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ORDINE DELGI ARCHITETTI PIANIFICATORI PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLE PROVINCE DI NOVARA E VCO COMUNE DI NOVARA novarArchitettura 2.0.13

con il patrocinio di

Con il supporto del Presidente e del Consiglio

Autori:

Referenze iconografiche:

dell’Ordine degli Architetti P.P.C. delle province di

Roberto Angelini

Le foto sono state fornite dai progettisti senza specifiche

Novara e VCO

Laura Apollonio

relative agli autori.

Asilo Bianco

Le immagini relative al progetto presentato da Gavinelli

Paolo Monsù

Lorenza Bellini

Architettura (pag. 55) sono di Adriano Pecchio.

Pier Luigi Benato

Manuela Bagnati

Le foto di pagina 131 sono scatti realizzatti da Gabriele

Paolo Beltarre

Basilico, le stesse sono state esposte in occasione della

Pierluigi Benato

mostra “Ripensare Novara”.

Elena Bertinotti

L’Editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali

Mirko Bertinotti

non è stato possibile comunicare, nonché per eventuali

Fabrizio Bianchetti

omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti e/o delle

Manuela Bianchi

foto.

Da un’idea di: Lorenza Bellini Paolo Beltarre Ruggero Biondo Raffaella Fava Anna Fornara Davide Gavinelli Daniele Moro Ruggero Mossotti Gabriela Nava Marcello Tomei

Ruggero Biondo Ezio Bogogna

Stampa:

Paolo Bonetti

Italgrafica S.r.l. Novara

Diego Castano

I testi di vederearchitettura sono a cura degli architetti che

Rino Cimmino

hanno presentato i singoli progetti. I testi pervenuti relativi

Luigi Colombo

ai progetti pubblicati non conformi rispetto a quanto

Comitato d’amore Casa Bossi

riportato nella specifica modulistica sono stati ridotti e

Laura Delfino

modificati.

Fernando Delmastro

Miriana Bonello

Raffaella Fava

Maria Chiara Cecchetto

Luigi Ferrari

Corrado Gavinelli

Maria Carla Fizzotti

Alessandra Ferrari

Asterio Fontana

Tomas Ferrati

Anna Fornara

Barbara Finotti

Francesca Garagnani

Francesca Garagnani

Corrado Gavinelli

Cecilia Rosina

Davide Gavinelli

Emiliano Zito

Guido Granello Libero Greco

Massimo Dellavecchia | 121eventi

Fulvio Guidetti Giorgio Ingaramo Enrico Marforio Gianfranco Martelli

CATALOGO La presente pubblicazione è stata realizzata in occasione della manifestazione novarArchitettura 2.0.13 (06|29 settembre 2013). Progetto e realizzazione: Ordine degli Architetti P.P. e C. delle province di Novara e VCO

con il contributo di

Roberto Brusati

Hanno collaborato:

Supervisione e assistenza tecnica agli eventi:

con il supporto di

Sono riservati tutti i diritti di traduzione, riproduzione, di memorizzazione elettronica e di adattamento, totale o

main partner

parziale, con qualsiasi mezzo, compresi microfilm e copie fotostatiche, nonchè l’inserimento nei siti internet, per tutti i Paesi. Si ringraziano: I relatori e partecipanti agli eventi: Camillo Botticini Andrea Bruno Giulia De Appolonia Fernando Delmastro Pietro Derossi Raffaella Fava Paolo Iotti

Nadia Martelli

Marco Pavarani

Patrizia Micali

Luigi Snozzi

Daniele Moro

Andrea Trecate

partner

Elio Moro Ruggero Mossotti

Gli studenti della 4B sperimentale del Liceo Artistico Statale

Gabriela Nava

F. Casorati di Novara guidati dai docenti Luigi Colombo e

Maria Onesti

Paola Contini: Miriana Bonello, Arianna Gattoni

Alberto Perego Paolo Perrone

Civico Istituto Musicale Brera

Alessandro Perucatti

Claudia Baratti

Coordinamento esecutivo:

Laura Proverbio

Enrica Borghi

Pier Luigi Benato

Stefano Nai – Società Fotografica Novarese

Raul Capra

Ilaria Tedeschi

Peppino Leonetti

Impaginazione e grafica:

Marcello Tomei

Stefano Nai

Francesca Garagnani

Andrea Trecate

Roberto Tognetti

con Ruggero Biondo e Daniele Moro

Antonio Zucconi

Marcella Vallascas

si ringraziano

media partner


Il presente catalogo, che raccoglie i progetti dei professionisti che hanno partecipato alla manifestazione NovarArchitettura (6-23 settembre 2013), merita attenzione da parte di quanti apprezzano una visione di architettura come arte vocata alla valorizzazione del territorio e alla inventiva custodia dell’ambiente. Molti progetti sono all’insegna del rapporto con gli edifici che conferiscono identità e volto alla città: edifici che vengono rispettati e nel contempo ripensati per integrarli nel circolo vitale in cui pulsa e fluisce l’esistenza quotidiana del cittadino, coniugando funzionalità e bellezza ed attingendo alle sorprendenti potenzialità creative che il riuso di materiale povero dischiude. Ne risulta uno sforzo di riconciliazione tra architettura e polis, tra teoria compositiva e comunità umana, che va incoraggiato soprattutto nel nostro tempo, in cui si avverte giustamente come inderogabile la necessità di costruire e abitare badando all’uso saggio e sostenibile delle energie e delle risorse.



Diego SOZZANI Presidente Provincia di Novara (2009 -’14)


In qualità di Assessore alla Cultura della Provincia sottolineo come la manifestazione NovarArchitettura 2.0.13 sia stata un’occasione importante di confronto per il territorio, un ripensare Novara in un’ottica creativa e apportatrice di cultura, sviluppo, crescita. L’architettura, raccontata e declinata in molteplici punti di vista, è uno strumento prezioso di conoscenza del territorio e di immaginazione del futuro al servizio della qualità della vita e dell’ambiente urbano. Ogni cittadino e, in particolar modo gli amministratori, sono i primi destinatari delle riflessioni, delle idee e delle visioni scaturite intorno al tema attualissimo del riuso e del riciclo. La partecipazione da parte di architetti, designers, artisti, fotografi, giornalisti provenienti da tutto il territorio nazionale e oltre e la diffusione di numerosissimi eventi in tutta la città testimoniano il grande impegno degli organizzatori e dei sostenitori che già da questa prima edizione hanno saputo credere nel valore culturale e sociale dell’iniziativa, ampliando il panorama dell’offerta culturale novarese e per diffondere idee e suggestioni per la città futura. La pubblicazione del catalogo rappresenta quindi un importante riconoscimento e uno strumento per mantenere la memoria nel tempo, raccogliendo i contributi scaturiti dai temi trattati negli incontri, dibattiti, mostre. Le iniziative, che si sono susseguite per oltre un mese, hanno ridato vita e valore sociale a idee e spazi, creando occasioni per approfondire la conoscenza della città con i suoi mutamenti e intessendo relazioni fra addetti ai lavori e pubblico interessato. L’architettura del riuso crea le basi per un confronto diretto tra architetti e cittadini riguardo alla possibilità di recupero di ampie porzioni del territorio urbano. Un dibattito aperto sulle aspettative, sulle opportunità e sulla visione generale di una città che, per crescere armoniosamente, necessita della partecipazione di tutti. E quindi di ciascuno di noi.

Alessandro CANELLI Assessore alla Cultura della Provincia di Novara (2009 -’14)


Bellezza, trasformazione, riuso: seguendo il filo di questi tre concetti la nostra città, per la prima volta, ha vissuto un ampio momento di confronto con il mondo dell’architettura. NovarArchitettura è stato il contenitore di un movimento dinamico, che ha spinto la città a riflettere su se stessa e a proporsi all’esterno con mostre, convegni, seminari, incontri che certamente hanno lasciato una impronta. Gli architetti sono gli innovatori, sono gli osservatori del nostro tempo che sanno rispettare il passato, pur con uno sguardo sul futuro. Un contributo, quello che Novara ha ricevuto dal festival, che certamente non rimarrà nei cassetti. Nello sforzo di progettare il futuro, gli sguardi illuminati sono sempre ben accolti. NovarArchitettura è stato (e ci auguriamo sarà) uno di questi sguardi.

Andrea BALLARE’ Sindaco del Comune di Novara


L’Architettura è come un cristallo, diceva Gio Ponti. Come un cristallo è fragile. Una fragilità che è sintomo del tempo, della dimensione storica e culturale in cui si manifesta, si sviluppa e cresce. Ci sono state epoche in cui l’architettura ha rappresentato una grande aspirazione civile e culturale. Se guardiamo alla storia del nostro paese, prima ancora che alla storia delle nostre città, ci accorgiamo che l’architettura è stata prima di tutto un bisogno primario. Un’energia che pervade il tempo e la società, esprimendosi come forza capace di “pietrificarne” la coincidenza in un luogo. Attraverso l’architettura, societa’ e tempo storico prendono forma, incontrandosi in un “spazio”, il quale assume valore perché plasmato da un desiderio, un bisogno, un’aspirazione appunto. Oggi viviamo certamente un momento difficile per l’architettura. La crisi di questi decenni ne ha indebolito il ruolo operante entro i processi di trasformazione urbana e territoriale, e modelli sempre più semplificativi e banalizzanti ne hanno molto spesso “offuscato” il compito. Che è quello di realizzare opere capaci di esprimere un “punto di vista”, una “visione” attraverso la quale le nostre abitazioni, i nostri luoghi di lavoro, i nostri spazi pubblici, le nostre città possano trovare una qualità nuova, un sistema di relazioni amplificato, un ambiente di vita più armonico. Tuttavia non da sola l’architettura porta il peso del malessere odierno, lo sappiamo. La storia della crisi del nostro tempo ha segni profondi: dalla progressiva destituzione dei ruoli e delle figure professionali, al decadimento dei valori istituzionali, alla ricerca spasmodica del profitto e dei suoi derivati, alla caduta culturale, alla conflittualità sociale connessa al dilagante malcontento. Sono i prodromi di un fallimento di sistema nei quali il paese indugia da troppo tempo. Eppure l’architettura è sempre pervasa dall’ottimismo, poiché si fonda su un principio interno, un “nocciolo” resistente che è la speranza nel progetto. Il progetto come ragione e strumento dell’architettura. Una caratteristica intrinsecamente rivolta al futuro. Una “forza” incrollabile a cui dobbiamo guardare con fiducia. Che cosa può fare l’architettura per noi? Che cosa ci aspettiamo dall’architettura? Sono domande che mi pongo spesso. Domande che dovrebbero interessarci tutti. Innanzitutto perché l’architettura può aiutarci a “vedere”. Con una forza maggiore rispetto ad altre pratiche umane, l’architettura è in grado di “rivelare” una bellezza diffusa, fatta di differenze, di contrasti e distonie, così come di armoniose presenze e perfette sintonie: meraviglie di cui sono piene le nostre terre. Inoltre quello architettonico è un vedere “sapiente” che non solo “rivela” le cose nella loro dimensione complessa, ma nel momento in cui le rivela è in grado di proiettarle verso il futuro, riscattandone lo stato di fatto, anticipando soluzioni, prefigurando nuovi assetti.


Dobbiamo avere fiducia nell’architettura, consapevoli del fatto che essa non è immune ai mali del nostro mondo e la sua strada non è priva di rischi, ma che fortunatamente essa resta uno degli strumenti più efficaci che ancora siamo in grado di esprimere per cambiare il nostro tempo, per agire sui contesti dequalificati, per recuperare il degrado di certe realtà urbane. La nostra Amministrazione Comunale ha da tempo intrapreso con grande intensità una serie di azioni mirate alla risoluzione di un sistema di luoghi urbani che da troppi anni sono in attesa di una risposta progettuale. Il Partenariato con l’Agenzia del Demanio e i Protocolli con il Ministero della Difesa consentiranno di delineare una nuova fisionomia per le aree delle Caserme, che rappresentano oggi uno dei problemi più diffusi che i Comuni sono chiamati a gestire sul proprio territorio. Gli accordi con le Ferrovie Nord Milano e con RFI favoriranno la trasformazione del complesso nodo infrastrutturale della città, con il suo carico “gravoso” di aree vicine, spesso adiacenti, cadute in progressiva dismissione ed abbandono a causa della crisi del mondo manifatturiero. Il lavoro, ancora progettuale, svolto sui grandi contenitori monofunzionali del passato, oggi dismessi, come il Macello, porterà al ridisegno di intere parti di città, abbattendo i “recinti” che li hanno caratterizzati per restituirli a nuove funzioni e relazioni urbane estese. L’elenco potrebbe continuare. Ognuna di queste aree è al centro di un impegno amministrativo che, ora più che mai, è consapevole di come, nel momento stesso in cui si delineano i percorsi, gli strumenti, le procedure che possono favorire il recupero alla città di questi luoghi, siamo chiamati ad immaginare, cogliere e prefigurarne le potenzialità, la ricchezza, il valore. Per questo salutiamo con favore un Festival dell’Architettura, che diversamente da molte altre simili realtà esistenti in Europa e nel nostro paese, ha saputo mettere al centro delle proprie iniziative lo “sguardo”. Uno sguardo selettivo e specifico di cui l’architettura è, come dicevo, ancora portatrice. Uno sguardo particolare che mentre si sofferma sul più piccolo elemento recuperato di una dimora storica, al tempo stesso è capace di cogliere nella sua totalità la realtà urbana complessa. Così le porte di un incredibile numero di luoghi “inaccessibili” della città sono state aperte ad un pubblico vasto, fatto di esperti, di amatori, di artisti, di cittadini e di semplici curiosi. A tutti l’architettura ha parlato, o è tornata a parlare, con la forza di quel linguaggio di emozioni che percepiamo particolare e giusto per ciascuno di noi. Ora a noi il compito di tenere vive queste parole, di sostenerle nel tempo per contribuire a restituire alla società uno spazio più ricco e complesso per mezzo del quale soddisfare i nuovi bisogni emergenti, innovare le pratiche condivise, “riscattare” i valori comuni.

Marco BOZZOLA Assessore al governo del territorio, urbanistica, edilizia privata del Comune di Novara


Parlare ancora di novarArchitettura è innanzitutto un vero piacere e nel contempo occasione per fare alcune rapide considerazioni. Per chi, come il sottoscritto, vi ha creduto sin dal principio e ha attivamente contribuito alla sua attuazione assieme ad un vivace gruppo di colleghi ed amici non è possibile celare, anzitutto, la soddisfazione per una esperienza memorabile e qui ancora inedita. Un evento di “provincia” di tale foggia - che ha visto svolgersi circa 40 manifestazioni distribuite in tre settimane e soprattutto organizzato con un budget davvero ridotto (e ringraziamo, a questo proposito, quanti hanno creduto in noi e ci hanno aiutato con diverse modalità) - non è affatto cosa che capita così sovente. Mostre ed esposizioni di varia natura, convegni e lectio magistralis, seminari tecnici, visite guidate, performance, dibattiti, proiezioni e anche momenti ludici si sono brillantemente alternati in un ricco e variegato programma dove anche la città e le sue architetture sono state protagoniste. Credo che novarArchitettura abbia, dunque, costituito un piccolo caposaldo, certo modesto se rapportato a eventi più roboanti e, nel contempo, abbia costituito un importante e prolungato momento di riflessione - che in molti, anche i più disattenti, hanno saputo cogliere - in un momento davvero difficile per tutto il nostro Paese e particolarmente critico per il nostro territorio . novarArchitettura si è infatti ripromessa - e credo che in buona parte vi sia certamente riuscita in questa prima edizione - di sensibilizzare molte persone rispetto ai grandi temi attuali della nostra meravigliosa disciplina e quindi al tema del “riuso”, inteso nell’accezione più ampia: sia questa riferita al minore consumo possibile di territorio, perseguendo una politica etica di severo riutilizzo di spazi ed edifici dismessi e con l’introduzione di nuove funzioni, sia intesa verso la riqualificazione edilizia ed energetica con il minor consumo possibile di risorse nei confronti del nostro enorme patrimonio edificato. Patrimonio edilizio che, va ricordato, è costituito nel nostro Paese da circa 90 milioni di vani di scarso valore se non addirittura soggetto a perigliosi rischi di varia natura, non ultimo quello idrogeologico. Ri.U.So. è però anche acronimo di Rigenerazione Urbana Sostenibile, coniato ed utilizzato per primo dal nostro organismo di vertice - il Consiglio Nazionale Architetti, che ne ha fatto da qualche anno il manifesto politico-professionale della comunità degli architetti, unitamente all’indispensabile semplificazione burocratica e amministrativa e alle strategie di contrasto del citato dissesto idrogeologico e, ancora, all’uso dissennato del territorio. L’ANCE, associazione nazionale dei costruttori edili e Legambiente sono stati i primi convinti partner di questo processo di rigenerazione urbana che certamente si articolerà per i prossimi decenni contribuendo a dare un nuovo volto, ci auguriamo adeguato, moderno e maggiormente gradevole, al nostro territorio.


Le positive riflessioni e alcune considerazioni che molti “non addetti ai lavori” ci hanno riportato durante e dopo la “nostra”

Tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, se ben ricordo, una decina di colleghi si rivolse al Consiglio dell’Ordine, del quale

manifestazione sono certo la migliore ricompensa e soddisfazione per il grande e generoso lavoro che è stato svolto sin dai

ricoprivo la carica di Presidente pro-tempore, proponendo una iniziativa il cui scopo era, sinteticamente, “promuovere

lunghi mesi di preparazione e la certezza che, nonostante le molte problematiche ancora irrisolte, la strada da percorrere

l’Architettura”.

sia quella giusta.

Dopo i primi incontri esplicativi si confermò la volontà di avvicinare la popolazione al patrimonio architettonico della città,

Lo scopo principe del nostro “fare” rimane comunque sempre quello di promuovere l’Architettura - una buona e sana

di offrire strumenti di valutazione delle trasformazioni urbane in atto ed in progetto, nonché diffondere la conoscenza del

Architettura con la A maiuscola - oggi troppo spesso relegata a vera e propria Cenerontola in questo strano Paese dove

territorio; in accordo tra Consiglio dell’Ordine e gli ideatori della manifestazione, le direttive sopra citate rappresentarono le

invero ha sempre brillato, per millenni, rivestendo un ruolo da assoluta protagonista e invidiato da tutto il mondo; ora

problematiche attorno alle quali si costruirono gli eventi.

invece attraversa, come noto per molte e complesse ragioni, una incredibile crisi strutturale certamente partita da lontano.

Apparve subito chiaro e necessario occupare con le iniziative il corpo della città: si invitarono i cittadini a praticare,

Tentare di creare una specifica maggiore consapevolezza nella Società, soprattutto a partire dalle giovani e giovanissime

consapevolmente, un percorso cognitivo e sensoriale dove Vedere, Sentire e Toccare l’Architettura potesse coinvolgere il

generazioni, renderla fruibile ad un pubblico più vasto anche per mezzo di una cultura storico-architettonica più radicata

pubblico in circa quaranta eventi, in altrettanti luoghi urbani: mostre, visite guidate, convegni tematici e conferenze con

può favorire a promuovere - e nel contempo a valorizzare - dapprima la disciplina stessa (l’architettura è per tutti! recita

architetti di fama internazionale conquistarono per un intero mese, settembre 2013, la ribalta cittadina.

un esplicativo slogan) e poi la figura dell’architetto, recuperando quella tanto invocata centralità e importanza del (buon)

Il filo rosso della manifestazione fu il “Muro Rosso”, edificato all’interno del cortile del Broletto; grazie alla collaborazione

progetto.

con il Comune ed alle sponsorizzazioni di Enti ed Aziende, ideatori ed organizzatori raggiunsero il risultato sperato,

L’architettura va dunque amata anzitutto perché è parte di noi, così come è parte di noi il territorio che ci circonda e

conquistato attraverso mesi di lavoro, con fatica, impegno e la partecipazione di circa cinquanta persone: dagli studenti del

che va conosciuto e difeso da complesse e contraddittorie trasformazioni ormai piegate, sempre più spesso, a logiche

liceo artistico, ai collaboratori di altri Enti ed Associazioni, ai colleghi, fino ai maestri dell’Architettura.

esclusivamente mercantili invece di contemperare anche fondamentali valori etici e costituzionali di attenzione e rispetto.

