo per la migliore differenza reti rispetto alla Virtus Abbiatense, arrivata a pari punti. Per la squadra di Campagnoli, un secondo posto che vale una vittoria: prima hanno pareggiato proprio con il Santo Stefano (2-2), poi hanno superato senza

Vrtus

problemi sia il Concordia (per 6-3), sia i cugini dell’Abbiategrasso (per 6-2). La differenza reti, però, li ha costretti ad accontentarsi della piazza d’onore. Terzo posto per i padroni di casa del Robecco. Ultima piazza per l’Abbiategrasso. Sabato 14 gennaio, a partire dalle 14.30, sono previste le finali per le categorie dal 2001 al 2005/2006. Un appuntamento da non mancare per chi ama il calcio giovanile e vuole scovare i campioni di domani.

Gli Allievi

BIA’ • Girandola di appuntamenti

Aurora, si riparte D

opo la meritata pausa natalizia, ripartono le attività in casa Aurora, con una valanga di appuntamenti, per arrivare in piena forma all’inizio del ritorno dei diversi campionati. Gli allievi di mister Lombardi e Finesso saranno impegnati in amichevoli che si terranno nelle prossime tre domeniche sul campo casalingo (inizio alle 10.30). Anche gli esordienti 1999 (mister Amoruso ) e 2000 (mister Gibelli ) dovranno impegnarsi in una girandola di partite per ripristinare la condizione fisica dopo i bagordi delle feste. I più piccoli, ossia la categoria 2001-2-3 (mister Bizzarro e La Greca) e i 2004-2005-2006 (mister Belluco e Adami ) sono tra i protagonisti del Torneo Indoor che si svolge presso il campo del Concordia Robecco. Il periodo di pausa è anche servito per rivedere e migliorare il sito internet della società, che si presente oggi in una nuova veste grafica più ricca e completa di informazioni. L’Aurora ricorda che per le categorie più giovani (dal 2001 al 2006 ) è ancora possibile l’iscrizione di nuovi piccoli atleti. Per favorire l’ingresso nel mondo sportivo ai nuovi iscritti, saranno concesse condizioni economiche particolarmente vantaggiose. Informazioni il martedì o il venerdì dalle 18 alle 19 presso la segreteria all’interno dell’O.S.G.B. in via San Giovanni Bosco. La dirigenza dell’Aurora coglie l’occasione per augurare a tutto il proprio staff, ai giocatori e ai loro genitori un meraviglioso 2012, ricco di soddisfazioni.

ABBIATEGRASSO • Il Bià ha completamente cambiato volto

Il lifting del Leone ABBIATEGRASSO 0 CILAVEGNA 0 Abbiategrasso: Falzoni, Bonvini, Lovati, Sisto, Tonani, Dibenedetto, Panaia, Zuccola, Scifo, Giappone, Puca, Ponzoni, Cioffi, Vasoio. Allenatore: Gallanti. In attesa del girone di ritorno, che inizierà domenica 29 gennaio prossimo e che vedrà l’Abbiategrasso giocare in trasferta a Cuggiono, mister Gallanti mette sotto torchio i suoi giocatori per trovare la migliore formazione dopo l’avvicendamento di numerosi atleti visto nell’ultima parte del girone d’andata. Non fan-

no più parte della squadra azzurra Filini, Pogliani, Caldarola, Pittelli, Pirillo e Sangiorgio. I nuovi arrivati sono: Ponzoni (portiere, dal Vigevano); Bonvini (difensore centrale, dal Vittuone); Cioffi (centrocampista di fascia, dal Vittuone); Zuccola (centrocampista, dall’Assago); Vasoio (attaccante, dall’Alcione); e poi Tonani e Sisto, già presenti nelle due ultime partite del girone d’andata. L’amichevole con la squadra lomellina del Cilavegna, che milita in Terza categoria, è stato un test molto valido per gli azzurri. Una partita giocata all’insegna

della velocità e della ricerca dei migliori schemi. Un’amichevole che ha soddisfatto gli spettatori per l’impegno che entrambe le squadre hanno profuso per tutto l’arco dei novanta minuti, cosa questa difficile da vedere quando le competizioni non hanno in palio i tre punti. Una partita piacevole anche se priva di reti. Mister Gallanti, dopo le delusioni delle ultime partite, è fortemente intenzionato a risalire la china per arrivare ad occupare una posizione di classifica più consona ad una squadra importante come quella dell’Abbiategrasso. luzac

