La Ragione - Periodico dell'Ordine degli Avvocati di Padova - Luglio 2022

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Periodico dell’Ordine degli Avvocati di Padova Luglio 2022 anno III - n. 1


SOM MA RIO

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Sintesi di un anno difficile

Leonardo Arnau

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17 giugno 2022, la festa dell’avvocatura. Una serata indimenticabile Alessia Casotto

10 Evviva le nuove toghe d’oro Leonardo Arnau

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AIAF Congresso e assemblea nazionale Gloria Bizzotto, Chiara Cattaneo. Assunta Tondini

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Il movimento Forense Padova verso il 10° anno. La politica forense, o la fai o la subisci Antonio Zago, Edoardo Ferraro

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L’avvocatura incontra la città... e incontra se stessa Carolina Brunazzetto

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Marco Pantani: storia di un linciaggio Francesco Rossi

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Il processo tra i banchi di scuola Raffaella Moro In copertina: Monumento “Memoria e luce”. realizzato dall’architetto Libeskind. Un’immagine di Padova non tradizionale.

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Il CDD - Consiglio Distrettuale di Disciplina. Alcune riflessioni Giuseppe Alessio


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Un ricordo per chi non c’è più La redazione

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In memoria di Paolo Marson La redazione

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Il “garibaldino” avv. Alvigini Paolo Alvigini

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Quelli che lo Jusport... Mario Martinelli

Direttore Responsabile Redazione Progetto grafico della testata Grafica e stampa

Mario Liccardo Gloria Bizzotto, Alessia Casotto, Alberto Panazzolo, Giuseppe Pavan, Carola Rossato Massimo Malaguti Grafiche Erredici Srl, Padova Autorizzazione del Tribunale di Padova Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Padova n. 1892


LEONARDO ARNAU

Sintesi di un ann

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 La relazione al bilancio 2021 Tirando le somme di quanto fatto dall’Ordine nel 2021, possiamo dire che il Consiglio si è impegnato per perseguire l’obiettivo di progredire tutti insieme, fiduciosi e, al contempo, consapevoli che le difficoltà si affrontano e si risolvono nella relazione con l’altro, in un necessario dialogo, guardando all’interesse comune il faro del nostro agire sono state alcune linee guida che il Consiglio si è proposto di consolidare sin dall’inizio del quadriennio del mandato che volge al termine e che mi sembra opportuno ribadire: • la consapevolezza che l’Avvocatura è baluardo dei diritti fondamentali dei cittadini (…) garantendo che i diritti di tutti siano tutelati, in maniera equanime, alla realizzazione concreta del principio di uguaglianza • la consapevolezza che “gli avvocati, nel loro ruolo, sono protagonisti dell’amministrazione della Giustizia, direttamente coinvolti nel suo funzionamento e nella difesa della parte assistita” (come autorevolmente affermato dalla Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 23 aprile 2015) • ancora, la consapevolezza che il ruolo e l’indipendenza degli avvocati sono fondamentali per la tutela dei diritti delle persone, tanto nel processo quanto nei contesti extragiudiziali di composizione consensuale dei conflitti

• infine, la consapevolezza che la conoscenza e l’osservanza della deontologia rappresenta la via maestra per preservare la professione forense. Perché, come ricordiamo agli avvocati neoiscritti e ai praticanti con patrocinio sostitutivo che prestano l’impegno innanzi al Consiglio dell’Ordine, osservare l’etica professionale è come guardarsi allo specchio: rispettare per essere rispettati, rispettare gli altri per rispettare se stessi. Ricordo alcuni degli obiettivi che ci eravamo dati quando siamo stati eletti: • quello di elaborare un bilancio sempre maggiormente trasparente, ispirato a criteri pubblicistici, in modo che tutti gli iscritti possano leggerlo agilmente ed avere puntuale indicazione delle singole voci di entrata ed uscita. Credo che da questo punto di vista, significativi e consolidati passi in avanti siano stati compiuti • quello di essere un punto di riferimento per gli iscritti ed espressione di una comunità che non vuole lasciare nessuno indietro; e particolarmente i colleghi che soffrono di questo momento la crisi economica, acuita dalla pandemia, che coinvolge molti di noi • quello di garantire agli iscritti maggiori servizi e servizi di natura e qualità elevata. La pandemia in questo non ci ha aiutati, ma ci siamo impegnati a ridurre quanto più possibile i costi nella convin-


L’attività del Consiglio

no difficile

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zione della sacralità della gestione dei soldi degli iscritti • il tentativo di ridare credibilità, autorevolezza ed anche rinnovata passione alla nostra professione. Naturalmente nel limite delle nostre forze e capacità, ma nella convinzione che questo percorso lo dobbiamo intraprendere assieme, non solo individualmente, ma unitamente alle istituzioni di cui disponiamo. Per riaffermare e continuare ad essere considerati un simbolo, un baluardo, un presidio della legalità. La nostra assemblea arriva senza dubbio nel momento di maggiore crisi di fiducia nella giustizia che la storia repubblicana abbia sin qui registrato. Dagli scandali delle nomine che hanno investito direttamente il Consiglio Superiore della Magistratura, alle sentenze di assoluzione che hanno

smentito teoremi accusatori costruiti su mere ipotesi prive di adeguato riscontro probatorio, l’immagine che il Cittadino ha oggi della Giustizia è senz’altro diversa da quella che aveva trent’anni fa, quando riponeva nei Giudici una vera e propria speranza salvifica Oggi, per la stragrande maggioranza della cittadinanza, la Giustizia non è più quel porto sicuro in cui cercare riparo, ma è divenuto invece un luogo incomprensibile da cui fuggire e restare distanti, regolato da meccanismi imperscrutabili. In questa prospettiva, i quesiti referendari colpiscono alcune aree di criticità del sistema complessivo. È un percorso in salita, che tuttavia per noi è necessario percorrere e riteniamo che l’Ordine possa fare cose rilevanti, assieme alle Associazioni forensi il cui apporto è fondamentale ed al lavoro del Tavolo delle Associazioni che è sempre di supporto e di stimolo per noi tutti Vorremmo che l’ordine non fosse inteso semplicemente come un registro, un albo al quale dobbiamo essere obbligatoriamente iscritti, ma il luogo ideale di riferimento e di servizio per i colleghi e per i cittadini, per tutti coloro che guardano all’istituzione per trovare risposte ai propri bisogni. Scendendo un po’ più nel dettaglio di alcune delle attività svolte dal Consiglio anche attraverso le varie Commissioni di lavoro, segnalo solo alcune: • la gestione estremamente oculata delle risorse finanziarie, assicurate dall’impegno inesauribile del Tesoriere dell’Ordine, Barbara Burla, al quale desidero esprimere tutta la mia e la nostra gratitudine • la scuola che abbiamo ripensato alcuni anni fa, è perno essenziale per il progetto volto a ridefinire la formazione professionale • la fondazione è stata fondamentale

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Sintesi di un anno difficile

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in questo periodo pandemico per le iniziative formative e culturali assunte le specializzazioni (Commissione: Zago, Melinato, Brunazzetto, Furlan, Rossi, Martin e Fratucello, oltre a me) rappresentano e rappresenteranno uno snodo essenziale per distinguerci come professionisti qualificati l’iniziativa l’Avvocatura incontra la città, che ha già avuto interessanti anticipazioni nelle ultime settimane e vivrà il suo clou a settembre e rappresenta il tentativo di trasmettere alla popolazione una immagine diversa dell’avvocato, cioè di una categoria che è capace di spendersi per la collettività siamo stati fra i primi Consigli dell’Ordine ad adottare regolamenti conformi alle disposizioni sulla trasparenza dell’azione amministrativa, in ossequio alle indicazioni provenienti dall’Autorità Nazionale Anticorruzione. Oggi il modello elaborato dall’avv. Stefano Fratucello, quale Piano Anticorruzione è stato utilizzato anche da altri ordini del distretto e del Triveneto, al quale abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza anche in ossequio alle linee guida in materia di antiriciclaggio del CNF. Oggi, con l’approvazione del bilancio si ratifica anche il piano triennale aggiornato che si invita a consultare per segnalare eventuali carenze. Inoltre è sempre disponibile un referente presso l’Ordine per gli adempimenti antiriciclaggio. Non ci sono state segnalazioni che abbiano portato a sanzioni nè amministrative nè disciplinari, ma questo non significa che gli iscritti possano ritenersi esenti da controlli della Gdf la Commissione Informatica - ha organizzato convegni sia in materia civile (“introduzione

all’uso del redattore pct Namirial”) e penale (“Processo penale telematico, evoluzione normativa e applicazioni pratiche”) - ha provveduto alla implementazione della piattaforma telematica cerco/offro, con possibilità di accesso generalizzato anche ai laureandi ed agli studenti universitari - ha partecipato all’attività di redazione del protocollo organizzativo per la celebrazione delle udienze penali, sia telematiche che in presenza, avanti la Corte d’Appello di Venezia - fra i prossimi progetti ha: x la installazione di rete wi-fi accessibile a tutti gli avvocati del foro x la creazione dell’applicazione “Ordine Avvocati Padova” x la stipula di convenzione per l’accesso telematico ai fascicoli penali x la creazione di un’applicazione “salta code” per la gestione delle udienze • la Commissione Parcelle - ha organizzato un convegno dal taglio molto pratico per dare indicazioni su come compilare l’istanza di opinamento e come redigere correttamente le parcelle e soprattutto precisando il