Dalle perplessità e paure dei primi momenti, come Presidente dell’Ordine avvertivo i rischi di una così vasta iniziativa, ora

È fondamentale per tutti, vitale direi, tornare ad una nuova crescita economica e di benessere per il nostro Territorio ma

vorrei invece evidenziare il carattere peculiare della manifestazione: il coinvolgimento innescato tra persone, città, luoghi,

ancor prima, per non ripetere gravi e dolorosi errori del passato - la nostra Storia lo insegna - dovremmo giungervi tramite

edifici.

una adeguata crescita culturale e di saggia ed umile consapevolezza del nostro “fare”. Lo spirito del nostro impegno, così

Perciò Vi invito a sfogliare il catalogo ma subito dopo uscite in strada, lì vi aspetta l’Architettura e, qualora non fosse di

come anche di novarArchitettura, è proprio questo.

vostro gradimento, siete autorizzati a manifestarlo. Mi piacerebbe che questa “verifica sulla qualità urbana” fosse una delle iniziative di novarArchitettura 2.0.15.

Pierluigi BENATO Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC delle province di Novara e Verbano Cusio Ossola, Segretario della Federazione Interregionale degli Ordini degli Architetti PPC del Piemonte e R.A. Valle d’Aosta

Paolo MONSù Past President dell’Ordine degli Architetti PPC delle province di Novara e VCO


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Vederearchitettura

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recupero ex spazi produttivi

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spazi aperti

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recupero spazi residenziali

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riqualificazione del territorio

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spazi pubblici

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ville e giardini

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Cartolinediarchitettura

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concorso di mail art

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mail art exhibition

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Architetturaindettaglio

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mostra fotografica di architetture dimenticate

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Toccarearchitettura

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Sentirearchitettura

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Architettureperbambini

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Traccediarchitettura

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Architetturenascoste

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ArchitettiperlacittĂ

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Storiediarchitettura

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Confrontidiarchitettura

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Parlarediarchitettura

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Novarariusarchitettura

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Aperitividiarchitettura

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Classicidiarchitettura

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Ripensarenovara

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novarArchitettura 2.0.13 | galleria fotografica


PROGETTI DI RIUSO DEGLI ARCHITETTI DELL’ORDINE DELLE PROVINCIE DI NOVARA E VCO

I progettisti iscritti all’Ordine degli architetti delle province di Novara e V.C.O. sono chiamati a presentare pubblicamente una selezione dei loro migliori interventi inerenti il tema del RIUSO: una proiezione in loop dei lavori, posizionata nel sottoportico dell’Arengo del Broletto, presenta il materiale progettuale raccolto e ordinato sulla base delle differenti tipologie, con l’originale commento musicale del compositore novarese Andrea Trecate.

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Progetto di recupero di un fabbricato industriale e riuso residenziale Novara, 2007

Committente privato | Progetto e Realizzazione 2007 | Da un vecchio fabbricato industriale dismesso degli anni ‘30 sono stati ricavati ventidue alloggi ed autorimesse. La parte strutturalmente “solida”, con solai in c.a. di forte spessore è stata mantenuta, così come la partizione delle aperture, tipiche dei fabbricati industriali dell’epoca. Una parte dell’edificio è stata sopraelevata con un arretramento dal filo stradale per evidenziarne il volume aggiunto. Un’ala del fabbricato è stata anch’essa interamente recuperata e destinata ad attività ludiche e ristorazione per bambini del gruppo “Pianeta Gioco” di Milano.

recupero ex spazi produttivi Paolo Beltarre. Laurea ed esame di stato presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano nel 1989. Dal 1989 esercita la libera professione occupandosi principalmente di progettazione architettonica e recupero. Alla progettazione affianca anche una lunga esperienza in materia di consulenza tecnica, urbanistica e periziale maturata con il Tribunale di Novara ed alcuni gruppi bancari. Dal 2001 nelle opere dedica particolare attenzione alla progettazione sostenibile ed al risparmio energetico negli edifici residenziali. Collabora con Amministrazioni comunali ed UNICEF Italia nella realizzazione di progetti di “Città sostenibili” con il coinvolgimento delle scuole primarie. Dal 2011 ha iniziato un’attività di progettazione in Francia.

Paolo Beltarre

Via Dolores Bello 3, Novara www.architettobeltarre.it

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Alberto Perego

Via Monteverdi 11, Novara

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Riuso di porzione di fienile

RECUPERO EX-FALEGNAMERIA (1850) AD USO RESIDENZIALE

Committente MBC008 | Progetto 2005 | Superficie edificio 70 mq |

Committente privato | Realizzazione 2003 | Superficie 700 mq |

Fosseno di Nebbiuno (NO)

Il progetto, non realizzato, è relativo al riuso di una porzione di fienile su due piani situato nel centro storico. Il committente ha richiesto di recuperare il fienile per realizzare uno studio per svolgere attività legate alla pittura. L’idea è stata quella di mantenere il più possibile le caratteristiche architettoniche dell’esistente conservando le facciate in sasso e i rapporti tra vuoti e pieni, inserendo come elemento nuovo solo i serramenti dotati di un sistema di frangisole per il controllo della luce e per garantire la privacy. All’interno lo spazio aperto del piano primo, dove un tempo era collocato il fieno, è stato mantenuto e destinato a studio

C’era un sogno: recuperare una vecchia proprietà di famiglia che aveva sempre costituito un luogo magico per i giochi di fantasia. C’era una passione: vivere in uno spazio ampio, quasi senza limiti nel rispetto della dignità di un edificio vissuto, c’era una corte che racchiudeva lo spazio. Così è nata l’idea di recuperare una vecchia falegnameria da anni non più utilizzata come luogo di lavoro. Una facciata in mattoni, quella esterna, quasi perfetta. Una facciata, quella interna sempre in mattoni con ampie aperture, ridotta a scheletro dal tempo. Il sogno si concretizza in un intervento di recupero edilizio mirato alla salvaguardia degli aspetti tipologici architettonici dell’edificio quali le parti in mattoni ed il ripristino ed il mantenimento delle facciate che hanno volutamente scandito i volumi degli spazi interni adibiti ad uso residenziale. La corte è stata ripristinata con il vecchio acciottolato e le vecchie trottatoie. Per ingentilirne l’aspetto è stata creata un’ampia aiola che permette attraverso la fioritura delle piante di scandire il passaggio delle stagioni; una vela di glicine crea un pergolato esterno che nel periodo caldo viene usato per il riposo; un albero di ciliegio selvatico sta a simboleggiare il trascorrere del tempo sotto cui è stata appoggiata una lastra di vecchio granito. La scelta dei materiali legno e ferro, alternata a pennellate di colore intenso ocra e rosso mattone creano giochi di luce differenti in ogni stagione.

Mirko Bertinotti Architetto. Fondato nel 2003, lo studio considera l’architettura una forma d’arte che concretizza in termini spaziali i bisogni razionali e irrazionali dell’uomo in rapporto al contesto. Crea le proprie architetture attraverso un “processo creativo” composto da una prima fase di analisi e rilievi, una seconda fase di sintesi nella quale nasce l’idea progettuale e un’ultima fase di verifica e sviluppo. Lo studio ritiene centrale la professionalità e la qualità, investendo costantemente in aggiornamento e formazione.

Architettura&Urbanistica. Progettare voce del verbo amare. La nostra filosofia sta tutta in questo verbo: abbiamo aggiunto all’Architettura - intesa proprio come disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio in cui vive l’essere umano – la nostra passione e la determinazione che ci ha portati a scegliere fin da giovani questa professione. A distanza di anni la pensiamo ancora così.

Mirko Bertinotti Architetto

Architettura&Urbanistica - Architetti Tiziana & Rino Cimmino

Via Monte Nero 26, Arona (NO) www.ec2.it/mirkobertinotti

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Maggiora (NO), 2003

Via San Giovanni 38, Borgomanero (NO) www.architetticimmino.it

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STUDIO DI FATTIBILITÀ PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA PRODUTTIVA CALDERONI

Riqualificazione ex birrificio

Committente ditta Calderoni Fratelli s.p.a. | Superficie coperta 1987 mq |

Committente Città di Ostrowiec – Polonia | Concorso di idee 2011 | Superficie 16.810 mq |

Casale Corte Cerro (NO)

Lo Studio di Fattibilità è nato dalla volontà della Calderoni Fratelli s.p.a. e del Comune di Casale Corte Cerro insieme a: l’Agenzia Territoriale per la Casa delle Provincie di Novara e VCO, la Cooperativa Edificatrice Tre e la Cooperativa Pallanza attraverso un Protocollo d’Intesa, finanziato nel 1° biennio dal “Programma casa: 10.000 alloggi entro il 2012” della Regione Piemonte con l’obiettivo di: elaborare valutazioni logistiche, economiche ed edilizie per la rilocalizzazione delle funzioni produttive della Ditta Calderoni Fratelli s.p.a. ancora esistenti; valutare le potenzialità e i fabbisogni di servizi pubblici che il contenitore edilizio consentono o favoriscono; valutare e analizzare i fabbisogni urbanizzativi infrastrutturali; elaborare schemi progettuali per il riutilizzo dell’immobile ad uso residenziale, terziario e a servizi pubblici; coinvolgimento della popolazione per la definizione dei contenuti dell’operazione; valutare forme di partecipazione diretta di residenti. Gli obiettivi di carattere urbanistico erano: operare un recupero esteso ai caratteri urbani dell’insieme ed i rapporti dell’area produttiva con il contesto ambientale; recuperare all’uso collettivo ed alla urbanità le aree attorno alla chiesa parrocchiale. Lo Studio di Fattibilità è stato approvato da tutti i soggetti coinvolti dal Protocollo d’Intesa ma non è stato raggiunto l’accordo economico rendendo così impossibile la partecipazione al bando del 2° biennio del Piano Casa regionale.

Il progetto è finalizzato alla realizzazione di un nuovo centro culturale per la città di Ostrowiec in Polonia attraverso il recupero di un’antica fabbrica di birra oramai dismessa da anni. L’intervento si configura come valorizzazione di una costruzione, esempio di archeologia industriale, e al tempo stesso riqualificazione di un’area urbana che grazie alla realizzazione di nuove architetture e di un nuovo spazio urbano fanno tornare a vivere un pezzo di città. Il risultato è un mix di funzioni, centro culturale con sale espositive, studi di registrazione, spazi per la fotografia, sala cinema, teatro, biblioteca, uffici amministrativi e spazi commerciali come book shop caffetteria e ristorante distribuiti, parte all’interno degli edifici riqualificati e parte all’interno dei nuovi volumi progettati. Architettonicamente si è proceduto trattando le parti esistenti con generosa sensibilità in modo tale da non danneggiare l’identità del contesto; al tempo stesso sono stati inseriti nuovi volumi che, per contrasto, irrompono nel costruito segnalando con chiarezza le nuove funzioni. Anche per gli spazi interni i nuovi volumi sono stati pensati come scatole tenute staccate dai muri degli edifici esistenti consentendo così di apprezzare la tessitura delle murature a vista delle pareti originali e l’orditura delle vecchie coperture lignee.

Coop archG1. Lo studio svolge attività nel campo dell’urbanistica generale ed esecutiva, dello studio della viabilità; si occupa inoltre di edilizia ospedaliera e residenziale ed infrastrutturale.

Corrado e Davide Gavinelli. Lo studio sviluppa progetti in ambito pubblico e privato occupandosi di architettura, progettazione urbana ed interior design. Lo studio si è distinto in concorsi e alcuni progetti hanno suscitato interesse venendo pubblicati su riviste di settore ed esposti in mostre in Italia ed all’estero. Negli anni ha collaborato con lo studio EWA di Londra e PYR di Parigi occupandosi inoltre dell’executive interior design di Luxury Hotels, come il Peninsula di Shanghai e il Four Seasons di Firenze. Tra i progetti in corso si segnalano un hotel ed un wellness centre sulle Alpi ed un progetto residenziale a Dubai.

Coop.arch.G1 Novara-Verbania - Asterio Fontana

Gavinelli Architettura

Via Restellini 17, Verbania Intra (VB)

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Ostrowiec – Polonia, 2011

Via Matteotti 7, Suno (NO) www.gavinelliarchitettura.it

Fabio Azzolina

Via G. Sirtori 15, Milano www.fabioazzolina.it

Uri Raveh

Via Cambiasi 14, Milano

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Centro territoriale per l’handicap (CTH)

Complesso residenziale “Le Terrazze”

Comune di Borgomanero, Consorzio intercomunale per i servizi sociali (Ciss) | Progetto 2003 | Realizzazione 2006 - in corso di realizzazione | Superficie 1980 mq |

Committente privato | Progetto 2007 | Realizzazione 2012 | Superficie 1500 mq |

Borgomanero (NO), 2006

Il “civico mattatoio” venne realizzato nel 1948 su progetto dell’Ing. Frisa e del Geom. Facchin, basato su alcuni studi commissionati dal Comune tra il 1932 e il 1935, a fianco del “foro boario”, costruito nel 1933 lungo il nuovo Viale del Littorio. Il progetto comporta il recupero dell’ex macello, rimasto per lungo tempo dismesso, ridestinandolo a Centro territoriale per l’handicap, struttura finalizzata a migliorare e razionalizzare i servizi per disabili e le attività assistenziali dell’Alto novarese. I fabbricati originari presentano elementi architettonici interessanti e tipologie costruttive industriali della fine degli anni ’40, che si è ritenuto di recuperare e valorizzare. Il principale elemento architettonico del complesso è la volta di 20 m di luce, ripensato come spazio d’ingresso; lateralmente a questo, i due capannoni delle aree di macellazione, dalla linea architettonica razionalista, che ospiteranno il Centro diurno e il Centro polivalente, collegati dal nuovo corpo centrale. Completano la struttura l’ex palazzina uffici, ora sede dei servizi sociali e alcuni edifici minori che ospiteranno il Cadd, il Centro tutela per la famiglia e l’Area adulti. Molto interessanti, negli interni, le guidovie, complesse strutture metalliche sospese dell’originario impianto di trasporto e macellazione, restaurate e riutilizzate a supporto degli impianti. Gli ampi spazi all’aperto, resi gradevoli dalla presenza di grandi alberi, saranno utilizzati come giardino educativo.

Il complesso è stato realizzato in due fasi, con un intervento di recupero di parte di un edificio costruito negli anni ’50 del secolo scorso, ed è caratterizzato da un livello elevato di prestazioni per quanto riguarda l’isolamento acustico e termico, il contenimento dei consumi energetici e le finiture. In particolare per il riscaldamento ed il condizionamento è stato realizzato un impianto centralizzato di concezione avanzata, a pompa di calore con scambio termico con acqua di falda integrato da una batteria a pannelli solari, che comporta una forte riduzione del consumo di energia (gli appartamenti realizzati nella fase più recente sono in classe A e A+) oltre che la completa eliminazione di ogni tipo di combustione e quindi di emissione nell’atmosfera di CO2 e di altri fattori inquinanti. Inoltre sono largamente utilizzati componenti edilizi innovativi. La denominazione del complesso deriva dalla presenza di ampi terrazzi, in parte coperti, che per dimensione ed esposizione costituiscono altrettanti soggiorni all’aperto e sono dotati di schermature e parapetti in acciaio inox con specchiature in vetro stratificato e di tende solari. Gli alloggi (tutti diversi l’uno dall’altro) sono caratterizzati prevalentemente da soluzioni distributive aperte, in alcuni casi con soppalchi, e da ampie finestrature che ottimizzano l’illuminazione naturale.

Giorgio Ingaramo. Laurea presso il Politecnico di Torino, libero professionista dal 1983. Si occupa in particolare di progetti di tutela paesaggistica, progettazione urbanistica ambientale, restauro e riuso dei beni architettonici e culturali, allestimento di mostre, oltre che della comune attività di progettazione. Ha curato alcune pubblicazioni sull’architettura locale. Laura Apollonio. Laurea presso il Politecnico di Torino. Libero professionista dal 1997. Ha collaborato a Torino, presso avviati studi professionali, a grandi concorsi. Cultore della materia in Progettazione architettonica presso la facoltà di architettura di Torino e di Milano. Dal 2001 lavora a Borgomanero.

Studio Martelli. Dopo una lunga esperienza in campo urbanistico e architettonico, nell’ultimo decennio lo studio ha concentrato la sua attività soprattutto nell’edilizia residenziale e nel recupero di edifici esistenti, con attenzione al risparmio energetico ed alla compatibilità ambientale. Le realizzazioni più recenti sono principalmente: complessi residenziali di nuova edificazione; complessi residenziali ricavati con interventi di ristrutturazione di edifici ad altra destinazione (come quello del lavoro illustrato) o già a destinazione residenziale; restauro di edifici pubblici di valore storico-artistico; capannoni e uffici di complessi produttivi.

Architetto Giorgio Ingaramo

Studio Martelli di architettura e design

Vicolo Agogna 8, Borgomanero (NO)

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Galliate (NO), 2012

Architetto Laura Apollonio

Via Alfieri 27, Borgomanero (NO)

Via San Martino 7/a, Galliate (No) www.martelliprogettocasa.it

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RESTYLING DI NEGOZIO DI OTTICA IN PALAZZO STORICO

LA FABBRICA DEI CHIODI DI NEBBIUNO

OTTICA B. | Progetto 2013 | Realizzazione 2013 | Superficie 72 mq |

Committente privato | Progetto 2013 | In corso di realizzazione | Superficie 300 mq |

Novara, 2013

L’intervento ha riguardato il restyling di un esercizio commerciale inserito nel contesto storico del Palazzo del Broletto, con l’affaccio direttamente su Via Fratelli Rosselli, una delle più caratteristiche e suggestive vie del centro storico cittadino. Il progetto ha riguardato la ristrutturazione interna dell’esercizio commerciale attraverso la conversione dello stesso da negozio di abbigliamento ad ottico. Gli spazi su cui si è intervenuto riguardano la zona espositiva/vendita, la sala visite ed il magazzino sito al piano superiore e collegato al locale principale mediante una scala a chiocciola pre-esistente. L’unità immobiliare in oggetto è soggetta a vincolo della “Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici”, motivo per cui non è stata in alcun modo intaccata la struttura originaria dell’unità immobiliare, ma si è intervenuti soltanto utilizzando pannellature in legno, cartongesso ed arredi su misura mantenendo la pavimentazione originaria. Lo studio illuminotecnico è stato oggetto di particolare attenzione sia sotto il profilo “efficienza energetica” - utilizzando luci a LED che permettono di avere un’ottima illuminazione con un risparmio energetico di circa il 90% rispetto alle lampade ad incandescenza - sia in relazione alla disposizione dei corpi illuminanti all’interno del negozio essendo prioritaria una corretta illuminazione dei prodotti esposti. Arredamento e migliorie estetiche di interni sono infine stati disegnati e realizzati su misura.