AMICHEVOLI • Gara di lusso tra Robecco e Corbetta. Magenta ok. La Robur pareggia col Santo Stefano

Prime sgambate, dopo la sosta natalizia A

michevole di gran lusso per il Concordia del presidente Testa con il quotato Corbetta, che partecipa al torneo d’Eccellenza. Mister Ragguaglio deve rinunciare a Caldani infortunato e a Ruggeri, ancora in vacanza, e dopo 10 minuti capitan Pedretti lascia il campo infortunato. Mister Alemanni, ancora privo di Cundari, schiera il Corbetta al completo e nella ripresa propone anche Luca Formica, classe 1990, ex Pro Sesto. Parte bene il Robecco e Beni obbliga Grittini alla respinta, ma è Isacco Cò ad andare in rete dopo una bella azione corale. Il Concordia non demorde e da cross di Invernizzi è il colpo di testa di Radaelli a trafiggere Grittini. Nella ripresa lancio di Tassoncini per Formica, in dubbio fuorigioco, e gran giocata di quest’ultimo per il vantaggio. Nel finale si erge a protagonista l’ex Bonomo, che prima su lancio di Scaffazzillo colpisce la traversa, poi con un gran diagonale sfiora il palo. Repossi, con una grande deviazione, salva la sua rete da una bella conclusione di Formica. Gap

SETTIMO MIL. 2 MAGENTA 2 Reti: Fulciniti, Crisopulli. Un pari per il Magenta nell’amichevole con il Settimo Milanese, seconda forza del girone G di Promozione. Per il mister gialloblù Dario Cabiati questa partita è l’occasione per testare alcuni giovani giocatori in prova: un difensore classe ‘94, due centrocampisti e un attaccante del 1993. Il Settimo nel primo tempo, contro le riserve del Magenta, si porta avanti di due reti. Nel secondo tempo i titolari degli ospiti ristabiliscono la parità andando in rete prima con Fulciniti e poi con Crisopulli. Domenica i gialloblù alle 14.30 andranno a Sedriano per la seconda amichevole. Il 22 gennaio sarà già campionato. Prima di ritorno in casa con l’Ardor Lazzate, penultimo in classifica. P.R.

L

a Virtus Ozzero ricomincia a correre. Da lunedì sera i ragazzi di Castellano sono tornati al lavoro per ricaricare le batterie dopo la sosta. «Per il girone di ritorno - ci dice il direttore sportivo Giuseppe Bonalumi - spero di recuperare Tambuzzi, Valenti, Fileti e Caldani, quattro pedine fondamentali, che insieme a Locati potranno fare molto bene». Bonalumi confida molto in Giovanni Briguglio: «Ha classe e qualità, gioca a testa alta. E’ un ragazzo eccezionale e da lui mi aspetto tantissimo». Tre le amichevoli in programma prima della ripartenza. Domenica 15 gennaio alle 14.30 ad Ozzero contro la Rosatese, domenica 22 gennaio alle 14.30 a Marcignago, domenica 29 gennaio alle 14.30 ancora a Ozzero con l’Osg. La prima giornata di ritorno è fissata per domenica 12 febbraio alle 14.30: big match contro la capolista Superga. P.R.

L

a Virtus Abbiatense ormai conosce un solo risultato: la vittoria. Gli uomini di mister Fiammanti a Bugo battono in amichevole per 42 gli Amatori di Gianni Fachin, impegnati nel torneo Aisa di Magenta. Protagonista di giornata Emanule Riboni, autore di una tripletta. Bettoni sigla l’altra rete degli ospiti. Ma oltre alle amichevoli, c’è spazio anche per le occasioni conviviali. La Virtus Abbiatense organizza infatti una gita in montagna a Champoluc, fissata per domenica 19 febbraio. Per informazioni o iscrizioni ci si può recare direttamente allo stadio Federale di via Dante dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19.30.

