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Rassegna Stampa Marzo 2012


CORRIERE DELLA SERA - Ed. Bergamo Data 01.03.2012

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L’Eco di Bergamo Data 01.03.2012

Costo del lavoro, peso fiscale, reti d’impresa, accesso al lavoro. Sono alcuni dei temi intorno ai quali verte oggi il Professional day. L’appuntamento è a Roma, ma sarà una grande piazza virtuale quella che vedrà riunirsi in tutta Italia centinaia di migliaia di dirigenti e iscritti agli Ordini professionali. Dai medici ai giornalisti, agli avvocati ai commercialisti, ai geometri. A Bergamo l’appuntamento è alle 9, all’hotel San Marco. «In un momento in cui gli interventi legislativi stanno modificando il sistema nazionale delle professioni è indispensabile un confronto pubblico sulle prospettive di crescita e sul ruolo che 2,1 milioni di iscritti svolgono a supporto di cittadini, imprese e della pubblica amministrazione» dice il Cup, Comitato unitario delle professioni, capitanato da Marina Calderone. Il Professional day è una sorta di giornata dell’orgoglio professionale, nella consapevolezza che il sistema ordinistico garantisce al Paese il 15% del Pil e occupa più di 4 milioni di lavoratori. «Difficile comprendere i motivi di urgenza che hanno indotto il governo a procedere con un decreto legge nei confronti di lavoratori autonomi, cioè di professionisti, e con strumenti normativi ordinari invece per la riforma del lavoro dipendente – dice Calderone –: discriminazioni inaccettabili». Richieste e proposte saranno oggetto di discussione durante i lavori. Legacoop, di recente, ha censito le cooperative tra professionisti già operative, appartenenti ai diversi settori merceologici e mutualistici. Si tratta di 617 cooperative, con 11.591 occupati (dei quali 9.136 soci e 2.455 addetti), che sviluppano un valore complessivo della produzione di oltre 454 milioni. ■

Il presidente dell’Ordine degli architetti (2.338 iscritti), Paolo Belloni, afferma sì che «i contenuti della riforma pongono questioni condivisibili: dalla

deontologia che viene tolta dalla competenza esclusiva degli Ordini alla formazione continua, dal tirocinio alle assicurazioni obbligatorie, dal contratto preliminare alla liberalizzazione della pubblicità», ma che «ciò non può giustificare una rappresentazione distorta della realtà». Gli Ordini non hanno alcun costo per lo Stato: il libero accesso è già in essere, chiunque sia in possesso di idoneo titolo di studio e abbia superato l’esame di Stato può iscriversi liberamente al suo Ordine professionale. «Negli ultimi

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dieci anni gli iscritti sono raddoppiati. I minimi tariffari sono già stati aboliti, con i privati la trattativa è libera. È vero, invece, che gli Ordini sono deboli nel garantire il rispetto delle norme deontologiche. Quanto a liberalizzazioni e concorrenza – chiarisce – non c’è alcuna contrarietà a maggior concorrenza in un contesto fatto di regole chiare e reciprocamente rispettate». «Invece – conclude – non può essere tollerato qualcosa che equivale a una deregulation chiamata impropriamente modernizzazione». ■