”Sono colpi spietati, pesanti, martellanti, metallici, metodici, qualche macchina colossale che è stata messa in moto alle sette in punto, nelle vicinanze immediate dell’albergo: ogni colpo rimbomba, tremano le mura … Nebbiuno ci aveva tradito. Da Nebbiuno eravamo fuggiti per sempre con orrore, e allontanandoci non ci siamo neppure curati di dare uno sguardo alla fabbrica di chiodi, casomai fossero al lavoro, come in quella di Verrières, des jeunes filles fraîches et jolies!….” (tratto da: “Un Sorso di Gattinara ed altri racconti” di Mario Soldati). Questa fabbrica di chiodi che aveva fatto fuggire Mario Soldati e Mario Bonfantini da Nebbiuno ora giace abbandonata. Nel 2012 è stata acquistata e il nuovo proprietario ha deciso di trasformare in un loft da adibire a residenza e studio per la sua attività lavorativa questo edificio fatiscente. Dal recupero si vogliono ottenere spazi funzionali inseriti in modo armonico in un tessuto che deve conservare e rispettare tutti gli elementi che caratterizzano l’ex edificio industriale. Nella conversione sono state progettate delle scatole nascoste che conterranno i locali di servizio e saranno ubicati nell’edificio laterale posto a sud. Un soppalco, nella parte centrale, definito “casetta sospesa” sarà adibito a camera da letto. Poi solo un grande spazio aperto da dedicare alla convivialità. A rimanere immutate saranno le pareti che, in parecchi punti, dovranno conservare il segno del tempo a ricordo della vecchia fabbrica.

Nadia Martelli. Libera professionista dal 2009 si occupa della progettazione di spazi abitativi, con l’attenzione rivolta alla completa integrazione tra moderne necessità funzionali e la migliore valorizzazione degli spazi interni. Lo studio si occupa di ristrutturazioni e progettazione di interni ed arredamenti per la residenza, il terziario e allestimenti commerciali, pratiche comunali, pratiche asl e commerciali, gestione preventivi, coordinamento delle opere di cantiere, consulenza nella scelta di finiture, complementi e accessori.

Studio architetti Patrizia Micali - Bruno Corechà - Marco Maiocchi. Alla fine del 2012 si è creato questo studio nato dall’unione di 3 architetti con esperienze lavorative diverse che comprendono la progettazione architettonica, il restauro e l’arredamento di interni.

Nadia Martelli Architetto

Studio architetti Patrizia Micali – Bruno Corechà – Marco Maiocchi

Via Edmondo De Amicis 18, Galliate (NO)

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Nebbiuno (NO), 2014

Via Scavini 6, Novara

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RIUSO EX FABBRICA DEL GHIACCIO Magenta (MI), 2012

Committente privato, casa C. | Progetto 2008 | Realizzazione 2010 | Superficie 200 mq |

Varallo (VC)

Committente SIPEA s.r.l. | In corso di realizzazione | Superficie 1200 mq | Giardini Pensili 200 mq |

Il progetto ha trasformato un capannone risalente ai primi del ‘900, un tempo adibito a “fabbrica del ghiaccio”, in un appartamento su più livelli. Le differenti proprietà dell’immobile hanno portato a sviluppare il progetto a primo piano, lasciando a piano terra i soli accessi pedonale e carrabile. Le notevoli altezze hanno consentito di creare un secondo livello. La profondità della struttura originaria ha portato all’ideazione di un patio di ingresso, a primo piano, attorno al quale si sviluppano gli spazi residenziali; questo, inoltre, rappresenta l’occasione di avere uno spazio protetto, rispetto alla corte su cui insiste l’edificio, che articola gli spazi abitativi e diventa, nella stagione estiva, un ampliamento della zona living. Per i nuovi interventi la natura di opificio ha consigliato il riuso di un linguaggio “industriale” seppur rivisto e addolcito; i materiali usati quali il parquet in rovere sbiancato, le piastrelle in grès grigio perla, il cemento martellinato e le strutture in ferro a vista sono stati enfatizzati dalla luminosità degli ambienti. La superficie di 200 mq comprende, a piano terra, l’accesso pedonale e il box auto. A primo piano, si sviluppano ingresso, zona living, pranzo, cucina, bagno ospiti, camera singola, camera padronale con cabina armadio e bagno. Al secondo piano oltre al soppalco utilizzato come studio, è presente la camera degli ospiti con bagno.

Riconversione di parte di edificio industriale (ex manifattura Rotondi) risalente alla fine dell’ottocento. Nuova destinazione d’uso: uffici per la propria attività, studi professionali e abitazioni. Data la particolare tipologia degli ambienti la committenza non pone vincoli estetici o funzionali. Il volume sul quale si incentra il primo lotto di lavori è quello costituito dalla originale Torre dell’Acqua. La ridotta superfice in pianta (mq 45) ripetuta su sei piani collegati da scala e ascensore contiene un ufficio e una abitazione entrambi distribuiti su due piani. Il secondo lotto di lavori, in fase di ultimazione, era in origine un grande volume tecnico (mc 2.100) adibito alla depurazione dell’aria per tutta la manifattura che era stato realizzato negli anni’60 sopra l’edificio in sostituzione dell’originale tetto a due falde. Su questa area sono stati ricavati un grande appartamento e uno studio professionale con giardini pensili che formano nella loro continuità un percorso ad anello su due livelli con spazi di riposo, piscina e loggiati. Anche qui interventi di artisti quali Corrado Bonomi con una grande installazione che si sviluppa nelle parti comuni dell’edificio su vari piani e di Valerio Tedeschi sui giardini pensili e in un bagno dell’abitazione. Il volume in oggetto si eleva, in sostituzione a quello precedente, sull’edificio originale, differenziandosi platealmente da questo per la libera interpretazione delle luci e dei colori.

Daniele Moro. Nato a Novara nel 1974, dopo gli studi universitari incentrati sul recupero di spazi urbani, restauro e museografia, si è laureato in Architettura, a Milano, con una tesi sulla nuova sede per la Fondazione Feltrinelli. Alla collaborazione con lo Studio Marforio, con cui ha sviluppato progetti per opere pubbliche (Parco a Lago di Luino, l’allestimento della Galleria Giannoni a Novara) affianca la propria attività personale, occupandosi di housing, interventi di recupero e restauro conservativo di spazi abitativi e pubblici con particolare attenzione agli interventi nei centri storici, allestimenti per mostre, grafica, design e concorsi di idee.

Antonio Zucconi. Inizia la sua attività nel 1978, lo studio si occupa di edilizia privata, ristrutturazioni industriali, edilizia temporanea, stand, scenografia teatrale, allestimento mostre e installazioni artisti contemporanei.

Daniele Moro Architetto

Antonio Zucconi

Via Piave 21, Novara www.danielemoroarchitetto.com

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INTERVENTO DI RISTRUTTURAZIONE DI EX EDIFICIO INDUSTRIALE

Via Gaudenzio Ferrari 10, Novara

Artisti: Corrado Bonomi Valerio Tedeschi

D.L.:Andrea Torri Color Designer: Jorrit Tornquist

Consulente paesaggistico: Massimo Semola

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RIQUALIFICAZIONE DEL LUNGOLAGO DI LESA -TERZO LOTTO Lesa (NO), 2005

Comune di Lesa | Progetto 2004 | Realizzazione 2005 | Superficie edificio 4000 mq |

spazi aperti

La realizzazione del terzo lotto consente al lungolago di divenire una passeggiata continua che recupera e restaura alcuni elementi significativi e contemporaneamente introduce nuovi elementi e nuovi materiali. L’ingresso al centro storico di Lesa viene preannunciato da una passeggiata con contenitori per il verde in acciaio corten sagomati in pianta e in alzato. Piazza della Rotonda, in posizione centrale rispetto al centro storico e all’intera passeggiata, assume il ruolo di “piazza del paese” intesa come luogo di riunione della collettività, spazio pubblico ed anche punto panoramico. Per questo, una panca-pedana si predispone ad accogliere nuovi modi di sosta con la possibilità di salire su un “piccolo palco” o sedersi sulla panca pensata come una struttura multipla per fare “salotto” oppure per guardare il lago. Il disegno della panca è tutt’uno con la pavimentazione della pedana, i due tigli e le linee blu luminose dei led. La ricerca sui materiali, in continuità con il lotto precedente, parte dall’utilizzo di pietre “locali” per reinterpretarne l’utilizzo o il sistema di posa. Tra le pietre utilizzate citiamo: beola grigia, granito rosa di Baveno e bianco di Montorfano,lastre di scarto di serizzo fresate, ghiaietto stabilizzato realizzato con inerti locali, calcestruzzo effetto ghiaia a vista, luserna e serpentino verde. Elena Bertinotti. La proficua e consolidata collaborazione con Enti ed Amministrazioni pubbliche ha portato alla realizzazione di spazi aperti, luoghi per la collettività, per il turismo e nell’ambito dei privati, spazi per l’abitare. Tra questi ricordiamo: la riqualificazione del lungolago di Lesa, la riqualificazione di Piazza Giovanni XXIII a Verbania, il restauro del settecentesco porticato delle cappelle di Mergozzo, il ristorante albergo Pomodoro di Omegna, il Museo Tornielli di Ameno. Per molti anni ha collaborato come cultore della materia al corso di Progettazione ambientale del Politecnico di Milano

DA-A architetti, Architetto Elena Bertinotti Via stazione 2, Mergozzo (VB) www.da-a.it

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RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA GIOVANNI XXIII Verbania, 2012

Comune di Verbania | Progetto 2011 | Realizzazione 2012 | Superficie 1800 mq | Un progetto che parte dal riconoscimento degli elementi significativi e dalla loro valorizzazione per arrivare ad una nuova definizione degli spazi. Una piazza, una concavità urbana fatta della stessa materia della montagna che sta alle sue spalle, la “beola”, declinata in alcune delle sue numerose varianti: la lastra, il ciottolo, la ghiaia, la polvere del calcestre. Per rispetto alle qualità di fondo presenti sulla piazza (i tigli, il sagrato, il vecchio giardino) sono pochi e misurati i gesti che “rinnovano” la piazza dedicata a Giovanni XXIII. Un grande cammeo bianco e verde dalla classica forma ad ellisse, adagiato in un letto di calcestre grigio, direziona lo spazio in diagonale assecondando le proporzioni esistenti. Un’aiuola che è al contempo cordolo e panca a seconda dell’intersezione col suolo. Poi un piccolo, calibrato mantello di pietra riorganizza il sagrato che sotto un velo di ordine geometrico derivato dalla ritmica essenziale della facciata della chiesa, sviluppa tagli differenti di beola grigia punteggiati da inserti di nero assoluto e dalle linee luminose create dai led. Con la stessa semplicità lungo il percorso perimetrale si incontrano comode sedute in legno dove ci si può fermare e magari anche giocare. L’artista Franco Duranti incide su ferro rosso un lungo cartiglio a spirale scritto dal famoso discorso della luna del 1962 di Giovanni XXIII, un medaglione, che sembra quasi che abbia la forma appiattita di un tronco d’albero tagliato.

Romentino (NO)

Progetto 2006 | Superficie 20.000 mq | L’area in oggetto fu donata al Comune di Romentino nel 1917 da Leopoldo Chiodini, medico e Sindaco di Romentino dal 1896 al 1902. Nel tempo è stata usata come area per luna park e poi abbandonata al punto da rendere necessario un intervento di bonifica. La soluzione illustrata è la proposta avanzata dal 2006 alle varie Amministrazioni Comunali. Il progetto offre una soluzione temporanea, sostenibile e socialmente importante da gestire per fasi successive. 1° fase: la colonizzazione. Piccoli orti di circa 40 mq. ciascuno con deposito attrezzi, copertura fotovoltaica, ceduti dal Comune in affitto o in comodato, un parcheggio a nord e al centro campi da bocce. 2° fase: il consolidamento. Due fasce a bosco incorniciano una vasta area polifunzionale, in parte coperta da una tettoia fotovoltaica e dotata di servizi. 3° fase: l’apertura all’esterno. Indipendente dalle altre, attua la previsione del P.R.G. della connessione con la pista ciclabile che conduce verso il Parco del Ticino. 4° fase: il completamento. Quest’ultima fase risponderà alle richieste del momento: dare più spazio agli orti, all’area pic-nic o al parcheggio di scambio auto-bici. I costi. Partendo dalla semplicità dei materiali e dei manufatti è chiara l’esiguità dei costi di attuazione e di gestione. Nella prima fase l’acqua servirà solo per l’irrigazione e sarà captata da un pozzo, l’energia elettrica, prodotta dai pannelli fotovoltaici, contribuirà all’illuminazione e alla sicurezza dell’area.

Elena Bertinotti. La proficua e consolidata collaborazione con Enti ed Amministrazioni pubbliche ha portato alla realizzazione di spazi aperti, luoghi per la collettività, per il turismo e nell’ambito dei privati, spazi per l’abitare. Tra questi ricordiamo: la riqualificazione del lungolago di Lesa, la riqualificazione di Piazza Giovanni XXIII a Verbania, il restauro del settecentesco porticato delle cappelle di Mergozzo, il ristorante albergo Pomodoro di Omegna, il Museo Tornielli di Ameno. Per molti anni ha collaborato come cultore della materia al corso di Progettazione ambientale del Politecnico di Milano

Diego Castano. Dal 1982 esercita la libera professione singolarmente, dapprima in via Carlo Bescapè, 6 a Novara e, dal 1995 nello Studio in Romentino, via Chiara Beldì, 3. L’attività è sempre stata rivolta ad una committenza privata, spaziando dall’architettura d’interni all’urbanistica, dalla progettazione e direzione lavori di complessi residenziali, artigianali e commerciali al recupero e riuso di edifici.

Arch. Elena Bertinotti, Arch. Anna Chiara Morandi, Arch. Paolo Citterio, DA-A Architetti

Architetto Diego Castano

Via stazione 2, Mergozzo (VB) | Via monte Generoso 5, Saronno (VA) www.da-a.it

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Parco Leopoldo: recupero ad uso sociale di un’area pubblica

Via Chiara Beldì 3, Romentino (NO)

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RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO A LAGO

DESIGNING VILLA ADRIANA

Comune di Luino | Progetto 2009-2010 | Realizzazione 2011-2012 | Superficie 11.000mq |

Progetto finalista Piranesi Prix de Rome-Europan Italia 2013 |

Luino (VA), 2012

Un terrapieno costruito negli anni ’60 ed adibito a parcheggio diventa l’occasione per creare un nuovo parco urbano in grado di riqualificare un’ampia zona di espansione ottocentesca del lungolago di Luino. Il progetto del Parco a Lago diviene il nodo centrale per il recupero del legame con il lago che la città aveva ormai dimenticato. Il Parco si sviluppa come superficie a prato che, attraverso ampie balze a gradoni, colma il dislivello tra la passeggiata dei platani cara a Piero Chiara e la nuova passeggiata lungolago. Una serie di percorsi in relazione diretta con il tessuto urbano esistente, consente l’accesso lungo tutti i 300 metri del parco. Alcuni episodi architettonici segnano la superficie a verde: il parco giochi a sud, l’anfiteatro con la passerella sospesa, i pergolati a sbalzo sul lago, la fontana animata, il bar e la piazza belvedere a nord. Due boschi geometricamente determinati, posti ai margini nord e sud del parco, ne rafforzano l’immagine di Parco, restituendone un segno cromatico forte nel periodo della fioritura, cui si uniscono i colori accesi dei glicini dei pergolati e l’eleganza del gelsomino che circonda il parco giochi.

L’obiettivo del progetto è la valorizzazione del sito archeologico di Villa Adriana e più precisamente delle 4 aree oggetto del concorso. Un nuovo padiglione culturale da inserire nell’area del Pantanello, pensato come due distinti volumi: la struttura a nord, allineata con la palestra, ospita gli studioli, gli uffici amministrativi e i vani tecnici. Il corpo principale, collocato prossimo al teatro, è orientato verso il nuovo spazio eventi davanti allo stilobate del tempio di Venere. Il teatro detto greco è ad oggi di difficile interpretazione all’occhio del visitatore, la proposta prevede un intervento di completamento parziale che riconfiguri volumetricamente le principali componenti tipologiche del teatro, consentendo una maggiore accessibilità del manufatto ed una chiarezza di lettura. Il tempio di Venere Cnidia si articola su due livelli, superiormente si prevede la parziale ricostruzione della nicchia con un sistema di quinte che consentono la musealizzazione dell’area. A livello inferiore si prevede la ricomposizione del fronte dello stilobate ridefinendo le grosse nicchie del ninfeo. L’area antistante viene trasformata in piazza attrezzata idonea a luogo per eventi. Il complesso delle Grandi Terme e dei criptoportici prevede un intervento di completamento volumetrico semplificato ma tale da garantire una corretta lettura del monumento da parte del visitatore, pur consentendo un’interpretazione del dato archeologico da parte dello studioso.

Enrico Marforio e Daniele Moro. Dal 2005 partecipano insieme a concorsi di architettura per opere pubbliche, collaborando, inoltre, nella realizzazione di complementi di arredo, oggetti di design e grafica. In ambito progettuale hanno affrontato temi importanti come l’allestimento di spazi museali e mostre temporanee in cui, oltre alla progettazione degli allestimenti, hanno trattato temi della comunicazione e della grafica; hanno progettato spazi pubblici in cui l’esigenza di fruibilità degli spazi urbani si è coniugata con l’attenzione per la tematica paesaggistico-ambientale. Hanno progettato spazi per l’infanzia, infrastrutture (tra cui piste ciclabili, lo studio di fattibilità per la riqualificazione dell’aeroporto di Kinshasa) e parchi (restauro dei giardini di villa S. Remigio-con Isola Architetti).

Daniele Moro, Francesca Garagnani, Ruggero Biondo, Lorenza Bellini con Elisa Macchi e Luca Maio. Gruppo di giovani professionisti che condividono esperienze nell’ambito della progettazione architettonica, del riuso, del design e della grafica, partecipando a concorsi nazionali e internazionali.

Studio Marforio

Daniele Moro Architetto

Francesca Garagnani

Ruggero Biondo

www.danielemoroarchitetto.com

www.francescagaragnani.it

www.officinacreativastudio.it

Via Roma 21, Arona (NO) www.studiomarforio.it

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Tivoli (ROMA), 2013

Daniele Moro Architetto

Via Piave 20, Novara www.danielemoroarchitetto.com

Via Piave 20, Novara

Fraz. Mescia 20, Invorio (NO)

Via M. Ricotti 10, Novara

Lorenza Bellini

Via Agogna 11, Caltignaga (NO)

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Intervento di riqualificazione delle piazze Sant’Anastasio e Giuseppe Mazzini Cardano al Campo (VA), 2009

Comune di Cardano al Campo | Concorso di idee 2004 | Progetto 2006 | Realizzazione 2009 | Superficie 2.600 mq | Il bando di concorso del 2004 invitava i concorrenti a proporre soluzioni per la riqualificazione del “salotto pubblico” di Cardano al Campo, un’area di circa 3000 mq ricompresa tra i principali edifici pubblici (il Municipio, la Chiesa parrocchiale di S.Anastasio e la storica Villa Usuelli), all’epoca priva di una propria identità e afflitta dalla pericolosa commistione tra percorsi pedonali e veicolari. La presente proposta progettuale ha trovato fondamento in un’attenta analisi del contesto storico nel quale si era chiamati ad operare, in particolare quello relativo all’edificio religioso della chiesa parrocchiale (incompleta di una campata rispetto al progetto originario), rispetto alla quale si è individuata l’originaria griglia compositiva modulare e la si è assunta come orditura di riferimento per l’organizzazione dei nuovi spazi pubblici. L’attuale piazza si presenta oggi come spazio pedonale unitario e ordinato, articolato in tre terrazze consecutive collegate tra loro da scivoli e rampe, separato fisicamente dall’asse viario che la costeggia longitudinalmente in direzione est-ovest. Forte elemento di coesione dell’intera composizione (e di valorizzazione visiva e acustica del nuovo intervento) è costituito da una lama d’acqua che, sgorgando ai piedi della statua di commemorazione ai caduti posta sulla sommità della scalinata del Municipio, attraversa in sequenza le terrazze e termina nell’area posta di fronte all’ingresso di Villa Usuelli con una vivace fontana. Marcello Tomei. Nasce a Milano nel 1968 e si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1995. Collabora, in seguito, con lo studio “Gregotti Associati International” per l’allestimento di navi della Costa Crociere. Nel 1998 inizia la libera professione realizzando progetti di spazi pubblici, ristrutturazioni di immobili esistenti, interni e allestimenti di negozi e uffici. Paolo Perrone. Si laurea in Architettura a Milano nel 1998; la passione per l’ambiente e la sostenibilità in architettura lo portano a specializzarsi come Tecnico Bioedile con ANAB. Attualmente svolge attività di consulenza in tema di risparmio energetico.