P

rima gara dei ragazzi di Piero Alemanni dopo la sosta natalizia, contro una formazione di tutto rispetto come il Naviglio Trezzano di patron Costantino Sessa, che milita in serie D. Il mister corbettese schierava una formazione con molti giovani, rinunciando a Cò, Cundari e Benelli, con il solo Rossi vera spina nel fianco della difesa ospite. Il Naviglio di mister Danilo Quaranta ha cercato soprattutto schemi e fiato in visto dell’inizio del proprio campionato. La gara si è conclusa con la vittoria di 2 a 1 per il Naviglio Trezzano. Ma ad andare in vantaggio era stato il Corbetta con un contropiede di Andrea Rossi. Gli ospiti però non sono rimasti a guardare e, punti nell’orgoglio, hanno spinto fino a quando sono riusciti a raggiungere il pari: dopo un rimpallo in area corbettese, il più lesto è stato Ciccio Guerrisi che ha battuto Sacchetto. Nella ripresa è stato capitan Mario Luongo, con un tiro dal limite, a superare Grittini. Sul finire si è visto anche un po’di nervosismo, a dimostrazione del fatto che si è trattato di una partita vera: a farne le spese è stato Luongo, espulso per proteste. Gap

B

uona amichevole della Robur di mister Mangone in vista della ripresa del torneo fissato per il 29 gennaio. Avversario di turno era il Santo Stefano Ticino di mister Angelo Caprini (ex factotum del Corbetta). Si è vista fin da subito una buona gara, anche se gli atleti in campo davano l’impressione di sentire il carico di lavoro dopo le feste natalizie. In vantaggio il S. Stefano, poi ripreso nel secondo tempo da un eurogol di Lazzati. Mister Mangone spera di recuperare gli infortunati, oltre agli ultimi arrivati, fin da domenica 15 gennaio alle 15 al Comunale di Albairate, dove arriverà l’A.S.D. Abbiategrasso. Gap


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SPORT

venerdì 13 gennaio 2012

ABBIATEGRASSO • Ci sono anche nove giocatori nostrani che militano in realtà milanesi e lomelline

, ,i

Un pacifico esercito tra le corsie Ecco tutti i bocciofili in campo nelle società abbiatensi: Vieni (22 atleti), Carini (17) ed Eurotek (18), che è il nuovo nuovo nome della Dieffe

C

on l’inizio dell’anno, anche le bocciofile abbiatensi, che aderiscono al Comitato di Vigevano, hanno cominciato a organizzarsi per arrivare pronte alle prossime competizioni in programma. Parliamo della Vieni e della Eurotek (ex Dieffe), che hanno la loro sede presso il Bocciodromo Guido Rossa, e della Carini, con sede presso la Coop. Rinascita, la sola abbiatense a possedere i campi scoperti. Al Comitato appartiene anche la Bocc. Pro Loco Mori-

mondo con sede presso il C.S. Morimondo di via Passerini. Ben nove atleti abbiatensi sono iscritti ad altre società: Paolo Moroni, Bocc. Paolo Colombo Milano; Vincenzo D’Ercole, Bocc. Mede; Ezio Viviani e Enrico Rossi, Bocc. La Madonnina Milano; Silvano Castelli, Claudio Repossi e William Castelli, Bocc. Cesare Battisti Vigevano, Biagio Battaglia e Raffaele Montagano, Bocc. Olivieri Binasco. Ecco il Consiglio direttivo del Comitato

fila Vieni - Abbiategrasso (Mi); Bocciofila Pro Loco - Morimondo (Mi); Bocciofila Mede - Mede Lomellina (Pv); Bocciofila Enotek - Abbiategrasso (Mi); Bocciofila Virtus - Zeme Lomellina (Pv); Bocciofila Anta - Valle Lomellina (Pv); Bocciofila Gambolese Gambolò (Pv); Bocciofila Carini - Abbiategrasso (Mi). Nell’anno sportivo 2011-2012 sono previste 25 competizioni serali e due festive. Gap