L’attività del Consiglio

Camposampierese – che raggruppa i comuni di: San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Campodarsego, Camposampiero, Villanova di Camposampiero, Villa del Conte, Borgoricco, Massanzago, Piombino Dese e Loreggia – il nostro Ordine ha sottoscritto un protocollo per l’apertura di uno “Sportello del cittadino” presso Villa Querini in Camposampiero, aperto in determinati giorni ed ore, con l’intento di favorire l’accesso alla giustizia da parte dei cittadini, usufruendo appunto di uno Sportello “delocalizzato” ed attivato grazie agli avvocati che si sono resi disponibili • per il Patrocinio a spese dello Stato verrà attivata a breve una nuova piattaforma informatica per la presentazione delle istanze, molto più efficace e snella di quella attuale, e verrà organizzato un convegno per illustrare tutte le novità e le modalità di utilizzo della stessa. Fra le iniziative formative più “innovative” mi piace ricordare: • il Corso di English Law, alla V edizione, oramai un classico • il 1°corso ART LAW in programmazione per fine anno • il futuro Corso per Delegati alle Esecuzioni Immobiliari (seconda Edizione) in programmazione per autunno 2022.

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tema del preventivo - ha fornito le linee guida per la procedura introdotta dal DM 20 dicembre 2021 per ottenere il rimborso delle spese legali sostenute per la difesa in giudizio per gli assolti nel processo penale - quanto alle parcelle relative alle difese d’ufficio alla data del 6.6.2022 i dati erano questi: x richieste presentate anno 2021: totale 30 liquidate 30 x richieste presentate anno 2022: totale 18 liquidate 4 pendenti 14 per quel che riguarda invece le CONCILIAZIONI: x richieste presentate anno 2021: 38; concluse con esito positivo 17, concluse con esito negativo 11, non tenute per indisponibilità 4, ritirate / archiviate 5 x richieste presentate anno 2022: 12, concluse con esito positivo 3 concluse con esito negativo 1, ritirate / archiviate 2 la commissione formazione (composta da 8 membri) nel 2021 ha accreditato 108 eventi (prevalentemente via webinar) organizzati o coorganizzati dall’Ordine; nei primi 6 mesi del 2022 sono stati accreditati 52 eventi di cui 10 in presenza, segno della ripartenza per il Tirocinio sono stati organizzati due incontri all’anno con i tirocinanti, con cadenza semestrale con le indicazioni ed i suggerimenti utili per una corretta redazione e compilazione del libretto di tirocinio forense relativamente alla Biblioteca, l’idea è quella di trasformarla rendendola “digitale” e recuperando, ove possibile, lo spazio fisico per altra destinazione dei locali con la Federazione dei Comuni del

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ALESSIA CASOTTO

17 giugno 2022, la festa dell’avvocatura

Una serata memorabile

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 Nella suggestiva cornice di Villa Foscarini Rossi a Stra, lo scorso 17 giugno l’Avvocatura Padovana ha celebrato i cinquant’anni di attività professionale di 34 illustri colleghi, che hanno dedicato mezzo secolo di onorato esercizio della professione forense al servizio della collettività. Un momento di riflessione e di festa per la comunità forense, che dopo due anni di restrizioni dovute alla pandemia, si è raccolta con entusiasmo ed orgoglio attorno ai professionisti che con tanti anni di impegno e diligenza hanno contribuito a rendere il foro patavino simbolo di eccellenza e virtù professionali. Alla cerimonia hanno presenziato oltre duecento ospiti, tra cui: - la Presidente del Senato, avv. Maria Elisabetta Alberti Casellati (in forma privata, quale consorte di uno dei festeggiati) - il Procuratore della Repubblica, dott. Antonino Cappelleri - il senatore e collega avv. Andrea Ostellari - le rappresentanze istituzionali “padovane” al CNF, all’OCF ed alla Cassa Forense - il Vicepresidente del Triveneto, avv. Domenico Lucarini - il componente dell’ANAC, avv. Paolo Giacomazzo, - i consiglieri padovani del Consiglio Distrettuale di Disciplina - i past president dell’Ordine avv.ti Giovanni Chiello, Lorenzo Locatelli e Francesco Rossi, quest’ultimo anche in veste di presidente della Fondazione Forense. Ed il Sindaco Sergio Giordani ha fatto

pervenire un caloroso messaggio di saluto, letto dal Presidente dell’Ordine Leonardo Arnau al termine del suo intervento che ha preceduto la consegna delle toghe d’oro. Un intervento nel corso del quale, in particolare, Arnau ha giustamente sottolineato come la fiducia del cittadino nella categoria debba necessariamente passare attraverso la garanzia di professionalità, competenza e diligenza, qualità sulle quali la giovane avvocatura deve investire tempo ed energia, guardando all’esempio di chi l’ha preceduta, costruendo giorno dopo giorno le basi di una lunga e prestigiosa carriera. Da rimarcare come la presenza fra gli insigniti del riconoscimento di ben quattro donne sottolinea come Padova, in un’epoca in cui la professione di avvocato era ancora quasi esclusivamente maschile, già si elevasse ad emblema di innovazione e apertura verso la parità di genere.


La cerimonia delle toghe d’oro

Pierluigi Riondato Renzo Salvagnin Luisa Solero Carlo Stella Donatella Tretti Varniero Varnier Giuseppe Zaccaria La breve cronaca della serata non può concludersi senza rappresentare a chi non c’era le toccanti parole, non di rado interrotte da un velo di commozione, pronunciate al momento della consegna del riconoscimento da ciascun premiato: chi per ringraziare i propri mentori e maestri, chi per ricordare aneddoti del passato, chi per esprimere la passione coltivata per decenni nella quotidianità del proprio lavoro. In questo frangente, tra i ricordi e la nostalgia per il passato e le aspettative per il futuro, è emersa in maniera palpabile la dedizione di chi ha consacrato la propria esistenza per la tutela dei diritti e della legalità, facendo del proprio lavoro una vera e propria missione di vita.

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Giorgio Angi Sebastiano Artale Carlo Augenti Giampietro Beghin Gianfranco Beghin Giampaolo Belloni Peressutti Riccardo Benvegnu’ Rodolfo Bettiol Luigi Bezzan Maria Elettra Campagnola Alberto Cartia Giambattista Casellati Antonio Castellini Carlo Cester Sergio Carlo Dal Pra’ Francesco Farini Marsilio Ferrata Luigi Ficarra Salvatore Vito Floresta Vittoria Nicoletta Ghedini Cesare Loi Piero Longo Adalberto Merola Pierluigi Moro Paolo Parpajola Antonio Rampin Livio Rattin

