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XXXVI STAGIONE CONCERTISTICA

Concerto di Inaugurazione

DANIELE RUSTIONI direttore BENEDETTO LUPO pianoforte


FONDAZIONE ORCHESTRA REGIONALE TOSCANA

Direttore generale

Marco Parri

Direttore servizi musicali

Paolo Frassinelli

Direttore comunicazione

Riccardo Basile

Ufficio sviluppo e fundraising

Elisa Bonini

Amministrazione

Simone Grifagni, Cristina Ottanelli Ufficio del personale

Patrizia Brogioni, Andrea Gianfaldoni Segreteria

Stefania Tombelli, Tiziana Goretti, Ambra Greco Servizi tecnici Orchestra

Angelo Del Rosso

OspitalitĂ  e sala Teatro Verdi

Fulvio Palmieri, Paolo Malvini Consiglio di Amministrazione

Palcoscenico Teatro Verdi

Maurizio Frittelli presidente Francesa Bardelli vice presidente Elisa Burlamacchi Nazzareno Carusi Claudio Martini

Personale di sala

Revisore Unico

Vittorio Quarta

Alfredo Ridi, Walter Sica, Carmelo Meli Sandro Russo, Alessandro Goretti Lisa Baldi, Martina Berti, Anastasiya Byshlyaha, Tommaso Cellini. Lorenzo Del Mastio, Enrico Guerrini, Chiara Giglioli, Michele Leccese, Pasquale Matarrese, Giuseppe Zarcone


XXXVI STAGIONE CONCERTISTICA 16_17 direttore artistico

Giorgio Battistelli

direttore principale Daniele Rustioni direttore e compositore in residence Tan Dun direttore onorario Thomas Dausgaard

Concerto di Inaugurazione DANIELE RUSTIONI direttore

BENEDETTO LUPO

pianoforte

 O IC

stituzioni

oncertistiche

rchestrali


Concerto di Inaugurazione in collaborazione con il Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze e l'Istituto di Studi Musicali "Rinaldo Franci" di Siena

FRANCESCO ANTONIONI Nostro mare Cinque brevi scene per orchestra (2015) da una poesia di Erri De Luca Vincitore Play It! 2015

SERGEJ RACHMANINOV Rapsodia su un tema di Paganini op.43 Introduzione e 24 variazioni

***

PËTR IL'IČ ČAJKOVSKIJ Sinfonia n.6 in si minore op.74 'Patetica' FIRENZE, TEATRO VERDI

venerdì 21 ottobre 2016 ore 21.00

Adagio – Allegro non troppo Allegro con grazia Allegro molto vivace Finale: Adagio lamentoso - Andante

concerto trasmesso in differita da Rete Toscana Classica

Registrazioni e produzioni audio a cura di SoundStudioService

Il premio Play It! è realizzato dal maestro orafo Paolo Penko


DANIELE RUSTIONI A 33 anni, è uno dei direttori d’orchestra più interessanti della sua generazione, avendo ricevuto il premio come «Best newcomer of the Year» all’International Opera Awards già nel 2013. Nel 2014 è stato nominato direttore principale dell’ORT, dopo aver ricoperto il ruolo di direttore ospite principale al Teatro Michajlovskij di San Pietroburgo e di direttore musicale al Petruzzelli di Bari. Ha studiato a Milano, dove si è diplomato giovanissimo in organo, composizione e pianoforte. Ha proseguito gli studi di direzione d’orchestra con Gilberto Serembe, continuando la sua formazione alla Chigiana di Siena sotto la guida di Gianluigi Gelmetti e alla Royal Academy of Music di Londra. Nel 2007 Gianandrea Noseda diventa il suo mentore, che lo avvia alla carriera direttoriale con l’opportunità di debuttare al Regio di Torino, mentre alla Royal Opera House (Covent Garden di Londra) è stato assistente di Antonio Pappano, che lo ha seguito nei primi passi. Oggi dirige regolarmente nei migliori teatri italiani, dal Regio Torino, alla Fenice di Venezia, ospite del Maggio Musicale Fiorentino e del Rossini Opera Festival a Pesaro. Nell'ottobre 2012 ha debuttato al Teatro alla Scala con La bohème; vi è tornato per due stagioni consecutive con la nuova produzione di Un ballo in maschera nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario verdiano e per una ripresa de Il trovatore nel febbraio 2014, registrata in video dalla RAI. Nel marzo