Massimo Bui e Marco Oldani

Mario Menozzi

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di Vigevano: presidente Pietro Simonelli; vice presidente Carlo Checchi; segretario Roberto Linadea; consiglieri Angelo Bocca, Gianni Colombo e Tiepolo Macchi; commissario tecnico Mario Oldani; responsabile arbitri Pierdomenico Morè; collaboratori Giuseppe Magnaghi, Giovanna Spigolon, Sergio Sisaro, Luciano Ferrari e Gianluigi Racca. Società aderenti al Comitato nel 2012: Bocciofila Vigevanese - Vigevano (Pv); Bocciofila Cilavegnese - Cilavegna (Pv); Boccio-

a Bocc. Giacomo Carini, che ha sede presso la Cooperativa Rinascita in via Novara 2, è la più antica tra le società abbiatensi in attività. Fondata nel 1968 da Giuseppe Cordara, Ovidio Celario, Aldo Albertario, Giuseppe e Carlo Moroni, Leo Celario, Aldo Albertario, Giuseppe e Carlo Moroni, Leo Ciro, Giuseppe Cassani, Emilio Belloni, Francesco Recalcati, Giuseppe Arioli e Antonio Mantovan, ora è condotta da Matteo Lovotti, con la grande collaborazione di Valter Delfini. Ha in forza 17 bocciofili, divisi nelle quattro categorie. Cat. A: Davide Ferrari e Guerino Ferrari. Cat. B: Valter Delfini, Mario Menozzi e Ettore Lucini. Cat. C: Maurizio Iora, Carlo Goisis, Marco Falciani, Sean Chiodini, Pietro Battaglia e Franco Lazzaroni. Cat. D: Matteo Lovotti, Francesco Fasani, Enrico Peluzzi, Giuseppe Signorino, Edoardo Sbalbi e Salvatore Tummarello. Consiglio direttivo: presidente Matteo Lovotti; direttore sportivo Valter Delfini; consiglieri Maurizio Iora, Francesco Fasani, Davide Ferrari, Carlo Goisis e Marco Falciani. La Bocc. Carini organizzerà la gara Coop. Rinascita dal 2 maggio al 27 luglio 2012. Gap

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a Bocciofila Eurotek non è una nuova società, ma semplicemente la Dieffe che ha cambiato denominazione, con sede presso il Bocciodromo Guido Rossa. 18 atleti portano i colori della società abbiatense, divisi nelle varie categorie. Queste le forze in corsia: Cat. A: Marco Oldani e Luciano Prisciantelli. Cat. B: Idelmo Azzini, Massimo Caldani, Mario Colaci e Giovanni Solari. Cat. C: Giovanni Besana, Aldo Tronconi, Massimo Bui, Massimo Tonella, Carlo Zanisi, Antonio De Matteis, Salvatore D’Ercole, Mauro Tonella e Antonio D’Ercole. Cat. D: Dario Repossi, Enrico Rossetti e Renato Parini. Consiglio direttivo: presidente Idelmo Azzini; vice presidente Marco Oldani; segretario Aldo Tronconi; dir. sportivo Massimo Tonella; consiglieri Massimo Bui e Salvatore D’Ercole. Lunedì 9 gennaio presso il Bocciodromo Guido Rossa, in collaborazione con i bocciofili abbiatensi, è iniziato il Memorial Fausto Parenti.

Connizzoli e De Vita

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a Bocciofila Vieni, fondata nel 1989 da Angelo Vieni, ha nel suo organico 22 bocciofili di categoria A, B, C e D, e quattro amatori di categoria T (che quindi non possono partecipare a gare organizzate dal Comitato). Nel suo organico troviamo anche Mario Oldani, che ricopre il ruolo di Commissario Tecnico del Comitato, e Gianfranco Villa, referente bocciofilo della Consulta Sportiva. Queste le forze in campo per il 2012. Cat. A: Giancarlo Garolfi. Cat. B: Angelo Chiodini, Giorgio Girotto, Piero Lissi, Gianfranco Lissi, Angelo Maccazzola, Antonio Orlando, Ferruccio Ranzani e Gianfranco Villa. Cat. C: Silvano Beretta, Danilo Cesani, Luciano Connizzoli, Giancarlo De Vita, Angelo Ghisoni, Angelo Moscatelli, Mario Oldani, Angelo Vieni, Giovanni Speziali, Roberto Verin, Lorenzo Callegaro.