Architetto Marcello Tomei Via Torelli 2/b, Novara www.ec2.it/marcellotomei

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Architetto Paolo Perrone

Vicolo della Caccia 2/a, Novara


restauro delle parti decorative interne di Palazzo Bellomi 1° Novara, 2005

Condominio Bellomi 1° | Progetto 2003 | Realizzazione 2005 | Superficie edificio 2100 mq |

recupero spazi residenziali

Restauro e reintegro degli atri e dei vani scala comuni, nel rispetto dei manufatti architettonici esistenti, per riportare Palazzo Bellomi allo splendore originario di inizio secolo: - restauro e reintegro delle parti dei fregi, delle cornici e degli stucchi decorativi ammalorati e rifacimento delle zone mancanti con l’ausilio di dime e calchi realizzati in loco, al fine di riprodurre esattamente quelli esistenti; - idonei trattamenti e pitturazioni verticali ed orizzontali; - restauro e reintegro delle zoccolature in finto marmo mediante consolidamenti, iniezioni, stuccature con marmorino, trattamento, ed esecuzione con la ”tecnica del falso” secondo le campionature in loco, nebulizzazioni con funzione di fissaggio e applicazione finale di cera liquida con panno; - restauro e reintegro dei serramenti e dei manufatti lignei, rigenerazione del colore originale del legno; riparazione ed integrazioni delle parti lignee od accessorie mancanti; nutrimento, studio del bilanciamento cromatico, finiture esterne con vernici specifiche, revisioni. Roberto Angelini. Classe 1965, medaglia d’oro del Nobile Collegio Caccia per l’eccellenza degli studi e delle ricerche a livello universitario, è operativo dal 1992 con il proprio Centro di Progettazione Integrata a Novara. Specializzatosi nel 1989 presso la Domus Academy (scuola post universitaria internazionale di design) è stato selezionato in numerosi concorsi esponendo in tutto il mondo (Milano, Bruxelles, New York) e ha sviluppato diversi brevetti nazionali ed internazionali di innovativi prodotti industriali. Contemporaneamente ha sviluppato importanti consulenze e progetti di restauro, urbanistica ed architettura, sia nel campo civile che nel campo industriale. Dal 2008 è docente universitario a contratto di Industrial Design presso l’ACME di Novara.

Studio Architetto Roberto Angelini Via Pontida 1/c , Novara www.angelinirobertoarchitetto.it

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riqualificazione dI RESIDENZA UNIFAMILIARE

ATTICO PER UN COLLEZIONISTA D’ARTE

Committente privato | Progetto 2012 | Realizzazione 2013 |

Committente Privato | Progetto 2011-12 | Realizzazione 2012 | Superficie 200 mq |

Novara fraz. Pernate, 2013

L’abitazione risalente ai primi anni ‘50, disabitata ormai da qualche anno, si presentava con le tipiche caratteristiche delle costruzioni di quegli anni. Gli interventi non hanno intaccato la struttura preesistente, ma hanno adattato gli spazi alle esigenze di una committenza giovane e moderna. Oltre all’inevitabile rifacimento per la messa a norma degli impianti e l’ammodernamento delle finiture, i punti focali del progetto sono stati l’ingresso e il living. L’ingresso al piano terreno si presentava come un classico vano scala condominiale che collega le cantine alla zona abitativa al piano primo in maniera anonima e senza dialogo. Si è pensato di renderlo parte integrante dell’abitazione, non solo un semplice passaggio, ma trait-d’union tra l’esterno e la zona abitativa, chiudendo il sottoscala con una parete curva che invita la salita e l’imbocco alla rampa evidenziata da un’illuminazione puntuale che ne accentua l’attenzione. Salita la scala, rivestita in gres porcellanato nero, si viene abbagliati dalla luminosità dell’open-space venutosi a creare demolendo ogni tramezzatura nella zona giorno, che si presenta con un contrastante pavimento sempre in gres, ma glaciale, per enfatizzare ancora di più la luminosità dell’ambiente. Il punto focale del living è il camino, posizionato su una pedana che spezza il rigido candore del luogo, è visibile a 180° già dalla scala e dà quel tocco di calore e familiarità che probabilmente al total black & white manca.

L’attico, che gode di una delle più belle viste sul centro monumentale della città e sullo scenario alpino, è stato progettato ripensando integralmente gli spazi esistenti in una costruzione condominiale risalente all’inizio degli anni ‘60. La zona giorno e gli spazi comuni sono studiati anche in funzione della valorizzazione delle importanti opere di proprietà dei collezionisti committenti, eseguite da alcuni tra i più importanti autori di arte contemporanea. L’intento progettuale, oltre ad una completa riqualificazione energetica dell’unità abitativa, è stato inoltre quello di rivedere la coerenza e l’ampiezza di affacci e vedute in relazione allo straordinario panorama monumentale cittadino (cupola antonelliana, duomo, teatro coccia, palazzo della borsa, ecc.) che è possibile godere da questa posizione privilegiata. Tale obiettivo di riprogettazione delle aperture è reso possibile in quanto il piano attico preesistente risultava progettato come sovralzo autonomo, negando di fatto il dialogo con l’impaginato compositivo dell’edificio e dei prospetti sottostanti.

Lorenza Bellini. Consegue la laurea presso la seconda facoltà di architettura al Politecnico di Torino con una tesi di Antropologia Culturale. Dopo varie esperienze in alcuni studi di architettura decide di iniziare la propria attività come Libera Professionista un anno e mezzo fa, occupandosi prevalentemente di ristrutturazioni di abitazioni private. Da sempre interessata all’aspetto sociale dell’architettura pone l’uomo al centro del progetto in una sorta di ricerca dell’equilibrio dove l’abitazione non è gradevole solo perché bella da vedere, ma perché bella da “usare” nel suo complesso.

Pierluigi Benato. Si laurea al Politecnico di Milano con Franca Helg e fonda a Novara (1990) con altri colleghi lo studio A+D. Si occupa di progettazione architettonica e urbana, con particolare attenzione alla sostenibilità, alle energie alternative e al risparmio energetico civile e industriale oltre al restauro del patrimonio architettonico e di beni culturali. Svolge attività di ricerca e promozione dell’architettura del ‘900 e dei concorsi di architettura. E’ autore di saggi e pubblicazioni nel merito.

Lorenza Bellini Architetto

Studio Architettura + Design | PBA | Pierluigi Benato

Via Agogna 11, Caltignaga (NO)

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Novara, 2012

Via Giovanetti 5, Novara www.seearch.it/it/profile/1357

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RIUSO CONTEMPORANEO DI UNA CASCINA DEI PRIMI DEL NOVECENTO

LOFT VERTICALE CASA GG

Committente privato | Progetto 2007 | Realizzazione 2008 | Superficie edificio 450 mq |

Committente privato | Progetto 2010-2011 | Realizzazione 2012 | Superficie 100 mq |

Colazza (NO), 2008

La filosofia di progetto si è basata sul principio di “Rinnovare conservando”, così come avviene sempre più spesso nei paesi dell’Europa del nord, dove le “vecchie case” vengono ristrutturate senza perdere quella patina di autenticità acquisita nel tempo. Si è proceduto, in prima battuta, al recupero di tutti gli elementi architettonici originali ed espressivi: impianto planimetrico e prospetti, scale interne, soffitti in cemento grezzo, murature in pietra, pareti in mattoni a nido d’ape, pilastri in mattoni, infissi in legno, parapetti. Quindi la casa è stata integrata solo con quegli elementi contemporanei giudicati strettamente indispensabili e poco invasivi: coibentazione del tetto, rinforzo dei solai, impiantistica con riscaldamento a pavimento e pannelli solari, serramenti in ferro-finestra. L’unico intervento di demolizione con ricostruzione è stato eseguito sul corpo a sud con un parallelepipedo vetrato che accoglie al piano terra una vasca-spa-idromassaggio che mantiene il filo d’acqua in continuità con il piano del giardino. Al piano superiore il living è caratterizzato da una parete in mattoni a nido d’ape che consente di mantenere l’atmosfera di “ombroso rifugio”, tipico della casa contadina. Tutte le pareti in pietra sono state recuperate e accostate ad alcune contropareti in muratura con intonaco a calce con inserite nicchie che accolgono opere d’arte.

L’intervento nasce dalla volontà di recuperare una casa fatiscente, limitando l’uso del territorio. L’edificio esistente, incastrato tra altri due, occupava un’area di 4,21x10,72 m. Volendo ampliarsi e senza terreno disponibile si è adottata una logica progettuale improntata sullo studio di volumi che si incastrano in altezza: loft in verticale. La casa è all’interno di una corte del centro storico. Partendo dalla reinterpretazione delle piccole case di corte a schiera, nella soluzione finale si ritrovano elementi tipici della tradizione: la scala esterna che conduce all’ingresso al piano primo; balcone sul prospetto principale a dominarne l’affaccio; la rimessa al piano terra. Il concetto di spazi scoperti privati (miglior qualità della vita) si è risolto con il rovesciamento concettuale della posizione della corte dal P.T al tetto con creazione di tetto verde e tetto piscina. In fase di progettazione, l’aspetto architettonico e ingegneristico sono stati sviluppati in sincrono, con attenzione alla coibentazione e all’uso di materiali rinnovabili/riciclabili, integrando sistemi passivi di controllo climatico. Gli spazi interni si articolano confluendo uno nell’altro caratterizzandosi con differenti altezze. L’edificio si sviluppa su 4 livelli interni e due esterni. Il risultato finale è una casa composta da soggiorno, cucina, sala da pranzo, studio, camera singola, bagno, camera doppia con bagno privato, autorimessa, terrazzo e giardino pensile con piscina.

Elena Bertinotti. La proficua e consolidata collaborazione con Enti ed Amministrazioni pubbliche ha portato alla realizzazione di spazi aperti, luoghi per la collettività, per il turismo e nell’ambito dei privati, spazi per l’abitare. Tra questi ricordiamo: la riqualificazione del lungolago di Lesa, la riqualificazione di Piazza Giovanni XXIII a Verbania, il restauro del settecentesco porticato delle cappelle di Mergozzo, il ristorante albergo Pomodoro di Omegna, il Museo Tornielli di Ameno. Per molti anni ha collaborato come cultore della materia al corso di Progettazione ambientale del Politecnico di Milano

Officina Creativa. Il progetto nasce nel 2007 dalla volontà dell’architetto Ruggero Biondo e dell’ingegnere Alessio Biondo di coniugare Architettura e Ingegneria fin dalle fasi iniziali del processo creativo e progettuale. Alla base del lavoro dello studio vi è la pratica del costruire a cui si aggiunge una continua ricerca e sperimentazione di materiali e tecniche innovative per meglio affrontare ogni situazione progettuale e di realizzazione. Dal 2007 Officina Creativa si occupa di progettazione architettonica, strutturale, impiantistica, sicurezza, direzione lavori. Dal 2012 ha aperto, in partnership, una seconda sede in Brasile.

DA-A architetti, Architetto Elena Bertinotti

Officina Creativa - Arch. Ruggero Biondo, Ing. Alessio Biondo

Via stazione 2, Mergozzo (VB) www.da-a.it

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Romentino (NO), 2012

Via Magnani Ricotti 10, Novara www.officinacreativastudio.it

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Ristrutturazione nel centro storico di Bellinzago Novarese

Recupero di cascina urbana trasformazione di ex granaio in abitazione

Committente privato | Progetto 2007 | Realizzazione 2010 | Superficie 400 mq |

Committente privato | Progetto 2012 | Realizzazione 2012-2013 | Superficie 330 mq |

Bellinzago Novarese (NO), 2010

Il fabbricato, edificato tra fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento e ormai in disuso da qualche anno, era composto da tre corpi contigui: i due più a nord, che avevano già subito una leggera ristrutturazione negli anni ‘70, ospitavano al piano terra un bar e al piano superiore un appartamento; quello a sud, sopra l’androne carraio, era adibito a magazzino. Attraverso una forte ristrutturazione interna (comprendente anche il rifacimento dei solai e di parti di muratura e copertura) ed esterna (rimodulazione dei prospetti con inserimento di isolamento termico e rifacimento degli infissi) si è creato un piccolo complesso residenziale di ringhiera affacciato sul cortile interno comprendente 5 appartamenti di varie metrature con relativi posti auto e autorimesse (inserite al piano terra del cassero). Si è voluta mantenere esternamente la divisione tra i corpi di fabbricato utilizzando tre differenti colori della gamma terrosa, già impiegati in epoca passata in un centro storico dal carattere prettamente rurale come quello di Bellinzago. Particolare attenzione è stata rivolta all’ex magazzino sopra l’androne carraio che è stato acquisito solo in un secondo tempo dalla ditta committente dei lavori: in esso sono state mantenute le caratteristiche costruttive principali (solai e balconi in legno, archi d’ingresso) e si è creato al suo interno un mini-appartamento con soggiorno/cucina e wc al 1° piano e una camera/soppalco al 2° piano.

L’intervento di recupero si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione dell’intera cascina: spazio costruito e giardino. Esso nasce dalla duplice esigenza di realizzare luoghi abitativi e recuperare l’immobile del primo ‘900 in avanzato stato di degrado, significativo per le caratteristiche tipologiche e materiali quali, le travature lignee, le ringhiere in ferro battuto e il pozzo. La sfida sempre stimolante di riutilizzare edifici dismessi per insediare nuovi bisogni abitativi, nel caso specifico si è districata tra l’istanza conservativa, legata al mantenimento dell’assetto distributivo “in linea” e alla conservazione delle strutture, rispetto alla necessità di comfort abitativo sotteso da una coscienza ambientale. L’idea progettuale fondante è stata quella di armonizzare tali esigenze inserendo pochi elementi ritenuti strettamente necessari ma di alta qualità, fatti con materiali a basso impatto ambientale, frutto di ricerca industriale – artigianale. Punto cardine è stato il rifacimento della copertura, un tetto tecnologico ventilato ed isolato, con mantenimento della travatura in rovere e del manto di copertura in coppi oltre all’inserimento di un impianto fotovoltaico. L’appartamento si compone di una zona giorno con cucina, un locale studio che introduce alla camera da letto padronale e un bagno caratterizzato dalla doccia passante e dal mosaico in pasta vitrea. Fanno da filo conduttore il parquet in plance di rovere massello e il paramento murario “faccia a vista”.

Studio Brusati. Lo studio nasce dalla collaborazione tra i fratelli Roberto (Politecnico di Milano - 2002) e Fabio (Politecnico di Milano 2001): esso si pone come obiettivo principale la ricerca di una qualità architettonica di valore abbinata alle esigenze della committenza. L’attività dello studio comprende tutte le fasi dell’iter procedurale per la realizzazione o la ristrutturazione di un edificio o di parte di esso: dal rilievo alla progettazione (2D e 3D), dalla direzione lavori all’accatastamento, dall’inserimento ambientale con rendering alla relazione energetica, dal tracciamento in loco alla valutazione economica e dei materiali.

Marina Brustio. Architetto specialista in Beni Architettonici e del Paesaggio, svolge attività professionale in proprio e in collaborazione ad altri soggetti in ambito Piemontese e Ligure nel settore dell’architettura e dei beni culturali. Si occupa di temi legati al riuso, all’inserimento sostenibile di nuove architetture in contesti storici, alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico con particolare attenzione alla diagnostica e al rilievo per il restauro nonché alle tecnologie digitali per la raccolta, la documentazione e la comunicazione dei beni culturali. Svolge inoltre attività di docenza presso scuole secondarie di primo grado.

Studio Brusati

Marina Brustio Architetto

Via Demedici 15, Bellinzago Novarese (NO)

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Galliate (NO), 2013

Via Ticino 9, Galliate (NO)

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RECUPERO DARSENA (1910) AD USO RESIDENZIALE

Recupero di UN VECCHIO CASCINALE

Committente privato | Realizzazione 2000 | Superficie 200 mq |

Committente privato | Progetto 2006-2007 | Realizzazione 2007-2009 | Superficie 500 mq |

San Maurizio D’Opaglio (NO), 2000

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Monferrato (AL), 2009

L’Edificio Darsena, realizzato nel 1910, presenta le caratteristiche tipologiche dell’Architettura del primo Novecento, con aperture simmetriche e decorazioni sulla facciata. La sua ubicazione è in una zona di grande pregio paesaggistico e per accedervi si percorre una strada acciottolata (Via al Porto) che termina in una spiaggetta sulle rive del Lago d’Orta. La passione della committenza unita a quella per la vela, l’amore per il lago, sono elementi che hanno permesso di realizzare un progetto volto al recupero di tutti i materiali esistenti, dal pavimento in listoni di larice ai sassi delle pareti. L’unico elemento aggiuntivo è stato il soppalco, realizzato in ferro e legno (larice) da cui si accede, dal soggiorno attraverso una scala in ferro e legno. Sia il soggiorno che il terrazzo incorniciano l’Isola di San Giulio, con una suggestione di grande pregio. Il grande terrazzo è stato pavimentato con listoni in legno (teak) e la balaustra in cemento è stata recuperata. Il giardino, posto nella parte retrostante della Darsena, è stato recuperato dal punto di vista vegetativo, esaltandone i caratteri storici, con particolare attenzione per l’antica “pesceria” realizzata in granito bianco di Alzo, risalente al 1600.

L’intervento ha previsto il recupero di un antico cascinale attraverso un intervento capace di mediare le esigenze del vivere contemporaneo con le peculiari caratteristiche dell’architettura preesistente. Il progetto denota una particolare attenzione al recupero degli elementi tipologici e ai materiali costruttivi tradizionali: facciate intonacate e tinteggiate con tonalità tipica dell’architettura locale, serramenti in legno, volte in mattoni ripristinate per valorizzare la loro originale bellezza e pareti con porzioni in mattoni a vista a testimonianza del passato. La copertura è stata realizzata con una struttura a capriate e travi in legno a vista verniciate di bianco. Oggi trasformato in abitazione, il vecchio cascinale ospita al piano terra la zona relax con camino e spazi a servizio in un’ala, mentre nell’altra ala è protagonista un’ampia zona pranzo con grande cucina a vista. Sull’intero ambiente domina il soffitto con l’originaria struttura in putrelle di ferro e voltini in mattoni, mentre la pavimentazione è realizzata in cotto. Il piano primo ospita la zona notte, caratterizzata principalmente da un ampio open space progettato in modo da lasciare percepire interamente la struttura del tetto. In questo spazio la zona notte padronale è separata dalla zona bagno con vasca e lavabo aperti alla vista, per mezzo di un cubo in muratura che racchiude i sanitari e la doccia, pensato come una scatola all’interno della stanza.

Architettura&Urbanistica. Progettare voce del verbo amare. La nostra filosofia sta tutta in questo verbo: abbiamo aggiunto all’Architettura - intesa proprio come disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio in cui vive l’essere umano – la nostra passione e la determinazione che ci ha portati a scegliere fin da giovani questa professione. A distanza di anni la pensiamo ancora così.

Corrado e Davide Gavinelli. Lo studio sviluppa progetti in ambito pubblico e privato occupandosi di architettura, progettazione urbana ed interior design. Lo studio si è distinto in concorsi e alcuni progetti hanno suscitato interesse venendo pubblicati su riviste di settore ed esposti in mostre in Italia ed all’estero. Negli anni ha collaborato con lo studio EWA di Londra e PYR di Parigi occupandosi inoltre dell’executive interior design di Luxury Hotels, come il Peninsula di Shanghai e il Four Seasons di Firenze. Tra i progetti in corso si segnalano un hotel ed un wellness centre sulle Alpi ed un progetto residenziale a Dubai.