2011 aveva già debuttato con Aida alla Royal Opera House, dove è tornato lo scorso autunno con una produzione dell’Elisir d’amore di grande successo. Sempre nel Regno Unito ha diretto all’Opera North ed è stato ospite della Welsh National Opera per una serie di progetti, tra cui una nuova produzione di Così fan tutte e due opere belcantiste di Donizetti, Anna Bolena e Roberto Devereux, accolte da un clamoroso successo della critica. Ha debuttato negli Stati Uniti al Glimmerglass Festival con una nuova produzione della Medea di Cherubini; vi è poi tornato per il debutto alla Washington National Opera nel 2013 e per un tour con l’Orchestra dell’Accademia della Scala nel dicembre dello stesso anno. Debutterà al Met nella stagione 2016/17. Nella stagione 13/14 ha fatto il suo debutto in Giappone con la Nikikai Opera, all’Opéra National de Lyon


con una nuova produzione di Simon Boccanegra, alla Bayerische Staatsoper con Madama Butterfly e alla stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla, mentre la passata stagione ha visto il primo podio allo Staatstheater di Stoccarda, al San Carlo di Napoli e alla Staatsoper di Berlino oltre il ritorno al Regio di Torino. Durante il prossimo autunno farà la sua prima apparizione all’Opéra National de Parigi e all’Opernhaus di Zurigo. Rustioni svolge un’intensa attività sinfonica: oltre alla collaborazione con l’ORT, ha già diretto le migliori orchestre sinfoniche italiane come l’Orchestra dell’Accademia di S.Cecilia, l’Orchestra Sinfonica della RAI e la Filarmonica della Fenice. Ha inoltre diretto la BBC Philharmonic, l’Orchestra della Svizzera Italiana (a Lugano e in tournée), la Helsinki Philharmonic, la London Philharmonic, l’Orchestre Philharmonique di Montecarlo e la Kyushu Symphony Orchestra in Giappone. Vi è poi tornato nel giugno di quest'anno per i debutti allo Hyogo Performing Arts Center e con la Tokyo Symphony Orchestra. Durante la scorsa stagione ha debuttato

con la Bournemouth Symphony Orchestra, dove sarà di nuovo ospite nell’aprile 2017. Per Sony Classical ha registrato un album, Aries, con Erwin Schrott alla guida dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna, mentre alla fine di settembre è uscito, sempre per Sony Classical, il nuovo CD dedicato a Giorgio Federico Ghedini e registrato proprio con l'Orchestra della Toscana. Lo scorso anno è stato nominato direttore principale de l'Opéra National de Lyon: il prestigioso incarico decorrerà dal 1° settembre 2017 ed avrà durata quinquennale. Nella città francese dirigerà almeno due produzioni operistiche a stagione oltre ad un ricco programma di concerti sinfonici.


BENEDETTO LUPO

Considerato dalla critica internazionale come uno dei talenti più interessanti e completi della sua generazione, Benedetto Lupo si è imposto all’attenzione del mondo musicale con l’affermazione nel 1989, primo italiano, al prestigioso Concorso Internazionale Van Cliburn che lo ha portato a suonare con le più importanti orchestre americane ed europee come la Philadelphia Orchestra, Boston Symphony, Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, Orchestre Symphonique de Montréal, Seattle Symphony, Vancouver Symphony, la London Philharmonic, Gewandhaus Orchester di Lipsia, Rotterdam Philharmonic, Hallé Orchestra, Deutsches SymphonieOrchester, Stuttgarter Philharmoniker, Orquesta Nacional de España, Orchestre Philharmonique de Monte Carlo, Orchestre Philharmonique de Liège, Bergen Philharmonic, Orchestre du Capitole de Toulouse. Dopo il debutto a tredici anni con il Primo Concerto di Beethoven, si era già affermato in numerosi concorsi internazionali, tra i quali il "Cortot" ed il "Robert Casadesus", "Gina Bachauer"


e nel 1992 il Premio "Terence Judd" a Londra. La sua intensa attività concertistica lo ha visto spesso ospite al Lincoln Center di New York, alla Salle Pleyel a Parigi, alla Wigmore Hall a Londra, alla Philharmonie a Berlino, al Palais des Beaux Arts di Bruxelles, al Festival di Tanglewood, al Festival Internazionale di Istanbul, al Festival Enescu di Bucarest e al Tivoli Festival di Copenaghen. Tra i direttori con cui ha collaborato ricordiamo Yves Abel, Giancarlo Andretta, John Axelrod, Piero Bellugi, Daniele Callegari, Aldo Ceccato, Ed Gardner, Andrew Grams, Lü Jia, Vladimir Jurowski, Jean-Jacques Kantorow, Bernard Labadie, Louis Langrée, Alain Lombard, Nicholas McGegan, Juanjo Mena, Kent Nagano, Daniel Oren, George Pehlivanian, Zoltan Pesko, Michel Plasson, Josep Pons, Lawrence Renes, Joseph Silverstein, Stanislaw Skrowaczewski, Michael Stern, Alexander Vedernikov, Antoni Wit, Hugh Wolff and Xian Zhang. Oltre alle sue registrazioni per numerose radiotelevisioni europee e statunitensi, Lupo ha inciso per Teldec, BMG, VAI, Nuova Era e, l’Integrale delle composizioni