L’Eco di Bergamo Data 02.03.2012

L’orgoglio ritrovato e i temi sul tavolo: accesso, previdenza e capitali La giornata dell'orgoglio professionale ritrovato. La giornata dell'occasione quasi perduta. Sono diverse le letture della mattinata che ha riunito al San Marco Ordini e Collegi, ma tutti riconoscono che già essersi incontrati è un dato positivo, perché si era perduta la coscienza di appartenere tutti al mondo delle professioni liberali, quelle che producono Pil attraverso la resa di servizi dove il valore aggiunto è il pensiero e il riferimento sono gli ambiti più delicati della cittadinanza: la salute, la convivenza civile, la sicurezza di cose e persone. Tre soprattutto sono i temi trasversali che interessano tutte le categorie: i giovani e il destino delle casse previdenziali (in pratica l'inizio e la fine della professione) e i capitali. Sul primo tema il problema non è l'accesso ma l'ottenimento di compensi equi nelle fasi di praticantato. I più allo sbaraglio sono i giovani giornalisti, dove il lavoro precario – piaga storica della professione – negli ultimi dieci anni si è «cinesizzato», trasformandosi in una giungla sovraffollata di aspiranti senza tutele e scarsissimo reddito. Sullo sfondo il problema della formazione scolastica e universitaria ritenuta debole rispetto alle necessità di competenza. La questione delle casse previdenziali invece è un tema ben presente alla metà di iscritti che in ogni ordine sono sopra i cinquant'anni. Il timore generale è che la sostenibilità di 50 anni richiesta dal governo (e in una prima versione senza conteggio del patrimonio immobiliare) nasconda invece l'obiettivo di annullare ogni autonomia facendo rientrare tutto nel sistema Inps. Il terzo tema è il più spinoso: l'entrata di soci di solo capitale nelle associazioni professionali. Pur nella versione attenuata del 30%, la quota appare a tutti ancora troppo alta e fa temere, nel migliore dei casi, di passare da imprenditori di se stessi a dipendenti mascherati. Nel peggiore, di finire a servizio della criminalità organizzata. La giornata bergamasca è stata aperta dalla presidente dell'ordine dei Consulenti del lavoro, Adriana Regonesi, che ha ricordato la produzione del 15% del Pil da parte delle professioni e la loro funzione sociale collegata alla qualità del servizio e alla sussidiarietà con la pubblica amministrazione. Per i consulenti, che si occupano soprattutto di piccole imprese, le preoccupazioni riguardano la possibilità di mantenere un servizio equilibrato e di qualità sia verso le aziende sia verso i lavoratori in un momento di decisioni economiche difficili da prendere. «Che il governo di tecnici si fidi dei tecnici», ha detto la presidente, riprendendo lo slogan nazionale della manifestazione. A studi come supermercati si è riferito chiaramente Alberto Carrara, presidente dei commercialisti che ha chiesto un dialogo con il governo per recuperare una linea di condotta logica con certezze legislative e operative: «I collegi sindacali non devono scomparire – ha sottolineato Carrara – perché la loro sorveglianza evita alle aziende di infilarsi in situazioni senza uscita. Su 562 fallimenti registrati dal Tribunale di Bergamo nel 2010-2011 – ha spiegato – 437 riguardano società di capitali e di queste solo il 5,7% avevano l'organo di controllo». Per il presidente dell'Ordine degli avvocati, Ermanno Baldassarre, «I costi della giustizia non sono colpa dei professionisti. Piuttosto, rivendichiamo la rilevanza costituzionale della nostra professione». Se qualcosa va cambiato, ha concluso, riguarda l'avvio delle specializzazioni e lo snellimento degli apparati». L'assoluta necessità di migliorare la Pubblica amministrazione prima di toccare le professioni è stata richiamata dal presidente dei notai, Pier Luigi Fausti, mentre il più pessimista sugli esiti della protesta è apparso il presidente dell'Ordine dei medici Emilio Pozzi. Più ottimisti i rappresentanti del mondo tecnico, ingegneri (Donatella Guzzoni), architetti (Paolo Belloni), geometri (Renato Ferrari), periti (Ezio Carissoni), già pratici di preventivi ma preoccupati comunque della qualità delle prestazioni in una liberalizzazione selvaggia. Per il resto della mattinata i professionisti orobici hanno seguito il collegamento nazionale e la sfilata di testimonianze. Marcello Pancaldi, consulente del lavoro non capisce perché «un governo tecnico non comprenda il ruolo delle professioni. Siamo al servizio della collettività, se si vuol ridurre tutta la questione al prezzo stracciato, senza badare alla competenza – che comprende anche portare i clienti eventualmente disinvolti verso il comportamento corretto – non credo si sia imboccata la strada giusta». Ancora più chiaro il telegrafico commento dell'avvocato Maurizio Galasso: «Sicuramente tutte queste misure non servono al rilancio dell'economia. Non è questo il punto». Per Ezio Deligios, commercialista, il problema «è l'uso indiscriminato e indifferenziato di strumenti che vanno usati con attenzione nel rispetto della Costituzione. C'è un trasferimento di poteri dai professionisti a lobby più potenti. Questo è da rifiutare. Invece risparmio, qualità, controlli sono cose buone. Ma la crisi del Paese non è certo colpa dei professionisti». Susanna Pesenti