Architettura&Urbanistica - Architetti Tiziana & Rino Cimmino Via San Giovanni 38, Borgomanero (NO) www.architetticimmino.it

Gavinelli Architettura

Via Matteotti 7, Suno (NO) www.gavinelliarchitettura.it

Claudia Colla

Corso Roma 28, Varallo Sesia (VC)

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Ristrutturazione e ampliamento di fabbricato residenziale

Ristrutturazione per risanamento conservativo di sottotetto ad uso abitativo

Committente privato | Progetto 2001 | Realizzazione 2005 | Superficie 250 mq |

A.S. | Progetto 2008 | Realizzazione 2009 | Superficie 120 mq |

Carpigniano Sesia (NO), 2005

L’edificio originario venne costruito negli anni ’20, espressione della tipica tipologia rurale, a stecca su tre piani con ballatoi e tetto a doppia falda, molto ricorrente nella zona. Il lotto su cui insiste affacciava su aree agricole all’epoca della costruzione. Ora l’edificio è prospiciente la via Cavalieri di Vittorio Veneto, strada di recente urbanizzazione, risultato della trasformazione urbanistica della zona avvenuta durante gli anni ’80 e ’90. Gode di un’ottima esposizione in quanto libero su tre lati, di cui l’affaccio a sudovest, il prevalente, è protetto a nord dall’edificio in aderenza. Il progetto di ristrutturazione ed ampliamento si basa su alcuni concetti fondamentali: la conservazione della volumetria del corpo di fabbrica principale e delle geometrie della facciata; l’uso di un linguaggio architettonico che distingue il volume in ampliamento e che attraverso l’uso di materiali della tradizione locale, come il mattone faccia a vista, favorisce l’inserimento delle geometrie dell’architettura contemporanea nel contesto storico e l’attenzione alla distribuzione degli ambienti e agli apporti solari “passivi”. Il nuovo volume, fulcro del sistema distributivo verticale e orizzontale, è uno “spazio luminoso”, che completa e allinea l’edificio a quello retrostante; individua l’ingresso dell’abitazione principale al piano terra e il soggiorno a doppia altezza al primo piano, caratterizzato da un soppalco con funzione di cerniera tra la zona giorno e la zona notte posta al piano sottotetto.

L’intervento di risanamento conservativo in centro storico a Ghemme consistente in una ristrutturazione completa per recupero di un sottotetto con cambio di destinazione d’uso ad abitazione. L’appartamento, circa 120 metri quadrati, si trova all’ultimo piano di un edificio a L con corte interna e costruito alla fine del 1800. E’ dotato di riscaldamento a pavimento, cappotto, impianto a pannelli solari per produzione di acqua calda sanitaria, impianto fotovoltaico con pompa di calore per produzione di energia elettrica ad uso illuminazione e riscaldamento, impianto di ricircolo dell’aria, sonda di ripescaggio dell’acqua dal pozzo esistente. Le solette dell’appartamento sono state tutte rinforzate, i balconi sono stati ricostruiti, nel locale adibito a cucina si è mantenuto il soffitto originale dell’epoca mentre nell’ingresso, nel soggiorno e nella camera matrimoniale si è lasciata a vista l’orditura principale della copertura. Classificato in classe energetica A.

Studio Ruggero Mossotti Architetto. Lo Studio si occupa prevalentemente di progettazione architettonica, direzione lavori, collaudi, e sicurezza, nei settori dell’architettura residenziale e dell’edilizia scolastica, per nuove costruzioni e riuso del tessuto urbano esistente. Particolare attenzione viene seguita nella ricerca di un linguaggio architettonico contemporaneo che abbia riferimenti con il contesto, nell’inserimento ambientale degli edifici con l’apporto di sistemi solari passivi, e nell’uso delle nuove tecnologie costruttive.

Maria Onesti. Lo studio si occupa di lavori di edilizia residenziale, sia di ristrutturazione dell’esistente, sia di progettazione di nuove costruzioni, pratiche edilizie, rilievi, pratiche catastali.

Studio Ruggero Mossotti Architetto – Laboratorio di Architettura

Architetto junior Onesti Maria

Via Boccaccio 9, Carpignano Sesia (NO)

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Ghemme (NO), 2010

Cascina Strona 4, Ghemme (No)

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ristrutturazione DEL SOTTOTETTO di Casa Medici

riqualificazione DI UN’UNITà IMMOBILIARE

Committente privato | Progetto 2008 | Realizzazione 2010 |

Committente privato | Progetto 2012 | Realizzazione 2012 | Superficie 140 mq |

Novara, 2010

Il Progetto riguarda un intervento di ristrutturazione di un sottotetto di Casa Medici - edificio residenziale “vincolato”, ubicato nel centro storico di Novara. Per l’intervento sono stati realizzati quattro abbaini sulla facciata ovest dell’edificio, verso la corte interna rispettando tipologie costruttive e materiali locali. All’interno è stato costruito un soppalco in legno per sfruttare le diverse altezze dello spazio e quattro finestre che contribuiscono a migliorarne il comfort: illuminazione, areazione, disposizione spazi interni dell’abitazione.

Il progetto ha voluto ricreare una nuova unità abitativa studiata nei particolari dove materiali, essenze e colori identificano le linee guida dell’opera. Il legno di rovere in essenza o laccato, la pietra, i colori dai toni chiari e rilassanti delle pareti e dei soffitti sono gli elementi che contribuiscono a creare un ambiente omogeneo e accogliente, dove si può leggere senza interruzione la continuità stilistica dei progettsiti. L’intervento è stato radicale, con una totale demolizione delle tramezze interne per consentire una più completa libertà progettuale. Il nuovo assetto interno ha voluto valorizzare la zona giorno, creando un collegamento visivo tra il soggiorno e la cucina; la zona notte, spazio più privato, è invece separata dalla restante porzione di alloggio da un armadio-parete in legno laccato lucido, realizzato su disegno . Anche in tali ambienti però l’omogeneità stilistica è sempre garantita dall’uso degli stessi materiali naturali usati nella zona giorno e dalla realizzazione di elementi di arredo dalle linee sobrie e pulite. Protagonisti della nuova abitazione sono soprattutto le superfici, sia orizzontali che verticali insigniti del duplice ruolo funzionale e decorativo: pavimento e controsoffitti, muri e pareti divisorie, diventano contenitori oppure cortine leggere, tali da non costituire mai un vero e proprio elemento separatore e tali da non appesantire mai lo spazio.

APS Alessandro Perucatti Studio. Architettura - Design - Interior Design. Dal 2000 Progetti di Architettura. Concorsi di Progettazione Nazionali ed Internazionali. Alessandro Perucatti. Nato a Bolzano nel 1969, dal 2000 è Architetto Libero Professionista. Manuela Bagnati. Nata a Novara il 1972, collabora con lo Studio Perucatti dal 2000.

Laura Proverbio e Laura Delfino. Nascono a Novara nel 1968 e si laureano insieme alla Facoltà di Architettura presso il Politecnico di Milano nel 1994. Dopo esperienze professionali presso studi differenti, dal 2003 associano alla loro libera professione, condotta individualmente, anche una stretta collaborazione professionale. Si occupano prevalentemente di progettazione, ristrutturazione di immobili esistenti, arredo interno e su misura, allestimenti di negozi e uffici, direzione lavori nei cantieri, studi di fattibilità e realizzazione di render fotorealistici.

APS Alessandro Perucatti Studio

Laura Proverbio Architetto

Via Ochsenbuehel 18, Fiè allo Sciliar (BZ) www.ec2.it/alessandroperucatti

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Briona (NO), 2012

Via Torelli 14/b, Novara

Laura Delfino Architetto Via Torelli 2/b, Novara

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riqualificazione interna di alloggio e recupero di sottotetto

PROGETTO DI HOUSING SOCIALE TEMPORANEO

Committente privato | Progetto 2011 | Realizzazione 2011 | Superficie 180 mq |

Committente Cooperativa Sociale Onlus “La terra promessa 2” | Progetto e realizzazione 2009 | Superficie 110 mq |

Novara, 2011

Il progetto ha voluto creare un alloggio, su due livelli, contemporaneo nei materiali e negli spazi; la luce che, libera costrizioni, penetra dalle ampie finestre e dalle velux del sottotetto, circonda l’intero ambiente, illuminando e riscaldando tutto ciò che vi si trova all’interno. La zona living è caratterizzata dalla presenza di due forti elementi architettonici: da una parte il camino, sottolineato da un controsoffitto realizzato con luce diretta e indiretta e da un rivestimento lapideo e metallico, ottenuto con l’utilizzo di pannelli di rete verniciata in opera, dall’altra parte la scala, che conduce al sottotetto, con i gradoni di invito rivestiti in lastre di pietra e la successiva rampa a vista, con gradini a sbalzo in legno di rovere tinta fumè, delimitati verso la zona pranzo solo da una lastra di vetro trasparente che funge da parapetto scala. La zona giorno e la zona notte godono di una forte continuità stilistica ottenuta mediante l’uso degli stessi materiali: legno di rovere tinta fumè per la pavimentazione, pietra e vetro per i rivestimenti alle pareti. Il bagno padronale è stato realizzato puntando sull’impatto visivo, dato dal rivestimento uniforme in gres porcellanato che dalle pareti prosegue a pavimento, scandendo lo spazio della vasca e dei sanitari sospesi, posati lungo una parte di spaccatelo che delimita la doccia in muratura. Anche in questo caso l’abbinamento con l’arredo da toni chiari contribuisce a rendere luminoso l’intero ambiente.

L’iniziativa è consistita nella creazione di una struttura abitativa a sostegno di mamme con figli a carico, segnalate dai servizi sociali o dal Tribunale dei minori, che vivono situazioni di difficoltà economica o di maltrattamento. In particolare si è previsto un percorso di integrazione nella vita sociale per donne che abbiano terminato un periodo di soggiorno presso la “Casa mamma e bambino Santa Gianna Beretta Molla” di Tornaco e abbiano dimostrato sufficiente equilibrio e capacità gestionale dei figli. Il programma prevede il soggiorno per un periodo di tempo limitato nell’abitazione (composta da un ampio comparto giorno, doppi servizi igienici e tre camere da letto), nel corso del quale, tramite l’apporto di apposite figure educative, si offre l’opportunità di realizzare pienamente un percorso di emancipazione. Dal punto di vista progettuale si è operata una generale riqualificazione dell’alloggio preesistente, attuata tramite il passaggio da un impianto distributivo di tipo tradizionale ad uno nuovo di concezione contemporanea, atto a privilegiare spazi abitativi aperti e fluidi, strutturati per consentire la libera circolazione della luce naturale. Particolare attenzione è stata rivolta alla scelta di materiali di finitura naturali, di colori dai toni chiari e rilassanti e dalla realizzazione di arredi dalle linee sobrie e pulite, impiegati per amalgamarsi con la struttura architettonica dell’alloggio e metterne in evidenza la ricca spazialità interna.

Laura Proverbio. Nasce a Novara nel 1968 e si laurea alla Facoltà di Architettura del Politecnico nel 1994. Dopo il conseguimento della laurea collabora con lo studio di architettura “AD” di Novara in cui si occupa dell’aspetto progettuale e di parziale gestione di cantiere per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e di costruzioni ex novo. Nel 2003 inizia la libera professione e apre uno studio di architettura a Novara realizzando progettazioni ex novo, ristrutturazioni di immobili esistenti, occupandosi di progettazione inerente l’arredo interno e su misura, gli allestimenti di negozi e uffici, la direzione lavori, render.

Marcello Tomei. Nasce a Milano nel 1968 e si laurea alla Facoltà di Architettura del Politecnico nel 1995. Dopo il conseguimento della laurea collabora con lo studio di architettura “Gregotti Associati International” di Milano per l’allestimento e arredo di navi della Costa Crociere. Nel corso degli anni si specializza con vari corsi e seminari in progettazione architettonica e urbana. Nel 1998 inizia la libera professione e apre uno studio di architettura a Novara, dove risiede, realizzando progetti di spazi pubblici, ristrutturazioni di immobili esistenti, interni e allestimenti di negozi e uffici.

Laura Proverbio Architetto

Architetto Marcello Tomei

Via Torelli 14/b, Novara

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Novara, 2009

Via Torelli 2/b, Novara www.ec2.it/marcellotomei

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CONCORSO “NEW ISLANDS AROUND VENICE” Isola di San Servolo (VE), 1996

Committente EASA | Progetto concorso di idee 1996 | Superficie 50.000 mq |

riqualificazione del territorio

Il concorso richiedeva di riutilizzare gli edifici storici del nucleo monumentale e della Chiesa costruiti dai Frati Benedettini nel XVII-XVIII secolo, mentre a discrezione si potevano riutilizzare altri edifici della seconda metà del XIX secolo e nuovi edifici erano necessari per adempiere alle richieste del Bando. Il progetto indaga il senso dello spazio partendo da quattro temi fondamentali tenendo sempre il luogo come punto di partenza e arrivo dell’ indagine strutturale. Il muro-margine esistente, separazione fra interno ed esterno e tra terra e acqua, viene nel progetto aperto in alcuni punti strategici per permettere scorci e visioni all’esterno. I percorsi : l’isola di San Servolo viene “aperta” attraverso i percorsi, gli assi visivi, le variazioni di quota, i moli sull’acqua. Un nuovo asse nord-sud prosegue la direzione indicata dal corpo di testa del monastero e attraversa l’isola in diagonale. Un asse est-ovest diviene il percorso trasversale che si arricchisce di nuovi edifici. Gli edifici e le funzioni sono attentamente studiati in modo da rendere compatibili gli usi con la struttura degli edifici preesistenti. Gli spazi esterni degli edifici sono molto importanti nell’isola che racchiusa dal muro è una sorta di hortus conclusus. Raffaella Fava. Certificatore energetico in Liguria e Piemonte. Si interessa da sempre al riuso degli edifici perché convinta che il suolo sia una ricchezza da preservare: in Italia c’è un patrimonio edilizio da riqualificare, pertanto lo studio si occupa prevalentemente di ristrutturazioni di abitazioni, curando anche la sistemazione degli arredi. Ha tenuto anche laboratori per i bambini sia di educazione ambientale che di esplorazione dello spazio con piccole costruzioni tridimensionali.

Raffaella Fava Architetto Corso Mazzini 23, Novara

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Proposta di valore per il Parco delle Cave di Brescia

Piano strategico di riuso del territorio nel Verbano-Cusio-Ossola

CODISA, Consulta dell’Ambiente del Comune di Brescia |

Tesi di laurea specialistica in Architettettura, Relatore: Andreas Otto Kipar | Progetto 2008-2010 | Superficie 2.255 kmq |

Brescia

Il parco delle cave di Brescia é un progetto di cui la città vuole dotarsi da decenni. Data la vastità dell’area, il frazionamento delle proprietà e le diverse progettualità in campo si é scelto di immaginare un approccio diverso da quello seguito in passato. Il progetto è stato sostituito dalla costruzione di un programma che si costituisce di interventi parziali e non direttamente interdipendenti. La proposta presentata è stata quella di agire lungo due filoni principali: la sistemazione minima delle sponde di cava e dei terreni all’intorno con alberature, percorsi e aree attrezzate così da garantire l’accessibilità in totale sicurezza; la creazione di piattaforme galleggianti e strutture su palafitte atte a ospitare le funzioni ludico attrattive del parco così da evitare il consumo di suolo e permettere modifiche al programma del parco adattando l’hardware alle necessità del momento. La strategia, sperimentata in interventi come l’IBA SEE in Germania, risponde ai criteri di accessibilità, economicità, adattabilità nel tempo con riduzione degli impatti, qualità spesso apprezzate dagli standard europei che guidano i finanziamenti comunitari. A corredo del progetto si è inserito uno studio su reti tecnologiche e mobilità per ipotizzare la localizzazione delle principali funzioni in relazione all’accessibilità e alla possibilità di allaccio delle piattaforme alle utenze già presenti sull’area.

Ambiente incontaminato e ricettività turistica: la tesi propone una rete di interventi per la mobilità dolce e sostenibile per allineare l’offerta del territorio alle tendenze del mercato turistico, sempre più votate all’offerta di servizi attenti alla sostenibilità e alle attività all’aria aperta, favorendo al contempo una migliore vivibilità per i residenti. Il VCO è una porta verso l’Europa tramite il corridoio di mobilità ferroviaria europea T24 Genova-Rotterdam, in questi anni soggetto di numerosi investimenti. Per la sua varietà orografica ha milioni di visitatori ogni anno. Vasta parte del territorio è protetto a fini naturalistici e presenta una fitta rete di mulattiere, sentieri e tratturi che permane da secoli. L’intervento di piano strategico é organizzato con la metafora del sistema nervoso centrale: la rete proposta permette ai visitatori di visitare ‘automaticamente’ il territorio con il solo uso di mezzi di trasporto sostenibili. I tipi di intervento individuati sono quattro. 1-Centri nervosi: porte tra le infrastrutture e il territorio dove trovare informazioni e percorsi. 2-Gangli nervosi: aree che permettono la sosta e la variabilità tra i percorsi. 3-Filamenti nervosi: lungo gli assi panoramici del territorio, piste pedonali e ciclabili riservate. 4-Organi vitali: aree di tradizionale uso agricolo delle Alpi, focolai di biodiversità. Un sistema logico per interventi efficaci di riuso del territorio, capaci di generare un grande plusvalore per la collettività.

Guido Granello. Si occupa di architettura e di ambiente costruito. La sua attività professionale vede un impegno tra le città di Milano, Brescia e Novara. Suo settore principale di attività é il paesaggio nella sua componente fisica e simbolica. Di particolare rilevanza sono i progetti, tra i quali quello qui presentato, relativi alla trasformazione di aree estrattive in via dismissione in nuove opportunità di sviluppo per le aree di cintura delle città. Ha, inoltre, da poco completato un percorso relativo alla costruzione di politiche per la partecipazione attiva dei cittadini all’interno di percorsi progettuali legati alle trasformazioni del territorio.

Ilaria Tedeschi. Vive e lavora a Chur, nel Canton Grigioni. Si occupa di progettazione preliminare e gestione del progetto. Laureata con il massimo dei voti a Milano, nel suo lavoro trae ispirazione dal contesto alpino e subalpino, facendo convergere i temi della sostenibilità con quelli della tradizione e dell’eleganza. Originaria della Val d’Ossola, ha approfondito lo studio delle costruzioni locali attraverso un lungo processo di osservazione e sensibilizzazione. L’attività lavorativa all’estero e la padronanza di quattro diverse lingue le permette di ottenere altissimi standard abitativi in ogni suo intervento.