per pianoforte e orchestra di Schumann, per la Arts. Nel 2005 l’ incisione del Concerto Soirée di Nino Rota, per Harmonia Mundi, riscuote un grande successo dalla critica internazionale che gli conferisce ben cinque premi, tra i quali il prestigioso Diapason d’Or. Nato a Bari, Benedetto Lupo ha iniziato gli studi musicali nella sua città, sotto la guida di Michele Marvulli e Pierluigi Camicia, perfezionandosi successivamente con Sergio Perticaroli, Aldo Ciccolini e frequentato le masterclass di Carlo Zecchi, Nikita Magaloff, Jorge Bolet e Murray Perahia. Pianista dal vasto repertorio, ha al suo attivo anche un’importante attività cameristica e didattica; tiene master classes presso importanti istituzioni internazionali ed è spesso invitato nelle giurie di prestigiosi concorsi pianistici internazionali. Dall’anno accademico 2013/2014, è titolare della cattedra di pianoforte nell’ambito dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Nel dicembre 2015 è stato nominato Accademico di Santa Cecilia.


FRANCESCO ANTONIONI (Teramo, 1971)

Nostro mare Cinque brevi scene per orchestra (2015) durata 13 minuti circa

Contrariamente alle storie raccontate nella tradizione (o forse in conformità agli aspetti più cruenti e dunque spesso rimossi di quelle stesse storie), il mare mediterraneo è diventato sotto i nostri occhi un luogo diverso. Una poesia di Erri de Luca ha dato lo spunto per una successione di brevi scene, di situazioni emotive differenti, accomunate da un senso di urgenza e di partecipazione, come un possibile studio di nette connotazioni musicali, per un teatro immaginario. Non è compito della musica stabilire demarcazioni etiche, o dare giudizi su quel che è giusto o sbagliato, poiché essa agisce su un piano irriducibile alla logica di contrapposizioni che domina il dibattito, né la musica può sostituirsi al

racconto o all’esperienza diretta, incommensurabile rispetto alla sua rappresentazione. Tuttavia essa deve poter fornire uno sguardo diverso, che tenga assieme sentimenti ed emozioni contrastanti, a volte opposti, tenuti insieme da strette relazioni polifoniche, per abbracciare le tante contraddizioni con cui siamo chiamati ogni giorno a confrontarci. I. ... senza una strada sopra le tue onde ... II. ... sia benedetto il tuo sale, sia benedetto il tuo fondale ... III. ... Custodisci le vite, le visite cadute come foglie sul viale ... IV. ... tu sei più giusto della terraferma ... V. ... all’alba sei colore del frumento ... note dell'autore


SERGEJ RACHMANINOV (Onega 1873 – Beverly Hills 1943)

Rapsodia su un tema di Paganini op.43 durata: 23 minuti circa

Tanto adorato dalle platee, quanto maltrattato dalla critica. Se il pubblico non ha mai saputo resistere alla seduzione esercitata dalle melodie larghe e trascinanti del russo Sergej Rachmaninov, proprio la sovrabbondanza espressiva e le struggenti estasi passionali riversate nelle sue partiture gli sono costate il biasimo degli studiosi. Che l’hanno bollato come reazionario molle, dolciastro, attardato prosecutore di un romanticismo decadente e salottiero del tutto impermeabile alle istanze progressiste del suo tempo. Però, spiegava Rachmaninov, la musica altro non è che «una calma notte di luna, un frusciare estivo di foglie, uno scampanio lontano nella sera. La musica nasce solo dal cuore e si rivolge al cuore. È amore. Sorella della musica è la poesia e madre la sofferenza». Autentica dichiarazione di poetica, secondo la quale la musica va intesa come schietta effusione sentimentale, più anima che intelletto. La colpa di Rachmaninov consisterebbe dunque nell’aver amoreggiato con gli ascoltatori assecondandone eccessivamente gusti e desideri, nel perseguire una sorta di spettacolarizzazione degli affetti anteponendo la sollecitazione epidermica alla profondità del