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LEONARDO ARNAU

17 giugno 2022, la festa dell’avvocatura

Evviva le nuove

TOGHE D’ORO laRagione | 10

 Quella di stasera vuole essere, come dicevo, una Festa dell’Avvocatura, attraverso la quale esprimere l’orgoglio per la professione che esercitiamo e sottolineare i valori che ne costituiscono il fondamento, oltreché darci l’occasione per congratularci con i 34 colleghi, che per cinquant’anni hanno onorato, con il proprio lavoro, l’attività forense e la toga che indossiamo. Come ci diciamo spesso, il compito comune che hanno tutti coloro che amano questa professione, è quello di cercare di impegnarsi a farla tornare ad essere autorevole e credibile, nonostante siamo spesso dagli organi di informazione assimilati ai nostri assistiti e confusi con i loro torti (e le loro ragioni), anziché essere considerati un simbolo, un baluardo, un presidio della legalità. È per questo, ad esempio, che il Consiglio partecipa a pieno titolo ai lavori del tavolo promosso, dalla Prefettura, per il contrasto al disagio giovanile, promuovendo incontri presso le scuole padovane secondarie di secondo grado o, ancora, ha di recente proposto ai giovani del Liceo “Don Bosco” la simulazione di un processo penale. Anche così si diffonde la cultura della legalità e si valorizza il ruolo dell’avvocato nella società. Abbiamo bisogno, infatti, di far percepire ai cittadini l’avvocato come un professionista competente, specializzato, che ispira la propria condotta al rispetto

delle regole: a partire da quelle deontologiche che ci siamo dati a tutela degli assistiti. Ma per realizzare questo compito non abbiamo solo bisogno di parole o di enunciare principi. Abbiamo bisogno anche di persone che incarnino i nostri ideali e di esempi, consapevoli che le parole insegnano, ma gli esempi trascinano, per utilizzare una felice affermazione di Sant’Agostino. Necessitiamo tutti di Colleghi come quelli che festeggiamo questa sera, che nella loro ormai cinquantennale attività professionale hanno dato dimostrazione


La cerimonia delle toghe d’oro anche della Presidenza del Tribunale e della Procura della Repubblica) ha istituito alcuni anni fa il premio per il difensore d’ufficio dell’anno; premio poi adottato dal Triveneto ed assunto, successivamente, a livello nazionale dal Consiglio Nazionale Forense. Intendiamo riproporre l’’iniziativa quest’anno per sottolineare la valenza costituzionale della difesa d’ufficio, come ci ha ricordato la stessa Corte o l’avv. Fulvio Croce, ed un avvocato come noi, all’epoca presidente dell’Ordine di Torino, che ha sacrificato la sua vita, ucciso dalle Brigate Rosse per aver voluto garantire un giusto processo ed un difensore anche a chi non lo voleva, I colleghi che sono qui con noi a festeggiare questa sera i loro cinquant’anni di professione sono gli esempi di cui abbiamo bisogno, e che menzioniamo ai neo-avvocati nel corso delle cerimonie dell’impegno solenne. Ci conosciamo tutti, a ciascuno dei festeggiati ci legano ricordi, episodi, pezzi di vita vissuta che condividiamo con loro che sono tutt’oggi in attività ed ai quali chiediamo ora, se lo vorranno, di regalarci una riflessione ed un pensiero.

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concreta, giorno per giorno, di cosa significhi essere avvocato: Dentro e fuori dalle aule del Tribunale. Non può dirsi lo stesso, invece, dell’avvocato che si pieghi a prendere parte a processi celebrati in via mediatica svilendo così il ruolo della giurisdizione, e del difensore, Lo abbiamo ricordato pochi giorni fa, in occasione della prima nazionale assoluta della pièce teatrale “Marco Pantani: storia di un linciaggio”, nell’ambito dell’iniziativa “L’Avvocatura incontra la città” che avrà il suo coronamento a settembre. Abbiamo bisogno di persone come quelle che festeggiamo questa sera che ci ricordano che la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali non può assumere forme e modalità diverse a seconda della nazionalità o del censo delle persone, e non può esserci un silenzio degli innocenti, perché l’umanità abbandonata avrà almeno e sempre la voce dell’avvocatura a propria difesa. Per noi questi sono valori non negoziabili Ed a questo proposito mi piace ricordare come il Consiglio dell’Ordine insieme alla Camera penale (con l’adesione poi

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GLORIA BIZZOTTO, CHIARA CATTANEO. ASSUNTA TONDINI

AIAF

Convegno e assemblea nazionale

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 La pandemia ci ha tenuto sotto scacco per due anni, imponendo limitazioni, tra le altre cose, alla socialità ed agli incontri, sia a livello personale che associativo. Abbiamo vissuto questo periodo abituandoci piano piano ai webinar, ai convegni on line, agli appuntamenti con modalità telematiche, tanto che ora quando ci viene proposto un evento in presenza quasi storciamo il naso. Adesso che l’emergenza è (forse) superata - anche se permane la necessità di precauzioni per limitare i contagi - ed è possibile ricominciare ad uscire e incontrarsi, Aiaf-Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia ed i Minori ci ha dimostrato che la voglia di stare insieme e condividere momenti importanti, come persone e come associazione, è ancora dentro di noi. È stato infatti un grande successo, sia per la numerosa presenza di avvocati da tutta Italia, sia per gli argomenti trattati, il Congresso Nazionale Aiaf che si è svolto a Padova il 20 e 21 maggio di quest’anno. Un congresso a lungo atteso, dopo il rinvio per il lockdown, che ha visto la partecipazione di oltre 350 avvocati provenienti da tutta Italia, oltre che di numerosi magistrati, docenti universitari e personalità del mondo politico. Il primo giorno del Congresso è stato dedicato ad un tema di grande attualità ed importanza, come appariva evidente sin dal titolo: “Riforma della giustizia. Ruolo dell’avvocatura nella tutela dei diritti e delle relazioni familiari”.

ASSOCIAZIONE ITALIANA DEGLI AVVOCATI PER LA FAMIGLIA E PER I MINORI Organizzato come tavola rotonda, svoltasi nella splendida cornice del Palazzo della Ragione, il convegno dedicato alla riforma della giustizia per gli aspetti che riguardano il diritto di famiglia e delle persone ha visto avvicendarsi al tavolo numerosi relatori. I vari Presidenti delle Istituzioni o i loro delegati, dopo aver sottolineato l’attualità dell’evento, hanno ribadito l’importanza di un agire comune tra i vari organi coinvolti, poiché solo nella sinergia sarà possibile dare attuazione alla riforma e far sì che le modifiche legislative si trasformino in un miglioramento del Processo di Famiglia. Dopo i saluti, i primi relatori hanno esposto il Manifesto Aiaf sulla rifor-


Aiaf

la scuola di Alta Formazione in diritto delle Relazioni familiari, delle persone e dei minori “Milena Pini” avv. Francesca Mazzoleni, i nostri Soci hanno discusso e votato il bilancio ed eletto i componenti del Consiglio Direttivo Nazionale, al cui interno sono poi stati nominati i Probiviri, e rinnovate le cariche nazionali di Presidente, Vice Presidente, Giunta Esecutiva, Direttore della Scuola, Responsabile della rivista e Segretario. Con grande maggioranza è stata confermata alla Presidenza di Aiaf l’avv. Cinzia Calabrese, che sarà affiancata dall’avv. Alberto Figone eletto Vicepresidente e dagli avv.ti Federica Di Benedetto, Concetta Gentili, Caterina Mirto, Laura Oboe, Giulia Sarnari, Alessandro Simeone e Valezia Vezzosi, componenti della Giunta Esecutiva. Alla Direzione della Scuola di Alta Formazione e a quella della Rivista Aiaf sono state riconfermate rispettivamente gli avv.ti Francesca Mazzoleni e Giulia Sarnari. A lato dei due eventi principali (convegno e assemblea), numerosi sono stati gli eventi conviviali come la cena di gala, al Pedrocchi, durante la quale i presenti hanno potuto salutarsi e confrontarsi tra loro sulle tematiche attuali, nonché quelli culturali per far conoscere la nostra splendida città ai

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ma del diritto di famiglia, documento nato proprio durante la pandemia, con il quale Aiaf ha chiesto al Governo di apportare modifiche all’attuale normativa in tema di diritto di famiglia e delle persone. Molte delle istanze e dei desiderata di Aiaf sono state recepite nel disegno di legge delega per la riforma del processo civile n. 206/2021, in particolare: - l’istituzione di un giudice unico specializzato, necessario per evitare una frantumazione delle competenze tra diversi organi; - la semplificazione degli atti introduttivi, che dovranno contenere già tutti gli elementi utili e necessari, compresa l’indicazione delle prove, il tutto per una maggiore celerità del processo; - la valorizzazione della figura del Curatore speciale del minore; - l’incentivazione delle adr, in primis la negoziazione assistita. La seconda giornata è stata dedicata all’Assemblea Nazionale elettiva che si è tenuta presso la sala Petrarca del Multisala MPX, gestito dal Centro Padovano della Comunicazione Sociale, in zona Duomo, che ha contato la presenza di 150 associati. Dopo aver seguito le relazioni della Presidente Nazionale avv. Cinzia Calabrese, del Direttore della rivista Aiaf avv. Giulia Sarnari e del Direttore del-