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CORRIERE DELLA SERA - Ed. Bergamo Data 09.03.2012

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L’Eco di Bergamo Data 14.03.2012

Sei totem in ogni sede dell’ateneo orobico per valorizzare la cultura (artistica e ambientale) dei luoghi in cui i giovani studiano ogni giorno. Li ha realizzati il Centro studi per il territorio «Lelio Pagani» in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico (in programma venerdì). Un piccolo segno per ricordare ai giovani che ogni giorno hanno la fortuna di camminare e studiare in mezzo a tesori di storia, cultura e paesaggio. Un punto di forza che vale per le sedi universitarie ma naturalmente Anche per molti altri luoghi della Bergamasca. Con questo intento il primo centro di ateneo (fu fondato nel 2001) dell’Università degli studi di Bergamo ha promosso un corso di perfezionamento dedicato ai professionisti (agronomi, architetti, paesaggisti e non solo) dal titolo «Il progetto di paesaggio: cultura dei luoghi, regole, valutazione». Un corso, teorico e pratico, per esperti e per chi desidera imparare a valorizzare il paesaggio attraverso la conoscenza della storia, della cultura e della tradizione che li attraversa.

Una parte fondamentale del corso sarà dedicata alle pratiche d’intervento, restauro, rigenerazione e valorizzazione attraverso lo studio di casi esemplari e forme di progettazione. Le lezioni riguarderanno in particolare l’area padana, ma anche un confronto con scenari internazionali. Il corso permetterà anche di conoscere gli attori che sul territorio si occupano di valorizzazione del paesaggio e della cultura. È stato realizzato in collaborazione con l’Ordine degli architetti della provincia di Bergamo e il Circolo culturale Giovanni Ruffini di Lovere. È all’interno dell’alta formazione promossa dalla School of management dell’ateneo. È possibile accedere anche ad alcune borse di studio. Per maggiori informazioni (le iscrizioni si chiudono il 20 marzo) si può consultare il sito http://sdm.unibg.it/masterbg. Il corso inizierà ad aprile e si svolgerà il mercoledì e venerdì dalle 16 alle 20 e il sabato dalle 9 alle 13. Si tratta di un percorso di 200 ore ( trimestrale) di cui 100 di formazione in aula e altrettante di project work.

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L’Eco di Bergamo Data 18.03.2012

A Egregio direttore, sabato 3 marzo il suo giornale ha pubblicato un articolo a firma di Dino Nikpalj sul progetto di risalita di Città Alta, nel quale abbiamo appreso non solo del suo slittamento ma anche, cosa da tempo nota, dell’elaborazione della medesima proposta progettuale da parte dell’ufficio tecnico comunale con il semplice ruolo di consulente dell’arch. Aurelio Galfetti. La tormentata vicenda di questa risalita é crediamo a tutti nota. La precedente Amministrazione, vogliamo ricordare, aveva promosso su questo progetto uno dei pochissimi concorsi riguardante la realizzazione di un’opera pubblica nella nostra città, prevedendo una soluzione che realizzava all’esterno la stessa struttura, la ormai famosa «torre d’assalto». Questo era il tema esplicitato dal bando ed é stato questo alla quale moltissimi architetti hanno voluto dare il loro contributo di idee e soluzioni. Purtroppo, come spesso accade, tutto questo impegno non è valso a nulla avendo l’Amministrazione, che nel frattempo è subentrata, deciso di rinunciarvi