messaggio musicale. Ciò, peraltro, gli garantì celebrità smisurata negli Stati Uniti, terra d’adozione dal 1918, dove il suo eloquio turgido e sensuale divenne modello per gli autori di colonne sonore hollywoodiane. Di recente, tuttavia, l’ostracismo dei censori verso di lui si è affievolito e la sua produzione (specie quella sinfonica e teatrale, più a lungo contrastata) gode di una generale riconsiderazione. Non hanno avuto bisogno di venire riabilitate le Variazioni su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra che misero d’accordo tutti gli ascoltatori fin dalla première avvenuta il 7 novembre 1934 alla Lyric Opera House di Baltimora, con l’autore solista e sul podio Leopold Stokowski (futuro direttore della colonna sonora del film disneyano Fantasia). Il lirismo denso e avvolgente vi si coniuga con lo splendore virtuosistico, il raziocinio costruttivo con il fascinoso colore strumentale, con l’affabilità comunicativa. Il tema sottoposto a variazioni è quello dell’ultimo, il ventiquattresimo, dei Capricci per violino solo di Niccolò Paganini (stampati nel 1820): un motivo crepitante, elettrico, utilizzato come matrice per una serie di variazioni di bravura; e alla manipolazione evidentemente si presta bene, visto che poi, oltre a Paganini e


a Rachmaninov, lo usano al medesimo scopo anche Johannes Brahms, con i due quaderni di Variazioni su un tema di Paganini per pianoforte op.35 (1863), e il polacco Witold Lutosławski in una composizione dallo stesso titolo per due pianoforti (1941) e nella rielaborazione per piano e orchestra (1979). Al tema e al suo autore, violinista prodigioso capace di stregare le folle con la sua arte e il codazzo di gossip che si portava dietro, si associa una certa nomea diabolica abilmente attizzata a scopo promozionale da Paganini stesso. Rachmaninov se ne appropria (le mani del pianista corrono, affondano, saltano, si intrecciano sulla tastiera, indiavolate), depotenziandone la carica ‘nera’ attraverso la brillantezza della veste sinfonica che gli fa indossare; eppure, al contempo, ne calca l’aspetto oscuro, luttuoso, annodandolo al tema gregoriano del Dies irae, canto della messa per i morti spesso presente nelle opere di Rachmaninov a mo’ di memento. A sorpresa le Variazioni non cominciano, come dovrebbero, con l’enunciazione del tema paganiniano, ma direttamente con una sua variazione che ne mette in luce l’ossatura armonica e melodica. Il tema arriva subito dopo, seguito da una raffica di altre ventitré variazioni,

ciascuna della quali dura attorno al minuto. Tutte folgoranti e variopinte, in un dialogare sempre serratissimo tra solista e orchestra. Alla settima variazione compare per la prima volta il Dies irae che in questo contesto vale pure come memoria del Totentanz di Franz Liszt (per il medesimo organico), dove fungeva da tema principale. Dies irae e tema di Paganini si rivelano inaspettatamente apparentati e da qui in avanti sembrano confondersi l’uno con l’altro. In tal modo le Variazioni procedono tra cascate argentee di note, oasi liriche, episodi con muscoli e dita in spigliata esibizione. La n.18 è la più emozionante: Rachmaninov vi applica il suo sigillo di melodista romantico strappacuore. Questa pagina segna il confine tra una sezione centrale cantabile e le ultime variazioni, tutte così esuberanti e tecnicamente onerose che perfino l’autore, pianista tra i più ardimentosi della storia, sudava freddo a suonarle. Gregorio Moppi


PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ (Votkinsk 1840 - San Pietroburgo 1893)

Sinfonia n.6 in si minore op.74 'Patetica' durata: 50 minuti circa

La Sinfonia n.6 non è l’ultimo lavoro in assoluto di Čajkovskij, ma è senza dubbio la più dolorosa pagina del suo diario intimo. Celeberrima ancora oggi per quel suo sottotitolo, Patetica (apposto sulla partitura, pare, dal compositore stesso, su suggerimento del fratello Modest), che efficacemente sintetizza l’intensità emotiva, la straziante malinconia che in effetti marchiano a chiare lettere la Sinfonia. La Patetica dunque come scrigno di una devastante sofferenza interiore, addirittura delineata seguendo le tracce dichiarate di un vero e proprio programma (ma “un programma che dovrà rimanere un mistero per tutti”, aveva confessato lo stesso Čajkovskij in una lettera al nipote Vladimir Davidov, il prediletto Bobik), e fatalmente destinata a rivelarsi funesto presagio di morte. Abbozzata già nei primi mesi del 1893, dopo un tormentato travaglio artistico la Sinfonia n.6 venne eseguita per la prima volta in pubblico a Pietroburgo il 28 ottobre di quello stesso anno, sotto la direzione dell'autore; neppure dieci giorni dopo, il 6 novembre, Čajkovskij moriva. Cause accidentali? Suicidio? Omicidio? Se ne dibatte ancora oggi, per quanto l’ipotesi di morte per colera sia stata quasi completamente soppiantata da quella che vuole Čajkovskij costretto al suicidio: colpevole di aver intrecciato una scandalosa relazione omosessuale