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Aiaf

Convegno e assemblea nazionale

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colleghi fuori sede, come è stato con le visite guidate alla Cappella degli Scrovegni ed ai più importanti monumenti di Padova. L’evento, organizzato da Aiaf Nazionale e Aiaf Veneto, ha visto una forte partecipazione, anche per gli aspetti di accoglienza e logistici, dei soci padovani: un esempio di unità e disponibilità associativa che permette ad Aiaf di continuare come da Statuto a “promuovere il dibattito sulle tematiche della famiglia, della persona e della condizione giovanile, di concorrere con progetti e proposte alle esigenze di miglioramento e di riforma della legislazione familiare e

della giustizia familiare e minorile”; ma ancora, confrontarsi, crescere e formare avvocati in ambito del diritto di famiglia e delle persone nel pieno rispetto degli Scopi statutari, tra gli altri “…favorendo, soprattutto tra le giovani generazioni di avvocati, l’acquisizione di una competenza e di una metodologia di lavoro adeguata alla complessità problemi della famiglia, dell’infanzia e dell’adolescenza, contribuendo di conseguenza al pieno riospetto dei diritti di ogni persona coinvolta in un procedimento giudiziario”.


ANTONIO ZAGO, EDOARDO FERRARO

Associazioni forensi

Il Movimento Forense Padova verso il 10° anno

La politica forense...

O LA FAI O LA SUBISCI

comunque non ritenevano di essere parte attiva, perché pensavano fosse un percorso troppo lungo per portare avanti progetti o idee: al motto di “si sa che i nuovi arrivati e spesso i giovani vengono considerati inesperti”. Eppure pensavamo che tutti questi colleghi, alcuni compagni di università e altri ancora più giovani, erano ormai “rappresentativi” della maggioranza dell’avvocatura, e quindi bisognava dar loro un modo per esprimere la loro voce. Per questo a fine 2013 abbiamo cercato di mettere insieme una decina di questi colleghi facendo loro una proposta molto semplice: “Tutti quanti riteniamo che le cose non funzionino. Invece di parlarne e basta, che dite se facciamo qualcosa per migliorare le cose?”. Temevamo che alla nostra domanda molti rispondessero con le classiche frasi tipo “c’è troppo lavoro da fare”... ed invece siamo stati travolti da idee e proposte da parte di tutti gli amici presenti alla riunione, da quelle più prati-

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 L’esperienza del Movimento Forense Padova nasce nel novembre 2013 in un modo un po’ singolare. Quando ancora esisteva la sezione distaccata del Tribunale di Padova a Cittadella, ci si incontrava alle 6.30 del mattino in coda per le notifiche (passano gli anni, cambiano i luoghi ma restano le code all’ufficio NEP), c’era il tempo di parlare dei problemi della nostra professione: i costi, le difficoltà, le carenze, i tempi lunghi di attesa. Le parole scambiate tra colleghi, siano giovani o meno, con un loro studio o collaboratori di altri, portavano e portano ad un confronto sulle quotidiane difficoltà di una professione che diventa ogni giorno più complessa, sono lo spunto per trovare nuove soluzioni e alternative. Alcuni di questi colleghi sentivano che essere parte di qualcosa di già “predisposto”, ignorando talvolta l’esistenza delle associazioni forensi o non sposandone integralmente il contenuto, molti

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La politica forense...

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che relative alla necessità logistiche del tribunale, fino a quelle più prettamente politiche. Il punto fondamentale che accomunava tutti noi era quello di fare qualcosa di concreto per i colleghi. Ci siamo chiesti da dove partire e si è scelto di fornire ai colleghi di Padova la possibilità di corsi di formazione in tema di processo telematico, che sarebbe diventato obbligatorio nel giugno 2014. Abbiamo scritto un manuale per l’uso

della Consolle Avvocato ed abbiamo tenuto circa 20-25 eventi formativi da febbraio a giugno. Il riscontro dei colleghi padovani è stato eccezionale: oltre ad avere sempre il “tutto esaurito”, molti ordini hanno recuperato la nostra guida (che era stata messa a disposizione di tutti online) e l’hanno proposta ai loro iscritti. Ciò ha portato anche alla possibilità di candidarci, quasi da sconosciuti, alle elezioni dei delegati congressuali per il XXXII Congresso Nazionale Forense di Venezia e di far eleggere due delegati. Da quel momento abbiamo sempre cercato di fornire a tutti i colleghi del Foro degli eventi formativi che potessero tenerli aggiornati sulle novità più recenti. Allo stesso tempo abbiamo fornito gratuitamente guide pratiche e vademecum per la professione, non solo legate al processo telematico. Tutto questo ha portato, nel giro di 4 anni, a far crescere la nostra sezione dai primi 10 iscritti agli attuali 160 iscritti, tutti coinvolti nelle iniziative formative e in un network (tramite i social network, le mailing list e Whatsapp) creato passo a passo e condividere le esperien-


Associazioni forensi

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ze professionali e il know how, al fine di sostenersi a vicenda. Inoltre abbiamo stipulato convenzioni con alcune aziende per la fornitura a prezzi vantaggiosi di software o servizi per i nostri iscritti. Il tutto, sempre nell’ottica che la politica forense deve essere un servizio e soprattutto un modo per aggregare e creare uno “spirito di corpo” in una delle categorie più individualiste che vi siano. Perché il grosso problema, dal punto di vista politico, è che troppo spesso gli avvocati devono (gioco forza) guardare al loro perimetro per affrontare le questioni di ogni giorno, ma rischiano di perdere di vista il quadro complessivo, l’evoluzione della categoria forense dal punto di vista sociale, le problematiche lavorative e previdenziali, nonché le norme che altri ci impongono perché noi siamo disattenti o disinteressati Perché “la politica forense, o la fai o la subisci”. Nel corso degli anni abbiamo riscontrato che questo tipo di atteggiamento e che il lavoro fatto sono stati apprezzati (ancora qualcuno ringrazia per i convegni del 2014), e ciò si è tradotto nella possibilità di contribuire anche come consiglieri dell’ordine e come delegati congressuali: il lavoro istituzionale e

quello associativo sono rette parallele in funzione del sostegno ai colleghi. Non c’è dubbio che la cosa che ci ha dato maggiore soddisfazione è il vedere che la politica forense fatta in modo concreto, come abbiamo cercato di fare, ha portato alla possibilità di incidere positivamente nella vita dei colleghi. Sono passati quasi 10 anni da quei primi incontri: sono entrati alcuni colleghi e sono usciti altri, ma abbiamo sempre cercato di mantenere un alto livello di attenzione per i colleghi. Ci siamo occupati di processo telematico, privacy (andando anche con una nostra rappresentanza al Senato per discutere del GDPR in fase di introduzione), mediazione e ADR, patrocinio a spese dello Stato, monocommittenza e previdenza/assistenza forense: tutte questioni che incideranno nella vita dei colleghi nei prossimi anni. Anche nel periodo della pandemia, abbiamo cercato di fornire ai colleghi servizi e consigli in ordine alle “nuove” modalità di udienza telematica, garantendo un percorso di formazione costante. Movimento Forense Padova sarà sempre una associazione in cui ciascun iscritto con una idea buona e utile può essere liberamente esposta e portata avanti… l’importante è avere la volontà di farlo e farlo bene, anzi per il bene della nostra professione.