secondo motivazioni che potevano essere anche condivisibili ma di cui non si potevano di certo far carico i progettisti che a quel concorso avevano partecipato. La stessa Amministrazione ha infatti nel frattempo reperito i fondi necessari, almeno fino a ieri, per poter portare all’interno delle mura la stessa risalita. Quello che francamente sorprende, e arriviamo al dunque, é che la stessa possa aver pensato di affidare la realizzazione di quest’opera ai suoi uffici, che hanno indubbie competenze ma non per un progetto di tale complessità e di alto livello di multidisciplinarietà. Come è possibile, ci chiediamo, che mentre la città ha la giusta ambizione di candidarsi a capitale europea della cultura del 2019 oltre che a voler essere iscritta, con una iniziativa transazionale, nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, proprio con un progetto che prevede la definizione di un itinerario delle città fortificate che va da Bergamo, attraverso la Grecia, fino a Cipro, si decida di realizzare in quelle stesse mura, un progetto elaborato dal suo ufficio tecnico? Una cosa di questa natura, le assicuriamo, non accadrebbe in nessun’altra città d’Europa. Come in queste realtà é ormai prassi consolidata, continuiamo insistentemente ma purtroppo senza alcun risultato, a ritenere che solo metodi concorsuali possano essere la risposta più corretta a queste temi e come

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l’Amministrazione sa bene, abbiamo per questo da tempo dato la nostra disponibilità a che queste procedure possano essere attuate con rapidità ed efficienza. Pur tuttavia, se non si volesse percorrere questa strada, ci chiediamo allora come é possibile che un architetto di fama internazionale come Aurelio Galfetti sia destinato nella nostra città ad assumere costantemente un semplice ruolo di tutore dell’ordine e del decoro, senza valorizzare adeguatamente una professionalità di così alto livello e qualità. L’utilizzo di firme prestigiose dell’architettura contemporanea nel semplice ruolo di consulenti è infatti una prassi, oggi così diffusa da trasformarsi in abitudine, che viene utilizzata esclusivamente a copertura e validazione culturale di progetti che vengono poi di fatto sviluppati dagli uffici interni,


L’Eco di Bergamo Data 18.03.2012

come sta accadendo, nella nostra città, non solo in questo caso ma anche nell’altrettanto importante progetto per la riqualificazione di Piazzale Marconi. Sappiamo già che la risposta a questa nostra perplessità sta tutta in ragioni economiche e per certi versi, visti i tempi, possiamo pensare che ciò possa essere considerato in prima istanza anche plausibile. Ma quello che ci è difficile accettare è il perché una città come la nostra che ha tutte le potenzialità per valorizzare al massimo la sua immensa vocazione turistica, non decida di investire in modo selettivo ma a nostro avviso molto più oculato, in un ambito strategico come questo, un settore che può, se ben gestito, fruttare lauti ricompensi alla stessa Amministrazione.

Scelte di questo genere vanno in questa direzione? È davvero possibile pensare di risparmiare su un progetto di questa portata, con procedure di questo tipo? Siamo davvero convinti che questo approccio costituisca una scelta in prospettiva giusta per la nostra città? Noi abbiamo seri dubbi. _ IL PRESIDENTE ED IL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI ARCH. PAOLO BELLONI ARCH. STEFANO BARETTI ARCH. REMO CAPITANIO ARCH. CARLOS MANUEL GOMES DE CARVALHO ARCH. FRANCESCO FORCELLA ARCH. ARIANNA FORESTI ARCH. VITTORIO GANDOLFI ARCH. EMILIO GIOBBI ARCH. FRANCESCA PERANI ARCH. MATTEO SEGHEZZI ARCH. ELENA SPARACO ARCH. MARCO TOMASI ARCH. FRANCESCO VALESINI ARCH. ROBERTO ZAMPOLERI ARCH. FABIO CORNA

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www.Bergamonews.it Data 21.03.2012

A Bergamo Giovedì 22 marzo incontro all'Urban Center per fare il punto sul ruolo del design nello sviluppo delle città e per discuterne le linee guida future con i docenti delle Università, con gli studenti e con le Istituzioni.