col giovanissimo nipote di un aristocratico molto vicino allo zar, e per questo condannato a quel gesto estremo, a bere arsenico, da un gran giurì d’onore. Ma forse, più semplicemente, Čajkovskij volle la propria morte; cercandola anche in un bicchier d’acqua, fatalmente non bollito. Perché il Čajkovskij che scrive la Patetica è un uomo ormai divorato dalla depressione e dalla nevrosi, ossessionato dalla solitudine, sempre più sgomento innanzi all’approssimarsi inesorabile della vecchiaia, terrorizzato e allo stesso tempo morbosamente attratto dalla morte. La Sinfonia accoglie così quella straziante confessione umana, che alla disperazione unisce il senso, altrettanto forte, di un fatalistico desiderio di autodistruzione; e mai prima di allora quel genere musicale era stato nutrito da una materia così autobiografica e personale. Il binomio vita-arte, spesso pericoloso per una corretta comprensione degli artisti, conosce qui una delle sue più eclatanti eccezioni. Tenebrosa è l’apertura dell’ampio primo tempo (“Adagio – Allegro non troppo”), con il primo tema che risuona nel lugubre e inquieto lamento del fagotto, disteso sopra il sostegno non meno sini-stro dei contrabbassi; incredibilmente lirico e disteso è invece il secondo tema, che porta violini e violoncelli a un gesto di cantabile dolcezza, gesto


inaspettato e memore dello slancio appassionato delle sue più celebri pagine per balletto. Lo sviluppo dei due motivi, annunciato da uno schianto violento a piena orchestra, si snoda da qui fin alla fine teso e drammaticissimo, con un incedere incalzante che viene interrotto da un breve ma significativo episodio: un lugubre e grave corale di ottoni tratto dal Requiem della liturgia ortodossa (alle parole “Con i santi fai riposare, Cristo, l’anima dei tuoi servitori”), che può suonare come un ultimo, disperato appello di Čajkovskij alla serenità della pace celeste. La coda conclusiva che segue si muove sugli ultimi riverberi del secondo, appassionato motivo, e suggella questo esteso primo movimento con la solennità di una processione, che procede su sbigottiti pizzicati degli archi. L’“Allegro con grazia”, il secondo movimento, ha la soavità elegante di un valzer ma evoca l’atmosfera crepuscolare di un desolato tramonto: il ritmo è difatti assai insolito (5/4 anziché i canonici 3/4), zoppica, possiede quel passo asimmetrico tipico dei canti popolari russi, e anche questa irregolarità ritmica trasmette al movimento, solo apparentemente svagato, un senso di continua incertezza. La sua sezione centrale, il Trio, accoglie del resto toni particolarmente struggenti e inquieti, amplificati dall’incessante sottofondo di battiti dei timpani. Anche

la sovreccitata frenesia vitalistica del successivo “Allegro molto vivace” appare più che altro come l’ultimo, forsennato tentativo di aggrapparsi al sogno di una felicità in realtà irraggiungibile. È come il palliativo di un’ottimistica conclusione a questa vicenda sinfonica, una fuga in un mondo fantastico popolato da ritmi di marcia e, soprattutto, dallo slancio aereo e scintillante tipico del balletto: viene in mente, non a caso, lo Schiaccianoci, con il suo apparato musicale festoso ma sempre carico d’inquietudini. E allora tutto il senso di questo percorso si troverà nella macerante desolazio-ne, davvero senza confini, del Finale (“Adagio lamentoso – Andante”): gli archi soli gemono, su un motivo straziante; poi un altro tema, che arriva dal primo movimento della Sinfonia, con il suo inesorabile andamento discendente. Il loro sviluppo è fatto di tormenti e tensioni, lancinanti gesti drammatici e luttuose perorazioni, in un lento, estenuante morire della materia sonora; da ultimo, solo il fagotto, i violoncelli e i contrabbassi fanno percepire le loro voci agonizzanti, in un panorama timbrico spettrale non dissimile da quello che ha aperto la Sinfonia Patetica. Qui l’oblio è l’unica certezza, la disperazione si fa tragedia. Senza alcuna possibilità di salvezza. Francesco Ermini Polacci