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CAROLINA BRUNAZZETTO

L’Avvocatura incontr …e incontra se stessa

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 Dopo la forzata sospensione nel 2021 dovuta alla pandemia, ritorna quest’anno “l’Avvocatura incontra la città”. L’iniziativa, a ben vedere, aveva già “cambiato vestito” nel 2020 quando era stata pensata come la “settimana dell’Avvocatura”, non più, quindi, solo una giornata, ma più momenti e più luoghi nella nostra città per incontrare i cittadini, per far ritrovare i colleghi dopo mesi di forzato isolamento. Quest’anno la proposta si è arricchita di intenzioni. Infatti non vuole essere solo un momento per incontrare i cittadini, ma anche per reincontrarci - in presenza - e affrontare temi di grande spessore e grande attualità, come il testamento biologico o il linciaggio mediatico. Quest’ultimo è stato oggetto di una ghiotta anticipazione a fine maggio, attraverso la rappresentazione della pièce teatrale che ha rievocato la tragica vicenda di Marco Pantani. Ne riferisce a parte Francesco Rossi, che è stato il principale promotore dell’iniziativa Gli altri eventi si svolgeranno a Padova dal 17 al 22 settembre 2022. Quest’anno la rassegna inizia con la giornata della consulenza gratuita che ritornerà a svolgersi, come nelle prime edizioni, nella sede più consona: il Palazzo della Ragione, ove i giudici, fin dal medioevo, con le loro sentenze rendevano ragione ai cittadini. Gli avvocati che vorranno adoperarsi per coprire un turno, ove rendere la consulenza orientativa ai cittadini, potranno prendere contatti con la segreteria dell’ordine per indicare il proprio

settore di competenza e partecipare, così all’incontro prodromico ove verranno esposte le indicazioni operative e deontologiche. Le aree di consulenza individuate sono le seguenti: Diritto penale; Diritto amministrativo; Diritto tributario; Persone e famiglia – Successioni; Diritti reali; Obbligazioni e contratti; Diritto del lavoro e previdenza; Responsabilità civile; Loca-


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ra la Città

Da segnalare che il pomeriggio del 20 settembre sarà proposto un seminario dal titolo “Le intelligenze artificiali, la giustizia e i diritti umani” organizzato con l’importante apporto della Università di Padova, della Fondazione Forense e di Magistratura Democratica. Discuteranno sul tema Giuliana Civinini (Presidente del Tribunale di Pisa), Teresa Numerico (professoressa di Filosofia della comunicazione all’università Roma Tre) e gli avvocati Fulvio Gianaria e Alberto Mittone (autori fra l’altro, della pubblicazione “L’Avvocato nel futuro”) coordinati da Enrico Pagliarini, giornalista di radio24. L’iniziativa della settimana dell’Avvocatura è nata dal forte desiderio di rappresentare- anche alla cittadinanza padovana - l’impegno sociale di cui è capace l’Avvocatura, non solo per rivendicare il ruolo essenziale dell’Avvocato nella tutela degli interessi e dei diritti dei cittadini, a partire dai soggetti più deboli, ma anche per sottolinearne il ruolo sociale e costituzionale. Sono diverse occasioni per incontrarsi, per riflettere sull’etica della nostra professione e per sottolineare a gran voce il ruolo sociale dell’avvocato.

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zioni; Procedure esecutive e concorsuali; Diritto societario e dell’impresa; Diritto Bancario; Tutela del Consumatore; Privacy e diritto della rete; Sportello Donna. Nell’ottica di aprirsi alla cittadinanza, nella stessa giornata sarà possibile per gli avvocati e per i cittadini, partecipare gratuitamente al tour per le vie del centro, guidato dal dott. Pietro Casetta, giornalista, della durata di un’ora e 30 circa con partenza dal palazzo della Ragione alle 10:00 e alle 11:30 (circa 25 posti disponibili per ciascun tour con indicazioni per l’iscrizione che saranno comunicate in prossimità dell’evento) Il 21 settembre l’avvocatura e le sue associazioni forensi incontreranno i giovani nelle aule del Tribunale alle ore 15.00 per parlare della dimensione comunitaria della professione, l’impegno costante per la formazione e l’informazione giuridica. Vengono proposti, infine, agli avvocati e ai cittadini due eventi con temi che impongono una riflessione importante, non superficiale: il tema del fine vita e quello del linguaggio. Nel vecchio Tribunale della città, oggi spazio aperto al dibattito e quindi tangibile rappresentazione del cambiamento, il film di Marco Bellocchio “La bella addormentata” (2012) aprirà le porte al tema del fine vita, che verrà magistralmente affrontato con la presenza di Marco Cappato, Associazione Luca Coscioni, promotore del Congresso mondiale per la libertà di ricerca e della campagna Eutanasia legale. La settimana dell’avvocatura chiuderà

con il convegno al centro culturale San Gaetano “l’uso delle parole nel diritto” perché il cambiamento, quello profondo, inizia anche dalla attribuzione di nuovi significati ad elementi lessicali esistenti.

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FRANCESCO ROSSI

Marco Pantani: storia di un linciaggio

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 Si terrà nella settimana compresa fra il 17 e il 22 settembre 2022 quello che è ormai divenuto un appuntamento tradizionale per Padova, ossia “L’Avvocatura incontra la Città”. Abbiamo ritenuto di far precedere la settimana dell’Avvocatura dallo spettacolo teatrale “Marco Pantani Storia di un linciaggio” il cui autore è Andrea Maioli e che è stato rappresentato lunedì 23 maggio 2022 presso il teatro MPX dalla Compagnia di Emanuele Montagna, direttore della Scuola Teatro ai Colli di Bologna. Rappresentazione, cui hanno assistito oltre 400 persone, la maggioranza delle quali semplici cittadini. Abbiamo scelto di rappresentare la storia e il dramma di Marco Pantani perché egli rappresenta, certamente, una delle vittime più emblematiche del cosiddetto processo mediatico. A prescindere, infatti, dalle circostanze in cui è avvenuta la sua scomparsa, Marco Pantani è stato letteralmente linciato sulla base di giudizi precostituiti ed elaborati nonostante qualsiasi ricostruzione oggettiva dei fatti. È la storia di molti, semplicemente oggetto di indagini, ma già considerati colpevoli sulla base di “processi” celebrati sui social o nei talk show, “processi” dai quali esce, per chi ha a cuore la tutela dei diritti di ciascuno, un messaggio devastante: quello per cui i processi veri non servono - visto che la verità è già stata rapidamente accertata da presunti esperti nell’ambito di un dibattito che ha come protagonista il popolo - con l’allucinante conseguenza per cui, quando in

esito al processo svoltosi nel contraddittorio delle parti e davanti ad un giudice terzo viene accertata l’innocenza della persona, il nuovo colpevole diventa il giudice stesso, reo di averla assolta senza ascoltare il giudizio inoppugnabile che era già stato espresso. Non abbiamo certo voluto speculare sulla figura di Marco Pantani, né avevamo o potevamo avere alcun interesse in questo senso. Ci dispiace che la famiglia abbia davvero male inteso le finalità dell’iniziativa e credo che se avesse assistito allo spettacolo si sarebbe certamente ricreduta. Come detto, per noi Marco Pantani è un simbolo di coloro che hanno vissuto sulla loro pelle gli effetti di un processo celebrato solo in via mediatica e questo è stato il senso dello spettacolo. Certo gli autori dello spettacolo non potevano in alcun modo aderire a questa o a quella prospettazione in ordine alle circostanze che hanno portato al decesso di Marco Pantani. Non è questa la loro funzione né è questo certamente il nostro intendimento. Anche perché se così non fosse, avremmo commesso lo stesso imperdonabile errore di coloro che pensano di ricostruire la verità dei fatti fuori dall’unico luogo deputato a farlo, ossia le aule di Tribunale. Ma nello splendido spettacolo di Emanuele Montagna e nei testi di Andrea Maioli non vi è stato, in fondo, solo questo. Parlando di Pantani e del ciclismo hanno rappresentato una metafora della vita di ciascuno di noi. “Il momento più


Lo spettacolo teatrale

bello non è quando vinco, ma quando stacco tutti in salita…io vado, vado su, non mi faccio intimidire dalla parete verticale e non ascolto la parte del cervello che mi dice ‘non ce la puoi fare,

stavolta è troppo dura anche per te…’.. Sono Marco Pantani, il Pirata e ho scalato le montagne per abbreviare la mia agonia…”.