Cat. D: Pierluigi Elvi, Giovanni Costantino. Cat. T: Rino Faini, Pierluigi Moiraghi, Angelo Veronelli e Gianantonio Passoni. Il consiglio direttivo: presidente Angelo Vieni; vice presidente e segretario Mario Oldani; direttore sportivo Angelo Maccazzola. La Vieni sta collaborando attivamente con le bocciofile Enotek e Carini nell’organizzazione del Memorial Fausto Parenti, che vivrà le sue finali il 3 febbraio, e in cui il direttore di gara sarà Giovanni Colombo, arbitro benemerito, con la collaborazione di Pozzato, Rovida, Magnaghi e Luciano Scotti. Partecipano 256 individualisti, a ricordo di Fausto, campione italiano cat. C nel 1999. La Bocc. Vieni ha già organizzato la propria gara, il Memorial Antonio Vieni, che si è conclusa il 2 dicembre 2011.

KARATE • Ora si apre un semestre pieno zeppo di appuntamenti: è l’anno delle Olimpiadi...

Karate: agonismo, tecnica e scienza Seminario e collegiale con il maestro Giorgio Rainoldi e quattro atleti del Jissen

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a venerdì 6 a domenica 8 gennaio, il Centro Congressi di Cesenatico ha ospitato l’undicesima edizione del seminario scientifico-sportivo “Dalla Scuola dell’infanzia al Dottorato di ricerca, Intelligenza in movimento”. La tre giorni era incentrata sul tema: “Educare attraverso lo sport”. Contemporaneamente, presso il Palazzetto dello Sport di via Magellano, si svolgeva un Collegiale Nazionale riservato agli Esordienti A (12-13 anni), Esordienti B (14-15 anni), Cadetti 16-17 , Over 18 e Master : un importante test che ha visto impegnati circa 250 atleti provenienti da tutta Italia. Il seminario ha visto la partecipazione di importanti esponenti del mondo scientifico e i

massimi esponenti del karate italiano. Gli argomenti trattati? “Alimentazione e sport” a cura della dottoressa Luana Adelizzi, “Ansia e stress precompetizione” con la dottoressa Flavia Adelizzi, “Apparato cardiaco e prestazione sportiva” a cura del dott. Roberto Formigari, la “Rapidità neuromuscolare e processi mentali nel karate di alto livello” con il professor Pierluigi Aschieri. Ma anche una lezione sul nuovo regolamento di gara nelle competizioni di karate a cura dell’arbitro mondiale Claudio Scattini. Contemporaneamente al Palazzetto dello sport lo staff dell’International Eurocamp guidato dal maestro Giorgio Rainoldi ha condotto una tre giorni di allenamento e di veri-

fiche, che si è conclusa domenica pomeriggio con test tecnico-tattici e simulazioni di gara. Presenti a questo collegiale anche quattro atleti del Jissen Dojo: Samuele Marchese, Chiara Parozzi, Agnese Berardino e Samuele Mazzanti. Ottima la prova dei quattro ragazzi, che non hanno deluso le aspettative. Ora inizia un semestre di competizioni intensissimo. Infatti il 2012, essendo l’anno delle Olimpiadi in programma a Londra nel mese di agosto, tutti i campionati italiani di tutte le Federazioni Sportive riconosciute dal CONI si dovranno svolgere entro giugno. In un semestre sarà concentrata l’attività nazionale che normalmente si svolge in un anno.