ORCHESTRA SINFONICA DEL CONSERVATORIO DI MUSICA “LUIGI CHERUBINI” DI FIRENZE L’Orchestra del 'Cherubini’ di Firenze è l’espressione più alta del ‘Sistema Orchestra’, creato nel 2005 all’interno del Conservatorio, nell’ambito delle classi di esercitazioni orchestrali e formazione orchestrale. È composta dagli studenti dei corsi più avanzati sia del vecchio che del nuovo ordinamento, e svolge una regolare attività di produzione, che include decine di concerti all’anno, in collaborazione con il coro e con altre orchestre e solisti dell’istituto di alta formazione musicale, oltre a varie collaborazioni sia in Italia che all’estero. Da segnalare la registrazione di alcuni importanti dvd, pubblicati e diffusi dalla De Agostini di Spagna, tra cui il Requiem in do minore e la Marcia funebre di Cherubini, il Deutsches Requiem di Brahms e la Messa da Requiem di Verdi. Altri fondamentali impegni della formazione sono stati l’esecuzione del Requiem di Mozart presso la Basilica

di San Lorenzo in Firenze e per il prestigioso ‘Festival di Pasqua’ di Roma; la rappresentazione dell’opera corale La casa dei lupi al Teatro La Pergola di Firenze; l’esecuzione dei Carmina Burana, unitamente al coro del Cherubini, presso il Verdi di Firenze e altri siti tra cui il concerto presso l’Università La Sapienza di Roma lo scorso ottobre, dove ha riscosso una calorosa accoglienza da parte di un folto pubblico. Tra le novità, è capofila del progetto della Regione Toscana, inauguratosi nel 2015, l’Orchestra dei Conservatori della Toscana (ne fanno parte l’Istituto Boccherini di Lucca, l’istituto Franci di Siena e l’istituto Mascagni di Livorno). Ha all’attivo importanti collaborazioni, tra cui quella con il Teatro dell’Opera di Firenze, e quella con l’ORT.


ORCHESTRA DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI MUSICALI "RINALDO FRANCI" DI SIENA L’Orchestra Rinaldo Franci è il frutto del progetto didattico di formazione dell'Istituto di Alta Formazione cui essa appartiene. Composta prevalentemente dai migliori allievi dell’Istituto, essa rappresenta il più importante strumento formativo per i giovani musicisti che, sia durante i loro studi accademici che successivamente, acquisiscono una pratica ed una esperienza orchestrale che hanno già permesso a tanti di loro di occupare posti rilevanti in istituzioni musicali nazionali ed internazionali (Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Filarmonica d‘Israele, Orchestra del Teatro alla Scala). Sotto la direzione dei docenti di esercitazioni orchestrali titolari, l’Orchestra Rinaldo Franci ha realizzato numerose e significative esecuzioni che includono dal repertorio sinfonico classico a quello solistico, fino a quello sacro e vocale senza trascurare la produzione di lavori contemporanei, alcuni dei quali apposi-

tamente composti per la compagine dalle competenze interne all'Istituto stesso. L’Orchestra ha collaborato anche con direttori ospiti e solisti di chiara fama, alcuni dei quali anche docenti ed ex allievi dell’Istituto, fra i quali citiamo Hector Moreno, Luciano Acocella, Michele Manganelli, Luca Rinaldi, Marco Guerrini, Luca Provenzani, Anastasia Tomaszewska Schepis, Patrizia Ciofi, Laura Polverelli. L'Orchestra è da anni impegnata in costanti collaborazioni con vari Enti e Associazioni del territorio, pubblici e privati, ed in attività di solidarietà. Attualmente il progetto è condiviso tra i Maestri Massimo Niccolai e Carlomoreno Volpini che curano la formazione dell'orchestra e la produzione, sostenendo anche il nuovo percorso che vede le orchestre dei quattro Istituti di Alta Formazione della Toscana riunite per alcuni progetti comuni nell'ottica dell'ampliamento degli orizzonti di formazione su scala regionale.


VIOLINI PRIMI

Daniele Giorgi * Virginia Ceri * Paolo Gaiani ** Patrizia Bettotti Virginia Capozzi (c) Elisabetta Delprato (f) Francesco Di Cuonzo Marian Elleman Chiara Foletto Kevin Mucaj (c) Marco Pistelli Marta Serpi (f) VIOLINI SECONDI

Chiara Morandi * Marcello D'Angelo ** Angela Asioli Stefano Bianchi Consuelo Catana (c) Alessandro Giani Virginia Goracci (f) Susanna Pasquariello Michele Pierattelli (c) Leonardo Rossi (f)