Guido Granello - Architettura e Paesaggio

Ilaria Tedeschi Architettettura

Via Pansa 10, Novara

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Territorio provinciale del Verbano-Cusio-Ossola

Via Moschini 14, Anzola d’Ossola VB Vazerolgasse 1, Chur CH

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Archivio di Stato a Novara Novara, 2007

Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, Ufficio Centrale Beni Archivistici, Archivio di Stato di Novara | Consulenza alla progettazione architettonica | P.P. 1997, P.D. e P.E. 1998 | Bunker mq. 1.900, Restauro edifici esistenti mq. 1.500, Intervento complessivo mq. 3.400 |

edifici pubblici

Da Convento ad Archivio di Stato per quattrocento anni si sono susseguite diverse trasformazioni edilizie per i manufatti oggetto di intervento. La progettazione architettonica di restauro e di ampliamento del 1997-1998 ha risolto egregiamente le problematiche principali di spazio e di gestione dell’archivio mediante: - la realizzazione di un bunker interrato (come prosecuzione di un intervento pregresso non concluso) dotato di migliaia di metri di “scaffali compact” in locali climatizzati compartimentati posti in connessione, mediante strategici corpi vetrati ed ascensore in elevazione, con i locali esistenti; - la modifica della palazzina posta all’angolo tra Via dell’Archivio e Via M. Greppi in modo da costituire una naturale appendice di servizio agli attuali edifici dell’Archivio; - la realizzazione di nuovi uffici ridefinendo gli spazi del corpo già in uso posto su Via dell’Archivio. Al restauro dei manufatti esistenti corrisponderà una ricerca formale e tecnologica delle additivazioni. Roberto Angelini. Classe 1965, medaglia d’oro del Nobile Collegio Caccia per l’eccellenza degli studi e delle ricerche a livello universitario, è operativo dal 1992 con il proprio Centro di Progettazione Integrata a Novara. Specializzatosi nel 1989 presso la Domus Academy (scuola post universitaria internazionale di design) è stato selezionato in numerosi concorsi esponendo in tutto il mondo (Milano, Bruxelles, New York) e ha sviluppato diversi brevetti nazionali ed internazionali di innovativi prodotti industriali. Contemporaneamente ha sviluppato importanti consulenze e progetti di restauro, urbanistica ed architettura, sia nel campo civile che nel campo industriale. Dal 2008 è docente universitario a contratto di Industrial Design presso l’ACME di Novara.

Studio Architetto Roberto Angelini Via Pontida 1/c, Novara www.angelinirobertoarchitetto.it

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Visalli Technoarte S.r.l. - Roma D.T. Ing. Pasquale Cocomello, R.U.P. Arch. Marco Tabarini

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WORKSHOP DI RESTAURO

RESTYLING DEL MUSEO TORNIELLI DI AMENO

Associazione culturale Asilo Bianco | Progetto 2011 | Realizzazione 2013 |

Asilo Bianco | Progetto 2011 | Realizzazione 2012 | Superficie 400 mq |

Ameno (NO), 2013

Il 17-18-19 maggio 2013 si è tenuto ad Ameno il workshop multidisciplinare di progettazione pensato per l’intervento di restauro e recupero funzionale e urbano della chiesa barocca di San Rocco e dello spazio aperto annesso, da tempo sconsacrata e in avanzato stato di degrado. L’iniziativa si fonda su un approccio di architettura partecipata ed etico-sostenibile. I partecipanti, suddivisi in cinque gruppi di lavoro e coordinati da altrettanti tutor, sono giunti con entusiasmo a condividere un tavolo di idee progettuali che ha avuto come primo fine quello di sensibilizzare l’attenzione della comunità e dell’Amministrazione Comunale rispetto alla conservazione ed al futuro mantenimento del bene, innescando meccanismi virtuosi per la tutela del patrimonio e ponendo una particolare attenzione agli aspetti economici e gestionali dell’intervento.  Sono così nate cinque proposte progettuali che hanno affrontato in modo articolato le relazioni tra l’edificio e il tessuto urbano, l’accessibilità, le ipotesi di interventi low cost, le necessità di consolidamento strutturale, il benchmarking, l’elaborazione di concept e di modelli replicabili o a cui fare riferimento in situazioni affini di avanzato stato di degrado o risorse economiche ridotte.

Un museo civico con una collezione permanente, sale per mostre temporanee, un bookshop, una sala conferenze, spazi per la didattica e workshop, uno spazio informativo sul territorio. Il progetto di restyling e ridisegno di alcune parti del museo nasce dall’idea di far lavorare insieme arte e architettura a partire da un filo conduttore che s’ispira ai principi dell’essenzialità e dell’impiego di forme e materie prime. Gli interventi sono puntuali ma visivamente potenti, progetti low cost a piccola scala che hanno la forma dell’installazione artistica e riconducibili a un progetto unitario che si basa su due elementi: il rapporto arte-architettura e la scelta dei materiali “poveri” sia naturali sia industriali. Il progetto interviene sulla ridefinizione di alcuni nodi spazio-funzionali quali la scala d’accesso e l’accoglienza-bookshop e sulla creazione ex novo della stanza del “cuore verde”, una foresta immaginaria, opera dell’artista tedesco Johannes Pfeiffer che si materializza attraverso la forma irregolare dei tronchi di robinia dalla colorazione fluorescente. Alcune semplici operazioni compiute sulla scala d’accesso, quali l’impacchettamento del parapetto esistente, la creazione di punti e linee luminose, la scelta del colore, hanno portato alla creazione di un volume che è tutt’uno con l’installazione artistica fatta da Enrica Borghi, una “nebulosa”. Lo spazio dell’accoglienza e del bookshop è disegnato da scatole di lamiera grezza.

Asilo Bianco. L’Associazione Culturale Asilo Bianco di Ameno, sul Lago d’Orta, è un osservatorio permanente sulla cultura contemporanea e un laboratorio di sperimentazione artistica; è uno spazio aperto alle esperienze e alla riflessione, alla ricerca e al confronto sui temi della contemporaneità. Nato dalla volontà di un gruppo di artisti, che con passione e dedizione hanno saputo dare origine a un progetto dinamico, vivo e in continua evoluzione, Asilo Bianco organizza eventi culturali, incontri, esposizioni e laboratori didattici legati alle tematiche dell’arte contemporanea e della letteratura.

Architetto Elena Bertinotti. La proficua e consolidata collaborazione con Enti ed Amministrazioni pubbliche ha portato alla realizzazione di spazi aperti, luoghi per la collettività, per il turismo e nell’ambito dei privati, spazi per l’abitare. Tra questi ricordiamo: la riqualificazione del lungolago di Lesa, la riqualificazione di Piazza Giovanni XXIII a Verbania, il restauro del settecentesco porticato delle cappelle di Mergozzo, il ristorante albergo Pomodoro di Omegna, il Museo Tornielli di Ameno. Per molti anni ha collaborato come cultore della materia al corso di Progettazione ambientale del Politecnico di Milano

Asilo Bianco

DA-A architetti, Architetto Elena Bertinotti

Via Zanoni 17, Ameno (NO) www.asilobianco.it

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Ameno (NO), 2012

Coordinamento scientifico arch. Andrea Bruno, arch. Elena Bertinotti. Coordinamento organizzativo ASILO BIANCO. Tutor: Andrea Baldioli, Pierluigi Benato, Elena Bertinotti, Enrica Borghi, Giorgio Caione, Francesca Gattoni, Carla Molinari, Stela Mullisi.

Via stazione 2, Mergozzo (VB) www.da-a.it

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Recupero ex Palazzo del ghiaccio trasformato in centro benessere

RISTRUTTURAZIONE EX-OSPEDALE PSICHIATRICO

Comune di Ayas | Progetto 2011 | Realizzazione 2013 | Superficie 4500 mq |

ASL Novara | slp mq 14.000 | Progetto preliminare 2006 | Progetto definitivo 2009 | Progetto esecutivo 2010 | In corso di realizzazione |

Ayas (AO), 2013

L’intervento prevede il recupero dell’ex palazzo del ghiaccio per trasformarlo in un centro benessere destinato a divenire, grazie alla sua posizione al centro del comprensorio sciistico del Monte Rosa, una delle più importanti strutture wellness del Nord Italia. Il progetto trae ispirazione dai materiali del luogo: l’acqua, la pietra ed il legno per farli divenire i medium espressivi della soluzione compositiva. Il centro benessere accoglie un’area Spa e Wellness, spazi per il relax, l’estetica, il fitness, una palestra di roccia, un ristorante ed un auditorium polivalente. Il nuovo centro benessere, si porrà come spazio in cui l’architettura trae dalle tradizioni locali, dalla natura e dai suoi materiali i motivi ispiratori. Dunque l’artificio architettonico, in cui i materiali e le superfici creano volumi plastici e magici, porta l’uomo a ritrovare un contatto ancestrale con la natura circostante che è prorompente, fatta di boschi, montagne, rocce, il fiume, il cielo e il susseguirsi delle stagioni. Il progetto di quest’architettura mira ad un’esperienza multisensoriale la qualità dello spazio, della materia, le proporzioni sono misurate ad un tempo dall’occhio, dall’orecchio, dal naso, dalla pelle, dalla gola, dai muscoli. In quest’ottica l’architettura rafforza l’esperienza esistenziale e diviene parte attiva del linguaggio e della percezione sensoriale.

L’ex Ospedale Psichiatrico, progettato dall’ing. Lucca e inaugurato nel giugno 1875, è giunto ad oggi conservando un aspetto di organismo imponente. L’accesso principale è dominato dal palazzo dell’Orologio che ospitava la direzione e la portineria; posteriormente si sviluppava il manicomio propriamente detto, che arrivò ad ospitare oltre 2000 pazienti, ubicato nel corpo di fabbrica quadrangolare collegato mediante un percorso coperto. L’ASL Novara, proprietaria del complesso, ha ritenuto opportuno un intervento di recupero nel rispetto dell’impianto e delle caratteristiche architettoniche ottocentesche, per creare un “Centro Integrato dei Servizi Sanitari Territoriali” che concentri tutte le funzioni amministrative e ambulatoriali di distretto. Il criterio organizzativo è stato impostato su requisiti fondamentali di flessibilità degli spazi, interdisciplinarietà delle funzioni e individuazione di aree operative omogenee riconoscibili e ben localizzate distributivamente. Complessivamente la struttura ospiterà la direzione ASL, gli uffici distrettuali, l’accettazione e il centro unico di prenotazione, il recupero e rieducazione funzionale, il consultorio, la neuropsichiatria infantile, i poliambulatori, la radiodiagnostica, i Dipartimenti di Prevenzione e di salute mentale, Medicina del lavoro, Medicina legale, la guardia medica ed un servizio di cucine e ristorazione, ospitato in una unica struttura in acciaio e vetro, armonicamente integrata nel contesto ottocentesco.

Fabrizio Bianchetti. Laureato in Architettura a Milano, si occupa di disegno industriale, architettura e arredo urbano, di temi connessi al recupero cromatico dell’edilizia storica e allo sviluppo di tecnologie per l’involucro edilizio. Nell’ambito dell’architettura ha progettato per enti pubblici e privati realizzando scuole, residenze per anziani, centri termali, progetti museali e fieristici. Nel settore dell’arredo urbano e del colore, ha maturato un’ampia esperienza nella realizzazione di piani del colore, attuati in oltre 40 località. E’ autore di numerose pubblicazioni e saggi; ha diretto dal 1987 al 2011 la rivista internazionale d’architettura Frames.

TD&Z s.r.l. Gruppo consolidato dalle competenze interdisciplinari, ha sede in Lecce. Svolge l’attività nel campo di edilizia ospedaliera e socio-assistenziale, centri riabilitativi e per benessere, scuole e strutture per la ricerca, centri sportivi, complessi industriali, ristrutturazioni e restauri monumentali, pianificazione urbana. Ezio Bogogna. L’attività è caratterizzata da rapporti con Enti ed Amministrazioni Pubbliche sia nel campo della pianificazione territoriale, sia nel settore delle attrezzature pubbliche in genere. Ha partecipato alla realizzazione della RSA ad Oleggio, la ristrutturazione della biblioteca di Oleggio, la realizzazione della sede della CRI e AFM a Novara.

Fabrizio Bianchetti Architetto

Architetto Ezio Bogogna

Via de Amicis 30, Omegna (VB) www.fabriziobianchetti.com

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Novara, 2010

Via San Gaudenzio 17, Novara

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proposta progettuale per la rifunzionalizzazione dell’ex scuola Baraggia di Suno (NO), 2013 Comune Suno | Progetto 2011 | Realizzazione 2013 | Superficie lotto 1800 mq |

Legnano (MI), 2008

Committente privato | Realizzazione 2008 | Superficie intervento 2000 mq |

Il progetto ha puntato al mantenimento delle assialità dell’impianto originario: quella trasversale, dall’ingresso principale al blocco ex servizi igienici e quella longitudinale, che corre tra i due ingressi posizionati agli estremi del corridoio. Al piano rialzato troviamo un locale pluriuso destinato all’accoglienza dei bambini arredato con fasciatoi e armadietti in continuità con lo spazio che distribuisce da un lato il refettorio dall’altro lo spogliatoio per il personale. Nei due ampi locali originari sono state evitate ulteriori partizioni dello spazio: è stata individuata la zona soggiorno e per l’alimentazione, sfruttando la presenza delle vecchie aperture tra corridoio e aule. Il secondo ambito è stato destinato all’ambulatorio medico che è stato mantenuto indipendente dal resto adeguandolo alla normativa igienico-sanitaria. Sono stati ricavati: lo spogliatoio per il personale con il relativo bagno, il servizio igienico per il personale della cucina e quello dei bambini oltre al vano ascensore. Salendo al primo piano, s’incontrano due ambienti destinati al riposo, al gioco e alle attività educative. La proposta progettuale intende salvaguardare il più possibile la conformazione degli ambienti che si riconosce nella logica distributiva fondata sul concetto della simmetria, fatto salvo l’inserimento del nuovo blocco umido al piano rialzato e del vano ascensore in ottemperanza alle prescrizioni di legge in merito all’abbattimento delle barriere architettoniche.

L’intervento ha riguardato il restauro e l’adeguamento funzionale ad uso espositivo del Castello di Legnano con l’introduzione di nuovi elementi architettonici e strutturali che si ispirano ai criteri di compatibilità, leggibilità e reversibilità sostenuti dalla moderna teoria della conservazione. L’organismo architettonico, risalente nel suo nucleo primitivo all’epoca Viscontea, è costituito da due ali ad andamento angolare in condizioni di degrado molto diverse tra loro per le quali sono state adottate specifiche soluzioni di intervento: nell’ala sud-est è stato possibile effettuare un intervento conservativo, mentre nell’ala nord-ovest, ridotta ad un rudere, si è reso necessario l’inserimento di nuove strutture architettoniche. Le murature perimetrali hanno rappresentato i limiti entro i quali costruire un nuovo spazio che ha inglobato il torrione, la chiesa, i tre vani successivi (destinati a ingresso e servizi) e la grande sala adibita all’esposizione delle tre tele del Previati raffiguranti la “Battaglia di Legnano”. Nel progetto la connessione tra i diversi ambienti è garantita da un nuovo sistema di collegamenti verticali e orizzontali in struttura metallica che sono stati disegnati a partire dall’individuazione di un preciso modulo geometrico. Sono state, inoltre, realizzate tre nuove coperture in vetro sostenute da un’elegante struttura metallica costituita da alti e sottili pilastri, definiti dall’aggregazione di due angolari in acciaio e collegati da mensole alle murature preesistenti.

Luigi Colombo. Lo studio si occupa prevalentemente di progettazione architettonica e direzione lavori in ambito privato e pubblico affrontando, in particolare, i temi della ristrutturazione, della conservazione e della riqualificazione edilizia. L’organizzazione dello studio è di tipo interdisciplinare, avvalendosi di una rete di collaboratori e specialisti interni ed esterni, nei diversi settori specifici di intervento, offrendo alla committenza un costante rapporto di collaborazione e di assistenza in tutte le fasi del processo attuativo dei progetti e nel cantiere.

Luigi Ferrario. Nato nel 1955, si laurea in Architettura a Torino e consegue il master in restauro architettonico ed ambientale alla Sapienza di Roma. Dopo aver organizzato numerose mostre di architettura, nel 1989 trasferisce lo studio a Milano dove progetta e realizza numerose opere di architettura, di restauro, di interni e di design, in Italia e all’estero. Alcune lavori sono stati esposti alla Biennale di Venezia; nel 2003 e 2009 ottiene la menzione d’onore per l’Architettura alla Triennale di Milano; il restauro del Castello di Legnano è stato selezionato per l’European Union Prize for Contemporary Architecture - Mies van der Rohe Award 2009.

Luigi Colombo

Architetto Luigi Ferrario

Via Gaudenzio Ferrari 9, Novara

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Castello Di Legnano

Via Castelfidardo 10, Milano

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Monastero di San Michele

IL MUSEO DELLA CITTA’ E DEL TERRITORIO DI FIDENZA

Comune di Lonate Pozzolo | Realizzazione 1999 | Superficie 1000 mq |

Tesi di laurea | Superficie spazio espositivo 1560 mq, spazio a servizio del museo 1700 mq |

Lonate Pozzolo (VA), 1999

Il progetto di restauro presenta interventi discreti e rispettosi delle strutture originarie dell’edificio storico senza rinunciare ad introdurre elementi dal design contemporaneo. La nuova destinazione d’uso a biblioteca comunale conferma l’originaria destinazione collettiva del monastero che, sorto nel XV secolo, si è progressivamente ampliato fino a diventare nel XVIII secolo un’emergenza monumentale. L’intervento ha interessato la manica Ovest dove alle prime opere di consolidamento statico delle murature e dei solai lignei, hanno fatto seguito i lavori di adeguamento funzionale con l’obiettivo di offrire ambienti differenziati per la consultazione, l’informazione e il gioco dei bambini. Gli spazi della biblioteca sono distribuiti su due livelli e si affacciano sul chiostro e verso il giardino. Nell’antico refettorio sono mantenuti gli originari solai lignei a cassettoni e i nuovi serramenti sono realizzati con sottili telai in acciaio. La nuova scala in ferro e legno che collega i due piani della biblioteca e gran parte degli arredi sono stati realizzati su disegno dell’architetto: il sistema della libreria a ballatoio, gli espositori per le mostre temporanee, i tavoli per la consultazione. La strada seguita da Ferrario nell’inserire nuovi elementi architettonici compatibili con il palinsesto storico è improntata al disegno di forme e alla scelta di materiali sottili, trasparenti e leggeri in modo tale da consentire la lettura delle strutture e degli spazi originali.

Il progetto per il Museo della Città e del Territorio di Fidenza si colloca su un asse ideale a cui appartengono alcuni importanti edifici e spazi pubblici. E’ situato sul sedime dell’antica rocca, che un tempo segnava il limite tra città e campagna, poi trasformata in palazzo, con la costruzione di un fronte rivolto verso il territorio circostante. Gli elementi costitutivi del progetto sono un’aula e un loggiato. Essi si collocano su un basamento, che mette in relazione il museo agli altri edifici pubblici e consente di vedere la campagna oltre il tracciato ferroviario. Al centro dell’aula è collocato un plastico di Fidenza, sorretto da una sorta di grande “mobile” in legno, un archivio cartografico. Nel basamento trovano posto una sala conferenze e diverse zone riservate allo studio, alla consultazione della cartografia e dei materiali, affinché il museo non sia solo contenitore di oggetti da esporre, ma luogo di studio, di ricerca, di produzione culturale. La struttura del loggiato è in cemento armato, intonacata di bianco. La costruzione richiama il principio del sistema trilitico. Il muro dell’aula, in cemento armato, è rivestito esternamente in mattoni, materiale che richiama la tradizione costruttiva delle città emiliane. Sia la scelta tipologica che materica contribuiscono a definire il carattere dell’edificio, luogo pubblico in cui la collettività riconosce dei segni e dei valori condivisibili.

Luigi Ferrario. Nato nel 1955, si laurea in Architettura a Torino e consegue il master in restauro architettonico ed ambientale alla Sapienza di Roma. Dopo aver organizzato numerose mostre di architettura, nel 1989 trasferisce lo studio a Milano dove progetta e realizza numerose opere di architettura, di restauro, di interni e di design, in Italia e all’estero. Alcune lavori sono stati esposti alla Biennale di Venezia; nel 2003 e 2009 ottiene la menzione d’onore per l’Architettura alla Triennale di Milano; il restauro del Castello di Legnano è stato selezionato per l’European Union Prize for Contemporary Architecture - Mies van der Rohe Award 2009.