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Libertà

SPORT

venerdì 13 gennaio 2012

ABBIATEGRASSO • Per ora 15 stranieri coinvolti

Il karate, strumento di integrazione Un progetto dell’Accademia Yoshitaka

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Accademia del Karate Yoshitaka, del maestro Mario Fanizza, ha avviato dallo scorso ottobre un importante e innovativo progetto denominato “Si dice Karate in tutte le lingue del mondo”. L’obiettivo è quello di contribuire efficacemente al processo di integrazione dei cittadini stranieri attraverso la pratica del karate tradizionale. Beneficiari del progetto, con durata dall’ottobre 2011 al giugno 2012, sono quindi i cittadini stranieri residenti nel territorio, nei limiti compatibili con la struttura della Yoshitaka, con due sedi possibili di insegnamento: principalmente Abbiategrasso e, in parte, anche Robecco. Finora sono stati coinvolti quindici partecipanti, che hanno avviato la conoscenza del karate attraverso i corsi della Yoshitaka e sono stati tesserati presso la FIKTA, Federazione Italiana Karate Tradizionale. Si è volutamente scelto di non rendere gratuita la partecipazione, per evitare una “svalutazione psicologica” del servizio offerto e per au-

PALLAVOLO • L’Arci affronta la “seconda fase”

Tifiamo Under 16 mentare la motivazione e l’impegno personale alla partecipazione. La cifra richiesta, poco più che simbolica, resta comunque largamente inferiore rispetto alla normale quota di partecipazione. Inoltre, del tutto gratuitamente, al partecipante viene assegnato in dotazione personale un karategi (il kimono) e viene offerto il tesseramento federale, comprensivo di assicurazione infortuni. Per la realizzazione del Progetto, alla Yoshitaka è stato assegnato un importante contributo economico dalla Fondazione Ticino Olona e un altro, minore, dalla Regio-

ne Lombardia. Viste le importanti finalità sportive e sociali, c’è anche il patrocinio della Provincia di Milano, dei comuni di Abbiategrasso e Robecco, del CONI, Comitato Provinciale di Milano, e dell’Unione Sportiva Acli. Va sottolineato il ruolo fondamentale dell’associazione partner “La Tribù” e il legame che si è creato con il Centro culturale islamico di via Crivellino. Hanno aderito all’iniziativa anche gli Uffici dei Piani di Zona dell’Ambito territoriale dell’Abbiatense e del Magentino, che hanno un rapporto privilegiato con i cittadini stranieri residenti.

opo la pausa natalizia, entra nel vivo la stagione agonistica per le squadre femminili Arci Volley. A tre partite dalla fine del girone di andata, la Prima Divisione è al secondo posto nella classifica del proprio raggruppamento, ad una sola lunghezza dalla capolista e con un buon margine di vantaggio sulla terza in graduatoria. La speranza è di cominciare il 2012 ripartendo da come era finito il 2011, con una striscia di nove vittorie consecutive. Mantenendo questo passo, se non ci saranno cali di rendimento, le prospettive in chiave promozione sembra-

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no assai buone. Dopo l’impegno casalingo di giovedì 12, l’Arci sarà di scena venerdì 20 presso l’Oratorio S. Gaetano per un derby che, a livello di prima squadra, ad Abbiategrasso mancava da qualche anno. Nel fine settimana ritornano in campo le formazioni giovanili. Sabato 14 impegno casalingo per le due squadre Under 14, al giro di boa della prima fase del campionato: alle 15.30 la squadra B ospiterà il Legnano Volley, mentre alle 18 la squadra A se la vedrà con il Motta Visconti. La partita clou del weekend si disputerà però dome-

nica pomeriggio, sempre presso la palestra di via Vivaldi: l’Under 16, reduce da un travolgente girone di qualificazione, affronterà le milanesi del MTV, prima partita del doppio confronto ad eliminazione diretta della seconda fase del campionato. L’Arci, dopo tanti problemi e infortuni, ritroverà la formazione tipo, in una partita che sarà importante vincere nella maniera più netta possibile, per beneficiare di una miglior classifica avulsa in vista dei concentramenti delle fasi successive. Il fischio d’inizio dell’incontro sarà alle 17. Lo spettacolo è assicurato.

Ordine e Libertà  

Giornale di prova

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