VIOLE

FLAUTI

Stefano Zanobini * Caterina Cioli ** Luca Cubattoli (f) Margherita Faneschi (f) Alessandro Franconi Marco Gallina (c) Tommaso Morano (c) Pier Paolo Ricci

Fabio Fabbrizzi * Michele Marasco * Caterina Compagno (c)

VIOLONCELLI

CLARINETTI

Luca Provenzani * Augusto Gasbarri ** Leonardo Ascione (c) Stefano Battistini Riccardo Della Noce (f) Elettra Mealli (c) Giacomo Petrucci (c) Giovanni Simeone

Marco Ortolani * Francesco Grassi (f)

CONTRABBASSI

Amerigo Bernardi * Luigi Giannoni ** Eugenia Barone (c) Pablo Escobar (c) Michele Bondesan (f) Adriano Piccioni

OBOI

Alessio Galiazzo * Flavio Giuliani * Anna Sorgentone (c)

FAGOTTI

Paolo Carlini * Umberto CodecĂ  * CORNI

Andrea Albori * Paolo Faggi * Domenico Figliomeni (c) Alessandro Giorgini (c)


TROMBE

Donato De Sena * Guido Guidarelli * TROMBONI

Paolo Masi * Edoardo Baldini (c) Stefano Bellucci BASSO TUBA

Riccardo Tarlini * TIMPANI

Morgan M.Tortelli * PERCUSSIONI

Niccolò Crulli (c) Mathieu Pinoit (c) ARPE

Irene Betti (c) Floriandre Dezaire (c)

ISPETTORE D’ORCHESTRA E ARCHIVISTA

* prime parti ** concertino

Alfredo Vignoli corsivo (c) allievi Conservatorio Cherubini di Firenze corsivo (f) allievi Istituto Franci di Siena


L'Orchestra della Toscana si è formata a Firenze nel 1980 per iniziativa della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Firenze. Nel 1983, durante la direzione artistica di Luciano Berio, è diventata Istituzione Concertistica Orchestrale per riconoscimento del Ministero del Turismo e dello Spettacolo. Composta da ottimi musicisti, che si suddividono anche in agili formazioni cameristiche, l’Orchestra realizza le prove e i concerti, distribuiti poi in tutta la Toscana, nello storico Teatro Verdi, situato nel centro di Firenze. Interprete duttile di un ampio repertorio che dalla musica barocca arriva fino ai compositori contemporanei, l’Orchestra riserva ampio spazio a Haydn, Mozart, tutto il Beethoven sinfonico, larga parte del barocco strumentale, con una particolare attenzione alla letteratura meno eseguita. Accanto ai grandi capolavori sinfonicocorali si aggiungono i Lieder di Mahler, le pagine corali di Brahms, parte del sinfonismo dell’Ottocento con una posizione di privilegio per

Rossini. Una precisa vocazione per il Novecento storico, insieme a una singolare sensibilità per la musica d’oggi, caratterizzano la formazione toscana nel panorama musicale italiano. Ospite delle più importanti Società di Concerti italiane, si è esibita con grande successo al Teatro alla Scala di Milano, al Maggio Musicale Fiorentino, al Comunale di Bologna, al Carlo Felice di Genova, all’Auditorium “Giovanni Agnelli” del Lingotto di Torino, all’Accademia di S. Cecilia di Roma, alla Settimana Musicale Senese, al Ravenna Festival, al Rossini Opera Festival e alla Biennale di Venezia. Numerose le sue apparizioni all’estero a partire dal 1992: Salisburgo, Cannes, Strasburgo, New York, Edimburgo, Madrid, Hong Kong, Tokyo, Buenos Aires, Santiago, Lima solo per ricordarne alcune. Incide per Emi, Ricordi, Agorà, Dreyfus. Lo scorso 30 settembre è uscito su etichetta Sony Classical un nuovo disco dell'ORT diretta da Daniele Rustioni e decicato alle musiche di Giorgio Federico Ghedini.


Andrea Tacchi “Se il mondo fosse orchestra e le emozioni uno spartito, il violino senza dubbio suonerebbe la tristezza ...” La prematura e improvvisa scomparsa di Andrea Tacchi, primo violino dell’Orchestra della Toscana, raffinato e comunicativo musicista, è motivo di grande tristezza e dolore. L’Orchestra perde un punto di riferimento importante, un artista e un uomo generoso, autorevole e appassionato.   Per tutti quelli che hanno potuto ascoltarlo e hanno potuto apprezzare la sua qualità artistica e umana, la sua presenza resterà viva e intensa. Andrea sapeva evocare con il suo violino immagini, emozioni e pensieri autentici e forti. L’uomo ci mancherà moltissimo, l’eco della sua musica non potrà mai lasciarci.