Anna Fornara. Nasce nel 1981. Dopo aver conseguito nel 2005 presso il Politecnico di Milano la Laurea Specialistica in Architettura, collabora con studi professionali come libera professionista occupandosi principalmente di architettura di interni - residenze, uffici e negozi. Manuela Bianchini. Nasce nel 1981. Dopo la Laurea Specialistica in Architettura conseguita nel 2005, collabora come libera professionista con diversi studi occupandosi della progettazione architettonica di edilizia residenziale e terziaria e, in ambito urbanistico, della redazione di Piani Integrati di Intervento e Piani Attuativi.

Architetto Luigi Ferrario

Architetto Anna Fornara

Via Castelfidardo 10, Milano

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Fidenza (PR)

Via Righi 31, Novara

Architetto Manuela Bianchini

Via San Francesco 16bis, Castano Primo (MI)

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RESTAURO VILLA Novara, 2011

Committente privato | Progetto 2010 | Realizzazione 2011 | Superficie edificio 800 mq |

ville e giardini

Il progetto si è concretizzato con il restauro ed il recupero della villa binata esistente, valorizzando gli elementi ottocenteschi ed integrando in maniera armonica il sopralzo che è stato effettuato in epoca più recente. Il restauro ha curato in maniera particolare le facciate, reintegrando i fregi e gli elementi pittorici decorativi, bilanciando gli abbinamenti cromatici. Gli elementi in ferro battuto sono stati integrati in stile. La copertura in cemento amianto è stata sostituita da eleganti scandole di rame inserendo al centro pannellature fotovoltaiche complanari, ovvero diventando anch’esse disegno d’insieme. Ridisegnati il giardino e le parti interne, secondo le esigenze funzionali della nuova Committenza, senza stravolgere la struttura e mantenendo, per quanto possibile, le caratteristiche peculiari rilevate nei modelli distributivi e materiali esistenti.

Roberto Angelini. Classe 1965, medaglia d’oro del Nobile Collegio Caccia per l’eccellenza degli studi e delle ricerche a livello universitario, è operativo dal 1992 con il proprio Centro di Progettazione Integrata a Novara. Specializzatosi nel 1989 presso la Domus Academy (scuola post universitaria internazionale di design) è stato selezionato in numerosi concorsi esponendo in tutto il mondo (Milano, Bruxelles, New York) e ha sviluppato diversi brevetti nazionali ed internazionali di innovativi prodotti industriali. Contemporaneamente ha sviluppato importanti consulenze e progetti di restauro, urbanistica ed architettura, sia nel campo civile che nel campo industriale. Dal 2008 è docente universitario a contratto di Industrial Design presso l’ACME di Novara.

Studio Architetto Roberto Angelini Via Pontida 1/c, Novara www.angelinirobertoarchitetto.it

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RECUPERO E AMPLIAMENTO DELL’ABITAZIONE DEL CUSTODE IN UNA VILLA LIBERTY

CASA MZ

Committente Privato | Progetto 2011-12 | Realizzazione 2015 | Superficie circa 300 mq |

Committente privato | Progetto 2010 | Realizzazione 2011-2013 | Superficie 311 mq |

Novara, 2012

Il riuso e la riconversione di una storica villa abbandonata - Villa Bellotti Ferraroli - in nuovi tagli abitativi fornisce lo spunto per proporre una piccola addizione volumetrica sui due avancorpi, in origine destinati ad alloggio per il custode. La villa, di sobrio stile liberty, è stata per lungo tempo adibita a dispensario antitubercolare. I due nuovi villini che vengono così ricavati all’interno della proprietà sono ideati con criteri bioecologici e a bassissimo consumo energetico: essi sono infatti costituiti dal recupero e dalla attenta riqualificazione energetica dei due padiglioni gemelli esistenti e da due piccoli ampliamenti. La nuova progettazione deve anche ripensare il fronte stradale della proprietà nel tempo ampiamente rimaneggiato in modo incongruo. Si tratta di favorire una nuova definizione del margine del lotto e un miglior inserimento complessivo del piccolo intervento nel tessuto esistente. Il villino settentrionale prevede un ampliamento organizzato su due livelli e realizzato in legno, con tecnologia light frame, che viene addossato alla testata cieca dell’edificio confinante, consentendo così di mitigarne l’impatto. L’unità meridionale, analogamente, prevede un altro piccolo ampliamento ma organizzato unicamente su un livello. In entrambe le nuove unità lo spazio connettivo è costituito da due serre bioclimatiche con importante funzione di tampone termico oltreché rappresentare spazio di mediazione con i piccoli giardini privati di pertinenza.

La volontà della committenza era di trasformare la casa di famiglia in una casa dall’aspetto moderno, sopraelevandola, evitando interventi al piano terra. La committenza richiedeva una zona living con ampi spazi e ambienti che confluissero uno nell’altro. In fase di progetto la prima sfida era rappresentata dalle limitazioni strutturali dell’edificio esistente; la seconda dalle limitazioni del PRG e dalla presenza di un’area vincolata a confine. La risposta progettuale è una pianta che abbraccia tutta la sagoma dell’edificio sottostante, ampliandosi a sbalzo ove necessario e sottraendo superficie dove non occorre. L’utilizzo di calcestruzzo cellulare ha evitato sovraccarichi eccessivi e ha permesso l’articolazione sia della pianta che dei volumi. Il nuovo piano dell’edificio è il risultato di differenti volumi incastrati tra loro, che ne caratterizzano sia l’aspetto interiore che esteriore. La casa si compone di zona giorno open space, cucina e dispensa, due camere doppie,un bagno,una camera suite con bagno privato, due terrazzi. Nell’ottica del contenimento della spesa,si è deciso di privilegiare l’aspetto tecnico,impiantistico e di coibentazione,rispetto alle finiture che se pur semplici sono caratterizzate da linee decise e dai volumi architettonici che diventano protagonisti. La facciata verso la vicina autostrada vuole essere un omaggio ai concetti futuristi di movimento e velocità,con le coperture a differenti altezze e inclinazioni.

Pierluigi Benato. Si laurea al Politecnico di Milano con Franca Helg e fonda a Novara (1990) con altri colleghi lo studio A+D. Si occupa di progettazione architettonica e urbana, con particolare attenzione alla sostenibilità, alle energie alternative e al risparmio energetico civile e industriale oltre al restauro del patrimonio architettonico e di beni culturali. Svolge attività di ricerca e promozione dell’architettura del ‘900 e dei concorsi di architettura. E’ autore di saggi e pubblicazioni nel merito.

Officina Creativa. Il progetto nasce nel 2007 dalla volontà dell’architetto Ruggero Biondo e dell’ingegnere Alessio Biondo di coniugare Architettura e Ingegneria fin dalle fasi iniziali del processo creativo e progettuale. Alla base del lavoro dello studio vi è la pratica del costruire a cui si aggiunge una continua ricerca e sperimentazione di materiali e tecniche innovative per meglio affrontare ogni situazione progettuale e di realizzazione. Dal 2007 Officina Creativa si occupa di progettazione architettonica, strutturale, impiantistica, sicurezza, direzione lavori. Dal 2012 ha aperto, in partnership, una seconda sede in Brasile.

Studio Architettura + Design | PBA | Pierluigi Benato

Officina Creativa - Arch. Ruggero Biondo, Ing. Alessio Biondo

Via Giovanetti 5, Novara www.seearch.it/it/profile/1357

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Galliate (NO), 2013

Via Magnani Ricotti 10, Novara www.officinacreativastudio.it

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RISTRUTTURAZIONE DI UNA VILLA UNIFAMILIARE Castelletto Sopra Ticino (NO), 2013

Committente privato | Progetto 2012 | Realizzazione 2013 | L’immobile è localizzato in un’area naturalistica collocata tra la sponda sud del Lago Maggiore, la sponda piemontese del fiume Ticino e le valli collinari che portano verso il lago. In origine la zona si presentava come un luogo di acque paludose e canneti, che svolgevano una funzione di filtraggio della acque del lago, favorendo la creazione di un habitat naturale per numerose specie di pesci e uccelli. Nel corso degli anni ‘60 e ‘70 una serie di fattori, tra cui la conformazione orografica pianeggiante, l’agevole collegamento viabilistico e la bellezza dei luoghi hanno incentivato l’urbanizzazione dell’area, caratterizzata da insediamenti di ville indipendenti e piccole palazzine. Il manufatto oggetto di intervento è costituito da una villa unifamiliare di un piano fuori terra edificata negli anni ‘50; buon esempio di architettura moderna, risulta ben inserita nel contesto naturale tramite l’articolazione di ampi spazi interni ed esterni, una netta prevalenza delle linee orizzontali (tra cui predomina l’ampia terrazza rivolta verso il lago) e la generosa presenza di aperture vetrate in costante dialogo con l’ambiente naturale. Il nuovo intervento si pone nel senso della continuità rispetto allo stato di fatto: il volume aggiunto si integra con il piano terra in una scansione complementare di pieni e vuoti in cui predominante rimane la componente orizzontale, mentre i paramenti esterni vengono ricomposti in un insieme equilibrato di superfici in pietra, vetro e intonaco bianco.

Novara, 1986

C. Ballarè | Progetto 1983 | Realizzazione 1986 | Superficie intervento 578 mq | La casa Ballarè, è ubicata a Novara all’angolo tra Corso Torino 32 e Via Orelli 2 ed è stata realizzata tra il 1984 ed il 1986. Il progetto è nato dal proposito di recuperare l’edificio d’angolo, stilisticamente riconducibile al liberty, e di ristrutturare il lungo corpo a ballatoio posto in via Orelli. I vincoli edilizi, dal momento che i fabbricati sorgevano a confine con altre proprietà , non permettevano altro se non l’ampliamento verso strada senza alcuna possibilità di sopralzo. Al recupero quasi integrale del corpo di fabbrica più nobile si contrappone, sulla parte della manica rurale, un intervento più articolato che ha eliminato la copertura e sostituito i ballatoi con un sistema attrezzato di setti in calcestruzzo a vista. Questi ultimi hanno restituito un ritmo nuovo alla facciata e hanno permesso al loro interno la realizzazione delle scale e l’ampliamento degli spazi residenziali. I nuovi manufatti si presentano quali avancorpi che raggiungono la strada, con lo scopo di riformulare l’idea di cortina viaria presente nell’area e di restituire un ruolo vitale, autonomo e schermato ai cortili oltre che garantire una cucina e una sala da pranzo ad uno dei due alloggi. Nel negozio si è proceduto all’inserimento di profili metallici che lo caratterizzano anche sul piano estetico. Tutti i manufatti edilizi sono stati verniciati di bianco così da ottenere tante sfumature legate alla caratteristiche dei materiali e delle loro superfici.

Paolo Bonetti. Nasce a Novara nel 1968 studia a Milano e ETSAB di Barcellona si laurea alla Facoltà di Architettura del Politecnico nel 1997. Nel corso degli anni si specializza con vari corsi e seminari in progettazione architettonica. I primi anni si divide tra Novara e Genova. Nel 1999 inizia la libera professione e apre uno studio di architettura a Novara, realizzando progetti, ristrutturazioni di immobili esistenti e progettazione di interni.

Coop archG1. Lo studio svolge attività nel campo dell’urbanistica generale ed esecutiva, dello studio della viabilità; si occupa inoltre di edilizia ospedaliera e residenziale ed infrastrutturale. Elio Moro. Oltre ad aver partecipato ai programmi dello studio ha progettato la casa Campo a Granozzo con Monticello via Dante Alighieri, l’edificio plurifamiliare realizzato dall’impresa Brustia in Novara via dei Mille 18-20, ha partecipato alla progettazione a Novara di piazzale Lombardia, viale Umbria, via Veneto e via Crocetta, realizzati dall’impresa Tarantola.

Paolo Bonetti Architetto

Studio COOP ARCH.G1

Via Andrea Costa 12, Novara

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Casa Ballarè

Piazzale Lombardia 8, Novara

Architetto Elio Moro

via Claudio Fatti 9, Novara

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rIQUALIFICAZIONE DI EDIFICIO ABBANDONATO IN CEMENTO ARMATO

RIQUALIFICAZIONE GIARDINO PRIVATO

Committente privato | Progetto 2012 | In corso di realizzazione |

Committente Natali s.r.l. | Realizzazione 2005 | Superficie 200 mq |

Arona NO, 2013

L’intervento in progetto prevede la ristrutturazione di una originale struttura a fungo, realizzata negli anni ’50 in c.a., lungo viale Baracca, ad Arona e lasciata fino ad oggi incompleta ed in totale stato di abbandono. Il progetto di recupero comprende il suo completamento e riutilizzo a fini residenziali e terziari. Il piano terra prevede la realizzazione di un ampio open-space destinato a studio professionale organizzato intorno al gambo in calcestruzzo che ospita i sistemi distributivi verticali. Un ampliamento verso il lago diventa l’occasione per la realizzazione di una sala di rappresentanza affacciata sulla darsena. A livello superiore si sviluppa la zona giorno della parte residenziale, caratterizzata dall’ampio terrazzo vista lago con piscina a sfioro che si conclude al secondo livello, con la zona notte, realizzata in un ulteriore nuovo volume che ne completa la struttura originaria a fungo. Gli interventi, in corso avanzato di realizzazione (2013) hanno visto una serie di interventi strutturali volti a ridare verticalità al manufatto che negli anni ha subito una inclinazione dovuta a cedimenti del terreno oltre ad opere di completamento per renderlo fruibile, il tutto realizzato nel rispetto e valorizzazione della particolare struttura in calcestruzzo che resta leggibile all’esterno grazie alle ampie superfici vetrate ed internamente utilizzata per l’organizzazione degli spazi residenziali e terziari.

Piccolo giardino privato nato dall’ampliamento di quello originario. L’ingresso dell’abitazione era in origine a quota + 100 dal piano strada. La richiesta della committenza era di eliminare i gradini per facilitarne l’accesso, e di inserire l’acqua. La flora esistente si era nel tempo ridotta ad una grande magnolia grandiflora posta sul confine. Il nuovo giardino si sviluppa per piani triangolari inclinati collegati da una passerella in legno. La grande superficie, anch’essa triangolare, della grande vasca d’acqua (12x4 mt) addossata alla casa nella quale le pareti si rispecchiano, si alterna, nel percorso verso l’ingresso dell’abitazione, al prato. All’originaria magnolia ora in posizione più centrale nel nuovo giardino, sono state aggiunte una magnolia liliiflora e una nuova magnolia grandiflora. Il compito di queste nuove piantumazioni è principalmente quello di schermare le viste dagli edifici vicini sorti recentemente sui vecchi giardini confinanti rendendo l’illusione di un giardino più ampio e misterioso. Anche i piani inclinati del prato che si accosta ai muri della casa con linee oblique contribuiscono ad una sensazione di maggior profondità prospettica. Tutta la facciata dalla casa che si affaccia sul giardino è stata ricoperta da vite americana.

Enrico Marforio. Vive e lavora ad Arona dove è nato nel 1954. Diplomato all’Istituto Europeo di Design di Milano, si laurea nel 1982 in Architettura. Ha tenuto lezioni presso l’I.S.A.D. Dal 1982 svolge attività professionale e di ricerca nel campo della progettazione architettonica della grafica e del product design. Nel corso degli anni ha maturato competenze professionali nel campo della progettazione dell’arredo urbano, sapendo coniugare felicemente l’esigenza di fruibilità degli spazi urbani con l’attenzione per la tematica paesaggistico – ambientale. Sviluppa progetti e realizzazioni di interni, di edifici privati e pubblici, ristrutturazioni di edifici con valore storico e monumentale.

Antonio Zucconi. Inizia la sua attività nel 1978, lo studio si occupa di edilizia privata, ristrutturazioni industriali, edilizia temporanea, stand, scenografia teatrale, allestimento mostre e installazioni artisti contemporanei.

Studio Marforio

Antonio Zucconi Architetto

Via Roma 21, Arona (NO) www.studiomarforio.it

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Novara, 2005

Via Gaudenzio Ferrari 10,Novara

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SISTEMAZIONE VILLA STORICA E GIARDINO Varallo Sesia (VC), 1990

Committente privato | Realizzazione 1990 | Grande villa di inizio secolo. La committenza richiede il recupero del sotto tetto, il frazionamento in tre unità abitative e la sistemazione del terreno adiacente. Piscina, locali di servizio e soggiorno estivo, orto, stagno, frutteto, parcheggio coperto e serre. La progettazione parte da un condiviso interesse da parte della committenza per l’arte contemporanea. Le opere d’arte presenti non sono frutto di inserimenti successivi alla consegna ma diventano elementi strutturali di percezione degli spazi. Il progetto è volto alla creazione di “opportunità” per l’inserimento delle opere. Il lungo muro del locale soggiorno e del padiglione ad uso della piscina vede il concretizzarsi sulla sua superfice di una grande opera in cotto e pietra dello scultore Urano Palma. A contrasto, accanto alla piscina l’opera in marmo bianco di Carrara di Jiri Saifert vibra e si increspa come la superfice d’acqua che la riflette. Più in su, verso le limonaie, quasi a confondersi con i rami delle piante la trasparente opera in filo di rame dello scultore Pavol Binder. Nel padiglione della piscina, sul muro di fondo un “orizzonte” in elementi di gesso colorato di Jorrit Tornquist. Negli appartamenti un camino è strutturato per accogliere un intervento dello scultore Valerio Tedeschi mentre nella zona letto un grande quadro di Andrea Granchi. Sul tetto, visibile dall’interno, spicca il volo una “ala” di Patrizia Guerresi. Tutte le opere sono state realizzate dagli artisti sul posto durante i lavori. Antonio Zucconi. Inizia la sua attività nel 1978, lo studio si occupa di edilizia privata, ristrutturazioni industriali, edilizia temporanea, stand, scenografia teatrale, allestimento mostre e installazioni artisti contemporanei.

Antonio Zucconi Architetto

Via Gaudenzio Ferrari 10, Novara

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Artisti: Urano Palma, Pavol Binder, Jiri Saifert, Patrizia Guerresi, Valerio Tedeschi, Jorrit Tornquist, Andrea Granchi


CONCORSO DI MAIL ART

Il progetto internazionale di mail art ha come tema “ri-abitare il mondo”, con questo progetto l’Ordine degli Architetti di Novara e VCO, nell’ambito della manifestazione novarArchitettura, invita a lasciare un segno, inviando un’opera-messaggio a tecnica libera sul tema dell’abitare, del riuso del suolo, dei materiali, della sostenibilità della presenza dell’uomo sulla terra.