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RAFFAELLA MORO

Il processo

tra i banchi di scuola  Il 28 maggio 2022 si è tenuto il secondo appuntamento dell’iniziativa L’Avvocatura incontra la città (che avrà il suo clou a settembre), dal titolo L’Avvoca-

tura incontra gli studenti delle scuole superiori: processo simulato. Alla base, la convinzione della rilevanza di sensibilizzare i giovani alla cultura della legalità fin dall’età scolare: convinzione condivisa e supportata dall’Istituto Don Bosco di Padova nelle persone del Preside Dott. Andrea Bergamo e della Prof.ssa Marianna Santinello. Il progetto si è dunque articolato in due fasi: da un lato, un ciclo di incontri con alcune classi superiori dall’altro, la realizzazione a scuola di un processo penale simulato dagli studenti. In altri termini, si è cercato di offrire ai ragazzi un panorama sul significato della giurisdizione come luogo di tutela dei diritti e di accertamento dei fatti nel contraddittorio tra avvocato e pubblico ministero di fronte al giudice terzo. Il confronto e lo scambio con gli stessi ha fatto emergere come l’idea di processo dominante sia quella sostanzialmente televisiva, mediatica: la possibilità di vedere e leggere degli atti processuali veri ha stimolato pertanto molte domande, sintomatiche di un interesse serio e non superficiale verso l’argomento. Con due classi, la IV B dell’indirizzo di scienze applicate e la IV C dell’indirizzo linguistico, si è poi fatto un ulteriore passaggio: quello cioè di tradurre quanto detto in un’esperienza concreta


Esperimento scolastico

EDUCARE ALLA LEGALITÀ Riflessioni della prof. Marianna Santinello, animatrice dell’iniziativa all’interno dell’istituto scolastico che ha ospitato l’evento (estratto)

attraverso la riproduzione dell’attività di udienza. A ciascuna classe è stata sottoposta la sentenza relativa ad un caso realmente accaduto (uno in materia di furto in abitazione e lesioni personali, l’altro in tema di incendio e furto di energia

mente alla gravità delle conseguenze giuridiche delle azioni umane, allorché si pongano in contrasto con il dettato della legge. Tra le diverse finalità e tra i molteplici obiettivi che ci si era prefissi mediante la realizzazione di tale progetto si possono sicuramente enumerare: - L’accrescimento e la diffusione della cultura della legalità - l’accettazione consapevole delle regole sociali e delle norme giuridiche - Lo studio delle istituzioni e delle leggi che garantiscono i diritti - La comprensione del concetto di imputabilità - La conoscenza dei fattori macrosociali che agiscono da antidoto alla criminalità - La promozione di pratiche di mediazione dei conflitti sociali, di educazione alla convivenza e della coesione sociale. L’iniziativa si è dimostrata oltremodo significativa e gratificante non soltanto per gli alunni coinvolti, ma altresì per il Dirigente Scolastico dell’Istituto Don Bosco, per la docente Marianna Santinello che ne ha curato la realizzazione e per le famiglie che hanno sostenuto i ragazzi nella partecipazione.

elettrica) e gli studenti – dopo essersi ripartiti le parti “processuali” – hanno rielaborato autonomamente l’occorso per costruirvi intorno i vari ruoli del difensore, del giudice, del pubblico ministero, degli imputati, delle parti civili, dei testimoni. E ciò altresì dimostrando

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L’Istituto “Don Bosco” in Padova ha inserito, già da diverso tempo, tra le materie curriculari negli indirizzi scienze applicate e liceo linguistico, lo studio delle materie di diritto ed economia. Tale fortunata introduzione prevede che nella programmazione annuale prevista per le classi quarte vengano analizzati i principali organi e poteri del nostro ordinamento; ed è stata la volontà di attribuire un taglio pratico all’apprendimento delle nozioni basilari in merito alla giurisdizione, specificamente per quanto attiene alle varie fasi del procedimento penale, che ha dato genesi al “Processo simulato”. (….) Il fruttuoso esito di questo percorso è stato indubbiamente determinato dall’entusiasmo degli allievi, dal sostegno dell’Istituto Don Bosco e dalla pregevole collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Padova, che ha accolto con favore l’iniziativa. L’Avv. Raffaella Moro ha messo a disposizione con grande gentilezza la sua spiccata professionalità, accompagnando passo dopo passo gli alunni nello studio degli stadi del processo penale; il suo prezioso intervento durante la simulazione ha reso quanto più realistica e pregnante possibile questa esperienza, incrementando la consapevolezza dei ragazzi relativa-

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Il processo

curiosità e voglia di capire la liturgia processuale. Per volontà del Preside, la simulazione è avvenuta durante l’orario scolastico proprio a significare la valenza formativa del progetto. E così sabato 28 maggio dalle ore 8.00 presso il Teatro Don Bosco, indossando le toghe dopo il saluto del Presidente Arnau, gli studenti hanno assunto le vesti processuali, talora anche improvvisando nella effettiva dimensione dialettica venutasi tra loro a creare. È stato gratificante per tutti i presenti vedere i ragazzi dibattere con passione tra loro, gli “avvocati” controesaminare

Esperimento scolastico

i testi dell’accusa e discutere, i “giudici” richiamare all’ordine l’aula e dare lettura delle sentenza, i “pubblici ministeri” esaminare gli imputati, le “parti civili” e gli altri “testimoni” deporre. Per gli studenti non è stata infatti una mera recita, bensì lo strumento per prendere contatto col “mondo giustizia”. Strumento che il Consiglio e la Fondazione intendono trasformare da progetto pilota ad una forma di proficua collaborazione con l’ambito scolastico, nella persuasione che anche l’Avvocatura possa e debba dare il suo contributo all’educazione alla legalità.


GIUSEPPE ALESSIO

Il CDD - Consiglio Distrettuale di Disciplina

Alcune riflessioni

esaminare avendo cura di archiviare gli esposti manifestamente infondati o relativi a vicende bagatellari o promossi con evidenti finalità meramente strumentali. Abbiamo prestato però da subito particolare attenzione sia alle componenti oggettive delle singole condotte esaminate (idonee a ledere la dignità ed il prestigio dell’Avvocatura), che a quelle soggettive, vale a dire alla volontarietà delle condotte esaminate. Per fare tutto questo sono state create le singole Sezioni, sono state avviate le istruttorie (che io ho svolto presso la sede del nostro Consiglio), redatte le relazioni, avviati i procedimenti, massimate le decisioni, che sono state quindi inserite nel sito nel frattempo realizzato così da consentirne ai Colleghi la consultazione. Ovviamente tenendo sempre d’occhio le decisioni e le massime del C.N.F. e delle Sezioni Unite. Per farla breve, alla fine del primo quadriennio il C.D.D. del Veneto è stato annoverato, dal C.N.F., tra i più prolifici, essendo risultato secondo solo a quello del Distretto di Milano. x Il secondo quadriennio ha poi visto l’ingresso di nuovi Consiglieri, che

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 A breve inizierà l’ultimo semestre del doppio incarico quadriennale che mi ha visto partecipare, su elezione del nostro C.O.A., al Consiglio distrettuale di disciplina del Veneto. Due le riflessioni che mi vengono suggerite da questa circostanza: l’una che guarda al passato, l’altra al futuro. 1. Guardando indietro, a otto anni fa ed all’esperienza che da allora è seguita sino ad oggi, il pensiero corre ad un gruppo di Avvocati, che, nominati dai C.O.A. dei sette Fori veneti, rappresentavano un’istituzione forense divenuta, in forza delle previsioni contenute nella nuova Legge professionale da poco entrata in vigore, la più importante a livello distrettuale, perché chiamata a giudicare la condotta dei Colleghi appartenenti ai detti Fori, fornendo allo stesso tempo, con le proprie pronunce, precise interpretazioni delle regole deontologiche. x Per poter svolgere la delicatissima funzione che era chiamato ad espletare, quel gruppo di Avvocati aveva evidentemente la necessità di poter disporre di una struttura che andava creata ex novo, dandosi anche regole più puntuali rispetto alla disciplina dettata in materia dalla nostra nuova Legge professionale e dal Regolamento n. 2/2014 del C.N.F. Così cominciammo dandoci via via regole nuove (come il Regolamento per l’accesso agli atti, che fummo i primi ad introdurre); individuando ed allestendo in Venezia la nostra sede ed attivando un gestionale per far fronte alla massa di fascicoli (oltre cinquemila!) affluiti dai singoli C.O.A. del Veneto. e che si iniziò ad