COMUNICAZIONI PER IL PUBBLICO

SITO INTERNET

Qui sono raccolte tutte le informazioni che riguardano l’Orchestra della Toscana. Trovate il calendario, le news con gli aggiornamenti, le anticipazioni, le foto gallery ed i dettagli di tutte le nostre inziative. È anche il punto di partenza per i nostri canali social (Facebook, Twitter, You Tube,Pinterest e Instagram). Si possono scaricare materiali informativi ed inviti ad iniziative speciali: www.orchestradellatoscana.it I PROGRAMMI SU ISSUU

Tutti i programmi di sala, come questo che state leggendo, vengono pubblicati con qualche giorno di anticipo sul portale Issuu a questo indirizzo: issuu.com/orchestradellatoscana Chi vuole può dunque prepararsi all’ascolto in anticipo e comodamente da casa. Il link è disponibile anche nel nostro sito internet. I programmi resteranno a disposizione del pubblico per tutta la stagione.

UN ABBONAMENTO SPECIALE PER I SOCI COOP

Con la nuova stagione riparte la convenzione esclusiva pensata per i soci Unicoop Firenze che potranno usufruire di uno sconto di € 2,00 sull’acquisto del biglietto di ingresso per tutti i 16 concerti fiorentini in programma al Teatro Verdi durante la Stagione 20162017. Ma non è finita qui: l'ORT offre inoltre l’opportunità ai soci Unicoop Firenze di sottoscrivere un esclusivo abbonamento a 5 concerti ad un prezzo speciale di € 55,00 (posti di II settore). Questo abbonamento potrà essere richiesto, a partire dal prossimo dicembre, presso la biglietteria del Teatro Verdi di Firenze (via Ghibellina 97 - orario di apertura dal lunedì al sabato 10-13 e 16-19).


I PROSSIMI APPUNTAMENTI

16

NOVEMBRE

mercoledì ore 21.00

30

NOVEMBRE

mercoledì ore 21.00

DANIELE GIORGI direttore CHLOË HANSLIP violino

musiche di Brahms Festa della Toscana

CHRISTOPH POPPEN

direttore

ANNA FUSEK flauto dolce musiche di Mozart, Bach, Vivaldi, Haydn

17

DICEMBRE

sabato ore 16.30

Tutti al Teatro Verdi!!!

IL PUPAZZO DI NEVE

CARLOMORENO VOLPINI direttore cartone animato con voce recitante e musica dal vivo


SOSTENENDO L’ORT SARÀ TUTTA UN’ALTRA MUSICA

Crediamo che la cultura rappresenti un volano di sviluppo del territorio, arricchisca la società e assicuri la crescita consapevole delle nuove generazioni. Siamo convinti che la musica possa nutrire lo spirito e il corpo, che contribuisca a far crescere le nuove generazioni attraverso un ascolto consapevole dell’affascinante mondo musicale in cui viviamo, un mondo in continua trasformazione. La nostra proposta musicale è rivolta a tutti e suggerisce una libertà di ascolto che spazia nel tempo, dal passato al presente. Lavoriamo con impegno e passione perchè siamo convinti che con una musica intelligente e bella si possa vivere meglio. Cerchiamo amici disposti a condividere il nostro lavoro, affiancandoci nel percorso e sostenendoci nella nostra visione di una città più armoniosa. Il tuo contributo potrà arricchire l’attività e i progetti di formazione e di educazione all’ascolto rivolti ai più giovani.

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MY ORT € 50,00 SOSTENITORE € 100,00 AMICO € 250,00 ELITE € 500,00 Sul sito www.orchestradellatoscana. it è possibile scoprire tutti i vantaggi riservati ai nostri sostenitori. Il proprio contributo può essere comodamente donato con bonifico bancario sul conto corrente IBAN IT 75 S061 6002 8001 0000 0010 505

E anche per le aziende che vorranno essere partner dell’ORT, saremo lieti di costruire le opportunità migliori. Inoltre destinando il 5 PER MILLE all’Orchestra della Toscana si potrà contribuire ai progetti didattici, alle iniziative scolastiche e provinciali organizzate dall’ORT: basta mettere la propria firma nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi riservato e riportare il codice fiscale della nostra fondazione: 01774620486 Ufficio sviluppo sviluppo@orchestradellatoscana.it


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TEATRO VERDI

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IMPAGINAZIONE

Ambra Greco FOTO

Marco Borrelli (copertina, 18, 19, 22) Davide Cerati (5, 6), Musacchio & Iannello (7, 8), Fabrizio Darmanin (14) STAMPA

Grafiche Martinelli (Firenze)



Concerto di Inaugurazione 16_17