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L’architecture (petite). Daniela Masini, Chamonix MB Mettere il cuore nel costruire. Raffaella Fava, Novara Re.Stilyng/Load the world . Federica D’Angeli, Roma Città sostenibile. Emanuela Allegra, Novara Lettera “erre I” o “RE-cupero”. Giorgio Ottonello, Torino Scriptio continua. Paola Ricchiuti, Ponte San Pietro BG 3R Riabitare Riciclare Riutilizzare. Silvia Maffeo, Agliè TO Arte/Azione. Venanzio Marra, Montesano Salentino LE Cartolina minatoria. Domenico Amoroso, Novara

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Un sorriso dietro l’uscio. Barbara Monacelli, Gubbio PG Il castello degli specchi. Carlo Poggio, Alessandria Citazione di Dino Risi. Ludovica Beltarre, Novara City 3. Francesca Sigilli, Messina City 2. Francesca Sigilli, Messina City. Francesca Sigilli, Messina City 4. Francesca Sigilli, Messina Osservatorio faunistico di un antico roccolo. Daniele Borrè, Bolzano Novarese NO E Filippo guarda . Gabriela Nava, Novara

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1_ Ampi spazi. Daniele Moro, Novara 2_ Una spirale per rinnovare il mondo. Domizia Vecchio, Veruno NO 3_ Aspettative. Manuela Valsesia, Grignasco NO 4_ No space in the heart. Martina Sogni, Briga Novarese NO 5_ Progetto di valorizzazione per il monastero di San Rabano. Francesca Garagnani, Invorio NO 6_ Umbrella island. Stefano D’Odorico, Milano 7_ Tea-time. Stefano D’Odorico, Milano 8_ Io guardo il mondo da un oblò (e fa tanto freddo). Stefano D’Odorico, Milano 9_ Live in armadio. Stefano D’Odorico, Milano

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Isole. Gianluigi Bassanello, Roma Re visited containers. Giacomo Caputo, Palo del Colle BA La torre di Londra. Stefano D’Odorico, Milano Away from cavern. Il Griso, Grignasco, No Perchè i condomini? Fabio Bertinato, Borgomanero NO Traffico su gomma. Stefano D’Odorico, Milano

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1_ Sottotetto abitabile. Francesca Garagnani, Invorio NO 2_ La libertà di scegliere dove abitare. Laura Martinetti, Borgomanero NO 3_ Woman & the city. Stefano D’Odorico, Milano

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1_ City’s moolight. Stefano D’Odorico, Milano 2_ Il tempo nella city. Stefano D’Odorico, Milano 3_ Casa. Giorgio Gulminelli, Novara

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L’allestimento del concorso di MailArt “ri-abitare il mondo” è stato pensato come un nastro sospeso, composto dalle cartoline pervenute all’Ordine degli Architetti di Novara e VCO. Un nastro sinuoso, collocato sotto ad una delle volte del portico del Broletto di Novara, che si sviluppa e marca una diagonale della volta a crociera. L’installazione delle cartoline è stata pensata come un insieme fluido e sospeso nel vuoto di circa 80 elementi che seguono l’andamento di una superficie complessa curvilinea, controllata attraverso un sistema parametrico. Il progetto espositivo è stato sviluppato con l’utilizzo di software e modelli tridimensionali che attraverso una serie di algoritmi matematici hanno reso possibile il totale controllo della forma, fornendo parametri precisi in fase di realizzazione. L’installazione proposta vuole essere uno spunto di riflessione sui nuovi metodi di progettazione architettonica con i quali è possibile sviluppare e realizzare forme e geometrie complesse, fluide ed organiche. La modellazione virtuale della forma e la parametrizzazione sono strumenti che ampliano le possibilità progettuali, dallo sviluppo iniziale del progetto alla sua realizzazione, fornendo anticipazioni e previsioni sui processi basandosi su dati reali.

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MOSTRA FOTOGRAFICA DI ARCHITETTURE DIMENTICATE

La Società Fotografica Novarese è stata fondata nel 1939: in oltre 70 anni di vita, i soci hanno descritto con le loro fotografie la storia di una città e di un territorio e hanno intensamente vissuto l’evoluzione della fotografia amatoriale italiana. Settimanalmente si incontrano per condividere e commentare fotografie e audiovisivi fotografici, oltre che per organizzare attività di vario genere centrate sulla fotografia, come mostre, workshop, corsi di fotografia o uscite collettive. Negli ultimi anni sono stati inoltre realizzati vari progetti con Enti Locali e con Istituti Scolastici, al fine di promuovere la fotografia dal punto di vista culturale coinvolgendo anche i più giovani. Recentemente la Società Fotografica Novarese ha avuto l’onore anche di ospitare grandi fotografi italiani come Berengo Gardin, Roiter, Migliori e De Biasi.

La mostra fotografica architetturedimenticate a cura della Società Fotografica Novarese, nell’ambito della manifestazione novarArchitettura, ha l’obiettivo di far conoscere quelle testimonianze storico-architettoniche che fanno parte del nostro patrimonio culturale “minore” e che ancora oggi, con la loro presenza, costituiscono la memoria del vecchio mondo della produzione agricola e industriale, mondi oggi profondamente mutati.

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Si è quindi voluto puntare l’obiettivo verso le numerose cascine abbandonate che caratterizzano, ancora oggi, le nostre campagne con la loro presenza silenziosa.

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Gli scatti fotografici guardano con interesse alle aree industriali dismesse, ormai ridotte a scheletri di un recente passato che fino a pochi anni fa ha visto migliaia di lavoratori riversarsi in esse alla ricerca di un lavoro dignitoso; a queste si aggiungono gli edifici legati al mondo dei trasporti, stazioni o caselli stradali, che hanno visto il loro ruolo svanire a favore di rotte e linee “high speed”. Sono state ricercate le ville storiche, espressioni tangibili di una borghesia che faceva erigere i suoi palazzi cittadini avvalendosi delle archistar del momento o realizzando residenze lussuose in riva ai nostri laghi. Si è scavato nel mondo dei Centri Sociali, spazi di aggregazione che hanno visto molte generazioni prendere parte alle loro attività.

La mostra vuole, pertanto, sollevare il velo dell’oblio e dell’indifferenza nei confronti di queste architetture con la consapevolezza che solo la formazione di una coscienza collettiva dei valori culturali del nostro patrimonio architettonico possa favorire azioni di conservazione e tutela dello stesso, garantendone la trasmissione alle generazioni future. Ciò è anche quanto è stato ribadito durante la presentazione dell’evento, tenutosi nella bella cornice costituita dalla sede della Fabbrica Lapidea, all’ombra della Cupola antonelliana.

Dal punto di vista fotografico la stampa in bianco e nero e, in molti casi, le inquadrature realizzate con obiettivi grandangolari, aumentano il senso di drammatizzazione che le immagini conferiscono ai soggetti.

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Cascina San Giovanni, Baraggia di Cressa Cascinale, Proh Castello, Proh Castello, Monticello Castello, Pisnengo Casalvolone Castello, Ponzana Caserma Gherzi, Novara Centrale Enel, Novara Centro sociale , Novara

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Consorzio Agrario, Novara Discoteca Gattopardo Donegani, Novara Edificio commerciale, Agognate Fabbrica passamanerie, Novara Fonderia Sant’Emilia, Novara IACP dietro Caserma Gherzi, Novara ICAV Industrie Chimiche Adesivi e Vernici, Novara Villa Faraggiana, Meina

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Latte Verbano, Novara Macello, Novara Magazzini Cariplo, Novara Riseria Bellomo, Novara Scuola elementare, Agognate Stabilimento ANIC, Novara Stazione ferroviaria, Ponzana Stazione Ferrovie Nord, Novara Stazione FS , San Bernardino

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Autori degli scatti fotografici:

Balossini Mario Barbè Maria Cristina Barberis Guido Caffi Nicoletta Camaschella Enrico Danilowicz Zibì Dell’Era Gabriele Giarda Silvio Leonetti Peppino Nai Stefano Pecol Marisa Presti Domenico Quattrocchi Pasqualino Trevisio Silvana Vanzini Giorgio

SFN_Società Fotografica Novarese

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Industrie Gargano, Novara Ex convento delle Rosine, Novara Mulino San Giacomo, Novara Cabina Enel, Novara Cartiera, Novara Casa Bossi, Novara Casa delle mondine, Ponzana Cascina Bosco, Casalbeltrame Cascina Galdina, Cameri

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Villa Fortuna, Parco del Ticino Struttura industriale, Novara V° Magazzino, Novara Largo Cavalli Novara

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MOSTRA DI MODELLI DI ARCHITETTURA

novarArchitettura espone in pubblico, attraverso la propria sezione toccareArchitettura, i modelli progettuali degli architetti iscritti all’Ordine delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola che si confrontano con il Riuso, tema cardine dell’intera manifestazione. Il termine Riuso è da intendersi in senso esteso, come l’opportunità di riutilizzare gli spazi esistenti destinati ad attività dismesse mutandone la funzionalità, di riconvertire il territorio già compromesso cambiandone la vocazione, di ridonare vita a porzioni di città degradate o inutilizzate, di dare nuovo linguaggio espressivo alle forme architettoniche esistenti. La scelta di esporre i modelli (di urbanistica, architettura, elementi di arredo e prodotti di design) deriva senz’altro da un riconoscimento di merito nelle potenzialità di questo mezzo espressivo (da molti maestri ritenuto il più obiettivo, da altri – tra cui Antoni Gaudì e Frank O. Gehry – considerato vero e proprio strumento di creazione della forma architettonica) e dalla volontà di coinvolgere direttamente lo spettatore nell’entusiasmente esperienza di confronto con lo spazio architettonico, attuato tramite le sue molteplici riproduzioni in scala ridotta. Meglio di piante, prospetti e sezioni, il modello progettuale svolge la propria funzione di catturare l’attenzione dell’osservatore e condurlo dentro gli spazi e a diretto contatto con gli oggetti, per poterne percepire l’anima e comprendere a fondo l’evoluzione.

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Oggi ha ancora senso, nell’attuale epoca di trionfo del digitale e della realtà virtuale, presentare una mostra dedicata ai modelli di architettura? Probabilmente si, dal momento che questo antico strumento di indagine e di comunicazione del progetto architettonico è ancora in vita e rivela immutate qualità di oggettività e immediatezza di comprensione che lo rendono generalmente apprezzato anche ai “non addetti ai lavori”. Motivo di tale interesse risiede nel ruolo attivo dell’osservatore che, attraverso la libera scelta dei propri tempi, dei propri punti di osservazione e dei nodi costruttivi per lui di maggior interesse, ha modo di acquisire una conoscenza graduale e profonda del progetto, senza limitarsi a rivestire il ruolo di spettatore passivo di presentazioni virtuali spesso tanto spettacolari quanto limitate e parziali. Modelli di architettura (ma anche di urbanistica e di design) come fedeli strumenti di comunicazione dell’idea progettuale nei confronti di committenti e potenziali utilizzatori e modelli di studio, in continua evoluzione, come supporto progettuale a disposizione degli architetti per il controllo della complessità volumetrica e tridimensionale dell’opera, sin nei minimi dettagli. Nella presente esposizione il visitatore troverà rappresentati i differenti tipi di modelli di architettura, da quelli approntati specificamente per la presentazione di singole opere a quelli di carattere più generale sullo sviluppo di temi di forte rilievo per la città in generale e per Novara in particolare; tali opere illustrano come il concetto di Riuso possa essere applicato all’architettura. Sono presenti, poi, modelli ed elementi di design che illustrano come il Riuso possa essere declinato, secondo diverse sfaccettature, anche alla progettazione dei prodotti di arredo, anch’essi forme architettoniche.

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Sopra e nella pagina seguente sono riportati i “segnalibri�, realizzati in occasione delle conferenze, autografati dai relatori.

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Eccellenti esempi di riuso in architettura direttamente dalla voce dei protagonisti: un gruppo di cinque studi professionali noti a livello internazionale illustrano, tramite racconti, aneddoti e immagini, il loro iter professionale e le loro migliori esperienze progettuali nel campo del riuso.

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a r c h i t e t t u r a p e r b a m b i n i

Il RIUSO al servizio del divertimento dei piÚ giovani: l’artista novarese Corrado Bonomi e Unicef coinvolgono bambini e famiglie nella costruzione di un articolato labirinto nel cortile del Broletto, utilizzando scatole da imballaggio di recupero. Un modo semplice e creativo di incontrarsi con gli altri e di prendere confidenza con i concetti di spazio e di forma.

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Un cubo bianco di 2 metri di lato e una serie di pennarelli vengono collocati sotto il portico del Broletto per consentire ai visitatori di lasciare liberamente traccia del loro passaggio tramite un motto, un disegno, un pensiero, un segno che racconti la loro visione dell’architettura.

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Spazi suggestivi della città ancora poco noti alla maggior parte dei cittadini novaresi: novarArchitettura propone l’apertura straordinaria dell’Archivio storico dell’Associazione Est Sesia e delle sale della Quadreria del Collegio Caccia per consentire a tutti i curiosi di tuffarsi per alcune ore in un’atmosfera particolare, ricca di documenti storici, preziosi elaborati grafici e ingegnosi modelli progettuali.

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Gli architetti “scendono in piazza” per un confronto diretto con la cittadinanza riguardo la possibilità di recupero di ampie porzioni del territorio urbano. Un dibattito aperto sulle aspettative, sulle opportunità e sulla visione generale di una città che, per crescere armoniosamente, necessita del contributo di tutti.

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L’architettura nella storia, ovvero una inconsueta panoramica sulla celebre figura dell’architetto Alessandro Antonelli, raccontata da un punto di vista non convenzionale tramite i documenti dell’epoca, gli atti ufficiali, le numerose lettere private e le suggestive visioni urbane dell’intraprendente progettista ghemmese.

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L’architettura del presente e del futuro: come la città attuale si appresta ad un processo di miglioramento dei servizi e della qualità della vita urbana tramite l’impiego diffuso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per un ambiente urbano in grado di conciliare le esigenze dei cittadini, della imprese e delle istituzioni.

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L’architettura del riuso raccontata e analizzata nelle sue molteplici sfaccettature, dall’aspetto teorico-normativo alla fase realizzativa di cantiere, sino alla coraggiosa esplorazione nei territori di confine tra diversi ambiti disciplinari, che portano l’architettura a confrontarsi con il mondo dell’arte e della musica.

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iannis xenakis, compositore architetto

il museo della basilica di san gaudenzio

Il Museo della Basilica di San Gaudenzio ha avuto un lungo percorso progettuale e realizzativo. Iniziato nel 1991 e concretizzatosi

Musica e architettura, due discipline sovente accostate e comparate, non solo a causa dell’uso di “termini tecnici comuni”, quali

in una serie di cantieri, a partire dai primi lavori del ’98 fino al 2011, ha tratto dalla lunghezza dei tempi imposta dai finanziamenti

composizione, ritmo, struttura, forma, ecc., ma anche per quelle “leggi” della “quantità” e della “misura” costituenti un possibile

l’occasione per successivi aggiornamenti nelle metodiche di allestimento.

denominatore comune utile al trattamento dei propri specifici materiali [Cfr. Enrico Fubini, Hegel: il sentimento invisibile in L’estetica

Il progetto era articolato in due obiettivi: l’adeguamento degli spazi per creare appositi percorsi di visita negli suggestivi sottotetti della

musicale dal Settecento a oggi, Giulio Einaudi editore, Torino, 1964, pp. 66-67]. In merito a tale accostamento e comparazione

chiesa e l’allestimento museale vero e proprio, riguardante la straordinaria collezione dei reperti del cantiere antonelliano, rimasti sul

fra le due discipline, la figura e l’opera del compositore Iannis Xenakis, collocandosi storicamente in un periodo particolarmente

sito. Completata la prima parte, si attendono tempi migliori per la realizzazione dell’allestimento.

fertile per la ricerca artistico-musicale, costituisce tutt’oggi un rilevante riferimento per quel ramo della ricerca musicale che individua

Il convegno e le visite accompagnate, inseriti nell’evento curato dall’Ordine Architetti di Novara nel 2013, sono state una interessantissima

nell’intersecare e migrare di informazioni, anche tra ambiti fra loro distanti, uno dei tratti caratteristici della contemporaneità. Xenakis

occasione di verifica. Ho avuto infatti la possibilità di motivare le complesse scelte progettuali, ottenendo un positivo riscontro da parte

giunto a Parigi dalla Grecia nel 1947, lavorerà dodici anni per Le Corbusier, e verrà da questi coinvolto nella realizzazione di opere

dei colleghi.

quali il padiglione Philips e il convento di Santa Maria della Tourette. Ed è nella progettazione del padiglione Philips per l’Esposizione

Per quanto riguarda il pubblico più ampio, ho constatato un’ampia modulazione dell’interesse per la cupola: dalle domande specifiche

Internazionale di Bruxell del 1958 che Xenakis – ingegnere, architetto e compositore – già compie quell’opera di “traduzione” dalla

sull’uso di un antico strumento di lavoro, al solo desiderio di salire il più in alto possibile. Suscitare curiosità e far crescere un interesse

musica all’architettura che vede nella rete di glissando di Metastasis, composizione per orchestra del 1954, l’input essenziale che

più consapevole è proprio lo scopo del museo.

condurrà alle caratteristiche geometrie di questo edificio, in cui la tensione volta alla realizzazione di un’opera totale, – dove l’impiego

Da tempo a Novara c’era grande attesa di salire sulla cupola, esperienza ora resa possibile dall’ascensore collocato nel campanile

di tale termine è qui “svuotato” da qualsiasi accezione tardo-romantica – si concreterà all’interno del padiglione stesso con la proiezione

alfieriano, dalla nuova passerella di collegamento e dai percorsi attrezzati interni. L’esposizione provvisoria di alcuni reperti ed immagini

di uno spettacolo filmato, colori e la diffusione della composizione per suoni elettronici Poème électronique, appositamente composta

d’epoca mi ha confermato che da parte del pubblico è vivo il desiderio di scoprire come era organizzato lo straordinario cantiere

per l’occasione da Edgar Varèse. L’opera di Xenakis, le sue successive composizioni, la realizzazione dei Polytopes – in cui le relazioni

ottocentesco, vedere gli strumenti e apprendere la storia dei sistemi costruttivi antonelliani.

fra musica, architettura, suoni e luci concorrono nuovamente alla realizzazione di vere e proprie proprie opere totali –, l’ideazione delle Città cosmiche, questi sono i temi che sono stati trattati durante la conferenza, impreziosita dall’importante contributo dell’architetto

Fernando DELMASTRO Progettista Museo della Fabbrica Lapidea della Basilica di San Gaudenzio

Raffaella Fava che ha fornito interessati informazioni sul lavoro di Xenakis architetto così favorendo nuovi possibili spunti di riflessione per l’interazione fra le due discipline: musica e architettura.

Andrea TRECATE Musicista, compositore e docente

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n o v a r a r i u s a a r c h i t e t t u r a

novarArchitettura offre l’opportunità ai cittadini novaresi di visitare i principali cantieri pubblici della città, solitamente non accessibili, (Complesso dell’ex ospedale psichiatrico, Castello Visconteo, la Sala del Compasso nella Basilica di San Gaudenzio) eccellenti esempi di riuso di architetture del passato, ascoltando direttamente dalla voce dei progettisti la descrizione degli interventi effettuati e la motivazione delle scelte compiute.

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Nella suggestiva cornice del cortile interno del “Cortile Cafè” di Corso Cavour 9, appena rinnovato negli allestimenti e negli arredi, novarArchitettura organizza due serate di aperitivi per fare incontrare appassionati di architettura, cittadini comuni e addetti ai lavori, nel corso delle quali aziende del settore presentano al pubblico i loro prodotti più innovativi.

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I Maestri del design del 900 | dal catalogo Cassina a cura di Luciano Martelli Arredamenti Il mondo dell’architettura declinato alla piccola scala dell’ambiente domestico: due mostre di elementi di arredo di design che spaziano dai primi del ‘900 agli anni ‘70 illustrano al grande pubblico la qualità costruttiva e la ricerca progettuale contenuta in singoli elementi che, prodotti ancora oggi, sono divenuti vere icone del design moderno.

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Gli elementi di arredo disegnati da Cini Boeri per Arflex a cura di Colombo e Garavaglia Arredamenti

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Sullo sfondo delle politiche urbanistiche di Novara viene proposta la mostra di fotografie di Gabriele Basilico su Mestre e l’entroterra veneziano (rethinking Mestre) come “pietra di paragone” dell’immaginifico della città “media” e/o della città “normale”. L’occasione è quella di partire dal progetto di Casa Bossi – Punto di rigenerazione urbana per la realizzazione di un nuovo atlante di visioni e idee per Novara. Il progetto della mostra di Basilico a Novara intende dunque essere uno spunto di riflessione e di raccolta di idee e suggestioni per “vedere” Novara con occhi diversi, ripensare gli spazi urbani in un’ottica nuova, che sia creativa e che porti cultura, sviluppo, crescita. testo tratto dalla homepage del sito www.ripensarenovara.it

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Finito di stampare nel mese di Marzo 2015 a cura di Italgrafica S.r.l. Novara


NovarArchitettura 2013 CATALOGO  

L’Ordine degli Architetti PPC di Novara e VCO, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Novara ha promosso, nel settembre 2013...

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