"Luci della Città" nuove proposte dal design Giovedì 22 marzo alle 18.30 in occasione dell’ultima settimana di apertura della Mostra “Luci della Città” all’Urban Center di Bergamo, (prorogata fino a domenica 25 marzo) tavola rotonda sul tema “Nuove proposte per la città”. Presenti Andrea Pezzotta, Assessore all'Urbanistica e Expo del Comune di Bergamo, i docenti degli Istituti coinvolti (Politecnico di Milano, Accademia del Lusso, Domus Academy) e Enrico Baleri, curatore del progetto. L’incontro aperto al pubblico per fare il punto della situazione sul ruolo che il design ha nelle nostre città e per discuterne le linee guida future con i docenti delle Università, con gli studenti e con le Istituzioni. La Mostra, all’Urban Center dallo scorso 11 febbraio è organizzata dal Centro Ricerche Enrico Baleri in collaborazione con il Comune di Bergamo. Il progetto ha visto coinvolte le principali Scuole di design, di architettura e di arte del territorio: PoliDesign Politecnico di Milano, Accademia del Lusso e Domus Academy. Gli allievi sono stati invitati a lavorare su un tema attuale, “Luci della Città”, e i sedici progetti realizzati, presentati attraverso tavole, modelli in scala e immagini fotografiche, sono il risultato di Workshop tenuti dal Centro Ricerche presso le Scuole con un numero di studenti selezionati. L’iniziativa, nata lo scorso anno con “Arredare la Città”, sviluppa il tema dell’arredo urbano e il suo ruolo nella costruzione di una città a “misura d’uomo”. Dobbiamo ricordare che la sua funzione primaria è quella di organizzare lo spazio. Il tema di questa edizione, “Luci della Città”, comprende progetti in grado di “dare nuova luce” alle città, non solo focalizzandosi sul light design, ma con un senso più ampio dato dalla volontà di rinnovare la visione e la visibilità degli spazi pubblici. Il progetto è pensato per diventare itinerante in diversi luoghi del territorio, spazi espositivi e sedi delle Scuole coinvolte e per essere un appuntamento che si ripete ogni anno in grado di focalizzare l’attenzione sulle Scuole e sui giovani creativi. La Mostra ha il sostegno di Comune di Bergamo, Provincia di Bergamo Assessorato Grandi Infrastrutture, Pianificazione Territoriale, Expo, ADI Associazione Disegno Industriale, Fondazione ADI, Ordine degli Architetti della Provincia di Bergamo, Confindustria Bergamo. Urban Center Bergamo, Viale Papa Giovanni 57. Orari fino al 25 marzo: venerdì - sabato - domenica: 14 - 17 ingresso libero.

http://www.bergamonews.it/cultura-e-spettacolo/luci-della-citt%C3%A0-nuove-proposte-dal-design-158362

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www.mammechefatica.it Data 26.03.2012

Mamme, che idea a Bergamo! Bergamo, iniziative anno 2012. Esonero dalla quota dell’iscrizione all’Albo per il 2012: è questo il provvedimento adottato dall’Ordine degli Architetti di Bergamo, su proposta del gruppo Archidonne, per sostenere i neo-genitori. Potranno beneficiare dell’esonero i neo-padri e le neomadri e sarà valido sia per le nascite, che per le adozioni e gli affidi di un minore di età inferiore ai sei anni avvenuti nell’anno 2011. L’iniziativa, ha preso spunto dall’interazione tra Archidonne Bergamo e il Gruppo “Donne Libere Professioniste” dell’Ordine degli Architetti di Rimini, e vuole essere un incentivo ad affrontare in modo non convenzionale le questioni relative alla conciliazione famiglia-lavoro, poiché solitamente incentrati sul ruolo materno, quando è comunque necessaria la collaborazione del partner. Per info: www.architettibergamo.it

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Inarcassa Data marzo 2012

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