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Alcune riflessioni tra un amarcord ed una speranza

tra un amarcord ed

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si sono aggiunti a quelli (la maggioranza) riconfermati e che si sono ben inseriti in una struttura il cui funzionamento era già ampiamente collaudato. Circostanza, questa, che ha consentito al nostro C.D.D. di funzionare al meglio anche nel periodo segnato dal Covid che ha comportato un rallentamento rilevante nei dibattimenti, ma le Sezioni hanno continuato ad operare avvalendosi, al pari degli Istruttori, delle piattaforme digitali. In questo contesto ho svolto l’attività sia di Presidente di Sezione che di Istruttore, che di relatore di dibattimenti: ruoli che mi hanno consentito di esaminare e valutare le singole vicende sottoposte al vaglio della Sezione di cui ero componente sotto diversi punti di vista; e tutti hanno concorso ad arricchire la mia esperienza professionale, peraltro in contesti operativi caratterizzati

da ottimi rapporti, consolidatisi nel tempo, con gli altri Consiglieri. 2. Due considerazioni, guardando al futuro, per i nuovi componenti del C.D.D. x La prima è che l’elezione al C.D.D. non va considerata e vissuta come un punto di arrivo, quanto piuttosto punto di partenza di una nuova esperienza professionale, destinata ad aumentare il bagaglio di conoscenze in tema di regole, principi ed accadimenti; ma richiede perciò entusiasmo, impegno e molto, molto tempo da dedicare. Si tratta, invero, di svolgere una funzione delicatissima, che richiede un giusto mix di varie componenti che vanno da una buona conoscenza del diritto, integrata da un’altrettanto buona casistica (essendo l’una e l’altra molto spesso necessarie per una corretta valutazione delle sin-


Il CDD - Consiglio Distrettuale di Disciplina

una speranza mente - non poche difficoltà legate al fatto che questa volta il ‘ricambio’ sarà davvero massiccio, essendo rieleggibili solo otto degli attuali trentasette Consiglieri, con ovvie ricadute sul piano della continuità nel funzionamento della struttura, in quanto l’operatività del Consiglio si avvale oggi anche di una serie di regole non scritte che i componenti uscenti si sono dati nel corso degli anni e che sarà verosimilmente difficile tramandare con immediatezza. Questa situazione - e le difficoltà che temo ne deriveranno - sono figlie, a mio modo di vedere, di una norma che considero sbagliata: vale a dire quella che lega l’ineleggibilità al consecutivo protrarsi di due quadrienni. Più precisamente ritengo che l’errore consista non nella ineleggibilità dopo tot anni - che “ci sta” - quanto nel fatto che l’arco temporale cui essa è collegata (otto anni) dovrebbe potersi frazionare in periodi più brevi del quadriennio; per se fossero più contenuti (ad esempio biennali) i singoli ricambi, succedendosi con maggiore frequenza, potrebbero interessare, di volta in volta, un minor numero di componenti. Sono però certo che l’entusiasmo, la disponibilità, la serietà, il desiderio di continuità e l’intento collaborativo di quanti si apprestano a candidarsi e farsi nominare nel prossimo CDD consentiranno senz’altro, ai nuovi Colleghi che subentreranno, di superare la difficoltà prospettata. A loro formulo già sin d’ora un vivo augurio per un proficuo lavoro.

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gole vicende da esaminare) ad un buon grado di sensibilità (spesso necessaria per percepire e ponderare correttamente la personalità dell’attinto/incolpato) per valutare il grado della colpa e l’intensità del dolo e, più in generale, i vari elementi da considerare specie ai fini dell’applicazione della sanzione. Ed a ciò deve aggiungersi una buona conoscenza, oltre che delle regole deontologiche, dell’applicazione che ne viene fatta dal C.N.F e dalle Sezioni Unite e dei principi da loro affermati su questioni importantissime (penso, per tutte, alla prescrizione). A quest’ultimo proposito l’auspicio che non posso non ribadire in questa sede è che, con il tempo, vengano stabilmente organizzati a livello locale o, preferibilmente, distrettuale - dei corsi di formazione continua (se non addirittura una sorta di ‘scuola’) di deontologia e delle regole comunque attinenti alla gestione del procedimento disciplinare che valgano a formare i futuri componenti del C.D.D, poiché solo in tal modo chi tra di noi dovesse avere l’avventura (o, meglio, la sventura) d’essere attinto da un esposto deve avere la certezza di potersi confrontare, sulla vicenda che lo vede protagonista, con Colleghi che sono divenuti componenti dell’organo di disciplina domestica non per ‘lustrare le proprie medaglie’, ma perché dotati delle competenze, della preparazione e delle capacità necessarie. x La seconda considerazione è che i nuovi componenti del C.D.D. incontreranno all’inizio - temo inevitabil-

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Un ricordo per chi non c’è più  Nel corso degli ultimi 12 mesi ci hanno lasciato per sempre alcuni Colleghi. A tutti loro va il nostro commosso ricordo, segnalando che come Consiglio cerchiamo sempre di essere presenti anche alla cerimonia funebre perché abbiamo visto come sia importante la nostra vicinanza. Ma proprio per questo invitiamo anche coloro che quel collega conoscevano bene e si sentano di farlo, ad inviare un sia pur breve pensiero, che vedremo nei limiti del possibile di pubblicare su questo nostro magazine “La Ragione”: sarà un modo appunto per condividere il lutto e trarre insegnamento da Colleghi che hanno onorato la professione laRagione | 28

AVVOCATI DECEDUTI ANNO 2021 e 2022 (alla data dell’assemblea 7 giugno ’22) 2021 Giuseppe Maffei Claudia Dalla Libera Enzo Conte Sergio Oreffice Luigi Prandi Fabio Borile Marco Pesce Giovanni Manera 2022 Gabriele Berti Bruno Fratucello Antonio Tonzig Andrea Vianello Chiara Schiavinato Barbara Trivellato Paolo Marson


Lutti

In memoria di

Paolo Marson (estratto intervento commemorativo del Presidente dell’Ordine il 13.05.2022)

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Paolo è stato un avvocato di cui tutti noi dobbiamo essere fieri, perché, per doti professionali ed umane, ha incarnato il paradigma di ciò che un avvocato dovrebbe sempre essere. Un avvocato libero, indipendente, orgoglioso della sua professione e consapevole dell’importanza fondamentale del proprio ruolo. Un professionista competente, caparbio, scrupoloso, ma umile e riservato, mai superbo o altezzoso. Per questo la scomparsa dell’Avvocato Paolo Marson rappresenta una vera ferita per l’intera Avvocatura padovana. Paolo, tra i fondatori della Camera penale di Padova nel 1987, è stato un esempio per molte generazioni di Colleghi, nei quasi quarant’anni di esercizio della professione. Un Avvocato appassionato, competente, sapiente, come amava sottolineare il maestro Franco Antonelli. Un vero signore, che indossava la toga come una seconda pelle, pienamente consapevole dell’importanza costituzionale del nostro ruolo, a difesa e presidio dei diritti dei cittadini. Possiamo dirlo con convinzione e gratitudine: Paolo Marson è stato un grande Avvocato. È a persone come lui che dobbiamo rifarci, quando diciamo di volerci tutti impegnare per rendere nuovamente credibile ed autorevole la nostra professione. D’altronde, Sant’Agostino diceva che le parole insegnano, ma l’esempio trascina. che al suo esempio sappiano ispirarsi tutti i giovani che si apprestano a svolgere la nostra splendida professione. Grazie davvero Paolo e buona strada!

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Il “garibaldino” av

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PAOLO ALVIGINI, genovese di nascita è noto avvocato del Foro Padovano. Particolarmente dedito al diritto immobiliare e condominiale (autore di parecchie pubblicazioni in materia). È stato anche molto attivo nell’associazionismo forense ed anche docente in corsi di formazione. Attualmente Direttore del Centro Studi ANACI della Regione Veneto. Si è dilettato nello scrivere – oltre a testi di diritto - saggi, racconti, componimenti poetici e... “goliardici”.

 D: Dopo “Nello Studio dell’Avvocato”, ecco “Il Veneto Garibaldino”; sembra quasi che, di punto in bianco, lei abbia deciso di dedicarsi alla letteratura. R: La mia passione per carta ed inchiostro è in realtà antica. Mi è sempre risultato gratificante lo scrivere: dalle brevi storielle da recitarsi in occasione degli eventi teatrali al liceo, al bollettino parrocchiale, ai manifesti goliardici. Insomma: quando c’era da scrivere, sono sempre stato in prima fila. D: Questa passione si è poi concretizzata in qualcosa di più? R: Ho partecipato, con soddisfazione, a

concorsi letterari di poesia e di narrativa e, nell’anno 1973, con l’indimenticato amico Dino Durante, si è pubblicato un libro di canzoni goliardiche dal titolo “Bacco Tabacco e Venere”, poi rivisitato e rieditato nel 1995 con il titolo “La Mona delle Galine”. Ed è proprio ad una nuova pubblicazione sulla goliardia patavina che sto lavorando in questi mesi, sperando di riuscire ad editarla nell’800 Anniversario dalla fondazione del nostro Ateneo. D: E il diritto? “Da Avvocato”, che testi sono stati dati alle stampe? R: In effetti ho dato corso a numerose pubblicazioni e monografie, soprattutto


avvocati scrittori

vv. Alvigini

situazioni che ben potessero far capire, anche a chi non è addetto ai lavori, cosa comporti “fare l’avvocato”. D: Invece l’ultima fatica, “Il Veneto Garibaldino”, a chi è rivolto soprattutto ?... R: Questo volumetto l’ho voluto dedicare a tutti i garibaldini di ieri, di oggi e di domani, ossia a tutti coloro che non solo hanno il coraggio delle proprie idee, ma che sono anche pronti a difenderle. Giuseppe Garibaldi è un personaggio unico nella storia, che tutto il mondo ha ammirato e ricorda. Mi sono limitato a tracciare la sua presenza e i suoi lasciti nella nostra Regione, raccogliendo testimonianze lapidee, monumentali, raccontando episodi, leggende, citando e documentando il grande contributo che il popolo veneto ha fornito all’epopea risorgimentale. D: Un testo storico dunque. R: Non proprio. Non sono certo uno storico, ma era giusto che i giovani veneti d’oggi avessero modo di sapere come fu conquistata la libertà e come fu creata l’Italia. Solo un modesto contributo a riguardo, nulla di più.

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in argomento “Condominio degli edifici”, editate con Giuffrè e Buffetti e poi con Anaci. A questo si aggiungano articoli ed interventi su quotidiani e riviste specializzate, continuativamente nel corso di circa 40 anni. D: Arriviamo a “Nello studio dell’Avvocato” pubblicato 2 anni fa con Mazzanti Editori. R: Con quel tomo ho ritenuto di dire la mia sul tema della giustizia in generale e sul ruolo e sulla figura dell’Avvocato in particolare. Sentivo forte la necessità di consegnare ai Colleghi più giovani, ma anche a tutti i cittadini, il frutto di tanti anni di professione, anche raccontando episodi e

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MARIO MARTINELLI

Quelli che

lo Jusport...

 Dopo tre lunghi anni, lo scorso venerdì 27 maggio, Jusport Padova ha riproposto la (prima) consueta festa annuale, comprensiva di Assemblea associati per rinnovo Presidente e Consiglio Direttivo. Nel 2016 avevo ricevuto i Sancta Sanctorum della Jusport dalla Presidente Adina Zanin e adesso mi appresto a consegnarli alla neo Presidente Fulvia Baccos. Alla nuova Presidente auguro i migliori successi ed in particolare – essendo già stato uno dei miei primari obiettivi - di riuscire a coinvolgere molte delle Colleghe sportive o loro amiche, che faticano a ritagliarsi un piccolo spazio da dedicare alle nostre attività ricreative, culturali e sportive. Per brevità, anziché fare qui un elenco delle cose fatte, vi dico che di questi miei sei anni di Presidenza vi è “traccia” nel sito (www. jusportpadova.it). I miei più sentiti ringraziamenti vanno a Tutti i Consiglieri che mi hanno supportato e sopportato: dal Segretario Andrea Valerio, al Tesoriere Marco Cappellari, al padre di tutti noi, nonché costituente Francesco Abate, agli storici Renato Cerboni e Fulvia Baccos, ai Consiglieri di prima nomina Luca Marchetto, Sabrina Breda, Giuseppe Pavan, Paolo Zorzi, Federica Banfi. A loro aggiungo Francesco Todeschini, responsabile del sito e della squadra basket.

Non ci siamo fatti mancare nulla. Come la celebrazione del 50° Jusport al Ristorante Biri ed i Campionati Nazionali di ciclismo by Andrea Valerio e ciclisti togati. E val la pena di rammentare che l’ultima organizzazione da parte del Foro Patavino del Campionato Nazionale Forense di Ciclismo risale al lontano 2008. Senza dimenticare gli eventi culturali (mostre Mirò e Ligabue con visite guidate) e i convegni di diritto sportivo.

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Ma soprattutto, ed ahimè, ci tocca ricordare la sciagurata pandemia e la perdita di cari amici, fondatori e Colonne della Jusport - Renzo Mescoli e Enzo Conte su tutti – ed ora c’è pure la guerra non troppo lontana da noi…. Oggi si abusa dei sostantivi resilienza e ripartenza, ma per noi la festa dello scorso 27 maggio, senza mascherine, è stata una vera e propria liberazione con tanto di musica, danze e premiazioni ai molti campioni italiani presenti all’evento: calciatori, ciclisti, sciatori, tennisti. Non da meno rugbisti, velisti, podisti, cestisti, pallavolisti, schermidori, golfisti. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il determinante sostegno del Consiglio dell’Ordine con la costante disponibilità a dare spazio e valorizzare le nostre iniziative in una crescente e sempre più fruttuosa collaborazione. Per l’intero Consiglio ringrazio di cuore il Presidente Leonardo Arnau e il Vicario Ettore Busi. Saluto dunque la fine della mia Presidenza e do il benvenuto alla nuova Presidente Fulvia Baccos. A modo mio, scimmiottando il Grande Jannacci: Quelli che! …se me lo dicevi prima, sarei venuto quelli che… chi te lo fa fare quelli che… ma ogni tanto lavori? quelli che, passando per Dueville, esclamano “città natale di V. G.” e subito dopo forano la gomma posteriore quelli che, per la semifinale, vengono prelevati e caricati in auto durante il proprio matrimonio quelli che erano testimoni al matrimonio del fratello e subirono la stessa sorte quelli che, dopo un acquazzone, entrano in campo con maschera, boccaglio e pinne quelli che sul traguardo si alzano dalla bici, mani al cielo, e vengono superati dall’avversario quelli che dopo tre balzi a rana ci scappa il vomitino

quelli che, lanciati sulla fascia e in seria difficoltà nella corsa, si sentono dire “ Ghe rìveo o no ghe rìva?” quelli che non hanno mai imparato a battere le rimesse laterali quelli che sono ancora convinti di saperlo fare quelli che chiedono cosa ci guadagno se mi iscrivo alla Jusport quelli che, un minuto prima del fischio d’inizio, chiedono delle forbicine per le unghie quelli che si meravigliano “Ho le vescichine” usando le scarpe da calcio nuove quelli che a Nizza entrano in campo con i Ray-ban scuri quelli che a Barcellona vengono abbracciati e derubati al grido “ Mi idolo Roberto Carlos” quelli che si presentano all’esame scritto di avvocato senza aver sottoscritto la domanda di ammissione e vengono cacciati

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Avvocati sportivi

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“coram populo” quelli che nella relazione di fine pratica forense evidenziano con particolare orgoglio la loro militanza nella squadra di calcio Jusport e costringono l’allora Presidente del Coa a stigmatizzare l’increscioso accaduto quelli che si dimenticano i pantaloni in spogliatoio quelli che alla discussione di laurea, dopo una tesi in un mese e mezzo, raffazzonata al solo fine di poter partecipare al campionato nazionale forense, vengono incoraggiati dal relatore “…Almeno segni tanti goal per la Jusport!” quelli che lo sport non è leggere la gazzetta, ma indossare una maglia sudata quelli che…in semifinale arrivano gli ufo e giocano al posto nostro quelli che non mi importa se perdiamo, basta che io giochi quelli che vengo al 90% …che vengo se ne ho voglia….che vengo di sicuro, ma non vengono mai quelli che lo aspettano e imprecano quelli che al Mondiale di calcio Mundiavocat 2008, durante le premiazioni finali ed al microfono, si complimentano con gli avvocati che

per 9 giorni sono diventati calciatori e (polemicamente) coi calciatori (fuori regola e infiltrati n.d.r.) che per 9 giorni sono diventati avvocati quelli che ci hanno lasciato, ma non ci lasceranno mai quelli che la Jusport è sempre e comunque davanti a tutto e tutti. A tutti “quelli”, grazie ancora per essere gli artefici della nostra storia.

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